L’arte della truffa con Biagio Izzo al Teatro Brancaccio di Roma — 21 aprile 2027
Biagio Izzo porta L'arte della truffa al Teatro Brancaccio di Roma, in via Merulana 244, mercoledì 21 aprile 2027 alle 21, per una sola serata. Il teatro si raggiunge con la metro A, fermata Vittorio Emanuele, a pochi minuti a piedi, oppure con la metro B, fermata Cavour; su via Merulana fermano le linee 16, 75, 714, 717 e C3. I prezzi pubblicati dal teatro vanno da 32 euro (seconda balconata) a 58 euro (Poltronissima A). I biglietti si comprano al botteghino di via Merulana 244, aperto dal martedì al sabato dalle 16 alle 19, oppure dalla pagina dello spettacolo sul sito ufficiale della sede, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione.
Una commedia brillante, un attore napoletano che il pubblico romano conosce da trent'anni fra cinema, televisione e palcoscenico, una sala da quasi duemila posti che ha visto passare Totò e Proietti. La serata del 21 aprile ha tutti gli ingredienti del teatro comico popolare nel senso migliore del termine: una storia semplice, un meccanismo che si inceppa, un protagonista costretto a fare ciò che ha sempre condannato. Qui trovate la trama, la compagnia, la biografia di Izzo e tutto quello che serve per organizzare la serata all'Esquilino.
L'arte della truffa con Biagio Izzo al Brancaccio in breve
L'arte della truffa va in scena al Teatro Brancaccio mercoledì 21 aprile 2027 alle 21: una data unica, senza repliche, in una stagione del teatro in cui il Brancaccio alterna musical di grande formato, concerti e commedia.
Data, orario e sala
Il calendario pubblicato dal teatro indica una sola rappresentazione, mercoledì 21 aprile alle 21. La sala è quella grande del Brancaccio, non il Brancaccino. Il teatro non pubblica la durata dello spettacolo; per una commedia in due tempi di questo tipo conviene mettere in conto un'uscita a tarda sera e organizzare il ritorno di conseguenza.
I prezzi per settore
Il listino pubblicato dal Teatro Brancaccio per L'arte della truffa è il seguente, prezzo intero: Poltronissima A 58 euro, Poltronissima B 52 euro, Poltrona A 46 euro, Poltrona B 38 euro, I Balconata A 42 euro, I Balconata B 38 euro, II Balconata A e B 32 euro. Due dati meritano attenzione. La prima balconata centrale costa meno della Poltrona A, e per una commedia a figura intera offre una visione frontale dell'intera scena. La Poltrona B e la I Balconata B hanno lo stesso prezzo: la scelta dipende dal fatto che preferiate essere più vicini o avere lo sguardo d'insieme.
Che cosa racconta L'arte della truffa
L'arte della truffa è una commedia brillante su un uomo d'affari integerrimo costretto a chiedere aiuto al cognato truffatore: il teatro la descrive come una storia tra momenti paradossali, comici ed emozionanti, costruita intorno a una truffa a fin di bene.
La trama
La vita di Gianmario e di sua moglie Stefania viene sconvolta dall'arrivo del fratello di lei, Francesco. La coppia è costretta a ospitarlo in casa perché possa ottenere gli arresti domiciliari. Gianmario è un uomo d'affari tutto d'un pezzo, e ha un motivo preciso per temere la presenza del cognato: lavora per alti prelati del Vaticano, e un truffatore noto sotto il suo stesso tetto è l'ultima cosa di cui ha bisogno. Poi arriva l'imprevisto, un rovescio finanziario, e l'uomo irreprensibile scopre di avere bisogno proprio delle arti del cognato. Deve accettarne, almeno in parte, le regole che ha sempre criticato, perché ora sono le sole in grado di salvargli la reputazione.
Il meccanismo comico
Il presupposto è un classico della commedia: due figure opposte chiuse nella stessa casa, costrette a collaborare. L'onesto deve imparare a mentire, il bugiardo diventa l'unico di cui fidarsi. Il teatro anticipa che la truffa porterà Gianmario a riconsiderare il rapporto con il cognato, ed è questo il cuore dello spettacolo: la risata nasce dal rovesciamento delle parti, la parte emotiva dal ricucirsi di un legame familiare. È uno schema che il teatro napoletano conosce da generazioni e che, in mano a un attore con i tempi comici di Izzo, funziona sempre.
