Proponi un eventoAccediIl mio viaggio

Teatro Ghione

Il Teatro Ghione si trova in via delle Fornaci 37, a Roma, in un tratto di strada che sale dal Vaticano verso il Gianicolo, nel quartiere Aurelio e a un passo dal rione Borgo. Chi esce da piazza San Pietro e imbocca via di Porta Cavalleggeri lo raggiunge a piedi in pochi minuti, con il colonnato del Bernini ancora alle spalle e la mole di Castel Sant'Angelo visibile lungo il tragitto. È un teatro piccolo per gli standard romani, meno di cinquecento posti in un'unica sala, ma con una storia che intreccia il nome di un'attrice, un pianista inglese e la vocazione musicale della capitale nei decenni in cui la musica da camera cercava spazi diversi dai grandi teatri lirici. Oggi il cartellone alterna prosa classica e contemporanea, concerti, danza e spettacoli per famiglie, in un edificio che ha conservato l'atmosfera raccolta con cui fu pensato quando aprì.

Chi visita il Vaticano e i Musei Vaticani nello stesso giorno trova qui una tappa serale a portata di mano, e chi si muove fra la basilica di San Pietro e il Gianicolo passa comunque a poche decine di metri dal suo ingresso. Non è un teatro nato per stare al centro dell'attenzione turistica, ed è proprio per questo che chi lo scopre lo racconta spesso come una sorpresa: una sala raccolta, con un pubblico misto di romani, addetti ai lavori del mondo vaticano e viaggiatori di passaggio, incastonata in un quartiere che vive di un ritmo diverso rispetto al viavai continuo di piazza San Pietro. Questa pagina ricostruisce la sua storia, la sua collocazione nel tessuto urbano fra Borgo e Aurelio, la sala e la programmazione, con tutte le informazioni pratiche utili a chi vuole unire una serata a teatro a una giornata dedicata al Vaticano.

Dove si trova il Teatro Ghione e come arrivare davvero

Il teatro sorge in via delle Fornaci 37, cap 00165, nel quartiere Aurelio, sul lato del colle Gianicolo che degrada verso le mura vaticane. Il nome della strada racconta la sua origine artigianale: qui, prima che la zona diventasse residenziale, lavoravano le fornaci che producevano laterizi per l'edilizia romana, in un'area a ridosso della Città del Vaticano che fino all'Ottocento era in gran parte campagna urbana. Oggi via delle Fornaci collega largo del Gelsomino e la sommità del Gianicolo con la zona di Porta Cavalleggeri e il perimetro murario vaticano, ed è percorsa quotidianamente da chi sale al colle per la vista su Roma o scende verso San Pietro.

La sala del Teatro Ghione a Roma
La sala del Teatro Ghione, in via delle Fornaci ai piedi del Gianicolo. Immagine dal sito ufficiale del Teatro Ghione.

A piedi da San Pietro e dal Vaticano

La strada più diretta parte da piazza San Pietro: si imbocca via di Porta Cavalleggeri, si costeggia il tratto di mura vaticane sul lato sud, e si sale leggermente fino all'incrocio con via delle Fornaci. Sono circa dieci minuti di cammino tranquillo, in salita dolce, con il traffico ridotto rispetto a via della Conciliazione. Chi arriva da Castel Sant'Angelo aggiunge un quarto d'ora abbondante, sempre a piedi, seguendo lungotevere e poi risalendo verso il colle. È il tragitto che consiglio a chi ha una serata a teatro e vuole prima una passeggiata romana vera, senza dover pensare al parcheggio.

In autobus, taxi e parcheggio nella zona

La zona è servita da diverse linee del trasporto pubblico che transitano su via Aurelia e nei pressi di piazza della Rovere e piazza del Risorgimento, con fermate a distanza pedonale dal teatro. Chi preferisce il taxi trova comodo indicare come riferimento largo del Gelsomino o l'incrocio fra via delle Fornaci e via Aurelia Antica, punti che ogni tassista romano riconosce senza esitazione. Per chi arriva in auto propria il parcheggio è il vero nodo della serata: la zona intorno al Vaticano è a traffico limitato in più tratti e i posti liberi su strada sono scarsi, specialmente nelle sere di spettacolo. Il consiglio pratico è arrivare con almeno mezz'ora di anticipo e mettere in conto qualche giro a vuoto prima di trovare un varco, oppure valutare un parcheggio a pagamento nella zona di piazza del Risorgimento e completare il tragitto a piedi: sono meno di quindici minuti di cammino e si evita la frustrazione della caccia al posto proprio davanti al teatro.

Dagli aeroporti e dal resto di Roma

Chi arriva da fuori Roma per assistere a uno spettacolo al Teatro Ghione, magari approfittando di un soggiorno concentrato in pochi giorni, deve mettere in conto i tempi di trasferimento dagli scali principali della capitale: dall'aeroporto di Fiumicino il tragitto verso il Vaticano richiede in genere fra i quaranta minuti e l'ora, a seconda del traffico e del mezzo scelto, mentre da Ciampino i tempi sono generalmente più brevi. Chi soggiorna in un albergo del centro storico, di Prati o della stessa zona Aurelio troverà invece il teatro raggiungibile in pochi minuti, complice la posizione defilata rispetto alle grandi arterie ma vicinissima a piedi al cuore della città vaticana.

Dal Grande Raccordo Anulare

Chi si muove in auto dal resto del Lazio e imbocca il Grande Raccordo Anulare trova diverse uscite utili per raggiungere la zona: quella sulla via Aurelia permette di scendere direttamente verso il quartiere Aurelio e da lì risalire in pochi minuti fino a via delle Fornaci, evitando di dover attraversare il centro storico nelle ore di maggiore traffico. È il percorso che consiglio a chi arriva dai Castelli Romani o dalla zona nord del Lazio e non vuole perdersi nel dedalo di sensi unici del centro di Roma prima di uno spettacolo serale.

