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I due Foscari al Teatro dell’Opera di Roma — dal 13 al 21 marzo 2027

I due Foscari di Giuseppe Verdi torna al Teatro Costanzi, sede del Teatro dell'Opera di Roma in piazza Beniamino Gigli 7 (00184 Roma), dal 13 al 21 marzo 2027, nello storico allestimento di Pier Luigi Pizzi, con Riccardo Frizza sul podio e Nicola Alaimo nel ruolo del doge Francesco Foscari. La prima è sabato 13 marzo alle 20 (turno A); le repliche sono domenica 14 alle 16.30, martedì 16 alle 20 (turno B), mercoledì 17 alle 20, venerdì 19 alle 20 (turno C), sabato 20 alle 18 (turno D) e domenica 21 alle 16.30 (turno E); venerdì 12 marzo alle 19 c'è l'anteprima giovani. Il teatro si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, a pochi minuti a piedi. I biglietti dei singoli spettacoli della stagione 2026/2027 sono in vendita dall'8 ottobre 2026 alla biglietteria del teatro e sul sito ufficiale; i prezzi sono pubblicati nella pagina Prezzi del Teatro dell'Opera. Lo spettacolo ha sovratitoli in italiano e inglese.

I due Foscari al Costanzi in breve: date, orari, turni e cast

Sette recite in nove giorni, più un'anteprima riservata ai giovani: I due Foscari è il titolo verdiano di marzo della stagione 2026/2027, che il teatro ha intitolato «il dolce suono mi colpì», un verso di Lucia di Lammermoor. È una ripresa, non una nuova produzione, e il teatro la presenta come un omaggio a Pier Luigi Pizzi, regista profondamente legato alla casa.

Il calendario delle recite

  • Venerdì 12 marzo 2027, ore 19: anteprima giovani.
  • Sabato 13 marzo, ore 20: prima rappresentazione, turno A.
  • Domenica 14 marzo, ore 16.30.
  • Martedì 16 marzo, ore 20: turno B.
  • Mercoledì 17 marzo, ore 20.
  • Venerdì 19 marzo, ore 20: turno C.
  • Sabato 20 marzo, ore 18: turno D.
  • Domenica 21 marzo, ore 16.30: turno E.

Chi dirige e chi firma lo spettacolo

Direttore Riccardo Frizza; regia, scene e costumi di Pier Luigi Pizzi; maestro del coro Ciro Visco. In scena l'Orchestra e il Coro del Teatro dell'Opera di Roma, in una produzione del teatro stesso.

La compagnia di canto

Francesco Foscari è Nicola Alaimo, al debutto nel ruolo, che si alterna con Lucas Meachem il 14, il 17 e il 20 marzo. Jacopo Foscari è Kang Wang, con Giorgio Berrugi nelle stesse tre date. Lucrezia Contarini è Marta Torbidoni, con Marigona Qerkezi il 14, 17 e 20. Completano il cast Marko Mimica (Jacopo Loredano), Paolo Antognetti (Barbarigo) e Carlotta Vichi (Pisana). Chi vuole il primo cast sceglie la prima o le recite del 16, 19 e 21; chi vuole il secondo, le tre recite indicate.

I due Foscari, l'opera che Verdi fece debuttare a Roma

I due Foscari è una tragedia lirica in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, tratta dal dramma in versi The Two Foscari di Lord Byron del 1821, e andò in scena per la prima volta al Teatro Argentina di Roma il 3 novembre 1844. È quindi un'opera nata a Roma, e ogni sua ripresa in città ha il sapore di un ritorno a casa.

La storia

L'azione si svolge a Venezia nel 1457. Jacopo Foscari, figlio del doge, rientrato illegalmente dall'esilio, è accusato dell'omicidio di due parenti di Jacopo Loredano, membro del Consiglio dei Dieci e suo accusatore. Il Consiglio lo condanna a un nuovo esilio a Creta; la moglie Lucrezia Contarini implora il suocero di intervenire, ma il vecchio doge, schiacciato fra l'amore paterno e la legge della Repubblica, non può nulla. Nel terzo atto, mentre San Marco si riempie di gente per la regata, Jacopo parte e muore di dolore; arriva la confessione del vero colpevole, troppo tardi. Il Consiglio chiede al doge di abdicare: Francesco depone le insegne e muore mentre le campane annunciano il suo successore.

