Paolo Calabresi, Tutti gli uomini che non sono all’Ambra Jovinelli — dal 6 all’11 ottobre 2026
Paolo Calabresi porta Tutti gli uomini che non sono al Teatro Ambra Jovinelli di Roma da martedì 6 a domenica 11 ottobre 2026, in via Guglielmo Pepe 43, all'Esquilino: sei recite, martedì 6 alle 21, mercoledì 7 alle 19.30, giovedì 8 e venerdì 9 alle 21, sabato 10 alle 19.30, domenica 11 alle 17. Lo spettacolo è scritto, diretto e interpretato da Calabresi, con Carolina Di Domenico, ed è tratto dal suo libro omonimo. Il teatro si raggiunge con la metro A, fermata Vittorio Emanuele, a pochi minuti a piedi, oppure a piedi dalla stazione Termini e dalla vicina stazione Roma Laziali. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro Ambra Jovinelli, da cui si accede al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione; i biglietti si comprano anche alla biglietteria del teatro.
Tutti gli uomini che non sono all'Ambra Jovinelli: date, orari e biglietti
Tutti gli uomini che non sono torna all'Ambra Jovinelli per una settimana di ottobre, dopo il debutto nella stessa sala dal 6 al 17 maggio 2026. È una ripresa ravvicinata, e questo già dice qualcosa: in primavera lo spettacolo ha trovato il suo pubblico, e il teatro ha deciso di riproporlo in apertura di stagione.
Il calendario delle recite
Gli orari pubblicati dal teatro non sono uniformi, e conviene leggerli con attenzione. Martedì 6 ottobre alle 21; mercoledì 7 alle 19.30; giovedì 8 alle 21; venerdì 9 alle 21; sabato 10 alle 19.30; domenica 11 alle 17. Le due recite delle 19.30, il mercoledì e il sabato, sono le più comode per chi vuole cenare dopo senza fare tardi; la domenica pomeriggio è la scelta di chi viene da fuori Roma.
Chi firma lo spettacolo
Testo e regia sono di Paolo Calabresi, che è anche in scena. Accanto a lui Carolina Di Domenico interpreta la moglie, figura centrale della storia. Le scene sono di Roberto Crea, le luci di Marco D'Amelio, il progetto video di Carmine Acconcia, i costumi di Alessandro Lai. La produzione è di Nuovo Teatro, diretta da Marco Balsamo.
Biglietti
I biglietti si comprano dalla pagina dello spettacolo sul sito dell'Ambra Jovinelli, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure alla biglietteria del teatro. I prezzi dei settori sono indicati al momento dell'acquisto.
Cosa si vede in Tutti gli uomini che non sono
Tutti gli uomini che non sono ripercorre una storia vera: le trasformazioni di Paolo Calabresi in persone famose realmente esistenti, compiute nella vita reale e all'insaputa di tutti. Il teatro la definisce una commedia verità, comica a tratti in modo esilarante, che filtra temi complessi attraverso la lente dell'ironia e riflette su ciò che chiamiamo identità.
Il falso Nicolas Cage
Molti ricordano l'episodio più celebre: Calabresi travestito da Nicolas Cage, accolto allo stadio con tutti gli onori dal presidente del Milan. La presentazione ufficiale lo cita come punto di partenza; negli anni sono seguite molte altre operazioni di trasformismo. Lo spettacolo racconta come sono nate, come si sono evolute e che cosa hanno comportato.
I filmati originali
Il cuore dello spettacolo sono i filmati girati da Calabresi per documentare i suoi falsi, in gran parte inediti: in scena lo si vede di volta in volta nei panni di Nicolas Cage, John Turturro, Marilyn Manson, un capo africano, un cardinale. I video sono parte integrante della rappresentazione e costruiscono una serata in cui realtà e finzione diventano indistinguibili. Il progetto video di Carmine Acconcia ha il compito di montarli dentro il racconto teatrale.
Il dolore dietro lo scherzo
La parte che pochi conoscono, secondo la presentazione, è l'origine di tutto: quelle performance nascono come conseguenza di alcuni eventi traumatici che Calabresi ha vissuto nel giro di poche settimane, e da cui è uscito attraverso un uso improprio del suo mestiere di attore. Lo spettacolo non si limita alle imprese: racconta il modo in cui il gioco ha investito la sua vita privata e la sua numerosa famiglia, e in particolare il rapporto con la moglie.