Il quartiere Aurelio e il rione Borgo intorno al Teatro Ghione

Via delle Fornaci segna quasi un confine simbolico fra due anime diverse della Roma vaticana: da un lato il rione Borgo, il quartiere murato voluto da papa Leone IV nel Medioevo per proteggere la basilica di San Pietro, con le sue strade strette e la memoria del passetto che un tempo collegava il Vaticano a Castel Sant'Angelo; dall'altro il quartiere Aurelio, più moderno, cresciuto nel corso del Novecento lungo l'asse dell'antica via Aurelia e sulle pendici del Gianicolo. Il Teatro Ghione si trova esattamente in questa cerniera, abbastanza vicino al Vaticano da respirarne l'atmosfera, abbastanza dentro l'Aurelio da avere il carattere tranquillo di un quartiere residenziale romano.

Da Borgo al Gianicolo, una passeggiata prima o dopo lo spettacolo

Chi ha tempo prima dello spettacolo può risalire via delle Fornaci fino alla sommità del Gianicolo, dove il belvedere del Faro e il monumento a Giuseppe Garibaldi offrono una delle viste più ampie su Roma, con la cupola di San Pietro in primo piano e il resto della città che si apre verso l'orizzonte. È una passeggiata di circa venti minuti a passo tranquillo, in salita ma senza tratti impegnativi, che molti spettatori del Ghione considerano un vero e proprio prologo alla serata teatrale. Scendendo invece verso il Tevere si incontra il rione Borgo vero e proprio, con le sue strade che portano ancora i nomi legati alla storia dei pellegrini medievali, e più oltre Castel Sant'Angelo, che con il Vaticano formava un tempo un sistema difensivo unico collegato dal celebre passetto.

Il quartiere Aurelio, fra edilizia del Novecento e vita di zona

Il quartiere Aurelio, che dà il nome al più ampio quartiere amministrativo XIII della città, si sviluppò nel corso del Novecento lungo il tracciato dell'antica via Aurelia, la consolare che collegava Roma alla costa tirrenica e poi alla Gallia. A differenza del rione Borgo, dal tessuto medievale compatto e dalle strade strette, l'Aurelio ha un impianto più moderno, con palazzine residenziali costruite soprattutto fra gli anni venti e gli anni sessanta, ville liberty più antiche vicino al Gianicolo e un tessuto commerciale di quartiere pensato per chi ci abita tutto l'anno più che per il turismo di passaggio. È in questo contesto, a metà strada fra la solennità del Vaticano e la vita quotidiana di un quartiere romano qualunque, che il Teatro Ghione ha costruito negli anni il proprio pubblico più fedele, fatto in larga parte di residenti della zona che tornano stagione dopo stagione.

Trastevere e i Musei Vaticani, due direzioni opposte dalla stessa strada

Dal Teatro Ghione si può scegliere in quale direzione proseguire la serata o la giornata: scendendo verso il Tevere e superando il fiume si raggiunge Trastevere, con il Museo di Roma in Trastevere e la salita che porta a San Pietro in Montorio, dalla cui terrazza si gode un altro punto panoramico sulla città; risalendo invece verso nord, lungo le mura vaticane, si arriva ai Musei Vaticani e, quando sono aperti al pubblico, ai Giardini Vaticani. Il Teatro Ghione, insomma, non è un'uscita isolata ma un tassello naturale di qualunque itinerario che tenga insieme Vaticano, Gianicolo e Trastevere in una sola giornata romana.

Chi ha più giorni a disposizione può anche pensare a un itinerario rovesciato rispetto al consueto: iniziare la giornata con la salita al Gianicolo per godere della città ancora silenziosa del mattino, scendere poi verso il Vaticano per la visita alla basilica e ai musei nelle ore centrali, e chiudere la serata proprio al Teatro Ghione, a pochi passi dal punto di partenza. È un percorso ad anello che evita di dover tornare più volte sugli stessi passi e che sfrutta al meglio la concentrazione di attrazioni che caratterizza questa porzione di Roma, dove in uno spazio relativamente ristretto si incontrano la grande basilica cristiana, uno dei belvedere più amati dai romani e un teatro con oltre quarant'anni di storia.

Il rione Borgo, le mura leonine e il passetto

Il rione Borgo, che confina con il tratto meridionale di via delle Fornaci, è uno dei rioni più antichi di Roma nella sua funzione, anche se il nome ufficiale entrò nell'uso amministrativo solo nell'Ottocento: le sue origini risalgono alla cinta muraria fatta costruire da papa Leone IV nel IX secolo per proteggere la basilica di San Pietro dalle incursioni saracene, le cosiddette mura leonine, che ancora oggi delimitano in parte il confine dello Stato della Città del Vaticano. Da quelle stesse mura si diparte il celebre passetto, il corridoio sopraelevato che collegava il Vaticano a Castel Sant'Angelo e che nei secoli servì più volte come via di fuga per i pontefici nei momenti di pericolo, il più noto dei quali fu il sacco di Roma del 1527. Camminare da via delle Fornaci verso il Vaticano significa quindi attraversare uno dei tessuti urbani più stratificati della città, dove ogni pietra racconta un pezzo diverso della storia di Roma e della sede papale.

La storia del Teatro Ghione, dalla vecchia sala all'apertura del 1982

Il Teatro Ghione nasce dalla trasformazione di una sala teatrale preesistente di via delle Fornaci, acquistata il 9 dicembre 1980 dall'attrice Ileana Ghione, che le diede il proprio cognome e ne fece il progetto della sua maturità artistica. Ileana Ghione, nata a Cortemilia nel 1931 e formata all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica di Roma sotto Sergio Tofano, aveva costruito negli anni cinquanta e sessanta una carriera televisiva popolare, con interpretazioni in sceneggiati come Jane Eyre e David Copperfield, prima di dedicarsi al teatro come imprenditrice oltre che come interprete. Dopo l'acquisto e i lavori di ristrutturazione, la sala riaprì al pubblico nel 1982 con il nome che porta ancora oggi.

