Icone della Danza al Teatro dell’Opera di Roma — 26 ottobre 2026
Icone della Danza, il gala ideato e diretto da Eleonora Abbagnato, va in scena lunedì 26 ottobre 2026 alle 20.30 al Teatro Costanzi, la sala principale del Teatro dell'Opera di Roma in piazza Beniamino Gigli 7, per una sola serata. Si arriva con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, oppure con i bus di via Nazionale (H, 40, 60, 64, 70, 71, 170, 116T) e di via Depretis (70, 71). I biglietti costano da 22 a 120 euro, secondo il settore, come indica il comunicato del teatro, e si comprano allo sportello della biglietteria in piazza Beniamino Gigli 1, sul sito ufficiale del Teatro dell'Opera di Roma e sul circuito di prevendita autorizzato che il teatro indica nella pagina dello spettacolo.
In scena ci sono quattordici nomi: Eleonora Abbagnato, Timofej Andrijashenko, Victor Caixeta, Giacomo Castellana, Matthew Golding, Lucia Lacarra, Nicoletta Manni, Maia Makhateli, Paul Marque, Sae Eun Park, Iana Salenko, Daniil Simkin, Giorgi Potskhishvili e Friedemann Vogel. Arrivano dall'Opéra di Parigi, dalla Scala, da Berlino, da Stoccarda, da Amsterdam e da Vienna. Un gala di questo livello a Roma capita di rado, e quando capita dura una sera. Chi ama la danza non aspetti la settimana prima per decidere.
Icone della Danza al Costanzi in breve
Icone della Danza è un gala internazionale in data unica, lunedì 26 ottobre 2026 alle 20.30, coprodotto dal Teatro dell'Opera di Roma con Enpi Entertainment. Il teatro lo inserisce fra i balletti della stagione 2025/2026 e lo presenta come la tappa romana di un progetto nato a Parigi.
Data, ora e sala
La serata è una sola: lunedì 26 ottobre, sipario alle 20.30, al Teatro Costanzi. Non ci sono repliche, non ci sono turni di abbonamento da incastrare, non c'è una seconda occasione la settimana dopo. È il dato che conta più di tutti, e che condiziona ogni scelta successiva, dal posto all'orario di arrivo.
Chi lo firma
Il gala è ideato e diretto da Eleonora Abbagnato, étoile dell'Opéra National de Paris e dal 2015 direttrice del Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma, dal 2022 anche della Scuola di Danza. Nel comunicato del teatro Abbagnato spiega di aver voluto riunire sullo stesso palcoscenico artisti provenienti dalle più importanti compagnie del mondo, e definisce la tappa romana, nel teatro dove dirige il Corpo di Ballo, una grande gioia.
Com'è costruita la serata
Il formato è quello classico del gala: una successione di pas de deux, assoli e brani d'autore, con coreografie di Roland Petit, George Balanchine, Frederick Ashton, John Neumeier, Christopher Wheeldon, Angelin Preljocaj, Marco Goecke, Leonid Lavrovsky e Jean-Christophe Maillot. Nessuna trama da seguire: ogni brano è un mondo a sé, e il bello è proprio il passaggio da uno stile all'altro nel giro di pochi minuti.
Il programma di Icone della Danza: dal repertorio classico al contemporaneo
Il programma annunciato dal Teatro dell'Opera si apre con La Rose Malade di Roland Petit e si chiude con Cheek to Cheek dello stesso Petit, entrambi con Eleonora Abbagnato in scena. In mezzo, il grande repertorio classico e una sezione dedicata alla danza contemporanea.
L'apertura: La Rose Malade
La serata comincia con La Rose Malade di Roland Petit, interpretata da Eleonora Abbagnato e Giacomo Castellana sulle note dell'Adagietto della Quinta Sinfonia di Gustav Mahler. È una scelta di apertura precisa: niente fuochi d'artificio tecnici, un passo a due lirico su una delle pagine più note del sinfonismo di fine Ottocento. Mahler all'inizio, invece che alla fine, mette subito il pubblico in ascolto.
Il grande repertorio
Seguono, secondo il comunicato, alcune delle pagine più celebri del repertorio da gala: il pas de deux di Diamonds di George Balanchine, il Grand Pas Classique, Il Corsaro, Don Chisciotte e la scena del balcone da Romeo e Giulietta. Sono brani che il pubblico dei gala conosce bene, e che servono a mostrare la tecnica pura: equilibri, salti, giri, prese. Chi viene per la prima volta a una serata di danza troverà qui i momenti più facili da amare.
La sezione contemporanea
Il teatro annuncia ampio spazio per la danza contemporanea: Finding Light di Edwaard Liang, After the Rain di Christopher Wheeldon, Mopey di Marco Goecke e il pas de deux di Le Parc di Angelin Preljocaj. È la parte più promettente della serata: sono brani che raramente arrivano a Roma tutti insieme, e che mostrano gli stessi interpreti in una luce diversa rispetto ai virtuosismi del repertorio classico.
Il finale: Cheek to Cheek
Il gran finale è affidato a Cheek to Cheek di Roland Petit, interpretato da Eleonora Abbagnato insieme agli artisti del gala. Il comunicato ricorda un dettaglio che vale la serata: Abbagnato aveva studiato quel ruolo proprio con Zizi Jeanmaire, la ballerina per cui Petit lavorò per tutta la vita e che fu sua moglie. È un filo diretto con la fonte, di quelli che nella danza passano da corpo a corpo e non si trovano nei libri.
Cosa sappiamo e cosa no
Il teatro ha pubblicato i titoli e i coreografi, ma non l'ordine completo dei brani né l'abbinamento fra ogni coppia e ogni pezzo. Nei gala è normale: gli abbinamenti possono cambiare fino all'ultimo per ragioni di salute o di calendario degli artisti. Il programma di sala, la sera stessa, darà il quadro definitivo.
Eleonora Abbagnato, l'étoile che firma Icone della Danza
Eleonora Abbagnato è stata nominata étoile dell'Opéra di Parigi il 27 marzo 2013, dopo una recita di Carmen di Roland Petit: la prima italiana a raggiungere quel titolo nella compagnia francese. Dal 2015 dirige il Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma.
La formazione, fra Monte Carlo, Cannes e Parigi
La biografia pubblicata dal Teatro dell'Opera racconta che Abbagnato comincia lo studio della danza classica a quattro anni in Italia, poi prosegue alla scuola di Besobrasova a Monte Carlo. È Roland Petit a sceglierla, bambina, come Aurora nella sua Bella addormentata nel bosco. Continua la formazione al Centro di Danza Rosella Hightower di Cannes nel 1991 e alla Scuola di Danza dell'Opéra di Parigi nel 1992. Nel 1996 entra nel Ballet dell'Opéra.
