Lo Schiaccianoci del Balletto di Roma al Teatro Olimpico — dal 17 al 20 dicembre 2026
Lo Schiaccianoci del Balletto di Roma, nel nuovo allestimento a vent'anni dal debutto, con la coreografia di Mario Piazza, la drammaturgia di Riccardo Reim e Tommaso Stanzani nel ruolo di Drosselmeyer, va in scena al Teatro Olimpico, in piazza Gentile da Fabriano 17 (00196 Roma), dal 17 al 20 dicembre 2026, in collaborazione con l'Accademia Filarmonica Romana. Le recite sono cinque: giovedì 17 e venerdì 18 dicembre alle 20.30, sabato 19 alle 16.30 e alle 20.30, domenica 20 alle 17.30. Il teatro si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino al capolinea di piazza Mancini, da cui si cammina per circa 500 metri lungo viale del Pinturicchio; da Termini c'è anche l'autobus 910 fino alla fermata Pannini. I prezzi pubblicati dal teatro vanno da 25 a 43 euro più prevendita (da 3,80 a 6,50 euro), cioè da 28,80 a 49,50 euro a biglietto, con riduzioni per i ragazzi sotto i 12 anni in quasi tutti i settori e una commissione online di 1,50 euro. I biglietti si comprano sul sito ufficiale della sede, collegato alla biglietteria del teatro, oppure al botteghino di piazza Gentile da Fabriano.
Lo Schiaccianoci è il balletto di Natale per eccellenza, e questa versione ha una storia romana: nata nel 2006, replicata per dieci anni di fila, 160 recite e 120.000 spettatori. Torna ora riscritta per il presente, con la tecnologia digitale e l'intelligenza artificiale al posto della televisione che dominava la prima edizione. Qui sotto trovate che cosa si vedrà, chi firma lo spettacolo, la storia del balletto di Čajkovskij e della compagnia, la sala e tutto quello che serve per organizzare il pomeriggio o la sera, anche con i bambini.
Lo Schiaccianoci del Balletto di Roma: che cosa si vede in scena
Lo Schiaccianoci del Balletto di Roma è una rilettura contemporanea del balletto di Čajkovskij, firmata da Mario Piazza per la coreografia e da Riccardo Reim per la drammaturgia, che torna in un nuovo allestimento a vent'anni dal debutto. Il teatro lo presenta come uno Schiaccianoci tra tradizione e linguaggi del presente.
Una storia di crescita
La presentazione ufficiale insiste su un punto: il balletto originale, spesso ridotto a fiaba natalizia, viene qui restituito nella sua dimensione più profonda, quella di una storia di crescita, di attraversamento dell'infanzia e di perdita dell'innocenza, sospesa sulla soglia dell'adolescenza. Clara non è una bambina che sogna i dolci, è una ragazza che sta diventando grande.
Dalla televisione all'intelligenza artificiale
Nella versione del 2006 il protagonista scenico era il televisore: Clara faceva zapping, e le immagini reali trasmesse dal mezzo televisivo entravano nel suo mondo adolescenziale. Nel nuovo allestimento il riferimento diventa l'immaginario tecnologico di oggi, con le sfide dell'intelligenza artificiale e dei media digitali: lo specchio di un'adolescenza ai limiti della dipendenza dalla tecnologia stessa.
Uno spazio ibrido
Ne esce, secondo la presentazione, uno spazio in cui reale e virtuale, sogno e realtà si confondono, e la tecnologia è insieme risorsa e rischio: strumento di connessione e di isolamento, stimolo creativo e fonte di smarrimento. È una lettura che parla direttamente ai ragazzi in sala e ai genitori che li accompagnano.
Il nostro parere
Le riletture contemporanee dello Schiaccianoci sono tante, e non tutte reggono. Questa ha un vantaggio raro: una prima versione già collaudata per dieci stagioni davanti al pubblico romano. La scelta di aggiornarne il tema invece di rifarla uguale è la più onesta. Chi cerca il tutù e la Fata Confetto classica troverà altro; chi porta un figlio di dodici anni troverà uno spettacolo che lo riguarda.