Il Vaticano sullo sfondo
C'è un dettaglio che a Roma pesa più che altrove: i clienti di Gianmario sono alti prelati vaticani. Vedere questa commedia a Roma, in una sala che si trova fra Santa Maria Maggiore e San Giovanni in Laterano, aggiunge un sapore particolare. Il pubblico romano ha un rapporto antico e ironico con il mondo ecclesiastico, e la battuta sul monsignore ha qui una risonanza che a Milano o a Bari non avrebbe.
La compagnia e gli autori di L'arte della truffa
L'arte della truffa è scritta da quattro autori, Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli, con la regia di Augusto Fornari e Biagio Izzo protagonista.
Gli interpreti
Accanto a Izzo recitano Carla Ferraro, Roberto Giordano, Ciro Pauciullo, Arduino Speranza e Adele Vitale. È una compagnia di sei attori, dimensione tipica della commedia di tournée: abbastanza per popolare la casa di Gianmario e Stefania di figure secondarie, abbastanza pochi perché ogni personaggio abbia il suo spazio. I nomi di Carla Ferraro e Roberto Giordano sono quelli che il teatro mette in evidenza subito dopo il protagonista.
La regia di Augusto Fornari
Augusto Fornari firma la regia ed è anche fra gli autori del testo. Avere il regista nella squadra di scrittura significa che il ritmo delle scene è pensato già sulla carta, battuta per battuta. Con Toni Fornari, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli, Fornari ha scritto anche Finché giudice non ci separi, un'altra commedia che Izzo porta in scena dal 2025: la collaborazione fra l'attore e questo gruppo di autori è, dunque, un sodalizio e non un incontro occasionale.
Scene, luci, musiche e costumi
Le scene sono di Massimo Comune, il disegno luci di Luigi Raia, le musiche del Gruppo SMP, i costumi di Federica Calabrese. Una commedia d'interni vive di scenografia: la casa di Gianmario, borghese e rispettabile, è di fatto il settimo personaggio, il luogo in cui l'ordine viene scardinato dall'arrivo del cognato.
Chi è Biagio Izzo
Biagio Izzo è nato a Napoli il 13 novembre 1962 ed è attore, comico, cabarettista, commediografo e conduttore televisivo. È cresciuto nella zona vesuviana, fra Ercolano e Portici.
Gli inizi: mestieri e cabaret
Prima del palcoscenico Izzo ha fatto il muratore, il fabbro e l'imbianchino. Nel 1983 forma un duo comico con un altro cabarettista, Ciro Maggio: si chiamano Bibì e Cocò. La coppia diventa popolare nell'ambiente napoletano grazie alle apparizioni sulle televisioni locali e alle musicassette di brani comici e demenziali, tanto da essere chiamata a esibirsi ai matrimoni, spesso in più cerimonie nello stesso giorno. È una scuola durissima: il comico da banchetto nuziale deve conquistare un pubblico che non è venuto per lui.
TeleGaribaldi e la televisione
Il successo arriva con TeleGaribaldi, sull'emittente regionale campana Canale 9, e poi con Pirati e Pirati Show su TeleNapoli34. A livello nazionale si era già fatto conoscere con Macao, il programma di Rai 2 condotto da Alba Parietti. In quegli anni apre a Napoli il Cabaret Portalba, nell'ex Teatro Bruttini. Negli anni Duemila la televisione nazionale lo adotta: Buona Domenica su Canale 5, poi nel 2006 Ballando con le stelle da concorrente, nel 2007 la prima conduzione nazionale con Stasera mi butto su Rai 1, accanto a Caterina Balivo, con cui l'anno dopo conduce Miss Italia nel mondo.
Il cinema: da Salemme ai film di Natale
Il debutto come attore al cinema è del 1998, in L'amico del cuore di Vincenzo Salemme. Nei primi anni Duemila entra nei film natalizi di Neri Parenti con Boldi e De Sica: Body Guards nel 2000, Merry Christmas nel 2001, Natale sul Nilo nel 2002, Natale in India nel 2003. Nel 2004 è in In questo mondo di ladri di Carlo Vanzina, con Carlo Buccirosso e Ricky Tognazzi; nel 2005 in Cose da pazzi di Salemme. Seguono Matrimonio alle Bahamas, La fidanzata di papà, Un'estate al mare, Io e Marilyn di Leonardo Pieraccioni, La valigia sul letto di Eduardo Tartaglia.
