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James Franco, Desert Films al Teatro Ambra Jovinelli — dal 29 settembre al 4 ottobre 2026

James Franco porta Desert Films al Teatro Ambra Jovinelli di Roma dal 29 settembre al 4 ottobre 2026, in via Guglielmo Pepe 43, all'Esquilino: sei recite, da martedì 29 settembre a sabato 3 ottobre alle 21 e domenica 4 ottobre alle 17. Lo spettacolo dura 50 minuti, in atto unico, ed è recitato in inglese con sottotitoli; il teatro consiglia a chi ha bisogno dei sottotitoli di scegliere un posto dalla settima fila in poi. L'Ambra Jovinelli si raggiunge con la metro A, fermata Vittorio Emanuele, a pochi minuti a piedi, oppure dalla stazione Termini e dalla vicina stazione Roma Laziali. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro Ambra Jovinelli, dove si trova anche il collegamento al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione.

James Franco e Desert Films all'Ambra Jovinelli: date, orari e durata

Desert Films resta in cartellone all'Ambra Jovinelli per una settimana esatta, dal martedì alla domenica. È una settimana corta e fitta: sei serate, nessuna replica pomeridiana a parte la domenica, e una durata che non arriva all'ora. Chi è abituato ai tempi del teatro di prosa italiano, con due atti e intervallo, deve sapere che qui si entra, si assiste a un blocco unico di cinquanta minuti e si esce. Per organizzare la serata è un vantaggio netto: si può cenare dopo senza fretta.

Il calendario delle recite

Il calendario pubblicato dal teatro è questo: martedì 29 settembre ore 21, mercoledì 30 settembre ore 21, giovedì 1 ottobre ore 21, venerdì 2 ottobre ore 21, sabato 3 ottobre ore 21, domenica 4 ottobre ore 17. La domenica pomeriggio è la replica più comoda per chi arriva da fuori Roma o viaggia con ragazzi; il venerdì e il sabato sono le serate che si esauriscono per prime quando in scena c'è un nome di richiamo internazionale.

Lingua e sottotitoli

James Franco e Blaine Kern III recitano in inglese. Il teatro proietta i sottotitoli e indica esplicitamente che, per leggerli bene, conviene acquistare dalla settima fila fino in fondo alla sala. È un consiglio da prendere alla lettera: nelle prime file della platea lo sguardo deve salire troppo, e si finisce per scegliere fra gli attori e il testo. Chi capisce l'inglese parlato può invece puntare sulle file vicine al palco, dove un lavoro così raccolto rende di più.

Durata e struttura

Cinquanta minuti, atto unico, senza intervallo. Arrivate con un buon margine: all'Ambra Jovinelli la sala si trova al primo livello, sopra l'ingresso, e il foyer si riempie in fretta nei quindici minuti che precedono l'inizio.

Cosa si vede in Desert Films di James Franco

Desert Films è un'opera teatrale scritta da James Franco, diretta da Franco insieme a Peter Gold, con Franco e Blaine Kern III in scena e con due musicisti dal vivo, la cantante Elli Papadiamanti e il pianista Konstantino Diminakis. Il tema dichiarato è la natura e il prezzo della fama, un argomento che Franco frequenta da anni, dentro e fuori il cinema.

Il punto di partenza: Strade perdute di David Lynch

La storia prende spunto da un film preciso, Strade perdute (Lost Highway) di David Lynch, uscito nel 1997, e in particolare dal personaggio misterioso interpretato da Robert Blake. In Desert Films quella figura ricompare come una presenza enigmatica che affronta un giovane attore, rapito e legato, e gli rivolge un monologo inquietante sulla seduzione della celebrità e sulle trappole che nasconde. Chi ha visto il film di Lynch riconoscerà il clima; chi non l'ha visto non perde nulla, perché lo spettacolo usa quell'immagine come innesco, non come citazione da decifrare.

Cinema e teatro, realtà e finzione

Il teatro presenta il lavoro come una performance che sfuma di proposito il confine fra cinema e teatro, fra realtà e finzione. L'effetto cercato è quello di assistere a qualcosa di crudo e immediato, come se una scena di un film prendesse corpo sul palco. È un'indicazione utile per lo spettatore: non aspettatevi una commedia costruita per battute e cambi di scena, ma un confronto teso fra due attori in uno spazio chiuso.

