La Conventicola degli Ultramoderni
La Conventicola degli Ultramoderni è un’associazione culturale con sede in via di Porta Labicana 32, nel rione San Lorenzo, a un passo dallo scalo ferroviario di Roma Termini e dal cimitero del Verano. Non è un locale notturno qualsiasi: è uno spazio a tesseramento nato per la divulgazione della musica e del varietà italiano e internazionale del primo Novecento, rivissuto attraverso spettacoli di cabaret, burlesque e café chantant con orchestra dal vivo. Il progetto porta la firma di Sior Mirkaccio e Madame De Freitas, che si sono incontrati nel 2011 e da allora hanno costruito, replica dopo replica, uno dei punti di riferimento della scena varietà contemporanea della capitale. Le serate si tengono da giovedì a sabato, l’ingresso è riservato ai soci e la sala chiude tradizionalmente nel mese di agosto. Chi arriva a Roma per un weekend e cerca qualcosa che esca dal circuito dei musei e delle rovine trova qui uno degli esempi più raccontati di intrattenimento dal vivo indipendente della città.

Dove si trova La Conventicola degli Ultramoderni e come arrivarci
L’indirizzo è via di Porta Labicana 32, sul lato di San Lorenzo che guarda verso lo scalo Termini, a poche decine di metri dall’incrocio con via dei Volsci e dal fascio dei binari che segna il confine tra il quartiere universitario e la stazione. Chi arriva a Roma in treno ha il vantaggio di poter raggiungere la zona a piedi in meno di dieci minuti dall’uscita di via Giolitti, aggirando lo scalo lungo via dei Marsi o via dei Sabelli. È una delle ragioni per cui molti visitatori scelgono di alloggiare proprio tra San Lorenzo e l’Esquilino quando programmano una serata qui: si evita del tutto la necessità di un mezzo di trasporto per il ritorno, che nelle ore piccole a Roma può risultare meno immediato.
In autobus e in tram
La zona di San Lorenzo è servita da diverse linee di superficie che collegano il quartiere al centro storico e a Termini: le linee che percorrono viale dello Scalo San Lorenzo e via Tiburtina restano il modo più diretto per arrivare da chi parte da Piazza Vittorio, dall’Esquilino o dal Nomentano. Il tram che transita su viale Regina Elena e via dei Ramni è un’alternativa comoda per chi arriva da San Giovanni o dal Pigneto passando per Porta Maggiore. Nelle sere di spettacolo, tra giovedì e sabato, le corse notturne diventano un fattore da tenere in considerazione: conviene verificare sull’app della mobilità cittadina gli orari dell’ultima corsa utile prima di uscire di casa.
In metro e a piedi
La stazione della linea B più vicina è Roma Termini, da cui si cammina in poco più di dieci minuti attraversando il ponte di via Marsala oppure costeggiando lo scalo merci. In alternativa la fermata Tiburtina, sulla stessa linea, permette di scendere verso San Lorenzo da nord, passando per il quartiere universitario della Sapienza. Chi soggiorna nella zona di San Lorenzo o dell’Esquilino può arrivare comodamente a piedi: il quartiere si percorre in pochi minuti da un capo all’altro ed è tra i più densi di locali, gallerie e spazi indipendenti dell’intera città. Per chi invece pernotta più lontano, verso il centro storico o Prati, il tragitto a piedi diventa lungo e conviene valutare un mezzo pubblico o un taxi, soprattutto al ritorno.
In auto e dagli aeroporti
La zona rientra nella fascia verde a traffico limitato che interessa buona parte del centro storico nelle ore serali, quindi conviene informarsi sugli orari prima di muoversi con il mezzo proprio. I parcheggi a pagamento su strada sono presenti lungo via dei Marsi e nelle vie limitrofe, ma nelle serate di spettacolo il quartiere si riempie in fretta: chi arriva in auto dovrebbe mettere in conto di lasciare la vettura anche a una decina di minuti a piedi dall’ingresso. Da chi atterra all’aeroporto di Fiumicino, il percorso più semplice resta il treno Leonardo Express fino a Termini seguito da una passeggiata o da un breve tragitto in autobus; da Ciampino conviene un collegamento diretto verso Termini o un taxi, considerando che gli orari serali dei bus navetta possono non coprire il ritorno tardo notturno.
Cosa si incontra lungo la strada
Camminando da Termini verso via di Porta Labicana si attraversa uno dei tratti più caratteristici del confine tra la Roma delle grandi arterie ferroviarie e quella dei rioni popolari: sottopassi, murales, piccoli negozi aperti fino a tardi e il viavai costante di studenti diretti verso la Sapienza. È un percorso che, soprattutto nelle sere d’estate, restituisce bene l’atmosfera del quartiere prima ancora di arrivare a destinazione, e che vale la pena affrontare a piedi piuttosto che saltare con un mezzo, quando gli orari e la stanchezza del viaggio lo permettono.
Che cos’è davvero La Conventicola degli Ultramoderni
Dietro il nome altisonante si trova un’associazione culturale a tutti gli effetti, con uno statuto, un tesseramento e una programmazione settimanale costruita attorno a un’idea precisa: il varietà non come reperto d’archivio ma come forma viva, capace di dialogare con il pubblico di oggi senza scadere nella nostalgia. La storia nasce meno di dieci anni fa in una piccola sala nascosta di San Lorenzo, cresciuta di replica in replica fino a diventare, secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, uno degli spazi più citati quando si parla di scena underground e di intrattenimento dal vivo a Roma. La formula scelta, quella dell’associazione culturale con soci anziché del locale aperto a tutti, non è un dettaglio burocratico: definisce il tono delle serate, la dimensione della sala e il rapporto quasi personale che si crea tra chi sale sul palco e chi siede ai tavoli.
