The Rake’s Progress al Teatro dell’Opera di Roma — dal 27 novembre al 5 dicembre 2026
The Rake's Progress di Igor' Stravinskij inaugura la stagione 2026/27 del Teatro dell'Opera di Roma al Teatro Costanzi, in piazza Beniamino Gigli 7, con cinque recite dal 27 novembre al 5 dicembre 2026: la prima è venerdì 27 novembre alle 19, poi domenica 29 novembre alle 16.30, martedì 1° dicembre alle 20, giovedì 3 dicembre alle 20 e sabato 5 dicembre alle 18. Martedì 24 novembre alle 19 c'è l'anteprima giovani. Si arriva con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, oppure con i bus di via Nazionale (H, 40, 60, 64, 70, 71, 170, 116T) e di via Depretis (70, 71). I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro dell'Opera, e i biglietti si comprano alla biglietteria del teatro in piazza Beniamino Gigli o sul sito ufficiale della sede. L'opera è cantata in lingua originale, l'inglese, con sovratitoli in italiano e in inglese.
Dirige Michele Mariotti, direttore musicale della fondazione; regia e costumi sono di Rafael R. Villalobos. Nel ruolo di Tom Rakewell canta Lawrence Brownlee, Nick Shadow è Alex Esposito, e accanto a loro ci sono Jennifer Larmore, Daniela Barcellona, Rosalia Cid, Simone Alberghini e Ya-Chung Huang. È una nuova produzione del Teatro dell'Opera, con Orchestra e Coro della casa. Con franchezza: aprire una stagione con Stravinskij invece che con Verdi o Puccini è una scelta di carattere, e merita di essere premiata con la presenza in sala.
The Rake's Progress al Costanzi in breve: date, orari, turni e cast
Le recite di The Rake's Progress al Teatro Costanzi sono cinque, più l'anteprima giovani del 24 novembre, e ciascuna ha un orario diverso. Conviene fissare subito quello della propria serata, perché tra la domenica pomeriggio e il martedì sera ballano quasi quattro ore.
Il calendario delle recite
- Martedì 24 novembre 2026, ore 19: anteprima giovani.
- Venerdì 27 novembre, ore 19: prima rappresentazione, turno A, inaugurazione della stagione.
- Domenica 29 novembre, ore 16.30: turno E.
- Martedì 1° dicembre, ore 20: turno B.
- Giovedì 3 dicembre, ore 20: turno C.
- Sabato 5 dicembre, ore 18: turno D, ultima recita.
Sono otto giorni in tutto, dalla prima all'ultima. Chi rimanda la decisione rischia di trovarsi con una sola sera utile, e per di più quella del sabato, la più richiesta dai gruppi.
La compagnia di canto
La locandina pubblicata dal teatro è questa: Simone Alberghini (Trulove), Rosalia Cid (Anne, sua figlia), Lawrence Brownlee (Tom Rakewell), Alex Esposito (Nick Shadow), Jennifer Larmore (Mother Goose), Daniela Barcellona (Baba la turca), Ya-Chung Huang (Sellem).
La squadra artistica
Direttore Michele Mariotti; regia e costumi Rafael R. Villalobos; maestro del coro Ciro Visco; scene di Pablo Chaves Maza; luci di Felipe Ramos. Orchestra e Coro del Teatro dell'Opera di Roma. Il teatro presenta lo spettacolo come nuova produzione della fondazione.
Radio e televisione
La pagina ufficiale indica che lo spettacolo è ripreso da Rai Cultura e trasmesso su Rai 5 e RaiPlay, e che va in onda anche su Rai Radio 3. Le date delle trasmissioni non sono indicate sulla pagina dello spettacolo.
The Rake's Progress, l'opera inglese di Stravinskij
The Rake's Progress, in italiano La carriera di un libertino, è un'opera in tre atti di Igor' Stravinskij su libretto di Wystan Hugh Auden e Chester Kallman. Scritta fra il 1947 e il 1951, andò in scena per la prima volta al Teatro La Fenice di Venezia l'11 settembre 1951, diretta dallo stesso compositore. Il Teatro dell'Opera la presenta come favola in tre atti.
Dalle incisioni di Hogarth al palcoscenico
L'idea nasce da una visita. Nel 1947 Stravinskij vide all'Art Institute of Chicago una serie di otto incisioni settecentesche di William Hogarth, intitolate proprio A Rake's Progress, e ci lesse subito una sequenza di scene d'opera. Da tempo, dopo il trasferimento negli Stati Uniti, pensava a un'opera su testo inglese. Fu il suo vicino e amico Aldous Huxley a suggerirgli Auden come librettista; Auden chiamò poi a collaborare Chester Kallman, e il testo fu pronto nel marzo del 1948. La partitura richiese tre anni e venne completata il 7 aprile 1951.
La prima veneziana del 1951
La prima assoluta alla Fenice, in coproduzione con la Scala, vide Elisabeth Schwarzkopf nel ruolo di Anne, Robert Rounseville come Tom, Otakar Kraus come Nick Shadow e Jennie Tourel come Baba la turca. Stravinskij diresse la prima; nelle repliche lo sostituì Ferdinand Leitner. Il pubblico accolse bene l'opera, la critica meno. Oggi è una delle opere più rappresentate del compositore, e il tempo ha dato ragione al pubblico.
