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Terza Sinfonia di Mahler di John Neumeier al Teatro dell’Opera di Roma — dal 4 al 10 febbraio 2027

La Terza Sinfonia di Mahler, balletto di John Neumeier, va in scena al Teatro Costanzi, sede del Teatro dell'Opera di Roma, dal 4 al 10 febbraio 2027, in piazza Beniamino Gigli 7, in una nuova produzione con l'Orchestra, il Corpo di Ballo e le étoiles del teatro diretti da Simon Hewett. Le recite sono sei: giovedì 4 febbraio alle 20 (prima, turno A), venerdì 5 alle 20 (turno B), sabato 6 alle 18 (turno D), domenica 7 alle 16.30 (turno E), martedì 9 alle 20 (turno C) e mercoledì 10 alle 20; mercoledì 3 febbraio alle 19 c'è l'anteprima riservata ai giovani. Alina Cojocaru è artista ospite il 4, il 6 e il 9 febbraio. Il teatro si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, a pochi minuti a piedi. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro dell'Opera di Roma; i biglietti si comprano alla biglietteria del teatro o online sul circuito di prevendita autorizzato indicato dalla fondazione.

La Terza Sinfonia di Mahler al Costanzi: date, orari e cast

La Terza Sinfonia di Mahler è il titolo di balletto con cui il Teatro dell'Opera di Roma apre il febbraio 2027 al Costanzi: sei recite dal 4 al 10 febbraio, più l'anteprima giovani del 3. È una nuova produzione del teatro, con la coreografia, le scene, i costumi e le luci di John Neumeier.

Le recite e i turni

  • Mercoledì 3 febbraio, ore 19: anteprima giovani.
  • Giovedì 4 febbraio, ore 20: prima rappresentazione, turno A, con Alina Cojocaru.
  • Venerdì 5 febbraio, ore 20: turno B.
  • Sabato 6 febbraio, ore 18: turno D, con Alina Cojocaru.
  • Domenica 7 febbraio, ore 16.30: turno E.
  • Martedì 9 febbraio, ore 20: turno C, con Alina Cojocaru.
  • Mercoledì 10 febbraio, ore 20.

Chi c'è sul palco e in buca

Dirige Simon Hewett. Il maestro del coro è Ciro Visco; la parte vocale solista è affidata al mezzosoprano Eleonora Filipponi. Gli assistenti alla coreografia sono Kevin Haigen, Laura Cazzaniga e Sasha Riabko. In scena l'Orchestra, le Étoiles, i Primi Ballerini, i Solisti e il Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma, con la partecipazione del Coro di Voci Bianche del teatro.

Perché è un evento

Neumeier firma tutto: coreografia, scene, costumi, luci. Il Costanzi mette in campo in una sola serata orchestra, coro, voci bianche, solista di canto e l'intera compagnia di ballo. Poche produzioni della stagione chiedono al teatro uno sforzo di questa ampiezza, e poche lo giustificano altrettanto.

La Terza Sinfonia di Gustav Mahler

La Sinfonia n. 3 in re minore di Gustav Mahler fu composta fra il 1895 e il 1896 ed eseguita per intero per la prima volta solo nel 1902; con una durata media di circa novantacinque minuti è la più lunga fra le sinfonie del repertorio più eseguito. Per il balletto significa una serata costruita su un'unica, immensa partitura.

Due parti, sei movimenti

Nella forma definitiva la sinfonia è divisa in due parti. La prima è costituita dal solo primo movimento, Kräftig entschieden, forte e risoluto, che dura da solo trenta o trentacinque minuti. La seconda parte raccoglie gli altri cinque movimenti, fra sessanta e settanta minuti di musica: un Tempo di minuetto, un Comodo scherzando, un Molto lento misterioso, un movimento allegro e sfacciato, e un Adagio finale, lento, tranquillo, profondamente sentito.

I titoli cancellati

Come per le prime quattro sinfonie, Mahler aveva previsto una specie di programma. Aveva dato un titolo a ogni movimento: Pan si risveglia e arriva l'estate; quello che i fiori del prato mi raccontano; quello che gli animali del bosco mi raccontano; quello che l'uomo mi racconta; quello che gli angeli mi raccontano; quello che l'amore mi racconta. I titoli furono eliminati prima della pubblicazione, nel 1898. Restano però una chiave preziosa per chi guarda il balletto: la sinfonia sale dalla natura all'uomo, dall'uomo agli angeli, dagli angeli all'amore.

Otto corni, una voce, due cori

Il primo movimento si apre con un tema affidato agli otto corni all'unisono. Nel quarto e nel quinto movimento Mahler ricorre alla voce umana: il quarto è un lied per voce e orchestra su versi dello Zarathustra di Friedrich Nietzsche, il quinto è un breve lied tratto dal Wunderhorn, intonato da un coro femminile con un coro di bambini che imita il suono delle campane, a rappresentare gli angeli. Ecco perché al Costanzi, per un balletto, servono una solista, il coro e le voci bianche.

