Lo schiaccianoci al Teatro Nazionale — dal 24 novembre al 3 dicembre 2026
Lo schiaccianoci di Čajkovskij, nella coreografia di Paul Chalmer, va in scena al Teatro Nazionale di Roma, in via del Viminale 51 all'angolo con via Agostino Depretis (00184 Roma), dal 24 novembre al 3 dicembre 2026, interpretato dagli allievi della Scuola di Danza del Teatro dell'Opera di Roma: la prima rappresentazione è martedì 24 novembre alle 11:00, poi mercoledì 25 e giovedì 26 alle 19:00, sabato 28 alle 18:00, domenica 29 alle 16:30, martedì 1 dicembre alle 11:00, mercoledì 2 alle 19:00 e giovedì 3 dicembre alle 11:00. Il teatro è a pochi minuti a piedi dalla fermata Repubblica Teatro dell'Opera della metro A e dalla stazione Termini; su via Depretis passano gli autobus 70 e 71, su via Nazionale le linee H, 40, 60, 64, 70, 71 e 170. I biglietti si acquistano sul sito ufficiale del Teatro dell'Opera di Roma e alla biglietteria della fondazione, dove sono pubblicati anche i prezzi per settore.

È la produzione del Teatro dell'Opera pensata per i giovani e per le famiglie: il balletto di Natale per eccellenza, danzato da chi sta imparando il mestiere nella scuola della fondazione, in una sala nata come cinema negli anni Venti e affidata all'Opera alla fine del secolo scorso. Le scene sono di Andrea Miglio, i costumi di Anna Biagiotti, la produzione del Teatro dell'Opera di Roma.
Lo schiaccianoci al Teatro Nazionale in breve: date, orari, locandina
Lo schiaccianoci della Scuola di Danza del Teatro dell'Opera di Roma conta otto rappresentazioni al Teatro Nazionale fra il 24 novembre e il 3 dicembre 2026, con tre recite al mattino, quattro serali o pomeridiane e una domenicale. La pagina ufficiale lo presenta come balletto in un prologo e due atti da un racconto di E.T.A. Hoffmann, con musica di Pëtr Il'ič Čajkovskij.
Il calendario delle recite
Martedì 24 novembre alle 11:00 è la prima rappresentazione. Seguono le repliche di mercoledì 25 e giovedì 26 novembre alle 19:00, sabato 28 alle 18:00, domenica 29 alle 16:30. La seconda settimana riprende martedì 1 dicembre alle 11:00, prosegue mercoledì 2 alle 19:00 e si chiude giovedì 3 dicembre alle 11:00.
Le recite del mattino
Tre recite su otto cominciano alle undici di un giorno feriale: è la fascia che i teatri d'opera dedicano di solito al pubblico delle scuole, anche se la pagina dello spettacolo non lo specifica. Per chi può prendersi una mattina libera, o per i nonni con i nipoti in età prescolare, sono l'occasione di vedere il balletto in una sala meno affollata della sera.
La locandina
Musica di Pëtr Il'ič Čajkovskij. Coreografia di Paul Chalmer. Scene di Andrea Miglio. Costumi di Anna Biagiotti. In scena gli allievi della Scuola di Danza del Teatro dell'Opera di Roma. Produzione del Teatro dell'Opera di Roma. La pagina ufficiale non indica un'orchestra dal vivo né un direttore: il dato non è pubblicato.
Quale recita scegliere
Il sabato alle 18:00 e la domenica alle 16:30 sono le recite più comode per le famiglie, e per questo le prime a riempirsi. Mercoledì e giovedì alle 19:00 funzionano per chi esce dall'ufficio. Conviene decidere presto, perché il Nazionale ha una capienza molto inferiore a quella del Costanzi.
Lo schiaccianoci: la storia del balletto di Čajkovskij
Lo schiaccianoci è il balletto op. 71 di Pëtr Il'ič Čajkovskij, composto fra il 1891 e il 1892 e rappresentato per la prima volta il 18 dicembre 1892 al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo. Il soggetto viene dalla Storia di uno schiaccianoci di Alexandre Dumas padre, del 1845, a sua volta rielaborazione di Schiaccianoci e il re dei topi di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, del 1816.