Il tesseramento e le regole d’ingresso
L’accesso è riservato ai soci dell’associazione, e per diventarlo la prassi più diretta è scrivere ai contatti ufficiali indicati sul sito e sui canali social, dove viene spiegato come procedere. All’ingresso è presente un selezionatore, una scelta che rientra nella filosofia dello spazio: la sala è piccola, i posti sono limitati e la cura dell’atmosfera passa anche da chi la popola. Orari, tariffe e modalità di tesseramento possono cambiare da una stagione all’altra, quindi conviene sempre verificarli sui canali ufficiali dell’associazione prima di organizzare la serata. Chi scrive per la prima volta dovrebbe indicare la data desiderata e il numero di persone del gruppo, così da ricevere indicazioni precise su disponibilità e modalità di pagamento della quota associativa.
Sior Mirkaccio e Madame De Freitas
I due nomi che ricorrono in ogni racconto della Conventicola sono quelli di Sior Mirkaccio, che spesso apre le serate al pianoforte, e di Madame De Freitas. Il loro sodalizio artistico, nato nel 2011, è diventato negli anni il motore creativo dello spazio: dalla scelta del repertorio alla cura scenografica, fino alla formazione delle nuove generazioni di artisti che si esibiscono sul palco. Nelle interviste raccolte nel tempo dalla stampa specializzata, i due fondatori hanno più volte ribadito un punto: la Conventicola non vuole essere un museo del passato, ma un luogo dove il linguaggio del varietà d’epoca viene riletto con strumenti e sensibilità contemporanee, restando comunque fedele all’artigianalità del mestiere.
Perché conviene arrivare in anticipo
Arrivare con un buon margine prima dell’orario di inizio non è solo una questione di trovare posto: significa anche poter vivere con calma il momento dell’accoglienza al bar, spesso descritto da chi frequenta lo spazio come parte integrante dell’esperienza tanto quanto lo spettacolo stesso. Chi arriva all’ultimo minuto rischia di trovarsi già ai tavoli con lo spettacolo in corso, perdendo quella fase di ingresso e ambientazione che l’allestimento è studiato apposta per offrire.
Il modello dell’associazione culturale a tesseramento
In Italia il modello dell’associazione culturale con tessera associativa è uno strumento diffuso, storicamente legato al mondo dei circoli, dei club musicali indipendenti e degli spazi che nascono attorno a un progetto artistico specifico piuttosto che a un’attività commerciale generalista. Non è un espediente burocratico fine a se stesso: implica un rapporto diverso tra chi gestisce lo spazio e chi lo frequenta, con regole di condotta condivise e, spesso, un accesso più selezionato rispetto a un locale aperto al pubblico indistinto. La Conventicola si inserisce in questa tradizione, coniugandola con un progetto artistico molto definito, quello del varietà da café chantant rivisitato in chiave contemporanea.
Gruppi numerosi ed eventi privati
Chi vuole organizzare una serata per un gruppo numeroso, un compleanno o un evento aziendale può informarsi presso l’associazione sulla disponibilità di formule dedicate, tenendo presente che la capienza ridotta della sala rende comunque necessaria una programmazione con largo anticipo rispetto a una singola serata di spettacolo ordinario. Le informazioni più aggiornate su questo tipo di richieste vanno sempre verificate direttamente con lo staff della Conventicola, perché le formule per gruppi ed eventi speciali possono cambiare da una stagione all’altra in base alla disponibilità del calendario.
Il varietà da café chantant: un genere tornato di moda
Per capire cosa succede in una serata alla Conventicola aiuta ricordare cos’era il café chantant, il genere di spettacolo nato tra fine Ottocento e primo Novecento, diffuso a Parigi come a Napoli e a Roma, che mescolava canzone, danza, comicità e improvvisazione in un unico programma pensato per un pubblico seduto ai tavoli, con da bere davanti, non in poltrona da teatro. È un formato che per decenni è rimasto ai margini della memoria collettiva italiana, spesso confuso con l’avanspettacolo o ridotto a un cliché nostalgico, e che negli ultimi anni ha conosciuto una riscoperta in diverse città europee, complice anche l’interesse crescente per il burlesque come disciplina artistica autonoma, fatta di tecnica, ironia e costruzione scenica, più che di semplice spogliarello.
Perché funziona ancora oggi
La ragione per cui formule come questa continuano ad attirare pubblico, a Roma come altrove, risiede nella combinazione tra intimità della sala e imprevedibilità del programma: non si sa mai con esattezza cosa si vedrà, perché il cast e i numeri cambiano di settimana in settimana, e questo rende ogni serata diversa dalla precedente anche per chi torna più volte. È un modello agli antipodi rispetto al grande show standardizzato, e proprio per questo richiede una sala piccola, un pubblico affiatato e un rapporto di fiducia tra chi organizza e chi partecipa, elementi che il sistema del tesseramento aiuta a mantenere nel tempo.
Il varietà romano tra passato e presente
Roma ha una tradizione di teatri di varietà che affonda le radici nei primi decenni del Novecento, quando sale come l’Ambra Jovinelli, ancora oggi attiva come teatro nel rione Esquilino, ospitavano spettacoli di avanspettacolo capaci di mescolare musica, comicità e numeri di varietà per un pubblico popolare. Quella tradizione, con alterne fortune, ha attraversato il secolo fino a diradarsi nel dopoguerra, complice l’arrivo della televisione e il progressivo spostamento del pubblico verso altri format di intrattenimento. Iniziative come la Conventicola si inseriscono in una fase di riscoperta di quel linguaggio, non per nostalgia fine a se stessa ma perché il format del varietà dal vivo, con la sua imprevedibilità e la vicinanza fisica tra artisti e pubblico, continua a offrire qualcosa che la televisione e lo streaming non riescono a replicare.
La rinascita del burlesque nel mondo
La componente burlesque dello spettacolo si inserisce in un movimento più ampio, quello del neo burlesque, nato negli Stati Uniti a partire dagli anni Novanta e diffuso poi in Europa, che ha riportato in auge un genere teatrale ottocentesco fondato su ironia, tecnica coreografica e costruzione del personaggio, allontanandolo dalla connotazione più squallida che aveva assunto in certe sue derive novecentesche. Città come Londra, Parigi e New York hanno visto negli ultimi due decenni una fioritura di scuole, festival e locali dedicati a questa disciplina, e anche l’Italia, con ritardo rispetto ad altri paesi europei, ha visto nascere una propria scena, di cui Roma, e in particolare esperienze come quella della Conventicola, rappresentano oggi uno dei punti di riferimento più citati.