L'Adagio finale

La sinfonia si chiude con un vastissimo Adagio in re maggiore, della durata di circa venticinque minuti, introdotto da una lunga frase degli archi che sfocia in una specie di corale, esposto alla fine a piena voce da tutta l'orchestra. È il movimento che ogni coreografo teme e desidera: venticinque minuti di musica lenta da riempire di danza senza tradirla. Il giudizio su una Terza coreografata si gioca lì.

Una curiosità sulla prima

Il secondo movimento, il minuetto dei fiori del prato, fu il primo a essere composto e anche il primo a essere eseguito, da solo, il 9 novembre 1896 a Berlino sotto la direzione di Arthur Nikisch. La sinfonia completa dovette aspettare sei anni.

Il balletto di Neumeier: Mahler come racconto senza trama

John Neumeier ha coreografato la Terza Sinfonia di Mahler nel 1975, due anni dopo aver assunto la direzione del Balletto di Amburgo. Il titolo arriva ora al Costanzi in una nuova produzione del Teatro dell'Opera di Roma, a oltre cinquant'anni dalla creazione.

Un coreografo mahleriano

Quella della Terza non è un'incursione isolata. Neumeier ha costruito balletti su gran parte dell'opera sinfonica di Mahler: la Prima per il Ballet du XXe siècle nel 1980, la Quarta per il Royal Ballet nel 1977, la Quinta nel 1989, la Sesta nel 1984, la Nona con In the Between nel 1994, i Rückert Lieder nel 1976, i Lieder del Wunderhorn con Soldier Songs nel 1989, Das Lied von der Erde per il Balletto dell'Opéra di Parigi nel 2015. Nel 2011 ha firmato Purgatorio, un balletto biografico sulla ricostruzione della Decima Sinfonia fatta da Deryck Cooke. Pochi coreografi hanno un rapporto altrettanto lungo con un solo compositore.

Cosa aspettarsi

La pagina ufficiale non pubblica una descrizione della drammaturgia. Quel che si può dire con certezza è la forma della serata: un balletto sinfonico che segue la struttura della partitura, in cui la danza si muove dentro i sei movimenti e le loro atmosfere. Il consiglio è semplice: arrivate conoscendo i titoli che Mahler aveva dato ai movimenti, e lasciate che la danza vi mostri come Neumeier li ha tradotti in corpi.

Un grande organico in scena

La presenza delle Étoiles, dei Primi Ballerini, dei Solisti e del Corpo di Ballo al completo dice qualcosa della scrittura coreografica: la Terza di Neumeier è un balletto per compagnia intera, non per una coppia di stelle con un fondale. Per il Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma è una prova impegnativa e, per il pubblico, l'occasione di vederlo tutto insieme.

Chi è John Neumeier

John Neumeier, nato a Milwaukee, nel Wisconsin, è danzatore, coreografo e direttore: ha guidato il Balletto di Amburgo dal 1973 al 2024, e la sua produzione conta più di centosettanta lavori. È uno dei coreografi più premiati e più rappresentati del secondo Novecento.

La formazione

Neumeier ha ricevuto le prime lezioni di danza nella città natale e ha proseguito a Chicago. Dopo una laurea in letteratura inglese e teatro alla Marquette University di Milwaukee, conseguita nel 1961, ha studiato a Copenaghen con Vera Volkova e alla Royal Ballet School di Londra. A Londra Marcia Haydée e Ray Barra lo videro danzare e lo segnalarono a John Cranko, direttore del Balletto di Stoccarda, che lo ingaggiò nel 1963. A Stoccarda è rimasto fino al 1969, come danzatore e poi solista, e lì ha creato le sue prime coreografie.

Francoforte e Amburgo

Nel 1969 è diventato direttore del Balletto di Francoforte, dove si è fatto notare per la rilettura dei classici: Lo schiaccianoci, Romeo e Giulietta, Dafni e Cloe. Nel 1973 è passato alla direzione del Balletto di Amburgo, che sotto la sua guida è diventato una delle compagnie più importanti del mondo. L'ha diretta per oltre cinquant'anni, fino al 2024, anche come direttore artistico del balletto dell'Opera di Stato di Amburgo dal 1996. Nel 1978 ha fondato la scuola del Balletto di Amburgo; dal 2011 è direttore generale del Bundesjugendballett, il balletto nazionale giovanile tedesco.

Il repertorio

Molti dei suoi balletti nascono dalla letteratura: La signora delle camelie (Stoccarda, 1978), Un tram che si chiama desiderio (1983), Peer Gynt (1989), Il gabbiano (2002), Morte a Venezia (2003), La sirenetta (Balletto Reale Danese, 2005, per il bicentenario di Andersen), Liliom (2011), Tatiana (2014), Anna Karenina (2017). Shakespeare ha un posto speciale, con Romeo e Giulietta, Sogno di una notte di mezza estate, Otello, Come vi piace, Amleto. Ci sono i soggetti sacri, dalla Passione secondo Matteo (1981) al Messia (1999) all'Oratorio di Natale, e le riletture dei classici, dal Lago dei cigni ispirato a Ludwig II di Baviera alla Bella addormentata e a Giselle.

