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Paolo Crepet, Riprendersi l’anima all’Auditorium Conciliazione — 27 aprile 2027

Paolo Crepet porta Riprendersi l'anima all'Auditorium Conciliazione di Roma, in via della Conciliazione 4 (00193 Roma), martedì 27 aprile 2027. La sala si raggiunge con la metro A, fermata Ottaviano o Lepanto, e poi a piedi attraverso Borgo o Prati in un quarto d'ora; la fermata di superficie più vicina è Traspontina, a una sessantina di metri dall'ingresso. L'orario d'inizio e i prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale della sala e dal rivenditore autorizzato indicato dall'organizzazione. I biglietti si comprano dalla pagina dello spettacolo sul sito ufficiale dell'Auditorium Conciliazione, che con il pulsante Biglietti rimanda al circuito di prevendita autorizzato.

Uno psichiatra sul palco di una sala da oltre millesettecento posti, a mezzo chilometro da San Pietro, a parlare di felicità, di tiepidezza e di anima. Detta così sembra una conferenza; chi ha visto Crepet dal vivo sa che è un'altra cosa, un monologo in cui il sapere clinico si mescola ai ricordi personali e alle storie raccolte in quarant'anni di mestiere. Il nostro giudizio: è una delle poche serate di parola che reggono una sala grande, e il pubblico che la sceglie esce discutendo, cosa rara.

Facciata dell'Auditorium Conciliazione in via della Conciliazione
L'Auditorium Conciliazione, in via della Conciliazione, dove si tiene lo spettacolo. Foto di Fred Romero from Paris, France, licenza CC BY 2.0, via Wikimedia Commons.

Paolo Crepet all'Auditorium Conciliazione: data, biglietti, sala

Riprendersi l'anima di Paolo Crepet è in calendario all'Auditorium Conciliazione martedì 27 aprile 2027, in data unica, nella categoria Teatro della stagione 2026/2027 della sala.

Una sola sera

La pagina ufficiale dell'Auditorium indica una sola data, il 27 aprile. Non risultano repliche romane annunciate: chi vuole esserci deve pianificare per tempo, perché le date uniche nelle grandi sale romane esauriscono prima i posti centrali di platea.

L'orario

L'orario d'inizio va controllato sulla pagina dello spettacolo e sul biglietto. Per l'Auditorium Conciliazione vale la regola delle grandi sale: le porte aprono prima dell'inizio, e con più di mille persone da far sedere conviene essere in via della Conciliazione almeno mezz'ora prima.

Dove si comprano i biglietti

La pagina dello spettacolo sul sito dell'Auditorium Conciliazione ha un pulsante Biglietti che porta all'acquisto sul circuito autorizzato dall'organizzazione. È la strada da seguire: per una data unica i rivenditori secondari con prezzi gonfiati compaiono presto, e un biglietto comprato fuori dai canali ufficiali non dà garanzie.

I prezzi

Le tariffe per settore sono pubblicate dal rivenditore autorizzato. In una sala di queste dimensioni la differenza fra platea e galleria è sensibile: per un monologo di parola, dove conta vedere il volto e i gesti di chi parla, la vicinanza al palco vale più di qualunque altro criterio.

Riprendersi l'anima: di che cosa parla la serata

Riprendersi l'anima porta in scena il libro omonimo di Paolo Crepet, che la presentazione dell'Auditorium Conciliazione descrive come il suo libro più importante: un antidoto contro l'omologazione, contro i rischi della tecnocrazia e contro la violenza sotterranea ed esplicita del nostro tempo.

La domanda di partenza

Il punto d'avvio è una domanda che la presentazione ufficiale mette in esergo: chiedersi se siamo felici, se lo siamo stati o se speriamo di esserlo. Può sembrare un esercizio ingenuo, ammette il testo, ma è l'unica domanda che abbia davvero un senso compiuto. Tutta la serata ruota intorno a questa domanda, senza la pretesa di chiuderla con una ricetta.

I modelli: Agostino, Montaigne, Pascal, Leopardi

La presentazione colloca il libro in una famiglia precisa, quella dei testi che sfuggono alle classificazioni di critici ed editori e parlano direttamente ai lettori: le Confessioni di Sant'Agostino, i Saggi di Montaigne, i Pensieri di Pascal, lo Zibaldone di Leopardi. È un accostamento ambizioso, dichiarato senza falsa modestia, e dice molto sul tono della serata: più saggio morale che manuale di psicologia.

