Il barbiere di Siviglia con Cecilia Bartoli al Teatro dell’Opera di Roma — 27 maggio 2027
Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini con Cecilia Bartoli nel ruolo di Rosina va in scena giovedì 27 maggio 2027 al Teatro Costanzi, la sala principale del Teatro dell'Opera di Roma in piazza Beniamino Gigli 7, in data unica e in forma di concerto. Si arriva con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, oppure con i bus di via Nazionale (H, 40, 60, 64, 70, 71, 170, 116T) e di via Depretis (70, 71). I prezzi e l'orario d'inizio sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro dell'Opera di Roma. I biglietti dei singoli spettacoli della stagione 2026/27 sono in vendita dall'8 ottobre 2026, allo sportello della biglietteria in piazza Beniamino Gigli 1 e sul circuito di prevendita autorizzato che il teatro indica nella pagina dello spettacolo.
Sul palco, accanto alla cantante romana, ci sono Les Musiciens du Prince, l'orchestra di Monaco che lei stessa ha voluto, diretti da Gianluca Capuano, e il Coro del Teatro dell'Opera di Roma. La data non è scelta a caso dal calendario: il 27 maggio 1987 Cecilia Bartoli cantava per la prima volta Rosina proprio al Costanzi, e quarant'anni dopo, giorno per giorno, torna nello stesso teatro e nello stesso ruolo per festeggiare la sua carriera. Senza giri di parole: è la serata della stagione romana 2026/27 per cui vale la pena organizzare un viaggio, e l'unica per cui consiglio di comprare il biglietto il giorno stesso dell'apertura delle vendite.
Il barbiere di Siviglia con Cecilia Bartoli in breve: data, sede, interpreti
Il barbiere di Siviglia con Cecilia Bartoli è una serata unica, giovedì 27 maggio 2027, al Teatro Costanzi di Roma, in forma di concerto, con Les Musiciens du Prince diretti da Gianluca Capuano e il Coro del Teatro dell'Opera di Roma. È uno dei due titoli che la stagione 2026/27 propone in data unica e in forma di concerto; l'altro è Il castello del principe Barbablù con Anna Netrebko, il 4 dicembre 2026.
La data e la sede
Giovedì 27 maggio 2027, Teatro Costanzi, piazza Beniamino Gigli 7, a pochi minuti a piedi da piazza della Repubblica e dalla stazione Termini. Una sola recita: non ci sono repliche, né anteprime giovani, né turni di abbonamento da incastrare. Chi c'è, c'è.
Gli interpreti annunciati
Il teatro ha annunciato Cecilia Bartoli nel ruolo di Rosina, Les Musiciens du Prince, orchestra con sede a Monaco, diretti da Gianluca Capuano, e il Coro del Teatro dell'Opera di Roma, che la fondazione affida da novembre 2022 a Ciro Visco. Gli altri solisti, cioè il Conte d'Almaviva, Figaro, Don Bartolo, Don Basilio, Berta e Fiorello, non sono ancora stati resi noti nella presentazione della stagione: il consiglio è di controllare la pagina dello spettacolo sul sito del teatro prima dell'acquisto.
La forma di concerto
La presentazione ufficiale parla di data unica in forma di concerto. Significa niente scenografie e niente regia nel senso tradizionale: orchestra sul palcoscenico, cantanti davanti all'orchestra, tutta l'attenzione sulla musica. Per un'opera come Il barbiere di Siviglia, che vive di ritmo e di teatro, può sembrare una rinuncia; più avanti si spiega perché, con questa interprete, a nostro giudizio è il contrario.
Quando si comprano i biglietti
Secondo il calendario pubblicato dal Teatro dell'Opera, la campagna abbonamenti si è chiusa il 26 settembre 2026, le altre forme di abbonamento si sottoscrivono dal 1° ottobre e i biglietti dei singoli spettacoli sono in vendita a partire dall'8 ottobre 2026. Per una data unica con un nome di questo richiamo, l'8 ottobre è il giorno da segnare in agenda.
Quarant'anni dopo: il 27 maggio 1987 di Cecilia Bartoli al Costanzi
Il 27 maggio 1987 Cecilia Bartoli debuttò come Rosina al Teatro dell'Opera di Roma, in un Barbiere di Siviglia diretto da Maximiano Valdes con la regia di Antonello Madau Diaz: il teatro celebra il suo quarantesimo anniversario di carriera esattamente quarant'anni dopo, il 27 maggio 2027.
La locandina di allora
L'archivio storico del Teatro dell'Opera conserva la scheda di quella produzione della stagione 1986/87. Sul podio Maximiano Valdes, regia di Antonello Madau Diaz e Silvia Cassini, scene e costumi di Roberto Laganà. Il cast: Maurizio Comencini come Conte d'Almaviva, Mario Bertolino come Bartolo, Cecilia Bartoli come Rosina, Angelo Romero come Figaro, Silvano Pagliuca come Basilio, Andrea Snarski come Fiorello, Laura Zanini come Berta e Fernando Jacopucci nella parte dell'ufficiale.
Tre sere a Roma, due a Berlino
Le recite romane furono tre, il 27, il 29 e il 31 maggio 1987. La produzione andò poi in trasferta a Berlino, alla Städtische Oper, il 9 e il 10 giugno 1987: cinque rappresentazioni in tutto. Per le serate berlinesi la scheda d'archivio segnala un solo cambio di interprete, nel ruolo di Fiorello, affidato a Giovanni De Angelis. È un dettaglio che fa sorridere: la giovane romana che a maggio debuttava al Costanzi, a giugno cantava già all'estero con la compagnia del suo teatro.
Il teatro del debutto
Nella presentazione della stagione il Teatro dell'Opera scrive che Bartoli festeggia i quarant'anni di carriera al Costanzi, il teatro dove ha debuttato, e che il Barbiere lo cantò per la prima volta all'Opera di Roma il 27 maggio 1987. Le cronologie biografiche ricordano, nello stesso 1987, anche il Re Alboino in Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno di Vincenzo Legrenzio Ciampi al Teatro Filarmonico di Verona, e un'apparizione da bambina, a nove anni, come pastorello in Tosca. Il punto, per chi va a teatro il 27 maggio 2027, non cambia: la Rosina di Bartoli è nata qui, su questo palcoscenico, e la festa torna al punto di partenza.
Una sola presenza in archivio
C'è un dato che colpisce. Nell'archivio storico del Teatro dell'Opera la scheda personale di Cecilia Bartoli riporta un solo titolo: quel Barbiere del 1986/87. Una carriera di quarant'anni passata per Salisburgo, Zurigo, il Metropolitan, la Scala e Monte-Carlo, e nel teatro della sua città una sola produzione d'opera registrata, quella del debutto. Il ritorno del 2027 chiude un cerchio rimasto aperto per quattro decenni, ed è una delle ragioni per cui questa serata avrà in sala un'atmosfera che poche altre possono avere.