Un Verdi giovane e cupo

È un'opera di anni in cui Verdi scriveva a ritmo serrato, e che ha un colore tutto suo: notturno, chiuso, dominato dal potere impersonale del Consiglio dei Dieci. I numeri musicali sono quelli della convenzione, arie, cabalette, terzetti, un sestetto nel finale del secondo atto, ma la tinta è unitaria e scura. Il personaggio del doge, vecchio e impotente, anticipa figure che Verdi approfondirà più tardi. Chi conosce soltanto il Verdi di Traviata e Rigoletto scopre qui un compositore più essenziale, quasi rude, e proprio per questo sorprendente.

Le pagine da aspettare

Fra i momenti più noti ci sono l'aria di Jacopo «Dal più remoto esiglio» nel primo atto, la romanza del doge «O vecchio cor, che batti», la scena del carcere del secondo atto con la visione del conte di Carmagnola, la barcarola «Tace il vento, è queta l'onda» all'inizio del terzo e l'aria finale del doge «Questa è dunque l'iniqua mercede». Tre voci protagoniste, baritono, tenore e soprano, e un coro che è quasi un quarto personaggio.

Le prime interpreti e le versioni

Alla prima del 1844 cantarono Achille De Bassini (Francesco), Jacopo Roppa (Jacopo) e Marianna Barbieri-Nini (Lucrezia); Verdi sedeva al cembalo per le prime tre recite, poi sostituito da Pietro Romani. L'opera circolò subito in più versioni: la seconda debuttò al Teatro Rossini di Livorno il 26 dicembre 1844, poi arrivarono Napoli, Parma, Bergamo, Torino, Bologna, Lisbona, Parigi, la Fenice di Venezia nel 1847 e Londra lo stesso anno.

Pier Luigi Pizzi, regista, scenografo e costumista dei Due Foscari

Pier Luigi Pizzi, nato a Milano il 15 giugno 1930, è regista, scenografo e costumista, e firma tutte e tre le funzioni in questo allestimento dei Due Foscari, realizzato al Costanzi nel 2001 e ripensato per la ripresa del 2027. Il teatro lo definisce una figura unica nella storia dello spettacolo italiano, che ha contribuito a definire l'immaginario visivo dell'opera europea dalla seconda metà del Novecento a oggi.

Dallo studio di architettura alle scene

Dopo aver frequentato architettura al Politecnico di Milano, Pizzi comincia nel 1951 come scenografo e costumista. Nel 1952 disegna la sua prima opera lirica, un Don Giovanni al Teatro Comunale di Genova; dal 1955 lega il suo nome alla compagnia De Lullo, Falk, Guarnieri, Valli. Negli anni Sessanta lavora alla Scala con Giorgio De Lullo, per Il trovatore, La Cenerentola, Lucia di Lammermoor, e a lungo al Maggio Musicale Fiorentino, dove firma anche un Orfeo ed Euridice, un Nabucco e un Trovatore con la regia di Luca Ronconi e la direzione di Riccardo Muti.

Il passaggio alla regia

Nel 1977 esordisce come regista con Don Giovanni al Teatro Regio di Torino. Nel 1978 l'Orlando furioso di Vivaldi al Filarmonico di Verona apre in epoca moderna un nuovo interesse internazionale per le opere del compositore veneziano. Negli anni Ottanta diventa uno dei protagonisti della rinascita del belcanto e del barocco, con Semiramide, Tancredi, Ariodante, Les Indes galantes e molti titoli rossiniani al Rossini Opera Festival, ad Aix-en-Provence e a Reggio Emilia. Rodolfo Celletti scrisse nel 1983 che l'opera barocca e Rossini avevano finalmente un loro regista.

Le grandi inaugurazioni

Pizzi ha inaugurato il Wortham Center di Houston con Aida nel 1987 e l'Opéra Bastille di Parigi con Les Troyens di Berlioz nel 1990; ha aperto la stagione della Scala nel dicembre 2004 con Europa riconosciuta di Salieri. È stato direttore artistico dello Sferisterio Opera Festival di Macerata dal 2006 al 2011. Ha vinto più volte il Premio Abbiati della critica musicale, è Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica e Ufficiale della Legion d'onore; nel 2026 ha ricevuto il Premio Piccinni. Il 1° aprile 2025, alla soglia dei 95 anni, firmava ancora la regia di Anna Bolena alla Fenice. A Roma, fra l'altro, ha messo in scena Semiramide.

Riccardo Frizza, Nicola Alaimo e la compagnia di canto

Il comunicato di stagione del Teatro dell'Opera annuncia che Nicola Alaimo debutta nel ruolo di Francesco Foscari, affiancato da Marta Torbidoni come Lucrezia Contarini e da Kang Wang come Jacopo Foscari, con la direzione musicale di Riccardo Frizza. Per un'opera costruita su tre voci, la scelta del cast pesa più della scena.

