Delitto e castigo al Piccolo Eliseo — dal 17 al 29 novembre 2026
In breve. Delitto e castigo di Fëdor Dostoevskij, nell'adattamento teatrale di Glauco Mauri e con la regia di Andrea Baracco, va in scena al Piccolo Eliseo, la sala più raccolta del complesso dell'Eliseo, in via Nazionale 183, tra piazza della…
Delitto e castigo di Fëdor Dostoevskij, nell'adattamento teatrale di Glauco Mauri e con la regia di Andrea Baracco, va in scena al Piccolo Eliseo, la sala più raccolta del complesso dell'Eliseo, in via Nazionale 183, tra piazza della Repubblica e il Palazzo delle Esposizioni. Le repliche sono dodici, dal 17 al 29 novembre 2026: da martedì a venerdì alle 20:00, sabato e domenica alle 17:00, con riposo il lunedì 23. In scena Francesco Sferrazza Papa, Paolo Zuccari, Woody Neri, Giulio Petushi, Aurora Spreafico e Anna Bisciari; la produzione è della Compagnia Mauri Sturno. La pagina ufficiale indica per il settore poltrona un biglietto intero di 28 euro e un ridotto di 20 euro; per gli altri settori (poltronissima e tre ordini di balconata) i prezzi non sono pubblicati. La stessa pagina segnalava una promozione di lancio valida fino al 19 ottobre sul circuito di vendita collegato al sito. I biglietti si acquistano dal sito ufficiale del teatro, che rimanda alla vendita online, oppure scrivendo al botteghino all'indirizzo botteghino@eliseoteatro.it; orari di cassa e telefono non compaiono nella pagina dello spettacolo. Per arrivare con i mezzi pubblici conviene calcolare il percorso con il pianificatore di viaggio di ATAC, indicando via Nazionale 183 come destinazione.

Delitto e castigo: lo spettacolo
Lo spettacolo ha una doppia natura, e conviene tenerla presente. Da una parte è una ripresa: l'adattamento di Delitto e castigo scritto da Glauco Mauri debuttò nel 2005, e la presentazione ufficiale ricorda che quella riscrittura compie vent'anni. Dall'altra è un debutto, perché si tratta del primo spettacolo del nuovo corso della Compagnia Mauri Sturno, nato dopo la scomparsa dei due fondatori storici. La compagnia ha scelto di cominciare questo capitolo da uno dei romanzi più grandi mai scritti, mantenendo la linea che per decenni l'ha caratterizzata: portare in scena i grandi romanzi.
Una domanda ossessiva
Nella presentazione Raskol'nikov appare chiuso da giorni nella sua stanza vicino a piazza Sennaja, uno dei luoghi più malfamati di Pietroburgo, a ripetersi sempre la stessa domanda con parole diverse: quanto valgo? La formula che la riassume è quella, celebre, che oppone il pidocchio a Napoleone. Il protagonista è uno studente squattrinato di ventitré anni che passa le giornate sdraiato a chiedersi chi sia e come uscire da una miseria materiale e morale che lo soffoca.
Un nuovo tipo di eroe
La nota di regia legge Raskol'nikov come una figura di rottura rispetto ai tanti uomini superflui della letteratura russa dell'Ottocento. Non si accontenta di restare immobile: vuole agire, incidere, rovesciare un ordine che non accetta. Dopo infiniti tormenti si alza dal divano e trasgredisce, superando il confine che gli è stato assegnato. Il delitto, in questa lettura, è il gesto di chi vuole riscrivere la storia perché quella esistente non gli piace.
Interpreti dell'età dei personaggi
Una delle scelte dichiarate dal regista riguarda la compagnia: attori che hanno l'età dei personaggi. L'idea è chiedersi come suonino oggi le parole di Dostoevskij per una generazione cresciuta negli anni Duemila, e quanto costi a dei giovani sfidare l'ordine costituito. È un'impostazione che cambia la temperatura del testo, perché la febbre di Raskol'nikov viene restituita da corpi vicini ai suoi ventitré anni.