Petipa, Ivanov e la commissione imperiale
Il balletto fu commissionato dal direttore dei Teatri Imperiali russi, Ivan Aleksandrovič Vsevoložskij. Čajkovskij seguì minuziosamente le indicazioni del coreografo Marius Petipa, che poi affidò la realizzazione coreografica al suo assistente Lev Ivanov. Alla prima diresse il compositore italiano Riccardo Drigo, e fra gli interpreti c'erano l'italiana Antonietta Dell'Era come Fata Confetto e Pavel Gerdt come principe.
Un debutto senza successo
La prima di San Pietroburgo non riscosse successo: un dato che oggi sorprende, vista la fortuna del titolo. Il ruolo di Clara fu affidato a una bambina della scuola di ballo del Mariinskij, scelta che lega fin dall'origine questo balletto agli allievi delle scuole di danza. È esattamente la tradizione in cui si inserisce la produzione romana.
La suite arrivò prima del balletto
La suite da concerto, oggi popolarissima, fu preparata dallo stesso Čajkovskij nell'agosto 1892 come anteprima del balletto, quando l'orchestrazione completa non era ancora finita. La diresse a San Pietroburgo il 7 marzo 1892, con esito trionfale. Il pubblico conobbe quindi la musica prima della danza.
Le versioni successive
Dopo la coreografia di Ivanov, il balletto è stato ripensato molte volte: si ricordano le revisioni di Aleksandr Gorskij nel 1919 e, più tardi, quella di Lopuchov. Ogni compagnia, da allora, ha il suo Schiaccianoci; quello del Teatro dell'Opera di Roma porta la firma di Paul Chalmer.
La celesta e le pagine più celebri della partitura
La novità strumentale dello Schiaccianoci è la celesta, uno strumento a tastiera che Čajkovskij aveva conosciuto a Parigi e che volle a ogni costo nell'organico. La usò in alcuni passaggi del secondo atto, legandola al personaggio della Fata Confetto.
La Danza della Fata Confetto
La celesta compare nelle scene iniziali del secondo atto, nel passo a due con la Danza della Fata Confetto e nell'apoteosi finale. È il suono cristallino che quasi tutti riconoscono senza sapere da dove venga: per un bambino, scoprire in teatro lo strumento che produce quelle note è una piccola rivelazione.
Il timore dei rivali
Čajkovskij temeva che i compositori russi suoi rivali potessero precederlo nell'uso della celesta, e la impiegò anche nel poema sinfonico Il Voevoda, op. 78, contemporaneo al balletto. Il primo ad averla usata, in assoluto, era stato Charles-Marie Widor nel 1880.
Da ascoltare prima
La suite dura una ventina di minuti ed è il modo più rapido per preparare un bambino alla recita: riconoscere in sala la marcia, le danze caratteristiche e il valzer dei fiori trasforma lo spettacolo in un gioco di riconoscimenti.
Paul Chalmer, il coreografo dello Schiaccianoci romano
Paul Chalmer, nato a Ottawa nel 1962, è il coreografo di questa produzione e uno degli artisti più legati al Teatro dell'Opera di Roma: la biografia pubblicata dalla fondazione ricorda che nel 2023 Lo schiaccianoci è stata la sua ottava produzione per il teatro romano.
La formazione in Canada e Stoccarda
Chalmer studia alla National Ballet School of Canada con Betty Oliphant, Daniel Seillier ed Erik Bruhn, balla Albrecht in Giselle per il saggio d'addio ed entra nel corpo di ballo del National Ballet of Canada. Nel 1980, per l'ammirazione verso John Cranko, passa allo Stuttgart Ballet, dove diventa primo ballerino e interpreta Romeo, Lensky, Siegfried, Lucentio e James.
Una carriera da primo ballerino
Nel 1985 Les Ballets de Monte-Carlo lo scritturano come primo ballerino, partner di Ghislaine Thesmar. Balla poi come primo ballerino con l'English National Ballet, il Birmingham Royal Ballet, lo Scottish Ballet, il London City Ballet, il Teatro Colón di Buenos Aires, il Teatro dell'Opera di Roma e il Teatro alla Scala. Fra le sue partner Carla Fracci, Lynn Seymour, Natalia Makarova, Eva Evdokimova, Marcia Haydée, Luciana Savignano ed Elisabetta Terabust.
