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Madre per sempre con Marisa Laurito e Giorgia Würth al Teatro Quirino — dal 24 al 29 novembre 2026

In breve. Madre per sempre, il testo della drammaturga catalana Marta Barceló (titolo originale Tocar mare), arriva al Teatro Quirino Vittorio Gassman di via delle Vergini 7, nel rione Trevi, con Marisa Laurito e Giorgia Würth e la regia di Siddhartha Prestinari.

Madre per sempre, il testo della drammaturga catalana Marta Barceló (titolo originale Tocar mare), arriva al Teatro Quirino Vittorio Gassman di via delle Vergini 7, nel rione Trevi, con Marisa Laurito e Giorgia Würth e la regia di Siddhartha Prestinari. Le recite pubblicate dal teatro sono sei: martedì 24 e mercoledì 25 novembre 2026 alle 21:00, giovedì 26 alle 17:00, venerdì 27 alle 21:00, sabato 28 e domenica 29 novembre alle 17:00. La durata non è indicata. Il listino dei biglietti singoli della stagione 2026/2027 del Quirino prevede, per le recite da martedì a giovedì, 32 euro in platea, 26 in prima balconata, 21 in seconda balconata e 15 in galleria; da venerdì a domenica 36, 30, 25 e 19 euro, con prevendita inclusa. I biglietti si acquistano dal sito ufficiale del teatro, che rimanda al proprio circuito di vendita online, o al botteghino all'angolo tra via delle Vergini e via Minghetti; la biglietteria telefonica (06 6794585, biglietteria@teatroquirino.com) risponde dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00. Lo spettacolo è presentato da ArtistiAssociati, centro di produzione teatrale. Per raggiungere il teatro con i mezzi pubblici conviene usare il pianificatore di viaggio di ATAC.

Immagine ufficiale di Madre per sempre con Marisa Laurito e Giorgia Würth al Teatro Quirino
Marisa Laurito e Giorgia Würth, immagine dalla pagina dello spettacolo sul sito ufficiale del Teatro Quirino

Madre per sempre: la storia

Al centro del testo ci sono due donne molto diverse tra loro. Una è prossima alla pensione, l'altra lavora nel mondo della produzione audiovisiva. Secondo la presentazione del Quirino, le accomuna il desiderio di colmare un vuoto, e dal loro incontro nasce una famiglia scelta, capace di superare i confini biologici e sociali. Barceló affronta il tema con ironia, tenerezza e grande umanità, interrogandosi su che cosa significhi davvero diventare madre e su come l'amore, più del sangue, possa generare un legame destinato a durare.

La formula della famiglia scelta è centrale per capire lo spettacolo. Non si parla di adozione in senso burocratico, ma di un'affinità che si costruisce nel tempo, tra due persone che non hanno alcun obbligo l'una verso l'altra e che, proprio per questo, possono decidere di diventare l'una necessaria all'altra.

Una senza madre, l'altra senza figli

Nelle note di regia Siddhartha Prestinari riassume così il cuore della vicenda: una donna senza madre e una donna senza figli si incontrano e intrecciano le loro vite, mostrandosi e riscoprendosi nelle rispettive solitudini. È una simmetria perfetta, quasi da favola, che il testo mette alla prova con la concretezza della vita quotidiana.

Le regole dell'accordo

Le due protagoniste si danno delle istruzioni per stabilire un patto semplice: conoscersi senza intromettersi nel mondo dell'altra, senza invadere quello che la regista chiama il troppo di ciascuna. Il troppo dolore, a volte il troppo amore, spesso il troppo non detto. È un patto di prudenza, il tipo di accordo che si fa quando si ha paura di perdersi.

Quando le regole saltano

Con il passare del tempo, tra racconti intimi e confessioni, l'incontro diventa altro. Valica le regole, abbatte i pudori, si perde nella tenerezza e diventa famiglia. La drammaturgia segue dunque un arco preciso: dalla distanza controllata all'intimità, dall'accordo formale al legame.