La trama in poche righe
Tom Rakewell, giovane senza voglia di lavorare, ama Anne, figlia di Trulove. Compare uno sconosciuto, Nick Shadow, che gli annuncia un'eredità inattesa e si offre come servitore: il compenso si deciderà dopo un anno e un giorno. A Londra Tom si perde nel bordello di Mother Goose, poi sposa per puro capriccio Baba la turca, la donna barbuta del circo, e si rovina con una macchina che dovrebbe trasformare le pietre in pane. All'asta dei suoi beni Anne lo cerca ancora. Allo scadere del patto, in un cimitero, Nick pretende l'anima e gioca a carte con lui: Tom vince grazie all'amore per Anne, ma perde la ragione. Finisce in manicomio convinto di essere Adone, e muore quando Anne se ne va. Nell'epilogo i personaggi cantano la morale.
Perché si ascolta come un'opera del Settecento
The Rake's Progress chiude il periodo neoclassico di Stravinskij. La musica prende a modello il XVIII secolo: arie, duetti, terzetti, recitativi accompagnati dall'orchestra e recitativi secchi con il clavicembalo, una drammaturgia che guarda all'opera buffa e alla trilogia di Mozart e Da Ponte. L'orchestra è di dimensioni settecentesche, con fiati a due, tre trombe, timpani, clavicembalo e archi. È l'opera ideale per chi pensa che il Novecento musicale sia ostico. Qui il Novecento si traveste da Mozart, e il travestimento è la parte più divertente.
Cosa ascoltare in The Rake's Progress: i momenti da aspettare
The Rake's Progress si apre con una breve fanfara di trombe e corni, perché Stravinskij non voleva una vera ouverture ma un segnale d'inizio. Da quel momento conviene tenere le orecchie sul clavicembalo: ogni apparizione di Nick Shadow è accompagnata da un suo arabesco.
Il bordello di Mother Goose
Nella seconda scena del primo atto orchestra e coro si scatenano in un brindisi a Venere e a Marte. È il momento in cui lo Stravinskij brillante e ironico viene fuori senza travestimenti, e in cui Jennifer Larmore, Mother Goose di questa produzione, ha il suo spazio.
L'aria di Anne e la sua cabaletta
Alla fine del primo atto Anne canta un recitativo e un'aria di grande concentrazione, seguiti da una cabaletta virtuosistica che fa il verso a una certa tradizione dell'opera italiana. È il banco di prova del soprano, qui Rosalia Cid.
Baba la turca
Nel secondo atto l'aria di Baba poggia su un moto perpetuo meccanico di archi e clarinetti che la rende grottesca. Daniela Barcellona ha già in repertorio il ruolo, e questo è un punto a favore della serata.
L'asta, la partita a carte, la ninna nanna
Il terzo atto è il culmine: l'asta condotta con intento caricaturale, sottolineata da una tromba ossessiva; la partita fra Tom e Nick nel cimitero, accompagnata dal clavicembalo solo, metallico e implacabile; infine la ninna nanna semplicissima che Anne canta a Tom nel manicomio. Chi arriva stanco al terzo atto perde il meglio: tenete le energie per la fine.
Michele Mariotti sul podio di The Rake's Progress
Michele Mariotti è direttore musicale del Teatro dell'Opera di Roma dal 2022 e da ottobre 2026 è anche direttore principale dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. The Rake's Progress arriva dunque nel primo autunno del suo doppio incarico, e segna l'inaugurazione di stagione che porta la sua firma.
Una carriera tra Bologna e i grandi teatri
Dal 2008 al 2018 Mariotti è stato direttore principale e poi direttore musicale del Comunale di Bologna, dove ha diretto fra l'altro La bohème di Graham Vick, Premio Abbiati 2018 come miglior spettacolo. Ha ricevuto il 36° Premio Abbiati come miglior direttore d'orchestra ed è ospite regolare della Scala, dell'Opéra di Parigi, della Wiener Staatsoper, della Royal Opera House di Londra, della Bayerische Staatsoper, del Metropolitan di New York, del Festival di Salisburgo, del Rossini Opera Festival e del Festival Verdi di Parma.
I titoli romani
A Roma ha diretto Dialogues des Carmélites, Aida, Mefistofele, Tosca, Peter Grimes, Simon Boccanegra, il progetto del Trittico Ricomposto, West Side Story alle Terme di Caracalla e, nella stagione 2025/26, Lohengrin; nel 2025 lo Stabat Mater firmato da Romeo Castellucci nella Basilica di Santa Maria in Ara Coeli. Nell'autunno 2026 è stato sul podio del Falstaff al Teatro dell'Opera. La presenza di Peter Grimes e dei Dialogues nel suo percorso romano dice molto: il Novecento non gli è estraneo, e un'opera neoclassica chiede la stessa pulizia e la stessa trasparenza che Mariotti ha sempre cercato in Rossini.