Il bazar della memoria

Crepet, secondo la stessa presentazione, fruga nel proprio animo e nella propria memoria come in un bazar, per trovare l'universale nascosto dietro ogni particolare. Riflessioni, ricordi personali e storie si alternano. Due ne vengono anticipate: quella del corniciaio che non riusciva a lavorare a Guernica di Picasso, e quella di Mike, un motociclista il cui amore ha saputo guarire una bambina.

Il caldo, il freddo e il tiepido

Il cuore del discorso è un'idea semplice e scomoda. L'ombra e la luce, la musica e il silenzio, la quiete e il desiderio sono momenti essenziali della vita; sono necessari il caldo e il freddo. Il tiepido, invece, è un pericolo: un'anestesia che ottunde i sensi e le emozioni. Il titolo nasce qui, dall'invito a respingere l'apatia, lo sconforto e la tentazione di cedere a chi ci vuole spenti.

Contro chi vuole annientarci

La presentazione nomina anche i nemici: la guerra, il controllo, la tentazione di rinunciare al fuoco che arde in ciascuno. Crepet ricorda a se stesso, e a chi sceglie di fare il viaggio con lui, per che cosa valga la pena vivere. È un discorso che ha un taglio civile oltre che intimo, e che in una sala a pochi passi dal Vaticano acquista una risonanza particolare.

Chi è Paolo Crepet: biografia

Paolo Crepet, nato a Torino il 17 settembre 1951, è psichiatra, sociologo, saggista e opinionista: laureato in Medicina a Padova e in Sociologia a Urbino, allievo ideale di Franco Basaglia, è da decenni una delle voci più ascoltate, e più discusse, del dibattito italiano su giovani, famiglia ed educazione.

Le origini e Padova

Nasce a Torino da una famiglia veneta di origini francesi e cresce a Padova, che considera la sua città d'adozione. Il padre, Massimo Crepet, è stato pro-rettore dell'Università di Padova e professore di Clinica delle malattie del lavoro nello stesso ateneo; il nonno è il pittore Angelo Maria Crepet. Una famiglia di medici e di artisti: le due anime si ritrovano, a distanza di decenni, nei suoi libri, dove la clinica convive con la pittura, la musica e la letteratura.

La formazione

Si laurea in Medicina e chirurgia all'Università di Padova nel 1976, poi in Sociologia all'Università di Urbino nel 1980. Nel 1985 ottiene la specializzazione in Psichiatria alla Clinica psichiatrica dell'Università di Padova. Da giovane conosce Franco Basaglia e si avvicina alle sue posizioni antipsichiatriche: è l'incontro che orienta tutta la prima parte della sua carriera.

Arezzo, l'India, l'Europa, le Americhe

Lavora all'ospedale psichiatrico di Arezzo, poi lascia l'Italia: tre anni in India, a Chandigarh, quindi Danimarca, Regno Unito, Germania, Svizzera e Repubblica Ceca. Insegna a Toronto, a Rio de Janeiro e al Centro di studi europei dell'Università di Harvard. Torna infine in Italia per seguire Basaglia a Roma. È un percorso internazionale che pochi psichiatri italiani della sua generazione possono vantare, e che spiega la larghezza di sguardo dei suoi libri.

Lo studioso dei servizi e del disagio

La prima bibliografia è quella di un ricercatore. Nel 1981 firma con Maria Grazia Giannichedda Inventario di una psichiatria; nel 1982 cura Psichiatria senza manicomio, sull'epidemiologia critica della riforma, e pubblica con Loris Prosperi Ipotesi di pericolosità, ricerca sul superamento del manicomio di Arezzo. Nel 1987 esce Servizi psichiatrici in una realtà metropolitana, scritto con Vito Mirizio e pubblicato a Roma. Seguono studi sul suicidio, sulle malattie della disoccupazione, sulle misure del disagio psicologico, e il volume Le dimensioni del vuoto, del 1993, dedicato ai giovani e al suicidio.

