Katia Follesa, No vabbè mi adoro al Teatro Brancaccio — 14 maggio 2027
Katia Follesa porta No vabbè mi adoro al Teatro Brancaccio di Roma venerdì 14 maggio 2027 alle 21, per una sola serata. Il teatro è in via Merulana 244, all'Esquilino, a pochi passi dalla fermata Vittorio Emanuele della metro A. I prezzi interi pubblicati dal Brancaccio vanno dai 30 euro della seconda balconata ai 53 euro della Poltronissima Gold. I biglietti si comprano sul sito ufficiale del Teatro Brancaccio, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, o al botteghino di via Merulana. Lo spettacolo è prodotto da AD Management.

No vabbè mi adoro al Brancaccio: data, orario e prezzi
No vabbè mi adoro va in scena al Teatro Brancaccio una sola sera, venerdì 14 maggio 2027, con inizio alle 21.
Una data sola, di venerdì
L'orario pubblicato dal teatro è uno: venerdì 14 maggio, ore 21. Il venerdì sera di maggio è una delle serate più richieste della stagione romana, e con una comica molto seguita in televisione e sulle piattaforme la sala da circa duemila posti del Brancaccio può riempirsi in anticipo. Conviene non aspettare le ultime settimane.
I prezzi
Il Teatro Brancaccio pubblica questi prezzi interi: Poltronissima Gold 53 euro, Poltronissima A 50 euro, Poltrona A 46 euro, Poltrona B 40 euro, I Balconata A 36 euro, I Balconata B 34 euro, II Balconata A e B 30 euro. La differenza fra il primo posto di platea e la seconda balconata è di 23 euro.
Dove comprare
I biglietti si comprano dalla pagina dello spettacolo sul sito del Teatro Brancaccio, con i pulsanti Acquista e Prenota, oppure al botteghino di via Merulana 244, aperto dal martedì al sabato dalle 16 alle 19; la domenica apre in orario di spettacolo, se previsto, e il lunedì è chiuso. Il sito rimanda al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione.
L'indirizzo
Teatro Brancaccio, via Merulana 244, 00185 Roma, nel tratto di via Merulana fra Santa Maria Maggiore e San Giovanni in Laterano.
Cosa si vedrà in No vabbè mi adoro
No vabbè mi adoro è uno spettacolo comico in cui Katia Follesa alterna comicità brillante e spunti di riflessione pungenti, partendo dalle relazioni, dalle abitudini moderne e dalle piccole follie della vita quotidiana.
Ironia e osservazione
La presentazione del Teatro Brancaccio descrive una serata all'insegna dell'ironia intelligente, costruita sulla capacità della comica di cogliere le sfumature della vita di tutti i giorni. I temi sono quelli che il pubblico riconosce subito: i rapporti fra le persone, le abitudini dell'epoca dei telefoni e dei social, le piccole manie che ciascuno ha e che nessuno ammette.
Dalla leggerezza alla riflessione
Il teatro insiste su un'alternanza: momenti di leggerezza e momenti di riflessione più profonda. La comicità di Follesa è energica e coinvolgente, e trasforma situazioni apparentemente ordinarie in momenti di puro divertimento, ma lo spettacolo lascia spazio anche a pensieri meno leggeri. È il registro dello stand up più maturo: si ride di sé, e ridendo si ammette qualcosa.
Il titolo
No vabbè mi adoro è un'esclamazione che chiunque abbia uno smartphone conosce: la frase che si dice davanti al proprio selfie venuto bene, a metà fra l'ammirazione e la presa in giro. Il titolo porta in scena quel tono, fra autoironia e compiacimento, e lo usa come chiave per parlare di un'epoca che passa molto tempo a guardarsi.
La collaborazione con Angelo Pintus
Secondo la biografia di Katia Follesa, No vabbè mi adoro è stato realizzato in collaborazione con il comico Angelo Pintus. Lo spettacolo arriva dopo la tournée con Valeria Graci, fra il novembre 2024 e l'aprile 2025, con cui il duo Katia e Valeria era tornato in scena dopo dodici anni.