Chi è Cecilia Bartoli: la carriera del mezzosoprano romano
Cecilia Bartoli è un mezzosoprano nato a Roma il 4 giugno 1966, vincitrice di cinque Grammy Award su diciassette candidature, con oltre dieci milioni di dischi venduti; dal 2012 dirige il Festival di Pentecoste di Salisburgo e dal 2023 l'Opéra de Monte-Carlo.
Una famiglia di cantanti
Bartoli nasce in una famiglia di musicisti: la madre Silvana Bazzoni e il padre Pietro Angelo Bartoli erano entrambi cantanti lirici. Il primo contatto con il palcoscenico arriva a nove anni, nella piccola parte del pastorello in Tosca. La formazione vocale vera comincia a tredici anni, sotto la guida della madre, e prosegue al Conservatorio di Roma, dove studia anche pianoforte e tromba come strumenti complementari. La madre resterà la sua insegnante di canto per tutta la carriera: un legame di bottega, all'antica, che spiega molto della solidità tecnica della figlia.
Gli anni di Mozart e di Rossini
Nei primi anni il repertorio di Bartoli è soprattutto mozartiano e rossiniano. Dopo la Rosina romana del 1987 arrivano, fra gli altri, la Lucilla della Scala di seta al Rossini Opera Festival di Pesaro nel 1988, Despina in Così fan tutte al Mercadante di Napoli, Cherubino nelle Nozze di Figaro all'Opéra di Parigi e Idamante in Idomeneo ad Amburgo nel 1990, Isolier nel Conte Ory alla Scala nel 1991. Nello stesso 1991 canta a Vienna, sotto la direzione di Georg Solti, il Requiem di Mozart per il bicentenario della morte del compositore. Nel 1993 è Zerlina nel Don Giovanni diretto da Riccardo Muti alla Scala e Despina a Salisburgo con i Wiener Philharmoniker.
Il Metropolitan e i grandi teatri
Nel 1996 debutta al Metropolitan di New York come Despina, diretta da James Levine; l'anno dopo è Angelina nella Cenerentola e nel 1998 Susanna nelle Nozze di Figaro, sempre al Met. Nel corso della carriera lavora con direttori come Herbert von Karajan, Daniel Barenboim, Nikolaus Harnoncourt e Riccardo Muti, e canta al Covent Garden, alla Scala, alla Bayerische Staatsoper di Monaco e all'Opera di Zurigo, che per molti anni è la sua casa artistica: lì interpreta, fra l'altro, Nina di Paisiello, Il turco in Italia, Clari di Halévy, Le Comte Ory, l'Otello di Rossini nel ruolo di Desdemona nel 2012 e Alcina nel 2014.
La svolta barocca e le riscoperte
Dagli anni Novanta Bartoli si dedica con crescente passione alla riscoperta di opere dimenticate, con una predilezione per il barocco e per i compositori a cavallo fra barocco e classicismo. Nascono così i grandi album monografici: The Vivaldi Album con Il Giardino Armonico nel 1999, i dischi dedicati a Gluck e a Salieri, Opera proibita con Marc Minkowski nel 2005, Maria dedicato a Maria Malibran nel 2007, Sacrificium sui castrati nel 2009, Mission su Agostino Steffani nel 2012, St. Petersburg nel 2014, Farinelli nel 2019. È la parte del suo lavoro che ha cambiato il gusto del pubblico: repertori che prima erano materia da specialisti sono entrati nelle classifiche.
Premi e riconoscimenti
Nel 2011 vince il Grammy per la migliore interpretazione vocale classica con Sacrificium. Ha ricevuto il Bellini d'oro della città di Catania nel 2008, l'Handel Music Prize di Halle e il Premio Léonie Sonning nel 2010, l'Herbert von Karajan Music Prize di Baden-Baden nel 2012 e il Polar Music Prize nel 2016. È Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal 2003, Cavaliere dell'Ordre des Arts et des Lettres in Francia e Commendatore dell'Ordine al Merito Culturale del Principato di Monaco.
Salisburgo e Monte-Carlo
Dal 2012 Bartoli è direttrice artistica del Festival di Pentecoste di Salisburgo, incarico prorogato fino al 2031; nel primo anno vi interpreta Cleopatra nel Giulio Cesare di Händel. Nel 2016 promuove la nascita di Les Musiciens du Prince all'Opéra de Monte-Carlo, e dal 2023 dirige il teatro monegasco. È un percorso raro: una cantante in piena attività che guida un festival e un teatro d'opera, e che sceglie i propri progetti invece di aspettare le proposte degli altri. Vive fra il lago di Zurigo e Roma; nel 2011 ha sposato il baritono svizzero Oliver Widmer.
Una curiosità su Il barbiere di Siviglia con Cecilia Bartoli al Teatro dell'Opera di Roma — 27 maggio 2027
Rosina, il ruolo con cui Cecilia Bartoli torna al Costanzi, fu scritta da Rossini per una voce grave: alla prima assoluta del 20 febbraio 1816 al Teatro Argentina la cantò il contralto Geltrude Righetti Giorgi. La tradizione ottocentesca e novecentesca l'ha poi affidata spesso ai soprani leggeri, alzandone le tonalità e caricandola di acuti; il ritorno ai mezzosoprani è una storia relativamente recente.
Ecco perché Rosina è il ruolo giusto per Bartoli, e perché la sua prima Rosina, nel 1987, arrivava in un momento significativo. La voce per cui Rossini aveva scritto era quella di un contralto dal registro centrale pieno e dall'agilità morbida, non quella di un soprano che sale in cima al pentagramma. Righetti Giorgi, del resto, aveva un peso particolare nella compagnia: fu lei a suggerire a Rossini, per la ripresa al Teatro Contavalli di Bologna nell'estate del 1816, di adattare per Rosina il rondò finale del tenore, Cessa di più resistere. Rossini accettò, e quella pagina di bravura, nata per Almaviva, passò per un'estate alla primadonna.
C'è poi un secondo dettaglio che il pubblico ignora quasi sempre. Il Barbiere andato in scena a Roma nel 1816 non si chiamava Il barbiere di Siviglia: il titolo della prima era Almaviva, o sia L'inutile precauzione, scelto per rispetto verso Il barbiere di Siviglia di Giovanni Paisiello, che dal 1782 era un titolo di grande successo. Quando il 27 maggio 2027 leggerete il programma di sala, ricordatevi che il nome con cui oggi tutti conoscono l'opera è quello che Rossini, a Roma, non osò usare.
