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Cime Tempestose al Teatro Sala Umberto — dal 20 al 25 ottobre 2026

Cime Tempestose, dal romanzo di Emily Brontë, va in scena al Teatro Sala Umberto, in via della Mercede 50 (00187 Roma), da martedì 20 a domenica 25 ottobre 2026, con Giulio Corso e Federica De Benedittis nei ruoli di Heathcliff e Catherine. Le recite sono dal martedì al venerdì alle 20.30, sabato 24 e domenica 25 alle 16.00. Accanto ai protagonisti recitano Jun Ichikawa, Gabriele Giusti, Stefano Guerrieri e Shaen Barletta; l'adattamento è di Gianni Clementi, la regia di Carmine De Amicis e Francesco Bellomo, la produzione di Virginy L'Isola Trovata. La sala è nel rione Colonna, fra piazza di Spagna e la Fontana di Trevi: la metro più comoda è Spagna, linea A, a una decina di minuti a piedi, ma funziona bene anche Barberini scendendo per via del Tritone. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del teatro, salaumberto.com, dove si acquistano anche i biglietti; per le prenotazioni la biglietteria risponde al numero 06 6794753, su WhatsApp al 345 9409718 e all'indirizzo prenotazioni@salaumberto.com.

Portare Cime tempestose in teatro è una scommessa. Il romanzo di Emily Brontë vive di brughiere, di vento, di due generazioni e di un narratore che racconta di seconda mano: tutte cose che sul palcoscenico non entrano facilmente. Questa produzione sceglie la via più diretta, stringere tutto sulla coppia, e la affida a due attori che nella vita sono sposati. Sei recite in una sala da meno di cinquecento posti: chi ama il romanzo farebbe bene a prenotare presto.

Cime Tempestose alla Sala Umberto: lo spettacolo

Cime Tempestose è un adattamento teatrale del romanzo di Emily Brontë firmato da Gianni Clementi, con scene di Carlo De Marino, costumi di Teresa Acone e coreografie di Carmine De Amicis, che firma la regia con Francesco Bellomo. In scena sei attori: Giulio Corso, Federica De Benedittis, Jun Ichikawa, Gabriele Giusti, Stefano Guerrieri e Shaen Barletta.

Un amore assoluto e devastante

La presentazione ufficiale del teatro parte dalla coppia: una storia d'amore assoluta e devastante, una relazione profondamente disturbata, quasi ossessiva, immersa in un'atmosfera gotica intensa e visionaria. Ombre, vento, silenzi e spazi sospesi evocano un mondo inquieto e primordiale, dove il paesaggio non è semplice sfondo ma riflesso dell'anima dei protagonisti. Le brughiere, dice la nota, diventano un luogo mentale prima ancora che reale.

Un legame tossico, due secoli prima

La chiave di lettura è dichiaratamente contemporanea. La presentazione parla di un legame che oggi definiremmo tossico, dominato da una dipendenza emotiva radicale, da ritorni improvvisi, fughe e silenzi, e usa perfino un'espressione del vocabolario dei social: ghosting ante litteram. Heathcliff e Catherine si cercano e si respingono, si desiderano fino all'annientamento e si feriscono con ferocia. È una lettura che parla al pubblico di oggi senza tradire il romanzo, dove questa dinamica c'è tutta.

Immagini più che parole

La presenza di un coreografo alla regia dice molto dell'impianto. La nota ufficiale insiste sulle immagini potenti e visionarie con cui la scena restituisce la tensione fra i due protagonisti, trasformando il sentimento in qualcosa di viscerale e oscuro. Aspettatevi uno spettacolo in cui i corpi e il movimento contano quanto il dialogo: è il modo più teatrale di rendere il vento e la brughiera che nel libro sono descritti per pagine.

Sublime e distruttivo

La conclusione della presentazione è un giudizio: quella fra Heathcliff e Catherine resta una delle più grandi storie d'amore mai raccontate, e la sua natura contraddittoria, insieme sublime e distruttiva, la rende ancora oggi contemporanea e profondamente umana. Si può discutere se sia davvero una storia d'amore o piuttosto una storia di possesso; lo spettacolo sembra voler tenere aperte entrambe le letture.

