Proponi un eventoAccediIl mio viaggio

Slava’s SnowShow al Teatro Olimpico — dal 27 gennaio al 7 febbraio 2027

Slava's SnowShow, lo spettacolo di clown creato dal russo Slava Polunin, torna al Teatro Olimpico di Roma, piazza Gentile da Fabriano 17, quartiere Flaminio, da mercoledì 27 gennaio a domenica 7 febbraio 2027, per quindici rappresentazioni: il 27, 28 e 29 gennaio e il 2, 3, 4 e 5 febbraio alle 20:30; sabato 30 gennaio e sabato 6 febbraio alle 16:30 e alle 20:30; domenica 31 gennaio e domenica 7 febbraio alle 15:00 e alle 18:30. Lunedì 1 febbraio è giorno di riposo. Il teatro si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 lungo la via Flaminia verso piazza Mancini; dalla linea sono pochi minuti a piedi verso il Tevere, all'altezza del Ponte della Musica. Il listino pubblicato dal teatro va da 31 euro più 4,70 di prevendita (balconata laterale con balaustra) a 51,50 euro più 7,50 di prevendita (poltronissima gold); per i bambini sotto i 12 anni esiste una tariffa ridotta in tutti i settori tranne la poltronissima gold, e l'acquisto online aggiunge 2 euro di commissione a biglietto. Lo spettacolo non è indicato per bambini con meno di 8 anni. I biglietti si comprano sul sito ufficiale del Teatro Olimpico, al botteghino di piazza Gentile da Fabriano, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19, e sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione.

Quindici repliche in dodici giorni, in pieno inverno: la neve di Polunin arriva a Roma quando in città la neve vera non si vede quasi mai. Ci sono pochi spettacoli capaci di mettere d'accordo il nonno, il nipote di dieci anni e il genitore stanco del venerdì sera. Questo è uno di quelli, e lo dico senza giri di parole: se c'è un titolo della stagione romana per cui vale la pena prenotare con largo anticipo, è questo.

Che cos'è Slava's SnowShow

Slava's SnowShow è uno spettacolo senza parole, fatto di clownerie, pantomima, musica ed effetti scenici, creato da Slava Polunin e andato in scena per la prima volta a Mosca nell'ottobre del 1993. Il teatro romano lo presenta come un genere a sé stante, capace di riportare gli adulti all'infanzia; la definizione è promozionale, ma è anche esatta.

Uno spettacolo senza lingua

In scena non si parla. La storia procede per gesti, sguardi, silenzi, suoni e immagini, e per questo il pubblico di qualunque paese la capisce allo stesso modo. Polunin ha spiegato più volte che il successo internazionale dei suoi lavori dipende proprio da questo: il clown che rinuncia alla lingua si fa capire ovunque. Per un teatro romano che nelle stesse settimane accoglie turisti, famiglie e scolaresche, è un vantaggio concreto: nessuno resta fuori dalla storia.

I personaggi

Al centro c'è un clown in giallo, Asissai, il personaggio che Polunin ha costruito all'inizio degli anni Ottanta, circondato da una compagnia di clown vestiti di verde. Le descrizioni ufficiali parlano di una troupe di personaggi folli, poetici, maliziosi e imprevedibili. Il clown giallo è malinconico e tenero; i verdi sono l'energia, lo scompiglio, il gioco.

Gli effetti

Lo spettacolo è costruito come una sequenza di effetti scenici. Il teatro elenca una tempesta di coriandoli di carta che invade tutta la sala e enormi palloni leggeri e colorati che scivolano sopra le teste del pubblico; le foto di scena diffuse dalla produzione mostrano anche una grande ragnatela che si stende sulla platea, la nebbia azzurra, il telefono del clown giallo. E soprattutto c'è la neve, che nel finale travolge letteralmente la platea. È in bilico, scrive il teatro, tra un happening e il teatro immersivo.

Il tono

Libero, lirico, ironico, fantasioso, tenero, a volte venato di malinconia: sono gli aggettivi che la produzione usa, e chi l'ha visto li riconosce tutti. La risata c'è, ma non è la risata da sketch televisivo; è quella che nasce dalla meraviglia, e che a volte si mescola a un nodo in gola. Polunin non ha mai nascosto che la sua comicità viene dal clown triste.

Le date e gli orari di Slava's SnowShow al Teatro Olimpico

Slava's SnowShow è in scena al Teatro Olimpico dal 27 gennaio al 7 febbraio 2027, con quindici rappresentazioni distribuite su undici giorni di spettacolo. Il calendario alterna serali infrasettimanali e doppie repliche nei due fine settimana.

La prima settimana

Mercoledì 27, giovedì 28 e venerdì 29 gennaio alle 20:30. Sabato 30 gennaio doppia replica, alle 16:30 e alle 20:30. Domenica 31 gennaio doppia replica, alle 15:00 e alle 18:30. Sono sette spettacoli in cinque giorni.

La seconda settimana

Lunedì 1 febbraio la compagnia riposa. Martedì 2, mercoledì 3, giovedì 4 e venerdì 5 febbraio alle 20:30. Sabato 6 febbraio alle 16:30 e alle 20:30. Domenica 7 febbraio, ultima giornata, alle 15:00 e alle 18:30. In tutto otto spettacoli.

Quanto dura

Per la tournée romana del marzo 2025 il Teatro Olimpico indicava una durata di 80 minuti più intervallo, Per la stagione 2027 la durata non è ancora pubblicata, né dal teatro né dal distributore: conviene considerare circa un'ora e tre quarti fra ingresso, primo tempo, intervallo e finale, al quale il pubblico tende a trattenersi volentieri.

