Proponi un eventoAccediIl mio viaggio

Barutz in Due ore d’aria al Teatro Sala Umberto — 8 marzo 2027

Barutz, il comico veneto Francesco Baruto, porta Nonna Marisa in Due ore d'aria al Teatro Sala Umberto, in via della Mercede 50 (00187 Roma), lunedì 8 marzo 2027 alle 21:00, per una sola sera. Lo spettacolo è scritto e diretto da Charlie Tango, con la produzione di Hoouse Agency e Brave Agency, e dura circa novanta minuti in un atto. I prezzi pubblicati dalla pagina ufficiale del teatro sono 32 euro in poltrona e 23 euro in prima balconata A. La sala è nel rione Colonna, fra piazza di Spagna e la Fontana di Trevi, a una decina di minuti a piedi dalle fermate Spagna e Barberini della metro A. I biglietti si comprano sul sito ufficiale della Sala Umberto, salaumberto.com, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, oppure in biglietteria; il teatro accetta anche la carta del docente.

L'ingresso del Teatro Sala Umberto in via della Mercede, dove Barutz porta Due ore d'aria
L'ingresso del Teatro Sala Umberto in via della Mercede, dove Barutz porta Due ore d'aria Foto: Foto: indeciso42, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Una nonna che ripercorre il passato per capire il presente, un nipote della Generazione Z in collegamento video, una truffa surreale di cui l'anziana signora diventa vittima a sua insaputa: Due ore d'aria è lo spettacolo con cui Barutz porta a Roma il personaggio che lo ha reso popolare, Nonna Marisa. Una serata sola, di lunedì, in una sala del centro nata nel 1882.

Barutz a Roma: data, orario e biglietti

La serata di Barutz alla Sala Umberto è lunedì 8 marzo 2027, con inizio alle 21:00: è l'unica data romana indicata dalla pagina ufficiale del teatro.

L'orario e la durata

Lo spettacolo comincia alle 21:00 e dura circa novanta minuti, in un atto unico: si esce intorno alle 22:30. Per una serata di comicità conviene essere in sala un quarto d'ora prima, per ritirare i biglietti e lasciare il cappotto al guardaroba senza correre.

I prezzi

Secondo la tabella della pagina ufficiale, il biglietto intero costa 32 euro in poltrona, in platea, e 23 euro in prima balconata A. Sono due soli settori, con una differenza di nove euro.

Dove si comprano

I biglietti si acquistano sul sito ufficiale della Sala Umberto, dal pulsante della pagina dello spettacolo, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure in biglietteria. Per prenotazioni e informazioni il teatro indica il telefono 06 6794753, il numero WhatsApp 345 9409718 e l'indirizzo prenotazioni@salaumberto.com.

La carta del docente

La Sala Umberto accetta la carta del docente: gli insegnanti possono usarla anche per una serata di comicità.

Due ore d'aria: di che cosa parla lo spettacolo

In Due ore d'aria Nonna Marisa ripercorre il suo passato per cercare di capire il presente, e trova nel nipote Filippo, perfetto rappresentante della Generazione Z, il suo punto di osservazione privilegiato.

Due epoche a confronto

La presentazione del teatro descrive un racconto comico costruito fra ricordi di un'altra epoca e dinamiche di oggi spesso incomprensibili per chi è cresciuto senza smartphone. Il motore della comicità è il confronto: la nonna guarda il mondo del nipote con gli occhi del suo tempo, e ne esce una serie di fraintendimenti.

Fraintendimenti e gag

Il testo ufficiale parla di fraintendimenti irresistibili, racconti al limite dell'assurdo, riflessioni spiazzanti su temi attuali e situazioni che degenerano in gag imprevedibili. È la struttura del monologo comico a personaggio: una voce sola, riconoscibile, che attraversa argomenti diversi restando fedele a sé stessa.