Lawrence Brownlee, Alex Esposito e la compagnia di canto
La compagnia di The Rake's Progress mette insieme alcune delle voci più note del belcanto internazionale, chiamate a misurarsi con un Novecento che del belcanto riprende le forme. Il tenore statunitense Lawrence Brownlee è Tom Rakewell, il basso-baritono bergamasco Alex Esposito è Nick Shadow.
Lawrence Brownlee, Tom Rakewell
Nato in Ohio nel 1972, cresciuto a Youngstown in una famiglia numerosa appassionata di musica, Brownlee ha cominciato cantando in un coro gospel e suonando pianoforte, basso e batteria. Pensava a giurisprudenza; i suoi insegnanti di canto lo convinsero a studiare musica, prima all'Anderson University in Indiana e poi con un master alla Jacobs School of Music. Nel 2001 vinse il concorso del Metropolitan, nel 2002 debuttò al Virginia Opera come Conte d'Almaviva e, nello stesso anno, alla Scala. Nel 2006 arrivarono i premi Richard Tucker e Marian Anderson, nel 2007 il debutto al Met. Fra i suoi ruoli più apprezzati ci sono Lindoro, Rinaldo nell'Armida di Rossini, Tonio nella Figlia del reggimento, Arturo nei Puritani e Don Ramiro alla Cenerentola dell'Opéra Garnier. Nel 2014 il New York Times lo ha accostato a Juan Diego Flórez e Javier Camarena come i nuovi tre tenori; nel 2015 ha avuto una candidatura ai Grammy per Arie virtuose rossiniane, nel 2017 il premio di miglior cantante agli International Opera Awards. Ha inciso lo Stabat Mater di Rossini con l'orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia e ha lanciato nel 2023 Rising, progetto su poesie del Rinascimento di Harlem affidate a sei compositori afroamericani.
Alex Esposito, Nick Shadow
Nato a Bergamo, Alex Esposito è un basso-baritono noto soprattutto per i ruoli mozartiani, e in particolare per Leporello nel Don Giovanni. Ha debuttato alla Royal Opera House nel 2007 come Alidoro nella Cenerentola e vi è tornato come Leporello. Il suo repertorio va dai quattro diavoli dei Contes d'Hoffmann a Méphistophélès nel Faust di Gounod e nella Damnation de Faust di Berlioz, da Mustafà e Selim a Assur nella Semiramide, fino a Creonte nell'Oedipus rex: e Nick Shadow è già nel suo elenco di ruoli. Un Leporello che diventa diavolo è la scelta più logica per quest'opera, che proprio dal Don Giovanni prende tanto.
Jennifer Larmore, Mother Goose
Nata ad Atlanta nel 1958, Jennifer Larmore ha studiato al Westminster Choir College di Princeton e ha debuttato nel 1986 all'Opéra di Nizza come Sesto nella Clemenza di Tito. Celebre per Rossini e per il barocco, ha inciso con René Jacobs, Giuseppe Sinopoli e Charles Mackerras; nel 2002 ha ricevuto l'Ordre des Arts et des Lettres, nel 2008 un Grammy per la migliore registrazione d'opera con Hänsel und Gretel. Negli ultimi anni si è spostata verso il Novecento (The Turn of the Screw, Lulu, Jenůfa) e verso il repertorio francese. Una Mother Goose con questa storia alle spalle promette un bordello di gran classe.
Daniela Barcellona, Baba la turca
Triestina, nata nel 1969, Daniela Barcellona è una delle interpreti di riferimento dei ruoli rossiniani en travesti: la svolta arrivò l'8 agosto 1999 con Tancredi al Rossini Opera Festival, poi Scala, Met, Royal Opera House, Salisburgo. Ha cantato il Requiem di Verdi con Claudio Abbado e i Berliner nel 2001 e ha inaugurato più volte la Scala con Riccardo Muti; nel 2018 ha vinto un Laurence Olivier Award con Joyce DiDonato per Semiramide al Covent Garden, nel 2021 è stata nominata Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica. Il suo repertorio si è allargato ad Amneris, Quickly, Eboli, Didon, Brangäne. Baba la turca l'ha già cantata al Teatro Real di Madrid. Al Teatro dell'Opera di Roma ha interpretato La fiamma, La Cenerentola, L'italiana in Algeri, Tancredi e Semiramide.
Rosalia Cid, Simone Alberghini, Ya-Chung Huang
Anne è affidata a Rosalia Cid. Trulove è Simone Alberghini, baritono nato nel 1973 e noto per le interpretazioni di Mozart e Rossini. Il banditore Sellem, parte breve ma esposta, è Ya-Chung Huang.
La nuova produzione di Rafael R. Villalobos
The Rake's Progress del 2026 è una nuova produzione del Teatro dell'Opera di Roma firmata da Rafael R. Villalobos, che cura sia la regia sia i costumi. Le scene sono di Pablo Chaves Maza, le luci di Felipe Ramos.
Una squadra che firma tutto
Quando regia e costumi sono nelle stesse mani, lo spettacolo tende ad avere un'identità visiva compatta: il modo in cui i personaggi si vestono diventa parte della lettura registica, non un dettaglio affidato ad altri. In un'opera come questa, in cui ogni scena è un quadro, come nelle incisioni di Hogarth da cui tutto nasce, la cosa conta.
