Teatro Ambra Jovinelli
Il Teatro Ambra Jovinelli è in via Guglielmo Pepe 45, a Roma, nel rione Esquilino, in un isolato che occupa più numeri civici fra piazza Guglielmo Pepe e le case popolari di via Giolitti. Il centralino e il botteghino rispondono al numero 06 83082620; l'ufficio promozione, che segue gruppi, scuole, associazioni e convenzioni, risponde al numero 06 88816460 e alla casella promozione@ambrajovinelli.org. La fermata utile è Vittorio Emanuele della metro A, da cui si arriva in cinque minuti a piedi attraversando piazza Vittorio in diagonale; dalla stazione Termini, servita dalle metro A e B e da tutti i treni regionali e ad alta velocità, si cammina fra i dieci e i dodici minuti lungo via Giolitti, un percorso piano e senza scale. Il botteghino ha una pausa estiva nel mese di agosto e riapre il primo settembre. I prezzi della stagione in corso vanno dai 35 ai 43 euro per la poltronissima, a seconda del giorno della settimana, e partono dai 17 ai 23 euro per la galleria; alcuni titoli hanno un listino proprio. I biglietti si acquistano al botteghino di via Guglielmo Pepe, per telefono e attraverso la piattaforma online autorizzata indicata sul sito ufficiale ambrajovinelli.org. Chi vuole la certezza del posto in una data precisa faccia il conto con la realtà: i titoli forti di questo teatro si esauriscono con settimane di anticipo, e il giorno stesso si trova quasi sempre solo galleria alta.
Confronta le esperienze a Roma
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✦ Il classicoTour a piedi
Roma si capisce camminando. La differenza la fa la guida, non l'itinerario: sono quasi tutti uguali sulla carta.
✦ Dopo il tramontoRoma di notte
Le stesse piazze, senza la folla e con le luci giuste. La città cambia completamente.
✦ Va a rubaColosseo, Foro e Palatino
L'ingresso a orario sparisce con giorni di anticipo in alta stagione. La versione con i sotterranei è quella che vale il s...
✦ Vieni affamatoFood tour
Non è un pranzo: sono sei-otto tappe piccole. Il valore è nei posti in cui non saresti mai entrato da solo.
✦ Vai all'aperturaMusei Vaticani e Cappella Sistina
Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.
✦ Poco camminoTour in golf cart
Il centro storico in un paio d'ore senza distruggerti i piedi, e passi dove i pullman non entrano.
✦ Dopo le 21Bar hopping e vita notturna
Tre o quattro locali con qualcuno che sa quali sono aperti quella sera. Funziona meglio da soli che in coppia.
✦ Foto garantiteVespa e Ape Calessino
In Ape ti portano loro, in Vespa guidi tu (serve la patente). Due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome.
✦ Il più scenograficoTour in sidecar
Il sidecar vintage con conducente: costa più della Vespa, ma è il giro che finisce in tutte le foto.
✦ Si mangia alla fineCorsi di cucina
Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.
✦ Anche in cittàDegustazioni di vino
In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.
✦ Fuori portaCastelli Romani
Frascati, Castel Gandolfo, il lago di Albano. Un'ora da Roma e sembra un'altra regione.
✦ Patrimonio UNESCOTivoli: Villa d'Este e Villa Adriana
Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.
✦ Prenotazione obbligatoriaGalleria Borghese
Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.
✦ SottoterraCatacombe e Appia Antica
Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.
✦ Accesso limitatoColosseo: sotterranei e arena
Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.
✦ Giornata lungaPompei e Costiera Amalfitana
Da Roma si fa in giornata, ma è una giornata vera: sveglia presto e rientro a sera.
✦ Alta velocitàFirenze in giornata
Un'ora e mezza di treno e sei sotto il Duomo. Si fa, se accetti di vedere tre cose e non dieci.
✦ Terrazza panoramicaCastel Sant'Angelo
Mausoleo, fortezza, prigione e rifugio dei papi. E la terrazza con la vista migliore su San Pietro.
✦ Libertà di scesaBus hop-on hop-off
Sali e scendi dove vuoi per 24 o 48 ore. Utile il primo giorno, per orientarsi.
✦ MareCapri e Costiera Amalfitana
Da Roma è lunga, ma in due giorni si fa con calma. In giornata solo se accetti di correre.
✦ Centro storicoTrevi, Pantheon e piazze
Il cuore barocco a piedi, più il biglietto del Pantheon che ora serve davvero.
✦ Con i bambiniScuola dei gladiatori
Due ore con la spada di legno in mano, sulla via Appia. Con i ragazzini funziona sempre.
✦ Poco sforzoSegway e monopattino
Copri il doppio del centro senza camminare. Dieci minuti di pratica e ci stai sopra.
✦ MercoledìUdienza papale
Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.
✦ Poco affollatoTerme di Caracalla
Muri alti trenta metri e quasi nessuno intorno. Uno dei posti più sottovalutati di Roma.
✦ A 30 minutiOstia Antica
La Pompei di Roma, raggiungibile col treno urbano. Strade, taverne e mosaici, senza folla.
✦ Alta velocitàNapoli e Pompei
Un'ora e dieci di treno. Il centro storico, il museo archeologico e la pizza vera.
✦ Prima dell'aperturaVaticano: ingresso anticipato
Dentro i Musei prima del pubblico. La Sistina quasi vuota è un'altra cosa.
✦ Senza faticaTour in e-bike
Le sette colline con l'assistenza al pedale. L'Appia Antica e il Gianicolo diventano facili.
Se state costruendo una serata romana e non solo una visita di monumenti, vale la pena guardare anche il resto della programmazione teatrale della città sulle pagine dedicate agli altri palcoscenici romani: il Teatro Ambra Jovinelli ha un carattere suo, molto riconoscibile, e si capisce meglio quando lo si mette accanto agli altri.

Come arrivare al Teatro Ambra Jovinelli
La geografia di questo teatro è più semplice di quanto la fama del quartiere lasci immaginare. Il Teatro Ambra Jovinelli occupa un tratto di via Guglielmo Pepe che corre parallelo al fascio dei binari di Termini, sul lato orientale dell'Esquilino, a poche decine di metri dal perimetro di piazza Vittorio Emanuele II. Chi arriva per la prima volta commette quasi sempre lo stesso errore: cerca un teatro monumentale in una piazza scenografica e passa oltre. La facciata è alta due piani e dà su una strada stretta, di quelle che a Roma non promettono nulla. Poi ci si ferma, si alza lo sguardo e si vede il frontone ondulato con la conchiglia, e si capisce di essere davanti a un pezzo di storia dello spettacolo italiano.
Il Teatro Ambra Jovinelli in metropolitana
La soluzione migliore è la linea A, fermata Vittorio Emanuele. L'uscita immette direttamente nei giardini di piazza Vittorio: si taglia il giardino verso l'angolo sud orientale, si esce su via Principe Amedeo o su via Giolitti e in cinque minuti scarsi si arriva al portone. La linea B non serve direttamente il teatro, ma si interseca con la A a Termini, quindi chiunque arrivi da Ostiense, dall'Eur o dalla zona di Bologna e Tiburtina fa un cambio solo. Attenzione a un dettaglio che chi va a teatro sottovaluta: nei giorni feriali la metropolitana romana chiude a mezzanotte circa e il venerdì e il sabato più tardi, ma gli orari cambiano nel corso dell'anno e gli spettacoli lunghi finiscono sul filo. Se uscite alle ventitré e un quarto e dovete rientrare in periferia, calcolate il rientro prima di comprare il biglietto, non dopo lo spettacolo.
Il Teatro Ambra Jovinelli a piedi da Termini
Da Termini il percorso è banale e piacevole quanto può esserlo un marciapiede lungo i binari: si esce dal fronte di via Giolitti, si prende via Giolitti verso sud est e si cammina dritti fino a incrociare via Guglielmo Pepe. Sono dieci minuti buoni, dodici se vi fermate a guardare le vetrine dei negozi cinesi e bengalesi che hanno cambiato la faccia del quartiere negli ultimi vent'anni. Il vantaggio non è banale per chi arriva da fuori Roma: si scende dal treno, si lascia il bagaglio al deposito della stazione e si va a teatro senza mai prendere un mezzo. Pochi teatri romani offrono questa comodità.