La truffa

Il filo narrativo porta fino a una surreale truffa, di cui la stessa Nonna diventa vittima a sua insaputa. Il dettaglio non è secondario: le truffe agli anziani sono un tema di cronaca quotidiana, e affrontarlo in chiave comica, dal punto di vista della vittima, è una scelta che a nostro giudizio dà allo spettacolo un fondo di verità.

Il nipote in video

A rendere la serata più dinamica ci sono i collegamenti video con Filippo, che portano in scena dialoghi diretti, e secondo la presentazione esilaranti e senza filtri, amplificando il contrasto fra generazioni. Lo spettacolo alterna così il monologo e i contenuti multimediali.

Il titolo: perché due ore d'aria

Il titolo gioca con l'espressione ora d'aria, il tempo che nelle carceri i detenuti trascorrono all'aperto, e la moltiplica per la durata dello spettacolo.

Una nonna in cortile

La presentazione chiude con una promessa: regalare al pubblico due ore d'aria pura, capaci di far ridere e riflettere. Per una nonna che vive il presente come un luogo un po' ostile, l'uscita a teatro diventa davvero una boccata d'aria: il titolo parla di lei, e di chi la guarda.

La foto segnaletica

L'immagine ufficiale dello spettacolo prende sul serio la metafora carceraria. Nonna Marisa è ritratta come in una foto segnaletica, davanti a un metro da parete, con un cartello fra le mani: nome Marisa, cognome Scheggi, una data di nascita nel 1950, e due note, amica della Fernanda e un nipote ebete. Capelli bianchi e ricci, occhiali rossi, golfino verde: il personaggio è tutto lì.

Ridere e riflettere

La formula di chiusura, far ridere e riflettere, è quella di tanta comicità popolare italiana. In Due ore d'aria la riflessione passa per il confronto fra generazioni: chi ha una nonna, o un nipote, ci si riconoscerà.

Nonni e nipoti: il tema dello spettacolo

Il cuore di Due ore d'aria è il rapporto fra una nonna e un nipote della Generazione Z: un tema che attraversa quasi tutte le famiglie italiane e che lo spettacolo affronta con il linguaggio della comicità.

Due linguaggi

Da una parte i ricordi di un'altra epoca, dall'altra le dinamiche di oggi, che la presentazione definisce spesso incomprensibili. Il comico mette in scena lo scarto fra i due mondi senza schierarsi: si ride della nonna che non capisce, e del nipote che non spiega.

Una comicità senza cattiveria

La scheda di tournée insiste sull'affetto quotidiano, fatto di amore e di gesti simbolici, che il personaggio incarna. È il tono che distingue Nonna Marisa da molta comicità contemporanea: una risata che non umilia nessuno, e che per questo si può condividere fra generazioni nella stessa fila di poltrone.

La truffa come specchio

Il finale con la truffa, di cui Nonna Marisa è vittima a sua insaputa, porta in scena una paura concreta di molte famiglie. Riderne insieme, nonni e nipoti, è anche un modo per parlarne all'uscita dal teatro.

Chi è Barutz: Francesco Baruto e Nonna Marisa

Francesco Baruto, in arte Barutz, è un comico veneto che negli ultimi anni ha conquistato il pubblico con uno stile che la sua scheda di tournée definisce brillante, intelligente e contemporaneo.

Lo stile

La presentazione del suo spettacolo parla di una comicità raffinata ma accessibile, capace di unire ironia, osservazione sociale e grande empatia con il pubblico. Le sue serate, secondo la stessa fonte, sono spesso esaurite nei principali teatri veneti e coinvolgono spettatori di tutte le età.

Nonna Marisa

Fra i suoi personaggi più amati c'è Nonna Marisa, che la scheda descrive come un immaginario emozionale capace di incarnare la memoria della famiglia, la saggezza e le radici: un affetto quotidiano fatto di amore e di gesti simbolici. È un personaggio comico che non prende in giro gli anziani, ma parla attraverso di loro.

