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Lucia di Lammermoor al Teatro dell’Opera di Roma — dal 21 al 28 febbraio 2027

Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti va in scena al Teatro Costanzi, sede del Teatro dell'Opera di Roma, in piazza Beniamino Gigli 7, dal 21 al 28 febbraio 2027, in una nuova produzione firmata da Karole Armitage con Giacomo Sagripanti sul podio. Le recite sono sette: domenica 21 alle 19 (la prima), martedì 23, mercoledì 24, giovedì 25 e venerdì 26 alle 20, sabato 27 alle 18 e domenica 28 alle 16.30; sabato 20 alle 18 c'è l'anteprima giovani. Il teatro si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, oppure con i bus di via Nazionale (H, 40, 60, 64, 70, 71, 170). Per la fascia di prezzo di Lucia il listino ufficiale va da 26 a 200 euro alla prima e da 22 a 160 euro alle repliche; i biglietti dei singoli spettacoli della stagione 2026/27 sono in vendita dall'8 ottobre 2026 alla biglietteria del teatro e sul circuito di prevendita autorizzato indicato sul sito ufficiale della sede.

Lucia di Lammermoor al Costanzi in breve: date, orari e cast

Lucia di Lammermoor è l'unico titolo d'opera di febbraio al Teatro dell'Opera di Roma nella stagione 2026/27: arriva dopo Andrea Chénier e la Terza Sinfonia di Mahler coreografata da John Neumeier, e precede I due Foscari, dal 13 al 21 marzo. È una nuova produzione del teatro, cantata in italiano con sovratitoli in italiano e in inglese.

Il calendario delle recite

  • Sabato 20 febbraio, ore 18: anteprima giovani.
  • Domenica 21 febbraio, ore 19: prima rappresentazione, turno A.
  • Martedì 23 febbraio, ore 20: replica fuori turno.
  • Mercoledì 24 febbraio, ore 20: turno B.
  • Giovedì 25 febbraio, ore 20: replica fuori turno.
  • Venerdì 26 febbraio, ore 20: turno C.
  • Sabato 27 febbraio, ore 18: turno D.
  • Domenica 28 febbraio, ore 16.30: turno E, ultima recita.

La compagnia di canto

Il teatro annuncia due compagnie. Nel ruolo del titolo Jessica Pratt, con Gilda Fiume il 23, il 25 e il 27; Sir Edgardo di Ravenswood è Xabier Anduaga, con René Barbera nelle stesse tre sere; Lord Enrico Ashton è Germán Enrique Alcántara, con Bogdan Baciu il 23, 25 e 27; Raimondo Bidebent è Michele Pertusi, con Marko Mimica nelle stesse date. Completano il cast Leonardo Cortellazzi come Lord Arturo Bucklaw, Sofia Koberidze come Alisa e Paolo Antognetti come Normanno.

La squadra artistica

Dirige Giacomo Sagripanti; la regia è di Karole Armitage; scene e costumi sono di Daniela Ciancio, le luci di Valerio Tiberi. Il Coro del Teatro dell'Opera di Roma è preparato da Ciro Visco, e in buca c'è l'Orchestra del teatro.

Lucia di Lammermoor, il capolavoro serio di Donizetti

Lucia di Lammermoor è un dramma tragico in tre atti di Gaetano Donizetti su libretto di Salvadore Cammarano, tratto dal romanzo The Bride of Lammermoor di Walter Scott, e debuttò con grande successo al Real Teatro di San Carlo di Napoli il 26 settembre 1835. È la più famosa fra le opere serie del compositore bergamasco.

Una partitura scritta in sei settimane

Il contratto con il San Carlo fu firmato il 9 novembre 1834, con un compenso di 2500 ducati. La commissione reale che gestiva i teatri tardò però a scegliere il librettista, e solo alla fine di maggio del 1835, sollecitata da Donizetti, approvò il nome di Cammarano. Il compositore lavorò allora a velocità impressionante, in gran parte a Napoli nella villa De Majo, nell'attuale rione Arenella: l'autografo porta sull'ultima pagina la data del 6 luglio 1835. Per scrivere Lucia gli bastarono meno di sei settimane.

La trama in poche righe

Scozia, inizio del Settecento. Gli Ashton hanno usurpato i beni dei Ravenswood, e Lucia Ashton ama in segreto Edgardo, ultimo erede della famiglia nemica. Il fratello Enrico, per salvare la casata, la costringe a sposare il ricco Arturo Bucklaw, facendole credere con una lettera falsa che Edgardo l'abbia tradita. Edgardo irrompe alla firma del contratto nuziale e maledice l'amata. La notte delle nozze Lucia uccide lo sposo e compare davanti agli invitati con il pugnale in mano, perduta nel delirio; muore poco dopo. All'alba, fra le tombe dei suoi avi, Edgardo apprende la notizia e si trafigge.