Katia Follesa: biografia
Katia Follesa, all'anagrafe Katiuscia, è nata a Giussano, in Brianza, il 12 gennaio 1976: comica, attrice, conduttrice televisiva e radiofonica, è diventata un volto noto negli anni Duemila con il duo Katia e Valeria a Zelig.
Dalla finanza al teatro
Nata da madre di origine siciliana e padre sardo, Follesa lavorava in una holding finanziaria quando decise di dimettersi per frequentare la scuola della compagnia teatrale Quelli di Grock di Milano. È da lì che comincia la sua carriera comica.
Katia e Valeria
Nel 2001 forma con Valeria Graci il duo Katia e Valeria. Dopo la gavetta fra cabaret e laboratori, le due arrivano in televisione a Colorado Cafè su Italia 1, con piccole apparizioni su Rai Due e Mtv, ed entrano nel laboratorio di Zelig, esordendo nel 2004 a Zelig Off e Zelig Circus su Canale 5. Nel 2007 sono nel cast di Scherzi a parte. Il duo si scioglie nel febbraio 2012.
La carriera solista in televisione
Da sola, Follesa recita nella sitcom Buona la prima! accanto ad Ale e Franz, conduce Zelig Off con Davide Paniate, è in Quanto manca su Rai 2 con Nicola Savino e Rocco Tanica, in Quelli che il calcio, in Bring the Noise e Big Show. Dal 2017 al 2019 conduce Junior Bake Off Italia, dal 2018 al 2022 cinque stagioni di Cake star con Damiano Carrara su Real Time. È anche voce radiofonica di R101.
LOL e gli ultimi anni
Nel 2021 partecipa come concorrente a LOL, chi ride è fuori su Prime Video, e riceve alla 78ª Mostra del cinema di Venezia il premio come miglior personaggio femminile della televisione. Poi Michelle Impossible con Michelle Hunziker, Celebrity Hunted, LOL Talent Show come giurata, Comedy Match sul Nove. Nel 2025 è tra le co-conduttrici del Festival di Sanremo; nel dicembre dello stesso anno è nella serie Sicilia Express su Netflix, e nel gennaio 2026 Katia e Valeria tornano a Zelig per i trent'anni del programma.
Cinema, serie e teatro
Al cinema è stata in Vacanze di Natale a Cortina con Christian De Sica e Sabrina Ferilli, in Benvenuti al Nord e nel 2024 co-protagonista di Un oggi alla volta. In tv ha interpretato Uno di troppo e Social Family, le serie comiche sulle avventure della sua famiglia. A teatro ha portato Finché social non ci separi e Ti posso spiegare con Angelo Pisani, e nel 2024-2025 Ma non dovevamo non vederci più? con Valeria Graci.
Katia Follesa a teatro: dal duo al monologo
Il teatro è sempre stato il luogo parallelo della carriera di Katia Follesa: accanto alla televisione, la comica ha scritto e interpretato le proprie tournée in Italia, prima in coppia e poi da sola.
Gli spettacoli con Angelo Pisani
Dal 2018 al 2022 Follesa e Angelo Pisani, allora suo compagno, portano in teatro Finché social non ci separi, una commedia sulla vita di coppia al tempo delle reti sociali; nel 2023 tornano in scena con Ti posso spiegare. Il tema della famiglia e della convivenza, che nelle serie Uno di troppo e Social Family era raccontato in forma di docu-comedy, diventa così materia da palcoscenico.
Il ritorno di Katia e Valeria
Tra il novembre 2024 e l'aprile 2025 Follesa torna a recitare con Valeria Graci, dodici anni dopo lo scioglimento del duo, con lo spettacolo Ma non dovevamo non vederci più?. Il titolo gioca proprio sulla lunga separazione, e segna una riconciliazione artistica che nel gennaio 2026 porta le due comiche anche sul palco di Zelig per i trent'anni del programma.
