Brotti di Manuela Zero al Teatro Ghione — 28 gennaio 2027
Brotti, lo spettacolo di Manuela Zero sottotitolato E non ridere che sei come loro, va in scena al Teatro Ghione, in via delle Fornaci 37 a Roma, giovedì 28 gennaio 2027 alle 20:30, per una sola replica. I prezzi pubblicati dal teatro sono 25 euro in platea e 20 euro in galleria; i biglietti si acquistano sul sito ufficiale del Ghione, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure contattando il teatro allo 06 6372294. Il Ghione si trova fra San Pietro e il Gianicolo: la soluzione più comoda con i mezzi è il treno regionale fino alla stazione di Roma San Pietro, servita dalle linee FL3 e FL5, a pochi minuti a piedi; da piazza San Pietro il teatro si raggiunge a piedi passando per largo di Porta Cavalleggeri. In scena, accanto a Manuela Zero, un trio d'archi e chitarra: Martino Panna alla chitarra, Cecilia Drago al violino, Lucia Libassi al violoncello. La regia è di Davide Santi, la produzione di Maximo Event.

Brotti al Teatro Ghione: data, orario e prezzi
Brotti è in programma al Teatro Ghione per una sola sera, giovedì 28 gennaio 2027 alle 20:30, con biglietti a 25 euro in platea e 20 euro in galleria.
Una replica sola
La scheda del teatro elenca una sola data: giovedì 28 gennaio, alle 20:30. Per uno spettacolo in replica unica, in una sala di circa cinquecento posti, conviene non arrivare all'ultimo giorno.
I prezzi
Il Teatro Ghione pubblica due fasce: 25 euro per la platea e 20 euro per la galleria. Sono prezzi da teatro di prosa di quartiere, ben più bassi di quelli dei grandi spettacoli di intrattenimento.
Dove comprare
Il sito del Ghione permette l'acquisto online attraverso il circuito di prevendita autorizzato; per informazioni su posti e disponibilità il teatro risponde allo 06 6372294 e all'indirizzo info@teatroghione.it. Il Ghione segnala anche che si può entrare con la carta cultura.
Lo spettacolo: sette storie fuori misura
In Brotti Manuela Zero, attrice e cantante, affiancata da violino, chitarra e violoncello, porta in scena sette storie di imperfezione, fragilità, dolore, solitudine e diversità, raccontate con gusto tragicomico.
Sette personaggi
Il teatro presenta lo spettacolo con tre righe che ne riassumono lo spirito: grottesco, fragile, terribilmente umano; sette personaggi fuori misura; per ridere di ciò che ci fa paura. I personaggi sono figure spezzate e isolate nel cerchio del loro dolore, che si raccontano da sole. Sono, scrive il Ghione, maschere grottesche e senza tempo che vivono intensamente la meraviglia dei sentimenti umani.
I temi
Dietro il grottesco ci sono temi radicati nella società di oggi: l'amore tossico, la solitudine, il pregiudizio, la violenza. Brotti non è quindi un semplice spettacolo di macchiette. La risata serve ad avvicinare lo spettatore a situazioni che, raccontate in modo diretto, farebbero voltare lo sguardo.
La musica dal vivo
Accanto all'attrice suonano Martino Panna alla chitarra, Cecilia Drago al violino e Lucia Libassi al violoncello. È una formazione cameristica, non una band: gli archi danno ai personaggi una colonna sonora che può essere malinconica o ironica, e fanno di Brotti qualcosa a metà fra il recital, il cabaret e il teatro di parola. Audio e luci sono di Umberto Fiore.
Il titolo: brutti e rotti
Brotti è una parola inventata che fonde brutti e rotti: così la presentazione del Teatro Ghione spiega il titolo dello spettacolo e il senso dei suoi personaggi.
Una parola nuova
La crasi è semplice e immediata. I brotti non sono soltanto brutti, cioè fuori dai canoni, e non sono soltanto rotti, cioè feriti: sono tutte e due le cose insieme. La parola funziona perché suona familiare, quasi dialettale, e perché contiene già il tono dello spettacolo, a metà fra lo scherzo e la confessione.
