L’uomo, la bestia e la virtù con Vanessa Gravina al Teatro Quirino — dal 16 al 21 marzo 2027
L'uomo, la bestia e la virtù di Luigi Pirandello, con Vanessa Gravina, Max Malatesta e Nicola Rignanese, nell'adattamento e con la regia di Roberto Valerio, va in scena al Teatro Quirino Vittorio Gassman, in via delle Vergini 7 (00187 Roma), da martedì 16 a domenica 21 marzo 2027, per sei recite: martedì, mercoledì e venerdì alle 21:00, giovedì, sabato e domenica alle 17:00. Lo spettacolo è presentato da Teatri di Pistoia Centro di Produzione Teatrale in collaborazione con il Teatro Nuovo Giovanni da Udine. Il Quirino è nel rione Trevi, fra via del Corso e la Fontana di Trevi, e si raggiunge a piedi dalle fermate Barberini e Spagna della metro A. I prezzi dei diversi settori sono pubblicati dal teatro nella sezione dedicata a biglietti e abbonamenti; i biglietti si comprano sul sito ufficiale del Teatro Quirino, dal pulsante di acquisto online della pagina dello spettacolo, oppure al botteghino di via delle Vergini.

L'uomo, la bestia e la virtù al Quirino: date, orari e biglietti
L'uomo, la bestia e la virtù resta in cartellone al Teatro Quirino di Roma per una sola settimana, dal 16 al 21 marzo 2027, con sei recite e orari che cambiano da un giorno all'altro.
Le tre serali
Martedì 16 marzo alle 21:00, mercoledì 17 alle 21:00 e venerdì 19 alle 21:00. Sono le recite adatte a chi vuole unire lo spettacolo a una cena nel centro storico, prima o dopo.
Le tre pomeridiane
Giovedì 18 marzo alle 17:00, sabato 20 alle 17:00 e domenica 21 alle 17:00, ultima recita romana. Il sabato, a differenza di molte altre sale, la recita è pomeridiana: chi dà per scontata una serata del sabato deve fare attenzione al calendario pubblicato dal teatro.
Come si comprano i biglietti
La pagina dello spettacolo sul sito del Quirino ha un pulsante di acquisto online collegato alla biglietteria ufficiale del teatro. Il botteghino di via delle Vergini vende i biglietti di persona negli orari pubblicati sul sito, che variano con le stagioni. I prezzi per platea, balconate e galleria sono nella sezione Abbonamenti e Biglietti 2026/2027.
La locandina completa
Vanessa Gravina, Max Malatesta e Nicola Rignanese sono i tre nomi in testa al cartellone. Con loro recitano Beatrice Fedi, Massimo Grigò, Franca Penone, Lorenzo Prestipino e Mario Valiani. Scene e costumi sono di Guido Fiorato, le musiche originali di Anselo Luisi, le luci di Emilio Pona; adattamento e regia di Roberto Valerio.
L'uomo, la bestia e la virtù: la trama della commedia di Pirandello
L'uomo, la bestia e la virtù è la commedia che Luigi Pirandello scrisse nel 1919, tratta dalla sua novella Richiamo all'obbligo del 1906, e che l'autore stesso definì un apologo in tre atti.
Il triangolo
Il professor Paolino, l'Uomo, vive di lezioni private e ostenta una morale inflessibile. Fra i suoi allievi c'è Nonò, un ragazzo di undici anni, figlio della signora Perella, la Virtù: una madre pudica e morigerata, di fatto abbandonata dal marito. Il capitano Perella, la Bestia, è un marinaio di lungo corso sempre lontano, che in un altro porto ha un'altra donna e altri figli, e che quando torna a casa trova ogni pretesto per non avvicinarsi alla moglie.
L'accidente
Fra Paolino e la signora Perella c'è una relazione clandestina, e la relazione ha una conseguenza: una gravidanza non voluta. Nessun dubbio sulla paternità, perché il capitano da tempo rifiuta ogni contatto con la moglie. Per salvare le apparenze serve che il marito, nell'unica notte che trascorrerà a casa prima di ripartire, torni a essere un marito a tutti gli effetti.