Il tema: che cosa vuol dire essere madre

Il titolo italiano, Madre per sempre, mette l'accento sulla durata, sulla promessa, mentre l'originale catalano è Tocar mare. Al di là della traduzione, la domanda resta la stessa: la maternità è un fatto biologico o una relazione che si sceglie e si rinnova ogni giorno?

La maternità come costruzione

Il testo, secondo la presentazione, indaga in modo originale il significato della maternità e della costruzione dei legami familiari. L'idea che la famiglia si costruisca, invece di essere semplicemente ereditata, attraversa molto teatro contemporaneo, e Barceló la affronta da un punto di vista particolare: quello di due adulte, senza bambini piccoli di mezzo.

La solitudine come punto di partenza

Le due protagoniste si incontrano a partire da una mancanza. Una ha perso o non ha mai avuto una madre, l'altra non ha avuto figli. Il testo non tratta queste mancanze come drammi da risolvere, ma come spazi da riempire con una relazione nuova.

Ironia e tenerezza

Il Quirino sottolinea il registro del testo: ironia, tenerezza, umanità. Non si tratta di un dramma cupo, ma di una commedia sentimentale che sa far ridere e commuovere, un equilibrio che le due interpreti, per la loro storia artistica, conoscono bene.

Marta Barceló, l'autrice

Marta Barceló è una drammaturga e artista catalana. Secondo la presentazione del Quirino ha studiato all'Institut del Teatre di Barcellona, la grande scuola teatrale della città, e ha lavorato per circa vent'anni con la compagnia Res de Res i en Blanc.

Un teatro che viaggia

Le sue opere sono state rappresentate in Spagna, Grecia, Germania, Romania, Cipro e Italia. È il profilo di un'autrice che ha trovato ascolto in paesi e lingue diverse, segno che i temi del suo teatro, i legami, la solitudine, la famiglia, superano facilmente i confini nazionali.

Un testo per due voci

Madre per sempre è costruito per due attrici, e tutto si gioca sulla relazione che cambia nel tempo. È una forma che chiede molto alle interpreti, perché non ci sono personaggi secondari su cui distribuire il peso del racconto: ogni passaggio emotivo deve nascere dal dialogo.

Marisa Laurito

Marisa Laurito è nata a Napoli il 19 aprile 1951. La sua formazione è avvenuta alla scuola più importante che il teatro napoletano potesse offrire: entrò nella compagnia di Eduardo De Filippo e debuttò con lui nel 1969 in Le bugie con le gambe lunghe.

Quelli della notte e Sanremo

Il grande pubblico la scoprì nel 1985 con Quelli della notte, il programma di Renzo Arbore su Rai 2 che diventò un fenomeno di costume. Nel 1989 partecipò al Festival di Sanremo con Il babà è una cosa seria, classificandosi al dodicesimo posto.

Il cinema

Al cinema ha debuttato nel 1976, e ha lavorato tra l'altro in Pari e dispari con Bud Spencer e Terence Hill, nel Mistero di Bellavista e, più di recente, nei Fratelli De Filippo di Sergio Rubini, un film che in qualche modo chiude il cerchio con i suoi esordi eduardiani.

Il teatro e la direzione artistica

In teatro ha ottenuto la Maschera d'argento come protagonista di Café Chantant, ha recitato in Menopause the Musical tra il 2006 e il 2009, in Aggiungi un posto a tavola tra il 2009 e il 2011 e, dal 2017, in Due donne in fuga con Iva Zanicchi. Per il triennio 2020-2022 è stata direttrice artistica del Teatro Trianon Viviani di Napoli. In televisione è tra i protagonisti di Mina Settembre.

La presentazione del Quirino

Il teatro la descrive come una presenza calda e carismatica, capace di unire comicità e pathos. È esattamente la qualità che un personaggio come quello della donna vicina alla pensione richiede: la capacità di far sorridere senza perdere la profondità.

Giorgia Würth

Giorgia Würth è nata a Genova il 5 giugno 1979, da padre svizzero e madre ligure. Cresciuta tra Varazze e Milano, si è laureata in Scienze e tecnologie della comunicazione all'Università IULM.