Il sottotitolo
Il sottotitolo, E non ridere che sei come loro, suggerisce secondo il teatro il senso più profondo dell'operazione: siamo tutti un po' rotti, ammaccati dalle avversità della vita, dagli imprevisti, dai sentimenti folli o sbagliati. Lo spettatore che ride dei brotti è avvertito fin dal titolo: sta ridendo anche di sé.
La bellezza di ciò che non si adatta
La conclusione della presentazione è quasi una dichiarazione di poetica: proprio nel loro essere fuori misura, imperfetti e irriducibili, i brotti ricordano qualcosa che la normalità tende a dimenticare, cioè che la bellezza più autentica nasce spesso da ciò che non trova posto nelle regole del mondo. A nostro giudizio è la frase che meglio spiega perché uno spettacolo comico possa lasciare il pubblico commosso.
Manuela Zero, protagonista di Brotti
Manuela Zero è un'attrice e cantante che con Brotti porta in teatro una galleria di personaggi di cui è l'unica interprete, accompagnata dalla musica dal vivo.
Attrice e cantante
Il Teatro Ghione la presenta come attrice e cantante, e lo spettacolo usa tutte e due le anime: la recitazione per dare corpo ai sette personaggi, la voce per le parti cantate che il trio d'archi accompagna. È una forma di spettacolo che chiede versatilità, perché l'interprete deve passare in pochi istanti da una figura all'altra, cambiando voce, postura, registro.
Una presenza nei teatri romani
Nella stagione 2026/2027 Manuela Zero è presente anche in un altro cartellone romano: dal 5 all'8 novembre 2026 recita al Teatro Belli di Trastevere in Vite da strada di Tommaso Agnese, accanto a Moisé Curia. Brotti, invece, è uno spettacolo costruito interamente intorno a lei.
La squadra
La regia di Brotti è di Davide Santi; la produzione è di Maximo Event, con Daniele Lizambri come produttore. È una squadra agile, pensata per portare lo spettacolo in sale di dimensioni diverse, dove il rapporto con il pubblico resta diretto.
Per chi è Brotti
Brotti è uno spettacolo comico e musicale per un pubblico adulto, che usa il grottesco per parlare di temi seri come la solitudine, il pregiudizio, l'amore tossico e la violenza.
Per chi ama la comicità di personaggio
Chi ama la comicità costruita sui personaggi, sulle maschere e sulle trasformazioni, più che sulla battuta secca della stand-up, troverà in Brotti un linguaggio familiare. È la tradizione del teatro in cui un solo interprete moltiplica le figure, qui con l'aggiunta della musica dal vivo.
Per chi cerca qualcosa di più
Chi va a teatro soprattutto per riflettere troverà nel sottotitolo e nei temi la ragione per esserci. La presentazione del Ghione insiste sulla dimensione umana dei personaggi: sotto il trucco grottesco c'è l'intenzione di parlare di persone reali.
Per chi arriva da fuori Roma
Per chi è a Roma per qualche giorno a fine gennaio, Brotti è un'occasione di vedere uno spettacolo italiano indipendente, lontano dai titoli di richiamo internazionale, in una sala di quartiere a pochi passi dal Vaticano. La lingua è l'italiano, con le inflessioni e i giochi verbali dei personaggi: serve una buona conoscenza della lingua per coglierne tutte le sfumature, ma la musica e il lavoro sul corpo aiutano anche chi la parla meno bene. La serata finisce abbastanza presto da permettere una passeggiata notturna fra Borgo e Castel Sant'Angelo.
Il Teatro Ghione, la sala di via delle Fornaci
Il Teatro Ghione è una sala di circa cinquecento posti in via delle Fornaci 37, fra il Vaticano e le pendici del Gianicolo, fondata e diretta per venticinque anni dall'attrice Ileana Ghione.