Lo spettacolo: varietà, burlesque e musica dal vivo
Ogni serata alla Conventicola mette in scena circa una dozzina di artisti tra cantanti, comici, musicisti e ballerini di burlesque, in un programma che cambia di continuo e che privilegia swing, canzoni d’epoca e numeri da café chantant. La musica non è mai registrata: ad accompagnare gli spettacoli c’è l’Ultracomplessino, descritto dagli stessi organizzatori come la più piccola orchestra del mondo, capace comunque di riempire la sala con un suono pieno, quasi da grande formazione jazz. La scaletta alterna momenti musicali puri, come l’apertura al pianoforte, a numeri di burlesque, gag comiche e coreografie di gruppo, in una sequenza pensata per tenere alta l’attenzione senza mai ripetere lo stesso registro per troppo tempo.
L’allestimento e l’atmosfera
L’arredamento richiama i cabaret di metà Novecento, tra velluti, luci calde e un gusto scenografico che gioca sull’allure del cinema in bianco e nero. La distanza tra palco e platea è minima: gli artisti interagiscono con il pubblico, camminano tra i tavoli, coinvolgono chi è seduto in prima fila, e questo contatto diretto è probabilmente l’elemento che più spesso i visitatori raccontano dopo una serata qui. Anche il servizio al tavolo segue la stessa logica scenografica: i camerieri si muovono tra un numero e l’altro senza spezzare il ritmo della serata, in un equilibrio che negli anni gli organizzatori hanno affinato replica dopo replica.
I protagonisti del palco
Tra le figure che negli anni hanno costruito il repertorio della Conventicola si ricordano Calomino, dedito alla musica grammofonica italiana d’epoca, Rose Selavy nei panni di diva d’oltreoceano, e Ginevra Joyce, riconosciuta a livello internazionale nel mondo del burlesque. Accanto a loro si alternano le Ultrastelle, il gruppo di giovani showgirl che rappresenta il ricambio generazionale dello spazio, insieme a comici e musicisti che ruotano di settimana in settimana. Non è raro che la formazione della serata includa anche ospiti esterni, artisti che frequentano il circuito del burlesque e del cabaret in altre città italiane e che trovano nella Conventicola un palco dove esibirsi davanti a un pubblico competente e partecipe.
Come è tradizione nel mondo del burlesque e del cabaret, molti degli interpreti si esibiscono sotto un nome d’arte costruito appositamente per il personaggio scenico, una convenzione che risale alle origini stesse del genere e che permette di separare nettamente l’identità privata da quella teatrale. È un aspetto che aggiunge un ulteriore strato di finzione scenica alle serate, in linea con l’estetica complessiva dello spazio, dove ogni dettaglio, dai nomi ai costumi, concorre a costruire un mondo coerente per tutta la durata dello spettacolo.
Il pubblico e la partecipazione
Chi conosce la Conventicola da tempo racconta che il pubblico non è un semplice spettatore silenzioso: applaude, risponde alle battute, a volte viene coinvolto direttamente in un numero. È un elemento che distingue lo spazio da un teatro tradizionale e che richiede, a chi partecipa per la prima volta, una predisposizione a stare al gioco più che a osservare da distante. Per questo motivo la serata è consigliata a chi cerca un’esperienza immersiva, meno a chi preferisce assistere a uno spettacolo restando fuori dalla scena.
Una curiosità su La Conventicola degli Ultramoderni
Dal 2016, anno spesso citato come punto di svolta per la programmazione regolare, l’associazione ha messo in scena oltre novecento repliche dei propri spettacoli: un numero che restituisce bene quanto la formula del varietà settimanale, apparentemente di nicchia, abbia trovato un pubblico fedele capace di riempire la sala quasi ogni fine settimana per anni. Un’altra curiosità riguarda i cocktail: la carta del bar, curata da un bartender di origine brasiliana, segue lo stesso principio scenografico del palco, con nomi e presentazioni che richiamano l’immaginario vintage dello spazio. Anche il nome dell’orchestra, l’Ultracomplessino, gioca con lo stesso registro ironico che attraversa l’intero progetto: definirsi la più piccola orchestra del mondo è, insieme, una dichiarazione d’intenti e una piccola presa in giro dei grandi complessi orchestrali che il varietà d’epoca evocava sui manifesti.
L’Ultrascuola e i laboratori artistici
Accanto alla programmazione serale, l’associazione porta avanti un’attività didattica chiamata Ultrascuola, con corsi e laboratori che vanno dalla chorus line al burlesque, pensati per chi vuole avvicinarsi da protagonista, e non solo da spettatore, al linguaggio del varietà. È un aspetto meno noto rispetto agli spettacoli del fine settimana, ma è parte integrante del progetto: molti dei performer che oggi salgono sul palco sono passati proprio da questi corsi, in un ricambio continuo tra chi insegna e chi impara. La presenza di figure come Ginevra Joyce, che unisce l’attività di interprete a quella di formatrice, rende l’Ultrascuola un punto di passaggio naturale per chi, dopo aver assistito a uno spettacolo da spettatore, decide di provare a sua volta il palco.
Chi è interessato a partecipare ai corsi dovrebbe informarsi direttamente presso l’associazione sui calendari attivi, che seguono una programmazione propria distinta da quella degli spettacoli serali e che può variare da una stagione all’altra in base alla disponibilità degli insegnanti e alla richiesta del pubblico.
