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Arianna Porcelli Safonov, Odiario al Teatro Ambra Jovinelli — 7 e 8 novembre 2026

Arianna Porcelli Safonov porta Odiario al Teatro Ambra Jovinelli di Roma, in via Guglielmo Pepe 43, all'Esquilino, per due repliche: sabato 7 novembre 2026 alle 19:30 e domenica 8 novembre 2026 alle 17:00. Lo spettacolo è scritto e interpretato da lei, con la produzione di Milagros e la distribuzione di Terry Chegia. Il teatro è a pochi minuti a piedi dalla fermata Vittorio Emanuele della metro A e a breve distanza dalla stazione Termini, dove si incrociano le linee A e B. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro Ambra Jovinelli, dove si comprano i biglietti tramite il circuito di prevendita autorizzato dal teatro; la biglietteria della sala resta il riferimento per informazioni e accessibilità.

La facciata liberty del Teatro Ambra Jovinelli in via Guglielmo Pepe, all'Esquilino
La facciata liberty del Teatro Ambra Jovinelli in via Guglielmo Pepe, all'Esquilino Foto: Foto: Udine2812, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Odiario all'Ambra Jovinelli: date, orari e formula

Odiario è il nuovo monologo satirico di Arianna Porcelli Safonov, in scena all'Ambra Jovinelli sabato 7 novembre alle 19:30 e domenica 8 novembre alle 17:00. Due orari da weekend, pensati per chi vuole uscire presto e cenare dopo.

Solo un microfono

Il teatro presenta Odiario come uno show dalla forma nuova per l'autrice: niente leggio, niente scenografia, solo un microfono. Chi conosce i suoi spettacoli precedenti, spesso costruiti come letture di testi scritti, troverà un formato più vicino al monologo comico puro, in cui la parola regge tutto e il corpo in scena è l'unico elemento visivo.

Una produzione indipendente

Lo spettacolo è di e con Arianna Porcelli Safonov, prodotto da Milagros e distribuito da Terry Chegia. È il modello tipico della comicità d'autore italiana di questi anni: un'artista che scrive da sola i propri testi, li porta in tournée nei teatri e costruisce un pubblico fedele anche attraverso la rete.

Il titolo

Odiario unisce odio e diario. È un gioco di parole che dice già la forma dello spettacolo: un elenco quotidiano delle cose che la società ci chiede di amare, di comprare, di praticare, e che l'autrice mette sotto la lente del sarcasmo.

Di cosa parla Odiario di Arianna Porcelli Safonov

Odiario passa in rassegna il costume della società contemporanea: la pagina ufficiale del teatro elenca identità di genere, mindfulness, guerra, intelligenza artificiale, pet therapy, terapia in generale, automobili elettriche, relazioni, linguaggio, informazione di massa, inclusione ed esclusività.

Un gabinetto delle meraviglie al contrario

La presentazione ufficiale descrive lo spettacolo come un inventario delle cose che dovremmo odiare e che invece siamo spinti a comprare: le mode del benessere, le parole d'ordine della comunicazione, le soluzioni vendute come panacea. È un catalogo rovesciato, in cui ogni voce è un tic collettivo osservato da vicino fino a diventare ridicolo.

La provocazione come metodo

Il teatro insiste su un punto: la provocazione va intesa nel suo senso etimologico, pro-vocare, chiamare fuori. Odiario prende lo sguardo abbottonato dell'opinione pubblica e lo porta a spasso fra prospettive scomode, anche sui temi considerati intoccabili. La risata è lo strumento; l'obiettivo, secondo la presentazione, è rimettere a posto gli equilibri del buon senso.

Per chi è

È uno spettacolo per adulti, fatto di parola, ragionamento e ironia su temi di attualità. Chi ama la satira di costume e non teme di vedere messe in discussione anche le proprie convinzioni troverà pane per i suoi denti. Chi cerca un'ora di comicità leggera e senza attrito dovrà sapere che qui l'attrito è il punto.

Chi è Arianna Porcelli Safonov: la biografia

Arianna Porcelli Safonov è un'autrice e interprete di monologhi satirici, romana, laureata in Lettere e Filosofia con indirizzo in storia del costume. Porta i suoi testi in tournée fra Italia e Svizzera con più di cinquanta date all'anno.