Quale replica scegliere

Per le famiglie con bambini consiglio senza esitazione le repliche della domenica alle 15:00 o del sabato alle 16:30: si esce con la luce del tardo pomeriggio o all'ora di cena, senza rientri notturni. Per un pubblico adulto, la serale infrasettimanale ha un vantaggio preciso: la sala è meno carica di bambini piccoli e il finale con i palloni diventa un gioco fra adulti, che è forse la versione più commovente dello spettacolo.

Biglietti e prezzi di Slava's SnowShow

I biglietti per Slava's SnowShow al Teatro Olimpico costano da 31 a 51,50 euro di prezzo intero, cui si aggiunge il diritto di prevendita, da 4,70 a 7,50 euro, secondo il listino pubblicato dal teatro. Il teatro precisa che la prevendita è sempre richiesta al momento dell'emissione del biglietto.

Il listino intero

Poltronissima gold: 51,50 euro più 7,50 di prevendita, 59 euro in tutto. Poltronissima laterale: 43 euro più 6,50, 49,50 in tutto. Poltrona: 37 euro più 5,60. Balconata: 35 euro più 5,30. Balconata con balaustra: 34 euro più 5,10. Balconata laterale: 32 euro più 4,80. Balconata laterale con balaustra: 31 euro più 4,70, cioè 35,70 euro in tutto. Per l'acquisto online si aggiungono 2 euro di commissione a biglietto.

La tariffa under 12

Per i bambini sotto i 12 anni il teatro pubblica una tariffa ridotta in sei settori su sette. Poltronissima laterale: 25,80 euro più 3,90 di prevendita. Poltrona: 22,20 più 3,40. Balconata: 21 più 3,20. Balconata con balaustra: 20,40 più 3,10. Balconata laterale: 19,20 più 2,90. Balconata laterale con balaustra: 18,60 più 2,80. La poltronissima gold non ha tariffa ridotta. Considerato che lo spettacolo non è indicato sotto gli 8 anni, la riduzione riguarda in pratica i bambini fra gli 8 e gli 11.

Dove si comprano

Il canale diretto è il sito del Teatro Olimpico, con il sistema di vendita online collegato alla pagina dello spettacolo. Il botteghino di piazza Gentile da Fabriano 17 è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19, con orario continuato, e risponde all'indirizzo biglietti@teatroolimpico.it e al numero 349 2378200. I biglietti sono in vendita anche sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione: per quelli acquistati lì, il teatro indica di rivolgersi al circuito stesso.

Gruppi, scuole e Cral

Il Teatro Olimpico ha un ufficio promozione per gruppi e Cral, raggiungibile all'indirizzo ufficiopromozione@teatroolimpico.it. Per un'uscita aziendale con le famiglie, un gruppo di catechismo o un'associazione, conviene scrivere lì prima di comprare: le condizioni per i gruppi non sono pubblicate nella pagina dello spettacolo e vanno chieste direttamente.

Quale settore scegliere

In questo spettacolo la regola abituale si ribalta. Di solito si paga per stare vicini al palco; qui una parte decisiva dell'azione avviene in sala, sopra e intorno al pubblico. La platea è dentro la tempesta, riceve la neve e gioca con i palloni; la balconata guarda la scena dall'alto e vede l'intera sala trasformarsi. Per i bambini consiglio la platea, anche nei settori meno cari: essere dentro la neve è metà dell'esperienza.

Chi è Slava Polunin: la biografia

Vjačeslav Ivanovič Polunin, per tutti Slava, è un clown e artista russo nato il 12 giugno 1950 a Novosil, piccola città della regione di Orël. Il teatro romano lo presenta come «il clown più famoso al mondo», e la sua carriera, lunga oltre mezzo secolo, spiega perché la formula non sia solo pubblicitaria.

L'infanzia e gli studi

Figlio di una commessa, a scuola si fa notare nel teatro scolastico imitando Charlie Chaplin. Lascia Novosil per Leningrado, la città che aveva immaginato attraverso le lezioni di geografia; tenta l'ammissione all'istituto teatrale, ma viene respinto per problemi di pronuncia. Si iscrive a un istituto di ingegneria ed economia, lo abbandona nonostante le speranze della madre di avere un figlio ingegnere, e si diploma infine all'Istituto di cultura di Leningrado, dove in seguito insegnerà.

La pantomima

Nel 1967 entra nello studio di mimo del Palazzo della cultura Lensovet, guidato da Edward Rozinsky. Il primo successo arriva come interprete principale di pezzi di pantomima in uno spettacolo creato dal suo maestro. La sua pantomima eccentrica, che lui stesso chiamava con ironia «idiozia espressiva», gli porta presto popolarità.

La nascita di Asissai

Nel 1980 nasce Asissai, il suo clown: tuta gialla da lavoro, pantofole rosse e soffici, un'aria meditabonda e gentile. Il personaggio debutta davanti a milioni di telespettatori nella puntata di Capodanno fra il 1980 e il 1981 del programma televisivo sovietico Goluboj Ogonëk, in uno sketch con due enormi telefoni gonfiabili. Quello sketch è ancora oggi nel SnowShow.