Nijinsky, l'ossessione di una vita

Neumeier ha cominciato a interessarsi alla danza leggendo una biografia di Vaslav Nijinsky, figura che attraversa tutto il suo lavoro: gli ha dedicato Vaslav (1979), il grande Nijinsky (2000) e Le Pavillon d'Armide (2009). È con una serata di gala dedicata a Nijinsky che nel luglio 2024 ha chiuso la sua era ad Amburgo.

I riconoscimenti

È stato il primo coreografo premiato con il Prix Benois de la Danse, nel 1992, per Windows on Mozart. Ha ricevuto il Deutscher Tanzpreis nel 1988 e nel 2008, la Legion d'onore nel 2003, la cittadinanza onoraria di Amburgo nel 2006, il premio Herbert von Karajan nel 2007, il premio Kyoto nel 2015, il primo premio alla carriera del Prix de Lausanne nel 2017, l'ordine Pour le Mérite nel 2023 e, nel 2024, l'Ordine del Sol Levante. Nel 2023 a Venezia gli è stato consegnato il premio Una Vita nella Musica. Nel 2006 ha istituito la Fondazione John Neumeier, per garantire alla città di Amburgo l'eredità dei suoi balletti.

Alina Cojocaru, artista ospite

Alina Cojocaru, ballerina romena nata a Bucarest nel 1981, già principal del Royal Ballet e lead principal dell'English National Ballet, è l'artista ospite della Terza Sinfonia di Mahler il 4, il 6 e il 9 febbraio 2027. Il suo legame con Neumeier è uno dei più stretti della danza contemporanea.

Da Bucarest a Londra

Cojocaru ha cominciato con la ginnastica, poi è passata alla danza; a nove anni è stata scelta per uno scambio con la scuola di balletto di Kiev, dove si è formata senza parlare la lingua. Nel gennaio 1997, a quindici anni, ha partecipato al Prix de Lausanne, vincendo una borsa di studio per la Royal Ballet School; lo stesso anno ha ottenuto l'argento al concorso di Mosca. Dopo una stagione come principal al Balletto di Kiev è entrata nel Royal Ballet nel novembre 1999, ed è diventata principal nel 2001.

I due Benois

Nel 2004 ha ricevuto il Prix Benois de la Danse per Cenerentola. Nel 2012 è diventata la prima ballerina a vincere il Benois due volte, questa volta per Liliom di John Neumeier con il Balletto di Amburgo. Il ruolo di Julie in Liliom segnava anche la prima volta in cui un balletto a serata intera veniva creato intorno a lei.

Amburgo e oltre

Nel 2013 ha lasciato il Royal Ballet per l'English National Ballet, dove è rimasta fino al 2021, dividendosi fra Londra e Amburgo, dove ha sviluppato un rapporto creativo stretto con Neumeier. Nel 2017 ha vinto il National Dance Award per la Giselle di Akram Khan. Il suo partner storico in scena, e poi nella vita, è il danzatore danese Johan Kobborg: la loro coppia è considerata una delle grandi della storia del balletto. Nel 2023 è stata nominata Ufficiale onoraria dell'Ordine dell'Impero Britannico. Vederla in un balletto di Neumeier significa vedere una ballerina nel repertorio che conosce meglio.

Simon Hewett sul podio

Simon Hewett dirige l'Orchestra del Teatro dell'Opera di Roma nelle sei recite e nell'anteprima della Terza Sinfonia di Mahler. In un balletto sinfonico il direttore ha un compito doppio: rendere giustizia a una delle partiture più vaste del repertorio e, insieme, accompagnare i danzatori, con tempi che devono funzionare per i corpi.

La Terza è una prova durissima per un'orchestra d'opera: otto corni, due arpe, percussioni con due timpanisti, una cornetta di postiglione fuori scena, campane e voci in galleria nel quinto movimento. Il Costanzi, con la sua sala a ferro di cavallo pensata come cassa armonica, è il luogo giusto per ascoltarla. Il coro femminile e le voci bianche sono preparati da Ciro Visco, che guida il Coro del teatro dal novembre 2022; la voce solista del quarto e del quinto movimento è quella del mezzosoprano Eleonora Filipponi.

Una curiosità su Terza Sinfonia di Mahler di John Neumeier al Teatro dell'Opera di Roma — dal 4 al 10 febbraio 2027

La Terza Sinfonia di Mahler è una sinfonia sull'estate, e al Costanzi arriva nella settimana più fredda dell'inverno romano. Il primo titolo che Mahler aveva dato alla sinfonia, poi cancellato, era Pan si risveglia, arriva l'estate: la marcia del primo movimento è l'ingresso della stagione calda. Nella stessa marcia Richard Strauss, secondo una nota riportata nella voce di Wikipedia dedicata alla sinfonia, vedeva il corteo dei lavoratori in marcia per il Primo maggio.

