Iphigénie en Tauride al Teatro dell’Opera di Roma — dal 18 al 27 aprile 2027
Iphigénie en Tauride di Christoph Willibald Gluck va in scena al Teatro Costanzi, sede del Teatro dell'Opera di Roma in piazza Beniamino Gigli 7, con cinque recite dal 18 al 27 aprile 2027. La prima è domenica 18 aprile alle 19 (turno A), poi martedì 20 aprile alle 20 (turno B), giovedì 22 aprile alle 18 (turno D), sabato 24 aprile alle 16.30 (turno E) e martedì 27 aprile alle 20 (turno C). Si arriva con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, oppure con i bus di via Nazionale (H, 40, 60, 64, 70, 71, 170) e di via Depretis (70, 71). I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro dell'Opera; i biglietti singoli della stagione 2026/27 sono in vendita dall'8 ottobre 2026 sul sito ufficiale della sede e alla biglietteria del teatro. Si canta in francese, con sovratitoli in italiano e in inglese.
Dirige Alessandro De Marchi, al debutto sul podio del Costanzi per questo titolo; la regia è di Robert Carsen, che firma anche le luci con Peter Van Praet. Scene e costumi sono di Tobias Hoheisel, le coreografie di Philippe Giraudeau, il coro è preparato da Ciro Visco. Iphigénie è Axelle Fanyo, Oreste è Alessio Arduini, Pylade è Julien Behr, Thoas è Jean-Fernand Setti, con Orchestra e Coro del Teatro dell'Opera di Roma. È una nuova produzione dell'Opera di Roma dell'allestimento nato al Théâtre des Champs-Élysées di Parigi nel 2019. E il titolo torna a Roma dopo quarant'anni di assenza: già questo basterebbe a prenotare.
Iphigénie en Tauride al Costanzi in breve: date, orari, turni e cast
Iphigénie en Tauride al Teatro Costanzi conta cinque recite in dieci giorni, dal 18 al 27 aprile 2027, con orari diversi per ogni turno di abbonamento. Conviene fissare subito quale serata fa per voi, perché gli orari cambiano molto da una recita all'altra.
Le cinque recite
- Domenica 18 aprile 2027, ore 19: prima rappresentazione, turno A.
- Martedì 20 aprile 2027, ore 20: turno B.
- Giovedì 22 aprile 2027, ore 18: turno D.
- Sabato 24 aprile 2027, ore 16.30: turno E.
- Martedì 27 aprile 2027, ore 20: turno C, ultima recita.
La locandina
Tragédie lyrique in quattro atti, musica di Christoph Willibald Gluck, libretto di Nicolas-François Guillard. Direttore Alessandro De Marchi, regia Robert Carsen, maestro del coro Ciro Visco, scene e costumi Tobias Hoheisel, coreografie Philippe Giraudeau, luci Robert Carsen e Peter Van Praet. Interpreti: Axelle Fanyo (Iphigénie), Alessio Arduini (Oreste), Julien Behr (Pylade), Jean-Fernand Setti (Thoas).
Lingua e sovratitoli
L'opera si esegue in lingua originale, il francese, con sovratitoli in italiano e in inglese. Per un titolo in cui la parola pesa quanto la musica, è un aiuto prezioso.
Iphigénie en Tauride, l'ultima grande tragedia di Gluck
Iphigénie en Tauride è una tragédie lyrique in quattro atti andata in scena per la prima volta all'Opéra di Parigi il 18 maggio 1779, con grande successo. È la sesta e penultima delle opere che Gluck scrisse o rielaborò a fondo per i palcoscenici francesi, e di fatto il suo ultimo lavoro importante per il teatro.
Dal mito di Euripide al libretto di Guillard
La fonte lontana è la tragedia di Euripide Ifigenia in Tauride; quella vicina è il dramma in prosa di Claude Guimond de La Touche, rappresentato a Parigi nel 1757. Il libretto è di Nicolas-François Guillard, un giovane poeta che con quest'opera debuttò come librettista tragico e che da lì costruì la sua fama nei vent'anni successivi. Rispetto alla fonte, Gluck e i suoi collaboratori scelsero due novità forti: aprire l'opera con una tempesta e spostare nel finale il riconoscimento fra fratello e sorella.
