I Fantastici al Teatro Ghione — 3 ottobre 2026
I Fantastici, lo spettacolo di teatro, danza, tango e musica prodotto dall'associazione di promozione sociale L'Oltre Tango, va in scena sabato 3 ottobre 2026 alle 20.30 al Teatro Ghione, in Via delle Fornaci 37, a pochi passi da Piazza San Pietro. In scena gli artisti della Compagnia Aliena con la compagnia di danza inclusiva Empathy Inclusion Company Étoile Daniele Terenzi. Il teatro si raggiunge con i treni regionali FL3 e FL5, stazione Roma San Pietro, a pochi minuti a piedi, oppure con gli autobus che arrivano alla stazione di San Pietro e a Largo di Porta Cavalleggeri. I prezzi sono comunicati dal teatro al momento della prenotazione: si prenota al numero 329 9645810 indicato per lo spettacolo, oppure contattando il Ghione al 06 6372294 o all'indirizzo info@teatroghione.it, e sul sito ufficiale del teatro.
I Fantastici: gli alieni tornano sulla Terra
I Fantastici è il terzo capitolo delle avventure della Compagnia Aliena, un gruppo di artisti che, nella finzione, è arrivato sulla Terra da un altro pianeta e questa volta torna in scena trasformato in una squadra di improbabili supereroi.
La domanda da cui parte lo spettacolo è semplice e disarmante: e se i supereroi fossero già tra noi? Secondo la presentazione ufficiale li incontriamo ogni giorno, li sfioriamo senza accorgercene, combattono battaglie invisibili e conquistano vittorie che nessun fumetto racconta. Il riferimento è evidente: i supereroi sono le persone con disabilità e le loro famiglie, e le battaglie invisibili sono quelle quotidiane.
Teatro, danza, tango, musica
I Fantastici usa quattro linguaggi insieme: il teatro, la danza, il tango e la musica. È questa mescolanza a dare allo spettacolo il suo carattere. Il tango, in particolare, non è un numero di varietà inserito fra le scene, ma lo strumento con cui la compagnia lavora tutto l'anno, attraverso la tangoterapia.
Ironia e sensibilità
Il tono, dice la produzione, è quello dell'ironia e della sensibilità: lo spettacolo racconta il valore della diversità, dell'amicizia e dell'inclusione, e promette di far sorridere, riflettere e commuovere. Il messaggio finale è che le persone più straordinarie sono spesso quelle che incontriamo ogni giorno. Detto così può sembrare un proposito edificante; sulla scena, con un gruppo di interpreti che il palco lo conquistano davvero, diventa qualcosa di più concreto.
Le avventure precedenti
La Compagnia Aliena non è nuova al Ghione. Il sito del teatro elenca fra i titoli passati Tango Alieno e Tango Alieno 2 La vendetta, i due capitoli in cui gli alieni del tango sono arrivati sulla Terra. I Fantastici ne è la prosecuzione: gli stessi personaggi, cresciuti, con i superpoteri.
Chi è in scena in I Fantastici
I Fantastici riunisce sul palco del Ghione tre gruppi di interpreti: gli artisti della Compagnia Aliena, due ospiti e una compagnia di danza inclusiva.
La Compagnia Aliena
Gli artisti della Compagnia Aliena citati nella presentazione sono Monsieur David, Federica Gumina e Sergio Cosi. Sono loro i protagonisti della saga iniziata con Tango Alieno, i personaggi venuti da lontano che guardano la Terra con occhi nuovi e la trovano spesso incomprensibile.
Gli ospiti
Partecipano allo spettacolo Giulia Bonomo e Giuseppeantonio Rappa, che la produzione indica con la formula della partecipazione speciale.
Empathy Inclusion Company
La danza è affidata alla compagnia di danza inclusiva Empathy Inclusion Company Étoile Daniele Terenzi, nel cui nome compare quello dell'étoile Daniele Terenzi. La danza inclusiva lavora con danzatori con e senza disabilità nello stesso gruppo, costruendo coreografie in cui ognuno porta il proprio corpo così com'è.
