Lapocalisse al Teatro Ambra Jovinelli — dal 21 al 25 ottobre 2026
Lapocalisse, l'assolo comico di Valerio Aprea su testi di Makkox, è in scena al Teatro Ambra Jovinelli da mercoledì 21 a domenica 25 ottobre 2026: mercoledì, giovedì e venerdì alle 21, sabato alle 19.30, domenica alle 17. Il teatro è in via Guglielmo Pepe 43, all'Esquilino, a pochi passi da piazza Vittorio: la fermata più comoda è Vittorio Emanuele sulla metro A, e da Termini, snodo delle linee A e B, si arriva a piedi in una decina di minuti. Lo spettacolo dura 70 minuti, in atto unico, senza intervallo. I prezzi dei vari settori sono pubblicati sul sito ufficiale del teatro, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato; i biglietti si comprano anche alla biglietteria di via Guglielmo Pepe. Per informazioni il teatro risponde ai numeri 06 83082620 e 06 83082884.
Lapocalisse all'Ambra Jovinelli: date, orari e durata
Lapocalisse resta in cartellone all'Ambra Jovinelli per cinque giorni, dal mercoledì alla domenica, con cinque recite e tre orari diversi. È una tenitura breve, tipica di un lavoro che gira l'Italia e torna nella sala che lo ha già accolto.
Il calendario delle recite
Il calendario pubblicato dal teatro è questo: mercoledì 21 ottobre ore 21, giovedì 22 ottobre ore 21, venerdì 23 ottobre ore 21, sabato 24 ottobre ore 19.30, domenica 25 ottobre ore 17. Il sabato anticipato alle 19.30 è una scelta intelligente: si esce prima delle 21 e si ha tutta la sera per cenare. La domenica pomeriggio è la replica adatta a chi arriva da fuori Roma o vuole unire lo spettacolo a una passeggiata nel rione.
Settanta minuti, atto unico
Settanta minuti senza intervallo sono la misura di un recital, non di una commedia in due atti. Chi entra alle 21 esce poco dopo le 22.10, in tempo per una cena all'Esquilino o a Monti. Conviene arrivare con un quarto d'ora di margine: la sala dell'Ambra Jovinelli si trova al primo livello, sopra l'ingresso, e il foyer si riempie in fretta prima dell'inizio.
Un ritorno
Lapocalisse non è una novità assoluta per questo palcoscenico. Il sito del teatro conserva la pagina di una precedente tenitura romana, dal 4 al 7 dicembre 2025: lo spettacolo torna quindi all'Esquilino a meno di un anno di distanza. Per un assolo comico è un buon segnale: un teatro richiama volentieri i titoli che hanno funzionato.
Cosa si vede in Lapocalisse di Makkox e Valerio Aprea
Lapocalisse è una serie di monologhi scritti per Valerio Aprea da Marco Dambrosio, in arte Makkox, cuciti in un assolo iperbolico attorno all'idea di cambiamento. La presentazione ufficiale lo definisce un lavoro a metà tra il recital e la stand-up, con il pubblico chiamato in causa a più riprese.
La domanda di partenza
Il punto di partenza è un'apocalisse data per imminente, prossima, inevitabile. Lo spettacolo prova a rovesciare la certezza con una serie di domande: esiste ancora uno spiraglio, a quali condizioni si può correggere la rotta, e soprattutto, la vogliamo davvero correggere? È la domanda che regge tutta la serata, e la risposta, com'è giusto in un lavoro comico, resta sospesa.
Dalla scienza agli algoritmi
I temi sono dichiarati dalla nota del teatro: la scienza e il suo opposto, gli algoritmi e le abitudini quotidiane, la politica, il progresso e l'inerzia che lo frena. Comicità e assurdo diventano strumenti affilati per affrontare il buio che minaccia e provare a scongiurare il grande spauracchio della fine del mondo. È satira di costume più che satira politica in senso stretto: il bersaglio siamo noi, con le nostre pigrizie.
Da Propaganda Live al palcoscenico
Lo spettacolo nasce dall'incontro fra l'attore e il disegnatore dentro Propaganda Live, il programma di La7. Alcuni dei monologhi più significativi di quell'esperienza televisiva sono inseriti in un discorso più ampio, fatto direttamente alla platea. Chi conosce Aprea dalla televisione ritroverà il tono: voce ferma, ritmo misurato, iperbole spinta fino al limite con la faccia seria.