I Licedei

Intorno ad Asissai Polunin costruisce un teatro di clown, i Licedei, parola che nel russo antico indica gli attori di strada. Ogni sfaccettatura del suo personaggio diventa un clown a sé. Il gruppo crea spettacoli di grande successo in tutta l'Unione Sovietica e diventa il laboratorio da cui usciranno molti dei clown che ancora oggi girano il mondo.

Le grandi imprese

Nel 1982 organizza a Leningrado una parata di mimi con oltre 800 artisti da tutto il paese, in anni di stretto controllo su ogni manifestazione artistica. Nel 1985, durante il Festival mondiale della gioventù a Mosca, porta in città mimi e clown stranieri. Nel 1987 organizza un festival del teatro di strada: oltre duecento partecipanti vivono su un'isola disabitata del Golfo di Finlandia e raggiungono Leningrado in barca.

Il funerale dei Licedei

Nel 1988, per il ventesimo anniversario del gruppo, i Licedei celebrano il proprio funerale. Convinti, con Stanislavskij, che un teatro muoia dopo vent'anni di vita, mettono in scena discorsi funebri, un corteo di bare per le strade di Leningrado e infine le bare in fiamme lasciate scorrere sulla Neva. È la fine reale di quel teatro, e l'inizio di un'altra stagione.

La Carovana della pace e l'Accademia dei folli

Nel 1989 guida la Carovana della pace, un festival itinerante che per sei mesi porta artisti di strada da Mosca a Parigi, vivendo in camper e recitando nelle piazze e sotto i tendoni, tre mesi prima della caduta del muro di Berlino. Fonda poi l'Accademia dei folli, dedicata alla rinascita della cultura del carnevale; nell'estate 2001 presenta il suo «Nuovo Carnevale» alle Olimpiadi mondiali del teatro, nei giardini dell'Ermitage di Mosca.

Il Moulin Jaune e il circo

Accanto ai tour, Polunin ha fondato il Moulin Jaune, laboratorio creativo nei pressi di Parigi, e presiede l'International Academy of Fools. Dal 2013 al 2016 ha diretto il Grande circo di Stato di San Pietroburgo, il più antico circo della Russia. Ha creato anche «Diabolo», definito una meditazione comica sulla vita, la morte e la bellezza dell'universo.

Il cinema

La sua filmografia comprende, fra gli altri, «Clown» (2002), di cui è anche produttore, «Snow Show 3D» (2012) e la voce di un personaggio in «Hoffmaniada» (2018), lungometraggio d'animazione russo. Sono tappe minori rispetto al teatro, ma raccontano un artista che ha sempre cercato di portare il suo mondo fuori dalla scena.

I maestri di Slava Polunin: da Engibarov a Totò

Slava Polunin indica come maestri quattro nomi: Leonid Engibarov, Marcel Marceau, Charlie Chaplin e Totò. La produzione italiana cita espressamente il principe De Curtis, e chi guarda con attenzione i clown verdi ritrova qualcosa della sua marionetta snodata.

Leonid Engibarov, il clown triste

Engibarov è il clown sovietico della poesia e della malinconia: da lui Polunin prende il diritto del clown a essere triste, e l'idea che la risata possa nascere dalla solitudine. Asissai è figlio di quella tristezza poetica.

Marcel Marceau e Chaplin

Da Marceau arriva la filosofia raffinata della pantomima, il corpo che racconta senza oggetti. Da Chaplin l'umanità e l'amarezza comica, e il primo esercizio del giovane Slava, che a scuola lo imitava. Il risultato è un teatro dove il gesto pesa quanto una battuta.

Totò

Il riferimento a Totò non è una cortesia verso il pubblico italiano: il teatro di Polunin condivide con il grande napoletano la maschera, il corpo come strumento comico, l'assurdo quotidiano.

La storia di Slava's SnowShow nel mondo

Slava's SnowShow ha debuttato a Mosca nell'ottobre del 1993 e da allora è stato rappresentato in oltre 80 paesi. The Times di Londra, secondo la biografia diffusa dalla produzione, lo ha definito un classico del teatro del Novecento.

Gli anni Novanta: Edimburgo e Londra

Nell'agosto del 1996 lo spettacolo arriva al Fringe di Edimburgo, dove vince il Festival Critics Award. Nel 1997 approda all'Old Vic di Londra e nel 1998 riceve il Laurence Olivier Award. È la consacrazione nel teatro britannico, che da allora lo ha riaccolto più volte, alla Royal Festival Hall nelle feste del 2012 e del 2017.

New York

L'8 settembre 2004 debutta Off-Broadway all'Union Square Theatre, dove rimane fino al 7 gennaio 2007: più di due anni di repliche. Nel 2005 vince il Drama Desk Award come esperienza teatrale unica. Dal 7 dicembre 2008 al 4 gennaio 2009 va in scena a Broadway, all'Helen Hayes Theatre, e ottiene la candidatura al Tony come evento teatrale speciale. Ritorna a Broadway dall'11 novembre 2019 al 5 gennaio 2020, allo Stephen Sondheim Theatre.

Il medagliere

Fra i riconoscimenti elencati dalla produzione: il Time Out Award di Londra (1994), il Naso d'oro del festival internazionale del clown di Barcellona (1995), l'Herald Angel Award di Glasgow e il Festival Critics Award di Edimburgo (1996), l'Olivier (1998), il premio Stanislavskij a Mosca (2001), il Drama Desk (2005), la nomina a Chevalier dans l'ordre des Arts et des Lettres in Francia (2008) e la candidatura ai Tony (2009).