Un'ultima curiosità legata alla discografia: nel 1988, appena un anno dopo il debutto romano, Bartoli incise Rosina per Decca con Leo Nucci come Figaro, William Matteuzzi come Almaviva e Giuseppe Patanè sul podio, e nello stesso anno la cantò al festival di Schwetzingen in un'edizione diretta da Gabriele Ferro poi pubblicata in video. La Rosina del Costanzi fu, insomma, il primo passo di un ruolo che l'ha accompagnata fin dall'inizio.
Les Musiciens du Prince e Gianluca Capuano, l'orchestra di Cecilia Bartoli
Les Musiciens du Prince sono l'orchestra fondata nella primavera del 2016 all'Opéra de Monte-Carlo su iniziativa di Cecilia Bartoli, con l'allora direttore del teatro Jean-Louis Grinda e il sostegno del Principe Alberto II e della Principessa di Hannover; dal 2019 il loro direttore principale è il milanese Gianluca Capuano.
Un'orchestra nata intorno a una cantante
È raro che una cantante fondi un'orchestra. Bartoli lo ha fatto a Monaco, e ne è stata la direttrice artistica fin dall'inizio. Il primo concerto dell'ensemble si tenne al Palazzo del Principe di Monaco; nel 2026 l'orchestra ha celebrato i suoi dieci anni di attività, fra Monte-Carlo e le tournée sui palcoscenici internazionali. Fra le incisioni più recenti c'è un album per la Vivaldi Edition di Naïve, i Concerti per vari strumenti, diretto proprio da Capuano. Per il pubblico romano significa ascoltare un complesso che conosce il modo di cantare di Bartoli come nessun altro: non un'orchestra ospite qualsiasi, ma la sua.
Chi è Gianluca Capuano
Gianluca Capuano è nato a Milano e si è diplomato in organo, composizione e direzione d'orchestra al Conservatorio della sua città. Si è poi specializzato nel repertorio antico alla Scuola Civica di Milano, lavorando sui problemi di notazione, fonti e interpretazione della musica antica, e ha conseguito un dottorato in filosofia all'Università Statale di Milano. Ha suonato come organista e continuista e diretto in Europa, negli Stati Uniti, in Russia e in Giappone; nel 2006 ha fondato l'ensemble vocale e strumentale Il Canto di Orfeo.
Il sodalizio con Bartoli
Il rapporto artistico con Bartoli è lungo. Capuano ha diretto la sua Norma ai festival di Edimburgo e Baden-Baden e al Théâtre des Champs-Élysées nel 2016; nel gennaio 2017, su richiesta della cantante, ha diretto Les Musiciens du Prince nella Cenerentola a Monte-Carlo, poi portata a Dortmund, Amburgo, Amsterdam, Martigny, Versailles e Lussemburgo. Nello stesso 2017 ha diretto l'orchestra al Festival di Salisburgo in Ariodante e nella Donna del lago, e in seguito nella nuova produzione salisburghese di Alcina con Bartoli, Philippe Jaroussky e Sandrine Piau. Il 2 marzo 2019 l'Opéra de Monte-Carlo ne ha annunciato la nomina a direttore principale.
Perché conta per il Barbiere
Capuano arriva a Rossini dal repertorio antico, con la formazione di un organista e di un continuista. Per il Barbiere è un vantaggio concreto: i recitativi secchi, che la partitura affida al clavicembalo, e le agilità di Rosina chiedono un direttore che respiri con il cantante, non che lo trascini. Nella stagione 2026/27 del Teatro dell'Opera il suo nome compare fra i direttori ospiti accanto a quelli di Juraj Valčuha, Henrik Nánási, Nicola Luisotti e Daniel Oren.
Una cosa che non ti dice nessuno su Il barbiere di Siviglia con Cecilia Bartoli al Teatro dell'Opera di Roma — 27 maggio 2027
Il Barbiere in cui Cecilia Bartoli debuttò nel 1987 era la ripresa, con la stessa squadra creativa, di uno spettacolo che il Teatro dell'Opera aveva portato l'anno prima al Teatro Argentina, cioè nella sala dove l'opera era nata nel 1816. Regia di Antonello Madau Diaz, scene e costumi di Roberto Laganà in entrambe le edizioni.
L'archivio storico del teatro lo documenta con precisione. Nella stagione 1985/86 l'Opera di Roma mise in scena Il barbiere di Siviglia al Teatro Argentina per quindici recite, dal 16 febbraio al 21 marzo 1986, con Marcello Panni sul podio. Era un ritorno simbolico: il Barbiere tornava nel teatro della sua prima assoluta, a centosettant'anni di distanza. In locandina, a rotazione, c'erano nomi di primo piano: Agnes Baltsa come Rosina in due serate, Leo Nucci come Figaro in tre, Sesto Bruscantini come Bartolo in quattro, accanto a Raquel Pierotti e Adriana Anelli nel ruolo di Rosina, Paolo Barbacini come Almaviva, Justino Diaz come Basilio.
Un anno dopo, al Costanzi, lo stesso regista e lo stesso scenografo firmano il Barbiere del debutto di Bartoli, e due interpreti passano da una produzione all'altra: Angelo Romero, Figaro in entrambe, e Mario Bertolino, Bartolo in entrambe. La giovane Bartoli, in altre parole, entrò in uno spettacolo già rodato, nato per riportare Rossini nella sua sala d'origine, accanto a colleghi che quel Barbiere lo conoscevano a memoria. È il modo in cui i teatri di repertorio facevano crescere i giovani, e chi lavora con i cantanti sa quanto conti debuttare in una macchina che gira bene.
C'è un corollario curioso. Il Teatro Argentina si raggiunge a piedi dal Costanzi in meno di mezz'ora. Chi ha tempo, il pomeriggio del 27 maggio 2027, può fare il percorso dalla sala dove il Barbiere nacque fra i fischi a quella dove la sua Rosina più celebre di oggi ha cominciato. Ne parlo più avanti, nel capitolo sul quartiere.
Il barbiere di Siviglia di Rossini: un capolavoro nato a Roma
Il barbiere di Siviglia è un'opera buffa in due atti di Gioachino Rossini su libretto di Cesare Sterbini, tratta dalla commedia di Beaumarchais del 1775, andata in scena per la prima volta il 20 febbraio 1816 al Teatro di Torre Argentina di Roma. È l'opera buffa per antonomasia, e una delle più rappresentate al mondo.
La commissione di Sforza Cesarini
L'opera fu commissionata da Francesco Sforza Cesarini, impresario del Teatro Argentina, il teatro che suo nonno Giuseppe Sforza aveva fatto costruire nel 1732. Nel dicembre del 1815 l'impresario si accordò con l'allora ventitreenne Rossini per un'opera di carattere gioioso da rappresentare nel Carnevale del 1816. Pochi giorni prima del debutto, il 16 febbraio 1816, Sforza Cesarini morì d'infarto; la prima andò in scena ugualmente, il 20 febbraio, come previsto.