Hollywood come dipendenza

Nella presentazione ufficiale Franco spiega che uno dei suoi interessi principali è Hollywood: legge tutto quello che trova sul cinema del passato e del presente, sulle star, sui registi, sui montatori, sui direttori della fotografia, sugli sceneggiatori e perfino sugli scenografi. E aggiunge di essere attratto dalle storie in cui Hollywood agisce come una dipendenza, fino al caso estremo di chi muore per essersi avvicinato troppo al suo calore. Desert Films nasce da qui.

Cosa ne ha scritto la stampa americana

Il teatro riporta il giudizio di Maggie Yates sul Santa Barbara Magazine, che descrive lo spettacolo come una raffica di umorismo nero, piena di scambi sulla psiche dell'attore, sulle motivazioni di chi governa la macchina di Hollywood e sulla realtà confezionata che vediamo al cinema, in televisione e sui social. Il tono, dunque, non è quello del dramma cupo: la risata c'è, ma è una risata che graffia.

La squadra e la produzione

Direzione tecnica e suono sono di Nena Jimenez, le luci di Allie Jimenez. La produzione è della Fondazione Teatro di Napoli, Teatro Bellini, insieme a James Franco e Ashton Ramsey, in collaborazione con Theatre 29. La presenza del Bellini di Napoli è il dato che spiega l'arrivo in Italia: è una delle sale che negli ultimi anni hanno portato nel circuito italiano produzioni internazionali di taglio poco convenzionale.

Chi è James Franco: biografia e carriera

James Edward Franco è nato a Palo Alto, in California, il 19 aprile 1978. È attore, regista, sceneggiatore, scrittore e pittore, e ha costruito una carriera che alterna grandi produzioni hollywoodiane e progetti indipendenti o sperimentali. La madre, Betsy Lou Verne, è poetessa, autrice ed editrice; la nonna materna, Mitzie Verne, ha avuto una galleria d'arte a Cleveland. Il fratello minore Dave Franco è anch'egli attore.

Gli esordi: Freaks and Geeks e James Dean

Dopo il diploma alla Palo Alto High School nel 1996 si iscrive alla UCLA per studiare inglese, ma lascia presto per concentrarsi sulla recitazione, con lezioni al Playhouse West. Il primo ruolo importante arriva nel 1999 con la serie Freaks and Geeks. Nel 2001 interpreta James Dean nel film televisivo diretto da Mark Rydell: per il ruolo impara ad andare in motocicletta e a suonare chitarra e bongo, frequenta i parenti di Dean, ne studia i film. Vince il Golden Globe come miglior attore in un film per la televisione.

Spider-Man e il grande pubblico

Nel 2002 entra nella trilogia di Spider-Man di Sam Raimi nel ruolo di Harry Osborn, figlio del Green Goblin di Willem Dafoe e amico del Peter Parker di Tobey Maguire. Tornerà nel ruolo in Spider-Man 2 nel 2004 e in Spider-Man 3 nel 2007. Negli stessi anni lavora con Robert De Niro in Colpevole d'omicidio, con Robert Altman in The Company, e affronta ruoli in costume come Tristano in Tristano e Isotta.

Milk, Strafumati e la candidatura all'Oscar

Il 2008 è l'anno della svolta critica: in Strafumati di David Gordon Green, prodotto da Judd Apatow, interpreta uno spacciatore e ottiene la seconda candidatura al Golden Globe; in Milk di Gus Van Sant è Scott Smith, il compagno di Harvey Milk interpretato da Sean Penn, e vince l'Independent Spirit Award come attore non protagonista. Nel 2010 Danny Boyle lo sceglie per 127 ore, la storia dello scalatore Aron Ralston rimasto con il braccio incastrato sotto un masso nello Utah: il film gli porta la candidatura all'Oscar come miglior attore, e la cerimonia dell'83ª edizione la presenta lui stesso insieme ad Anne Hathaway. Nel 2013 riceve la stella sulla Hollywood Walk of Fame.

Il regista: da Faulkner a The Disaster Artist

Franco dirige da metà anni Duemila. Alla 70ª Mostra del cinema di Venezia presenta in concorso Child of God, tratto da un romanzo di Cormac McCarthy; nello stesso periodo adatta William Faulkner con As I Lay Dying e poi The Sound and the Fury. Nel 2017 dirige e interpreta The Disaster Artist, in cui veste i panni di Tommy Wiseau, autore di uno dei film più celebri per la loro goffaggine: il ruolo gli vale il Golden Globe 2018 come miglior attore in un film commedia o musicale. Fra le altre regie ci sono In Dubious Battle, da Steinbeck, e Zeroville, uscito nelle sale americane nel 2019.

