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Le ultime lune con Alessandro Haber al Teatro Ambra Jovinelli — dal 25 novembre al 6 dicembre 2026

In breve. Le ultime lune di Furio Bordon, con Alessandro Haber, Silvia Siravo e Francesco Godina e la regia di Paolo Valerio, va in scena al Teatro Ambra Jovinelli di via Guglielmo Pepe 45, all'Esquilino, dal 25 novembre al 6 dicembre 2026.

Le ultime lune di Furio Bordon, con Alessandro Haber, Silvia Siravo e Francesco Godina e la regia di Paolo Valerio, va in scena al Teatro Ambra Jovinelli di via Guglielmo Pepe 45, all'Esquilino, dal 25 novembre al 6 dicembre 2026. Il calendario pubblicato dal teatro prevede: mercoledì 25 novembre alle 21:00, giovedì 26 alle 19:30, venerdì 27 alle 21:00, sabato 28 alle 16:30 e alle 21:00, domenica 29 alle 17:00; poi martedì 1 dicembre alle 21:00, mercoledì 2 alle 19:30, giovedì 3 alle 21:00, venerdì 4 alle 19:30, sabato 5 alle 21:00 e domenica 6 dicembre alle 17:00. La durata non è indicata. La pagina dello spettacolo non riporta prezzi specifici; il listino generale della stagione pubblicato dal teatro prevede, da venerdì a domenica, 39 euro in poltronissima, 34 in poltrona, 28 in prima galleria e 22 in seconda galleria, e il martedì, il mercoledì, il giovedì e il sabato pomeriggio 35, 30, 25 e 19 euro, con posti su sgabello a prezzo inferiore. I biglietti si comprano dal sito ufficiale dell'Ambra Jovinelli, che rimanda alla vendita online, o al botteghino del teatro, che nei giorni di spettacolo apre un'ora prima di ogni replica per lo spettacolo in programma; i numeri indicati sono 06 83082620 e 06 83082884. La produzione è del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e di Goldenart Production. Per arrivare con i mezzi pubblici conviene calcolare il percorso con il pianificatore di viaggio di ATAC.

Immagine ufficiale di Le ultime lune con Alessandro Haber al Teatro Ambra Jovinelli
Immagine dalla pagina dello spettacolo Le ultime lune sul sito ufficiale del Teatro Ambra Jovinelli

Le ultime lune: la storia

La vicenda si svolge nell'arco di un'attesa. Un anziano professore aspetta nella sua stanza l'arrivo del figlio, che lo porterà nella casa di riposo dove ha deciso di trasferirsi, per lasciare più spazio in casa ai nipotini. È una scelta che il protagonista presenta come propria, ma che il testo lascia intravedere come il risultato di pressioni silenziose, di aspettative familiari, di una generosità non del tutto spontanea.

Durante l'attesa il professore dialoga con la moglie, o meglio con il ricordo della moglie, morta molti anni prima. La presentazione del teatro descrive questa conversazione come ricca di tenerezze e memorie, di dolci punzecchiature, ma anche di verità struggenti: la vecchiaia, la paura della morte, la fredda prospettiva del ricovero, il misto di affetto e delusione verso un figlio che non ha saputo, o forse non ha voluto, farlo desistere.

Il distacco e la resa

Il distacco, secondo la sinossi ufficiale, avverrà. La conclusione nell'ospizio sarà nel segno di una serena resa allo scorrere del tempo e della vita. Non è un finale tragico, ma un finale di accettazione, ed è proprio questa misura a rendere il testo così toccante.

Tre personaggi

Il cast è composto da tre interpreti: Alessandro Haber nel ruolo del professore, Silvia Siravo e Francesco Godina. La pagina del teatro non specifica la distribuzione degli altri due ruoli: il dato non è pubblicato, e lo si scopre in sala.

Un tema universale

La presentazione insiste sul tema della fragilità della vecchiaia, affrontato in modo molto poetico ma anche dolorosamente sincero. È un tema che riguarda ogni famiglia, e che il teatro raramente affronta con tanta delicatezza.