La squadra
Lo spettacolo è firmato da Makkox e Valerio Aprea, con la consulenza artistica di Francesco Frangipane e le luci e i video di Alessandro Barbieri. La produzione è di Argot Produzioni e Dada, in coproduzione con la Fondazione Sipario Toscana onlus, La Città del Teatro, in collaborazione con Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito e con Elastica. La foto ufficiale dello spettacolo è di Paolo Caivano.
Makkox e Aprea: come nasce un monologo a due
Nella nota di regia pubblicata dal teatro, Valerio Aprea racconta di aver collaborato in circa quattro anni di Propaganda Live alla creazione di una trentina di monologhi, soprattutto nella fase di rifinitura e revisione dei testi, talvolta nella scelta degli spunti iniziali.
Ingegnere e pilota
Aprea descrive il rapporto con Makkox con un paragone preso dalla Formula Uno: l'autore è l'ingegnere che progetta la macchina, l'attore il pilota collaudatore che la porta in pista e la mette a punto. È un'immagine utile per capire lo spettacolo. I testi hanno una struttura precisa, quasi meccanica; l'attore li guida, ne cambia i tempi, li adatta alla sala.
Dall'esecuzione all'autorialità
Nella stessa nota Aprea spiega che, grazie a questo lavoro, ha potuto avventurarsi oltre il confine fra il mestiere dell'interprete e quello dell'autore, fino ad allora per lui precluso. Lapocalisse è il frutto più visibile di questo passaggio: un attore che per trent'anni ha detto le parole degli altri firma, insieme al suo autore, uno spettacolo intero.
Perché funziona in teatro
In televisione un monologo dura pochi minuti e vive dentro la scaletta di un programma. In teatro deve reggere settanta minuti. La scelta di cucire i pezzi in un discorso unico, rivolto alla platea, è quella giusta: il pubblico diventa il vero interlocutore, e la serata acquista l'andamento di una conversazione, non di una sequenza di sketch.
Chi è Valerio Aprea: biografia e carriera
Valerio Aprea è un attore romano, nato l'11 aprile 1968, noto al grande pubblico come uno degli sceneggiatori della serie Boris e come volto dei monologhi di Propaganda Live. Alle spalle ha trent'anni di teatro, cinema e televisione.
La formazione
Nipote del compositore Tito Aprea, si è diplomato in recitazione al Conservatorio Teatrale Giovan Battista Diotajuti e si è laureato in Storia del cinema alla Sapienza. Una doppia formazione, pratica e teorica, che si riconosce nel suo modo di recitare: nulla è lasciato al caso, ogni pausa è calcolata.
Gli anni del teatro
Il debutto in palcoscenico è del 1992, con Eredità. Seguono Le trachinie ed Edipo a Colono con la regia di Antonio Pierfederici nel 1993, La cantatrice calva di Daniele Pecci nel 1995, I tre moschettieri e mezzo e Titanic di Claudio Insegno nel 1997 e nel 1998, Dramma della gelosia di Gigi Proietti nel 1999, Il vantone di Pino Quartullo nel 2001, Nudo e crudo di Pietro De Silva e Nell'ultima ora di Tripp di Alessandro Varani nel 2002. Nel 2006 arriva In mezzo al mare di Mattia Torre, l'autore che segnerà la sua carriera.
Boris e il cinema
Al cinema lavora presto con Giacomo Ciarrapico, in Piccole anime ed Eccomi qua. Il salto di notorietà arriva con Boris, la serie che racconta il dietro le quinte di una fiction televisiva: Aprea è nel cast per tutte e quattro le stagioni, dal 2007 al 2010 e poi nel 2022, e nel film del 2011, nel ruolo di uno degli sceneggiatori dell'immaginaria serie Gli occhi del cuore. Con Ciarrapico, Torre e Luca Vendruscolo gira anche Buttafuori nel 2006 e Ogni maledetto Natale nel 2014.