L'Italia

La biografia ufficiale ricorda che lo spettacolo ama tornare nei paesi che già lo conoscono e lo accolgono come una festa, e cita espressamente l'Italia accanto a Russia, Regno Unito, Francia, Messico e Corea. In Italia lo distribuisce TAM ON TOUR in collaborazione con l'agenzia Gaap; la tappa milanese al Piccolo Teatro Strehler è stata riproposta in occasione di Milano Cortina 2026.

La tournée italiana del 2027

Dopo Roma, secondo il calendario del distributore, lo spettacolo prosegue al Politeama Genovese dal 23 al 28 febbraio 2027, al Teatro Duse di Bologna dal 2 al 7 marzo e al Politeama Rossetti di Trieste dal 9 al 14 marzo. Roma apre dunque il giro italiano dell'inverno, ed è la tappa più lunga.

La compagnia e la colonna sonora di Slava's SnowShow

Slava's SnowShow è creato da Slava Polunin, che firma la regia con Viktor Kramer, le scene con Viktor Plotnikov, il suono con Roman Dubinnikov, e da solo i costumi e gli effetti speciali. È una firma quasi totale: poche produzioni al mondo portano così interamente il segno di un solo artista.

Chi va in scena

La pagina del teatro non indica gli interpreti delle repliche romane: elenca Polunin come creatore, regista, scenografo e autore di costumi ed effetti, non come attore. Chi va per vedere lui fisicamente sul palco farebbe bene a chiederlo al botteghino prima di comprare, per non restare deluso.

La musica

La colonna sonora è un collage di musiche registrate che il pubblico riconosce al primo accordo. Fra i brani documentati nelle produzioni del SnowShow ci sono pagine di Vangelis, «Chariots of Fire» compreso, il tema di «Peter Gunn» di Henry Mancini, il «Bolero» di Ravel, la Toccata e fuga in re minore di Bach, «O Fortuna» dai Carmina Burana di Orff, il Concierto de Aranjuez di Rodrigo, la sonata «Al chiaro di luna» di Beethoven, brani degli Yello e di Stéphane Grappelli, e «Krasivaya» dello stesso Roman Dubinnikov.

Il suono come regia

Nel SnowShow la musica fa il lavoro che in un altro spettacolo farebbero le parole. Il crescendo finale, quando la bufera di neve investe la platea, è costruito sul suono prima ancora che sulla macchina scenica: chi siede in platea lo sente arrivare addosso.

Slava's SnowShow con i bambini: età e consigli

Il Teatro Olimpico indica chiaramente che Slava's SnowShow non è adatto ai bambini con meno di 8 anni. È un'indicazione da prendere sul serio, e che molti genitori, abituati a considerare i clown uno spettacolo per piccolissimi, sottovalutano.

Perché non sotto gli 8 anni

Lo spettacolo alterna scene tenere a momenti di buio, rumore forte, vento e nebbia; la tempesta finale è potente, con un getto di neve di carta che investe tutta la sala. Per un bambino piccolo può essere più spaventosa che meravigliosa. Inoltre la prima parte vive di silenzi e di ritmi lenti, che richiedono una certa capacità di attenzione.

Dagli 8 anni in su

Dagli 8 anni in poi è, a nostro giudizio, uno dei migliori primi spettacoli teatrali possibili: senza parole, quindi senza barriere, pieno di immagini, con un finale in cui i bambini diventano protagonisti e giocano con i palloni giganti insieme agli adulti. La tariffa ridotta per gli under 12 va proprio in questa direzione.

Come prepararli

Due cose aiutano. Dire ai bambini che ci sarà buio e che a un certo punto arriverà una bufera in sala, ma che è neve di carta. E vestirli comodi: chi è in platea torna a casa con coriandoli bianchi nei capelli, nel colletto, nelle tasche. Una borsa per il cappotto non guasta.

Per gli adulti senza bambini

Sarebbe un errore considerarlo uno spettacolo per l'infanzia. La produzione dice che catapulta gli adulti indietro nell'infanzia, e il pubblico adulto è spesso quello che reagisce con più emozione.

Una curiosità su Slava's SnowShow al Teatro Olimpico — dal 27 gennaio al 7 febbraio 2027

Lo sketch dei due telefoni giganti, uno dei momenti più amati di Slava's SnowShow, ha più di quarantacinque anni: Asissai lo presentò per la prima volta in televisione nella notte di Capodanno fra il 1980 e il 1981, davanti a milioni di spettatori sovietici. Lo spettacolo che si vedrà all'Olimpico nel 2027 conserva dunque un numero nato prima che la maggior parte del pubblico in sala venisse al mondo.

La biografia diffusa dalla produzione racconta che in quello sketch il pubblico ascoltò per la prima volta il discorso di Polunin sull'amore, sulla solitudine, sul desiderio di essere capiti, sulla felicità della scoperta e sull'amarezza della perdita. Tutto questo senza una sola parola: due telefoni gonfiabili enormi, due clown, una conversazione impossibile. È una scena che funziona oggi esattamente come allora, e in un'epoca in cui tutti parliamo al telefono senza ascoltarci ha guadagnato un significato in più.

La seconda curiosità riguarda il nome del clown giallo. Nei materiali italiani compare scritto in più modi, Asisyai o Asissai; lo stesso Polunin lo chiama «il mio Asissai» nel testo che il teatro romano pubblica nella pagina dello spettacolo. Qualunque grafia si scelga, il personaggio è lo stesso da oltre quarant'anni.