Il fiasco della prima e il trionfo della seconda sera
La prima fu travolta da una tempesta di proteste. In sala c'erano molti sostenitori del vecchio maestro Giovanni Paisiello, autore di un Barbiere di Siviglia del 1782, decisi a far fallire l'opera del giovane rivale. La sera successiva, però, la seconda rappresentazione fu un trionfo, e nel giro di poco l'opera di Rossini oscurò quella di Paisiello fino a diventare la più famosa del compositore pesarese. A me questa storia piace perché smentisce un luogo comune: i capolavori non sempre si riconoscono subito, e il pubblico romano del 1816 ci mise esattamente una notte a cambiare idea.
La prima compagnia
La sera del 20 febbraio 1816, con Rossini che dirigeva, il Conte d'Almaviva era Manuel García, Bartolo Bartolomeo Botticelli, Rosina il contralto Geltrude Righetti Giorgi, Figaro Luigi Zamboni, Basilio Zenobio Vitarelli, Berta Elisabetta Loyselet e Fiorello Paolo Biagelli. Era una compagnia di cantanti che Rossini conosceva e per i quali scrisse su misura, a cominciare dalla sua Rosina.
La trama in poche righe
Il Conte d'Almaviva è innamorato di Rosina, pupilla del vecchio Don Bartolo che vuole sposarla lui stesso. Con l'aiuto di Figaro, barbiere e factotum della città, il Conte si presenta prima come Lindoro, poi come soldato ubriaco, poi come Don Alonso, finto maestro di musica mandato da un Don Basilio che si dice febbricitante. Fra biglietti nascosti, calunnie, una scala che sparisce e un notaio che arriva al momento giusto, i due innamorati si sposano sotto il naso del tutore, al quale resta la magra consolazione di tenersi la dote.
Le pagine che tutti conoscono
L'ouverture, una delle più celebri di Rossini, proviene in realtà da Aureliano in Palmira, e Rossini l'aveva già riutilizzata in Elisabetta, regina d'Inghilterra. Poi la cavatina di Figaro Largo al factotum, la cavatina di Rosina Una voce poco fa, l'aria della calunnia di Basilio, La calunnia è un venticello, l'aria di Bartolo A un dottor della mia sorte, la stretta del finale primo, il temporale e il terzetto Ah! qual colpo inaspettato nel secondo atto. Anche chi non è mai entrato in un teatro d'opera ne riconoscerà almeno tre.
Chitarre, non arpe
Un dettaglio per chi ascolta con attenzione: nella partitura originale Rossini prevede le chitarre, non l'arpa entrata poi nella prassi esecutiva tradizionale, e i tromboni che si sentono in molte esecuzioni non li scrisse mai. Nell'organico c'è anche una macchina del vento, e i recitativi secchi sono accompagnati dal clavicembalo. L'edizione critica più diffusa è quella curata da Alberto Zedda per Ricordi nel 1969, il riferimento per chi vuole ascoltare il Barbiere come Rossini lo scrisse.
Rosina, il ruolo di Cecilia Bartoli nel Barbiere
Rosina è la pupilla di Don Bartolo, scritta da Rossini per voce di contralto, e ha due momenti solistici fondamentali: la cavatina Una voce poco fa nel primo atto e l'aria della lezione di canto nel secondo. È il ruolo con cui Cecilia Bartoli ha debuttato al Costanzi nel 1987 e con cui torna nel 2027.
Una voce poco fa
La cavatina del primo atto è il biglietto da visita del personaggio: una ragazza apparentemente docile che in pochi minuti rivela di saper essere una vipera, se la si contraria. Rossini ne costruisce la cabaletta, Io sono docile, riprendendo materiale da Elisabetta, regina d'Inghilterra. È la pagina che il pubblico aspetta, e quella in cui un mezzosoprano con le agilità di Bartoli può permettersi variazioni e colori che un soprano leggero, cantando in una tonalità più alta, raramente raggiunge.
La lezione di canto
Nel secondo atto Rosina canta davanti al finto maestro di musica. Rossini scrisse per questo momento l'aria Contro un cor che accende amore, ma nella tradizione esecutiva la scena è stata spesso usata dalle primedonne come spazio libero, riempito con arie di altri autori. Esistono anche arie alternative d'autore, come La mia pace, la mia calma, e Ah, s'è ver, in tal momento, composta per Joséphine Fodor, Rosina a Venezia nel 1819.
Rosina in concerto
In forma di concerto la recitazione passa quasi tutta nella voce e nello sguardo. Bartoli è nota da sempre per le sue doti sceniche oltre che per il virtuosismo, e la sua è una presenza che riempie il palco anche senza scenografie. Un pronostico: la cavatina del primo atto la sentirete come non l'avete mai sentita in teatro, perché il suono dell'orchestra sul palco, invece che in buca, cambia il rapporto fra voce e strumenti.
Opera in forma di concerto: che cosa si vede e che cosa si ascolta
Un'opera in forma di concerto è un'esecuzione integrale della partitura senza scenografie né regia tradizionale: l'orchestra suona sul palcoscenico, i cantanti si dispongono davanti all'orchestra, il coro dietro. Il Teatro dell'Opera di Roma propone così, nella stagione 2026/27, sia il Barbiere con Bartoli sia il Barbablù con Anna Netrebko.
Il vantaggio per l'ascolto
Portando l'orchestra sul palco, il suono arriva in sala in modo diverso rispetto alla buca: più diretto, più presente, con gli strumenti a vista. Per un'orchestra come Les Musiciens du Prince, che vale la pena guardare mentre suona, è un vantaggio. Per le voci, la vicinanza dell'orchestra chiede equilibrio e un direttore attento, che Capuano, abituato a lavorare con Bartoli, conosce bene.
Il teatro resta
Il Barbiere è un'opera costruita sul gioco teatrale, e nessun cantante di esperienza lo esegue fermo come a un recital. In una forma di concerto ben preparata i cantanti si muovono, si guardano, si rispondono, e le scene d'insieme mantengono il loro ritmo comico. Chi conosce la trama la segue senza difficoltà; chi non la conosce farà bene a leggerla la sera prima.
Una serata di festa
C'è poi un aspetto che nessuna scenografia potrebbe dare: questa è una serata di celebrazione. Il pubblico del 27 maggio 2027 va al Costanzi per il Barbiere, certo, ma anche e soprattutto per Cecilia Bartoli e per i suoi quarant'anni di carriera. La forma di concerto mette la protagonista al centro, senza filtri, ed è la scelta coerente con il senso della serata.