Il piano di Paolino
Paolino si fa preparare da un medico un potente afrodisiaco, che finisce dentro alcuni pasticcini al cioccolato; poi trucca e veste la timida amante perché sembri tutt'altro che virtuosa. La cena in casa Perella diventa una sequenza di situazioni comiche, con il capitano di pessimo umore, la governante, il farmacista che ha capito tutto e il professore che si agita come un regista in panne.
I vasi sul balcone
Il segnale concordato è semplice: se la notte andrà come deve, la mattina dopo la signora Perella esporrà un vaso di fiori sul balcone. La soluzione della commedia è affidata proprio a quei vasi, e al modo in cui Paolino, di fronte al successo del suo piano, scopre che l'Uomo e la Bestia forse non sono quelli che sembravano all'inizio.
La regia di Roberto Valerio: una commedia in una scena onirica
Nelle note di regia pubblicate dal Teatro Quirino, Roberto Valerio definisce L'uomo, la bestia e la virtù una commedia stranamente divertente, che dietro il classico triangolo amoroso nasconde temi che parlano ancora al presente.
Le maschere di oggi
Il regista elenca i nodi che lo interessano: il salvare le apparenze, l'ipocrisia, il perbenismo, il senso della morale ai nostri giorni, e il possesso del corpo della donna amata, che accosta alle pagine di cronaca dei giornali. Mettere in scena il testo oggi, scrive, vuol dire fare i conti con la propria ipocrisia e con quella che ci circonda.
Una scenografia sospesa
La messinscena colloca i personaggi in una scenografia onirica, come sospesi in un tempo indefinito. Valerio ricorda che Pirandello li introduce con didascalie che li descrivono come animali, e li avvicina ai Sei personaggi e a Non si sa come: in Pirandello, osserva, il sogno spesso rivela più del reale.
Paolino come Hinkfuss
L'immagine più teatrale della nota riguarda il protagonista. Nel tentativo di salvare la signora Perella dal precipizio, e soprattutto sé stesso, Paolino diventa una sorta di demiurgo, un novello Hinkfuss, il regista di Questa sera si recita a soggetto, che allestisce la scena per far cadere la Bestia in trappola. Resta da vedere chi, alla fine, ci cadrà davvero.
La domanda finale
La nota si chiude con una frase dello stesso Pirandello, che il regista usa come chiave dello spettacolo: «Che possiamo noi realmente sapere degli altri? Nulla, forse davvero nulla».
L'uomo, la bestia e la virtù nella storia del teatro di Pirandello
La prima rappresentazione di L'uomo, la bestia e la virtù si tenne a Milano, al Teatro Olimpia, il 2 maggio 1919, con la Compagnia di Antonio Gandusio, e non fu accolta bene dal pubblico.
Un debutto difficile
Gli spettatori, che forse non si aspettavano da Pirandello una commedia dai toni farseschi e scollacciati, reagirono con freddezza. Il testo fu rivalutato più tardi dalla critica e dal pubblico, fino a diventare una delle commedie più rappresentate dell'autore, in Italia e all'estero.
Dalla rivista al volume
Il testo fu pubblicato nel settembre 1919 nella rivista Comoedia e poi in volume nel 1922 dall'editore Bemporad. Oggi fa parte di Maschere nude, la raccolta completa del teatro pirandelliano.
Il cinema con Totò e Orson Welles
Nel 1953 Steno ne trasse un film con Totò nei panni del professor Paolino, Orson Welles in quelli del capitano e Viviane Romance. È uno degli incroci più singolari del cinema italiano del dopoguerra, e dice quanto la commedia si presti a interpreti di temperamento comico.
Petella e Perella
Nella novella da cui nasce la commedia il capitano si chiama Petella, non Perella. Secondo la voce enciclopedica dedicata all'opera, il cognome richiamava probabilmente Giuseppe Petella, capitano dei Carabinieri del Regno d'Italia.
Chi è Vanessa Gravina: la biografia
Vanessa Gravina, nata a Milano il 4 gennaio 1974, è un'attrice e regista teatrale che ha debuttato al cinema a undici anni con Colpo di fulmine di Marco Risi, ottenendo una candidatura al Nastro d'argento come migliore attrice esordiente.