Autobus, tram e mezzi di superficie
Piazza Vittorio e via Giolitti sono attraversate da diverse linee di superficie e dai capolinea che smistano il traffico verso la zona orientale della città. I numeri delle linee cambiano con una certa frequenza per via dei cantieri e delle deviazioni: prima di contarci, conviene controllare il percorso aggiornato sui canali ufficiali del trasporto pubblico romano. Il consiglio pratico, e lo do per esperienza di gruppi accompagnati in serata, è di non affidarsi al bus per arrivare in orario a uno spettacolo dell'Esquilino. La metro A non ha traffico, i mezzi di superficie in quella zona sì.
In automobile e in taxi
Sconsigliato l'arrivo in automobile propria. L'Esquilino ha zone a traffico limitato, parcheggio in strada quasi inesistente in fascia serale e una pressione di sosta che fa perdere venti minuti anche ai romani. Chi proprio deve arrivare in macchina usi i parcheggi in struttura dell'area Termini e faccia gli ultimi minuti a piedi. Il taxi funziona bene, con una avvertenza che vale in tutta Roma: all'uscita degli spettacoli, quando escono insieme cinquecento persone, i taxi liberi spariscono. Prenotatelo prima dell'inizio del secondo tempo o incamminatevi verso Termini, dove il posteggio è sempre presidiato.
Biglietti, prezzi e abbonamenti del Teatro Ambra Jovinelli
Il sistema dei prezzi del Teatro Ambra Jovinelli segue la logica dei teatri privati romani: settori, giorni della settimana e riduzioni. La poltronissima, cioè le prime file della platea, va dai 35 ai 43 euro; la galleria parte dai 17 ai 23 euro. In mezzo ci sono i settori intermedi di platea. Il prezzo più alto tocca al sabato sera e alle domeniche pomeridiane dei titoli di richiamo, il più basso agli infrasettimanali. Alcuni spettacoli hanno un listino separato, più alto, quando l'allestimento è particolarmente costoso o il cast di grande richiamo.
Il botteghino del Teatro Ambra Jovinelli
Il botteghino è al civico 45 di via Guglielmo Pepe, nello stesso corpo di fabbrica del teatro, e ha due vite: quella diurna, con orari continuati nei giorni di apertura della stagione, e quella serale, quando apre circa un'ora prima dell'inizio per la vendita del solo spettacolo in programma. Nel mese di agosto la biglietteria resta chiusa e riapre il primo settembre. Gli orari esatti variano di mese in mese, quindi conviene sempre un controllo sul sito ufficiale prima di presentarsi allo sportello. Un consiglio da professionista: se dovete comprare più di due biglietti o volete scegliere fisicamente i posti guardando la pianta, andate allo sportello di persona in orario diurno. In dieci minuti risolvete quello che online diventa una lotteria di poltrone sparse.
Gli abbonamenti del Teatro Ambra Jovinelli
La stagione propone formule di abbonamento a turno fisso, che assegnano lo stesso posto nello stesso giorno della settimana per tutti i titoli, e formule a scelta libera, che danno un pacchetto di ingressi da usare quando si vuole. Esiste una formula dedicata agli under 30 e la possibilità di regalare una gift card, che è la soluzione più intelligente per chi vuole fare un regalo a una persona che ama il teatro ma non sa quale titolo le piacerà. Se andate a teatro più di quattro volte l'anno, l'abbonamento a scelta libera si ripaga da solo. Se ci andate due volte, non conviene: comprate i singoli titoli e scegliete bene.
Gruppi, scuole e promozioni al Teatro Ambra Jovinelli
L'ufficio promozione del Teatro Ambra Jovinelli lavora con scuole, università, associazioni e aziende, e applica tariffe dedicate a partire da soglie minime di partecipanti. Il contatto è il numero 06 88816460 e l'indirizzo promozione@ambrajovinelli.org. Per chi organizza una serata aziendale o una uscita di gruppo, questo è il canale corretto: la richiesta va fatta con settimane di anticipo, perché i blocchi di posti contigui in platea si esauriscono per primi. Chi costruisce programmi per gruppi in arrivo da fuori Roma può appoggiarsi a un supporto professionale per la parte logistica: la rete di TourLeaderPro per i viaggi di gruppo in Italia lavora esattamente su questo, incastrare orari, trasferimenti e cene attorno a un impegno serale che non ammette ritardi.

Una curiosità su Teatro Ambra Jovinelli
La curiosità vera non riguarda un attore, ma una lettera dell'alfabeto. Negli anni Cinquanta il teatro di via Guglielmo Pepe smise di chiamarsi soltanto Jovinelli e prese il nome con cui lo conosciamo oggi: Ambra Jovinelli. Non fu un omaggio a una donna, né il nome di una proprietaria, né un riferimento poetico al colore delle luci di sala. Fu una mossa di marketing calcolata con freddezza. In quegli anni i quotidiani pubblicavano ogni giorno il tamburino, cioè l'elenco dei cinematografi e dei teatri della città con i rispettivi programmi, e quell'elenco era in ordine alfabetico. Un teatro che cominciava per J finiva nella parte bassa della colonna, dove l'occhio del lettore arrivava stanco o non arrivava affatto. Anteponendo la parola Ambra, la sala schizzava nelle primissime righe della lista, subito dopo i nomi che iniziavano per A. Il pubblico degli anni Cinquanta sceglieva il film o l'avanspettacolo scorrendo quella colonna con il dito, esattamente come oggi si scorre un elenco di risultati su uno schermo: chi era in alto vendeva più biglietti.
Trovo che sia una delle storie più istruttive della Roma dello spettacolo, e la racconto sempre ai gruppi che accompagno davanti a quella facciata. Ci dice due cose. La prima è che la competizione per l'attenzione del pubblico non l ha inventata internet: esisteva già, su carta, con regole altrettanto spietate. La seconda è che quel nome, nato come espediente commerciale in un momento di declino, è sopravvissuto al declino stesso, all'incendio, all'abbandono e al restauro, e oggi è il nome con cui una istituzione teatrale seria si presenta a livello nazionale. Un trucchetto da tamburino è diventato una identità. Se cercate un esempio di come la storia romana trasformi il ripiego in tradizione, il Teatro Ambra Jovinelli ne è la prova in due parole.
Le origini del Teatro Ambra Jovinelli: dal baraccone di legno al liberty
Prima del teatro in muratura, sull'area esisteva una costruzione in legno, un baraccone da spettacolo popolare piantato nella piazza Guglielmo Pepe di fine Ottocento, una piazza che oggi non esiste più nella forma di allora, cancellata dalle ristrutturazioni urbanistiche del quartiere. Era il tipo di struttura che a Roma si montava e si smontava, dove si faceva varietà povero, canzonette, numeri di forza. Da lì nasce tutto. L'impresario Giuseppe Jovinelli decise che quel pubblico meritava un edificio vero, stabile, riscaldato, illuminato e soprattutto bello, e che il varietà non doveva restare per sempre il parente povero della prosa.
I primi progetti per la nuova sala portano le firme di Pietro Chiodelli e Giacomo Radiconcini. I lavori partirono nel 1906, e nel 1907 subentrò come progettista Ulderico Bencivenga, che è l'ingegnere a cui si deve la fisionomia dell'edificio come lo vediamo oggi. Su questo punto vale la pena essere precisi, perché in giro circolano attribuzioni diverse e più prestigiose: la paternità documentata dell'Ambra Jovinelli è quella di Bencivenga, subentrato a cantiere aperto, e non di architetti più celebri attivi a Roma in quegli stessi anni. L'inaugurazione avvenne il 3 marzo 1909.