Da maître de ballet a direttore
Nel 1999 è ballet master alla Semperoper di Dresda, nel 2000 al Leipziger Ballett con Uwe Scholz. Dal 2005 al 2010 dirige il balletto di Lipsia, presentando sue versioni dei classici accanto a coreografie di Balanchine, Tetley, MacMillan, Robbins, Goecke, Bigonzetti, Spuck e Scholz. Nel 2011 è giurato al Prix de Lausanne.
Le creazioni per Roma
Per il Teatro dell'Opera di Roma Chalmer crea Lungo viaggio nel 2000, La bella addormentata nel 2002, La gitana nel 2005, La vestale nel 2006, Sogno di una notte di mezz'estate nel 2008 e Chopin racconta Chopin nel 2010; nel 2014 la sua Bella addormentata è ripresa al Costanzi, nel 2019 firma La Sylphide. Fuori da Roma ha creato fra l'altro Il talismano, Premio Massine 1997, un Lago dei cigni per MaggioDanza, una Cenerentola per il Teatr Wielki di Poznań, uno Schiaccianoci a Bydgoszcz nel 2015 e Il ritratto di Dorian Gray nel 2022.
La Scuola di Danza del Teatro dell'Opera di Roma in scena
Gli interpreti di questo Schiaccianoci sono gli allievi della Scuola di Danza del Teatro dell'Opera di Roma, la scuola della fondazione che forma i ballerini professionisti. Il sito ufficiale ha una sezione dedicata alla scuola, con le pagine sulla formazione, sugli allievi, sulle audizioni e sul direttore.
Perché vedere gli allievi
Un balletto danzato dagli allievi ha un'energia diversa da quella di una compagnia adulta: meno virtuosismo esibito, più freschezza, e la sensazione di assistere a un passaggio di consegne. Per un bambino che studia danza è la dimostrazione concreta che quel palco non è irraggiungibile.
Il legame con la tradizione
Già alla prima del 1892 il ruolo di Clara fu affidato a una bambina della scuola del Mariinskij. Portare in scena gli allievi della scuola in questo titolo significa quindi rispettare un'abitudine antica quanto il balletto stesso.
Il resto della stagione di danza
Chi si appassiona può seguire il corpo di ballo adulto nel Lago dei cigni al Costanzi dal 17 al 31 dicembre 2026, nella Terza Sinfonia di Mahler a febbraio, in MOTUS a fine marzo e in Echoes al Teatro Nazionale dal 20 al 24 aprile 2027. Il Teatro dell'Opera propone anche un abbonamento Tutto Danza e i Passaporti di danza.
Una curiosità sullo Schiaccianoci al Teatro Nazionale — dal 24 novembre al 3 dicembre 2026
La curiosità più sorprendente riguarda l'ordine con cui il mondo ha conosciuto questa musica. Lo schiaccianoci è oggi il balletto natalizio per antonomasia, eppure il pubblico di San Pietroburgo ascoltò prima la suite da concerto, il 7 marzo 1892, diretta dallo stesso Čajkovskij, e solo nove mesi dopo, il 18 dicembre, vide il balletto al Mariinskij. La suite fu un trionfo; il balletto, alla prima, non ebbe successo. Il compositore aveva preparato l'anteprima quando l'orchestrazione completa non era ancora terminata, e i primi numeri orchestrati furono proprio quelli destinati alla suite.
La seconda curiosità è strumentale. La celesta, che dà la voce alla Fata Confetto, era una novità assoluta per un'orchestra da balletto: Čajkovskij l'aveva vista a Parigi e temeva che i suoi colleghi russi la usassero prima di lui. Chi si siede al Nazionale e sente quelle note cristalline ascolta, in un certo senso, un piccolo colpo di mano del compositore.
La terza riguarda la sala. Il Teatro Nazionale nacque nel 1925 come Supercinema, con una buca per l'orchestra perché il programma alternava i film al varietà. Un secolo dopo, quella sala per il grande schermo ospita il balletto più classico del repertorio, danzato da ragazzi che hanno l'età della Clara del 1892.
Il Teatro Nazionale: la seconda sala dell'Opera di Roma
Il Teatro Nazionale è la sala del Teatro dell'Opera di Roma in via del Viminale, all'angolo con via Agostino Depretis: nato come Supercinema nel 1925, fu acquisito dal Comune di Roma alla fine degli anni Novanta e affidato alla Fondazione Teatro dell'Opera. È a pochi minuti a piedi dal Costanzi.