Le pagine da riconoscere

  • «Regnava nel silenzio», la cavatina in cui Lucia racconta ad Alisa l'apparizione del fantasma alla fontana.
  • «Verranno a te sull'aure», il duetto d'addio fra Lucia ed Edgardo con lo scambio degli anelli.
  • «Chi mi frena in tal momento», il sestetto del contratto nuziale, uno dei concertati più celebri del repertorio.
  • «Il dolce suono mi colpì di sua voce», «Ardon gl'incensi» e «Spargi d'amaro pianto»: la scena della pazzia.
  • «Tu che a Dio spiegasti l'ali», la cabaletta finale del tenore, considerata una delle più belle pagine tenorili dell'Ottocento.

Un successo mai interrotto

Delle oltre settanta opere di Donizetti, solo quattro non uscirono mai dal repertorio dopo la sua morte: Lucia, L'elisir d'amore, Don Pasquale e La favorita. Dopo Napoli, Lucia fu ripresa subito a Genova, Milano, Venezia, Trieste, Bologna e Parma; nel 1837 trionfò al Théâtre-Italien di Parigi, nel 1838 arrivò a Londra e nel 1839 alla Scala. Il 6 agosto 1839 debuttò al Théâtre de la Renaissance la versione francese, Lucie de Lammermoor, e nel 1846 anche questa entrò all'Opéra.

La scena della pazzia, cuore di Lucia di Lammermoor

La scena della pazzia di Lucia è probabilmente la più celebre scena di follia della storia dell'opera, ed è il numero 14 della partitura: recitativo «Il dolce suono», cantabile «Ardon gl'incensi», tempo di mezzo e cabaletta «Spargi d'amaro pianto». È anche la ragione per cui molti vanno a sentire Lucia.

La glassarmonica perduta

Nell'autografo Donizetti affidava l'accompagnamento del delirio alla glassarmonica, l'armonica a bicchieri, con una parte scritta per un solista preciso, Domenico Pezzi. Pezzi lasciò il San Carlo dopo una lite con la direzione, e il compositore dovette riscrivere la parte per il flauto. Per tutto l'Ottocento della glassarmonica non si parlò più: la circostanza tornò nota solo nel 1941, con la pubblicazione in facsimile dell'autografo. Dal 1970 la scena è stata più volte eseguita nella versione originale.

La cadenza con il flauto

La lunga cadenza con il flauto che il pubblico oggi si aspetta non è di Donizetti. Nell'autografo c'è solo un arpeggio, un canovaccio su cui la cantante doveva improvvisare. La cadenza di tradizione fu annotata nel 1889 all'Opéra Garnier per il debutto nel ruolo di Nellie Melba, dopo dieci settimane di prove, e la sua insegnante Mathilde Marchesi ne pubblicò tre versioni. Nel Novecento soprani come Luisa Tetrazzini e Maria Callas l'hanno resa canonica, al punto che molti la credono originale.

Una scena che rompe le proporzioni

Donizetti altera di proposito i rapporti fra le parti: il recitativo è più lungo del cantabile, la cadenza raggiunge la lunghezza dell'aria che la precede, la cabaletta è in tempo moderato e dilatata. La musica richiama la cavatina del primo atto, che a sua volta richiama il fantasma: il destino di Lucia era scritto fin dall'inizio.

Chi chiude l'opera

Durante le prove del 1835 Fanny Tacchinardi Persiani, la prima Lucia, avrebbe voluto chiudere lei l'opera, da prima donna; Donizetti e il tenore Gilbert Duprez insistettero per la scena della tomba. Ecco perché, dopo il delirio, lo spettacolo continua: l'ultima parola è di Edgardo. Non andatevene dopo la pazzia.

Jessica Pratt, la Lucia di riferimento del nostro tempo

Jessica Pratt è un soprano di coloratura nata a Bristol il 20 giugno 1979 e cresciuta in Australia, dove vive dal 1991; è riconosciuta soprattutto per la sua Lucia di Lammermoor, che ha cantato più di cento volte nel mondo.

La formazione romana

Figlia di un tenore e direttore musicale, ha studiato tromba per dieci anni prima di dedicarsi al canto. Nel 2003 vince l'Australian Singing Competition, che la porta in Europa; Gianluigi Gelmetti la invita a perfezionarsi proprio al Teatro dell'Opera di Roma, e a Roma studia anche con Renata Scotto all'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, prima di trasferirsi a Milano nel 2006 per lavorare con Lella Cuberli. Il Costanzi, per lei, è un ritorno a casa.

Lucia, da Pavia al Metropolitan

Le prime Lucia arrivano nei teatri italiani di Pavia e Cremona nell'ottobre 2007, poi all'Opernhaus di Zurigo, a Firenze, a Ginevra, al San Carlo e alla Fenice nel 2011, alla Scala e ad Amsterdam nel 2014, al Regio di Torino nel 2016. Nel 2018 la canta al Metropolitan di New York, e al Théâtre des Champs-Élysées di Parigi la interpreta in forma di concerto nella serata per i quarant'anni dalla morte di Maria Callas.