Smetto quando voglio e il David
Nel 2014 è nel cast di Smetto quando voglio di Sydney Sibilia, commedia sui ricercatori precari che diventa una trilogia, con Masterclass e Ad honorem nel 2017. Per il primo film riceve la candidatura al David di Donatello come miglior attore non protagonista. Nel suo curriculum ci sono anche Diciotto anni dopo di Edoardo Leo, Nessuno mi può giudicare e Viva l'Italia di Massimiliano Bruno, Moglie e marito di Simone Godano, La profezia dell'armadillo di Emanuele Scaringi, La prima pietra di Rolando Ravello, Figli di Giuseppe Bonito, fino a Tutta colpa del rock di Andrea Jublin ed Elena del ghetto di Stefano Casertano nel 2025.
La televisione
In televisione, oltre a Boris, ha lavorato in La squadra, Il maresciallo Rocca, R.I.S. Delitti imperfetti, Tutti pazzi per amore 2 e Dov'è Mario?. Con A casa tutti bene, la serie di Gabriele Muccino, ha ottenuto nel 2022 la candidatura ai Nastri d'argento Grandi Serie come migliore attore protagonista. Nel 2026 è in alcuni episodi di Avvocato Ligas.
Propaganda Live e il Fantacitorio
Dal 2020 collabora con Propaganda Live, dove legge e interpreta monologhi scritti da vari autori, in particolare da Mattia Torre. Con Makkox ha inventato il Fantacitorio, il fantasport basato sulla cronaca politica, entrato perfino fra le parole della neopolitica censite dalla Treccani. Ha prestato la voce agli audiolibri di In mezzo al mare di Torre e di La profezia dell'armadillo di Zerocalcare.
Chi è Makkox, l'autore dei testi
Makkox è lo pseudonimo di Marco Dambrosio, fumettista, vignettista e autore televisivo nato a Formia il 30 agosto 1965 e cresciuto a Gaeta. È uno dei volti di Propaganda Live, di cui è autore dal 2017 insieme a Diego Bianchi.
Dal blog alle vignette
Educato al disegno da una zia professoressa di scenografia, lavorava come grafico per la grande distribuzione quando, il 28 febbraio 2007, ha aperto il blog Canemucca, disegnando strisce in verticale per adattarle allo scorrimento delle pagine web. Il successo è rapido: arrivano le collaborazioni con Liberazione, con Internazionale e con la Coniglio Editore, che nel 2009 pubblica il suo primo libro a fumetti, Le divisioni imperfette. Dal settembre 2010 pubblica una vignetta quasi quotidiana sul Post.
I libri
Nel 2011 la BAO Publishing raccoglie le vignette in Post Coitum, Satire di un Tardo Impero, e pubblica Se muori siamo pari e Ladolescenza. Seguono The Full Monti per Rizzoli Lizard nel 2012 e, nel 2013, le illustrazioni per Inferno, La Commedia del potere di Tommaso Cerno. Nel 2020 esce l'autobiografia Nuove mappe del Paradiso, scritta con Nicola Mirenzi.
La televisione
Dal 2013 al 2017 è ospite fisso e autore di Gazebo su Rai 3; dal 29 settembre 2017 è autore, con Diego Bianchi, di Propaganda Live su La7. Collabora con L'Espresso, Il Foglio e Il Post. In Lapocalisse il suo lavoro esce dalla pagina e dallo schermo e diventa teatro, nella voce di un altro.
Il Teatro Ambra Jovinelli, la sala della comicità romana
Il Teatro Ambra Jovinelli è stato inaugurato il 3 marzo 1909 dall'impresario casertano Giuseppe Jovinelli, che voleva un varietà elegante quanto un teatro di prosa. È l'unico teatro romano costruito in stile liberty.
L'edificio
Il progetto, passato per le mani di Pietro Chiodelli e Giacomo Radiconcini, fu completato da Ulderico Bencivenga dal 1907. La facciata ha due piani con ampie aperture, un coronamento ad archi, lesene in stucco decorate da fiori e al centro della trabeazione una conchiglia con un volto umano. La sala originale, a ferro di cavallo, contava circa mille posti fra poltrone in velluto rosso, palchi e galleria, con illuminazione interamente elettrica: una modernità rara per l'epoca.