Un cinema degli anni Venti
Il proprietario, il commendatore Urbano Rattazzi, affidò il progetto agli architetti Arnaldo Foschini e Attilio Spaccarelli, affiancati dall'ingegnere Giacomo Giobbe. Il locale fu inserito in un edificio preesistente, con una sala di trentasei metri per trenta e una capienza originaria di duemilacinquecento posti fra platea e gallerie.
Il liberty e la buca
I decori interni erano in stile liberty italiano, con stucchi dorati, pitture, pietre e stoffe. La presenza della buca per l'orchestra indica che la sala ospitava in alternanza al cinema anche il varietà e l'avanspettacolo. Dal dopoguerra la destinazione divenne unica, a favore del cinema.
La vocazione di oggi
Nel cartellone della fondazione il Nazionale accoglie i titoli più agili: i balletti della scuola, il teatro musicale, le opere contemporanee. Nella stagione 2026/2027 ospita dopo Lo schiaccianoci il Peter Pan di Bernstein dal 18 al 23 dicembre, il balletto Echoes ad aprile e l'opera Code: Unknown a maggio. La scheda generale della fondazione è quella del Teatro dell'Opera di Roma.
Una cosa che non ti dice nessuno sullo Schiaccianoci al Teatro Nazionale — dal 24 novembre al 3 dicembre 2026
Quello che raramente si dice è che a Roma, nell'autunno 2026, gli Schiaccianoci sono diversi, e non sono lo stesso spettacolo. Il 27 novembre ce n'è uno all'Auditorium Conciliazione, dal 4 al 6 dicembre quello di Brancaccio LAB al Teatro Brancaccio, dal 17 al 20 dicembre quello del Balletto di Roma al Teatro Olimpico. Quello del Teatro Nazionale ha due caratteristiche che gli altri non hanno: è una produzione della fondazione lirica della città e lo danzano gli allievi della sua scuola. Chi cerca il balletto per il valore dell'istituzione e della formazione sceglie questo; chi cerca una compagnia adulta guarda altrove, oppure aspetta il Lago dei cigni al Costanzi.
La seconda cosa poco detta riguarda il calendario. Tre recite su otto sono alle undici di un giorno feriale, e le altre si concentrano in pochi giorni fra fine novembre e inizio dicembre, prima ancora che la città accenda le luminarie. È uno Schiaccianoci d'Avvento più che di Natale: per chi viaggia a Roma a fine novembre è una possibilità rara, perché la maggior parte degli spettacoli natalizi comincia solo a metà dicembre.
La terza è pratica: il Nazionale nasce come cinema, con platea e gallerie. Per i bambini piccoli la platea offre una visuale più diretta, ma nelle file centrali di una sala a pendenza lieve conta molto chi siede davanti. Un cuscino da portare da casa non è una cattiva idea.
Biglietti per Lo schiaccianoci al Teatro Nazionale
I biglietti per Lo schiaccianoci si comprano sul sito ufficiale del Teatro dell'Opera di Roma, nella sezione Biglietteria, e presso la biglietteria della fondazione. I prezzi per settore sono pubblicati nella pagina Prezzi del sito ufficiale.
Agevolazioni e Carta Giovani
Il Teatro dell'Opera pubblica una pagina di agevolazioni e propone la Carta Giovani Opera. Per uno spettacolo pensato anche per i ragazzi è la prima pagina da consultare prima di acquistare.
Abbonamenti
Fra le formule della fondazione ci sono un abbonamento dedicato al Teatro Nazionale, gli abbonamenti Fantasia, Week End e Tutto Danza, e un abbonamento Giovani. Chi pensa di tornare al Nazionale per Peter Pan o per Echoes fa bene a valutarli prima del biglietto singolo.
Contatti
Per informazioni la biglietteria della fondazione risponde ai numeri 06 48160255 e 06 4817003 e all'indirizzo ufficio.biglietteria@operaroma.it.
Il consiglio che ti do per visitare Lo schiaccianoci al Teatro Nazionale — dal 24 novembre al 3 dicembre 2026
Il consiglio è scegliere la recita in base all'età di chi viene. Con bambini sotto i sei anni conviene la domenica alle 16:30 o il sabato alle 18:00: orari in cui l'attenzione regge e la serata finisce presto. Con ragazzi più grandi, che studiano danza, le recite serali delle 19:00 di mercoledì e giovedì hanno un pubblico più attento e meno movimentato. Le recite delle 11:00, se la giornata lo permette, sono le più tranquille per gli adulti che vogliono godersi la musica senza fretta.