La terza: Asissai ha un grido di battaglia, uno «Zya!» pieno di superbia, che la biografia ufficiale ricorda come il segno del suo lato più ironico. Il personaggio non era nato soltanto tenero: all'inizio era anche arrogante, capriccioso, spavaldo. Da ciascuno di questi lati Polunin ha poi ricavato un clown diverso, ed è da quella moltiplicazione che è nata la compagnia dei verdi che si vede in scena.

Il Teatro Olimpico: la sede di Slava's SnowShow

Il Teatro Olimpico di Roma, in piazza Gentile da Fabriano 17, è attivo come cine-teatro dal 1936 e come teatro dal 1981, e ha una sala di circa 1.400 posti. Si trova sul lungotevere Flaminio, davanti al Ponte della Musica, ed è la sede della maggior parte degli spettacoli dell'Accademia Filarmonica Romana, che coproduce le repliche di Polunin. Per la scheda completa del luogo rimando alla pagina dedicata al Teatro Olimpico.

Un edificio degli anni Trenta

L'intero isolato fu costruito fra il 1935 e il 1936 dall'impresa Garbarino, Sciaccaluga e Mezzacane per conto della Società Generale Immobiliare. Sono gli anni in cui prendono forma il quartiere Flaminio e il Foro Italico. La struttura è in cemento armato, con facciate nel gusto dell'epoca e largo impiego di travertino nello zoccolo e nelle cornici di porte e finestre.

Fra varietà e cinema

Il teatro descrive la propria architettura come concepita fra l'idea del teatro di varietà e quella della sala cinematografica. Dalla fine degli anni Trenta agli anni Cinquanta funzionò soprattutto come cinema, con numeri di avanspettacolo negli intervalli. Per un clown come Polunin, cresciuto fra pantomima e varietà televisivo, è una casa quasi naturale.

La sala

La platea ha 966 posti disposti ad anfiteatro su una cavea in pendenza; la galleria, ampia e a ferro di cavallo, ne conta 444. Il palcoscenico misura circa dieci metri di profondità per dodici di larghezza, con fossa per l'orchestra. La sala è molto larga: per uno spettacolo che si allarga fino a invadere il pubblico, è una dimensione perfetta, perché la tempesta raggiunge quasi tutti.

Il foyer

Il foyer è una rotonda circolare, con ampi corridoi a pianterreno e in galleria. Vi sono conservati elementi scenici di spettacoli storici: le scene dorate di Corrado Cagli per la Messa di Stravinskij (1975), il fondale di Giacomo Manzù per l'«Histoire du soldat» (1966), la scenografia di Alfred Silbermann per la Messa di Stravinskij (2001), la scultura di Mirko per «Chordination» di Niccolò Castiglioni (1968).

Broadway sul Tevere

Il teatro riporta un giudizio attribuito a Orson Welles, secondo cui l'Olimpico sarebbe l'unico luogo di Roma capace di ricordare l'atmosfera dei teatri di Broadway. Il SnowShow a Broadway c'è stato davvero, due volte; ritrovarlo in questa sala ha una sua coerenza.

Una cosa che non ti dice nessuno su Slava's SnowShow al Teatro Olimpico — dal 27 gennaio al 7 febbraio 2027

In Slava's SnowShow il posto più caro non è necessariamente il migliore, e questo cambia il modo di comprare il biglietto. Lo spettacolo ha due metà: la prima si svolge sul palcoscenico, con i numeri di clown, i telefoni, la ragnatela, le luci; la seconda esce dal palco e invade la sala, con la tempesta di neve, i coriandoli e i palloni giganti che passano di mano in mano sopra le teste.

Chi è in poltronissima centrale vede meglio la prima metà, ma nella seconda si trova al centro della bufera, e a quel punto guarda in su più che avanti. Chi è in balconata frontale vede la prima metà un po' più da lontano, ma nel finale assiste allo spettacolo più bello di tutti: la sala intera che si trasforma, le 966 persone della platea coperte di neve, i palloni che rimbalzano da una fila all'altra. La differenza di prezzo fra la poltronissima gold e la balconata frontale è di quasi 19 euro a testa, prevendita compresa: per una famiglia di quattro persone fa quasi 75 euro.

La seconda cosa che nessuno dice riguarda l'uscita. Alla fine dello spettacolo il pubblico non se ne va. La produzione lo scrive quasi come uno slogan, «nessuno vuole tornare a casa», ma è una descrizione esatta: i palloni continuano a girare, i bambini si tirano la neve, gli adulti fotografano. Conviene tenerne conto nell'organizzare la serata. Chi ha un tram da prendere o una cena prenotata deve lasciare un margine di almeno venti minuti in più rispetto alla durata dichiarata.

Terzo punto: la neve di carta arriva ovunque. Nelle borse aperte, nei cappucci, nelle pieghe dei cappotti lasciati sulle ginocchia. Chi porta una borsa di pelle scura o un cappotto buono in platea lo sappia; il guardaroba, se disponibile, è una buona idea.

Come arrivare al Teatro Olimpico per Slava's SnowShow

Il Teatro Olimpico si raggiunge con la metro A fino alla fermata Flaminio e poi con il tram 2 lungo la via Flaminia, in direzione piazza Mancini. Il teatro è in piazza Gentile da Fabriano 17, affacciato sul lungotevere Flaminio, nella parte nord dell'isolato delimitato da viale del Vignola e via Giorgio Vasari.