Gli anni recenti: Rubini, Sorrentino, Siani
Negli ultimi anni i registi che lo chiamano cambiano peso. Sergio Rubini lo vuole nei Fratelli De Filippo, nel ruolo di Vincenzo Scarpetta. Nel 2024 lavora con Paolo Sorrentino in Parthenope, in concorso al Festival di Cannes, e recita con Alessandro Siani e Leonardo Pieraccioni in Io e te dobbiamo parlare. Nello stesso anno è nel cast di Dobbiamo stare vicini, con Francesco Paolantoni e Paolo Conticini. Per un attore partito dal cabaret dei matrimoni, il film di Sorrentino è il segno di un riconoscimento che va oltre il pubblico della risata.
Il teatro: un repertorio costruito in vent'anni
Il palcoscenico è il luogo dove Izzo ha costruito la carriera più solida. Con l'autore Bruno Tabacchini firma una lunga serie di commedie, dirette in buona parte da Claudio o Pino Insegno: Tutto per Eva, solo per Eva nel 2004, C'è un uomo nudo in casa nel 2006, Due comici in paradiso nel 2007, Il re di New York nel 2008, Una pillola per piacere nel 2009, Un tè per tre, Guardami guardami, Tutti con me, Esse o esse, Come un cenerentolo. Poi il ritorno a Salemme con Bello di papà nel 2016, le regie di Giuseppe Miale di Mauro per Dì che ti manda Picone, Autovelox e I fiori del latte, Tartassati dalle tasse con Tartaglia, Due vedovi allegri con Carlo Buccirosso nel 2021, Balcone a tre piazze fra il 2023 e il 2024. L'arte della truffa è in scena dal 2024.
La televisione di oggi
Dal 2019 Izzo è nel cast di Stasera tutto è possibile su Rai 2 e ha fatto parte di Made in Sud; è stato capitano di squadra a La sai l'ultima? su Canale 5. Nel 2015 ha vinto Si può fare!, il programma di Carlo Conti su Rai 1. Nel 2021 ha partecipato a Tale e quale show, arrivando ultimo, ed è stato poi richiamato come ospite per duetti con Gabriele Cirilli, Francesco Paolantoni e Massimo Bagnato. Nel 2026 è fra i concorrenti di Pechino Express su Sky Uno.
Una curiosità su L'arte della truffa con Biagio Izzo al Teatro Brancaccio di Roma — 21 aprile 2027
La truffa accompagna Biagio Izzo da molto prima di questo spettacolo. Nel 2006 è stato protagonista di un film per la televisione diretto da Pier Francesco Pingitore dal titolo Domani è un'altra truffa. Due anni prima era nel cast di In questo mondo di ladri di Carlo Vanzina. E nel 2019 ha portato in scena, con la regia di Eduardo Tartaglia, Tartassati dalle tasse. Il tema dell'italiano che si arrangia fra fisco, debiti e piccoli espedienti è, per Izzo, quasi un filone personale, e L'arte della truffa ne è la versione teatrale più compiuta.
La seconda curiosità riguarda gli inizi. Il duo Bibì e Cocò, formato nel 1983 con Ciro Maggio, era così richiesto ai matrimoni napoletani da presenziare a più cerimonie nello stesso giorno. È una gavetta che spiega molto del mestiere di Izzo: il comico che ha fatto ridere invitati distratti, fra un brindisi e il taglio della torta, sa tenere una sala di duemila persone senza alzare la voce.
La terza riguarda il sodalizio con gli autori. Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli hanno scritto per Izzo sia L'arte della truffa sia Finché giudice non ci separi, in scena dal 2025. Due commedie, lo stesso quartetto di autori, lo stesso regista: una piccola fabbrica di testi cuciti addosso a un attore. È un modo di lavorare che il teatro comico italiano conosce bene, e che spiega perché le battute sembrino nate sul palco e non a tavolino.
Il Teatro Brancaccio: la sala e come è fatta
Il Teatro Brancaccio, in via Merulana 244, ha la configurazione attuale dal 1937: due foyer, un'ampia platea e due livelli di balconata, per circa duemila posti dell'epoca. È una delle sale più capienti di Roma per la prosa e la commedia.
Platea e balconate
La sala si legge in tre fasce. La platea è divisa in Poltronissima e Poltrona, ciascuna in fasce A e B. Sopra ci sono la prima balconata, divisa in A e B, e la seconda balconata. Per L'arte della truffa il teatro ha pubblicato prezzi per tutti e tre i livelli, compresa la seconda balconata a 32 euro: la soluzione più economica per un gruppo numeroso.