La seconda curiosità riguarda il cast. Alina Cojocaru, ospite in tre recite, è la ballerina per cui Neumeier ha creato il ruolo di Julie in Liliom, il primo balletto a serata intera costruito intorno a lei, con cui nel 2012 ha vinto il suo secondo Prix Benois. La ballerina e il coreografo, qui, si conoscono da vicino: la Cojocaru ha diviso per anni la sua carriera fra Londra e Amburgo proprio per lavorare con lui.

E una terza, per chi ama i numeri. Neumeier ha creato la sua Terza nel 1975, quando era alla guida del Balletto di Amburgo da due anni; è rimasto direttore fino al 2024. La coreografia che il Costanzi presenta ha quindi attraversato mezzo secolo nelle mani dello stesso autore, che la rimonta con i suoi assistenti, Kevin Haigen, Laura Cazzaniga e Sasha Riabko. È raro poter vedere un classico del balletto del Novecento curato direttamente dal suo creatore: con la Terza di Neumeier, a Roma, succede.

Il Teatro Costanzi: la sala

Il Teatro Costanzi ha oggi una capienza di 1.560 posti, distribuiti fra platea, tre ordini di palchi, balconata e galleria, sotto una cupola affrescata da Annibale Brugnoli. Alla nascita, nel 1880, poteva accogliere fino a 2.212 spettatori.

Una cassa armonica

Il costruttore Domenico Costanzi commissionò il progetto nel 1879 all'architetto milanese Achille Sfondrini, specialista di teatri, che privilegiò l'acustica: la sala a ferro di cavallo fu concepita come una cassa armonica. Il cantiere durò soltanto diciotto mesi. Per una partitura come la Terza di Mahler, con il suo organico smisurato, la forma della sala conta moltissimo.

I settori

Il teatro distingue le poltronissime di platea, le poltrone di platea, i palchi di platea, di primo, secondo e terzo ordine, centrali e laterali, divisi fra posti avanti e posti dietro, la balconata e la galleria, divisa in prima e seconda galleria. La pianta della sala è pubblicata nella sezione mappe del sito del teatro.

Per il balletto, guardate dall'alto

Per l'opera le poltronissime di platea sono la scelta classica. Per un balletto sinfonico con il corpo di ballo al completo il ragionamento cambia: le geometrie della coreografia si leggono meglio da un punto rialzato. La balconata e i palchi centrali dei primi ordini offrono la visione d'insieme che un balletto come questo richiede. Dai posti dietro dei palchi laterali, invece, si perde una parte del palcoscenico: vanno bene solo per chi vuole soprattutto ascoltare Mahler.

Le altre sale della fondazione

Il Teatro dell'Opera di Roma gestisce anche il Teatro Nazionale di via del Viminale e, d'estate, le Terme di Caracalla. La scheda completa è nella nostra pagina sul Teatro dell'Opera di Roma.

Una cosa che non ti dice nessuno su Terza Sinfonia di Mahler di John Neumeier al Teatro dell'Opera di Roma — dal 4 al 10 febbraio 2027

La Terza Sinfonia di Mahler dura in media circa novantacinque minuti, e il primo movimento da solo supera la mezz'ora: al Costanzi, a spettacolo iniziato, non si entra in platea né nei posti numerati di balconata e galleria. Arrivare in ritardo significa rischiare di perdere un terzo della serata.

È la regola di sala del teatro, e per questo titolo pesa più che per un'opera. In un'opera il ritardatario entra al primo cambio di scena; in una sinfonia il cui primo movimento dura trenta o trentacinque minuti, la prima occasione può arrivare molto tardi. Chi arriva dopo l'inizio aspetta nel foyer di platea. Conviene arrivare almeno mezz'ora prima, anche perché il guardaroba è obbligatorio per ombrelli, cappelli, borse e caschi, e a febbraio, nelle serate di pioggia, la coda al guardaroba è il vero collo di bottiglia.

La seconda cosa che nessuno dice: la presenza di Alina Cojocaru è indicata solo per tre recite su sei, il 4, il 6 e il 9 febbraio. Chi compra un biglietto per il 5, il 7 o il 10 vedrà lo stesso balletto con le étoiles e i primi ballerini del teatro, ed è uno spettacolo completo; chi invece vuole vedere la Cojocaru deve scegliere la data giusta. La pagina ufficiale lo segnala in piccolo, sotto il cast: leggetela prima di comprare.

Terza: la recita del sabato è alle 18 e quella della domenica alle 16.30. Con una durata di un'ora e mezza abbondante, a cui si aggiunge l'intervallo se previsto, sono le due recite che lasciano la serata libera per una cena con calma.

