Incendi con Frédérique Loliée e Filippo Dini all’Ambra Jovinelli — dal 27 gennaio al 7 febbraio 2027
Incendi di Wajdi Mouawad, con Frédérique Loliée e Filippo Dini e la regia di Marco Lorenzi, va in scena al Teatro Ambra Jovinelli, in via Guglielmo Pepe 43 (00185 Roma), dal 27 gennaio al 7 febbraio 2027, per dodici recite con orari diversi: alle 21:00 il 27, 29 e 30 gennaio e il 2, 4 e 6 febbraio; alle 19:30 il 28 gennaio e il 3 e 5 febbraio; alle 16:30 sabato 30 gennaio; alle 17:00 le domeniche 31 gennaio e 7 febbraio. Lo spettacolo è una produzione del Teatro Stabile del Veneto, Teatro Nazionale. Il teatro è a pochi minuti a piedi dalla fermata Vittorio Emanuele della metro A e dalla stazione Termini. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del teatro al momento dell'acquisto; i biglietti si comprano dalla pagina dello spettacolo sul sito dell'Ambra Jovinelli, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, oppure alla biglietteria di via Guglielmo Pepe.

Incendi all'Ambra Jovinelli: date e orari delle dodici recite
Incendi resta in cartellone all'Ambra Jovinelli per due settimane, dal mercoledì 27 gennaio alla domenica 7 febbraio 2027, con una pausa il lunedì 1 febbraio e dodici recite in tutto.
La prima settimana
Si debutta mercoledì 27 gennaio alle 21:00. Giovedì 28 l'inizio è anticipato alle 19:30, venerdì 29 si torna alle 21:00. Sabato 30 gennaio le recite sono due, alle 16:30 e alle 21:00; domenica 31 si chiude la settimana con la pomeridiana delle 17:00.
La seconda settimana
Dopo il lunedì di riposo si riprende martedì 2 febbraio alle 21:00. Mercoledì 3 alle 19:30, giovedì 4 alle 21:00, venerdì 5 di nuovo alle 19:30, sabato 6 alle 21:00. L'ultima recita è domenica 7 febbraio alle 17:00.
Perché conviene segnare l'orario
Il calendario alterna tre orari serali e pomeridiani senza una regola fissa per giorno della settimana: il giovedì 28 si comincia alle 19:30, il giovedì 4 alle 21:00. Per un testo lungo e denso come Incendi, arrivare a spettacolo iniziato significa perdere l'antefatto su cui si regge tutta la storia.
Biglietti
La pagina dello spettacolo sul sito dell'Ambra Jovinelli ha un pulsante di acquisto collegato al circuito di prevendita autorizzato. I prezzi per settore compaiono al momento della scelta del posto; in alternativa si compra alla biglietteria del teatro.
Che cosa si vedrà: Incendi secondo Marco Lorenzi
Incendi è una tragedia contemporanea di Wajdi Mouawad che, come scrive il regista Marco Lorenzi nelle note pubblicate dal teatro, affonda le radici nei miti antichi e richiama apertamente Edipo, rovesciandone il punto di vista: qui è una donna, Nawal, ad attraversare il destino.
La storia
Al centro del testo ci sono una madre e i suoi due figli gemelli, Jeanne e Simon. Alla morte di Nawal, il suo testamento li spinge a un viaggio nel paese d'origine della madre per consegnare due lettere, una a un padre che credevano morto, l'altra a un fratello di cui ignoravano l'esistenza. È un viaggio dentro la memoria: le note di regia parlano di una memoria che resiste, si nasconde e brucia sotto la superficie.
Una genealogia femminile
Lorenzi indica come cuore dello spettacolo una linea femminile chiara e potente, nonne, madri e figlie, in cui il dolore, il silenzio e la rabbia si trasmettono come un'eredità invisibile. La domanda politica del testo, secondo il regista, è se sia possibile interrompere la trasmissione della violenza da una generazione all'altra.