Da una vecchia sala teatrale a un teatro con un nome nuovo

Prima dell'acquisto da parte di Ileana Ghione, l'edificio di via delle Fornaci ospitava già una sala teatrale, situata in una strada che nel corso del Novecento aveva visto crescere attorno a sé il tessuto residenziale del quartiere Aurelio. L'operazione compiuta nel 1980 non fu quindi la costruzione di un teatro dal nulla, ma la trasformazione profonda di uno spazio già destinato allo spettacolo, ristrutturato e ripensato secondo un progetto e un'estetica completamente nuovi, fino alla riapertura al pubblico con il nome Ghione nel 1982. È una storia comune a diversi teatri italiani di medie dimensioni, dove il rilancio di una sala preesistente si è rivelato spesso più sostenibile, sia dal punto di vista economico sia da quello urbanistico, della costruzione di un edificio interamente nuovo in un quartiere già consolidato come l'Aurelio.

Ileana Ghione, dalla televisione degli anni cinquanta al teatro di via delle Fornaci

Ileana Ghione era nata a Cortemilia, in provincia di Cuneo, il 15 gennaio 1931, e si era formata a Roma negli anni cinquanta all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica sotto la guida di Sergio Tofano, uno dei maestri della regia italiana del Novecento. La sua carriera prese slancio proprio con la televisione dei primi decenni, quando gli sceneggiati in bianco e nero portavano nelle case degli italiani riduzioni di grandi classici della letteratura: Ghione interpretò Jane Eyre nel 1957, apparve in una riduzione di David Copperfield nel 1965, recitò ne I Buddenbrook nel 1971 e in Madame Curie nel 1966, diventando in quegli anni un volto molto popolare del teatro sceneggiato italiano. Fu anche interprete di Come le foglie di Giuseppe Giacosa accanto a Tino Carraro, una delle collaborazioni più ricordate della sua carriera in prosa. Quando negli anni ottanta decise di investire nella sala di via delle Fornaci, portò in quel progetto l'esperienza di un'intera vita passata fra set televisivi e palcoscenici, trasformandosi da interprete a imprenditrice teatrale in un momento in cui aprire un teatro privato a Roma non era un'impresa semplice dal punto di vista economico.

Christopher Axworthy, Eugenio Guglielminetti e il gusto vittoriano della sala

Fin dalla fondazione la gestione del teatro fu condivisa fra Ileana Ghione e Christopher Axworthy, pianista inglese che portò nella programmazione una spiccata vocazione per la musica da camera, con stagioni concertistiche che nei decenni successivi arrivarono a contare circa quaranta appuntamenti l'anno, concentrate soprattutto sui giovani talenti di livello eccezionale e sui grandi nomi già acclamati sui maggiori palcoscenici internazionali. La sala fu ridisegnata dallo scenografo Eugenio Guglielminetti, che le diede un'atmosfera elegante e un poco londinese, con velluti, boiserie e un gusto d'arredo che richiama l'estetica vittoriana più che quella dei teatri romani coevi: un carattere che ancora oggi distingue il Ghione dalla maggior parte delle sale della capitale, quasi un salotto teatrale più che un teatro all'italiana in senso stretto. Questa scelta stilistica non fu casuale: rifletteva la volontà dei due fondatori di creare uno spazio che somigliasse più ai piccoli teatri da camera londinesi, dove Axworthy si era formato musicalmente, che ai grandi teatri all'italiana ottocenteschi diffusi nel resto della città.

Il teatro dopo la scomparsa della fondatrice

Dopo la morte di Ileana Ghione nel 2005, il teatro ha dovuto reinventare la propria direzione mantenendo l'impronta data dalla fondatrice, continuando a proporre una programmazione che tiene insieme prosa, musica e attenzione al pubblico delle famiglie e delle scuole. La continuità con lo spirito originario, più che con una singola gestione, è la chiave che ha permesso alla sala di via delle Fornaci di restare attiva ininterrottamente per oltre quattro decenni in uno dei quartieri più cari e centrali di Roma, un risultato tutt'altro che scontato per un teatro privato di dimensioni contenute.

La sala e la capienza del Teatro Ghione

Il Teatro Ghione dispone di un'unica sala con 468 posti complessivi, divisi fra 335 poltrone in platea e 133 posti in galleria, una capienza che lo colloca fra i teatri medio piccoli di Roma e che spiega la sensazione di intimità che chi ci va a vedere uno spettacolo segnala quasi sempre. Non è un teatro pensato per le grandi produzioni con centinaia di comparse, ma per la prosa da camera, il recital musicale, il monologo, la danza in formazioni contenute: un formato che negli ultimi decenni, con la crescita dei costi delle produzioni teatrali, ha trovato più di un motivo per resistere e anzi per affermarsi come alternativa credibile ai palcoscenici maggiori.

Va detto con chiarezza che una capienza di 468 posti, per quanto piccola se paragonata ai grandi teatri stabili italiani, è tutt'altro che trascurabile per un teatro privato gestito senza il sostegno di un ente pubblico stabile: significa che ogni sera di spettacolo, per essere sostenibile dal punto di vista economico, deve attrarre un numero di spettatori paragonabile a quello di un cinema di quartiere di medie dimensioni. È uno degli equilibri meno visibili ma più concreti che la direzione del teatro affronta stagione dopo stagione, e spiega perché la programmazione tenda a diversificare fra generi diversi invece di puntare su un solo tipo di spettacolo.