Il romanzo di Dostoevskij
Delitto e castigo fu pubblicato nel 1866. Dostoevskij ne aveva discusso il progetto in una lettera al direttore della rivista Russkij Vestnik, il Messaggero russo. La vicenda si svolge a San Pietroburgo durante un'estate afosa, e l'epilogo si sposta in una prigione fortezza sulle rive dell'Irtyš, in Siberia.
La trama in poche righe
Raskol'nikov, ex studente di legge, uccide la vecchia usuraia Alëna Ivanovna per impadronirsi del suo denaro, e uccide anche Lizaveta, la sorellastra della donna, sopraggiunta per caso. Da quel momento il romanzo segue il suo tormento: la febbre, il senso di colpa, la paranoia, l'isolamento. L'incontro con Sonja lo conduce alla confessione. Viene condannato a otto anni di lavori forzati in Siberia, e Sonja lo segue.
I personaggi intorno al protagonista
Accanto a Raskol'nikov si muovono figure memorabili. Sonja, giovane devota costretta a prostituirsi per mantenere la famiglia, è decisiva per la sua redenzione. Porfirij Petrovič, il giudice istruttore, lo spinge verso la confessione con un gioco psicologico sottile. Svidrigajlov, ricco e depravato, insidia Dunja, la sorella del protagonista, e finisce per togliersi la vita. Razumichin è l'amico leale, che alla fine sposerà Dunja.
La teoria dell'uomo straordinario
Il cuore filosofico del romanzo è la convinzione di Raskol'nikov che una persona eccezionale possa giustificare un atto immorale se conduce a un bene più grande. Gli esempi che si dà sono Napoleone, Newton, Keplero. Dostoevskij mostra il fallimento di questa idea nelle conseguenze del delitto: il castigo vero non è la pena, ma il tormento interiore che accompagna l'intero libro.
Perché il teatro ama questo romanzo
Il romanzo è costruito in gran parte su dialoghi serrati, confronti a due, interrogatori, confessioni. È una struttura che si presta alla scena, e infatti l'adattamento di Mauri, come molti altri, lavora sui grandi duelli verbali: Raskol'nikov e Porfirij, Raskol'nikov e Sonja, Raskol'nikov e la propria coscienza.
La Compagnia Mauri Sturno e Glauco Mauri
La compagnia nacque nel 1981 dal sodalizio tra Glauco Mauri e Roberto Sturno. Mauri, nato a Pesaro il 1 ottobre 1930, si era formato all'Accademia d'arte drammatica diretta da Silvio D'Amico, dove ebbe tra i maestri Orazio Costa, Sergio Tofano e Wanda Capodaglio. È morto a Roma il 28 settembre 2024, tre giorni prima di compiere novantaquattro anni.
Una lunga frequentazione di Dostoevskij
Il legame di Mauri con l'autore russo viene da lontano. La notorietà nazionale gli arrivò con il ruolo di Smerdjakov nei Fratelli Karamazov, nel 1954, con la regia di André Barsacq. Mezzo secolo dopo, nel 2005, firmò lui stesso l'adattamento e la regia di Delitto e castigo, il testo che oggi la compagnia riprende.
Gli altri capitoli di una carriera
Nel 1961 Mauri aveva fondato la Compagnia dei Quattro con Valeria Moriconi, Franco Enriquez ed Emanuele Luzzati. Recitò nell'Orestea di Luca Ronconi alla Biennale di Venezia del 1972 e vinse il Premio Ubu come migliore attore per Il signor Puntila e il suo servo Matti di Brecht. Al cinema comparve tra l'altro in Profondo rosso, Ecce bombo e La Cina è vicina.
Il motto della compagnia
La compagnia ha fatto propria una frase del politico francese Jean Jaurès sulla tradizione, intesa come fiamma da tenere accesa e non come cenere da custodire. È il senso del nuovo corso: riprendere il lavoro dei fondatori senza imbalsamarlo.
La squadra creativa
La regia è di Andrea Baracco, che firma anche la nota di regia pubblicata dal teatro. Le scene sono di Marta Crisolini Malatesta, i costumi di Laura Giannisi, le musiche originali e i suoni di Giacomo Vezzani e Vanja Sturno, il disegno luci di Umile Vainieri. La drammaturgia è affidata a Maria Teresa Berardelli, la produzione esecutiva ad Aldo Allegrini.