Un classico del teatro contemporaneo

Le ultime lune fu scritto all'inizio degli anni Novanta. Il teatro lo presenta come un capolavoro del teatro dell'ultimo secolo, considerato un vero classico come nessun altro testo coevo. Fu interpretato per la prima volta in Italia da Marcello Mastroianni nella stagione 1995-1996, in un'edizione rimasta memorabile.

Gli interpreti che si sono succeduti

Dopo Mastroianni il ruolo del professore è stato affrontato da Gastone Moschin nel 1998 e da Gianrico Tedeschi, che lo ha portato in scena per dieci stagioni, dal 2000 al 2010. Tre generazioni di grandi attori italiani si sono misurate con lo stesso personaggio, e ora tocca ad Alessandro Haber.

Un testo che ha viaggiato

Il testo è stato tradotto e rappresentato in molti paesi. È stato allestito in più di venti paesi e in più di venti lingue: si tratta di uno dei testi italiani contemporanei più rappresentati all'estero.

Amato da pubblico e critica

La presentazione del teatro ricorda che il testo è stato amato dal pubblico e dalla critica. Il motivo è forse nella sua capacità di parlare di temi dolorosi senza retorica, con una lingua semplice e precisa, e con un umorismo che attraversa anche i momenti più amari.

Furio Bordon, l'autore

Furio Bordon è nato a Trieste nel 1943. È commediografo, scrittore, regista e drammaturgo. A venticinque anni abbandonò la professione di avvocato per dedicarsi al teatro, una scelta che avrebbe segnato tutta la sua vita.

Un uomo di teatro a tutto tondo

Bordon ha guidato il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, la stessa istituzione che oggi produce lo spettacolo, e ha diretto anche il Teatro Romano di Trieste e il Mittelfest Prosa di Cividale. La sua prima commedia, Scherzoso ma non troppo, fu realizzata dalla RAI quando aveva diciannove anni.

Il romanziere

Accanto al teatro Bordon ha pubblicato numerosi romanzi: Giochi di mano, uscito da Mondadori nel 1974 e ripubblicato da Sellerio come A gentile richiesta, Il canto dell'orco, Il favorito degli dèi, La città scura, Stanze di famiglia, Il poeta e il suo mostro e Album dei rimorsi, questi ultimi due del 2024.

Gli esordi e il teatro triestino

Dopo Scherzoso ma non troppo, la seconda commedia di Bordon, Canto e controcanto, fu messa in scena proprio dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Il legame tra l'autore e l'istituzione triestina è dunque antico, e la produzione di Le ultime lune ne è l'ultimo capitolo.

Un narratore riconosciuto

Anche come romanziere Bordon ha raccolto attenzione critica: Giochi di mano fu finalista ai premi L'Inedito, Viareggio e Sila, e Il canto dell'orco al Premio Dessì. Per Stanze di famiglia ha ricevuto il Premio Settembrini.

I premi

Tra i riconoscimenti ricevuti figurano il Premio IDI 1994 per il miglior testo dell'anno con Caro Elvis, Cara Janis, il Prix du Théâtre di Bruxelles nel 1998, il Premio internazionale Flaiano nel 2010, il Premio Settembrini nel 2017 e il Premio internazionale Volterra per la drammaturgia nel 2019.

Alessandro Haber, il protagonista

Alessandro Haber è nato a Bologna il 19 gennaio 1947, da padre romeno di origine ebraica e madre italiana. Ha trascorso la prima infanzia in Israele ed è tornato a Bologna con la famiglia all'età di nove anni. È attore, regista e cantante.

Gli esordi al cinema

Ha debuttato al cinema nel 1967 nel ruolo di Rospo in La Cina è vicina di Marco Bellocchio. Il primo grande ruolo da coprotagonista è arrivato diciannove anni dopo, nel 1986, con Regalo di Natale di Pupi Avati. Nel frattempo ha lavorato con Mario Monicelli in Amici miei. Atto II e, più tardi, in Parenti serpenti.