Date, orari e biglietti di Cime Tempestose

Cime Tempestose resta in scena alla Sala Umberto per sei giorni, dal 20 al 25 ottobre 2026: quattro recite serali alle 20.30, da martedì a venerdì, e due pomeridiane alle 16.00, sabato e domenica.

Il calendario

Martedì 20, mercoledì 21, giovedì 22 e venerdì 23 ottobre alle 20.30; sabato 24 e domenica 25 ottobre alle 16.00. Non ci sono doppie recite: chi vuole vedere lo spettacolo il fine settimana deve scegliere il pomeriggio.

Dove si comprano i biglietti

I biglietti si acquistano sul sito ufficiale della Sala Umberto, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dal teatro, oppure alla biglietteria. I prezzi per settore, platea e balconata, sono pubblicati nella pagina dello spettacolo. La Sala Umberto accetta anche la carta del docente, utile per gli insegnanti che vogliono portare un classico in teatro.

Contatti

Per prenotazioni e informazioni: telefono 06 6794753, WhatsApp 345 9409718, email prenotazioni@salaumberto.com. Per i gruppi e le scuole conviene contattare il teatro con qualche settimana di anticipo.

Cime tempestose di Emily Brontë: il romanzo da cui nasce lo spettacolo

Cime tempestose, in inglese Wuthering Heights, è l'unico romanzo di Emily Brontë: scritto fra l'ottobre 1845 e il giugno 1846, pubblicato nel 1847 con lo pseudonimo maschile di Ellis Bell, e ripubblicato postumo dalla sorella Charlotte nel 1850.

Il titolo

Il titolo viene dal nome del casale degli Earnshaw nella brughiera dello Yorkshire, Wuthering Heights, dove crescono Catherine e Heathcliff e dove la storia si sviluppa. Le altre ambientazioni principali sono Thrushcross Grange, la casa dei Linton, e il villaggio di Gimmerton. In italiano il romanzo è arrivato nel 1926, e nel tempo è circolato anche con titoli come La tempestosa e La voce nella tempesta.

Un'accoglienza difficile

Oggi è un classico della letteratura inglese, ma all'uscita la critica lo accolse con perplessità. La struttura, paragonata a una serie di matriosche, con storie raccontate dentro altre storie, spiazzò i recensori; la rappresentazione della crudeltà fisica e mentale fu giudicata insolitamente forte, e il libro fu considerato controverso. Alcuni critici arrivarono a pensare che fosse un'opera giovanile e meno matura di Charlotte Brontë, che proprio quell'anno aveva pubblicato Jane Eyre con lo pseudonimo di Currer Bell.

Il genere

Il romanzo appartiene al filone gotico e tragico: case isolate, tempeste, fantasmi, passioni che sopravvivono alla morte. È esattamente l'atmosfera che la presentazione dello spettacolo promette di portare in scena, con ombre, vento e spazi sospesi.

Heathcliff e Catherine

Il cuore del libro è la relazione fra Catherine Earnshaw e Heathcliff, il trovatello accolto in casa dal padre di lei. Crescono insieme, si amano, ma Catherine sposa Edgar Linton per ragioni sociali, e Heathcliff dedica il resto della vita a una vendetta che travolge due famiglie e due generazioni. L'adattamento teatrale, con sei attori, stringe inevitabilmente questa trama: il centro è la coppia, il resto fa da cornice.

Giulio Corso, l'Heathcliff di Cime Tempestose

Giulio Corso, nato a Palermo il 30 settembre 1989, si è diplomato all'Accademia nazionale d'arte drammatica di Roma e alterna da anni teatro, cinema e televisione: il pubblico televisivo lo conosce per Il paradiso delle signore e Che Dio ci aiuti.

La formazione

Nel 2008, dopo la maturità, ottiene un master per performer di musical promosso dalla Da.re.c academy di Roma, ed è uno dei ballerini del programma Carràmba! Che fortuna di Raffaella Carrà. Nel 2010 è allievo del conservatorio teatrale La Scaletta di Giovanni Battista Diotaiuti; fra il 2009 e il 2012 frequenta corsi di recitazione e canto alla scuola Prima del Teatro di San Miniato; fra il 2012 e il 2013 studia e si diploma all'Accademia nazionale d'arte drammatica di Roma. Una formazione che tiene insieme danza, musical e prosa: esattamente quello che serve in uno spettacolo con le coreografie firmate dal regista.