Il cast
Sul palco recitano Francesco Sferrazza Papa, Paolo Zuccari, Woody Neri, Giulio Petushi, Aurora Spreafico e Anna Bisciari. La pagina ufficiale non indica la distribuzione dei ruoli: chi interpreta Raskol'nikov, Sonja o Porfirij si scopre in sala.
Sei attori per un romanzo corale
Il romanzo ha decine di personaggi, e sei interpreti significano scelte drastiche: alcuni ruoli saranno concentrati, altri sacrificati. È una delle ragioni per cui l'adattamento teatrale di un grande romanzo è sempre, prima di tutto, un atto critico.
L'Eliseo riaperto: il contesto della stagione
Lo spettacolo arriva in una stagione speciale. L'Eliseo e il Piccolo Eliseo sono rimasti chiusi dal 2020, l'anno della pandemia, per circa sei anni. La riapertura è stata annunciata in Campidoglio dal sindaco Roberto Gualtieri, che ha definito l'Eliseo uno dei più importanti teatri privati di Roma, con oltre cento anni di storia.
Chi gestisce oggi i teatri
La gestione è stata affidata ad Alessandro Longobardi, che firma anche la direzione artistica e che già guida la Sala Umberto, il Teatro Brancaccio e lo Spazio Diamante. Secondo Artribune l'accordo è un affitto per una stagione, con opzione per altre sei. Il Piccolo Eliseo ha riaperto il 2 ottobre 2026 con Turbati come siamo, pallidi di preoccupazioni di Lucia Calamaro; la sala grande il 28 ottobre con Dylan Dog. Horror Show.
Un cartellone costruito in poche settimane
Secondo l'agenzia AGI il cartellone è stato messo a punto in circa sessanta giorni. Nella sala piccola, dopo Delitto e castigo, sono annunciati tra gli altri La vasca con Anna Bonaiuto, dal 2 al 13 dicembre, e nel 2027 Lezione d'amore con Milena Vukotic.
Come si porta in scena un grande romanzo
Ogni riduzione teatrale di Delitto e castigo deve affrontare lo stesso problema: il romanzo vive in gran parte dentro la testa del protagonista. Le pagine più famose sono monologhi interiori, deliri febbrili, sogni, passeggiate senza meta per le strade di Pietroburgo. Il teatro, invece, ha bisogno di corpi che si parlano. L'adattamento di Glauco Mauri, che la compagnia riprende come base, sceglie di puntare sugli incontri, ed è questa la chiave che conviene tenere a mente in platea.
La città come presenza
Nella presentazione ufficiale lo spazio di partenza è la tana di Raskol'nikov vicino a piazza Sennaja, uno dei luoghi più malfamati della città. Il lavoro di Marta Crisolini Malatesta sulle scene e di Umile Vainieri sulle luci dovrà restituire questa claustrofobia: una stanza che diventa il mondo, e un mondo che si restringe fino a una stanza.
Il suono della febbre
Le musiche originali e i suoni sono firmati da Giacomo Vezzani e Vanja Sturno. In un testo dominato dall'ossessione, il paesaggio sonoro ha un compito preciso: far sentire allo spettatore la pressione che il protagonista avverte, il rumore della città, il silenzio dopo il delitto.
Il lavoro di drammaturgia
La presenza di una dramaturg, Maria Teresa Berardelli, segnala che la ripresa non è una semplice replica dell'edizione del 2005. Il testo di Mauri è il punto di partenza, ma il nuovo corso della compagnia lo rilegge per una generazione diversa di interpreti.
Glauco Mauri oltre la prosa
Per capire il peso dell'eredità che i giovani attori raccolgono vale la pena ricordare quanto fosse ampio il percorso di Mauri. Oltre ai grandi ruoli del repertorio, firmò regie d'opera: un Macbeth di Verdi a Treviso nel 1996 e a Napoli nel 1998. Ricevette il Premio Flaiano per la carriera teatrale nel 1998 e fu nominato Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana. Nel 2009 la sua città, Pesaro, gli conferì la cittadinanza onoraria.