Metro e tram

La linea A della metropolitana ferma a Flaminio, in piazzale Flaminio, accanto a Porta del Popolo. Da lì il tram 2 percorre la via Flaminia verso nord fino a piazza Mancini. Dalla via Flaminia al teatro si cammina pochi minuti verso il fiume. Nelle ore serali conviene controllare le frequenze sul sito dell'azienda di trasporto prima di uscire.

A piedi dal Ponte della Musica

Il Ponte della Musica, riservato a pedoni, biciclette e mezzi pubblici, collega il lungotevere Cadorna, sulla riva del Foro Italico, con piazza Gentile da Fabriano. Chi arriva dal quartiere Della Vittoria o da Prati attraversa il Tevere a piedi e si trova davanti al teatro. Il ponte è raggiungibile anche dalla zona della fermata Lepanto della metro A.

A piedi dal centro

Da piazza del Popolo si può camminare risalendo la via Flaminia o il lungotevere. È una passeggiata lunga ma piana; a fine gennaio, con le giornate corte e il vento del fiume, la consiglio solo per le repliche pomeridiane e con un cappotto vero.

In auto

Il teatro è ben collegato attraverso il lungotevere con tutta la città. La sosta nelle strade del Flaminio è però contesa nelle sere di spettacolo, e con 1.400 persone in uscita nello stesso momento il traffico si blocca. Con le doppie repliche del sabato e della domenica la situazione peggiora, perché il pubblico della seconda arriva mentre esce quello della prima.

In taxi

Per le serali il taxi resta la soluzione più comoda, soprattutto al ritorno. All'uscita conviene allontanarsi di qualche decina di metri dalla piazza, dove il traffico si scioglie prima.

Il consiglio che ti do per visitare Slava's SnowShow al Teatro Olimpico — dal 27 gennaio al 7 febbraio 2027

Per Slava's SnowShow al Teatro Olimpico conviene scegliere la replica della domenica alle 15:00, sedersi in platea e costruirci intorno una giornata al Flaminio. Con uno spettacolo che finisce in una festa collettiva, l'orario pomeridiano permette di restare in sala a giocare senza guardare l'orologio, e di uscire quando fuori è ancora chiaro abbastanza per una passeggiata sul Tevere.

La sequenza consigliata con i bambini è questa. Mattina al MAXXI, che è a pochi minuti a piedi, o una passeggiata a Villa Borghese; pranzo presto nel quartiere; ingresso in teatro alle 14:30; spettacolo; uscita intorno alle 17 con il Ponte della Musica che si accende. Per un gruppo di adulti, invece, la serale del mercoledì o del giovedì: sala più tranquilla, finale giocato fra grandi, cena dopo.

Secondo consiglio: comprate presto. Nel marzo 2025 le repliche romane erano sette in cinque giorni; nel 2027 il teatro ne ha programmate quindici in dodici giorni, più del doppio. È il segno che la domanda romana, dopo dieci anni di assenza fra una visita e l'altra, si è rivelata superiore alle attese. Le doppie repliche del fine settimana sono quelle che si esauriscono per prime.

Terzo: arrivate con un quarto d'ora di anticipo e guardate il foyer. Le scene di Manzù e di Cagli sono lì da decenni, e quasi nessuno le nota. Per un bambino che entra per la prima volta in un teatro vero, spiegare che quei pannelli dorati hanno fatto da scena a Stravinskij è un modo di cominciare lo spettacolo prima che si spengano le luci.

Infine: lasciate il telefono in tasca durante la prima parte. Il finale, invece, fotografatelo pure con discrezione: lo fanno tutti, e fa parte del rito.

Come organizzare la giornata con Slava's SnowShow

Con repliche alle 15:00, alle 16:30, alle 18:30 e alle 20:30, Slava's SnowShow permette quattro modi diversi di vivere il Flaminio in una giornata d'inverno. La scelta dipende da chi siete e da quanto tempo avete.

La domenica alle 15

È la fascia delle famiglie. Pranzo, spettacolo, uscita nel tardo pomeriggio con la luce che se ne va sul fiume. Il resto della serata è libero, e i bambini vanno a letto all'ora giusta. La consiglio a chi viene da fuori Roma e deve rientrare in giornata.

Il sabato alle 16:30

È la più versatile: mattina in centro o al museo, spettacolo, e la sera libera per una cena. Si esce intorno alle 18:30, al buio: il Ponte della Musica illuminato è il modo migliore per chiudere.

La domenica alle 18:30

Per chi vuole una giornata intera in città e lo spettacolo come ultima tappa. Finisce intorno alle 20:30, orario da cena domenicale. È una buona scelta per coppie e per gruppi di adulti che vogliono evitare la folla delle famiglie.

La serale delle 20:30

Per chi vive a Roma. Si cena prima, presto e leggero, oppure dopo, con un locale già scelto. Si esce intorno alle 22:30. Con i bambini in età scolare, meglio il venerdì che i giorni infrasettimanali.

Abbinare un museo

Il MAXXI è a pochi minuti a piedi; più a sud, verso Valle Giulia, ci sono il Museo Etrusco di Villa Giulia e la Galleria Nazionale. Dall'altra parte della via Flaminia si trova l'Auditorium Parco della Musica. Gli orari dei musei vanno controllati sui rispettivi siti ufficiali.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Slava's SnowShow è legato a Roma dall'Accademia Filarmonica Romana, una delle più antiche istituzioni musicali della città, che lo ospita nella propria stagione e lo coproduce con il Teatro Olimpico. È un fatto scritto nella locandina, «in collaborazione con Accademia Filarmonica Romana», ma raramente viene notato: a Roma lo spettacolo di clown più famoso al mondo entra nel cartellone di un'accademia di musica.