Platea, galleria e visuale

La divisione fra platea e galleria segue lo schema classico dei teatri all'italiana in scala ridotta, con la galleria che offre una visuale leggermente rialzata sul palcoscenico, utile per chi cerca un colpo d'occhio d'insieme sulla scena piuttosto che il coinvolgimento ravvicinato della platea. Nella prenotazione dei biglietti, quando lo spettacolo lo consente, conviene indicare la propria preferenza: chi porta bambini piccoli o persone con difficoltà di udito troverà nella platea centrale la scelta più comoda, chi ama osservare la scenografia nel suo insieme apprezzerà la galleria.

Le dimensioni contenute della sala hanno un altro effetto pratico che vale la pena segnalare: non esistono, al Ghione, i posti davvero scomodi tipici delle grandi sale, quelli lontanissimi dal palco o schiacciati contro una colonna. Anche l'ultima fila di galleria mantiene un contatto visivo diretto con la scena, un aspetto che rende il teatro particolarmente apprezzato per il recital da camera e per la prosa con pochi interpreti, dove la vicinanza fra pubblico e attori fa parte dell'esperienza stessa dello spettacolo.

Un teatro nato per la musica da camera, non solo per la prosa

La sala fu concepita fin dall'inizio tenendo conto delle esigenze acustiche del concerto da camera, un genere che richiede una resa del suono diversa rispetto alla grande orchestra sinfonica o all'opera lirica. È una delle ragioni per cui il Ghione, pur restando un teatro di prosa a tutti gli effetti, ha continuato nel tempo a ospitare cicli di concerti pianistici e cameristici, mantenendo fede all'impostazione voluta da Christopher Axworthy fin dai primi anni ottanta.

Come funziona l'acquisto dei biglietti

I prezzi dei biglietti del Teatro Ghione variano a seconda dello spettacolo, della data e del posto scelto in sala, con differenze fra platea e galleria e riduzioni spesso previste per studenti, gruppi e abbonati. Non esiste una tariffa fissa valida per tutta la stagione, perché ogni produzione, dalla prosa al concerto da camera fino agli spettacoli musicali più impegnativi dal punto di vista scenografico, ha una propria politica di prezzo. Il modo più affidabile per conoscere il costo esatto di uno spettacolo specifico resta la consultazione del sito ufficiale del teatro o una telefonata diretta al botteghino, soprattutto per chi vuole valutare la convenienza di un abbonamento rispetto all'acquisto dei singoli biglietti.

La programmazione del Teatro Ghione fra prosa, musica e danza

Il cartellone del Teatro Ghione alterna stagionalmente opere di repertorio classico, da Oscar Wilde a Luigi Pirandello, da William Shakespeare a Carlo Goldoni, con produzioni contemporanee, commedie brillanti e spettacoli pensati per un pubblico familiare, spesso con la presenza di volti noti della televisione italiana per avvicinare i più giovani al teatro comico prima e alla commedia più strutturata poi. Accanto alla prosa la sala ospita stagioni di concerti, danza e produzioni musicali di respiro più ampio: le stagioni recenti hanno messo in cartellone titoli come Carmina Burana, Peter Pan e serate tributo dedicate a repertori rock e a compositori classici, segno di una programmazione che non si chiude in un solo genere ma prova a tenere insieme pubblici diversi nello stesso spazio.

I concerti da camera, l'eredità della vocazione musicale del Ghione

La vena musicale del teatro, voluta fin dall'inizio da Christopher Axworthy, ha portato negli anni sul palco del Ghione nomi di primo piano della musica classica internazionale, in stagioni che privilegiavano tanto i giovani talenti di livello eccezionale quanto gli interpreti già acclamati sui maggiori palcoscenici del mondo. È una caratteristica che distingue il teatro dalla gran parte delle sale di prosa romane, e che ancora oggi si riflette in una programmazione che riserva spazio a recital pianistici e concerti da camera accanto agli spettacoli di prosa e danza.

Danza e produzioni miste

Oltre alla prosa e alla musica, la sala ha ospitato nel tempo anche produzioni di danza in formazioni contenute, coerenti con le dimensioni del palcoscenico e con la vocazione generale del teatro a privilegiare spettacoli dove la vicinanza fra interpreti e pubblico resta un valore aggiunto piuttosto che un limite. Non è un teatro pensato per le grandi coreografie corali che richiedono palcoscenici di dimensioni industriali, ma per formazioni più piccole, dove il gesto del singolo danzatore resta leggibile anche dall'ultima fila di galleria.

Uno sguardo alle stagioni più recenti

Le stagioni degli ultimi anni confermano questa impostazione mista: accanto ai titoli di prosa e alle commedie brillanti pensate per un pubblico ampio, il cartellone ha proposto produzioni come Carmina Burana in versione teatrale, un adattamento di Peter Pan pensato per le famiglie, e serate di carattere tributo dedicate tanto al repertorio rock, con omaggi a formazioni storiche come i Pink Floyd, quanto ai grandi compositori classici. È un equilibrio fra generi diversi che permette al teatro di parlare a pubblici molto differenti nell'arco della stessa stagione, senza mai abbandonare del tutto l'impostazione originaria voluta dai fondatori.

Teatro per le scuole e per le famiglie

Una parte non secondaria della programmazione del Ghione guarda da anni al pubblico scolastico e familiare, con l'obiettivo dichiarato di avvicinare i ragazzi al teatro comico prima e alla commedia più strutturata poi, spesso affiancando al cast attori legati anche al mondo televisivo per rendere lo spettacolo più immediato a un pubblico giovane. Questa attenzione si traduce in collaborazioni stabili con gli istituti scolastici della zona e in matinée pensate appositamente per le classi, una tradizione che affonda le radici nella stessa missione culturale con cui il teatro fu concepito negli anni ottanta.