Il repertorio del belcanto

Accanto a Lucia, un repertorio vastissimo: Rossini (Armida, Semiramide, Tancredi, Adelaide di Borgogna, Ciro in Babilonia al Rossini Opera Festival), Bellini (La sonnambula, I puritani), Donizetti (Linda di Chamounix, Rosmonda d'Inghilterra, Lucrezia Borgia), la Regina della Notte con cui ha debuttato al Covent Garden e, nel 2016, al Metropolitan. Nel 2013 riceve la Siola d'Oro dedicata a Lina Pagliughi; nel 2025 è Partenope 1 nella prima postuma dell'unica opera di Ennio Morricone, al San Carlo.

Già applaudita a Roma

Al Teatro dell'Opera di Roma Jessica Pratt ha cantato nel 2016 Linda di Chamounix, uno dei due titoli donizettiani entrati quell'anno nel suo repertorio. Dieci anni dopo torna con il ruolo che l'ha resa celebre.

Xabier Anduaga, l'Edgardo della prima

Xabier Anduaga è un tenore spagnolo nato a San Sebastián nel 1995, formato al conservatorio Musikene, primo premio ex aequo e premio per la zarzuela al concorso Operalia di Praga nel 2019.

La scuola di Pesaro

Nel 2016 partecipa all'Accademia Rossiniana di Pesaro, dove è il Cavalier Belfiore nel Viaggio a Reims; lo stesso anno debutta in un'opera in scena al Teatro Arriaga di Bilbao come Don Ramiro nella Cenerentola. Torna al Rossini Opera Festival con Le siège de Corinthe e altri ruoli.

Almaviva nel mondo

Il Conte d'Almaviva del Barbiere di Siviglia lo ha portato a San Pietroburgo, Rouen, Pechino, Parma, Parigi e Napoli. Il 14 aprile 2023 debutta al Metropolitan come Nemorino nell'Elisir d'amore; il 23 febbraio 2024 alla Staatsoper di Vienna come Ernesto nel Don Pasquale.

Perché conta come Edgardo

Edgardo chiede un tenore che unisca slancio drammatico e lirismo, fino al finale che chiude l'opera. Un tenore cresciuto nel belcanto rossiniano e donizettiano, poco più che trentenne, è la scelta più interessante del cast: il finale di Anduaga vale da solo la sera.

Karole Armitage, la regista della nuova Lucia

Karole Armitage è una danzatrice e coreografa americana nata a Madison, nel Wisconsin, il 3 marzo 1954, direttrice della compagnia newyorkese Armitage Gone! Dance; negli anni Ottanta la chiamavano «la ballerina punk».

Da Balanchine a Cunningham

Comincia la carriera nel 1973 nel Ballet du Grand Théâtre di Ginevra, compagnia legata al repertorio di George Balanchine; dal 1976 al 1981 è nella Merce Cunningham Dance Company. Negli anni Ottanta guida una propria compagnia a New York, collabora con David Salle e Jeff Koons, crea un lavoro per l'American Ballet Theatre su invito di Mikhail Baryshnikov e cinque balletti per l'Opéra di Parigi, uno dei quali commissionato da Rudolf Nureyev.

L'Italia e l'opera

Dal 1995 al 1998 dirige MaggioDanza, il corpo di ballo del Maggio Musicale Fiorentino; poi è coreografa residente del Ballet de Lorraine a Nancy e, nel 2004, dirige il festival di danza contemporanea della Biennale di Venezia. Come regista d'opera ha lavorato al San Carlo di Napoli, al Châtelet di Parigi, all'Opera di Atene e ad Amsterdam; il suo Orfeo ed Euridice per il San Carlo è stato ripreso dalla Rai e pubblicato in DVD.

Broadway, Madonna, il cinema

Ha ottenuto una candidatura al Tony per le coreografie di Hair a Broadway, ha firmato coreografie per «Vogue» di Madonna e «In the Closet» di Michael Jackson, lo spettacolo Amaluna del Cirque du Soleil e diversi film di James Ivory. Nel 2009 la Francia l'ha nominata Commandeur dell'Ordine delle Arti e delle Lettere.

Cosa aspettarsi

Una coreografa alla regia di Lucia fa pensare soprattutto alla scena della pazzia, dove il corpo della protagonista conta quanto la voce. È la scommessa più forte della produzione, e il motivo per cui questa Lucia merita la curiosità anche di chi l'ha già vista molte volte.

Una curiosità su Lucia di Lammermoor al Teatro dell'Opera di Roma — dal 21 al 28 febbraio 2027

La stagione 2026/27 del Teatro dell'Opera di Roma si intitola «Il dolce suono mi colpì»: sono le parole con cui Lucia apre la scena della pazzia. Il teatro ha dunque preso il titolo dell'intera stagione proprio dall'opera che va in scena a febbraio, ed è difficile immaginare un segnale più chiaro di quale sia, per la direzione, la produzione simbolo dell'anno.

La frase non è scelta a caso nemmeno sul piano musicale. «Il dolce suono mi colpì di sua voce» è il recitativo in cui Lucia, ormai fuori di sé, crede di sentire la voce di Edgardo: è l'inizio della pagina che Donizetti aveva immaginato con la glassarmonica, lo strumento dal timbro tremolante associato già allora all'alterazione della mente. La scena che segue, con la sua cadenza per voce e flauto, è l'attesa di tutta la serata.