Una cosa che non ti dice nessuno su La Conventicola degli Ultramoderni
Quello che raramente viene raccontato è quanto lavoro di squadra, e quanto tempo, si nasconda dietro un’ora e mezza di spettacolo che sembra improvvisata. Dietro le quinte di una sala piccola come questa non c’è spazio per camerini ampi o per una macchina organizzativa da grande teatro: costumi, cambi rapidi, prove dell’orchestra e coordinamento tra artisti diversi avvengono in ambienti ristretti, con una logistica che i soci più affezionati intuiscono solo osservando quanto sia fluido il passaggio da un numero all’altro. Un altro dettaglio poco raccontato è che il progetto è cresciuto senza il sostegno di una grande produzione alle spalle, costruendosi la propria credibilità replica dopo replica, con il passaparola come motore principale di crescita per anni, prima che arrivasse l’attenzione della stampa nazionale e, più di recente, anche della televisione. Molti dei soci storici raccontano di aver scoperto lo spazio tramite un amico che li ha portati una prima volta, non tramite una campagna pubblicitaria: è un modello di crescita organica raro da trovare in un contesto urbano come quello romano, dove la maggior parte dell’offerta serale punta sulla visibilità immediata piuttosto che sulla costruzione lenta di una comunità.
Il consiglio che ti do per visitare La Conventicola degli Ultramoderni
Prenota o mettiti in contatto con l’associazione con largo anticipo rispetto alla serata che ti interessa: essendo uno spazio a tesseramento con posti limitati, arrivare senza aver prima verificato disponibilità e modalità d’accesso significa rischiare di restare fuori. Vestiti in modo curato, senza esagerare: non è richiesto un abito d’epoca, ma l’atmosfera generale premia chi si presenta con un minimo di ricercatezza, in linea con lo spirito della serata. Arriva con un margine di tempo prima dell’orario di inizio, così da trovare posto comodamente e goderti anche l’accoglienza al bar prima che lo spettacolo cominci. Se sei alla tua prima volta, scegli un giovedì o un inizio di weekend piuttosto che ridurre i tempi all’ultimo minuto: la sala è piccola e riempirla è più semplice di quanto sembri.
Un altro suggerimento pratico riguarda il ritorno: essendo uno spazio che vive soprattutto nelle ore serali e notturne, organizza in anticipo il tragitto per rincasare, verificando gli ultimi collegamenti di trasporto pubblico o tenendo a portata di mano il contatto di un servizio taxi. Se viaggi con un gruppo numeroso, comunicalo con anticipo all’associazione: i tavoli sono pensati per numeri contenuti e una richiesta last minute per molte persone può risultare più complicata da gestire rispetto a una prenotazione organizzata con qualche giorno di margine.
Cosa evitare
Evita di presentarti senza aver prima verificato il tesseramento: non è uno spazio dove ci si può fermare per caso passando dalla strada. Evita anche di aspettarti un locale rumoroso da discoteca: la Conventicola è pensata per essere ascoltata e guardata, non solo attraversata, e chi cerca un formato da serata elettronica resterà probabilmente spiazzato dal ritmo più teatrale della proposta. Infine, evita di programmare una visita ad agosto senza prima controllare i canali ufficiali: la chiusura estiva, comune a molte realtà culturali indipendenti della città, riguarda tradizionalmente anche questo spazio.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Molti sanno che la Conventicola propone spettacoli di burlesque, pochi ricordano che l’impianto complessivo è pensato come un vero varietà, con numeri musicali, comici e coreografici che si alternano nella stessa serata, proprio come accadeva nei café chantant di inizio Novecento. Non è dunque solo uno spettacolo di spogliarello in costume d’epoca, come talvolta viene sintetizzato per semplicità: è un contenitore più ampio, che tiene insieme musica dal vivo, comicità e teatro di figura sotto un unico cappello estetico. Un secondo aspetto poco citato riguarda il pubblico internazionale: le recensioni raccolte nel tempo sulle principali piattaforme di viaggio mostrano una quota significativa di visitatori stranieri, arrivati a Roma proprio grazie al passaparola online più che grazie alla notorietà cittadina, segno di quanto lo spazio abbia costruito una reputazione che oltrepassa i confini del pubblico romano abituale.
San Lorenzo, il quartiere intorno alla Conventicola
San Lorenzo è uno dei rioni romani con la maggiore concentrazione di vita studentesca, per la vicinanza alla Sapienza, e di scena artistica indipendente. Nato come quartiere operaio a fine Ottocento fuori dalle Mura Aureliane, tra la stazione Termini e la basilica che gli dà il nome, il rione ha una storia segnata anche da momenti drammatici: il bombardamento alleato del 19 luglio 1943 colpì duramente proprio questa zona, e ancora oggi diversi edifici e memoriali del quartiere raccontano quel passaggio della storia cittadina. Nel secondo dopoguerra, con l’espansione della Sapienza e l’arrivo di generazioni di studenti fuori sede, San Lorenzo ha progressivamente cambiato volto, diventando negli ultimi decenni uno dei laboratori urbani più vivaci della capitale, dove convivono case popolari storiche, atenei, gallerie d’arte indipendenti e locali di ogni genere.
Il rione ha anche una storia di attivismo sociale e politico che risale agli anni Settanta, quando il quartiere fu tra i luoghi simbolo dei movimenti studenteschi romani, e che negli anni successivi ha trovato continuità in centri sociali e realtà associative che ancora oggi animano parte della vita culturale della zona. È in questo tessuto, fatto di case popolari, università e associazionismo, che negli anni Duemiladieci ha trovato spazio anche un progetto artistico diverso come quello della Conventicola, capace di intercettare un pubblico più ampio rispetto a quello tradizionalmente legato all’attivismo di quartiere, pur muovendosi nello stesso contesto urbano.
Sapienza, musei universitari e Verano
A pochi passi dalla Conventicola si trova il container San Lorenzo, spazio nato per iniziative culturali e sociali di quartiere, mentre proseguendo verso l’ateneo si incontrano il Museo dell’Arte Contemporanea della Sapienza e la Gipsoteca, entrambi parte del circuito museale universitario, insieme al Museo di Antropologia intitolato a Giuseppe Sergi. Chi ha voglia di una passeggiata più raccolta può fare tappa al cimitero del Verano, uno dei più grandi camposanti monumentali d’Italia, con un patrimonio scultoreo che vale una visita a sé, oppure attraversare la basilica di San Lorenzo fuori le Mura, che dà il nome al quartiere e che custodisce, tra le altre cose, le spoglie di Pio IX.