Dove sedersi per una commedia
Il giudizio è netto: per una commedia di parola, dove contano le espressioni e i tempi delle battute, la platea vale il prezzo. La Poltronissima B, a 52 euro, offre quasi la stessa vicinanza della A risparmiando qualcosa. Chi preferisce la visione d'insieme e spendere meno sceglie la I Balconata A, 42 euro, che guarda il palcoscenico di fronte. La seconda balconata è lontana, ma per uno spettacolo in cui si ride più di quanto si guardi resta una scelta dignitosa. Le balconate si raggiungono a piedi: non ci sono ascensori per i settori superiori.
Il Brancaccino e il polo teatrale
Il Brancaccio è la sala principale di un complesso più ampio: il Brancaccino, un teatro di circa cento posti con platea telescopica dedicato alla drammaturgia contemporanea e al teatro per l'infanzia, un'area parco per la formazione e una terrazza su via Merulana. Il teatro è sede del centro di produzione Viola Produzioni e ospita accademie di recitazione, musical e danza.
Una cosa che non ti dice nessuno su L'arte della truffa con Biagio Izzo al Teatro Brancaccio di Roma — 21 aprile 2027
Il regolamento del Brancaccio chiede agli spettatori di presentarsi almeno un'ora prima dell'inizio. Per la recita delle 21 di Biagio Izzo significa essere in via Merulana alle 20. Sembra un eccesso di prudenza, ma con una sala di queste dimensioni, due foyer, controlli visivi su borse e zaini e un guardaroba dove vanno lasciati anche gli ombrelli, nelle sere di tutto esaurito la coda all'ingresso è reale.
Il regolamento è severo anche con i ritardatari: a spettacolo iniziato l'ingresso in sala è vietato, e chi arriva tardi aspetta nel foyer fino al primo intervallo utile. In una commedia costruita come L'arte della truffa, dove la prima parte presenta i personaggi e innesca il meccanismo, perdere l'inizio significa non capire perché il pubblico intorno a voi ride. Il cognato che arriva in casa, la paura di Gianmario per i suoi clienti vaticani: sono le premesse di tutto ciò che segue.
Seconda cosa che pochi leggono: il regolamento vieta contenitori ingombranti oltre i 17 litri non autorizzati dal personale. Uno zaino da lavoro con il portatile rischia di finire al guardaroba, e all'uscita la coda per ritirarlo è lunga. La terza: i biglietti sono intestati all'acquirente, dopo una registrazione, e non si possono cedere senza accordo con il teatro. Chi compra per amici o colleghi deve saperlo prima, non davanti alla porta.
Come arrivare al Teatro Brancaccio per L'arte della truffa
Il Teatro Brancaccio si trova in via Merulana 244, all'Esquilino, a meno di un chilometro dalla stazione Termini e a pochi passi dalla fermata Vittorio Emanuele della metro A.
In metro
Il teatro indica due fermate. La metro A, fermata Vittorio Emanuele, è la più vicina: si esce su piazza Vittorio Emanuele II e si raggiunge via Merulana in pochi minuti a piedi. La metro B e la B1, fermata Cavour, sono l'alternativa per chi arriva dal lato di Monti o del Colosseo, con un tratto a piedi un po' più lungo. Da Termini, dove le due linee si incrociano, il teatro è raggiungibile anche a piedi passando per Santa Maria Maggiore.
In autobus
Su via Merulana, alle fermate Merulana/Brancaccio e Merulana/Mecenate, passano le linee 16, 75, 714, 717 e C3. Alla fermata Labicana/Merulana, all'incrocio con via Labicana, passano le linee 3, 53, 75, 85, 87, 186, 571, 810, C3 e la notturna N10. Per il ritorno dopo la recita, che finisce a tarda sera, la N10 è la linea da segnarsi.
In taxi
I posteggi taxi più vicini segnalati dal teatro sono in largo Brancaccio, in piazza Vittorio Emanuele II al civico 113, in via Principe Amedeo al 138, in via Giolitti al 6 e in via Venosta. All'uscita di una serata piena il posteggio di largo Brancaccio si svuota in pochi minuti: meglio spostarsi verso piazza Vittorio o prenotare per telefono.
In auto
L'auto è la scelta che sconsiglio. Il teatro non indica parcheggi convenzionati e l'Esquilino, la sera, è un quartiere dove la sosta è difficile. Chi arriva da fuori Roma fa meglio a lasciare l'auto vicino a una stazione della metro A o B e a proseguire in metro fino a Vittorio Emanuele o Cavour.