E c'è un precedente romano curioso. Nell'aprile 2015, durante l'intervallo di una Lucia al Teatro dell'Opera, il glassarmonicista Sascha Heckert provò il suo strumento nella sala del Costanzi: la sua fotografia illustra ancora oggi la voce dedicata all'opera nell'enciclopedia libera. Se la nuova produzione userà il flauto o la glassarmonica il teatro non l'ha detto; chi è in sala lo capirà alle prime battute del delirio.

Le due compagnie di Lucia di Lammermoor a confronto

Lucia di Lammermoor al Costanzi ha due compagnie complete: Pratt, Anduaga, Alcántara e Pertusi nelle sere del 21, 24, 26 e 28 febbraio; Fiume, Barbera, Baciu e Mimica il 23, 25 e 27. Arturo, Alisa e Normanno restano gli stessi in tutte le recite.

La prima compagnia

È quella dei grandi nomi: una Lucia di riferimento internazionale, un tenore vincitore di Operalia, Michele Pertusi nel ruolo di Raimondo. Per chi vuole la Lucia «da disco», le date sono quattro, prima compresa.

La seconda compagnia

Gilda Fiume, René Barbera, Bogdan Baciu e Marko Mimica cantano le recite del martedì, del giovedì e del sabato pomeriggio. Nel teatro d'opera la seconda compagnia è spesso quella delle sorprese, e la sera del sabato alle 18 è comoda per chi viene da fuori Roma.

Una cosa che non ti dice nessuno su Lucia di Lammermoor al Teatro dell'Opera di Roma — dal 21 al 28 febbraio 2027

La cosa che nessuno dice è che la Lucia che conosciamo è piena di modifiche che non sono di Donizetti. Le parti principali della protagonista, nell'edizione Ricordi usata per decenni, sono trasportate più in basso rispetto all'autografo: la cavatina da mi bemolle a re maggiore, il duetto con Enrico da la a sol, la scena della pazzia da fa a mi bemolle. In qualche caso fu lo stesso compositore a concederlo; in altri riportò i brani alla tonalità originale appena poté.

Poi ci sono i tagli di tradizione. Due pagine si omettono spesso: l'aria di Raimondo nel secondo atto e la scena della torre di Wolferag, il duetto in cui Enrico ed Edgardo si sfidano a duello. Chi conosce l'opera dai dischi degli anni Cinquanta può non averla mai sentita. Se una nuova produzione la ripristina, la vicenda guadagna un tassello: si capisce meglio perché Edgardo, all'alba, sia fra le tombe dei Ravenswood.

Infine, il testo. Fra il libretto a stampa di Cammarano e le parole cantate ci sono decine di differenze introdotte da Donizetti per rendere i versi più cantabili. Il più celebre: Cammarano aveva scritto «Spargi di qualche pianto», Donizetti corresse in «Spargi d'amaro pianto». Con i sovratitoli in italiano, chi segue il testo può accorgersene.

Biglietti e prezzi di Lucia di Lammermoor al Costanzi

Lucia di Lammermoor appartiene alla fascia di prezzo più alta dei titoli d'opera della stagione, la stessa di Andrea Chénier e del Trovatore: alla prima da 26 a 200 euro, alle repliche da 22 a 160 euro, secondo il settore. I singoli biglietti sono in vendita dall'8 ottobre 2026; il listino completo è sulla pagina Prezzi del sito ufficiale.

Il listino per settore

  • Poltronissime di platea, file 1-13: 190 euro alla prima, 155 alle repliche.
  • Poltrone di platea, file 14-19 e laterali: 175 e 140 euro.
  • Palchi centrali di platea, primo e secondo ordine, posti avanti: 200 e 160 euro; posti dietro: 170 e 125 euro.
  • Palchi laterali di primo ordine: 150 e 110 euro avanti, 80 e 60 dietro.
  • Palchi laterali di secondo ordine: 100 e 80 euro avanti, 55 e 35 dietro.
  • Palchi laterali di terzo ordine: 75 e 49 euro avanti, 35 e 25 dietro.
  • Balconata prima fila: 90 e 65 euro; seconda e terza fila: 70 e 45 euro.
  • Prima galleria: 30 e 25 euro; seconda galleria: 26 e 22 euro.

Dove si comprano

La biglietteria del teatro è in piazza Beniamino Gigli 1, aperta dal lunedì al sabato dalle 10 alle 18 e la domenica dalle 9 alle 13.30, chiusa nei festivi; i biglietti per la recita del giorno si vendono da un'ora prima fino a quindici minuti dopo l'inizio. Online si acquista sul circuito di prevendita autorizzato indicato nella pagina dello spettacolo. Rivolgetevi solo ai canali della fondazione.