Il silenzio come punto di partenza
Il silenzio di Nawal, quello della famiglia, quello della Storia: è da qui che Lorenzi dichiara di voler partire. Un silenzio pieno di cenere, sotto il quale continua a bruciare l'incendio che dà il titolo all'opera. Il gesto teatrale, nelle sue parole, consiste nel sollevare questa cenere per far emergere ciò che è rimasto nascosto, senza la pretesa di spiegarlo.
Tempi e luoghi che si sovrappongono
La vicenda attraversa molti luoghi e molti tempi. La regia non vuole semplificare questa complessità ma renderla visibile: uno spazio segnato da pochi elementi essenziali, che gli attori trasformano con il corpo e con la relazione, un tempo non lineare ma simultaneo in cui passato e presente convivono. Le generazioni possono incontrarsi sulla scena, i morti possono guardare i vivi.
La squadra
In scena, con Frédérique Loliée e Filippo Dini, ci sono Aleksandar Cvjetkovic, Elio D'Alessandro, Gennaro Di Biase, Giovanni Drago, Barbara Mazzi, Emilia Piz e Sara Verteramo. Il disegno luci è di Umberto Camponeschi, i costumi di Alessio Rosati, il disegno del suono di Massimiliano Bressan; scene e regia video sono di Daniele Spanò, regista assistente Lorenzo De Iacovo.
Chi è Wajdi Mouawad, l'autore di Incendi
Wajdi Mouawad è un drammaturgo, regista, attore, scrittore e cineasta nato a Deyr el-Qamar, in Libano, il 16 ottobre 1968, e naturalizzato canadese.
Dal Libano al Québec
Nel 1978 la famiglia lascia il Libano per la Francia e si stabilisce vicino a Rouen; nel 1983 si trasferisce a Montréal, dove Mouawad si diploma nel 1991 alla Scuola nazionale di teatro del Canada. La doppia migrazione, prima in Europa poi in America, attraversa gran parte della sua scrittura.
Il teatro e i premi
Nel 1998 il suo Willy Protagoras enfermé dans les toilettes è eletto miglior produzione dall'associazione dei critici teatrali del Québec. Dal 2000 al 2004 dirige il Théâtre de Quat'sous di Montréal; nel 2000 riceve il premio letterario del Governatore Generale del Canada per il teatro, nel 2002 il governo francese lo nomina cavaliere dell'Ordine delle Arti e delle Lettere. Dal 2007 è direttore artistico del teatro francese del Centro nazionale delle arti di Ottawa.
Il rifiuto del Molière
Nel maggio 2005 avrebbe dovuto ricevere il Premio Molière come miglior autore francofono per Littoral. Lo rifiutò, come atto di denuncia verso un sistema teatrale che, a suo dire, non teneva conto della lettura e dei testi inediti ignorati dai registi.
Il ciclo sull'eredità
Incendi, scritto nel 2003, fa parte di un ciclo di quattro opere sul tema dell'eredità, con Littoral, Forêts e Ciels. In Italia il testo è pubblicato da Titivillus nella traduzione intitolata Incendi. Fra le opere successive ci sono Tous des oiseaux, tradotto in italiano come Come gli uccelli, e Mère.
Romanzi e cinema
Mouawad è anche romanziere: Visage retrouvé e Anima sono tradotti in italiano da Fazi. Nel 2004 ha diretto il film Littoral, tratto dalla sua opera.
Frédérique Loliée e Filippo Dini, i protagonisti
Filippo Dini, attore e regista genovese nato il 7 aprile 1973, è dal dicembre 2023 direttore artistico della Fondazione Teatro Stabile del Veneto, Teatro Nazionale, che produce Incendi.
La formazione di Dini
Dini muove i primi passi all'Associazione per la ricerca teatrale di Genova e dal 1994 al 1996 frequenta la scuola del Teatro Stabile di Genova. Nel 1998 fonda la compagnia Gloriababbi Teatro; negli anni successivi lavora con Giampiero Rappa, Fausto Paravidino, Giorgio Barberio Corsetti, Carlo Cecchi, Valerio Binasco, Luca Barbareschi e Paolo Magelli.
