Immanuel Casto, Non ha senso ma mi adeguo al Teatro Ghione — 14 aprile 2027
Immanuel Casto porta a Roma il suo nuovo monologo, Non ha senso ma mi adeguo, sottotitolato «monologo di pragmatismo comico», mercoledì 14 aprile 2027 alle 21:00 al Teatro Ghione, in via delle Fornaci 37 (00165 Roma), fra San Pietro e le pendici del Gianicolo. La stazione più comoda è Roma San Pietro, servita dai treni regionali FL3 e FL5, a pochi minuti a piedi dal teatro. Sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione i biglietti interi costano 40,25 euro in platea e 34,50 euro in galleria, più le commissioni di servizio; esiste anche una categoria di platea a visibilità ridotta. Lo spettacolo è prodotto e organizzato da Barley Arts, ed è l'ultima tappa annunciata del tour teatrale.

Immanuel Casto al Teatro Ghione: data, orario e biglietti
Non ha senso ma mi adeguo va in scena al Teatro Ghione per una sola sera, mercoledì 14 aprile 2027 alle 21:00.
Una data sola a Roma
Il calendario diffuso da Barley Arts prevede cinque serate in tutta Italia: lunedì 22 marzo 2027 al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano, martedì 23 marzo al Teatro Puccini di Firenze, sabato 10 aprile al Teatro Superga di Torino, martedì 13 aprile al Teatro Celebrazioni di Bologna e infine mercoledì 14 aprile al Teatro Ghione di Roma. Roma chiude il giro, e chi abita nel Centro e nel Sud non ha altre date più vicine.
I prezzi
Sul circuito di prevendita autorizzato i biglietti interi costano 40,25 euro in platea e 34,50 euro in galleria. Il prezzo comprende il diritto di prevendita fissato dall'organizzatore, mentre le commissioni di servizio si aggiungono al momento dell'acquisto. La platea a visibilità ridotta, quando è in vendita, è la soluzione più economica per chi vuole ascoltare più che vedere.
Dove comprarli
I biglietti si comprano sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, anche per telefono attraverso il suo call center. Per informazioni sulla sala, sull'accessibilità e sui posti si può contattare il Teatro Ghione al numero 06 6372294 o all'indirizzo info@teatroghione.it.
Non ha senso ma mi adeguo: che cosa si vedrà
Non ha senso ma mi adeguo è un monologo in cui Immanuel Casto si presenta come monologhista puro, senza canzoni al centro della scena, e analizza con ironia le assurdità delle convenzioni sociali moderne.
Il pragmatismo comico
La presentazione ufficiale lo definisce un monologo di «pragmatismo comico»: l'artista prende le contraddizioni quotidiane e le trasforma in una riflessione dissacrante. L'ironia che la presentazione chiama «chirurgica» è la stessa che il pubblico conosce dai suoi video e dalle sue interviste, applicata qui alle regole non scritte del vivere in società: il titolo stesso dice tutto, perché descrive l'atteggiamento di chi riconosce l'assurdità di una norma e decide comunque di rispettarla.
Un progetto in tre parti
Il monologo è il perno di un progetto più ampio. Nel comunicato con cui Barley Arts ha annunciato il ritorno di Casto, lo spettacolo teatrale viaggia insieme a un nuovo album, Formato non riconosciuto, e a un tour nei club. La prevendita di entrambi i tour è partita il primo aprile 2026, con un'idea precisa: presentare tutto il repertorio dell'artista, fra pop, satira e divulgazione.
La logica e il dibattito pubblico
Il comunicato descrive un artista capace di far sorridere mentre spiega come funziona la logica, e perché spesso i dibattiti pubblici ne sono privi. È la chiave più probabile della serata: un comico che ragiona ad alta voce, che smonta un luogo comune alla volta e che chiede al pubblico di seguirlo nel ragionamento prima di arrivare alla battuta.
Per chi è
Il monologo si rivolge a un pubblico adulto. Casto ha costruito la sua carriera su temi espliciti e su una provocazione dichiarata, e anche quando lascia la musica per la parola il tono resta quello: diretto, irriverente, mai prudente.
Dal primo monologo a Non ha senso ma mi adeguo
Non ha senso ma mi adeguo non è il primo spettacolo di parola di Immanuel Casto: prima c'era stato Non Erano Battute, un monologo che lo stesso organizzatore presentava come meta-comico.