Fra risate e nostalgia

Lo spettacolo, secondo la presentazione della tournée, fa ridere e commuove, tra risate e nostalgia, conquistando il pubblico di ogni generazione. È il doppio registro che distingue la comicità a personaggio dalla stand-up pura: dietro la maschera della nonna c'è una storia di famiglia che ciascuno può riempire con la propria.

La tournée

Due ore d'aria è in tournée nella stagione 2026/2027 in diverse città italiane: fra le date pubblicate ci sono il Teatro Dehon di Bologna il 27 febbraio, il Teatro Nuovo di Ferrara il 25 marzo e il Teatro Michelangelo di Modena il 1° aprile 2027. La serata romana alla Sala Umberto si colloca fra la data di Bologna e quelle di fine marzo.

Dal Veneto a Roma

Per un comico cresciuto nei teatri di una regione, una data in un teatro storico del centro di Roma segna un allargamento del pubblico. Nonna Marisa parla una lingua di famiglia che, nelle intenzioni della presentazione, arriva a tutte le generazioni: la serata di via della Mercede ne è la verifica.

Chi firma lo spettacolo

Due ore d'aria è scritto e diretto da Charlie Tango ed è prodotto da Hoouse Agency e Brave Agency.

Scrittura e regia

Affidare testo e regia alla stessa firma è una scelta frequente negli spettacoli a personaggio: chi scrive conosce i tempi del personaggio e li costruisce su misura per il suo interprete. Il risultato, nelle intenzioni della presentazione, è uno spettacolo brillante e contemporaneo.

Il ruolo del video

I collegamenti con il nipote Filippo richiedono una regia attenta anche alla parte multimediale: il dialogo fra la nonna in scena e il ragazzo sullo schermo è il meccanismo che mette in cortocircuito le due generazioni, e la sua riuscita dipende dal ritmo fra palco e video.

Una curiosità su Barutz in Due ore d'aria al Teatro Sala Umberto — 8 marzo 2027

La curiosità più evidente è la data. Lunedì 8 marzo è la Giornata internazionale della donna, e la Sala Umberto la celebra, involontariamente o no, con una protagonista femminile: una nonna, interpretata da un uomo. È un paradosso che la tradizione comica conosce bene, quella del personaggio en travesti, e che qui si carica di un significato affettuoso. Nonna Marisa, amica della Fernanda, con un nipote che lei stessa definisce ebete, è il ritratto di una generazione di donne che hanno tenuto insieme le famiglie italiane.

La seconda curiosità riguarda il cartello della locandina. Il cognome di Nonna Marisa è Scheggi, e la data di nascita scritta sul cartello cade nel 1950: la nonna, dunque, ha settantasei anni nel 2027. È una nonna giovane rispetto allo stereotipo, cresciuta negli anni del boom economico, abbastanza vicina al presente da provare a capirlo e abbastanza lontana da non riuscirci.

La terza riguarda il teatro. La Sala Umberto, nel 1928, fu trasformata dai fratelli Marino in un teatro di varietà, con comici, sciantose e vedettes. Il comico a personaggio, con il costume, la parrucca e una voce riconoscibile, è l'erede diretto di quel mondo: quasi un secolo dopo, Nonna Marisa riporta in via della Mercede lo spirito del varietà.

La Sala Umberto, teatro di via della Mercede

Il Teatro Sala Umberto ha 485 posti in una sala rettangolare con platea discendente e una balconata; nato nel 1882 al pianterreno di un palazzo di via della Mercede, dal 2002 è diretto artisticamente da Alessandro Longobardi.

Dal 1882 al varietà

La sala fu voluta da Andrea Busiri Vici e decorata da Alessandro Bazzani; ospitò concerti, operette e commedie. Nel 1890 l'architetto Giulio Podesti la ampliò fino a 650 posti, nel 1913 divenne cinematografo. Nel 1928 i fratelli Marino, proprietari del Salone Margherita, la riportarono al varietà e le diedero il nome del re.