Chi era Giuseppe Jovinelli
Giuseppe Jovinelli era un impresario teatrale, cioè un imprenditore dello spettacolo nel senso più pieno del termine: metteva il capitale, sceglieva gli artisti, negoziava le scritture, riempiva la sala. Non era un mecenate e non fingeva di esserlo. La sua intuizione fu commerciale prima che artistica, ed è questo che la rende interessante. Aveva capito che il pubblico popolare romano, quello degli operai dell'Esquilino, dei ferrovieri, dei bottegai e degli impiegati, era disposto a pagare per una serata di risate a patto di sentirsi trattato con rispetto. Da qui la scelta di dare al varietà un contenitore degno di un teatro di prosa: velluti rossi, palchi a ferro di cavallo, lampadari, colonnine in ghisa. Un pubblico che entra in una sala bella si comporta bene e torna. È una lezione di gestione che molti teatri hanno dimenticato.
L'architettura liberty del Teatro Ambra Jovinelli
Il Teatro Ambra Jovinelli ha una particolarità che i romani stessi ignorano: è l'unico teatro di Roma costruito in stile liberty. Il liberty italiano, cioè la versione nostrana dell'art nouveau, a Roma ha lasciato quartieri interi di villini, il Coppedè, qualche palazzina all'Esquilino e al Nomentano, ma quasi nessun edificio pubblico di spettacolo. Qui sì. E la cosa ha una logica storica: nel 1909 il liberty era lo stile moderno per eccellenza, quello che diceva al pubblico che si entrava in un luogo contemporaneo, non in un tempio neoclassico. Jovinelli voleva vendere modernità, e comprò lo stile che la rappresentava.
La facciata del Teatro Ambra Jovinelli
Il corpo centrale si sviluppa su due piani, con colori chiari e ampie aperture, ed è coronato da un frontone a linee arcuate che è l'elemento più riconoscibile del prospetto. Il pian terreno presentava tre porte con arco a tutto sesto, dalle quali si accedeva al foyer che immetteva gli spettatori direttamente in sala, posta sul piano stradale. È un dettaglio che dice molto sulla concezione originaria: nessuna scalinata monumentale, nessun rito di ascesa. Si entra dalla strada e ci si trova in platea. Un teatro per gente che veniva dal lavoro.
Ai lati del prospetto frontale due finestre riprendevano la linea delle porte, separate da queste dalle bacheche per le locandine, che nel varietà erano l'equivalente di un manifesto pubblicitario quotidiano: cambiavano ogni settimana, a volte ogni giorno. Il secondo piano, che ospitava uffici, camerini e, nel soprapalco, le attrezzature di scena, ripeteva tre porte identiche a quelle del pian terreno, dando al prospetto una simmetria che il liberty ammorbidiva con la decorazione.
Le aquile e la conchiglia del Teatro Ambra Jovinelli
L'intera facciata è percorsa da lesene in stucco decorate in basso da fiori in gesso. Le due lesene centrali terminano sul tetto, dove erano collocate due sculture a forma di aquila. La trabeazione sulla sommità dell'edificio si presenta come una sinuosa onda di gusto tipicamente floreale, e al suo centro campeggia una conchiglia con un volto umano. Poco al di sotto, una targa con la scritta Teatro Jovinelli. Se dovete guardare una cosa sola della facciata, guardate quella conchiglia: è il pezzo di liberty più autentico dell'edificio, e il volto umano incastonato al centro è esattamente il tipo di invenzione decorativa che rende riconoscibile lo stile.
La sala a ferro di cavallo del Teatro Ambra Jovinelli
Pagato il biglietto, lo spettatore del 1909 entrava in una sala curata e di ricercato lusso. La platea contava più di 600 poltrone rivestite in velluto rosso. Una fila di palchi sovrastava la sala a forma di ferro di cavallo, come a imitare la struttura dei grandi teatri d'opera, mentre una galleria sovrastante i palchi, con gradoni ascendenti, completava lo spazio per gli spettatori. La capienza totale toccava i mille posti. Colonnine in ghisa decoravano la struttura interna e si chiudevano in archi ricchi di decorazioni floreali alla sommità della galleria. Velluto rosso ricopriva tutti gli interni e grandi lampadari illuminavano l'ambiente.
Mille posti per un teatro di varietà di quartiere sono un numero enorme, che dà la misura di quanto fosse di massa quel tipo di intrattenimento prima del cinema. Un comico che riempiva quella sala sei sere a settimana parlava a seimila persone: nessun altro mezzo, all'epoca, aveva quella portata a Roma.
La targa G. Jovinelli, 1909
Sulla sommità dell'arcoscenico, cioè della grande cornice che incornicia il palcoscenico, è ancora oggi visibile una targa con la scritta G. Jovinelli, 1909. È l'elemento che collega fisicamente la sala restaurata alla sala originale e il primo dettaglio che indico a chi entra per la prima volta. Alzate lo sguardo prima che si spengano le luci: quella scritta ha attraversato il varietà, la censura fascista, la boxe, il cinema a luci rosse, un incendio e vent'anni di abbandono.
La modernità impiantistica del Teatro Ambra Jovinelli
La modernità era la parola d'ordine sotto la quale il teatro era stato progettato. Erano presenti impianti di ventilazione e di riscaldamento, e l'illuminazione era totalmente elettrica. Nel 1909, in un quartiere popolare, questo significava un investimento notevole e un argomento di vendita esplicito: si andava allo Jovinelli anche perché non si soffocava d'estate e non si tremava d'inverno. Il pubblico di allora non lo dava per scontato, e la concorrenza dei baracconi in legno non poteva competere.

Una cosa che non ti dice nessuno su Teatro Ambra Jovinelli
Nessuna guida lo scrive, ma per una quindicina d'anni, fra gli anni Quaranta e Cinquanta, il Teatro Ambra Jovinelli fu una delle principali arene di pugilato di Roma. Non un evento occasionale: moltissime riunioni di boxe, con un successo di pubblico che le cronache dell'epoca registrano come eccezionale. La sala funzionò come una sorta di palasport ante litteram, in una città che di impianti sportivi al coperto praticamente non ne aveva. Si smontavano o si coprivano le prime file, si montava il quadrato sotto l'arcoscenico liberty, e la galleria a gradoni ascendenti, progettata perché tutti vedessero un macchiettista, si rivelò perfetta perché tutti vedessero un incontro sui dodici round.
Provate a tenere insieme le due immagini. Lo stesso spazio in cui Petrolini aveva fatto ridere la Roma prebellica ospitava, trent'anni dopo, il fumo, le urla e il sangue delle riunioni pugilistiche, con i lampadari accesi sopra il ring e il velluto rosso a fare da fondale. In quegli stessi anni il cartellone alternava incontri di boxe, concorsi canori, cabaret e avanspettacolo, cioè qualunque cosa tenesse in piedi l'incasso. Quando si dice che un teatro popolare romano faceva di tutto per sopravvivere, non è una figura retorica: qui è documentato.
C è un secondo elemento che non trovate raccontato quasi da nessuna parte, ed è quanto poco sia rimasto dell'edificio del 1909. L'incendio del 1982 bruciò la struttura, e di quel teatro sopravvisse sostanzialmente il fronte su strada. Quello che si visita oggi è il risultato di un ricostruzione integrale dietro una facciata vincolata, con una cubatura molto maggiore di quella originale. Chi entra convinto di sedersi nella platea di Totò sta inseguendo un fantasma: la sala è una ricostruzione filologica nelle forme, non un ambiente conservato. Questo non toglie nulla al valore del luogo, ma cambia il modo in cui lo si guarda, e vale la pena saperlo prima.
L'età d'oro del varietà al Teatro Ambra Jovinelli
Negli anni precedenti la prima guerra mondiale il Teatro Jovinelli divenne uno dei più importanti teatri di varietà della capitale. Per capire cosa significasse, bisogna dimenticare l'idea moderna di spettacolo unitario. Il programma di una serata comprendeva numeri diversi, uno dopo l'altro, in genere canzonettiste e duettisti, attori comici e macchiettisti, danzatrici, acrobati e trasformisti. Durava ore. Il pubblico entrava e usciva, mangiava, fumava, commentava ad alta voce, fischiava chi non funzionava e reclamava il bis di chi funzionava. Era un laboratorio spietato e formidabile: un numero debole veniva eliminato dal cartellone nel giro di due sere.