La carriera all'Opéra
Coryphée nel 1999, sujet nel 2000, è solista in titoli di Nureyev (Don Chisciotte, La bella addormentata nel bosco, Cenerentola, La Bayadère, Raymonda, Lo schiaccianoci), di Martha Graham, di Pierre Lacotte, di Petit e di Balanchine, con Emeralds. Première danseuse dal 2001, allarga il repertorio a Pina Bausch, William Forsythe, John Neumeier, Jiří Kylián, Jerome Robbins, Maurice Béjart e Angelin Preljocaj. Nel 2021 ha dato l'addio alle scene dell'Opéra di Parigi.
I premi e i riconoscimenti
Fra i premi elencati dal teatro ci sono il Danse Europe nel 1990, il Prix du Cercle Carpeaux per la stagione 1998-99, il Premio Positano, il premio AROP del pubblico nel 2000, il Gino Tani nel 2001 e il Premio Barocco nel 2007. Nel 2008 è Siciliana dell'anno e vince il premio Danza&Danza come migliore interprete. Nel 2010 riceve dalla Francia il titolo di Chevalier dans l'Ordre National du Mérite; nel 2018 è nominata Officier de l'ordre des Arts et des Lettres e nel 2021 Commandeur.
Fuori dal palcoscenico
Dal 2009 al 2011 è consulente artistica del Petruzzelli di Bari; nel 2009 recita in Polvere di Baghdad di Maurizio Scaparro, che chiude la Biennale Teatro di Venezia, e pubblica la sua autobiografia con Rizzoli. Ha danzato al Concerto di Capodanno di Vienna, in mondovisione, con costumi disegnati per lei da Valentino, e ha collaborato con Maria Grazia Chiuri e Laura Biagiotti. Nel marzo 2023 è stata nominata presidente del Consiglio Superiore dello Spettacolo.
Abbagnato e Roma
Ad aprile 2015 Abbagnato diventa direttrice del Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma, e dall'agosto 2022 guida anche la Scuola di Danza. Icone della Danza è quindi un gala che torna a casa: la direttrice porta nel proprio teatro un progetto nato altrove, con ospiti che in parte il pubblico romano ha già visto sul palcoscenico del Costanzi.
Una curiosità su Icone della Danza al Teatro dell'Opera di Roma — 26 ottobre 2026
Il coreografo che apre e chiude il gala, Roland Petit, è lo stesso che scelse Eleonora Abbagnato bambina per il ruolo di Aurora nella sua Bella addormentata nel bosco. La serata del 26 ottobre comincia e finisce con lui: La Rose Malade in apertura, Cheek to Cheek in chiusura.
La storia ha più di un anello. Petit nacque nel 1924 a Villemomble, figlio di Rose Repetto, la stilista fondatrice dell'azienda di calzature che porta il suo nome: il nome che ogni ballerina conosce per le scarpette. Si formò alla scuola dell'Opéra di Parigi, fondò nel 1945 i Ballets des Champs-Élysées e nel 1948 i Ballets de Paris, con Zizi Jeanmaire come étoile, e nel 1972 i Ballets de Marseille, che diresse per ventisei anni. Il suo capolavoro, Le Jeune Homme et la Mort, su libretto di Jean Cocteau, è fra i titoli che Abbagnato ha danzato da solista all'Opéra.
E c'è di più. È dopo una Carmen di Petit, il 27 marzo 2013, che Abbagnato è stata nominata étoile. E Cheek to Cheek, il brano del finale, lo ha studiato con Zizi Jeanmaire in persona, la moglie e musa del coreografo. In altre parole, il gala è costruito come un cerchio: la bambina scelta da Petit, l'étoile nominata dopo un suo balletto, la direttrice che chiude la serata con un suo brano imparato dalla sua interprete più famosa. Chi sa questa storia guarderà l'ultimo quarto d'ora con altri occhi.
Petit morì a Ginevra nel 2011, a 87 anni. Il suo repertorio continua a girare per i teatri del mondo proprio attraverso ballerine come Abbagnato, che lo hanno imparato da lui.
Sae Eun Park e Paul Marque, le étoile dell'Opéra di Parigi
Sae Eun Park e Paul Marque sono due étoile del Ballet de l'Opéra national de Paris, nominati a sei mesi di distanza fra il dicembre 2020 e il giugno 2021. Il pubblico romano li ha già visti nella Bayadère del Costanzi: le foto di scena pubblicate dal teatro li ritraggono come Nikiya e Solor.
Sae Eun Park
Nata a Seul nel dicembre 1989, Sae Eun Park comincia la danza a dieci anni e studia alla Korea National University of Arts, formata prima nel metodo Vaganova e poi introdotta allo stile francese. Nel 2006 vince l'argento junior all'USA International Ballet Competition di Jackson; nel 2007 partecipa al Prix de Lausanne e ottiene una borsa per l'ABT II, la seconda compagnia dell'American Ballet Theatre. Nel 2009 torna in Corea al Korea National Ballet, dove diventa solista, e nel 2010 vince il primo premio al concorso di Varna.
Entra all'Opéra di Parigi nel 2011 con un contratto a termine, e l'anno dopo diventa membro stabile arrivando prima su 130 candidati: è la prima donna coreana nella compagnia a tempo pieno. Coryphée nel 2013, sujet nel 2014, nel dicembre di quell'anno danza Naila in La Source di Jean-Guillaume Bart, primo ruolo principale affidato a una ballerina asiatica nella storia della compagnia. Première danseuse nel 2017, nel 2018 vince il Prix Benois de la Danse proprio per Diamonds di Balanchine, il brano che il gala romano mette in programma. Nel giugno 2021, dopo un Romeo e Giulietta di Nureyev, è nominata étoile: la prima danzatrice asiatica a ottenere il titolo.
Paul Marque
Paul Marque è nato a Dax, nelle Landes, il 12 aprile 1997. Comincia con la danza jazz a quattro anni, passa alla classica e nel gennaio 2008, a dieci anni, entra nella Scuola di Danza dell'Opéra di Parigi, allora diretta da Élisabeth Platel. Nel 2014 entra nel corpo di ballo, nel 2016 è coryphée e vince la medaglia d'oro al concorso di Varna, nel 2017 è sujet, nel 2018 premier danseur.
La sua nomina a étoile è una delle più singolari della storia recente: il 13 dicembre 2020, a 23 anni, al termine di una Bayadère di Nureyev in cui danzava l'Idolo d'oro, davanti a una sala vuota per la pandemia e a migliaia di spettatori in streaming. Il suo primo spettacolo da étoile fu Romeo e Giulietta, nel giugno 2021, accanto alla Giulietta di Sae Eun Park, che fu nominata étoile quella stessa sera. Nel suo repertorio ci sono Mayerling, Manon, Onegin, Il lago dei cigni e Dogs Sleep di Marco Goecke, creato nel 2019.