La trama in poche righe
Ifigenia, salvata da Diana al momento del sacrificio in Aulide, è diventata grande sacerdotessa della dea in Tauride, terra in cui ogni straniero viene sacrificato. Due greci naufragano sulla costa: sono Oreste, suo fratello, tormentato dalle Furie per aver ucciso la madre Clitennestra, e l'amico Pilade. Nessuno riconosce nessuno. Ifigenia può salvarne uno solo, e i due amici si contendono il diritto di morire l'uno per l'altro. Il riconoscimento arriva all'ultimo, con il coltello già alzato; poi l'intervento di Diana scioglie tutto.
Un'opera nata dentro una polemica
Iphigénie en Tauride nacque nel pieno della disputa parigina fra i sostenitori di Gluck e quelli di Niccolò Piccinni. Il direttore dell'Opéra aveva commissionato un'altra Iphigénie en Tauride proprio a Piccinni; Gluck si infuriò e ottenne che la prima del rivale venisse rimandata. L'opera di Piccinni arrivò in scena solo nel 1781, con un successo di stima nemmeno paragonabile a quello di Gluck.
Cosa ascoltare in Iphigénie en Tauride: i momenti da aspettare
Iphigénie en Tauride non ha un'ouverture: comincia con una pagina orchestrale che evoca la calma e subito si rovescia in tempesta. È il primo dei momenti da aspettare, ed è breve: chi arriva in ritardo lo perde.
Il sonno di Oreste
Nel secondo atto Oreste, esausto, canta che la calma gli torna nel cuore, Le calme rentre dans mon cœur. Ma l'orchestra dice il contrario: le viole brontolano un accompagnamento ostinato e sincopato, i bassi battono colpi sordi. È il passo che Hector Berlioz ammirava più di ogni altro, e che viene considerato uno dei primi casi in cui l'orchestra smentisce le parole del personaggio. Lo si capisce anche senza leggere la musica: ascoltate le viole, non il cantante.
Le Furie e gli Sciti
Subito dopo, le Furie tormentano il sonno di Oreste con un coro e una pantomima di terrore. Nel primo atto, invece, gli Sciti festeggiano la cattura dei naufraghi con un coro barbaro accompagnato da triangolo, piatti e tamburo. Sono le due pagine in cui la coreografia di Philippe Giraudeau avrà più spazio.
Il coro delle sacerdotesse
Il coro ha in quest'opera un peso che nel Settecento non ha quasi confronti. Nel secondo atto le sacerdotesse piangono con Ifigenia il fratello creduto morto, Contemplez ces tristes apprêts; nel quarto innalzano l'inno a Diana, Chaste fille de Latone. Con il Coro del Teatro dell'Opera diretto da Ciro Visco, sono i momenti in cui la sala del Costanzi mostra cosa sa fare.
L'amicizia di Oreste e Pilade
Il terzo atto è costruito sul duello di generosità fra i due amici: il duetto, l'aria supplice di Pilade Ah! mon ami, j'implore ta pitié, e il suo slancio eroico Divinité des grandes âmes. Per Julien Behr, tenore, è la pagina decisiva della serata.
Robert Carsen e l'allestimento del Théâtre des Champs-Élysées
Robert Carsen, regista canadese, torna al Teatro dell'Opera di Roma con Iphigénie en Tauride nella nuova produzione romana dell'allestimento presentato al Théâtre des Champs-Élysées di Parigi nel 2019. Firma anche le luci, con Peter Van Praet.
Un sodalizio con il Costanzi
Il teatro lo presenta come un ritorno: negli ultimi anni Carsen ha firmato al Costanzi produzioni di riferimento come Orfeo ed Euridice, Idomeneo, Julius Caesar e Il trionfo del Tempo e del Disinganno. Per chi le ha viste, l'arrivo di Iphigénie chiude idealmente un cerchio: Orfeo ed Euridice e Iphigénie en Tauride sono i due poli della riforma di Gluck, l'inizio e il punto d'arrivo.