Il monologo
No vabbè mi adoro è il passo successivo: la comica sola in scena, con un testo costruito sulle proprie osservazioni. Dopo anni di coppie comiche e di ruoli di spalla in televisione, è il formato che mette più alla prova un interprete, e quello in cui la sua voce si sente senza filtri.
Una curiosità su Katia Follesa, No vabbè mi adoro al Teatro Brancaccio — 14 maggio 2027
La curiosità più sorprendente della biografia di Katia Follesa è il punto di partenza. Prima di diventare comica lavorava in una holding finanziaria, un impiego sicuro che lasciò per iscriversi alla scuola della compagnia Quelli di Grock, a Milano. È una storia che spiega molto del suo stile: la comicità di Follesa parte spesso dalla vita delle persone normali, dal lavoro, dalla famiglia, dalle abitudini di tutti i giorni, e ha l'occhio di chi quella vita l'ha vissuta dall'interno prima di raccontarla.
La seconda curiosità riguarda il nome. All'anagrafe Follesa si chiama Katiuscia, e il diminutivo Katia è diventato un marchio grazie al duo con Valeria Graci. Per molti spettatori il nome resta legato a quella coppia, tornata insieme in teatro nel 2024 e a Zelig nel 2026. No vabbè mi adoro, invece, è un titolo in prima persona: la comica sola in scena, con il suo sguardo.
La terza curiosità è sul palco. Il Brancaccio è una delle sale più grandi di Roma, con due balconate e circa duemila posti dell'epoca: portarci uno spettacolo di osservazione e ironia significa giocare con una platea enorme. Per una comica abituata alle telecamere di Zelig e alle sale di mezza Italia, è la misura giusta di una serata romana.
Il Teatro Brancaccio: la sala e come è fatta
Il Teatro Brancaccio, in via Merulana 244, ha la configurazione attuale dal 1937: due foyer, un'ampia platea e due livelli rialzati, prima e seconda balconata, per circa duemila posti dell'epoca.
Platea e balconate
La platea è divisa nei settori Poltronissima e Poltrona, con le fasce Gold, A e B; sopra ci sono la prima balconata, divisa in A e B, e la seconda balconata. Per No vabbè mi adoro i prezzi coprono tutti i settori, dalla Poltronissima Gold alla seconda balconata.
Dove sedersi per uno spettacolo comico
Per uno spettacolo di parola e di mimica, a nostro giudizio conviene la platea: la Poltronissima per vedere da vicino le espressioni, la Poltrona A come compromesso fra prezzo e visuale. Dalle balconate si sente tutto, ma parte del gioco di sguardi si perde. Le balconate, inoltre, non sono accessibili in sedia a ruote.
Il polo del Brancaccio
Il Brancaccio è la sala principale di un complesso più ampio: il Brancaccino, un teatro di circa cento posti, un'area per la formazione, una terrazza su via Merulana. Il teatro è sede del centro di produzione Viola Produzioni e ospita accademie di recitazione, regia, musical e danza.
Una cosa che non ti dice nessuno su Katia Follesa, No vabbè mi adoro al Teatro Brancaccio — 14 maggio 2027
Quello che non si legge nelle presentazioni è che il Brancaccio ha un regolamento di sala piuttosto rigido, e che in una serata comica tutta esaurita fa differenza. Non si entra a spettacolo iniziato, non si possono scambiare posti nemmeno con poltrone libere, e in sala non entrano ombrelli, bottiglie oltre il mezzo litro, contenitori di vetro, treppiedi e bastoni per selfie. Chi arriva all'ultimo minuto di venerdì sera, con il traffico dell'Esquilino, rischia di restare fuori.
La seconda cosa riguarda i prezzi. La Poltronissima Gold, a 53 euro, costa solo 3 euro più della Poltronissima A: a parità di budget, la differenza di prezzo fra le prime file è minima, mentre fra platea e balconata il salto è più netto. Chi vuole la platea senza spendere il massimo trova nella Poltrona B, a 40 euro, il miglior rapporto fra costo e vicinanza.
