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Goecke / Robbins / Bausch al Teatro dell’Opera di Roma — dal 27 ottobre all’8 novembre 2026

Il trittico di balletti Goecke / Robbins / Bausch va in scena al Teatro Costanzi, sede del Teatro dell'Opera di Roma, in piazza Beniamino Gigli 7 (00184 Roma), dal 27 ottobre all'8 novembre 2026, in sei recite: martedì 27 e mercoledì 28 ottobre alle 20:00, giovedì 5 e venerdì 6 novembre alle 20:00, sabato 7 novembre alle 18:00 e domenica 8 novembre alle 16:30. In programma «Petruschka» di Marco Goecke, «Afternoon of a Faun» di Jerome Robbins e «Le Sacre du printemps» di Pina Bausch, con l'Orchestra e il Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera diretti da Andrew Litton. Il teatro si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, a pochi minuti a piedi, o con gli autobus di via Nazionale (H, 40, 60, 64, 70, 71, 170). I biglietti costano da 22 a 110 euro alla prima e da 17 a 85 euro alle repliche, secondo il settore, e si comprano alla biglietteria del teatro o sul circuito di prevendita autorizzato indicato nella pagina ufficiale dello spettacolo.

Tre coreografi, tre epoche, due partiture di Stravinskij e una di Debussy. È una di quelle serate che spiegano in due ore che cosa è successo alla danza nel Novecento, e che cosa le sta succedendo adesso. Il pezzo forte è il «Sacre» di Pina Bausch, con la terra sparsa sul palcoscenico: il Corpo di Ballo romano, prima compagnia italiana a interpretarlo, lo ha presentato alle Terme di Caracalla nell'estate 2025, per i cinquant'anni dell'opera, e ora lo porta al chiuso, nella sala del Costanzi.

Goecke / Robbins / Bausch al Costanzi: date, orari e turni

Goecke / Robbins / Bausch è un balletto della stagione del Teatro dell'Opera di Roma, in scena al Teatro Costanzi con sei recite fra il 27 ottobre e l'8 novembre 2026.

Le sei recite

  • Martedì 27 ottobre 2026, ore 20:00, prima rappresentazione, turno A.
  • Mercoledì 28 ottobre, ore 20:00, turno B.
  • Giovedì 5 novembre, ore 20:00, turno C.
  • Venerdì 6 novembre, ore 20:00.
  • Sabato 7 novembre, ore 18:00, turno D.
  • Domenica 8 novembre, ore 16:30, turno E.

I turni di abbonamento

Le lettere indicano i turni degli abbonati. La recita di venerdì 6 novembre è l'unica senza turno: è la serata in cui, di norma, restano più posti liberi per chi compra il singolo biglietto. Le due recite del fine settimana, sabato alle 18 e domenica alle 16:30, sono le più adatte a chi viene da fuori città o porta ragazzi.

Una pausa di una settimana

Fra la seconda recita, il 28 ottobre, e la terza, il 5 novembre, c'è una settimana di pausa che comprende il ponte di Ognissanti. Chi non riesce a trovare posto per la prima ha tutto il tempo di organizzarsi per novembre.

Una produzione del teatro

Lo spettacolo è un allestimento del Teatro dell'Opera di Roma. In scena l'Orchestra, le Étoiles, i Primi Ballerini, i Solisti e il Corpo di Ballo del teatro. Sul podio Andrew Litton.

Il programma: tre balletti, un secolo di danza

Il trittico mette in fila tre coreografie su musiche di Igor Stravinskij e Claude Debussy: «Petruschka» di Marco Goecke, «Afternoon of a Faun» di Jerome Robbins e «Le Sacre du printemps» di Pina Bausch.

Due volte Stravinskij

Due dei tre titoli sono partiture di Stravinskij: «Petruschka» e «Le Sacre du printemps». In mezzo, come una pausa di respiro, il «Faune» di Debussy. È un programma costruito con intelligenza: Stravinskij apre e chiude, Debussy fa da cerniera. L'orchestra ha un ruolo da protagonista, e con Andrew Litton sul podio la serata va ascoltata almeno quanto va guardata.

Tre modi di intendere la danza

I tre coreografi rappresentano tre mondi diversi. Jerome Robbins viene da Broadway e dal New York City Ballet di Balanchine. Pina Bausch ha inventato il Tanztheater, il teatrodanza tedesco. Marco Goecke è uno dei coreografi europei più richiesti di oggi. Mettere insieme i tre significa raccontare la danza del Novecento dal balletto classico rinnovato al teatrodanza fino al contemporaneo.

L'ordine della serata

La pagina ufficiale elenca i titoli nell'ordine Goecke, Robbins, Bausch. È verosimile che la serata segua lo stesso ordine, con il «Sacre» in chiusura: dopo la terra sparsa sul palcoscenico, difficilmente si potrebbe ballare altro.