I maestri
La produzione indica come maestri Alessia Leoni, Roberto Castrucci, Francesca Panella, Roberto Nicchiotti, Antonella Mazzetti, Mariano Navone, Laura Amadei e Simone Salerno, che lavorano con gli interpreti. Allo spettacolo collaborano gli operatori di tangoterapia dell'associazione L'Oltre Tango, che firma anche la produzione.
L'Oltre Tango e la tangoterapia
L'Oltre Tango è un'associazione di promozione sociale che usa il tango argentino come strumento di lavoro con persone con disabilità fisiche, cognitive e comportamentali: la cosiddetta tangoterapia.
L'idea di fondo è che il tango, prima di essere uno spettacolo, sia una relazione. Si balla in coppia, abbracciati, ascoltando il corpo dell'altro e adattando il passo al suo. Proprio questa struttura, che richiede attenzione, fiducia e contatto, lo rende adatto a lavorare su equilibrio, coordinazione, memoria del movimento e capacità di stare con gli altri.
Dalla sala prove al palcoscenico
Il passaggio dal laboratorio alla scena è il cuore del progetto. Un conto è ballare in una sala prove, un altro è salire su un palco da cinquecento posti davanti a un pubblico pagante. La serata al Ghione è per gli interpreti il punto d'arrivo di mesi di lavoro, e il pubblico lo sente.
Il tango e l'Italia
C'è un legame antico fra il tango e l'Italia. Il tango è nato alla fine dell'Ottocento nei quartieri portuali di Buenos Aires e Montevideo, sulle due rive del Río de la Plata, e fra i suoi creatori ci furono moltissimi emigrati italiani, genovesi, napoletani, calabresi, siciliani. Molti nomi della storia del tango, da musicisti a poeti, hanno cognomi italiani. Portare il tango rioplatense su un palco romano è, in un certo senso, riportarlo a casa.
Il teatro inclusivo a Roma
I Fantastici appartiene a una forma di teatro che a Roma ha trovato negli ultimi anni sempre più spazio: il teatro inclusivo, in cui interpreti con e senza disabilità condividono la scena alla pari.
Non si tratta di teatro terapeutico chiuso in una palestra, né di spettacoli di beneficenza da guardare con indulgenza. Il teatro inclusivo chiede al pubblico di valutare lo spettacolo per quello che è: ritmo, idee, presenza scenica, emozione. Quando funziona, la disabilità smette di essere il tema e diventa una delle tante caratteristiche dei corpi in scena.
Perché vederlo
Per chi non ha mai visto uno spettacolo di questo tipo, I Fantastici è un buon inizio: ha una storia semplice, un tono leggero, la musica e il tango come filo conduttore. Per chi lavora nella scuola, nel sociale o ha in famiglia una persona con disabilità, è anche l'occasione di vedere che cosa può fare un percorso artistico serio.
Il Teatro Ghione, il teatro a due passi dal Vaticano
Il Teatro Ghione è una sala da circa 500 posti in Via delle Fornaci 37, a breve distanza da Piazza San Pietro, fondata e diretta fino al 2005 dall'attrice Ileana Ghione.
Il cartellone alterna da sempre il repertorio classico, con autori come Wilde, Pirandello, Shakespeare e Goldoni, a lavori più moderni e a concerti. La dimensione della sala permette di seguire lo spettacolo in modo comodo e raccolto: cinquecento posti sono tanti per un teatro romano, ma la platea resta vicina al palco.
La nascita nel 1980
Il 9 dicembre 1980 Ileana Ghione acquistò e riadattò il vecchio teatro di Via delle Fornaci, che da allora porta il suo nome. Era un'operazione rara per un'attrice: diventare imprenditrice, rischiare in proprio e dare a Roma una sala nuova in una zona che non aveva una tradizione teatrale, stretta fra il Vaticano e il Gianicolo.