Un attore pluripremiato

Ha vinto il David di Donatello come migliore attore non protagonista nel 1994 per Per amore, solo per amore, e cinque Nastri d'argento, tra cui quello come migliore attore protagonista nel 1995 per La vera vita di Antonio H. Nel 1996 ha ricevuto il Globo d'oro come migliore attore per Cervellini fritti impanati.

Il sodalizio con Paolo Valerio

Le ultime lune segna un nuovo incontro con il regista Paolo Valerio. La presentazione ricorda che Haber arriva dal grande successo della Coscienza di Zeno, dal romanzo di Italo Svevo, sempre per la regia di Valerio, andata in scena nel 2023. Il teatro scrive che saprà donare inaspettate profondità e sfumature all'anziano professore, ironico e commovente.

La musica

Haber è anche cantante, con diversi album all'attivo, da Haberrante del 1995 a Haber bacia tutti del 2012. Francesco De Gregori ha scritto per lui la canzone La valigia dell'attore.

Haber tra cinema d'autore e commedia popolare

La filmografia di Alessandro Haber è una delle più varie del cinema italiano. Accanto ai film d'autore ha attraversato la commedia popolare senza snobismi: è stato il professor Zambrini in Fantozzi subisce ancora di Neri Parenti, nel 1983, l'antagonista Marcov in Palla di neve di Maurizio Nichetti, nel 1995, e ha lavorato in quattro film di Leonardo Pieraccioni, da I laureati e Il ciclone fino al Paradiso all'improvviso.

I Nastri d'argento

I suoi cinque Nastri d'argento raccontano la stessa varietà: migliore attore non protagonista nel 1990 per Willy Signori e vengo da lontano, nel 1994 per Per amore, solo per amore, nel 2007 per Le rose del deserto e La sconosciuta; migliore protagonista nel 1995 per La vera vita di Antonio H.

Perché è l'interprete giusto

Un ruolo come quello del professore di Bordon richiede ironia e fragilità, la capacità di far ridere e di commuovere nello stesso respiro. Sono le qualità che Haber ha mostrato in decenni di cinema e teatro, e che il teatro gli riconosce presentandolo come l'interprete capace di dare al personaggio sfumature inattese.

Il calendario recita per recita

Per orientarsi tra orari e fasce di prezzo conviene avere sott'occhio il calendario completo, incrociato con il listino generale della stagione. Le recite di venerdì, sabato sera e domenica rientrano nella fascia più alta; quelle di martedì, mercoledì, giovedì e del sabato pomeriggio nella fascia più bassa.

La prima settimana

Mercoledì 25 novembre alle 21:00 e giovedì 26 alle 19:30 rientrano nella fascia infrasettimanale. Venerdì 27 alle 21:00 e domenica 29 alle 17:00 nella fascia del fine settimana. Sabato 28 ha due recite: quella delle 16:30, nella fascia più bassa, e quella delle 21:00, nella fascia più alta.

La seconda settimana

Martedì 1 dicembre alle 21:00, mercoledì 2 alle 19:30 e giovedì 3 alle 21:00 rientrano nella fascia infrasettimanale. Venerdì 4 alle 19:30, sabato 5 alle 21:00 e domenica 6 alle 17:00 nella fascia del fine settimana. Lunedì 30 novembre non è prevista recita.

Una verifica necessaria

La pagina dello spettacolo non riporta i prezzi e il listino citato è quello generale della stagione: prima di acquistare conviene verificare la tariffa effettiva della data scelta.

La vecchiaia a teatro

Il teatro ha sempre raccontato i vecchi, ma spesso come figure di contorno: i padri avari della commedia, i re che perdono il potere nella tragedia. Le ultime lune mette invece al centro la vecchiaia quotidiana, quella senza corone e senza tesori, fatta di stanze da lasciare, di figli da aspettare, di ricordi che diventano compagnia.