Non Erano Battute
Il primo monologo arrivò dopo un tour in cui Casto aveva reinterpretato i suoi brani più noti insieme a Romina Falconi e a un ensemble da camera. Il titolo nasceva da una frase che l'artista si trovava spesso a dover pronunciare, ogni volta che una sua affermazione risultava comica senza volerlo, per la formulazione lapidaria o per l'uso letterale del linguaggio. Lo spettacolo era dedicato ai meccanismi della comunicazione, uno dei temi che l'artista affronta da anni sui suoi canali social.
Uscire dalla musica
Con Non Erano Battute Casto usciva per la prima volta dalla dimensione musicale che gli era propria. Nella presentazione di quello spettacolo raccontava di aver scoperto che al suo pubblico interessava anche sentirlo sviluppare ragionamenti, e che la sua tendenza a razionalizzare non lo allontanava dagli spettatori. Da quella scoperta nasce la scommessa del nuovo monologo.
Monologhista puro
La differenza, rispetto al primo esperimento, è nella definizione: la presentazione del nuovo spettacolo parla di un ritorno a teatro in una veste inedita, quella del monologhista puro. A nostro giudizio è il passaggio più interessante della serata del Ghione: vedere fin dove regge, senza il sostegno della musica, un artista nato come cantautore.
Chi è Immanuel Casto: la biografia
Immanuel Casto, pseudonimo di Manuel Cuni, è nato ad Alzano Lombardo, in provincia di Bergamo, il 16 settembre 1983; è cantautore, autore di giochi, divulgatore e attivista, con vent'anni di carriera alle spalle.
Gli esordi a Bologna
Nel 2002 si trasferisce a Bologna per lavorare come direttore artistico in un'agenzia di comunicazione. Fra il 2003 e il 2004, con lo pseudonimo di Immanuel, autoproduce e distribuisce gratuitamente le prime pubblicazioni, legate alla musica elettronica e a una sessualità raccontata con ironia. Nel 2005 esce l'album Deflorato, con richiami alla dance degli anni Settanta; negli anni successivi arrivano altri brani e video che costruiscono il personaggio e il pubblico.
Dalla rete alle radio
Nel giugno 2008 si esibisce alla parata del Pride nazionale, chiudendo il concerto con Alessandro Fullin e Fabio Canino. All'inizio del 2009 parte il primo tour nazionale ed esce Touché (Par l'amour), il primo singolo prodotto e distribuito da un'etichetta discografica, con la produzione del musicista Stefano Keen Maggiore: il brano entra nella programmazione delle radio e di All Music.
Adult Music
Nel 2010 escono i singoli Escort 25 e Crash, quest'ultimo con la voce di Romina Falconi, che anticipano il primo album ufficiale, Adult Music, pubblicato nella primavera del 2011 con la distribuzione di Universal Music Group. Fra novembre e dicembre 2010 è ospite fisso di Loveline su MTV Italia. L'etichetta di «Adult Music» diventa quasi un genere: il comunicato di Barley Arts ricorda che Casto ne ha anticipato i tempi.
Freak and Chic, The Pink Album, Malcostume
Il 13 settembre 2013 esce il secondo album, Freak and Chic, con i singoli Tropicanal, Sexual Navigator e Sognando Cracovia, cantato con Romina Falconi e diventato il titolo del tour comune del 2014 e 2015. Nello stesso anno arriva la prima esibizione in Rai, in due puntate di Aggratis!. Il 25 settembre 2015 esce The Pink Album; il 14 settembre 2018 la raccolta L'età del consenso, con diciassette brani già noti e due inediti, fra cui Piromane. Il 10 giugno 2022 esce il quarto album, Malcostume, anticipato da Wasabi Shock.
Formato non riconosciuto
Il 31 marzo 2026 Casto annuncia insieme il nuovo album, Formato non riconosciuto, il tour nei club e il monologo teatrale. Il titolo del disco, spiega il comunicato, richiama quel file che inceppa il computer perché non si sa con quale programma aprirlo: un'immagine dell'artista stesso, difficile da catalogare. Il tour del disco tocca nell'autunno 2026 Pordenone, Bologna, Milano, Torino e Firenze, e a Roma fa tappa al Largo Venue il 20 novembre 2026.