Il saggista dei sentimenti

Dagli anni Novanta Crepet diventa autore per un pubblico largo. Cuori violenti, viaggio nella criminalità giovanile, esce da Feltrinelli nel 1995. Con Einaudi pubblica Non siamo capaci di ascoltarli nel 2001, Voi, noi nel 2003, I figli non crescono più nel 2005, Sull'amore nel 2006, Dove abitano le emozioni con l'architetto Mario Botta nel 2007, La gioia di educare nel 2008, Sfamiglia nel 2009, L'autorità perduta nel 2011, Elogio dell'amicizia nel 2012, Impara a essere felice nel 2013.

Gli anni Mondadori

Dal 2017 i suoi libri escono in gran parte da Mondadori: Il coraggio, Baciami senza rete, dedicato alla seduzione digitale, Passione e Libertà nel 2019, Vulnerabili nel 2020, Oltre la tempesta nel 2021, Lezioni di sogni nel 2022, Prendetevi la luna e Coraggio, passione, libertà nel 2023, Mordere il cielo nel 2024. In parallelo, con Einaudi, La fragilità del bene nel 2021. È una produzione quasi annuale, che ha fatto dei suoi titoli una presenza fissa nelle librerie e nelle platee.

Il narratore

Accanto alla saggistica c'è la narrativa: Solitudini, memorie di assenze, nel 1997; I giorni dell'ira, storie di matricidi scritte con Giancarlo De Cataldo, nel 1998; Naufragi nel 1999; La ragione dei sentimenti nel 2002; Dannati e leggeri nel 2004; A una donna tradita nel 2008; Il caso della donna che smise di mangiare nel 2015. Il racconto, per Crepet, è uno strumento clinico: il caso singolo che illumina la regola.

Premi e incarichi

Nel 2013 presiede la Giuria dei letterati del Premio Campiello. Nel 2015 riceve il Premio letterario La Tore Isola d'Elba alla carriera, assegnato in precedenza, fra gli altri, ad Andrea Camilleri, Andrea Vitali e Philippe Daverio. Oggi vive fra Padova e Civita di Bagnoregio.

Una voce che divide

Crepet è spesso ospite in televisione, divulgatore e opinionista. Le sue prese di posizione sull'educazione, sui genitori contemporanei giudicati troppo permissivi e iperprotettivi, sulla musica e sui consumi dei ventenni hanno acceso più volte polemiche, con risposte critiche anche da colleghi come Massimo Recalcati. Chi va a sentirlo lo sa: è un oratore che non cerca il consenso, e proprio per questo tiene la sala.

Come parla Paolo Crepet in scena

Lo stile di Paolo Crepet in teatro è quello del monologo colto e colloquiale insieme: citazioni, casi clinici raccontati come novelle, ricordi di famiglia, domande rivolte direttamente alla platea.

Il caso che diventa storia

La sua forza è la narrazione del caso singolo. Il corniciaio davanti a Guernica, il motociclista Mike: sono piccoli racconti che valgono una tesi. Chi si aspetta una lezione accademica resta sorpreso; chi si aspetta un comico resta sorpreso uguale.

Il pubblico

In sala si mescolano generazioni: genitori che hanno letto I figli non crescono più, insegnanti, psicologi, studenti, coppie. Una data come questa funziona come occasione di discussione in famiglia: si esce con una domanda in tasca, e spesso con un libro da comprare.

L'arte della pausa

Chi lo ha sentito parlare dal vivo riconosce la sua misura: frasi brevi, pause lunghe, un'ironia secca che spesso arriva alla fine del ragionamento. In una sala grande è una tecnica che funziona, perché costringe il pubblico al silenzio.

L'Auditorium Conciliazione, la sala di Riprendersi l'anima

L'Auditorium Conciliazione, inaugurato nel 1950, si trova al civico 4 di via della Conciliazione, nel rione Borgo, e la sua Sala Grande conta 1756 posti: è una delle platee più ampie del centro di Roma per gli spettacoli di parola.

La Sala Grande

La sede la descrive come completamente ristrutturata e rivendica un'acustica impeccabile. Le pareti sono rivestite di pannelli di legno lavorati a rilievo, che spezzano le superfici e distribuiscono il suono: per una voce sola, senza musica a sostenerla, è la condizione decisiva.

Una sala per ogni linguaggio

Nel racconto della sede l'Auditorium è un luogo di cultura che negli anni si è aperto a danza, musica, arti visive, cinema e congressi. Nella stessa stagione di Crepet ospita cantautori, magia, musical, danza cinese e comici. Non è una sala che mette soggezione, e il pubblico di una serata di riflessione ci trova il clima giusto.