Romana per sbaglio

La biografia pubblicata dal teatro comincia con una battuta: è romana ma per sbaglio, perché la famiglia di suo padre arrivò in Italia nel 1917, e lì cominciarono i problemi. È il tono di tutta la sua scrittura: autoironico, preciso, con una punta di ferocia rivolta prima di tutto a sé stessa.

Da New York e Madrid alla scrittura

Prima del palcoscenico ci sono stati dieci anni di lavoro nell'organizzazione di eventi internazionali, con periodi vissuti a New York e a Madrid. Nel 2010 ha lasciato quella professione per dedicarsi alla scrittura. È un passaggio che spiega molto dei suoi testi: chi ha lavorato dentro il mondo degli eventi, delle presentazioni e del marketing ne conosce il linguaggio, e sa smontarlo.

I libri

Per Fazi Editore ha pubblicato Fottuta Campagna nel 2016 e Storie di Matti nel 2017. Ha scritto racconti inediti per il Fatto Quotidiano, per il Touring Club e per la rivista letteraria Superlunaria. Dal 2020 cura una rubrica satirica sul mensile Terranuova, dove osserva con il filtro del paradosso i temi legati al biologico e alla mindfulness.

Gli spettacoli

I suoi testi teatrali li porta in scena da sola, con alcuni progetti stabili: Fiabafobia; Alimentire, dedicato alla bibliografia di Michael Pollan, lo scrittore americano che ha fatto del cibo un tema politico; Gli sforzi inutili con cui la vita imita l'arte, dedicato all'arte contemporanea. Per il 2025 la biografia ufficiale annuncia Picchiamoci, un monologo contro la violenza del genere umano.

Festival, università, televisione

Dal 2021 collabora con il Festival della Bellezza, per il quale scrive testi inediti: per il 2025 la biografia indica Sussidiario Mistico al Castello Sforzesco di Milano, sulla crisi della formazione in Italia, e un monologo al Teatro Romano di Verona sulla mitologia applicata alle derive di oggi. Ha partecipato con talk inediti a quattro edizioni di TEDx. Dal 2018 al 2022 ha tenuto all'Università di Pavia una docenza sulle tecniche di improvvisazione applicate agli ambiti manageriali. Nel 2020 ha scritto e condotto per LaEffe il format televisivo Scappo dalla città, ispirato alla sua scelta di vivere in Appennino.

La rete

I suoi monologhi sono diventati virali sul web, suo malgrado, come precisa la biografia ufficiale. Molti spettatori arrivano in teatro dopo averla scoperta in un video condiviso, e scoprono in sala un'autrice più complessa di un estratto da pochi minuti.

Biglietti per Odiario all'Ambra Jovinelli

I biglietti per Odiario si comprano dal sito ufficiale del Teatro Ambra Jovinelli, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato; i prezzi per settore sono indicati al momento dell'acquisto.

Quale replica scegliere

Sabato alle 19:30 è l'orario per chi vuole uscire dal teatro in tempo per una cena alla romana, senza fare tardi. Domenica alle 17:00 è l'orario per chi viene da fuori città o preferisce un pomeriggio di teatro e una serata tranquilla. Entrambe le repliche hanno lo stesso spettacolo.

Dove sedersi

In un monologo con solo il microfono il contatto con l'interprete è tutto. La platea è la scelta più naturale; le due gallerie restano comunque vicine al palco, in una sala da circa ottocento posti.

Il Teatro Ambra Jovinelli, casa della comicità romana

Il Teatro Ambra Jovinelli è stato inaugurato il 3 marzo 1909 dall'impresario casertano Giuseppe Jovinelli ed è l'unico teatro romano costruito in stile liberty. Dal 2001 è una delle sale di riferimento della comicità e del teatro d'autore in città.

L'edificio liberty

Il progetto, passato per le mani di Pietro Chiodelli e Giacomo Radiconcini, fu completato da Ulderico Bencivenga dal 1907. La facciata ha due piani con ampie aperture, un coronamento ad archi, lesene in stucco con decorazioni floreali e, al centro della trabeazione, una conchiglia con un volto umano. La sala originale, a ferro di cavallo, contava circa mille posti ed era illuminata interamente a elettricità, una modernità rara per l'epoca.