Date e orari dello Schiaccianoci al Teatro Olimpico
Lo Schiaccianoci del Balletto di Roma va in scena al Teatro Olimpico dal 17 al 20 dicembre 2026 con cinque recite: giovedì 17 alle 20.30, venerdì 18 alle 20.30, sabato 19 alle 16.30 e alle 20.30, domenica 20 alle 17.30. Il calendario è quello pubblicato dalla biglietteria ufficiale del teatro.
Le pomeridiane
Le due recite pomeridiane, sabato alle 16.30 e domenica alle 17.30, sono pensate per le famiglie. Con i bambini sono le più comode: si esce all'ora di cena, e il ritorno a casa non pesa.
Le serali
Giovedì, venerdì e sabato sera alle 20.30 sono le recite per il pubblico adulto e per chi lavora. Il giovedì, prima data, di solito è la più tranquilla per la scelta dei posti.
Una data da notare
Venerdì 18 dicembre è l'anniversario della prima assoluta dello Schiaccianoci, andata in scena al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo il 18 dicembre 1892. Per chi ama le coincidenze, è la sera da scegliere.
Biglietti e prezzi dello Schiaccianoci
I biglietti per Lo Schiaccianoci al Teatro Olimpico costano da 25 a 43 euro a seconda del settore, più una prevendita da 3,80 a 6,50 euro che il teatro indica come sempre richiesta; per i ragazzi sotto i 12 anni ci sono prezzi ridotti in tutti i settori tranne la poltronissima gold. Online si aggiunge una commissione di 1,50 euro a biglietto.
I settori e i prezzi interi
Poltronissima gold: 43 euro più 6,50 di prevendita, 49,50 in totale. Poltronissima laterale: 36 euro più 5,40, 41,40 in totale. Poltrona e balconata: 33 euro più 5, 38 in totale. Balconata con balaustra: 28 euro più 4,20, 32,20 in totale. Balconata laterale: 27 euro più 4,10, 31,10 in totale. Balconata laterale con balaustra: 25 euro più 3,80, 28,80 in totale.
I prezzi per gli under 12
Poltronissima laterale: 25,20 euro più 3,80, 29 in totale. Poltrona e balconata: 23,10 euro più 3,50, 26,60 in totale. Balconata con balaustra: 19,60 più 2,90, 22,50 in totale. Balconata laterale: 18,90 più 2,80, 21,70 in totale. Balconata laterale con balaustra: 17,50 più 2,60, 20,10 in totale. Per una famiglia con due bambini, la differenza si sente.
Dove comprarli
Il canale principale è la biglietteria online raggiungibile dal sito ufficiale del Teatro Olimpico, alla voce acquista online; in alternativa c'è il botteghino del teatro. Per informazioni il teatro risponde all'indirizzo biglietti@teatroolimpico.it. A dieci giorni da Natale le recite pomeridiane sono le prime a riempirsi: chi viene con i bambini compri presto.
Vent'anni di Schiaccianoci: la versione di Piazza e Reim
Lo Schiaccianoci di Mario Piazza e Riccardo Reim ha debuttato nel 2006 ed è rimasto in programmazione per dieci anni consecutivi, diventando un appuntamento fisso della stagione natalizia a Roma e in molti teatri italiani, con 160 recite e 120.000 spettatori.
Mario Piazza, la coreografia
Mario Piazza firma il movimento: una danza contemporanea che parte dalla struttura del balletto di Čajkovskij e la piega a un racconto moderno. Riprendere dopo vent'anni una propria coreografia e riscriverla per un pubblico nuovo è un lavoro diverso dal crearla: bisogna sapere che cosa tenere e che cosa lasciare.
Riccardo Reim, la drammaturgia
Riccardo Reim cura la parte drammaturgica, cioè il racconto che tiene insieme le scene. In una versione come questa, dove la trama tradizionale viene letta come storia di adolescenza, la drammaturgia è decisiva: è lei a spostare il centro dalla fiaba al personaggio.