Varietà, avanspettacolo, cinema
Prima della Grande Guerra il Jovinelli è uno dei varietà più importanti della capitale. Poi arrivano la concorrenza del cinema, l'avanspettacolo, le restrizioni del regime sul teatro dialettale e sulla satira. Negli anni Cinquanta la sala diventa cinema-varietà e prende il nome di Ambra Jovinelli; negli anni Settanta proietta film a luci rosse.
L'incendio e la rinascita
Il 29 aprile 1982 un incendio causato da un guasto tecnico distrugge l'interno. Il teatro chiude, viene venduto nel 1990, resta abbandonato. Nel luglio 1996 un gruppo di artisti e intellettuali lo occupa per riportare l'attenzione sul suo destino; nel 1997 la facciata viene vincolata dal Ministero. Il restauro si chiude nel novembre 2000 e il 25 gennaio 2001 l'Ambra Jovinelli riapre come teatro comico, con la direzione artistica di Serena Dandini.
La sala di oggi
Il restauro ha conservato l'esterno e triplicato la cubatura interna. La sala è stata rialzata di cinque metri e non si apre più direttamente sulla strada; sotto si trovano il Piccolo Jovinelli, il bar e altri spazi. Le colonnine di ghisa originali reggono oggi le due gallerie, e la capienza è di circa ottocento posti. Dal dicembre 2010 la direzione artistica è di Fabrizia Pompilio.
Una curiosità su Lapocalisse al Teatro Ambra Jovinelli — dal 21 al 25 ottobre 2026
Il titolo senza apostrofo non è un refuso. Chi conosce la bibliografia di Makkox ricorda che nel 2011 la BAO Publishing ha pubblicato una sua raccolta di storie a fumetti intitolata Ladolescenza, con lo stesso articolo fuso al sostantivo. Lapocalisse riprende quel gioco grafico quindici anni dopo: è una firma d'autore, un modo di scrivere le parole come si pronunciano di corsa, che trasforma il nome comune in un nome proprio, quasi il titolo di un personaggio.
La seconda curiosità riguarda il teatro e il suo nome. Anche Ambra fu aggiunto al vecchio Jovinelli per una ragione pratica: quando la sala divenne cinema-varietà, negli anni Cinquanta, la proprietà cercò una parola che cominciasse con la A, così che il locale comparisse fra i primi posti negli elenchi alfabetici dei cinema sui giornali. Due nomi costruiti a tavolino, uno per farsi trovare nei tamburini, l'altro per farsi notare in copertina.
La terza è una coincidenza di persone. Valerio Aprea ha recitato nel 2006 In mezzo al mare di Mattia Torre e ne ha poi inciso l'audiolibro; Torre è l'autore a cui l'Ambra Jovinelli è più legato. Lapocalisse arriva in una sala che conosce bene quel modo di scrivere per la voce: frasi lunghe, ritmo implacabile, un'ironia che non chiede la risata ma la ottiene.
Una cosa che non ti dice nessuno su Lapocalisse al Teatro Ambra Jovinelli — dal 21 al 25 ottobre 2026
La cosa che nessuno ti dice è che questo spettacolo non è una puntata di Propaganda Live dal vivo. Chi compra il biglietto aspettandosi la sequenza dei monologhi visti in televisione troverà qualcosa di diverso: i testi televisivi sono stati scelti, montati e inseriti dentro un discorso più ampio, rivolto alla platea. Il pubblico è coinvolto a più riprese, e la serata ha l'andamento di una stand-up più che di un recital di letture. Chi ama il formato televisivo non resterà deluso, ma deve sapere che la regola è un'altra.
La seconda cosa riguarda gli orari. Il sabato si comincia alle 19.30, non alle 21 come nelle serate infrasettimanali: chi si fida del solito orario teatrale arriva a spettacolo quasi finito. La domenica si va in scena alle 17. Controllate la data sul biglietto prima di uscire.
La terza è pratica e riguarda l'edificio. Dopo il restauro la sala si trova cinque metri sopra il livello della strada, e l'ingresso storico non dà più direttamente in platea. Chi ha difficoltà di movimento fa bene a telefonare al teatro prima dell'acquisto, per farsi indicare il percorso e i posti più comodi. È una telefonata di due minuti che risparmia molte scale.
