La mente in scena di Stefania Andreoli al Teatro Brancaccio — 5 febbraio 2027
La mente in scena, lo spettacolo della psicoterapeuta Stefania Andreoli scritto e diretto da Luca Stano con l'attrice Alice Redini, va in scena al Teatro Brancaccio, in via Merulana 244 (00185 Roma), venerdì 5 febbraio 2027 alle 21:00, per una sola sera. La durata indicata è di 120 minuti e la produzione lo sconsiglia a un pubblico sotto i 16 anni. Il teatro si raggiunge con la metro A, fermata Vittorio Emanuele, a pochi minuti a piedi, oppure con gli autobus che percorrono via Merulana. Il listino del teatro va da 30 a 52 euro: poltronissima A 52 euro, poltronissima B 49 euro, poltrona A 46 euro, poltrona B 38 euro, prima balconata A 42 euro e B 38 euro, seconda balconata A e B 30 euro. I biglietti si comprano sul sito ufficiale del Teatro Brancaccio, dal pulsante di acquisto che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, oppure al botteghino di via Merulana, aperto dal martedì al sabato dalle 16 alle 19.

La mente in scena al Brancaccio: data, orario e prezzi
La mente in scena di Stefania Andreoli è in programma al Teatro Brancaccio di Roma venerdì 5 febbraio 2027 alle 21:00, in data unica, con biglietti da 30 a 52 euro e una durata di 120 minuti.
Una sola sera, di venerdì
Il calendario del teatro riporta una sola replica, il venerdì sera. Il Brancaccio inserisce lo spettacolo nella stagione 2026/2027 sotto le etichette Divulgazione e One Man/Woman Show: una definizione che racconta bene un genere ibrido, a metà fra teatro e parola clinica.
I prezzi in platea
In platea il listino prevede 52 euro per la poltronissima A, 49 euro per la poltronissima B, 46 euro per la poltrona A e 38 euro per la poltrona B. Fra la prima e l'ultima fila della platea ci sono quattordici euro di differenza.
I prezzi in balconata
In prima balconata il settore A costa 42 euro e il settore B 38 euro; in seconda balconata entrambi i settori costano 30 euro. Da notare che la prima balconata A costa meno della poltrona A: per uno spettacolo di parola, in cui la voce conta più del dettaglio visivo, è una fascia da considerare.
Dove comprare
La pagina dello spettacolo sul sito del Teatro Brancaccio ha un pulsante di acquisto collegato al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. In alternativa si compra al botteghino di via Merulana 244, aperto al pubblico dal martedì al sabato dalle 16 alle 19; il lunedì è chiuso e la domenica apre solo in orario di spettacolo.
La mente in scena: che cosa si vedrà
La mente in scena è un monologo a due voci ispirato a una storia vera sul disturbo borderline di personalità: sul palco Stefania Andreoli interpreta se stessa, la psicoterapeuta, e Alice Redini dà corpo e voce alla mente della protagonista, Hélène, e alle persone che ha incontrato durante i ricoveri in psichiatria.
Una storia vera
Lo spettacolo racconta la storia vera di una giovane donna affetta da disturbo borderline di personalità. Secondo la presentazione, Andreoli ha voluto fortemente dare una possibilità a un testo intercettato vent'anni fa e rimasto inedito. Il testo è firmato da Luca Stano e dalla stessa Andreoli, che ne ha curato la supervisione scientifica.
La parola clinica e la parola teatrale
La presentazione insiste sull'originalità della forma: un dialogo fra la parola clinica e quella teatrale, fra introspezione, verità emotiva e libertà di scena. Hélène e la Doc, così è chiamata la terapeuta, invitano gli spettatori a uno scambio serrato e poetico sui temi della fragilità, della resistenza e della speranza.
Le relazioni fragili
Al centro ci sono le relazioni e i loro equilibri più delicati: che cosa accade quando il bisogno di essere amati e riconosciuti diventa così profondo da trasformarsi in dipendenza, manipolazione o controllo. Lo spettacolo attraversa temi come la carestia d'amore e il love bombing, e il modo in cui la ricerca di affetto può condizionare le scelte, i comportamenti e l'identità.