Dal varietà al cinema

Prima della Grande Guerra il Jovinelli era uno dei varietà più importanti della capitale. Poi vennero la concorrenza del cinema, l'avanspettacolo, le restrizioni del regime sul teatro dialettale e sulla satira. Negli anni Cinquanta la sala divenne cinema-varietà con il nome di Ambra Jovinelli; negli anni Settanta proiettava film a luci rosse.

L'incendio e la rinascita

Il 29 aprile 1982 un incendio causato da un guasto tecnico distrusse l'interno. Il teatro chiuse, fu venduto nel 1990, restò abbandonato. Nel luglio 1996 un gruppo di artisti e intellettuali lo occupò per riportare l'attenzione sul suo destino; nel 1997 la facciata fu vincolata dal Ministero. Il restauro si chiuse nel novembre 2000 e il 25 gennaio 2001 l'Ambra Jovinelli riaprì come teatro comico, con la direzione artistica di Serena Dandini.

La sala di oggi

Il restauro ha conservato l'esterno e triplicato la cubatura interna. La sala è stata rialzata di cinque metri e non si apre più direttamente sulla strada; sotto si trovano il Piccolo Jovinelli, il bar e altri spazi. Le colonnine di ghisa originali reggono le due gallerie, per circa ottocento posti. Dal dicembre 2010 la direzione artistica è di Fabrizia Pompilio. Per contatti e programmazione rimandiamo alla nostra scheda sul Teatro Ambra Jovinelli.

Una curiosità su Arianna Porcelli Safonov, Odiario al Teatro Ambra Jovinelli — 7 e 8 novembre 2026

La prima curiosità riguarda il titolo, e il modo in cui dialoga con la storia della sala. Odiario fonde due parole in una, odio e diario; anche il nome del teatro nacque da una fusione a tavolino. Quando, negli anni Cinquanta, il vecchio Jovinelli divenne cinema-varietà, la proprietà cercò una parola che cominciasse con la A, così che il locale comparisse fra i primi posti negli elenchi alfabetici dei cinema pubblicati sui giornali. Nacque così Ambra Jovinelli: un nome costruito per farsi trovare, come oggi un titolo costruito per farsi ricordare.

La seconda curiosità è nella biografia dell'autrice. Arianna Porcelli Safonov si è laureata in Lettere e Filosofia con indirizzo in storia del costume: studia per formazione proprio ciò che poi mette in scena, cioè il costume della società. Odiario è, alla lettera, un saggio di storia del costume contemporaneo, scritto con gli strumenti della satira invece che con quelli dell'accademia.

La terza è una coincidenza di orari. Il sabato alle 19:30 e la domenica alle 17:00 non sono gli orari classici della prosa romana, che di solito comincia alle 21. Sono orari da spettacolo di varietà, il genere per cui il teatro fu costruito nel 1909: uno spettacolo breve, una serata che continua fuori. A più di un secolo di distanza, la formula torna utile.

Satira di costume: la tradizione in cui si inserisce Odiario

Odiario appartiene alla tradizione della satira di costume, un genere che a Roma ha radici profonde e che l'Ambra Jovinelli ospita fin dalla sua fondazione.

Dal varietà al monologo

All'Ambra Jovinelli, nel 1910, Ettore Petrolini firmò il contratto che lo lanciò: la sua comicità era fatta di parodia dei tic sociali, delle mode, del linguaggio della borghesia. Il monologo di oggi, con un solo interprete e un microfono, è un discendente lontano di quei numeri: cambia la forma, resta l'occhio puntato sui comportamenti collettivi.

La satira e il pubblico di oggi

La differenza è nel bersaglio. Petrolini prendeva in giro il potere e la retorica del suo tempo; Odiario prende di mira le parole d'ordine del benessere, della comunicazione e del consumo, cioè le abitudini dello stesso pubblico in sala. È una satira che non consente di ridere solo degli altri.