Una curiosità sul Teatro Ghione

Pochi, passando davanti all'ingresso di via delle Fornaci, sanno che il nome del teatro non indica una dinastia di impresari teatrali ma una singola persona, un'attrice che nel 1980 decise di investire i propri risparmi e la propria reputazione in una sala del quartiere Aurelio invece che continuare soltanto a recitare per gli altri. Ileana Ghione aveva alle spalle una carriera televisiva già solida quando comprò la vecchia sala di via delle Fornaci: avrebbe potuto restare un volto noto del piccolo schermo, e scelse invece di diventare imprenditrice teatrale in un momento in cui aprire un teatro privato a Roma, vicino al Vaticano, non era affatto un'operazione scontata dal punto di vista economico. Il cognome che leggiamo oggi sull'insegna è il suo, non quello di una famiglia di impresari che si tramanda l'attività da generazioni, come accade per altri teatri storici della città.

C'è poi un secondo aspetto poco conosciuto: la scelta del socio con cui condividere il progetto. Ileana Ghione non chiamò accanto a sé un altro attore o un regista di prosa, ma un pianista inglese, Christopher Axworthy, che portò nella nuova sala un'impronta musicale destinata a diventare una delle caratteristiche più originali del teatro. È una combinazione insolita, un'attrice italiana e un musicista britannico, che spiega perché il Ghione, a differenza di quasi tutti gli altri teatri romani di dimensioni simili, abbia costruito nel tempo una vera e propria stagione concertistica parallela a quella di prosa, capace di attirare un pubblico specializzato che difficilmente si troverebbe in un teatro pensato soltanto per la recitazione.

Una cosa che non ti dice nessuno sul Teatro Ghione

Quello che raramente viene raccontato è quanto la posizione del Teatro Ghione, così vicina al Vaticano, lo abbia reso per decenni un punto di riferimento anche per un pubblico che con la prosa italiana ha poco a che fare: religiosi, funzionari della Santa Sede, pellegrini di passaggio che si fermano qualche giorno a Roma e cercano una serata culturale a distanza di pochi minuti a piedi dal loro alloggio. Non è un dettaglio da poco per un teatro di dimensioni contenute: significa che la sala convive, sera dopo sera, con un pubblico misto fra romani appassionati di teatro, turisti che capitano nella zona e persone legate al mondo vaticano che qui trovano uno spettacolo senza dover attraversare mezza città. È una convivenza silenziosa che non compare quasi mai nelle recensioni, ma che chiunque lavori stabilmente al botteghino del Ghione conosce bene.

Un secondo elemento poco raccontato riguarda il rapporto fra il teatro e le scuole della zona. Da anni la programmazione riserva spazio a matinée e a percorsi pensati specificamente per le classi, con l'obiettivo dichiarato di avvicinare i più giovani al teatro comico prima e alla commedia più strutturata poi. Non è una funzione che si vede dal cartellone serale pubblicizzato online, ma è una parte importante dell'attività quotidiana della sala, ed è probabilmente una delle ragioni per cui il teatro è riuscito a restare aperto ininterrottamente per oltre quarant'anni in una zona dove i costi di gestione di un immobile non sono mai stati bassi.

Il consiglio che ti do per visitare il Teatro Ghione

Se avete in programma una giornata dedicata al Vaticano, conviene prenotare lo spettacolo del Ghione per la sera dello stesso giorno invece di considerarlo un'uscita a sé stante: la distanza a piedi da piazza San Pietro è talmente breve che diventa naturale chiudere la giornata con una tappa teatrale senza dover riorganizzare gli spostamenti. Arrivate con margine, perché la zona intorno al Vaticano si svuota lentamente dopo la chiusura dei musei e delle basiliche, e una passeggiata in più su via delle Fornaci prima dello spettacolo, magari salendo verso il Gianicolo per un primo sguardo sulla città che si accende, vale quanto lo spettacolo stesso. Controllate sempre gli orari di apertura del botteghino sul sito ufficiale prima di uscire di casa, perché variano fra i giorni feriali e la domenica, e se portate con voi il cane sappiate che il teatro offre un servizio di dog sitting, una comodità che pochissime sale romane di queste dimensioni mettono a disposizione.

Un secondo consiglio riguarda la scelta del posto in sala se lo spettacolo è un concerto o un recital pianistico: date le dimensioni contenute della platea, anche le file centrali non troppo vicine al palco restituiscono un ascolto equilibrato, mentre nella prosa, dove il testo e la gestualità contano quanto la voce, meglio orientarsi sulle prime file di platea se possibile. Se viaggiate con bambini per uno degli spettacoli pensati per le famiglie, informatevi in anticipo sulla durata effettiva della rappresentazione: le produzioni per il pubblico più giovane al Ghione tendono a restare contenute nei tempi proprio per non mettere alla prova l'attenzione dei più piccoli, ma è sempre meglio saperlo prima di organizzare la serata attorno all'orario di cena.

Infine, se il vostro soggiorno romano prevede più di una serata a teatro, vale la pena informarsi sulle formule di abbonamento proposte dal Ghione per la stagione in corso: chi segue più di due o tre spettacoli nello stesso anno teatrale trova quasi sempre condizioni più vantaggiose rispetto all'acquisto del singolo biglietto, ed è un'informazione che il botteghino fornisce volentieri anche per telefono.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È noto agli appassionati di teatro romano, ma raramente finisce nei testi divulgativi, che il Teatro Ghione è accessibile alle persone con disabilità, un aspetto tutt'altro che scontato per una sala ricavata da un edificio preesistente in una strada in salita come via delle Fornaci. La scelta di garantire l'accessibilità, mantenuta nel tempo attraverso gli adeguamenti della struttura, ha permesso al teatro di restare una destinazione praticabile anche per chi si muove con difficoltà, in un quartiere dove il dislivello fra il Vaticano e la sommità del Gianicolo rende la mobilità un tema tutt'altro che teorico. È un dettaglio che vale la pena verificare in anticipo contattando il botteghino, ma che colloca il Ghione fra le sale della capitale più attente a questo aspetto, accanto a una programmazione che negli anni ha sempre guardato anche al pubblico delle scuole e delle famiglie.