Un'infanzia sul set
A sei mesi è già protagonista di una pubblicità per Carosello; da bambina posa per fotografi come Fabrizio Ferri, Richard Avedon, Oliviero Toscani e Angelo Frontoni. Nel 1981, a sette anni, debutta alla radio in Torno subito di Diego Cugia. Dopo Colpo di fulmine arrivano Maramao, opera prima di Giovanni Veronesi, 32 dicembre di Luciano De Crescenzo e la miniserie Due fratelli di Alberto Lattuada.
La televisione
Il grande pubblico la conosce nel 1988 con Don Tonino, poi con La piovra 4 e La piovra 5 di Luigi Perelli. Nel 2001 è la dottoressa Paola Duprè nella quarta stagione di Incantesimo, ruolo che le vale la Grolla d'oro come migliore attrice televisiva. Seguono CentoVetrine, Sospetti, Gente di mare, Un caso di coscienza, Madre, aiutami accanto a Virna Lisi e, dall'autunno 2018, la contessa Adelaide di Sant'Erasmo nella serie quotidiana Il paradiso delle signore di Rai 1.
Il teatro, da Strehler in poi
Nel 1991 Giorgio Strehler la sceglie per il ruolo di Hilde nella Donna del mare di Ibsen al Piccolo Teatro di Milano. Da allora il teatro è una costante: La signorina Giulia di Strindberg e La bisbetica domata con Armando Pugliese, A piedi nudi nel parco di Neil Simon, Le serve di Genet, Testimone d'accusa di Agatha Christie con Geppy Gleijeses, e nel 2025 Pazza di Tom Topor.
Pirandello, una frequentazione lunga
Il rapporto con Pirandello attraversa tutta la carriera teatrale di Vanessa Gravina: La vita che ti diedi con Luigi Squarzina nel 2004, Vestire gli ignudi con Walter Manfrè fra il 2008 e il 2010, Il piacere dell'onestà con Liliana Cavani dal 2018. L'uomo, la bestia e la virtù è il quarto titolo pirandelliano del suo percorso.
I riconoscimenti
Oltre alla candidatura al Nastro d'argento del 1986 e alla Grolla d'oro del 2001, ha ricevuto nel 2007 una menzione speciale al Festival del Cinema di Roma per L'uomo privato di Emidio Greco e nel 2024, a Venezia, lo Starlight International Cinema Award come migliore attrice. Nel 2019 ha firmato anche una regia, Il combattimento di Tancredi e Clorinda di Monteverdi.
Roberto Valerio, Nicola Rignanese e Max Malatesta
L'uomo, la bestia e la virtù è il terzo spettacolo in cui Vanessa Gravina lavora con Roberto Valerio, dopo il Tartufo di Molière e Zio Vanja di Čechov.
Il sodalizio con Valerio
Nel Tartufo, fra il 2019 e il 2020 e poi in ripresa nel maggio 2023, Vanessa Gravina era Elmira accanto a Giuseppe Cederna; nel 2022 era la protagonista di Zio Vanja, sempre diretta da Valerio. Il regista torna ora su un testo in cui il gioco delle maschere è dichiarato fin dal titolo, e in cui Gravina è di nuovo la donna al centro di un inganno domestico.
Nicola Rignanese, il capitano
Nato a Foggia nel 1965, diplomato nel 1991 alla Scuola d'arte drammatica Paolo Grassi di Milano, Nicola Rignanese è un attore di lungo corso fra teatro, cinema e televisione. Esordisce al cinema nel 1996 con Vesna va veloce di Carlo Mazzacurati e lavora spesso con Antonio Albanese: Uomo d'acqua dolce, Qualunquemente, Tutto tutto niente niente, la serie I topi, Cento domeniche. In televisione è stato in Questo nostro amore e ha interpretato Boris Giuliano nella serie La mafia uccide solo d'estate.
Max Malatesta, il professor Paolino
A Max Malatesta tocca il ruolo più ingrato e più divertente, quello del trasparente signor Paolino, professore privato: il personaggio che tiene in mano la commedia, costruisce il piano e ne subisce le conseguenze.