Secondo punto: arrivare con largo anticipo. Il regolamento del Teatro dell'Opera non consente di raggiungere il posto a spettacolo iniziato, e con i bambini il tempo per guardaroba, bagno e sistemazione è sempre più lungo del previsto. Mezz'ora prima è il minimo ragionevole.
Terzo: preparare la recita a casa. Ascoltare la suite, raccontare la storia di Clara, dello schiaccianoci e del re dei topi, spiegare che in teatro non si parla durante la musica. Un bambino che sa che cosa aspettarsi segue il balletto con ben altra partecipazione.
Quarto: dopo lo spettacolo, una passeggiata fino a piazza della Repubblica o una merenda nel rione Monti chiudono la giornata senza bisogno di altri programmi.
Come arrivare al Teatro Nazionale per Lo schiaccianoci
Il Teatro Nazionale, in via del Viminale 51 all'angolo con via Depretis, si raggiunge con la metro A alla fermata Repubblica Teatro dell'Opera o a piedi dalla stazione Termini; su via Depretis fermano gli autobus 70 e 71.
In metropolitana
La linea A ferma a Repubblica Teatro dell'Opera, in piazza della Repubblica: da lì si scende verso il Viminale in pochi minuti. Chi arriva alla stazione Termini, dove si incrociano la linea A e la linea B, può raggiungere il teatro a piedi.
In autobus
Su via Depretis passano le linee 70 e 71; su via Nazionale le linee H, 40, 60, 64, 70, 71 e 170. Per il percorso dal proprio punto di partenza è utile il calcolatore di percorso di ATAC, soprattutto nel fine settimana, quando le frequenze cambiano.
In auto e in taxi
La zona fra via Nazionale, il Viminale e Termini è centrale e trafficata, e il teatro non indica un parcheggio proprio: l'auto conviene solo lasciandola in un parcheggio di scambio lungo la metro A. Il taxi è la soluzione più comoda per le famiglie con bambini piccoli, soprattutto per il ritorno.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Lo schiaccianoci viene da Hoffmann. Si cita meno spesso che la strada fra il racconto tedesco e il balletto russo passa per Parigi: Čajkovskij e Petipa lavorarono sulla Storia di uno schiaccianoci di Alexandre Dumas padre, del 1845, che aveva rielaborato e addolcito il racconto di Hoffmann del 1816, Schiaccianoci e il re dei topi. La pagina del Teatro dell'Opera parla di un balletto da un racconto di Hoffmann, ed è corretto; ma la fiaba che il pubblico conosce è quella filtrata dalla penna francese, più adatta a un palcoscenico imperiale.
Il secondo fatto poco citato riguarda la prima: fu diretta da un italiano. Riccardo Drigo, compositore italiano, salì sul podio del Mariinskij il 18 dicembre 1892, e un'altra italiana, Antonietta Dell'Era, fu la prima Fata Confetto. Il balletto più russo del repertorio, insomma, nacque con due italiani fra i protagonisti.
Il terzo riguarda la coreografia. Il nome di Marius Petipa è legato allo Schiaccianoci, ma fu il suo assistente Lev Ivanov a realizzare i passi, sulla base delle indicazioni del maestro. È una distinzione che vale anche per molti allestimenti moderni: ogni Schiaccianoci è una nuova coreografia sulla stessa partitura, e quello romano porta la firma di Paul Chalmer.
Regole di sala al Teatro Nazionale
Il regolamento del Teatro dell'Opera di Roma vale in tutte le sue sale: ombrelli, cappelli, borse ingombranti, caschi, macchine fotografiche e apparecchi di registrazione vanno lasciati al guardaroba; in sala sono vietati telefoni accesi, fotografie e riprese.
Consumazioni e fumo
Le consumazioni sono ammesse solo nei bar del teatro e non si fuma in nessun ambiente. Con i bambini conviene quindi far fare merenda prima di entrare, o durante l'intervallo al bar.
Ritardi
A spettacolo iniziato non si accede ai posti. Nelle recite del fine settimana, fra traffico e ricerca del parcheggio, il margine va calcolato abbondante.
