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Molière, l’arte della beffa con Alessio Boni al Teatro Ambra Jovinelli — dal 31 marzo all’11 aprile 2027

Molière, l'arte della beffa, lo spettacolo con Alessio Boni scritto da Francesco Niccolini e liberamente ispirato alla Vita del signor de Molière di Michail Bulgakov, è al Teatro Ambra Jovinelli dal 31 marzo all'11 aprile 2027, in via Guglielmo Pepe 43, all'Esquilino (00185 Roma). La regia è di Roberto Aldorasi, Alessio Boni e Marcello Prayer; la produzione è di Nuovo Teatro, diretta da Marco Balsamo, in coproduzione con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Le recite sono dodici, con orari che cambiano: alle 21:00, alle 19:30 o nel pomeriggio del fine settimana. Il teatro si raggiunge con la metro A, fermata Vittorio Emanuele, a pochi minuti a piedi, oppure da Termini attraversando l'Esquilino. I biglietti si comprano dal sito ufficiale del teatro, ambrajovinelli.org, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure alla biglietteria del teatro; i prezzi sono pubblicati sul circuito al momento dell'acquisto.

La facciata liberty del Teatro Ambra Jovinelli in via Guglielmo Pepe, all'Esquilino
La facciata liberty del Teatro Ambra Jovinelli in via Guglielmo Pepe, all'Esquilino Foto: Foto: Udine2812, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Era destinato a fare il tappezziere come il padre; finì in prigione per debiti con la sua prima compagnia, girò per quindici anni la provincia francese, tornò a Parigi a recitare per Luigi XIV e diventò l'uomo di teatro più amato dal re e più odiato da tutti gli altri. Così il teatro presenta la vita di Jean-Baptiste Poquelin, detto Molière, che Alessio Boni porta in scena come un romanzo d'avventura, fino alla morte avvenuta, dice la presentazione, in scena, fra le risate del pubblico.

Molière, l'arte della beffa all'Ambra Jovinelli: date, orari e biglietti

Molière, l'arte della beffa è all'Ambra Jovinelli dal 31 marzo all'11 aprile 2027 per dodici recite, con riposo lunedì 5 aprile.

La prima settimana

Mercoledì 31 marzo ore 21:00; giovedì 1 aprile ore 19:30; venerdì 2 aprile ore 21:00; sabato 3 aprile doppia recita alle 16:30 e alle 21:00; domenica 4 aprile ore 17:00.

La seconda settimana

Martedì 6 aprile ore 21:00; mercoledì 7 ore 19:30; giovedì 8 ore 21:00; venerdì 9 ore 19:30; sabato 10 ore 21:00; domenica 11 ore 17:00.

I biglietti

Il pulsante di acquisto della pagina ufficiale dello spettacolo sul sito dell'Ambra Jovinelli porta al circuito di prevendita autorizzato dal teatro, dove si scelgono data, settore e posto; i biglietti si possono comprare anche alla biglietteria di via Guglielmo Pepe. La pagina dello spettacolo non riporta i prezzi.

Il cast

Accanto ad Alessio Boni, secondo la pagina ufficiale, il resto del cast è in via di definizione: i nomi degli altri interpreti saranno pubblicati dal teatro più avanti.

Lo spettacolo: la vita di Molière come un romanzo

Molière, l'arte della beffa racconta la vita di Molière dall'infanzia alla morte, seguendo la biografia che Michail Bulgakov gli dedicò: un testo di Francesco Niccolini, con una drammaturgia firmata a otto mani da Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Francesco Niccolini e Marcello Prayer.

Il nonno e i comici italiani

Tutto comincia, secondo la presentazione, con un nonno che porta il nipote a vedere gli spettacoli di strada dei comici italiani. Il ragazzo, appena cresciuto, abbandona il mestiere di famiglia e si dà al teatro.

Il fallimento e la strada

La prima compagnia è un disastro che gli costa la prigione per debiti; il padre lo tira fuori, e lui parte con un teatro viaggiante. Per quindici anni gira la Francia e diventa, oltre che attore, autore: prima di tragedie pessime, poi di farse così divertenti da riportarlo a Parigi.