Una cosa che non ti dice nessuno su Arianna Porcelli Safonov, Odiario al Teatro Ambra Jovinelli — 7 e 8 novembre 2026

Quello che pochi dicono è che Odiario non è uno spettacolo comodo, e non vuole esserlo. L'elenco dei temi pubblicato dal teatro comprende argomenti su cui oggi la discussione pubblica è accesa e spesso polarizzata: identità di genere, guerra, inclusione, linguaggio, terapia. Arianna Porcelli Safonov li affronta con il sarcasmo, cercando gli angoli scomodi anche dei temi più cari e intoccabili, come dice la presentazione. Chi entra in sala deve sapere che potrebbe ridere di qualcosa in cui crede, e che il gioco dello spettacolo è proprio questo.

La seconda cosa è che il pubblico dei video non è il pubblico del teatro. I monologhi dell'autrice circolano in rete in estratti di pochi minuti, e molti la conoscono così. In sala il ritmo è diverso: un'ora di spettacolo costruisce un ragionamento, con rimandi interni, pause, accelerazioni. Chi arriva aspettandosi una sequenza di battute da condividere trova invece un testo che chiede attenzione, e che alla fine ripaga.

La terza cosa è pratica. Dopo il restauro la sala dell'Ambra Jovinelli è cinque metri sopra la strada: si entra, si sale, si arriva in platea. Chi ha difficoltà con le scale o esigenze di accessibilità deve chiamare il teatro prima dell'acquisto, ai numeri 06 83082620 o 06 83082884, per organizzare l'ingresso.

Il consiglio che ti do per visitare Arianna Porcelli Safonov, Odiario al Teatro Ambra Jovinelli — 7 e 8 novembre 2026

Il consiglio è arrivare a Odiario senza aver visto troppi estratti in rete. I video che circolano sono il biglietto da visita dell'autrice, ma sono costruiti per un altro mezzo, e rischiano di bruciare la sorpresa. In teatro la satira funziona per accumulo: una voce dell'inventario prepara la successiva, e la risata migliore arriva quando il pubblico riconosce sé stesso in un'abitudine descritta un momento prima.

Conviene poi scegliere la replica in base alla serata che si vuole passare. Sabato alle 19:30 lo spettacolo finisce in tempo per una cena all'Esquilino o a Monti, con la discussione che continua a tavola; è l'orario, a nostro giudizio, più adatto a questo spettacolo, perché Odiario è di quelli di cui si parla dopo. Domenica alle 17:00 è l'orario giusto per chi viene da fuori Roma o preferisce un pomeriggio di teatro seguito da una passeggiata a piazza Vittorio.

Infine, il posto. Con solo un microfono in scena, la vicinanza conta più della centralità: meglio una fila avanzata di platea, anche laterale, che un posto centrale in fondo. In una sala liberty da circa ottocento posti, comunque, si vede e si sente bene quasi ovunque.

E un'ultima indicazione: portare con sé la curiosità di leggere dopo. I libri di Arianna Porcelli Safonov pubblicati da Fazi, Fottuta Campagna e Storie di Matti, sono il complemento naturale dello spettacolo, per chi vuole ritrovare la stessa voce sulla pagina.

Come arrivare al Teatro Ambra Jovinelli

Il Teatro Ambra Jovinelli si trova in via Guglielmo Pepe 43, all'Esquilino, a breve distanza da piazza Vittorio Emanuele II e dalla stazione Termini: è uno dei teatri romani meglio serviti dai mezzi pubblici.

In metropolitana

La fermata più vicina è Vittorio Emanuele, sulla linea A: usciti in piazza Vittorio, via Guglielmo Pepe si raggiunge a piedi in pochi minuti. In alternativa si scende a Termini, dove si incrociano le linee A e B, e si attraversa l'Esquilino a piedi.

In treno

Chi arriva con i treni regionali che fanno capolinea a Roma Laziali, accanto a Termini, ha la stazione più vicina al teatro. Per la replica della domenica alle 17:00 è la soluzione più comoda per chi viene da fuori città.

In auto

L'Esquilino è un quartiere denso e trafficato, e il posto su strada è raro. Chi arriva in auto conviene che la lasci in un parcheggio in struttura intorno a Termini e prosegua a piedi.