Il consiglio che ti do per visitare L'arte della truffa con Biagio Izzo al Teatro Brancaccio di Roma — 21 aprile 2027
Conviene comprare subito e scegliere la prima balconata centrale o la Poltronissima B. È una data unica, di mercoledì, e le date uniche dei comici televisivi al Brancaccio tendono a riempirsi nelle ultime settimane partendo dai settori centrali. Chi aspetta trova i laterali.
La seconda cosa è organizzare la serata intorno all'orario. Alle 21 si entra, ma il teatro chiede di esserci alle 20. Questo lascia due possibilità: una cena anticipata alle 19 nelle strade intorno a via Merulana, oppure un aperitivo leggero e la cena dopo lo spettacolo nel rione Monti, a un quarto d'ora a piedi. Per un gruppo di amici consiglio la seconda: si esce dal teatro con le battute ancora in testa, e il commento a tavola fa parte della serata.
Terzo: se venite in gruppo, partite dall'Ufficio Promozioni del teatro e non dal circuito online. Il Brancaccio ha un ufficio dedicato a gruppi, aziende e convenzioni, raggiungibile al numero 06 80687232. Per una comitiva di colleghi o un'associazione è il canale giusto per avere posti vicini.
Ultimo consiglio: niente zaini, ombrello pieghevole, cappotto che si può tenere sulle ginocchia. Ad aprile a Roma la sera può rinfrescare, ma il guardaroba all'uscita di una commedia da tutto esaurito è una coda che nessuno ha voglia di fare.
Biglietti per L'arte della truffa: botteghino, prevendita, gruppi
I biglietti per L'arte della truffa al Teatro Brancaccio costano da 32 a 58 euro e si comprano sui canali ufficiali indicati dal teatro: botteghino di via Merulana 244, sito ufficiale, call center e punti vendita autorizzati.
Botteghino e orari
Il botteghino del Teatro Brancaccio è in via Merulana 244 ed è aperto al pubblico dal martedì al sabato dalle 16 alle 19. La domenica apre in orario di spettacolo, se è prevista una recita; il lunedì è chiuso. Il 21 aprile è un mercoledì: chi vuole comprare di persona può farlo nei giorni precedenti, nel pomeriggio.
Online e al telefono
Dalla pagina dello spettacolo sul sito del Brancaccio si accede al circuito di prevendita autorizzato. Il regolamento del teatro indica fra i canali ufficiali anche il call center al numero 06 80687231. Per l'acquisto è prevista una registrazione e i biglietti sono intestati all'acquirente. Il teatro avverte che i biglietti comprati da canali non autorizzati possono non dare accesso alla sala.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che il Brancaccio sia uno dei grandi teatri romani della commedia e del musical lo sanno tutti. Meno citato è il fatto che per quindici anni, dal 1985 al 2000, questa sala ha ospitato la Fondazione dell'Opera di Roma. Il palcoscenico dove Biagio Izzo reciterà la parte dell'uomo d'affari in crisi è stato per un quindicennio una delle case della lirica nella capitale.
Il dato spiega la sala. Un teatro che ha retto l'opera ha una platea ampia, due balconate profonde e un palcoscenico capace di accogliere allestimenti complessi. Per una commedia d'interni con sei attori è quasi un lusso: la scena della casa di Gianmario avrà tutto lo spazio che serve, e la voce degli attori arriva fino in seconda balconata.
Dopo l'Opera, la gestione è passata al Comune di Roma, che affidò la direzione a Gigi Proietti fino al 2007; poi vennero Maurizio Costanzo fino al 2010 e Stage Entertainment Italia fino al 2012. Da settembre 2012 la direzione artistica è di Alessandro Longobardi, e il teatro è sede di Viola Produzioni.
E c'è un altro fatto poco detto: il Brancaccio non è nato con questo nome. Fu inaugurato nel gennaio 1916 come Teatro Morgana e prese il nome attuale solo nel 1937. Molti romani che ci vanno da decenni non lo sanno.
Regole di sala al Brancaccio: cosa sapere prima di entrare
Il regolamento del Teatro Brancaccio vale anche per L'arte della truffa: arrivo almeno un'ora prima, niente ingresso a spettacolo iniziato, niente foto né riprese, niente cibo in sala.
Posti e documenti
Il regolamento chiede di occupare solo il posto assegnato: per ragioni di sicurezza non è consentito cambiare posto, nemmeno con poltrone libere. Il personale può chiedere di esibire il biglietto in qualsiasi momento. Chi ha un biglietto a tariffa ridotta deve portare il documento che dà diritto alla riduzione.