Pagamenti, riduzioni e abbonamenti

Allo sportello si paga in contanti, con bancomat, carte di credito e assegno intestato alla fondazione; sono accettate la Carta del Docente e la Carta della Cultura. Per alcune serate il teatro può applicare una riduzione last minute del 25 per cento sui biglietti venduti nell'ultima ora, esclusi balconata e galleria. Lucia rientra negli abbonamenti 2026/27 con i turni A, B, C, D ed E; le recite del 23 e del 25 sono fuori abbonamento e quindi, in genere, le più facili da trovare.

Il consiglio che ti do per visitare Lucia di Lammermoor al Teatro dell'Opera di Roma — dal 21 al 28 febbraio 2027

Il consiglio per Lucia di Lammermoor al Costanzi è la recita di venerdì 26 febbraio alle 20, con la compagnia di Jessica Pratt e Xabier Anduaga, in balconata prima fila o in un posto avanti di un palco laterale di secondo ordine. Si pagano prezzi da replica e si sente la Lucia per cui molti fanno il viaggio.

Ecco il ragionamento. La prima del 21 ha il fascino della serata inaugurale e i prezzi più alti, fino a 200 euro; l'ultima di domenica 28 alle 16.30 è comoda ma si esce con il pomeriggio già finito. Il venerdì sera tiene insieme cast principale, prezzo di replica e una Roma ancora animata all'uscita. Chi preferisce il pomeriggio scelga domenica 28; chi vuole scoprire la seconda compagnia, sabato 27 alle 18.

Sul posto: Lucia è un'opera di voci, e la scena della pazzia arriva limpida in balconata, che a una replica costa 65 euro in prima fila. Un posto avanti in un palco laterale di secondo ordine costa 80 euro e dà una vista ravvicinata. Con un budget stretto, la prima galleria a 25 euro: si vede da lontano, ma si sente tutto.

Ultima raccomandazione: arrivate con quaranta minuti di anticipo. A febbraio si arriva con cappotto e ombrello, e il guardaroba è obbligatorio. E ascoltate a casa, prima, la scena della pazzia in un'incisione storica: in sala la riconoscerete battuta per battuta.

Come arrivare al Teatro dell'Opera per Lucia di Lammermoor

Per Lucia di Lammermoor il mezzo più semplice è la metro A fino a Repubblica Teatro dell'Opera: dalla piazza il Costanzi è a pochi minuti a piedi, anche in una sera di pioggia di febbraio.

In metropolitana

La linea A ferma in piazza della Repubblica. Da Termini si prende la stessa linea per una fermata, oppure si cammina per una decina di minuti lungo via del Viminale.

In autobus

Le linee indicate dal teatro sono queste:

  • Via Nazionale: H, 40, 60, 64, 70, 71, 170, 116T.
  • Via Depretis: 70, 71.
  • Via Cavour: 16, 75, 84, 150 (festivo), 360, 590, 649, 714.
  • Stazione Termini: 16, 38, 75, 86, 90, 217, 310, 360, 649, 714.

In taxi

All'ingresso del teatro c'è un servizio taxi per il pubblico con il Radio Taxi 6645, e durante l'intervallo il personale di sala raccoglie le prenotazioni per il ritorno; il teatro indica anche lo 06 6696. Dopo le recite delle 20 è la soluzione che consiglio.

In auto

La zona fra via Nazionale, il Viminale e Termini è centrale e congestionata: meglio lasciare la macchina in un parcheggio di scambio lungo la linea A e proseguire in metro.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti sanno che Lucia di Lammermoor viene dal romanzo di Walter Scott. Pochi ricordano che Donizetti non fu il primo a metterlo in musica: prima della sua Lucia ci furono almeno cinque melodrammi sullo stesso soggetto, in soli sei anni.

Il romanzo, uscito nel 1819, fu pubblicato in italiano a Milano nel 1824 da Vincenzo Ferrario, nella traduzione di Gaetano Barbieri. Seguirono Le nozze di Lammermoor di Michele Carafa al Théâtre-Italien di Parigi nel 1829; La fidanzata di Lammermoor di Luigi Rieschi a Trieste nel 1831, con una protagonista chiamata Ida; un'opera danese di Ivar Frederick Bredal su libretto di Hans Christian Andersen nel 1832; Ida di Giuseppe Bornaccini a Venezia nel 1833; La fidanzata di Lammermoor di Alberto Mazzuccato a Padova nel 1834. Di quasi tutte la musica è perduta.

Il secondo fatto risaputo e poco citato riguarda i tenori. Secondo lo studioso William Ashbrook, Edgardo fu il primo ruolo in cui debuttò un tenore nel senso moderno del termine: Gilbert Duprez, il primo Edgardo, fu tra i primi a usare il registro di petto anche negli acuti, abbandonando il falsetto dei tenori contraltini. Chi ascolta Anduaga o Barbera nel finale sente, in un certo senso, la nascita della voce di tenore come la conosciamo.

Il Teatro Costanzi, la sala di Lucia di Lammermoor

Il Teatro Costanzi ha 1.560 posti fra platea, tre ordini di palchi, balconata e galleria, sotto la cupola affrescata da Annibale Brugnoli; all'inaugurazione, nel 1880, ne contava fino a 2.212.