Il repertorio
Il Ghione è stato per decenni un teatro d'attore, legato alla prosa classica e alla figura della sua fondatrice, che ne era anche la prima interprete. Il 25 novembre 1986, per esempio, vi andò in scena Candida di George Bernard Shaw con la regia di Silverio Blasi. Negli anni il cartellone si è aperto a generi diversi, e oggi ospita anche spettacoli come I Fantastici, lontani dalla prosa tradizionale.
I servizi
Il portale turistico ufficiale di Roma Capitale indica il Ghione come accessibile alle persone con disabilità e segnala anche un servizio di dog sitting, una rarità fra i teatri romani. Per informazioni e prenotazioni il teatro risponde al 06 6372294 e all'indirizzo info@teatroghione.it.
Ileana Ghione, l'attrice che si comprò un teatro
Ileana Ghione era nata a Cortemilia, in Piemonte, il 15 gennaio 1931 ed è morta a Roma il 3 dicembre 2005; è stata una delle attrici più popolari della televisione italiana degli anni Sessanta.
Negli anni Cinquanta aveva studiato all'Accademia nazionale d'arte drammatica di Roma, con Sergio Tofano fra i suoi insegnanti. Poi arrivarono gli sceneggiati televisivi, che in quegli anni erano il grande teatro popolare degli italiani: Una tragedia americana, David Copperfield, Madame Curie, I Buddenbrook, Una donna, oltre a molte trasmissioni radiofoniche.
Il volto della televisione
Le frequenti apparizioni televisive degli anni Sessanta ne fecero un volto conosciutissimo. Fra i lavori di quel periodo c'è Come le foglie di Giacosa, recitato accanto a Tino Carraro. Negli anni Settanta la sua presenza in televisione continua con Rosmersholm, La donna del mare, Ritratto di signora, fino a Una donna del 1977.
L'imprenditrice
Negli anni Ottanta Ileana Ghione sceglie il teatro, e lo sceglie fino in fondo: compra una sala e la dirige. Nel 2001 il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi la nomina Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana per il suo impegno.
L'ultima sera
Il 3 dicembre 2005, mentre recitava l'Ecuba di Euripide sul palco del suo teatro, Ileana Ghione accusò un malore. Fu portata in camerino e poi all'ospedale San Filippo Neri, dove morì poco dopo. La camera ardente fu allestita nello stesso teatro. È una fine che appartiene alla leggenda del teatro: un'attrice che muore dopo essere uscita di scena, nella sala che aveva costruito.
Come arrivare al Teatro Ghione per I Fantastici
Il modo più semplice per arrivare al Teatro Ghione è il treno regionale fino alla stazione di Roma San Pietro, servita dalle linee FL3 e FL5, a pochi minuti a piedi da Via delle Fornaci.
In treno
La stazione di Roma San Pietro è stata inaugurata nel 1894 con la linea per Viterbo ed è oggi servita dai treni regionali FL3 e FL5; ha una fermata di autobus e un posteggio di taxi. Chi arriva da Ostiense o da Trastevere ci mette pochi minuti. Dalla stazione si sale lungo Via delle Fornaci fino al teatro.
In autobus
Gli autobus che servono la zona fanno capo alla stazione di San Pietro e a Largo di Porta Cavalleggeri, all'imbocco di Via delle Fornaci. Il 64 collega la stazione Termini con l'area di San Pietro attraversando il centro. Per il ritorno dopo lo spettacolo conviene verificare le corse serali del sabato sul sito dell'ATAC.
In metro
La metropolitana non arriva vicino al Ghione. Le fermate della linea A più vicine sono nella zona di Prati, e da lì servono una ventina di minuti a piedi attraverso Borgo e Piazza San Pietro: è una passeggiata bellissima all'andata, meno comoda di notte al ritorno.
In auto
La zona di San Pietro è attraversata da una Zona a traffico limitato nelle aree più vicine alla basilica e il parcheggio su strada, il sabato sera, è difficile. Il Gianicolo e le strade residenziali verso Via Gregorio VII offrono qualche possibilità in più; il taxi resta la soluzione più semplice.