Il consiglio che ti do per visitare Il barbiere di Siviglia con Cecilia Bartoli al Teatro dell'Opera di Roma — 27 maggio 2027
Il consiglio per il Barbiere con Cecilia Bartoli è netto: comprate l'8 ottobre 2026, giorno di apertura della vendita dei biglietti singoli, e scegliete la balconata o un posto avanti in un palco centrale, dove la voce arriva frontale e l'orchestra sul palco si vede tutta.
Ecco il ragionamento. È una data unica, senza repliche: se i posti migliori finiscono, non c'è una seconda occasione. È una celebrazione, e il pubblico di Bartoli arriva da tutta Europa, perché la cantante lavora da decenni fra Zurigo, Salisburgo e Monte-Carlo e ha seguaci ovunque. Ed è giovedì sera, il che per chi viene da fuori significa organizzarsi con un giorno di ferie o un fine settimana lungo che parte in anticipo.
Sul posto in sala. In forma di concerto l'orchestra è sul palcoscenico e i cantanti davanti: dai palchi laterali, specie nei posti dietro, si perde una parte della scena, e soprattutto si vedono di scorcio i musicisti. La balconata del Costanzi è frontale e restituisce il suono più equilibrato della sala. La platea, nelle prime file, dà la vicinanza fisica alla cantante, ma con l'orchestra sul palco le file troppo avanzate guardano dal basso. Meglio la balconata o le file centrali di platea, e per un budget stretto la prima galleria, dove si vede lontano ma si sente tutto.
Ultima raccomandazione, la più pratica: arrivate almeno quaranta minuti prima. Il guardaroba è obbligatorio per borse e ombrelli, a spettacolo iniziato non si entra in platea né nei posti numerati di balconata e galleria, e in una serata come questa la sala si riempie presto. Vorrete esserci quando Bartoli entra in scena: il primo applauso, quello prima di una sola nota, sarà parte dello spettacolo.
Biglietti per Il barbiere di Siviglia con Cecilia Bartoli al Costanzi
I biglietti per Il barbiere di Siviglia con Cecilia Bartoli sono in vendita dall'8 ottobre 2026, data da cui il Teatro dell'Opera apre la vendita dei singoli spettacoli della stagione 2026/27; i prezzi del titolo sono pubblicati sul sito ufficiale del teatro, nella sezione Prezzi e nella pagina dello spettacolo.
Dove si comprano
La biglietteria del teatro è in piazza Beniamino Gigli 1, aperta dal lunedì al sabato dalle 10 alle 18 e la domenica dalle 9 alle 13.30; è chiusa nei giorni festivi. I biglietti per lo spettacolo del giorno si vendono al teatro da un'ora prima fino a quindici minuti dopo l'inizio. Online si acquista sul circuito di prevendita autorizzato che il teatro indica nella pagina dello spettacolo. Il Teatro dell'Opera invita espressamente a rivolgersi solo ai canali autorizzati dalla fondazione e declina ogni responsabilità per acquisti fatti altrove: per una data unica e molto richiesta, il rischio di trovare biglietti a prezzi gonfiati su canali non ufficiali è concreto.
Come si paga allo sportello
Allo sportello si paga in contanti, con assegno circolare o bancario intestato alla Fondazione Teatro dell'Opera di Roma, con bancomat e con le principali carte di credito. Sono accettate anche la Carta del Docente e la Carta della Cultura, utilizzabili negli orari della biglietteria.
Abbonamenti
Il teatro ha aperto la campagna abbonamenti Gran Teatro All Inclusive e Gran Teatro dal 1° al 31 luglio e dal 1° al 26 settembre 2026; le altre forme di abbonamento si sottoscrivono dal 1° ottobre 2026. Per sapere se e come la serata con Bartoli rientri nelle formule a scelta, conviene chiedere direttamente in biglietteria: gli eventi in data unica hanno spesso regole proprie.
I settori della sala
Il listino del Costanzi distingue poltronissime di platea (file 1-13), poltrone di platea (file 14-19 e posti laterali), palchi di platea, di primo, secondo e terzo ordine, centrali e laterali, divisi fra posti avanti e posti dietro, la balconata (prima fila, seconda e terza fila) e la galleria, divisa in prima galleria (file 1-3) e seconda galleria (file 4-8). La pianta aggiornata della sala è pubblicata nella sezione mappe del sito del teatro, ed è la prima cosa da guardare prima di scegliere.
Palchi: attenzione ai posti dietro
Nei palchi il prezzo è per posto, e il listino indica per ogni tipo di palco quanti posti sono avanti e quanti dietro. Un palco centrale da sei posti ha tre posti avanti e tre dietro. Per una serata in cui si vuole vedere la protagonista, un posto dietro in un palco laterale è un compromesso che sconsiglio.
Come arrivare al Teatro dell'Opera per la serata con Cecilia Bartoli
Il Teatro Costanzi si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, in piazza della Repubblica, a pochi minuti a piedi da piazza Beniamino Gigli. È il modo più semplice, e a fine maggio anche il più piacevole: si esce in superficie davanti alle Terme di Diocleziano.
In metropolitana
La linea A ferma a Repubblica Teatro dell'Opera. Dalla piazza si raggiunge il teatro in pochi minuti a piedi. Chi arriva dalla stazione Termini può prendere la stessa linea A oppure camminare, perché la distanza è breve.
In autobus
Il teatro indica queste linee: via Nazionale, H, 40, 60, 64, 70, 71, 170, 116T; via Depretis, 70 e 71; via Cavour, 16, 75, 84, 150 (festivo), 360, 590, 649, 714; stazione Termini, 16, 38, 75, 86, 90, 217, 310, 360, 649, 714. Via Depretis e via Nazionale corrono ai lati del teatro: scegliete la linea in base al punto di partenza e scendete lì.
In taxi
All'ingresso del teatro è previsto un servizio taxi per il pubblico, con il Radio Taxi 6645; durante gli intervalli il personale di sala è a disposizione per prenotare la corsa di ritorno. Il teatro indica anche un numero dedicato per le prenotazioni, lo 06 6696. È il servizio che consiglio a chi esce tardi, soprattutto a chi alloggia lontano dalla linea A.
In auto
Sconsiglio l'auto. La zona fra via Nazionale, via del Viminale e Termini è centrale e trafficata, il teatro non indica un parcheggio proprio e le informazioni di viaggio pubblicate dalla fondazione riguardano soltanto metro, bus e taxi. Chi viene da fuori città lasci l'auto in un parcheggio di scambio lungo la linea A e prosegua in metro.