Oggetti smarriti
Per gli oggetti smarriti la fondazione indica il numero 06 48160284. Le regole complete sono nella pagina Informazioni generali del sito ufficiale.
La foto giusta da fare allo Schiaccianoci al Teatro Nazionale — dal 24 novembre al 3 dicembre 2026
In sala le fotografie sono vietate dal regolamento del Teatro dell'Opera, e con ragione: un flash durante un passo a due può mettere in difficoltà un giovane ballerino. La foto giusta, quindi, si fa prima e dopo.
La prima è quella dell'ingresso di via del Viminale, all'angolo con via Depretis, con la scritta del teatro e la locandina dello spettacolo. Per un bambino è il ricordo più semplice e più bello: la prima volta a teatro, davanti al cartellone. Conviene scattarla all'arrivo, con la luce del giorno nelle recite pomeridiane o con l'insegna illuminata nelle recite serali.
La seconda è dentro, nel foyer o dalla galleria, prima che si spengano le luci: la sala liberty dell'ex Supercinema, con i decori e il sipario chiuso, è l'immagine che racconta la storia del luogo. Poi il telefono si spegne.
La terza si fa all'uscita, in piazza della Repubblica, a pochi minuti a piedi: la piazza illuminata, con le Terme di Diocleziano sullo sfondo, chiude la giornata. A fine novembre il buio arriva presto, e dopo le recite pomeridiane la piazza è già accesa.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Teatro Nazionale comincia nel 1925, quando in via del Viminale apre il Supercinema. Il committente è il commendatore Urbano Rattazzi, il progetto è degli architetti Arnaldo Foschini e Attilio Spaccarelli con l'ingegnere Giacomo Giobbe. La sala viene ricavata dentro un edificio preesistente: trentasei metri per trenta, duemilacinquecento posti fra platea e gallerie, decori liberty con stucchi dorati, pitture, pietre e stoffe.
Negli anni fra le due guerre il programma alterna i film al varietà e all'avanspettacolo: per questo la sala nasce con una buca per l'orchestra, un dettaglio che decenni dopo le permetterà di tornare a ospitare spettacoli dal vivo. Dal dopoguerra il Supercinema diventa soltanto un cinema, uno dei grandi schermi del centro della capitale.
La svolta arriva alla fine degli anni Novanta, quando il Comune di Roma acquisisce la sala e la consegna alla Fondazione Teatro dell'Opera come ulteriore spazio. Da allora il Nazionale è la seconda casa della fondazione, accanto al Costanzi: vi passano i balletti della Scuola di Danza, il teatro musicale, le opere contemporanee. Nella stagione 2026/2027 la sala apre il suo cartellone di fine anno proprio con Lo schiaccianoci, prima di accogliere a dicembre la prima esecuzione italiana in forma scenica del Peter Pan di Bernstein.
Chi è passato dallo Schiaccianoci al Teatro Nazionale — dal 24 novembre al 3 dicembre 2026
Dalla storia dello Schiaccianoci sono passati alcuni dei nomi decisivi della danza. Marius Petipa, che ne disegnò il piano; Lev Ivanov, che ne realizzò la coreografia; Riccardo Drigo, che diresse la prima; Antonietta Dell'Era, Pavel Gerdt, una giovanissima Ol'ga Preobraženskaja nella parte di Colombina e il giovane Nikolaj Legat, fra gli interpreti del 1892. Dopo di loro Aleksandr Gorskij e Lopuchov ne firmarono nuove versioni.
Dalla carriera del coreografo di questa produzione passano Erik Bruhn e Betty Oliphant, suoi maestri a Toronto; John Cranko, che lo portò a Stoccarda; e le grandi ballerine che ha avuto come partner, da Carla Fracci a Natalia Makarova, da Lynn Seymour a Marcia Haydée, da Luciana Savignano a Elisabetta Terabust. Nel suo percorso ci sono Uwe Scholz a Lipsia e il Prix de Lausanne.
Dal palco del Teatro Nazionale, poi, passano ogni anno i titoli più agili del Teatro dell'Opera: in questa stagione, dopo Lo schiaccianoci, il Peter Pan di Bernstein con Luca Micheletti e Roberto Latini, il balletto Echoes e l'opera Code: Unknown. E passano, dal 24 novembre, gli allievi della Scuola di Danza: fra loro, con ogni probabilità, alcuni dei ballerini che il pubblico romano ritroverà fra qualche anno sul palco del Costanzi.