La terza è che il venerdì sera Monti e l'Esquilino sono affollati: chi vuole cenare dopo lo spettacolo farà bene a prenotare, e chi torna in metro deve tenere presente l'orario dell'ultima corsa.
Come arrivare al Teatro Brancaccio
Il Teatro Brancaccio è in via Merulana 244, a meno di un chilometro dalla stazione Termini e a pochi passi dalla fermata Vittorio Emanuele della metro A.
In metro
Le indicazioni del teatro sono due. La metro A, fermata Vittorio Emanuele, è la più vicina: si esce su piazza Vittorio Emanuele II e si raggiunge via Merulana in pochi minuti. La metro B e la B1, fermata Cavour, sono l'alternativa per chi arriva dal lato di Monti o del Colosseo.
In autobus
Il teatro indica tre fermate. Su via Merulana, alle fermate Merulana/Brancaccio e Merulana/Mecenate, passano le linee 16, 75, 714, 717 e C3. Alla fermata Labicana/Merulana passano le linee 3, 53, 75, 85, 87, 186, 571, 810, C3 e la notturna N10, utile per il ritorno.
In taxi
Il teatro segnala i posteggi taxi più vicini: largo Brancaccio, piazza Vittorio Emanuele II al civico 113, via Principe Amedeo al 138, via Giolitti al 6 e via Venosta.
In auto
Il teatro non indica parcheggi convenzionati, e l'Esquilino il venerdì sera è un quartiere dove la sosta è difficile. Chi arriva da fuori Roma fa meglio a lasciare l'auto vicino a una stazione della metro e proseguire fino a Vittorio Emanuele o Cavour.
Il consiglio che ti do per visitare Katia Follesa, No vabbè mi adoro al Teatro Brancaccio — 14 maggio 2027
Il primo consiglio è di comprare presto e scegliere la platea. Katia Follesa è una comica che lavora molto con il volto e con i tempi, e nelle file centrali della platea ogni espressione arriva intera. La Poltrona A e la Poltrona B sono, a nostro giudizio, i settori con il miglior equilibrio fra prezzo e visuale.
Il secondo consiglio è di arrivare con anticipo, come chiede il teatro, e di usare la luce lunga di maggio per una passeggiata. Alle 19.30 di metà maggio è ancora giorno, e da via Merulana si arriva in pochi minuti a Santa Maria Maggiore o, nell'altra direzione, a San Giovanni in Laterano. Un aperitivo in piazza Vittorio o a Monti prepara bene una serata comica.
Il terzo è per chi conosce Follesa solo dalla televisione: andare con la curiosità di scoprire la comica da palco. In televisione è spesso conduttrice, giurata, spalla di altri; in No vabbè mi adoro è sola in scena, e la serata dipende soltanto da lei. È il formato in cui si misura davvero un comico.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Katia Follesa è diventata famosa con Zelig, nel duo Katia e Valeria: per molti spettatori il suo nome resta legato a quella coppia. È meno citato quanto il suo percorso televisivo sia stato largo: dalla comicità pura alla conduzione di programmi di cucina come Junior Bake Off Italia e Cake star, dalla radio con R101 alla serialità di Social Family, fino alla co-conduzione del Festival di Sanremo nel 2025. Pochi comici italiani hanno attraversato così tanti formati.
Il fatto spiega il tono di No vabbè mi adoro. Una comica che ha condotto programmi per famiglie, giudicato talent, recitato in serie sulla propria vita domestica, ha un pubblico trasversale: genitori, ragazzi, spettatori che la conoscono da Zelig e altri che l'hanno scoperta con LOL. Lo spettacolo, costruito su relazioni e abitudini moderne, parla a tutti loro.
C'è anche un secondo fatto poco citato. Nel 2021, alla Mostra del cinema di Venezia, Follesa ha ricevuto il premio come miglior personaggio femminile della televisione: un riconoscimento raro per una comica, in un festival di cinema.