La stanza come mondo

Tutta l'azione si concentra nella stanza del professore e nel tempo dell'attesa. È una scelta drammaturgica che restringe lo sguardo per renderlo più intenso: ogni oggetto, ogni parola, ogni silenzio assume un peso particolare quando si sa che quella stanza verrà presto lasciata per sempre.

Il pubblico che si riconosce

Molti spettatori arrivano a teatro con un'esperienza personale del tema: un genitore anziano, una scelta difficile, una casa da svuotare. Il testo di Bordon non offre soluzioni, ma un'occasione per guardare quella esperienza con tenerezza e senza vergogna.

Gli altri interpreti e la squadra creativa

Accanto ad Alessandro Haber recitano Silvia Siravo e Francesco Godina. La regia è di Paolo Valerio, le scene e i costumi di Francesca Tunno, le luci di Gigi Saccomandi. La produzione è del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e di Goldenart Production.

Una produzione triestina

Il fatto che lo spettacolo sia prodotto dallo Stabile del Friuli Venezia Giulia, l'istituzione che Bordon ha diretto, crea un legame forte tra il testo e la produzione. Le ultime lune torna così sui palcoscenici italiani partendo dalla città del suo autore.

Lo spazio scenico

La vicenda si svolge in una stanza, quella del professore che attende. Francesca Tunno firma scene e costumi, un'unica mano per l'intero universo visivo dello spettacolo: una scelta che garantisce coerenza a un testo costruito su un luogo solo e sul tempo dell'attesa.

Perché Le ultime lune parla ancora

Il testo è stato scritto più di trent'anni fa, ma il tema che affronta è diventato, se possibile, ancora più urgente. La vecchiaia, la solitudine degli anziani, il rapporto tra generazioni, la scelta della casa di riposo sono questioni che attraversano la vita di moltissime famiglie italiane.

Il punto di vista del vecchio

La forza del testo è nel punto di vista: non quello dei figli che devono decidere, ma quello dell'anziano che subisce, o finge di scegliere, il proprio destino. È una prospettiva che il teatro e il cinema adottano raramente, e che costringe lo spettatore a mettersi nei panni di chi viene portato via.

L'ironia come difesa

Il professore di Bordon è ironico. Le sue battute, i suoi giochi verbali con la moglie ricordata, sono una forma di difesa contro la paura. Il pubblico ride con lui, e proprio per questo si commuove quando l'ironia non basta più.

Il dialogo con i morti

La conversazione con la moglie scomparsa è il cuore poetico del testo. Non si tratta di un fantasma, ma di una presenza della memoria, una voce interiore che il teatro rende visibile. È un espediente antico, che Bordon usa con grande delicatezza.

Informazioni pratiche

Il calendario è articolato su due settimane, con orari che variano molto: 21:00 nella maggior parte delle serate, 19:30 il giovedì 26, il mercoledì 2 e il venerdì 4, 16:30 nella pomeridiana di sabato 28, 17:00 le domeniche. Conviene controllare con cura l'orario del giorno scelto.

Due fasce di prezzo

Il listino generale della stagione distingue due fasce. La più cara vale venerdì, sabato sera e domenica; la più economica vale martedì, mercoledì, giovedì e sabato pomeriggio, cioè la recita delle 16:30. Per Le ultime lune, quindi, la pomeridiana di sabato 28 novembre ha prezzi inferiori alla replica serale dello stesso giorno. La pagina dello spettacolo non riporta prezzi specifici, e conviene verificarli al momento dell'acquisto.

Gli sgabelli

In prima e seconda galleria il teatro mette in vendita anche posti su sgabello a prezzo ridotto. I posti sgabello di seconda galleria, secondo il sito, si vendono soltanto dopo il debutto, per esigenze tecniche.

Riduzioni e gruppi

Il sito dell'Ambra Jovinelli ha pagine dedicate alle condizioni per gli under 30 e per gli spettatori con invalidità. Gruppi, CRAL e scuole possono rivolgersi all'ufficio promozione, al numero 06 88816460.

