Maschi, si salvi chi può di Marco Bonini al Teatro Ghione — 20 novembre 2026
Maschi, si salvi chi può, il monologo scritto, diretto e interpretato da Marco Bonini, va in scena al Teatro Ghione venerdì 20 novembre 2026 alle 20.30, per una sola sera, con una durata di 90 minuti. Il teatro si trova in via delle Fornaci 37, 00165 Roma, fra piazza San Pietro e le pendici del Gianicolo; la stazione ferroviaria più vicina è Roma San Pietro, servita dai treni regionali FL3 e FL5, e per bus e combinazioni aggiornate conviene il calcolatore di percorso dell'ATAC. Il biglietto costa 25 euro in platea e in galleria, secondo il sito ufficiale del teatro, e si compra dalla pagina dello spettacolo sul sito del Teatro Ghione, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure telefonando allo 06 6372294.

Maschi, si salvi chi può al Teatro Ghione in breve
Maschi, si salvi chi può è una satira sulla mascolinità in forma di monologo, tratta dall'omonimo libro di Marco Bonini, che il Teatro Ghione presenta con il sottotitolo La commedia di una vita.
Data e orario
Venerdì 20 novembre 2026 alle 20.30. È una data unica: non sono previste repliche al Ghione. Con 90 minuti di spettacolo si esce intorno alle 22, in tempo per una cena tardiva o per l'ultimo treno regionale da San Pietro, da verificare prima sull'orario ufficiale.
Durata e prezzo
Lo spettacolo dura 90 minuti. Il biglietto costa 25 euro, lo stesso prezzo per la platea e per la galleria.
La locandina
Testo, regia e interpretazione di Marco Bonini. Le musiche sono di Roberto Colavalle.
Di che cosa parla Maschi, si salvi chi può
Maschi, si salvi chi può è, secondo la presentazione del Teatro Ghione, una riflessione ironica sulla mascolinità e sul ruolo dell'uomo, che destruttura la classica narrazione patriarcale.
Paradosso e ironia
Lo spettacolo usa il paradosso e l'ironia per analizzare le origini e i limiti biologici del maschio. Non un comizio né un'autoaccusa, ma una commedia che fa ridere il pubblico delle debolezze che riconosce.
Ruoli e stratagemmi
Il cuore del discorso, dice il teatro, è il bisogno maschile di inventare ruoli e stratagemmi per nascondere le proprie insicurezze. Il capofamiglia, il seduttore, il duro, il vincente: maschere che il monologo prende in giro una per una.
Una satira pungente
La presentazione parla di una satira pungente che mette a nudo le fragilità dell'universo maschile, affrontate con intelligenza e leggerezza. Il tono è quello della comicità d'autore, in cui la risata serve a far passare un pensiero.
Dal libro alla scena
Il testo nasce dall'omonimo libro dello stesso Bonini. Portare un saggio umoristico in scena significa trasformare argomenti in personaggi e situazioni: il monologo teatrale, con un solo attore e la musica di Roberto Colavalle, è la forma più diretta per farlo.
Marco Bonini: attore, sceneggiatore, scrittore, regista
Marco Bonini, nato a Roma il 20 agosto 1972, è un attore di cinema, televisione e teatro, sceneggiatore e produttore, che nel 2026 ha debuttato anche come regista cinematografico.
La formazione
Ha cominciato studiando danza classica e moderna, poi nel 1991 è passato alla recitazione. Ha frequentato per un breve periodo l'Accademia nazionale d'arte drammatica e poi il Centro sperimentale di cinematografia, laureandosi nel frattempo in filosofia alla Sapienza di Roma.
Il teatro
A teatro ha debuttato come attore negli anni Novanta, con registi come Giancarlo Cobelli in Dialogo nella palude di Marguerite Yourcenar e Luca Ronconi in Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Gadda. Ha recitato in Troilo e Cressida di Shakespeare, in Caligola di Camus, nell'Enrico IV di Pirandello, in Ospiti di Angelo Longoni e in Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese. Con Joe Bologna ha scritto Mr. Dago Show, che ha anche diretto.