Lo studente e lo scrittore

Nel 2006 torna alla UCLA e si laurea nel 2008, mentre frequenta i corsi di scrittura della Columbia University, di regia alla Tisch School of the Arts della New York University e di scrittura creativa al Brooklyn College. Nel 2010 ottiene il Master of Fine Arts alla Columbia e si iscrive al dottorato in inglese a Yale. Lo stesso anno l'editore Scribner pubblica Palo Alto, la sua raccolta di racconti sugli adolescenti della città in cui è cresciuto; nel 2014 esce la raccolta di poesie Directing Herbert White.

L'artista visivo

La pittura lo accompagna dagli anni della California State Summer School for the Arts. Le sue tele sono esposte per la prima volta nel 2006 alla Glü Gallery di Los Angeles; nel 2011 arriva la prima personale europea da Peres Projects a Berlino. Con Gus Van Sant firma il progetto Unfinished, che rimonta materiali di Belli e dannati e dedica un lavoro a River Phoenix; al Sundance 2011 presenta un progetto multimediale fra video e arte. La sua partecipazione alla soap General Hospital, fra il 2009 e il 2012, è stata definita da lui stesso una forma di performance art: un'idea che torna, con altri mezzi, proprio in Desert Films.

Il legame con il cinema italiano

Negli anni recenti Franco ha lavorato anche in Italia: è nel cast di Hey Joe di Claudio Giovannesi, uscito nel 2024, e di Squali di Daniele Barbiero, del 2025. Il pubblico italiano lo conosce soprattutto con la voce di Massimiliano Manfredi, il doppiatore che lo ha seguito da James Dean a Spider-Man, da Milk a 127 ore. All'Ambra Jovinelli lo si ascolta invece con la sua voce.

Blaine Kern III, Elli Papadiamanti e Konstantino Diminakis

Desert Films è un lavoro a due voci recitate più una parte musicale dal vivo. Blaine Kern III è il partner di scena di Franco, il giovane attore che la figura misteriosa trattiene e interroga. La cantante Elli Papadiamanti e il pianista Konstantino Diminakis accompagnano lo spettacolo in scena. La musica dal vivo è la ragione per cui conviene scegliere un posto in platea centrale piuttosto che laterale.

Peter Gold alla regia

La regia è condivisa fra James Franco e Peter Gold. Franco firma il testo e lo interpreta: la presenza di un secondo regista garantisce lo sguardo esterno che manca a chi recita il proprio testo.

Il Teatro Ambra Jovinelli: storia di un teatro popolare

Il Teatro Ambra Jovinelli è stato inaugurato il 3 marzo 1909 per volontà dell'impresario casertano Giuseppe Jovinelli, che voleva un teatro di varietà lussuoso, all'altezza delle sale di prosa. Si trova nel Teatro Ambra Jovinelli di via Guglielmo Pepe, all'Esquilino, sull'area della scomparsa piazza Guglielmo Pepe.

L'unico teatro liberty di Roma

Il progetto passa per le mani di Pietro Chiodelli e Giacomo Radiconcini prima che, nel 1907, subentri Ulderico Bencivenga. Il risultato è l'unico teatro romano costruito in stile liberty: facciata a due piani con ampie aperture, coronamento a linee arcuate, lesene in stucco decorate da fiori, una conchiglia con un volto umano al centro della trabeazione. In origine la sala a ferro di cavallo contava oltre seicento poltrone in velluto rosso, una fila di palchi e una galleria a gradoni, per circa mille posti; l'illuminazione era interamente elettrica e c'erano impianti di ventilazione e riscaldamento, un segno di modernità per l'epoca.

Varietà, avanspettacolo e cinema

Prima della Grande Guerra il Jovinelli è uno dei varietà più importanti della capitale: canzonettiste, duettisti, macchiettisti, danzatrici, acrobati, trasformisti. Poi arrivano la concorrenza del cinema, il passaggio all'avanspettacolo, le leggi del fascismo contro il teatro dialettale e la satira. Negli anni Cinquanta la sala diventa cinema-varietà e prende il nome di Ambra Jovinelli; negli anni Settanta finisce per programmare film a luci rosse.

L'incendio e la rinascita

Il 29 aprile 1982 un incendio causato da un guasto tecnico distrugge la struttura. Il teatro chiude, viene venduto nel 1990, resta abbandonato. Nel luglio 1996 un gruppo di giovani artisti e intellettuali lo occupa con spettacoli e mostre per attirare l'attenzione; nel 1997 la facciata viene vincolata dal Ministero. I lavori di restauro si chiudono nel novembre 2000 e il 25 gennaio 2001 l'Ambra Jovinelli riapre come teatro comico, con la direzione artistica di Serena Dandini.