Dalla televisione alla fiction

Ha cominciato come conduttrice su Disney Channel tra il 1998 e il 2001, poi è stata per alcuni anni annunciatrice di Rai 3. Nella fiction ha recitato in Un posto al sole, nella miniserie Moana, dove interpretava Ilona Staller, e per diverse stagioni in Le tre rose di Eva su Canale 5, nel ruolo di Tessa Taviani.

Il cinema e la scrittura

Al cinema ha lavorato con Fausto Brizzi in Ex, Maschi contro femmine, Femmine contro maschi e Com'è bello far l'amore. È anche scrittrice: il suo romanzo d'esordio, Tutta da rifare, pubblicato da Fazi nel 2010, ha vinto il Premio Afrodite e il Premio Falerno Primo Romanzo; nel 2014 è uscito L'accarezzatrice per Mondadori. Nel 2017 ha diretto il documentario Salvatrice, dedicato a Sandra Milo.

Il teatro

In teatro ha recitato tra l'altro in Antigone, Cecità, Un marziano a Roma, Xanax e, nella stagione 2023-2024, in Non so se tu sai che lo so. Il Quirino la presenta come un'interprete sensibile, con uno stile asciutto e realistico, un contrappunto naturale al calore di Laurito.

Le due attrici tra schermo e palcoscenico

Per capire che cosa ciascuna delle due interpreti porta in scena vale la pena guardare più da vicino i loro percorsi, che qui si incontrano in un testo per due voci, dove ogni scelta interpretativa si riflette immediatamente sull'altra attrice.

Laurito oltre la comicità

Accanto ai ruoli più leggeri, Marisa Laurito ha attraversato registri diversi. Al cinema ha recitato in Terre nuove, nel 1991, accanto ad Antonio Banderas; in televisione è comparsa in Dio vede e provvede nel 1997 e in Baciati dall'amore nel 2011, prima di diventare co-protagonista di Mina Settembre dal 2022. Il suo percorso, partito dalla compagnia di Eduardo, ha sempre tenuto insieme la risata e la malinconia tipiche del teatro napoletano.

Würth tra fiction, conduzione e libri

Giorgia Würth ha alternato con continuità la recitazione e la conduzione. Oltre ai ruoli già ricordati, ha lavorato in Il bene e il male su Rai 1, nella sesta stagione di Un medico in famiglia, in Casa Flora per la televisione svizzera e in Eppure cadiamo felici nel 2023; ha condotto C'è posto per te su Sky e Voglio vivere così su Cielo. Nel 2019 ha pubblicato in proprio il libro IO, LUI e altri effetti collaterali.

Un incontro tra due tradizioni

Da una parte la grande scuola del teatro d'attore napoletano, dall'altra una generazione cresciuta tra televisione, fiction e scrittura. Il testo di Barceló, con le sue due donne diverse per età e per mondo, sembra fatto apposta per mettere in dialogo questi due modi di stare in scena.

Famiglie scelte: perché questo tema parla al presente

L'idea che la famiglia non sia soltanto quella in cui si nasce, ma anche quella che si costruisce, è entrata nel linguaggio comune. Si parla di famiglie scelte per descrivere legami di amicizia profonda, di cura reciproca, di convivenza tra persone che non hanno vincoli di sangue. Madre per sempre porta questo tema in un territorio particolare, quello della maternità tra adulte, dove non c'è un bambino da crescere ma una relazione da inventare.

La solitudine adulta

Le due protagoniste non sono giovani in cerca di un posto nel mondo. Una è vicina alla pensione, l'altra ha una carriera avviata. La loro solitudine è quella dell'età adulta, meno raccontata di quella adolescenziale e spesso più silenziosa. Il teatro le dà voce attraverso il dialogo e la confessione.