Premi e regie
Nel 2013 è protagonista de Il discorso del re diretto da Barbareschi, che gli vale il Premio Le Maschere del Teatro Italiano e una candidatura al Premio Ubu. Da regista firma nel 2015 Ivanov di Čechov, premiato con Le Maschere per la miglior regia; poi La guerra dei Roses, Così è (se vi pare), Misery, Casa di bambola, Il crogiuolo di Arthur Miller, che nel 2023 gli vale il Premio Flaiano per la regia, Agosto a Osage County, I parenti terribili, Il gabbiano. Nel maggio 2026 ha diretto e interpretato Alcesti di Euripide al Teatro greco di Siracusa.
Cinema e televisione
Al cinema ha lavorato con Nanni Moretti, Ferdinando Cito Filomarino, Francesca Comencini, Donato Carrisi, i fratelli D'Innocenzo. In televisione il grande pubblico lo conosce come il procuratore Maurizio Baldi nella serie Rocco Schiavone con Marco Giallini.
Frédérique Loliée
Frédérique Loliée è l'interprete femminile che il teatro indica in testa al cast, accanto a Dini. La distribuzione dei ruoli non è pubblicata; in un testo che la regia costruisce attorno a una linea di donne, madri e figlie, la presenza di un'attrice protagonista accanto al direttore dello Stabile del Veneto è la prima indicazione di dove cadrà il peso della serata.
Marco Lorenzi e il secondo Mouawad
Per Marco Lorenzi Incendi è il secondo incontro con Mouawad dopo Come gli uccelli, che nelle note di regia definisce un viaggio intenso e felice. Incendi, scrive, non è una scelta casuale ma la prosecuzione di un dialogo con un autore che sente necessario oggi più che mai.
Incendi e il film di Denis Villeneuve
Dal testo di Mouawad Denis Villeneuve ha tratto nel 2010 il film Incendies, uscito in Italia come La donna che canta e candidato all'Oscar 2011 per il miglior film straniero.
Una storia ispirata alla realtà
La vicenda è ispirata alla vita di Souha Fawaz Bechara e a fatti accaduti durante la guerra civile libanese. Né il testo né il film nominano esplicitamente il Libano, ma i riferimenti sono evidenti: una scelta che rende la storia universale.
Il titolo italiano del film
Il titolo italiano del film viene dal soprannome di Nawal nella prigione in cui è rinchiusa per molti anni: la donna che canta. Chi ha visto il film riconoscerà la struttura del racconto, ma il teatro restituisce la parola di Mouawad per intero, con i suoi monologhi e i suoi salti nel tempo.
Vederlo prima o dopo
A nostro giudizio conviene vedere il film dopo lo spettacolo, non prima: la forza di Incendi sta anche nella scoperta progressiva della verità, e conoscerne già la soluzione toglie qualcosa all'esperienza della sala.
L'Ambra Jovinelli, il teatro liberty dell'Esquilino
Il Teatro Ambra Jovinelli fu inaugurato il 3 marzo 1909 per volontà dell'impresario casertano Giuseppe Jovinelli, che voleva un teatro di varietà con l'aspetto lussuoso di un teatro di prosa.
Il progetto
Il teatro sorse nella scomparsa piazza Guglielmo Pepe, all'Esquilino. Dopo i progetti di Pietro Chiodelli e Giacomo Radiconcini, i lavori cominciarono nel 1906; l'anno dopo subentrò come progettista Ulderico Bencivenga. La facciata a due piani ha ampie aperture, un coronamento a linee arcuate e lesene in stucco decorate da fiori, con una conchiglia e un volto umano al centro della trabeazione.
Dal varietà al cinema
Prima della Grande Guerra il Jovinelli era uno dei varietà più importanti della capitale, con canzonettiste, macchiettisti, acrobati e trasformisti. Dopo la guerra vennero la concorrenza del cinema, l'avanspettacolo e, negli anni Cinquanta, il nome Ambra Jovinelli, scelto per comparire fra i primi nell'elenco alfabetico dei cinema sui giornali.