La televisione
Il pubblico televisivo lo conosce per molte serie e fiction: Perlasca, Imperium: Nerone, Don Matteo, Carabinieri, Un posto al sole, Tutti pazzi per amore, Un medico in famiglia, Il paradiso delle signore, La dottoressa Giò, Cuori e Tutto quello che ho.
Il cinema
Fra i suoi film Classe mista 3ª A di Federico Moccia, Sotto il sole della Toscana di Audrey Wells, Billo, Il grand Dakhaar, di cui fu anche sceneggiatore e produttore, Diciotto anni dopo di Edoardo Leo, Tutte le strade portano a Roma, i due Smetto quando voglio di Sydney Sibilia del 2017.
Lo sceneggiatore
Dal 2000 lavora anche come produttore e sceneggiatore. Con Edoardo Leo ha scritto e interpretato Lasciarsi un giorno a Roma, I migliori giorni e I peggiori giorni. Nel 2005 ha elaborato con Eros Puglielli e altri il manifesto The Coproducers, secondo cui tutti i partecipanti a un film sono proprietari di una quota dei diritti.
Lo scrittore e il regista
Nel 2019 Longanesi ha pubblicato il suo primo romanzo, Se ami qualcuno dillo, storia familiare centrata sul rapporto fra padri e figli e sulla critica ai sessismi. Nel 2026 ne ha tratto il suo primo film da regista, con Edoardo Leo, Claudia Gerini e Giovanna Mezzogiorno. Nell'estate del 2020 aveva debuttato come coautore degli spettacoli La bimba col megafono, interpretato da Anna Foglietta, e Lo zingaro, interpretato da Marco Bocci.
Un tema che attraversa tutto il lavoro di Bonini
Maschi, si salvi chi può non è un'uscita isolata: il tema del maschile e della paternità attraversa da anni la scrittura di Marco Bonini.
Padri e figli
Il romanzo Se ami qualcuno dillo racconta il rapporto fra padri e figli e contiene una critica ai sessismi. Maschi, si salvi chi può ne prosegue il discorso con un tono diverso, quello della satira.
Dal romanzo al monologo
Se il romanzo e il film lavorano sul dramma familiare, il monologo lavora sulla risata: due modi di affrontare la stessa domanda, che cosa significhi oggi essere uomini.
La scrittura per altri
Come coautore Bonini ha già scritto per il palcoscenico monologhi e spettacoli costruiti su un solo interprete, come La bimba col megafono per Anna Foglietta. In Maschi, si salvi chi può l'interprete è lui stesso.
Marco Bonini sullo schermo, decennio per decennio
La carriera di Marco Bonini copre oltre trent'anni di cinema e televisione italiani, con incursioni nelle produzioni internazionali.
Gli anni Novanta
Il debutto televisivo è del 1993 con la serie Estasi; seguono L'ispettore Sarti, I guardiani del cielo di Alberto Negrin, Le ragazze di Piazza di Spagna, La vera madre di Gianfranco Albano. Al cinema, nel 1996, Classe mista 3ª A di Federico Moccia e Dentro il cuore di Memè Perlini.
Gli anni Duemila
Sono gli anni delle grandi fiction Rai e Mediaset: Il terzo segreto di Fatima, Perlasca, Commesse 2, Imperium: Nerone, 48 ore di Eros Puglielli, Ho sposato uno sbirro. Al cinema Sotto il sole della Toscana, produzione americana girata in Italia, e il film francese Ma femme... s'appelle Maurice. Nel 2007 Billo, Il grand Dakhaar, che lo vede attore, sceneggiatore e produttore.
Gli anni Dieci
In televisione arrivano Un posto al sole, Tutti pazzi per amore, Il restauratore e soprattutto Il paradiso delle signore, dal 2015 al 2017. Al cinema Diciotto anni dopo di Edoardo Leo, Pane e burlesque, Tutte le strade portano a Roma e i due capitoli di Smetto quando voglio del 2017.