Una curiosità su I Fantastici al Teatro Ghione — 3 ottobre 2026
La curiosità più interessante riguarda la strada. Via delle Fornaci prende il nome dalle fornaci di laterizi che per secoli lavorarono in questa zona, fra il Vaticano e le pendici del Gianicolo, dove l'argilla del terreno era ideale per mattoni e tegole.
Oggi, a pochi metri dall'imbocco della strada, si vede Porta Cavalleggeri, una delle porte delle Mura leonine. Il nome viene dalla caserma dei Cavalleggeri, la guardia a cavallo del papa, costruita nelle vicinanze sotto Pio IV. Sull'arco sono ancora conservati due stemmi della famiglia Borgia, fatti apporre da papa Alessandro VI dopo i restauri eseguiti intorno al 1500. Quello che si vede non è la porta nella sua posizione originale: fino al 1904 si trovava qualche metro più in là, sull'altro lato della piazza del Sant'Uffizio.
E una curiosità di teatro: il Ghione è una delle pochissime sale romane che portano il nome della persona che le ha fondate e dirette. Entrare qui significa entrare nel teatro di un'attrice, non di un impresario.
Una cosa che non ti dice nessuno su I Fantastici al Teatro Ghione — 3 ottobre 2026
Quello che nessuno dice è che uno spettacolo come I Fantastici si vive in modo diverso da uno spettacolo di prosa. La platea è piena di famiglie, amici, operatori, compagni di corso degli interpreti, e l'atmosfera è quella di una festa più che di una prima. Gli applausi arrivano a scena aperta, qualcuno chiama per nome un ballerino, qualcuno si commuove senza nasconderlo. Chi arriva aspettandosi il silenzio di un teatro di tradizione deve regolarsi.
La seconda cosa riguarda la zona. Il Ghione è a due passi da San Pietro, ma il sabato sera la zona intorno al Vaticano si svuota rapidamente: i negozi di souvenir chiudono, i gruppi di turisti rientrano in albergo. Dopo lo spettacolo Via delle Fornaci è tranquilla, e per un dopoteatro con più vita conviene spostarsi verso Borgo, Prati o Trastevere.
La terza cosa riguarda la prenotazione. Per I Fantastici è indicato un numero dedicato, diverso da quello abituale del teatro. Usarlo è il modo più rapido per avere informazioni su posti, tariffe ed eventuali agevolazioni.
Il consiglio che ti do per visitare I Fantastici al Teatro Ghione — 3 ottobre 2026
Il consiglio è arrivare con largo anticipo e usare il tempo per una passeggiata a San Pietro al tramonto. All'inizio di ottobre il sole cala poco prima delle sette, e alle sei e mezza il colonnato del Bernini prende una luce calda che al mattino non ha mai. Da Piazza San Pietro al Ghione sono pochi minuti a piedi, passando per Largo di Porta Cavalleggeri.
Secondo consiglio: se venite con una persona con disabilità, telefonate prima. Il teatro è segnalato come accessibile, ma è sempre meglio sapere in anticipo dove verrà sistemato chi usa la sedia a rotelle e quale ingresso usare.
Terzo: portate i ragazzi. I Fantastici è uno spettacolo pensato per tutti, con una storia di supereroi facile da seguire e un messaggio sull'amicizia e sulla diversità che i bambini capiscono benissimo. Per le scuole e i gruppi che vogliono unire teatro e visita del quartiere vaticano, un itinerario su misura si può costruire con Tour Leader Pro.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che il tango è nato in Argentina e in Uruguay. Meno citato è quanto sia stato italiano fin dall'inizio. Alla fine dell'Ottocento, quando il tango prendeva forma nei quartieri portuali del Río de la Plata, una parte enorme della popolazione di Buenos Aires era di origine italiana, e gli emigrati portarono con sé strumenti, melodie, modi di cantare. Il lunfardo, il gergo dei testi di tango, è pieno di parole di origine italiana e dialettale. Uno spettacolo di tango inclusivo a Roma chiude un cerchio che pochi conoscono.