Immanuel Casto autore di giochi, presidente del Mensa, divulgatore
Accanto alla musica, Immanuel Casto ha firmato quindici giochi di carte, ha presieduto per due mandati il Mensa Italia e si occupa di divulgazione sulle neurodivergenze.
I giochi di carte
Nel 2012 idea Squillo, un gioco di carte volutamente scorretto che divenne un caso: il 9 ottobre 2012, prima ancora della distribuzione, una senatrice ne chiese la rimozione dal mercato in una seduta parlamentare. Il gioco ebbe cinque espansioni, dal 2013 al 2017. Nel 2014 arriva Jenus, tratto dal fumetto di Don Alemanno; nel 2016 Witch and Bitch, ideato con Marco Albiero. Nel 2019 presenta a Lucca Comics and Games Dogma, un gioco sulla nascita di nuove religioni, e Squillo City, entrambi scritti con Dario Massa; nel 2022, al Napoli Comicon, Rainbow Pets.
Il Mensa Italia
Dal primo novembre 2019 al 2023 Casto è stato presidente del Mensa Italia, l'associazione che riunisce persone con un quoziente intellettivo elevato. Dal 2024 dirige QUID, la rivista digitale dell'associazione.
Divulgazione e attivismo
Negli ultimi anni l'artista si è dedicato al racconto delle neurodivergenze e dell'autismo, e ha pubblicato per Bompiani il libro DiversaMente. È attivista della comunità LGBTQ+, padrino di molti Pride nazionali, socio fondatore della factory creativa Freak and Chic; il comunicato lo ricorda anche come primo artista europeo ad aver collaborato con Pornhub.
Perché vedere Immanuel Casto a teatro
Il motivo principale per vedere Immanuel Casto al Ghione è assistere a un artista multiforme nella sua forma più essenziale: una voce, un palco, un ragionamento.
Chi conosce le canzoni
Chi segue Casto da Adult Music in poi troverà lo stesso gusto per il paradosso e per l'eccesso verbale, con una differenza: qui la provocazione non è sostenuta dalla musica dance ma deve reggersi sul ritmo della frase.
Chi lo conosce dai social
Chi lo ha scoperto attraverso i video di divulgazione, sulla logica, sulla comunicazione e sulle neurodivergenze, troverà probabilmente la parte più vicina a quello che già conosce. Il comunicato insiste sulla capacità dell'artista di analizzare il presente dosando ironia, satira, eccesso e ragione.
Chi non lo conosce
Per chi non ha mai ascoltato un suo disco, il consiglio è di arrivare senza pregiudizi e con un minimo di informazione sul tono: è una comicità adulta, a tratti feroce, che non cerca l'applauso facile.
Il Teatro Ghione, la sala di via delle Fornaci
Il Teatro Ghione è una sala di circa 500 posti in via delle Fornaci 37, a due passi dal Vaticano, che porta il nome dell'attrice Ileana Ghione, sua fondatrice.
Una sala per la prosa e per i concerti
Il cartellone del Ghione ha alternato per decenni la prosa classica, con Wilde, Pirandello, Shakespeare e Goldoni, ai concerti e alla comicità. Nella stagione in corso sono passati da qui FlaMENcos, Giovanni Cacioppo e I Fantastici: una programmazione varia, adatta a un monologo come quello di Casto.
Ileana Ghione
Nata a Cortemilia, in Piemonte, il 15 gennaio 1931, Ileana Ghione si forma negli anni Cinquanta all'Accademia d'arte drammatica, dove fra i suoi insegnanti c'è Sergio Tofano. Diventa un volto degli sceneggiati televisivi, da Jane Eyre a David Copperfield, dai Buddenbrook a Madame Curie, e recita Come le foglie di Giacosa con Tino Carraro. Il 9 dicembre 1980 acquista e riadatta il vecchio teatro di via delle Fornaci, che da allora porta il suo nome.
Le dimensioni giuste
Cinquecento posti sono la misura ideale per un monologo: abbastanza per fare serata, pochi abbastanza perché la voce arrivi anche alla galleria senza perdere le sfumature. Per un comico che lavora sul dettaglio della frase è un vantaggio concreto.
Come arrivare al Teatro Ghione
Per raggiungere il Teatro Ghione la soluzione più comoda è il treno regionale fino alla stazione di Roma San Pietro, servita dalle linee FL3 e FL5, a pochi minuti a piedi da via delle Fornaci.