Il dolore che non si vede
Il racconto si sofferma sulle sofferenze che più facilmente sfuggono allo sguardo degli altri: quelle di chi vive il dolore nel silenzio e sprofonda lentamente nell'isolamento. Il delirio vi è raccontato come una risposta estrema a dinamiche interiori spesso invisibili, non soltanto come una frattura della mente.
Il messaggio
Andreoli ha sintetizzato il senso della serata in un messaggio chiaro: nessuno è solo, e ciascuno può trovare la forza di affrontare la malattia senza restare in silenzio. La presentazione chiude con un'idea che è anche una dichiarazione di metodo: capire con amorevole umanità è il solo contributo davvero possibile.
Luca Stano, Alice Redini e la produzione
La mente in scena è scritto da Luca Stano e Stefania Andreoli, diretto da Luca Stano, interpretato da Alice Redini con la stessa Andreoli, e prodotto da Stefano Francioni Produzioni con l'organizzazione di Gianluca Bonanno e Vincenzo Berti per Ventidieci.
Luca Stano, testo e regia
Luca Stano firma il testo e la regia. La presentazione lo indica come autore di uno spettacolo che inaugura un genere nuovo: un testo inedito e originale, costruito per mettere in scena la mente di una paziente accanto alla voce di chi la cura.
Alice Redini, Hélène
Alice Redini è l'attrice che porta in scena Hélène e, insieme a lei, gli uomini e le donne incontrati nei reparti. È un ruolo che chiede molte voci in un solo corpo: la protagonista, i compagni di ricovero, le figure che popolano la sua mente.
La produzione
Organizzazione e produzione sono di Gianluca Bonanno e Vincenzo Berti per Ventidieci e di Stefano Francioni Produzioni. Dopo il tutto esaurito registrato in molte città italiane, la tournée si è arricchita di nuove date per il 2027, e quella del Brancaccio è la tappa romana.
Un genere nuovo
La presentazione parla di una forma di spettacolo nuova e originale, che affianca la parola clinica a quella teatrale e trova nuove parole per interpretare l'animo e la mente. A nostro giudizio la definizione è corretta: non si tratta di una conferenza con intermezzi recitati né di un dramma con una consulenza scientifica alle spalle, ma di un vero dialogo fra due linguaggi.
Chi è Stefania Andreoli: la biografia
Stefania Andreoli, nata a Busto Arsizio il 1º giugno 1979, è psicologa, psicoterapeuta, docente universitaria e autrice di saggi di grande successo; da anni lavora con gli adolescenti, le famiglie e la scuola ed è una delle divulgatrici più note in Italia sui temi della crescita e delle relazioni.
La formazione
Dopo la maturità classica a Busto Arsizio, si laurea in Psicologia clinica e di comunità all'Università di Milano Bicocca nel 2003, con una tesi sul giovane adulto e i problemi di identità. Si specializza in psicoterapia psicoanalitica al Ruolo Terapeutico di Milano, sotto la guida di Sergio Erba. Nel 2015 consegue un master in cura e tutela dei minori, nel 2022 un secondo master in psicoanalisi, antropologia ed etnopsichiatria delle migrazioni.
L'associazione Alice e la prevenzione
Nel 2010 diventa presidente dell'Associazione Alice, che riunisce psicologi e psicoterapeuti esperti di età evolutiva. Nel 2012 progetta con la sua équipe RispettaMI, primo progetto nazionale di prevenzione primaria del femminicidio destinato alle scuole superiori. Dal 2013 fa parte del Comitato di controllo dell'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, dove si occupa della tutela della donna e dei minori in pubblicità.
La divulgazione
Il pubblico la conosce dopo l'invito di Maurizio Costanzo a Bontà loro su Rai 2; seguono tre anni di interventi a Mattino Cinque e tre stagioni a Non è l'arena su La7. Scrive per il blog La 27ª ora e per il Corriere della Sera, tiene una rubrica a Radio Deejay nella trasmissione Catteland, e nel 2024 crea la rubrica Scomodati per Sky. Ha tenuto due TED talk, nel 2020 e nel 2021, sull'adolescenza e sui giovani adulti.