Perché vederli insieme
Park e Marque sono legati dalla stessa serata di Romeo e Giulietta del 2021, che ha segnato la carriera di entrambi. Un gala che li riunisce a Roma è anche un pezzo di storia recente dell'Opéra di Parigi trasportato sul palcoscenico del Costanzi. Sono la coppia più attesa della serata da chi segue la danza francese.
Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, dalla Scala a Roma
Nicoletta Manni è étoile del Teatro alla Scala dal novembre 2023; Timofej Andrijashenko ne è primo ballerino dal 2018. Sono sposati dal 2023 e sono, per il pubblico italiano, la coppia di riferimento del balletto milanese di questi anni.
Nicoletta Manni
Nata a Galatina nel 1991, originaria di Santa Barbara, Manni comincia a studiare danza a Copertino, nella scuola diretta dalla madre. A dodici anni è ammessa alla scuola di ballo dell'Accademia Teatro alla Scala, dove si diploma nel 2009. Subito dopo entra nello Staatsballett di Berlino, dove resta fino al dicembre 2012. Nel 2013 torna a Milano, prima nella graduatoria delle audizioni per il Corpo di Ballo della Scala, e nell'aprile 2014 è nominata prima ballerina.
Ha ricevuto due candidature al Prix Benois de la Danse: nel 2015 per Le Jeune Homme et la Mort di Roland Petit, nel 2024 per Medora in Le Corsaire di Manuel Legris. L'8 novembre 2023 il sovrintendente Dominique Meyer l'ha nominata étoile sul palcoscenico della Scala, al termine di un Onegin danzato come Tat'jana accanto a Roberto Bolle. Il mese dopo è stata Swanilda nella prima assoluta della Coppélia di Aleksej Ratmanskij.
Timofej Andrijashenko
Nato a Riga nel 1994, Andrijashenko studia all'Accademia nazionale della sua città e nel 2009 vince, al Concorso internazionale di danza Città di Spoleto, una borsa di studio per il Russian Ballet College di Genova. Nel novembre 2014 entra nel Corpo di Ballo della Scala, che lo nomina primo ballerino nel febbraio 2018. Il suo repertorio scaligero comprende Albrecht in Giselle, Romeo, Basilio in Don Chisciotte, Des Grieux in L'histoire de Manon, Onegin e Lenskij, Siegfried, Désiré, Franz e Conrad in Le Corsaire.
Nella primavera 2020 il Royal Ballet lo ha invitato a Covent Garden come Romeo accanto a Melissa Hamilton nel Romeo e Giulietta di MacMillan; nel 2021 è stato Albrecht con Alina Cojocaru al Teatro Massimo di Palermo.
Una coppia anche fuori scena
Manni e Andrijashenko si sono fidanzati ufficialmente nel luglio 2022, dopo una serata di Bolle and Friends all'Arena di Verona, e si sono sposati nell'agosto 2023. Il programma del gala prevede la scena del balcone da Romeo e Giulietta, il ruolo che tutti e due hanno danzato in carriera: il teatro non ha però comunicato quale coppia la interpreterà, e il dato si scoprirà solo in sala.
Daniil Simkin, Iana Salenko e Friedemann Vogel
Daniil Simkin e Iana Salenko hanno danzato a lungo insieme allo Staatsballett di Berlino; Friedemann Vogel è primo ballerino del Balletto di Stoccarda e Kammertänzer, il titolo più alto che la Germania conferisca a un danzatore. Una delle foto ufficiali del gala ritrae Simkin e Salenko in Le Corsaire.
Daniil Simkin
Nato a Novosibirsk nel 1987 da due ex ballerini del Bolshoi, cresciuto a Wiesbaden, Simkin studia privatamente con la madre, di cui è il primo allievo. Da ragazzo colleziona premi: primo a Varna nel 2004, Grand Prix a Vienna, primo al concorso Arabesque di Perm, Gloria Grand Prix a Helsinki nel 2005 e medaglia d'oro senior a Jackson nel 2006. Nello stesso anno entra nel Wiener Staatsballett; nel 2008 passa all'American Ballet Theatre, di cui diventa principal nel dicembre 2012.
Il New York Times lo ha descritto come un ballerino che è felice soprattutto in aria, e chi lo ha visto in Don Chisciotte o in Le Corsaire sa perché. Dal 2018 è stato anche principal dello Staatsballett di Berlino. Negli ultimi anni ha prodotto progetti propri: Intensio nel 2015 con il Joyce Theater, Falls the Shadow nel 2017 al Guggenheim di New York con costumi di Dior, e nel 2021 ha fondato Studio Simkin, dedicato a formati digitali e interdisciplinari per il balletto.
Iana Salenko
Nata a Kiev nel 1983, Salenko comincia tardi, a dodici anni, e si forma nella scuola di Vadim Pisarev a Donetsk, diplomandosi nel 2000. Solista al teatro di Donetsk, poi principal al balletto di Kiev, nel 2005 entra allo Staatsballett di Berlino, dove diventa principal nel 2007 dopo aver danzato Cenerentola. Nel 2013 debutta al Royal Ballet di Londra in Don Chisciotte accanto a Steven McRae, e da allora vi torna regolarmente come ospite, con Giselle, Tchaikovsky Pas de deux e Diamonds. Fra i suoi partner abituali c'è proprio Simkin.
Friedemann Vogel
Nato a Stoccarda nel 1979, formato alla John Cranko Schule e poi all'Accademia Principessa Grace di Monte Carlo, Vogel vince nel 1997 un premio al Prix de Lausanne e l'oro al Prix de Luxembourg, e nel 2002 il Premio Erik Bruhn. Primo ballerino del Balletto di Stoccarda dal 2002, nel 2015 riceve il titolo di Kammertänzer; nel 2019 la rivista Tanz lo nomina ballerino dell'anno per la seconda volta, e nel 2020 riceve il premio Outstanding Performer del Deutscher Tanzpreis. Nel 2021 è stato l'autore del messaggio ufficiale per la Giornata internazionale della danza dell'International Theatre Institute.
A Roma non è un ospite qualunque: nel 2018 ha danzato Des Grieux nella Manon di MacMillan accanto a Eleonora Abbagnato e al Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera, e nel 2019 è stato protagonista di Nuit Blanche di Sébastien Bertaud con costumi Dior firmati da Maria Grazia Chiuri. Nel suo repertorio ci sono anche due ruoli creati per lui da Marco Goecke, Fancy Goods e Orlando: un legame con il coreografo che il gala mette in programma con Mopey.