Il coraggio di cambiare le regole

La parte più interessante della vicenda, secondo le note di regia, è il momento in cui le regole saltano. L'accordo iniziale, conoscersi senza intromettersi, è una forma di autodifesa. Superarlo significa accettare il rischio di soffrire, di perdere, di essere troppo. È la sostanza di ogni legame vero.

Il corpo e il contatto

In un testo che parla di legami, i gesti contano quanto le parole. Il percorso che la regia descrive, dall'accordo prudente alla tenerezza, passa anche attraverso la distanza fisica tra le due donne: all'inizio misurata, controllata, poi sempre più ridotta. È uno degli aspetti che si colgono solo in sala, guardando come le due attrici occupano lo spazio scenico e come, a poco a poco, lo condividono.

Un pubblico trasversale

Uno spettacolo come questo parla a spettatori molto diversi: chi ha perso una madre, chi non ha avuto figli, chi ha costruito legami fuori dalla famiglia di origine, ma anche chi semplicemente si interroga su che cosa tenga insieme le persone. È un teatro di relazione, che chiede allo spettatore di riconoscersi più che di giudicare.

Il Quirino e la Galleria Sciarra, un unico complesso

Chi va al Quirino per questo spettacolo ha l'occasione di scoprire un angolo di Roma che molti attraversano senza notarlo. La Galleria Sciarra fu realizzata tra il 1885 e il 1888 come cortile estremo del Palazzo Sciarra Colonna di Carbognano, su progetto di Giulio De Angelis, lo stesso architetto della ricostruzione del teatro nel 1882. Committente fu il principe Maffeo Barberini Colonna di Sciarra.

Ferro, vetro e encausto

La galleria è coperta da una volta in ferro e vetro e ha colonne in ghisa agli ingressi. Le pareti sono decorate a encausto con il ciclo della glorificazione della donna, attribuito a Giuseppe Cellini. Negli anni Settanta del Novecento la struttura fu restaurata e ricostruita in cemento armato, conservando le decorazioni pittoriche e le parti in ferro.

Un passaggio aperto negli orari d'ufficio

Oggi la galleria è un cortile privato aperto al pubblico negli orari d'ufficio, con ingressi da piazza dell'Oratorio e da via Minghetti. Fa parte di un complesso che va dal palazzo del Banco di Roma fino al Teatro Quirino, e il suo portone è considerato tra le cosiddette quattro meraviglie di Roma.

Lo spettacolo nella stagione del Quirino

Madre per sempre arriva in sala subito dopo Madre Courage e i suoi figli di Brecht, in scena dal 17 al 22 novembre con Lunetta Savino. Per due settimane consecutive il Quirino mette dunque al centro due figure di madri, lontanissime tra loro: la vivandiera che vive della guerra e perde i figli, e la donna che un figlio non l'ha avuto e trova una famiglia nell'incontro con un'altra donna.

Un dittico involontario

Vedere i due spettacoli a distanza di pochi giorni permette un confronto curioso. Brecht racconta una maternità piegata dal commercio e dalla sopravvivenza, Barceló una maternità scelta e costruita. Le card libere del Quirino consentono di abbinare titoli diversi della stagione.

Gli abbonamenti

Madre per sempre compare nei turni degli abbonamenti a posto fisso della stagione 2026/2027. Chi non è abbonato può scegliere tra biglietti singoli e card da sei o otto spettacoli, nelle versioni infrasettimanale e fine settimana. La stagione prosegue nel 2027 con titoli come Elettra 1944.

Due attrici, due generazioni

La scelta delle interpreti è uno degli elementi più interessanti dello spettacolo. Tra Marisa Laurito e Giorgia Würth ci sono quasi trent'anni di differenza, e due percorsi molto lontani: la scuola di Eduardo e la televisione di Arbore da una parte, la conduzione televisiva, la fiction e la scrittura dall'altra. Il testo di Barceló vive proprio di questo scarto.

Comicità e realismo

Il Quirino descrive le due attrici con aggettivi complementari: calda e carismatica la prima, asciutta e realistica la seconda. In un testo per due voci, l'equilibrio tra registri diversi è la chiave della riuscita.