Ettore Petrolini al Teatro Ambra Jovinelli
Ettore Petrolini, nato a Roma il 12 gennaio 1884 e morto il 29 giugno 1936, è il nome più grande legato a questo palcoscenico. Cresciuto nel rione Monti, dove si guadagnò il soprannome di er roscietto de li Monti, aveva cominciato intorno al 1900 con il nome d'arte di Ettore Loris nei locali più modesti, era passato ai caffè concerto e nel 1903 aveva ripreso il proprio cognome affermandosi come macchiettista. Dopo una tournée sudamericana nel 1907, che fu la svolta della sua carriera, arrivarono le scritture nei teatri romani che contavano, fra cui il Jovinelli e il Sala Umberto. Nel 1910 ottenne qui la sua prima scrittura importante.
Petrolini è l'inventore di maschere che sono entrate nella lingua italiana, da Gigi er bullo a Gastone, e fu chiamato il re dello sberleffo per una satira che colpiva l'ipocrisia borghese e arrivò a lambire il fascismo. Smise di recitare nel 1935 per gravi problemi cardiaci e morì l'anno successivo a cinquantadue anni. La battuta che gli viene attribuita in punto di morte, che vergogna morire a cinquant'anni, è coerente con il personaggio. Riposa al Verano. La mia opinione netta: senza il pubblico durissimo dei teatri di varietà come il Jovinelli, Petrolini non sarebbe diventato Petrolini. Una sala educata non gli avrebbe insegnato niente.
Raffaele Viviani e Gustavo De Marco
Fra i comici che si esibirono al Teatro Jovinelli nei primi anni ci fu Raffaele Viviani, napoletano, che portò a Roma un repertorio di figure popolari destinato a diventare teatro d'autore vero e proprio. E ci fu Gustavo De Marco, oggi quasi dimenticato, che su quello stesso palcoscenico ebbe un successo grandissimo negli anni precedenti la guerra. Il nome di De Marco conta più di quanto la sua fama attuale suggerisca, per una ragione che si capisce leggendo il paragrafo seguente.
Il debutto di Totò al Teatro Ambra Jovinelli
Fra il 1919 e il 1920 al Teatro Jovinelli fece il suo debutto Totò, che raccontò poi il suo incontro con l'impresario nel libro Siamo uomini o caporali. Si presentò come imitatore di Gustavo De Marco, cioè copiando il repertorio del comico che quel pubblico aveva amato prima della guerra. Non era una scorciatoia disonesta: nel varietà l'imitazione di un numero celebre era una categoria riconosciuta, un modo per entrare in scena con un biglietto da visita che il pubblico capiva al volo. Funzionò. Totò divenne subito un beniamino del pubblico e restò allo Jovinelli fino al 1921, circa tre anni di permanenza per l'enorme richiesta della sala.
Qui vale la pena fermarsi un momento. Il ragazzo napoletano che entrò da quella porta imitando un altro ne uscì avendo trovato la propria fisicità scomposta, la marionetta snodata che diventerà il marchio del più grande comico italiano del Novecento. Il Teatro Ambra Jovinelli è il luogo dove quella trasformazione è avvenuta, sera dopo sera, davanti a un pubblico che pagava poco e perdonava nulla.

Dal varietà all'avanspettacolo: il declino del Teatro Ambra Jovinelli
Dopo la Grande Guerra il teatro di varietà subì pesantemente la concorrenza del cinema, con il conseguente cambio di cartellone dal varietà all'avanspettacolo. La differenza non è nominale. Nel varietà lo spettacolo dal vivo era il piatto unico; nell'avanspettacolo diventava l'antipasto, il numero che precedeva la proiezione del film, con tempi contratti, budget più bassi e artisti pagati meno. Il declino di una forma d'arte passa quasi sempre per una riorganizzazione del palinsesto, e questo ne è il caso di scuola.
La censura e gli incentivi al cinema
Il vaglio del fascismo fece il resto. Le dure leggi contro il teatro dialettale e la satira politica debilitarono fortemente l'offerta del teatro, privandolo esattamente di ciò che lo rendeva vivo: la lingua del quartiere e la possibilità di ridere del potere. Nel frattempo il regime destinava incentivi consistenti all'industria cinematografica, preferita allo spettacolo dal vivo perché tecnicamente riproducibile e quindi controllabile, distribuibile e censurabile a monte. Il varietà romano non fu ucciso da un decreto: fu asfissiato da una politica industriale. Lo Jovinelli si avviò definitivamente verso il declino.
Il Teatro Ambra Jovinelli diventa cinema varietà
Votato ormai all'avanspettacolo alternato alle sole proiezioni cinematografiche, lo Jovinelli si trasformò in cinema varietà negli anni Cinquanta, assumendo il nome Ambra Jovinelli per le ragioni di tamburino raccontate più sopra. Il cartellone di quegli anni è un elenco di espedienti: incontri di boxe, concorsi canori, cabaret, avanspettacolo. Un teatro che fa tutto è un teatro che non sa più cosa fare, e i conti lo dicevano prima ancora delle recensioni.
Il consiglio che ti do per visitare Teatro Ambra Jovinelli
Il consiglio è uno solo e vale più di dieci accorgimenti minori: scegliete il posto in base al tipo di spettacolo, non in base al prezzo. Il Teatro Ambra Jovinelli ha una sala a ferro di cavallo con platea, palchi e galleria, e ciascun settore serve un genere diverso. Per un monologo comico o per uno spettacolo di parola, dove tutto passa dal viso e dai tempi dell'attore, la platea centrale dalla quarta all'ottava fila è il punto migliore in assoluto: si legge l'espressione, si sente la respirazione della sala e si ride insieme agli altri, che nel comico è metà dell'esperienza. Per una prosa corale con molti interpreti in scena, o per uno spettacolo con impianto scenografico importante, la prima galleria frontale è superiore: si vede la geometria del palco, si capiscono i movimenti e si spende la metà. Le prime due file di platea sono le peggiori del teatro, checché ne dica il listino: si guarda dal basso verso l'alto, si perde la profondità della scena e dopo un'ora il collo se ne accorge.
Secondo consiglio, di ordine pratico. Arrivate con venticinque minuti di anticipo. Non per il rito dell'aperitivo, ma perché il Teatro Ambra Jovinelli è un teatro senza grandi spazi di distribuzione: il foyer è quello di un edificio del 1909 che dà direttamente sulla strada, e quando cinquecento persone convergono negli ultimi dieci minuti si crea un imbuto reale. Chi arriva presto entra, prende posto, guarda la sala con calma e legge il programma. Chi arriva in ritardo, in molti spettacoli, resta fuori fino al primo cambio scena, e con i monologhi comici il primo cambio scena può non arrivare mai.
Terzo: verificate sempre sul sito ufficiale l'orario del titolo che avete scelto. Questo teatro alterna serali e pomeridiane, e le domeniche pomeridiane hanno orari che cambiano da produzione a produzione. È l'errore più frequente che vedo commettere, e non ha rimedio: un biglietto per uno spettacolo già cominciato resta un biglietto sprecato.
Perché il Teatro Ambra Jovinelli si chiama così
Il cognome è quello del fondatore, Giuseppe Jovinelli, che al teatro diede il proprio nome come si faceva allora con le imprese di famiglia, ed è lo stesso cognome che compare nella targa dell'arcoscenico datata 1909. La parola Ambra, come si è visto, arrivò mezzo secolo dopo e per ragioni di posizionamento nelle liste dei giornali. La famiglia Jovinelli mantenne la proprietà dello stabile fino alla vendita, avvenuta dopo l'incendio. Oggi il nome completo è quello di un marchio culturale riconosciuto a livello nazionale, e chi lavora nel teatro italiano lo cita per esteso senza pensare più all'origine commerciale della prima parola.