Il re e i nemici

A Parigi recita per il Re Sole e diventa il suo uomo di teatro preferito. Ma i nemici si moltiplicano: attori invidiosi, cortigiani arrivisti, accademici bigotti, medici affaristi, ipocriti uomini di fede, mercanti disonesti, mariti traditi, intellettuali da salotto. Tutti coperti di ridicolo in scena, tutti pronti a vendicarsi.

La fine

Censura, tradimenti, il favore del re che cambia: Molière non smette di battersi per la sua compagnia e scrive i suoi capolavori. La presentazione chiude con la morte in scena, il funerale segreto e la tomba che, cent'anni dopo, la Francia repubblicana non riuscirà a trovare. Da qui l'ipotesi, ironica, di un morto immaginario ancora in tournée.

Chi era Molière

Molière, pseudonimo di Jean-Baptiste Poquelin, battezzato a Parigi il 15 gennaio 1622 e morto a Parigi il 17 febbraio 1673, è stato commediografo, attore e capocomico; con Corneille e Racine è uno dei grandi autori del teatro francese del Seicento.

Il figlio del tappezziere

Il padre, Jean Poquelin, era tappezziere del re, un artigiano agiato; la madre morì presto. Il nonno materno, Louis Cressé, lo portava all'Hôtel de Bourgogne e al Pont Neuf, dove recitavano i comici italiani. Studiò dai gesuiti al Collège de Clermont e poi diritto; nel 1643 rinunciò alla carica di tappezziere reale.

L'Illustre Théâtre

Il 30 giugno 1643 fondò con Madeleine Béjart l'Illustre Théâtre, dieci attori; la compagnia debuttò a Parigi il 1º gennaio 1644, ma il pubblico non rispose, i debiti crebbero e Molière fu arrestato per insolvenza. Nel 1645 la compagnia si sciolse.

Tredici anni in provincia

Dal 1645 al 1658 recitò come attore ambulante nel Sud della Francia, prima con la compagnia di Charles Dufresne, poi alla sua guida, fra Pézenas e Lione. È lì che imparò il mestiere e scrisse le prime commedie, Lo stordito e Il dispetto amoroso.

Parigi e Luigi XIV

Il 24 ottobre 1658 la sua compagnia recitò davanti a Luigi XIV, che si entusiasmò per la farsa Il dottore innamorato. Da lì il Petit-Bourbon, poi il Palais-Royal, e i grandi successi: Le preziose ridicole, La scuola delle mogli, Il Tartufo, Don Giovanni, Il misantropo, L'avaro, Il borghese gentiluomo, Le furberie di Scapino, Il malato immaginario.

La morte

Molière morì il 17 febbraio 1673, di tubercolosi: si sentì male mentre recitava Il malato immaginario e morì nella notte. Una leggenda successiva vuole che sia morto dalle risate cercando di recitare le proprie battute. Oggi la sua tomba è al Père-Lachaise.

Alessio Boni, la biografia

Alessio Boni, nato a Sarnico, sulla sponda bergamasca del lago d'Iseo, il 4 luglio 1966, è un attore di teatro, cinema e televisione, diplomato nel 1992 all'Accademia d'arte drammatica Silvio d'Amico.

Prima del palcoscenico

A quattordici anni lavora con il padre come piastrellista; a vent'anni parte per San Diego, dove fa il cameriere, il pizzaiolo e il baby sitter. Tornato in Italia, comincia nel mondo dello spettacolo nel 1988, fra teatro e fotoromanzi.

L'Accademia e i maestri

All'Accademia si diploma con Orazio Costa, con un saggio tratto dall'Amleto; si perfeziona con Luca Ronconi e recita per Peter Stein nel Sogno di una notte di mezza estate e per Giorgio Strehler nell'Avaro di Molière, nel ruolo di Cleante, nel 1996.

La meglio gioventù

La popolarità arriva con Incantesimo, la svolta nel 2003 con La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana, premiata a Cannes nella sezione Un Certain Regard: Boni vince il Nastro d'argento 2004 come miglior attore protagonista, ex aequo con Luigi Lo Cascio e Fabrizio Gifuni.

Cinema e televisione

Seguono Quando sei nato non puoi più nasconderti e Sanguepazzo con Giordana, il film di Cristina Comencini candidato all'Oscar come miglior film straniero, Arrivederci amore, ciao di Michele Soavi, che gli vale il Globo d'oro 2006, The Tourist. In televisione è Heathcliff in Cime tempestose, il principe Andrej in Guerra e pace, Caravaggio, Puccini, Walter Chiari, il maresciallo Fenoglio dai romanzi di Gianrico Carofiglio.