Altrettanto poco citato è il fatto che il teatro, oltre alla stagione di prosa e di musica, mette a disposizione la propria sala per il noleggio in occasione di eventi privati e per l'attività di un laboratorio teatrale interno, aperto a chi vuole avvicinarsi alla recitazione senza necessariamente puntare a una carriera professionale. Sono attività che convivono con la programmazione principale senza mai diventarne il volto pubblico, ma che spiegano perché il teatro riesca a restare vivo anche nei periodi dell'anno in cui il cartellone di prosa e concerti è più diradato, come accade tipicamente nei mesi estivi in quasi tutte le sale coperte della capitale.

La foto giusta da fare al Teatro Ghione

La foto che vale la pena scattare non è quella della facciata, sobria e poco fotogenica su una strada stretta, ma quella dell'interno della sala vista dalla galleria, con le poltrone di platea illuminate prima dell'inizio dello spettacolo e i velluti scuri dell'arredo che restituiscono bene l'atmosfera d'epoca voluta da Eugenio Guglielminetti negli anni della ristrutturazione. Se lo spettacolo lo consente e il teatro dà l'autorizzazione, quello scatto racconta il carattere del Ghione molto più di un'immagine esterna: un piccolo teatro all'italiana in miniatura, con un gusto d'arredo che richiama un salotto londinese più che una sala romana. In alternativa, chi esce dallo spettacolo e ha ancora tempo davanti può salire i pochi minuti che separano via delle Fornaci dalla sommità del Gianicolo e fotografare da lassù la cupola di San Pietro illuminata, un modo per chiudere la serata con un'immagine che tiene insieme il teatro appena lasciato e il quartiere che lo ospita.

Chi invece preferisce una foto più semplice, da scattare senza dover chiedere permessi particolari, può fermarsi all'incrocio fra via delle Fornaci e via di Porta Cavalleggeri: da lì si vede contemporaneamente il tratto di mura vaticane e l'imbocco della strada che porta al teatro, un'inquadratura che racconta bene la posizione del Ghione a cavallo fra il mondo vaticano e il quartiere Aurelio senza bisogno di entrare in sala. È l'immagine giusta da usare per spiegare a chi non conosce Roma dove si trova davvero questo teatro, molto più efficace di una semplice indicazione sulla mappa.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Fra i momenti che segnano la storia del Teatro Ghione ce n'è uno musicale e uno drammatico, entrambi legati alla vocazione del teatro e alla figura della sua fondatrice. Nel 1984, a due anni dall'apertura della sala con il nuovo nome, il pianista Vlado Perlemuter realizzò sul palco del Ghione il proprio debutto italiano all'età di ottant'anni, un evento che consacrò da subito la vocazione concertistica del teatro voluta da Christopher Axworthy e che restò a lungo un punto di riferimento nella memoria della sala.

Il 3 dicembre 2005, la scomparsa di Ileana Ghione sul suo stesso palcoscenico

Il 3 dicembre 2005 Ileana Ghione morì a Roma per un aneurisma dell'aorta mentre era in scena nel proprio teatro, durante una rappresentazione dell'Ecuba di Euripide. Secondo le cronache dell'epoca, l'attrice si sentì male sul palco, si rivolse al pubblico con le parole «Scusatemi, mi sento male» prima di essere soccorsa e trasportata all'ospedale San Filippo Neri, dove morì poco dopo. Aveva ricevuto nel 2001, dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il titolo di Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana per il suo impegno nel teatro. La sua morte, avvenuta proprio nella sala che aveva fondato venticinque anni prima, resta l'episodio più citato quando si racconta la storia del Ghione, ed è anche il motivo per cui il teatro, dopo quella data, ha dovuto reinventare la propria direzione mantenendo viva l'impronta data dalla fondatrice.

Quarant'anni di attività ininterrotta in un teatro privato

Un altro avvenimento va letto più come processo che come singolo episodio: la capacità del Teatro Ghione di restare aperto, con una programmazione continua, per oltre quattro decenni dopo l'apertura del 1982, attraversando i cambi di gusto del pubblico teatrale romano, la crisi dei teatri privati di piccole dimensioni negli anni novanta e duemila, e la scomparsa della fondatrice a metà di quel percorso. Pochi teatri privati romani della stessa epoca e delle stesse dimensioni possono vantare una continuità simile, ed è un dato che va ricordato accanto agli episodi più aneddotici quando si racconta la storia della sala di via delle Fornaci.

Chi è passato dal Teatro Ghione

Nelle stagioni concertistiche volute da Christopher Axworthy sono saliti sul palco del Ghione interpreti di primissimo piano della musica classica internazionale: il già citato Vlado Perlemuter, la clavicembalista e pianista Rosalyn Tureck, il violoncellista Paul Tortelier, il pianista Shura Cherkassky, la pianista ungherese Annie Fischer, la pianista spagnola Alicia de Larrocha e il pianista e direttore d'orchestra russo Mikhail Pletnev, per citare solo alcuni dei nomi che hanno reso la stagione musicale del teatro un appuntamento seguito ben oltre il pubblico romano.

La fondatrice sul palco che aveva creato

Accanto ai concertisti va ricordata Ileana Ghione stessa, che continuò a recitare nel proprio teatro fino agli ultimi giorni della sua vita, interpretando testi impegnativi del repertorio classico come l'Ecuba di Euripide. La sua presenza costante sul palco, non solo come imprenditrice ma come attrice attiva, è uno degli elementi che rende la storia del Ghione diversa da quella di molti altri teatri privati romani, gestiti da chi il palcoscenico lo organizza ma non necessariamente lo calca ogni sera.