Un teatro che è bruciato davvero
Il 29 aprile 1982 un incendio, causato da un guasto tecnico, distrusse la struttura, che restò chiusa e abbandonata per anni. Nel 1996 un gruppo di giovani artisti la occupò per richiamare l'attenzione pubblica; nel 1997 la facciata fu vincolata dal Ministero; il 25 gennaio 2001 l'Ambra riaprì come teatro. Dal 2010 la direzione artistica è di Fabrizia Pompilio.
La sala oggi
Il restauro ha ricostruito l'aspetto dei primi del Novecento e ha rialzato la sala di cinque metri, ricavando sotto di essa il Piccolo Jovinelli e altri ambienti. Le colonnine di ghisa che un tempo reggevano i palchi sostengono oggi le due gallerie.
Una curiosità su Incendi con Frédérique Loliée e Filippo Dini all'Ambra Jovinelli — dal 27 gennaio al 7 febbraio 2027
La curiosità è nel titolo e nel luogo. Incendi va in scena in un teatro che un incendio lo ha conosciuto davvero: la notte del 29 aprile 1982 il fuoco distrusse l'Ambra Jovinelli, che restò in rovina per quasi vent'anni prima di tornare a vivere. Nelle note di regia Marco Lorenzi descrive il testo di Mouawad come un teatro che brucia e parla di un silenzio pieno di cenere, sotto il quale continua a covare un fuoco mai spento. In via Guglielmo Pepe la metafora ha un riscontro concreto: la sala in cui si siede il pubblico è stata ricostruita dopo le fiamme, e le colonnine di ghisa delle gallerie sono fra gli elementi originali sopravvissuti.
La seconda curiosità riguarda la produzione. Filippo Dini, protagonista maschile, è dal dicembre 2023 direttore artistico del Teatro Stabile del Veneto, l'ente che produce lo spettacolo. Il direttore di un teatro nazionale che sceglie di recitare in una produzione affidata alla regia di un altro è una scelta meno frequente di quanto si pensi, e dice molto dell'importanza che la casa di produzione dà a questo titolo.
La terza curiosità riguarda Mouawad e i premi: nel 2005 l'autore rifiutò il Molière per Littoral, primo testo dello stesso ciclo di Incendi. Un drammaturgo che rinuncia al riconoscimento più importante del teatro francese per protesta contro il modo in cui i testi vengono letti è coerente con un'opera che chiede allo spettatore di guardare senza voltarsi.
Una cosa che non ti dice nessuno su Incendi con Frédérique Loliée e Filippo Dini all'Ambra Jovinelli — dal 27 gennaio al 7 febbraio 2027
Quello che non si dice è che l'Ambra Jovinelli, per molti romani, è il teatro della comicità: il varietà di Petrolini e Totò, la riapertura del 2001 come teatro comico, i monologhi dei comici più amati della televisione. Incendi porta in quella sala una tragedia, e una delle più dure del teatro contemporaneo. Chi compra il biglietto sulla fiducia del luogo, aspettandosi una serata leggera, deve sapere che troverà guerra, violenza, prigionia e una rivelazione finale che molti spettatori ricordano per anni. Non ci sono scene gratuite, e il regista insiste sul fatto che la violenza non viene spettacolarizzata, ma il tema resta pesante.
La seconda cosa riguarda l'età. Il teatro non indica limiti, ma a nostro giudizio Incendi è uno spettacolo per adulti e per ragazzi dai sedici anni, che conviene preparare alla visione. Per gli studenti che hanno letto l'Edipo re è un'occasione rara di vedere come un autore di oggi riscrive il mito.
La terza cosa è la più pratica. Il calendario alterna le 21:00, le 19:30, le 16:30 e le 17:00, e gli orari cambiano anche fra due giovedì consecutivi. Per un testo lungo, in cui le prime scene contengono la chiave di tutto, arrivare tardi è un errore che non si recupera: la data va scelta guardando l'ora, non il giorno.
