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Marco Goldin, Monet. Una vita a colori al Teatro Brancaccio — 23 novembre 2026

Monet. Una vita a colori, lo spettacolo scritto, diretto e interpretato dallo storico dell'arte Marco Goldin per il centenario della morte di Claude Monet, arriva al Teatro Brancaccio lunedì 23 novembre 2026 alle 21:00, in via Merulana 244 (00185 Roma), all'Esquilino. Sul palco, con Goldin, suonano dal vivo Remo Anzovino, autore delle musiche originali, al pianoforte e Daniela Savoldi al violoncello e voce. Lo spettacolo dura circa 90 minuti senza intervallo. I prezzi pubblicati dal teatro vanno da 28 euro in seconda balconata a 46 euro in poltronissima. I biglietti si comprano dal sito ufficiale del teatro, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure al botteghino, che il lunedì è chiuso. La fermata più vicina è Vittorio Emanuele della metro A; su via Merulana passano gli autobus 16, 75, 714, 717 e C3, e alla fermata Labicana/Merulana anche la notturna N10.

La facciata del Teatro Brancaccio in via Merulana, sede di Monet. Una vita a colori
La facciata del Teatro Brancaccio in via Merulana, sede di Monet. Una vita a colori Foto: Foto: Lalupa, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Monet. Una vita a colori al Brancaccio in breve

Marco Goldin porta al Teatro Brancaccio lunedì 23 novembre 2026 alle 21:00 Monet. Una vita a colori, racconto teatrale di 90 minuti con musica dal vivo e immagini, con biglietti da 28 a 46 euro.

Data e orario

Una sola serata romana, lunedì 23 novembre alle 21:00. Lo spettacolo dura circa 90 minuti senza intervallo: si esce intorno alle 22:30.

Prezzi

Il teatro pubblica questi prezzi interi: poltronissima 46 euro, poltrona 40 euro, prima balconata A 40 euro, prima balconata B 34 euro, seconda balconata A 28 euro.

Biglietti

Si comprano dalla pagina dello spettacolo sul sito ufficiale del Teatro Brancaccio, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato. Il botteghino di via Merulana 244 è aperto dal martedì al sabato dalle 16 alle 19 e il lunedì è chiuso: per una serata di lunedì conviene comprare nei giorni precedenti.

La produzione

Lo spettacolo è prodotto da International Music and Arts (IMARTS) e dalla Fondazione Teatro Due, in collaborazione con Linea d'ombra; main partner è CentroMarca Banca.

Monet. Una vita a colori: che cosa si vede in scena

Monet. Una vita a colori racconta la vita di Claude Monet in sei momenti senza soluzione di continuità, in cui la narrazione di Marco Goldin si intreccia con le musiche originali di Remo Anzovino, suonate dal vivo, e con un grande impianto di immagini.

Il centenario

Claude Monet muore a Giverny il 5 dicembre 1926. Il 5 dicembre 2026 cade il centenario, e con la sigla Monet 100 lo spettacolo si presenta come un evento speciale concepito per celebrare uno degli artisti più amati e influenti della storia dell'arte. La data romana arriva dodici giorni prima dell'anniversario.

Il senso del progetto

L'obiettivo dichiarato dalla produzione è rendere con un linguaggio coinvolgente e moderno il senso poetico e rivoluzionario della vita e dell'opera di Monet. Rispetto alle tournée precedenti di Goldin, il nuovo progetto punta su un uso più importante della tecnologia e delle macchine sceniche.

Le immagini girate in Francia

L'impianto visivo dà forma scenica ai capolavori e ai luoghi fondamentali della vita dell'artista, con molte immagini girate soprattutto in Francia negli ultimi anni. Chi conosce i quadri di Monet ritroverà in scena i paesaggi reali da cui sono nati.

I sei capitoli della vita di Monet

Il racconto di Goldin segue la vita di Monet in sei tappe, dalla foresta di Fontainebleau al giardino di Giverny, secondo la struttura pubblicata dalla produzione.

Fontainebleau e la Normandia

Il primo momento sono gli esordi, negli anni Sessanta dell'Ottocento, fra la foresta di Fontainebleau e le spiagge della Normandia.