La regia di Siddhartha Prestinari

Le note di regia di Siddhartha Prestinari insistono sul passaggio dalle regole alla tenerezza. È un lavoro che chiede alle interpreti di partire da una certa rigidità, quella dell'accordo iniziale, e di scioglierla gradualmente, fino al momento in cui l'incontro diventa famiglia.

Informazioni pratiche

Il calendario di Madre per sempre è particolarmente ricco di pomeridiane: tre recite su sei sono alle 17:00, giovedì 26, sabato 28 e domenica 29. È un'opportunità per chi preferisce il teatro di giorno o per chi vuole abbinare lo spettacolo a una cena nel centro.

I prezzi per giorno

Le recite di martedì 24, mercoledì 25 e giovedì 26 rientrano nella fascia infrasettimanale del listino, con la platea a 32 euro. Quelle di venerdì 27, sabato 28 e domenica 29 rientrano nella fascia del fine settimana, con la platea a 36 euro. Per la galleria i prezzi sono rispettivamente 15 e 19 euro.

Riduzioni e card

Il teatro applica le riduzioni di legge per under 26 e over 65, secondo le condizioni indicate nella pagina della biglietteria, e propone card libere da sei o otto spettacoli. Biglietti e card, una volta emessi, non si possono sostituire né annullare. Per scuole, gruppi e associazioni è attivo l'ufficio promozione, al numero 06 6783042.

Una curiosità sul Teatro Quirino

Il Quirino fa parte di un complesso che arriva fino alla Galleria Sciarra, il cortile coperto costruito tra il 1885 e il 1888 per lo stesso principe Maffeo Barberini Colonna di Sciarra che aveva voluto il teatro. Tra le scene dipinte sulle pareti della galleria ce n'è una, la Conversazione galante, in cui secondo la leggenda l'uomo ritratto sarebbe Gabriele D'Annunzio.

Le iniziali sugli scudi

Sugli scudi degli ingressi della galleria compaiono le iniziali CSS, che rimandano a Carolina Colonna Sciarra, madre del principe. Nello stesso complesso ebbero sede il quotidiano La Tribuna e la rivista Cronaca Bizantina, diretta proprio da D'Annunzio. Il teatro, insomma, nacque dentro un piccolo quartiere della cultura e della stampa della Roma umbertina.

Una cosa che non ti dice nessuno sul Teatro Quirino

Agli esordi il Quirino non era un teatro di prosa. Il sito ufficiale racconta che i primi anni furono dedicati a spettacoli di marionette e a farse popolari, frequentati da un pubblico numeroso e colto. Il principe voleva colmare la mancanza di sale di spettacolo nel centro a est del Corso, e scelse un repertorio leggero, capace di attirare spettatori.

I primi spettacoli

Il repertorio iniziale comprendeva marionette e farse popolari, ma anche pulcinellate e operette per il pubblico borghese. In entrambi i casi il Quirino delle origini era un teatro di intrattenimento, lontano dall'immagine di tempio della prosa che ha oggi.

Il consiglio che ti do per visitare il Teatro Quirino

Il mio consiglio è di scegliere la recita delle 17:00 di sabato 28 o di domenica 29, e di dedicare l'ora precedente alla Galleria Sciarra e alla Fontana di Trevi, entrambe a pochi minuti dal teatro. Uscendo dallo spettacolo alle prime ore della sera si trova il centro illuminato, ma ancora vivo, ed è facile proseguire con una cena nel rione.

Arrivare dal lato giusto

Il botteghino si trova all'angolo tra via delle Vergini e via Minghetti. Chi arriva da via del Corso può entrare in via Minghetti e passare davanti agli ingressi della galleria, così da arrivare in teatro per la strada più breve e insieme più interessante.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti sanno che il teatro porta il nome di Vittorio Gassman. Meno noto è che l'intitolazione è piuttosto recente: risale al 29 giugno 2004, quando il nome dell'attore fu affiancato a quello storico. Il sito del Quirino lo definisce uno dei più acclamati attori teatrali italiani del Novecento, e il suo volto è tra quelli che accolgono gli spettatori nelle fotografie dell'ingresso.