Come arrivare all'Ambra Jovinelli
Il Teatro Ambra Jovinelli è in via Guglielmo Pepe 43, all'Esquilino, a breve distanza da piazza Vittorio Emanuele II e dalla stazione Termini; la soluzione più semplice è la metro A fino a Vittorio Emanuele.
In metropolitana
Dalla fermata Vittorio Emanuele della linea A via Guglielmo Pepe si raggiunge a piedi in pochi minuti, attraversando o costeggiando la piazza. Chi arriva dalla linea B cambia a Termini, dove le due linee si incrociano, oppure scende a Termini e prosegue a piedi per un quarto d'ora attraverso l'Esquilino.
In treno
Per chi arriva con i treni regionali la stazione più vicina è Roma Laziali, accanto a Termini: da lì il teatro si raggiunge a piedi in pochi minuti. È una comodità per chi viene da fuori città per una delle pomeridiane.
In autobus
Molte linee di superficie servono piazza Vittorio e la zona di Termini. Per scegliere il percorso migliore, soprattutto la sera e nei giorni festivi, conviene usare il calcolatore di percorso di ATAC, aggiornato sulle deviazioni.
In auto
La sera il parcheggio in strada all'Esquilino è difficile. Conviene lasciare l'auto in un parcheggio in struttura nella zona di Termini e proseguire a piedi, oppure lasciarla vicino a una stazione della metro A in periferia.
Il consiglio che ti do per visitare Incendi con Frédérique Loliée e Filippo Dini all'Ambra Jovinelli — dal 27 gennaio al 7 febbraio 2027
Il consiglio è di arrivare preparati sul mito, non sulla trama. Rileggere prima l'Edipo re di Sofocle, o almeno ricordarne la struttura, permette di cogliere il rovesciamento che Lorenzi indica come chiave della messa in scena: qui è una donna, Nawal, a portare il peso del destino e a cercare di spezzarlo. Al contrario, conviene evitare di leggere riassunti dettagliati o di vedere il film di Villeneuve prima della serata: la rivelazione finale è costruita per colpire chi non la conosce.
Secondo consiglio, sui posti. In una produzione che usa la regia video e uno spazio scenico da trasformare continuamente, la platea centrale a media distanza offre la visione più completa. Le due gallerie dell'Ambra, sostenute dalle colonnine di ghisa originali, danno una bella visione d'insieme ma allontanano dai volti, e in un testo fatto di silenzi i volti contano.
Terzo consiglio: scegliere la data in funzione di ciò che si farà dopo. Incendi lascia addosso domande e voglia di parlarne. Le recite delle 19:30 del 28 gennaio, del 3 e del 5 febbraio sono le più adatte per chi vuole una cena tranquilla all'uscita, magari a Monti; le pomeridiane del fine settimana lasciano la sera per digerire lo spettacolo con calma.
Infine, a nostro giudizio, conviene non andare da soli: è uno spettacolo che chiede di essere discusso, e il tragitto a piedi verso piazza Vittorio è il posto giusto per cominciare.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Incendi deve la sua fama internazionale anche al film di Denis Villeneuve, candidato all'Oscar nel 2011, prima che il regista canadese diventasse noto al grande pubblico per il cinema di fantascienza. Si cita molto meno che la storia di Nawal è ispirata alla vita di una donna reale, Souha Fawaz Bechara, e a episodi della guerra civile libanese. Il nome del paese non compare mai, né nel testo né nel film: Mouawad lascia il luogo senza nome per fare della vicenda una storia di tutte le guerre civili, e questo spiega perché il testo venga messo in scena in tutto il mondo.
Un secondo fatto poco citato riguarda la biografia dell'autore. Mouawad aveva dieci anni quando la sua famiglia lasciò il Libano per la Francia nel 1978, e quindici quando si trasferì a Montréal. Il viaggio dei gemelli Jeanne e Simon, che partono dal Canada verso il paese d'origine della madre, è il percorso inverso di quello compiuto dallo scrittore da ragazzo.