Biglietti per la Terza Sinfonia di Mahler

I prezzi della Terza Sinfonia di Mahler sono pubblicati dal Teatro dell'Opera di Roma nella pagina Prezzi del sito ufficiale, divisi per settore e per tipo di recita. Il teatro fissa i prezzi per fasce di titoli, con una differenza fra la prima e le repliche.

Dove si comprano

La biglietteria del teatro è in piazza Beniamino Gigli 1, aperta dal lunedì al sabato dalle 10 alle 18 e la domenica dalle 9 alle 13.30, chiusa nei giorni festivi. I biglietti per lo spettacolo del giorno si vendono al teatro da un'ora prima fino a quindici minuti dopo l'inizio. Online si acquista sul circuito di prevendita autorizzato che il teatro indica nella pagina dello spettacolo. Il teatro invita a rivolgersi solo ai canali autorizzati dalla fondazione.

Come si paga allo sportello

Allo sportello si paga in contanti, con assegno intestato alla Fondazione Teatro dell'Opera di Roma, con bancomat e con le principali carte di credito; sono accettate anche la Carta del Docente e la Carta della Cultura.

Riduzioni

Per alcune serate, a discrezione del teatro, è prevista una riduzione last minute sui biglietti venduti nell'ora che precede l'inizio, esclusi balconata e galleria. Per gli under 30 il teatro propone la Carta Giovani Opera, con sconti sui biglietti: le condizioni della stagione in corso sono sul sito ufficiale.

L'anteprima giovani

Mercoledì 3 febbraio alle 19 l'anteprima è riservata ai giovani. Per uno studente di danza o di musica è l'occasione più economica per vedere uno dei grandi balletti sinfonici del Novecento con un'orchestra dal vivo.

Il consiglio che ti do per visitare Terza Sinfonia di Mahler di John Neumeier al Teatro dell'Opera di Roma — dal 4 al 10 febbraio 2027

Il consiglio è netto: prima di andare al Costanzi, ascoltate la Terza Sinfonia di Mahler almeno una volta per intero, a casa, con calma. Novantacinque minuti di musica senza trama possono spiazzare chi li scopre in teatro; chi li conosce già guarda il balletto con un'attenzione diversa, e riconosce il momento in cui entra la voce, quello in cui entrano le campane dei bambini, quello in cui comincia l'Adagio.

Le registrazioni non mancano: Leonard Bernstein con la New York Philharmonic e con i Wiener Philharmoniker, Claudio Abbado con i Wiener e con la Lucerne Festival Orchestra, Bernard Haitink e Riccardo Chailly con il Concertgebouw, Pierre Boulez con i Wiener. Scegliete quella che volete, ma ascoltatela tutta, senza saltare.

Secondo consiglio, sulla scelta della data. Se il vostro obiettivo è vedere Alina Cojocaru, le recite sono tre: giovedì 4 alle 20, sabato 6 alle 18, martedì 9 alle 20. Se volete la serata più comoda, il sabato alle 18 unisce la presenza della Cojocaru a un orario che lascia libera la cena. Se portate un ragazzo, la domenica alle 16.30.

Terzo, sul posto. Per un balletto sinfonico con il corpo di ballo al completo scegliete un posto frontale e rialzato, in balconata o nei palchi centrali. Il disegno collettivo della coreografia si legge dall'alto; dalla platea si vedono meglio i volti, ma si perde la geometria. Al Costanzi, per la danza, la balconata è la scelta migliore.

Come arrivare al Teatro dell'Opera di Roma

Il Teatro Costanzi si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, a pochi minuti a piedi da piazza Beniamino Gigli. È il modo più semplice, e nelle sere di pioggia di febbraio il più asciutto.

In metropolitana

La linea A ferma a Repubblica Teatro dell'Opera, in piazza della Repubblica. Chi arriva dalla stazione Termini può prendere la stessa linea A o camminare.

In autobus

Il teatro indica queste linee: su via Nazionale H, 40, 60, 64, 70, 71, 170, 116T; su via Depretis 70 e 71; su via Cavour 16, 75, 84, 150 (festivo), 360, 590, 649, 714; alla stazione Termini 16, 38, 75, 86, 90, 217, 310, 360, 649, 714.

In taxi

All'ingresso del teatro è previsto un servizio taxi per il pubblico, e durante gli intervalli il personale di sala raccoglie le prenotazioni della corsa di ritorno. È la soluzione giusta dopo le recite delle 20.

In auto

Sconsiglio l'auto. La zona fra via Nazionale, via del Viminale e Termini è centrale e trafficata, e il teatro non indica un parcheggio proprio. Chi viene da fuori città lasci l'auto in un parcheggio di scambio lungo la linea A e prosegua in metro.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Il teatro in cui debuttarono Cavalleria rusticana, il 17 maggio 1890, e Tosca, il 14 gennaio 1900, ospitò fra il 1912 e il 1926 anche i Ballets Russes di Djagilev. Tutti ricordano il Costanzi come culla dell'opera verista; pochi ricordano che è stato anche una tappa della rivoluzione della danza del Novecento.