Biglietti per Lapocalisse all'Ambra Jovinelli
I biglietti per Lapocalisse si acquistano dal sito ufficiale del Teatro Ambra Jovinelli, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure alla biglietteria del teatro in via Guglielmo Pepe. I prezzi dei settori sono indicati al momento dell'acquisto.
Dove sedersi
Per un assolo parlato la scelta migliore è la platea centrale, nelle file intermedie: si vede bene il volto dell'attore e si sente la voce senza amplificazione eccessiva. Le gallerie offrono una vista dall'alto valida, ma in un lavoro fatto di sguardi e pause rivolte al pubblico la vicinanza conta.
Quale sera scegliere
Il venerdì e il sabato sono le serate che si riempiono per prime. Il mercoledì e il giovedì sono le più tranquille per chi vuole scegliere il posto con calma. La domenica alle 17 è la replica giusta per chi arriva in treno da fuori Roma e vuole tornare a casa in serata.
Il consiglio che ti do per visitare Lapocalisse al Teatro Ambra Jovinelli — dal 21 al 25 ottobre 2026
Il consiglio è di scegliere la recita del sabato alle 19.30 e di organizzare la serata attorno allo spettacolo. Arrivate all'Esquilino verso le 18.30, fate il giro dei portici di piazza Vittorio, fermatevi davanti alla Porta Alchemica nei giardini, poi scendete verso via Guglielmo Pepe. Alle 20.40 lo spettacolo è finito e avete davanti una serata intera per cenare con calma, all'Esquilino o a Monti.
Secondo consiglio: non preparatevi. Non serve rivedere i monologhi televisivi né conoscere il Fantacitorio. Lapocalisse funziona meglio se lo si ascolta a mente sgombra, lasciando che l'iperbole faccia il suo lavoro. Il bello di questo tipo di comicità è la sorpresa della logica portata all'estremo, e la sorpresa si rovina se si sa già dove si va a finire.
Terzo consiglio: se venite in gruppo, sedetevi vicini e in una fila centrale. Lo spettacolo chiama in causa il pubblico, e le reazioni di una platea compatta alimentano il ritmo dell'attore. Un assolo comico cambia molto da sera a sera proprio in base alla sala.
Infine, spegnete il telefono davvero. In settanta minuti di parola, uno schermo acceso in platea si vede dal palco e rompe il patto con l'attore.
Come arrivare al Teatro Ambra Jovinelli
Il Teatro Ambra Jovinelli si trova in via Guglielmo Pepe 43, all'Esquilino, a breve distanza da piazza Vittorio Emanuele II e dalla stazione Termini: è uno dei teatri romani meglio serviti dai mezzi pubblici.
In metropolitana
La fermata più vicina è Vittorio Emanuele, sulla linea A. Usciti in piazza Vittorio, via Guglielmo Pepe si raggiunge a piedi in pochi minuti. In alternativa si scende a Termini, dove si incrociano le linee A e B, e si attraversa l'Esquilino a piedi.
In treno
Chi arriva con i treni regionali che fanno capolinea a Roma Laziali, accanto a Termini, ha la stazione più vicina al teatro. Per la replica della domenica alle 17 è la soluzione più comoda per chi viene dai Castelli o dalla Ciociaria.
In auto
L'Esquilino è un quartiere denso e trafficato, e la sera il posto su strada è raro. Chi arriva in auto farà meglio a lasciarla in un parcheggio in struttura intorno a Termini e proseguire a piedi.
A piedi dal centro
Da Santa Maria Maggiore al teatro sono poco più di dieci minuti a piedi, scendendo lungo via Carlo Alberto verso piazza Vittorio. È la passeggiata che consiglio a chi dorme o cena in centro.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Tutti sanno che Totò ha cominciato nei teatri di varietà. Meno citato è il fatto che il suo debutto romano sia avvenuto proprio qui, al Teatro Jovinelli, fra il 1919 e il 1920. Si presentò all'impresario Giuseppe Jovinelli come imitatore di Gustavo De Marco, comico che aveva avuto un successo enorme su quello stesso palco prima della guerra, e il pubblico lo adottò subito. Rimase allo Jovinelli fino al 1921 e anni dopo raccontò quell'incontro nel suo diario semiserio, Siamo uomini o caporali?.