La sala di oggi

Il restauro ha ricostruito l'aspetto dei primi del Novecento e insieme ha triplicato la cubatura interna, senza toccare l'esterno. La vecchia sala, distrutta, è stata rialzata di cinque metri e non si apre più direttamente sulla strada; sotto sono stati ricavati una sala più piccola, il Piccolo Jovinelli, un bar e altri locali. Le colonnine di ghisa che reggevano i palchi sono state restaurate e sostengono oggi le due gallerie. C'è una torre scenica moderna, adatta al teatro e alla televisione. La capienza indicata è di circa ottocento posti.

La gestione attuale

Dopo una chiusura fra giugno 2009 e dicembre 2010, il teatro riapre il 26 dicembre 2010 con la direzione artistica di Fabrizia Pompilio, che in pochi anni lo riporta fra i punti di riferimento del teatro nazionale. Il nome a cui la sala è più legata in questo periodo è quello dell'autore Mattia Torre.

Una curiosità su James Franco, Desert Films al Teatro Ambra Jovinelli — dal 29 settembre al 4 ottobre 2026

Il nome Ambra non ha niente di poetico. Quando negli anni Cinquanta il Jovinelli diventò cinema-varietà, la proprietà aggiunse una parola che cominciasse con la A, per una ragione pratica: nei tamburini dei giornali, gli elenchi dei cinema in ordine alfabetico, il teatro sarebbe comparso fra i primissimi posti. Sull'origine del nome sono circolate ipotesi fantasiose, ma la spiegazione documentata è questa, prosaica e commerciale. È una storia che si adatta bene a Desert Films, uno spettacolo che parla proprio della visibilità e del suo prezzo: un teatro che cambia nome per farsi notare nella lista, un attore che si interroga su cosa significhi stare sotto i riflettori. C'è poi una seconda coincidenza che vale la pena conoscere. Il teatro di varietà fu messo in crisi, dopo la Grande Guerra, proprio dal cinema, e l'Ambra Jovinelli ha passato decenni come sala di proiezione prima di tornare al palcoscenico. Ospitare oggi un attore di Hollywood che porta il cinema in teatro, e dichiara di voler confondere i due linguaggi, chiude un cerchio che il vecchio Giuseppe Jovinelli avrebbe trovato ironico. Sull'arcoscenico, a ricordare il fondatore, c'è ancora la targa con la scritta G. Jovinelli, 1909.

James Franco e Desert Films: come leggere lo spettacolo

Desert Films non ha una trama da raccontare nel senso tradizionale. C'è una situazione: un giovane attore legato, una figura che lo affronta, un monologo. Il resto è il modo in cui Franco costruisce la tensione e il rapporto fra i due corpi in scena, con la musica che accompagna.

Perché Lynch

Strade perdute è un film in cui l'identità del protagonista si spezza e si ricompone. L'uomo misterioso interpretato da Robert Blake è una delle apparizioni più disturbanti del cinema degli anni Novanta. Franco ne recupera la funzione: una presenza che sa più di quanto dovrebbe e che mette l'altro davanti alle proprie scelte.

Perché il deserto

Il titolo richiama un paesaggio che il cinema americano ha usato come luogo di fuga, di sparizione e di resa dei conti. Il deserto è anche lo spazio intorno a Los Angeles, il retro della città dei sogni. Il testo non lo spiega, e non serve: basta tenerlo a mente mentre si guarda.

A chi è adatto

È uno spettacolo per adulti e ragazzi grandi che amano il cinema e non temono un teatro asciutto. Chi cerca l'intrattenimento leggero che l'Ambra Jovinelli propone spesso nel resto della stagione troverà un'altra cosa. Chi ha visto i film di Franco come regista, o conosce il suo lato di artista visivo, sarà a casa.

Una cosa che non ti dice nessuno su James Franco, Desert Films al Teatro Ambra Jovinelli — dal 29 settembre al 4 ottobre 2026