Dal 1912, per quattordici anni, il teatro fu diretto dal soprano Emma Carelli, moglie dell'impresario Walter Mocchi, che portò a Roma La fanciulla del West, Turandot e Il trittico di Puccini, Parsifal di Wagner, Samson et Dalila di Saint-Saëns e appunto la compagnia di Djagilev.

Il repertorio di Neumeier è intessuto di memoria della danza del primo Novecento: Nijinsky, la figura che lo ha spinto verso il balletto e a cui ha dedicato tre lavori, da Vaslav nel 1979 a Le Pavillon d'Armide nel 2009. Il Costanzi è uno dei teatri italiani in cui quella stagione della danza è passata dal vivo, grazie a una cantante diventata impresaria. Oggi sullo stesso palcoscenico arriva la Terza Sinfonia di un coreografo che di quella memoria ha fatto il centro del proprio lavoro. Il Costanzi, insomma, è anche una casa della danza, e lo è da più di un secolo.

Regole di sala e abbigliamento

Al Teatro dell'Opera di Roma alla serata inaugurale e alle prime rappresentazioni è gradito l'abito scuro; nelle altre recite il teatro non indica un codice di abbigliamento. Per la prima del 4 febbraio vestitevi di conseguenza.

È obbligatorio depositare in guardaroba ombrelli, cappelli, borse, caschi, macchine fotografiche e apparecchi di registrazione. In sala è vietato l'uso dei telefoni cellulari, sono vietate le fotografie, con o senza flash, e qualsiasi registrazione. Le consumazioni sono ammesse solo nei bar del teatro, ed è vietato fumare in tutti gli ambienti. Il teatro si riserva la possibilità di spostare i posti acquistati per esigenze tecniche. Per un balletto la regola sui telefoni conta doppio: una luce accesa in platea distrae chi danza.

La foto giusta da fare a Terza Sinfonia di Mahler di John Neumeier al Teatro dell'Opera di Roma — dal 4 al 10 febbraio 2027

Al Costanzi non si fotografa in sala, con o senza flash: la foto giusta della vostra serata di balletto si fa fuori, in piazza Beniamino Gigli, prima di entrare. È la regola del teatro e va rispettata, anche durante gli applausi finali.

La piazza è quella su cui Marcello Piacentini, con la ristrutturazione seguita all'acquisto da parte del Comune nel 1926, spostò l'ingresso del teatro. A febbraio, per le recite delle 20, si arriva con il buio: la facciata illuminata e la folla che entra sono l'immagine giusta. Per la recita della domenica alle 16.30 si ha ancora luce, e la piazza si vede meglio.

Il consiglio: fotografate le persone, non l'edificio. Una coppia davanti all'ingresso, una ragazza con il programma di sala in mano, un gruppo di allievi di danza all'anteprima del 3 febbraio. L'edificio lo trovate in qualsiasi archivio, la vostra serata no.

La sala, con la cupola di Brugnoli e il grande lampadario di cristallo, resta un'immagine da portarsi a casa con gli occhi. Chi vuole vederla con la luce accesa e con calma può prenotare una delle visite guidate che il teatro organizza. E chi vuole un ricordo del balletto può cercare sul sito del teatro l'immagine ufficiale della produzione.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il Teatro Costanzi è stato inaugurato il 27 novembre 1880 con Semiramide di Gioachino Rossini, alla presenza di re Umberto I e della regina Margherita, ed è diventato Teatro dell'Opera di Roma nel 1946. In mezzo, due prime assolute che hanno fatto la storia dell'opera e un cambio di proprietà che ne ha cambiato il volto.

  • 1879: Domenico Costanzi commissiona il progetto ad Achille Sfondrini.
  • 27 novembre 1880: inaugurazione con Semiramide, dopo diciotto mesi di lavori.
  • 17 maggio 1890: prima assoluta di Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni.
  • 14 gennaio 1900: prima assoluta di Tosca di Giacomo Puccini.
  • 1905: nasce l'Orchestra Municipale, che diventa di fatto l'orchestra del Costanzi.
  • 1912: la direzione passa al soprano Emma Carelli; arrivano a Roma anche i Ballets Russes di Djagilev.
  • 1926: il Comune acquista il teatro, che diventa Teatro Reale dell'Opera; ristrutturazione di Marcello Piacentini.
  • 27 febbraio 1928: seconda inaugurazione con Nerone di Arrigo Boito.
  • 1935: nasce il Coro stabile, per volontà di Tullio Serafin.
  • 1946: il teatro assume il nome di Teatro dell'Opera di Roma.
  • 1958: nuovo intervento di Piacentini in vista delle Olimpiadi del 1960.

Per il pubblico della danza la data da ricordare è il 1912: con Emma Carelli il Costanzi si apre ai Ballets Russes, e il balletto entra nella storia del teatro accanto all'opera. Oggi titoli come la Terza di Neumeier misurano il livello del Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma.