Poco citato è anche il ruolo di Ettore Petrolini, che da Giuseppe Jovinelli ottenne nel 1910 la sua prima scrittura importante: i contratti fra i due sono conservati nel Fondo Petrolini alla Biblioteca e Museo teatrale del Burcardo. Petrolini fu un maestro della satira di costume, capace di prendere in giro i tic della gente comune e i vizi del potere con la stessa faccia seria.
È una genealogia che interessa Lapocalisse. Il monologo iperbolico che Aprea porta in scena appartiene alla stessa famiglia: la parola che si gonfia fino all'assurdo, il personaggio che espone con logica impeccabile un ragionamento folle. Più di un secolo dopo Petrolini, un attore romano torna a fare satira di costume sullo stesso palcoscenico, con la cronaca dell'apocalisse al posto delle macchiette del primo Novecento.
Il quartiere intorno all'Ambra Jovinelli: l'Esquilino
L'Esquilino è il rione che si stende fra Termini, Santa Maria Maggiore e Porta Maggiore, con i palazzi umbertini intorno a piazza Vittorio Emanuele II. È anche uno dei quartieri più multietnici di Roma.
Piazza Vittorio
La piazza è circondata da portici ottocenteschi. Nei giardini al centro si trova la Porta Alchemica, con le sue iscrizioni enigmatiche: dieci minuti di sosta che valgono la deviazione prima dello spettacolo.
Il mercato
A pochi passi dal teatro c'è il Nuovo Mercato Esquilino, con spezie, verdure e prodotti di mezzo mondo. È un mercato diurno: chi va alla replica della domenica pomeriggio non lo troverà aperto, ma chi è in zona il sabato mattina ci passi.
Santa Maria Maggiore e Porta Maggiore
In cima alla salita c'è la basilica di Santa Maria Maggiore, con l'obelisco Esquilino nella piazza sul retro, bellissima la sera con la facciata illuminata. Verso est si arriva a Porta Maggiore, il grande arco degli acquedotti antichi; nella zona si trova anche la basilica sotterranea di Porta Maggiore, aperta solo in date stabilite.
La foto giusta da fare a Lapocalisse al Teatro Ambra Jovinelli — dal 21 al 25 ottobre 2026
La foto da fare è quella della facciata, dall'altro lato di via Guglielmo Pepe, con la luce della sera. La parte alta conserva il disegno liberty originale: la trabeazione ondulata, gli stucchi a fiori, la conchiglia con il volto umano al centro. È la parte che il restauro concluso nel 2000 ha riportato all'aspetto dei primi del Novecento, dopo che negli anni Cinquanta una pensilina di cemento aveva cancellato gli archi d'ingresso del piano terra.
Inquadrate la facciata intera con il nome del teatro e il manifesto di Lapocalisse. Il momento migliore è poco prima dell'inizio, quando il pubblico si raduna all'ingresso: il sabato, con l'inizio alle 19.30, a fine ottobre la luce è già quella del crepuscolo, e le insegne accese sul liberty danno l'immagine più teatrale.
Dentro, durante lo spettacolo, non si fotografa e non si filma. Prima dell'inizio, se il personale lo consente, alzate lo sguardo verso l'arcoscenico: c'è la targa con la scritta G. Jovinelli, 1909, e ci sono le colonnine di ghisa che reggono le gallerie, sopravvissute all'incendio del 1982. È il dettaglio che racconta in un solo scatto la storia di questo palco.
Per chi va alla domenica, l'ultima foto si fa all'uscita, verso le 18.10, con la luce radente del tardo pomeriggio sui palazzi umbertini della via.
Dove mangiare prima o dopo Lapocalisse
Lo spettacolo dura settanta minuti: con l'inizio alle 21 si esce poco dopo le 22, un orario perfetto per cenare dopo, alla romana. Con l'inizio alle 19.30 del sabato, invece, si cena comodamente dopo le 21.
Cucine del mondo all'Esquilino
Il rione è il posto giusto per mangiare cucina cinese, indiana, bengalese, etiope o mediorientale a prezzi contenuti. Le vie intorno a piazza Vittorio sono piene di locali di questo tipo, molti aperti fino a tardi.