Prosa, musica e comicità
Per decenni il cartellone ha alternato la prosa classica, con Wilde, Pirandello, Shakespeare e Goldoni, ai concerti. Negli ultimi anni concerti tributo, canzone d'autore e comicità sono diventati una presenza fissa: in stagione sono passati, fra gli altri, FlaMENcos, I Fantastici, Giovanni Cacioppo e Francesca Reggiani.
Una sala raccolta
Con circa cinquecento posti fra platea e galleria, il Ghione conserva una dimensione ravvicinata. Per uno spettacolo di personaggi è un vantaggio: l'attrice vede il pubblico, il pubblico coglie le espressioni, e le pause comiche arrivano fino all'ultima fila. La galleria, a 20 euro, offre una visione d'insieme utile per apprezzare il lavoro sul corpo.
Ileana Ghione, l'attrice che diede il nome al teatro
Ileana Ghione, nata a Cortemilia, in Piemonte, il 15 gennaio 1931 e morta a Roma il 3 dicembre 2005, fu un'attrice di teatro e di televisione che il 9 dicembre 1980 acquistò e riadattò il vecchio teatro di via delle Fornaci, dandogli il suo nome.
La formazione
Si formò negli anni Cinquanta all'Accademia d'arte drammatica, con Sergio Tofano fra i suoi insegnanti, e recitò in Come le foglie di Giacosa accanto a Tino Carraro.
Gli sceneggiati
Fu un volto degli sceneggiati televisivi: Jane Eyre, Una tragedia americana, David Copperfield, I Buddenbrook, Madame Curie, Una donna. Nel 2001 il presidente Carlo Azeglio Ciampi la nominò Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica.
L'ultima recita
Nel dicembre 2005, mentre recitava l'Ecuba di Euripide sul palco del suo teatro, fu colta da un malore e morì poco dopo; la camera ardente fu allestita nel teatro stesso.
Come arrivare al Teatro Ghione per Brotti
La soluzione più comoda per raggiungere il Teatro Ghione con i mezzi pubblici è il treno regionale fino alla stazione di Roma San Pietro, servita dalle linee FL3 e FL5, a pochi minuti a piedi da via delle Fornaci 37.
In treno
La stazione di San Pietro ha anche una fermata di autobus e un posteggio di taxi. Dalla stazione si sale lungo via delle Fornaci fino al teatro.
In autobus e in metro
Gli autobus della zona fanno capo alla stazione di San Pietro e a largo di Porta Cavalleggeri; linee e orari serali vanno controllati sul calcolatore del percorso dell'azienda di trasporto romana. Le fermate della metro A più vicine sono in Prati, a una ventina di minuti a piedi attraverso Borgo e piazza San Pietro.
In auto
Il sito del Ghione indica tre soluzioni di parcheggio nei dintorni: un parcheggio gratuito all'aperto, il parcheggio di San Pietro e un'autorimessa privata.
A piedi
Da piazza San Pietro il teatro si raggiunge in pochi minuti, passando per largo di Porta Cavalleggeri: è la soluzione naturale per chi alloggia a Borgo o nei dintorni del Vaticano.
Una curiosità su Brotti di Manuela Zero al Teatro Ghione — 28 gennaio 2027
La curiosità più interessante riguarda il rapporto fra lo spettacolo e il teatro che lo ospita. Il Teatro Ghione porta il nome di un'attrice che ha costruito la propria carriera su personaggi femminili forti, dagli sceneggiati tratti dai grandi romanzi dell'Ottocento, come Jane Eyre, David Copperfield e I Buddenbrook, fino all'Ecuba di Euripide, l'ultimo ruolo che interpretò proprio su questo palco nel dicembre 2005. Ecuba è una regina distrutta dal dolore, una figura tragica per eccellenza. Vent'anni dopo, sullo stesso palcoscenico, un'altra attrice porta in scena figure spezzate dal dolore, ma sceglie la strada opposta: il grottesco, la risata, la maschera. È lo stesso materiale umano, trattato con un altro registro. La seconda curiosità riguarda la parola del titolo. Brotti è un neologismo che nasce dalla crasi di brutti e rotti, un meccanismo linguistico antichissimo che il teatro comico ha sempre amato. Chi esce dallo spettacolo difficilmente dimentica il titolo, e questo, per un lavoro indipendente che vive del passaparola, è metà del successo. La terza curiosità è musicale: per uno spettacolo comico la scelta di un trio con violino e violoncello non è scontata. Gli archi portano con sé una memoria di musica colta che si scontra con il grottesco dei personaggi, e da questo scontro nasce spesso l'effetto comico più riuscito.