Un attore di compagnia
La lunga storia della Compagnia Mauri Sturno, nata nel 1981, è quella di un teatro di repertorio che ha attraversato più di quarant'anni restando fedele all'idea di portare in tournée grandi testi e grandi romanzi. La scelta di ripartire da Dostoevskij, il primo autore che lo rese celebre con Smerdjakov, ha il valore di una dichiarazione di continuità.
La ripresa come atto critico
Riprendere un adattamento a vent'anni dal debutto, cambiando regista e interpreti, significa interrogare il testo di partenza invece di conservarlo. È il senso del motto adottato dalla compagnia, che invita a tenere viva la tradizione anziché custodirne le ceneri.
Gli anni difficili dell'Eliseo
La riapertura del 2026 arriva dopo una vicenda lunga e travagliata. Nel novembre 2014 l'attività fu sospesa; i teatri riaprirono nel 2015 sotto la guida di Luca Barbareschi, che nel 2018 acquistò l'edificio. Dopo il lockdown del 2020, secondo la ricostruzione di Artribune, la società proprietaria decise di non riaprire, fu posta in liquidazione e ventuno lavoratori furono licenziati.
I tentativi di salvataggio
Nel dicembre 2023 la Regione Lazio annunciò l'intenzione di acquistare il teatro di via Nazionale, ma l'operazione non andò in porto. Nel novembre 2024 Barbareschi lanciò un appello alle istituzioni per tenere in vita il teatro e riprendere l'attività.
Una riapertura che guarda avanti
Alla presentazione della stagione Alessandro Longobardi ha parlato di una restituzione alla città e ha aggiunto che difendere il teatro significa frequentarlo. Secondo Artribune ha anche garantito che il teatro resterà aperto anche in caso di cambiamenti nella proprietà. Oltre alla programmazione di prosa, commedia musicale, teatro contemporaneo e danza, i due teatri ospitano progetti formativi per le scuole, attività sociali e teatro in carcere.
Informazioni pratiche per la serata
Le repliche sono distribuite su due settimane, con lo stesso schema: quattro serate feriali alle 20:00 e due pomeriggi nel fine settimana alle 17:00. L'orario delle 20:00, più anticipato rispetto alle 21:00 adottate da altre sale del centro, permette di uscire a un'ora ragionevole anche nei giorni lavorativi, ed è un dettaglio utile per chi arriva da fuori città o da quartieri lontani.
I settori della sala
La pagina dello spettacolo elenca cinque settori: poltronissima, poltrona, prima, seconda e terza balconata. Il solo prezzo pubblicato riguarda la poltrona, con l'intero a 28 euro e il ridotto a 20. Per gli altri settori il dato non è pubblicato, e conviene verificarlo al momento della scelta del posto.
Scrivere al botteghino
Il contatto indicato dal teatro per la biglietteria è l'indirizzo email botteghino@eliseoteatro.it. Per richieste su riduzioni, gruppi o accessibilità è il canale più diretto, in attesa che il sito pubblichi orari e numeri di telefono della cassa per la nuova stagione.
Il giorno di riposo
Lunedì 23 novembre non è prevista recita. Chi programma una visita a Roma su più giorni può quindi scegliere tra la prima settimana, dal 17 al 22, e la seconda, dal 24 al 29.
Perché vale la pena vederlo
Le ragioni sono diverse e si sommano. C'è il romanzo, che resta uno dei vertici della letteratura dell'Ottocento e uno dei pochi a reggere qualunque epoca. C'è l'adattamento di Glauco Mauri, che ha già avuto una lunga vita scenica e che qui viene messo alla prova da interpreti nuovi. C'è la regia di Andrea Baracco, che sceglie di guardare Raskol'nikov come un coetaneo dei ragazzi di oggi, sospeso tra paralisi e desiderio di rottura. E c'è la sala, appena restituita alla città.