«Petruschka» di Marco Goecke

«Petruschka», su musica di Igor Stravinskij, ha la coreografia di Marco Goecke, con Giovanni Di Palma assistente alla coreografia, scene e costumi di Michaela Springer e luci di Udo Haberland.

Chi è Marco Goecke

Marco Goecke è nato a Wuppertal il 12 aprile 1972. Ha studiato danza alla Ballet Academy di Colonia, alla Heinz-Bosl-Stiftung di Monaco e, dal 1989 al 1995, al Conservatorio reale dell'Aia. Ha danzato alla Staatsoper di Berlino e al teatro di Hagen, dove nel 2000 ha firmato la prima coreografia. È stato coreografo residente dello Stuttgart Ballet, dello Scapino Ballet di Rotterdam, coreografo associato del Nederlands Dans Theater e coreografo residente di Gauthier Dance. Dall'agosto 2025 dirige il Ballett Basel.

Uno stile riconoscibile

Le coreografie di Goecke sono note per la concentrazione sulla parte superiore del corpo: braccia, mani e busto si muovono con una rapidità e una precisione che la critica descrive come fremiti, scatti, tremiti. Le scene sono spesso in penombra, e sul palcoscenico cadono o vengono lanciati piume, petali, foglie secche, farina. La maggior parte dei suoi lavori dura meno di mezz'ora. Ha firmato oltre ottanta coreografie, alcune nei repertori del Balletto dell'Opéra di Parigi, dei Ballets de Monte-Carlo, del Balletto di Stato di Berlino e di quello di Vienna.

I premi

Goecke ha ricevuto il Prix Dom Perignon ad Amburgo per «Blushing», il Nijinsky Award a Monte-Carlo nel 2006 come coreografo più promettente, il titolo di coreografo dell'anno della rivista tedesca Tanz nel 2015 e nel 2021, il Deutscher Tanzpreis nel 2022. Nel catalogo delle sue opere figura un «Petrushka» creato nel 2016 per il Balletto di Zurigo; la pagina del Teatro dell'Opera non precisa se l'allestimento romano derivi da quello.

«Afternoon of a Faun» di Jerome Robbins

«Afternoon of a Faun», sul «Prélude à l'après-midi d'un faune» di Claude Debussy, ha la coreografia di Jerome Robbins, ripresa dagli assistenti J.P. Frohlich e Hervé Moreau, con scene e luci di Jean Rosenthal e costumi di Irene Sharaff.

Chi era Jerome Robbins

Jerome Robbins, nato a New York nel 1918 e morto nel 1998, è stato regista, coreografo, ballerino, direttore artistico e produttore. Ha debuttato come coreografo nel 1944 con «Fancy Free», prima collaborazione con Leonard Bernstein, da cui è nato il musical «On the Town». Nel 1949 è entrato al New York City Ballet di George Balanchine come direttore artistico associato. A Broadway ha firmato «Il re ed io», «Peter Pan», «West Side Story», «Gypsy», «Fiddler on the Roof». Per il film di «West Side Story», diretto con Robert Wise, ha vinto nel 1962 l'Oscar per la regia e un Oscar speciale per il contributo all'arte coreografica. I Tony Award vinti sono cinque.

Il «Fauno» di Robbins

«Il pomeriggio di un fauno» è una delle coreografie che Robbins firmò negli anni Cinquanta per il New York City Ballet, accanto a «The Cage» e «The Concert». In quegli anni la sua carriera era legata alla ballerina Tanaquil Le Clercq, sua partner in scena e sua musa come coreografo. Le scene e le luci portano la firma di Jean Rosenthal, i costumi quella di Irene Sharaff: due nomi di primo piano del teatro americano di quegli anni.

Robbins e l'Italia

C'è un legame fra Robbins e l'Italia che si ricorda poco. Nel 1958 fondò una propria compagnia, Ballet USA, che nel giugno dello stesso anno inaugurò il Festival dei Due Mondi di Spoleto, prima di partire per una tournée europea. Vedere un suo balletto al Costanzi è, anche per questo, un piccolo ritorno.

«Le Sacre du printemps» di Pina Bausch

«Le Sacre du printemps», su musica di Igor Stravinskij, ha regia e coreografia di Pina Bausch, scene e costumi di Rolf Borzik, con la collaborazione di Hans Pop; la coreografia è ripresa da Clémentine Deluy e Jorge Puerta Armenta. Con Eleonora Abbagnato e Damiano Ottavio Bigi.