Alessio Boni a teatro: la trilogia con Aldorasi e Prayer

Molière, l'arte della beffa nasce dal gruppo di lavoro che Alessio Boni ha costruito con Roberto Aldorasi, Marcello Prayer e Francesco Niccolini, lo stesso di Don Chisciotte e dell'Iliade.

I Duellanti

Nel 2015 Boni debutta al Festival dei Due Mondi di Spoleto con I Duellanti, da Joseph Conrad, di cui firma la regia con Roberto Aldorasi e che interpreta con Marcello Prayer e Francesco Meoni. Nel 2016 riceve il Premio Flaiano per il teatro, per la regia e per l'interpretazione.

Don Chisciotte

Nel 2018 arriva Don Chisciotte, con l'adattamento di Francesco Niccolini e la regia di Boni, Aldorasi e Prayer: Boni è il cavaliere, Serra Yılmaz Sancho Panza. Lo spettacolo torna in scena fra il 2022 e il 2023.

L'Iliade

Fra il 2023 e il 2025 è la volta di Iliade, il gioco degli dèi, sempre su testo di Niccolini e con la stessa regia a tre: grandi racconti della letteratura trasformati in teatro di attore.

Merini e Prayer

Con Marcello Prayer Boni porta in scena dal 2012 anche Canto degli esclusi, concertato a due voci per Alda Merini. Nel 2026 è stato nei Persiani di Eschilo al teatro greco di Siracusa, con la regia di Àlex Ollé.

Bulgakov, Niccolini e la vita di Molière

Il testo di Francesco Niccolini è liberamente ispirato alla Vita del signor de Molière di Michail Bulgakov, la biografia che lo scrittore russo dedicò al commediografo francese, pubblicata in Italia dalla Biblioteca Universale Rizzoli.

Una biografia da romanziere

Lo scrittore russo guardò a Molière come a un personaggio, più che come a un monumento della letteratura. È la stessa chiave che sceglie lo spettacolo, che presenta la vita di Molière come uscita da un romanzo e la sua morte come non da meno: una storia di debiti, fughe, trionfi e cadute, raccontata dal punto di vista di chi il teatro lo fa ogni sera.

Un ritorno

Per Boni e Niccolini Molière non è un incontro nuovo: nel repertorio teatrale di Boni figura già, nel 2021, L'uomo che oscurò il Re Sole, Vita di Molière, scritto da Niccolini. L'arte della beffa riprende quel filo con una drammaturgia a più mani e una produzione di dimensioni diverse.

Uno spettacolo sul teatro

A nostro giudizio il vero protagonista è il mestiere dell'attore: la compagnia, i debiti, le tournée, la censura, il pubblico. Chi ama il teatro ci ritroverà la storia di ogni compagnia, da quattro secoli a questa parte.

Una curiosità su Molière, l'arte della beffa con Alessio Boni al Teatro Ambra Jovinelli — dal 31 marzo all'11 aprile 2027

La curiosità più bella è una coincidenza di nomi. Il padre di Molière era tappezziere; a quattordici anni Alessio Boni lavorava con il padre come piastrellista, a Villongo. L'attore che racconta il figlio dell'artigiano scappato dalla bottega per fare teatro ha fatto, in qualche modo, la stessa strada: dal lavoro di famiglia al palcoscenico, passando per mestieri di ogni genere, fino all'Accademia Silvio d'Amico.

La seconda riguarda i comici italiani. Secondo le biografie, il nonno di Molière lo portava a vedere i comici italiani al Pont Neuf e all'Hôtel de Bourgogne, e da giovane Molière conobbe il celebre Scaramuccia, Tiberio Fiorilli; al ritorno a Parigi, nel 1658, la sua compagnia ebbe il teatro del Petit-Bourbon a sere alterne proprio con la troupe degli Italiani. Il più grande autore comico francese è cresciuto guardando attori italiani: e oggi a raccontarlo è una compagnia italiana.