Un secondo fatto, sul teatro: Ileana Ghione era stata allieva di Sergio Tofano, il creatore del Signor Bonaventura, all'Accademia d'arte drammatica. Tofano era un maestro dell'ironia e della leggerezza, e c'è qualcosa di suo in uno spettacolo che racconta cose serie con il linguaggio dei fumetti e dei supereroi.
Terzo fatto, sul quartiere: la stazione di Roma San Pietro, che serve il teatro, era per decenni una delle scenografie preferite del cinema italiano, con il suo aspetto da stazione di campagna. Ci girarono scene Totò, Alberto Sordi, Virna Lisi e molti altri. Dalla stazione parte anche la brevissima ferrovia Vaticana, che entra nello Stato della Città del Vaticano.
La foto giusta da fare a I Fantastici al Teatro Ghione — 3 ottobre 2026
La foto giusta si fa prima dello spettacolo, da Largo di Porta Cavalleggeri, con la cupola di San Pietro che spunta sopra le Mura leonine. È una delle inquadrature più belle e meno fotografate della cupola: di lato, con le mura in primo piano, senza la folla della piazza.
La seconda foto è quella della facciata del Ghione con il nome del teatro e la locandina dello spettacolo. Per gli interpreti e le loro famiglie è la foto ricordo della serata, e vale la pena farla con calma prima di entrare, quando il marciapiede è ancora tranquillo.
Durante lo spettacolo niente foto né video, a meno che la compagnia non lo consenta espressamente. Gli interpreti hanno lavorato mesi per quella sera, e meritano un pubblico che guarda loro, non lo schermo del telefono. Alla fine, agli applausi, è normale che qualcuno scatti: quella è la foto da fare.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La zona del Teatro Ghione ha una storia antica. Qui correvano le Mura leonine, costruite da papa Leone IV nel IX secolo per proteggere la basilica di San Pietro dopo il sacco dei Saraceni dell'846. Porta Cavalleggeri, una delle aperture delle mura, fu restaurata sotto Alessandro VI Borgia intorno al 1500 e prese il nome attuale dopo che Pio IV vi fece costruire accanto la caserma della sua guardia a cavallo.
Il 30 aprile 1849 proprio a Porta Cavalleggeri si combatté il primo attacco delle truppe francesi del generale Oudinot contro la Repubblica Romana. La porta era difesa da reparti della Guardia nazionale e di truppe ex pontificie al comando del generale Luigi Masi, e fra i difensori c'era un giovane attore destinato a diventare famosissimo, Tommaso Salvini. I francesi quel giorno furono respinti.
Nel 1894 viene inaugurata la stazione di San Pietro, sulla linea per Viterbo. Il 9 dicembre 1980 Ileana Ghione acquista il vecchio teatro di Via delle Fornaci e lo riapre con il suo nome. Il 3 dicembre 2005 la stessa Ghione accusa un malore sul palco durante l'Ecuba di Euripide e muore poche ore dopo; la camera ardente viene allestita nel teatro.
Chi è passato da I Fantastici al Teatro Ghione — 3 ottobre 2026
Il nome che domina la storia di questo teatro è quello di Ileana Ghione, attrice formata all'Accademia d'arte drammatica con Sergio Tofano, volto degli sceneggiati Rai degli anni Sessanta, fondatrice e direttrice della sala per venticinque anni, Grande Ufficiale della Repubblica. Sul suo palco sono passati i classici del repertorio, da Shaw con la regia di Silverio Blasi alle tragedie greche, fino all'Ecuba che fu la sua ultima interpretazione.
Nel quartiere intorno sono passati papi e soldati, dai Borgia che restaurarono Porta Cavalleggeri ai difensori della Repubblica Romana del 1849, fra i quali l'attore Tommaso Salvini, che poi sarebbe diventato uno dei più celebri interpreti di Otello dell'Ottocento. Alla stazione di San Pietro hanno girato Totò, Alberto Sordi e Virna Lisi.