Tommaso Stanzani, Drosselmeyer
Nel nuovo allestimento la direzione artistica affida il ruolo di Drosselmeyer a Tommaso Stanzani, che il teatro presenta per la sua ecletticità come punto di riferimento centrale per Clara e per tutti gli altri personaggi. Drosselmeyer è il padrino misterioso che porta lo schiaccianoci in dono e apre la porta del sogno: è il personaggio che guida il racconto, e affidarlo a un interprete dalla forte presenza scenica è una scelta precisa. Gli altri ruoli sono interpretati dai danzatori della compagnia del Balletto di Roma.
Con l'Accademia Filarmonica Romana
Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con l'Accademia Filarmonica Romana, che ha all'Olimpico la sua sede storica di concerti. È la stessa collaborazione che a settembre ha portato sullo stesso palco Astor, lo spettacolo della compagnia sulle musiche di Piazzolla.
Lo Schiaccianoci di Čajkovskij, la storia del balletto
Lo Schiaccianoci è un balletto con musiche di Pëtr Il'ič Čajkovskij, op. 71, composto tra il 1891 e il 1892 e rappresentato per la prima volta al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo il 18 dicembre 1892; la durata media è di circa un'ora e mezza.
Da Hoffmann a Petipa
Il balletto fu commissionato da Ivan Vsevoložskij, direttore dei Teatri Imperiali russi. La storia viene dal racconto di Alexandre Dumas padre Storia di uno schiaccianoci, del 1845, a sua volta rielaborazione di Schiaccianoci e il re dei topi di E. T. A. Hoffmann, del 1816. Čajkovskij seguì minuziosamente le indicazioni del coreografo Marius Petipa, che affidò poi la realizzazione al suo assistente Lev Ivanov.
Una prima senza successo
La prima, diretta dal compositore italiano Riccardo Drigo, non ebbe successo. Tra gli interpreti c'era l'italiana Antonietta Dell'Era nel ruolo della Fata Confetto; Clara era interpretata da una bambina della scuola di ballo del Mariinskij. Il successo arrivò prima per la suite, che Čajkovskij stesso diresse a San Pietroburgo il 7 marzo 1892 con esito trionfale, mesi prima del balletto completo.
La celesta
Una delle novità della partitura è la celesta, uno strumento che Čajkovskij aveva visto a Parigi e volle a tutti i costi nell'orchestra. La si sente nella Danza della Fata Confetto: quel suono di campanelli di vetro che tutti riconoscono viene da lì.
L'arrivo in Italia
Lo Schiaccianoci arrivò in Europa occidentale nel 1934, al Sadler's Wells di Londra, e in Italia nel 1938, alla Scala di Milano, in un'edizione ridotta; il debutto integrale alla Scala è del 31 dicembre 1956. Negli Stati Uniti la tradizione natalizia nacque con la versione di George Balanchine del 1954 per il New York City Ballet.
Le musiche più note
Il Valzer dei fiocchi di neve chiude il primo atto; nel secondo ci sono il divertissement con le danze della Cioccolata, del Caffè, del Tè e il Trepak, poi il Valzer dei fiori e il passo a due della Fata Confetto con il Principe. Sono musiche che anche chi non è mai stato a un balletto ha sentito mille volte.
Il Balletto di Roma, una compagnia nata nel 1960
Il Balletto di Roma è nato nel 1960 dal sodalizio artistico di Franca Bartolomei e Walter Zappolini, due figure centrali della danza italiana del secondo Novecento, e da oltre sessantacinque anni produce e diffonde danza d'autore italiana in Italia e all'estero.
I fondatori
Franca Bartolomei fu ballerina e coreografa nei principali teatri d'opera italiani e stranieri. Walter Zappolini fu étoile del Teatro dell'Opera di Roma e per quindici anni diresse la scuola di danza del teatro. La compagnia nasce dunque dentro la tradizione accademica romana, e da lì si è spostata verso la creazione contemporanea.