Intorno al Brancaccio: Esquilino, Monti e via Merulana
Il Teatro Brancaccio è su via Merulana, fra la Basilica di Santa Maria Maggiore, il Colosseo e la Basilica di San Giovanni in Laterano.
Le due basiliche
Via Merulana corre fra due delle basiliche maggiori di Roma: da una parte Santa Maria Maggiore, dall'altra San Giovanni in Laterano. Il teatro si trova lungo il tratto fra le due, e una passeggiata di venti minuti può cominciare da una basilica e finire all'ingresso del Brancaccio.
Palazzo Merulana e l'Auditorium di Mecenate
Sulla stessa via ci sono Palazzo Merulana, con la sua collezione d'arte, e poco oltre l'Auditorium di Mecenate. Il nome del teatro richiama Palazzo Brancaccio, a ridosso del cui giardino fu costruita la sala.
Piazza Vittorio e Monti
Verso nord c'è piazza Vittorio Emanuele II con la Porta Alchemica; verso ovest si scende nel rione Monti, con trattorie, osterie ed enoteche.
La foto giusta da fare a Katia Follesa, No vabbè mi adoro al Teatro Brancaccio — 14 maggio 2027
Con un titolo come No vabbè mi adoro, la foto giusta non può che essere un selfie. Il punto migliore è su via Merulana, dal marciapiede opposto al teatro, con la facciata del Brancaccio illuminata e la locandina dello spettacolo alle spalle: è l'unico caso in cui dire «mi adoro» davanti al proprio scatto è perfettamente in tema.
Dentro, durante lo spettacolo, il regolamento del teatro vieta foto e riprese, con o senza flash, anche con il telefono, e i bastoni per selfie non entrano nemmeno in sala. Prima dell'inizio, dalla platea, vale la pena uno scatto della sala con le due balconate che salgono verso il soffitto.
La terza foto è quella del dopo: via Merulana di notte, con la prospettiva verso Santa Maria Maggiore illuminata, è uno degli scorci più belli dell'Esquilino, e a maggio la sera è abbastanza mite per fermarsi a guardarlo.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Teatro Brancaccio comincia nel gennaio 1916, quando la sala viene inaugurata con il nome di Teatro Morgana.
1916, il Teatro Morgana
La sala fu costruita a ridosso del terrapieno dei giardini del palazzo dei Field Brancaccio, il cui nome viene da Isabella Field, sposata con il principe Brancaccio. Il legame con Palazzo Brancaccio è fisico prima ancora che nominale.
1937, il Teatro Brancaccio
Dopo diversi rifacimenti, nel 1937 la sala viene inaugurata nella configurazione attuale, con due foyer, un'ampia platea e due balconate per circa duemila posti dell'epoca, e prende il nome di Teatro Brancaccio.
Dal 1985 a oggi
Dal 1985 al 2000 la sala è sede della Fondazione dell'Opera di Roma. Poi il Comune affida la direzione a Gigi Proietti fino al 2007; seguono Maurizio Costanzo fino al 2010 e Stage Entertainment Italia fino al 2012. Da settembre 2012 la direzione artistica è di Alessandro Longobardi, e il teatro diventa un polo culturale con il Brancaccino, le accademie e, dal 2014, lo Spazio Impero.
Chi è passato da Katia Follesa, No vabbè mi adoro al Teatro Brancaccio — 14 maggio 2027
Sul palcoscenico del Brancaccio sono passati alcuni dei nomi più grandi dello spettacolo italiano e internazionale. Il teatro stesso ne ricorda alcuni: Totò, Anna Magnani, Aldo Fabrizi, Gigi Proietti fra gli attori; Fabrizio De André, Louis Armstrong e Jimi Hendrix fra i musicisti.
Proietti, in particolare, non è stato solo un ospite: dopo il 2000 ha diretto il teatro per conto del Comune di Roma, fino al 2007. Dopo di lui, fino al 2010, la gestione è stata di Maurizio Costanzo, e fino al 2012 di Stage Entertainment Italia.