Il doge di Nicola Alaimo

Il teatro inserisce Alaimo fra le grandi voci della stagione, accanto a nomi come Sonya Yoncheva, Ludovic Tézier e Francesco Meli. Il ruolo del doge è uno dei grandi ruoli verdiani per baritono: richiede autorità, legato e una capacità di raccontare la vecchiaia e l'impotenza senza perdere nobiltà. Un debutto in un ruolo del genere, al Costanzi, è un evento per chi segue le voci.

Il doppio cast

Il 14, il 17 e il 20 marzo cantano Lucas Meachem, Giorgio Berrugi e Marigona Qerkezi. Chi può permettersi due serate ha l'occasione rara di ascoltare lo stesso allestimento con due compagnie diverse, un esercizio che insegna più di qualsiasi guida all'ascolto.

Il direttore

Riccardo Frizza figura fra i direttori ospiti della stagione 2026/2027, accanto a Juraj Valčuha, Nicola Luisotti, Daniel Oren e Giacomo Sagripanti. In un'opera come I due Foscari il podio decide il colore complessivo: la tinta scura della partitura va sostenuta senza appesantirla.

Una curiosità su I due Foscari al Teatro dell'Opera di Roma — dal 13 al 21 marzo 2027

I due Foscari è nato a Roma, al Teatro Argentina, il 3 novembre 1844, e Verdi in persona sedeva al cembalo per le prime tre recite: il Costanzi, che nel 1844 non esisteva ancora, ne custodisce oggi la memoria cittadina. Fra la prima assoluta e questa ripresa passano 183 anni e poco più di un chilometro e mezzo, la distanza fra largo Argentina e piazza Beniamino Gigli.

La seconda curiosità riguarda il Costanzi stesso. L'opera vi è stata data nel 1968, secondo la cronologia delle riprese, nella terza versione, con Bruno Bartoletti sul podio e Luisa Maragliano, Renato Cioni e Mario Zanasi in scena. Poi, nel 2001, arrivò l'allestimento di Pizzi che il teatro riprende oggi. Sono i due passaggi che le cronologie ricordano in oltre mezzo secolo: per un'opera nata a Roma è poco, e dice molto di quanto a lungo I due Foscari sia rimasto ai margini del repertorio.

Terza curiosità, per chi ama la pittura: lo stesso soggetto ispirò a Francesco Hayez L'ultimo abboccamento di Jacopo Foscari con suo padre, il doge Francesco Foscari, dipinto nel 1840, quattro anni prima dell'opera e oggi alle Gallerie d'Italia di Milano. Byron, Hayez, Verdi: nell'Ottocento la tragedia dei Foscari era un tema romantico per eccellenza, il padre costretto dalla ragion di Stato a sacrificare il figlio.

Infine, un dettaglio da addetti: nella stessa settimana, il 18 marzo, il Costanzi ospita l'Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori, con la Prima Sinfonia di Beethoven e due concerti inediti di Ranieri Nanni in prima esecuzione moderna. Chi resta a Roma qualche giorno ha, nello stesso teatro, Verdi giovane e Beethoven giovane a distanza di ventiquattr'ore.

Il Teatro Costanzi: la sala dei Due Foscari

Il Teatro Costanzi ha oggi 1.560 posti fra platea, tre ordini di palchi, balconata e galleria, sotto una cupola affrescata da Annibale Brugnoli; alla nascita, nel 1880, ne poteva accogliere 2.212. Lo progettò l'architetto milanese Achille Sfondrini su commissione del costruttore Domenico Costanzi, e il cantiere durò appena diciotto mesi.

Una sala pensata per il suono

Sfondrini, specialista di teatri, mise l'acustica al primo posto: la sala a ferro di cavallo fu concepita come una cassa armonica. Per un'opera come I due Foscari, dove il coro e l'orchestra costruiscono l'atmosfera cupa del Consiglio dei Dieci, la risonanza della sala fa una parte del lavoro.

Scegliere il posto

La platea si divide in poltronissime e poltrone; i palchi sono di platea, di primo, secondo e terzo ordine, centrali e laterali, con posti avanti e posti dietro; sopra ci sono balconata e galleria. Dal fondo di un palco laterale la visuale sul palcoscenico si riduce molto. Per un allestimento di Pizzi, in cui scena, costumi e luci sono firmati dalla stessa mano e l'immagine complessiva conta, consiglio un posto frontale, anche in alto: la balconata centrale restituisce il quadro intero meglio di un palco laterale vicino al palco.

