Closer al Teatro Ambra Jovinelli — dall’11 al 22 novembre 2026
In breve. Dossier pratico. "Closer" di Patrick Marber, con la regia di Fabrizio Coniglio, va in scena al Teatro Ambra Jovinelli dall'11 al 22 novembre 2026.
Dossier pratico. "Closer" di Patrick Marber, con la regia di Fabrizio Coniglio, va in scena al Teatro Ambra Jovinelli dall'11 al 22 novembre 2026. In scena Paolo Kessisoglu, Roberta Caronia, Alessandro Averone e Yeva Sai; la produzione è di CMC/Nidodiragno. Il calendario ufficiale prevede dodici recite: mercoledì 11 novembre alle 21; giovedì 12 alle 19.30; venerdì 13 alle 21; sabato 14 alle 16.30 e alle 21; domenica 15 alle 17; martedì 17 alle 21; mercoledì 18 alle 19.30; giovedì 19 alle 21; venerdì 20 alle 19.30; sabato 21 alle 21; domenica 22 alle 17. Il teatro si trova in Via Guglielmo Pepe 45, 00185 Roma, nel rione Esquilino. La pagina dello spettacolo non riporta prezzi specifici; il listino generale della stagione pubblicato dal teatro va da 19 a 39 euro il venerdì, il sabato sera e la domenica, e da 17 a 35 euro dal martedì al giovedì e nella replica del sabato pomeriggio. La durata non è pubblicata. I biglietti si comprano al botteghino di Via Guglielmo Pepe 45 (telefono 06 83082620) oppure online attraverso il pulsante di acquisto della pagina ufficiale su ambrajovinelli.org. Per arrivare con i mezzi pubblici conviene usare il calcolatore ATAC: il teatro è a pochi passi da piazza Vittorio Emanuele II.

Closer: quattro sconosciuti e un gioco pericoloso
Al centro di "Closer" si intrecciano le vite di quattro persone che non si conoscono: un giornalista che scrive necrologi, una spogliarellista, un dermatologo e una fotografa. I loro destini si incontrano e si scontrano in un gioco di seduzione, tradimento e ricerca della verità che si prolunga per alcuni anni. Il Teatro Ambra Jovinelli lo presenta come un'anatomia spietata e magnetica dei rapporti sentimentali moderni, un vero manifesto di un'intera generazione.
Il testo procede per scene brevi e dialoghi serrati, taglienti, di una modernità che a quasi trent'anni dalla prima rappresentazione non si è ancora consumata. La presentazione ufficiale sottolinea che non si tratta soltanto di una commedia sulle relazioni ma di un dramma psicologico che scava nel desiderio di possesso e nell'incapacità di essere autentici con l'altro.
Il significato del titolo
Il titolo è una parola sola, e contiene tutto lo spettacolo. Closer significa più vicino: è la vicinanza estrema tra due persone, quella che dovrebbe essere l'approdo di ogni storia d'amore. Il paradosso esplorato da Marber, ricorda il teatro, è che proprio questa vicinanza finisce spesso per allontanarci irrimediabilmente dalla persona che amiamo. Il confine tra amore e ossessione diventa sottile.
Le note di regia
Fabrizio Coniglio, nelle note pubblicate sulla pagina dello spettacolo, individua nei quattro protagonisti una stessa difficoltà: nessuno riesce davvero ad amare, né a voler vedere l'altro per quello che è. Il partner diventa uno strumento per confermare le proprie insicurezze, e spesso la persona amata serve a vendicarsi della precedente. Solo Alice, la più giovane e secondo il regista la vera vittima del gioco, sembra avvicinarsi a un abbandono sereno. Coniglio insiste sul fatto che il testo non è né retorico né sentimentale: i dialoghi descrivono la gabbia individualistica in cui restano intrappolate intere generazioni.
La trama, senza svelare il finale
Tutto comincia in un ospedale di Londra. Dan, un romanziere mancato che si guadagna da vivere scrivendo necrologi, accompagna al pronto soccorso una ragazza investita da un taxi. Si chiama Alice, ha una cicatrice sulla gamba e un passato da spogliarellista. Il medico che la visita di sfuggita è Larry, un dermatologo. Più di un anno dopo Dan è sul punto di pubblicare un libro ispirato alla vita di Alice, con cui vive, e posa per la fotografa Anna. Se ne innamora subito.