La Città Universitaria della Sapienza, con il suo impianto razionalista degli anni Trenta firmato da Marcello Piacentini e da un gruppo di architetti che comprendeva anche Giovanni Michelucci e Gio Ponti, resta uno degli esempi più compiuti di architettura del Novecento a Roma, e la sua presenza ha segnato in modo permanente la vita del quartiere circostante, portando decine di migliaia di studenti a popolare ogni giorno le strade di San Lorenzo. È anche per questo motivo che il rione ha sviluppato, nel tempo, un’offerta di intrattenimento serale così fitta e variegata, di cui la Conventicola rappresenta oggi uno dei nomi più riconoscibili.
Locali, murales e vita notturna
San Lorenzo è anche uno dei quartieri più densi di locali, birrerie e piccoli spazi culturali di Roma, con una scena che negli anni si è arricchita di murales, gallerie temporanee e iniziative indipendenti come la palestra popolare del quartiere. Prima o dopo lo spettacolo alla Conventicola, il tessuto di strade tra via dei Volsci, via degli Equi e via dei Marsi offre facilmente un’alternativa per una cena o un aperitivo, senza bisogno di allontanarsi dalla zona. Chi ama la musica dal vivo in senso più ampio, non solo il varietà d’epoca, trova a Roma anche altre proposte stagionali legate allo swing e al jazz all’aperto, come le serate che animano Villa Celimontana in estate.
Trattorie, pizzerie ed enoteche del quartiere
San Lorenzo è tra i quartieri romani con la maggiore concentrazione di indirizzi per mangiare e bere, dalle trattorie storiche legate alla tradizione popolare del rione alle pizzerie a taglio aperte fino a tardi, fino alle enoteche che negli ultimi anni hanno intercettato il pubblico più giovane e internazionale della zona universitaria. Chi organizza una serata alla Conventicola può facilmente costruire attorno allo spettacolo una cena leggera nelle strade limitrofe, tenendo conto che nei fine settimana i locali più conosciuti del quartiere si riempiono in fretta e conviene arrivare con un margine di anticipo o prenotare un tavolo, soprattutto se si è in gruppo.
Street art e gallerie indipendenti
Dagli anni Novanta in avanti San Lorenzo è diventato anche un laboratorio a cielo aperto per la street art romana, con interventi murali che si sono moltiplicati sulle saracinesche e sulle facciate del quartiere, spesso legati a progetti di rigenerazione urbana condivisi con le realtà associative locali. Accanto ai murales, il rione ospita gallerie indipendenti e spazi espositivi di piccole dimensioni che affiancano la programmazione dei grandi musei del centro con proposte più sperimentali, in continuità con lo spirito che anima anche la Conventicola.
La foto giusta da fare a La Conventicola degli Ultramoderni
Lo scatto più riuscito non è quasi mai quello frontale al palco durante il numero principale, dove le luci basse e il movimento continuo rendono difficile un buon risultato. Meglio puntare su un dettaglio dell’allestimento, come l’angolo bar con i cuscini e le luci calde, oppure su un momento di pausa tra un numero e l’altro, quando gli artisti si muovono tra i tavoli e la distanza tra sala e palco si azzera davvero. Chi vuole un ricordo più discreto può concentrarsi sui dettagli scenografici, dai costumi ai microfoni vintage, che raccontano l’estetica dello spazio meglio di una foto di gruppo scattata al buio. Vale la pena ricordare che, come in molti spazi a tesseramento con artisti dal vivo, le regole su foto e video durante lo spettacolo possono essere più restrittive rispetto a un locale qualsiasi: meglio chiedere conferma sul posto prima di scattare durante i numeri, per rispetto del lavoro degli artisti e delle indicazioni dell’associazione.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il percorso della Conventicola comincia meno di dieci anni fa in una piccola sala di San Lorenzo, con un progetto artistico costruito quasi artigianalmente dai suoi due fondatori. Il 2016 segna l’avvio di una programmazione regolare e continuativa, che negli anni successivi porta l’associazione a superare le novecento repliche di spettacolo, un traguardo che pochi progetti indipendenti romani possono vantare con la stessa continuità. Nel corso degli anni la formazione artistica si è arricchita, passando da un nucleo ristretto di interpreti a un cast più ampio, capace di sostenere quattro serate settimanali con un livello costante, e la nascita dell’Ultrascuola ha permesso di formare in casa una parte delle nuove leve che oggi si esibiscono. Più di recente, nella primavera del 2026, la storia dello spazio è arrivata anche in televisione con un documentario dedicato andato in onda su Sky Arte, che ha raccontato dietro le quinte la nascita e la crescita del progetto attraverso le testimonianze dei suoi protagonisti, contribuendo a far conoscere la Conventicola anche a un pubblico che non frequenta abitualmente la scena del varietà romano.
Chi è passato da La Conventicola degli Ultramoderni
Sul palco della Conventicola si sono alternati, negli anni, decine di artisti che oggi rappresentano punti di riferimento della scena varietà e burlesque italiana, da Calomino a Rose Selavy, fino a Ginevra Joyce, la cui reputazione nel mondo del burlesque va oltre i confini nazionali. Tra il pubblico, la fama crescente dello spazio ha attirato l’attenzione di testate e content creator che si occupano di vita notturna e cultura underground a Roma, contribuendo a costruire negli anni una reputazione che oggi porta visitatori anche da fuori città, curiosi di scoprire uno degli spazi più raccontati quando si parla di intrattenimento dal vivo nella capitale. Le recensioni pubblicate nel tempo sulle piattaforme di viaggio internazionali parlano spesso di un’esperienza fuori dagli schemi consueti del turismo romano, un elemento che ha contribuito non poco a diffondere il nome dell’associazione ben oltre i confini del quartiere in cui è nata.