La squadra
Le scene e i costumi sono di Tobias Hoheisel, le coreografie di Philippe Giraudeau. È una squadra pensata per un'opera in cui danza, coro e azione sono fusi, e in cui Gluck aveva ridotto al minimo i momenti di balletto autonomo: tanto che, dopo le prime cinque recite parigine, l'Opéra pretese l'aggiunta di un divertissement finale, presto abbandonato.
Cosa aspettarsi
La pagina ufficiale non descrive la messinscena. Posso dire una cosa: un regista che ha portato più volte il Settecento sul palcoscenico del Costanzi conosce la sala e sa come usarla. Per un'opera di quattro atti asciutti come questa, è una garanzia.
Axelle Fanyo, Alessio Arduini e la compagnia di canto
Axelle Fanyo è la protagonista di Iphigénie en Tauride al Costanzi: il pubblico romano l'ha già ascoltata come Refka in Adriana Mater di Kaija Saariaho e come Ariadne in Ariadne auf Naxos. Il ruolo di Ifigenia, grande sacerdotessa di Diana, è scritto per soprano ed è quasi sempre in scena.
Oreste e Pylade
Alessio Arduini è Oreste, il ruolo che Gluck scrisse per la voce grave di basse-taille, oggi affidato ai baritoni: è la parte del sonno agitato e delle Furie. Julien Behr è Pylade, parte nata per haute-contre, il tenore acuto francese dell'epoca. Jean-Fernand Setti è Thoas, il re di Tauride ossessionato dagli oracoli.
I primi interpreti del 1779
Alla prima parigina del 18 maggio 1779 Ifigenia era Rosalie Levasseur, già Amour nell'Orphée, che Gluck aveva voluto promuovere al rango di prima donna; Pylade era Joseph Legros, Oreste Henri Larrivée, un cantante che venerava Gluck e che si specializzò poi nel ruolo.
Alessandro De Marchi sul podio
Il direttore Alessandro De Marchi debutta al Costanzi con il capolavoro di Gluck. Il teatro lo presenta come uno dei più autorevoli specialisti del repertorio barocco e classico: la scelta giusta per un'orchestra che deve suonare leggera, nervosa, senza enfasi ottocentesca.
Una curiosità su Iphigénie en Tauride al Teatro dell'Opera di Roma — dal 18 al 27 aprile 2027
La curiosità più bella legata a Iphigénie en Tauride riguarda un giovane studente di medicina arrivato a Parigi. Hector Berlioz racconta nelle sue Memorie che fu proprio una rappresentazione di Iphigénie en Tauride all'Opéra, la prima a cui assistette da spettatore, a convincerlo definitivamente a diventare musicista, contro il parere di tutta la famiglia.
Berlioz conosceva la partitura così bene che, in una recita successiva, si accorse che nella danza degli Sciti erano stati aggiunti dei piatti che Gluck non aveva scritto, e che nel monologo di Oreste i tromboni non suonavano. Alla fine del pezzo si alzò in platea e gridò chi si permettesse di correggere Gluck. Nelle recite seguenti, racconta, i piatti tacquero e i tromboni suonarono.
Anni dopo Berlioz scrisse alla sorella che, se Gluck fosse tornato in vita, avrebbe detto di lui che era senza dubbio suo figlio. Quando in sala al Costanzi, nel secondo atto, sentirete le viole sotto il canto di Oreste, ricordate che quella pagina ha deciso la vocazione di uno dei più grandi compositori dell'Ottocento. Vale la pena saperlo in piazza, prima di entrare: da quel momento si ascolta in un altro modo.
Il Teatro Costanzi: la sala che accoglie Gluck
Il Teatro Costanzi ha una capienza di 1.560 posti fra platea, tre ordini di palchi, balconata e galleria, sotto una cupola affrescata da Annibale Brugnoli. Quando aprì, nel 1880, poteva ospitare fino a 2.212 spettatori.
La sala a ferro di cavallo
Il costruttore Domenico Costanzi affidò il progetto nel 1879 all'architetto milanese Achille Sfondrini, specialista di teatri, che pensò la sala a ferro di cavallo come una cassa armonica. Il cantiere durò diciotto mesi. Per un'opera come Iphigénie, con un'orchestra settecentesca e un coro sempre presente, una sala che restituisce bene i dettagli fa la differenza.