Il teatro

In teatro ha recitato in Aggiungi un posto a tavola di Garinei e Giovannini (2008), in Patria e Mito di Renato Nicolini diretto da Ugo Gregoretti al Festival dei Due Mondi di Spoleto (2011), in Tender Napalm di Philip Ridley diretto da Massimiliano Farau al Teatro India (2012). Il pubblico romano lo ha visto nel musical Rapunzel diretto da Maurizio Colombi al Teatro Brancaccio fra il 2014 e il 2016; poi Grease diretto da Saverio Marconi, Il principio di Archimede di Josep Maria Miró diretto da Angelo Savelli, Testimone d'accusa di Agatha Christie con il Teatro stabile del Veneto nel 2023.

La televisione

In televisione ha lavorato in Squadra antimafia 5, nella miniserie Francesco di Liliana Cavani, in Paolo Borsellino. Adesso tocca a me, in un episodio del Commissario Montalbano, in Rocco Chinnici. È così lieve il tuo bacio sulla fronte di Michele Soavi. È stato nel cast della terza e della quarta stagione del Paradiso delle signore, poi nel Silenzio dell'acqua 2, nella serie Netflix Luna Park, nei Leoni di Sicilia di Paolo Genovese per Disney+, in Màkari e in venti episodi di Che Dio ci aiuti nel 2025.

Il cinema

Al cinema è apparso in Walking on Sunshine di Max Giwa e Dania Pasquini (2014), nella commedia americana Mafia Mamma di Catherine Hardwicke (2023) e in Maschile plurale di Alessandro Guida (2024), oltre al cortometraggio Officium di Giuseppe Carleo.

Federica De Benedittis, la Catherine di Cime Tempestose

Federica De Benedittis è la protagonista femminile di Cime Tempestose, indicata nel cartellone ufficiale della Sala Umberto accanto a Giulio Corso; i due attori sono sposati dal 27 ottobre 2019.

Una coppia in scena

Il dettaglio non è gossip, è teatro. Affidare Heathcliff e Catherine a due interpreti che condividono la vita è una scelta che pesa sulla recitazione: la confidenza fisica, i tempi, la fiducia reciproca nelle scene più violente sono cose che due attori sconosciuti costruiscono in settimane di prove e che una coppia porta già con sé. Il rischio opposto è la tenerezza, che in Cime tempestose non ha molto spazio. Sarà interessante vedere come la regia gestisce questa tensione.

Una nota sul nome

Il portale turistico di Roma Capitale riporta per la protagonista il nome Giulia; la pagina ufficiale della Sala Umberto indica Federica De Benedittis, ed è a questa che conviene fare riferimento.

La compagnia e la squadra artistica di Cime Tempestose

Accanto ai due protagonisti, Cime Tempestose schiera quattro attori, Jun Ichikawa, Gabriele Giusti, Stefano Guerrieri e Shaen Barletta, e una squadra artistica guidata dall'adattamento di Gianni Clementi e dalla doppia regia di Carmine De Amicis e Francesco Bellomo.

L'adattamento

Ridurre un romanzo lungo e stratificato, con due generazioni di personaggi e una struttura a narratori incastrati, a uno spettacolo per sei attori è un lavoro di scrittura prima che di regia. Gianni Clementi, drammaturgo che firma l'adattamento, ha dovuto scegliere che cosa tenere e che cosa sacrificare: il centro, dice la presentazione, è la coppia.

Scene, costumi, coreografie

Le scene sono di Carlo De Marino, i costumi di Teresa Acone, le coreografie di Carmine De Amicis. Una scenografia che deve evocare brughiere, vento e case isolate in una sala di centro città non può essere realistica: la presentazione parla di spazi sospesi, ed è lì che conviene guardare.

La produzione

Lo spettacolo è prodotto da Virginy L'Isola Trovata. La presentazione precisa che il programma potrebbe subire variazioni: conviene controllare la pagina ufficiale nei giorni prima della recita.