Nella stagione 2026-2027 il Brancaccio è una delle case romane della comicità. Sono passati o passeranno, fra gli altri, Paolo Ruffini con Il babysitter, Biagio Izzo con L'arte della truffa e Filippo Caccamo con Fuori di tela. Con No vabbè mi adoro arriva a maggio una delle comiche più popolari della televisione italiana, a chiudere la stagione dei monologhi in via Merulana.
Accessibilità del Teatro Brancaccio
Il Teatro Brancaccio dichiara di non avere barriere architettoniche per l'accesso alla platea: c'è una rampa, un'area dedicata alle sedie a ruote e un bagno accessibile al piano terra, raggiungibile dal foyer della platea.
Posti riservati
Il teatro mette a disposizione, fino a esaurimento, posti in platea per persone in sedia a ruote e per persone con difficoltà di deambulazione. Le balconate non sono accessibili in sedia a ruote. I posti vanno prenotati inviando al botteghino l'apposito modulo con la documentazione richiesta; per uno spettacolo di una produzione ospite conviene verificare le condizioni con il botteghino.
Disabilità visiva e uditiva
Per gli spettatori con disabilità visiva e uditiva il teatro riserva, su prenotazione, posti in platea fino a esaurimento.
No vabbè mi adoro con i ragazzi
No vabbè mi adoro è uno spettacolo comico per adulti e ragazzi, costruito su temi quotidiani che attraversano le generazioni: relazioni, abitudini digitali, piccole manie.
Con gli adolescenti
Per ragazzi che conoscono Katia Follesa da LOL o dai programmi di cucina, vederla sola in scena è un modo per scoprire la comica da palco. Il titolo stesso, con il linguaggio dei selfie, parla alla loro generazione.
Con i bambini
La recita è alle 21 di un venerdì. Il teatro non indica limiti di età; per i bambini più piccoli, abituati a Follesa come conduttrice di programmi per famiglie, conviene sapere che uno spettacolo di stand up è un'altra cosa e valutare con il botteghino.
Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo
La zona del Brancaccio offre tre possibilità diverse: i bar e i locali di via Merulana, l'Esquilino multietnico di piazza Vittorio e le trattorie del rione Monti.
Prima dello spettacolo
Via Merulana e le strade intorno al teatro hanno bar e locali di quartiere, adatti a un aperitivo o a un pasto veloce prima delle 21. Le vie intorno a piazza Vittorio offrono cucine di mezzo mondo a prezzi contenuti.
Dopo lo spettacolo
Il rione Monti, a un quarto d'ora a piedi, ha trattorie, osterie ed enoteche, ed è la scelta migliore per una cena dopo lo spettacolo. Il venerdì sera è affollato: conviene prenotare.
Regole di sala al Teatro Brancaccio
Il regolamento del Teatro Brancaccio vale per tutti gli spettacoli: arrivo con anticipo, niente ingresso a spettacolo iniziato, niente foto né riprese durante lo spettacolo, niente cibo in sala.
Arrivo e posti
Il regolamento chiede di occupare solo il posto assegnato: per ragioni di sicurezza non è consentito scambiarsi di posto, nemmeno con poltrone libere. Il personale di sala può chiedere di esibire il biglietto in qualsiasi momento, e i biglietti a tariffa ridotta valgono solo con un documento che provi il diritto alla riduzione.
Borse, ombrelli e guardaroba
Il teatro ha guardaroba e bar. Gli ombrelli non entrano in sala; sono vietati bottiglie di plastica oltre il mezzo litro, contenitori di vetro, caschi da moto, macchine fotografiche professionali, treppiedi e bastoni per selfie. Cibi e bevande si consumano solo al bar.
Come organizzare la serata del 14 maggio
Con una sola recita, un venerdì alle 21, la serata di No vabbè mi adoro si organizza intorno a tre momenti: l'arrivo nel quartiere, lo spettacolo, la cena o il rientro.