Il lampadario e Piacentini
Nel 1926 il teatro passò al Comune e Marcello Piacentini lo ristrutturò, spostando l'ingresso sulla piazza oggi intitolata a Beniamino Gigli. Il grande lampadario di cristallo si accese per la prima volta il 27 febbraio 1928, per Nerone di Arrigo Boito. Nel 1958 un nuovo intervento di Piacentini diede al teatro l'aspetto attuale.
Scegliere il posto
Il listino distingue poltronissime e poltrone di platea, palchi di tre ordini, centrali e laterali, balconata e galleria; la pianta è nella sezione mappe del sito ufficiale. Con un'opera in francese e sovratitoli, evitate i posti dietro nei palchi laterali, da cui lo schermo si vede male. La balconata frontale resta il miglior compromesso fra suono, vista e prezzo.
Una cosa che non ti dice nessuno su Iphigénie en Tauride al Teatro dell'Opera di Roma — dal 18 al 27 aprile 2027
Quello che quasi nessuno dice di Iphigénie en Tauride è che è un'opera costruita per buona parte con musica già scritta. Gluck riprese pagine dai suoi lavori precedenti: l'introduzione con la tempesta dall'ouverture de L'isle de Merlin, la musica delle Furie dal balletto Sémiramis, l'aria O malheureuse Iphigénie da La clemenza di Tito, il coro finale da Paride ed Elena. L'aria Je t'implore et je tremble viene dall'Antigono del 1756, ma è ispirata a una giga di Johann Sebastian Bach.
Non è pigrizia. Gluck sapeva che le sue opere italiane e i suoi balletti viennesi difficilmente sarebbero stati ripresi, mentre a Parigi le opere di successo restavano in repertorio. Riutilizzarle in Iphigénie era un modo per salvare le idee migliori di una vita. Il risultato, secondo gli studiosi, è una specie di summa di tutta la sua carriera.
La seconda cosa riguarda le regole di sala del Costanzi, che sono rigide. A spettacolo iniziato non si entra in platea né nei posti numerati di balconata e galleria; il guardaroba è obbligatorio per ombrelli, borse e caschi; in sala sono vietati telefoni, foto e registrazioni. Con un'opera che comincia senza ouverture, direttamente con la tempesta, il ritardo si paga subito.
Biglietti per Iphigénie en Tauride al Teatro dell'Opera
I biglietti singoli per Iphigénie en Tauride sono in vendita dall'8 ottobre 2026, alla biglietteria del Teatro dell'Opera di Roma e sul sito ufficiale del teatro. I prezzi per settore della stagione 2026/27 sono pubblicati nella pagina Prezzi del sito ufficiale.
La biglietteria in piazza Beniamino Gigli
Lo sportello è in piazza Beniamino Gigli 1, a pochi metri dall'ingresso del teatro. Allo sportello si paga in contanti, con bancomat e con le principali carte di credito. Il teatro invita a rivolgersi solo ai canali autorizzati dalla fondazione.
Turni e abbonamenti
Le lettere accanto alle date indicano i turni di abbonamento: A per la prima del 18 aprile, B, D, E e C per le repliche. Le sottoscrizioni delle altre forme di abbonamento sono aperte dal 1° ottobre 2026. Chi compra il biglietto singolo ha in genere più margine nelle repliche che alla prima.
Giovani e agevolazioni
Il teatro ha una pagina Agevolazioni e la Carta Giovani Opera: per studenti e ragazzi è la prima cosa da controllare prima di comprare.
Il consiglio che ti do per visitare Iphigénie en Tauride al Teatro dell'Opera di Roma — dal 18 al 27 aprile 2027
Per Iphigénie en Tauride conviene la replica di sabato 24 aprile alle 16.30, in balconata o in un posto avanti di un palco centrale. È la recita che mette insieme la compagnia della prima, i prezzi delle repliche e un orario che lascia libera la sera di un sabato di primavera.