Una burla in chat
Uno dei momenti più celebri del testo è una scena in una chat erotica: Dan si finge Anna e dà appuntamento a Larry all'acquario di Londra, convinto di fargli uno scherzo. Ma all'acquario, per caso, c'è davvero Anna. Da quel malinteso nasce una nuova relazione, e il quadrato dei sentimenti si chiude.
Il gioco delle coppie
Nel corso degli anni le coppie si formano, si tradiscono, si scambiano. Ogni verità detta diventa un'arma, ogni bugia un rifugio. La struttura per salti temporali permette a Marber di mostrare soltanto i momenti di svolta, lasciando allo spettatore il compito di immaginare ciò che accade nel mezzo. Il finale, che qui non anticipiamo, chiude il cerchio con una rivelazione sull'identità di uno dei personaggi.
I quattro personaggi
Marber costruisce il testo su una geometria rigorosa: due uomini, due donne, quattro mestieri che hanno tutti a che fare con lo sguardo e con la verità. Chi scrive necrologi racconta le vite degli altri quando sono finite; chi si spoglia mostra il corpo ma nasconde l'identità; il dermatologo osserva la superficie della pelle; la fotografa fissa i volti nell'istante in cui sono più vulnerabili.
Dan
Daniel Woolf scrive necrologi per un giornale e coltiva l'ambizione di diventare romanziere. Nella prima scena racconta con ironia gli eufemismi che lui e i colleghi usano nei necrologi. È il motore della storia: la sua attrazione per Anna mette in moto tutte le altre vicende, e la sua incapacità di accettare una verità scomoda segna il destino della coppia che forma con Alice.
Alice
Alice si descrive come una ragazza senza radici, con una cicatrice a forma di punto interrogativo sulla gamba. È lei, nelle note del regista, la vera vittima del gioco, l'unica che sembra capace di un abbandono sincero. Il suo nome, e il mistero che lo circonda, sono una delle chiavi del finale.
Larry
Larry è un dermatologo, il personaggio più diretto e brutale del quartetto. Nel testo è quello che chiama le cose con il loro nome e che usa la verità come una clava. La scena dell'acquario lo trasforma da vittima di una burla a protagonista di una relazione inattesa.
Anna
Anna è una fotografa affermata. Le sue immagini, esposte in una mostra a metà del testo, diventano il luogo in cui tutti i personaggi si ritrovano e si riconoscono. È divisa tra due uomini e tra due modi di amare, uno fatto di passione e uno di stabilità.
Patrick Marber, l'autore
Patrick Marber è nato a Londra il 19 settembre 1964. Prima di scrivere per il teatro ha lavorato come comico di cabaret. Il suo primo testo, "Dealer's Choice", conosciuto in Italia come "La scelta del mazziere", fu scritto nel 1995 per il National Theatre e diretto dallo stesso autore; gli valse l'Evening Standard Award per la migliore commedia. Lo stesso premio arrivò nel 1997 con "Closer", ancora prodotto dal National Theatre con la regia di Marber.
Dal teatro al cinema
Marber ha firmato la sceneggiatura dell'adattamento cinematografico di "Closer" e ha ottenuto una candidatura all'Oscar per la sceneggiatura non originale di "Diario di uno scandalo". Ha riscritto per la televisione e per il teatro "La signorina Julie" di Strindberg con il titolo "After Miss Julie", ambientandola nell'Inghilterra del 1945, e ha portato in scena "Don Juan in Soho", ispirato a Molière.
Il Tony Award
Nel 2023 Marber ha vinto il Tony Award per la migliore regia di un'opera teatrale con "Leopoldstadt" di Tom Stoppard, a conferma di un percorso che oggi lo vede altrettanto apprezzato come regista e come autore.