La nota del regista
Nella nota pubblicata dal teatro Calabresi spiega di aver riflettuto a lungo su cosa fare delle molte ore di filmati girate in quegli anni, e di aver capito che non voleva raccontare soltanto le sue imprese: voleva parlare della perdita di sé, del gioco dell'attore, della confusione fra vero e falso, e delle cose che possono nascere dal dolore. È la chiave per capire lo spettacolo: una commedia che fa ridere, costruita sopra una ferita.
Il giudizio della redazione
È uno dei titoli più originali dell'autunno romano, perché mette in scena una vicenda che nessun altro potrebbe raccontare. Calabresi non interpreta un personaggio, interpreta sé stesso che interpreta altri, e i filmati sono veri. Chi ama il teatro che gioca con i confini fra scena e vita troverà pane per i suoi denti; chi cerca solo una serata di risate le avrà comunque.
Paolo Calabresi: biografia e carriera
Paolo Calabresi è un attore romano, nato a Roma il 17 giugno 1964. Formato alla scuola del Piccolo Teatro di Milano con Giorgio Strehler, è noto al grande pubblico come l'elettricista Augusto Biascica della serie Boris, come uno dei protagonisti della trilogia Smetto quando voglio e come inviato delle Iene.
Dal Massimo al Piccolo Teatro
Dopo la maturità classica all'istituto Massimiliano Massimo di Roma, frequenta Giurisprudenza alla Sapienza prima di scegliere la recitazione. Nel 1987 supera la selezione per la neonata scuola del Piccolo Teatro di Milano, diretta da Giorgio Strehler; si diploma nel 1990 e lavora con Strehler in diversi spettacoli: il Faust di Goethe, Arlecchino servitore di due padroni, L'anima buona di Sezuan e Madre Coraggio di Brecht, L'avaro di Molière.
Il teatro di repertorio
Il suo curriculum teatrale è quello di un attore di scuola: La disputa di Marivaux, Quando si è qualcuno, Alcesti e Tre sorelle con Massimo Castri; Sei personaggi in cerca d'autore e La fastidiosa con Mario Missiroli; La governante di Brancati con Giorgio Albertazzi; Il sogno di Strindberg con Luca Ronconi; Il mercante di Venezia con Stéphane Braunschweig; Edipo re con Gianfranco De Bosio. Poi Qui e ora di Mattia Torre, e dal 2023 Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese in teatro.
Boris e il cinema
Dal 2007 è Augusto Biascica in Boris, la serie che ha raccontato con ferocia comica il set televisivo italiano, fino al film del 2011 e alla stagione del 2022. Al cinema lavora con Anthony Minghella in Il talento di Mr. Ripley, con Carlo Vanzina, Paolo Genovese, Daniele Vicari in Diaz, Giuseppe Tornatore in La corrispondenza, Marco Bellocchio in Rapito, i Manetti Bros. in Diabolik, dove è il King, Andrea Segre in Berlinguer. È uno dei protagonisti della trilogia Smetto quando voglio di Sydney Sibilia, fra il 2014 e il 2017, e di Bentornato Presidente, che nel 2019 gli vale la candidatura al Nastro d'argento come migliore attore in una commedia.
La televisione
In televisione ha preso parte a Distretto di Polizia, La squadra, R.I.S., Il restauratore, Zio Gianni, Baby, La linea verticale, Speravo de morì prima, Sono Lillo e, nel 2025, Il Gattopardo. Ha ricevuto due candidature al Ciak d'oro come attore non protagonista, nel 2014 per Smetto quando voglio e nel 2016, e nel 2023 il Vince Award del Premio Vincenzo Crocitti International.
Italian Job e Le Iene
La parte della carriera che lo spettacolo racconta è quella dei travestimenti. Nel 2008 conduce su LA7 Italian Job, un programma in cui si cala nei panni di numerosi personaggi famosi; nello stesso anno diventa inviato delle Iene su Italia 1, dove i suoi servizi si fondano spesso sul travestimento, e dal 2016 affianca la conduzione del programma. Il 2008 è anche l'anno del secondo Nicolas Cage: entra al Santiago Bernabéu di Madrid travestito dall'attore americano e assiste gratis a Real Madrid contro Roma, la sua squadra del cuore.