Desert Films e un altro spettacolo che debutta a Roma la stessa sera, Tragudia di Alessandro Serra al Teatro Vascello, hanno un produttore in comune: la Fondazione Teatro di Napoli, Teatro Bellini. È un dettaglio che nessuno mette in evidenza e che invece dice molto di come funziona oggi la circolazione teatrale in Italia. Un teatro napoletano coproduce sia un lavoro in inglese di un attore di Hollywood, sia una tragedia greca recitata in grecanico, la lingua della minoranza ellenofona di Calabria, e i due titoli si trovano in cartellone a Roma nella stessa settimana, dal 29 settembre al 4 ottobre, uno all'Esquilino e uno a Monteverde. Per lo spettatore romano è un'occasione concreta: in due sere si possono vedere due modi opposti di intendere la scena, uno che guarda al cinema e alla cultura delle celebrità, l'altro che torna al mito e al canto corale. Il mio consiglio è di farlo davvero, magari martedì e giovedì, per sentire la differenza a caldo. Un secondo dettaglio pratico riguarda l'edificio: dopo il restauro la sala dell'Ambra Jovinelli si trova cinque metri sopra il livello della strada, e l'ingresso originale su strada non esiste più. Chi ha difficoltà di movimento farà bene a contattare il teatro prima di comprare il biglietto per farsi indicare il percorso e i posti più adatti.

Biglietti per Desert Films all'Ambra Jovinelli

I biglietti per Desert Films si acquistano dal sito ufficiale del Teatro Ambra Jovinelli, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure alla biglietteria del teatro. I prezzi dei vari settori sono indicati al momento dell'acquisto.

Dove sedersi

Per i sottotitoli: dalla settima fila in poi, come indica il teatro. Per chi non ne ha bisogno: platea centrale, file intermedie. Le due gallerie offrono una visione dall'alto che in uno spettacolo così intimo toglie qualcosa, ma resta valida per chi vuole seguire insieme palco e sottotitoli.

Quando comprare

Le repliche sono solo sei. Se avete una sera precisa in mente, non aspettate l'ultima settimana. Il venerdì e il sabato sono le prime a riempirsi.

Il consiglio che ti do per visitare James Franco, Desert Films al Teatro Ambra Jovinelli — dal 29 settembre al 4 ottobre 2026

Il mio consiglio è semplice: rivedete Strade perdute di David Lynch nei giorni prima dello spettacolo, o almeno le scene con Robert Blake. Non serve per capire Desert Films, che si regge da solo, ma cambia il modo di guardarlo. Franco lavora per rimandi, e riconoscere la fonte permette di vedere cosa ha tenuto e cosa ha stravolto. Secondo consiglio, pratico: scegliete la replica di domenica 4 ottobre alle 17 se volete unire lo spettacolo a una passeggiata all'Esquilino con la luce del pomeriggio. Arrivate un'ora prima, fate il giro di piazza Vittorio, guardate la Porta Alchemica nei giardini, poi scendete verso via Guglielmo Pepe. Alle 18 lo spettacolo è finito e avete tutta la sera. Terzo consiglio, per chi non parla bene l'inglese: non rinunciate. I sottotitoli ci sono e il teatro vi dice dove sedervi; cinquanta minuti di lettura non sono uno sforzo. Quello che rischiate di perdere è altro: le sfumature della voce di Franco, il suo modo di far scivolare una battuta ironica dentro un discorso minaccioso. Per questo, se potete, date un'occhiata anche al palco e non solo alle righe. Infine: non aspettatevi l'attore dei film di cassetta. Qui Franco è più vicino al suo lavoro di artista e di regista indipendente, e lo spettacolo va preso per quello che è, un esperimento breve e tagliente.

Come arrivare al Teatro Ambra Jovinelli

Il Teatro Ambra Jovinelli si trova in via Guglielmo Pepe 43, all'Esquilino, a breve distanza da piazza Vittorio Emanuele II e dalla stazione Termini.

In metropolitana

La fermata più comoda è Vittorio Emanuele, sulla linea A. Usciti in piazza Vittorio, via Guglielmo Pepe si raggiunge a piedi in pochi minuti. In alternativa si può scendere a Termini, snodo delle linee A e B, e proseguire a piedi attraversando l'Esquilino.

In treno

La stazione Roma Laziali, accanto a Termini, è la più vicina al teatro per chi arriva con i treni regionali che vi fanno capolinea.

In auto

L'Esquilino è un quartiere denso e trafficato, e trovare posto la sera è un'impresa. Chi arriva in auto farà meglio a cercare un parcheggio in struttura intorno a Termini e proseguire a piedi. Per la replica della domenica pomeriggio il traffico è più leggero.