Lucia Lacarra, Matthew Golding, Maia Makhateli e Victor Caixeta
Lucia Lacarra ha vinto il Prix Benois de la Danse nel 2003 ed è stata nominata ballerina del decennio nel 2011; Matthew Golding è stato principal del Royal Ballet; Maia Makhateli è principal del Dutch National Ballet; Victor Caixeta è primo ballerino del Wiener Staatsballett.
Lucia Lacarra
Basca, nata a Zumaia nel 1975, Lacarra comincia a dieci anni, studia con Mentxu Medel a San Sebastián e poi alla scuola di Víctor Ullate a Madrid, insieme a Tamara Rojo e Ángel Corella. Dopo quattro stagioni con Ullate passa al Ballet de Marseille di Roland Petit come principal, dove crea ruoli in sette balletti del coreografo; poi il San Francisco Ballet dal 1997 e il Bayerisches Staatsballett di Monaco dal 2002 al 2016. Nel 2002 riceve il Premio Nijinsky, nel 2003 il Benois come Tatiana nell'Onegin di Cranko, nel 2011 a San Pietroburgo il titolo di ballerina del decennio.
Matthew Golding
Canadese, nato nel Saskatchewan nel 1985, Golding si forma alla scuola del Royal Winnipeg Ballet e alla Kirov Academy di Washington; a sedici anni vince il Prix de Lausanne, che gli apre le porte della Royal Ballet School di Londra, e nel 2002 lo Youth America Grand Prix. Passa dall'American Ballet Theatre e dal Dutch National Ballet di Amsterdam, dove è principal, e nel febbraio 2014 entra come principal al Royal Ballet, che lascia nel 2017. Da allora lavora come artista ospite. Dal 2019 è il compagno di Lucia Lacarra, con cui forma una delle coppie più richieste nei gala europei.
Maia Makhateli
Nata a Tbilisi nel 1985 da due ballerini del Balletto nazionale georgiano, sorella di David Makhateli, già principal del Royal Ballet, Maia Makhateli si forma a Tbilisi e negli Stati Uniti. Entra al Colorado Ballet nel 2002, passa al Birmingham Royal Ballet nel 2006 e nel 2007 al Dutch National Ballet, dove è principal dal 2010. Nel 2020 ha creato il ruolo di Frida Kahlo in Frida di Annabelle Lopez Ochoa e ha ricevuto il premio della critica di Dance Europe come ballerina dell'anno.
Victor Caixeta
Brasiliano di Uberlândia, Caixeta comincia a dodici anni in un progetto sociale, vince borse allo Youth America Grand Prix e al Prix de Lausanne, si diploma nel 2017 alla Staatliche Ballettschule di Berlino e diventa il primo brasiliano a entrare nel balletto del Mariinskij, solista dal 2019. Nel marzo 2022 lascia la Russia dopo l'invasione dell'Ucraina e passa al Dutch National Ballet, dove è principal dal 2023; oggi è principal del Wiener Staatsballett. Roma lo conosce bene: nel 2023 ha danzato al Costanzi nella nuova Bayadère di Benjamin Pech.
Giacomo Castellana e Giorgi Potskhishvili
Completano il cast Giacomo Castellana, partner di Abbagnato nella Rose Malade d'apertura, e Giorgi Potskhishvili. Il teatro non ne pubblica le biografie nella pagina dello spettacolo: le troverete nel programma di sala.
Una cosa che non ti dice nessuno su Icone della Danza al Teatro dell'Opera di Roma — 26 ottobre 2026
Icone della Danza cade di lunedì, e la sera dopo, martedì 27 ottobre, sullo stesso palcoscenico del Costanzi comincia il trittico Goecke, Robbins, Bausch, in scena fino all'8 novembre. Il gala è quindi incastrato fra due produzioni della fondazione, in una sola data, e questo spiega più di una cosa.
Spiega, anzitutto, perché non ci sono repliche: un gala con quattordici ospiti che arrivano da mezza Europa si organizza in una sola sera, e il lunedì è la sera che il calendario del teatro può concedere. Spiega anche perché conviene comprare presto: la capienza della sala è di 1.560 posti, e non c'è una seconda recita su cui ripiegare.
C'è poi un dettaglio che gli appassionati apprezzeranno. Il nome di Marco Goecke compare due volte in due giorni: Mopey nel gala del lunedì, e poi il trittico che si apre il martedì. Chi ha curiosità per questo coreografo, che ha creato ruoli anche per Friedemann Vogel e per Paul Marque, ha l'occasione rara di vederlo in due formati diversi a ventiquattro ore di distanza.
Ultima nota, sui prezzi. Il comunicato del teatro indica biglietti da 22 a 120 euro. Per confronto, il listino della stagione pubblicato dal teatro colloca il massimo della prima della Bayadère a 120 euro e quello delle prime di Falstaff e Lohengrin a 180. In altre parole, per vedere in una sola sera étoile di Parigi, della Scala, di Berlino e di Stoccarda si spende come per la prima di un grande balletto di repertorio, e meno che per un'opera. A nostro giudizio è il miglior rapporto fra nomi in scena e prezzo dell'intera stagione autunnale del Costanzi.
Biglietti e prezzi di Icone della Danza
I biglietti di Icone della Danza costano da 22 a 120 euro, secondo il comunicato del Teatro dell'Opera, e sono in vendita sul sito del teatro e sul circuito autorizzato che la pagina dello spettacolo indica con il pulsante di acquisto.
La fascia di prezzo
Il teatro non ha pubblicato, nella pagina Prezzi, una tabella per settore dedicata al gala: il dato ufficiale è l'intervallo da 22 a 120 euro. Nel listino del Costanzi i settori vanno dalle poltronissime di platea alle due gallerie, passando per palchi di tre ordini e balconata; ragionevolmente il prezzo più alto corrisponde alla platea e ai palchi centrali, il più basso alla galleria alta, ma il dettaglio per posto va controllato al momento dell'acquisto.
Dove si comprano
La biglietteria del teatro è in piazza Beniamino Gigli 1, aperta dal lunedì al sabato dalle 10 alle 18 e la domenica dalle 9 alle 13.30, chiusa nei festivi. Il 26 ottobre è un lunedì feriale: lo sportello è aperto di giorno, e la sera i biglietti per lo spettacolo si vendono da un'ora prima dell'inizio. Online si acquista dal sito del Teatro dell'Opera, che rimanda al circuito autorizzato. Il teatro invita a comprare solo sui canali autorizzati dalla fondazione.
Come si paga allo sportello
Allo sportello si paga in contanti, con assegno intestato alla Fondazione Teatro dell'Opera di Roma, con bancomat e con le principali carte di credito. Sono accettate anche la Carta del Docente e la Carta della Cultura, negli orari della biglietteria.