Chi era Pina Bausch

Philippine Bausch, detta Pina, nata a Solingen nel 1940 e morta a Wuppertal nel 2009, è stata coreografa, ballerina e insegnante. Formata alla Folkwang Hochschule di Essen fondata da Kurt Jooss e poi alla Juilliard School di New York, ha danzato con il New American Ballet e al Metropolitan Opera House. Nel 1973 ha fondato il Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, e il suo nome è legato al Tanztheater, il teatrodanza, che include nella danza il gesto teatrale e la parola. Fra i suoi lavori più celebri «Café Müller», del 1978, sulle musiche di Henry Purcell.

Il «Sacre» del 1975

«Le Sacre du printemps», in tedesco «Frühlingsopfer», è del 1975. Appartiene ai primi lavori di Bausch a Wuppertal, ispirati a capolavori della letteratura, del teatro e della musica. È uno dei pezzi più noti della storia della danza moderna. Scene e costumi sono di Rolf Borzik, compagno di lavoro di Bausch in quegli anni. Chi lo ha visto sa che l'immagine della terra che copre il palcoscenico e i corpi dei danzatori non si dimentica. La Fondazione Pina Bausch elenca l'allestimento romano del trittico fra le produzioni del «Sacre» sul proprio sito.

Dalla terra di Caracalla al Costanzi

Il 30 e il 31 luglio 2025 il Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma ha danzato il «Sacre» di Bausch alle Terme di Caracalla, in un trittico con il «Bolero» di Béjart e «Within the Golden Hour» di Wheeldon. Il teatro lo ha presentato come la prima volta di una compagnia italiana in questa pietra miliare della danza contemporanea, nel cinquantesimo anniversario della creazione. Il comunicato di allora descrive il pezzo con precisione: poco più di trenta minuti, le donne che si passano una veste rossa, simbolo del sacrificio, un palcoscenico interamente ricoperto di terra, ideato da Rolf Borzik, che alla fine avvolge corpi e volti dei danzatori. Al Costanzi il «Sacre» passa dall'aperto di Caracalla a una sala all'italiana: la terra, i respiri, i corpi arrivano molto più vicini.

Una ripresa con gli eredi della compagnia

La coreografia è ripresa da Clémentine Deluy e Jorge Puerta Armenta. Per i lavori di Bausch la trasmissione a un'altra compagnia passa sempre da chi li conosce dall'interno: è la garanzia che quello che si vede al Costanzi è il «Sacre» di Bausch, non una sua imitazione.

Gli interpreti e l'Orchestra del Teatro dell'Opera

Nel trittico ballano Eleonora Abbagnato e Damiano Ottavio Bigi, protagonisti del «Sacre», con Alessandra Amato, Rebecca Bianchi, Alessio Rezza, Federica Maine, Marianna Suriano, Claudio Cocino e Michele Satriano.

La compagnia di Eleonora Abbagnato

Il Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma è diretto da Eleonora Abbagnato, che nel trittico è anche interprete del «Sacre». Nel comunicato di Caracalla 2025 il teatro indicava Rebecca Bianchi e Alessio Rezza fra le étoiles e Federica Maine e Michele Satriano fra i primi ballerini: gli stessi nomi tornano nel cast di questo autunno.

Il Corpo di Ballo al completo

La pagina ufficiale elenca Étoiles, Primi Ballerini, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma. È una serata che impegna tutta la compagnia: il «Sacre» di Bausch richiede un gruppo numeroso, «Petruschka» e il «Fauno» sono più raccolti. Vedere la compagnia romana passare in una sera da un linguaggio all'altro è la ragione tecnica per andare.

Andrew Litton sul podio

Dirige l'Orchestra del Teatro dell'Opera Andrew Litton. Due partiture di Stravinskij e il «Faune» di Debussy nella stessa serata sono un banco di prova serio per un'orchestra di teatro d'opera, abituata a stare in buca per le voci. Qui l'orchestra non accompagna: racconta.

Il giorno prima, le Icone della Danza

Il trittico debutta il giorno dopo il gala Icone della Danza al Teatro dell'Opera, il 26 ottobre. Chi ama la danza può fare due sere di fila al Costanzi.

Una curiosità su Goecke / Robbins / Bausch al Teatro dell'Opera di Roma — dal 27 ottobre all'8 novembre 2026

La curiosità più bella di questo trittico riguarda una città tedesca: Wuppertal. Marco Goecke è nato a Wuppertal nel 1972. Un anno dopo, nel 1973, Pina Bausch fondava a Wuppertal il suo Tanztheater, cambiando il nome del corpo di ballo già esistente in città. Goecke è cresciuto, insomma, nella città che Bausch stava trasformando nella capitale mondiale del teatrodanza.

Il legame non si ferma alla geografia. Nel 2004 fu proprio Pina Bausch a invitare Goecke a presentare due suoi lavori, «Blushing» del 2003 e «Mopey» del 2004, al festival del Tanztheater. Un riconoscimento pesante per un coreografo che allora aveva poco più di trent'anni e aveva firmato la prima coreografia appena quattro anni prima.