Chi arriva in treno
Per chi viene da fuori Roma apposta per la serata, la stazione Termini è la soluzione più comoda: dal piazzale al teatro si arriva a piedi o con una fermata di metro. Il consiglio è di non prenotare un treno di ritorno la sera stessa, a meno di avere un margine molto ampio: l'orario di fine di una serata di festa, con applausi e bis possibili, non si prevede.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Il Teatro Costanzi fu inaugurato il 27 novembre 1880 con un'opera di Rossini, Semiramide, alla presenza del re Umberto I e della regina Margherita; e appena sei mesi dopo, nel maggio 1881, sul suo palcoscenico andava già in scena Il barbiere di Siviglia. Rossini, in altre parole, è il compositore con cui la casa dell'opera di Roma ha aperto le porte.
Tutti sanno che al Costanzi sono nate Cavalleria rusticana e Tosca. Molti meno ricordano che la prima stagione del teatro parlava rossiniano. L'archivio storico del Teatro dell'Opera registra un Barbiere di Siviglia con quattro recite, il 7, il 9, il 24 e il 31 maggio 1881, diretto da Alessandro Pomè, con Bianca Donadio come Rosina, Alessandro Polonini come Figaro, Vittore Deliliers come Almaviva, Firmino Migliara come Bartolo e Giovanni Mirabella come Don Basilio. Da allora l'opera è tornata al Costanzi in decine di stagioni: l'archivio ne elenca edizioni nel 1882, 1883, 1885, per tutto il Novecento e fino ai giorni nostri.
Il legame fra Rossini e Roma, poi, è più stretto di quanto si pensi. Il Barbiere nacque al Teatro Argentina nel 1816; La Cenerentola debuttò al Teatro Valle nel 1817. Il Teatro dell'Opera lo sottolinea nella stessa stagione della serata con Bartoli: dal 1° al 10 ottobre 2027 porterà al Teatro Valle, nell'anno della sua riapertura, una nuova Cenerentola firmata da Mario Martone con Michele Mariotti sul podio, duecentodieci anni dopo la prima assoluta. Chi ama Rossini ha nel 2027 romano due appuntamenti che parlano fra loro.
E c'è un ultimo intreccio, che riguarda proprio la protagonista: Bartoli è stata una delle grandi Angeline del suo tempo, al Metropolitan nel 1997 e nella Cenerentola di Monte-Carlo del 2017 con Capuano, e il 28 ottobre 2018 ha cantato alla riapertura del Teatro Galli di Rimini, chiuso dal 1943 dopo i bombardamenti della guerra, in una serata che portò in scena proprio La Cenerentola. Rossini, per lei, è sempre stato un ritorno a casa.
Il Teatro Costanzi, la sala della serata
Il Teatro Costanzi ha oggi una capienza di 1.560 posti, distribuiti fra platea, tre ordini di palchi, balconata e galleria, sotto una cupola affrescata dal perugino Annibale Brugnoli. Alla nascita, nel 1880, poteva accogliere fino a 2.212 spettatori.
Una sala pensata per il suono
Il costruttore Domenico Costanzi, imprenditore edile, commissionò il progetto nel 1879 all'architetto milanese Achille Sfondrini, specialista nella costruzione di teatri. Sfondrini privilegiò l'acustica: la sala a ferro di cavallo fu concepita come una cassa armonica capace di esaltare la sonorità delle opere. Il cantiere durò soltanto diciotto mesi. Per un'esecuzione in forma di concerto, con l'orchestra sul palcoscenico, la forma della sala conta ancora di più.
Il lampadario
Il grande lampadario, con le sue ventisettemila gocce di cristallo, si accese per la prima volta il 27 febbraio 1928, per la seconda inaugurazione del teatro, con Nerone di Arrigo Boito. Fa parte della ristrutturazione affidata a Marcello Piacentini dopo l'acquisto da parte del Comune, nel 1926, che spostò anche l'ingresso sulla piazza oggi intitolata a Beniamino Gigli. Arrivate in sala qualche minuto prima e guardatelo mentre è ancora acceso in pieno: fotografarlo durante lo spettacolo non è consentito.
Le altre sale della fondazione
Il Teatro dell'Opera di Roma non è soltanto il Costanzi. La fondazione gestisce il Teatro Nazionale di via del Viminale 51, nato nel 1925 come Supercinema, e d'estate le Terme di Caracalla; nella stagione 2026/27 torna anche al Teatro Valle. Per la scheda completa del teatro c'è la nostra pagina sul Teatro dell'Opera di Roma.
Regole di sala, abbigliamento e orari al Costanzi
Al Teatro dell'Opera di Roma alla serata inaugurale e alle prime rappresentazioni è gradito l'abito scuro; per una data unica di festa come quella con Bartoli, il consiglio è di vestirsi come per una prima.
Cosa si lascia al guardaroba
È obbligatorio depositare in guardaroba ombrelli, cappelli, borse, caschi, macchine fotografiche e apparecchi di registrazione audio e video. In sala è vietato l'uso dei telefoni cellulari, sono vietate le fotografie, con o senza flash, e qualsiasi registrazione. Le consumazioni sono ammesse solo nei locali bar del teatro, ed è vietato fumare in tutti gli ambienti.
Ritardi e posti
A spettacolo iniziato non si accede alla platea né ai posti numerati di balconata e galleria: il pubblico in ritardo può sostare nel foyer di platea. La direzione si riserva la possibilità di spostare i posti acquistati per esigenze tecniche. Per gli oggetti smarriti il teatro indica il numero 06 48160284.
L'orario d'inizio
L'orario d'inizio della serata del 27 maggio 2027 va controllato sulla pagina dello spettacolo e sul biglietto: al Costanzi gli orari cambiano da titolo a titolo, e per le serate evento non esiste un orario fisso.
La foto giusta da fare a Il barbiere di Siviglia con Cecilia Bartoli al Teatro dell'Opera di Roma — 27 maggio 2027
Al Costanzi non si fotografa in sala, con o senza flash, e la regola vale anche durante gli applausi finali: la foto giusta della serata con Cecilia Bartoli si fa fuori, in piazza Beniamino Gigli, prima di entrare, con la facciata e la folla alle spalle.
A fine maggio, a Roma, la luce della sera dura a lungo. È il momento migliore dell'anno per fotografare l'ingresso di un teatro: il cielo è ancora chiaro quando si accendono le luci del foyer, e la piazza, quella che Piacentini aprì davanti all'ingresso per dare spazio al pubblico delle serate di spettacolo, si riempie di persone vestite per l'occasione. In una sera come questa ci sarà un pubblico internazionale, e l'aria da grande evento si vedrà nelle facce prima ancora che sui manifesti.
Un consiglio da chi ne ha viste tante: fotografate le persone, non l'edificio. La coppia che festeggia un anniversario con il biglietto comprato a ottobre, gli amici arrivati da Zurigo o da Monaco, la signora romana che magari c'era anche il 27 maggio 1987. Sono le immagini che riguarderete fra dieci anni. L'edificio lo trovate in qualsiasi archivio; la vostra serata no.