Il ragionamento è semplice. La prima di domenica 18 alle 19 ha il fascino del debutto, ma sala e prezzi sono quelli delle grandi occasioni. Le recite del martedì alle 20 finiscono tardi. Il giovedì alle 18 è comodo solo per chi è libero dal lavoro. Il sabato pomeriggio, invece, si esce dal teatro con la luce di fine aprile e la città ancora piena.
C'è poi una combinazione che consiglio a chi ama davvero l'opera. Mercoledì 21 aprile, fra la seconda e la terza recita, il Costanzi ospita Piccinni e Gluck, una corona per due, racconto teatrale di Valerio Cappelli interpretato da Sergio Rubini, dedicato proprio alla rivalità fra i due compositori sul mito di Ifigenia. Vedere prima il racconto e poi l'opera, giovedì 22 o sabato 24, è il modo migliore per capire cosa si ascolta. Arrivate comunque quaranta minuti prima: il guardaroba è obbligatorio e il lampadario acceso merita uno sguardo.
Come arrivare al Teatro dell'Opera per Iphigénie en Tauride
Il Teatro Costanzi si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, a pochi minuti a piedi da piazza Beniamino Gigli. È il mezzo più semplice per ogni recita, anche per quelle serali del martedì.
In metropolitana
Dalla fermata Repubblica Teatro dell'Opera si scende lungo via Nazionale o si prende via del Viminale, e in pochi minuti si è davanti al teatro. Da Termini si può usare la stessa linea A oppure camminare: la stazione è vicina.
In autobus
- Via Nazionale: H, 40, 60, 64, 70, 71, 170.
- Via Depretis: 70, 71.
- Via Cavour: 16, 75, 84, 360, 590, 649, 714.
- Stazione Termini: 16, 38, 75, 86, 90, 217, 310, 360, 649, 714.
Sono le linee indicate dal teatro nella pagina Come raggiungerci. Frequenze e percorsi serali possono cambiare: controllateli il giorno stesso sul calcolatore di percorso ATAC.
In taxi
All'ingresso del teatro c'è un servizio taxi per il pubblico, e durante gli intervalli il personale di sala raccoglie le prenotazioni per il ritorno. Dopo le recite delle 20 del 20 e del 27 aprile è la soluzione più comoda.
In auto
La sconsiglio: la zona fra via Nazionale, il Viminale e Termini è centrale e trafficata, e il teatro non indica un parcheggio proprio. Chi viene da fuori lasci l'auto lungo la linea A e prosegua in metro.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che in Italia Iphigénie en Tauride è legata al nome di Maria Callas. Alla Scala, nel 1957, l'opera andò in scena con la direzione di Nino Sanzogno e la regia di Luchino Visconti, con la Callas protagonista, e la recita del 1° giugno fu registrata dal vivo. Meno spesso si ricorda che quella non era l'opera di Gluck così come la conosciamo oggi, ma la traduzione italiana di Lorenzo Da Ponte del 1783, per di più con alcuni tagli.
Le versioni di Iphigénie sono infatti diverse. Nel 1781 Gluck stesso ne preparò una in tedesco per Vienna, trasportando Oreste dalla voce di baritono a quella di tenore; nel 1783 arrivò la traduzione di Da Ponte; nel 1889 e 1890 Richard Strauss ne fece una revisione in tre atti, rappresentata a Weimar nel 1900. Per buona parte del Novecento la versione tedesca e quella italiana hanno continuato a circolare nei rispettivi paesi.
La produzione del Costanzi usa invece la lingua originale francese, con i ruoli come Gluck li scrisse per Parigi. È un dettaglio che conta: il francese di Guillard è declamato quasi sillaba per sillaba, e la musica ne segue gli accenti. Chi conosce solo la Callas in italiano ascolterà un'opera diversa, più tagliente e più veloce.
La foto giusta da fare a Iphigénie en Tauride al Teatro dell'Opera di Roma — dal 18 al 27 aprile 2027
Al Costanzi non si fotografa in sala, con o senza flash: la foto giusta di Iphigénie en Tauride si fa fuori, in piazza Beniamino Gigli, con la facciata e la locandina dello spettacolo alle spalle. Ad aprile, per la recita del sabato alle 16.30, si arriva ancora con la luce piena e si esce con il cielo che comincia a scurirsi: è il momento migliore.