Una cosa che non ti dice nessuno su Brotti di Manuela Zero al Teatro Ghione — 28 gennaio 2027
Quello che le presentazioni non dicono è che uno spettacolo intitolato E non ridere che sei come loro chiama in causa il pubblico, e lo fa apertamente. Il sottotitolo è un avvertimento: chi ride dei personaggi sta ridendo anche di sé. Conviene quindi arrivare pronti a un tipo di comicità che non tiene lo spettatore al riparo, e che alterna la risata a momenti in cui il riso si ferma. La presentazione del teatro parla di amore tossico e di violenza: sono temi che, dentro un personaggio grottesco, possono colpire più di quanto ci si aspetti. La seconda cosa riguarda la scelta del posto. Il Ghione ha due fasce di prezzo, e la differenza di cinque euro fra platea e galleria non è soltanto economica. In platea si è vicini al volto dell'attrice e si colgono le microespressioni, fondamentali in uno spettacolo di trasformazioni; in galleria si vede meglio l'insieme, con i musicisti e il disegno delle luci di Umberto Fiore. Per un primo incontro con Brotti, a nostro giudizio, la platea centrale è la scelta migliore. La terza cosa è di calendario: la replica cade di giovedì, e il giovedì sera la zona di San Pietro è molto più tranquilla che nel fine settimana, con parcheggi e tavoli più facili da trovare.
Il consiglio che ti do per visitare Brotti di Manuela Zero al Teatro Ghione — 28 gennaio 2027
Il consiglio è costruire la serata intorno a San Pietro, che dal Ghione è a pochi minuti a piedi. A fine gennaio il sole tramonta presto, e un pomeriggio in piazza San Pietro e a Borgo, magari con una passeggiata fino a Castel Sant'Angelo, porta in modo naturale all'ora di cena. Con l'inizio alle 20:30, conviene cenare presto, verso le 19, in una delle trattorie o pizzerie del quartiere, fra via delle Fornaci e via Gregorio VII, lontano dai locali di via della Conciliazione, pensati soprattutto per i turisti. Il secondo consiglio riguarda l'arrivo: il treno regionale fino alla stazione di San Pietro è la scelta più comoda per chi viene dalle zone servite dalle linee FL3 e FL5, mentre chi arriva in auto può usare uno dei parcheggi segnalati dal teatro. Il terzo consiglio riguarda il ritorno: all'uscita la cupola di San Pietro illuminata si vede scendendo verso largo di Porta Cavalleggeri, ed è il modo migliore per chiudere una serata in cui si è riso di cose serie. Chi viene in compagnia di amici numerosi fa bene a prenotare insieme, per sedersi vicini in una sala dove i posti migliori si esauriscono presto.
Cosa vedere intorno al Teatro Ghione
Il Teatro Ghione si trova fra San Pietro, Borgo e il Gianicolo: prima di uno spettacolo serale il pomeriggio offre molte possibilità a pochi minuti a piedi.
San Pietro e Borgo
Piazza San Pietro è a pochi minuti; fra la piazza e il Tevere si stende il rione Borgo, con il Passetto che arriva a Castel Sant'Angelo.
Il Gianicolo e Villa Pamphilj
Alle spalle del teatro sale il Gianicolo, con la terrazza sulla città; più a sud si apre Villa Doria Pamphilj, adatta a una passeggiata nelle ore di luce.