Il Teatro Sala Umberto: la sala di via della Mercede

Il Teatro Sala Umberto nasce nel 1882 al pianterreno di un palazzo di via della Mercede, per volere di Andrea Busiri Vici, con interni decorati da Alessandro Bazzani; oggi è una sala rettangolare con platea discendente, una balconata e 485 posti, diretta artisticamente da Alessandro Longobardi dal 2002.

Dalle operette al cinema

Nei primi anni la sala ospita concerti, operette e commedie. Nel 1890 l'architetto Giulio Podesti la amplia fino a 650 posti, e forse in quel periodo è nota come Sala della Piccola Borsa. Nel 1913 diventa cinematografo: comincia così un'alternanza fra schermo e palcoscenico che durerà quasi un secolo.

Il nome del re

Nel 1928 la gestione passa ai fratelli Marino, già proprietari del Salone Margherita, che riportano il teatro in sala e la intitolano al re: Sala Umberto. Varietà, comici, sciantose e vedettes presentate come internazionali animano le serate fino al 1930 circa, quando torna il cinema.

Il ritorno alla prosa

La sala riapre come teatro nel 1981, dopo una ristrutturazione, con la direzione dell'Ente teatrale italiano, che punta sulla prosa. Nel 1991 torna al cinema; dal 2002 è di nuovo teatro, stabilmente, con una programmazione che va dalla comicità alla prosa d'autore, dalla musica agli spettacoli per ragazzi.

Com'è fatta la sala

La forma rettangolare, la platea in discesa e la sola balconata danno alla Sala Umberto una dimensione raccolta. Per uno spettacolo come Cime Tempestose, fatto di sguardi e corpi più che di grandi effetti, è un vantaggio: anche dalle ultime file si vedono le espressioni degli attori.

Il rione Colonna e i dintorni della Sala Umberto

Via della Mercede si trova nel rione Colonna, fra piazza di Spagna e la Fontana di Trevi, a pochi passi da via del Corso: la serata a teatro si allunga facilmente in una passeggiata nel centro storico.

San Silvestro e Sant'Andrea delle Fratte

A pochi metri si apre piazza San Silvestro, con la chiesa di San Silvestro in Capite, dove è venerata la reliquia tradizionalmente indicata come il capo di san Giovanni Battista. In via di Capo le Case c'è Sant'Andrea delle Fratte, con il campanile e la cupola di Borromini e gli angeli di Bernini destinati in origine a ponte Sant'Angelo.

Via del Corso e piazza Colonna

Via del Corso è a due passi. Scendendo si arriva a piazza Colonna, con la colonna di Marco Aurelio e Palazzo Chigi, e di fronte alla Galleria Alberto Sordi, riparo comodo nelle sere di pioggia.

Trevi e piazza di Spagna

La Fontana di Trevi è a cinque minuti a piedi, piazza di Spagna a sette o otto. Dopo la pomeridiana del sabato o della domenica, la luce di fine ottobre sulla scalinata di Trinità dei Monti vale la deviazione.

Come arrivare al Teatro Sala Umberto

La Sala Umberto si raggiunge con la metro A, scendendo a Spagna o a Barberini e proseguendo a piedi per circa dieci minuti; il teatro è dentro la zona a traffico limitato del centro storico.

In metropolitana

Da Spagna si esce su piazza di Spagna, si imbocca via di Propaganda verso Sant'Andrea delle Fratte e si arriva in via della Mercede. Da Barberini si scende per via del Tritone e si piega a destra all'altezza di largo del Tritone. Entrambi i percorsi sono in piano o in leggera discesa.

In autobus

Via del Tritone e via del Corso sono percorse da molte linee di superficie che collegano il centro a Termini e ai quartieri. Per il percorso esatto conviene usare il calcolatore di ATAC, che tiene conto delle frequenti deviazioni nel centro storico.

In auto e taxi

Il rione Colonna è in ZTL: chi arriva in auto deve lasciarla fuori dal perimetro, nei parcheggi in struttura intorno a villa Borghese, e proseguire a piedi o in metro. All'uscita delle serali il taxi è la soluzione più comoda; piazza San Silvestro è un punto facile da indicare.