A piedi dal centro

Da Santa Maria Maggiore al teatro sono poco più di dieci minuti a piedi, scendendo lungo via Carlo Alberto verso piazza Vittorio. È la passeggiata che consiglio a chi ha cenato o dorme in centro.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti sanno che Totò ha cominciato nei teatri di varietà. Meno citato è il fatto che il suo debutto romano sia avvenuto proprio qui, al Teatro Jovinelli, fra il 1919 e il 1920. Totò si presentò all'impresario Giuseppe Jovinelli come imitatore di Gustavo De Marco, un comico che aveva avuto un successo enorme su quello stesso palcoscenico negli anni precedenti la guerra. Il pubblico lo adottò subito e lui restò allo Jovinelli fino al 1921. Anni dopo raccontò quell'incontro con l'impresario nel suo diario semiserio, Siamo uomini o caporali?. Il dettaglio dell'imitazione è quello che mi piace di più: il più grande comico italiano del Novecento entrò in scena copiando un altro, prima di trovare la propria maschera. È un tema che risuona con Desert Films, dove un giovane attore viene messo davanti a una figura che conosce il mestiere meglio di lui e gli parla di fama, di modelli, di trappole. Un'altra pagina poco nota riguarda Ettore Petrolini, che proprio da Giuseppe Jovinelli ottenne nel 1910 la sua prima scrittura importante; i contratti firmati fra i due sono conservati nel Fondo Petrolini alla Biblioteca e Museo teatrale del Burcardo. E Federico Fellini, nel film Roma, evocò il genere del varietà popolare con il nome di teatrino della Barafonda: chi guarda quelle scene vede lo spirito del vecchio Jovinelli.

Il quartiere intorno all'Ambra Jovinelli: l'Esquilino

L'Esquilino è il rione che si stende fra Termini, Santa Maria Maggiore e Porta Maggiore, con i palazzi umbertini intorno a piazza Vittorio Emanuele II. È anche uno dei quartieri più multietnici di Roma, e basta una passeggiata di mezz'ora per accorgersene.

Piazza Vittorio e la Porta Alchemica

Piazza Vittorio è una grande piazza circondata da portici. Nei giardini al centro si trova la Porta Alchemica, con le sue iscrizioni enigmatiche. È una sosta di dieci minuti che vale la deviazione prima dello spettacolo.

Il Nuovo Mercato Esquilino

A pochi passi dal teatro si trova il Nuovo Mercato Esquilino, dove si trovano spezie, verdure e prodotti di mezzo mondo. È un mercato diurno: chi va alla replica della domenica non lo troverà aperto nel pomeriggio, ma chi è in zona di giorno ci passi.

Santa Maria Maggiore e l'obelisco

In cima alla salita c'è la basilica di Santa Maria Maggiore, una delle quattro basiliche papali, con l'obelisco Esquilino nella piazza sul retro. La sera la facciata illuminata è uno dei colpi d'occhio migliori del rione.

Porta Maggiore

Proseguendo verso est si arriva a Porta Maggiore, il grande arco degli acquedotti antichi. Per gli appassionati di archeologia, nella zona si trova anche la basilica sotterranea di Porta Maggiore, aperta solo in date e con modalità stabilite, da controllare prima.

La foto giusta da fare a James Franco, Desert Films al Teatro Ambra Jovinelli — dal 29 settembre al 4 ottobre 2026

La foto da fare è quella della facciata, dall'altro lato di via Guglielmo Pepe, con la luce della sera. La parte alta conserva il disegno liberty originale: la trabeazione ondulata, gli stucchi, la conchiglia con il volto umano al centro. È la parte che il restauro concluso nel 2000 ha riportato all'aspetto dei primi del Novecento, dopo che negli anni Cinquanta una pensilina di cemento aveva cancellato gli archi d'ingresso e gli stucchi del piano terra. Inquadrate la facciata intera, con il nome del teatro e il manifesto dello spettacolo, e fermatevi un secondo prima delle 21, quando la gente si raduna all'ingresso: è l'immagine che racconta meglio un teatro popolare nato per il varietà. Dentro, durante lo spettacolo, non si fotografa e non si filma, per rispetto degli attori e del pubblico. Prima dell'inizio, se il personale lo consente, vale la pena alzare lo sguardo verso l'arcoscenico per la targa G. Jovinelli, 1909, e verso le colonnine di ghisa che sostengono le gallerie: sono gli elementi originali sopravvissuti all'incendio e al restauro. Un'ultima inquadratura consiglio di farla all'uscita della replica domenicale, verso le 18, con la luce radente del tardo pomeriggio di ottobre sui palazzi umbertini della via.

Dove mangiare prima o dopo Desert Films

Lo spettacolo dura cinquanta minuti: con l'inizio alle 21 si esce poco prima delle 22, un orario perfetto per cenare dopo, alla romana.