E se volete una foto della sala, con la cupola di Brugnoli e il lampadario acceso, prenotate una delle visite guidate che il teatro organizza in altri giorni. Chi invece cerca un ricordo della Rosina di allora trova nell'archivio storico del Teatro dell'Opera le fotografie di scena del Barbiere 1986/87: Bartoli giovanissima accanto ad Angelo Romero e a Mario Bertolino. Guardarle prima della serata dà alla serata un sapore diverso.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il Teatro Costanzi è stato inaugurato il 27 novembre 1880 con Semiramide di Gioachino Rossini ed è diventato Teatro dell'Opera di Roma nel 1946; qui sono nate Cavalleria rusticana nel 1890 e Tosca nel 1900, e qui il 27 maggio 1987 Cecilia Bartoli ha cantato per la prima volta Rosina.
Le date da ricordare
1879: Domenico Costanzi commissiona il progetto all'architetto Achille Sfondrini. 27 novembre 1880: inaugurazione con Semiramide di Rossini, alla presenza di Umberto I e della regina Margherita. Maggio 1881: prima edizione del Barbiere di Siviglia registrata dall'archivio del teatro. 17 maggio 1890: prima assoluta di Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni. 14 gennaio 1900: prima assoluta di Tosca di Giacomo Puccini.
Dall'impresa privata al teatro pubblico
1907: la gestione passa all'impresario Walter Mocchi; dal 1912 la guida la moglie, il soprano Emma Carelli. 1926: il Comune di Roma acquista il teatro, che diventa Teatro Reale dell'Opera, con la ristrutturazione di Marcello Piacentini. 27 febbraio 1928: seconda inaugurazione con Nerone di Arrigo Boito. 1935: nasce il Coro stabile per volontà di Tullio Serafin. 1946: il teatro assume il nome di Teatro dell'Opera di Roma. 1958: nuovo restyling di Piacentini in vista delle Olimpiadi del 1960.
Il Barbiere nella storia recente
1986: il Teatro dell'Opera porta il Barbiere al Teatro Argentina, la sala della prima assoluta. 27 maggio 1987: Cecilia Bartoli debutta come Rosina al Costanzi. 2020: in piena pandemia il teatro registra al Costanzi, il 28 e 29 novembre, un Barbiere con la regia di Mario Martone e la direzione di Daniele Gatti, trasmesso su Rai3 il 5 dicembre e su Rai5 il 31 dicembre. Nello stesso 2020 il Barbiere va in scena in forma di concerto al Circo Massimo. 27 maggio 2027: Bartoli torna al Costanzi per i suoi quarant'anni di carriera.
Chi entra al Costanzi il 27 maggio 2027 entra in un edificio ottocentesco rivestito da due interventi del Novecento, in una sala che si è sempre definita la culla dell'opera verista, ma che ha aperto con Rossini e con Rossini torna a fare festa. La coincidenza delle date è di quelle che si raccontano da sole.
Chi è passato da Il barbiere di Siviglia con Cecilia Bartoli al Teatro dell'Opera di Roma — 27 maggio 2027
Dal Teatro Costanzi sono passati re Umberto I e la regina Margherita, presenti all'inaugurazione rossiniana del 1880, poi Pietro Mascagni e Giacomo Puccini con le loro prime assolute; e sul palcoscenico del Barbiere, in quasi un secolo e mezzo, si sono alternati alcuni dei più grandi interpreti rossiniani.
Restando al solo Barbiere, l'archivio del teatro mette in fila nomi che raccontano la storia del canto. Nel 1986, nell'edizione portata al Teatro Argentina, Agnes Baltsa come Rosina, Leo Nucci come Figaro e Sesto Bruscantini come Bartolo. Nel 2020, nel Barbiere di Mario Martone registrato al Costanzi e diretto da Daniele Gatti, Vasilisa Berzhanskaya come Rosina, Alessandro Corbelli come Bartolo, Alex Esposito come Basilio, Andrzej Filonczyk come Figaro e Ruzil Gatin come Almaviva. Berzhanskaya ed Esposito, fra l'altro, tornano al Costanzi nella stessa stagione 2026/27 di Bartoli, lei come Leonora nel Trovatore, lui come Nick Shadow in The Rake's Progress.
Nella storia del teatro sono passati anche Emma Carelli, soprano, che dal 1912 per quattordici anni guidò l'Impresa Costanzi; Marcello Piacentini, che rimise mano all'edificio nel 1926 e nel 1958; Tullio Serafin, che nel 1935 volle il coro stabile, lo stesso coro che il 27 maggio 2027 canterà accanto a Bartoli. E poi i direttori che il teatro cita nella storia della sua orchestra e del suo coro: Victor de Sabata, Herbert von Karajan, Carlo Maria Giulini, Karl Böhm, Zubin Mehta, Georg Solti, Riccardo Muti, Daniele Gatti. Con alcuni di loro, Karajan, Solti e Muti, Bartoli ha lavorato nel corso della sua carriera.
E c'è la Bartoli del 1987, ventenne, accanto a un cast di professionisti della compagnia romana, Maurizio Comencini, Angelo Romero, Mario Bertolino, Silvano Pagliuca, sotto la bacchetta di Maximiano Valdes. Quarant'anni dopo, la stessa cantante torna da direttrice di un teatro e di un festival, con la propria orchestra. Poche storie di palcoscenico chiudono il cerchio con questa precisione.
Intorno al Costanzi e la passeggiata fino al Teatro Argentina
Il Teatro Costanzi si trova fra via Nazionale, via del Viminale e via Depretis, a pochi minuti a piedi da piazza della Repubblica e dalla stazione Termini. Chi arriva con qualche ora di anticipo ha a portata di mano la Roma umbertina e quella antica.
Piazza della Repubblica e le Terme di Diocleziano
Uscendo dalla metro ci si trova davanti alle Terme di Diocleziano, con la Basilica di Santa Maria degli Angeli ricavata nelle aule termali e, poco distante, l'Aula Ottagona. Verso Termini c'è Palazzo Massimo alle Terme, sede del Museo Nazionale Romano: un pomeriggio al museo e la sera all'opera, senza mai prendere un mezzo.
Due chiese a pochi passi
Dall'altro lato di piazza della Repubblica si arriva in pochi minuti a Santa Maria della Vittoria e a San Bernardo alle Terme: due soste brevi, ideali per la mezz'ora che precede l'apertura del teatro.
Sulle tracce della prima del 1816
Scendendo per via Nazionale, oltre il Palazzo delle Esposizioni e piazza Venezia, si arriva a Largo di Torre Argentina, con l'area sacra del Campo Marzio e il teatro dove il Barbiere debuttò il 20 febbraio 1816. È una passeggiata che consiglio a chi ha il pomeriggio libero: si parte dalla sala della prima assoluta e si arriva, al tramonto, a quella del debutto di Bartoli. Chi passa da Roma in autunno trova al Teatro Argentina, dal 4 al 29 novembre 2026, un Otello di prosa.