Il Teatro Ambra Jovinelli fra spogliarelli, film erotici e incendio
Negli anni Sessanta l'Ambra Jovinelli ripiegò prima sulle sole proiezioni cinematografiche, poi sugli spettacoli di spogliarello seguiti da film erotici di gusto affine. Negli anni Settanta era diventato definitivamente un cinema a luci rosse. È la parte della storia che nessuno racconta volentieri e che invece va raccontata, perché spiega il quartiere, l'epoca e il modo in cui Roma ha trattato il proprio patrimonio teatrale minore. Nel giro di sessant'anni la stessa sala era passata dal lusso liberty di Jovinelli al sottoscala della pornografia urbana.
L'incendio del 29 aprile 1982
Il 29 aprile 1982 un incendio, causato da un malfunzionamento tecnico, bruciò l'intera struttura e ne decretò alcuni anni dopo la definitiva chiusura e l'abbandono. Sopravvisse in sostanza la facciata. La famiglia Jovinelli mise in vendita lo stabile, che nel 1990 fu acquistato da una società milanese la quale non rese noti i progetti per cui lo aveva comprato. Per quasi vent'anni, in una strada a dieci minuti da Termini, è rimasto uno scheletro annerito con una conchiglia liberty in cima. Chi ha vissuto l'Esquilino di quegli anni se lo ricorda bene.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Tutti sanno che il Teatro Ambra Jovinelli è stato restaurato e riaperto. Quasi nessuno ricorda che a salvarlo non fu un piano pubblico, né un mecenate, né il proprietario: fu una occupazione. Nel luglio del 1996 un gruppo di giovani artisti e intellettuali si mobilitò per il recupero del teatro e organizzò dentro la costruzione fatiscente una serie di spettacoli teatrali e mostre monografiche, con l'intento dichiarato di destare l'attenzione dell'opinione pubblica. Facevano spettacolo fra i muri bruciati. Non era una provocazione estetica: era l'unico modo per rendere visibile un rudere che la città aveva rimosso.
Funzionò. Con ogni probabilità fu proprio grazie a quella iniziativa che nel 1997 la facciata dello stabile fu posta sotto il vincolo del Ministero per i Beni e le Attività culturali. Da quel momento l'edificio non poteva più essere demolito né snaturato nel suo fronte, e qualunque progetto sull'area doveva fare i conti con il liberty di Bencivenga. Il restauro e la rinascita del Teatro Ambra Jovinelli cominciano da lì, da un atto di disobbedienza organizzata di un gruppo di artisti senza potere.
Vale la pena ricordarlo ogni volta che si compra un biglietto in via Guglielmo Pepe. La storia ufficiale dei teatri racconta fondatori, direttori artistici e sovrintendenti. Questa sala deve la propria esistenza attuale a persone di cui nessuna targa porta il nome. È il fatto più risaputo e meno citato dell'intera vicenda, e a mio parere il più bello.

Il restauro e la riapertura del Teatro Ambra Jovinelli
I lavori di restauro, condotti fra il 1998 e il 2000, riportarono l'Ambra Jovinelli alle fattezze dei primi del Novecento, triplicando però la cubatura dello stabile. Il dato tecnico va letto con attenzione: dietro una facciata vincolata si è costruito un organismo teatrale contemporaneo, molto più grande dell'originale, capace di ospitare produzioni moderne con esigenze tecniche che il 1909 non poteva immaginare. Furono ricavati una sala ridotta, battezzata Piccolo Jovinelli, un bar e una serie di locali sotterranei.
Il Piccolo Jovinelli
La sala ridotta è l'elemento che distingue il Teatro Ambra Jovinelli dalla maggior parte dei teatri privati romani di pari dimensione. Avere un secondo spazio, più piccolo, consente di programmare in parallelo prime prove, formati brevi, incontri e produzioni indipendenti che in sala grande non reggerebbero i conti. È una scelta gestionale che ha effetti visibili sul cartellone: la ricerca non deve competere con il botteghino della sala principale.
La riapertura del 2001 e la direzione di Serena Dandini
Dopo il completo restauro e il recupero dell'intera struttura, nel gennaio 2001, il 25 del mese, il Teatro Ambra Jovinelli riaprì come teatro comico, con la direzione artistica di Serena Dandini e la direzione di sala di Antonino de Pasquale. La scelta di affidare un teatro storico del varietà a una autrice televisiva di satira fu coerente e coraggiosa insieme: significava riconoscere che l'erede naturale del macchiettista di inizio Novecento era il comico di scrittura contemporaneo. La direzione Dandini proseguì fino al giugno 2009, quando il teatro chiuse nuovamente.
La ripartenza del 2010 e la direzione di Fabrizia Pompilio
Il 26 dicembre 2010 debuttò il primo spettacolo organizzato sotto la nuova gestione. La direzione artistica di Fabrizia Pompilio riportò in pochi anni il Teatro Ambra Jovinelli agli antichi fasti, portando la fama del teatro oltre i confini della capitale e rendendolo uno dei punti di riferimento nazionali per la comicità contemporanea e per la prosa d'autore. È la fase in cui ci troviamo oggi, e i numeri del cartellone lo confermano stagione dopo stagione.
La foto giusta da fare a Teatro Ambra Jovinelli
La foto giusta al Teatro Ambra Jovinelli è quella della facciata al crepuscolo, scattata dal marciapiede opposto di via Guglielmo Pepe, con l'inquadratura verticale che prende tutto il frontone ondulato e la conchiglia con il volto umano. Il momento è preciso: i venti minuti che seguono il tramonto, quando le luci del teatro sono già accese e il cielo non è ancora nero. In quella finestra il bianco dell'intonaco e i gialli delle lampade stanno nello stesso intervallo di esposizione, e la conchiglia si stacca dal frontone senza bruciare. Mezz'ora dopo il cielo diventa un buco nero e la facciata sembra un fondale di cartone.
Una avvertenza sul luogo dello scatto: via Guglielmo Pepe è stretta, quindi con un obiettivo standard non prendete l'intero prospetto. Servono un grandangolo moderato oppure la scelta consapevole di inquadrare solo la parte alta, che è comunque la più interessante. Se avete solo il telefono, fate due scatti: uno verticale sulla porzione centrale con il frontone, uno orizzontale ravvicinato sulla conchiglia e sulle lesene in stucco con i fiori in gesso. Il secondo è quello che nessuno ha.
Dentro il teatro le regole sono quelle di qualunque sala italiana: durante lo spettacolo non si fotografa e non si riprende, e il divieto è serio, sia per il diritto d'autore sia perché uno schermo acceso in platea rovina la serata a venti persone. Prima dell'inizio, invece, con le luci di sala accese, la foto della sala vuota dalla galleria è consentita in molte occasioni e, quando lo è, è la più bella dell'intero teatro: si vede il ferro di cavallo, si vedono i velluti e in alto sull'arcoscenico si legge la targa G. Jovinelli, 1909. Chiedete al personale di sala prima di scattare. Un teatro che ha attraversato un incendio e vent'anni di abbandono merita almeno la cortesia di una domanda.
La stagione del Teatro Ambra Jovinelli
La stagione 2026 e 2027 del Teatro Ambra Jovinelli è la fotografia più chiara di cosa sia diventato questo teatro: un luogo dove la comicità di scrittura, la prosa contemporanea e i nomi del cinema italiano si alternano sullo stesso palcoscenico. Si apre a fine settembre con Desert Films di James Franco, dal 29 settembre al 4 ottobre 2026, e si prosegue con Tutti gli uomini che non sono dal 6 all 11 ottobre e con L'Apocalisse dal 21 al 25 ottobre.
L'autunno al Teatro Ambra Jovinelli
Fine ottobre porta Luca Bizzarri con Non hanno un dubbio, il 29 e 30 ottobre. Novembre è il mese più fitto e più vario: Drag Ring il 5 e 6, Arianna Porcelli Safonov con O Diario il 7 e 8, Svelarsi il 9 e 10 in una formula riservata a un pubblico di sole donne, quindi Closer dall 11 al 22 novembre e Le Ultime Lune dal 25 novembre al 6 dicembre. Chi conosce il testo di Closer sa che è una delle prove d'attore più difficili del repertorio contemporaneo: quattro personaggi, nessuna via di fuga, un meccanismo di crudeltà sentimentale che in una sala da mille posti funziona solo se la regia tiene i tempi.