Dal cinema alla prosa

Intorno al 1930 tornò il cinema. Nel 1981 la sala riaprì come teatro con l'Ente teatrale italiano, nel 1991 tornò al cinema, e dal 2002 è stabilmente teatro, con prosa, comicità, musica e spettacoli per ragazzi.

Una sala raccolta

Le dimensioni della Sala Umberto sono adatte a uno spettacolo a personaggio: la voce arriva senza fatica anche alla balconata, e i dettagli del costume e delle espressioni si leggono bene dalla platea. Per i collegamenti video, uno schermo in una sala di queste dimensioni resta visibile da tutti i posti.

Una cosa che non ti dice nessuno su Barutz in Due ore d'aria al Teatro Sala Umberto — 8 marzo 2027

Quello che non si dice è che Barutz arriva a Roma da comico di un territorio preciso. La sua presentazione parla di serate spesso esaurite nei principali teatri veneti: la sua comicità è nata e cresciuta in una regione, con il suo pubblico, i suoi riferimenti, forse il suo accento. La data romana è un banco di prova diverso, davanti a un pubblico che il personaggio deve conquistare da zero. Chi va alla Sala Umberto l'8 marzo assiste a questo passaggio.

La seconda cosa è che Nonna Marisa è un personaggio trasversale. La presentazione insiste sul pubblico di tutte le età, e la struttura dello spettacolo, con una nonna e un nipote, parla a due generazioni insieme. A nostro giudizio è una delle poche serate di comicità della stagione in cui ha senso andare con i nonni o con i figli adolescenti.

La terza è pratica: l'8 marzo è un lunedì, e in molte famiglie è la sera della festa della donna. Andare a teatro con la propria madre, o con la propria nonna, a vedere una nonna in scena è un'idea che il calendario suggerisce da solo.

Come arrivare alla Sala Umberto

La Sala Umberto è dentro la ZTL del centro storico: si arriva con la metro A, scendendo a Spagna o a Barberini e proseguendo a piedi per circa dieci minuti.

Da Spagna o da Barberini

Da Spagna si attraversa la piazza e si prende via di Propaganda verso Sant'Andrea delle Fratte; da Barberini si scende per via del Tritone e si piega verso via della Mercede. Sono percorsi in piano o in leggera discesa, adatti anche a chi cammina piano.

In autobus

Molte linee di superficie percorrono via del Tritone e via del Corso: per il percorso esatto conviene usare il calcolatore di Atac, che tiene conto delle deviazioni nel centro.

In auto e in taxi

L'auto va lasciata fuori dalla ZTL, nei parcheggi in struttura. Per chi va a teatro con persone anziane, il taxi fino a piazza San Silvestro, a pochi passi dall'ingresso, è la soluzione più comoda, all'andata e al ritorno.

Il consiglio che ti do per visitare Barutz in Due ore d'aria al Teatro Sala Umberto — 8 marzo 2027

Il consiglio è di andarci in famiglia, mescolando le generazioni. Uno spettacolo costruito sul dialogo fra una nonna e un nipote si gode di più se in sala ci sono entrambi: i nonni riconosceranno le proprie reazioni davanti alla tecnologia, i nipoti le proprie risposte spazientite. L'8 marzo, festa della donna, è l'occasione perfetta per portare a teatro una nonna o una madre.

Il secondo consiglio riguarda il posto. La poltrona, in platea, costa 32 euro, la prima balconata A 23: per chi va con persone anziane la platea evita le scale e garantisce la vista migliore sul personaggio; per chi va con ragazzi e vuole spendere meno, la balconata va bene, perché i contenuti video si vedono comunque.

Il terzo è arrivare preparati. I video di Barutz e di Nonna Marisa circolano in rete, e vederne qualcuno prima permette di conoscere il personaggio e di godere meglio dei ritorni. Ma non troppi: in teatro, dal vivo, il personaggio ha tempi e pause che uno schermo non restituisce.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che la comicità italiana ha una lunga tradizione di personaggi anziani, nonne e nonni che guardano il presente con sospetto: una galleria che il pubblico conosce dal cinema e dalla televisione. Si cita meno spesso che questi personaggi funzionano quando sono costruiti con affetto e non con disprezzo, e che la loro forza risiede nella verità dei dettagli: il golfino, gli occhiali, le amiche nominate per nome. Il cartello di Nonna Marisa, con l'amica Fernanda e il nipote ebete, dice esattamente questo.