Il ritmo di una settimana tipo
Nella programmazione ordinaria dell’associazione, il giovedì rappresenta spesso la serata di apertura della settimana, generalmente più raccolta rispetto al weekend, con un pubblico che comprende sia soci di lunga data sia chi si affaccia per la prima volta allo spazio. Il venerdì e il sabato concentrano la parte più intensa della programmazione, con la sala che tende a riempirsi più rapidamente e con un cast che nei fine settimana viene spesso ampliato rispetto alle serate infrasettimanali. È uno schema comune a molti spazi di intrattenimento dal vivo di dimensioni contenute, pensato per distribuire l’affluenza lungo l’arco della settimana senza concentrare tutto il pubblico in un’unica serata.
La stagione più indicata per una prima visita
Non esiste in senso stretto un periodo migliore dell’anno per una prima visita, dato che la programmazione, quando attiva, segue lo stesso ritmo settimanale da settembre a luglio. Alcuni preferiscono le serate autunnali e invernali, quando l’atmosfera calda e raccolta della sala contrasta piacevolmente con il freddo esterno, altri scelgono la tarda primavera, quando le temperature miti rendono più piacevole anche la passeggiata di andata e ritorno attraverso San Lorenzo. In entrambi i casi, la variabile più importante resta la disponibilità di posti, non la stagione.
Le pause stagionali
Oltre alla chiusura tradizionale di agosto, comune a buona parte dell’offerta culturale e di intrattenimento romana, la programmazione può conoscere pause più brevi in corrispondenza delle festività di fine anno o di periodi di transizione tra una stagione artistica e la successiva. Anche in questo caso, il consiglio resta lo stesso: verificare il calendario aggiornato sui canali ufficiali prima di organizzare la serata, evitando di dare per scontata una programmazione continuativa tutto l’anno.
Quando andare a La Conventicola degli Ultramoderni
Gli spettacoli si tengono di norma tra giovedì e sabato, con la sala che tradizionalmente resta chiusa nel mese di agosto, in linea con le abitudini di buona parte dei locali romani. Il weekend resta il momento con la programmazione più ricca, mentre il giovedì può essere una scelta interessante per chi cerca un’atmosfera leggermente più raccolta. Prima di organizzare la serata, conviene sempre verificare sui canali ufficiali dell’associazione il calendario aggiornato, perché orari e giorni di apertura possono variare da una stagione all’altra.
Con chi andarci
Lo spettacolo si presta bene sia a una serata di coppia sia a un gruppo di amici, grazie ai tavoli conviviali e al clima informale che favorisce l’interazione. Meno indicato per chi cerca un locale silenzioso: la Conventicola è pensata per essere vissuta con partecipazione, non semplicemente osservata da lontano. Per la natura degli spettacoli, che comprendono numeri di burlesque, la serata è pensata per un pubblico adulto: non è un’attività da programmare con bambini al seguito.
Accessibilità
Trattandosi di uno spazio raccolto ricavato in un edificio del quartiere storico di San Lorenzo, chi ha esigenze specifiche di accessibilità dovrebbe contattare l’associazione prima della prenotazione per avere indicazioni precise su ingressi, gradini e disposizione dei tavoli, informazioni che possono cambiare nel tempo e che è sempre meglio verificare caso per caso piuttosto che darle per scontate.
Il dress code, se così si può chiamare
Non esiste un dress code formale imposto all’ingresso, ma l’atmosfera generale dello spazio, con la sua estetica curata fin nei minimi dettagli, invita naturalmente a vestirsi con un minimo di attenzione. Alcuni soci scelgono di richiamare nell’abbigliamento lo stile vintage delle serate, con abiti ispirati agli anni Trenta e Quaranta, ma non è affatto un obbligo: quello che conta di più, secondo chi frequenta lo spazio da tempo, è presentarsi con la voglia di partecipare, più che con un guardaroba specifico.
Altri indirizzi della scena live romana
Chi resta affascinato dalla formula del varietà con musica dal vivo trova a Roma altre occasioni, seppur diverse per formato e stagionalità, per continuare a esplorare generi affini. In estate, ad esempio, Villa Celimontana ospita da anni una rassegna di jazz e swing gratuita che anima le sere romane con un pubblico eterogeneo, dagli appassionati di musica dal vivo alle famiglie in cerca di un’uscita serale all’aperto. Sono esperienze diverse per contesto e dimensione rispetto alla sala raccolta della Conventicola, ma condividono la stessa attenzione per la musica suonata dal vivo, senza basi registrate, come cuore dello spettacolo. Anche il quartiere dell’Esquilino, con la sua storia di teatri di varietà e con il vicino Ambra Jovinelli ancora attivo, resta un riferimento utile per chi vuole allargare lo sguardo al panorama più ampio dell’intrattenimento dal vivo romano, tra tradizione novecentesca e nuove proposte indipendenti come quella nata a San Lorenzo.
Un progetto che continua a crescere
Dal nucleo iniziale di poche persone alla struttura attuale, capace di sostenere quattro serate settimanali, una scuola di formazione e una presenza costante sui media, la traiettoria della Conventicola racconta bene come un progetto artistico indipendente possa crescere senza snaturarsi, mantenendo la stessa dimensione raccolta e lo stesso rapporto diretto con il pubblico che lo hanno reso riconoscibile fin dai primi anni di attività. È un percorso che vale la pena ricordare a chi si avvicina per la prima volta a questo spazio: dietro la serata di spettacolo, ordinata e apparentemente semplice da seguire, c’è un lavoro costruito nel tempo, replica dopo replica.
Cosa distingue la Conventicola dal resto dell’offerta cittadina
Rispetto ai grandi teatri e ai locali di intrattenimento più strutturati, la Conventicola mantiene una dimensione artigianale che passa dal numero contenuto di posti, dal sistema del tesseramento e dalla presenza costante dei fondatori nella gestione dello spazio. È una differenza che si percepisce fin dai primi minuti di una serata: non c’è la distanza tipica di un grande show, ma un rapporto più diretto tra chi organizza, chi si esibisce e chi partecipa, che resta probabilmente l’elemento distintivo più citato da chi torna più volte.