Le Olimpiadi del 1960
Nei primi anni gli spettacoli della compagnia furono inseriti nel calendario delle Olimpiadi di Roma del 1960, con un teatro allestito nel Ninfeo di Villa Giulia, a poca distanza dal Teatro Olimpico lungo via Flaminia.
La direzione di oggi
Il profilo attuale della compagnia è frutto della guida gestionale di Luciano Carratoni, che dai primi anni Duemila ne ha orientato la crescita. Dal 2018 la direzione artistica è di Francesca Magnini. La compagnia affianca alla produzione una scuola di formazione ed è riconosciuta come marchio storico di interesse nazionale.
Le tournée in Cina
Nel 2023 il Balletto di Roma ha portato in Cina Giulietta e Romeo, su coreografia di Fabrizio Monteverde, ricevendo l'Italian Excellence Award ai China Awards; sono seguite una seconda tournée nel 2024 e una terza nel 2025, anno del sessantacinquesimo anniversario.
Una curiosità su Lo Schiaccianoci del Balletto di Roma al Teatro Olimpico — dal 17 al 20 dicembre 2026
Nel racconto originale di Hoffmann la protagonista non si chiama Clara. Si chiama Marie Stahlbaum, e Clara, Klärchen, è il nome della sua bambola. Nell'adattamento di Dumas, da cui Petipa ricavò il libretto, diventa Marie Silberhaus; nelle produzioni russe, dopo la prima guerra mondiale, fu spesso chiamata Maša. Il nome Clara, con cui la conosciamo tutti, è quindi il nome di un giocattolo passato alla bambina che lo possiede.
Per lo spettacolo del Balletto di Roma la curiosità non è solo filologica. Questa Clara è una ragazza il cui mondo passa attraverso uno schermo, prima televisivo nella versione del 2006, oggi digitale. L'idea di una protagonista che prende il nome dal suo giocattolo si legge in modo nuovo, quando il giocattolo è un dispositivo che la tiene in pugno.
La seconda curiosità riguarda la prima esecuzione: il ruolo di Clara, nel 1892, era affidato a una bambina della scuola di ballo del Mariinskij. Fu Aleksandr Gorskij, nel 1919, al Bol'šoj, a passarlo a una danzatrice adulta, facendo danzare a Clara e allo Schiaccianoci il passo a due finale. Da lì nasce l'idea, ripresa da molte versioni moderne compresa questa, dello Schiaccianoci come racconto di crescita e non come fiaba per l'infanzia.
Il Teatro Olimpico, casa della danza al Flaminio
Il Teatro Olimpico di piazza Gentile da Fabriano è nato come Cine-Teatro Olimpico nel 1936 ed è Teatro Olimpico dal 1981; si trova sul lungotevere Flaminio, all'altezza del Ponte della Musica, ed è la sede della maggior parte dei concerti dell'Accademia Filarmonica Romana.
Dal cinema alla Filarmonica
L'isolato fu costruito tra il 1935 e il 1936 per la Società Generale Immobiliare, negli anni del quartiere Flaminio e del Foro Italico. Fino agli anni Cinquanta la sala fu soprattutto un cinema, con camerini e attrezzature teatrali per l'avanspettacolo. Nel dopoguerra la Filarmonica la prese in affitto, e sotto la presidenza di Adriana Panni diventò un luogo centrale della musica a Roma.
1980, il teatro dei cittadini
Quando la società proprietaria fallì, Adriana Panni promosse una sottoscrizione che riunì molti cittadini nella Teatro Olimpico spa, che nel 1980 acquistò l'edificio. Dal 1981 la danza è entrata stabilmente in cartellone.
La sala e dove sedersi
La sala ha 1.410 posti: 966 in platea, disposti ad anfiteatro in pendenza, e 444 in galleria, a ferro di cavallo. Il palcoscenico misura circa 12 metri per 10, con pavimento in legno. Per la danza la pendenza della platea è preziosa: si vedono i piedi dei danzatori anche dalle file centrali. I settori con balaustra costano meno, ma la ringhiera taglia la parte bassa del palco; con i bambini piccoli, che vedono ancora meno, è meglio evitarli.