Cosa aspettarsi, e cosa no
Il teatro non ha pubblicato sulla pagina dello spettacolo note di regia o immagini di scena. Chi va a vedere The Rake's Progress arriva quindi senza anticipazioni sul taglio della messinscena. Meglio goderselo: in un titolo che il pubblico romano non vede spesso, la sorpresa fa parte della serata.
Sovratitoli in due lingue
L'opera si canta in inglese, con sovratitoli in italiano e inglese. Il libretto di Auden e Kallman è pieno di giochi di parole e di rime: chi conosce l'inglese può seguire il testo originale sui sovratitoli, chi no ha la traduzione. In entrambi i casi conviene leggere la trama prima di entrare, per tenere gli occhi sul palcoscenico.
Una curiosità su The Rake's Progress al Teatro dell'Opera di Roma — dal 27 novembre al 5 dicembre 2026
La prima di The Rake's Progress cade il 27 novembre 2026, esattamente centoquarantasei anni dopo l'inaugurazione del Teatro Costanzi. Il teatro aprì infatti il 27 novembre 1880 con Semiramide di Rossini, alla presenza del re Umberto I e della regina Margherita. Una stagione che si apre nel giorno del compleanno della sala non capita tutti gli anni.
La coincidenza ha un sapore in più se si guarda la locandina. Semiramide, il titolo del 1880, è un'opera che Daniela Barcellona conosce benissimo: il suo Arsace le è valso il Laurence Olivier Award del 2018 e un'incisione premiata, e al Teatro dell'Opera di Roma lei ha già cantato proprio Semiramide. Il 27 novembre 2026 la stessa voce sale sul palcoscenico che 146 anni prima si inaugurò con quel titolo, ma questa volta con la barba finta di Baba la turca.
E c'è una seconda curiosità, tutta musicale. La prima di The Rake's Progress, nel 1951, non avvenne in un paese di lingua inglese ma in Italia, alla Fenice di Venezia, in coproduzione con la Scala. Un'opera americana per nascita, inglese per lingua e settecentesca per stile ha visto la luce su un palcoscenico italiano e con un cast internazionale. Riportarla oggi in un grande teatro italiano, con un direttore italiano e metà compagnia italiana, ha qualcosa di un ritorno a casa. È la storia da ricordare in piazza Beniamino Gigli prima di entrare.
Il Teatro Costanzi: la sala che inaugura con Stravinskij
Il Teatro Costanzi ha una capienza di 1.560 posti, fra platea, tre ordini di palchi, balconata e galleria, sotto una cupola affrescata dal perugino Annibale Brugnoli. Quando aprì, nel 1880, poteva accogliere fino a 2.212 spettatori.
Una sala a ferro di cavallo nata per l'acustica
Il costruttore Domenico Costanzi affidò il progetto nel 1879 all'architetto milanese Achille Sfondrini, specialista di teatri, che pensò la sala a ferro di cavallo come una cassa armonica. Il cantiere durò diciotto mesi. Per un'opera come The Rake's Progress, scritta per un'orchestra piccola e trasparente, una sala che restituisce bene i dettagli è un vantaggio netto: il clavicembalo di Nick Shadow, in un teatro sordo, si perderebbe.
Il lampadario e la ristrutturazione di Piacentini
Nel 1926 il teatro passò al Comune e l'architetto Marcello Piacentini lo ristrutturò, spostando l'ingresso sulla piazza oggi intitolata a Beniamino Gigli. Il grande lampadario di cristallo si accese per la prima volta il 27 febbraio 1928, per Nerone di Arrigo Boito. Nel 1958 un nuovo intervento di Piacentini diede al teatro l'aspetto che vediamo oggi.
Scegliere il posto per un'opera come questa
Il listino del teatro distingue poltronissime e poltrone di platea, palchi di platea e di tre ordini, centrali e laterali, con posti avanti e posti dietro, balconata e galleria. La pianta della sala è pubblicata nella sezione mappe del sito ufficiale. Per The Rake's Progress, che si canta in inglese con i sovratitoli, il consiglio pratico è evitare i posti dietro nei palchi laterali: da lì si vede male sia la scena sia lo schermo dei sovratitoli. La balconata, frontale, resta il miglior compromesso tra suono, vista e prezzo. La scheda del Teatro dell'Opera di Roma raccoglie il resto delle informazioni sulla sede.
Una cosa che non ti dice nessuno su The Rake's Progress al Teatro dell'Opera di Roma — dal 27 novembre al 5 dicembre 2026
Quello che quasi nessuno dice è che l'orchestra di The Rake's Progress ha le dimensioni di un'orchestra mozartiana: due flauti, due oboi, due clarinetti, due fagotti, due corni, tre trombe, timpani, clavicembalo e archi. Niente tromboni, niente tube, niente grancassa. Chi teme una serata di muri sonori novecenteschi può stare tranquillo: qui il Novecento ha la misura del Settecento, e le voci non devono mai lottare per farsi sentire.