Gli anni Venti
Dal 2021 è nel cast di Cuori. Con Edoardo Leo scrive e interpreta Lasciarsi un giorno a Roma, I migliori giorni e I peggiori giorni. Nel 2026 il debutto alla regia con Se ami qualcuno dillo.
Il Teatro Ghione, la sala di via delle Fornaci
Il Teatro Ghione ha circa 500 posti ed è la sala che l'attrice Ileana Ghione acquistò e riadattò il 9 dicembre 1980, dandole il proprio nome.
Un teatro d'attrice
Ileana Ghione, nata a Cortemilia nel 1931, si era formata all'Accademia d'arte drammatica con Sergio Tofano ed era stata uno dei volti degli sceneggiati televisivi, da Jane Eyre a I Buddenbrook. Con l'acquisto di via delle Fornaci divenne imprenditrice di se stessa, e per venticinque anni diresse la sala.
Un cartellone ampio
Il Ghione ha una lunga tradizione di repertorio classico, da Wilde a Pirandello, da Shakespeare a Goldoni, ma ospita anche concerti, comicità e monologhi d'autore come quello di Bonini. Nella stessa settimana, dal 26 novembre, la sala propone Sei personaggi in cerca d'autore in una nuova versione con la regia di Nicasio Anzelmo.
Una fine in scena
Ileana Ghione morì il 3 dicembre 2005, dopo un malore avuto sul palco del suo teatro mentre recitava l'Ecuba di Euripide. La camera ardente fu allestita nella sala.
I servizi
Il portale turistico di Roma Capitale indica il teatro come accessibile alle persone con disabilità e segnala un servizio di dog sitting. Per informazioni: 06 6372294, info@teatroghione.it.
Intorno al Teatro Ghione
Il Teatro Ghione è fra il Vaticano e il Gianicolo, nella zona di Roma più frequentata dai visitatori di giorno e più tranquilla la sera.
San Pietro
Piazza San Pietro è a pochi minuti a piedi: prima delle 20.30 si può attraversare il colonnato illuminato, con la piazza molto meno affollata che di giorno.
Borgo e Castel Sant'Angelo
Verso il Tevere si stende il rione Borgo, con le sue vie strette fino a Castel Sant'Angelo. È la zona più comoda per un aperitivo prima dello spettacolo.
Il Gianicolo
Alle spalle del teatro sale il Gianicolo: chi ha il pomeriggio libero può salire alla terrazza e poi scendere verso via delle Fornaci.
Una giornata fra Vaticano e teatro
Il Teatro Ghione permette di chiudere con uno spettacolo una giornata dedicata alla zona vaticana, senza prendere mezzi.
La mattina ai Musei
I Musei Vaticani sono raggiungibili a piedi dall'altra parte delle mura. Conviene prenotare la visita e controllare gli orari del venerdì.
Il pomeriggio in basilica
La basilica di San Pietro si visita con i controlli di sicurezza all'ingresso; gli orari di apertura vanno verificati prima.
Il Passetto
Fra il Vaticano e Castel Sant'Angelo corre il Passetto di Borgo, il camminamento sopraelevato che si segue con lo sguardo passeggiando nelle vie del rione.
Una pausa verde
Chi preferisce il verde può spingersi fino a Villa Doria Pamphilj, oltre il Gianicolo, tenendo conto che a novembre i cancelli chiudono presto.
La sera in piazza
Fra la fine delle visite e l'inizio dello spettacolo resta di solito un'ora: il tempo di attraversare il colonnato, sedersi per un caffè a Borgo e scendere verso Porta Cavalleggeri, da cui il teatro è a pochi minuti. È il modo più semplice per passare dalla Roma dei visitatori a quella di chi la abita, senza cambiare quartiere.
Come arrivare al Teatro Ghione per Maschi, si salvi chi può
Per raggiungere il Teatro Ghione con i mezzi pubblici la soluzione più semplice è il treno regionale fino alla stazione di Roma San Pietro, sulle linee FL3 e FL5, a pochi minuti a piedi dal teatro.