A piedi dal centro

Da Santa Maria Maggiore al teatro sono poco più di dieci minuti a piedi, scendendo lungo via Carlo Alberto verso piazza Vittorio.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che l'Ambra Jovinelli è la sala della comicità romana. Meno spesso si ricorda quanto sia stata vicina a scomparire. Il 29 aprile 1982 un incendio distrusse l'interno; il teatro chiuse, fu venduto nel 1990 e restò abbandonato per anni, con la sua facciata liberty chiusa su via Guglielmo Pepe. Fu un'occupazione, nel luglio 1996, a riaccendere l'attenzione: un gruppo di artisti e intellettuali entrò nell'edificio per chiedere che tornasse a essere un teatro. L'anno dopo il Ministero vincolò la facciata, e solo nel gennaio 2001, dopo il restauro, la sala riaprì con la direzione artistica di Serena Dandini.

Il secondo fatto noto e poco raccontato riguarda la varietà dei generi che il palco ha ospitato. Negli anni Quaranta e Cinquanta, oltre agli spettacoli, il Jovinelli ospitava riunioni di pugilato, con il ring montato in teatro e folle di appassionati. Varietà, avanspettacolo, boxe, cinema, teatro comico, prosa contemporanea: in poco più di un secolo questo palcoscenico ha cambiato pelle più volte.

Odiario, uno spettacolo con solo un microfono, è in un certo senso la forma più essenziale che questo palco abbia mai visto: nessuna scena, nessun numero, nessun ring. Solo una voce e una sala che ascolta, come nelle prime serate del varietà, quando il pubblico veniva per sentire parlare qualcuno di sé stesso.

Il quartiere intorno all'Ambra Jovinelli: l'Esquilino

L'Esquilino è il rione che si stende fra Termini, Santa Maria Maggiore e Porta Maggiore, con i palazzi umbertini intorno a piazza Vittorio Emanuele II. È uno dei quartieri più multietnici di Roma.

Piazza Vittorio

La piazza è circondata da portici ottocenteschi. Nei giardini al centro si trova la Porta Alchemica, con le sue iscrizioni enigmatiche: una sosta di dieci minuti che vale la deviazione, soprattutto la domenica pomeriggio prima dello spettacolo.

Il mercato

A pochi passi dal teatro c'è il Nuovo Mercato Esquilino, con spezie, verdure e prodotti di mezzo mondo. È un mercato diurno: chi è in zona il sabato mattina ci passi.

Santa Maria Maggiore e Porta Maggiore

In cima alla salita c'è la basilica di Santa Maria Maggiore, con l'obelisco Esquilino nella piazza sul retro. Verso est si arriva a Porta Maggiore, il grande arco degli acquedotti antichi.

La foto giusta da fare a Arianna Porcelli Safonov, Odiario al Teatro Ambra Jovinelli — 7 e 8 novembre 2026

Durante lo spettacolo non si fotografa: in un monologo, il lampo di uno schermo acceso distrae l'interprete e la sala più che in qualsiasi altro genere. La foto giusta si fa fuori, ed è la facciata liberty del teatro su via Guglielmo Pepe. È l'unico teatro romano in questo stile, e vale un'inquadratura attenta: due piani con ampie aperture, il coronamento ad archi, le lesene in stucco con decorazioni floreali e, al centro della trabeazione, la conchiglia con il volto umano, un dettaglio che quasi nessuno nota.

Con la replica di sabato alle 19:30 la luce giusta è quella dell'arrivo, verso le 19, quando la facciata è illuminata e la strada è già buia: a novembre il sole tramonta presto. Con la replica di domenica alle 17:00 si può fotografare con l'ultima luce del giorno, prima di entrare, e poi di nuovo all'uscita con le luci accese.

Il consiglio è un'inquadratura dal marciapiede opposto, abbastanza larga da comprendere la facciata intera, e poi un dettaglio stretto sulla conchiglia. Chi vuole una seconda foto del quartiere può scendere a piazza Vittorio e fotografare la Porta Alchemica nei giardini: due immagini che raccontano l'Esquilino fra liberty e mistero.

Dove mangiare prima o dopo Odiario

Con l'inizio alle 19:30 del sabato si cena comodamente dopo lo spettacolo; con la replica della domenica alle 17:00 la cena arriva a fine pomeriggio, con calma.