Argenteuil e Vétheuil

Il secondo è il tempo aureo dell'impressionismo, negli anni Settanta, fra i villaggi di Argenteuil e Vétheuil.

Le scogliere

Il terzo frammento, all'inizio degli anni Ottanta, è dedicato al tempo fondamentale sulle scogliere della Normandia.

I grandi viaggi

Il quarto racconta i viaggi pittorici: il Mediterraneo di Bordighera e Antibes, le pianure dei tulipani in Olanda, la neve in Norvegia. Bordighera, in Liguria, porta Monet anche in Italia.

Londra e Venezia

Il quinto capitolo è dedicato alla permanenza e ai quadri dipinti a Londra e a Venezia: la seconda tappa italiana della vita del pittore.

Giverny

Il sesto è l'apoteosi, il giardino incantato di Giverny, dove Monet ha vissuto l'ultima parte della vita e dove è morto nel dicembre 1926.

La scenografia: piattaforme rotanti e uno schermo di dieci metri

La scenografia di Monet. Una vita a colori è progettata dallo stesso Goldin: i due musicisti suonano su piattaforme rotanti costruite apposta, con ledwall curvi e bifacciali alle spalle, davanti a uno schermo di dieci metri per sei.

Le piattaforme

Una delle due piattaforme, quella su cui suona Daniela Savoldi, si muove anche in verticale, salendo e scendendo durante lo spettacolo. È un elemento che rende la musica parte visibile della scena, non un sottofondo nascosto in buca.

Il grande schermo

Il fondale è uno schermo di dieci metri di lunghezza e sei di altezza, su cui si appoggia l'intero racconto visivo: i quadri, i luoghi, le immagini girate in Francia.

La panchina

Davanti allo schermo c'è una panchina. Talvolta Goldin vi si siede e ascolta le parole di Monet che arrivano in scena, in un dialogo che la produzione descrive come sorprendentemente reale, fra presente e memoria, voce e pittura, luce e colore.

Le animazioni

Le fonti della produzione non concordano sul nome del responsabile delle animazioni video: i crediti della pagina del teatro indicano Luca Attili per animazioni e montaggio, mentre il testo di presentazione attribuisce animazioni e montaggio ad Alessandro Trettenero.

Chi è Marco Goldin

Marco Goldin, nato a Treviso, è storico dell'arte, curatore e narratore: da venticinque anni studia la vita e l'opera di Van Gogh, e su Monet ha curato molte mostre, monografiche e tematiche.

Il curatore

Goldin è il curatore delle mostre organizzate da Linea d'ombra, la società di Treviso che collabora anche a questo spettacolo. Nella presentazione dello show ricorda di aver curato su Monet tante mostre con grande successo di pubblico e di aver portato in Italia, in trent'anni, centinaia di suoi capolavori.

Van Gogh

Secondo la scheda del suo editore, Goldin ha dedicato a Van Gogh sei ampie mostre, saggi, cataloghi, spettacoli teatrali e soggetti cinematografici. Nel 2020 ha pubblicato quella che l'editore presenta come la prima vera biografia in lingua italiana del pittore, costruita sulla rilettura e in parte sulla ritraduzione dell'intero epistolario.

Lo scrittore

Con Solferino ha pubblicato nel 2018 il suo primo romanzo, I colori delle stelle, sull'amicizia fra Van Gogh e Gauguin, e nel 2022 Gli ultimi giorni di Van Gogh.

Il narratore a teatro

Monet. Una vita a colori è la terza tournée teatrale di Goldin, dopo Storia dell'impressionismo nel 2018 2019 e Gli ultimi giorni di Van Gogh nel 2022 2023. La produzione ricorda il successo di pubblico delle due precedenti, con teatri esauriti e decine di migliaia di spettatori in tutta Italia. Il nuovo spettacolo, secondo Goldin, era in preparazione da quattro anni, dai mesi del lavoro su Van Gogh.