Il libro
Nel 2022 Salani pubblica il suo libro Tutti gli uomini che non sono. Storia vera di una falsa identità, nella collana Le stanze. Lo spettacolo ne è la versione teatrale, con in più la forza dei filmati originali. Chi vuole prepararsi alla serata può leggerlo prima; chi preferisce la sorpresa lo legga dopo.
La famiglia in scena: Carolina Di Domenico nel ruolo della moglie
Tutti gli uomini che non sono non è un monologo. La presentazione ufficiale insiste sul fatto che le operazioni di trasformismo hanno finito per coinvolgere la vita privata dell'attore, e in particolare la relazione con la moglie, figura fondamentale del racconto, affidata in scena a Carolina Di Domenico.
Una storia di coppia
È questo il punto in cui lo spettacolo supera l'aneddoto. Raccontare come un uomo abbia passato anni a fingersi altri significa raccontare anche chi gli stava accanto, chi sapeva e chi non sapeva, chi rideva e chi si preoccupava. La presenza di un personaggio femminile in carne e ossa, accanto ai filmati, dà alla serata il contrappunto della vita vera.
Una famiglia numerosa
Calabresi è sposato dal 1994 e ha quattro figli. La presentazione parla di una numerosa famiglia investita dalle sue imprese: è un dettaglio che rende concreta la domanda dello spettacolo. Che cosa succede a casa quando il padre, di sera, esce vestito da cardinale?
Il Teatro Ambra Jovinelli: il varietà diventato teatro
Il Teatro Ambra Jovinelli è stato inaugurato il 3 marzo 1909 dall'impresario casertano Giuseppe Jovinelli, che voleva un teatro di varietà lussuoso, all'altezza delle sale di prosa. Si trova in via Guglielmo Pepe, all'Esquilino, ed è l'unico teatro romano costruito in stile liberty.
La facciata liberty
Il progetto, dopo i contributi di Pietro Chiodelli e Giacomo Radiconcini, passò nel 1907 a Ulderico Bencivenga. Il risultato è una facciata a due piani con ampie aperture, coronamento a linee arcuate, lesene in stucco decorate da fiori e una conchiglia con un volto umano al centro della trabeazione. In origine la sala a ferro di cavallo contava circa mille posti, con illuminazione interamente elettrica: un segno di modernità per l'epoca.
Varietà, avanspettacolo, cinema
Prima della Grande Guerra il Jovinelli fu uno dei varietà più importanti della capitale: canzonettiste, macchiettisti, danzatrici, acrobati e trasformisti. Poi arrivarono la concorrenza del cinema e l'avanspettacolo; negli anni Cinquanta la sala divenne cinema varietà con il nome di Ambra Jovinelli, e negli anni Settanta finì per proiettare film a luci rosse.
L'incendio e la rinascita
Il 29 aprile 1982 un incendio distrusse la struttura. Il teatro rimase chiuso, fu venduto nel 1990 e abbandonato. Nel luglio 1996 un gruppo di giovani artisti lo occupò per attirare l'attenzione; nel 1997 la facciata fu vincolata dal Ministero. Dopo il restauro, il 25 gennaio 2001 l'Ambra Jovinelli riaprì come teatro comico, con la direzione artistica di Serena Dandini.
La sala di oggi
Il restauro ha ricostruito l'aspetto dei primi del Novecento e ha triplicato la cubatura interna senza toccare l'esterno: la sala è stata rialzata di cinque metri e sotto sono stati ricavati il Piccolo Jovinelli, un bar e altri locali. Le colonnine di ghisa che reggevano i palchi sostengono oggi le due gallerie. Dal 26 dicembre 2010 la direzione artistica è di Fabrizia Pompilio; il nome a cui la sala è più legata in questi anni è quello dell'autore Mattia Torre.