Chi è passato da Terza Sinfonia di Mahler di John Neumeier al Teatro dell'Opera di Roma — dal 4 al 10 febbraio 2027

Dal Teatro Costanzi sono passati re Umberto I e la regina Margherita, all'inaugurazione del 1880, e poi Pietro Mascagni, Giacomo Puccini e Ottorino Respighi, che il teatro indica come i musicisti che ne hanno segnato il destino. Con Emma Carelli, dal 1912, arrivò anche la compagnia di Djagilev.

Nella storia della sua orchestra e del suo coro il teatro ricorda i direttori Victor de Sabata, Gianandrea Gavazzeni, Herbert von Karajan, Carlo Maria Giulini, Karl Böhm, Zubin Mehta, Georges Prêtre, Georg Solti, Giuseppe Sinopoli, Mstislav Rostropovich, Riccardo Muti e Daniele Gatti. C'è Tullio Serafin, che nel 1935 volle il coro stabile, e c'è Marcello Piacentini, che rimise mano all'edificio due volte.

Fra questi nomi ce n'è uno che lega il Costanzi a Neumeier. Herbert von Karajan diresse l'orchestra del teatro; il premio musicale che porta il suo nome è stato assegnato a Neumeier nel 2007, dopo Anne-Sophie Mutter, i Berliner Philharmoniker, Evgeny Kissin e Valery Gergiev e prima di Alfred Brendel e Daniel Barenboim. Un coreografo in un albo d'oro di musicisti: è il segno di quanto la sua danza sia considerata musica.

Anche Mahler ha i suoi interpreti in questa lista. Georg Solti e Giuseppe Sinopoli, due direttori passati dal Costanzi, hanno inciso proprio la Terza. A febbraio la partitura torna nella buca del teatro che li ha ospitati, e sul palcoscenico sale Alina Cojocaru, prima ballerina ad aver vinto due volte il Prix Benois.

Intorno al Costanzi: Viminale, Repubblica e l'Esquilino

Il Teatro Costanzi si trova fra via Nazionale, via del Viminale e via Depretis, a pochi minuti a piedi da piazza della Repubblica e dalla stazione Termini. Chi arriva con un'ora di anticipo ha a portata di mano alcuni dei luoghi più interessanti della Roma umbertina e antica.

Piazza della Repubblica e le Terme di Diocleziano

Dalla fermata della metro si esce in piazza della Repubblica, con la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri e i resti delle Terme di Diocleziano. Verso Termini c'è Palazzo Massimo alle Terme, sede del Museo Nazionale Romano: per le recite del sabato e della domenica pomeriggio, museo e balletto si combinano senza prendere un mezzo.

Santa Maria della Vittoria

Dal lato opposto della piazza, in pochi minuti, si arriva a Santa Maria della Vittoria.

Verso Monti e Santa Maria Maggiore

Scendendo per via Nazionale si incontra il Palazzo delle Esposizioni, e più in basso comincia il rione Monti. Oltre via Cavour la Basilica di Santa Maria Maggiore è a un quarto d'ora abbondante a piedi.

Dove mangiare prima e dopo

Intorno al Teatro dell'Opera l'offerta si concentra su via Nazionale, via del Viminale, le strade verso Termini e, poco più in là, il rione Monti. Il teatro ammette consumazioni solo nei bar interni, quindi la cena va organizzata prima o dopo.

Per le recite delle 20 si può cenare presto, alle 18.30, dalle parti di via Nazionale o del Viminale: il teatro è a pochi minuti a piedi. Per le recite del sabato alle 18 e della domenica alle 16.30 conviene un pranzo tardo e la cena dopo, scendendo a piedi verso Monti, dove osterie, enoteche e pizzerie offrono una scelta ampia. Non faccio nomi di locali, perché cambiano gestione più spesso delle regie; il criterio però è semplice: evitate i menu tradotti in cinque lingue affissi sulla porta nelle vie di Termini e spingetevi di qualche strada verso Monti.

La Terza di Neumeier con i ragazzi e gli allievi di danza

Per la Terza Sinfonia di Mahler il Teatro dell'Opera ha previsto un'anteprima dedicata ai giovani, mercoledì 3 febbraio alle 19. È la data giusta per gli allievi delle scuole di danza e per gli studenti di musica.

Il teatro non pubblica indicazioni di età. Un balletto sinfonico di un'ora e mezza senza trama è adatto a ragazzi che abbiano già visto danza a teatro; per un bambino che debutta è meglio un titolo narrativo. Chi studia danza, invece, non dovrebbe perdere l'occasione di vedere una coreografia di Neumeier rimontata dai suoi assistenti, con un'orchestra, un coro e un corpo di ballo al completo. Per i più giovani la recita della domenica alle 16.30 è la più comoda.