Borse, ombrelli e guardaroba
Il teatro ha guardaroba e bar. Gli ombrelli non entrano in sala e vanno lasciati al guardaroba. È vietato introdurre bottiglie di plastica oltre il mezzo litro, contenitori di vetro, caschi da moto, macchine fotografiche professionali, treppiedi e bastoni per selfie. Cibi e bevande si consumano solo al bar.
Telefoni e abbigliamento
Il regolamento vieta di fotografare e di riprendere lo spettacolo, anche con il cellulare, e chiede di spegnere i telefoni. Sull'abbigliamento il teatro chiede un abito consono al decoro della sala, senza codici rigidi. Per una commedia di mercoledì sera l'abito da ufficio va benissimo.
La foto giusta da fare a L'arte della truffa con Biagio Izzo al Teatro Brancaccio di Roma — 21 aprile 2027
Durante lo spettacolo niente foto: il regolamento del teatro vieta di fotografare e riprendere la rappresentazione, anche con il cellulare. La foto giusta, quindi, si fa prima e dopo, e ce ne sono due che valgono la serata.
La prima è la facciata del teatro su via Merulana con la locandina di Biagio Izzo illuminata. Attraversate la strada e scattate dal marciapiede opposto, con l'obiettivo largo: entra tutto il fronte del teatro e un pezzo di via Merulana, una delle strade più lunghe e dritte del centro, tesa fra Santa Maria Maggiore e San Giovanni. Il momento migliore è fra le 20 e le 20.30, quando il pubblico arriva e la piazza davanti all'ingresso si riempie. Ad aprile, a quell'ora, il cielo ha ancora un filo di luce blu che rende la foto più bella di quella scattata a notte fonda.
La seconda è la sala vista dalla prima balconata, prima che si spengano le luci: la platea che si riempie, il sipario chiuso, i cappotti sulle poltrone. È l'unica immagine della sala che si porta a casa, e va fatta senza flash, rimettendo il telefono in tasca quando le luci cominciano ad abbassarsi.
In una serata di commedia la foto più bella è quella con gli amici con cui siete venuti, sotto l'insegna, all'uscita. Le facce di chi ha appena riso per due ore raccontano lo spettacolo meglio di qualsiasi primo piano del palco.
Accessibilità del Teatro Brancaccio
Il Teatro Brancaccio dichiara di non avere barriere architettoniche per l'accesso alla platea: c'è una rampa, un'area dedicata alle sedie a ruote e un bagno accessibile al piano terra, raggiungibile dal foyer della platea.
Sedia a ruote e mobilità ridotta
Per le recite il teatro mette a disposizione, fino a esaurimento, quattro posti in platea per persone in sedia a ruote con accompagnatore e due posti in platea per persone con difficoltà di deambulazione. Le balconate non sono accessibili in sedia a ruote, perché non ci sono ascensori. I posti si prenotano inviando al botteghino l'apposito modulo con il certificato di invalidità o la Disability Card; il botteghino comunica poi la tariffa stabilita dalla produzione. Il teatro precisa che un biglietto ordinario comprato per altre vie non garantisce l'accesso a questi posti.
Disabilità visiva, uditiva e cani di servizio
Per gli spettatori con disabilità visiva e uditiva il teatro riserva, su prenotazione, posti in platea fino a esaurimento. Chi ha un cane di servizio può chiedere di entrare in sala con l'animale scrivendo al botteghino. Per una commedia di parola come L'arte della truffa, a uno spettatore con difficoltà uditive consiglio le prime file centrali della platea.
L'arte della truffa con i ragazzi
L'arte della truffa è una commedia pensata per un pubblico adulto e familiare, senza indicazioni di età pubblicate dal teatro: la trama di arresti domiciliari e affari vaticani è comprensibile a un adolescente, meno a un bambino piccolo.
Quale età
Un ragazzo dai dodici anni in su che conosce Izzo dalla televisione si divertirà. Per i più piccoli l'orario, alle 21 di un mercoledì con scuola il giorno dopo, è il vero ostacolo. Chi vuole portare un bambino al Brancaccio trova nella programmazione del teatro una sezione di spettacoli per ragazzi, con orari pensati per loro.
Biglietti per i minori
Il regolamento del teatro prevede che ogni spettatore abbia il proprio biglietto. Per eventuali riduzioni conviene chiedere al botteghino, portando con sé il documento necessario.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Teatro Brancaccio comincia nel gennaio 1916, quando la sala viene inaugurata con il nome di Teatro Morgana. Fu costruita a ridosso del terrapieno dei giardini del palazzo dei Field-Brancaccio, il cui nome viene da Isabella Field, sposata con il principe Brancaccio. Il legame con il Palazzo Brancaccio è quindi fisico prima ancora che nominale.