Le altre sale

La fondazione gestisce anche il Teatro Nazionale di via del Viminale 51 e, d'estate, le Terme di Caracalla; nella stagione 2026/2027 torna anche al Teatro Valle, dove La Cenerentola chiude il cartellone operistico. La scheda completa del teatro è quella del Teatro dell'Opera di Roma.

Una cosa che non ti dice nessuno su I due Foscari al Teatro dell'Opera di Roma — dal 13 al 21 marzo 2027

Quello che quasi nessuno dice è che i biglietti dei singoli spettacoli della stagione 2026/2027 del Teatro dell'Opera sono in vendita soltanto dall'8 ottobre 2026: prima di quella data I due Foscari si può vedere solo con un abbonamento. Gli abbonamenti Gran Teatro sono stati sottoscrivibili fino al 26 settembre; le altre formule si aprono dal 1° ottobre.

Il dettaglio conta perché le recite in turno, contrassegnate dalle lettere A, B, C, D ed E, sono quelle degli abbonati: una parte dei posti migliori è già assegnata prima che la vendita libera cominci. Le recite fuori turno, domenica 14 e mercoledì 17 marzo, sono quelle in cui chi compra il biglietto singolo ha in genere più scelta. Coincidono, per di più, con due delle date del secondo cast: chi vuole Meachem, Berrugi e Qerkezi e un posto centrale sa dove puntare.

Seconda cosa da sapere: al Costanzi a spettacolo iniziato non si entra in platea né nei posti numerati di balconata e galleria, e chi arriva tardi aspetta nel foyer. I due Foscari si apre con un breve preludio e con il coro dei membri del Consiglio, «Silenzio... Mistero...»: è l'introduzione che fissa il tono dell'intera opera, e perderla significa entrare a metà di un'atmosfera. Terza: il guardaroba è obbligatorio per ombrelli, borse, cappelli e macchine fotografiche. Nelle sere di pioggia di marzo, la coda al guardaroba è il vero collo di bottiglia della serata.

Biglietti per I due Foscari: dove e come

I biglietti per I due Foscari si acquistano dall'8 ottobre 2026 alla biglietteria del Teatro dell'Opera, in piazza Beniamino Gigli 1, e sul sito ufficiale del teatro, sezione Biglietteria; i prezzi per settore sono nella pagina Prezzi del sito. Il teatro invita a rivolgersi solo ai canali autorizzati dalla fondazione.

Lo sportello

La biglietteria di piazza Beniamino Gigli 1 è aperta dal lunedì al sabato dalle 10 alle 18 e la domenica dalle 9 alle 13.30, chiusa nei giorni festivi. Per lo spettacolo del giorno vende da un'ora prima fino a quindici minuti dopo l'inizio. Si paga in contanti, con carte e bancomat; sono accettate la Carta del Docente e la Carta della Cultura.

Riduzioni

Per alcune serate, a discrezione del teatro, è prevista una riduzione last minute sui biglietti venduti nell'ora che precede lo spettacolo, esclusi balconata e galleria. Per i ragazzi c'è l'anteprima giovani del 12 marzo e la Carta Giovani Opera, le cui condizioni per la nuova stagione vanno controllate sul sito del teatro.

Informazioni

Per esigenze particolari o per gruppi, la biglietteria risponde ai numeri 06 48160255 e 06 4817003 e all'indirizzo ufficio.biglietteria@operaroma.it.

Il consiglio che ti do per visitare I due Foscari al Teatro dell'Opera di Roma — dal 13 al 21 marzo 2027

Il consiglio che do a chi va ai Due Foscari è leggersi la trama e ascoltare almeno la romanza del doge «O vecchio cor, che batti» prima di entrare: è un'opera poco rappresentata, e chi arriva preparato ne coglie la tensione fin dal primo coro. Con i sovratitoli in italiano e in inglese il testo si segue comunque, ma conoscere la vicenda permette di guardare la scena invece del pannello luminoso.

Secondo consiglio: scegliete la recita in base al cast e al vostro ritmo. La prima di sabato 13 è la serata di gala, con l'abito scuro gradito dal teatro; le domeniche alle 16.30 sono perfette per chi viene da fuori Roma e vuole ripartire la sera; il sabato 20 alle 18 lascia il tempo per una cena dopo lo spettacolo. Chi è curioso ascolti entrambi i cast: il 13 e il 14, due giorni di fila, bastano.