Remo Anzovino e Daniela Savoldi, la musica dal vivo

Le musiche originali di Monet. Una vita a colori sono di Remo Anzovino, compositore e pianista nato a Pordenone nel 1976, che le suona dal vivo al pianoforte con Daniela Savoldi al violoncello e voce.

Dal teatro dei burattini al cinema d'arte

Anzovino ha cominciato scrivendo musiche per il teatro di burattini e suonando dal vivo sulle proiezioni dei film muti, prima di affermarsi come autore di colonne sonore per il cinema e le arti visive. Il suo stile unisce jazz, musica classica contemporanea e pop.

Monet, prima di questo spettacolo

Il legame con Monet non comincia qui: nel 2019 Anzovino ha firmato la colonna sonora del film Water Lilies Monet, The Magic of Water and Light, uscita per Nexo Digital e Sony Masterworks nel cofanetto Art Film Music insieme alle musiche per film su Van Gogh, Gauguin, Frida Kahlo e sull'arte degenerata.

I dischi

Fra gli album di Anzovino ci sono Dispari del 2006, Tabù del 2008, Igloo del 2010 con Franz Di Cioccio, Gabriele Mirabassi, Enzo Pietropaoli e Bebo Ferra, Viaggiatore Immobile, Nocturne per Sony Classical nel 2017 e il live Atelier per Decca nel 2024. Ha scritto musiche per film su Napoleone, Pompei, la regina Elisabetta II, Borromini e Bernini.

Daniela Savoldi

Daniela Savoldi suona il violoncello e canta. In scena la sua piattaforma è quella che sale e scende: è la voce che si aggiunge al pianoforte e al racconto.

Una curiosità su Marco Goldin, Monet. Una vita a colori al Teatro Brancaccio — 23 novembre 2026

La curiosità più interessante riguarda il calendario. Goldin racconta nella presentazione di aver segnato da molto tempo la data del 2026 sul proprio calendario di lavoro, perché è l'anno del centenario della morte di Monet, e di aver cominciato a immaginare lo spettacolo già mentre preparava quello su Van Gogh, quattro anni fa. Monet. Una vita a colori è un progetto annunciato con un decennio di anticipo e costruito per quattro anni.

La seconda curiosità riguarda l'Italia nella vita di Monet. Due dei sei capitoli dello spettacolo toccano il nostro Paese: Bordighera, sulla costa ligure, nel capitolo dei viaggi mediterranei, e Venezia, nel capitolo che la accosta a Londra. Chi guarda lo spettacolo a Roma ritroverà due paesaggi italiani nella pittura del maestro dell'impressionismo.

La terza riguarda il compositore. Remo Anzovino aveva già scritto nel 2019 la colonna sonora del film Water Lilies Monet, dedicato alle ninfee. Per lui questo spettacolo è un ritorno allo stesso pittore, sette anni dopo, questa volta dal vivo e con un racconto che copre l'intera vita.

E una quarta, di tecnica teatrale: la panchina. In mezzo a ledwall curvi, piattaforme rotanti e uno schermo di sessanta metri quadrati, l'oggetto più semplice della scena è quello su cui Goldin si siede ad ascoltare le parole di Monet. A nostro giudizio è l'idea registica più bella dello spettacolo.

Il Teatro Brancaccio, la sala dello spettacolo

Il Teatro Brancaccio, in via Merulana 244, è una delle sale più capienti di Roma: dal 1937 ha due foyer, un'ampia platea e due livelli di balconata, per circa duemila posti dell'epoca. Oggi è sede di Viola Produzioni e alterna musical, prosa, concerti e spettacoli di narrazione.

Perché una sala grande

Per uno spettacolo con uno schermo di dieci metri per sei, ledwall e piattaforme rotanti, serve un palco ampio e una sala che permetta di vedere l'immagine nel suo insieme. Il Brancaccio ha la scala giusta: a nostro giudizio, per questo spettacolo, le prime file della balconata offrono la vista migliore dell'intero schermo.

Platea e balconate

La platea è divisa in poltronissima e poltrona; sopra ci sono la prima balconata, in fasce A e B, e la seconda balconata. Le balconate si raggiungono a piedi, senza ascensori.