La cosa ha una logica precisa. Il SnowShow è, prima di tutto, uno spettacolo di musica e di suono: la colonna sonora che va da Bach a Vangelis, da Ravel a Mancini, regge l'intera drammaturgia. E la Filarmonica ha con il Teatro Olimpico un rapporto che dura da ottant'anni: lo ebbe in locazione per la propria stagione dal dopoguerra, e fu la sua presidente, Adriana Panni, a promuovere nel 1980 la sottoscrizione di cittadini che salvò il teatro dalla vendita e lo trasformò nella Teatro Olimpico spa.

Anche la tournée romana del marzo 2025 era ospite della stagione della Filarmonica, e le cronache di allora la salutavano come il ritorno di Polunin nella capitale dopo dieci anni. La Filarmonica la presentava nel proprio programma con una formula bilingue, italiano e inglese, e con la stessa avvertenza di oggi: non indicato per bambini sotto gli 8 anni.

Messi insieme, questi fatti spiegano perché le repliche del 2027 siano raddoppiate. Il pubblico della Filarmonica, quello delle famiglie e quello del Teatro Olimpico si sommano; e la programmazione di fine gennaio, lontana dalle feste, trova la città con meno concorrenza di spettacoli per famiglie.

La foto giusta da fare a Slava's SnowShow al Teatro Olimpico — dal 27 gennaio al 7 febbraio 2027

La foto giusta di Slava's SnowShow si fa nel finale, dalla balconata, quando i palloni giganti colorati galleggiano sopra la platea bianca di neve. È l'unico momento in cui fotografare è parte del rito, e l'inquadratura dall'alto restituisce la sala intera trasformata, molto più di qualsiasi primo piano.

Durante la prima parte, invece, il telefono va tenuto in tasca. Lo spettacolo vive di buio, di luci precise, di silenzi: uno schermo acceso in platea rovina la scena a chi è seduto dietro, e una foto con il flash rovina il lavoro dei clown. Nel finale le luci della sala si alzano e il gioco coinvolge tutti: lì una foto discreta, senza flash, non disturba nessuno.

Chi è in platea ha un'altra occasione: i bambini sotto la neve, con i coriandoli nei capelli e le mani alzate verso un pallone. È la foto che i genitori conservano per anni. Il consiglio è di scattarla in modalità continua, perché i palloni si muovono in fretta e i bambini ancora di più.

Fuori, la foto da fare è sul Ponte della Musica, lungo 190 metri, con i suoi due grandi archi ribassati in acciaio lievemente inclinati verso l'esterno. Dalla metà del ponte, guardando verso piazza Gentile da Fabriano, si ha la facciata del teatro inquadrata dagli archi. Con la replica della domenica alle 15, all'uscita la luce del tramonto di fine gennaio scende sul Tevere e su Monte Mario: per chi ama la fotografia è l'ora migliore. Un ultimo dettaglio: controllate i capelli dei compagni prima dello scatto. La neve di Polunin resta addosso a lungo.

Il quartiere Flaminio intorno a Slava's SnowShow

Il Flaminio è il primo quartiere di Roma, stretto fra la via Flaminia e la sponda sinistra del Tevere, ed è diventato nel Novecento un polo della cultura, dello sport e dello spettacolo. Il teatro stesso cita l'Auditorium, il MAXXI e il Ponte della Musica come i nuovi luoghi che ne hanno fatto un riferimento per l'arte.

Il MAXXI

Il MAXXI, museo nazionale delle arti del XXI secolo, è in via Guido Reni, a pochi minuti a piedi dal teatro. Inaugurato nel 2010 su progetto di Zaha Hadid, ha spazi ampi e luminosi che piacciono ai bambini quanto agli adulti: è il complemento naturale di una giornata con Polunin.

L'Auditorium Parco della Musica

Dall'altra parte della via Flaminia si trova l'Auditorium Parco della Musica di Renzo Piano. Anche senza un concerto in programma, una passeggiata intorno alle sale è una lezione di architettura contemporanea.

Il Ponte della Musica

Inaugurato il 31 maggio 2011 e intitolato due anni dopo al compositore Armando Trovajoli, il ponte collega il teatro al Foro Italico. Il progetto nasce da un concorso internazionale del 2000, vinto dallo studio londinese Buro Happold con Kit Powell-Williams Architects; l'opera era prevista già nel piano regolatore del 1929.

Il Foro Italico e lo Stadio Olimpico

Sull'altra riva, attraversando il ponte, si arriva al Foro Italico e poco oltre allo Stadio Olimpico. Il complesso sportivo degli anni Trenta è coetaneo del teatro: stessa stagione urbanistica, stessa Roma che cresceva verso nord.

Ponte Milvio

Risalendo la Flaminia verso nord si arriva a Ponte Milvio, il ponte romano sul Tevere, oggi al centro di una delle zone più animate della sera a Roma nord. È la direzione naturale per chi cerca un locale dopo la replica serale.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il 4 marzo 1965 Pierre Boulez diresse al Teatro Olimpico un concerto con la prima esecuzione italiana di «Abramo e Isacco» di Igor Stravinskij e la prima europea della sua «Elegia per Kennedy». È forse la serata più importante della lunga stagione in cui l'Accademia Filarmonica Romana, in affitto nel teatro dal dopoguerra, portò al Flaminio la musica del Novecento.