Christopher Axworthy, il pianista che è rimasto in scena per decenni

Accanto ai grandi nomi ospitati come interpreti, va ricordato che Christopher Axworthy non si limitò a organizzare le stagioni musicali del Ghione da dietro le quinte, ma continuò negli anni a esibirsi personalmente come pianista e a curare in prima persona la selezione dei giovani talenti da presentare al pubblico romano, mantenendo un legame diretto con il palcoscenico che ha attraversato l'intera storia del teatro, dagli anni della fondazione fino alle stagioni più recenti. È una continuità rara nel panorama dei teatri privati italiani, dove raramente chi fonda una sala resta poi attivo artisticamente al suo interno per un arco di tempo così lungo.

La prosa contemporanea, da Veronica Pivetti in poi

Nei decenni successivi alla scomparsa della fondatrice il teatro ha continuato a ospitare nomi noti della prosa e dello spettacolo italiano. Fra gli esempi più citati c'è la messa in scena di Mortaccia, la vita è meravigliosa, andata in scena al Ghione dal 14 al 26 ottobre 2014 con Veronica Pivetti nel ruolo della Morte personificata, affiancata da Oreste Valente ed Elisa Benedetta Marinoni, uno spettacolo che mescolava musica, mimo e critica sociale con un linguaggio ironico e dissacrante, molto lontano dai toni austeri del repertorio classico ma perfettamente in linea con la vocazione del teatro a tenere insieme registri diversi nella stessa stagione.

Informazioni utili per lo spettacolo al Teatro Ghione

Il Teatro Ghione si trova in via delle Fornaci 37, 00165 Roma, ed è raggiungibile telefonicamente al numero 06 6372294, con biglietteria aperta generalmente dal lunedì al sabato dalle 10 alle 14 e dalle 16 alle 20, e la domenica nel pomeriggio fino alle 20; gli orari possono variare a seconda del periodo e delle recite in corso, quindi conviene sempre verificarli prima di uscire di casa. I biglietti si acquistano online attraverso il sito ufficiale del teatro oppure direttamente al botteghino, e la stagione propone anche formule di abbonamento per chi vuole seguire più spettacoli nello stesso anno teatrale. La sala è accessibile alle persone con disabilità ed è fra le poche della capitale a offrire un servizio di dog sitting per chi si presenta a teatro con il proprio cane. Il teatro dispone inoltre di una sala per eventi privati e per il noleggio dello spazio, oltre a un laboratorio teatrale rivolto a chi vuole avvicinarsi alla recitazione fuori dal palcoscenico principale.

Per chi organizza un viaggio a Roma che comprenda anche una serata di teatro accanto alle visite più classiche, due risorse utili per pianificare gli spostamenti e i tempi della giornata sono Tour Leader Pro, pensata per chi accompagna gruppi e cerca strumenti professionali di organizzazione, e Italy Planner, utile per costruire un itinerario complessivo che tenga insieme Vaticano, Gianicolo e le soste serali come quella al Teatro Ghione.

Prenotare in gruppo o per una scuola

Chi organizza una visita di gruppo, sia essa un gruppo turistico, una comitiva o una classe scolastica, può rivolgersi direttamente al botteghino del teatro per verificare la disponibilità di tariffe dedicate e per bloccare un blocco di posti in anticipo, un'opzione particolarmente utile nelle date più richieste della stagione, quando la sala di dimensioni contenute rischia di riempirsi rapidamente. È una prassi comune per i teatri di piccole dimensioni come il Ghione, dove il numero limitato di posti rende la prenotazione anticipata quasi sempre preferibile all'acquisto last minute, specialmente per gli spettacoli con interpreti più noti al grande pubblico.

Contatti diretti e verifica delle informazioni

Poiché orari di apertura, prezzi e calendario degli spettacoli possono cambiare da una stagione all'altra, la fonte più affidabile resta sempre il contatto diretto con il teatro: il numero 06 6372294, l'indirizzo email info@teatroghione.it e il sito ufficiale sono i canali da consultare prima di organizzare la serata, soprattutto in occasione di eventi speciali o di produzioni con un cast particolarmente atteso, quando la richiesta di biglietti può superare rapidamente la capienza della sala.

Cosa aspettarsi dal punto di vista logistico

Trattandosi di un teatro ricavato da un edificio preesistente e non di una struttura costruita ex novo con tutti gli spazi di un grande complesso teatrale moderno, gli ambienti comuni, come il foyer e i servizi, restano contenuti nelle dimensioni. Non è un problema per chi cerca una serata teatrale in senso classico, ma è bene saperlo se si arriva con un gruppo numeroso o se si prevede di sostare a lungo prima dell'inizio dello spettacolo: la sala si vive meglio arrivando con un margine di tempo ragionevole ma senza aspettarsi gli spazi di attesa di un grande teatro lirico.

Il Teatro Ghione nel panorama dei teatri di Roma

Roma conta decine di sale teatrali di dimensioni e vocazioni diverse, dai grandi teatri stabili come il Teatro Argentina o il Teatro Quirino, capaci di ospitare centinaia di spettatori in un'unica serata, fino a piccole sale da camera nascoste nei quartieri residenziali. Il Teatro Ghione si colloca in una posizione intermedia particolare: né grande teatro stabile né semplice sala da cantina, ma un teatro privato di medie dimensioni con una programmazione strutturata su base annuale, capace di ospitare tanto la prosa quanto la musica classica con una continuità che pochi teatri di dimensioni simili riescono a mantenere nel tempo.