Terzo consiglio: arrivate in sala qualche minuto prima che le luci si abbassino e guardate il lampadario acceso. Poi, durante lo spettacolo, concentratevi sul coro. In quest'opera il Consiglio dei Dieci non ha un volto singolo, è una massa che giudica, e la resa scenica di quella massa è il banco di prova di ogni allestimento. Pizzi, uomo di immagini prima che di parole, lo sa meglio di chiunque.

Ultimo consiglio: prenotate il taxi durante l'intervallo. Il personale di sala lo fa per voi, ed evita la caccia all'auto in piazza a fine recita.

Come arrivare al Teatro dell'Opera per I due Foscari

Il Teatro Costanzi si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, in piazza della Repubblica, a pochi minuti a piedi da piazza Beniamino Gigli. È il modo più semplice, e nelle sere di pioggia il più asciutto.

In autobus

Il teatro indica le linee di via Nazionale (H, 40, 60, 64, 70, 71, 170, 116T), di via Depretis (70, 71), di via Cavour (16, 75, 84, 150 festivo, 360, 590, 649, 714) e della stazione Termini (16, 38, 75, 86, 90, 217, 310, 360, 649, 714). Via Nazionale e via Depretis corrono ai due lati del teatro.

Da Termini

Dalla stazione Termini si arriva a piedi in una decina di minuti, oppure con una fermata di metro A fino a Repubblica. Per chi viene in treno da fuori Roma per la domenica pomeriggio è la soluzione più comoda.

In taxi e in auto

All'ingresso del teatro è previsto un servizio taxi con il Radio Taxi 6645, e durante gli intervalli il personale raccoglie le prenotazioni per il ritorno. L'auto la sconsiglio: la zona fra via Nazionale, il Viminale e Termini è trafficata, e il teatro non indica parcheggi propri.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che al Teatro Costanzi debuttarono Cavalleria rusticana il 17 maggio 1890 e Tosca il 14 gennaio 1900; è molto meno citato che, per i suoi primi quarantasei anni, fu un teatro privato che lo Stato aveva rifiutato di rilevare. Chi entra per I due Foscari siede in una sala nata da un'iniziativa privata e diventata pubblica solo nel 1926.

Domenico Costanzi lo inaugurò il 27 novembre 1880 con Semiramide di Rossini, alla presenza di Umberto I e della regina Margherita, e ne tenne la gestione con i propri mezzi. Furono lui e poi il figlio Enrico a portare in scena le prime di Mascagni e Puccini. Dal 1907 il teatro passò all'impresario Walter Mocchi e dal 1912 alla moglie, il soprano Emma Carelli, che per quattordici anni vi portò La fanciulla del West, Il trittico, Turandot, Parsifal e i Ballets Russes di Djagilev.

Solo nel 1926 il Comune di Roma lo acquistò e lo ribattezzò Teatro Reale dell'Opera; l'architetto Marcello Piacentini spostò l'ingresso sulla piazza oggi intitolata a Beniamino Gigli. Nel 1946 prese il nome attuale.

Il parallelo con I due Foscari è quasi ironico. L'opera racconta una Repubblica che sacrifica tutto, perfino il figlio del suo capo, all'istituzione; la sala che la ospita è nata invece dalla tenacia di privati che si sostituirono alle istituzioni. Saperlo nell'intervallo fa guardare il sipario con occhi diversi.

Regole di sala e abbigliamento per I due Foscari

Al Teatro dell'Opera di Roma alla serata inaugurale e alle prime rappresentazioni è gradito l'abito scuro: per I due Foscari vale per la prima di sabato 13 marzo. Nelle repliche il teatro non indica un codice di abbigliamento.

Telefoni, foto e guardaroba

In sala sono vietati i telefoni cellulari, le fotografie con o senza flash e qualsiasi registrazione. Ombrelli, cappelli, borse, caschi e macchine fotografiche vanno lasciati al guardaroba. Le consumazioni sono ammesse solo nei bar del teatro.

Ritardi

A spettacolo iniziato non si accede alla platea né ai posti numerati di balconata e galleria; chi arriva tardi aspetta nel foyer di platea. Per le recite delle 16.30 della domenica, con il traffico del centro, calcolate un margine ampio.

La foto giusta da fare a I due Foscari al Teatro dell'Opera di Roma — dal 13 al 21 marzo 2027

Al Costanzi non si fotografa in sala, con o senza flash: la foto giusta dei vostri Due Foscari si fa in piazza Beniamino Gigli, davanti all'ingresso, prima di entrare. È la regola del teatro, e vale anche durante gli applausi.