La terza riguarda un altro teatro romano. Negli stessi giorni in cui Boni è all'Ambra, al Quirino va in scena Le dieu du carnage di Yasmina Reza, lo stesso testo che nel 2009 lo vide nel ruolo dell'avvocato Alain nel primo allestimento italiano, prodotto proprio da Nuovo Teatro. E Yasmina Reza ha vinto tre volte il premio che porta il nome di Molière.

Il Teatro Ambra Jovinelli

Il Teatro Ambra Jovinelli fu inaugurato il 3 marzo 1909 dall'impresario casertano Giuseppe Jovinelli come teatro di varietà; è in via Guglielmo Pepe, all'Esquilino, ed è l'unico teatro romano costruito in stile liberty.

La facciata

Il progetto, dopo i contributi di Pietro Chiodelli e Giacomo Radiconcini, fu affidato nel 1907 a Ulderico Bencivenga: una facciata a due piani con ampie aperture, coronamento a linee arcuate, lesene in stucco decorate da fiori e, al centro della trabeazione, una conchiglia con un volto umano.

Dal varietà all'incendio

Prima della Grande Guerra il Jovinelli fu uno dei varietà più importanti di Roma. Negli anni Cinquanta divenne cinema varietà con il nome di Ambra Jovinelli, negli anni Settanta cinema a luci rosse; il 29 aprile 1982 un incendio distrusse la struttura.

La rinascita

Nel luglio 1996 un gruppo di giovani artisti occupò il teatro abbandonato; nel 1997 la facciata fu vincolata dal Ministero. Il 25 gennaio 2001 l'Ambra riaprì come teatro comico, con la direzione artistica di Serena Dandini; dal 26 dicembre 2010 la direzione è di Fabrizia Pompilio.

La sala oggi

Il restauro ha ricostruito l'aspetto dei primi del Novecento e ha triplicato la cubatura interna senza toccare l'esterno: la sala è stata rialzata di cinque metri e sotto sono stati ricavati il Piccolo Jovinelli, un bar e altri ambienti. Le colonnine di ghisa che reggevano i palchi sostengono oggi le due gallerie.

Una cosa che non ti dice nessuno su Molière, l'arte della beffa con Alessio Boni al Teatro Ambra Jovinelli — dal 31 marzo all'11 aprile 2027

Quello che raramente si dice è quanto sia adatto il palco. L'Ambra Jovinelli nacque nel 1909 per il varietà e i comici, fu il teatro di Petrolini e di Totò, e rinacque nel 2001 come teatro della comicità. Molière era un attore comico prima che un autore, capocomico di una compagnia che viveva di farse davanti a un pubblico popolare: a nostro giudizio non c'è a Roma una sala più coerente per raccontarlo.

La seconda cosa riguarda Alessio Boni e Molière. Prima di interpretarlo, Boni lo ha recitato: nel 1996 era Cleante nell'Avaro diretto da Giorgio Strehler, il figlio dell'avaro: nella prima del 9 settembre 1668, al Palais-Royal, la parte di Harpagon, l'avaro, la recitava Molière in persona. Trent'anni dopo, l'attore passa dall'altra parte, a interpretare l'uomo che quella commedia la scrisse.

La terza è pratica: gli orari cambiano quasi ogni giorno. Giovedì 1, mercoledì 7 e venerdì 9 aprile si comincia alle 19:30; sabato 3 aprile ci sono due recite, alle 16:30 e alle 21:00; le domeniche alle 17. Controllare due volte il biglietto evita di arrivare a sipario chiuso.

Come arrivare all'Ambra Jovinelli

Il Teatro Ambra Jovinelli è in via Guglielmo Pepe 43, a breve distanza da piazza Vittorio e dalla stazione Termini: la metro A, fermata Vittorio Emanuele, è la soluzione più semplice.

In metropolitana

Dalla fermata Vittorio Emanuele via Guglielmo Pepe si raggiunge a piedi in pochi minuti. In alternativa si scende a Termini, dove si incrociano le linee A e B, e si prosegue a piedi attraversando l'Esquilino, un quarto d'ora con passo tranquillo.

In treno

Chi arriva con i treni regionali può scendere alla stazione Roma Laziali, accanto a Termini, la più vicina al teatro.

In auto

La sera il parcheggio in strada all'Esquilino è difficile: meglio lasciare l'auto in un parcheggio in struttura intorno a Termini e proseguire a piedi.