Porta Cavalleggeri e la stazione
Scendendo verso largo di Porta Cavalleggeri si costeggiano le Mura leonine, con gli stemmi dei Borgia sulla porta. La stazione di San Pietro, aperta nel 1894, è un luogo che molti hanno già visto al cinema senza saperlo.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che il Teatro Ghione si trova a due passi dal Vaticano; si ricorda meno spesso che la zona intorno al teatro è stata teatro di una battaglia. Il 30 aprile 1849, a Porta Cavalleggeri, si combatté il primo attacco delle truppe francesi contro la Repubblica Romana, respinto dai difensori. Fra loro c'era un giovane attore, Tommaso Salvini: un attore sulle barricate, a pochi passi dal punto in cui un secolo dopo sarebbe nato un teatro. C'è poi un secondo fatto poco citato, che riguarda la stazione di San Pietro. Aperta nel 1894 sulla linea per Viterbo, è anche il punto di partenza della ferrovia Vaticana, e il cinema l'ha usata spesso come set, con Totò, Alberto Sordi e Virna Lisi. Chi arriva in treno per vedere Brotti scende quindi in una stazione che ha già fatto da sfondo alla commedia italiana. Per uno spettacolo che rivendica il diritto di ridere delle proprie fragilità, è una coincidenza che fa piacere ricordare: a nostro giudizio la grande commedia all'italiana, da Totò a Sordi, ha sempre messo in scena personaggi brutti e rotti, e li ha resi indimenticabili.
La foto giusta da fare a Brotti di Manuela Zero al Teatro Ghione — 28 gennaio 2027
La foto giusta, per uno spettacolo di trasformazioni, non si fa durante la recita. Ogni cambio di personaggio è costruito sul tempo e sulla sorpresa, e un telefono alzato distrae l'attrice, i musicisti e il pubblico intorno. La foto si fa prima, quando la sala si riempie, o dopo, all'uscita. Prima dello spettacolo, un'inquadratura del palco con gli strumenti già in posizione, il violoncello, il violino, la chitarra, racconta bene la natura ibrida della serata, a metà fra concerto e teatro. È un'immagine che dice molto senza svelare niente dei personaggi. All'uscita, la foto più bella è quella della cupola di San Pietro illuminata, che si vede dalle strade intorno al teatro scendendo verso largo di Porta Cavalleggeri. In una fredda sera di gennaio, con poca gente in giro, la cupola nella notte è un'immagine semplice e potente. La terza foto è per chi colleziona ricordi di teatro: la locandina di Brotti all'ingresso del Ghione, con il nome della sala e la data. Uno spettacolo in replica unica merita una prova di esserci stati.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La zona del Teatro Ghione ha una storia antica. Qui correvano le Mura leonine, e Porta Cavalleggeri conserva gli stemmi dei Borgia di papa Alessandro VI. Il 30 aprile 1849 a Porta Cavalleggeri si combatté il primo attacco delle truppe francesi contro la Repubblica Romana, respinto dai difensori, fra i quali c'era il giovane attore Tommaso Salvini. Nel 1894 venne aperta la stazione di San Pietro, sulla linea per Viterbo; da qui parte anche la ferrovia Vaticana, e il cinema ha usato la stazione come set. Il 9 dicembre 1980 Ileana Ghione acquistò il vecchio teatro di via delle Fornaci e lo riaprì con il suo nome; il 25 novembre 1986 vi andò in scena Candida di Shaw con la regia di Silverio Blasi. Nel dicembre 2005 Ileana Ghione, mentre recitava l'Ecuba di Euripide sul suo palco, accusò un malore e morì poco dopo; la camera ardente fu allestita nel teatro. Da allora il Ghione ha continuato a vivere di prosa, musica e comicità, e nella stagione 2026/2027 alterna concerti tributo, comici, spettacoli di danza e produzioni indipendenti come Brotti, in programma il 28 gennaio 2027.