La seconda cosa riguarda i sovratitoli. L'inglese di Auden è raffinato, pieno di rime e di sottintesi, e la traduzione italiana sullo schermo per forza di cose semplifica. Chi ha un buon inglese farà bene a seguire la riga in lingua originale: molte battute, soprattutto quelle di Nick Shadow, rivelano il loro doppio senso solo lì.
La terza riguarda le regole di sala, che al Costanzi sono rigide e vanno conosciute. A spettacolo iniziato non si accede alla platea né ai posti numerati di balconata e galleria: chi arriva tardi aspetta nel foyer. Il guardaroba è obbligatorio per ombrelli, cappelli, borse, caschi e macchine fotografiche, e in sala sono vietati telefoni, fotografie e registrazioni. A fine novembre, con il rischio di pioggia, la coda al guardaroba è il vero collo di bottiglia della serata. E The Rake's Progress non concede minuti morti: la fanfara iniziale dura pochi istanti, e chi la perde entra a scena già cominciata.
Ultima nota, per chi ama l'opera in televisione: la pagina ufficiale annuncia la ripresa di Rai Cultura per Rai 5 e RaiPlay e la trasmissione su Radio 3. Vedere l'opera dal vivo e poi riascoltarla a casa, con la trama ormai chiara, è il modo migliore per capire quanto Stravinskij abbia nascosto dentro una partitura che sembra semplice.
Biglietti per The Rake's Progress al Teatro dell'Opera
I biglietti per The Rake's Progress si comprano alla biglietteria del Teatro dell'Opera di Roma in piazza Beniamino Gigli e sul sito ufficiale del teatro, nella sezione Biglietteria. I prezzi per settore della stagione 2026/27 sono pubblicati dal teatro nella pagina Prezzi.
La biglietteria in piazza Beniamino Gigli
Lo sportello è in piazza Beniamino Gigli 1, a pochi metri dall'ingresso del teatro. Per lo spettacolo del giorno i biglietti si vendono al teatro nell'ora che precede l'inizio. Allo sportello si paga in contanti, con bancomat e con le principali carte di credito. Il teatro invita a rivolgersi soltanto ai canali autorizzati dalla fondazione.
Abbonamenti e turni
Le lettere accanto alle date (A, B, C, D, E) indicano i turni di abbonamento. La prima del 27 novembre è turno A, la domenica pomeriggio turno E. Per un'inaugurazione di stagione una parte dei posti è occupata dagli abbonati: chi compra il biglietto singolo ha più margine nelle repliche che alla prima.
L'anteprima giovani
Martedì 24 novembre alle 19 è in programma l'anteprima giovani. Per condizioni e modalità di accesso il riferimento è la pagina della biglietteria del teatro.
Il consiglio che ti do per visitare The Rake's Progress al Teatro dell'Opera di Roma — dal 27 novembre al 5 dicembre 2026
Il consiglio per The Rake's Progress al Costanzi è la replica di domenica 29 novembre alle 16.30, in balconata prima fila o in un posto avanti di un palco centrale. È la recita che mette insieme la compagnia della prima, i prezzi delle repliche e un orario che non costringe a correre.
Spiego il ragionamento. La prima del 27 novembre è l'inaugurazione della stagione: abito scuro gradito, sala piena di abbonati e di invitati, prezzi più alti. Bella serata, ma per chi vuole ascoltare e capire un titolo nuovo non è la più adatta. Il martedì e il giovedì alle 20 finiscono tardi, e a inizio dicembre chi viene da fuori Roma lo paga al ritorno. Il sabato alle 18 è la replica dei gruppi e delle famiglie. La domenica pomeriggio, invece, lascia il tempo di pranzare con calma, arrivare riposati e uscire con la città ancora sveglia.
Sulla preparazione: leggete la trama la sera prima, e se potete guardate le otto incisioni di Hogarth, che si trovano facilmente riprodotte. Riconoscere in scena il bordello, l'asta o il manicomio del ciclo originale moltiplica il piacere. Non serve ascoltare la musica in anticipo: The Rake's Progress è un'opera che si capisce meglio la prima volta dal vivo che su disco.
Sulla sala: arrivate almeno quaranta minuti prima. Il guardaroba è obbligatorio, a spettacolo iniziato non si entra, e prima di sedervi vale la pena alzare lo sguardo verso il lampadario acceso. Durante lo spettacolo non lo vedrete più così.
Come arrivare al Teatro dell'Opera per The Rake's Progress
Il Teatro Costanzi si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, in piazza della Repubblica, a pochi minuti a piedi da piazza Beniamino Gigli. A fine novembre, con le sere buie e il rischio di pioggia, è il mezzo più semplice e più asciutto.
In metropolitana
Dalla fermata Repubblica Teatro dell'Opera si scende lungo via Nazionale o si prende via del Viminale, e in pochi minuti si è davanti al teatro. Da Termini si può usare la stessa linea A oppure camminare: la stazione è vicina.
In autobus
- Via Nazionale: H, 40, 60, 64, 70, 71, 170, 116T.
- Via Depretis: 70, 71.
- Via Cavour: 16, 75, 84, 150 (festivo), 360, 590, 649, 714.
- Stazione Termini: 16, 38, 75, 86, 90, 217, 310, 360, 649, 714.