Cucina romana
Per la trattoria classica conviene salire verso Santa Maria Maggiore o spostarsi a Monti, a un quarto d'ora a piedi: la scelta di osterie e trattorie è ampia e molte cucine restano aperte anche dopo le 22.
Prima dello spettacolo
Per la recita delle 21 l'aperitivo si fa sotto i portici di piazza Vittorio. Per la domenica alle 17, una merenda al bar e una cena dopo, con calma.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia dell'Ambra Jovinelli si legge per date. Il 3 marzo 1909 il teatro inaugura con Raffaele Viviani e la sorella Luisella, chiamati da Giuseppe Jovinelli per la serata d'apertura. Nel 1910 Ettore Petrolini firma il contratto che lo lancia. Fra il 1919 e il 1921 Totò debutta e diventa il beniamino del pubblico. Negli anni Quaranta e Cinquanta la sala ospita anche riunioni di pugilato, con il ring montato in teatro e folle di appassionati.
Negli anni Cinquanta arriva la trasformazione in cinema-varietà con il nuovo nome; negli anni Settanta la sala diventa cinema a luci rosse. Il 29 aprile 1982 un incendio distrugge l'interno. Nel luglio 1996 l'occupazione artistica riaccende l'interesse, nel 1997 il vincolo ministeriale protegge la facciata, il 25 gennaio 2001 il teatro riapre con la direzione artistica di Serena Dandini. Il 26 dicembre 2010, dopo un anno e mezzo di chiusura, comincia la gestione attuale, con Fabrizia Pompilio alla direzione artistica.
In poco più di un secolo questo palco ha ospitato varietà, avanspettacolo, pugilato, cinema, teatro comico e prosa contemporanea. Lapocalisse, nato da un programma televisivo e trasformato in assolo, è l'ennesima pelle cambiata da un teatro che non ha mai smesso di mescolare generi: il varietà di ieri era fatto di numeri brevi cuciti insieme, e anche questo spettacolo, a suo modo, lo è.
Accessibilità, età e informazioni pratiche
Dopo il restauro la sala dell'Ambra Jovinelli si trova cinque metri sopra la strada: chi ha esigenze di accessibilità deve contattare il teatro prima dell'acquisto ai numeri 06 83082620 o 06 83082884.
Con i ragazzi
Lapocalisse è una satira per adulti, fatta di parola, ragionamento e ironia su politica, scienza e abitudini. I ragazzi dai quattordici anni in su che seguono l'attualità possono divertirsi; per i bambini è poco adatto, non per i contenuti ma per il ritmo tutto verbale.
Guardaroba e tempi
Con settanta minuti senza intervallo conviene arrivare con quindici o venti minuti di anticipo, lasciare il cappotto e prendere posto con calma. Entrare a spettacolo iniziato, in un assolo, disturba l'attore e la sala.
Ottobre a Roma
A fine ottobre le serate a Roma sono ancora miti ma già fresche dopo il tramonto. Una giacca leggera basta; la domenica pomeriggio, se il tempo tiene, l'Esquilino si gode bene a piedi prima dello spettacolo.
Chi è passato da Lapocalisse al Teatro Ambra Jovinelli — dal 21 al 25 ottobre 2026
Il palcoscenico dell'Ambra Jovinelli ha visto passare mezzo secolo di comicità italiana. Nella prima stagione, con la famiglia Jovinelli, ci sono Raffaele Viviani, Ettore Petrolini, Gustavo De Marco, Totò; poi Gennaro Pasquariello, Armando Gill, Romolo Balzani, Claudio Villa, i fratelli De Rege, Nino Taranto, Fiorenzo Fiorentini, Anna Campori, Tecla Scarano, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, Rita Pavone, Alberto Sordi, Fanfulla, Franco Califano, Lino Banfi.
Dopo la riapertura del 2001 sono arrivati Ascanio Celestini, Marco Paolini, Lillo e Greg, Francesca Reggiani, Neri Marcorè, Valerio Mastandrea, Sabina e Corrado Guzzanti, Vincenzo Salemme, Lella Costa, Moni Ovadia, Silvio Orlando, Paolo Rossi, Nicola Piovani. Con la gestione di Fabrizia Pompilio il cartellone ha ospitato Stefano Accorsi, Ferzan Özpetek, Massimo Ranieri, Virginia Raffaele, Pierfrancesco Favino, Paola Cortellesi, Elio Germano, Filippo Timi e soprattutto le opere di Mattia Torre, l'autore a cui la sala è più legata.