In treno
La stazione di San Pietro, aperta nel 1894 sulla linea per Viterbo, ha anche una fermata di autobus e un posteggio di taxi. Dall'uscita si sale lungo via delle Fornaci fino al teatro.
In autobus e in metropolitana
Gli autobus della zona fanno capo alla stazione di San Pietro e a Largo di Porta Cavalleggeri; linee e orari serali vanno controllati sul calcolatore di percorso di ATAC. Le fermate della metro A più vicine sono in Prati, a una ventina di minuti a piedi attraverso Borgo e Piazza San Pietro.
In auto
Il sito del teatro indica tre soluzioni per il parcheggio nei dintorni: un parcheggio gratuito all'aperto, il parcheggio di San Pietro e l'autorimessa Bonifacio. Chi arriva in auto un mercoledì sera fa bene a partire con un po' di anticipo.
Cosa vedere intorno al Teatro Ghione prima dello spettacolo
Il Teatro Ghione si trova fra San Pietro, Borgo e il Gianicolo: prima di uno spettacolo serale il pomeriggio offre molte possibilità a pochi minuti a piedi.
San Pietro e Borgo
Piazza San Pietro e la Basilica di San Pietro sono vicinissime; fra la piazza e il Tevere si stende il rione Borgo, con il Passetto che arriva a Castel Sant'Angelo. Chi ha un pomeriggio intero può dedicarlo ai Musei Vaticani, prenotando l'ingresso in anticipo.
Il Gianicolo e Villa Pamphilj
Alle spalle del teatro sale il Gianicolo, con la terrazza sulla città; più a sud si apre Villa Doria Pamphilj, il grande parco del quadrante occidentale. A metà aprile le giornate sono ormai lunghe e una passeggiata prima dello spettacolo si fa ancora con la luce.
Porta Cavalleggeri
Scendendo verso Largo di Porta Cavalleggeri si incontrano le Mura leonine e la porta che conserva gli stemmi dei Borgia di papa Alessandro VI: un angolo poco frequentato, a pochi passi dalla folla di San Pietro.
Dove mangiare prima o dopo Non ha senso ma mi adeguo
Intorno al Teatro Ghione si trovano pizzerie, trattorie e bar nelle vie fra via delle Fornaci, via Gregorio VII e le pendici del Gianicolo, frequentati soprattutto da chi abita nel quartiere.
Prima dello spettacolo
Con l'inizio alle 21:00 c'è il tempo per una cena senza fretta: sedersi verso le 19:30 permette di arrivare in sala per le 20:40. I locali affacciati su via della Conciliazione e su Piazza San Pietro sono pensati soprattutto per i turisti; le vie residenziali dietro il teatro offrono una cucina più semplice e prezzi più tranquilli.
Dopo lo spettacolo
La durata dello spettacolo non è pubblicata. Chi preferisce cenare dopo trova locali a Borgo, a Prati e a Trastevere; di mercoledì le cucine chiudono prima che nel fine settimana, e una prenotazione fatta nel pomeriggio evita sorprese.
Accessibilità, età e informazioni pratiche
Il Teatro Ghione è segnalato come accessibile alle persone con disabilità dal portale turistico di Roma Capitale, che indica anche un servizio di dog sitting.
Persone con disabilità
Chi usa la sedia a rotelle o ha bisogno di assistenza fa bene a telefonare al teatro prima della serata, al 06 6372294, per sapere come è organizzato l'accesso e dove si trovano i posti riservati.
Ragazzi e famiglie
Non ha senso ma mi adeguo è uno spettacolo per adulti. Il repertorio di Immanuel Casto usa un linguaggio esplicito e affronta temi sessuali e sociali senza filtri: non è una serata da proporre ai bambini, e con gli adolescenti conviene conoscere prima il tono dell'artista.
Puntualità
Arrivare verso le 20:40 permette di ritirare i biglietti, se necessario, e di sedersi con calma. In un monologo i primi minuti costruiscono il patto con il pubblico, ed entrare a spettacolo iniziato significa perdere il filo.
Roma a metà aprile, la settimana dello spettacolo
Il 14 aprile 2027 cade in una settimana di primavera piena, con serate miti e giornate lunghe, e lo spettacolo di Immanuel Casto si inserisce in un calendario romano molto fitto.