Il consiglio che ti do per visitare Molière, l'arte della beffa con Alessio Boni al Teatro Ambra Jovinelli — dal 31 marzo all'11 aprile 2027

Il consiglio è arrivare con in mente almeno una commedia di Molière. Non serve averle lette tutte: basta ricordare la trama dell'Avaro, del Tartufo o del Malato immaginario per cogliere le allusioni di uno spettacolo che racconta come quelle commedie sono nate, e perché fecero infuriare mezza Parigi.

Il secondo consiglio riguarda la recita. Per chi viene con ragazzi, a nostro giudizio, la pomeridiana di sabato 3 aprile alle 16:30 e le domeniche alle 17 sono le più comode; le recite delle 19:30 lasciano il tempo per cenare dopo, senza fare tardi.

Il terzo riguarda il biglietto. Alessio Boni ha un pubblico fedele, e le recite del fine settimana si riempiono prima: conviene comprare con anticipo, soprattutto per i posti centrali di platea e della prima galleria.

L'ultimo: prima di entrare, fermarsi davanti alla facciata. Un teatro di varietà liberty, con la conchiglia e il volto umano al centro, è la cornice giusta per la storia di un comico.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che Molière morì in scena recitando Il malato immaginario. Si cita meno spesso che, secondo le biografie, in realtà si sentì male durante la recita e morì qualche ora dopo, nella notte, a casa; la versione della morte dalle risate è una leggenda nata più tardi. Lo spettacolo gioca proprio su questo confine fra storia e leggenda, fino all'idea di un morto immaginario.

Il secondo fatto poco citato riguarda l'Accademia di Francia. Molière non vi fu mai ammesso da vivo, perché il commediante era considerato un guitto, culturalmente inferiore. L'Accademia rimediò nel 1774 con una statua e un'iscrizione rimasta celebre: nulla manca alla sua gloria, egli mancava alla nostra. Oggi la lingua francese si chiama, per antonomasia, la lingua di Molière.

Il terzo riguarda l'Ambra: fra gli anni Quaranta e Cinquanta la sala ospitò anche riunioni di pugilato, con il ring montato in teatro, e nel 1910 Ettore Petrolini firmò proprio con Giuseppe Jovinelli il contratto che lo lanciò. Un palco nato per il varietà e per il ring accoglie oggi la vita del più grande comico del Seicento.

L'Esquilino intorno all'Ambra Jovinelli

L'Esquilino è il rione fra Termini, Santa Maria Maggiore e Porta Maggiore, con i palazzi umbertini costruiti intorno a piazza Vittorio Emanuele II dopo l'Unità.

Piazza Vittorio

Piazza Vittorio è una grande piazza circondata da portici; nei giardini al centro si trova la Porta Alchemica, con le sue iscrizioni enigmatiche.

Il mercato

A pochi passi c'è il Nuovo Mercato Esquilino, con spezie, verdure e prodotti di mezzo mondo: un mercato diurno, da visitare la mattina per chi passa la giornata in zona.

Verso Monti

Salendo verso Santa Maria Maggiore e oltre si arriva a Monti, il rione di botteghe e piazzette fra la basilica e i Fori: la scheda sul rione Monti aiuta a scegliere un percorso prima o dopo lo spettacolo.

La foto giusta da fare a Molière, l'arte della beffa con Alessio Boni al Teatro Ambra Jovinelli — dal 31 marzo all'11 aprile 2027

La foto giusta si fa fuori, dal marciapiede di fronte: la facciata liberty dell'Ambra Jovinelli, con le lesene decorate da fiori e la conchiglia con il volto umano al centro della trabeazione. Di sera, illuminata, è una delle facciate teatrali più belle di Roma, e ha qualcosa di una maschera: un volto che guarda la strada.

Durante lo spettacolo il telefono resta spento: in uno spettacolo d'attore anche la luce di uno schermo rompe il patto con la platea. Alla fine, agli applausi, una foto della compagnia sul palco è il ricordo giusto.

La terza si fa in piazza Vittorio, davanti alla Porta Alchemica: un enigma di pietra dopo la storia di un uomo che, dice lo spettacolo, forse non è mai morto davvero.

Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo

L'Esquilino è il quartiere giusto per chi vuole cucina cinese, indiana, bengalese, etiope o mediorientale a prezzi contenuti; per la trattoria romana conviene salire verso Santa Maria Maggiore o spostarsi a Monti.