Una cassa armonica

Domenico Costanzi affidò il progetto nel 1879 al milanese Achille Sfondrini, specialista di teatri, che pensò la sala a ferro di cavallo come una cassa armonica; il cantiere durò appena diciotto mesi. Per un'opera come Lucia, costruita sui pianissimi della protagonista e sul dialogo con uno strumento solista, la qualità acustica della sala è decisiva.

Palchi avanti e palchi dietro

Il listino distingue nei palchi i posti avanti e quelli dietro, con prezzi molto diversi: dal fondo di un palco laterale la scena si vede poco. In Lucia la regia di una coreografa rende la vista più importante del solito, e il posto dietro conviene solo a chi vuole soprattutto ascoltare.

Le altre sale della fondazione

La Fondazione Teatro dell'Opera gestisce anche il Teatro Nazionale di via del Viminale 51 e, d'estate, le Terme di Caracalla. Per la storia completa del teatro c'è la nostra scheda sul Teatro dell'Opera di Roma.

Regole di sala e abbigliamento per Lucia di Lammermoor

Al Teatro dell'Opera di Roma per la serata inaugurale e per le prime è gradito l'abito scuro: vale per la prima di Lucia, domenica 21 febbraio alle 19. Per le repliche il teatro non indica un codice preciso.

Guardaroba obbligatorio

Vanno lasciati in guardaroba ombrelli, cappelli, borse, caschi, macchine fotografiche e apparecchi di registrazione. In sala sono vietati telefoni, fotografie e registrazioni; si consuma solo nei bar del teatro e non si fuma in nessun ambiente.

Ritardi

A spettacolo iniziato non si entra in platea né nei posti numerati di balconata e galleria: chi arriva tardi aspetta nel foyer. Lucia si apre con un preludio cupo, scandito dai timpani come una marcia funebre, e subito dopo con il coro della caccia: perderlo significa perdere il tono di tutta l'opera.

Informazioni

Per gli oggetti smarriti il teatro indica lo 06 48160284; le regole complete sono nella pagina Informazioni generali del sito ufficiale.

La foto giusta da fare a Lucia di Lammermoor al Teatro dell'Opera di Roma — dal 21 al 28 febbraio 2027

In sala al Costanzi non si fotografa, nemmeno durante gli applausi: la foto giusta della vostra Lucia si fa fuori, in piazza Beniamino Gigli, prima di entrare, con la facciata illuminata e il foyer acceso alle spalle.

La piazza è quella su cui Marcello Piacentini spostò l'ingresso del teatro nella ristrutturazione seguita all'acquisto da parte del Comune, nel 1926. A fine febbraio fa buio presto: anche per la recita delle 18 si arriva con le luci accese, ed è il momento in cui l'ingresso rende di più. Porta il nome del tenore Beniamino Gigli, e fotografarsi lì prima di una serata di belcanto ha un senso preciso.

Il consiglio: fotografate le persone, non il palazzo. Gli amici arrivati per sentire Jessica Pratt, i ragazzi dell'anteprima del 20 febbraio, la coppia con il programma di sala in mano. L'edificio è in qualsiasi archivio; la vostra serata no.

La sala, con la cupola di Brugnoli e il grande lampadario di cristallo acceso per la prima volta nel 1928, si porta a casa con gli occhi. Chi vuole vederla con calma può prenotare una delle visite guidate organizzate dal teatro; e l'immagine ufficiale della produzione è sul sito della fondazione.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il Teatro Costanzi fu inaugurato il 27 novembre 1880 con Semiramide di Rossini, alla presenza di Umberto I e della regina Margherita, e ha preso il nome di Teatro dell'Opera di Roma nel 1946. In mezzo ci sono due prime assolute che hanno cambiato la storia dell'opera italiana.

Le date da ricordare

  • 1879: Domenico Costanzi commissiona il progetto ad Achille Sfondrini.
  • 27 novembre 1880: inaugurazione con Semiramide, dopo diciotto mesi di lavori.
  • 17 maggio 1890: prima assoluta di Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni.
  • 14 gennaio 1900: prima assoluta di Tosca di Giacomo Puccini.
  • 1907: la gestione passa all'impresario Walter Mocchi; dal 1912 la guida il soprano Emma Carelli.
  • 1926: il Comune di Roma acquista il teatro, che diventa Teatro Reale dell'Opera; ristrutturazione di Marcello Piacentini.
  • 27 febbraio 1928: seconda inaugurazione con Nerone di Arrigo Boito; si accende il lampadario di cristallo.
  • 1935: nasce il coro stabile, voluto da Tullio Serafin.
  • 1946: il nome diventa Teatro dell'Opera di Roma.
  • 1958: nuovo intervento di Piacentini in vista delle Olimpiadi del 1960.
  • Aprile 2015: in una Lucia di Lammermoor al Costanzi si prova la glassarmonica durante l'intervallo.
  • 21 febbraio 2027: prima della nuova Lucia di Karole Armitage.