Il clima
A metà aprile le temperature serali a Roma sono in genere gradevoli, ma all'uscita dal teatro un capo leggero è utile. La primavera è anche la stagione in cui la città si riempie di visitatori: per chi arriva da fuori conviene prenotare alloggio e treni per tempo.
Una stagione di comicità
Per Casto il Ghione è la sala scelta per l'unica serata romana del tour. Chi vuole combinare due spettacoli nella stessa settimana può consultare il cartellone primaverile dei teatri della città, dove la comicità e il monologo hanno uno spazio crescente.
Una curiosità su Immanuel Casto, Non ha senso ma mi adeguo al Teatro Ghione — 14 aprile 2027
La curiosità più singolare della carriera di Immanuel Casto riguarda un gioco di carte arrivato in Parlamento prima ancora di arrivare nei negozi. Nel 2012 l'artista ideò Squillo, un gioco in cui i partecipanti devono immedesimarsi in sfruttatori, costruito apposta per mettere in scena il politicamente scorretto. Il 9 ottobre 2012, mentre il gioco era ancora in prevendita, la senatrice Emanuela Baio Dossi ne chiese la rimozione dal mercato durante una seduta parlamentare, sostenendo che promuovesse la mercificazione del corpo femminile e altre pratiche degradanti. La polemica non fermò il progetto: al contrario, il gioco ebbe cinque espansioni fra il 2013 e il 2017, fino a una trilogia di viaggi nel tempo fra antica Grecia, medioevo e futuro, e nel 2019 una versione da tavolo, Squillo City.
La seconda curiosità riguarda il nome: Immanuel Casto è uno pseudonimo, e il nome anagrafico dell'artista è Manuel Cuni. Le prime pubblicazioni, fra il 2003 e il 2004, uscirono semplicemente come Immanuel, e furono distribuite gratuitamente. Quello che oggi è un marchio riconoscibile, fra musica, giochi e divulgazione, è nato quindi come progetto autoprodotto, regalato al pubblico della rete prima che una casa discografica se ne accorgesse.
Una cosa che non ti dice nessuno su Immanuel Casto, Non ha senso ma mi adeguo al Teatro Ghione — 14 aprile 2027
Quello che raramente si dice di Immanuel Casto è che la sua carriera nasce nella comunicazione, prima ancora che nella musica. Nel 2002 si trasferì a Bologna per lavorare come direttore artistico in un'agenzia di comunicazione, e solo dopo cominciò a pubblicare brani. Questa formazione spiega molto del monologo che arriva al Ghione: il primo spettacolo teatrale, Non Erano Battute, era dedicato proprio ai meccanismi della comunicazione, e la cura grafica che l'artista riserva ai suoi progetti ha una radice professionale. Nel 2022 ha curato anche la grafica di Rottocalco, il libro di Romina Falconi.
La seconda cosa che si dice poco è che il tour teatrale termina a Roma. Delle cinque date annunciate, il Ghione è l'ultima, il 14 aprile, dopo Milano, Firenze, Torino e Bologna. Una data di chiusura ha spesso un'energia particolare: il testo è rodato da quattro serate, e chi recita sa che non ci sarà una replica il giorno dopo. La terza è pratica: per chi vuole un posto in platea, i prezzi della galleria sono inferiori di meno di sei euro, e in una sala di queste dimensioni anche la galleria resta vicina al palco.
Il consiglio che ti do per visitare Immanuel Casto, Non ha senso ma mi adeguo al Teatro Ghione — 14 aprile 2027
Il consiglio è di arrivare al Ghione sapendo chi si va ad ascoltare. Chi conosce Immanuel Casto solo come autore di canzoni provocatorie farebbe bene a cercare, nei giorni prima, qualche suo intervento di divulgazione sulla logica, sulla comunicazione o sulle neurodivergenze: il monologo nasce da quella parte del suo lavoro più che dai dischi, e conoscerla aiuta a cogliere il registro della serata. Chi invece lo segue già sui social ascolti, al contrario, un paio di brani da Adult Music o da Malcostume, per ritrovare la radice pop del personaggio.