Un secondo fatto poco citato riguarda la Sala Umberto: il nome non viene da un impresario, ma dal re. Nel 1928 i fratelli Marino, riportandola al varietà, la intitolarono a Umberto, in omaggio alla casa regnante. Il nome è rimasto attraverso il cinema, la chiusura, la riapertura del 1981 e quella definitiva del 2002.

Il terzo riguarda la tecnica. Nella comicità a personaggio il costume fa una parte del lavoro, ma la voce e la postura ne fanno la maggior parte: un comico giovane che interpreta una donna anziana deve cambiare ritmo, respiro, modo di stare in piedi. È un lavoro d'attore, prima ancora che di battuta.

La foto giusta da fare a Barutz in Due ore d'aria al Teatro Sala Umberto — 8 marzo 2027

Durante lo spettacolo non si fotografa e non si filma: le riprese disturbano chi è in scena e chi siede accanto, e le battute sono il patrimonio del comico. La foto giusta si fa prima e dopo.

La più divertente si ispira alla locandina: una foto segnaletica, davanti all'ingresso della Sala Umberto in via della Mercede, con un cartello improvvisato con il proprio nome e due note, come quelle di Nonna Marisa. Con la nonna vera, se è venuta a teatro, la foto diventa un ricordo di famiglia.

All'uscita, dopo le 22:30, la Fontana di Trevi illuminata, a pochi minuti a piedi, di lunedì sera è meno affollata che nel fine settimana: è il momento giusto per una foto di famiglia senza la folla. In alternativa, la scalinata di Trinità dei Monti sopra piazza di Spagna.

Intorno alla Sala Umberto: il rione Colonna

Via della Mercede è nel rione Colonna, fra la Fontana di Trevi e piazza di Spagna, a due passi da via del Corso.

Le chiese vicine

A pochi metri c'è piazza San Silvestro, con San Silvestro in Capite; poco più su, in via di Capo le Case, Sant'Andrea delle Fratte, con la cupola e il campanile di Borromini e gli angeli di Bernini.

Piazza Colonna e la Galleria

Lungo via del Corso si arriva a piazza Colonna, con la colonna di Marco Aurelio e Palazzo Chigi, e alla Galleria Alberto Sordi, utile nelle sere di pioggia.

Il Teatro Quirino

A dieci minuti a piedi c'è il Teatro Quirino: chi resta a Roma qualche giorno può alternare comicità e prosa senza prendere un mezzo.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La Sala Umberto nasce nel 1882, al pianterreno di un palazzo di via della Mercede, per volere di Andrea Busiri Vici, con interni decorati da Alessandro Bazzani: concerti, operette, commedie. Nel 1890 l'architetto Giulio Podesti la amplia a 650 posti; forse in quel periodo è conosciuta come Sala della Piccola Borsa. Nel 1913 diventa cinematografo.

Nel 1928 i fratelli Marino, proprietari del Salone Margherita, la riportano al palcoscenico con il varietà e la intitolano al re: Sala Umberto. Per un paio d'anni vi si esibiscono comici, sciantose e vedettes; intorno al 1930 torna il cinema, che resterà per mezzo secolo.

Nel 1981 la sala riapre come teatro dopo una ristrutturazione, con la direzione dell'Ente teatrale italiano e una programmazione di prosa. Nel 1991 torna al cinema. Dal 2002, con la direzione artistica di Alessandro Longobardi, è stabilmente teatro. Un comico che si trasforma in una nonna, in un teatro nato per il varietà, riporta in via della Mercede una delle forme più antiche della comicità popolare.