Sono le linee che il teatro indica nella pagina Come raggiungerci. Di sera frequenze e percorsi possono cambiare: conviene controllarli il giorno stesso.
In taxi
All'ingresso del teatro c'è un servizio taxi per il pubblico, e durante gli intervalli il personale di sala raccoglie le prenotazioni per il ritorno. Dopo le recite delle 20 del 1° e del 3 dicembre è il servizio che consiglio.
In auto
L'auto è sconsigliata: la zona fra via Nazionale, il Viminale e Termini è centrale e trafficata, e il teatro non indica un parcheggio proprio. Chi viene da fuori lasci l'auto lungo la linea A e prosegua in metro.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Tutti sanno che al Teatro Costanzi hanno debuttato Cavalleria rusticana il 17 maggio 1890 e Tosca il 14 gennaio 1900. Pochi ricordano che la stessa sala, nei suoi anni da teatro privato, fu una delle più aperte d'Italia al repertorio straniero: sotto la guida del soprano Emma Carelli, dal 1912, arrivarono a Roma Parsifal di Wagner, Samson et Dalila di Saint-Saëns e i Ballets Russes di Djagilev.
Il dettaglio non è secondario per chi va a vedere The Rake's Progress. Un teatro che più di un secolo fa apriva le porte a Wagner, a Saint-Saëns e alla compagnia di Djagilev, cioè al meglio della musica e della danza europea del momento, oggi apre la stagione con un'opera russa per autore, inglese per lingua e americana per nascita. La vocazione internazionale del Costanzi è più vecchia di quanto la locandina lasci pensare, e questa inaugurazione la rimette al centro.
C'è poi un secondo fatto risaputo e poco citato: per i suoi primi quarantasei anni il Costanzi fu un teatro privato che lo Stato aveva rifiutato di rilevare. Lo tenne in piedi il costruttore Domenico Costanzi, poi il figlio Enrico, poi l'impresario Walter Mocchi e la moglie Emma Carelli. Solo nel 1926 il Comune lo acquistò e lo ribattezzò Teatro Reale dell'Opera; nel 1946, con la Repubblica, prese il nome di Teatro dell'Opera di Roma. La casa romana dell'opera, in altre parole, nacque dall'iniziativa privata e da una donna alla guida di un grande teatro in anni in cui era cosa rarissima.
La foto giusta da fare a The Rake's Progress al Teatro dell'Opera di Roma — dal 27 novembre al 5 dicembre 2026
Al Costanzi non si fotografa in sala, con o senza flash: la foto giusta di The Rake's Progress si fa fuori, in piazza Beniamino Gigli, con la facciata illuminata alle spalle. A fine novembre si arriva con il buio anche per la recita delle 16.30 all'uscita, ed è proprio con il buio che l'ingresso del teatro rende di più.
La piazza è quella su cui Marcello Piacentini spostò l'ingresso nella ristrutturazione seguita al 1926, per dare spazio al pubblico che si affollava nelle sere di spettacolo. Per la serata inaugurale del 27 novembre la piazza si riempie di abiti scuri e di arrivi eleganti: è l'unica sera dell'anno in cui una foto all'ingresso del Costanzi racconta davvero l'evento.
Il consiglio di chi ne ha viste tante è sempre lo stesso: fotografate le persone, non l'edificio. Il gruppo di amici con il programma di sala in mano, la coppia davanti alla porta, il ragazzo che viene per l'anteprima giovani del 24: sono le immagini che riguarderete. La facciata la trovate in qualsiasi archivio.
Poi c'è la foto che non si può fare, e che vale la pena portarsi a casa con gli occhi: la sala con la cupola di Brugnoli e il lampadario ancora acceso, nei minuti prima che le luci si abbassino. Sedetevi presto e guardatela con calma. Per un ricordo dello spettacolo, l'immagine ufficiale della produzione è quella che il teatro pubblica sulla pagina di The Rake's Progress.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il Teatro Costanzi è stato inaugurato il 27 novembre 1880 con Semiramide di Gioachino Rossini ed è diventato Teatro dell'Opera di Roma nel 1946. In mezzo ci sono due prime assolute che hanno cambiato la storia dell'opera italiana e due ristrutturazioni che ne hanno cambiato il volto.
- 1879: Domenico Costanzi affida il progetto all'architetto Achille Sfondrini.
- 27 novembre 1880: inaugurazione con Semiramide, alla presenza di Umberto I e della regina Margherita, dopo diciotto mesi di lavori.
- 17 maggio 1890: prima assoluta di Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni.
- 14 gennaio 1900: prima assoluta di Tosca di Giacomo Puccini.
- 1907: la gestione passa all'impresario Walter Mocchi; dal 1912 la guida il soprano Emma Carelli, che porta a Roma Parsifal, Samson et Dalila e i Ballets Russes di Djagilev.
- 1926: il Comune acquista il teatro, che diventa Teatro Reale dell'Opera; ristrutturazione di Marcello Piacentini.
- 27 febbraio 1928: seconda inaugurazione con Nerone di Arrigo Boito e primo accendersi del grande lampadario.
- 1935: nasce il Coro stabile per volontà di Tullio Serafin.