Una cosa che non ti dice nessuno su Lo Schiaccianoci del Balletto di Roma al Teatro Olimpico — dal 17 al 20 dicembre 2026
La cosa che si dice poco è che lo Schiaccianoci, a Roma, ha una lunga storia di versioni legate alla formazione dei danzatori. Wikipedia ricorda, tra le versioni pensate per le scuole di ballo, quella creata per la Scuola di Danza del Teatro dell'Opera di Roma da Pablo Moret e Ofelia Gonzalez, rappresentata al Teatro Nazionale nel 2012 e nel 2013. Il Balletto di Roma nasce da un fondatore che quella scuola l'aveva diretta per quindici anni, Walter Zappolini.
Il motivo è pratico. Lo Schiaccianoci ha molti ruoli, danze di carattere brevi, una grande scena di gruppo come il Valzer dei fiori: è il balletto ideale per mettere in scena un'intera compagnia, giovani compresi. Per questo è il titolo che quasi tutte le compagnie e le scuole portano in scena a dicembre, e per questo a Roma, nelle settimane di Natale, se ne vedono più versioni contemporaneamente.
Il consiglio che ne deriva è semplice: non confondete gli spettacoli. Nella stessa stagione la città offre Schiaccianoci classici, versioni per bambini, adattamenti di scuole. Quello dell'Olimpico è una produzione di una compagnia professionale, con una drammaturgia contemporanea precisa. Leggete bene sala e compagnia prima di comprare, e scegliete in base a che cosa cercate.
Il consiglio che ti do per visitare Lo Schiaccianoci del Balletto di Roma al Teatro Olimpico — dal 17 al 20 dicembre 2026
Il consiglio, con i bambini, è la recita del sabato alle 16.30. Si arriva con la luce del pomeriggio, si esce poco dopo le 18, e si ha tempo per una cena tranquilla o per una passeggiata tra le luci di Natale in centro. La domenica alle 17.30 va bene lo stesso, ma è l'ultima recita e si riempie per prima.
Secondo: preparate i ragazzi. Questo Schiaccianoci parla di tecnologia e di adolescenza, e i dodicenni lo capiscono al volo; i bambini di sei anni, abituati alla versione classica o ai film d'animazione, potrebbero aspettarsi soldatini e topi. Raccontate prima la trama originale e poi dite che questa è una Clara di oggi, con il telefono in mano. Diventa un gioco riconoscere le differenze.
Terzo, sul posto: poltrona o balconata centrale, 38 euro l'intero e 26,60 per gli under 12 prevendita compresa. È il miglior rapporto tra visione e prezzo, e la balconata dà ai bambini una vista dall'alto sul disegno delle danze di gruppo.
Infine: niente auto. A metà dicembre il Flaminio è trafficato e i parcheggi sono rari. Metro A fino a Flaminio, tram 2 fino a piazza Mancini, cinque minuti a piedi.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che lo Schiaccianoci sia il balletto di Natale lo sanno tutti. Si ricorda meno che alla prima, nel 1892, non ebbe successo. Il successo vero arrivò prima per la suite, venti minuti di musica che Čajkovskij ricavò dalla partitura su invito, come anteprima, quando l'orchestrazione completa del balletto non era nemmeno cominciata: la diresse lui stesso a San Pietroburgo nel marzo del 1892, con esito trionfale. Per anni lo Schiaccianoci fu più ascoltato in concerto che visto a teatro.
Il secondo fatto risaputo e poco citato riguarda la sua fama natalizia. La tradizione di metterlo in scena ogni dicembre è in gran parte americana: fu Willam Christensen, fondatore del San Francisco Ballet, a portarlo negli Stati Uniti nel 1944, e la versione di Balanchine del 1954 per il New York City Ballet ne fece un rito invernale. Da lì la consuetudine è tornata in Europa.
Per chi va al Teatro Olimpico, entrambi i fatti hanno un senso. Lo Schiaccianoci non è nato come fiaba intoccabile: è un'opera che ha trovato il suo pubblico lentamente, attraverso adattamenti e riletture. Una versione contemporanea come quella del Balletto di Roma non tradisce una tradizione fissa, ne continua una che è sempre stata mobile.