I libri
Per Rizzoli ha pubblicato Mamma, ho l'ansia nel 2016, Papà, fatti sentire nel 2018, Mio figlio è normale? nel 2020, Lo faccio per me nel 2022, Perfetti o felici nel 2023 e Io, te, l'amore nel 2024, dedicato alle relazioni nell'era del narcisismo. Ha curato collane per bambini per Fabbri e Giunti e ha scritto le Fiabe prudenti, lette da Anna Foglietta in un podcast.
Il cinema d'animazione
Ha curato la supervisione scientifica dell'adattamento italiano di film Disney Pixar come Inside Out, Soul e Red, e ha collaborato alla versione italiana di Inside Out 2. Dal 2020 al 2022 è stata giudice onorario al Tribunale per i minorenni di Milano.
Il teatro prima della Mente in scena
Il rapporto con il teatro non nasce con questo spettacolo: nel 2013, con la sua consulenza scientifica, la drammaturga Giulia Donelli scrisse Figli per sempre, andato in scena al Piccolo Teatro Grassi di Milano. Con La mente in scena Andreoli fa un passo ulteriore: sale sul palco e interpreta se stessa.
Una curiosità sulla Mente in scena di Stefania Andreoli al Teatro Brancaccio — 5 febbraio 2027
La curiosità più interessante riguarda l'origine del testo. La mente in scena nasce da un testo che Stefania Andreoli ha intercettato vent'anni fa e che è rimasto inedito fino a oggi. Nel frattempo Andreoli è diventata una delle voci più ascoltate sui temi dell'identità e delle relazioni, gli stessi della sua tesi di laurea sul giovane adulto: il testo ha aspettato il momento e la forma giusti per arrivare sulla scena.
La seconda curiosità riguarda il personaggio della terapeuta. In scena Andreoli non interpreta un medico inventato: recita nei panni di se stessa, e il personaggio si chiama semplicemente la Doc. È una scelta rara nel teatro italiano, dove gli esperti che salgono sul palco di solito tengono conferenze. Qui la psicoterapeuta diventa personaggio, e il suo sapere clinico diventa battuta.
La terza curiosità è un filo che lega Andreoli a una figura del teatro e della televisione romana. Il grande pubblico l'ha conosciuta grazie a un invito di Maurizio Costanzo a Bontà loro; Costanzo è stato, fra il 2007 e il 2010, anche alla guida del Teatro Brancaccio. Il 5 febbraio 2027 Andreoli sale sul palco di una sala che Costanzo ha diretto.
Il Teatro Brancaccio, la sala di via Merulana
Il Teatro Brancaccio, in via Merulana 244, è una delle sale più grandi di Roma: nella configurazione del 1937 ha due foyer, un'ampia platea e due livelli di balconata, per circa duemila posti dell'epoca.
La sala
La platea è divisa nei settori Poltronissima e Poltrona, con fasce A e B; sopra ci sono la prima balconata, divisa in A e B, e la seconda balconata. Le balconate si raggiungono a piedi, senza ascensore.
Un palco grande per due voci
Un monologo a due voci in una sala di queste dimensioni chiede attenzione da parte del pubblico. È uno spettacolo di parola, intenso, senza grandi effetti scenici dichiarati: il silenzio della sala conta quanto la voce degli interpreti. Per questo, a nostro giudizio, conviene scegliere un posto centrale e non troppo lontano dal palco.
Il polo di via Merulana
La sala principale fa parte di un complesso che comprende il Brancaccino, un teatro di circa cento posti, un'area per la formazione e una terrazza su via Merulana. La scheda completa del luogo è nella pagina dedicata al Teatro Brancaccio.
Una cosa che non ti dice nessuno sulla Mente in scena di Stefania Andreoli al Teatro Brancaccio — 5 febbraio 2027
Quello che non si dice è che La mente in scena non è una serata leggera. Il pubblico che conosce Andreoli dalla televisione e dalla radio, dove parla di genitori e figli con un tono diretto e spesso ironico, potrebbe aspettarsi una conversazione brillante. Lo spettacolo parla invece di disturbo borderline, di ricoveri in psichiatria, di isolamento e di dolore, e lo fa per due ore. La produzione lo sconsiglia sotto i 16 anni.