La piazza è quella su cui Piacentini spostò l'ingresso dopo il 1926, per dare spazio al pubblico che si affollava sotto i portici nelle sere di spettacolo. A metà marzo, per le recite delle 20, si arriva con il buio e la facciata illuminata rende al meglio; per le domeniche delle 16.30 c'è ancora luce piena, e la foto di gruppo viene nitida anche con il telefono.

Il consiglio di chi ne ha viste tante: fotografate le persone, non l'edificio. Una coppia davanti all'ingresso con il programma di sala, un gruppo di amici prima della prima, un ragazzo all'anteprima giovani del 12 marzo. L'edificio lo trovate in ogni archivio; la vostra serata no.

La sala, con la cupola di Brugnoli e il grande lampadario di cristallo acceso per la prima volta nel 1928, resta un'immagine da portarsi a casa con gli occhi. Chi vuole vederla con calma può prenotare una delle visite guidate del teatro. E per un ricordo dello spettacolo c'è l'immagine ufficiale dei Due Foscari pubblicata dal teatro, la stessa della locandina.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il Teatro Costanzi è stato inaugurato il 27 novembre 1880 con Semiramide di Rossini e ha preso il nome di Teatro dell'Opera di Roma nel 1946; fra le due date, due prime assolute che hanno fatto la storia dell'opera. A queste si aggiungono i passaggi dei Due Foscari, che legano il titolo di marzo alla storia della casa.

  • 3 novembre 1844: prima assoluta dei Due Foscari al Teatro Argentina, a Roma.
  • 27 novembre 1880: inaugurazione del Costanzi con Semiramide, alla presenza di Umberto I e della regina Margherita.
  • 17 maggio 1890: prima assoluta di Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni.
  • 14 gennaio 1900: prima assoluta di Tosca di Giacomo Puccini.
  • 1912: il soprano Emma Carelli prende la guida dell'Impresa Costanzi.
  • 1926: il Comune acquista il teatro, che diventa Teatro Reale dell'Opera; ristrutturazione di Marcello Piacentini.
  • 27 febbraio 1928: seconda inaugurazione con Nerone di Arrigo Boito e accensione del grande lampadario.
  • 1935: nasce il Coro stabile per volontà di Tullio Serafin.
  • 1946: il teatro assume il nome di Teatro dell'Opera di Roma.
  • 1958: nuovo intervento di Piacentini in vista delle Olimpiadi del 1960.
  • 1968: I due Foscari al Teatro dell'Opera, diretti da Bruno Bartoletti.
  • 2001: debutta al Costanzi l'allestimento dei Due Foscari di Pier Luigi Pizzi.
  • 13 marzo 2027: la ripresa, ripensata da Pizzi, con Frizza e Alaimo.

La sequenza racconta una casa che si definisce culla dell'opera verista, ma che ha sempre avuto con Verdi un rapporto speciale. I due Foscari, nato a Roma e ripreso al Costanzi a intervalli di decenni, è uno dei fili che legano la città al compositore.

Orchestra e Coro, protagonisti del Consiglio dei Dieci

Il Coro del Teatro dell'Opera di Roma, nato nel 1935 per volontà di Tullio Serafin, è dal novembre 2022 guidato da Ciro Visco, che lo prepara anche per I due Foscari. In quest'opera il coro incarna il Consiglio dei Dieci e la Giunta, le dame veneziane e il popolo in festa per la regata: è in scena quasi sempre.

Il coro

Nella sua storia il coro ha lavorato con Karajan, Böhm, Giulini, Mehta, Prêtre, Solti e a lungo con Riccardo Muti, in un ciclo verdiano che comprese Otello, Nabucco, Macbeth e Attila. È un complesso abituato al Verdi degli anni giovanili, quello dei grandi cori civili, e I due Foscari ne è un esempio.

L'orchestra

L'orchestra è diventata stabile solo alla fine degli anni Quaranta, dopo decenni di gestioni impresariali; nel 1935 l'organico fu fissato in 143 elementi. Ha lavorato con de Sabata, Gavazzeni, Karajan, Giulini, Sinopoli, Rostropovich, Muti e Gatti; dal 2022 il direttore musicale è Michele Mariotti. Fra i professori della banda inseriti nel 1935 c'era Pietro Sordi, basso tuba, padre di Alberto Sordi.