Al Costanzi, dunque, Goecke e Bausch si ritrovano nella stessa serata, a poco più di un'ora di distanza. E c'è un'altra coincidenza: entrambi lavorano su Stravinskij. Goecke apre con «Petruschka», Bausch chiude con il «Sacre». Chi guarda i due pezzi uno dopo l'altro si accorgerà di come due coreografi della stessa città, a quarant'anni di distanza, rispondano in modi opposti allo stesso compositore.

In mezzo, Robbins, americano, con Debussy: la pausa lirica fra due temporali. È un programma costruito come una sinfonia in tre movimenti, e chi l'ha ideato sapeva quello che faceva.

Il Teatro Costanzi: la sala del trittico

Il Teatro Costanzi ha oggi una capienza di 1.560 posti, distribuiti fra platea, tre ordini di palchi, balconata e galleria, sotto una cupola affrescata dal perugino Annibale Brugnoli. La scheda completa è quella del Teatro dell'Opera di Roma.

Una sala pensata per il suono

Il costruttore Domenico Costanzi commissionò il progetto nel 1879 all'architetto milanese Achille Sfondrini, specialista di teatri, che privilegiò l'acustica: la sala a ferro di cavallo fu concepita come una cassa armonica. Il cantiere durò diciotto mesi. Per un programma in cui l'orchestra suona Stravinskij a pieno organico, la forma della sala è un vantaggio concreto.

Dove sedersi per la danza

Per un balletto la scelta del posto segue regole diverse dall'opera. La danza si guarda anche dall'alto: dalla balconata e dalle prime file della galleria si vedono i disegni del gruppo, che nel «Sacre» di Bausch sono essenziali. Dalla platea si vedono i volti e i dettagli, che nel «Petruschka» di Goecke, tutto braccia e mani, contano moltissimo. Dai posti dietro dei palchi laterali, invece, si perde una parte del palcoscenico: per un balletto è il compromesso peggiore.

Le altre sale della fondazione

Il Teatro dell'Opera di Roma gestisce anche il Teatro Nazionale di via del Viminale 51, nato nel 1925 come Supercinema, la Sala Respighi e d'estate le Terme di Caracalla. Il trittico va in scena nella sala principale, il Costanzi.

Una cosa che non ti dice nessuno su Goecke / Robbins / Bausch al Teatro dell'Opera di Roma — dal 27 ottobre all'8 novembre 2026

Quello che quasi nessuno dice di un trittico di balletti è che il biglietto costa molto meno di un'opera, e che i posti migliori per la danza non sono quelli più cari. Il listino del Teatro dell'Opera colloca Goecke / Robbins / Bausch nella stessa fascia del «Sogno di una notte di mezza estate»: alla prima la poltronissima di platea costa 110 euro, contro i 170 di un'opera come «Falstaff». Alle repliche si scende a 85.

Ma il dato più interessante è in alto. La balconata di seconda e terza fila costa 30 euro alla prima e 25 alle repliche; la prima galleria 25 e 22; la seconda galleria 22 e 20. Per un balletto come il «Sacre» di Bausch, in cui il disegno del gruppo sul palcoscenico coperto di terra è metà dello spettacolo, la visione dall'alto è la migliore possibile. Chi siede in platea vede i danzatori; chi siede in balconata vede la coreografia.

La seconda cosa che non si dice riguarda la terra. Il «Sacre» di Bausch si balla su un palcoscenico ricoperto di terra, e questo significa che fra un balletto e l'altro serve un intervallo tecnico per preparare la scena. È verosimile che il «Sacre» chiuda la serata proprio per questo. Chi arriva tardi e pensa di entrare dopo il primo pezzo deve ricordare che a spettacolo iniziato non si accede alla platea né ai posti numerati di balconata e galleria.

Terza cosa: il trittico dura meno di un'opera. Tre balletti di mezz'ora o poco più, con gli intervalli. Una recita delle 20 finisce presto, e resta il tempo per una cena vera dopo il teatro.

Biglietti e prezzi di Goecke / Robbins / Bausch

Per Goecke / Robbins / Bausch il Teatro dell'Opera applica la fascia di prezzo dei balletti «Sogno di una notte di mezza estate» e Goecke / Robbins / Bausch: alla prima da 22 a 110 euro, alle repliche da 17 a 85 euro, secondo il settore.

Il listino per settore

  • Poltronissime di platea, file 1-13: 110 euro alla prima, 85 alle repliche.
  • Poltrone di platea, file 14-19 e posti laterali: 100 e 80 euro.
  • Palchi centrali di platea, primo e secondo ordine, posti avanti: 110 e 85 euro; posti dietro: 90 e 70 euro.
  • Palchi laterali di primo ordine, posti avanti: 95 e 70 euro; posti dietro: 65 e 40 euro.
  • Palchi laterali di secondo ordine, posti avanti: 65 e 45 euro; posti dietro: 30 e 20 euro.
  • Palchi laterali di terzo ordine, posti avanti: 40 e 30 euro; posti dietro: 23 e 17 euro.
  • Balconata prima fila: 45 e 35 euro; seconda e terza fila: 30 e 25 euro.
  • Prima galleria, file 1-3: 25 e 22 euro; seconda galleria, file 4-8: 22 e 20 euro.