La storia di Closer: da Londra a Broadway
"Closer" debuttò il 22 maggio 1997 al Cottesloe Theatre del Royal National Theatre di Londra. Era il secondo testo originale di Marber. Nel primo cast c'erano Clive Owen nel ruolo di Dan, Liza Walker in quello di Alice e Ciarán Hinds in quello di Larry. Dopo il primo ciclo lo spettacolo passò al Lyttelton, un'altra sala del National, con alcuni cambi nel cast.
I premi
Il testo vinse l'Evening Standard Award per la migliore commedia nel 1997 e il Laurence Olivier Award come migliore nuovo testo nel 1998. Negli Stati Uniti ottenne il New York Drama Critics' Circle Award come migliore opera straniera e il Drama Desk Award nel 1999, oltre a una candidatura al Tony Award.
Broadway e le riprese
A Broadway "Closer" andò in scena al Music Box Theatre nel 1999 e restò in cartellone per 172 repliche. Nel 2015 David Leveaux ne firmò una nuova edizione al Donmar Warehouse di Londra, segno che il testo è entrato nel repertorio contemporaneo.
Il film di Mike Nichols
Nel 2004 Marber adattò il testo per il film omonimo diretto da Mike Nichols, con Julia Roberts, Jude Law, Natalie Portman e Clive Owen. La pellicola ha reso la storia nota a un pubblico molto più ampio, e molti spettatori arriveranno in sala con quelle immagini in mente.
Closer in Italia
Non è la prima volta che il testo arriva sui palcoscenici italiani. Nella stagione 2000/2001 la Fox and Gould Produzioni lo mise in scena con la regia di Luca Guadagnino e un cast composto da Gianmarco Tognazzi, Claudia Gerini, Bruno Armando e Alessandra Acciai; le scene erano di Paolo Polli, i costumi di Alessandro Lai, le luci di Raffaele Perin e le musiche originali di Walter Fasano. A distanza di un quarto di secolo, la nuova produzione di CMC/Nidodiragno riporta il testo davanti a un pubblico che nel frattempo ha cambiato il proprio modo di vivere le relazioni, anche attraverso gli strumenti digitali che Marber, nel 1997, aveva intuito con la scena della chat.
Una scrittura che anticipa
Nel 1997 una chat erotica era un'idea quasi esotica per il pubblico teatrale. Oggi è un'esperienza comune, e la scena dell'acquario suona più attuale che mai. È uno dei motivi per cui il testo continua a essere rappresentato: racconta solitudini che la tecnologia ha moltiplicato invece di curare.
Paolo Kessisoglu e il ritorno alla prosa
Lo spettacolo segna, secondo la presentazione del teatro, l'atteso ritorno di Paolo Kessisoglu al teatro di prosa, con un ruolo di forte spessore drammatico. Nato a Genova il 25 luglio 1969 da una famiglia di origini armene, Kessisoglu ha cominciato come chitarrista, suonando a tredici anni nei club jazz della sua città. Nel 1991, durante alcuni provini, ha conosciuto Luca Bizzarri: insieme hanno fatto parte del gruppo dei Cavalli Marci e dal 1998 formano il duo Luca e Paolo.
Una famiglia in fuga
Il cognome racconta una storia. Il nonno paterno, Callisto, era un profugo armeno di Smirne sfuggito da bambino al genocidio; il cognome originario, Keshishian, fu trasformato in Keşişoğlu, poi grecizzato e infine italianizzato all'arrivo in Italia. Kessisoglu è impegnato da anni nel mantenere viva la memoria del massacro armeno.
La televisione e il cinema
Il grande pubblico lo conosce per la conduzione de "Le Iene", per il ruolo di Paolo Bitta in "Camera Café" e per film come "E allora mambo!" e "...e se domani", che nel 2005 valse a lui e a Bizzarri il premio per la migliore interpretazione maschile al Festival del film italiano di Annecy. Curiosità di calendario: pochi giorni prima del debutto di "Closer", il 29 e 30 ottobre, sullo stesso palco va in scena Luca Bizzarri con Non hanno un dubbio.