Domande frequenti su La Conventicola degli Ultramoderni
Dove si trova La Conventicola degli Ultramoderni?
La Conventicola degli Ultramoderni si trova in via di Porta Labicana 32, nel quartiere San Lorenzo di Roma, a pochi minuti a piedi dalla stazione Termini, sul lato che guarda verso lo scalo ferroviario. Chi arriva in treno può raggiungere la zona a piedi in meno di dieci minuti dall'uscita di via Giolitti.
Che cos'è davvero La Conventicola degli Ultramoderni?
La Conventicola degli Ultramoderni è un'associazione culturale con statuto, tesseramento e una programmazione settimanale costruita attorno al varietà come forma viva, non come reperto d'archivio. Il progetto nasce meno di dieci anni fa in una piccola sala di San Lorenzo e dal 2016 ha una programmazione regolare e continuativa.
Che tipo di spettacolo si vede alla Conventicola degli Ultramoderni?
Ogni serata alla Conventicola degli Ultramoderni mette in scena circa una dozzina fra artisti, comici, musicisti e ballerini di burlesque, in un programma che cambia di continuo e privilegia swing, canzoni d'epoca e numeri da café chantant. La musica dal vivo è affidata all'Ultracomplessino, descritto dagli organizzatori come la più piccola orchestra del mondo.
Come si accede a una serata alla Conventicola degli Ultramoderni?
Essendo uno spazio a tesseramento con posti limitati, per accedere a una serata alla Conventicola degli Ultramoderni conviene prenotare o mettersi in contatto con l'associazione con largo anticipo tramite i canali ufficiali, dove sono indicate le modalità aggiornate di tesseramento e accesso.
Quando si tengono gli spettacoli alla Conventicola degli Ultramoderni?
Gli spettacoli alla Conventicola degli Ultramoderni si tengono di norma tra giovedì e sabato, con la sala che tradizionalmente resta chiusa nel mese di agosto, come per buona parte dei locali romani. Il weekend concentra la programmazione più ricca, mentre il giovedì offre in genere un'atmosfera più raccolta.
Che cos'è l'Ultrascuola della Conventicola degli Ultramoderni?
L'Ultrascuola è l'attività didattica portata avanti dall'associazione accanto alla programmazione serale, con corsi e laboratori che vanno dalla chorus line al burlesque, pensati per chi vuole avvicinarsi da protagonista al linguaggio del varietà. Molti dei performer che oggi salgono sul palco della Conventicola sono passati anche da questi corsi.
Chi si è esibito alla Conventicola degli Ultramoderni?
Sul palco della Conventicola degli Ultramoderni si sono alternati negli anni diversi nomi oggi noti nella scena varietà e burlesque italiana, tra cui Calomino, Rose Selavy e Ginevra Joyce, la cui reputazione nel mondo del burlesque va oltre i confini nazionali.
Cosa c’è intorno a La Conventicola degli Ultramoderni
Oltre al quartiere di San Lorenzo, chi organizza una serata qui può facilmente costruire un itinerario che tocca la stazione Termini, l’Esquilino e il centro storico, tutti raggiungibili in pochi minuti a piedi o con un breve tragitto in autobus. Chi ha una giornata intera a disposizione prima dello spettacolo può abbinare la visita alla basilica di San Lorenzo fuori le Mura, una passeggiata al cimitero del Verano o una tappa ai musei della Sapienza, per poi chiudere la serata proprio alla Conventicola, in un percorso che tiene insieme la Roma storica e quella più contemporanea del quartiere universitario.
Per chi arriva da fuori Roma e vuole organizzare l’intero soggiorno intorno a serate come questa, una guida utile su itinerari, quartieri e proposte di viaggio in Italia si trova su Italy Planner, mentre chi si occupa professionalmente di accompagnare gruppi e visitatori nella capitale può trovare risorse dedicate su Tour Leader Pro, utili per inserire spazi indipendenti come questo in un programma più ampio di visita della città.
Un buon modo per costruire una giornata completa attorno alla serata è pensare San Lorenzo come tappa serale di un itinerario che nella parte diurna tocca l’Esquilino e i suoi mercati, prosegue verso i musei della zona di Termini e chiude, appunto, con lo spettacolo alla Conventicola. È un percorso che permette di alternare la Roma monumentale più conosciuta a quella meno battuta dai circuiti turistici tradizionali, restituendo un’immagine più completa della città a chi ha solo pochi giorni a disposizione.
La Conventicola nei media e sui social
Negli ultimi anni la Conventicola ha costruito una presenza costante sui social, con contenuti che documentano dietro le quinte, estratti degli spettacoli e la vita quotidiana dell’associazione, contribuendo a tenere vivo il legame con i soci anche fuori dalle serate di programmazione. Parallelamente, l’attenzione della stampa specializzata in vita notturna e cultura underground romana è cresciuta negli anni, fino ad arrivare, nella primavera del 2026, al documentario trasmesso su Sky Arte, un passaggio che ha segnato un salto di visibilità per un progetto nato in una piccola sala di quartiere.
Un progetto seguito anche fuori Roma
La copertura mediatica ottenuta nel tempo, culminata con il documentario di Sky Arte, ha reso la Conventicola un nome noto anche a chi non vive a Roma e non frequenta abitualmente il quartiere di San Lorenzo, contribuendo a portare nella sala un pubblico sempre più eterogeneo per provenienza geografica. È un fenomeno comune a diversi spazi culturali indipendenti che, partiti da una dimensione strettamente locale, finiscono per attirare visitatori arrivati apposta a Roma anche solo per una serata di spettacolo, un elemento che negli anni ha contribuito a consolidare la reputazione dello spazio ben oltre i confini del quartiere che lo ha visto nascere.