Chi è passato da I due Foscari al Teatro dell'Opera di Roma — dal 13 al 21 marzo 2027

Dal Teatro Costanzi sono passati re Umberto I e la regina Margherita all'inaugurazione del 1880, e poi Pietro Mascagni, Giacomo Puccini e Ottorino Respighi, che il teatro indica come i musicisti che ne hanno segnato il destino. Per I due Foscari la lista ha nomi propri.

Nel 1968 sul podio dei Due Foscari al Teatro dell'Opera c'era Bruno Bartoletti, con Luisa Maragliano, Renato Cioni e Mario Zanasi; quattro anni dopo lo stesso Bartoletti avrebbe diretto l'opera a Chicago con Katia Ricciarelli e Piero Cappuccilli. Nel 2001 Pier Luigi Pizzi vi ha messo in scena lo spettacolo che oggi torna, e ora ritorna lui stesso, a quasi 97 anni, per ripensarlo.

La storia del teatro aggiunge altri passaggi: Emma Carelli e Walter Mocchi alla guida dell'impresa; Marcello Piacentini con le sue due ristrutturazioni; Tullio Serafin, padre del coro stabile. E i direttori: Victor de Sabata, Gianandrea Gavazzeni, Herbert von Karajan, Carlo Maria Giulini, Karl Böhm, Zubin Mehta, Georg Solti, Giuseppe Sinopoli, Riccardo Muti, Daniele Gatti. Nella stessa stagione dei Due Foscari passano sul palco del Costanzi Anna Netrebko, per la prima volta in Italia nel Castello del principe Barbablù, e Cecilia Bartoli, che il 27 maggio 2027 festeggia quarant'anni di carriera proprio nel teatro dove debuttò.

Nel 1844, infine, a Roma c'era Verdi in persona, al cembalo dell'Argentina per le prime tre recite. È il nome che conta di più, anche se in questa sala non ha mai messo piede per quest'opera: il Costanzi sarebbe nato solo trentasei anni dopo.

Intorno al Costanzi: Repubblica, Viminale e Monti

Il Teatro Costanzi si trova fra via Nazionale, via del Viminale e via Depretis, a pochi minuti da piazza della Repubblica e dalla stazione Termini. È una zona di passaggio, ma chi arriva con un'ora di anticipo ha a portata di mano la Roma antica e quella umbertina.

Piazza della Repubblica e le Terme

Dalla metro si esce in piazza della Repubblica, con i resti delle Terme di Diocleziano. Verso Termini c'è Palazzo Massimo alle Terme, sede del Museo Nazionale Romano: chi ha un pomeriggio libero prima di una recita serale combina museo e opera senza prendere mezzi.

Verso Monti e Santa Maria Maggiore

Scendendo per via Nazionale si arriva al rione Monti, con la sua vita serale; oltre via Cavour, la basilica di Santa Maria Maggiore è a un quarto d'ora a piedi.

Largo Argentina, dove nacque l'opera

Per chi vuole chiudere il cerchio, il Teatro Argentina, dove I due Foscari debuttò nel 1844, si affaccia su largo Argentina, raggiungibile a piedi scendendo per via Nazionale e piazza Venezia. Una passeggiata il giorno prima o il giorno dopo la recita per vedere la facciata del teatro in cui Verdi presentò l'opera è il miglior complemento possibile alla serata.

Dove mangiare prima e dopo I due Foscari

Intorno al Teatro dell'Opera l'offerta si concentra su via Nazionale, via del Viminale, le strade verso Termini e il rione Monti. In teatro le consumazioni sono ammesse solo nei bar interni, quindi la cena va organizzata prima o dopo.

Per le recite delle 20

Si può cenare presto, verso le 18.30, in una trattoria dalle parti di via Nazionale o del Viminale: il teatro è a pochi minuti e si arriva senza correre. Dopo lo spettacolo molte cucine chiudono: se volete mangiare dopo, prenotate.

Per le domeniche delle 16.30 e il sabato delle 18

Pranzo tardo prima, cena dopo: il rione Monti, a piedi da via Nazionale, offre osterie, enoteche e pizzerie. Evitate i locali con il menu in cinque lingue sulla porta vicino a Termini e spingetevi di qualche strada verso Monti: a parità di prezzo, la differenza si sente.

I due Foscari per giovani, studenti e famiglie

Per I due Foscari il Teatro dell'Opera ha previsto un'anteprima giovani venerdì 12 marzo 2027 alle 19. È l'occasione migliore per un primo incontro con il Verdi meno noto.