Valerio Aprea si inserisce in questa storia con naturalezza. Ha lavorato con Torre in teatro e in televisione, è stato diretto da Gigi Proietti in Dramma della gelosia, è cresciuto nel teatro comico romano che questa sala rappresenta. E con lui arriva all'Esquilino Makkox, un fumettista che porta in teatro le sue parole: nella sala dove Petrolini faceva satira di costume, oggi la fa un vignettista, per bocca di un attore. Nelle ultime settimane lo stesso palcoscenico ha accolto anche Desert Films di James Franco e Tutti gli uomini che non sono.
Domande frequenti su Lapocalisse all'Ambra Jovinelli
Quando va in scena Lapocalisse al Teatro Ambra Jovinelli?
Lapocalisse va in scena al Teatro Ambra Jovinelli da mercoledì 21 a domenica 25 ottobre 2026. Gli orari sono mercoledì, giovedì e venerdì alle 21, sabato alle 19.30 e domenica alle 17. Lo spettacolo dura 70 minuti in atto unico, senza intervallo, quindi si esce presto e si può cenare con calma.
Chi c'è in scena in Lapocalisse?
In Lapocalisse è in scena Valerio Aprea da solo, con una serie di monologhi scritti per lui da Marco Dambrosio, in arte Makkox. Lo spettacolo è firmato da entrambi, con la consulenza artistica di Francesco Frangipane e le luci e i video di Alessandro Barbieri. La produzione è di Argot Produzioni e Dada.
Lapocalisse è lo stesso spettacolo visto a Propaganda Live?
Lapocalisse nasce dai monologhi che Aprea e Makkox hanno costruito per Propaganda Live su La7, ma non è una puntata dal vivo. Alcuni dei testi televisivi più significativi sono inseriti in un discorso più ampio rivolto al pubblico, coinvolto a più riprese, in una forma a metà tra il recital e la stand-up.
Dove si trova il Teatro Ambra Jovinelli e come ci si arriva?
Il Teatro Ambra Jovinelli si trova in via Guglielmo Pepe 43, all'Esquilino. La fermata più comoda è Vittorio Emanuele sulla metro A; da Termini, linee A e B, sono circa dieci minuti a piedi. In auto conviene lasciare la macchina in un parcheggio in struttura vicino a Termini.
Dove si comprano i biglietti per Lapocalisse?
I biglietti per Lapocalisse si comprano dal sito ufficiale del Teatro Ambra Jovinelli, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure alla biglietteria del teatro. I prezzi dei vari settori sono indicati al momento dell'acquisto. Per informazioni il teatro risponde ai numeri 06 83082620 e 06 83082884.
Lapocalisse è adatto ai ragazzi?
Lapocalisse è una satira di costume pensata per un pubblico adulto, tutta costruita sulla parola e su temi come scienza, politica, algoritmi e abitudini quotidiane. Ragazzi dai quattordici anni che seguono l'attualità possono apprezzarla; per i bambini il ritmo interamente verbale è poco adatto.
Il Teatro Ambra Jovinelli è accessibile?
Il Teatro Ambra Jovinelli ha la sala rialzata di cinque metri rispetto alla strada, conseguenza del restauro concluso nel 2000. Chi ha difficoltà di movimento deve telefonare al teatro prima di acquistare il biglietto, per farsi indicare il percorso d'accesso e i posti più comodi.
Il nostro parere su Lapocalisse
Andrei a vedere Lapocalisse per una ragione precisa: è raro vedere un attore di lungo corso diventare autore e farlo nella sala giusta. Aprea ha la voce e i tempi della grande tradizione romana di satira, e l'Ambra Jovinelli è il teatro dove quella tradizione è nata. Scegliete il sabato alle 19.30, passeggiate per piazza Vittorio prima, cenate all'Esquilino dopo, e non cercate la televisione sul palco: cercate il teatro. Altri titoli dell'autunno romano sono nel cartellone del Teatro Argentina.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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