Prima di entrare
Il teatro chiede di arrivare con anticipo: conviene essere in via Merulana verso le 20.15, ritirare i biglietti se prenotati al botteghino, lasciare giacca e ombrello al guardaroba e prendere posto con calma. Il bar del teatro è l'unico luogo in cui si possono consumare cibi e bevande.
Chi arriva da fuori Roma
Il Brancaccio è a meno di un chilometro da Termini: chi arriva in treno può raggiungerlo a piedi in una quindicina di minuti o con una fermata di metro A fino a Vittorio Emanuele. Per chi pernotta, l'Esquilino e Monti offrono molte strutture a distanza pedonale dal teatro, comode per una serata che finisce tardi.
Maggio a Roma, un venerdì di comicità
No vabbè mi adoro cade a metà maggio, uno dei mesi più belli per stare a Roma: giornate lunghe, serate miti, la stagione teatrale che si avvia alla chiusura.
La serata
Il consiglio è di arrivare all'Esquilino verso le 19, fare due passi fra le basiliche con la luce del tramonto, prendere posto verso le 20.30 e cenare dopo lo spettacolo a Monti. Il ritorno è comodo con la metro A da Vittorio Emanuele o con la linea notturna N10 da via Labicana.
Altri teatri a due passi
Nella stessa settimana, a pochi minuti a piedi dal Brancaccio, il Teatro Ambra Jovinelli ospita dal 19 maggio Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese: chi resta a Roma qualche giorno può fare dell'Esquilino il proprio quartiere del teatro.
Domande frequenti su No vabbè mi adoro
Quando va in scena No vabbè mi adoro al Brancaccio?
No vabbè mi adoro di Katia Follesa va in scena al Teatro Brancaccio di Roma venerdì 14 maggio 2027 alle 21, per una sola serata. Il teatro è in via Merulana 244, all'Esquilino, vicino alla fermata Vittorio Emanuele della metro A.
Quanto costano i biglietti per Katia Follesa al Brancaccio?
I prezzi interi pubblicati dal Teatro Brancaccio per No vabbè mi adoro sono: Poltronissima Gold 53 euro, Poltronissima A 50, Poltrona A 46, Poltrona B 40, I Balconata A 36, I Balconata B 34, II Balconata A e B 30 euro.
Di cosa parla No vabbè mi adoro?
No vabbè mi adoro è uno spettacolo comico in cui Katia Follesa racconta relazioni, abitudini moderne e piccole follie della vita quotidiana, alternando comicità brillante e spunti di riflessione pungenti. Secondo la sua biografia è stato realizzato in collaborazione con Angelo Pintus.
Chi è Katia Follesa?
Katia Follesa è una comica e conduttrice nata a Giussano nel 1976, nota per il duo Katia e Valeria a Zelig, per LOL, per Cake star e Junior Bake Off Italia, e per la co-conduzione del Festival di Sanremo 2025. Ha studiato alla scuola di Quelli di Grock.
Dove si trova il Teatro Brancaccio?
Il Teatro Brancaccio si trova in via Merulana 244, all'Esquilino. La fermata più vicina è Vittorio Emanuele della metro A; in alternativa la fermata Cavour della metro B. Su via Merulana passano le linee 16, 75, 714, 717 e C3.
Si può entrare a spettacolo iniziato?
Il regolamento del Teatro Brancaccio non consente l'ingresso a spettacolo iniziato e chiede di arrivare con anticipo. Per la serata di Katia Follesa, venerdì 14 maggio alle 21, conviene essere in via Merulana entro le 20.30.
Il consiglio finale su No vabbè mi adoro
Il consiglio è di prenotare presto, perché la serata è una sola ed è di venerdì, e di scegliere la platea, dove la mimica di Katia Follesa arriva intera. No vabbè mi adoro porta al Brancaccio una comica che ha attraversato Zelig, la televisione per famiglie, lo streaming e Sanremo, e che qui è sola in scena con il suo sguardo sulla vita quotidiana. A nostro giudizio è la serata giusta per chi vuole ridere delle proprie abitudini, e magari, all'uscita, scattarsi un selfie davanti al teatro senza sentirsi in colpa.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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