Il terzo fatto riguarda il ciclo. Incendi è il secondo di quattro testi sul tema dell'eredità, scritti nell'arco di pochi anni: Littoral, Incendi, Forêts, Ciels. In tutti e quattro dei figli devono fare i conti con quello che i genitori hanno lasciato loro, e in tutti la verità si conquista viaggiando. Lorenzi, nelle note, cita una frase dell'autore: esistono verità che si possono rivelare solo a condizione di scoprirle.
La foto giusta da fare a Incendi con Frédérique Loliée e Filippo Dini all'Ambra Jovinelli — dal 27 gennaio al 7 febbraio 2027
La foto giusta è quella della facciata liberty di via Guglielmo Pepe, dal marciapiede di fronte, con l'insegna accesa e la locandina di Incendi. L'inquadratura va tenuta larga, per comprendere i due piani del prospetto e il coronamento a linee arcuate, e poi stretta sulla trabeazione, dove la conchiglia con il volto umano al centro è il dettaglio più riconoscibile del progetto di Bencivenga. Di sera, nell'ora in cui il pubblico entra, la luce calda dell'ingresso contrasta con la strada scura: è l'immagine che meglio racconta un teatro rinato dopo il fuoco.
In sala, durante lo spettacolo, non si fotografa e non si filma. In una tragedia costruita sui silenzi il bagliore di uno schermo o il rumore di uno scatto disturbano tutta la platea, e gli attori lo percepiscono. Prima dell'inizio, se il personale lo consente, vale la pena guardare verso le gallerie e le colonnine di ghisa: sono gli elementi del teatro del 1909 sopravvissuti all'incendio del 1982, e con questo titolo in cartellone acquistano un significato in più.
Per chi sceglie una pomeridiana, all'uscita resta l'ultima luce di un pomeriggio d'inverno: piazza Vittorio con i portici, a pochi passi, è la seconda foto della giornata.
L'Esquilino intorno all'Ambra Jovinelli
L'Esquilino è il rione fra Termini, Santa Maria Maggiore e Porta Maggiore, costruito dopo l'Unità con i palazzi umbertini intorno a piazza Vittorio Emanuele II: uno dei quartieri più multietnici di Roma.
Piazza Vittorio e la Porta Alchemica
La grande piazza porticata ha al centro un giardino in cui si trova la Porta Alchemica, con le sue iscrizioni enigmatiche. Prima di uno spettacolo sulla ricerca di una verità nascosta, fermarsi davanti a una porta che nessuno ha mai saputo aprire ha una sua coerenza.
Il mercato
Il Nuovo Mercato Esquilino raccoglie spezie, verdure e prodotti di mezzo mondo, compresi quelli del Mediterraneo orientale da cui viene la storia di Nawal. È un mercato diurno, da visitare la mattina.
Verso Monti e le basiliche
Salendo verso Santa Maria Maggiore si arriva al rione Monti, con le sue botteghe e piazzette. Lungo via Merulana si incontrano Palazzo Merulana e l'Auditorium di Mecenate, e più avanti il Teatro Brancaccio.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia dell'Ambra Jovinelli comincia il 3 marzo 1909, con l'inaugurazione affidata a Raffaele Viviani e alla sorella Luisella, chiamati da Giuseppe Jovinelli. Nel 1910 Ettore Petrolini ottiene proprio da Jovinelli la sua prima scrittura importante. Fra il 1919 e il 1920 debutta qui Totò, che si presenta come imitatore di Gustavo De Marco, comico di grande successo su quello stesso palco negli anni prima della guerra; diventa subito il beniamino del pubblico e resta fino al 1921. Negli anni Quaranta e Cinquanta la sala ospita anche riunioni di pugilato, con il ring montato in teatro e un pubblico numerosissimo.