La piazza è quella su cui Marcello Piacentini spostò l'ingresso nella ristrutturazione seguita al 1926, per dare spazio al pubblico delle sere di spettacolo. Per la prima di domenica 18 aprile si riempie di abiti scuri e di arrivi eleganti: è una delle serate in cui una foto all'ingresso racconta davvero l'evento.
Il consiglio di chi ne ha viste tante resta lo stesso: fotografate le persone, non l'edificio. Il gruppo di amici con il programma di sala, la coppia davanti alla porta, lo studente arrivato con la Carta Giovani. La facciata si trova in qualsiasi archivio, quella sera no.
E poi c'è la foto che non si può fare: la sala con la cupola di Brugnoli e il lampadario acceso, nei minuti prima che le luci si abbassino sulla tempesta iniziale. Sedetevi presto e guardatela con calma. Per il ricordo dello spettacolo, l'immagine ufficiale della produzione è sulla pagina di Iphigénie en Tauride del sito del teatro.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il Teatro Costanzi è stato inaugurato il 27 novembre 1880 con Semiramide di Gioachino Rossini ed è diventato Teatro dell'Opera di Roma nel 1946. Fra queste due date ci sono le prime assolute che hanno fatto la storia dell'opera italiana.
- 1879: Domenico Costanzi affida il progetto all'architetto Achille Sfondrini.
- 27 novembre 1880: inaugurazione con Semiramide, alla presenza di Umberto I e della regina Margherita.
- 17 maggio 1890: prima assoluta di Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni.
- 14 gennaio 1900: prima assoluta di Tosca di Giacomo Puccini.
- Dal 1912: la gestione del soprano Emma Carelli porta a Roma Parsifal, Samson et Dalila e i Ballets Russes di Djagilev.
- 1926: il Comune acquista il teatro, che diventa Teatro Reale dell'Opera; ristrutturazione di Marcello Piacentini.
- 27 febbraio 1928: seconda inaugurazione con Nerone di Arrigo Boito e primo accendersi del grande lampadario.
- 1935: nasce il coro stabile per volontà di Tullio Serafin.
- 1946: il teatro prende il nome di Teatro dell'Opera di Roma.
- 1958: nuovo intervento di Piacentini in vista delle Olimpiadi del 1960.
Nell'aprile 2027 si aggiunge una riga: il ritorno di Iphigénie en Tauride dopo quarant'anni di assenza dal cartellone romano. È un titolo del Settecento francese in un teatro che si è costruito sull'Ottocento italiano, e proprio per questo è una data da segnare.
Chi è passato da Iphigénie en Tauride al Teatro dell'Opera di Roma — dal 18 al 27 aprile 2027
Dal Teatro Costanzi sono passati re Umberto I e la regina Margherita, presenti all'inaugurazione del 1880, e poi Pietro Mascagni e Giacomo Puccini, che qui videro nascere Cavalleria rusticana e Tosca. C'è Emma Carelli, soprano, che dal 1912 guidò il teatro e aprì Roma al repertorio straniero. C'è Marcello Piacentini, che rimise mano all'edificio due volte, e Tullio Serafin, che volle il coro stabile.
Sul podio del Costanzi hanno diretto Victor de Sabata, Gianandrea Gavazzeni, Herbert von Karajan, Carlo Maria Giulini, Karl Böhm, Zubin Mehta, Georges Prêtre, Georg Solti, Giuseppe Sinopoli, Mstislav Rostropovich, Riccardo Muti e Daniele Gatti.
Per chi va a vedere Iphigénie, però, il nome da ricordare è Robert Carsen. Il regista canadese ha portato qui Orfeo ed Euridice, Idomeneo, Julius Caesar e Il trionfo del Tempo e del Disinganno, costruendo negli anni un percorso nel Settecento che pochi teatri italiani possono vantare. Con lui torna Axelle Fanyo, già Refka e Ariadne per il pubblico romano. Debutta invece sul podio del Costanzi, per questo titolo, Alessandro De Marchi.