Una scuola dentro il teatro

Un altro aspetto poco citato è la formazione. Il Quirino ospita le Officine Quirino, una scuola di teatro e arte drammatica. In una sala intitolata a uno dei grandi attori italiani, l'idea di formare nuove generazioni di interpreti ha un significato particolare.

La foto giusta da fare al Teatro Quirino

Per questo spettacolo la foto giusta non si scatta in teatro, ma a pochi passi: sotto la volta in ferro e vetro della Galleria Sciarra, inquadrando le figure femminili dipinte sulle pareti. Il ciclo celebra le virtù della donna, ed è difficile immaginare un'introduzione visiva più adatta a uno spettacolo su due donne che scelgono di diventare famiglia.

Senza disturbare

La galleria è un cortile privato aperto negli orari d'ufficio: conviene fotografarla con discrezione, senza ostacolare il passaggio.

La pensilina all'ingresso

Chi vuole una foto del teatro può inquadrare la pensilina di via delle Vergini con la locandina dello spettacolo. La pensilina risale alla ristrutturazione inaugurata nel 1955 ed è uno degli elementi più riconoscibili della facciata.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

1871: la fondazione

Il principe Maffeo Sciarra fa costruire il teatro nella sua proprietà vicino alla Fontana di Trevi. Il nome richiama il Quirinale e il dio Quirino.

1882: un teatro più elegante

Una prima ristrutturazione, guidata dagli architetti De Angelis e Morra, trasforma la sala in un luogo più elegante per la borghesia della capitale.

1898: gli interni di Belloli e Moraldi

Secondo il sito del teatro, Belloli e Moraldi intervengono sugli interni con motivi decorativi più tradizionali, e con questi lavori entrano in scena opera lirica e balletto.

1914: la stagione di Mascagni

Dopo il rinnovamento firmato da Marcello Piacentini, in stile secessionista, il teatro riapre con una stagione lirica diretta da Pietro Mascagni.

1955: la sala moderna

Il 13 ottobre 1955 viene inaugurato il teatro ristrutturato, con le gradinate a sbalzo e la pensilina d'ingresso.

2009-2015: le nuove gestioni

Dal luglio 2009 al giugno 2014 il teatro è diretto da Geppy Gleijeses. Dal 2015 la gestione passa alla Quirino srl, con la direzione artistica di Guglielmo Ferro e la gestione amministrativa di Rosario Coppolino.

Chi è passato dal Teatro Quirino

Sul palcoscenico del Quirino, ricorda il sito ufficiale, sono passati Ferruccio Benini, Ettore Petrolini, Eduardo De Filippo, Vittorio Gassman, Carmelo Bene, Carlo Giuffrè, Giorgio Strehler, Paolo Stoppa, Paola Borboni e Luca Ronconi. È un elenco che racconta più di un secolo di teatro italiano.

Eduardo e i suoi allievi

Il nome di Eduardo De Filippo ha un valore speciale per questo spettacolo. Marisa Laurito ha debuttato proprio nella sua compagnia, nel 1969. Tornare a recitare in un teatro che ha accolto il suo maestro aggiunge un filo di memoria alla serata.

Le grandi attrici

Nell'elenco dei protagonisti storici compare Paola Borboni, l'unica attrice citata accanto a tanti attori e registi. Le due interpreti di Madre per sempre raccolgono, a loro modo, l'eredità di una lunga tradizione di attrici protagoniste al Quirino.

Prima o dopo lo spettacolo: i dintorni

Il Quirino si trova a pochi minuti a piedi dalla Fontana di Trevi e dalla Galleria Sciarra, due tappe che si combinano naturalmente con una recita pomeridiana.

Piazza Colonna

Verso via del Corso si apre piazza Colonna, dominata dalla Colonna di Marco Aurelio, con i suoi rilievi a spirale.