- 1946: il teatro prende il nome di Teatro dell'Opera di Roma.
- 1958: nuovo intervento di Piacentini in vista delle Olimpiadi del 1960.
Il 27 novembre 2026, con The Rake's Progress, si aggiunge una riga a questo elenco: l'inaugurazione di stagione nel giorno esatto del compleanno della sala. La data più emozionante da raccontare, però, resta il 14 gennaio 1900: Tosca è nata qui, fra queste pareti.
Chi è passato da The Rake's Progress al Teatro dell'Opera di Roma — dal 27 novembre al 5 dicembre 2026
Dal Teatro Costanzi sono passati re Umberto I e la regina Margherita, presenti all'inaugurazione del 27 novembre 1880, e poi Pietro Mascagni e Giacomo Puccini, che qui videro nascere Cavalleria rusticana e Tosca. Ma per chi va a vedere The Rake's Progress la lista più interessante è un'altra.
C'è Emma Carelli, soprano, che dal 1912 per quattordici anni guidò l'Impresa Costanzi e portò a Roma La fanciulla del West, Il trittico, Parsifal, Samson et Dalila e la compagnia di Djagilev, cioè il mondo da cui veniva il giovane Stravinskij. C'è Walter Mocchi, l'impresario suo marito. C'è Marcello Piacentini, che rimise mano all'edificio due volte. C'è Tullio Serafin, che volle il coro stabile.
Poi i direttori che hanno guidato l'orchestra e il coro: Victor de Sabata, Gianandrea Gavazzeni, Herbert von Karajan, Carlo Maria Giulini, Karl Böhm, Zubin Mehta, Georges Prêtre, Georg Solti, Giuseppe Sinopoli, Mstislav Rostropovich, Riccardo Muti, Daniele Gatti.
E poi ci sono le voci di questa produzione, che al Costanzi hanno già una storia. Daniela Barcellona vi ha cantato La fiamma di Respighi, La Cenerentola, L'italiana in Algeri, Tancredi, Semiramide e, con Michele Mariotti, Luisa Miller. Mariotti stesso, direttore musicale dal 2022, vi ha diretto Tosca, Aida, Peter Grimes, Lohengrin e Falstaff. Dal 27 novembre 2026 alla lista si aggiungono Lawrence Brownlee, Alex Esposito e Jennifer Larmore, tre nomi che il pubblico internazionale conosce dai palcoscenici di New York, Londra e Parigi. Anche quest'anno la lista si allunga, e con nomi che valgono il viaggio.
Intorno al Costanzi: Repubblica, Viminale e Monti
Il Teatro Costanzi si trova fra via Nazionale, via del Viminale e via Depretis, a pochi minuti da piazza della Repubblica e dalla stazione Termini. Chi arriva con un'ora di anticipo ha intorno alcuni dei luoghi più interessanti della Roma antica e umbertina.
Piazza della Repubblica e le Terme di Diocleziano
Uscendo dalla metro si è in piazza della Repubblica, con la Basilica di Santa Maria degli Angeli e i resti delle Terme di Diocleziano. Verso Termini c'è Palazzo Massimo alle Terme, sede del Museo Nazionale Romano: per la replica del sabato alle 18 si può combinare il museo al mattino e l'opera nel tardo pomeriggio senza prendere un mezzo.
Verso Monti e Santa Maria Maggiore
Scendendo per via Nazionale si arriva al rione Monti, con le sue strade strette e la vita serale. Nella direzione opposta, oltre via Cavour, Santa Maria Maggiore è a un quarto d'ora abbondante a piedi.
Dove mangiare prima e dopo The Rake's Progress
Intorno al Teatro dell'Opera l'offerta per mangiare si concentra su via Nazionale, via del Viminale, le strade verso Termini e il rione Monti. In teatro si consuma solo nei bar interni, quindi la cena va organizzata prima o dopo.
Secondo l'orario della recita
Per la prima delle 19 e per il sabato alle 18 conviene un pranzo tardo e un aperitivo leggero, lasciando la cena al dopo. Per le recite delle 20 del 1° e del 3 dicembre si può cenare presto, verso le 18.30, nelle strade intorno al Viminale. Per la domenica alle 16.30 il pranzo della domenica è il vero alleato: lungo, ma non troppo.
Dopo lo spettacolo
Monti è la scelta più naturale, a piedi da via Nazionale, con osterie, enoteche e pizzerie. Dopo le recite serali conviene aver prenotato, perché molte cucine chiudono presto. Non faccio nomi di locali: cambiano gestione più spesso delle regie. Il criterio però è semplice: evitate i menu tradotti in cinque lingue appesi sulla porta vicino a Termini e spingetevi di qualche strada verso Monti.
Accessibilità al Teatro Costanzi
Per il Teatro Costanzi il teatro indica un percorso di visita accessibile a persone con difficoltà di deambulazione, con l'eccezione di alcuni punti come il Palco Reale e la galleria. La pagina di The Rake's Progress non riporta indicazioni specifiche sui posti accessibili.