Chi è passato da Brotti di Manuela Zero al Teatro Ghione — 28 gennaio 2027
Dal palco del Ghione sono passati i classici della prosa, con Wilde, Pirandello, Shakespeare e Goldoni, e il volto di Ileana Ghione, allieva di Sergio Tofano e protagonista di Come le foglie con Tino Carraro, poi volto degli sceneggiati della televisione italiana. Nel quartiere intorno sono passati papi e soldati, i Borgia e Tommaso Salvini, e davanti alla stazione di San Pietro sono passati Totò, Alberto Sordi e Virna Lisi, per il cinema. Negli ultimi anni la sala è diventata una delle case romane dei concerti tributo, della canzone d'autore e della comicità: FlaMENcos, I Fantastici, Giovanni Cacioppo, Francesca Reggiani, i comici stranieri che hanno portato la stand-up in altre lingue. Il 28 gennaio 2027 passano Manuela Zero e la sua squadra: il regista Davide Santi, i musicisti Martino Panna, Cecilia Drago e Lucia Libassi, il tecnico Umberto Fiore, il produttore Daniele Lizambri. E passano sette personaggi che non esistono, ma che il pubblico riconosce: i brotti, brutti e rotti, fragili e fuori misura, che per una sera prendono il posto delle regine e degli eroi del repertorio classico.
Come organizzare la serata di Brotti
Con l'inizio alle 20:30 di un giovedì, la serata di Brotti si organizza al meglio arrivando in zona San Pietro nel tardo pomeriggio, cenando presto nel quartiere e lasciando l'auto, se serve, in uno dei parcheggi segnalati dal Teatro Ghione.
Il pomeriggio
Per chi ha il pomeriggio libero, la zona offre più di quanto si possa vedere in poche ore. Una passeggiata fra piazza San Pietro e Borgo, oppure la salita al Gianicolo prima che faccia buio, sono i modi più semplici per arrivare al teatro senza fretta. A fine gennaio la luce se ne va presto: conviene programmare le visite all'aperto prima delle cinque.
La cena
Il quartiere intorno al Ghione è residenziale, con pizzerie e trattorie frequentate dai romani. Una cena verso le 19 lascia il tempo di arrivare in sala con un quarto d'ora di anticipo, che in una replica unica serve anche a trovare il proprio posto con calma e a sistemare il cappotto.
Il ritorno
All'uscita, chi è arrivato in treno torna alla stazione di San Pietro, controllando prima gli orari serali dei regionali; chi preferisce camminare scende verso largo di Porta Cavalleggeri e piazza San Pietro, dove la cupola illuminata accompagna il rientro. Il taxi si trova al posteggio della stazione: chi deve rientrare lontano, in una sera d'inverno, fa bene a prenotarlo in anticipo per l'uscita.
Scegliere il posto: platea o galleria
Il Teatro Ghione vende Brotti in due fasce, platea a 25 euro e galleria a 20 euro, e la scelta cambia il modo di vedere lo spettacolo.
La platea
In uno spettacolo di trasformazioni, in cui un'attrice sola dà vita a sette personaggi, la vicinanza conta. Dalla platea si colgono le espressioni, i cambi di voce, i piccoli gesti con cui un personaggio lascia il posto al successivo. Le file centrali offrono il miglior equilibrio fra vicinanza e visione d'insieme.
La galleria
Dalla galleria si vede meglio la scena intera, con i tre musicisti e il disegno delle luci. È una buona scelta per chi ha già visto Brotti o per chi preferisce osservare con un po' di distanza un lavoro che mescola teatro e concerto, e costa cinque euro in meno.
Con gli amici
Chi va a teatro in compagnia fa bene ad acquistare i biglietti tutti insieme, per sedersi vicini: in una sala raccolta, con una sola replica, i posti contigui migliori sono i primi a sparire.
Dove mangiare prima o dopo Brotti
Intorno al Teatro Ghione si trovano pizzerie, trattorie e bar nelle vie fra via delle Fornaci, via Gregorio VII e le pendici del Gianicolo, frequentati soprattutto da chi abita nel quartiere.
Prima
Con l'inizio alle 20:30, una cena presto, verso le 19, oppure un aperitivo nel quartiere sono le soluzioni più comode. Il giovedì sera la zona è tranquilla, ma prenotare resta prudente.
Dopo
Dopo lo spettacolo c'è ancora tempo per una pizza nelle vie residenziali intorno a via Gregorio VII, oppure a Borgo e a Prati. I locali affacciati su via della Conciliazione sono pensati soprattutto per i turisti.