La stazione di San Pietro
Aperta nel 1894 con la linea per Viterbo, la stazione ha una fermata di autobus e un posteggio di taxi: utile al ritorno, quando dopo le 22 le corse sono meno frequenti.
Autobus
Diverse linee servono San Pietro e Porta Cavalleggeri, all'imbocco di via delle Fornaci. Il venerdì sera conviene verificare le corse sul calcolatore di percorso dell'ATAC.
Parcheggi
Il sito del Teatro Ghione elenca fra le opzioni nelle vicinanze un parcheggio all'aperto gratuito, il parcheggio di San Pietro e il garage Bonifacio. Il venerdì sera la zona è più libera che nel fine settimana.
Organizzare il venerdì sera
Con una sola data alle 20.30 e 90 minuti di spettacolo, la serata di Maschi, si salvi chi può si organizza facilmente: si esce verso le 22.
Prima
Un aperitivo a Borgo o una pizza veloce nelle strade verso via Gregorio VII, e si arriva al teatro con mezz'ora di margine per ritirare i biglietti.
Dopo
Alle 22 il venerdì è ancora giovane: Borgo, Prati e Trastevere sono a pochi minuti per chi vuole allungare la serata.
In compagnia
Una satira sulla mascolinità è lo spettacolo ideale da vedere in coppia o fra amici e amiche, e da commentare dopo.
Biglietti per Maschi, si salvi chi può
Il biglietto per Maschi, si salvi chi può al Teatro Ghione costa 25 euro, in platea come in galleria, secondo il sito ufficiale.
Dove comprarlo
Online dalla pagina dello spettacolo sul sito del teatro, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure telefonando allo 06 6372294 o scrivendo a info@teatroghione.it.
Una sera sola
Con una data unica, i posti migliori vanno via per primi. A parità di prezzo, la scelta del posto conta: la platea per vedere da vicino l'attore, la galleria centrale per il colpo d'occhio.
Accessibilità e informazioni pratiche
Il Teatro Ghione è segnalato come accessibile alle persone con disabilità: chi ha esigenze particolari fa bene a telefonare prima per concordare l'ingresso e il posto.
Con i ragazzi
Una commedia satirica sui ruoli maschili è adatta ai ragazzi più grandi, che spesso ne colgono gli spunti meglio degli adulti. Per i bambini piccoli la durata e l'orario serale sono un limite.
Il cane
Il servizio di dog sitting segnalato dal portale turistico ufficiale permette di venire con il cane: conviene chiedere al teatro le modalità.
Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo
La zona intorno al Teatro Ghione alterna locali pensati per i visitatori del Vaticano e trattorie di quartiere nelle strade residenziali.
Nelle strade del quartiere
Fra via delle Fornaci, via Gregorio VII e le pendici del Gianicolo ci sono pizzerie, trattorie e bar frequentati da chi abita in zona: la scelta migliore per una cena prima delle 20.30.
Il dopoteatro
Dopo le 22 conviene spostarsi a Borgo, verso Prati o a Trastevere, dove il venerdì sera i locali restano aperti fino a tardi.
Una curiosità su Maschi, si salvi chi può di Marco Bonini al Teatro Ghione — 20 novembre 2026
La curiosità è che Marco Bonini ha cominciato dalla danza. Prima della recitazione, prima della filosofia alla Sapienza, prima del cinema, ha studiato danza classica e moderna, e solo nel 1991 è passato agli studi di recitazione. Per un attore che porta in scena una satira sul corpo e sui limiti biologici del maschio, è un dettaglio che fa sorridere: il primo linguaggio che ha imparato è quello del corpo. La seconda curiosità riguarda il cinema. Nel 2005 Bonini ha firmato con Eros Puglielli e altri il manifesto The Coproducers, secondo cui tutti i partecipanti a un film sono proprietari di una quota dei diritti di sfruttamento economico. Un attore che ragiona sulla distribuzione del potere dentro un set non stupisce se poi ragiona, in teatro, sulla distribuzione del potere dentro una coppia o una famiglia. La terza curiosità è romana. Bonini è nato a Roma, si è laureato alla Sapienza e ha recitato nel Pasticciaccio di Gadda diretto da Luca Ronconi, il romanzo di via Merulana: la città è una presenza costante della sua biografia, fino a Lasciarsi un giorno a Roma, scritto e interpretato con Edoardo Leo.