Il 3 ottobre 2026 passano dal Ghione Monsieur David, Federica Gumina e Sergio Cosi della Compagnia Aliena, Giulia Bonomo e Giuseppeantonio Rappa, i danzatori della Empathy Inclusion Company di Daniele Terenzi e i maestri e gli operatori dell'Oltre Tango.
Come organizzare la serata di I Fantastici
Per I Fantastici del 3 ottobre la serata ideale comincia verso le 18 a San Pietro e finisce dopo le 22.30 fra Borgo e Prati, con lo spettacolo alle 20.30 al centro.
Il pomeriggio
Chi arriva da fuori Roma o da un altro quartiere può dedicare il tardo pomeriggio alla zona vaticana: la piazza, il colonnato, la salita verso il Gianicolo. Sono luoghi che la maggior parte dei romani vede solo di corsa, e che a inizio ottobre, con la luce bassa e il caldo ormai passato, si godono meglio che in estate.
Prima di entrare
Conviene essere al teatro almeno mezz'ora prima dell'inizio. Per uno spettacolo come I Fantastici il foyer si riempie presto di famiglie e amici degli interpreti, e ritirare i biglietti prenotati al telefono richiede qualche minuto. Chi deve sistemare una persona con disabilità in sala ha bisogno di ancora più margine.
Il ritorno
Il sabato sera, dopo le 22.30, i treni regionali da San Pietro sono meno frequenti. Chi abita lontano valuti un taxi, che si trova al posteggio della stazione, oppure l'autobus verso Termini. Chi vuole allungare la serata ha Borgo e Prati a una passeggiata di distanza.
Roma a inizio ottobre
Il primo fine settimana di ottobre è uno dei momenti migliori dell'anno per stare a Roma: le giornate sono ancora lunghe, le temperature miti, le serate piacevoli senza bisogno di un cappotto.
È anche la settimana in cui riparte la stagione dei teatri: le sale chiuse d'estate riaprono, i cartelloni si riempiono, e fra un debutto e l'altro trovano spazio produzioni indipendenti e sociali come I Fantastici. Per chi pianifica un fine settimana a Roma, un sabato sera a teatro a due passi da San Pietro è un modo di vedere la città che il turismo di massa non conosce. Il 4 ottobre, domenica, è la festa di San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia: un motivo in più per restare in città.
Cosa vedere intorno al Teatro Ghione
Il Teatro Ghione è nella zona più visitata del mondo cattolico, fra San Pietro, Borgo e il Gianicolo: chi arriva presto ha solo l'imbarazzo della scelta.
Piazza e Basilica di San Pietro
Piazza San Pietro è a pochi minuti a piedi. Il sabato pomeriggio la Basilica di San Pietro è aperta ai visitatori fino al tardo pomeriggio, con i controlli di sicurezza all'ingresso: conviene informarsi sugli orari prima di pianificare la visita.
Borgo
Fra San Pietro e Castel Sant'Angelo si stende il rione Borgo, con le sue vie strette parallele a Via della Conciliazione e il Passetto di Borgo, il corridoio sopraelevato che collega il Vaticano a Castel Sant'Angelo.
Il Gianicolo
Alle spalle del teatro sale il Gianicolo, con la sua terrazza sulla città e, a metà salita, Sant'Onofrio al Gianicolo. Più a sud si apre Villa Doria Pamphilj, il parco più grande di Roma.
I Musei Vaticani
Per chi ha tutta la giornata, i Musei Vaticani sono dall'altra parte delle mura, raggiungibili a piedi. Una mattina ai musei e una serata al Ghione è un sabato romano che si organizza senza prendere un mezzo.
Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo
Intorno al Teatro Ghione l'offerta è quella tipica della zona vaticana: molta ristorazione per turisti vicino alla piazza, locali più autentici nelle strade residenziali.
Prima dello spettacolo
Nelle vie fra Via delle Fornaci, Via Gregorio VII e le pendici del Gianicolo ci sono pizzerie, trattorie e bar frequentati soprattutto da chi abita nel quartiere. Per una cena veloce prima delle 20.30 sono la scelta migliore; i ristoranti affacciati su Via della Conciliazione e sulla piazza sono pensati per un altro pubblico.