La seconda cosa riguarda chi porta con sé un vissuto personale. Il racconto tocca temi come la dipendenza affettiva, la manipolazione e il desiderio di non vivere quando si è incapaci di farlo. Per chi attraversa un momento difficile, o ha vicino qualcuno che lo attraversa, può essere una serata molto intensa: conviene andarci in compagnia di una persona di fiducia e concedersi il tempo di parlarne dopo.
La terza cosa è pratica: 120 minuti sono tanti, e la presentazione non indica un intervallo. Arrivare con largo anticipo, usare i servizi prima dell'inizio e scegliere un posto comodo aiuta a restare concentrati fino alla fine.
Come arrivare al Teatro Brancaccio
Il Teatro Brancaccio è in via Merulana 244, nel quartiere Esquilino, a meno di un chilometro dalla stazione Termini e a pochi passi dalla fermata Vittorio Emanuele della metro A.
Metropolitana
La fermata più vicina è Vittorio Emanuele, sulla linea A: si esce su piazza Vittorio Emanuele II e si raggiunge via Merulana in pochi minuti. In alternativa c'è la fermata Cavour della linea B, con un tratto a piedi più lungo.
Autobus
Il teatro indica tre fermate. Su via Merulana, alle fermate Merulana/Brancaccio e Merulana/Mecenate, passano le linee 16, 75, 714, 717 e C3. Alla fermata Labicana/Merulana passano le linee 3, 53, 75, 85, 87, 186, 571, 810, C3 e la notturna N10, utile per il ritorno dopo una serata che finisce tardi.
Taxi
I posteggi taxi segnalati dal teatro sono in largo Brancaccio, in piazza Vittorio Emanuele II al civico 113, in via Principe Amedeo 138, in via Giolitti 6 e in via Venosta. Con uno spettacolo di due ore che comincia alle 21, l'uscita è verso le 23: prenotare la corsa evita l'attesa.
Auto
Il teatro non indica parcheggi convenzionati e la sosta all'Esquilino la sera è difficile, soprattutto il venerdì. Meglio lasciare l'auto vicino a una stazione della metro e proseguire in metropolitana, controllando prima gli orari sul calcolatore di percorso di Atac.
Il consiglio che ti do per visitare La mente in scena di Stefania Andreoli al Teatro Brancaccio — 5 febbraio 2027
Il consiglio è di scegliere un posto centrale in platea o in prima balconata A. La mente in scena è uno spettacolo di voci: la terapeuta e la paziente, la parola clinica e la parola teatrale. La prima balconata A, a 42 euro, costa meno della poltrona A e offre una visione d'insieme del palco; la poltronissima, a 49 o 52 euro, avvicina ai volti degli interpreti, che in uno spettacolo così contano molto.
Il secondo consiglio riguarda la preparazione. Non serve sapere che cos'è il disturbo borderline di personalità per seguire lo spettacolo, che è pensato per chiunque abbia voglia di ascoltare. Chi vuole arrivare con qualche strumento in più può leggere uno dei saggi di Andreoli, in particolare Io, te, l'amore, dedicato alle relazioni nell'era del narcisismo, che tocca molti dei temi della serata, dal love bombing alla dipendenza affettiva.
Il terzo consiglio è di non avere fretta dopo. Uno spettacolo che si chiude alle 23 su temi così intensi merita una passeggiata o un bicchiere per parlarne. Via Merulana di notte è tranquilla, e dieci minuti a piedi fino a Santa Maria Maggiore illuminata sono un buon modo per lasciare decantare la serata.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Stefania Andreoli è una delle psicoterapeute più note in Italia, autrice di saggi di successo per Rizzoli e ospite frequente di televisione e radio. Si cita molto meno il lavoro che ha fatto dietro le quinte del cinema d'animazione: la supervisione scientifica dell'adattamento italiano di Inside Out, il film Pixar ambientato proprio dentro la mente di una ragazzina, e poi di Soul, di Red e di Inside Out 2.
È un dettaglio che getta una luce diversa sul titolo dello spettacolo. Inside Out metteva in scena, letteralmente, la mente e le emozioni di una preadolescente, con personaggi che ne rappresentavano la gioia, la tristezza, la rabbia. La mente in scena fa qualcosa di simile per un pubblico adulto: un'attrice presta il corpo alla mente di una giovane donna, e alle voci che la popolano. Il passaggio dal cartone animato al teatro, per una specialista dell'età evolutiva, è coerente.