Con l'inizio alle 21

Per le recite delle 21 ci sono due strade: un aperitivo lungo verso le 19 e la cena dopo, oppure una cena presto, verso le 19:30, vicino al teatro.

Con l'inizio alle 19:30

Il 1, il 7 e il 9 aprile lo spettacolo comincia alle 19:30: si esce in tempo per una cena vera a Monti.

Le pomeridiane

Sabato 3 aprile alle 16:30 e le domeniche alle 17 lasciano la sera libera: un pranzo tardo all'Esquilino e una cena all'uscita, senza fretta.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia dell'Ambra Jovinelli si legge per date. Il 3 marzo 1909 il teatro inaugura con Raffaele Viviani e la sorella Luisella, chiamati da Giuseppe Jovinelli. Nel 1910 Ettore Petrolini firma con Jovinelli il contratto che lo lancia; i documenti di quel rapporto sono conservati nel Fondo Petrolini della Biblioteca e Museo teatrale del Burcardo. Fra il 1919 e il 1921 Totò debutta e diventa il beniamino del pubblico, presentandosi come imitatore di Gustavo De Marco.

Negli anni Cinquanta il teatro diventa cinema varietà con il nome attuale; negli anni Settanta cinema a luci rosse. Il 29 aprile 1982 l'incendio. Nel luglio 1996 l'occupazione da parte di giovani artisti, nel 1997 il vincolo ministeriale sulla facciata, il 25 gennaio 2001 la riapertura come teatro comico con Serena Dandini. Il 26 dicembre 2010 comincia la gestione di Fabrizia Pompilio.

A modo suo anche Molière ha una data romana in questa storia: la sua vita, raccontata da Bulgakov e riscritta da Niccolini, arriva in via Guglielmo Pepe il 31 marzo 2027, in un teatro che, come le sale in cui recitava lui, è nato per far ridere il pubblico popolare.

Chi è passato da Molière, l'arte della beffa con Alessio Boni al Teatro Ambra Jovinelli — dal 31 marzo all'11 aprile 2027

Il palcoscenico dell'Ambra Jovinelli ha visto passare più di un secolo di spettacolo italiano. Nella stagione della famiglia Jovinelli ci sono Raffaele Viviani, Ettore Petrolini, Gustavo De Marco, Totò, e poi Gennaro Pasquariello, Romolo Balzani, Claudio Villa, Nino Taranto, Lino Banfi, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, Rita Pavone, Alberto Sordi.

Dopo la riapertura del 2001 sono arrivati Ascanio Celestini, Marco Paolini, Lillo e Greg, Neri Marcorè, Valerio Mastandrea, Sabina e Corrado Guzzanti, Lella Costa, Moni Ovadia, Silvio Orlando, Paolo Rossi; con la gestione di Fabrizia Pompilio Stefano Accorsi, Massimo Ranieri, Pierfrancesco Favino, Paola Cortellesi, Elio Germano e le opere di Mattia Torre. Nella stagione 2026/27 passano fra gli altri Luca Bizzarri e Arianna Porcelli Safonov.

Dal 31 marzo all'11 aprile 2027 passano da via Guglielmo Pepe Alessio Boni, la compagnia di Nuovo Teatro e del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, e con loro, in scena, un'intera corte: Luigi XIV, i comici italiani, i medici, gli accademici, i mariti traditi e le signore alla moda che Molière mise in ridicolo. E naturalmente lui, Jean-Baptiste Poquelin, il figlio del tappezziere.

Come organizzare la serata a Molière, l'arte della beffa

Molière, l'arte della beffa resta all'Ambra Jovinelli per due settimane, con dodici recite distribuite fra sera, prima serata e pomeriggio: c'è un orario per ogni tipo di spettatore.

Per chi viene da fuori Roma

Chi arriva in treno a Termini ha il teatro a un quarto d'ora a piedi: le pomeridiane del sabato 3 aprile alle 16:30 e delle domeniche alle 17 permettono di rientrare in giornata senza correre. Conviene prenotare il treno di ritorno con un margine ampio.

Per chi alloggia in centro

Chi dorme lungo la metro A arriva in pochi minuti anche alle recite delle 21; per il ritorno conviene controllare sul sito di Atac l'orario dell'ultima corsa.