Cucine del mondo all'Esquilino

Il rione è il posto giusto per mangiare cucina cinese, indiana, bengalese, etiope o mediorientale a prezzi contenuti. Le vie intorno a piazza Vittorio sono piene di locali di questo tipo, molti aperti fino a tardi.

Cucina romana

Per la trattoria classica conviene salire verso Santa Maria Maggiore o spostarsi a Monti, a un quarto d'ora a piedi: la scelta di osterie e trattorie è ampia. Il sabato sera conviene prenotare.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia dell'Ambra Jovinelli si legge per date. Il 3 marzo 1909 il teatro inaugura con Raffaele Viviani e la sorella Luisella, chiamati da Giuseppe Jovinelli per la serata d'apertura. Nel 1910 Ettore Petrolini firma il contratto che lo lancia. Fra il 1919 e il 1921 Totò debutta e diventa il beniamino del pubblico. Negli anni Quaranta e Cinquanta la sala ospita anche riunioni di pugilato, con il ring montato in teatro.

Negli anni Cinquanta arriva la trasformazione in cinema-varietà, con il nuovo nome; negli anni Settanta la sala diventa cinema a luci rosse. Il 29 aprile 1982 un incendio distrugge l'interno. Nel luglio 1996 l'occupazione artistica riaccende l'interesse, nel 1997 il vincolo ministeriale protegge la facciata, il 25 gennaio 2001 il teatro riapre con la direzione artistica di Serena Dandini. Il 26 dicembre 2010, dopo un anno e mezzo di chiusura, comincia la gestione attuale, con Fabrizia Pompilio alla direzione artistica.

In poco più di un secolo questo palco ha ospitato varietà, avanspettacolo, pugilato, cinema, teatro comico e prosa contemporanea. La stagione 2026/2027 prosegue questa mescolanza: in autunno sono passati Lapocalisse di Makkox e Valerio Aprea e Non hanno un dubbio di Luca Bizzarri, due modi diversi di fare satira sull'attualità. Odiario si aggiunge con una voce femminile e un bersaglio preciso: il costume, più che la politica.

Accessibilità, età e informazioni pratiche

Dopo il restauro la sala dell'Ambra Jovinelli si trova cinque metri sopra la strada: chi ha esigenze di accessibilità deve contattare il teatro prima dell'acquisto ai numeri 06 83082620 o 06 83082884.

Età

Odiario è una satira per adulti, su temi come guerra, identità, terapia, informazione. I ragazzi delle superiori che seguono l'attualità e amano la discussione possono apprezzarlo; per i più piccoli è poco adatto, per temi e per ritmo tutto verbale.

Puntualità

In un monologo entrare a spettacolo iniziato disturba l'interprete e la sala. Conviene arrivare con quindici o venti minuti di anticipo, lasciare il cappotto e prendere posto con calma.

Novembre a Roma

A inizio novembre le serate a Roma sono fresche e il buio arriva presto. Una giacca pesante e, se il cielo è incerto, un ombrello bastano per la passeggiata da piazza Vittorio.

Chi è passato da Arianna Porcelli Safonov, Odiario al Teatro Ambra Jovinelli — 7 e 8 novembre 2026

Il palcoscenico dell'Ambra Jovinelli ha visto passare mezzo secolo di comicità italiana. Nella prima stagione, con la famiglia Jovinelli, ci sono Raffaele Viviani, Ettore Petrolini, Gustavo De Marco, Totò; poi Gennaro Pasquariello, Armando Gill, Romolo Balzani, Claudio Villa, i fratelli De Rege, Nino Taranto, Fiorenzo Fiorentini, Anna Campori, Tecla Scarano, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, Rita Pavone, Alberto Sordi, Fanfulla, Franco Califano, Lino Banfi.

Dopo la riapertura del 2001 sono arrivati Ascanio Celestini, Marco Paolini, Lillo e Greg, Francesca Reggiani, Neri Marcorè, Valerio Mastandrea, Sabina e Corrado Guzzanti, Vincenzo Salemme, Lella Costa, Moni Ovadia, Silvio Orlando, Paolo Rossi, Nicola Piovani. Con la gestione di Fabrizia Pompilio il cartellone ha ospitato Stefano Accorsi, Ferzan Özpetek, Massimo Ranieri, Virginia Raffaele, Pierfrancesco Favino, Paola Cortellesi, Elio Germano, Filippo Timi e le opere di Mattia Torre, l'autore a cui la sala è più legata.