La facciata

L'edificio è in pietra chiara, allineato alle altre quinte di via della Conciliazione. Sul coronamento c'è un gruppo scultoreo con due figure alate ai lati di uno stemma e, sotto, un'iscrizione latina in capitali. Quasi nessuno lo guarda, perché gli occhi corrono verso la cupola in fondo alla via.

Gli spazi accanto alla sala

Oltre alla Sala Grande, la sede comprende la Buvette, una ventina di posti per incontri riservati, il Chorus Cafè, bar ristorante interno, e una galleria d'arte, Visionarea Art Space, dedicata a fotografia e installazioni. Per una serata costruita sulle emozioni e sulle immagini, dalla Guernica di Picasso in giù, avere una galleria nello stesso edificio è una coincidenza gradita.

Come arrivare all'Auditorium Conciliazione per Paolo Crepet

Per l'Auditorium Conciliazione la sede indica la metro A con discesa a Ottaviano o a Lepanto: da Ottaviano all'ingresso di via della Conciliazione 4 si cammina un quarto d'ora, in piano, attraverso Borgo.

Metro A, Ottaviano

Dalla stazione Ottaviano, su viale Giulio Cesare, si scende verso piazza del Risorgimento, si costeggiano le mura vaticane e si entra in Borgo da Borgo Pio o da via di Porta Angelica. Intorno alla stazione ci sono i cantieri della linea C: i percorsi pedonali possono cambiare, conviene seguire la segnaletica provvisoria.

Metro A, Lepanto

Da Lepanto il tragitto è di circa un chilometro attraverso Prati: piazza Cavour con il Palazzo di Giustizia, piazza Adriana alle spalle di Castel Sant'Angelo, infine via della Conciliazione. È il percorso da scegliere per chi vuole cenare lungo la strada.

Autobus e tram

La fermata di superficie più vicina è Traspontina, a una sessantina di metri dall'ingresso. Il tram arriva a Ottaviano, su via Barletta, accanto alla metro. Di sera percorsi e frequenze cambiano: le linee vanno controllate il giorno stesso sul calcolatore di percorso dell'azienda di trasporto romana.

In auto e parcheggi

Il centro è protetto da varchi a traffico limitato, e l'ultimo tratto verso la sala passa da piazza Adriana. La sede indica quattro soluzioni di sosta a pagamento: piazza Cavour, a circa 9 minuti a piedi; piazza Adriana, a circa 6; il Terminal Vaticano in via Urbano VIII 16, a circa 5; il Parking Gran Melia in via del Gianicolo 2, a circa 8. Un martedì sera il traffico è più leggero del fine settimana, ma piazza Adriana resta la prima a riempirsi.

Da Termini e dagli aeroporti

Da Termini si prende la metro A in direzione Battistini fino a Ottaviano. Da Fiumicino la sede suggerisce il treno Leonardo fino a Termini, circa mezz'ora, e poi la stessa metro.

Dove sedersi per Riprendersi l'anima

Per Riprendersi l'anima i posti migliori sono in platea, nella parte centrale: in un monologo senza scenografia né musica, la distanza dal palco è la variabile che più cambia la qualità della serata.

La platea

Le file centrali permettono di cogliere lo sguardo e i gesti, che in Crepet contano quanto le parole. Chi prende appunti, e in queste serate molti lo fanno, sceglie un posto lato corridoio per non disturbare.

I settori lontani

In una sala da 1756 posti le ultime file sono lontane davvero. L'acustica porta la voce ovunque, ma il volto si perde. Se il budget lo consente, meglio salire di un settore.

Una curiosità su Paolo Crepet, Riprendersi l'anima all'Auditorium Conciliazione — 27 aprile 2027

La curiosità più bella riguarda la famiglia. Paolo Crepet è nipote di un pittore, Angelo Maria Crepet, e figlio di un medico del lavoro che è stato pro-rettore a Padova. In Riprendersi l'anima una delle storie anticipate dalla presentazione ufficiale è quella di un corniciaio che non riusciva a lavorare a Guernica di Picasso: una storia che mette insieme l'arte e il mestiere, la pittura e la fatica delle mani. Chi conosce le origini dell'autore vede in quel racconto un pezzo di autobiografia indiretta, il medico e il pittore che si incontrano davanti allo stesso quadro.