A piedi

Dal Pantheon si arriva in dieci minuti passando per piazza Colonna; da piazza del Popolo in venti, lungo via del Corso. È il modo più piacevole per arrivare a teatro.

Come organizzare la serata o il pomeriggio

Con quattro serali e due pomeridiane, Cime Tempestose offre due modi diversi di vivere lo spettacolo: la sera dopo il lavoro, con la cena all'uscita, o il pomeriggio del fine settimana, dentro una giornata nel centro.

La serale

Le recite delle 20.30 finiscono in tempo per una cena nelle vie intorno a via della Mercede. Il martedì e il mercoledì la sala è in genere meno piena, e la scelta dei posti è più ampia.

La pomeridiana

Le recite delle 16.00 di sabato 24 e domenica 25 sono perfette per chi è a Roma in visita: mattina a un museo, pranzo leggero, teatro, e all'uscita c'è ancora luce per una passeggiata fra Trevi e piazza di Spagna.

Quando arrivare

Conviene essere in sala almeno venti minuti prima dell'inizio: ritiro dei biglietti, guardaroba e sistemazione richiedono tempo, e in uno spettacolo di atmosfera i ritardatari rompono l'incanto.

Dove mangiare vicino alla Sala Umberto

Il rione Colonna offre ristorazione di ogni tipo, ma è anche la zona dove più facilmente si incontrano locali pensati per il turismo di passaggio: conviene spostarsi di qualche strada.

Trattorie e osterie

Nelle vie laterali fra via della Mercede, via del Pozzetto e via della Vite si trovano trattorie romane frequentate a pranzo da chi lavora nei ministeri della zona: un buon indizio di qualità.

Prima della pomeridiana

Per un pranzo veloce funzionano i bar e le pizzerie al taglio di via del Tritone. Meglio evitare i locali affacciati sulla Fontana di Trevi, dove si paga soprattutto la vista.

Dopo la serale

A fine recita molte cucine del centro sono ancora aperte; chi vuole solo un bicchiere di vino trova enoteche nelle traverse di via del Corso e verso piazza di Spagna.

Accessibilità, età consigliata e informazioni pratiche

Per l'accessibilità della Sala Umberto a persone con mobilità ridotta, per i posti riservati e per l'accesso alla balconata, il riferimento è la biglietteria del teatro, da contattare prima dell'acquisto al numero 06 6794753.

Con ragazzi e studenti

Cime tempestose è un romanzo che molti ragazzi incontrano a scuola, e lo spettacolo è una buona occasione per vederlo vivere. I temi, però, sono adulti: ossessione, violenza emotiva, vendetta. È adatto dai quattordici anni in su; per i bambini piccoli no.

Prima di andare

Chi non ha letto il romanzo può arrivare preparato leggendo una sintesi della trama: i rapporti fra Earnshaw e Linton sono complicati, e un adattamento per sei attori deve per forza semplificarli.

Fine ottobre a Roma: la stagione teatrale nel pieno

La settimana di Cime Tempestose cade nel momento in cui la stagione dei teatri romani entra nel vivo, e il centro storico offre in pochi metri alcune delle sale più importanti della città.

Il clima

A fine ottobre le giornate a Roma sono spesso ancora miti, le sere fresche; le piogge autunnali possono essere improvvise. Un ombrello in borsa rende possibile la passeggiata dopo lo spettacolo quasi sempre.

Dopo Cime Tempestose

Dal 27 ottobre, due giorni dopo l'ultima recita, la Sala Umberto ospita Francesco De Gregori con una lunga serie di concerti. A dieci minuti a piedi c'è il Teatro Quirino: chi resta a Roma qualche giorno può costruirsi una piccola settimana teatrale senza prendere un mezzo.