E nella stessa settimana, il 21 aprile, sul palco del Costanzi sale Sergio Rubini con Piccinni e Gluck, una corona per due: un attore di cinema e teatro che racconta, nella casa dell'opera romana, la rivalità più famosa del Settecento musicale.
Intorno al Costanzi: Repubblica, Viminale e Monti
Il Teatro Costanzi si trova fra via Nazionale, via del Viminale e via Depretis, a pochi minuti da piazza della Repubblica e dalla stazione Termini. Chi arriva con un'ora di anticipo ha intorno alcuni dei luoghi più interessanti della Roma antica e umbertina.
Piazza della Repubblica e le Terme di Diocleziano
Uscendo dalla metro si è in piazza della Repubblica, con la basilica di Santa Maria degli Angeli e i resti delle Terme di Diocleziano. Verso Termini c'è Palazzo Massimo alle Terme, sede del Museo Nazionale Romano: una visita al mattino e l'opera nel pomeriggio si combinano senza prendere mezzi.
Verso Monti e Santa Maria Maggiore
Scendendo per via Nazionale si arriva al rione Monti, con le sue strade strette e la vita serale. Nella direzione opposta, oltre via Cavour, Santa Maria Maggiore è a un quarto d'ora abbondante a piedi.
Dove mangiare prima e dopo Iphigénie en Tauride
Intorno al Teatro dell'Opera l'offerta per mangiare si concentra su via Nazionale, via del Viminale, le strade verso Termini e il rione Monti. In teatro si consuma solo nei bar interni: la cena va organizzata prima o dopo.
Secondo l'orario della recita
Per la prima delle 19 conviene un pranzo domenicale lungo e cena al dopo. Per le recite delle 20 del martedì si può cenare presto, verso le 18.30, nelle strade intorno al Viminale. Per il giovedì alle 18 e il sabato alle 16.30 la cena viene naturale dopo lo spettacolo.
Dopo lo spettacolo
Monti è la scelta più naturale, a piedi da via Nazionale, con osterie, enoteche e pizzerie. Non faccio nomi di locali, perché cambiano gestione più spesso delle regie. Il criterio è semplice: evitate i menu tradotti in cinque lingue appesi sulla porta vicino a Termini e spingetevi di qualche strada verso Monti. Dopo le recite serali prenotate: molte cucine chiudono presto.
Accessibilità al Teatro Costanzi
Per il Teatro Costanzi il teatro indica un percorso accessibile a persone con difficoltà di deambulazione, con l'eccezione di alcuni punti come il Palco Reale e la galleria. La pagina di Iphigénie en Tauride non riporta indicazioni specifiche sui posti accessibili.
Come prenotare
Il consiglio è contattare la biglietteria prima dell'acquisto, ai numeri 06 48160255 e 06 4817003 o all'indirizzo ufficio.biglietteria@operaroma.it, spiegando le proprie esigenze. Chi ha difficoltà motorie eviti la galleria.
Sovratitoli e udito
Per chi ha difficoltà uditive i sovratitoli in italiano e in inglese sono un aiuto concreto: scegliete un posto da cui lo schermo si veda bene. Il servizio taxi all'ingresso, con la prenotazione durante gli intervalli, facilita l'uscita a fine serata.
Aprile a Roma e la stagione intorno a Iphigénie
Iphigénie en Tauride cade in una delle settimane più piene della stagione 2026/27 del Teatro dell'Opera. Dal 20 al 24 aprile 2027, al Teatro Nazionale di via del Viminale, va in scena il trittico di danza Echoes, con coreografie di Rafael Bonachela, Sharon Eyal e Diego Tortelli; il 21 aprile al Costanzi c'è il racconto di Sergio Rubini su Gluck e Piccinni.
Il resto del cartellone
Prima di Iphigénie, al Costanzi, la stagione propone Andrea Chénier a gennaio, Lucia di Lammermoor a febbraio e I due Foscari a marzo; dopo, Una Lady Macbeth del distretto di Mzensk a maggio e Il barbiere di Siviglia con Cecilia Bartoli il 27 maggio 2027.
Come organizzare il fine settimana
Il fine settimana del 24 e 25 aprile si presta bene: sabato pomeriggio l'opera, la sera Monti; il giorno dopo un museo nel quartiere. Per gruppi e aziende che vogliono una serata all'opera organizzata dall'arrivo all'uscita, con guida e logistica, c'è Tour Leader Pro.