Le recensioni dei visitatori
Sulle principali piattaforme di recensioni di viaggio, la Conventicola raccoglie giudizi generalmente molto positivi, con punteggi medi elevati e commenti che insistono spesso sugli stessi elementi: la qualità della musica dal vivo, la cura dei dettagli scenografici e il coinvolgimento diretto degli artisti con il pubblico. È un tipo di riscontro coerente con la natura dello spazio, pensato più per un’esperienza immersiva che per uno spettacolo da guardare a distanza, e aiuta a capire perché il passaparola resti, ancora oggi, il principale motore di crescita della sua fama.
Domande veloci su La Conventicola degli Ultramoderni
Dove si trova esattamente La Conventicola degli Ultramoderni?
L’indirizzo è via di Porta Labicana 32, nel rione San Lorenzo, a pochi minuti a piedi dalla stazione di Roma Termini.
Come si diventa soci?
Il modo più diretto è contattare l’associazione tramite i canali ufficiali indicati sul sito e sui social, dove vengono fornite le indicazioni aggiornate su tesseramento e modalità d’accesso.
Che tipo di spettacoli si vedono?
Serate di varietà con cabaret, burlesque e café chantant, accompagnate dalla musica dal vivo dell’Ultracomplessino, con cantanti, comici, musicisti e ballerini che si alternano sul palco.
Quali sono i giorni di apertura?
Gli spettacoli si tengono generalmente da giovedì a sabato, con chiusura tradizionale nel mese di agosto; per il calendario aggiornato conviene sempre controllare i canali ufficiali.
Chi ha fondato La Conventicola degli Ultramoderni?
Il progetto porta la firma di Sior Mirkaccio e Madame De Freitas, il cui sodalizio artistico, nato nel 2011, è diventato negli anni il motore creativo dello spazio.
È adatta a chi non conosce il mondo del burlesque?
Sì, la formula del varietà rende lo spettacolo accessibile anche a chi non ha mai assistito a una serata di questo genere: la componente musicale e comica affianca quella più propriamente burlesque.
È adatta ai bambini?
No, per la natura degli spettacoli, che comprendono numeri di burlesque, la serata è pensata per un pubblico adulto.
Come si arriva da Termini?
A piedi in circa dieci minuti, attraversando via Giolitti e costeggiando lo scalo ferroviario in direzione di San Lorenzo.
C’è un’orchestra dal vivo?
Sì, la musica è affidata all’Ultracomplessino, descritto dagli stessi organizzatori come la più piccola orchestra del mondo, ma capace di sostenere l’intero spettacolo senza basi registrate.
Ci sono corsi per chi vuole esibirsi?
L’associazione porta avanti l’Ultrascuola, un percorso di laboratori e corsi artistici che spaziano dalla chorus line al burlesque, aperto a chi vuole avvicinarsi al linguaggio del varietà anche da protagonista.
Si può prenotare online?
Le modalità di contatto e prenotazione sono indicate sui canali ufficiali dell’associazione, dove è possibile scrivere per verificare disponibilità e ricevere le istruzioni per il tesseramento.
Cosa c’è da vedere nei dintorni?
Il cimitero del Verano, la basilica di San Lorenzo fuori le Mura, il container San Lorenzo e i musei universitari della Sapienza sono tutti raggiungibili a piedi in pochi minuti dalla Conventicola.
Quanto dura uno spettacolo?
La durata varia in base al programma della serata, ma lo schema tipico di un varietà con più numeri in successione occupa in genere buona parte della serata, tra apertura musicale e finale.
È stata raccontata in televisione?
Sì, nella primavera del 2026 è andato in onda su Sky Arte un documentario dedicato alla storia e alla scena artistica della Conventicola degli Ultramoderni.
Qual è il modo migliore per organizzare la prima visita?
Contattare in anticipo l’associazione per il tesseramento, scegliere una data tra giovedì e sabato evitando il mese di agosto, e arrivare con margine di tempo prima dell’inizio dello spettacolo per godersi anche l’accoglienza al bar.
Si possono scattare foto durante lo spettacolo?
Le regole possono essere più restrittive rispetto a un locale qualunque proprio per rispetto del lavoro degli artisti: conviene chiedere conferma sul posto prima di fotografare o filmare durante i numeri.
La Conventicola organizza eventi privati o per gruppi numerosi?
Per richieste di questo tipo, come compleanni o eventi aziendali, conviene contattare direttamente l’associazione, tenendo conto che la capienza ridotta della sala richiede una programmazione con largo anticipo.
Che cos’è l’Ultracomplessino?
È il nome scelto dagli organizzatori per l’orchestra che accompagna dal vivo gli spettacoli, definita ironicamente la più piccola orchestra del mondo pur riuscendo a sostenere l’intera serata senza basi registrate.
Che differenza c’è tra varietà e burlesque?
Il burlesque è una delle componenti dello spettacolo, ma il format della Conventicola è un varietà più ampio, che alterna numeri musicali, comici e coreografici in un’unica scaletta, sul modello del café chantant di inizio Novecento.
Perché il quartiere si chiama San Lorenzo?
Il nome deriva dalla basilica di San Lorenzo fuori le Mura, uno dei luoghi di culto più antichi di Roma, attorno a cui il rione si è sviluppato a partire dalla fine dell’Ottocento.
Conviene prenotare un ristorante nelle vicinanze?
San Lorenzo ha un’offerta molto ampia di trattorie, pizzerie ed enoteche, ma nei fine settimana i locali più frequentati si riempiono in fretta: prenotare in anticipo, o arrivare con margine prima dello spettacolo, evita attese inutili.
Quanto è grande la sala?
Lo spazio è volutamente contenuto: la dimensione raccolta della sala è parte integrante dell’esperienza e concorre a creare il contatto diretto tra artisti e pubblico che caratterizza le serate.
Si può arrivare direttamente dall’aeroporto la sera stessa?
È possibile, ma conviene calcolare bene i tempi: dal Leonardo da Vinci di Fiumicino il treno più il tragitto verso San Lorenzo richiede complessivamente circa un’ora, mentre da Ciampino i tempi variano in base al collegamento scelto.
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