Una curiosità su Cime Tempestose al Teatro Sala Umberto — dal 20 al 25 ottobre 2026

La curiosità più evidente è quella della coppia. Giulio Corso e Federica De Benedittis sono sposati dal 27 ottobre 2019: in scena interpretano due amanti che non riescono a stare insieme né a separarsi, e il loro anniversario di matrimonio cade due giorni dopo l'ultima replica romana. Non è la prima volta che una coppia reale porta in scena una coppia letteraria, ma con Cime tempestose l'effetto è particolare, perché il romanzo racconta proprio un amore che non diventa mai matrimonio: Catherine sposa un altro, e Heathcliff costruisce su quel rifiuto tutta la sua vendetta.

La seconda curiosità riguarda il romanzo. Quando uscì, nel 1847, il libro portava la firma di Ellis Bell, e alcuni critici pensarono che fosse un'opera giovanile di Currer Bell, cioè di Charlotte Brontë, che nello stesso anno aveva pubblicato Jane Eyre. Due sorelle, due pseudonimi maschili, e un pubblico che non sapeva di leggere romanzi scritti da donne. La seconda edizione, curata da Charlotte, uscì postuma nel 1850: chi entra alla Sala Umberto guarda dunque la storia di una scrittrice che non vide il successo del suo unico romanzo.

Una cosa che non ti dice nessuno su Cime Tempestose al Teatro Sala Umberto — dal 20 al 25 ottobre 2026

Quello che nessuno dice è che Cime tempestose è un romanzo quasi impossibile da adattare fedelmente, e che ogni versione teatrale o cinematografica è per forza un tradimento. Il libro è costruito con una struttura a scatole cinesi: il signor Lockwood, affittuario di Thrushcross Grange, ascolta il racconto della governante Nelly Dean, che a sua volta riferisce ciò che altri le hanno raccontato. I critici dell'Ottocento la paragonarono a una serie di matriosche, e rimasero perplessi. In teatro questo gioco di punti di vista si perde quasi sempre: resta la storia, raccontata in presa diretta.

La seconda cosa che nessuno dice: la metà del romanzo che riguarda la seconda generazione, i figli di Catherine e di Heathcliff, viene quasi sempre tagliata. Con sei attori in scena è difficile immaginare che questo adattamento faccia eccezione. Chi ha letto il libro non si aspetti di ritrovare Cathy Linton e Hareton Earnshaw; chi non l'ha letto sappia che la vicenda nel libro prosegue ben oltre la morte di Catherine. Il consiglio è di andare a teatro sapendo che si vedrà una lettura, non un riassunto: quella della presentazione ufficiale, un amore tossico raccontato con gli occhi di oggi.

Il consiglio che ti do per visitare Cime Tempestose al Teatro Sala Umberto — dal 20 al 25 ottobre 2026

Scegliete una delle prime file della platea. Uno spettacolo costruito sulla tensione fisica fra due attori, con coreografie e immagini più che grandi scenografie, si gode da vicino: la Sala Umberto, con i suoi 485 posti, permette di vedere bene quasi ovunque, ma la differenza fra la quinta e la ventesima fila, quando si tratta di sguardi e respiri, si sente.

Secondo consiglio: se potete, evitate la prima di martedì 20. Uno spettacolo che arriva in una sala nuova ha bisogno di una o due repliche per trovare le misure dello spazio. Giovedì 22 o venerdì 23 sera sono un buon compromesso; per chi è a Roma solo nel weekend, la pomeridiana di sabato 24.

Terzo: rileggete le pagine centrali del romanzo, quelle in cui Catherine confessa a Nelly Dean che sposerà Edgar Linton pur amando Heathcliff. È il cuore della storia, e il punto su cui ogni adattamento si gioca la propria credibilità. Chi arriva con quelle righe in testa capirà molto meglio che cosa fanno Corso e De Benedittis in scena.

Infine, all'uscita, fate due passi fino alla Fontana di Trevi: dopo due ore di brughiera, l'acqua e il travertino illuminati riportano in città.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti sanno che Cime tempestose è uno dei grandi classici della letteratura inglese dell'Ottocento. Si ricorda meno spesso che all'uscita fu un libro scandaloso, e che il successo arrivò solo dopo la morte dell'autrice. La critica del 1847 trovò la struttura confusa e la crudeltà dei personaggi eccessiva: la rappresentazione della violenza fisica e mentale era insolitamente forte per l'epoca, e il libro fu considerato controverso fin dall'inizio.