Dalla comicità televisiva alla prosa
Il percorso di Kessisoglu è passato anche per programmi come "MTV Trip", con cui il duo girava l'Italia a bordo di un carro funebre, per "Mai dire Gol" e per la sitcom "La strana coppia" del 2007, ispirata alla commedia di Neil Simon. A nostro giudizio, la familiarità con i tempi comici può diventare una risorsa in un testo come "Closer", dove la crudeltà dei dialoghi passa spesso attraverso battute fulminanti.
Roberta Caronia, Alessandro Averone e Yeva Sai
Roberta Caronia è nata a Palermo il 9 luglio 1980 e si è diplomata nel 2002 all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio d'Amico. Ha vinto il Premio Asso-Stampa Teatro nel 2009 per la sua Antigone in "Edipo a Colono", il Premio Virginia Reiter nel 2017, il Premio Duse nel 2018 e il Premio della Critica teatrale ANCT nel 2020. Il teatro la presenta come una delle attrici più premiate e stimate della scena nazionale.
Alessandro Averone
Alessandro Averone è descritto dalla presentazione ufficiale come un attore di solida formazione internazionale, scelto per il rigore interpretativo. Completa con Kessisoglu il versante maschile del quartetto.
Yeva Sai, il debutto
Yeva Sai è la più giovane della compagnia. Il pubblico televisivo la conosce per la serie "Mare Fuori"; "Closer" segna il suo debutto teatrale. La pagina del teatro non indica la distribuzione dei ruoli, ma con due personaggi femminili, una ragazza e una donna adulta, il pubblico potrà intuire gli abbinamenti.
La regia di Fabrizio Coniglio
La regia è affidata a Fabrizio Coniglio. Il credito fotografico delle immagini ufficiali è di Laila Pozzo. Scene, costumi, luci e traduzione non sono indicati nella pagina dello spettacolo.
Informazioni pratiche
Il listino generale della stagione 2026/27 pubblicato nella sezione biglietteria del teatro prevede, il venerdì, il sabato sera e la domenica, 39 euro in poltronissima, 34 in poltrona, 28 in prima galleria, 25 in prima galleria sgabelli, 22 in seconda galleria e 19 in seconda galleria sgabelli. Dal martedì al giovedì e nella replica del sabato alle 16.30 i prezzi scendono a 35, 30, 25, 22, 19 e 17 euro. La pagina di "Closer" non specifica prezzi propri: in caso di dubbio conviene chiedere al botteghino.
Gli sgabelli in galleria
Il nome inganna: gli sgabelli delle gallerie, spiega il teatro, sono poltrone con schienale, rialzate e dotate di poggiapiedi, pensate per offrire una visuale più comoda. Quelli della seconda galleria sono messi in vendita solo dopo il debutto dello spettacolo, per esigenze tecniche.
Botteghino e gruppi
Nei giorni di replica il botteghino apre un'ora prima dell'inizio, solo per la vendita dello spettacolo in programma; l'orario invernale completo non è pubblicato nella pagina della biglietteria. Per gruppi, CRAL e scuole c'è l'Ufficio Promozione, al telefono 06 88816460 o all'indirizzo promozione@ambrajovinelli.org.
Parcheggio e accessibilità
Il garage convenzionato è il Multipiano Es Park Giolitti, in Via Giovanni Giolitti 267, a circa 200 metri dal teatro: dopo lo spettacolo si chiede un voucher al personale di sala per ottenere lo sconto. Nel foyer due ascensori raggiungono tutti i piani. I biglietti digitali non vanno stampati.
L'Esquilino intorno al teatro
L'Ambra Jovinelli si trova in uno dei rioni più vari di Roma, nato in gran parte con il piano regolatore successivo al 1870 per ospitare i dipendenti dei ministeri della nuova capitale. A pochi passi si apre piazza Vittorio Emanuele II, con i resti del ninfeo noto come Trofei di Mario e la Porta Alchemica, costruita tra il 1655 e il 1681 dal marchese Massimiliano Savelli Palombara nella sua villa.