Dove si comprano

La biglietteria del teatro è in piazza Beniamino Gigli 1, aperta dal lunedì al sabato dalle 10 alle 18 e la domenica dalle 9 alle 13.30; è chiusa nei giorni festivi. I biglietti per lo spettacolo del giorno si vendono al teatro da un'ora prima fino a quindici minuti dopo l'inizio. Online si acquista sul circuito di prevendita autorizzato indicato dal teatro nella pagina dello spettacolo. Il teatro invita a rivolgersi solo ai canali autorizzati.

Riduzioni

Per alcune serate, a discrezione del teatro, è prevista una riduzione last minute del 25 per cento sui biglietti venduti da un'ora prima dell'inizio, esclusi balconata e galleria. Per chi ha meno di trent'anni c'è la Carta Giovani Opera, di cui parlo più avanti. Allo sportello si possono usare anche la Carta del Docente e la Carta della Cultura.

Il consiglio che ti do per visitare Goecke / Robbins / Bausch al Teatro dell'Opera di Roma — dal 27 ottobre all'8 novembre 2026

Il consiglio è netto: prendete un posto in balconata o in prima galleria, non in platea. Costa meno di un terzo, e per questo programma si vede meglio. Il «Sacre» di Bausch è una coreografia di masse, di cerchi, di diagonali, di corpi che si ammassano e si disperdono sulla terra: dall'alto se ne coglie la struttura, che dalla platea si intuisce soltanto. È il consiglio da seguire ogni volta che il programma prevede danza contemporanea.

Secondo consiglio: ascoltate prima le musiche. Il «Sacre» e «Petruschka» di Stravinskij, il «Prélude à l'après-midi d'un faune» di Debussy. Sono tre brani celebri, facilmente reperibili, che insieme durano poco più di un'ora. Arrivare con la musica in testa permette di guardare la danza senza dover inseguire la partitura.

Terzo consiglio: se potete, guardate prima «Pina», il film che Wim Wenders ha dedicato a Pina Bausch nel 2011, presentato al Festival di Berlino. Chi lo ha visto arriva al Costanzi con gli occhi preparati sul mondo di Bausch e sui suoi danzatori.

Infine, scegliete la recita con criterio. Per un primo incontro con la danza contemporanea consiglio la domenica pomeriggio delle 16:30: il pubblico è più misto, l'atmosfera più rilassata, e si esce in tempo per una cena a Monti.

Come arrivare al Teatro dell'Opera

Il Teatro Costanzi si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, a pochi minuti a piedi da piazza Beniamino Gigli. È il modo più semplice, e nelle sere di pioggia il più asciutto.

In metropolitana

La linea A ferma a Repubblica Teatro dell'Opera, in piazza della Repubblica. Dalla piazza si raggiunge il teatro in pochi minuti. Chi arriva dalla stazione Termini può prendere la stessa linea o camminare.

In autobus

Il teatro indica queste linee: su via Nazionale H, 40, 60, 64, 70, 71, 170, 116T; su via Depretis 70 e 71; su via Cavour 16, 75, 84, 150 (festivo), 360, 590, 649, 714; alla stazione Termini 16, 38, 75, 86, 90, 217, 310, 360, 649, 714. Via Depretis e via Nazionale corrono ai lati del teatro.

In taxi

All'ingresso del teatro è previsto un servizio taxi per il pubblico, con il Radio Taxi 6645; durante gli intervalli il personale di sala raccoglie le prenotazioni della corsa di ritorno. Il teatro indica anche il numero 06 6696 per le prenotazioni.

In auto

Sconsiglio l'auto. La zona fra via Nazionale, via del Viminale e Termini è centrale e trafficata, e il teatro non indica un parcheggio proprio. Chi viene da fuori lasci l'auto in un parcheggio di scambio lungo la linea A e prosegua in metro.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che Pina Bausch è stata una delle più grandi coreografe del Novecento. Si cita molto meno spesso quanto sia stata legata all'Italia, e in particolare a Roma. Nel 2006 Pina Bausch fu nominata direttrice onoraria dell'Accademia Nazionale di Danza di Roma, la scuola da cui è uscita una parte importante della danza italiana. Il «Sacre» al Costanzi, eseguito da una compagnia romana, chiude in qualche modo un cerchio.