Il polo del Brancaccio

La sala fa parte di un complesso che comprende il Brancaccino, un teatro di circa cento posti, un'area per la formazione e una terrazza su via Merulana. Per la scheda completa del luogo c'è la pagina sul Teatro Brancaccio.

Una cosa che non ti dice nessuno su Marco Goldin, Monet. Una vita a colori al Teatro Brancaccio — 23 novembre 2026

Quello che raramente si dice è che uno spettacolo come questo non è una conferenza con le diapositive. Goldin è un curatore, e il pubblico delle sue mostre lo conosce come voce delle audioguide e autore di cataloghi; a teatro, invece, è regista, scenografo e attore di se stesso, dentro una macchina scenica fatta di piattaforme in movimento, schermi e musica dal vivo. Chi si aspetta una lezione di storia dell'arte troverà uno spettacolo; chi si aspetta un musical troverà un racconto. È una forma ibrida, e va presa per quello che è.

La seconda cosa riguarda il giorno. Lo spettacolo è di lunedì, il giorno in cui il botteghino del Brancaccio è chiuso. Chi pensa di comprare il biglietto all'ultimo momento, di persona, rischia di non poterlo fare: conviene acquistarlo nei giorni precedenti, al botteghino dal martedì al sabato o dal sito ufficiale.

La terza cosa è che il 23 novembre precede di dodici giorni il centenario vero e proprio, il 5 dicembre. Per chi vuole vivere il centenario di Monet in modo completo, lo spettacolo romano è un buon inizio: nelle settimane successive il nome del pittore sarà ovunque, fra mostre, libri e anniversari.

Il consiglio che ti do per visitare Marco Goldin, Monet. Una vita a colori al Teatro Brancaccio — 23 novembre 2026

Il consiglio è di scegliere il posto in funzione dello schermo. In uno spettacolo in cui l'immagine è metà del racconto, stare troppo vicini al palco significa vedere solo una parte dei quadri proiettati. Le file centrali della platea, non le prime, e la prima balconata A permettono di abbracciare lo schermo di dieci metri senza girare la testa.

Il secondo consiglio è di arrivare preparati sulla geografia di Monet. Bastano pochi minuti per ripassare i nomi dei luoghi dei sei capitoli, da Fontainebleau a Giverny: in scena passano in fretta, e riconoscerli rende il racconto più ricco.

Il terzo consiglio riguarda la musica. Chi vuole prepararsi all'atmosfera può ascoltare la colonna sonora di Water Lilies Monet, scritta da Remo Anzovino nel 2019: non è la musica dello spettacolo, ma è lo stesso autore sullo stesso pittore.

Ultimo consiglio: comprare il biglietto in anticipo, perché il lunedì il botteghino è chiuso, e arrivare con un'ora di margine, come chiede il regolamento del teatro. A spettacolo iniziato non si entra.

Come arrivare al Teatro Brancaccio

Il Teatro Brancaccio è in via Merulana 244, all'Esquilino, a meno di un chilometro dalla stazione Termini e a pochi passi dalla fermata Vittorio Emanuele della metro A.

Metropolitana

La fermata più vicina è Vittorio Emanuele, linea A: si esce su piazza Vittorio Emanuele II e in pochi minuti si è in via Merulana. In alternativa c'è Cavour, sulla linea B, con un tratto a piedi più lungo. Da Termini si arriva anche a piedi, passando per Santa Maria Maggiore.

Autobus

Il teatro indica tre fermate. Su via Merulana, Merulana/Brancaccio e Merulana/Mecenate, passano le linee 16, 75, 714, 717 e C3. Alla fermata Labicana/Merulana passano 3, 53, 75, 85, 87, 186, 571, 810, C3 e la notturna N10, utile per il ritorno dopo le 22:30.

Taxi

I posteggi indicati dal teatro sono in largo Brancaccio, in piazza Vittorio Emanuele II al civico 113, in via Principe Amedeo 138, in via Giolitti 6 e in via Venosta.