Mercati, chiese e giardini antichi
Nel rione si trovano il Nuovo Mercato Esquilino, la chiesa di Sant'Eusebio e l'Auditorium di Mecenate, testimonianza degli antichi giardini del consigliere di Augusto. Per un itinerario completo c'è la nostra pagina Esquilino: cosa vedere.
Prima dello spettacolo: due grandi musei e una basilica
Chi arriva all'Esquilino nel pomeriggio, soprattutto per le repliche del fine settimana, ha a disposizione alcuni dei luoghi più importanti della Roma antica e cristiana. A breve distanza si trovano la basilica di Santa Maria Maggiore, e Palazzo Massimo alle Terme, una delle sedi del Museo Nazionale Romano. Una visita al museo e poi lo spettacolo serale compongono una giornata ben distribuita tra antico e contemporaneo, senza bisogno di spostarsi con i mezzi.
Una piazza da attraversare
Piazza Vittorio, con i suoi portici e il grande giardino centrale, è il punto di passaggio naturale tra la metropolitana e il teatro. Di sera è animata e frequentata: attraversarla prima di entrare in sala è il modo migliore per entrare nello spirito del rione.
Una curiosità sul Teatro Ambra Jovinelli
La parola Ambra nel nome del teatro non ha un significato poetico. Quando negli anni Cinquanta lo Jovinelli fu trasformato in cinema-varietà, i gestori aggiunsero quel nome per una ragione pratica: nei tamburini dei giornali, le colonne che elencavano i cinema in ordine alfabetico, un nome che cominciava con la A sarebbe comparso nei primissimi posti. Una scelta di marketing ante litteram che ha dato al teatro il nome con cui è conosciuto ancora oggi.
L'unico teatro liberty di Roma
L'edificio, inaugurato il 3 marzo 1909, è considerato l'unico teatro di Roma costruito in stile liberty. Sulla facciata originaria c'erano due aquile di gesso e, al centro della trabeazione ondulata, una conchiglia con un volto umano; sull'arcoscenico è ancora visibile la targa "G. Jovinelli, 1909".
Una cosa che non ti dice nessuno sul Teatro Ambra Jovinelli
Negli anni Quaranta e Cinquanta lo Jovinelli fu anche una specie di palazzetto dello sport. Ospitò moltissime riunioni di pugilato, con un ring montato in sala e grandi campioni che si sfidavano davanti a un pubblico numeroso di appassionati, in un'epoca in cui la boxe era tra gli sport più seguiti. Le cronache sportive del tempo diedero grande rilievo all'iniziativa. Pensare a un ring dove oggi si recita Marber è un modo per misurare quante vite abbia avuto questa sala.
Il biglietto dimenticato
Un dettaglio pratico: chi dimentica o smarrisce il biglietto può presentarsi al botteghino con un documento e ottenere una ristampa al costo di 50 centesimi. Il biglietto si può anche cedere a un'altra persona senza cambio di nominativo.
Il consiglio che ti do per visitare il Teatro Ambra Jovinelli
Il mio consiglio è di scegliere una delle repliche delle 19.30, giovedì 12, mercoledì 18 o venerdì 20 novembre. L'orario permette di uscire dal teatro in tempo per una cena nei ristoranti dell'Esquilino, un rione dove si trovano cucine di molti paesi a pochi passi l'una dall'altra. Per chi vuole risparmiare, la replica di sabato 14 alle 16.30 rientra nella fascia di prezzo più bassa del listino generale.
Rivedere o non rivedere il film
Chi ha amato il film di Mike Nichols farebbe bene a non rivederlo alla vigilia. Il teatro restituisce al testo la sua forma originaria, fatta di scene isolate e di silenzi, e il confronto con le immagini del cinema rischia di distrarre dall'interpretazione dei quattro attori.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È noto che Totò ha cominciato allo Jovinelli. Meno noto è il modo: fra il 1919 e il 1920 il giovane Antonio de Curtis si presentò come imitatore di Gustavo De Marco, un comico che su quello stesso palcoscenico aveva avuto un enorme successo prima della guerra. Divenne subito un beniamino del pubblico e restò fino al 1921. Anni dopo raccontò l'incontro con l'impresario Giuseppe Jovinelli nel libro "Siamo uomini o caporali?".