Il resto della compagnia
Massimo Grigò interpreta due fratelli, il dottor Nino Pulejo e il farmacista Totò; Franca Penone è sia Rosaria, la governante di Paolino, sia Grazia, la domestica di casa Perella; Mario Valiani è lo scolaro Giglio e il marinaio; Lorenzo Prestipino è lo scolaro Belli; Beatrice Fedi è Nonò, il figlio undicenne dei Perella.
Una curiosità su L'uomo, la bestia e la virtù con Vanessa Gravina al Teatro Quirino — dal 16 al 21 marzo 2027
La curiosità più gustosa riguarda il film del 1953. Quando Steno portò la commedia al cinema, affidò il ruolo del professor Paolino a Totò e quello del capitano Perella a Orson Welles. Totò e Welles nello stesso film tratto da Pirandello: un accostamento che oggi sembra impossibile e che invece è accaduto davvero, e che racconta bene la doppia natura del testo, farsa e tragedia insieme.
La seconda curiosità è nella distribuzione dei ruoli di questa messinscena. Il ruolo del piccolo Nonò, un ragazzo di undici anni, è affidato a un'attrice adulta, Beatrice Fedi; e diversi attori sostengono due parti ciascuno. Massimo Grigò è insieme il medico e il fratello farmacista, Franca Penone è la governante di una casa e la domestica dell'altra. In una regia che parla di maschere, il fatto che le stesse facce passino da un personaggio all'altro è tutt'altro che un dettaglio pratico.
La terza curiosità riguarda il debutto del 1919. Il pubblico milanese del Teatro Olimpia non gradì la commedia, giudicata troppo scollacciata per l'autore che si andava affermando come il più inquieto del teatro italiano. Oggi è uno dei titoli pirandelliani più rappresentati: un fiasco trasformato in classico dal tempo, che è la sorte di molte opere scomode al primo ascolto.
Il Teatro Quirino Vittorio Gassman, la sala dello spettacolo
Il Teatro Quirino è una sala a ferro di cavallo con due balconate e una galleria, per 852 posti, nel rione Trevi; dal 2015 lo gestisce la Quirino srl, con la direzione artistica di Guglielmo Ferro.
Nato in legno
Il primo Quirino lo volle nel 1871 il principe Maffeo Barberini Colonna di Sciarra, dentro la proprietà di Palazzo Sciarra, con l'ingresso su via del Corso e un corpo che arrivava fino a ridosso della Fontana di Trevi. Il progetto era di Giulio De Angelis, con Francesco Marra; la struttura era interamente in legno e, secondo la tradizione, fu montata in una sola giornata. Il nome richiama il Quirinale e il dio Quirino.
Ricostruito in muratura
Nel 1882 l'apertura di una strada fra via del Corso e la Fontana di Trevi costrinse a smontarlo. De Angelis lo ridisegnò in muratura, pochi metri più in là, con la sala a ferro di cavallo, due ordini di palchi e colonnine di ghisa in stile neoclassico. Nel 1898 gli interni furono decorati con drappi, velluti e stucchi dorati.
Le due mani di Piacentini
Nel 1914 Marcello Piacentini abbassò la platea per aggiungere un terzo ordine di palchi e dotò il teatro di un tetto apribile. Nel 1954 tornò con un intervento più radicale: gradinate a sbalzo al posto di quasi tutti i palchi, nuovi impianti e la pensilina che ancora oggi segna l'ingresso. Il teatro rinnovato riaprì il 13 ottobre 1955. La scheda del luogo è nella pagina sul Teatro Quirino.
Una cosa che non ti dice nessuno su L'uomo, la bestia e la virtù con Vanessa Gravina al Teatro Quirino — dal 16 al 21 marzo 2027
Quello che raramente si dice di questa commedia è che non è una commedia leggera, nonostante le risate. Sotto il meccanismo della farsa, i pasticcini afrodisiaci, il trucco pesante, i vasi sul balcone, c'è una donna che viene truccata, vestita e spinta verso un uomo che non la desidera perché due uomini possano salvare la faccia. Roberto Valerio lo dichiara nelle note: il possesso del corpo della donna amata è una delle questioni su cui la regia insiste. Chi va a teatro aspettandosi solo una pochade troverà qualcosa di più amaro.