Il Quirinale

Salendo verso est si arriva in piazza del Quirinale, con la vista sulla città, e alle Scuderie del Quirinale, che ospitano grandi mostre.

Santi Apostoli

A sud del teatro, in direzione di piazza Venezia, si incontra la basilica dei Santi XII Apostoli, che si affaccia sulla piazza omonima.

Domande frequenti su Madre per sempre

Quando va in scena Madre per sempre al Teatro Quirino?

Da martedì 24 a domenica 29 novembre 2026, con sei recite. Gli orari pubblicati dal teatro sono: martedì 24 e mercoledì 25 alle 21:00, giovedì 26 alle 17:00, venerdì 27 alle 21:00, sabato 28 e domenica 29 alle 17:00. Conviene controllare il turno al momento dell'acquisto.

Chi sono le interpreti?

Marisa Laurito e Giorgia Würth. Il testo è di Marta Barceló, drammaturga catalana, e il titolo originale è Tocar mare. La regia è di Siddhartha Prestinari. Lo spettacolo è presentato da ArtistiAssociati, centro di produzione teatrale. La pagina ufficiale non indica i nomi di chi firma scene, costumi, luci e traduzione.

Quanto costano i biglietti?

Secondo il listino della stagione 2026/2027, da martedì a giovedì la platea costa 32 euro, la prima balconata 26, la seconda 21 e la galleria 15. Da venerdì a domenica i prezzi sono 36, 30, 25 e 19 euro. I prezzi comprendono la prevendita; le riduzioni di legge riguardano under 26 e over 65.

Dove si comprano i biglietti?

Dal sito ufficiale del Teatro Quirino, che rimanda al circuito di vendita online, oppure al botteghino all'angolo tra via delle Vergini e via Minghetti. La biglietteria telefonica risponde allo 06 6794585 dal lunedì al venerdì, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00, anche per cambi turno.

Di che cosa parla lo spettacolo?

Di due donne molto diverse, una vicina alla pensione e l'altra impegnata nel mondo della produzione audiovisiva, una senza madre e l'altra senza figli. Si incontrano, si danno delle regole per non invadere l'una la vita dell'altra e, col tempo, superano quelle regole fino a diventare una famiglia scelta.

Quanto dura?

La durata non è indicata nella pagina ufficiale dello spettacolo: il dato non è pubblicato. Trattandosi di un testo per due interpreti, è ragionevole aspettarsi una serata di prosa senza dimensioni eccessive, ma per un'indicazione precisa conviene chiedere alla biglietteria telefonica del teatro.

È uno spettacolo comico o drammatico?

Entrambe le cose. La presentazione del Quirino parla di ironia, tenerezza e grande umanità, e descrive Marisa Laurito come capace di unire comicità e pathos. Si tratta di una commedia sentimentale che affronta temi seri, la solitudine, la maternità, la famiglia, con un tono che lascia spazio al sorriso.

Come si arriva al Teatro Quirino?

Il teatro è in via delle Vergini 7, tra via del Corso e la Fontana di Trevi, in una zona in gran parte pedonale o a traffico limitato. Per i mezzi pubblici il percorso più affidabile si calcola con il pianificatore di viaggio di ATAC.

Il consiglio finale su Madre per sempre

Madre per sempre porta al Quirino una storia piccola e universale: due donne sole che decidono di non esserlo più. Il testo di Marta Barceló, già rappresentato in diversi paesi europei, trova in Marisa Laurito e Giorgia Würth due interpreti di generazioni e scuole diverse, e proprio questa distanza promette di dare spessore alla relazione in scena. Il mio consiglio è di scegliere una delle tre pomeridiane e di arrivare con un po' di anticipo per attraversare la Galleria Sciarra: le figure femminili dipinte sotto la volta sono il prologo ideale per uno spettacolo che parla di donne, di legami e di famiglie che si scelgono.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento24 Novembre 2026 21:00 — 29 Novembre 2026
IndirizzoTeatro Quirino Vittorio Gassman, Via delle Vergini 7, 00187 Roma Centro storico, Roma, Roma Città

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