Una cosa che non ti dice nessuno su Maschi, si salvi chi può di Marco Bonini al Teatro Ghione — 20 novembre 2026
Nessuno lo dice, ma il titolo va letto come un avvertimento rivolto al pubblico maschile. Maschi, si salvi chi può promette di mettere a nudo le fragilità dell'universo maschile, e chi arriva in sala convinto di assistere a una presa in giro degli altri uomini scoprirà presto di essere dentro il bersaglio. È questo il meccanismo della satira ben fatta: si ride del vicino di poltrona, poi di se stessi. Una seconda cosa: il sottotitolo che il Ghione dà allo spettacolo, La commedia di una vita, suggerisce una struttura biografica. Un uomo che attraversa le età e i ruoli, dal figlio al marito al padre, e in ciascuna trova un copione già scritto da recitare. Chi conosce il romanzo di Bonini sulla paternità riconoscerà la stessa sensibilità, trasposta in chiave comica. Terza cosa, pratica: con una sola data e un prezzo unico di 25 euro per platea e galleria, la differenza la fa il momento dell'acquisto. Chi compra presto sceglie il posto; chi aspetta si prende quel che resta. In un monologo, avere il volto dell'attore ben visibile conta.
Il consiglio che ti do per visitare Maschi, si salvi chi può di Marco Bonini al Teatro Ghione — 20 novembre 2026
Il consiglio è andarci in compagnia mista e scegliere posti vicini. Una satira sul maschile vissuta fianco a fianco fra uomini e donne diventa una serata a due livelli: lo spettacolo sul palco e le reazioni in platea, che non sempre coincidono. A nostro giudizio è anche lo spettacolo giusto da regalare a un amico che si prende troppo sul serio. Sul posto: con prezzo unico, conviene la platea centrale, a una distanza da cui si vede bene il volto dell'attore; in un monologo di 90 minuti l'espressione è metà del testo. Prima dello spettacolo, se il tempo lo consente, vale la pena attraversare piazza San Pietro illuminata: il venerdì sera di novembre la piazza è quasi vuota e la luce sul colonnato è molto diversa da quella del giorno. Si arriva al teatro in pochi minuti passando da Porta Cavalleggeri. Chi viene da fuori e vuole costruire intorno allo spettacolo un fine settimana romano su misura, fra Vaticano e quartieri meno battuti, può rivolgersi a Tour Leader Pro, che organizza esperienze private su misura.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che il Teatro Ghione porta il nome della sua fondatrice. È meno citato che Ileana Ghione è morta, nel dicembre 2005, dopo un malore avuto in scena, sul palco del suo teatro, mentre recitava l'Ecuba di Euripide, e che la camera ardente fu allestita nella stessa sala. Pochi teatri romani hanno una storia così legata a una sola persona, dalla fondazione alla fine. Un secondo fatto poco citato riguarda il quartiere. La stazione di Roma San Pietro, che serve il teatro, è stata aperta nel 1894 con la linea per Viterbo e per decenni è stata un set del cinema italiano: Totò, Alberto Sordi e Virna Lisi vi hanno girato scene. Da lì parte anche la ferrovia che entra nella Città del Vaticano. Marco Bonini, che è attore di cinema prima che di teatro, arriva in una zona che il cinema conosce bene. Terzo fatto: Bonini ha recitato nel 1996 in Quer pasticciaccio brutto de via Merulana con la regia di Luca Ronconi, un grande spettacolo corale tratto da Gadda. Il monologo al Ghione va nella direzione opposta: un attore solo, una musica, un testo proprio.