C'è una coincidenza di calendario che vale la pena segnarsi: il 27 febbraio, giorno della seconda inaugurazione del 1928, cade quest'anno la penultima recita di Lucia. Il teatro che si definisce culla del verismo, quella sera, festeggia l'anniversario con il capolavoro del belcanto romantico che il verismo lo ha preceduto di mezzo secolo.

Chi è passato da Lucia di Lammermoor al Teatro dell'Opera di Roma — dal 21 al 28 febbraio 2027

Dal Teatro Costanzi sono passati Umberto I e la regina Margherita, presenti all'inaugurazione del 1880, e i musicisti che il teatro indica come quelli che ne hanno segnato il destino: Pietro Mascagni, Giacomo Puccini, Ottorino Respighi. Per Lucia, però, la lista che interessa comincia da una cantante di oggi.

Jessica Pratt al Teatro dell'Opera di Roma si è perfezionata, invitata da Gianluigi Gelmetti dopo la vittoria all'Australian Singing Competition del 2003, e qui ha cantato Linda di Chamounix nel 2016. Tornare al Costanzi con Lucia, il ruolo che ha interpretato più di cento volte, chiude un cerchio iniziato vent'anni fa a pochi passi da piazza della Repubblica.

Poi i nomi della storia della casa: Emma Carelli, soprano, che dal 1912 guidò l'Impresa Costanzi e portò a Roma La fanciulla del West, Turandot, Il trittico e i Ballets Russes di Djagilev; Walter Mocchi, l'impresario suo marito; Marcello Piacentini, che rimise mano all'edificio nel 1926 e nel 1958; Tullio Serafin, che nel 1935 volle il coro stabile. E i direttori ricordati dal teatro nelle storie della sua orchestra e del suo coro: Victor de Sabata, Gianandrea Gavazzeni, Herbert von Karajan, Carlo Maria Giulini, Karl Böhm, Zubin Mehta, Georg Solti, Riccardo Muti.

Fra questi c'è un filo che porta dritto a Lucia. Gianandrea Gavazzeni, uno di quei direttori, aveva scritto nel 1937 uno dei due libri che, insieme a quello di Guglielmo Barblan del 1948, spazzarono via le riserve della musicologia su Lucia e permisero di chiamarla senza imbarazzo capolavoro.

Intorno al Costanzi: cosa vedere prima di Lucia di Lammermoor

Il Costanzi si trova fra via Nazionale, via del Viminale e via Depretis, a pochi minuti da piazza della Repubblica e da Termini: un pomeriggio di febbraio fra musei e chiese, e la sera a teatro, si organizza tutto a piedi.

Piazza della Repubblica e le terme

Uscendo dalla metro si è in piazza della Repubblica, con la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri ricavata nelle Terme di Diocleziano. Verso Termini c'è Palazzo Massimo alle Terme, sede del Museo Nazionale Romano: a febbraio è tranquillo, e due ore di museo prima di una recita delle 20 sono il programma che propongo più volentieri.

Una chiesa per il barocco

Dall'altro lato della piazza si arriva in pochi minuti a Santa Maria della Vittoria. Una sosta breve, perfetta per riempire la mezz'ora prima dell'apertura delle porte.

Verso Monti e Santa Maria Maggiore

Scendendo per via Nazionale si arriva al rione Monti, con le sue strade strette e la vita serale; oltre via Cavour, la Basilica di Santa Maria Maggiore è a un quarto d'ora abbondante di cammino.

Dove mangiare prima e dopo Lucia di Lammermoor

Intorno al Teatro dell'Opera si mangia su via Nazionale, nelle strade del Viminale, verso Termini e soprattutto nel vicino rione Monti. In teatro si consuma solo ai bar interni, quindi la cena va pensata prima o dopo.

Prima dello spettacolo

Per la prima delle 19 e per il sabato delle 18 conviene un pranzo tardo e un aperitivo leggero, lasciando la cena al dopo. Per le recite delle 20 si cena presto, verso le 18.30, a pochi minuti dal teatro. Per la domenica delle 16.30 basta un vero pranzo della domenica e un caffè al bar del teatro.

Dopo lo spettacolo

Monti è la scelta naturale dopo le recite del pomeriggio: si scende a piedi da via Nazionale e si trovano osterie, enoteche e pizzerie. Dopo le recite delle 20 prenotate prima, perché a tarda sera molte cucine chiudono.

Il criterio

Non faccio nomi di locali: cambiano gestione più spesso delle regie. Evitate i menu tradotti in cinque lingue appesi alla porta nelle vie intorno a Termini e spingetevi qualche strada verso Monti.

Lucia di Lammermoor per giovani, ragazzi e persone con disabilità

Per Lucia di Lammermoor il Teatro dell'Opera ha previsto un'anteprima giovani sabato 20 febbraio alle 18, la sera prima del debutto.

Under 30

Il teatro propone ai ragazzi sotto i 30 anni la Carta Giovani Opera e un abbonamento dedicato; condizioni e validità per il 2026/27 sono nella sezione biglietteria del sito ufficiale.