Riduzioni e last minute
Per alcune serate, a discrezione del teatro, è prevista una riduzione last minute del 25 per cento sui biglietti venduti a partire da un'ora prima, esclusi balconata e galleria. Per un gala in data unica non ci conterei: è più probabile che i posti migliori finiscano prima. Gli under 30 con la Carta Giovani Opera chiedano in biglietteria se lo sconto si applica anche a questo titolo, che è una coproduzione.
Il consiglio che ti do per visitare Icone della Danza al Teatro dell'Opera di Roma — 26 ottobre 2026
Il consiglio per Icone della Danza è semplice: comprate adesso, scegliete un posto frontale in balconata o in un palco centrale, e arrivate in piazza Beniamino Gigli entro le 19.50. Un gala in data unica non perdona i ritardi e non offre seconde occasioni.
Sul posto, ragiono così. In un gala contano le linee dei corpi e i piedi, più che la scenografia, che di solito è ridotta al minimo. Dalla platea bassa, nelle prime file, si vedono benissimo i volti ma si perde il disegno a terra; dalla balconata e dai palchi centrali si ha la visione d'insieme che la danza chiede. Per chi ha un budget stretto la prima galleria è una scelta onesta: lontana, ma frontale. Eviterei i posti dietro nei palchi laterali: per un'opera si può anche ascoltare soltanto, per un gala di danza bisogna vedere.
Sull'orario: la serata comincia alle 20.30 di un lunedì, e il teatro vieta l'ingresso in platea e nei posti numerati di balconata e galleria a spettacolo iniziato. Il guardaroba è obbligatorio per borse, ombrelli e cappelli, e a fine ottobre la pioggia è una possibilità concreta: la coda al guardaroba può durare più di quanto si pensi. Quaranta minuti di anticipo sono il margine giusto.
Infine, un suggerimento per chi viene da fuori. Se potete, fermatevi anche la sera del 27 ottobre per la prima del trittico Goecke, Robbins, Bausch: due serate di danza consecutive nello stesso teatro, con un coreografo in comune, sono un piccolo viaggio nella danza di oggi che a Roma capita di rado. Per gruppi e aziende che vogliono una serata al Costanzi organizzata dall'arrivo all'uscita c'è Tour Leader Pro.
Il Teatro Costanzi, la sala di Icone della Danza
Il Teatro Costanzi ha oggi 1.560 posti, distribuiti fra platea, tre ordini di palchi, balconata e galleria, sotto una cupola affrescata dal perugino Annibale Brugnoli. Alla nascita, nel 1880, poteva accogliere fino a 2.212 spettatori.
Una sala pensata come cassa armonica
Il costruttore Domenico Costanzi commissionò il progetto nel 1879 all'architetto milanese Achille Sfondrini, specialista nella costruzione di teatri. Sfondrini scelse una struttura a ferro di cavallo concepita come cassa armonica, per esaltare la sonorità delle opere. Il cantiere durò soltanto diciotto mesi. Per un gala di danza la forma a ferro di cavallo conta per un'altra ragione: da quasi tutti i settori frontali il palcoscenico si abbraccia per intero.
Il lampadario di Piacentini
Il grande lampadario, con le sue ventisettemila gocce di cristallo, illumina la platea dal 27 febbraio 1928, giorno della seconda inaugurazione del teatro con Nerone di Arrigo Boito. Faceva parte della ristrutturazione affidata a Marcello Piacentini dopo l'acquisto del teatro da parte del Comune nel 1926. Guardatelo acceso prima che le luci si abbassino: durante lo spettacolo non lo vedrete più così.
I settori della sala
Il listino del teatro distingue le poltronissime di platea (file 1-13), le poltrone di platea (file 14-19 e posti laterali), i palchi di platea, di primo, secondo e terzo ordine, centrali e laterali, con posti avanti e posti dietro, la balconata, divisa fra prima fila e seconda e terza fila, e la galleria, divisa in prima galleria (file 1-3) e seconda galleria (file 4-8). La pianta aggiornata è nella sezione mappe del sito del teatro.
Le altre sale della fondazione
Il Teatro dell'Opera di Roma gestisce anche il Teatro Nazionale di via del Viminale 51 e, d'estate, le Terme di Caracalla, dove si svolge il Caracalla Festival. Per la scheda completa del teatro c'è la nostra pagina sul Teatro dell'Opera di Roma.
Come arrivare al Teatro dell'Opera per Icone della Danza
Il Teatro Costanzi si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, a pochi minuti a piedi da piazza Beniamino Gigli. Di sera, e in caso di pioggia, è il modo più semplice.
In metropolitana
La linea A ferma a Repubblica Teatro dell'Opera, in piazza della Repubblica. Dalla piazza al teatro sono pochi minuti a piedi. Chi arriva dalla stazione Termini può prendere la stessa linea A per una fermata oppure camminare.
In autobus
Il teatro indica queste linee: su via Nazionale H, 40, 60, 64, 70, 71, 170 e 116T; su via Depretis 70 e 71; su via Cavour 16, 75, 84, 150 (festivo), 360, 590, 649 e 714; dalla stazione Termini 16, 38, 75, 86, 90, 217, 310, 360, 649 e 714. Via Nazionale e via Depretis corrono ai lati del teatro.
In taxi
All'ingresso del teatro è previsto un servizio taxi per il pubblico, con il Radio Taxi 6645; durante gli intervalli il personale di sala raccoglie le prenotazioni per la corsa di ritorno. Per un gala che comincia alle 20.30 di un lunedì e finisce tardi, è il servizio che consiglio a chi non abita vicino a una fermata della metro.
In auto
Sconsiglio l'auto. La zona fra via Nazionale, via del Viminale e Termini è centrale e trafficata, e il teatro non indica un parcheggio proprio. Chi viene da fuori città lasci l'auto in un parcheggio di scambio lungo la linea A e prosegua in metro.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Tutti sanno che al Costanzi debuttarono Cavalleria rusticana nel 1890 e Tosca nel 1900; pochi ricordano che lo stesso teatro, fra il 1912 e il 1926, ospitò i leggendari Ballets Russes di Djagilev. Il gala del 26 ottobre si inserisce in una tradizione di grandi ospiti della danza che a Roma ha più di un secolo.
Il merito fu di una donna. Dal 1907 il teatro era passato alla gestione privata dell'impresario Walter Mocchi, che nel 1912 ne affidò la direzione alla moglie, il soprano Emma Carelli. Nei quattordici anni dell'Impresa Costanzi, secondo la ricostruzione pubblicata dal teatro stesso, la scena romana vide novità come La fanciulla del West, Turandot e Il trittico di Puccini, Parsifal di Wagner, Samson et Dalila di Saint-Saëns e, appunto, la compagnia di Djagilev.