Il secondo consiglio riguarda il posto. Per un monologo la vicinanza al palco conta più che per un concerto: le espressioni, le pause, gli sguardi fanno parte della battuta. A nostro giudizio la platea vale la differenza di prezzo, purché non sia a visibilità ridotta. Il terzo riguarda il pomeriggio: San Pietro e il Gianicolo sono a pochi minuti, e una passeggiata al tramonto seguita da una cena presto nel quartiere è il modo più semplice di arrivare in sala senza fretta.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Immanuel Casto è un cantautore dai testi espliciti, cresciuto nella scena dance e nella rete. Si cita meno spesso il fatto che, dal primo novembre 2019 al 2023, sia stato presidente del Mensa Italia, l'associazione internazionale che riunisce persone con un quoziente intellettivo elevato e che promuove l'intelligenza e il talento. Il comunicato di Barley Arts parla addirittura di un doppio mandato, e dal 2024 l'artista dirige QUID, la rivista digitale dell'associazione. Il contrasto fra il cantante di Escort 25 e il presidente di un'associazione di persone ad alto quoziente intellettivo è, a ben vedere, la chiave di tutto il personaggio.
Un secondo fatto poco citato riguarda la televisione. La prima esibizione di Casto in Rai arrivò solo nel 2013, in due puntate di Aggratis!, dopo anni di carriera costruita quasi interamente fuori dai canali tradizionali: la rete, i locali, i Pride, le radio. Pochi artisti italiani hanno raggiunto un pubblico nazionale restando così a lungo ai margini della televisione generalista, e il tour teatrale di oggi, nelle sale più importanti di cinque città, misura la strada fatta da quelle pubblicazioni gratuite dei primi anni Duemila.
La foto giusta da fare a Immanuel Casto, Non ha senso ma mi adeguo al Teatro Ghione — 14 aprile 2027
La foto giusta, per una serata come questa, si fa prima dell'inizio: il palco del Ghione illuminato e vuoto, con il microfono o la sedia che il monologhista userà, e la sala che si riempie. Durante lo spettacolo il consiglio è di non scattare: in un monologo la concentrazione è tutto, e uno schermo acceso in una sala buia disturba chi recita e chi ascolta.
La seconda foto si fa all'uscita. Scendendo da via delle Fornaci verso Largo di Porta Cavalleggeri si arriva davanti alle Mura leonine, con la cupola di San Pietro illuminata poco distante: un'immagine notturna di Roma che a quell'ora, di mercoledì, si ha quasi tutta per sé.
La terza è per chi ama i dettagli: l'insegna del teatro, con il nome di Ileana Ghione, ricorda che questa sala esiste grazie alla scelta di un'attrice, che nel 1980 decise di comprare un vecchio teatro di quartiere e di dargli una seconda vita. Una foto dell'insegna, con la via in salita alle spalle, racconta il luogo meglio di qualsiasi inquadratura del palco.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La zona del Teatro Ghione ha una storia antica. Qui correvano le Mura leonine, e Porta Cavalleggeri conserva gli stemmi dei Borgia di papa Alessandro VI. Il 30 aprile 1849 a Porta Cavalleggeri si combatté il primo attacco delle truppe francesi contro la Repubblica Romana, respinto dai difensori, fra i quali c'era il giovane attore Tommaso Salvini, destinato a diventare uno dei grandi interpreti del teatro italiano dell'Ottocento.
Nel 1894 viene aperta la stazione di San Pietro, sulla linea per Viterbo: da qui parte anche la ferrovia Vaticana, e il cinema ha usato la stazione come set, con Totò, Alberto Sordi e Virna Lisi. Il 9 dicembre 1980 Ileana Ghione acquista il vecchio teatro di via delle Fornaci e lo riapre con il suo nome; il 25 novembre 1986 vi va in scena Candida di Shaw con la regia di Silverio Blasi. Nel 2001 l'attrice riceve dal presidente Ciampi l'onorificenza di Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica.
Nel dicembre 2005 Ileana Ghione, mentre recita l'Ecuba di Euripide sul suo palco, accusa un malore e muore poco dopo; la camera ardente viene allestita nel teatro. Da allora la sala ha continuato a ospitare prosa, concerti e comicità, fino al monologo di Immanuel Casto del 14 aprile 2027.