E poi c'è il cinema italiano. Nel 1983 Pina Bausch recitò in «E la nave va» di Federico Fellini, nel ruolo di una principessa cieca. La motivazione del Premio Europa per il teatro, che le fu consegnato a Taormina il 9 maggio 1999, ricorda proprio quel ruolo, come a dire che la coreografa non aveva dimenticato di essere stata, per una volta, un personaggio di Fellini. Nello stesso anno l'Università di Bologna le conferì la laurea honoris causa in arti performative.

L'Italia l'aveva premiata anche prima: il Premio Ubu come miglior spettacolo straniero nel 1983, poi di nuovo nel 1990 e nel 1997. Nel 1985 la Biennale Teatro di Venezia, diretta da Franco Quadri, le dedicò una retrospettiva alla Fenice. Nel 2004 fu nominata Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Il consiglio che ne discende è semplice: il «Sacre» di Bausch a Roma non è un'importazione esotica, tanto più che dal 2025 fa parte del lavoro della compagnia romana. È il ritorno di un'artista che l'Italia ha amato e premiato per trent'anni, e che Roma aveva voluto a capo onorario della sua accademia di danza.

Regole di sala, abbigliamento e orari

Al Teatro dell'Opera di Roma alle serate inaugurali e alle prime rappresentazioni è gradito l'abito scuro; nelle altre recite il teatro non indica un codice di abbigliamento. Per la prima del 27 ottobre, quindi, vestitevi di conseguenza.

Cosa si lascia al guardaroba

È obbligatorio depositare in guardaroba ombrelli, cappelli, borse, caschi, macchine fotografiche e apparecchi di registrazione. In sala è vietato l'uso dei telefoni cellulari, sono vietate le fotografie e qualsiasi registrazione. Le consumazioni sono ammesse solo nei bar del teatro, ed è vietato fumare in tutti gli ambienti.

Ritardi

A spettacolo iniziato non si accede alla platea né ai posti numerati di balconata e galleria: il pubblico in ritardo può attendere nel foyer. In un trittico, con gli intervalli fra un balletto e l'altro, chi arriva tardi perde almeno il primo pezzo. Per la domenica delle 16:30 attenzione al traffico del pomeriggio festivo.

Oggetti smarriti

Per gli oggetti smarriti il teatro indica il numero 06 48160284. Le regole complete sono nella pagina Informazioni generali del sito ufficiale.

La foto giusta da fare a Goecke / Robbins / Bausch al Teatro dell'Opera di Roma — dal 27 ottobre all'8 novembre 2026

In sala le fotografie sono vietate, e con buone ragioni: in un balletto il flash di un telefono può mettere in pericolo un danzatore. La foto giusta, al Costanzi, si fa prima dello spettacolo o durante gli intervalli, negli spazi comuni.

La prima è quella della sala vuota vista dalla balconata o dalla galleria, prima che si spengano le luci: il ferro di cavallo dei palchi, la cupola affrescata da Annibale Brugnoli, il grande lampadario di cristallo acceso nel 1928. È una delle immagini più belle di Roma a teatro, e chi ha scelto un posto in alto ce l'ha davanti.

La seconda è quella della facciata su piazza Beniamino Gigli, con le locandine dello spettacolo. Il trittico ha un'immagine ufficiale, diffusa dal teatro, che campeggia sui manifesti: fotografarla con il biglietto in mano è il ricordo più semplice della serata.

La terza, per chi ha visto il «Sacre», è un'immagine che non si può scattare: il palcoscenico coperto di terra alla fine della recita, con i danzatori sporchi e sfiniti agli applausi. Quella la conserverete senza telefono. Per chi vuole comunque fotografare gli applausi, il teatro vieta ogni ripresa in sala: rispettate la regola.

Fuori dal teatro, a pochi minuti, piazza della Repubblica di sera, con la fontana illuminata e l'esedra, è la foto romana che chiude la giornata.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il Teatro Costanzi è stato inaugurato il 27 novembre 1880 con «Semiramide» di Gioachino Rossini, alla presenza di Umberto I e della regina Margherita, ed è diventato Teatro dell'Opera di Roma nel 1946.

In mezzo, alcune date che hanno fatto la storia dell'opera: il 17 maggio 1890 la prima assoluta di «Cavalleria rusticana» di Pietro Mascagni, il 14 gennaio 1900 la prima assoluta di «Tosca» di Giacomo Puccini. Nel 1905 il Consiglio comunale istituisce l'Orchestra Municipale, che diventa di fatto l'orchestra del Costanzi fino al 1926. Nel 1907 la gestione passa all'impresario Walter Mocchi, e dal 1912 la guida la moglie, il soprano Emma Carelli.

Per chi va a vedere un trittico di balletti, Emma Carelli è il nome da ricordare. Nei suoi quattordici anni alla guida dell'Impresa Costanzi portò a Roma, fra l'altro, i Ballets Russes di Djagilev. La danza del Novecento, insomma, è entrata in questa sala più di un secolo fa, e il trittico di stasera ne è un discendente diretto.