La seconda cosa riguarda il finale. Nelle ultime battute è Paolino, non Perella, a scoprirsi la vera bestia: la gioia per il pericolo scampato è guastata dalla consapevolezza di aver spinto la donna amata fra le braccia di un altro. È il rovesciamento pirandelliano per eccellenza, e il motivo per cui il titolo, che sembra un'etichetta da favola morale, è in realtà una domanda.
Terza cosa, pratica: l'unica settimana di repliche. A differenza di altri titoli della stagione del Quirino, che restano in scena due settimane, questo è in cartellone sei giorni. Chi vuole un posto buono in platea, soprattutto per le pomeridiane del sabato e della domenica, conviene che prenoti con anticipo.
Come arrivare al Teatro Quirino
Il Teatro Quirino, in via delle Vergini 7, si trova nel rione Trevi, fra via del Corso e la Fontana di Trevi, nel centro storico; si raggiunge a piedi dalle fermate Barberini e Spagna della metro A.
In metro
Dalla fermata Barberini si scende lungo via del Tritone verso via del Corso e, all'altezza della Fontana di Trevi, si entra nelle stradine del rione fino a via delle Vergini. Dalla fermata Spagna si attraversa la zona di via Condotti fino a via del Corso: il percorso è un po' più lungo, ma molto piacevole prima di una pomeridiana di marzo.
In autobus
Molte linee percorrono via del Tritone e via del Corso o fermano nei dintorni di piazza Venezia. La combinazione più rapida dipende dal punto di partenza: il calcolatore di percorso di Atac la indica in tempo reale.
In auto e in taxi
Il centro storico è in zona a traffico limitato: chi arriva in auto deve lasciarla fuori dalla ZTL e proseguire a piedi o con i mezzi. Per le recite serali, all'uscita dopo le 23, il taxi è la soluzione più comoda per rientrare.
Il consiglio che ti do per visitare L'uomo, la bestia e la virtù con Vanessa Gravina al Teatro Quirino — dal 16 al 21 marzo 2027
Il consiglio è di leggere o rileggere il testo prima di andare. L'uomo, la bestia e la virtù è breve, tre atti rapidi, e si trova in Maschere nude e in molte edizioni economiche: sapere come va a finire non rovina nulla, perché il piacere della commedia è nel come ci si arriva, e chi conosce le battute di partenza apprezza meglio le scelte dell'adattamento di Roberto Valerio, che firma anche la riscrittura del testo.
Il secondo consiglio riguarda il posto. La messinscena punta su una scenografia onirica, con i personaggi sospesi in un tempo indefinito: è uno spettacolo che si gode anche nell'insieme, e a nostro giudizio la prima balconata del Quirino offre una vista più completa della scena rispetto alle ultime file della platea. Per seguire le espressioni di Vanessa Gravina e Max Malatesta, invece, conviene la platea centrale.
Terzo consiglio: scegliere la data in base al tipo di serata. Le serali del martedì, del mercoledì e del venerdì permettono di cenare dopo lo spettacolo nel centro; le pomeridiane del giovedì, del sabato e della domenica lasciano la sera libera. In marzo, all'uscita dalle pomeridiane, il rione Trevi è ancora pieno di gente: una passeggiata fino alla fontana è quasi obbligata.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Vanessa Gravina è un volto della televisione, da Incantesimo al Paradiso delle signore. Si cita meno che la sua carriera teatrale è cominciata con Giorgio Strehler: nel 1991, a diciassette anni, era Hilde nella Donna del mare di Ibsen al Piccolo Teatro di Milano. Da lì è passata per Luigi Squarzina, Liliana Cavani, Armando Pugliese, Geppy Gleijeses, e ha costruito un repertorio che va dalla tragedia greca, Elettra, Le troiane, Antigone, a Plauto, Genet e Agatha Christie.
È altrettanto risaputo che L'uomo, la bestia e la virtù è una commedia di Pirandello. Lo è meno il fatto che il testo nasca da una novella scritta tredici anni prima, Richiamo all'obbligo, e che lo stesso autore non lo chiamasse commedia ma apologo, cioè un racconto con una morale. Una morale che, come spesso accade in Pirandello, si rovescia nelle ultime battute.