Negli anni Cinquanta il teatro diventa cinema varietà e prende il nome di Ambra Jovinelli; negli anni Settanta è un cinema a luci rosse. Il 29 aprile 1982 un incendio distrugge l'intera struttura. La famiglia Jovinelli vende l'edificio nel 1990; nel luglio 1996 un gruppo di giovani artisti e intellettuali organizza spettacoli e mostre dentro la costruzione fatiscente per chiederne il recupero, e nel 1997 la facciata viene vincolata dal Ministero dei Beni culturali. La riapertura come teatro arriva il 25 gennaio 2001.
Incendi si inserisce in questa storia come un titolo che la sala sembra aver aspettato: una tragedia sul fuoco che cova sotto la cenere, in un teatro che dalla cenere è rinato. Per le due settimane di repliche l'Ambra, nato per il varietà, ospita una delle opere più importanti della drammaturgia francofona contemporanea.
Chi è passato da Incendi con Frédérique Loliée e Filippo Dini all'Ambra Jovinelli — dal 27 gennaio al 7 febbraio 2027
Dal palcoscenico di via Guglielmo Pepe è passato più di un secolo di spettacolo italiano. Negli anni della famiglia Jovinelli ci sono Raffaele Viviani, Ettore Petrolini, Gustavo De Marco e Totò, e poi Gennaro Pasquariello, Romolo Balzani, Claudio Villa, Nino Taranto, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, Alberto Sordi. Dopo la riapertura del 2001 sono arrivati Ascanio Celestini, Marco Paolini, Neri Marcorè, Valerio Mastandrea, Silvio Orlando, Moni Ovadia, Lella Costa; con la gestione di Fabrizia Pompilio il cartellone ha ospitato Stefano Accorsi, Pierfrancesco Favino, Elio Germano e Paola Cortellesi.
È una storia di attori capaci di passare dal comico al drammatico, e Filippo Dini appartiene a questa specie: nella sua carriera ci sono la commedia di La guerra dei Roses e Il discorso del re, Čechov e Ibsen, Arthur Miller ed Euripide, e la televisione popolare di Rocco Schiavone. Con lui arriva a Roma una compagnia di dieci interpreti, da Frédérique Loliée ad Aleksandar Cvjetkovic, Elio D'Alessandro, Gennaro Di Biase, Giovanni Drago, Barbara Mazzi, Emilia Piz e Sara Verteramo, e la squadra creativa di Marco Lorenzi.
E passa dall'Ambra, attraverso le sue parole, Wajdi Mouawad: un autore nato in Libano, cresciuto in Francia e in Québec, che con Incendi ha scritto una delle tragedie più rappresentate del nostro tempo.
Dove mangiare prima o dopo Incendi
L'Esquilino offre cucine di molti paesi a prezzi contenuti, dalla cinese all'indiana, dalla bengalese all'etiope e alla mediorientale; per la trattoria romana conviene salire verso Santa Maria Maggiore o spostarsi a Monti.
Con le recite delle 21
Per le serali delle 21:00 si può cenare presto, verso le 19, in uno dei locali vicini al teatro, oppure fare un aperitivo e cenare dopo, sapendo che lo spettacolo è impegnativo e che all'uscita sarà tardi.
Con le recite delle 19:30
Il 28 gennaio e il 3 e 5 febbraio si esce in tempo per una cena vera: è la soluzione migliore per chi vuole parlare dello spettacolo a tavola.
Le pomeridiane
Il sabato 30 gennaio alle 16:30 e le domeniche alle 17:00 lasciano libera la sera: pranzo tardo all'Esquilino, teatro, cena senza fretta.
Accessibilità e informazioni pratiche
Dopo il restauro la sala dell'Ambra Jovinelli si trova cinque metri sopra il livello della strada: chi ha esigenze di accessibilità conviene che contatti il teatro prima dell'acquisto per avere indicazioni su percorsi e posti adatti.
Arrivare in tempo
Il foyer si riempie in fretta e il ritiro dei biglietti richiede qualche minuto: meglio essere in teatro almeno un quarto d'ora prima dell'inizio.
Con i ragazzi
Incendi affronta guerra, violenza e prigionia: è adatto ad adulti e a ragazzi dai sedici anni, meglio se preparati alla visione. Per le classi che studiano la tragedia greca è un ottimo complemento.