Domande frequenti su Iphigénie en Tauride a Roma
Quando va in scena Iphigénie en Tauride al Teatro dell'Opera di Roma?
Iphigénie en Tauride va in scena al Teatro Costanzi dal 18 al 27 aprile 2027, con cinque recite: domenica 18 aprile alle 19, martedì 20 alle 20, giovedì 22 alle 18, sabato 24 alle 16.30 e martedì 27 alle 20. Le lettere A, B, D, E e C indicano i turni di abbonamento.
Chi canta in Iphigénie en Tauride a Roma?
Nella Iphigénie en Tauride del Costanzi la protagonista è Axelle Fanyo; Alessio Arduini è Oreste, Julien Behr è Pylade, Jean-Fernand Setti è Thoas. Dirige Alessandro De Marchi, con Orchestra e Coro del Teatro dell'Opera di Roma e il coro preparato da Ciro Visco.
Chi firma la regia di Iphigénie en Tauride al Costanzi?
La regia di Iphigénie en Tauride al Costanzi è di Robert Carsen, che firma anche le luci con Peter Van Praet. È una nuova produzione dell'Opera di Roma dell'allestimento nato al Théâtre des Champs-Élysées di Parigi nel 2019, con scene e costumi di Tobias Hoheisel e coreografie di Philippe Giraudeau.
In che lingua si canta Iphigénie en Tauride?
Iphigénie en Tauride al Teatro dell'Opera di Roma si canta in lingua originale, il francese, con sovratitoli in italiano e in inglese. È la versione che Gluck scrisse per l'Opéra di Parigi nel 1779, diversa dalla traduzione italiana di Lorenzo Da Ponte usata alla Scala nel 1957.
Quando si comprano i biglietti per Iphigénie en Tauride?
I biglietti singoli per Iphigénie en Tauride, come per tutta la stagione 2026/27 del Teatro dell'Opera di Roma, sono in vendita dall'8 ottobre 2026 sul sito ufficiale del teatro e alla biglietteria di piazza Beniamino Gigli. I prezzi per settore sono pubblicati nella pagina Prezzi del sito.
Come si arriva al Teatro Costanzi?
Il Teatro Costanzi, sede di Iphigénie en Tauride, è in piazza Beniamino Gigli 7 e si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera. Passano vicino i bus H, 40, 60, 64, 70, 71 e 170 su via Nazionale e il 70 e il 71 su via Depretis.
Quale recita di Iphigénie en Tauride conviene scegliere?
Per Iphigénie en Tauride consiglio la replica di sabato 24 aprile alle 16.30: stessa compagnia della prima, orario comodo e serata libera. Chi può aggiunga mercoledì 21 aprile il racconto teatrale di Sergio Rubini su Gluck e Piccinni, al Costanzi, per arrivare all'opera con la storia in testa.
Da quanto tempo Iphigénie en Tauride non si vedeva a Roma?
Iphigénie en Tauride torna nel cartellone del Teatro dell'Opera di Roma dopo quarant'anni di assenza, come indica il teatro nella presentazione della stagione 2026/27. Il ritorno avviene nella regia di Robert Carsen, che al Costanzi ha già firmato Orfeo ed Euridice e altre produzioni del Settecento.
Il consiglio finale su Iphigénie en Tauride
Un titolo di Gluck in francese spaventa. Non dovrebbe. Iphigénie en Tauride va dritta al punto e ha una tensione teatrale che non cala mai. Il consiglio è netto: prendete il sabato pomeriggio, leggete la trama prima, e nel secondo atto ascoltate le viole mentre Oreste dice di essere tranquillo. Capirete perché Berlioz decise di fare il musicista.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.
Prepara la visita
Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.
Biglietti per concerti e spettacoli
Concerti, teatro e sport a Roma, con posto scelto in anticipo.
Dormire a Roma
Hotel e appartamenti vicino a dove vuoi passare le giornate.
Transfer da e per l’aeroporto
Fiumicino e Ciampino con auto prenotata e prezzo fisso.