Intorno al Teatro Nazionale: Viminale, Repubblica e Monti
Il Teatro Nazionale si trova fra via del Viminale, via Depretis e via Nazionale, a pochi minuti da piazza della Repubblica, dal Teatro Costanzi e dalla stazione Termini. È una zona costruita dopo il 1870 per la nuova capitale, ma in un raggio di dieci minuti a piedi c'è moltissimo.
Repubblica e le Terme
Salendo verso piazza della Repubblica si incontrano le Terme di Diocleziano, la basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri e l'Aula Ottagona. Con i bambini, una mattina al museo delle Terme prima della recita pomeridiana è un buon abbinamento.
Via Nazionale e il Palazzo delle Esposizioni
Scendendo per via Nazionale si arriva al Palazzo delle Esposizioni e, più in basso, al rione Monti, con le sue strade strette e i locali per la merenda o la cena dopo lo spettacolo.
Santa Maria Maggiore
Dall'altro lato, attraversata via Cavour, si raggiunge in un quarto d'ora la basilica di Santa Maria Maggiore: a fine novembre è una sosta adatta per entrare nel clima delle feste.
Dove mangiare prima e dopo Lo schiaccianoci
Intorno al Teatro Nazionale l'offerta è quella del centro: bar, pizzerie al taglio e tavole calde fra Termini e via Nazionale, trattorie e ristoranti più curati nel rione Monti.
Prima della recita del mattino
Per le recite delle 11:00 basta una colazione in uno dei bar di piazza della Repubblica o di via Nazionale, e un pranzo dopo lo spettacolo nel rione Monti, che dista pochi minuti a piedi.
Prima delle recite serali
Con l'inizio alle 19:00 conviene una merenda sostanziosa prima e una cena dopo. Monti è la direzione naturale per chi vuole sedersi con calma: conviene prenotare, perché nelle sere del fine settimana i tavoli si esauriscono presto.
Con i bambini
La pizza al taglio e i forni di quartiere sono la soluzione più pratica con i più piccoli, soprattutto nell'intervallo fra una recita pomeridiana e il rientro a casa.
Lo schiaccianoci con i bambini
Lo schiaccianoci è il balletto più adatto a una prima volta a teatro: la storia è semplice, la musica è piena di temi riconoscibili, i personaggi sono chiari. Danzato dagli allievi della scuola, ha anche il vantaggio di mostrare ai bambini interpreti poco più grandi di loro.
L'età giusta
La pagina dello spettacolo non indica un'età minima. Dai cinque anni in su un bambino preparato segue il balletto senza difficoltà; sotto quell'età conviene scegliere le recite pomeridiane e posti vicino al corridoio, per poter uscire senza disturbare.
Prepararli
Raccontare prima la trama, far ascoltare la suite, spiegare che i ballerini non parlano e che la storia la racconta la musica: sono piccoli accorgimenti che cambiano l'esperienza. Anche l'abito conta: vestirsi un po' meglio del solito fa capire che il teatro è un'occasione speciale.
Durante lo spettacolo
Il regolamento vieta cibo in sala e telefoni accesi. L'intervallo è il momento per il bagno e per una merenda al bar del teatro.
Accessibilità al Teatro Nazionale
La pagina dello spettacolo non riporta indicazioni specifiche sui posti accessibili del Teatro Nazionale: il modo corretto è contattare la biglietteria della fondazione prima dell'acquisto, ai numeri 06 48160255 e 06 4817003 o all'indirizzo ufficio.biglietteria@operaroma.it.
Al momento della prenotazione conviene spiegare le proprie esigenze: posto in platea, necessità di assistenza, ingresso più comodo. La sala del Nazionale nasce come cinema, con platea e gallerie, e per chi ha difficoltà motorie la platea resta la scelta più semplice. Con passeggini, meglio chiedere in anticipo dove lasciarli.
Fine novembre a Roma: gli spettacoli intorno allo Schiaccianoci
Fine novembre è il momento in cui Roma entra nelle stagioni teatrali piene, senza ancora la folla delle feste. Le giornate sono corte, le sere fresche e spesso umide: una giacca pesante e un ombrello pieghevole sono la dotazione minima.