Il consiglio pratico è di contattare la biglietteria prima dell'acquisto, ai numeri 06 48160255 e 06 4817003 o all'indirizzo ufficio.biglietteria@operaroma.it, spiegando le proprie esigenze. Chi ha difficoltà motorie eviti la galleria. Per chi ha difficoltà uditive, i sovratitoli in italiano e in inglese sono un aiuto concreto: conviene scegliere un posto da cui lo schermo si veda bene. Il servizio taxi all'ingresso, con la prenotazione durante gli intervalli, facilita l'uscita a fine serata.
Fine novembre a Roma e la stagione che si apre
The Rake's Progress apre una stagione 2026/27 del Teatro dell'Opera che prosegue al Costanzi con Andrea Chénier dal 17 al 26 gennaio 2027, Lucia di Lammermoor a fine febbraio, I due Foscari a marzo, Iphigénie en Tauride ad aprile, Una Lady Macbeth del distretto di Mzensk a maggio e Il trovatore fra giugno e luglio. Al Teatro Nazionale, dal 18 al 23 dicembre 2026, c'è Peter Pan.
Come organizzare il fine settimana
Il fine settimana del 28 e 29 novembre si presta bene: sabato un museo nel quartiere e una cena a Monti, domenica pomeriggio la replica delle 16.30. Chi resta fino al 5 dicembre ha l'ultima recita del sabato alle 18. Per gruppi e aziende che vogliono una serata all'opera organizzata dall'arrivo all'uscita, con guida e logistica, c'è Tour Leader Pro.
Domande frequenti su The Rake's Progress a Roma
Quando va in scena The Rake's Progress al Teatro dell'Opera di Roma?
The Rake's Progress va in scena al Teatro Costanzi dal 27 novembre al 5 dicembre 2026. La prima è venerdì 27 novembre alle 19; le repliche sono domenica 29 novembre alle 16.30, martedì 1° dicembre alle 20, giovedì 3 dicembre alle 20 e sabato 5 dicembre alle 18. Martedì 24 novembre alle 19 c'è l'anteprima giovani.
Chi canta e chi dirige The Rake's Progress a Roma?
The Rake's Progress al Teatro dell'Opera di Roma è diretto da Michele Mariotti, con regia e costumi di Rafael R. Villalobos. Lawrence Brownlee è Tom Rakewell, Alex Esposito Nick Shadow, Rosalia Cid Anne, Simone Alberghini Trulove, Jennifer Larmore Mother Goose, Daniela Barcellona Baba la turca e Ya-Chung Huang Sellem.
In che lingua si canta The Rake's Progress al Costanzi?
The Rake's Progress si canta in inglese, la lingua originale del libretto di Wystan Hugh Auden e Chester Kallman. Il Teatro dell'Opera di Roma prevede sovratitoli in italiano e in inglese, quindi la trama si segue anche senza conoscere la lingua. Conviene comunque leggere una sintesi prima di entrare.
Dove si comprano i biglietti per The Rake's Progress?
I biglietti per The Rake's Progress si comprano alla biglietteria del Teatro dell'Opera di Roma in piazza Beniamino Gigli e sul sito ufficiale del teatro. I prezzi per settore sono pubblicati nella pagina Prezzi. Per gruppi e posti accessibili la biglietteria risponde allo 06 48160255 e allo 06 4817003.
Come si arriva al Teatro dell'Opera di Roma con i mezzi?
Il Teatro dell'Opera di Roma, in piazza Beniamino Gigli 7, si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera. In autobus servono le linee di via Nazionale (H, 40, 60, 64, 70, 71, 170, 116T), di via Depretis (70, 71) e di via Cavour, oltre a quelle che partono da Termini.
C'è un codice di abbigliamento per l'inaugurazione con The Rake's Progress?
Al Teatro dell'Opera di Roma l'abito scuro è gradito alla serata inaugurale e alle prime rappresentazioni, quindi alla prima di The Rake's Progress del 27 novembre, che apre la stagione. Per le repliche il teatro non indica un codice preciso; borse e ombrelli vanno comunque lasciati al guardaroba obbligatorio.
The Rake's Progress sarà trasmesso in tv o alla radio?
Sì, secondo la pagina ufficiale del Teatro dell'Opera, The Rake's Progress è ripreso da Rai Cultura e trasmesso su Rai 5 e RaiPlay, e va in onda anche su Rai Radio 3. Le date delle trasmissioni non sono indicate sulla pagina dello spettacolo.
Si può entrare in ritardo a The Rake's Progress?
No, al Teatro Costanzi a spettacolo iniziato non si accede alla platea né ai posti numerati di balconata e galleria: chi arriva tardi a The Rake's Progress aspetta nel foyer. L'opera si apre con una fanfara di pochi secondi, quindi conviene arrivare almeno quaranta minuti prima.
A chi si chiede se valga la pena, la risposta è sì, e senza esitazioni. Scegliete la domenica 29 alle 16.30, prendete la balconata, leggete la trama la sera prima e guardate le incisioni di Hogarth. Poi sedetevi presto, alzate gli occhi al lampadario e lasciate che Stravinskij vi racconti, con la leggerezza di Mozart, la storia di un ragazzo che vende l'anima per i soldi facili. È una delle inaugurazioni più intelligenti che il Costanzi abbia proposto negli ultimi anni.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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