Un altro fatto poco citato è l'esperienza di Andreoli come giudice onorario al Tribunale per i minorenni di Milano, fra il 2020 e il 2022. Chi sale sul palco del Brancaccio a parlare di dolore psichico conosce la sofferenza anche da quel punto di vista, quello delle famiglie e dei ragazzi in difficoltà.
Regole di sala del Brancaccio: cosa sapere
Il regolamento del Teatro Brancaccio vale per tutte le serate: arrivo con largo anticipo, niente ingresso a spettacolo iniziato, niente foto né riprese, niente cibo in sala.
Borse, ombrelli e guardaroba
Il teatro ha guardaroba e bar. Gli ombrelli non entrano in sala e vanno lasciati al guardaroba. Non sono ammessi bottiglie di plastica oltre il mezzo litro, contenitori di vetro, caschi da moto, macchine fotografiche professionali, treppiedi e bastoni per selfie.
Il silenzio
In uno spettacolo di parola su temi così delicati il telefono va spento, non silenziato. Una vibrazione o uno schermo acceso nel buio della sala disturbano chi siede vicino e chi è in scena.
L'età
La produzione sconsiglia lo spettacolo a un pubblico sotto i 16 anni; il regolamento del teatro prevede inoltre che i minori di 14 anni entrino solo con un adulto.
La foto giusta da fare alla Mente in scena di Stefania Andreoli al Teatro Brancaccio — 5 febbraio 2027
Durante lo spettacolo niente foto: il regolamento del Brancaccio vieta di fotografare e riprendere, anche con il cellulare, e in uno spettacolo come questo la regola ha anche una ragione di rispetto per ciò che si racconta. La foto giusta si fa prima e dopo.
La prima è la facciata del teatro su via Merulana, di sera, con il titolo dello spettacolo illuminato. Il consiglio è attraversare la strada e scattare dal marciapiede opposto, in modo che entrino il fronte del teatro e un tratto della via.
La seconda foto si fa dopo, a piedi. Via Merulana corre dritta fra due basiliche: uscendo dal teatro e girandosi verso nord si vede in fondo Santa Maria Maggiore, verso sud la Basilica di San Giovanni in Laterano. Di notte, con la via quasi vuota, è un'immagine di quiete che si accorda con il finale di uno spettacolo sulla speranza.
La terza possibilità è la Porta Alchemica di piazza Vittorio, a pochi minuti dal teatro, uno degli angoli più fotografati dell'Esquilino, che di sera ha un'aria misteriosa.
Intorno al Brancaccio: Esquilino, Monti e via Merulana
Il Teatro Brancaccio è su via Merulana, fra la Basilica di Santa Maria Maggiore e la Basilica di San Giovanni in Laterano, nel quartiere Esquilino.
Un auditorium antico
Lungo via Merulana c'è Palazzo Merulana e, poco oltre, l'Auditorium di Mecenate, la sala di età romana che porta il nome del protettore di Orazio e Virgilio.
Piazza Vittorio
Verso nord, oltre la fermata della metro, c'è piazza Vittorio Emanuele II, cuore dell'Esquilino multietnico. Il Nuovo Mercato Esquilino ne è lo specchio, ma è un mercato diurno.
Il rione Monti
Verso ovest si scende nel rione Monti, con le sue strade in discesa verso i Fori. La scheda sul rione Monti aiuta a scoprirlo prima dello spettacolo, finché c'è luce.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Teatro Brancaccio comincia nel gennaio 1916, quando la sala viene inaugurata con il nome di Teatro Morgana, a ridosso dei giardini del palazzo dei Field-Brancaccio, la famiglia che prende il nome da Isabella Field, sposata con il principe Brancaccio.
Nel 1937 la sala viene inaugurata nella configurazione attuale, con due foyer, un'ampia platea e due balconate per circa duemila posti, e prende il nome di Teatro Brancaccio. Nel 1985 diventa sede della Fondazione dell'Opera di Roma, che vi resta fino al 2000: per quindici anni via Merulana ospita la lirica e il balletto della capitale.