Un protagonista che somiglia al presente
Il ritratto di Raskol'nikov proposto dalla nota di regia, uno studente povero che passa le giornate sdraiato chiedendosi quanto valga, ha qualcosa di molto contemporaneo. La domanda sul proprio valore, misurato contro modelli irraggiungibili, non appartiene soltanto alla Pietroburgo del 1866.
Il Piccolo Eliseo in breve
Il Piccolo Eliseo è la sala minore del complesso di via Nazionale, con 265 posti. Dagli anni Duemila si è specializzato nella nuova drammaturgia italiana e straniera e negli interpreti e registi emergenti. La pagina dello spettacolo elenca i settori poltronissima, poltrona e tre ordini di balconata.
Un ridotto diventato teatro
La sala nasce dal ridotto del teatro principale. Il ridotto fu separato già nel 1912 e gestito come caffè concerto con il nome di Sala Apollo; molti decenni dopo fu completamente ricostruito e ribattezzato Piccolo Eliseo, all'inizio della nuova stagione dell'ottobre 1977.
Le dimensioni giuste per Dostoevskij
Una sala di questa misura favorisce i testi costruiti sul confronto ravvicinato. Per un romanzo fatto di interrogatori e confessioni la vicinanza fisica tra attori e pubblico è un vantaggio evidente.
Una curiosità sul Piccolo Eliseo
Prima di diventare il palcoscenico di Dostoevskij, Pirandello e della drammaturgia contemporanea, lo spazio del Piccolo Eliseo è stato un caffè concerto. Nel 1912, quando il complesso si chiamava ancora Teatro Apollo, il ridotto fu staccato dalla sala principale e affidato a una gestione autonoma come Sala Apollo, mentre il resto dell'edificio diventava il Teatro Cines e proiettava film, con qualche operetta.
Cinema, operetta e varietà
Il complesso di via Nazionale ha quindi conosciuto quasi tutte le forme dello spettacolo del primo Novecento: l'arena all'aperto, l'operetta, il varietà, il cinema, il caffè concerto. Solo in seguito si è imposto come teatro di prosa.
Una cosa che non ti dice nessuno sul Piccolo Eliseo
Il nome Eliseo, che oggi sembra inseparabile dalla prosa romana, fu scelto attraverso un concorso. Nel maggio 1918 il teatro abbandonò il nome Cines e prese quello attuale, proposto da Prosperi. Il Piccolo Eliseo ne ha ereditato il nome soltanto decenni più tardi, quando il vecchio ridotto è tornato a essere una sala di spettacolo.
Due numeri civici
Chi cerca l'indirizzo può trovare più di un civico. La pagina dello spettacolo indica via Nazionale 183, ma circolano anche 183 E e numeri vicini. Il riferimento sicuro è quello del sito ufficiale.
Il consiglio che ti do per visitare il Piccolo Eliseo
Il mio consiglio è di scegliere una delle recite pomeridiane del fine settimana, alle 17:00, e di arrivare con un po' di anticipo percorrendo via Nazionale a piedi da piazza della Repubblica. La strada è una delle grandi arterie della Roma umbertina, e la sequenza di palazzi tra la piazza e il Palazzo delle Esposizioni prepara bene a un teatro che è nato con la nuova capitale.
Rileggere un capitolo
Per uno spettacolo tratto da un romanzo così noto vale la pena rileggere, prima di andare, uno dei confronti tra Raskol'nikov e Porfirij o una delle conversazioni con Sonja. Si colgono meglio i tagli e le scelte dell'adattamento.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È noto che l'Eliseo sia legato a Eduardo De Filippo. Meno spesso si ricorda che Natale in casa Cupiello fu rappresentato proprio all'Eliseo nel 1936, e che in seguito Eduardo fece di questo teatro la sua unica sede romana. Il legame tra il complesso di via Nazionale e la grande drammaturgia napoletana è dunque antico quanto la sala attuale.
Le code all'alba
Un altro dettaglio dà la misura del successo del teatro nel dopoguerra: per gli spettacoli di Nino Manfredi e Monica Vitti le code al botteghino cominciavano alle sei del mattino.