Infine, un fatto sul teatro che ospita lo spettacolo. Il Quirino porta oggi, accanto al nome storico, quello di Vittorio Gassman. Lo si ricorda spesso; si ricorda meno che nel giugno 1899 sul suo podio salì il maestro Antonino Palminteri per I Lombardi di Verdi e Manon Lescaut di Puccini. Prima di essere una casa della prosa, il Quirino è stato un teatro d'opera.
Il rione Trevi intorno al Quirino
Il Teatro Quirino si trova nel rione Trevi, fra via del Corso e il colle del Quirinale: in pochi minuti a piedi si raggiungono la Fontana di Trevi, il Quirinale, piazza Colonna e la Galleria Alberto Sordi.
La Fontana di Trevi
La Fontana di Trevi è a poche decine di metri dall'ingresso del teatro, al punto che il primo Quirino, nel 1871, arrivava fino a ridosso della vasca. Di fronte alla fontana c'è la chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio a Trevi.
Il Quirinale e le Scuderie
Salendo per le stradine del rione si arriva alla piazza del Palazzo del Quirinale, con una delle viste più ampie sui tetti del centro. Di fronte ci sono le Scuderie del Quirinale, sede di grandi mostre: una visita prima della pomeridiana del sabato è un buon programma per una giornata di marzo.
Via del Corso e piazza Colonna
Scendendo verso via del Corso si incontra Palazzo Sciarra, nella cui proprietà nacque il primo teatro, e poco più a nord piazza Colonna. Sul lato opposto si apre la Galleria Alberto Sordi, utile riparo in caso di pioggia prima dello spettacolo.
La foto giusta da fare a L'uomo, la bestia e la virtù con Vanessa Gravina al Teatro Quirino — dal 16 al 21 marzo 2027
La foto giusta si fa fuori, sotto la pensilina che Marcello Piacentini aggiunse all'ingresso negli anni Cinquanta e che resta il segno distintivo della facciata su via delle Vergini. Con l'insegna accesa e il manifesto dello spettacolo con i nomi di Vanessa Gravina, Max Malatesta e Nicola Rignanese, è l'immagine che racconta la serata: un teatro all'italiana in una stradina del centro, a due passi dalla fontana più fotografata del mondo.
Durante lo spettacolo niente fotografie: lo impongono le regole del teatro e il rispetto per gli attori, e in una messinscena costruita su luci e atmosfere oniriche un flash rovina la scena a tutti. Prima dell'inizio, se il personale di sala lo consente, uno scatto della sala a ferro di cavallo dalla balconata, senza flash, restituisce l'architettura ottocentesca rinnovata da Piacentini.
Chi sceglie una pomeridiana ha un vantaggio in più: all'uscita, verso le 19 di un giorno di marzo, il cielo è al crepuscolo e la Fontana di Trevi è già illuminata. Conviene fotografarla dai gradini laterali, dove la folla è meno fitta, e magari cercare un balcone con i vasi di fiori nelle stradine intorno: un omaggio discreto al finale della commedia.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Teatro Quirino attraversa oltre centocinquant'anni di Roma capitale. Nel 1871, subito dopo la fine del potere temporale dei papi, il principe Maffeo Barberini Colonna di Sciarra fa costruire un teatro in legno nella proprietà di Palazzo Sciarra, su progetto di Giulio De Angelis e Francesco Marra. Il repertorio è popolare, pulcinellate e operette per il ceto medio della nuova capitale.
Nel 1882 il teatro viene smontato per aprire una strada fra via del Corso e la Fontana di Trevi e ricostruito in muratura pochi metri più in là. Nel 1898 gli interni si arricchiscono di velluti e stucchi dorati, e il cartellone si apre all'opera lirica e al balletto: nel giugno 1899 Antonino Palminteri dirige I Lombardi e Manon Lescaut.