Come arrivare al Teatro Olimpico
Il Teatro Olimpico si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino al capolinea di piazza Mancini, da cui sono circa 500 metri a piedi lungo viale del Pinturicchio. Sono le indicazioni fornite dal teatro stesso, le più semplici da Termini e dal centro.
Metro e tram
Dalla stazione Flaminio della linea A si prende il tram 2 in piazzale Flaminio fino al capolinea di piazza Mancini, poi cinque minuti a piedi su viale del Pinturicchio. Chi arriva con la ferrovia Roma Nord scende a Flaminio e segue lo stesso percorso.
Autobus
Il teatro indica le linee 220, 232, 233, 280, 301, 446, 48, 910 e 911, oltre al tram 2. Il 910 parte da Termini: si scende alla fermata Pannini e si cammina per circa 300 metri su viale del Pinturicchio. Al capolinea di piazza Mancini arrivano anche le linee 200, 201, 53 e la notturna n24.
In auto
Dal centro si segue viale del Muro Torto verso piazzale Flaminio, poi via Luisa di Savoia e i lungotevere fino al lungotevere Flaminio; da nord si arriva dal Foro Italico attraversando il ponte Duca d'Aosta. Nel fine settimana prima di Natale il traffico è pesante: con i bambini, i mezzi pubblici sono più rilassanti.
La foto giusta da fare a Lo Schiaccianoci del Balletto di Roma al Teatro Olimpico — dal 17 al 20 dicembre 2026
Con le recite pomeridiane del fine settimana la foto giusta si fa all'uscita, non all'ingresso. Sabato 19 si esce poco dopo le 18, domenica 20 intorno alle 19: in entrambi i casi è buio, e il Ponte della Musica, davanti al teatro, è illuminato. Mettete i bambini al centro del ponte con la facciata dell'Olimpico alle spalle: la luce dell'ingresso, il travertino dello zoccolo, la gente che esce con il cappotto. È una foto di Natale romano che non somiglia a nessun'altra.
La seconda inquadratura è dall'altro lato del ponte, verso Monte Mario e il Foro Italico, con le luci della collina riflesse nel Tevere. Serve un telefono tenuto fermo sul parapetto.
Dentro la sala, durante il balletto, niente foto e niente video. Con la danza la regola è ancora più importante: il bagliore di uno schermo disturba i danzatori, che lavorano con la luce di scena. Spiegatelo ai bambini prima di entrare: è parte dell'educazione a teatro, e la aspettano anche gli altri spettatori.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il 4 marzo 1965 Pierre Boulez diresse al Teatro Olimpico la prima esecuzione italiana di Abramo e Isacco di Igor Stravinskij e la prima europea della sua Elegia per Kennedy. Negli anni successivi la sala ospitò allestimenti che univano arte, musica e danza: l'Histoire du soldat con il fondale di Giacomo Manzù nell'ottobre del 1966, i Tre misteri di Niccolò Castiglioni con la scultura di Mirko nel 1968, la Messa di Stravinskij con le forme dorate di Corrado Cagli nel 1975. Quelle scenografie sono ancora nel foyer.
Nel 1980 la Teatro Olimpico spa, nata da una sottoscrizione di cittadini promossa da Adriana Panni, comprò l'edificio, e dal 1981 la danza entrò stabilmente in cartellone. I Momix di Moses Pendleton debuttarono qui nell'aprile del 1982 e ne sono diventati ospiti fissi; la Lindsay Kemp Company portò Sogno di una notte di mezza estate nel febbraio del 1989.
Negli anni Novanta arrivarono i grandi nomi del balletto internazionale: Mikhail Baryshnikov con il White Oak Dance Project dal 10 al 15 ottobre 1995, il Bolshoi Ballet dal 23 al 26 settembre 1996, poi il Béjart Ballet Lausanne nel 2004. Il Bolshoi è la compagnia che, con le versioni di Gorskij e di Grigorovič, ha fatto la storia dello Schiaccianoci nel Novecento: un legame in più tra questa sala e il balletto di dicembre.