Auto

Il teatro non indica parcheggi convenzionati. Il lunedì sera la sosta all'Esquilino resta difficile: meglio lasciare l'auto vicino a una stazione della metro e proseguire con i mezzi, controllando gli orari sul calcolatore di percorso di Atac.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che Monet è il pittore delle ninfee di Giverny. Si cita molto meno quanto abbia viaggiato: la struttura dello spettacolo lo segue dalla Normandia ad Argenteuil, dalla Liguria di Bordighera ad Antibes, dall'Olanda dei tulipani alla neve della Norvegia, fino a Londra e Venezia. Il pittore del giardino chiuso è stato, prima, un pittore in movimento, e Giverny è l'approdo di una vita di viaggi.

Il secondo fatto poco citato riguarda la musica. Remo Anzovino ha cominciato suonando dal vivo sulle proiezioni dei film muti: un lavoro in cui la musica deve seguire un'immagine che scorre, senza sovrastarla. È esattamente ciò che fa in questo spettacolo, con il pianoforte davanti a uno schermo di sessanta metri quadrati.

Il terzo fatto riguarda il Brancaccio. Tutti lo conoscono come il teatro dei musical; meno ricordano che dal 1985 al 2000 è stato sede della Fondazione dell'Opera di Roma. Una sala abituata alla grande macchina scenica della lirica accoglie ora la macchina scenica di Goldin.

La foto giusta da fare a Marco Goldin, Monet. Una vita a colori al Teatro Brancaccio — 23 novembre 2026

Durante lo spettacolo niente foto: il regolamento del Brancaccio vieta fotografie e riprese, anche con il cellulare. La foto giusta si fa prima, a sipario aperto se la scena è già visibile: lo schermo di dieci metri, le due piattaforme con il pianoforte e il violoncello, la panchina al centro. È l'immagine che racconta la forma dello spettacolo meglio di qualsiasi primo piano.

La seconda è la facciata del teatro su via Merulana, di sera, con il titolo dello spettacolo. Il consiglio è di scattare dal marciapiede opposto con l'obiettivo largo, in modo che entri anche un tratto della via. Alle 20 di fine novembre è già buio pieno.

La terza, per chi ama Monet, si fa il giorno dopo o nei giorni successivi: un quadro dell'Ottocento in un museo romano, per portarsi a casa un po' di quella luce dopo lo spettacolo.

Intorno al Brancaccio: Esquilino, via Merulana e Monti

Il Teatro Brancaccio è su via Merulana, fra la Basilica di Santa Maria Maggiore e la Basilica di San Giovanni in Laterano, nel quartiere Esquilino.

Le basiliche

Via Merulana collega Santa Maria Maggiore e San Giovanni in Laterano. Chi arriva prima può fare la strada a piedi da una basilica al teatro.

Arte lungo la via

Lungo via Merulana si trova Palazzo Merulana: per chi va a vedere uno spettacolo sulla pittura, un museo lungo la stessa strada è la visita più coerente del pomeriggio, negli orari di apertura. Poco oltre c'è l'Auditorium di Mecenate, sala di età romana.

Piazza Vittorio e Monti

Verso nord, piazza Vittorio Emanuele II con la Porta Alchemica. Verso ovest il rione Monti, con la scheda dedicata al Rione Monti.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del Teatro Brancaccio comincia nel gennaio 1916, quando la sala viene inaugurata come Teatro Morgana, a ridosso del terrapieno dei giardini del palazzo dei Field Brancaccio, la famiglia che prende il nome da Isabella Field, sposata con il principe Brancaccio. Il legame con il vicino Palazzo Brancaccio è fisico prima che nominale.

Nel 1937 la sala assume la configurazione attuale, con due foyer, un'ampia platea e due balconate per circa duemila posti, e prende il nome di Teatro Brancaccio. Dal 1985 al 2000 è sede della Fondazione dell'Opera di Roma. Poi il Comune affida la direzione a Gigi Proietti fino al 2007; seguono Maurizio Costanzo fino al 2010 e Stage Entertainment Italia fino al 2012. Da settembre 2012 la direzione artistica è di Alessandro Longobardi.