Chi è passato da Barutz in Due ore d'aria al Teatro Sala Umberto — 8 marzo 2027

Dalla Sala Umberto sono passati, fra le due guerre, gli artisti del varietà scritturati dai fratelli Marino: comici, sciantose, vedettes, lo stesso mondo che animava il Salone Margherita. Le fonti non conservano un elenco affidabile dei nomi, ma l'immagine è quella di una Roma che la sera andava in via della Mercede a ridere e ad ascoltare canzoni.

Dal 2002 la sala ha ospitato soprattutto prosa, comicità e musica. Nella stagione 2026/2027 sul suo palcoscenico passano, fra gli altri, Francesco De Gregori, Francesco Montanari con Storia di un cinghiale, Giulio Corso e Federica De Benedittis con Cime Tempestose. Cinque giorni dopo Barutz, il 13 marzo, la stessa sala ospita la stand-up di Carlotta Spallino.

L'8 marzo 2027 passano da via della Mercede Francesco Baruto e Nonna Marisa, con la Fernanda evocata dal cartello, il nipote Filippo in collegamento video e la truffa surreale che chiude il racconto. Un comico veneto e la sua nonna immaginaria, per una sera, nel centro di Roma.

Come organizzare la serata in famiglia

Una serata con Nonna Marisa alla Sala Umberto si organizza bene con tre generazioni insieme: cena presto, spettacolo alle 21:00, rientro comodo in taxi o in metro.

Il pomeriggio

Con la luce di marzo, il pomeriggio può cominciare con una passeggiata breve fra piazza Colonna e la Galleria Alberto Sordi, dove ci si può fermare al coperto se piove. Sono percorsi in piano, a pochi minuti dal teatro, adatti anche a chi cammina con lentezza.

La cena

Per chi va a teatro con persone anziane, la cena verso le 19 in un locale vicino a via della Mercede evita spostamenti lunghi. Di lunedì alcuni ristoranti sono chiusi: una telefonata il giorno prima risparmia sorprese.

Il rientro

Dopo lo spettacolo, intorno alle 22:30, il taxi da piazza San Silvestro è la soluzione più semplice per chi ha difficoltà a camminare; per gli altri, la metro da Spagna o Barberini, controllando l'orario dell'ultima corsa sul sito di Atac.

Platea o balconata: come scegliere il posto

Per Due ore d'aria la Sala Umberto vende due settori, poltrona a 32 euro e prima balconata A a 23 euro: la scelta dipende da chi va a teatro.

La platea

In platea si è vicini al personaggio e si colgono i dettagli del costume e delle espressioni, che in uno spettacolo a personaggio fanno metà della comicità. È anche la scelta obbligata per chi non può fare le scale.

La balconata

Dalla balconata si ha una visione d'insieme del palco e dello schermo dei collegamenti video, a un prezzo più basso. Per una famiglia numerosa con ragazzi può essere la soluzione più conveniente.

Una sola data

Con una sola replica romana non c'è una seconda occasione: conviene comprare presto e, per chi porta i nonni, chiedere alla biglietteria i posti più comodi.

Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo

Il rione Colonna offre ristorazione di ogni tipo; di lunedì alcuni locali sono chiusi per riposo, e conviene verificare prima.

Prima delle 21

Con l'inizio alle 21:00, una cena verso le 19:15 nelle vie fra via della Mercede, via del Pozzetto e via della Vite lascia il tempo di arrivare in sala senza correre. Con persone anziane, meglio scegliere un locale vicino al teatro.

Dopo lo spettacolo

All'uscita, intorno alle 22:30, molte cucine del centro sono ancora aperte; per un dolce o un caffè, i bar intorno a via del Corso e piazza di Spagna.

L'8 marzo

La sera della festa della donna molti ristoranti propongono cene a tema: chi vuole cenare fuori prima o dopo lo spettacolo farà bene a prenotare in anticipo.