La foto giusta da fare al Piccolo Eliseo
La foto più riconoscibile si scatta dal marciapiede opposto di via Nazionale, inquadrando l'ingresso del teatro con le locandine della stagione della riapertura. È un'immagine che, dopo sei anni di saracinesche abbassate, ha un valore documentario: racconta il ritorno di un teatro che molti romani temevano perduto.
Lo sguardo lungo su via Nazionale
Chi preferisce un'inquadratura più ampia può spostarsi verso piazza della Repubblica e fotografare la prospettiva della strada che scende verso piazza Venezia, con l'insegna del teatro a metà percorso.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
1900: l'Arena Nazionale
Nella primavera del 1900 apre un teatro all'aperto, con un palco e una piccola tettoia, chiamato Arena Nazionale e poi semplicemente Nazionale.
1910: il Teatro Apollo
Il 24 settembre 1910 viene inaugurato il Teatro Apollo in muratura, con operetta, varietà e opera.
1918: nasce l'Eliseo
Nel maggio 1918 il teatro prende il nome attuale, scelto con un concorso.
1938: la sala ricostruita
Il 5 gennaio 1938, dopo sei mesi di lavori radicali, apre l'Eliseo che conosciamo, diretto per quasi quarant'anni da Vincenzo Torraca.
1945: Visconti e Cocteau
Il 30 gennaio 1945 Luchino Visconti dirige I parenti terribili di Jean Cocteau. Da quell'esperienza nasce la sua Compagnia italiana di prosa, con Rina Morelli, Paolo Stoppa, Giorgio De Lullo e Tatiana Pavlova.
1961: il sequestro dell'Arialda
Il 23 febbraio 1961 la messinscena dell'Arialda di Giovanni Testori viene sequestrata per presunta oscenità: un episodio che segna la fine di quella compagnia.
1977: il Piccolo Eliseo
Nell'ottobre 1977 inizia una nuova stagione, con un Enrico IV diretto da Valli e De Lullo, e il vecchio ridotto rinasce come Piccolo Eliseo.
2026: la riapertura
Dopo sei anni di chiusura il Piccolo Eliseo riapre il 2 ottobre 2026, seguito dalla sala grande il 28 ottobre.
Chi è passato dal Piccolo Eliseo
La storia del complesso è fitta di nomi. La Compagnia del Teatro Eliseo riunì Andreina Pagnani, Gino Cervi, Rina Morelli, Paolo Stoppa, Carlo Ninchi, Aroldo Tieri e Luigi Gatti. Artribune ricorda che sul palcoscenico di via Nazionale si esibirono Totò, Anna Magnani ed Eduardo De Filippo, e che Visconti vi firmò una delle sue prime regie.
Le direzioni artistiche
Negli anni Ottanta e Novanta il teatro fu guidato da Rossella Falk e Umberto Orsini, con Gabriele Lavia per alcune stagioni. Dal 1997 al 2001 la direzione artistica fu di Maurizio Scaparro; nel 2002 arrivò Giuseppe Patroni Griffi, affiancato da Antonio Calbi.
Le gestioni più recenti
Dopo Patroni Griffi, scomparso improvvisamente, la direzione passò ad Antonio Calbi nel 2005 e a Massimo Monaci nel 2007. Fu poi la volta di Luca Barbareschi, dal 2015, e infine, dalla primavera del 2026, di Alessandro Longobardi. In poco più di un secolo il complesso ha cambiato molte mani, senza mai perdere il suo posto nella geografia teatrale della città.
Oggi tocca a una compagnia giovane, cresciuta nel solco di Glauco Mauri, misurarsi con uno dei suoi spettacoli più amati, sul palcoscenico della sala che più di ogni altra a Roma ha accolto la nuova drammaturgia.
Prima o dopo lo spettacolo: i dintorni
Via Nazionale collega piazza della Repubblica a piazza Venezia, e il teatro si trova a metà strada. È una posizione comoda per chi arriva dalla stazione: Termini è a breve distanza a piedi.
Piazza della Repubblica e Santa Maria degli Angeli
Salendo verso nord si arriva a piazza della Repubblica e alla basilica di Santa Maria degli Angeli, due tappe che si combinano facilmente con una recita pomeridiana.