Nel 1914 Marcello Piacentini aggiunge il terzo ordine di palchi e il tetto apribile. Dal 1946 il teatro è gestito dall'Ente Teatrale Italiano, che vi colloca anche i propri uffici; nel 1954 Piacentini lo ridisegna con le gradinate a sbalzo, e il Quirino riapre il 13 ottobre 1955. Nel 2009 la gestione passa alla Gitiesse Artisti Riuniti di Geppy Gleijeses, nel 2015 alla Quirino srl, con la direzione artistica di Guglielmo Ferro. In questa storia il 1919, l'anno del debutto milanese di L'uomo, la bestia e la virtù, cade a metà fra i due interventi di Piacentini: il testo e la sala sono quasi coetanei.
Chi è passato da L'uomo, la bestia e la virtù con Vanessa Gravina al Teatro Quirino — dal 16 al 21 marzo 2027
Dalla storia di L'uomo, la bestia e la virtù sono passati interpreti molto diversi fra loro. Il primo fu Antonio Gandusio, alla testa della compagnia che portò il testo al debutto milanese del 2 maggio 1919. Poi, al cinema, Totò e Orson Welles nel film di Steno del 1953, con Viviane Romance. Oggi tocca a Max Malatesta, Vanessa Gravina e Nicola Rignanese raccogliere quell'eredità, in una regia che guarda più all'incubo che alla farsa.
Dal Teatro Quirino sono passati, prima degli attori, gli uomini che lo hanno fatto: il principe Maffeo Barberini Colonna di Sciarra, l'architetto Giulio De Angelis, Marcello Piacentini. Sul podio, nel 1899, Antonino Palminteri. Nella gestione recente, Geppy Gleijeses e Guglielmo Ferro. E Gleijeses è anche il regista che ha diretto Vanessa Gravina in Testimone d'accusa, la prima messinscena italiana del classico di Agatha Christie.
Nella stessa stagione dal Quirino passano altri titoli di prosa e di repertorio, come Sei personaggi in cerca d'autore, un altro Pirandello, e Il viaggio di Francesco. Chi vuole costruirsi un piccolo percorso pirandelliano nella stagione romana trova al Quirino due tappe di segno opposto: il teatro nel teatro dei Sei personaggi e la farsa amara dell'apologo del 1919.
Con chi andare a vedere L'uomo, la bestia e la virtù
L'uomo, la bestia e la virtù è una commedia per un pubblico adulto: la trama ruota intorno a un adulterio, a una gravidanza nascosta e a un afrodisiaco, e la regia insiste sui lati più torbidi dei personaggi.
Per gli studenti
Per chi studia Pirandello alle superiori, lo spettacolo è una buona occasione per vedere in scena un testo meno frequentato a scuola di Così è (se vi pare) o dei Sei personaggi. Il teatro non indica limiti d'età, ma i temi, a nostro giudizio, lo rendono adatto dalla tarda adolescenza.
Per chi ama la televisione
Chi segue Il paradiso delle signore ritrova Vanessa Gravina in un registro diverso, più comico e più crudele; chi ha visto I topi di Antonio Albanese riconoscerà in Nicola Rignanese un attore di grande presenza fisica, adatto al ruolo della Bestia.
In coppia
Una commedia sul matrimonio, sull'ipocrisia e sulle apparenze è, a nostro giudizio, anche un ottimo argomento di conversazione per una coppia all'uscita: c'è materia per discutere su chi sia davvero l'Uomo, chi la Bestia e chi la Virtù.
Accessibilità del Teatro Quirino
Il Teatro Quirino ha una pagina dedicata all'accessibilità sul sito ufficiale; per le condizioni di accesso e i posti riservati alle persone con disabilità il riferimento è la biglietteria del teatro.
Prima di prenotare
Il Quirino è un teatro storico, rimaneggiato più volte: conviene chiedere quali settori siano raggiungibili senza scale prima di scegliere il posto, soprattutto per le balconate e la galleria.
Arrivare
Le stradine del rione Trevi sono pavimentate a sampietrini e spesso affollate di turisti. Per chi si muove con difficoltà il taxi fino all'imbocco di via delle Vergini è la scelta più sicura, in particolare per le pomeridiane del fine settimana.