Chi è passato da Lo Schiaccianoci del Balletto di Roma al Teatro Olimpico — dal 17 al 20 dicembre 2026
Sul palco del Teatro Olimpico sono passati, per la danza, Mikhail Baryshnikov, Maurice Béjart, il Bolshoi, Antonio Gades, Joaquín Cortés, Lindsay Kemp e i Momix; per la musica, Arturo Benedetti Michelangeli, Jessye Norman, Zubin Mehta, Giuseppe Sinopoli, Luigi Dallapiccola e Pierre Boulez. Pochi teatri romani possono mettere in fila un elenco così.
Il nome di Baryshnikov merita una riga in più. Il più celebre danzatore classico della sua generazione arrivò all'Olimpico nel 1995 non con un titolo di repertorio ma con un progetto di danza contemporanea, il White Oak Dance Project. È la stessa traiettoria che il Balletto di Roma segue con questo Schiaccianoci: partire dalla tradizione accademica e portarla nel linguaggio di oggi.
Il Balletto di Roma è di casa in questa sala. A settembre 2026 ha aperto la stagione di danza dell'Olimpico con Astor, sulle musiche di Piazzolla; a dicembre torna con lo Schiaccianoci. Nella stessa settimana, il 15 dicembre, sullo stesso palco va in scena La Sera dei Miracoli, omaggio a Lucio Dalla, e dopo il balletto arriva Maccio Capatonda. A questo elenco si aggiungono ora Tommaso Stanzani, Mario Piazza, Riccardo Reim e i danzatori della compagnia.
Il Flaminio intorno al Teatro Olimpico
Il Teatro Olimpico si trova nel quartiere Flaminio, a nord di piazza del Popolo, vicino all'Auditorium Parco della Musica, al MAXXI e al Ponte della Musica, tutti raggiungibili a piedi in pochi minuti.
Il Foro Italico e Ponte Milvio
Attraversato il Ponte della Musica si arriva al Foro Italico, costruito negli stessi anni del teatro. Risalendo il Tevere si raggiunge Ponte Milvio, con la piazza piena di locali, buona meta per una cena dopo la recita serale.
Villa Giulia e piazza del Popolo
Verso il centro, lungo via Flaminia, si incontrano il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, nel cui Ninfeo il Balletto di Roma danzò durante le Olimpiadi del 1960, e poi piazza del Popolo. Per una giornata di dicembre con i bambini, il MAXXI la mattina e il balletto il pomeriggio formano un programma completo in un solo quartiere.
Dove mangiare prima o dopo lo Schiaccianoci
Intorno al Teatro Olimpico, tra piazza Mancini, via Flaminia e piazza Gentile da Fabriano, ci sono pizzerie, trattorie e bar frequentati dal pubblico del teatro e dell'Auditorium, con un'offerta di quartiere e senza pretese turistiche.
Con le pomeridiane
Sabato e domenica si può pranzare con calma e fare merenda prima della recita; all'uscita, verso le 18 o le 19, una pizzeria di quartiere è la chiusura più semplice per una giornata con i bambini.
Con le serali
Con l'inizio alle 20.30, cena veloce verso le 19 o cena dopo, a Ponte Milvio. Nel fine settimana prima di Natale prenotare è prudente.
Lo Schiaccianoci con i bambini e accessibilità
Lo Schiaccianoci del Balletto di Roma è adatto alle famiglie, con due recite pomeridiane e prezzi ridotti per i ragazzi sotto i 12 anni; il tema dell'adolescenza e della tecnologia lo rende particolarmente indicato per i ragazzi delle medie.
Quale età
Il teatro non indica un'età minima. La versione contemporanea funziona meglio dai nove o dieci anni in su; con i più piccoli conviene una preparazione sulla trama.