La foto giusta da fare a Maschi, si salvi chi può di Marco Bonini al Teatro Ghione — 20 novembre 2026
La foto giusta si fa prima dello spettacolo, a Porta Cavalleggeri: la porta delle Mura leonine con gli stemmi della famiglia Borgia, apposti da papa Alessandro VI, e la cupola di San Pietro che si intravede alle spalle. Alle otto di sera di fine novembre è buio, e la porta illuminata dai lampioni ha un'aria teatrale che si adatta alla serata. La seconda foto è il colonnato di piazza San Pietro di notte, con la piazza quasi vuota: un'immagine molto diversa dalle cartoline affollate. La terza è la facciata del Ghione con la locandina di Marco Bonini: il ricordo di una data unica. In sala niente foto né video: in un monologo comico il tempo delle battute è tutto, e il bagliore di un telefono nel buio distrae l'attore e il pubblico. Alla fine, agli applausi, uno scatto è di solito tollerato; se l'attore si ferma nel foyer, chiedere una foto è il modo più semplice di portarsi a casa un ricordo personale della serata.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La zona di via delle Fornaci ha una storia che va dal Medioevo al Novecento. Porta Cavalleggeri, all'imbocco della strada, è una delle porte delle Mura leonine e conserva gli stemmi dei Borgia voluti da Alessandro VI. Il 30 aprile 1849 a Porta Cavalleggeri si combatté il primo attacco francese contro la Repubblica Romana, respinto dai difensori; fra loro c'era un giovane attore, Tommaso Salvini. Un attore sulle barricate, a pochi metri da dove oggi sorge un teatro. Nel 1894 venne inaugurata la stazione di San Pietro, sulla linea per Viterbo, che nel Novecento sarebbe diventata un set del cinema italiano. Il 9 dicembre 1980 Ileana Ghione acquistò il vecchio teatro di via delle Fornaci e lo riaprì con il suo nome. Il 25 novembre 1986 vi andò in scena Candida di George Bernard Shaw, con la regia di Silverio Blasi. Nel 2001 la fondatrice fu nominata Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica. Il 3 dicembre 2005 morì dopo un malore in scena durante l'Ecuba di Euripide. Il 20 novembre 2026 la sala ospita un monologo contemporaneo, scritto e recitato da un attore romano: una linea che dal teatro d'attore della fondatrice arriva fino a oggi.
Chi è passato da Maschi, si salvi chi può di Marco Bonini al Teatro Ghione — 20 novembre 2026
La figura che ha segnato questo teatro è Ileana Ghione: allieva di Sergio Tofano, volto degli sceneggiati Rai da Jane Eyre a Madame Curie, interprete di Come le foglie di Giacosa accanto a Tino Carraro, fondatrice e direttrice della sala per venticinque anni. Sul suo palcoscenico sono passati i classici, da Shaw diretto da Silverio Blasi alle tragedie greche. Nel quartiere intorno sono passati i papi che costruirono e restaurarono le Mura leonine, i difensori della Repubblica Romana del 1849, fra i quali Tommaso Salvini, e le troupe del cinema italiano che alla stazione di San Pietro girarono con Totò, Alberto Sordi e Virna Lisi. Nella stagione in corso il Ghione ospita, fra gli altri, Sei personaggi in cerca d'autore con Primo Reggiani e Jane Alexander. Il 20 novembre 2026 passa da qui Marco Bonini, attore romano che ha lavorato con Luca Ronconi e Giancarlo Cobelli, ha scritto film con Edoardo Leo e romanzi per Longanesi, e che per una sera è autore, regista e unico interprete, con le musiche di Roberto Colavalle.
Per chi è Maschi, si salvi chi può
Maschi, si salvi chi può parla a un pubblico ampio, ma alcune persone ne trarranno più di altre: una piccola mappa aiuta a decidere.
Per le coppie
Una satira sui ruoli maschili vista in due diventa inevitabilmente uno specchio. Il viaggio di ritorno a casa, dopo lo spettacolo, sarà probabilmente pieno di commenti: è parte del divertimento.
Per i padri
Il tema della paternità attraversa la scrittura di Bonini, dal romanzo Se ami qualcuno dillo al film che ne ha tratto. Chi è padre, o sta per diventarlo, troverà nel monologo più di una situazione riconoscibile.