Nel 1926 il Comune di Roma acquista il teatro, che diventa Teatro Reale dell'Opera, con la ristrutturazione di Marcello Piacentini. Il 27 febbraio 1928 la seconda inaugurazione, con «Nerone» di Arrigo Boito, e si accende il lampadario di ventisettemila gocce di cristallo. Nel 1935 nasce il coro stabile per volontà di Tullio Serafin. Nel 1946 il teatro assume il nome attuale; nel 1958 Piacentini firma il restyling definitivo in vista delle Olimpiadi del 1960.

Chi è passato da Goecke / Robbins / Bausch al Teatro dell'Opera di Roma — dal 27 ottobre all'8 novembre 2026

Dal Teatro Costanzi sono passati re Umberto I e la regina Margherita, presenti all'inaugurazione del 1880, e poi Pietro Mascagni, Giacomo Puccini e Ottorino Respighi, che il teatro indica come i musicisti che ne hanno segnato il destino.

Per la danza, il passaggio più importante è quello dei Ballets Russes di Djagilev, chiamati a Roma da Emma Carelli, soprano e impresaria, che dal 1912 guidò il teatro per quattordici anni e portò al Costanzi anche «La fanciulla del West», «Turandot», «Il trittico», «Parsifal» e «Samson et Dalila». Una donna alla testa di un grande teatro d'opera nei primi decenni del Novecento: un fatto raro per l'epoca, e un nome che meriterebbe di essere più conosciuto.

Poi i direttori d'orchestra che il teatro ricorda nella storia della sua orchestra: Victor de Sabata, Gianandrea Gavazzeni, Herbert von Karajan, Carlo Maria Giulini, Karl Böhm, Zubin Mehta, Georges Prêtre, Georg Solti, Giuseppe Sinopoli, Mstislav Rostropovich, Riccardo Muti, Daniele Gatti. E un nome che nessuno si aspetta: fra i professori della banda inseriti nell'organico del 1935 c'era Pietro Sordi, basso tuba, padre di Alberto Sordi.

Da questo autunno la lista si allunga con tre coreografi che, in modi diversi, hanno cambiato la danza: Jerome Robbins, che portò il balletto a Broadway e Broadway al balletto; Pina Bausch, che inventò il teatrodanza; Marco Goecke, che oggi dirige il balletto di Basilea. Due di loro non ci sono più, ma le loro coreografie passano dal Costanzi, affidate ai danzatori della compagnia romana e alla bacchetta di Andrew Litton.

Intorno al Costanzi: Viminale, Repubblica e l'Esquilino

Il Teatro Costanzi si trova fra via Nazionale, via del Viminale e via Depretis, a pochi minuti a piedi da piazza della Repubblica e dalla stazione Termini.

Piazza della Repubblica e le Terme di Diocleziano

Uscendo dalla metro si arriva in piazza della Repubblica, dove si trovano la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri e i resti delle Terme di Diocleziano. Verso Termini, Palazzo Massimo alle Terme ospita il Museo Nazionale Romano. Chi ha un pomeriggio libero prima della recita del sabato alle 18 può unire museo e balletto senza prendere un mezzo.

Due chiese a pochi passi

Dal lato opposto della piazza si arriva in pochi minuti a Santa Maria della Vittoria: una sosta breve, ideale per la mezz'ora che precede l'apertura del teatro.

Verso Monti e Santa Maria Maggiore

Scendendo per via Nazionale si incontra il Palazzo delle Esposizioni; più in basso comincia il rione Monti. Oltre via Cavour, la Basilica di Santa Maria Maggiore è a un quarto d'ora abbondante a piedi.

Dove mangiare prima e dopo il balletto

Intorno al Teatro dell'Opera l'offerta per mangiare si concentra su via Nazionale, via del Viminale, le strade verso Termini e, poco più in là, il rione Monti.

Prima dello spettacolo

Per le recite delle 20 si può cenare presto, verso le 18.30, in una trattoria dalle parti di via Nazionale o del Viminale. Per il sabato alle 18 e la domenica alle 16:30 conviene un pranzo tardo e un aperitivo leggero in zona, lasciando la cena al dopo.

Dopo lo spettacolo

Un trittico dura meno di un'opera, e dopo le recite pomeridiane resta tutta la sera. Il rione Monti è la scelta più naturale: si scende a piedi da via Nazionale e si trova una scelta ampia di osterie, enoteche e pizzerie. Dopo le recite delle 20 conviene prenotare prima.

Il criterio

Non faccio nomi di locali, perché cambiano gestione più spesso delle stagioni teatrali. Il criterio è semplice: evitate i locali con il menu in cinque lingue sulla porta nelle vie intorno a Termini e spingetevi di qualche strada verso Monti.