Questo fatto aiuta a leggere lo spettacolo della Sala Umberto. La presentazione ufficiale parla di una relazione profondamente disturbata, di un legame tossico, di dipendenza emotiva. Sono parole di oggi, ma descrivono esattamente ciò che turbava i lettori vittoriani. Quello che la tradizione successiva ha trasformato in una grande storia d'amore romantica, all'origine era un romanzo sulla distruttività della passione. La lettura contemporanea proposta dallo spettacolo è quindi, paradossalmente, un ritorno al romanzo originale, più che una sua attualizzazione.

C'è un secondo aspetto poco citato. In italiano il libro è arrivato tardi, solo nel 1926, e ha circolato con titoli diversi, come La tempestosa e La voce nella tempesta, prima che Cime tempestose si imponesse. Il titolo italiano, del resto, è un'invenzione: Wuthering Heights è il nome di una casa, il casale degli Earnshaw nella brughiera.

La foto giusta da fare a Cime Tempestose al Teatro Sala Umberto — dal 20 al 25 ottobre 2026

Durante lo spettacolo non si fotografa: in uno spettacolo di atmosfera, fatto di luci basse e silenzi, lo schermo di un telefono si vede dal palco e disturba chi è seduto intorno. La foto va fatta prima o dopo.

La più efficace si fa all'esterno, in via della Mercede, con l'insegna della Sala Umberto e il manifesto dello spettacolo. Inquadrate dal lato opposto della strada, lasciando spazio sopra per le facciate dei palazzi ottocenteschi: è un'immagine che racconta una Roma di teatri nascosti nei pianterreni, lontana dalle cartoline.

Se andate alla pomeridiana, all'uscita avete ancora un po' di luce. A fine ottobre il sole tramonta presto, e il cielo sopra piazza di Spagna, a pochi minuti a piedi, prende colori che con un po' di fantasia ricordano quelli della brughiera. Per chi preferisce la sera, la Fontana di Trevi illuminata dopo la recita delle 20.30, quando la folla comincia a diradarsi, resta la foto romana per eccellenza. In sala, prima dell'inizio, una foto della platea discendente e della balconata restituisce la dimensione raccolta di un teatro nato nel 1882.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia della Sala Umberto è quella di un luogo che ha cambiato pelle più volte in quasi un secolo e mezzo. Nel 1882 nasce come sala per concerti, operette e commedie nel pianterreno di un palazzo di via della Mercede, voluta da Andrea Busiri Vici e decorata da Alessandro Bazzani. Nel 1890 Giulio Podesti la amplia fino a 650 posti. Nel 1913 diventa cinematografo, negli anni in cui il cinema muto conquista le città italiane.

Nel 1928 i fratelli Marino, proprietari del Salone Margherita, la trasformano in teatro di varietà e le danno il nome che porta ancora: Sala Umberto, in onore del re. Per un paio d'anni vi si esibiscono comici, sciantose e vedettes; intorno al 1930 torna il cinema, che resterà per mezzo secolo.

Nel 1981, dopo una lunga ristrutturazione, la sala riapre come teatro sotto la direzione dell'Ente teatrale italiano, dedicata soprattutto alla prosa. Nel 1991 torna al cinema. La rinascita definitiva arriva nel 2002, con la direzione artistica di Alessandro Longobardi, che ha fatto della Sala Umberto uno dei teatri privati di riferimento del centro. Nella stagione 2026-2027 la sala ospita, fra gli altri, questo adattamento di Cime tempestose e, subito dopo, una lunga serie di concerti di Francesco De Gregori.

Chi è passato da Cime Tempestose al Teatro Sala Umberto — dal 20 al 25 ottobre 2026

Dalla Sala Umberto sono passati, fra le due guerre, gli artisti del varietà ingaggiati dai fratelli Marino: comici, sciantose e vedettes presentate con nomi d'arte stranieri, spesso di artisti italiani, lo stesso mondo che animava il Salone Margherita. Le fonti non conservano un elenco affidabile di nomi, ma l'immagine è quella di una Roma degli anni Venti che la sera andava in via della Mercede a ridere e ad ascoltare canzoni.