Il Palazzo delle Esposizioni e San Vitale
Nella direzione opposta si incontrano il Palazzo delle Esposizioni, con le sue mostre, e la basilica di San Vitale, affacciata sulla stessa via Nazionale.
Gli altri spettacoli del complesso
La sala grande ha riaperto con Dylan Dog. Horror Show, mentre nella sala piccola il 2027 porterà Lezione d'amore.
Domande frequenti su Delitto e castigo
Quando va in scena Delitto e castigo al Piccolo Eliseo?
Dal 17 al 29 novembre 2026, per dodici repliche. Da martedì a venerdì lo spettacolo inizia alle 20:00, il sabato e la domenica alle 17:00. Lunedì 23 novembre è giorno di riposo. Le date sono quelle pubblicate sulla pagina ufficiale dello spettacolo, che conviene comunque ricontrollare al momento dell'acquisto per eventuali variazioni.
Quanto costa il biglietto?
La pagina ufficiale indica per il settore poltrona un intero di 28 euro e un ridotto di 20 euro. Gli altri settori, cioè poltronissima e i tre ordini di balconata, sono elencati, ma i loro prezzi non sono pubblicati. La stessa pagina segnalava una promozione di lancio valida fino al 19 ottobre.
Dove si comprano i biglietti?
Dal sito ufficiale del Teatro Eliseo, che rimanda al circuito di vendita online, oppure contattando il botteghino all'indirizzo botteghino@eliseoteatro.it. Gli orari di apertura della cassa e il numero di telefono non sono riportati nella pagina dello spettacolo: il dato non è pubblicato lì, e conviene consultare la sezione contatti del sito.
Chi sono gli interpreti?
Francesco Sferrazza Papa, Paolo Zuccari, Woody Neri, Giulio Petushi, Aurora Spreafico e Anna Bisciari. La regia è di Andrea Baracco, l'adattamento è quello scritto da Glauco Mauri, la produzione è della Compagnia Mauri Sturno. La pagina ufficiale non specifica quale ruolo interpreti ciascun attore.
Quanto dura lo spettacolo?
La durata non è indicata nella pagina ufficiale: il dato non è pubblicato. Per organizzare la serata, soprattutto nelle recite delle 20:00 dei giorni feriali, è utile chiedere al botteghino. Un romanzo di questa mole, ridotto per la scena, richiede comunque tempi da prosa piena.
Bisogna aver letto il romanzo?
Non è necessario. La vicenda essenziale, un giovane che commette un omicidio convinto di esserne autorizzato e poi ne viene divorato, è chiara anche per chi non conosce il libro. Chi l'ha letto potrà invece apprezzare i tagli e la struttura dell'adattamento di Mauri, che concentra il racconto sui grandi confronti a due.
È adatto agli studenti?
Il teatro non indica un'età consigliata. La scelta di interpreti giovani, dell'età dei personaggi, e la domanda su come suoni Dostoevskij per chi è cresciuto negli anni Duemila rendono lo spettacolo particolarmente interessante per un pubblico di studenti delle superiori e universitari.
Come si arriva al Piccolo Eliseo?
Il teatro è in via Nazionale 183, a breve distanza a piedi da piazza della Repubblica e dalla stazione Termini. Per i mezzi pubblici il percorso più aggiornato si calcola con il pianificatore di viaggio di ATAC.
Il consiglio finale su Delitto e castigo
Questo Delitto e castigo tiene insieme tre storie: quella di Raskol'nikov, quella di una compagnia che riparte dopo la perdita dei suoi fondatori e quella di un teatro che riapre dopo sei anni di buio. È difficile immaginare una coincidenza più adatta per un romanzo sulla caduta e sulla possibilità di rinascere. Il mio consiglio è di andarci con curiosità per la scelta degli attori giovani, che è la vera scommessa della regia di Andrea Baracco, e di fermarsi un momento nel foyer prima di entrare: la sala piccola di via Nazionale ha visto passare buona parte del teatro italiano contemporaneo.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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