La seconda curiosità è geografica. Crepet vive fra Padova e Civita di Bagnoregio, nel Lazio: per il pubblico romano, questa data è quasi una trasferta di vicinato, un autore che gioca in casa pur venendo da lontano.

La terza riguarda il suo legame con Roma. Il percorso internazionale di Crepet, dall'India al Canada al Brasile, si chiude con il ritorno in Italia per seguire Franco Basaglia proprio a Roma. E uno dei suoi primi libri, Servizi psichiatrici in una realtà metropolitana, scritto con Vito Mirizio, è uscito a Roma nel 1987. La città, per lui, è stata un luogo di lavoro prima che una platea.

Una cosa che non ti dice nessuno su Paolo Crepet, Riprendersi l'anima all'Auditorium Conciliazione — 27 aprile 2027

Quello che nessuno dice è che il 27 aprile 2027 cade di martedì, a due giorni dal 25 aprile e a pochi giorni dal primo maggio. Roma in quelle settimane è piena di turisti, e Borgo, a ridosso del Vaticano, lo è più di ogni altro rione. Per la cena prima della serata bisogna prenotare, e per il ritorno conviene sapere che la metro A, dopo le 23 di un giorno feriale, è meno frequentata ma ancora attiva.

La seconda cosa è che a una serata di Crepet non si va da soli, o almeno non conviene. È uno spettacolo che si discute dopo: l'idea del tiepido come anestesia, la felicità come unica domanda sensata, il rischio della tecnocrazia. Una coppia di genitori, due amici, un insegnante con un collega: il valore della serata raddoppia se c'è qualcuno con cui litigarne a cena.

La terza è pratica. Molti arrivano all'ultimo momento, dopo il lavoro, e la fila per entrare si allunga negli ultimi dieci minuti. Presentatevi con mezz'ora d'anticipo: in una sala di queste dimensioni il tempo per sistemarsi con calma fa parte dell'ascolto.

Il consiglio che ti do per visitare Paolo Crepet, Riprendersi l'anima all'Auditorium Conciliazione — 27 aprile 2027

Arrivate a piedi dal Tevere. Scendete a Lepanto, attraversate Prati fino a piazza Cavour, girate intorno a Castel Sant'Angelo e imboccate via della Conciliazione da piazza Pia, con la cupola di San Pietro davanti. A fine aprile, all'ora del tramonto, la luce sul travertino è la migliore dell'anno. Venti minuti di cammino, e arrivate in sala già predisposti all'ascolto.

Secondo consiglio: leggete qualcosa di Crepet prima, anche poche pagine. Non serve Riprendersi l'anima: va bene un titolo qualsiasi della sua lunga bibliografia, da I figli non crescono più a Il coraggio. Riconoscere il suo modo di ragionare aiuta a seguire i salti del monologo, dai ricordi alle citazioni, e a cogliere le riprese.

Terzo: tenete il telefono spento e in tasca. Il tema della serata è anche questo, la seduzione digitale e l'anestesia delle emozioni; Crepet ci ha scritto un libro intero, Baciami senza rete. Passare due ore senza schermo, per una volta, è il modo più coerente di onorare lo spettacolo.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che l'Auditorium Conciliazione affaccia sulla strada che porta a San Pietro. Si ricorda meno che la stessa sala ospita da anni, accanto ai comici e ai cantanti, cinema in anteprima, festival e appuntamenti istituzionali: l'anteprima mondiale di Mission: Impossible, Dead Reckoning parte uno nel 2023, la 21ª edizione di Alice nella Città, nel quadro del Festival del Cinema di Roma, dal 18 al 29 ottobre dello stesso anno, e gli Stati Generali della Natalità, per il terzo anno consecutivo nel 2023.

Quest'ultimo dato merita attenzione. Una sala che ha ospitato per tre edizioni il confronto nazionale su natalità e famiglia accoglie ora uno psichiatra che sulla famiglia, sui figli e sull'educazione ha scritto una biblioteca intera: I figli non crescono più, Sfamiglia, L'autorità perduta, La gioia di educare. Il tema torna nella stessa platea con un'altra voce, meno istituzionale e più scomoda.