L'inverno al Teatro Ambra Jovinelli
Dicembre propone Figli dal 9 al 20, e poi arriva il titolo che occupa il periodo delle feste: Ruoli Secondari di Ferzan Özpetek, dal 22 dicembre 2026 al 10 gennaio 2027. Il passaggio di un regista di cinema alla regia teatrale nel periodo di maggior afflusso è una scommessa che questo teatro fa spesso e che, nella mia esperienza di spettatore, funziona quando il regista accetta le regole del palcoscenico invece di imporgli quelle dell'inquadratura. Gennaio prosegue con La cosa giusta dal 13 al 24 e con Incendi dal 27 gennaio al 7 febbraio. Febbraio porta Educazione Sentimentale dal 10 al 21 e poi Otello, dal 24 febbraio al 7 marzo.
La primavera al Teatro Ambra Jovinelli
Da marzo la stagione si chiude con Le nostre donne dal 10 al 21 marzo, Molière e l'arte della beffa dal 31 marzo all 11 aprile, Scheda Bianca dal 14 al 25 aprile, Vincenzo Comunale con Prima pagina il 29 aprile, Capitol Ho dal 5 al 16 maggio e infine Perfetti Sconosciuti di Paolo Genovese dal 19 al 23 maggio. Un consiglio secco, da chi guarda i cartelloni da vent'anni: i titoli che derivano da film di grande successo vendono per primi e si esauriscono prima di Natale. Se vi interessano, comprate in autunno.

Come si vive davvero una serata al Teatro Ambra Jovinelli
Gli spettacoli serali della prosa romana cominciano di norma fra le venti e le ventuno, con variazioni per titolo, e le pomeridiane domenicali nel primo pomeriggio. Considerate una durata media fra un'ora e quaranta e due ore e mezza, con o senza intervallo a seconda della produzione. I monologhi comici, che sono la specialità della casa, spesso si fanno senza intervallo: un elemento da tenere presente se avete bambini o se avete una cena prenotata.
Abbigliamento e galateo di sala
Non esiste un codice di abbigliamento. Al Teatro Ambra Jovinelli si entra vestiti come si è, e questa informalità appartiene alla sua storia popolare, non è una concessione recente. Quello che invece conta, e molto, è il silenzio: le sale a ferro di cavallo hanno una acustica generosa che porta in palcoscenico anche i commenti sussurrati in quinta fila. Telefono in modalità silenziosa e schermo spento, non abbassato.
Bar, guardaroba e servizi
Il teatro dispone di un bar ricavato nella ristrutturazione, che funziona prima dello spettacolo e nell'intervallo. Per guardaroba, deposito bagagli e servizi specifici conviene chiedere al personale di sala o informarsi in biglietteria: sono aspetti che dipendono dalla produzione in cartellone e dall'affluenza della serata. Per chi arriva direttamente dalla stazione con una valigia, la soluzione più sensata resta il deposito bagagli di Termini prima di incamminarsi.
Dove cenare prima o dopo lo spettacolo
L'Esquilino è uno dei quartieri più interessanti di Roma per mangiare, con una densità di cucine asiatiche, indiane, bengalesi e cinesi che nessun altro rione offre, e con una tradizione romana che resiste nelle trattorie di via dei Serpenti e dintorni a dieci minuti di cammino. Il consiglio pratico è controintuitivo: cenate dopo, non prima. Prima dello spettacolo si mangia di corsa guardando l'orologio, e nel raggio di trecento metri dal teatro alle diciannove e trenta i locali sono pieni di gente con lo stesso problema. Dopo le ventitré, invece, l'Esquilino è uno dei pochi quartieri romani dove si trova ancora una cucina aperta.
Il Teatro Ambra Jovinelli con i bambini e con i ragazzi
Il Teatro Ambra Jovinelli non è un teatro per ragazzi e non ha una stagione dedicata all'infanzia: la sua programmazione è di prosa contemporanea e comicità adulta, con testi che affrontano temi sentimentali, politici e sociali senza filtri. Per i bambini sotto i dieci anni, salvo titoli specifici, non è la scelta giusta. Diverso il discorso per gli adolescenti dai quattordici anni in su: molti dei testi in cartellone, dai classici riletti ai monologhi civili, funzionano benissimo come primo incontro serio con il teatro, e la formula under 30 rende la cosa sostenibile anche per le famiglie. Se dovete scegliere un titolo per un ragazzo, prendete una prosa di parola con un attore forte piuttosto che uno spettacolo comico costruito sull'attualità: la comicità invecchia in fretta e richiede riferimenti che a quindici anni spesso mancano.
Accessibilità del Teatro Ambra Jovinelli
Il teatro prevede accoglienza per spettatori con disabilità, con posti dedicati in sala. Poiché l'edificio conserva l'impianto del 1909 nell'accesso dalla strada e la disponibilità dei posti riservati è limitata per ogni recita, la prassi corretta è segnalare la propria esigenza in fase di acquisto, telefonando in biglietteria al 06 83082620, e non presentarsi con il biglietto già comprato online sperando in una sistemazione dell'ultimo minuto. Il personale di sala di questo teatro, va detto, è fra i più efficienti di Roma nella gestione dell'ingresso assistito, ma ha bisogno di saperlo prima. Per ogni informazione puntuale su servizi igienici accessibili, percorsi e accompagnatori, il riferimento è il sito ufficiale ambrajovinelli.org.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il primo avvenimento è l'inaugurazione, il 3 marzo 1909. Un teatro di varietà da mille posti, con riscaldamento, ventilazione e luce elettrica, in un quartiere di ferrovieri e piccoli commercianti, era un fatto cittadino. Il secondo è il 1910, l'anno in cui Ettore Petrolini ottenne qui la sua prima scrittura importante: non un debutto assoluto, ma il passaggio dalla categoria dei numeri minori a quella dei nomi che si mettevano in cartellone. Il terzo è il biennio 1919 e 1920, con il debutto romano di Totò e la sua permanenza fino al 1921. Tre date, e già la storia della comicità italiana del Novecento è tutta dentro questa sala.
Il quarto avvenimento è collettivo e dura anni: le riunioni di pugilato degli anni Quaranta e Cinquanta, quando il Teatro Ambra Jovinelli funzionò come palasport prima che Roma avesse un palasport, con un successo di pubblico che le cronache registrano come eccezionale. Il quinto è il cambio di nome degli anni Cinquanta, l'aggiunta della parola Ambra per conquistare le prime righe dei tamburini dei giornali: un fatto minuscolo e rivelatore, che segna il momento in cui il teatro smette di competere con altri teatri e comincia a competere con i cinematografi.
Il sesto avvenimento è il 29 aprile 1982, l'incendio provocato da un malfunzionamento tecnico che bruciò l'intera struttura e portò, pochi anni dopo, alla chiusura e all'abbandono. Il settimo è il luglio 1996, quando un gruppo di giovani artisti e intellettuali entrò nel rudere e vi organizzò spettacoli teatrali e mostre monografiche per costringere la città a guardare. L'ottavo è il 1997, l'anno del vincolo ministeriale sulla facciata, che rese l'edificio intoccabile. Il nono è la riapertura del 25 gennaio 2001, con la direzione artistica di Serena Dandini: novantadue anni dopo l'inaugurazione, la stessa facciata liberty tornava a illuminarsi per uno spettacolo comico. Il decimo è il 26 dicembre 2010, il debutto del primo spettacolo della gestione attuale dopo la chiusura del giugno 2009, cioè il momento in cui il Teatro Ambra Jovinelli ha smesso di essere una bella storia di recupero ed è tornato a essere un teatro che lavora tutti i giorni.