Una curiosità su Paolo Calabresi, Tutti gli uomini che non sono all'Ambra Jovinelli — dal 6 all'11 ottobre 2026
L'Ambra Jovinelli è nato come teatro di varietà, e fra i numeri che il suo pubblico dei primi del Novecento amava di più c'erano i trasformisti: artisti capaci di cambiare volto, voce e abito in pochi secondi. Più di un secolo dopo, sullo stesso palcoscenico, va in scena un attore che ha trasformato il trasformismo in un'avventura reale, fingendosi Nicolas Cage davanti ai dirigenti del Milan e un cardinale in situazioni vere. Il cerchio si chiude con una precisione che Giuseppe Jovinelli avrebbe apprezzato.
C'è una seconda coincidenza. Il più celebre debutto di questa sala è quello di Totò, fra il 1919 e il 1920: il giovane comico si presentò a Jovinelli come imitatore di Gustavo De Marco, un attore che su questo palco aveva avuto un grande successo. Il più grande comico italiano del Novecento cominciò dunque fingendosi un altro. Calabresi, in Tutti gli uomini che non sono, racconta di aver fatto la stessa cosa, fuori dal teatro e all'insaputa di tutti. E la sua carriera è legata a doppio filo a Mattia Torre, l'autore a cui l'Ambra Jovinelli è più legato: Calabresi ha recitato in Qui e ora, scritto e diretto da Torre.
Una cosa che non ti dice nessuno su Paolo Calabresi, Tutti gli uomini che non sono all'Ambra Jovinelli — dal 6 all'11 ottobre 2026
Quello che le locandine non dicono è che lo scherzo del falso Nicolas Cage è avvenuto due volte. La prima, nel 2000, a San Siro: la dirigenza del Milan accolse Calabresi convinta di avere davanti l'attore americano, e lui assistette a Milan contro Roma, inquadrato più volte accanto ad Adriano Galliani. La seconda, nel 2008, al Santiago Bernabéu di Madrid, per Real Madrid contro Roma. In entrambi i casi l'obiettivo era vedere giocare la Roma, la sua squadra. Il travestimento più famoso della televisione italiana nasce dunque da una passione da tifoso romano, e raccontarlo in un teatro di Roma ha un sapore particolare.
Il secondo dettaglio che nessuno sottolinea riguarda gli orari. Le sei recite hanno quattro orari diversi: 21, 19.30, 21, 21, 19.30, 17. Chi compra il biglietto dando per scontato l'inizio alle 21 rischia di arrivare a metà spettacolo il mercoledì o il sabato. Controllate l'orario sul biglietto. Terzo dettaglio pratico: dopo il restauro la sala dell'Ambra Jovinelli si trova cinque metri sopra il livello della strada. Chi ha difficoltà di movimento contatti il teatro prima dell'acquisto per farsi indicare percorso e posti.
Come arrivare al Teatro Ambra Jovinelli
Il Teatro Ambra Jovinelli si trova in via Guglielmo Pepe 43, all'Esquilino, a breve distanza da piazza Vittorio Emanuele II e dalla stazione Termini. Il mezzo più comodo è la metro A, fermata Vittorio Emanuele.
In metropolitana
Usciti dalla fermata Vittorio Emanuele, in piazza Vittorio, via Guglielmo Pepe si raggiunge a piedi in pochi minuti. In alternativa si scende a Termini, dove si incrociano le linee A e B, e si prosegue a piedi attraversando l'Esquilino.
In treno
Per chi arriva con i treni regionali, la stazione Roma Laziali, accanto a Termini, è la più vicina al teatro.
In auto
L'Esquilino è un quartiere denso e trafficato, e la sera il parcheggio è difficile. Chi arriva in auto farà bene a cercare un parcheggio in struttura intorno a Termini e proseguire a piedi. La domenica pomeriggio il traffico è più leggero.
A piedi dal centro
Da Santa Maria Maggiore al teatro sono poco più di dieci minuti a piedi, scendendo lungo via Carlo Alberto verso piazza Vittorio. È la passeggiata giusta per chi ha cenato o alloggia in centro.
Il consiglio che ti do per visitare Paolo Calabresi, Tutti gli uomini che non sono all'Ambra Jovinelli — dal 6 all'11 ottobre 2026
Il primo consiglio è scegliere un posto centrale, anche a costo di salire in galleria. Lo spettacolo si regge su un dialogo continuo fra l'attore in scena e i filmati proiettati: da un posto laterale troppo vicino al palco si rischia di vedere male lo schermo, da un posto troppo defilato di perdere le espressioni di Calabresi mentre commenta i suoi falsi. Il centro della sala, a media distanza, è il compromesso giusto.