In questa storia le donne comiche hanno avuto un posto importante, da Anna Campori e Tecla Scarano negli anni del varietà a Sabina Guzzanti, Lella Costa, Francesca Reggiani e Virginia Raffaele in quelli recenti. La sala stessa è rinata nel 2001 sotto la direzione artistica di una donna, Serena Dandini, e da oltre quindici anni è diretta da Fabrizia Pompilio. Arianna Porcelli Safonov si inserisce in questa linea con un monologo che deve più alla scrittura che all'imitazione: un'autrice che scrive libri e rubriche, e che porta la pagina sul palco con un solo microfono.

Domande frequenti su Odiario all'Ambra Jovinelli

Quando va in scena Odiario di Arianna Porcelli Safonov a Roma?

Odiario di Arianna Porcelli Safonov va in scena al Teatro Ambra Jovinelli di Roma sabato 7 novembre 2026 alle 19:30 e domenica 8 novembre 2026 alle 17:00. Sono le uniche due repliche romane indicate dal teatro per questo spettacolo.

Dove si trova il Teatro Ambra Jovinelli?

Il Teatro Ambra Jovinelli si trova in via Guglielmo Pepe 43, all'Esquilino, a pochi minuti a piedi dalla fermata Vittorio Emanuele della metro A e a breve distanza dalla stazione Termini. È uno dei teatri romani meglio serviti dai mezzi pubblici.

Come si comprano i biglietti per Odiario?

I biglietti per Odiario si comprano dalla pagina dello spettacolo sul sito ufficiale del Teatro Ambra Jovinelli, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato. I prezzi per settore sono indicati al momento dell'acquisto; per informazioni ci si rivolge alla biglietteria del teatro.

Di cosa parla Odiario?

Odiario è un monologo satirico sul costume contemporaneo: la presentazione del teatro elenca temi come mindfulness, intelligenza artificiale, pet therapy, auto elettriche, relazioni, linguaggio, informazione, inclusione, guerra e identità di genere. In scena Arianna Porcelli Safonov ha solo un microfono, senza leggio né scenografia.

Odiario è adatto ai ragazzi?

Odiario è pensato per un pubblico adulto: è una satira fatta di parola e ragionamento su temi di attualità anche delicati. Può interessare ragazzi delle superiori che seguono il dibattito pubblico; per i bambini è poco adatto.

Chi è Arianna Porcelli Safonov?

Arianna Porcelli Safonov è un'autrice e interprete di monologhi satirici, romana, laureata in Lettere e Filosofia. Ha pubblicato con Fazi Fottuta Campagna e Storie di Matti, cura una rubrica sul mensile Terranuova, collabora con il Festival della Bellezza e porta in tour i suoi spettacoli fra Italia e Svizzera.

Il Teatro Ambra Jovinelli è accessibile?

La sala del Teatro Ambra Jovinelli si trova cinque metri sopra il livello della strada dopo il restauro del 2000. Chi ha esigenze di accessibilità deve contattare il teatro prima dell'acquisto ai numeri 06 83082620 o 06 83082884.

Il consiglio finale su Odiario

Odiario è, a nostro giudizio, uno spettacolo da scegliere per ciò che chiede al pubblico, prima ancora che per ciò che offre: attenzione, disponibilità a ridere anche delle proprie abitudini, voglia di discutere dopo. Arianna Porcelli Safonov porta all'Ambra Jovinelli una satira scritta, colta, costruita su una laurea in storia del costume e su quindici anni di pagine e palchi. Il consiglio è la replica del sabato alle 19:30, una fila avanzata di platea e una cena all'Esquilino subito dopo, per continuare a tavola l'inventario delle cose che ci vendono come panacea. Nella sala dove Petrolini smontava i tic della borghesia del suo tempo, un solo microfono basta per smontare quelli del nostro.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento7 Novembre 2026 19:30 — 8 Novembre 2026
IndirizzoTeatro Ambra Jovinelli, Via Guglielmo Pepe 43, 00185 Roma Esquilino, Roma, Roma Città

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