Chi è passato da Teatro Ambra Jovinelli
L'elenco di chi è passato da questo palcoscenico è uno dei più densi di Roma, e attraversa un secolo intero di spettacolo popolare italiano. Il primo periodo, quello del varietà e dell'avanspettacolo, porta i nomi di Ettore Petrolini, che qui ottenne nel 1910 la sua prima scrittura importante, di Raffaele Viviani, di Gustavo De Marco, il comico che aveva conquistato questa sala negli anni prebellici, e di Totò, che vi debuttò fra il 1919 e il 1920 presentandosi come imitatore di De Marco e vi rimase fino al 1921.
La stagione successiva, quella dell'avanspettacolo e del cinema varietà, vede passare su questo palcoscenico artisti che sarebbero diventati popolarissimi: Alberto Sordi, Lino Banfi, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, Rita Pavone, Franco Califano. È un elenco che vale la pena leggere due volte, perché mette insieme il cinema italiano, la canzone e la comicità siciliana in un unico luogo fisico. Chi arrivava all'Ambra Jovinelli in quegli anni non ci arrivava da star: ci arrivava per farsi le ossa davanti a un pubblico che decideva in due minuti.
Dopo la riapertura del 2001, il Teatro Ambra Jovinelli è diventato il riferimento romano della comicità di scrittura e del teatro civile. Vi hanno lavorato Ascanio Celestini, Marco Paolini, Lillo e Greg, Neri Marcorè, Giorgio Panariello, Gioele Dix, Silvio Orlando, Massimo Wertmüller. Nella stagione in corso il cartellone porta in via Guglielmo Pepe James Franco con Desert Films, Luca Bizzarri, Arianna Porcelli Safonov, Vincenzo Comunale, e le regie teatrali di Ferzan Özpetek con Ruoli Secondari e di Paolo Genovese con Perfetti Sconosciuti. La linea è coerente da vent'anni: chi viene qui porta una scrittura propria, non un repertorio.

Il rione Esquilino intorno al Teatro Ambra Jovinelli
Il Teatro Ambra Jovinelli è un edificio che si capisce solo dentro il proprio quartiere. L'Esquilino nasce come rione di fondazione postunitaria, costruito in fretta fra il 1870 e i primi del Novecento per dare case ai funzionari del nuovo Stato e alloggi popolari a chi arrivava a Roma con la ferrovia. È un quartiere a scacchiera, con isolati regolari e palazzi alti, molto diverso dal centro medievale. In quella griglia, il teatro di Jovinelli occupava una posizione strategica: vicino alla stazione, vicino al mercato, dentro il bacino di utenza più popoloso della città.
Piazza Vittorio a due passi dal Teatro Ambra Jovinelli
Piazza Vittorio Emanuele II è la piazza porticata più grande di Roma e il centro di gravità del rione. Nei suoi giardini si conserva uno dei monumenti più strani della città, la Porta Alchemica, l'unica porta magica sopravvissuta in Italia, coperta di simboli ermetici e leggende. Nel periodo estivo la piazza ospita la rassegna delle Notti di Cinema a Piazza Vittorio, che è il naturale complemento stagionale del teatro: quando l'Ambra Jovinelli chiude per l'estate, a trecento metri si accende uno schermo.
Il mercato e il volto contemporaneo dell'Esquilino
Il Nuovo Mercato Esquilino, ospitato nell'ex caserma di via Principe Amedeo, è il mercato più internazionale di Roma: spezie, pesce, ortaggi asiatici e banchi di alimentari di mezzo mondo. Andateci la mattina prima di uno spettacolo pomeridiano: è il modo migliore per capire chi abita oggi il quartiere che nel 1909 riempiva la platea di Jovinelli. La continuità è più forte di quanto sembri, perché allora come adesso questo è il rione dove Roma accoglie chi arriva.
Le basiliche intorno al Teatro Ambra Jovinelli
Nel raggio di un quarto d'ora a piedi si trovano alcune delle chiese più importanti della città. Santa Maria Maggiore è la maggiore delle basiliche mariane di Roma e conserva i mosaici paleocristiani del quinto secolo. Poco distante, Santa Prassede custodisce nella cappella di San Zenone il ciclo musivo carolingio più importante d'Italia. Scendendo verso il Colle Oppio si arriva a San Pietro in Vincoli, con il Mosè di Michelangelo. Più in là, sotto il parco, la Domus Aurea di Nerone e poi il Colosseo. Verso oriente, oltre la ferrovia, la Basilica sotterranea di Porta Maggiore è forse il monumento più misterioso dell'intera area.
Chi organizza una giornata romana e vuole incastrare una visita archeologica al mattino con uno spettacolo serale trova una selezione ragionata di modi per entrare ai grandi siti nella guida inglese dedicata alle visite al Colosseo di ItalyPlanner, utile soprattutto per capire quale formula di ingresso corrisponde al tempo che avete davvero a disposizione.
Il Teatro Ambra Jovinelli e gli altri teatri di Roma
Per collocare il Teatro Ambra Jovinelli nel panorama romano serve una mappa mentale dei generi. Il Sistina è la casa della commedia musicale e del grande musical, con una capienza e una macchina produttiva che nessun altro teatro privato romano eguaglia. Il Brancaccio alterna musical, concerti e grandi produzioni popolari. Il Sala Umberto, storico quanto il Jovinelli e frequentato dallo stesso Petrolini, lavora oggi su comicità e prosa in una sala più raccolta. Il Teatro Olimpico, ai Flaminio, è la sede della danza e dei grandi ospiti internazionali. Il Teatro dell'Opera di Roma è un altro pianeta, quello della lirica e del balletto. Il Teatro Centrale e il Teatro Tirso de Molina presidiano formati più agili, mentre il Globe Theatre di Villa Borghese è la casa estiva di Shakespeare all'aperto.
In questa mappa l'Ambra Jovinelli occupa una casella precisa e difficile da contendere: la comicità d'autore e la prosa contemporanea con cast di richiamo, in una sala grande ma non enorme, dentro un edificio storico. Non è il teatro dove si porta la nonna per il musical e non è il teatro della sperimentazione pura. È il posto dove un testo scritto bene, recitato da qualcuno che il pubblico riconosce, trova la sala giusta. Il mio giudizio, dopo molte serate in via Guglielmo Pepe, è che sia il teatro romano con la programmazione più coerente con la propria storia. Questo era il tempio del varietà e della risata, e risate continua a vendere, con cento anni di scrittura in più.
Quando andare al Teatro Ambra Jovinelli e quando evitarlo
Il periodo migliore va da metà ottobre a metà dicembre e da fine gennaio a fine marzo: sono i mesi in cui la stagione è a regime, i titoli sono quelli costruiti con cura e il pubblico è fatto in buona parte di abbonati, cioè di gente che sa stare a teatro. I mesi più difficili sono dicembre nelle settimane delle feste, quando il titolo natalizio riempie la sala di pubblico occasionale, e maggio, quando la stagione chiude e il caldo romano comincia a farsi sentire in una sala piena. In agosto il teatro è chiuso e la biglietteria riapre il primo settembre.
Il giorno migliore, se potete scegliere, è il mercoledì o il giovedì sera. Prezzi più bassi, sala piena ma non stipata, pubblico più competente e nessuna coda all'ingresso. Il sabato sera costa di più e ha l'atmosfera migliore per una serata di festa, ma se andate a teatro per il teatro, il giovedì vince. La domenica pomeridiana ha un pubblico particolare, più anziano e più caloroso, e una luce diversa quando si esce: uscire alle diciotto e trenta e trovarsi in piazza Vittorio con il sole basso sui portici è una delle cose che consiglio a chi non conosce l'Esquilino.
Domande veloci su Teatro Ambra Jovinelli
Dove si trova il Teatro Ambra Jovinelli
In via Guglielmo Pepe 45, nel rione Esquilino, fra piazza Vittorio Emanuele II e il fascio dei binari della stazione Termini.
Come si arriva al Teatro Ambra Jovinelli con la metropolitana
Con la linea A, fermata Vittorio Emanuele, e cinque minuti a piedi attraversando i giardini di piazza Vittorio. Da Termini, dove si incrociano le linee A e B, sono dieci o dodici minuti di cammino lungo via Giolitti.