Accessibilità al Teatro Costanzi

Per il Teatro Costanzi il teatro indica un percorso di visita guidata accessibile a persone con difficoltà di deambulazione, con l'eccezione di alcuni punti come il Palco Reale e la galleria. Per gli spettacoli il consiglio pratico è contattare la biglietteria prima dell'acquisto, al telefono 06 48160255 o 06 4817003 o all'indirizzo ufficio.biglietteria@operaroma.it, spiegando le proprie esigenze. Chi ha difficoltà motorie eviti la galleria. Il servizio taxi all'ingresso, con prenotazione durante gli intervalli, è un aiuto concreto a fine serata.

La danza al Costanzi nella stagione 2026/2027

La Terza Sinfonia di Mahler è uno dei titoli di balletto della stagione 2026/2027 del Teatro dell'Opera di Roma, che al Costanzi comprende anche Il lago dei cigni dal 17 al 31 dicembre 2026, MOTUS con Blanc, McGregor ed Ekman dal 31 marzo al 4 aprile 2027 e Don Chisciotte dal 4 all'11 giugno 2027. Al Teatro Nazionale sono in programma Lo schiaccianoci dal 24 novembre al 3 dicembre 2026 ed ECHOES ad aprile 2027. Chi ama la danza contemporanea trova anche la serata Goecke, Robbins, Bausch; chi preferisce l'opera può partire dal Falstaff di ottobre.

Domande frequenti sulla Terza Sinfonia di Mahler di Neumeier

Quando va in scena la Terza Sinfonia di Mahler al Teatro dell'Opera di Roma?

La Terza Sinfonia di Mahler di John Neumeier va in scena al Teatro Costanzi dal 4 al 10 febbraio 2027: giovedì 4 alle 20, venerdì 5 alle 20, sabato 6 alle 18, domenica 7 alle 16.30, martedì 9 e mercoledì 10 alle 20. Mercoledì 3 febbraio alle 19 c'è l'anteprima giovani.

In quali date balla Alina Cojocaru?

Alina Cojocaru è artista ospite della Terza Sinfonia di Mahler al Teatro dell'Opera di Roma il 4, il 6 e il 9 febbraio 2027, cioè alla prima di giovedì alle 20, alla recita di sabato alle 18 e a quella di martedì alle 20, secondo la pagina ufficiale dello spettacolo.

Chi dirige l'orchestra nella Terza Sinfonia di Mahler?

La Terza Sinfonia di Mahler al Costanzi è diretta da Simon Hewett, alla guida dell'Orchestra del Teatro dell'Opera di Roma. Il maestro del coro è Ciro Visco, la solista è il mezzosoprano Eleonora Filipponi e partecipa il Coro di Voci Bianche del teatro.

Quanto dura la Terza Sinfonia di Mahler?

La Terza Sinfonia di Mahler dura in media circa novantacinque minuti, ed è la più lunga fra le sinfonie del repertorio più eseguito. Il teatro non ha pubblicato la durata complessiva dello spettacolo con eventuali intervalli: conviene verificarla sul sito prima della recita.

Chi è John Neumeier?

John Neumeier è un coreografo nato a Milwaukee che ha diretto il Balletto di Amburgo dal 1973 al 2024. Ha creato più di centosettanta balletti, fra cui molti su musiche di Mahler, e ha ricevuto fra l'altro il premio Kyoto nel 2015 e il primo Prix Benois de la Danse nel 1992.

Come si arriva al Teatro Costanzi?

Il Teatro Costanzi, in piazza Beniamino Gigli 7, si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, a pochi minuti a piedi. Su via Nazionale passano le linee H, 40, 60, 64, 70, 71 e 170; all'ingresso del teatro c'è un servizio taxi per il pubblico.

Si può entrare in sala dopo l'inizio?

Al Teatro Costanzi a spettacolo iniziato non si accede alla platea né ai posti numerati di balconata e galleria: chi arriva tardi aspetta nel foyer di platea. Con un primo movimento di oltre mezz'ora, per la Terza di Mahler conviene arrivare almeno trenta minuti prima.

Dove si comprano i biglietti per il balletto al Costanzi?

I biglietti per la Terza Sinfonia di Mahler si comprano alla biglietteria del Teatro dell'Opera, in piazza Beniamino Gigli 1, aperta dal lunedì al sabato dalle 10 alle 18 e la domenica dalle 9 alle 13.30, oppure online sul circuito autorizzato indicato dal teatro.

Un ultimo consiglio: questa è una serata da preparare. Ascoltate la sinfonia, scegliete la data in base alla Cojocaru, prendete un posto rialzato e arrivate presto. Mahler voleva che la sua Terza contenesse il mondo intero, dalla natura all'amore; Neumeier ci lavora da mezzo secolo. Al Costanzi, con orchestra, coro e corpo di ballo insieme, è l'occasione più completa della stagione per capire perché.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento4 Febbraio 2027 20:00 — 10 Febbraio 2027
IndirizzoTeatro dell'Opera di Roma, Piazza Beniamino Gigli 7, 00184 Roma Esquilino, Roma, Roma Città

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