Il passaggio decisivo è il 1937: la sala viene inaugurata nella configurazione che conosciamo, con due foyer, un'ampia platea e due balconate per circa duemila posti dell'epoca, e prende il nome di Teatro Brancaccio. Da allora viene considerata, per tradizione, uno dei teatri popolari di Roma per eccellenza.
Il secondo capitolo si apre nel 1985, quando la sala diventa sede della Fondazione dell'Opera di Roma, che vi resta fino al 2000. Subentra poi il Comune di Roma, che affida la direzione a Gigi Proietti fino al 2007. Seguono la gestione di Maurizio Costanzo fino al 2010 e quella di Stage Entertainment Italia fino al 2012. Da settembre 2012 la direzione artistica è di Alessandro Longobardi.
Gli anni più recenti sono quelli della trasformazione in polo culturale: il Brancaccino, l'area per la formazione, la terrazza su via Merulana, le accademie. Nel 2014 si inaugura lo Spazio Impero, con nove sale prova, in rete con gli altri spazi del centro di produzione, la Sala Umberto e lo Spazio Diamante. Il teatro ha poi avviato un progetto di efficientamento energetico finanziato con fondi europei Next Generation EU attraverso il Ministero della Cultura. La commedia di Izzo arriva in una sala che negli ultimi anni ha consolidato la propria identità di casa dello spettacolo popolare.
Intorno al Brancaccio: Esquilino, Monti e via Merulana
Il Teatro Brancaccio si trova su via Merulana, all'Esquilino, fra la Basilica di Santa Maria Maggiore, il Colosseo e la Basilica di San Giovanni in Laterano: chi arriva con un'ora di anticipo ha intorno una delle zone più dense di storia della città.
Prima dello spettacolo
Via Merulana corre fra due delle basiliche maggiori di Roma: da una parte Santa Maria Maggiore, dall'altra San Giovanni in Laterano. Sulla stessa via ci sono Palazzo Merulana e, poco oltre, l'Auditorium di Mecenate. Verso nord, oltre la fermata della metro, c'è piazza Vittorio Emanuele II con la Porta Alchemica. Verso ovest si scende nel rione Monti: per scoprirlo con calma c'è la nostra guida al Rione Monti. Ad aprile la luce dura fino a sera, e una passeggiata prima dello spettacolo, da una basilica all'altra, è il modo migliore di arrivare a teatro.
Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo
La zona offre tre possibilità. Via Merulana e le strade intorno al teatro hanno bar e locali di quartiere, adatti a un pasto veloce prima delle 20. Piazza Vittorio e le vie attorno sono l'Esquilino multietnico, con cucine di mezzo mondo e prezzi contenuti; il Nuovo Mercato Esquilino racconta bene questo carattere del quartiere, ma è un mercato diurno. Il rione Monti, a un quarto d'ora a piedi, ha trattorie, osterie ed enoteche, ed è la scelta migliore per cenare dopo la recita. Un consiglio pratico: prenotate, perché una sala intera esce dal teatro alla stessa ora e cerca un tavolo negli stessi isolati.
Chi è passato da L'arte della truffa con Biagio Izzo al Teatro Brancaccio di Roma — 21 aprile 2027
Sul palcoscenico del Brancaccio sono passati alcuni dei nomi più grandi dello spettacolo italiano e internazionale. Il teatro stesso ne ricorda alcuni: Totò, Anna Magnani, Aldo Fabrizi, Gigi Proietti fra gli attori; Fabrizio De André, Louis Armstrong e Jimi Hendrix fra i musicisti. È un elenco che dice molto della natura della sala: il varietà e il cinema romano, la canzone d'autore, il jazz e il rock hanno avuto casa qui.
Per un comico napoletano, recitare sulle tavole dove è passato Totò non è un dettaglio. Biagio Izzo appartiene a una linea di attori che dalla Napoli del varietà è arrivata al cinema popolare e alla televisione, e il nome del principe De Curtis nella memoria della sala è, per lui, una genealogia prima ancora che un ricordo.
Proietti non è stato solo un attore di passaggio: dopo il 2000 ha diretto il teatro per conto del Comune di Roma, fino al 2007, e dopo di lui la gestione è stata di Maurizio Costanzo fino al 2010. Due uomini di spettacolo che hanno fatto della risata una forma di cultura popolare, e che hanno lasciato al Brancaccio la sua vocazione attuale.