Dove mangiare prima e dopo la serata
Intorno al Teatro dell'Opera l'offerta per mangiare si concentra su via Nazionale, via del Viminale, le strade verso Termini e, poco più in là, il rione Monti. In teatro le consumazioni sono ammesse solo nei bar interni, quindi la cena va organizzata prima o dopo.
Prima o dopo
Con un inizio serale, la soluzione più sensata è una cena presto, verso le 18.30, in una trattoria dalle parti di via Nazionale o del Viminale, oppure un aperitivo leggero e la cena dopo lo spettacolo, prenotata in anticipo, perché a tarda sera molte cucine chiudono. Il rione Monti è la scelta più naturale: si scende a piedi da via Nazionale e si trova una scelta ampia di osterie, enoteche e pizzerie.
Il criterio
Non faccio nomi di locali, perché cambiano gestione più spesso di quanto cambino le regie. Il criterio però è semplice: evitate i locali con il menu tradotto in cinque lingue affisso sulla porta nelle vie intorno a Termini e spingetevi di qualche strada verso Monti.
Fine maggio a Roma e la stagione intorno alla serata
Fine maggio è uno dei periodi migliori per un viaggio a Roma pensato intorno all'opera: giornate lunghe, sere miti, la città piena ma non ancora nel pieno dell'estate. E il Teatro dell'Opera, in quelle settimane, ha un cartellone fitto.
Le altre serate della settimana
Al Costanzi, dal 14 al 22 maggio 2027, va in scena per la prima volta nella storia del teatro Una Lady Macbeth del distretto di Mzensk di Šostakovič, nella produzione della Komische Oper Berlin firmata da Barrie Kosky e diretta da Juraj Valčuha. Al Teatro Nazionale, dal 19 al 26 maggio, c'è la prima assoluta di Code: Unknown di Nicola Sani, e il 23 maggio È ancora troppo presto con Isabella Ragonese. Dal 4 all'11 giugno torna al Costanzi il Don Chisciotte di Minkus con Marianela Nuñez e Daniil Simkin.
Un lungo fine settimana
Il 27 maggio 2027 è un giovedì. Chi viene da fuori può costruire un fine settimana lungo: giovedì sera il Barbiere, venerdì e sabato musei e passeggiate, e magari una seconda serata al Nazionale. Chi vuole un'esperienza organizzata dall'arrivo all'uscita, con guida e logistica, può rivolgersi a Tour Leader Pro.
Accessibilità, ragazzi e famiglie
Per il Teatro Costanzi il teatro indica un percorso di visita guidata accessibile a persone con difficoltà di deambulazione, con l'eccezione di alcuni punti come il Palco Reale e la galleria. Per lo spettacolo il consiglio è contattare la biglietteria prima dell'acquisto, al telefono 06 48160255 o 06 4817003 o all'indirizzo ufficio.biglietteria@operaroma.it, spiegando le proprie esigenze.
Con i ragazzi
Il Barbiere è l'opera ideale per un primo ascolto: musica che molti ragazzi hanno già sentito senza saperlo, una trama da commedia, ritmo continuo. In forma di concerto serve un minimo di preparazione: raccontate la trama il giorno prima e fate ascoltare l'ouverture e Largo al factotum. Dai dodici anni in su la serata funziona benissimo.
Domande frequenti su Il barbiere di Siviglia con Cecilia Bartoli
Quando canta Cecilia Bartoli al Teatro dell'Opera di Roma?
Cecilia Bartoli canta Il barbiere di Siviglia al Teatro Costanzi giovedì 27 maggio 2027, in data unica e in forma di concerto. La data cade esattamente quarant'anni dopo il suo debutto come Rosina nello stesso teatro, il 27 maggio 1987. L'orario d'inizio è pubblicato sulla pagina dello spettacolo del sito ufficiale.
Quando escono i biglietti per il Barbiere con Cecilia Bartoli?
I biglietti per il Barbiere con Cecilia Bartoli sono in vendita dall'8 ottobre 2026, giorno in cui il Teatro dell'Opera apre la vendita dei singoli spettacoli della stagione 2026/27. Si comprano allo sportello di piazza Beniamino Gigli 1 e sul circuito autorizzato indicato dal teatro.
Chi dirige il Barbiere di Siviglia con Cecilia Bartoli a Roma?
Il Barbiere di Siviglia con Cecilia Bartoli è diretto da Gianluca Capuano, direttore principale di Les Musiciens du Prince, l'orchestra fondata nel 2016 all'Opéra de Monte-Carlo su iniziativa della stessa Bartoli. Con loro canta il Coro del Teatro dell'Opera di Roma.
Il Barbiere con Cecilia Bartoli è in forma scenica?
No, il Barbiere con Cecilia Bartoli al Costanzi è in forma di concerto: niente scenografie né regia tradizionale, orchestra sul palcoscenico e cantanti davanti. È la stessa formula scelta dal teatro per il Barbablù con Anna Netrebko del 4 dicembre 2026.
Quanto costano i biglietti per Cecilia Bartoli al Costanzi?
I prezzi dei biglietti per Cecilia Bartoli al Costanzi sono pubblicati dal Teatro dell'Opera di Roma nella sezione Prezzi del sito ufficiale e nella pagina dello spettacolo. Il listino distingue platea, palchi avanti e dietro, balconata e galleria: conviene confrontarlo con la pianta della sala prima di scegliere.
Come si arriva al Teatro dell'Opera di Roma?
Il Teatro dell'Opera di Roma, in piazza Beniamino Gigli 7, si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, o con i bus di via Nazionale (H, 40, 60, 64, 70, 71, 170, 116T) e di via Depretis (70, 71). Dalla stazione Termini si arriva anche a piedi.
Dove è nato Il barbiere di Siviglia di Rossini?
Il barbiere di Siviglia di Rossini è nato a Roma: la prima assoluta fu il 20 febbraio 1816 al Teatro di Torre Argentina, con il titolo Almaviva, o sia L'inutile precauzione. La prima sera fu un fiasco, la seconda un trionfo.
Il consiglio finale
Quasi tutte le serate di festa nei teatri d'opera si reggono su un nome. Questa si regge su una data: una cantante che torna, quarant'anni dopo, nel giorno esatto e nel ruolo esatto del suo debutto, nel teatro della sua città, con l'orchestra che ha fondato. Non capita due volte. Segnate l'8 ottobre, scegliete un posto frontale, arrivate presto e lasciate il telefono in guardaroba senza rimpianti: il 27 maggio 2027, al Costanzi, la cosa da fare è ascoltare.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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