Fine gennaio e inizio febbraio a Roma
Le due settimane di Incendi cadono in un periodo tranquillo per la città: finite le feste, prima del Carnevale, con i teatri nel pieno della stagione.
Il clima
A cavallo fra gennaio e febbraio le serate sono fredde e spesso umide; un cappotto pesante e un ombrello sono la dotazione minima per il tratto a piedi dalla metro.
Gli altri spettacoli
Negli stessi giorni la città offre titoli molto diversi: alla Sala Umberto, dal 27 al 31 gennaio, la commedia di Joe Orton Ciò che vide il maggiordomo; al Teatro Brancaccio, il 27 gennaio, Il Cantico di Angelo Branduardi. Il cartellone completo dell'Ambra è sul sito ufficiale del teatro.
Domande frequenti su Incendi all'Ambra Jovinelli
Quando va in scena Incendi a Roma?
Incendi va in scena al Teatro Ambra Jovinelli dal 27 gennaio al 7 febbraio 2027, con dodici recite: alle 21:00 il 27, 29 e 30 gennaio e il 2, 4 e 6 febbraio; alle 19:30 il 28 gennaio e il 3 e 5 febbraio; alle 16:30 il 30 gennaio; alle 17:00 il 31 gennaio e il 7 febbraio.
Chi recita in Incendi all'Ambra Jovinelli?
In Incendi recitano Frédérique Loliée e Filippo Dini, con Aleksandar Cvjetkovic, Elio D'Alessandro, Gennaro Di Biase, Giovanni Drago, Barbara Mazzi, Emilia Piz e Sara Verteramo. La regia è di Marco Lorenzi, la produzione del Teatro Stabile del Veneto, Teatro Nazionale.
Di cosa parla Incendi di Wajdi Mouawad?
Incendi racconta la storia di Nawal e dei suoi figli gemelli, Jeanne e Simon, che alla morte della madre partono per il suo paese d'origine per consegnare due lettere, a un padre e a un fratello sconosciuti. È una tragedia contemporanea che riprende il mito di Edipo dal punto di vista di una donna.
Incendi è lo stesso testo del film La donna che canta?
Incendi è il testo teatrale di Wajdi Mouawad da cui Denis Villeneuve ha tratto nel 2010 il film Incendies, uscito in Italia come La donna che canta e candidato all'Oscar per il miglior film straniero. Lo spettacolo di Marco Lorenzi parte dal testo originale.
Come si comprano i biglietti di Incendi?
I biglietti di Incendi si comprano dalla pagina dello spettacolo sul sito del Teatro Ambra Jovinelli, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure alla biglietteria del teatro in via Guglielmo Pepe. I prezzi per settore sono indicati al momento dell'acquisto.
Dove si trova il Teatro Ambra Jovinelli?
Il Teatro Ambra Jovinelli si trova in via Guglielmo Pepe 43, all'Esquilino, vicino a piazza Vittorio e alla stazione Termini. La fermata più comoda è Vittorio Emanuele della metro A; per i treni regionali la stazione più vicina è Roma Laziali.
Incendi è adatto ai ragazzi?
Incendi è una tragedia che affronta guerra, violenza e prigionia: a nostro giudizio è adatta ad adulti e a ragazzi dai sedici anni, preparati alla visione. Il teatro non indica limiti d'età per lo spettacolo.
Il consiglio finale su Incendi
Incendi è lo spettacolo da scegliere per chi vuole, almeno una volta in stagione, una tragedia vera: un testo che ha fatto il giro del mondo, un regista al secondo incontro con il suo autore, un protagonista che dirige un teatro nazionale e ha scelto di tornare in scena per questa storia. Il consiglio è di prenotare in platea centrale, di scegliere la data guardando l'orario, di arrivare con il mito di Edipo in mente e senza aver visto il film, e di concedersi dopo il sipario il tempo di una passeggiata all'Esquilino: in un teatro rinato dal fuoco, le domande di Mouawad hanno bisogno di un po' di strada per sedimentare.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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