Cucine del mondo all'Esquilino

Il rione è il posto giusto per chi vuole mangiare cucina cinese, indiana, bengalese, etiope o mediorientale a prezzi contenuti. Le vie intorno a piazza Vittorio sono piene di locali di questo tipo, molti aperti fino a tardi.

Cucina romana

Per la trattoria classica conviene salire verso Santa Maria Maggiore o spostarsi a Monti, a un quarto d'ora a piedi. Lì la scelta di osterie e trattorie è ampia e aperta anche dopo le 22.

Un aperitivo prima

Per chi va alla replica delle 21, l'aperitivo si fa in zona piazza Vittorio o sotto i portici. Per la domenica alle 17, una merenda al bar e una cena dopo, con calma.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia dell'Ambra Jovinelli si legge per date. Il 3 marzo 1909 il teatro inaugura con Raffaele Viviani e la sorella Luisella, chiamati da Giuseppe Jovinelli per la serata d'apertura: la data, a lungo discussa, è stata ricostruita dagli articoli delle riviste di spettacolo di quel mese. Nel 1910 Ettore Petrolini firma con Jovinelli il contratto che lo lancia. Fra il 1919 e il 1921 Totò debutta e diventa il beniamino del pubblico. Negli anni Quaranta e Cinquanta la sala diventa una sorta di palazzetto dello sport ante litteram, con molte riunioni di pugilato e grandi campioni sul ring montato in teatro, seguite da folle di appassionati e raccontate dai giornali sportivi. Negli anni Cinquanta arriva la trasformazione in cinema-varietà con il nuovo nome; negli anni Settanta la sala diventa cinema a luci rosse. Il 29 aprile 1982 l'incendio. Nel luglio 1996 l'occupazione artistica che riaccende l'interesse, nel 1997 il vincolo ministeriale sulla facciata, il 25 gennaio 2001 la riapertura con Serena Dandini. Il 26 dicembre 2010, dopo un anno e mezzo di chiusura, comincia la gestione attuale, con Fabrizia Pompilio alla direzione artistica. In poco più di un secolo, dunque, questo palcoscenico ha ospitato varietà, avanspettacolo, pugilato, cinema, teatro comico e prosa contemporanea: pochi teatri romani hanno cambiato pelle tante volte senza perdere il proprio nome.

Accessibilità e informazioni pratiche all'Ambra Jovinelli

Dopo il restauro la sala dell'Ambra Jovinelli è stata rialzata di cinque metri rispetto alla strada. Per questo chi ha esigenze di accessibilità deve contattare il teatro prima dell'acquisto e chiedere indicazioni su percorsi e posti.

Con i ragazzi

Desert Films non è pensato per i bambini: parla di un rapimento, di fama e di dipendenza, con un umorismo nero rivolto agli adulti. Ragazzi dai sedici anni in su che amano il cinema possono invece trovarlo stimolante, soprattutto se leggono con facilità i sottotitoli o capiscono l'inglese.

Guardaroba e tempi

Con uno spettacolo di cinquanta minuti senza intervallo, conviene arrivare con quindici o venti minuti di anticipo, lasciare il cappotto e prendere posto con calma. Entrare a spettacolo iniziato, in un lavoro così raccolto, è sgradevole per tutti.

Chi è passato da James Franco, Desert Films al Teatro Ambra Jovinelli — dal 29 settembre al 4 ottobre 2026

Il palcoscenico dell'Ambra Jovinelli ha visto passare mezzo secolo di comicità italiana. Nella prima stagione, con la famiglia Jovinelli, ci sono Raffaele Viviani, Ettore Petrolini, Gustavo De Marco, Totò, e poi Alfredo Bambi, Gustavo Cacini, Gennaro Pasquariello, Armando Gill, Beniamino e Dante Maggio, Romolo Balzani, Claudio Villa, i fratelli De Rege, Nino Taranto, Lino Banfi, Fiorenzo Fiorentini, Anna Campori, Tecla Scarano, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, Rita Pavone, Alberto Sordi, Fanfulla, Franco Califano. Dopo la riapertura del 2001 sono arrivati Ascanio Celestini, Marco Paolini, Lillo e Greg, Francesca Reggiani, Neri Marcorè, Valerio Mastandrea, Sabina e Corrado Guzzanti, Vincenzo Salemme, Goran Bregović, Lella Costa, Moni Ovadia, Silvio Orlando, Paolo Rossi, Nicola Piovani. Con la gestione di Fabrizia Pompilio, dal 2010, il cartellone ha ospitato Stefano Accorsi, Ferzan Özpetek, Daniele Finzi Pasca, Gabriele Muccino, Massimo Ranieri, Virginia Raffaele, Pierfrancesco Favino, Laura Morante, Paola Cortellesi, Elio Germano, Filippo Timi, Isabella Ferrari, Francesco Pannofino e soprattutto le opere di Mattia Torre, l'autore a cui il teatro è più legato. James Franco si aggiunge a questa lista come uno dei pochi nomi di Hollywood saliti su questo palco: un attore internazionale in un teatro nato per la comicità popolare romana e napoletana, che negli anni ha saputo aprirsi al cinema d'autore e alla scena contemporanea.