Oggi da via Merulana passano soprattutto il musical e la commedia. Nella stessa stagione di Izzo il teatro programma, fra gli altri, Mrs. Doubtfire il musical e Raffaella il musical: chi scopre la sala con L'arte della truffa ha buone ragioni per tornarci.
Come organizzare la serata di L'arte della truffa
Per la recita delle 21 di Biagio Izzo la scaletta ideale è semplice: cena o aperitivo alle 19, arrivo al Brancaccio alle 20, uscita a tarda sera e rientro in metro o con le linee notturne.
Chi arriva da fuori Roma
Chi arriva in treno a Termini è a meno di un chilometro dal teatro: si può lasciare la valigia in albergo nella zona della stazione e raggiungere via Merulana a piedi. Per il ritorno in giornata, invece, una recita delle 21 rende difficile l'ultimo treno regionale: meglio dormire a Roma.
In coppia o in gruppo
In coppia, la cena dopo teatro a Monti è la scelta più piacevole. In gruppo, il canale giusto è l'Ufficio Promozioni del teatro, e la cena conviene farla prima, prenotando per tutti in una trattoria vicino a via Merulana.
Domande frequenti su L'arte della truffa con Biagio Izzo
Quando va in scena L'arte della truffa con Biagio Izzo a Roma?
L'arte della truffa con Biagio Izzo va in scena al Teatro Brancaccio di Roma mercoledì 21 aprile 2027 alle 21. È una data unica, senza repliche. Il teatro chiede agli spettatori di presentarsi almeno un'ora prima dell'inizio, quindi alle 20, e non consente l'ingresso in sala a spettacolo iniziato.
Quanto costano i biglietti per Biagio Izzo al Brancaccio?
I biglietti per L'arte della truffa al Teatro Brancaccio costano da 32 a 58 euro. Il listino pubblicato dal teatro: Poltronissima A 58, Poltronissima B 52, Poltrona A 46, Poltrona B 38, I Balconata A 42, I Balconata B 38, II Balconata A e B 32 euro, prezzo intero.
Dove si comprano i biglietti per L'arte della truffa?
I biglietti per L'arte della truffa si comprano al botteghino del Teatro Brancaccio, in via Merulana 244, aperto dal martedì al sabato dalle 16 alle 19, oppure dalla pagina dello spettacolo sul sito ufficiale del teatro, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato. Per i gruppi c'è l'Ufficio Promozioni, al numero 06 80687232.
Chi recita con Biagio Izzo in L'arte della truffa?
In L'arte della truffa Biagio Izzo recita con Carla Ferraro, Roberto Giordano, Ciro Pauciullo, Arduino Speranza e Adele Vitale. Il testo è di Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli, la regia di Augusto Fornari. La produzione è di AG Spettacoli e Tradizione e Turismo.
Di cosa parla L'arte della truffa?
L'arte della truffa racconta di Gianmario, uomo d'affari integerrimo che lavora per alti prelati vaticani, costretto a ospitare il cognato Francesco, truffatore agli arresti domiciliari. Un rovescio finanziario lo porta ad avere bisogno proprio delle arti del cognato, in una truffa a fin di bene che cambia il loro rapporto.
Come si arriva al Teatro Brancaccio con i mezzi?
Il Teatro Brancaccio, in via Merulana 244, si raggiunge con la metro A, fermata Vittorio Emanuele, o con la metro B, fermata Cavour. Su via Merulana fermano le linee 16, 75, 714, 717 e C3; alla fermata Labicana/Merulana passa anche la notturna N10, utile per il ritorno.
Il Teatro Brancaccio è accessibile in sedia a rotelle?
Il Teatro Brancaccio ha una rampa per la platea, un'area per le sedie a ruote e un bagno accessibile al piano terra. I posti in platea per persone in sedia a ruote e con difficoltà motorie sono limitati e vanno prenotati al botteghino con l'apposito modulo. Le balconate non hanno ascensore.
Il consiglio finale su L'arte della truffa
Una sola sera, un mercoledì di aprile, una commedia rodata da due anni di tournée e un attore che conosce il mestiere dalla gavetta dei matrimoni fino al set di Sorrentino. Il consiglio è di non pensarci troppo: comprate presto, scegliete la Poltronissima B o la prima balconata centrale, arrivate in via Merulana alle 20 con una borsa piccola, e tenete la cena per dopo, a Monti, quando la truffa di Gianmario sarà diventata l'argomento del tavolo. È teatro popolare, e a Roma il teatro popolare ha ancora una delle sue case migliori proprio qui.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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