Dopo l'Opera subentra il Comune di Roma, che affida la direzione a Gigi Proietti fino al 2007; seguono la gestione di Maurizio Costanzo fino al 2010 e quella di Stage Entertainment Italia fino al 2012. Da settembre 2012 la direzione artistica è di Alessandro Longobardi, che ha trasformato il teatro in un polo culturale con il Brancaccino, l'area per la formazione e le accademie. In questa storia, uno spettacolo di divulgazione sulla salute mentale rappresenta una novità: il segno di un cartellone che si apre a forme nuove di racconto.
Chi è passato dalla Mente in scena di Stefania Andreoli al Teatro Brancaccio — 5 febbraio 2027
Dal palco del Brancaccio sono passati alcuni dei nomi più grandi dello spettacolo. Il teatro ne ricorda diversi: Totò, Anna Magnani, Aldo Fabrizi e Gigi Proietti fra gli attori; Fabrizio De André, Louis Armstrong e Jimi Hendrix fra i musicisti.
Sono nomi che raccontano un teatro abituato ad accogliere linguaggi diversi, dal varietà al jazz, dalla canzone d'autore al rock. Negli ultimi anni il cartellone si è aperto anche alla divulgazione, e La mente in scena ne è un esempio: una forma che non esisteva quando su quel palco saliva Totò, ma che condivide con il grande teatro popolare l'ambizione di parlare a tutti.
Fra le figure che hanno guidato il teatro c'è anche Maurizio Costanzo, lo stesso che ha portato Stefania Andreoli davanti al grande pubblico televisivo con Bontà loro. Il 5 febbraio 2027 la psicoterapeuta sale su quel palco con Alice Redini, con il testo e la regia di Luca Stano, per raccontare una storia vera che per vent'anni è rimasta in un cassetto.
Accessibilità del Teatro Brancaccio
Il Teatro Brancaccio dichiara di non avere barriere architettoniche per l'accesso alla platea: c'è una rampa, un'area dedicata alle sedie a ruote e un bagno accessibile al piano terra, raggiungibile dal foyer.
Sedia a ruote e mobilità ridotta
Il teatro mette a disposizione, fino a esaurimento, posti in platea per persone in sedia a ruote e con difficoltà di deambulazione. Le balconate non sono raggiungibili in sedia a ruote, perché non ci sono ascensori. I posti si prenotano scrivendo al botteghino con il modulo apposito e la documentazione richiesta.
Disabilità visiva e uditiva
Per gli spettatori con disabilità visiva e uditiva il teatro riserva, su prenotazione, posti in platea fino a esaurimento. Chi ha un cane di servizio può chiedere al botteghino di entrare in sala con l'animale.
Per chi è La mente in scena
La mente in scena, dice la presentazione, si rivolge a chiunque abbia voglia di ascoltare, e in particolare a chi è toccato dai disturbi della mente e a chi vive loro accanto.
Famiglie e caregiver
Lo spettacolo parla anche agli affetti che circondano chi soffre: genitori, partner, amici. Per loro può essere un modo di vedere dall'esterno dinamiche vissute ogni giorno, e di trovare parole nuove per nominarle.
Operatori e studenti
Per psicologi, medici, educatori e studenti delle discipline di cura, il dialogo fra la parola clinica e quella teatrale offre uno sguardo insolito sul proprio lavoro.
Il pubblico giovane
La produzione sconsiglia lo spettacolo sotto i 16 anni. Per i ragazzi più grandi, dai 16 in su, i temi delle relazioni, del love bombing e della dipendenza affettiva sono molto vicini alla loro esperienza, e la serata può aprire una conversazione importante.
Dove mangiare prima dello spettacolo
Intorno al Brancaccio le possibilità sono tre: i bar e i locali di quartiere su via Merulana, adatti a un pasto veloce; l'Esquilino multietnico intorno a piazza Vittorio, con cucine di molti paesi e prezzi contenuti; il rione Monti, a un quarto d'ora a piedi, con trattorie, osterie ed enoteche.
Prima
Con l'inizio alle 21 e due ore di spettacolo, conviene cenare verso le 19, senza appesantirsi: servono attenzione e concentrazione.