Il secondo fatto poco citato riguarda l'autore. Tutti conoscono Crepet come volto televisivo; pochi ricordano che ha cominciato come ricercatore sui servizi psichiatrici dopo la riforma, con libri tecnici sull'epidemiologia e sul superamento dei manicomi. Il divulgatore di oggi nasce da lì, e la solidità della sua scrittura viene da quel lavoro sul campo.

La foto giusta da fare a Paolo Crepet, Riprendersi l'anima all'Auditorium Conciliazione — 27 aprile 2027

La foto giusta si fa in via della Conciliazione, davanti all'ingresso dell'Auditorium, con la cupola di San Pietro sullo sfondo. Nessun altro teatro di Roma offre questa inquadratura: il nome in cartellone in primo piano e, in fondo alla via, la basilica illuminata. A fine aprile, verso le otto di sera, il cielo ha ancora un filo di luce e la cupola si stacca bene anche con un telefono.

La seconda si fa da ponte Sant'Angelo, con Castel Sant'Angelo illuminato e le statue degli angeli sul cielo scuro, a cinque minuti a piedi dalla sala. È l'immagine che racconta Roma di sera meglio di qualunque cartolina.

La terza, per chi ama i dettagli, è il coronamento della facciata dell'Auditorium, con le due figure alate e l'iscrizione latina: una foto dal basso, controluce, che quasi nessuno scatta. Dentro, durante il monologo, il telefono resta spento: una regola di rispetto verso chi parla da solo davanti a una sala intera, e in questo caso anche verso il tema della serata.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

L'Auditorium Conciliazione apre nel 1950 e in oltre settant'anni passa da luogo di cultura tradizionale a sala aperta a ogni linguaggio contemporaneo. Gli episodi recenti, documentati dalla sede, ne misurano il peso nella vita della città.

Nel 2023 la sala ospita l'anteprima mondiale di Mission: Impossible, Dead Reckoning parte uno e, nello stesso autunno, la 21ª edizione di Alice nella Città nel quadro del Festival del Cinema di Roma. Per il terzo anno consecutivo accoglie gli Stati Generali della Natalità, che confermano la doppia natura dell'edificio, teatro e centro congressi. Il Flauto magico di Mozart nella versione didattica di Europa InCanto, riconosciuta dal Ministero come progetto di eccellenza, porta in sala migliaia di studenti.

Il 2024 si apre con Supermagic XX, la ventesima edizione di quello che la sede presenta come il più grande spettacolo di magia d'Europa, dal 25 gennaio al 4 febbraio, preceduta da quattro sere di Queen at the Opera. L'8 marzo 2024 la sala ospita la serata di LAZIOSound, il programma della Regione Lazio per i giovani musicisti, con Noemi e Federica Carta. Dal 16 gennaio al 16 febbraio 2025, anno del Giubileo, l'Auditorium tiene in scena per un mese Bernadette de Lourdes, musical sulle apparizioni mariane con musiche di Grégoire e regia di Serge Denoncourt. Una sala che nello stesso decennio accoglie un'anteprima hollywoodiana, un convegno nazionale e un'opera per ragazzi è un teatro al servizio della città, e un monologo sull'anima ci trova posto con naturalezza.

Chi è passato da Paolo Crepet, Riprendersi l'anima all'Auditorium Conciliazione — 27 aprile 2027

Sul palco dell'Auditorium Conciliazione sono passati intrattenitori come Pio e Amedeo, il 4, 5 e 6 marzo 2024 con Felicissimo show, e Alessandro Cattelan, che il 6 aprile 2023 vi ha portato Salutava sempre. Nel 2023 Vinicio Capossela vi ha presentato Tredici canzoni urgenti in teatro, il 13 e 14 ottobre; nella stessa annata sono arrivati i Fast Animals and Slow Kids, Franco Ricciardi con il Je Tour, Paola e Chiara con il Per sempre tour, e l'Orchestra Italiana del Cinema con la colonna sonora di Pirati dei Caraibi eseguita dal vivo durante la proiezione.

La stagione 2026/2027, quella di Crepet, si apre l'8 ottobre 2026 con un'accoppiata che gli somiglia: Aldo Cazzullo con Angelo Branduardi, parola e musica sullo stesso palco. Seguono Sal Da Vinci, lo spettacolo Deledda, Coez, Malika Ayane, Brunori Sas, Enrico Brignano dal 10 al 22 novembre, Francesca Michielin, il musical Gloria fra dicembre e gennaio, Supermagic Impossibile, Shen Yun a febbraio, Valentina Persia l'8 marzo, Alessandro Siani dal 12 al 14 marzo e Luca Ravenna il 19 marzo.