Una posizione unica rispetto agli altri teatri romani vicini al Vaticano

Ciò che distingue davvero il Ghione dalla gran parte dei teatri della capitale è la collocazione geografica: la maggior parte delle sale storiche romane si concentra nel centro storico, fra il rione Monti, il rione Esquilino e la zona di via Nazionale, oppure nei quartieri più moderni a est della città. Il Ghione resta invece uno dei pochissimi teatri stabilmente attivi nell'area immediatamente adiacente al Vaticano, un fatto che lo rende un punto di riferimento quasi obbligato per chi cerca uno spettacolo serale in questa parte di Roma senza dover attraversare il fiume o il centro storico. È una posizione che il teatro ha saputo trasformare in identità, costruendo negli anni un pubblico fedele proprio fra i residenti del quartiere Aurelio e del rione Borgo.

Il valore aggiunto di un teatro fondato e guidato da un'attrice

Va anche ricordato che, fra i teatri romani di dimensioni contenute, sono relativamente pochi quelli fondati direttamente da un'interprete che ha continuato a recitare al proprio interno fino alla fine della propria vita, come è accaduto con Ileana Ghione. Molte sale di dimensioni simili nascono invece da iniziative imprenditoriali o istituzionali più distanti dal palcoscenico, con una direzione artistica separata dalla proprietà dell'immobile. Il Ghione conserva ancora oggi, nel nome e nell'impostazione generale della programmazione, la traccia di quella origine così personale, un elemento che lo rende riconoscibile rispetto a molte altre sale della capitale.

Domande frequenti sul Teatro Ghione

Dove si trova esattamente il Teatro Ghione?

Il Teatro Ghione si trova in via delle Fornaci 37, nel quartiere Aurelio di Roma, a pochi minuti a piedi da piazza San Pietro e dal perimetro delle mura vaticane. La strada sale dal Vaticano verso la sommità del Gianicolo, in una zona residenziale tranquilla ma centralissima rispetto alle principali attrazioni della capitale legate al mondo vaticano.

Quanti posti ha la sala del Teatro Ghione?

Il Teatro Ghione dispone di un'unica sala con 468 posti complessivi, suddivisi in 335 poltrone in platea e 133 posti in galleria. È una capienza contenuta rispetto ai grandi teatri romani, pensata per spettacoli di prosa, concerti da camera e produzioni di danza in formazione ridotta, dove il contatto fra pubblico e palcoscenico resta ravvicinato.

Chi ha fondato il Teatro Ghione e da dove viene il nome?

Il Teatro Ghione prende il nome dall'attrice Ileana Ghione, che il 9 dicembre 1980 acquistò la sala preesistente di via delle Fornaci e la trasformò, riaprendola al pubblico nel 1982. La gestione fu condivisa fin dall'inizio con il pianista inglese Christopher Axworthy, che diede alla programmazione una forte vocazione musicale accanto alla prosa.

Che tipo di spettacoli si vedono al Teatro Ghione?

Il Teatro Ghione propone una programmazione mista che alterna prosa classica, da Wilde a Pirandello, da Shakespeare a Goldoni, con commedie contemporanee, spettacoli per famiglie, concerti di musica classica e da camera, e produzioni di danza. Le stagioni recenti hanno incluso titoli come Carmina Burana, Peter Pan e serate tributo dedicate a repertori diversi, dal rock alla classica.

Come si arriva al Teatro Ghione da piazza San Pietro?

Dal Teatro Ghione a piazza San Pietro si cammina in circa dieci minuti, seguendo via di Porta Cavalleggeri lungo il perimetro delle mura vaticane fino all'incrocio con via delle Fornaci. È il percorso più diretto e il più consigliato per chi vuole unire in una sola serata la visita al Vaticano e lo spettacolo teatrale, evitando il problema del parcheggio nella zona.

Il Teatro Ghione è accessibile alle persone con disabilità?

Sì, il Teatro Ghione è accessibile alle persone con disabilità, un aspetto che il teatro mantiene attraverso adeguamenti costanti della struttura. È comunque consigliabile contattare il botteghino prima della visita per verificare le condizioni specifiche di accesso in base allo spettacolo e alla disposizione della sala in quella determinata serata.

È vero che al Teatro Ghione hanno suonato grandi pianisti internazionali?

Sì, il Teatro Ghione ha ospitato nel corso delle sue stagioni concertistiche interpreti come Vlado Perlemuter, che vi debuttò in Italia nel 1984 a ottant'anni, oltre a Rosalyn Tureck, Paul Tortelier, Shura Cherkassky, Annie Fischer, Alicia de Larrocha e Mikhail Pletnev, grazie alla programmazione musicale voluta fin dalla fondazione dal pianista Christopher Axworthy.

Si può portare il cane a teatro al Teatro Ghione?

Il Teatro Ghione offre un servizio di dog sitting per chi si presenta a teatro con il proprio animale, una soluzione pensata per chi non vuole rinunciare allo spettacolo ma non ha altrove dove lasciare il cane durante la recita. Conviene comunque informarsi in anticipo al botteghino sulle modalità e sugli orari del servizio prima di prenotare i biglietti.

Che cosa è successo a Ileana Ghione nel suo teatro?

Ileana Ghione, la fondatrice del Teatro Ghione, morì il 3 dicembre 2005 per un aneurisma dell'aorta mentre era in scena nel proprio teatro durante una rappresentazione dell'Ecuba di Euripide. Si sentì male sul palcoscenico, si rivolse al pubblico scusandosi, e fu trasportata all'ospedale San Filippo Neri, dove morì poco dopo, venticinque anni dopo aver acquistato la sala.

Prepara la visita

Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.

Contact Information

IndirizzoVia delle Fornaci Roma Roma Città 00193
CategorieSpettacoli

Le proposte giuste, una volta a settimana

Scegli cosa ti interessa: ti scriviamo solo di quello, con date, orari e prezzi verificati. Niente spam, ti cancelli con un clic.

I tuoi temi