Quanto costa un biglietto per il Teatro Ambra Jovinelli
Nella stagione in corso la poltronissima va dai 35 ai 43 euro a seconda del giorno, mentre la galleria parte dai 17 ai 23 euro. Alcuni titoli hanno un listino proprio: il prezzo esatto della recita che vi interessa è sul sito ufficiale.
Dove si comprano i biglietti del Teatro Ambra Jovinelli
Al botteghino di via Guglielmo Pepe 45, per telefono al numero 06 83082620 e attraverso la piattaforma di vendita online autorizzata indicata sul sito ufficiale del teatro.
Quali sono gli orari della biglietteria del Teatro Ambra Jovinelli
La biglietteria osserva orari diurni nei giorni di apertura della stagione e apre circa un'ora prima di ogni recita per la vendita del solo spettacolo in programma. Resta chiusa nel mese di agosto e riapre il primo settembre. Gli orari precisi cambiano di mese in mese e sono pubblicati sul sito ufficiale.
Serve prenotare per andare al Teatro Ambra Jovinelli
Sì, di fatto sempre. I titoli di richiamo si esauriscono con settimane di anticipo e il giorno stesso si trovano quasi soltanto posti in galleria alta.
Esistono abbonamenti al Teatro Ambra Jovinelli
Sì. La stagione propone abbonamenti a turno fisso, abbonamenti a scelta libera, una formula dedicata agli under 30 e la possibilità di acquistare gift card.
Ci sono riduzioni per i giovani al Teatro Ambra Jovinelli
Sì, esiste una formula under 30. Le condizioni e le date di validità sono pubblicate ogni stagione sul sito ufficiale.
Come si prenota per un gruppo al Teatro Ambra Jovinelli
Attraverso l'ufficio promozione, al numero 06 88816460 o all'indirizzo promozione@ambrajovinelli.org, con largo anticipo se servono posti contigui in platea.
Quanti posti ha il Teatro Ambra Jovinelli
La capienza del teatro storico inaugurato nel 1909 era di circa mille posti, con oltre 600 poltrone in platea, i palchi e la galleria. Dopo l'incendio e la ricostruzione la distribuzione dei settori è cambiata: per il numero esatto di posti disponibili oggi il riferimento è il sito ufficiale del teatro.
Quando è stato inaugurato il Teatro Ambra Jovinelli
Il 3 marzo 1909, dopo lavori iniziati nel 1906, per volontà dell'impresario Giuseppe Jovinelli.
Chi ha progettato il Teatro Ambra Jovinelli
I primi progetti furono di Pietro Chiodelli e Giacomo Radiconcini; nel 1907, a cantiere già aperto, subentrò come progettista Ulderico Bencivenga, a cui si deve la fisionomia dell'edificio.
Perché il Teatro Ambra Jovinelli si chiama Ambra
Perché negli anni Cinquanta il teatro aggiunse quella parola al proprio nome per comparire nelle prime righe dei tamburini dei giornali, che erano in ordine alfabetico.
Totò ha davvero debuttato al Teatro Ambra Jovinelli
Sì. Fra il 1919 e il 1920 Totò debuttò su questo palcoscenico presentandosi come imitatore di Gustavo De Marco, e vi rimase fino al 1921.
Che stile architettonico ha il Teatro Ambra Jovinelli
Liberty. È l'unico teatro di Roma costruito in questo stile, riconoscibile dal frontone a linee arcuate, dalle lesene in stucco con fiori in gesso e dalla conchiglia con volto umano al centro della trabeazione.
Che cosa è successo al Teatro Ambra Jovinelli nel 1982
Il 29 aprile 1982 un incendio causato da un malfunzionamento tecnico bruciò la struttura, che pochi anni dopo venne chiusa e abbandonata. Sopravvisse essenzialmente la facciata.
Quando ha riaperto il Teatro Ambra Jovinelli
Il 25 gennaio 2001, dopo il restauro condotto fra il 1998 e il 2000, con la direzione artistica di Serena Dandini.
Chi dirige oggi il Teatro Ambra Jovinelli
La direzione artistica è di Fabrizia Pompilio, dalla ripartenza della gestione attuale il cui primo spettacolo debuttò il 26 dicembre 2010.
Si possono fare foto al Teatro Ambra Jovinelli
Durante lo spettacolo no, come in tutti i teatri italiani. Prima dell'inizio, a luci di sala accese, spesso è consentito fotografare la sala: chiedete al personale.
Il Teatro Ambra Jovinelli è accessibile in sedia a rotelle
Il teatro prevede accoglienza per spettatori con disabilità con posti dedicati. Vanno richiesti in fase di acquisto telefonando in biglietteria, perché la disponibilità per ogni recita è limitata.
Il Teatro Ambra Jovinelli è adatto ai bambini
Non ha una stagione per l'infanzia e la programmazione è di comicità e prosa per adulti. Dai quattordici anni in su, invece, molti titoli funzionano molto bene come primo teatro.
Quanto dura uno spettacolo al Teatro Ambra Jovinelli
In media fra un'ora e quaranta e due ore e mezza. I monologhi comici spesso si svolgono senza intervallo.
Che differenza c è fra il Teatro Ambra Jovinelli e il Teatro Sistina
Il Sistina è la casa del musical e della commedia musicale, con allestimenti di grande formato; l'Ambra Jovinelli è la casa della comicità di scrittura e della prosa contemporanea, in una sala storica più raccolta.
Si arriva a piedi al Teatro Ambra Jovinelli dalla stazione Termini
Sì, in dieci o dodici minuti lungo via Giolitti, su percorso pianeggiante. È uno dei teatri romani più comodi per chi arriva in treno.
Qual è il posto migliore in sala al Teatro Ambra Jovinelli
Per i monologhi e gli spettacoli di parola, la platea centrale dalla quarta all'ottava fila. Per le prose corali e gli allestimenti con scenografia importante, la prima galleria frontale. Le prime due file di platea sono le meno consigliabili.
Cosa si può vedere vicino al Teatro Ambra Jovinelli
Piazza Vittorio con la Porta Alchemica, il Nuovo Mercato Esquilino, Santa Maria Maggiore, Santa Prassede, San Pietro in Vincoli con il Mosè di Michelangelo e, a pochi minuti in più, la Domus Aurea e il Colosseo.
Il Teatro Ambra Jovinelli è aperto d'estate
No. La stagione si chiude in primavera e in agosto la biglietteria resta chiusa, per riaprire il primo settembre. Nei mesi caldi le serate romane si spostano all'aperto, a cominciare dall'arena di piazza Vittorio.
Qual è il giorno migliore per andare al Teatro Ambra Jovinelli
Il mercoledì o il giovedì sera: costano meno, la sala è piena senza essere stipata e il pubblico è più esperto.
Un'ultima cosa, da chi accompagna gruppi in questa città da molti anni. Il Teatro Ambra Jovinelli è l'unico luogo di Roma dove si può stare seduti dentro la storia della risata italiana e insieme guardare uno spettacolo scritto l'anno scorso. Non succede al Colosseo, dove la storia è dietro una transenna, e non succede nelle sale nuove, dove la storia non c è. Succede qui, sotto una targa del 1909, in un edificio che è bruciato, è stato abbandonato ed è stato riportato in vita da un gruppo di artisti senza soldi. Se dovete scegliere una sola serata di teatro nel vostro viaggio a Roma, sceglietela in via Guglielmo Pepe: uscirete con una storia da raccontare, che è poi l'unica cosa che ci si porta davvero a casa da un viaggio. Chi arriva da fuori e vuole costruire una giornata romana sensata attorno a quella serata trova le trenta cose migliori da fare in città nella guida inglese di ItalyPlanner sulle cose da fare a Roma e un itinerario già montato di tre giorni nella guida di ItalyPlanner a Roma in tre giorni, mentre chi organizza esperienze per gruppi o aziende in città può rivolgersi ai servizi di TourLeaderPro a Roma.

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