È un'opera per ragazzi dai quattordici anni in su, che abbiano già visto almeno un titolo più popolare. La vicenda è cupa e politica, senza storie d'amore leggere; in compenso è breve e compatta, e i sovratitoli in italiano aiutano. Raccontate la trama prima, partendo dall'idea del padre che, come capo dello Stato, non può salvare il figlio: è un conflitto che un adolescente capisce subito. La domenica pomeriggio è la scelta più comoda per le famiglie.

Accessibilità al Teatro Costanzi

Per il Teatro Costanzi il teatro indica un percorso di visita accessibile a persone con difficoltà di deambulazione, con l'eccezione di alcuni punti come il Palco Reale e la galleria; per gli spettacoli, la pagina dei Due Foscari non riporta indicazioni specifiche. Il consiglio è contattare la biglietteria prima dell'acquisto, ai numeri 06 48160255 o 06 4817003 o all'indirizzo ufficio.biglietteria@operaroma.it, spiegando le proprie esigenze. Chi ha difficoltà motorie eviti la galleria. La metro A di Repubblica e il servizio taxi all'ingresso, con prenotazione durante gli intervalli, aiutano a fine serata.

Domande frequenti su I due Foscari al Costanzi

Quando va in scena I due Foscari al Teatro dell'Opera di Roma?

I due Foscari va in scena al Teatro Costanzi dal 13 al 21 marzo 2027: prima sabato 13 alle 20, repliche il 14 alle 16.30, il 16, 17 e 19 alle 20, il 20 alle 18 e il 21 alle 16.30. Venerdì 12 marzo alle 19 c'è l'anteprima giovani.

Chi canta nei Due Foscari al Costanzi?

Nei Due Foscari al Costanzi Nicola Alaimo è Francesco Foscari, Kang Wang è Jacopo e Marta Torbidoni è Lucrezia Contarini; il 14, 17 e 20 marzo si alternano Lucas Meachem, Giorgio Berrugi e Marigona Qerkezi. Completano il cast Marko Mimica, Paolo Antognetti e Carlotta Vichi. Dirige Riccardo Frizza.

Chi firma la regia dei Due Foscari?

La regia dei Due Foscari al Teatro dell'Opera di Roma è di Pier Luigi Pizzi, che firma anche scene e costumi. È la ripresa del suo allestimento realizzato al Costanzi nel 2001, ripensato per il 2027 come omaggio del teatro a un regista legato da lungo tempo alla casa.

Quando si comprano i biglietti per I due Foscari?

I biglietti dei singoli spettacoli della stagione 2026/2027 del Teatro dell'Opera, compresi I due Foscari, sono in vendita dall'8 ottobre 2026, alla biglietteria di piazza Beniamino Gigli 1 e sul sito ufficiale del teatro. I prezzi sono nella pagina Prezzi del sito.

Dove è nata l'opera I due Foscari?

I due Foscari di Verdi è nata a Roma: la prima assoluta si tenne al Teatro Argentina il 3 novembre 1844, con Verdi al cembalo per le prime tre recite. Il libretto è di Francesco Maria Piave, dal dramma di Lord Byron The Two Foscari del 1821.

I due Foscari ha i sovratitoli?

Sì, I due Foscari al Teatro Costanzi è rappresentato con sovratitoli in italiano e in inglese, come indicato dalla pagina ufficiale dello spettacolo. Il testo si segue quindi anche senza conoscere il libretto, e il pubblico straniero può seguire la vicenda.

Come si arriva al Teatro dell'Opera di Roma?

Il Teatro dell'Opera di Roma, in piazza Beniamino Gigli 7, si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, a pochi minuti a piedi. Lo servono anche molti autobus su via Nazionale, via Depretis e via Cavour, e da Termini si arriva a piedi in una decina di minuti.

Il consiglio finale su I due Foscari al Costanzi

Non lasciatevi scoraggiare dal titolo meno famoso: I due Foscari è un Verdi essenziale e teso, nato a Roma, in un allestimento firmato da uno dei grandi uomini di teatro del secondo Novecento, che lo ripensa a quasi 97 anni. Leggete la trama, scegliete un posto frontale anche se in alto, arrivate in tempo per il coro iniziale e, se potete, tornate per ascoltare l'altro cast. E il giorno dopo passate da largo Argentina: davanti al teatro in cui tutto cominciò, nel 1844, la serata acquista un senso in più.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento13 Marzo 2027 20:00 — 21 Marzo 2027
IndirizzoTeatro dell'Opera di Roma, Piazza Beniamino Gigli 7, 00184 Roma Esquilino, Roma, Roma Città

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