Secondo consiglio: scegliete una delle recite delle 19.30, mercoledì 7 o sabato 10. Si esce all'ora in cui a Roma si comincia a cenare, e l'Esquilino offre una scelta di cucine che in pochi altri quartieri si trova. Terzo consiglio: andateci con qualcuno che ricorda le Iene degli anni Duemila o Boris. Riconoscere i personaggi e le situazioni moltiplica il divertimento, e l'uscita dal teatro diventa una lunga conversazione su chi ci si ricordava e chi no.
Ultimo consiglio, più serio: non fermatevi alla risata. La nota del regista parla di perdita di sé e di dolore. Chi è disposto ad ascoltare anche quella parte uscirà con qualcosa in più di una serata comica.
Il quartiere intorno all'Ambra Jovinelli: l'Esquilino
L'Esquilino è il rione fra Termini, Santa Maria Maggiore e Porta Maggiore, con i palazzi umbertini intorno a piazza Vittorio Emanuele II. È uno dei quartieri più multietnici di Roma, e una passeggiata di mezz'ora basta ad accorgersene.
Piazza Vittorio e la Porta Alchemica
Piazza Vittorio è una grande piazza circondata da portici. Nei giardini al centro si trova la Porta Alchemica, con le sue iscrizioni enigmatiche: per uno spettacolo sull'identità e sulle trasformazioni, una porta legata all'alchimia, l'arte della trasmutazione, è il preludio perfetto.
Il Nuovo Mercato Esquilino
A pochi passi c'è il Nuovo Mercato Esquilino, con spezie, verdure e prodotti di mezzo mondo. È un mercato diurno: chi è in zona di giorno ci passi.
Santa Maria Maggiore e Porta Maggiore
In cima alla salita c'è Santa Maria Maggiore, con l'obelisco Esquilino sul retro. Verso est si arriva a Porta Maggiore, il grande arco degli acquedotti antichi.
Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo
L'Esquilino è il posto giusto per chi vuole mangiare cucina cinese, indiana, bengalese, etiope o mediorientale a prezzi contenuti: le vie intorno a piazza Vittorio sono piene di locali di questo tipo, molti aperti fino a tardi.
Cucina romana
Per la trattoria classica conviene salire verso Santa Maria Maggiore o spostarsi a Monti, a un quarto d'ora a piedi, dove osterie e trattorie restano aperte anche dopo le 22.
Secondo l'orario
Con le recite delle 21 la cena si fa dopo, alla romana; con quelle delle 19.30 si esce all'ora giusta per un tavolo senza fretta. La domenica, con l'inizio alle 17, una merenda prima e una cena con calma dopo.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Tutti sanno che Paolo Calabresi è Biascica, l'elettricista di Boris. Meno spesso si ricorda che è un attore di scuola strehleriana: nel 1987 superò la selezione per la neonata scuola del Piccolo Teatro di Milano, si diplomò nel 1990 e recitò con Giorgio Strehler in Arlecchino servitore di due padroni, nel Faust di Goethe, nell'Anima buona di Sezuan, in Madre Coraggio e nell'Avaro. Il volto comico della televisione italiana viene dal teatro più rigoroso del Novecento.
Questo fatto spiega molto di Tutti gli uomini che non sono. Fingersi Nicolas Cage davanti ai dirigenti di una squadra di calcio, o un cardinale davanti a persone vere, richiede una tecnica che non si improvvisa: la padronanza della maschera, del corpo, della voce. Arlecchino è la maschera per eccellenza del teatro italiano. Che uno degli interpreti dell'Arlecchino di Strehler sia poi diventato il più famoso trasformista della televisione è un fatto noto a pochi, eppure è la chiave di tutto: dietro lo scherzo c'è il mestiere.