Dal 2002 la sala ha ospitato soprattutto prosa, comicità e musica. Nella stagione 2026-2027 sul suo palcoscenico passano, fra gli altri, Francesco Montanari con Storia di un cinghiale, monologo di Gabriel Calderón prodotto dal Piccolo Teatro di Milano, e Francesco De Gregori con i suoi concerti d'autunno.

Con Cime Tempestose passano da via della Mercede Giulio Corso, che il pubblico romano ricorda al Brancaccio nel musical Rapunzel, e Federica De Benedittis; Jun Ichikawa, Gabriele Giusti, Stefano Guerrieri e Shaen Barletta; il drammaturgo Gianni Clementi, i registi Carmine De Amicis e Francesco Bellomo, lo scenografo Carlo De Marino e la costumista Teresa Acone. E, sulla pagina, Emily Brontë, che ora arriva, con la sua brughiera, a due passi dalla Fontana di Trevi.

Domande frequenti su Cime Tempestose alla Sala Umberto

Quando va in scena Cime Tempestose a Roma?

Cime Tempestose va in scena al Teatro Sala Umberto di Roma dal 20 al 25 ottobre 2026. Le recite da martedì 20 a venerdì 23 sono alle 20.30, quelle di sabato 24 e domenica 25 alle 16.00.

Chi recita in Cime Tempestose alla Sala Umberto?

Cime Tempestose alla Sala Umberto ha come protagonisti Giulio Corso e Federica De Benedittis, con Jun Ichikawa, Gabriele Giusti, Stefano Guerrieri e Shaen Barletta. L'adattamento è di Gianni Clementi, la regia di Carmine De Amicis e Francesco Bellomo, la produzione di Virginy L'Isola Trovata.

Di cosa parla lo spettacolo Cime Tempestose?

Lo spettacolo Cime Tempestose porta in scena il romanzo di Emily Brontë concentrandosi sulla relazione fra Heathcliff e Catherine, raccontata come un amore assoluto e ossessivo, un legame che oggi definiremmo tossico, in un'atmosfera gotica fatta di ombre, vento e silenzi.

Dove si trova il Teatro Sala Umberto?

Il Teatro Sala Umberto si trova in via della Mercede 50, nel rione Colonna, fra piazza di Spagna e la Fontana di Trevi. La metro più vicina è Spagna, linea A, a una decina di minuti a piedi; anche Barberini è comoda. Il teatro è nella ZTL del centro storico.

Come si comprano i biglietti per Cime Tempestose?

I biglietti per Cime Tempestose si acquistano sul sito ufficiale della Sala Umberto, dove sono pubblicati anche i prezzi, oppure contattando la biglietteria al numero 06 6794753, su WhatsApp al 345 9409718 o all'indirizzo prenotazioni@salaumberto.com.

Cime Tempestose è adatto ai ragazzi?

Cime Tempestose racconta una passione ossessiva e distruttiva, con temi adulti come la vendetta e la violenza emotiva: è adatto ai ragazzi dai quattordici anni, soprattutto a chi ha letto il romanzo a scuola. Per le classi la Sala Umberto accetta la carta del docente.

Quanti posti ha la Sala Umberto?

La Sala Umberto ha 485 posti, in una sala rettangolare con platea discendente e una balconata. Le dimensioni raccolte permettono di vedere bene gli attori anche dalle file più lontane.

In chiusura

Dei molti adattamenti di Cime tempestose, al cinema e in teatro, quasi tutti hanno scelto di raccontare una storia d'amore romantica. Questo sembra volerne raccontare la parte scura, quella che scandalizzò i lettori del 1847, ed è la scelta giusta. Prendete un posto nelle prime file, rileggete la confessione di Catherine a Nelly Dean prima di uscire di casa, e all'uscita concedetevi dieci minuti alla Fontana di Trevi. La brughiera, a Roma, dura il tempo di uno spettacolo; il resto della serata è tutto vostro.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento20 Ottobre 2026 20:30 — 25 Ottobre 2026
IndirizzoTeatro Sala Umberto, Via della Mercede 50, 00187 Roma Centro storico, Roma, Roma Città

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