Altri teatri e spettacoli a Roma nello stesso periodo

La settimana di Desert Films coincide con l'inizio delle stagioni teatrali romane. Oltre a Tragudia al Teatro Vascello, in autunno il Teatro di Roma porta all'Argentina il suo Otello con la regia di Luca De Fusco, in novembre. Chi vuole fare della serata a teatro un'abitudine d'autunno ha materia per tutto il mese.

Una passeggiata fra teatri

Il centro storico, Largo Argentina e l'Esquilino sono collegati dalla linea A e dai bus di via Nazionale: si può pensare a un'intera settimana di spettacoli usando i mezzi pubblici.

Domande frequenti su Desert Films di James Franco

Quando va in scena Desert Films di James Franco a Roma?

Desert Films di James Franco va in scena al Teatro Ambra Jovinelli dal 29 settembre al 4 ottobre 2026. Le recite sono da martedì 29 settembre a sabato 3 ottobre alle 21, e domenica 4 ottobre alle 17. Sono sei repliche in tutto, nella stessa sala di via Guglielmo Pepe 43.

Desert Films è in inglese o in italiano?

Desert Films è recitato in inglese con sottotitoli in sala. Il Teatro Ambra Jovinelli consiglia a chi ha bisogno dei sottotitoli di comprare un posto dalla settima fila fino in fondo alla sala, per leggerli senza perdere di vista il palco.

Quanto dura Desert Films?

Desert Films dura 50 minuti, in atto unico e senza intervallo. Con l'inizio alle 21 lo spettacolo finisce poco prima delle 22; la replica di domenica, alle 17, termina intorno alle 18.

Chi c'è in scena con James Franco?

In Desert Films James Franco recita con Blaine Kern III, accompagnati dal vivo dalla cantante Elli Papadiamanti e dal pianista Konstantino Diminakis. La regia è di James Franco e Peter Gold, il testo è dello stesso Franco.

Come si arriva al Teatro Ambra Jovinelli con i mezzi?

Il Teatro Ambra Jovinelli si raggiunge con la metro A, fermata Vittorio Emanuele, e poi a piedi in pochi minuti fino a via Guglielmo Pepe 43. Chi arriva in treno può scendere a Roma Termini o alla stazione Roma Laziali, entrambe vicine.

Dove si comprano i biglietti per Desert Films?

I biglietti per Desert Films si comprano dal sito ufficiale del Teatro Ambra Jovinelli, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure alla biglietteria del teatro. I prezzi dei settori sono indicati al momento dell'acquisto.

A cosa si ispira Desert Films?

Desert Films si ispira al personaggio misterioso interpretato da Robert Blake in Strade perdute di David Lynch, del 1997. Nello spettacolo quella figura affronta un giovane attore rapito e legato, con un monologo sulla seduzione e sulle trappole della celebrità.

Desert Films è adatto ai ragazzi?

Desert Films è pensato per un pubblico adulto: tratta di fama, dipendenza e violenza con umorismo nero. Ragazzi grandi, appassionati di cinema e a loro agio con l'inglese o con i sottotitoli, possono seguirlo; non è uno spettacolo per bambini.

Il mio parere su Desert Films all'Ambra Jovinelli

Andrei a vedere Desert Films per due ragioni. La prima è la sala: l'Ambra Jovinelli è uno dei teatri romani con più storia per metro quadro, e vedere un attore di Hollywood su un palco dove hanno debuttato Petrolini e Totò ha un sapore che nessun cinema restituisce. La seconda è la durata: cinquanta minuti sono la misura giusta per un esperimento, e se il lavoro non vi convince avete perso poco; se vi convince, uscite con una serata ancora davanti. Scegliete il posto pensando ai sottotitoli, rivedete Lynch, e poi cenate all'Esquilino.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento29 Settembre 2026 21:00 — 4 Ottobre 2026
IndirizzoTeatro Ambra Jovinelli, Via Guglielmo Pepe 43, 00185 Roma Esquilino, Roma, Roma Città

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