Accessibilità
Chi ha esigenze di mobilità ridotta deve contattare il botteghino prima dell'acquisto, all'indirizzo biglietti@teatroolimpico.it, per conoscere i posti adatti. La platea è in pendenza e la galleria è al piano superiore.
Cosa portare
A dicembre le sere lungo il Tevere sono fredde: cappotti pesanti, da lasciare al guardaroba. Con i bambini, arrivare venti minuti prima evita la corsa al posto.
Dicembre a Roma: il balletto di Natale
Le cinque recite dello Schiaccianoci cadono nella settimana che precede Natale, quando Roma accende le luci del centro, apre i presepi nelle chiese e i mercatini nelle piazze. È il periodo in cui un balletto di Natale diventa un rito familiare, e l'Olimpico lo inserisce in un cartellone che nella stessa settimana passa dalla canzone d'autore alla comicità.
Per chi viene da fuori, un pomeriggio al Flaminio con lo Schiaccianoci è un'alternativa ai percorsi più affollati del centro. Il Teatro Olimpico ha in programma per tutta la stagione danza, musica e comicità.
Domande frequenti sullo Schiaccianoci del Balletto di Roma
Quando va in scena Lo Schiaccianoci al Teatro Olimpico?
Lo Schiaccianoci del Balletto di Roma va in scena al Teatro Olimpico dal 17 al 20 dicembre 2026: giovedì 17 e venerdì 18 alle 20.30, sabato 19 alle 16.30 e alle 20.30, domenica 20 alle 17.30. Il teatro è in piazza Gentile da Fabriano 17, al Flaminio.
Quanto costano i biglietti dello Schiaccianoci?
I biglietti per Lo Schiaccianoci al Teatro Olimpico costano da 25 a 43 euro più prevendita, cioè da 28,80 a 49,50 euro a biglietto. Poltrona e balconata costano 38 euro prevendita inclusa, 26,60 per i ragazzi sotto i 12 anni. Online si aggiunge una commissione di 1,50 euro.
Ci sono riduzioni per i bambini?
Sì, per Lo Schiaccianoci del Balletto di Roma ci sono prezzi ridotti per i ragazzi sotto i 12 anni in tutti i settori tranne la poltronissima gold, da 20,10 a 29 euro prevendita inclusa. Le recite pomeridiane di sabato 19 e domenica 20 dicembre sono le più adatte alle famiglie.
Chi ha creato questa versione dello Schiaccianoci?
Lo Schiaccianoci del Balletto di Roma è firmato da Mario Piazza per la coreografia e da Riccardo Reim per la drammaturgia. Debuttò nel 2006 e restò in scena per dieci anni, con 160 recite e 120.000 spettatori; il nuovo allestimento del 2026 affida Drosselmeyer a Tommaso Stanzani.
È uno Schiaccianoci classico?
No, Lo Schiaccianoci del Balletto di Roma è una rilettura contemporanea: Clara è un'adolescente e il racconto usa l'immaginario della tecnologia digitale e dell'intelligenza artificiale. Restano la struttura e i personaggi del balletto di Čajkovskij, letti come storia di crescita.
Come si arriva al Teatro Olimpico con i mezzi?
Il Teatro Olimpico si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino al capolinea di piazza Mancini, da cui si cammina per circa 500 metri su viale del Pinturicchio. Da Termini c'è anche il bus 910 fino alla fermata Pannini, a circa 300 metri dal teatro.
Quanto dura Lo Schiaccianoci?
La durata dello Schiaccianoci del Balletto di Roma non è indicata dal teatro. Il balletto originale di Čajkovskij dura in media circa un'ora e mezza; per l'orario preciso di uscita conviene chiedere al botteghino del Teatro Olimpico.
Un'ultima parola. Lo Schiaccianoci si vede per la prima volta da bambini e si rivede da genitori, e ogni volta sembra un altro. Questa versione è pensata per l'età di mezzo, quella in cui si smette di credere alle fiabe: portateci un ragazzo di dodici anni, sceglietevi il sabato pomeriggio e la balconata centrale, e all'uscita chiedetegli che cosa ha visto nello schermo di Clara.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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