La foto giusta da fare a Paolo Calabresi, Tutti gli uomini che non sono all'Ambra Jovinelli — dal 6 all'11 ottobre 2026
La foto da fare è quella della facciata, dall'altro lato di via Guglielmo Pepe, con la luce della sera. La parte alta conserva il disegno liberty originale: la trabeazione ondulata, gli stucchi, la conchiglia con il volto umano al centro. È un volto che nessuno sa di chi sia, e per uno spettacolo sulle identità prese in prestito è un dettaglio che vale la pena inquadrare.
Dentro, durante lo spettacolo, non si fotografa e non si filma: per rispetto degli attori, del pubblico e dei filmati inediti che fanno parte della rappresentazione. Prima dell'inizio, se il personale lo consente, alzate lo sguardo verso l'arcoscenico, dove una targa ricorda ancora G. Jovinelli, 1909, e verso le colonnine di ghisa che sostengono le gallerie: sono gli elementi originali sopravvissuti all'incendio del 1982. Un'ultima inquadratura si fa all'uscita della replica domenicale, verso sera, con la luce radente d'ottobre sui palazzi umbertini della via.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia dell'Ambra Jovinelli si legge per date. Il 3 marzo 1909 il teatro inaugura con Raffaele Viviani e la sorella Luisella, chiamati da Giuseppe Jovinelli. Nel 1910 Ettore Petrolini firma con Jovinelli il contratto che lo lancia; i documenti di quel rapporto sono conservati nel Fondo Petrolini della Biblioteca e Museo teatrale del Burcardo. Fra il 1919 e il 1921 Totò debutta e diventa il beniamino del pubblico, presentandosi come imitatore di Gustavo De Marco.
Negli anni Quaranta e Cinquanta la sala ospita anche riunioni di pugilato, con grandi campioni sul ring montato in teatro. Negli anni Cinquanta diventa cinema varietà con il nuovo nome; negli anni Settanta cinema a luci rosse. Il 29 aprile 1982 l'incendio. Nel luglio 1996 l'occupazione artistica, nel 1997 il vincolo ministeriale sulla facciata, il 25 gennaio 2001 la riapertura con Serena Dandini. Il 26 dicembre 2010 comincia la gestione attuale, con Fabrizia Pompilio. Nel maggio 2026 debutta qui Tutti gli uomini che non sono, che torna nell'ottobre dello stesso anno.
Chi è passato da Paolo Calabresi, Tutti gli uomini che non sono all'Ambra Jovinelli — dal 6 all'11 ottobre 2026
Il palcoscenico dell'Ambra Jovinelli ha visto passare mezzo secolo di comicità italiana. Nella prima stagione della famiglia Jovinelli ci sono Raffaele Viviani, Ettore Petrolini, Gustavo De Marco, Totò, e poi Gennaro Pasquariello, Armando Gill, Romolo Balzani, Claudio Villa, i fratelli De Rege, Nino Taranto, Lino Banfi, Fiorenzo Fiorentini, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, Rita Pavone, Alberto Sordi, Fanfulla.
Dopo la riapertura del 2001 sono arrivati Ascanio Celestini, Marco Paolini, Lillo e Greg, Neri Marcorè, Valerio Mastandrea, Sabina e Corrado Guzzanti, Vincenzo Salemme, Lella Costa, Moni Ovadia, Silvio Orlando, Paolo Rossi. Con la gestione di Fabrizia Pompilio, dal 2010, il cartellone ha ospitato Stefano Accorsi, Massimo Ranieri, Virginia Raffaele, Pierfrancesco Favino, Paola Cortellesi, Elio Germano, Francesco Pannofino e le opere di Mattia Torre.
In questa lista Paolo Calabresi entra con un legame preciso: ha recitato in Qui e ora di Mattia Torre, l'autore a cui la sala è più legata. E fra Totò che imita De Marco e Calabresi che imita Nicolas Cage corre un secolo di trasformismo romano.
Accessibilità e informazioni pratiche
Dopo il restauro la sala dell'Ambra Jovinelli è stata rialzata di cinque metri rispetto alla strada. Chi ha esigenze di accessibilità deve contattare il teatro prima dell'acquisto e chiedere indicazioni su percorsi e posti.
Con i ragazzi
Tutti gli uomini che non sono è una commedia per adulti e ragazzi grandi: i travestimenti e i filmati divertono a ogni età, ma il tema del dolore e della crisi personale richiede un pubblico in grado di coglierlo. Dai quattordici anni in su, soprattutto per chi segue le Iene o ha visto Smetto quando voglio, è una serata ideale.