Il Teatro Ambra Jovinelli in breve

L'Ambra Jovinelli fu voluto dall'impresario casertano Giuseppe Jovinelli, che desiderava un teatro di varietà lussuoso, all'altezza di un teatro di prosa. I lavori cominciarono nel 1906 su progetto di Pietro Chiodelli e Giacomo Radiconcini; dal 1907 subentrò Ulderico Bencivenga. Il teatro fu inaugurato il 3 marzo 1909.

L'unico teatro liberty di Roma

L'Ambra Jovinelli è l'unico teatro di Roma costruito in stile liberty. La facciata ha un corpo centrale su due piani e un frontone ad arco.

La sala

La sala aveva in origine oltre seicento poltrone in velluto rosso in platea, per una capienza totale di circa mille posti. Sono le cifre riportate dal sito del teatro nella sua ricostruzione storica.

La gestione attuale

Dopo una chiusura tra il giugno 2009 e il dicembre 2010, il teatro ha ripreso l'attività con la direzione artistica di Fabrizia Pompilio. Il primo spettacolo della nuova gestione debuttò il 26 dicembre 2010.

Una curiosità sul Teatro Ambra Jovinelli

La parola Ambra nel nome del teatro non ha nulla di poetico. Negli anni Cinquanta il teatro, diventato cinema varietà, prese il nome di Ambra Jovinelli anche per guadagnare visibilità negli elenchi dei programmi pubblicati sui giornali. Un nome che comincia con la A compare in cima alle liste, e il teatro scelse questa via per farsi notare.

Il teatrino della Barafonda

Un'altra curiosità riguarda il cinema. Federico Fellini, nel film Roma, chiamò il teatro teatrino della Barafonda, rendendo omaggio al mondo dell'avanspettacolo che lo aveva animato.

Una cosa che non ti dice nessuno sul Teatro Ambra Jovinelli

Pochi spettatori immaginano che, sullo stesso palcoscenico dove oggi si recita Bordon, negli anni Quaranta e Cinquanta si disputavano incontri di pugilato. La sala ospitò molte serate di boxe, che attiravano grandi folle, insieme a concorsi canori, cabaret e avanspettacolo.

Le stagioni più difficili

Negli anni Settanta, con la concorrenza del cinema e della televisione, il teatro passò agli spettacoli di spogliarello e ai film erotici, diventando un cinema a luci rosse. È un capitolo che la storia ufficiale del teatro racconta senza reticenze, e che rende ancora più significativa la rinascita del 2001.

Il consiglio che ti do per visitare il Teatro Ambra Jovinelli

Il mio consiglio è di scegliere la recita pomeridiana di sabato 28 novembre alle 16:30, che rientra nella fascia di prezzo più bassa del listino, e di arrivare in anticipo per fare un giro in piazza Vittorio, a pochi passi dal teatro. È uno dei luoghi più vivi dell'Esquilino, e passeggiare tra i giardini prima di uno spettacolo sulla vecchiaia e la memoria ha qualcosa di giusto.

Guardare in alto

Una volta in sala vale la pena alzare gli occhi verso l'arcoscenico: lì si legge ancora la targa con la scritta G. Jovinelli, 1909, la firma del fondatore sul suo teatro.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È noto che Totò abbia debuttato all'Ambra Jovinelli. Meno spesso si ricordano i dettagli: secondo il sito del teatro il debutto avvenne tra il 1919 e il 1920, e Totò vi rimase fino al 1921. Si presentò all'impresario come imitatore di Gustavo De Marco, e raccontò l'incontro anni dopo nel suo libro di memorie Siamo uomini o caporali?

Petrolini e il primo contratto

Prima di Totò, nel 1910, al Jovinelli aveva ottenuto il suo primo contratto importante Ettore Petrolini. Il teatro fu quindi la palestra di due dei più grandi comici italiani del Novecento.

La foto giusta da fare al Teatro Ambra Jovinelli

La foto da fare è quella della facciata liberty su via Guglielmo Pepe, inquadrata dal marciapiede opposto in modo da comprendere il frontone ad arco e il corpo centrale su due piani. È l'immagine che racconta meglio la singolarità del teatro, l'unico in stile liberty della città, e che nel 1997 è stata riconosciuta come bene da tutelare.