Petrolini e Viviani
Prima di lui, Raffaele Viviani era stato chiamato con la sorella Luisella per l'inaugurazione del 1909, ed Ettore Petrolini aveva ottenuto proprio da Jovinelli, nel 1910, la sua prima scrittura importante.
La foto giusta da fare al Teatro Ambra Jovinelli
La facciata liberty, restaurata e sottoposta a vincolo dal 1997, è il soggetto ideale. Dal marciapiede di fronte si inquadra il corpo centrale a due piani con le grandi aperture e il coronamento ad andamento curvo. Di sera, con le luci dell'insegna accese e il via vai del pubblico, la fotografia racconta bene il carattere popolare del teatro.
In sala
Prima dello spettacolo vale la pena alzare lo sguardo verso l'arcoscenico per cercare la targa del 1909 e osservare le colonnine di ghisa originali, restaurate e oggi a sostegno delle gallerie.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia dell'Ambra Jovinelli, ricostruita anche dal sito del teatro, attraversa tutto il Novecento romano.
1906-1909: la costruzione
L'impresario casertano Giuseppe Jovinelli voleva un teatro di varietà lussuoso, degno di un teatro di prosa. Dopo i progetti di Pietro Chiodelli e Giacomo Radiconcini, i lavori iniziarono nel 1906 e l'anno seguente subentrò Ulderico Bencivenga. L'inaugurazione avvenne il 3 marzo 1909, con oltre seicento poltrone in platea e circa mille posti in tutto.
29 aprile 1982: l'incendio
Dopo gli anni del cinema a luci rosse, un incendio causato da un guasto tecnico distrusse l'intera struttura. Seguirono la chiusura e l'abbandono; nel 1990 lo stabile fu acquistato da una società milanese.
1996-2001: la rinascita
Nel luglio 1996 un gruppo di giovani artisti e intellettuali organizzò spettacoli e mostre nell'edificio in rovina per richiamare l'attenzione. Nel 1997 la facciata fu vincolata dal Ministero; dopo il restauro, il 25 gennaio 2001 il teatro riaprì come teatro comico con la direzione artistica di Serena Dandini.
26 dicembre 2010: la gestione attuale
Dopo una nuova chiusura dal giugno 2009, il teatro riaprì il 26 dicembre 2010 con la direzione artistica di Fabrizia Pompilio, che lo ha riportato tra i punti di riferimento del teatro nazionale.
Chi è passato dal Teatro Ambra Jovinelli
Nell'epoca della famiglia Jovinelli, oltre a Totò, Petrolini e Viviani, passarono da qui Gennaro Pasquariello, Romolo Balzani, Claudio Villa, Nino Taranto, Lino Banfi, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, Rita Pavone e Alberto Sordi. Dopo la riapertura del 2001 il palco ha accolto Ascanio Celestini, Marco Paolini, Lillo e Greg, Corrado e Sabina Guzzanti, Vincenzo Salemme, Lella Costa, Moni Ovadia e Nicola Piovani. Dal 2010 sono arrivati, tra gli altri, Stefano Accorsi, Ferzan Özpetek, Pierfrancesco Favino, Paola Cortellesi, Valerio Mastandrea, Elio Germano, Silvio Orlando e Filippo Timi; il teatro è legato in modo particolare all'autore Mattia Torre.
La stagione 2026/27
Il cartellone in corso comprende, tra gli altri, "Ruoli secondari" di Ferzan Özpetek, Educazione sentimentale con Giuseppe Fiorello e "Perfetti sconosciuti" di Paolo Genovese.
Domande frequenti su Closer al Teatro Ambra Jovinelli
Quando va in scena Closer all'Ambra Jovinelli?
Dall'11 al 22 novembre 2026, con dodici recite. Gli orari serali sono le 21 il mercoledì 11, il venerdì 13, il martedì 17, il giovedì 19 e il sabato 21; alle 19.30 si recita giovedì 12, mercoledì 18 e venerdì 20. Sabato 14 ci sono due repliche, alle 16.30 e alle 21, mentre le domeniche 15 e 22 cominciano alle 17.