Gli altri Schiaccianoci in città
Chi vuole confrontare le versioni ha a disposizione Lo schiaccianoci all'Auditorium Conciliazione il 27 novembre, quello di Brancaccio LAB al Teatro Brancaccio dal 4 al 6 dicembre e quello del Balletto di Roma al Teatro Olimpico dal 17 al 20 dicembre.
Il Teatro dell'Opera a dicembre
Dopo Lo schiaccianoci, la fondazione porta al Costanzi Il lago dei cigni dal 17 al 31 dicembre e al Nazionale il Peter Pan di Bernstein dal 18 al 23 dicembre: due buone ragioni per tornare nella stessa zona a distanza di qualche settimana.
Domande frequenti sullo Schiaccianoci al Teatro Nazionale
Quando va in scena Lo schiaccianoci al Teatro Nazionale di Roma?
Lo schiaccianoci va in scena al Teatro Nazionale dal 24 novembre al 3 dicembre 2026, in otto recite: il 24 novembre alle 11:00, il 25 e 26 alle 19:00, il 28 alle 18:00, il 29 alle 16:30, l'1 dicembre alle 11:00, il 2 alle 19:00 e il 3 dicembre alle 11:00.
Chi balla Lo schiaccianoci al Teatro Nazionale?
Lo schiaccianoci del Teatro Nazionale è danzato dagli allievi della Scuola di Danza del Teatro dell'Opera di Roma, nella coreografia di Paul Chalmer, con scene di Andrea Miglio e costumi di Anna Biagiotti. È una produzione del Teatro dell'Opera di Roma, sulla musica di Pëtr Il'ič Čajkovskij.
Dove si trova il Teatro Nazionale di Roma?
Il Teatro Nazionale si trova in via del Viminale 51, all'angolo con via Agostino Depretis, 00184 Roma. La fermata più vicina è Repubblica Teatro dell'Opera della metro A; la stazione Termini è raggiungibile a piedi, e su via Depretis passano gli autobus 70 e 71.
Dove si comprano i biglietti per Lo schiaccianoci dell'Opera di Roma?
I biglietti per Lo schiaccianoci al Teatro Nazionale si comprano sul sito ufficiale del Teatro dell'Opera di Roma e alla biglietteria della fondazione. I prezzi per settore sono pubblicati nella pagina Prezzi del sito; per informazioni la biglietteria risponde allo 06 48160255 e allo 06 4817003.
Lo schiaccianoci al Teatro Nazionale è adatto ai bambini?
Lo schiaccianoci è uno dei balletti più adatti ai bambini, e la produzione del Teatro Nazionale, danzata dagli allievi della scuola, è pensata anche per i giovani. La pagina ufficiale non indica un'età minima; per i più piccoli sono più comode le recite del sabato alle 18:00 e della domenica alle 16:30.
Chi è Paul Chalmer, il coreografo dello Schiaccianoci?
Paul Chalmer, coreografo dello Schiaccianoci al Teatro Nazionale, è nato a Ottawa nel 1962, è stato primo ballerino allo Stuttgart Ballet e a Monte-Carlo e ha diretto il balletto di Lipsia dal 2005 al 2010. Per il Teatro dell'Opera di Roma ha creato numerosi balletti, da La bella addormentata a La Sylphide.
Si può entrare in sala a spettacolo iniziato?
No: il regolamento del Teatro dell'Opera di Roma, valido anche al Teatro Nazionale, non consente di raggiungere il posto a spettacolo iniziato. Con i bambini conviene arrivare almeno mezz'ora prima, per avere il tempo di lasciare cappotti e borse al guardaroba.
Il consiglio finale sullo Schiaccianoci al Teatro Nazionale
Lo schiaccianoci del Teatro Nazionale ha un pregio che nessun altro Schiaccianoci romano di questa stagione può vantare: è la produzione della fondazione lirica della città, danzata dagli allievi della sua scuola, nella coreografia di un artista che ha costruito una parte della sua carriera proprio al Teatro dell'Opera. A nostro giudizio è il modo migliore per portare un bambino per la prima volta a vedere un balletto a Roma: una sala raccolta, una storia che tutti conoscono, interpreti giovani con cui identificarsi. Conviene scegliere la recita del fine settimana con i più piccoli, arrivare in anticipo, ascoltare la suite a casa e concludere la giornata a piazza della Repubblica.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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