Dopo
Il venerdì sera Monti resta vivace fino a tardi: chi vuole parlare dello spettacolo davanti a un bicchiere trova locali aperti anche dopo le 23, ma conviene prenotare.
Febbraio a Roma: la settimana del Brancaccio
All'inizio di febbraio i teatri romani sono nel pieno della stagione, e il Brancaccio mette in fila, nella stessa settimana, serate molto diverse fra loro.
Il clima
Le serate di febbraio sono fredde e spesso umide: un cappotto e un ombrello sono indispensabili, e l'ombrello va lasciato al guardaroba del teatro.
La settimana in via Merulana
La sera prima, giovedì 4 febbraio, il Brancaccio ospita Filippo Caccamo con Fuori di tela; la sera dopo, sabato 6 febbraio, la PFM con On the Road Again. Chi vuole restare sul registro della riflessione trova nella stessa stagione della città anche altri appuntamenti di divulgazione, come Paolo Crepet all'Auditorium Conciliazione. Il cartellone completo è sul sito ufficiale del Teatro Brancaccio.
Domande frequenti su La mente in scena al Brancaccio
Quando va in scena La mente in scena di Stefania Andreoli a Roma?
La mente in scena di Stefania Andreoli va in scena al Teatro Brancaccio di Roma, in via Merulana 244, venerdì 5 febbraio 2027 alle 21:00, in data unica. La durata indicata dalla produzione è di 120 minuti.
Quanto costano i biglietti della Mente in scena?
I biglietti della Mente in scena al Teatro Brancaccio costano da 30 a 52 euro: poltronissima A 52 euro, B 49 euro, poltrona A 46 euro, B 38 euro, prima balconata A 42 euro, B 38 euro, seconda balconata 30 euro. Si comprano dal sito del teatro o al botteghino.
Di cosa parla La mente in scena?
La mente in scena è un monologo a due voci ispirato alla storia vera di una giovane donna con disturbo borderline di personalità. Stefania Andreoli interpreta se stessa, la terapeuta; Alice Redini dà voce alla protagonista, Hélène, e alle persone incontrate nei ricoveri in psichiatria.
Chi c'è in scena nella Mente in scena?
Nella Mente in scena recitano Stefania Andreoli, nei panni di se stessa, e l'attrice Alice Redini. Il testo è di Luca Stano e Stefania Andreoli, la regia di Luca Stano, la produzione di Stefano Francioni Produzioni con l'organizzazione di Ventidieci.
La mente in scena è adatto ai ragazzi?
La produzione della Mente in scena sconsiglia lo spettacolo a un pubblico sotto i 16 anni, per i temi trattati: disturbo borderline, ricoveri, isolamento, dipendenza affettiva. Al Teatro Brancaccio, inoltre, i minori di 14 anni entrano solo con un adulto.
Chi è Stefania Andreoli?
Stefania Andreoli è una psicoterapeuta nata a Busto Arsizio nel 1979, esperta di adolescenza e relazioni, autrice di saggi per Rizzoli come Mamma, ho l'ansia, Perfetti o felici e Io, te, l'amore. Ha curato la supervisione scientifica dell'edizione italiana di Inside Out e scrive per il Corriere della Sera.
Come si arriva al Teatro Brancaccio?
Il Teatro Brancaccio, in via Merulana 244, si raggiunge con la metro A, fermata Vittorio Emanuele, a pochi minuti a piedi. Su via Merulana passano le linee 16, 75, 714, 717 e C3; alla fermata Labicana/Merulana passa anche la notturna N10, utile per il rientro.
Il consiglio finale su La mente in scena
Una sola sera, un venerdì di febbraio, per vedere in un grande teatro romano una psicoterapeuta che sale sul palco a interpretare se stessa accanto a un'attrice che presta il corpo alla mente di una paziente. Il consiglio è di arrivare sapendo che non sarà una serata leggera, di scegliere un posto centrale per non perdere nessuna delle due voci, di andarci con una persona con cui poi parlarne e di concedersi, all'uscita, una passeggiata lungo via Merulana: due ore di dolore raccontato con umanità chiedono qualche minuto di silenzio prima di tornare a casa.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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