È un dato che le guide raccontano poco, perché la storia del Costanzi si racconta quasi sempre attraverso l'opera: Mascagni, Puccini, Respighi, la culla del verismo. Eppure la vocazione del teatro a ospitare le grandi compagnie internazionali di danza nasce lì, in un teatro ancora privato, guidato da una cantante in un'epoca in cui le donne a capo dei teatri si contavano sulle dita di una mano.
Oggi, più di un secolo dopo, a guidare il Corpo di Ballo della stessa sala è ancora una donna, Eleonora Abbagnato, e il gala che porta al Costanzi è a sua volta una parata di ospiti arrivati da altre compagnie. La differenza è che allora il pubblico romano scopriva la danza moderna; oggi può confrontare nella stessa sera Balanchine e Goecke, Petit e Preljocaj. Il filo, però, è lo stesso: Roma che apre il suo teatro d'opera alle stelle della danza.
Regole di sala e abbigliamento per Icone della Danza
Al Teatro dell'Opera di Roma l'abito scuro è gradito alla serata inaugurale e alle prime rappresentazioni. Icone della Danza è una prima e unica rappresentazione: un abbigliamento curato è la scelta giusta.
Cosa si lascia al guardaroba
È obbligatorio depositare in guardaroba ombrelli, cappelli, borse, caschi, macchine fotografiche e apparecchi di registrazione. In sala è vietato l'uso dei cellulari, sono vietate le fotografie, con o senza flash, e qualsiasi registrazione. Le consumazioni sono ammesse solo nei bar del teatro, ed è vietato fumare in tutti gli ambienti.
Ritardi e posti
A spettacolo iniziato non si accede alla platea né ai posti numerati di balconata e galleria: chi arriva tardi aspetta nel foyer di platea. In un gala i brani sono brevi, e l'attesa può essere più corta che a un'opera; ma perdere La Rose Malade d'apertura significa perdere Abbagnato nel primo dei suoi due momenti.
La foto giusta da fare a Icone della Danza al Teatro dell'Opera di Roma — 26 ottobre 2026
Al Costanzi non si fotografa in sala, con o senza flash, neppure durante gli applausi: la foto giusta di Icone della Danza si fa fuori, in piazza Beniamino Gigli, prima di entrare. È la regola del teatro, e in un gala di danza ha una ragione in più: un flash può disturbare un equilibrio o una presa.
La piazza è quella su cui Marcello Piacentini spostò l'ingresso del teatro con la ristrutturazione seguita al 1926, per dare spazio al pubblico che si affollava sotto i portici nelle sere di spettacolo. A fine ottobre, alle otto di sera, è già buio: la facciata illuminata e il foyer acceso sono lo sfondo migliore, e la luce artificiale evita i controluce del tramonto.
Un consiglio: fotografate le persone, non l'edificio. La coppia elegante davanti all'ingresso, l'amica appassionata di danza con il programma di sala in mano, la ragazza della scuola di ballo che vede per la prima volta un'étoile dal vivo. Sono le immagini che riguarderete fra dieci anni.
Chi vuole un ricordo del gala stesso può cercare sul sito del teatro le immagini ufficiali: la pagina dello spettacolo pubblica un ritratto di Eleonora Abbagnato firmato dalla fotografa Yasuko Kageyama, alcuni scatti di Abbagnato e Castellana in La Rose Malade e una foto di Simkin e Salenko in Le Corsaire. E chi desidera vedere la sala con calma, a luci accese, può prenotare una delle visite guidate che il teatro organizza. Il lampadario, visto dalla balconata prima dello spettacolo, resta l'immagine da portarsi a casa con gli occhi.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il Teatro Costanzi è stato inaugurato il 27 novembre 1880 con Semiramide di Rossini e ha preso il nome di Teatro dell'Opera di Roma nel 1946. Nel mezzo e dopo, una serie di date che riguardano sia l'opera sia la danza.
- 1879: Domenico Costanzi commissiona il progetto all'architetto Achille Sfondrini.
- 27 novembre 1880: inaugurazione con Semiramide di Rossini, alla presenza di Umberto I e della regina Margherita.
- 17 maggio 1890: prima assoluta di Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni.
- 14 gennaio 1900: prima assoluta di Tosca di Giacomo Puccini.
- 1912: Emma Carelli assume la direzione dell'Impresa Costanzi; negli anni seguenti arrivano a Roma i Ballets Russes di Djagilev.
- 1926: il Comune di Roma acquista il teatro, che diventa Teatro Reale dell'Opera; ristrutturazione di Marcello Piacentini.
- 27 febbraio 1928: seconda inaugurazione con Nerone di Arrigo Boito; si accende il lampadario di ventisettemila gocce di cristallo.
- 1946: il teatro assume il nome di Teatro dell'Opera di Roma.
- 1958: nuovo e definitivo restyling di Piacentini in vista delle Olimpiadi del 1960.
- Aprile 2015: Eleonora Abbagnato diventa direttrice del Corpo di Ballo.
- 2018: Friedemann Vogel è Des Grieux nella Manon di MacMillan accanto ad Abbagnato.
- 2019: debutta Nuit Blanche di Sébastien Bertaud, con costumi Dior di Maria Grazia Chiuri.
- 2023: nuova Bayadère di Benjamin Pech, con Olga Smirnova e Victor Caixeta.
La sequenza dice molto. Nei primi decenni il Costanzi è un teatro d'opera che ospita la danza; negli ultimi dieci anni, con Abbagnato alla guida del Corpo di Ballo, la danza è diventata una delle facce più visibili della fondazione, capace di attirare nomi internazionali e grandi marchi della moda. Icone della Danza è l'ultimo anello di questa catena: un gala che nasce altrove e che trova al Costanzi la sua casa naturale.
Chi è passato da Icone della Danza al Teatro dell'Opera di Roma — 26 ottobre 2026
Dal Teatro Costanzi sono passati re Umberto I e la regina Margherita, presenti all'inaugurazione del 1880, e poi Pietro Mascagni, Giacomo Puccini e Ottorino Respighi, che il teatro indica come i musicisti che ne hanno segnato il destino. Ma alcuni degli interpreti del 26 ottobre su questo palcoscenico ci sono già stati, e in circostanze che vale la pena conoscere.
Timofej Andrijashenko, per esempio, ha danzato nel corpo di ballo del Teatro dell'Opera di Roma dal marzo all'ottobre 2014, sotto la direzione di Micha van Hoecke, in ruoli da solista e da primo ballerino, prima di passare alla Scala nel novembre di quell'anno. Il gala è per lui un ritorno nella compagnia in cui ha danzato prima di approdare alla Scala.