Il 5 dicembre 1926, a Giverny, muore Claude Monet: undici anni prima che il Brancaccio prenda il suo nome attuale. Cento anni dopo, il 23 novembre 2026, la sala di via Merulana ospita lo spettacolo che ne celebra il centenario, nel pieno di una tournée che da ottobre attraversa l'Italia con decine di date.

Chi è passato da Marco Goldin, Monet. Una vita a colori al Teatro Brancaccio — 23 novembre 2026

Dal palco del Brancaccio sono passati alcuni dei grandi nomi dello spettacolo: Totò, Anna Magnani, Aldo Fabrizi, Gigi Proietti fra gli attori; Fabrizio De André, Louis Armstrong, Jimi Hendrix fra i musicisti. Per quindici anni vi è passata l'Opera di Roma.

Nello stesso novembre 2026 la sala ospita, fra gli altri, Michele Bravi e il giorno prima di Goldin, domenica 22, lo spettacolo per famiglie Arriva Lucilla. Nella stagione ci sono anche Frida, opera musical e Gaber, mi fa male il mondo: un cartellone in cui l'arte e la biografia d'artista tornano spesso.

Con Monet. Una vita a colori passano idealmente dal Brancaccio i luoghi e le persone della vita del pittore: Fontainebleau, Argenteuil, Vétheuil, le scogliere normanne, Bordighera, Antibes, l'Olanda, la Norvegia, Londra, Venezia, Giverny. Sul palco, Marco Goldin, Remo Anzovino e Daniela Savoldi; dietro le quinte, le produzioni IMARTS e Fondazione Teatro Due con Linea d'ombra.

Regole di sala del Brancaccio: cosa sapere

Il regolamento del Teatro Brancaccio vale per tutte le serate: arrivo almeno un'ora prima, niente ingresso a spettacolo iniziato, niente foto né riprese, niente cibo in sala.

Borse e guardaroba

Il teatro ha guardaroba e bar. Gli ombrelli non entrano in sala. Non sono ammessi bottiglie di plastica oltre il mezzo litro, contenitori di vetro, caschi, macchine fotografiche professionali, treppiedi e bastoni per selfie.

Posti e abbigliamento

Si occupa solo il posto assegnato. Sull'abbigliamento il teatro chiede un abito consono al decoro della sala, senza un vero codice.

Accessibilità del Teatro Brancaccio

Il Teatro Brancaccio dichiara di non avere barriere architettoniche per l'accesso alla platea: c'è una rampa, un'area per le sedie a ruote e un bagno accessibile al piano terra, raggiungibile dal foyer.

Posti riservati

Per le serate organizzate dal gestore il teatro mette a disposizione, fino a esaurimento, posti in platea per persone in sedia a ruote e con difficoltà di deambulazione; le balconate non sono raggiungibili perché non ci sono ascensori. I posti si prenotano scrivendo al botteghino con il modulo e la documentazione richiesti.

Disabilità visiva e uditiva

Per gli spettatori con disabilità visiva e uditiva ci sono posti in platea su prenotazione. In uno spettacolo fatto di immagini e musica, conviene segnalare le proprie esigenze al momento della prenotazione.

Come organizzare il lunedì sera di Monet

Con l'inizio alle 21 e l'uscita intorno alle 22:30, la serata di Monet. Una vita a colori si organizza come un pomeriggio all'Esquilino, una cena presto e lo spettacolo.

Il pomeriggio

Chi ha tempo può arrivare a piedi da Santa Maria Maggiore lungo via Merulana, fermandosi a Palazzo Merulana negli orari di apertura. A fine novembre la luce se ne va presto: la passeggiata va fatta entro le 17.

Il biglietto

Il lunedì il botteghino è chiuso: il biglietto va comprato prima, al botteghino dal martedì al sabato o dal sito ufficiale del teatro, che rimanda al circuito autorizzato. Il giorno dello spettacolo conviene avere il biglietto digitale già sul telefono.

Il rientro

Si esce verso le 22:30. La metro A a Vittorio Emanuele è a pochi minuti; per chi rientra più tardi, alla fermata Labicana/Merulana passa la notturna N10. Il calcolatore di percorso di Atac aiuta a scegliere.