Accessibilità, età e informazioni pratiche
Il Teatro Ghione dedica una sezione del proprio sito all'accessibilità e agli spettacoli accessibili; per esigenze specifiche conviene telefonare al teatro prima della serata, allo 06 6372294.
Età
L'organizzazione non indica limiti d'età. I temi dichiarati, dall'amore tossico alla violenza, e il registro grottesco rendono Brotti uno spettacolo pensato per adulti e ragazzi grandi.
Gennaio a Roma
Le sere di fine gennaio a Roma sono fredde e a volte piovose. Il tragitto dalla stazione di San Pietro al teatro è breve, ma una giacca pesante e un ombrello sono utili per l'uscita. È un periodo di bassa stagione: chi arriva da fuori trova facilmente alloggio a Borgo, a Prati o in zona Aurelio.
Domande frequenti su Brotti
Quando va in scena Brotti di Manuela Zero a Roma?
Brotti di Manuela Zero va in scena al Teatro Ghione di Roma giovedì 28 gennaio 2027 alle 20:30. È l'unica replica romana indicata nella scheda ufficiale del teatro.
Quanto costano i biglietti per Brotti al Teatro Ghione?
Per Brotti il Teatro Ghione pubblica due prezzi: 25 euro per la platea e 20 euro per la galleria. I biglietti si comprano sul sito ufficiale del teatro, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure contattando il teatro.
Di cosa parla Brotti?
Brotti racconta sette storie di imperfezione, fragilità, dolore, solitudine e diversità attraverso sette personaggi grotteschi interpretati da Manuela Zero. I temi sono l'amore tossico, la solitudine, il pregiudizio e la violenza, trattati con gusto tragicomico.
Che cosa significa Brotti?
Brotti è una parola inventata che unisce brutti e rotti. Secondo la presentazione del Teatro Ghione indica figure spezzate e fuori misura, e il sottotitolo, E non ridere che sei come loro, ricorda che in fondo tutti sono un po' rotti.
Chi c'è in scena con Manuela Zero?
In Brotti Manuela Zero è accompagnata da un trio dal vivo: Martino Panna alla chitarra, Cecilia Drago al violino e Lucia Libassi al violoncello. La regia è di Davide Santi, la produzione di Maximo Event.
Come si arriva al Teatro Ghione?
Il Teatro Ghione si trova in via delle Fornaci 37, vicino a San Pietro. La soluzione più comoda è il treno regionale FL3 o FL5 fino alla stazione di Roma San Pietro; da piazza San Pietro si arriva a piedi in pochi minuti.
Brotti è adatto ai ragazzi?
Brotti non ha limiti d'età dichiarati, ma affronta temi come la violenza e l'amore tossico con un registro grottesco: è indicato per adulti e ragazzi grandi, meno per i bambini.
Il consiglio finale su Brotti
Brotti è una di quelle serate che il cartellone romano offre fuori dai grandi circuiti: una replica sola, un'attrice con tre musicisti, sette personaggi, un titolo che resta in testa. A nostro giudizio è una buona scelta per chi cerca una comicità diversa da quella della stand-up e dei grandi show, una comicità di maschere, di trasformazioni e di musica dal vivo, che non si vergogna di commuovere. Il prezzo contenuto e la sala raccolta del Ghione aiutano. Il consiglio è prenotare presto, scegliere la platea per vedere da vicino il lavoro dell'attrice, cenare nel quartiere prima delle 20:30 e ricordarsi del sottotitolo: E non ridere che sei come loro. In una sera d'inverno, ridere delle proprie crepe insieme a cinquecento sconosciuti è un'esperienza meno frequente di quanto dovrebbe.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.
Prepara la visita
Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.
Biglietti per concerti e spettacoli
Concerti, teatro e sport a Roma, con posto scelto in anticipo.
Dormire a Roma
Hotel e appartamenti vicino a dove vuoi passare le giornate.
Transfer da e per l’aeroporto
Fiumicino e Ciampino con auto prenotata e prezzo fisso.