Friedemann Vogel è stato Des Grieux nella Manon di Kenneth MacMillan con Eleonora Abbagnato e il Corpo di Ballo romano nel 2018, uno spettacolo accolto con grande favore da pubblico e stampa, e nel 2019 protagonista di Nuit Blanche, la creazione di Sébastien Bertaud con i costumi disegnati da Maria Grazia Chiuri per Dior. Victor Caixeta ha danzato al Costanzi nel febbraio 2023 nella nuova Bayadère di Benjamin Pech, accanto a Olga Smirnova, dopo aver lasciato la Russia l'anno prima. Sae Eun Park e Paul Marque compaiono nelle foto di scena della Bayadère pubblicate dal teatro, come Nikiya e Solor.
E poi ci sono i nomi della storia: Emma Carelli, il soprano che guidò il teatro dal 1912; la compagnia di Djagilev; Marcello Piacentini, che rimise mano all'edificio due volte. Il 26 ottobre la lista si allunga con Lucia Lacarra, Daniil Simkin, Iana Salenko, Matthew Golding, Maia Makhateli, Nicoletta Manni e gli altri: per una sera, forse la più alta concentrazione di étoile e principal che il Costanzi abbia visto in questi anni.
I coreografi di Icone della Danza
La locandina di Icone della Danza mette insieme nove coreografi, da Roland Petit a Marco Goecke, oltre a Edwaard Liang, autore di Finding Light. È una piccola storia del balletto dal Novecento a oggi in una sola serata.
Angelin Preljocaj e Le Parc
Le Parc è una coreografia di Angelin Preljocaj creata il 9 aprile 1994 all'Opéra Garnier per il Ballet de l'Opéra di Parigi, su musiche di Mozart mescolate a creazioni sonore di Goran Vejvoda. Il coreografo vi esplora il cammino delle passioni fra i codici amorosi della letteratura del Seicento e del Settecento, dalla Princesse de Clèves alle Liaisons dangereuses. Il pas de deux finale, quello dell'abbandono, è costruito sull'Adagio del Concerto per pianoforte n. 23 di Mozart. Il balletto ha ricevuto un Prix Benois de la Danse nel 1995. Curiosità romana: nel luglio 1994, pochi mesi dopo la prima parigina, Le Parc fu rappresentato al Festival RomaEuropa.
Christopher Wheeldon e After the Rain
After the Rain di Christopher Wheeldon ha debuttato il 22 gennaio 2005 al New York State Theater con il New York City Ballet, su musiche di Arvo Pärt: Tabula Rasa per la prima parte, Spiegel im Spiegel per il passo a due finale, creato per Wendy Whelan e Jock Soto e ormai eseguito da solo nei gala di tutto il mondo. La ballerina danza con scarpe basse, senza punte, una scelta che la stessa Whelan all'inizio non capì. Wheeldon chiedeva agli interpreti di non recitarlo.
Edwaard Liang, dal cast di Wheeldon a Finding Light
Un dettaglio che collega due brani della serata: nel cast originale di After the Rain, nel 2005, c'era anche Edwaard Liang, allora ballerino del New York City Ballet. Il gala romano mette in programma, accanto al pas de deux di Wheeldon, Finding Light, una coreografia firmata proprio da Liang.
George Balanchine e Diamonds
Diamonds è l'ultima parte di Jewels di Balanchine, e il suo pas de deux è uno dei banchi di prova del balletto neoclassico. Sae Eun Park ha vinto il Prix Benois nel 2018 proprio per Diamonds, Iana Salenko lo ha danzato al Royal Ballet, Nicoletta Manni ne è stata coppia principale alla Scala nel 2014.
Marco Goecke e Mopey
Marco Goecke è il coreografo contemporaneo più presente, per coincidenza, in questi giorni al Costanzi: Mopey nel gala, poi il trittico Goecke, Robbins, Bausch dal 27 ottobre. Fra gli interpreti del gala, Vogel ha avuto da lui ruoli creati apposta, in Fancy Goods e Orlando, e Marque ha partecipato alla creazione di Dogs Sleep all'Opéra di Parigi nel 2019.
Intorno al Costanzi: cosa vedere prima di Icone della Danza
Il Teatro Costanzi si trova fra via Nazionale, via del Viminale e via Depretis, a pochi minuti a piedi da piazza della Repubblica e dalla stazione Termini. Con un'ora di anticipo si possono vedere alcuni dei luoghi più interessanti della Roma umbertina e antica.
Piazza della Repubblica e le Terme di Diocleziano
Salendo dalla metro si esce in piazza della Repubblica, dove si trovano la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri e i resti delle Terme di Diocleziano. Poco distante c'è l'Aula Ottagona, e verso Termini Palazzo Massimo alle Terme, sede del Museo Nazionale Romano. Il lunedì molti musei statali sono chiusi: controllate gli orari prima di organizzare il pomeriggio.
Due chiese a pochi passi
Dal lato opposto di piazza della Repubblica si arriva in pochi minuti a Santa Maria della Vittoria e a San Bernardo alle Terme. Sono due soste brevi, ideali per riempire la mezz'ora che precede l'apertura del teatro.
Verso Monti e Santa Maria Maggiore
Scendendo per via Nazionale si incontra il Palazzo delle Esposizioni; più in basso comincia il rione Monti, con le sue strade strette e la vita serale. In direzione opposta, oltre via Cavour, la Basilica di Santa Maria Maggiore è raggiungibile a piedi in un quarto d'ora abbondante.
Dove mangiare prima e dopo Icone della Danza
Intorno al Teatro dell'Opera l'offerta si concentra su via Nazionale, via del Viminale, le strade verso Termini e, poco più in là, il rione Monti. In teatro le consumazioni sono ammesse solo nei bar interni: la cena va organizzata prima o dopo.
Prima dello spettacolo
Con il sipario alle 20.30 la soluzione più sensata è una cena presto, alle 18.30 o alle 19, in una trattoria dalle parti di via Nazionale o del Viminale: il teatro è a pochi minuti a piedi. Un pasto leggero è la scelta giusta: un gala di danza si guarda meglio senza la sonnolenza di una cena abbondante.
Dopo lo spettacolo
Un gala con una quindicina di brani finisce tardi, e il lunedì sera molte cucine chiudono presto o restano chiuse per il giorno di riposo. Chi vuole cenare dopo prenoti in anticipo, preferibilmente verso Monti.
Icone della Danza per giovani, allievi di danza e famiglie
Icone della Danza è la serata ideale per chi studia danza: in poche ore si vedono étoile e principal di sei grandi compagnie in brani che nelle scuole si studiano e si imitano. Il teatro non pubblica indicazioni di età per il gala.