La targa del fondatore

All'interno, prima che si spengano le luci, si può fotografare l'arcoscenico con la targa G. Jovinelli, 1909. Durante la recita è buona norma tenere il telefono spento.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

1909: l'inaugurazione

Il 3 marzo 1909 apre il Teatro Jovinelli, nell'allora piazza Guglielmo Pepe. Lo inaugurano Raffaele Viviani e la sorella Luisella.

1910: Petrolini

Ettore Petrolini ottiene al Jovinelli il suo primo contratto importante.

1919-1921: Totò

Il giovane Totò debutta come imitatore e resta nella compagnia del teatro fino al 1921.

Anni Cinquanta: Ambra Jovinelli

Il teatro diventa cinema varietà e prende il nome attuale.

1982: l'incendio

Il 29 aprile un incendio causato da un guasto tecnico distrugge la struttura. Il teatro viene chiuso e abbandonato.

1990-1997: dalla vendita al vincolo

Nel 1990 l'edificio viene acquistato da una società milanese. Nel luglio 1996 un gruppo di giovani artisti e intellettuali promuove il recupero con spettacoli e mostre; nel 1997 la facciata viene sottoposta a vincolo dal Ministero per i beni culturali.

2001: la rinascita

Dopo il restauro, concluso nel novembre 2000, il teatro riapre il 25 gennaio 2001 come teatro comico, con la direzione artistica di Serena Dandini.

2010: la gestione attuale

Il 26 dicembre 2010 debutta il primo spettacolo della gestione guidata da Fabrizia Pompilio.

Chi è passato dal Teatro Ambra Jovinelli

Oltre a Viviani, Petrolini e Totò, tra gli artisti del periodo della gestione familiare figurano Nino Taranto, Lino Banfi, Alberto Sordi, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, Rita Pavone e Franco Califano. È una galleria di volti che attraversa tutta la storia dello spettacolo popolare italiano.

Dal varietà alla prosa

Il passaggio dal varietà alla commedia e alla prosa, avvenuto con la rinascita del 2001, ha trasformato il teatro in una delle sale più frequentate della città. La presenza di un testo come Le ultime lune, con un attore come Haber, è il segno di questa evoluzione.

I grandi attori del Novecento

Il ruolo del professore è stato di Mastroianni, Moschin e Tedeschi. Portarlo sul palcoscenico che ha visto nascere Totò aggiunge un capitolo alla lunga storia dell'attore italiano, tra comicità e malinconia.

Prima o dopo lo spettacolo: i dintorni

L'Ambra Jovinelli si trova all'Esquilino, a breve distanza da piazza Vittorio Emanuele II, una delle piazze più grandi e vivaci del rione.

La Porta Alchemica e Sant'Eusebio

Nei giardini di piazza Vittorio si trova la Porta Alchemica, mentre nelle vicinanze si trova la chiesa di Sant'Eusebio all'Esquilino.

Il mercato e le basiliche

Poco lontano si trova il Nuovo Mercato Esquilino, il mercato del rione, e a breve distanza si raggiunge Santa Maria Maggiore.

Un altro teatro del rione

A pochi minuti si trova anche il Teatro Brancaccio, in via Merulana, e la stazione Termini è raggiungibile a piedi.

Prima di andare: qualche suggerimento

Le ultime lune è uno spettacolo che si gode di più se si arriva con calma. Gli orari delle 19:30, previsti in tre serate, permettono di uscire presto e di cenare dopo; quelli delle 21:00 consigliano una cena anticipata nel rione, dove non mancano locali di ogni tipo.

Il botteghino nei giorni di recita

Nei giorni di spettacolo il botteghino apre un'ora prima di ogni replica, e solo per lo spettacolo in programma. Chi vuole comprare di persona deve quindi presentarsi con un margine sufficiente, soprattutto nelle serate del fine settimana. Per l'orario invernale della biglietteria il sito riporta la dicitura da definire: conviene ricontrollarlo prima di passare in cassa.