Arrivare in tempo
Con orari diversi da una sera all'altra, verificate l'inizio sul biglietto e arrivate con un quarto d'ora di anticipo: il foyer dell'Ambra si riempie in fretta prima dell'inizio.
Una settimana di ottobre fra Esquilino e Monti
La settimana di Tutti gli uomini che non sono cade all'inizio della stagione teatrale romana, quando le sere sono ancora miti e le passeggiate a piedi fra i rioni sono piacevoli. L'Esquilino e Monti sono vicini, e una serata a teatro può diventare l'occasione per conoscerli entrambi.
Prima dello spettacolo
Chi ha un pomeriggio libero può partire da Monti, con le sue botteghe e le sue piazzette, salire a Santa Maria Maggiore e scendere verso piazza Vittorio. Sono una ventina di minuti di cammino, con molte ragioni per fermarsi.
Dopo lo spettacolo
Con le recite delle 19.30 si ha tutta la sera per una cena a Monti; con quelle delle 21 conviene restare all'Esquilino, dove i locali aperti fino a tardi non mancano. Per rientrare, la metro A da Vittorio Emanuele e le linee notturne da Termini coprono gran parte della città.
Domande frequenti su Tutti gli uomini che non sono
Quando va in scena Tutti gli uomini che non sono all'Ambra Jovinelli?
Tutti gli uomini che non sono di Paolo Calabresi va in scena al Teatro Ambra Jovinelli dal 6 all'11 ottobre 2026. Gli orari: martedì 6 alle 21, mercoledì 7 alle 19.30, giovedì 8 e venerdì 9 alle 21, sabato 10 alle 19.30, domenica 11 alle 17.
Di cosa parla Tutti gli uomini che non sono?
Tutti gli uomini che non sono racconta la storia vera di Paolo Calabresi e dei suoi travestimenti in persone famose, come il falso Nicolas Cage accolto allo stadio dal presidente del Milan. In scena ci sono i filmati originali dei suoi falsi e il racconto delle conseguenze sulla sua vita familiare.
Chi c'è in scena con Paolo Calabresi?
In Tutti gli uomini che non sono Paolo Calabresi recita con Carolina Di Domenico, che interpreta sua moglie. Testo e regia sono di Calabresi; scene di Roberto Crea, luci di Marco D'Amelio, video di Carmine Acconcia, costumi di Alessandro Lai. Produce Nuovo Teatro di Marco Balsamo.
Lo spettacolo è tratto da un libro?
Sì, Tutti gli uomini che non sono è tratto dal libro omonimo di Paolo Calabresi, pubblicato da Salani nel 2022 con il sottotitolo Storia vera di una falsa identità. In teatro il racconto si arricchisce dei filmati originali e inediti girati dall'attore durante i suoi travestimenti.
Come si arriva al Teatro Ambra Jovinelli?
Il Teatro Ambra Jovinelli, in via Guglielmo Pepe 43 all'Esquilino, si raggiunge con la metro A, fermata Vittorio Emanuele, e poi a piedi in pochi minuti. Chi arriva in treno può scendere a Roma Termini o alla stazione Roma Laziali, entrambe vicine.
Dove si comprano i biglietti per Tutti gli uomini che non sono?
I biglietti per Tutti gli uomini che non sono si comprano dalla pagina dello spettacolo sul sito ufficiale del Teatro Ambra Jovinelli, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure alla biglietteria del teatro. I prezzi dei settori sono indicati al momento dell'acquisto.
Lo spettacolo era già andato in scena a Roma?
Sì, Tutti gli uomini che non sono ha debuttato all'Ambra Jovinelli dal 6 al 17 maggio 2026. Le recite di ottobre, dal 6 all'11, sono una ripresa nella stessa sala, all'inizio della nuova stagione del teatro.
Per chiudere, un consiglio netto: andate a vedere Tutti gli uomini che non sono per la storia, restate per l'attore. Un allievo di Strehler che per anni si è finto altri, in un teatro nato per i trasformisti del varietà, racconta la verità su sé stesso: è difficile immaginare una serata più romana, e più sincera, sotto la maschera.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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