Per chi segue l'attore
Il pubblico che conosce Bonini dalla televisione, da Il paradiso delle signore a Cuori, ha l'occasione di vederlo in un registro diverso: da solo in scena, autore di ogni parola, senza la mediazione della macchina da presa.
Per chi ama il teatro di parola
Il monologo è una forma antica e difficile: novanta minuti in cui un solo interprete tiene la scena con il testo e con il corpo. Chi apprezza questo genere di sfida avrà materia per giudicare.
Per chi cerca una serata leggera
Chi vuole soltanto ridere troverà una commedia; chi vuole anche pensare troverà un discorso sul maschile che si porta a casa. Le due cose, in questo caso, vanno insieme.
Un venerdì di novembre a Roma
Il 20 novembre cade in un periodo tranquillo per Roma, fra la fine dell'autunno e l'inizio delle feste.
Il tempo
Le serate sono fresche e spesso umide: un cappotto leggero e un ombrello bastano. Alle 20.30 è buio da tempo, e la città illuminata ha un fascino diverso da quello estivo.
Il fine settimana
Chi arriva a Roma per il fine settimana può cominciare con il monologo di Bonini il venerdì e dedicare il sabato e la domenica al Vaticano, a Borgo e al Gianicolo, tutti a pochi passi dal teatro.
Domande frequenti su Maschi, si salvi chi può al Teatro Ghione
Quando va in scena Maschi, si salvi chi può al Teatro Ghione?
Maschi, si salvi chi può va in scena al Teatro Ghione di Roma venerdì 20 novembre 2026 alle 20.30, in data unica. Lo spettacolo di Marco Bonini dura 90 minuti.
Quanto costa il biglietto?
Il biglietto per Maschi, si salvi chi può al Teatro Ghione costa 25 euro, in platea e in galleria. Si acquista dalla pagina dello spettacolo sul sito del teatro o telefonando allo 06 6372294.
Di che cosa parla lo spettacolo?
Maschi, si salvi chi può è un monologo satirico di Marco Bonini sulla mascolinità e sul ruolo dell'uomo, tratto dal suo libro omonimo. Con paradosso e ironia racconta il bisogno maschile di inventare ruoli e stratagemmi per nascondere le proprie insicurezze.
Chi è Marco Bonini?
Marco Bonini, protagonista di Maschi, si salvi chi può, è un attore romano nato nel 1972, noto per Il paradiso delle signore, Cuori e i film scritti con Edoardo Leo. È autore del romanzo Se ami qualcuno dillo e nel 2026 ha debuttato alla regia cinematografica.
Dove si trova il Teatro Ghione?
Il Teatro Ghione si trova in via delle Fornaci 37, fra piazza San Pietro e il Gianicolo. La stazione più vicina è Roma San Pietro, servita dalle linee regionali FL3 e FL5; il teatro segnala anche alcuni parcheggi nelle vicinanze.
Lo spettacolo è adatto ai ragazzi?
Maschi, si salvi chi può al Teatro Ghione è una commedia satirica adatta ai ragazzi più grandi e agli adulti. L'orario serale e i 90 minuti di durata lo rendono poco indicato per i bambini piccoli.
Il consiglio finale su Maschi, si salvi chi può
Maschi, si salvi chi può al Teatro Ghione è, a nostro giudizio, una serata leggera con un pensiero dentro: un attore che conosce il mestiere da tutti i lati, un tema attuale e il coraggio di ridere di sé. Il consiglio è comprare presto, per la data unica, sedersi in platea al centro e andarci in compagnia mista, per godersi anche le reazioni di chi sta accanto. Poi, all'uscita, una passeggiata fino a piazza San Pietro illuminata.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.
Prepara la visita
Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.
Biglietti per concerti e spettacoli
Concerti, teatro e sport a Roma, con posto scelto in anticipo.
Dormire a Roma
Hotel e appartamenti vicino a dove vuoi passare le giornate.
Transfer da e per l’aeroporto
Fiumicino e Ciampino con auto prenotata e prezzo fisso.