Per chi studia danza
Per un'allieva o un allievo di una scuola di ballo, vedere dal vivo il pas de deux di Diamonds, il Don Chisciotte o Le Corsaire danzati da questi interpreti vale più di molte lezioni. Il consiglio è di scegliere un posto frontale, anche in galleria, dove il disegno dei passi si legge meglio che dalle prime file di platea.
La Carta Giovani Opera
I ragazzi sotto i 30 anni possono acquistare in biglietteria la Carta Giovani Opera, al prezzo di 10 euro, valida fino al 10 novembre 2026. Dà diritto a riduzioni sui biglietti della stagione 2025/26 e a una visita guidata gratuita del teatro su prenotazione. Per un gala in coproduzione conviene chiedere allo sportello se la riduzione è applicabile.
Con i bambini
Un gala funziona con i bambini meglio di un balletto intero, perché i brani sono brevi e i cambi di stile tengono viva l'attenzione. Il limite è l'orario: il sipario alle 20.30 di un lunedì, con la scuola il giorno dopo, rende la serata adatta soprattutto dai dieci, dodici anni in su.
Accessibilità al Teatro Costanzi per Icone della Danza
Il Teatro dell'Opera indica per il Costanzi un percorso di visita guidata accessibile a persone con difficoltà di deambulazione, con l'eccezione di alcuni punti come il Palco Reale e la galleria. La pagina del gala non riporta indicazioni specifiche sui posti accessibili.
Il consiglio pratico è di contattare la biglietteria prima dell'acquisto, al telefono 06 48160255 o 06 4817003 o all'indirizzo ufficio.biglietteria@operaroma.it, spiegando le proprie esigenze. Chi ha difficoltà motorie eviti la galleria. Il servizio taxi all'ingresso del teatro, con prenotazione possibile durante gli intervalli, è un aiuto concreto a fine serata.
Fine ottobre al Costanzi: prima e dopo Icone della Danza
Icone della Danza è in calendario fra il concerto Mariotti. Le due Petite Messe del 17 ottobre e il trittico di balletti Goecke, Robbins, Bausch, dal 27 ottobre all'8 novembre, sempre al Costanzi. Nello stesso mese la fondazione mette in scena anche Falstaff.
Il trittico del giorno dopo
Goecke, Robbins, Bausch comincia la sera dopo il gala, martedì 27 ottobre, e resta in scena fino all'8 novembre. Per chi ama la danza è il complemento naturale del gala: meno stelle ospiti, più Corpo di Ballo della casa, e tre linguaggi del Novecento e di oggi messi a confronto.
Falstaff in ottobre
Ad ottobre il Costanzi ospita anche il nuovo Falstaff di Verdi diretto da Michele Mariotti. Chi resta a Roma qualche giorno può costruire un piccolo festival personale: un'opera, un gala di danza, un trittico di balletti, tutto nella stessa sala.
Roma a fine ottobre
Fine ottobre è un buon momento per un viaggio pensato intorno al teatro: le sere si fanno fresche, i teatri tornano al centro della vita culturale dopo l'estate delle arene, e la città è più vivibile che in piena stagione. L'unico avvertimento riguarda la pioggia: un ombrello nello zaino e qualche minuto in più per il guardaroba. Per gruppi e aziende che vogliono organizzare la serata con guida e logistica c'è Tour Leader Pro.
Domande frequenti su Icone della Danza
Quando va in scena Icone della Danza al Teatro dell'Opera di Roma?
Icone della Danza va in scena al Teatro Costanzi lunedì 26 ottobre 2026 alle 20.30, in data unica. Non sono previste repliche: la sera seguente, martedì 27 ottobre, sullo stesso palcoscenico comincia il trittico di balletti Goecke, Robbins, Bausch, in programma fino all'8 novembre.
Quanto costano i biglietti di Icone della Danza?
I biglietti di Icone della Danza costano da 22 a 120 euro secondo il settore, come indica il comunicato del Teatro dell'Opera di Roma. Si comprano allo sportello della biglietteria in piazza Beniamino Gigli 1, sul sito del teatro e sul circuito autorizzato indicato nella pagina dello spettacolo.
Chi balla a Icone della Danza?
A Icone della Danza ballano Eleonora Abbagnato, Timofej Andrijashenko, Victor Caixeta, Giacomo Castellana, Matthew Golding, Lucia Lacarra, Nicoletta Manni, Maia Makhateli, Paul Marque, Sae Eun Park, Iana Salenko, Daniil Simkin, Giorgi Potskhishvili e Friedemann Vogel. Arrivano dall'Opéra di Parigi, dalla Scala, da Berlino, Stoccarda, Amsterdam e Vienna.
Che cosa prevede il programma del gala?
Il programma di Icone della Danza si apre con La Rose Malade di Roland Petit e si chiude con Cheek to Cheek, sempre di Petit, con Eleonora Abbagnato. In mezzo ci sono Diamonds di Balanchine, Grand Pas Classique, Il Corsaro, Don Chisciotte, il balcone da Romeo e Giulietta, Finding Light, After the Rain, Mopey e Le Parc.
Come si arriva al Teatro dell'Opera di Roma con i mezzi?
Il Teatro dell'Opera di Roma, in piazza Beniamino Gigli 7, si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera. In autobus servono le linee di via Nazionale (H, 40, 60, 64, 70, 71, 170, 116T), di via Depretis (70, 71) e di via Cavour, oltre a quelle che partono da Termini.
Chi è Eleonora Abbagnato?
Eleonora Abbagnato, ideatrice di Icone della Danza, è étoile dell'Opéra di Parigi dal 27 marzo 2013, prima italiana a ottenere quel titolo. Dal 2015 dirige il Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma e dal 2022 anche la Scuola di Danza. Nel 2021 ha dato l'addio alle scene dell'Opéra.
Si può entrare in ritardo al gala?
No, al Teatro Costanzi non si accede alla platea né ai posti numerati di balconata e galleria a spettacolo iniziato: chi arriva tardi a Icone della Danza aspetta nel foyer. Conviene arrivare almeno quaranta minuti prima, anche perché il guardaroba è obbligatorio per borse e ombrelli.
C'è un codice di abbigliamento per Icone della Danza?
Al Teatro dell'Opera di Roma l'abito scuro è gradito alle serate inaugurali e alle prime rappresentazioni, e Icone della Danza è una prima in data unica. Un abbigliamento curato è quindi la scelta giusta; borse, cappelli e ombrelli vanno lasciati al guardaroba.
Alla domanda se valga la pena, la risposta è: sì, e subito. Una sola sera, quattordici interpreti, nove grandi coreografi e un teatro di 1.560 posti: comprate il biglietto adesso, scegliete un posto frontale, e arrivate in piazza Beniamino Gigli con largo anticipo. Il resto lo farà Roland Petit, all'inizio e alla fine.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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