Giovani, famiglie e accessibilità al Costanzi

Per chi ha meno di trent'anni il Teatro dell'Opera offre la Carta Giovani Opera, a 10 euro, valida fino al 10 novembre 2026: copre quindi tutte le recite del trittico.

La Carta Giovani Opera

La carta si acquista in biglietteria e dà diritto a una riduzione del 50 per cento sui biglietti se si comprano almeno tre spettacoli della stagione, altrimenti del 30 per cento, oltre a una visita guidata gratuita del teatro su prenotazione. Per uno studente, la balconata o la galleria con la riduzione costano meno di un cinema.

Con i ragazzi

Il teatro non pubblica indicazioni di età per il trittico. È uno spettacolo adatto a ragazzi dai dodici anni in su, soprattutto a chi studia danza. Il «Sacre» di Bausch è intenso, a tratti violento nella sua fisicità: va raccontato prima, perché non colga impreparati. La domenica pomeriggio è la recita più adatta.

Accessibilità

Per il Teatro Costanzi il teatro indica un percorso di visita guidata accessibile a persone con difficoltà di deambulazione, con l'eccezione di alcuni punti come il Palco Reale e la galleria. Per gli spettacoli il consiglio è di contattare la biglietteria prima dell'acquisto, al telefono 06 48160255 o 06 4817003 o all'indirizzo ufficio.biglietteria@operaroma.it, spiegando le proprie esigenze. Chi ha difficoltà motorie eviti la galleria.

Domande frequenti su Goecke / Robbins / Bausch

Quando va in scena Goecke / Robbins / Bausch al Teatro dell'Opera?

Il trittico Goecke / Robbins / Bausch va in scena al Teatro Costanzi dal 27 ottobre all'8 novembre 2026: martedì 27 e mercoledì 28 ottobre alle 20:00, giovedì 5 e venerdì 6 novembre alle 20:00, sabato 7 novembre alle 18:00 e domenica 8 novembre alle 16:30.

Quali balletti ci sono nel trittico?

Il trittico Goecke / Robbins / Bausch comprende «Petruschka» di Marco Goecke su musica di Stravinskij, «Afternoon of a Faun» di Jerome Robbins su musica di Debussy e «Le Sacre du printemps» di Pina Bausch su musica di Stravinskij. Dirige Andrew Litton l'Orchestra del Teatro dell'Opera.

Quanto costano i biglietti per Goecke / Robbins / Bausch?

I biglietti per Goecke / Robbins / Bausch al Costanzi costano alla prima da 22 euro in seconda galleria a 110 euro in poltronissima e nei palchi centrali, alle repliche da 17 a 85 euro. Chi ha meno di trent'anni può usare la Carta Giovani Opera, con riduzioni del 30 o del 50 per cento.

Chi balla nel «Sacre» di Pina Bausch a Roma?

Nel «Sacre du printemps» di Pina Bausch al Teatro dell'Opera di Roma ballano Eleonora Abbagnato e Damiano Ottavio Bigi, con il Corpo di Ballo del teatro. La coreografia è ripresa da Clémentine Deluy e Jorge Puerta Armenta; scene e costumi sono di Rolf Borzik.

Come si arriva al Teatro dell'Opera di Roma?

Il Teatro dell'Opera di Roma, in piazza Beniamino Gigli, si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, a pochi minuti a piedi. Servono la zona anche gli autobus di via Nazionale, fra cui H, 40, 60, 64, 70, 71 e 170, e quelli di via Cavour e di Termini.

C'è un codice di abbigliamento?

Al Teatro dell'Opera di Roma alla prima rappresentazione, che per Goecke / Robbins / Bausch è martedì 27 ottobre, è gradito l'abito scuro. Nelle altre recite il teatro non indica un codice di abbigliamento. Borse, ombrelli e cappelli vanno lasciati al guardaroba.

Qual è il posto migliore per vedere un balletto al Costanzi?

Per un balletto come Goecke / Robbins / Bausch la balconata e la prima galleria offrono la visione migliore dei disegni di gruppo, a un prezzo fra 22 e 45 euro; la platea mostra meglio i volti e i dettagli. I posti dietro dei palchi laterali sono i meno adatti alla danza.

L'ultimo consiglio: prendete due posti in balconata, ascoltate il «Sacre» di Stravinskij in macchina mentre venite, e restate seduti fino all'ultimo applauso. Il «Sacre» di Pina Bausch, dal vivo, cambia il modo di guardare la danza per sempre.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento27 Ottobre 2026 20:00 — 8 Novembre 2026
IndirizzoTeatro dell'Opera di Roma, Piazza Beniamino Gigli 7, 00184 Roma Esquilino, Roma, Roma Città

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