In questo elenco Crepet occupa un posto a parte: è l'unico che sale sul palco senza una battuta, una canzone o un trucco di magia da offrire, solo con un libro e una domanda sulla felicità. Che una sala così grande scelga di dargli una serata dice molto sul pubblico romano, e sulla sete di parole serie che una città turistica conserva sotto la superficie.

Accessibilità all'Auditorium Conciliazione

Per i biglietti destinati a persone con disabilità l'Auditorium Conciliazione chiede di scrivere a info@auditoriumconciliazione.it o di chiamare lo 06 684391, quando la pagina dello spettacolo non indica un canale specifico: per una data unica è la prima cosa da fare, prima ancora di scegliere il settore.

Arrivare senza barriere

Delle due stazioni indicate dalla sede, Ottaviano risulta attrezzata per la carrozzina, Lepanto no. La fermata Traspontina e quella del tram di via Barletta risultano accessibili. Il percorso da Ottaviano è in piano ma attraversa incroci trafficati e tratti di cantiere: con una carrozzina manuale è meglio un accompagnatore, oppure il taxi fino alla porta.

Chi sente poco

In una serata di sola parola, chi ha difficoltà di udito deve scegliere le file centrali e anteriori della platea. L'acustica è buona, ma la vicinanza aiuta a leggere il labiale.

Con i ragazzi

La sala non indica limiti d'età. I temi, però, sono adulti: felicità, desiderio, violenza del presente, tecnocrazia. Un ragazzo delle superiori interessato alla psicologia o alla filosofia può trarne molto; un bambino si annoierebbe. Per un genitore con un figlio adolescente è un'occasione rara di ascoltare insieme qualcuno che parla, anche, di loro due.

Borgo e Prati intorno all'Auditorium Conciliazione

L'Auditorium Conciliazione si trova fra Castel Sant'Angelo, a circa 230 metri, e piazza San Pietro, a poco più di mezzo chilometro: chi arriva con un'ora d'anticipo ha a portata di passeggiata due dei luoghi più riconoscibili del mondo. Il quadro completo è nella guida a Prati e Borgo, cosa vedere.

Castel Sant'Angelo e il ponte

Oltre piazza Pia si alza Castel Sant'Angelo, che la sera domina il lungotevere. Il ponte Sant'Angelo, pedonale, porta sull'altra riva: andata e ritorno in un quarto d'ora.

Piazza San Pietro al tramonto

In fondo alla via si apre piazza San Pietro. Dopo il tramonto la folla del giorno si dirada e il colonnato torna leggibile. Arrivare fino all'obelisco prima dello spettacolo è un privilegio che nessun altro teatro romano concede.

Il Passetto e il rione

Il Passetto di Borgo, il camminamento sopraelevato fra il Vaticano e Castel Sant'Angelo, corre a poche centinaia di metri dalla sala. Per la storia del quartiere c'è la scheda del rione Borgo.

Dove mangiare prima o dopo Paolo Crepet

Il posto più comodo per mangiare prima della serata è dentro l'edificio: l'Auditorium Conciliazione ospita il Chorus Cafè, il bar ristorante che la sede presenta fra i suoi spazi. In una settimana di fine aprile affollata di visitatori, va prenotato.

Borgo

Le strade di Borgo, a cominciare da Borgo Pio, offrono trattorie e pizzerie costruite in larga parte sul flusso dei visitatori del Vaticano. La qualità è variabile. La regola che applico con i gruppi: diffidare dei menu fotografici in quattro lingue e preferire i locali in cui, alle otto di sera, ai tavoli si parla romano.

Prati

Intorno a via Cola di Rienzo e piazza Cavour l'offerta si allarga: pizza al taglio, trattorie di quartiere, enoteche con cucina. È la zona giusta per chi arriva da Lepanto e vuole mangiare lungo il percorso.

Dopo la serata

All'uscita, un martedì sera, Borgo è quasi spento. Chi vuole un bicchiere per discutere di quello che ha sentito attraversi ponte Sant'Angelo verso il rione Ponte o risalga verso Prati.