Dove mangiare vicino al Teatro Quirino
Il rione Trevi è pieno di locali, ma molti sono pensati per i turisti che affollano la fontana: per mangiare bene prima o dopo lo spettacolo conviene allontanarsi di qualche strada.
Prima della pomeridiana
Per un pranzo prima delle 17:00, le strade fra via del Corso e il Pantheon offrono trattorie, forni e caffè storici. Meglio evitare i locali con il menù fotografato in vetrina sulle piazze più affollate.
Dopo la serale
Dopo le recite delle 21:00 la cena diventa un dopoteatro: la zona del Pantheon e le strade verso piazza Navona, a dieci minuti a piedi, restano vive fino a tardi anche nei giorni feriali.
Marzo a Roma
A metà marzo le giornate si allungano e le sere sono ancora fresche: per chi arriva dal centro a piedi conviene uno strato in più, perché l'uscita dal teatro dopo la serale cade quasi sempre dopo le 23.
Domande frequenti su L'uomo, la bestia e la virtù al Quirino
Quando va in scena L'uomo, la bestia e la virtù al Teatro Quirino?
L'uomo, la bestia e la virtù va in scena al Teatro Quirino di Roma dal 16 al 21 marzo 2027, con sei recite: martedì 16, mercoledì 17 e venerdì 19 alle 21:00; giovedì 18, sabato 20 e domenica 21 alle 17:00.
Chi recita in L'uomo, la bestia e la virtù con Vanessa Gravina?
In L'uomo, la bestia e la virtù al Quirino Vanessa Gravina è la signora Perella, Max Malatesta il professor Paolino, Nicola Rignanese il capitano Perella. Con loro Beatrice Fedi, Massimo Grigò, Franca Penone, Lorenzo Prestipino e Mario Valiani; regia e adattamento di Roberto Valerio.
Di che cosa parla L'uomo, la bestia e la virtù?
L'uomo, la bestia e la virtù, commedia di Pirandello del 1919, racconta il professor Paolino, amante della signora Perella, che la scopre incinta e deve far sì che il marito, un capitano di mare sempre assente, passi con lei la sua unica notte a terra, per salvare le apparenze di tutti.
Quanto costano i biglietti?
I prezzi dei biglietti di L'uomo, la bestia e la virtù sono pubblicati dal Teatro Quirino nella sezione Abbonamenti e Biglietti 2026/2027 del sito ufficiale. I biglietti si comprano online dalla pagina dello spettacolo o al botteghino di via delle Vergini 7.
Lo spettacolo è adatto ai ragazzi?
Il Teatro Quirino non indica limiti d'età per L'uomo, la bestia e la virtù. La commedia tratta di adulterio, di una gravidanza nascosta e di un afrodisiaco, con toni farseschi ma anche crudi: a nostro giudizio è adatta dalla tarda adolescenza, anche come approfondimento scolastico su Pirandello.
Come si arriva al Teatro Quirino?
Il Teatro Quirino, in via delle Vergini 7, è nel rione Trevi, a pochi passi dalla Fontana di Trevi. Si arriva a piedi dalle fermate Barberini e Spagna della metro A; l'auto è sconsigliata perché il centro storico è in zona a traffico limitato.
Chi è Roberto Valerio?
Roberto Valerio, regista di L'uomo, la bestia e la virtù al Quirino, firma anche l'adattamento del testo. Con Vanessa Gravina ha già realizzato il Tartufo di Molière, con Giuseppe Cederna, e Zio Vanja di Čechov nel 2022.
Il consiglio finale su L'uomo, la bestia e la virtù al Quirino
Un Pirandello feroce e divertente, con una protagonista che conosce l'autore da vent'anni, un regista che ha già lavorato due volte con lei e una compagnia in cui le stesse facce passano da una maschera all'altra, in un teatro ottocentesco a due passi dalla Fontana di Trevi. Il consiglio è di scegliere la data con attenzione, perché la settimana è una sola e gli orari cambiano di giorno in giorno, di prenotare presto un posto in platea o in prima balconata e di andarci pronti a ridere, sapendo che all'uscita resterà in bocca il sapore amaro della domanda di Pirandello: che cosa sappiamo davvero degli altri?
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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