Quando comprare

Un attore popolare, un testo nuovo e solo dodici recite: a nostro giudizio conviene comprare appena si decide, soprattutto per le serate del sabato.

Accessibilità, età e informazioni pratiche

Dopo il restauro la sala dell'Ambra Jovinelli è cinque metri sopra il livello della strada: chi ha esigenze di accessibilità contatti il teatro prima dell'acquisto; il sito ufficiale ha una pagina dedicata agli spettatori con invalidità.

Con i ragazzi

La vita di Molière raccontata come un romanzo d'avventura, con il re, la prigione, le tournée e i nemici, è a nostro giudizio adatta anche ai ragazzi delle medie e delle superiori, soprattutto se a scuola hanno letto una sua commedia.

Arrivare in tempo

Con orari che cambiano quasi ogni giorno, conviene controllare due volte il biglietto. Il foyer si riempie in fretta: meglio essere in teatro un quarto d'ora prima.

Domande frequenti su Molière, l'arte della beffa all'Ambra Jovinelli

Quando va in scena Molière con Alessio Boni a Roma?

Molière, l'arte della beffa con Alessio Boni va in scena al Teatro Ambra Jovinelli di Roma dal 31 marzo all'11 aprile 2027, dodici recite con orari alle 21:00, alle 19:30 o nel pomeriggio del fine settimana. Lunedì 5 aprile non sono previste recite.

Chi ha scritto Molière, l'arte della beffa?

Molière, l'arte della beffa ha il testo di Francesco Niccolini, liberamente ispirato alla Vita del signor de Molière di Michail Bulgakov; la drammaturgia è di Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Francesco Niccolini e Marcello Prayer, la regia di Aldorasi, Boni e Prayer.

Chi produce lo spettacolo?

Molière, l'arte della beffa è una produzione di Nuovo Teatro, diretta da Marco Balsamo, in coproduzione con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. All'Ambra Jovinelli è in scena per due settimane, dal 31 marzo all'11 aprile 2027.

Dove si comprano i biglietti per Molière all'Ambra Jovinelli?

I biglietti per Molière, l'arte della beffa all'Ambra Jovinelli si comprano dal sito ufficiale del teatro, ambrajovinelli.org, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure alla biglietteria in via Guglielmo Pepe 43. I prezzi sono pubblicati sul circuito.

Ci sono recite pomeridiane?

Molière, l'arte della beffa all'Ambra Jovinelli ha tre pomeridiane: sabato 3 aprile alle 16:30, domenica 4 e domenica 11 aprile alle 17:00. Giovedì 1, mercoledì 7 e venerdì 9 aprile si comincia alle 19:30.

Chi era Molière?

Molière, pseudonimo di Jean-Baptiste Poquelin, nato a Parigi nel 1622 e morto nel 1673, è stato attore, capocomico e autore di commedie come Il Tartufo, Il misantropo, L'avaro e Il malato immaginario, durante la cui recita si sentì male poche ore prima di morire.

Come si arriva al Teatro Ambra Jovinelli?

Il Teatro Ambra Jovinelli, in via Guglielmo Pepe 43, si raggiunge con la metro A, fermata Vittorio Emanuele, a pochi minuti a piedi, oppure da Termini attraversando l'Esquilino in un quarto d'ora.

Il consiglio finale su Molière, l'arte della beffa

Molière, l'arte della beffa è, a nostro giudizio, lo spettacolo giusto per chi ama il teatro che racconta il teatro: la vita di un comico che fece ridere un re e infuriare una città, affidata a un attore che ha cominciato da Strehler e dall'Avaro e che da dieci anni costruisce con Aldorasi, Prayer e Niccolini grandi racconti per la scena. Il consiglio è ripassare una commedia di Molière prima di andare, scegliere una recita delle 19:30 per chi vuole cenare dopo o la pomeridiana del sabato per chi viene con i ragazzi, comprare presto e fermarsi un minuto davanti alla facciata liberty dell'Ambra prima di entrare.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento31 Marzo 2027 21:00 — 11 Aprile 2027
IndirizzoTeatro Ambra Jovinelli, Via Guglielmo Pepe 43, 00185 Roma Esquilino, Roma, Roma Città

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