Per chi ha visto gli spettacoli precedenti

Chi ha visto Storia dell'impressionismo o Gli ultimi giorni di Van Gogh ritroverà la stessa formula, con narrazione, musica dal vivo e immagini. La produzione promette un'esperienza più immersiva, con più tecnologia e macchine sceniche: la differenza sarà soprattutto nella scena, con le piattaforme rotanti e il grande schermo.

Dove mangiare prima dello spettacolo

Intorno al Brancaccio ci sono i locali di via Merulana, le cucine di molti paesi intorno a piazza Vittorio e, a un quarto d'ora a piedi, le trattorie e le enoteche del rione Monti.

Prima o dopo

Con l'inizio alle 21 e l'arrivo richiesto alle 20, la cena va anticipata alle 19. Il lunedì alcuni ristoranti sono chiusi: conviene controllare e prenotare.

Domande frequenti su Monet. Una vita a colori a Roma

Quando c'è lo spettacolo di Marco Goldin su Monet a Roma?

Monet. Una vita a colori di Marco Goldin è al Teatro Brancaccio di Roma lunedì 23 novembre 2026 alle 21:00, in via Merulana 244. Lo spettacolo dura circa 90 minuti senza intervallo.

Quanto costano i biglietti per Monet. Una vita a colori?

I biglietti per Monet. Una vita a colori al Teatro Brancaccio costano 46 euro in poltronissima, 40 euro in poltrona e in prima balconata A, 34 euro in prima balconata B e 28 euro in seconda balconata A. Si comprano sul sito ufficiale del teatro o al botteghino.

Chi c'è sul palco con Marco Goldin?

Con Marco Goldin, in Monet. Una vita a colori, suonano dal vivo Remo Anzovino, autore delle musiche originali, al pianoforte e Daniela Savoldi al violoncello e voce. La scena è completata da un grande schermo e da ledwall con immagini girate soprattutto in Francia.

Perché uno spettacolo su Monet nel 2026?

Monet. Una vita a colori celebra il centenario della morte di Claude Monet, avvenuta a Giverny il 5 dicembre 1926. Lo spettacolo è presentato con la sigla Monet 100 ed è in tournée in tutta Italia da ottobre 2026.

Quali sono gli altri spettacoli teatrali di Marco Goldin?

Prima di Monet. Una vita a colori, Marco Goldin ha portato in tournée Storia dell'impressionismo nel 2018 2019 e Gli ultimi giorni di Van Gogh nel 2022 2023, con teatri esauriti e decine di migliaia di spettatori secondo la produzione.

Il botteghino del Brancaccio è aperto il giorno dello spettacolo?

Il botteghino del Teatro Brancaccio è chiuso il lunedì, giorno di Monet. Una vita a colori: è aperto dal martedì al sabato dalle 16 alle 19. Conviene comprare il biglietto nei giorni precedenti o dal sito ufficiale del teatro.

Come si arriva al Teatro Brancaccio?

Il Teatro Brancaccio si raggiunge con la metro A, fermata Vittorio Emanuele, a pochi minuti a piedi; su via Merulana passano gli autobus 16, 75, 714, 717 e C3, e per il ritorno notturno c'è la N10 alla fermata Labicana/Merulana.

Il consiglio finale su Monet. Una vita a colori

A dodici giorni dal centenario della morte di Monet, lo spettacolo di Marco Goldin porta al Brancaccio una vita intera in novanta minuti: sei luoghi, un pianoforte, un violoncello, uno schermo di dieci metri e una panchina. Il consiglio è di trattarlo come un racconto più che come una lezione: comprare il biglietto per tempo, visto che il lunedì il botteghino è chiuso, scegliere un posto centrale o in prima balconata per vedere lo schermo intero, arrivare alle 20 dopo una cena presto. E, nelle settimane successive, cercare Monet nei musei e nei libri: il centenario è appena cominciato.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento23 Novembre 2026 21:00
IndirizzoTeatro Brancaccio, Via Merulana 244, 00185 Roma Esquilino, Roma, Roma Città

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