Chi è passato da Immanuel Casto, Non ha senso ma mi adeguo al Teatro Ghione — 14 aprile 2027
Dalla carriera di Immanuel Casto sono passati molti compagni di strada. Romina Falconi è la presenza più costante: la sua voce è in Crash e in Sognando Cracovia, con lei Casto ha condiviso il Sognando Cracovia Tour del 2014 e 2015 e l'Insegnami la vita Tour del 2022 e 2023, e con lei e un ensemble da camera ha reinterpretato i suoi brani prima di approdare al teatro. Alessandro Fullin e Fabio Canino chiusero con lui il concerto del Pride nazionale del 2008; Stefano Keen Maggiore produsse Touché, il primo singolo distribuito da un'etichetta. Per i giochi, i nomi sono quelli di Don Alemanno, autore del fumetto Jenus, di Marco Albiero e di Dario Massa.
Dal Teatro Ghione sono passati i classici della prosa, da Wilde a Pirandello, da Shakespeare a Goldoni, e il volto di Ileana Ghione, allieva di Sergio Tofano e compagna di scena di Tino Carraro. Nel quartiere intorno sono passati papi e soldati, i Borgia e Tommaso Salvini. Nella stagione 2026 e 2027 la sala di via delle Fornaci accoglie anche il flamenco, i concerti tributo e la comicità: il monologo di Casto si aggiunge a un cartellone che ha sempre mescolato generi e pubblici diversi.
Domande frequenti su Immanuel Casto al Teatro Ghione
Quando va in scena Non ha senso ma mi adeguo a Roma?
Non ha senso ma mi adeguo di Immanuel Casto va in scena a Roma mercoledì 14 aprile 2027 alle 21:00, al Teatro Ghione in via delle Fornaci 37. È l'unica data romana del tour teatrale e anche l'ultima delle cinque annunciate, dopo Milano, Firenze, Torino e Bologna.
Quanto costano i biglietti per Immanuel Casto al Ghione?
Per Immanuel Casto al Teatro Ghione i biglietti interi costano 40,25 euro in platea e 34,50 euro in galleria sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, con le commissioni di servizio in più. È prevista anche una platea a visibilità ridotta.
Che tipo di spettacolo è Non ha senso ma mi adeguo?
Non ha senso ma mi adeguo è un monologo comico, definito dall'organizzazione «monologo di pragmatismo comico»: Immanuel Casto analizza con ironia le assurdità delle convenzioni sociali moderne, nella veste di monologhista puro. Fa parte di un progetto che comprende il nuovo album Formato non riconosciuto e un tour nei club.
Lo spettacolo di Immanuel Casto è adatto ai bambini?
Lo spettacolo di Immanuel Casto è pensato per un pubblico adulto. L'artista è noto per un linguaggio esplicito e per una provocazione dichiarata sui temi sessuali e sociali; non è una serata adatta ai bambini, e con i ragazzi conviene conoscere prima il suo stile.
Dove si trova il Teatro Ghione e come si arriva?
Il Teatro Ghione si trova in via delle Fornaci 37, fra San Pietro e il Gianicolo. La stazione più vicina è Roma San Pietro, servita dai treni regionali FL3 e FL5; gli autobus fanno capo alla stazione e a Largo di Porta Cavalleggeri, e il teatro indica tre soluzioni di parcheggio nei dintorni.
Chi organizza lo spettacolo?
Lo spettacolo di Immanuel Casto al Teatro Ghione è prodotto e organizzato da Barley Arts, che cura anche il tour musicale di Formato non riconosciuto. I biglietti sono in vendita sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, anche per telefono.
Chi è Immanuel Casto?
Immanuel Casto, pseudonimo di Manuel Cuni, nato ad Alzano Lombardo nel 1983, è cantautore, autore di giochi di carte, divulgatore e attivista. Ha pubblicato album come Adult Music, Freak and Chic, The Pink Album e Malcostume ed è stato presidente del Mensa Italia dal 2019 al 2023.
Il consiglio finale su Immanuel Casto al Teatro Ghione
Non ha senso ma mi adeguo è, a nostro giudizio, lo spettacolo giusto per capire che cosa tiene insieme le molte identità di Immanuel Casto: il cantautore scandaloso, l'autore di giochi scorretti, il presidente del Mensa, il divulgatore. Tolta la musica, resta il metodo, cioè un ragionamento rigoroso applicato a materiali volutamente assurdi. Il consiglio è di prenotare presto un posto in platea, di arrivare con qualche minuto di anticipo e di mettere in conto una serata adulta, che non fa sconti a nessuno. Il Ghione, con le sue dimensioni raccolte e la sua storia di sala d'attrice, è la cornice adatta per chiudere il tour.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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