Dopo lo spettacolo
Per il dopoteatro il sabato sera conviene spostarsi a Borgo, dove alcune trattorie restano aperte fino a tardi, a Prati, verso Via Cola di Rienzo, oppure a Trastevere, raggiungibile in pochi minuti di taxi o con una passeggiata lungo il Tevere.
Accessibilità, bambini e famiglie
Il Teatro Ghione è segnalato come accessibile alle persone con disabilità dal portale turistico di Roma Capitale, e I Fantastici è uno spettacolo costruito proprio intorno all'inclusione.
Persone con disabilità
Per chi usa la sedia a rotelle o ha bisogno di assistenza è utile telefonare al teatro prima della serata, al 06 6372294, per sapere come è organizzato l'accesso in sala e dove sono i posti riservati.
Con i bambini
I Fantastici è adatto ai bambini: una storia di alieni e supereroi, musica, danza e tango, e un messaggio sulla diversità e sull'amicizia. La durata e l'orario serale sono l'unico limite per i più piccoli.
Con il cane
Il portale turistico ufficiale segnala per il Ghione un servizio di dog sitting: chi viene con il cane può chiedere al teatro come funziona prima di prenotare.
Domande frequenti su I Fantastici al Teatro Ghione
Quando va in scena I Fantastici al Teatro Ghione?
I Fantastici va in scena al Teatro Ghione sabato 3 ottobre 2026 alle 20.30. È una produzione dell'associazione L'Oltre Tango con gli artisti della Compagnia Aliena e la compagnia di danza inclusiva Empathy Inclusion Company Étoile Daniele Terenzi.
Dove si trova il Teatro Ghione?
Il Teatro Ghione si trova in Via delle Fornaci 37, a pochi passi da Piazza San Pietro e da Largo di Porta Cavalleggeri. La stazione ferroviaria più vicina è Roma San Pietro, servita dalle linee regionali FL3 e FL5, a pochi minuti a piedi.
Come si prenota I Fantastici?
Per I Fantastici al Teatro Ghione è indicato il numero di prenotazione 329 9645810. Il teatro risponde anche al 06 6372294 e all'indirizzo info@teatroghione.it, e pubblica le informazioni sullo spettacolo sul proprio sito ufficiale.
Di cosa parla lo spettacolo?
I Fantastici racconta il ritorno della Compagnia Aliena, già protagonista di Tango Alieno e Tango Alieno 2 al Ghione, trasformata in una squadra di improbabili supereroi. Con teatro, danza, tango e musica parla di diversità, amicizia e inclusione, con ironia e sensibilità.
Che cos'è la tangoterapia?
La tangoterapia è l'uso del tango argentino come strumento di lavoro con persone con disabilità fisiche e cognitive. A I Fantastici collaborano gli operatori di tangoterapia dell'associazione L'Oltre Tango, che produce lo spettacolo e porta in scena il frutto del lavoro dei suoi laboratori.
I Fantastici è adatto ai bambini?
Sì, I Fantastici al Teatro Ghione è adatto a un pubblico di tutte le età. La storia di alieni e supereroi è semplice da seguire, e il messaggio sull'amicizia e sulla diversità arriva anche ai più piccoli. L'unico limite è l'orario serale.
Il Teatro Ghione è accessibile?
Il Teatro Ghione è indicato come accessibile alle persone con disabilità dal portale turistico di Roma Capitale. Per organizzare al meglio l'arrivo in sala conviene telefonare prima al 06 6372294.
Il giudizio della redazione
Ci sono molti spettacoli sull'inclusione che confondevano le buone intenzioni con il teatro. Il tango è una scelta intelligente perché impone una regola che vale per tutti: si balla in due, si ascolta l'altro, nessuno può fingere. Vedere questo lavoro nella sala che un'attrice ha costruito con le proprie mani, a due passi da San Pietro, ha un senso preciso. Andateci con i figli, applaudite forte, e restate per i saluti finali: sono la parte più bella della serata.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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