Quanto costa il biglietto?
La pagina dello spettacolo non indica prezzi propri. Il listino generale del teatro per la stagione prevede da 19 a 39 euro il venerdì, il sabato sera e la domenica, e da 17 a 35 euro dal martedì al giovedì e nella recita del sabato pomeriggio, a seconda del settore. Per conferme sul singolo spettacolo conviene contattare il botteghino al numero 06 83082620.
Chi sono gli attori?
In scena ci sono Paolo Kessisoglu, al suo ritorno al teatro di prosa, Roberta Caronia, Alessandro Averone e Yeva Sai, attrice della serie Mare Fuori qui al debutto teatrale. La regia è di Fabrizio Coniglio, la produzione di CMC/Nidodiragno. La pagina del teatro non indica quale personaggio interpreti ciascun attore del quartetto.
È lo stesso Closer del film con Julia Roberts?
Sì, il testo è lo stesso. "Closer" nasce come opera teatrale di Patrick Marber, rappresentata per la prima volta a Londra nel 1997; nel 2004 lo stesso Marber lo adattò per il film diretto da Mike Nichols con Julia Roberts, Jude Law, Natalie Portman e Clive Owen. A teatro la storia mantiene la sua struttura originaria per scene brevi e salti temporali.
Lo spettacolo è adatto ai ragazzi?
Il teatro non indica un'età consigliata né avvertenze sui contenuti. Il testo affronta però in modo esplicito temi come il tradimento, la sessualità e la gelosia, con dialoghi diretti e a tratti crudi, e una delle protagoniste è una spogliarellista. È una scelta da valutare per un pubblico molto giovane.
Quanto dura?
La durata non è pubblicata sulla pagina dello spettacolo, che non indica nemmeno se sia previsto un intervallo. Chi deve organizzare il rientro, soprattutto per le repliche delle 21, può chiedere informazioni all'infoline del teatro, ai numeri 06 83082620 e 06 83082884, nei giorni precedenti la data scelta.
Dove si parcheggia?
Il teatro ha una convenzione con il Multipiano Es Park Giolitti di Via Giovanni Giolitti 267, a circa 200 metri. Per ottenere lo sconto si chiede un voucher al personale di sala dopo lo spettacolo. La convenzione vale per la stagione in corso. In alternativa, la zona è servita dai mezzi pubblici che convergono su Termini e piazza Vittorio.
Che storia ha il teatro che ospita lo spettacolo?
L'Ambra Jovinelli fu inaugurato il 3 marzo 1909 come teatro di varietà dall'impresario Giuseppe Jovinelli ed è considerato l'unico teatro liberty di Roma. Qui debuttò Totò e passarono Petrolini e Viviani; poi divenne cinema, sala per la boxe e cinema a luci rosse. Distrutto da un incendio nel 1982, è rinato nel 2001 come teatro della comicità d'autore.
Il consiglio finale su Closer al Teatro Ambra Jovinelli
"Closer" è uno dei testi più rappresentati del teatro inglese contemporaneo, e la sua forza è nella precisione chirurgica dei dialoghi. Vederlo all'Ambra Jovinelli, un teatro nato per il varietà e diventato in questi anni la casa della commedia d'autore, aggiunge un elemento di curiosità: la prova drammatica di un attore come Paolo Kessisoglu, conosciuto soprattutto per la comicità, accanto a un'interprete pluripremiata come Roberta Caronia e a una giovane attrice al suo primo palcoscenico. Conviene scegliere la data in base alla fascia di prezzo e all'orario, tenendo presente che le repliche delle 19.30 sono le più comode per chi vuole cenare dopo. Per i posti migliori in poltronissima, invece, conviene muoversi nei giorni che precedono il debutto dell'11 novembre. Per il resto della programmazione c'è la nostra pagina sul Teatro Ambra Jovinelli. Chi arriva da fuori Roma può approfittare della vicinanza della stazione Termini, raggiungibile a piedi dal teatro attraversando l'Esquilino, per organizzare il viaggio di andata e ritorno senza dipendere dall'auto.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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