Con i ragazzi

Il teatro non pubblica indicazioni di età. Lucia funziona dai tredici o quattordici anni: la storia è chiara, i personaggi netti, e la scena della pazzia impressiona. Raccontate la trama prima e fate ascoltare a casa il sestetto e «Spargi d'amaro pianto»: in sala la serata cambia faccia. La domenica delle 16.30 è l'orario più adatto.

Accessibilità

Per esigenze specifiche conviene contattare la biglietteria prima dell'acquisto, ai numeri 06 48160255 o 06 4817003 o all'indirizzo ufficio.biglietteria@operaroma.it. Chi ha difficoltà motorie eviti la galleria; il servizio taxi all'ingresso, prenotabile durante l'intervallo, è un aiuto concreto a fine serata.

Febbraio a Roma e la stagione intorno a Lucia di Lammermoor

Febbraio a Roma è uno dei mesi più tranquilli dell'anno per i musei e uno dei più pieni per i teatri. Al Costanzi Lucia arriva dopo il balletto sulla Terza Sinfonia di Mahler, dal 4 al 10 febbraio, e prima dei Due Foscari di Verdi, dal 13 al 21 marzo.

Il meteo

Le sere di fine febbraio sono fresche e spesso umide: cappotto e ombrello, che finiranno comunque in guardaroba.

Per chi segue la stagione

Chi ha visto a gennaio l'Andrea Chénier al Teatro dell'Opera trova in Lucia lo stesso listino e un mondo musicale opposto: dal verismo al belcanto romantico. Più avanti, a maggio, c'è Il barbiere di Siviglia con Cecilia Bartoli.

Domande frequenti su Lucia di Lammermoor al Costanzi

Quando va in scena Lucia di Lammermoor al Teatro dell'Opera di Roma?

Lucia di Lammermoor va in scena al Teatro Costanzi dal 21 al 28 febbraio 2027: domenica 21 alle 19, martedì 23, mercoledì 24, giovedì 25 e venerdì 26 alle 20, sabato 27 alle 18 e domenica 28 alle 16.30. Sabato 20 febbraio alle 18 c'è l'anteprima giovani.

Quanto costano i biglietti per Lucia di Lammermoor al Costanzi?

Per Lucia di Lammermoor il listino ufficiale del Teatro dell'Opera va da 26 a 200 euro alla prima e da 22 a 160 euro alle repliche, secondo il settore. La prima galleria costa 25 euro alle repliche, la balconata prima fila 65. I biglietti singoli sono in vendita dall'8 ottobre 2026.

Chi canta in Lucia di Lammermoor a Roma nel 2027?

Nella Lucia di Lammermoor del Costanzi il ruolo del titolo è di Jessica Pratt, con Gilda Fiume il 23, 25 e 27 febbraio. Edgardo è Xabier Anduaga, alternato con René Barbera; Enrico è Germán Enrique Alcántara, alternato con Bogdan Baciu; Raimondo è Michele Pertusi, alternato con Marko Mimica.

Chi dirige e chi firma la regia della nuova Lucia?

La nuova Lucia di Lammermoor del Teatro dell'Opera di Roma è diretta da Giacomo Sagripanti, con la regia della coreografa americana Karole Armitage, scene e costumi di Daniela Ciancio, luci di Valerio Tiberi. Il coro è preparato da Ciro Visco.

Lucia di Lammermoor ha i sovratitoli?

Sì, Lucia di Lammermoor al Costanzi è cantata in italiano con sovratitoli in italiano e in inglese. È un aiuto utile anche per chi conosce l'opera, perché permette di seguire il testo di Cammarano nelle scene d'insieme.

Come si arriva al Teatro Costanzi?

Il Teatro Costanzi si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, a pochi minuti a piedi, oppure con i bus di via Nazionale (H, 40, 60, 64, 70, 71, 170) e di via Depretis (70, 71). All'uscita c'è un servizio taxi prenotabile durante l'intervallo.

Serve l'abito elegante per Lucia di Lammermoor?

Per la prima di Lucia di Lammermoor, domenica 21 febbraio, il Teatro dell'Opera indica come gradito l'abito scuro, come per tutte le prime. Per le repliche non c'è un codice preciso: un abbigliamento ordinato va bene. Borse e ombrelli vanno lasciati in guardaroba.

Lucia di Lammermoor è adatta ai ragazzi?

Lucia di Lammermoor è adatta ai ragazzi dai tredici o quattordici anni in su: la trama è chiara e la musica immediata. Per gli under 30 il Teatro dell'Opera prevede l'anteprima giovani del 20 febbraio e la Carta Giovani Opera.

In chiusura

A chi ama l'opera vale sempre lo stesso consiglio: se nella vostra vita sentite una sola opera di Donizetti a teatro, sia Lucia, e se possibile con una grande Lucia. A febbraio 2027 al Costanzi le condizioni ci sono tutte. Comprate presto, scegliete la compagnia prima della data, e dopo la pazzia restate seduti: l'opera finisce con Edgardo.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento21 Febbraio 2027 19:00 — 28 Febbraio 2027
IndirizzoTeatro Costanzi, Piazza Beniamino Gigli 7, 00184 Roma Esquilino, Roma, Roma Città

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