Leggere il testo

Chi vuole arrivare preparato può cercare in biblioteca il testo di Bordon o informarsi sulle edizioni precedenti. Conoscere la storia non toglie nulla all'emozione: è un testo che si apprezza per come è detto più che per quello che accade.

Domande frequenti su Le ultime lune

Quando va in scena Le ultime lune all'Ambra Jovinelli?

Dal 25 novembre al 6 dicembre 2026. Gli orari variano: 21:00 nella maggior parte delle sere, 19:30 il 26 novembre, il 2 e il 4 dicembre, 16:30 e 21:00 sabato 28, 17:00 le domeniche.

Quanto costano i biglietti?

La pagina dello spettacolo non riporta prezzi specifici. Il listino generale della stagione prevede, da venerdì a domenica, da 39 euro in poltronissima a 22 in seconda galleria; il martedì, il mercoledì, il giovedì e il sabato pomeriggio da 35 a 19 euro. Ci sono anche posti su sgabello a prezzo inferiore.

Dove si comprano?

Dal sito ufficiale del Teatro Ambra Jovinelli, che rimanda alla vendita online, oppure al botteghino di via Guglielmo Pepe 45. Nei giorni di spettacolo il botteghino apre un'ora prima di ogni replica, solo per lo spettacolo in programma. I numeri indicati sono 06 83082620 e 06 83082884.

Chi c'è in scena?

Alessandro Haber, Silvia Siravo e Francesco Godina. La regia è di Paolo Valerio, le scene e i costumi di Francesca Tunno, le luci di Gigi Saccomandi. Produce il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia con Goldenart Production. Il testo è di Furio Bordon.

Di che cosa parla?

Di un anziano professore che aspetta il figlio, il quale lo porterà nella casa di riposo dove ha scelto di trasferirsi per lasciare spazio ai nipotini. Durante l'attesa dialoga con il ricordo della moglie morta da anni. È un testo sulla vecchiaia, la memoria e i rapporti tra generazioni, tenero e ironico.

Quanto dura lo spettacolo?

La durata non è indicata nella pagina ufficiale: il dato non è pubblicato. Per programmare la serata, soprattutto nelle recite delle 21:00, conviene chiedere al botteghino o all'infoline del teatro, che rispondono ai numeri 06 83082620 e 06 83082884.

Chi ha interpretato il ruolo prima di Haber?

Il primo interprete italiano fu Marcello Mastroianni, nella stagione 1995-1996. Dopo di lui il professore è stato Gastone Moschin nel 1998 e Gianrico Tedeschi, che lo ha recitato per dieci stagioni, dal 2000 al 2010. Haber raccoglie dunque un'eredità importante.

Come si arriva al teatro?

L'Ambra Jovinelli è in via Guglielmo Pepe 45, all'Esquilino, a breve distanza da piazza Vittorio e dalla stazione Termini. Per i mezzi pubblici il percorso più aggiornato si calcola con il pianificatore di viaggio di ATAC.

Il consiglio finale su Le ultime lune

Le ultime lune è uno di quei testi che hanno segnato il teatro italiano degli ultimi decenni, e ogni nuova edizione è un evento. Alessandro Haber, dopo la Coscienza di Zeno con lo stesso regista, affronta un ruolo che è stato di Mastroianni, Moschin e Tedeschi, in un teatro che ha visto debuttare Totò. Il mio consiglio è di non lasciarsi spaventare dal tema: la vecchiaia e il distacco sono raccontati con ironia e tenerezza, e si esce dalla sala con la voglia di telefonare ai propri genitori. Scegliere la pomeridiana del sabato, con il suo prezzo più basso, è un buon modo per dedicare allo spettacolo il tempo che merita.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento25 Novembre 2026 21:00 — 6 Dicembre 2026
IndirizzoTeatro Ambra Jovinelli, Via Guglielmo Pepe 45, 00185 Roma Esquilino, Roma, Roma Città

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