Accessibilità, età consigliata e informazioni pratiche

Per l'accessibilità della Sala Umberto a persone con mobilità ridotta e per l'accesso alla balconata conviene contattare la biglietteria del teatro, al numero 06 6794753, prima dell'acquisto: è il passo più importante per chi va a teatro con i nonni.

L'età

Due ore d'aria è presentato come uno spettacolo che coinvolge spettatori di tutte le età. A nostro giudizio è adatto ai ragazzi dai dieci o dodici anni, che riconosceranno nel nipote Filippo qualcosa di sé, e naturalmente ai nonni.

Telefoni e riprese

È buona norma tenere il telefono spento durante lo spettacolo: le riprese disturbano chi è in scena e il pubblico vicino.

Una settimana di comicità a Roma

La serata di Barutz cade nel mezzo di una settimana molto ricca per la comicità dal vivo a Roma.

Le altre serate

Dal 3 al 7 marzo Cornacchione, Quartullo e Faiella sono al Parioli Costanzo con la farsa Basta poco; il 7 e l'8 marzo Michela Giraud è al Brancaccio; il 9 marzo Pierluca Mariti è all'Ambra Jovinelli; il 13 marzo Carlotta Spallino torna alla Sala Umberto. Nonna Marisa è la proposta più adatta a una serata con tutta la famiglia.

Il clima

A inizio marzo le sere sono ancora fresche: una giacca pesante per la passeggiata dalla metro, da lasciare al guardaroba, è la scelta più sensata, soprattutto con persone anziane.

Domande frequenti su Due ore d'aria

Quando va in scena Barutz alla Sala Umberto?

Barutz porta Due ore d'aria, con il personaggio di Nonna Marisa, al Teatro Sala Umberto di Roma lunedì 8 marzo 2027 alle 21:00. È l'unica data romana indicata dalla pagina ufficiale del teatro.

Quanto costano i biglietti di Due ore d'aria?

I biglietti di Due ore d'aria alla Sala Umberto costano 32 euro in poltrona e 23 euro in prima balconata A, secondo la pagina ufficiale. Si comprano sul sito del teatro o in biglietteria, anche con la carta del docente.

Chi è Barutz?

Barutz è il nome d'arte di Francesco Baruto, comico veneto noto per il personaggio di Nonna Marisa, che incarna la memoria della famiglia e le radici. Le sue serate sono spesso esaurite nei teatri del Veneto.

Di che cosa parla Due ore d'aria?

In Due ore d'aria Nonna Marisa ripercorre il passato per capire il presente, osservando il nipote Filippo, ragazzo della Generazione Z, in collegamento video, fra fraintendimenti, gag e una surreale truffa di cui lei stessa diventa vittima.

Quanto dura lo spettacolo?

Due ore d'aria di Barutz dura circa novanta minuti, in un atto unico. Con l'inizio alle 21:00 alla Sala Umberto si esce intorno alle 22:30.

Dove si trova il Teatro Sala Umberto?

Il Teatro Sala Umberto si trova in via della Mercede 50, nel rione Colonna, fra piazza di Spagna e la Fontana di Trevi. Le fermate più comode sono Spagna e Barberini della metro A; il teatro è nella ZTL.

Il consiglio finale su Due ore d'aria

Una nonna in foto segnaletica, un nipote in collegamento video, una truffa surreale e novanta minuti di confronto fra generazioni, in una sala del centro nata per il varietà: Due ore d'aria è la serata di comicità più adatta a tutta la famiglia di quella settimana romana. Il consiglio è di andarci l'8 marzo con una nonna o una madre, prendere la platea e, all'uscita, fermarsi alla Fontana di Trevi per la foto di famiglia.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.

Prepara la visita

Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.

Contact Information

Data Evento8 Marzo 2027 21:00
IndirizzoTeatro Sala Umberto, Via della Mercede 50, 00187 Roma Centro storico, Roma, Roma Città

Le proposte giuste, una volta a settimana

Scegli cosa ti interessa: ti scriviamo solo di quello, con date, orari e prezzi verificati. Niente spam, ti cancelli con un clic.

I tuoi temi