Fine aprile a Roma, la settimana di Crepet

A fine aprile Roma è nella stagione più piena: giornate lunghe, serate miti, città affollata fra il 25 aprile e il primo maggio. La sera la temperatura è gradevole, ma sul lungotevere può soffiare vento: una giacca leggera serve.

Una giornata intera

Chi ha il pomeriggio libero può costruire una giornata completa: Castel Sant'Angelo nel pomeriggio, una passeggiata in Prati, l'aperitivo in Borgo, poi l'Auditorium. È una giornata che mette insieme il Rinascimento dei papi e una riflessione tutta contemporanea, e il contrasto funziona.

Un martedì

Il martedì è un giorno di teatro poco frequentato dal grande pubblico del fine settimana: in sala ci sarà chi ha scelto proprio Crepet, non chi cerca una serata qualsiasi. È il pubblico migliore per un monologo che chiede attenzione.

Domande frequenti su Paolo Crepet a Roma

Quando è Paolo Crepet all'Auditorium Conciliazione?

Paolo Crepet è all'Auditorium Conciliazione di Roma con Riprendersi l'anima martedì 27 aprile 2027, in data unica secondo il calendario ufficiale della sala. L'Auditorium si trova in via della Conciliazione 4, nel rione Borgo, a mezzo chilometro da piazza San Pietro. L'orario d'inizio è indicato sulla pagina dello spettacolo.

Dove si comprano i biglietti per Paolo Crepet a Roma?

I biglietti per Paolo Crepet all'Auditorium Conciliazione si comprano dalla pagina dello spettacolo sul sito ufficiale della sala, che con il pulsante Biglietti rimanda al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. Lì sono pubblicati anche i prezzi per settore. Meglio evitare i rivenditori secondari.

Di che cosa parla Riprendersi l'anima?

Riprendersi l'anima è il libro di Paolo Crepet che la sala presenta come il suo più importante: un antidoto contro l'omologazione, la tecnocrazia e la violenza del presente. Fra riflessioni, ricordi e storie, Crepet si chiede che cosa renda la vita degna e mette in guardia dal tiepido, anestesia delle emozioni.

Chi è Paolo Crepet?

Paolo Crepet è uno psichiatra, sociologo e saggista nato a Torino nel 1951 e cresciuto a Padova. Formatosi vicino a Franco Basaglia, ha lavorato e insegnato in India, Europa, Canada, Brasile e ad Harvard. Ha scritto decine di libri su giovani, famiglia ed emozioni, e nel 2013 ha presieduto la Giuria dei letterati del Campiello.

Come si arriva all'Auditorium Conciliazione?

L'Auditorium Conciliazione, in via della Conciliazione 4, si raggiunge con la metro A fino a Ottaviano o Lepanto e poi a piedi in circa un quarto d'ora. La fermata di superficie più vicina è Traspontina. In auto, la sede indica parcheggi a piazza Cavour, piazza Adriana, Terminal Vaticano e Gran Melia.

La serata di Paolo Crepet è adatta ai ragazzi?

Riprendersi l'anima all'Auditorium Conciliazione non ha limiti d'età indicati dalla sala, ma i temi sono adulti: felicità, desiderio, tecnocrazia, violenza del presente. È adatta ad adolescenti grandi, soprattutto se accompagnati da un genitore; per i bambini è troppo lunga e troppo astratta.

Dove conviene sedersi per Paolo Crepet?

Per Paolo Crepet all'Auditorium Conciliazione conviene la platea centrale: in un monologo senza scenografia né musica, vedere il volto e i gesti di chi parla cambia la serata. La Sala Grande conta 1756 posti, e dalle ultime file la voce arriva bene, ma l'espressione si perde.

Il consiglio finale su Paolo Crepet all'Auditorium Conciliazione

Prenotate presto, andateci in due o in quattro, arrivate a piedi da Castel Sant'Angelo e lasciate il telefono in tasca. Si può essere d'accordo o no con Paolo Crepet, e molti non lo sono; ma è raro sentire qualcuno che, davanti a una sala di oltre millesettecento posti, ponga senza giri di parole la domanda sulla felicità. La cena dopo, a discuterne, sarà la parte migliore della serata.

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Data Evento27 Aprile 2027
IndirizzoAuditorium Conciliazione, Via della Conciliazione 4, 00193 Roma Prati, Roma, Roma Città

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