Prima ancora, la sala aveva avuto un'altra vita. Costruita nel 1935 e nel 1936, fu affidata alla Gestim e poi locata alla Esercizi Cinematografici Italiani: dalla fine degli anni Trenta agli anni Cinquanta, con l'interruzione della guerra, fu soprattutto un cinema, con numeri di avanspettacolo negli intervalli. Clown, comici e ballerine di varietà calcavano quel palcoscenico fra una proiezione e l'altra: Polunin, in un certo senso, torna alle origini della sala.

Gli anni della Filarmonica hanno lasciato tracce visibili nel foyer: il fondale di Giacomo Manzù per l'«Histoire du soldat» di Stravinskij, in scena dall'11 al 14 ottobre 1966; la scultura di Mirko per «Chordination» dai Tre misteri di Niccolò Castiglioni, dal 2 al 4 ottobre 1968; le scene dorate di Corrado Cagli per la Messa di Stravinskij, dal 29 al 31 ottobre 1975.

Il 1980 è l'anno della svolta. La società proprietaria dell'immobile e l'ente cinematografico che gestiva la sala fallirono, e l'Olimpico fu messo in vendita. Adriana Panni promosse allora una sottoscrizione fra cittadini, professionisti e amanti della musica: nacque la Teatro Olimpico spa, che acquistò l'immobile dalla Società Generale Immobiliare e lo detiene ancora oggi. Dal 1981 la programmazione si allargò a danza, prosa e comicità.

Seguirono date rimaste nella memoria della città: i Momix dall'aprile 1982, la Lindsay Kemp Company nel febbraio 1989, il White Oak Dance Project di Michail Baryšnikov dal 10 al 15 ottobre 1995, il Bol'šoj Ballet dal 23 al 26 settembre 1996, il Béjart Ballet Lausanne nell'ottobre 2004. Nella stagione 2009/2010 l'Olimpico risultava secondo teatro di Roma e settimo d'Italia per afflusso di spettatori secondo le classifiche dell'Agis. Nel marzo 2025 Slava's SnowShow vi tornò dopo dieci anni; nel 2027 ci torna con il doppio delle repliche.

Fine gennaio a Roma: il periodo di Slava's SnowShow

Le repliche di Slava's SnowShow cadono fra l'ultima settimana di gennaio e la prima di febbraio 2027, settimane di bassa stagione turistica a Roma, con giornate corte e sere fredde. Per chi visita la città è un periodo con vantaggi precisi.

Il clima

Gennaio e febbraio sono i mesi più freddi dell'anno romano, con mattine spesso limpide e serate che invitano a vestirsi a strati. Il lungotevere del Flaminio, esposto al vento del fiume, si sente. La neve vera a Roma è un evento raro; quella di Polunin, almeno, è garantita.

Musei più tranquilli

Dopo le feste e prima della primavera, i grandi musei della zona e del centro sono meno affollati. Chi abbina lo spettacolo a una visita trova sale più vuote e tempi più distesi.

Verso il Carnevale

Le repliche arrivano alla vigilia del periodo di Carnevale, che a Roma ha una lunga storia legata alla via del Corso e a piazza del Popolo, raccontata nella scheda sul Carnevale romano. Polunin, che ha dedicato anni alla rinascita della cultura del carnevale con la sua Accademia dei folli, è l'ospite più adatto per aprire la stagione delle maschere.

Botteghino, accessibilità e servizi del Teatro Olimpico

Il botteghino del Teatro Olimpico, in piazza Gentile da Fabriano 17, è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19 con orario continuato. Si può scrivere a biglietti@teatroolimpico.it o chiamare il numero 349 2378200.

Informazioni e cambi

Per domande sui posti, sui settori, sulle tariffe ridotte e sull'età dei bambini, il riferimento è il botteghino. Per i biglietti acquistati sul circuito di prevendita esterno, il teatro indica di rivolgersi al circuito stesso, seguendo le sue istruzioni.

Accessibilità

La sala ha una platea in pendenza e una galleria al piano rialzato. Per le esigenze di persone con disabilità o mobilità ridotta, posti dedicati, accompagnatori e accesso, il consiglio è contattare il botteghino prima dell'acquisto. Per chi ha una sensibilità ai rumori forti o al buio, va tenuto presente che lo spettacolo ha momenti di vento, nebbia e suono ad alto volume.

Abbonamenti e stagione

Slava's SnowShow fa parte della stagione 2026/2027 del Teatro Olimpico, che pubblica sul proprio sito il cartellone completo e le formule di abbonamento. Nello stesso inverno la sala ospita anche la comicità di Angelo Pintus, in scena a gennaio e a febbraio.

Chi è passato da Slava's SnowShow al Teatro Olimpico — dal 27 gennaio al 7 febbraio 2027

Dal palcoscenico del Teatro Olimpico sono passati Pierre Boulez, Arturo Benedetti Michelangeli, Zubin Mehta, Jessye Norman, Dario Fo, Giorgio Gaber, Lucio Dalla, Michail Baryšnikov e Gigi Proietti, oltre allo stesso Slava Polunin, che vi ha portato il SnowShow nel marzo 2025, ospite della stagione della Filarmonica, a dieci anni dalla sua ultima visita romana. È un elenco che poche sale italiane della stessa capienza possono vantare.

Per la musica colta, l'epoca dell'Accademia Filarmonica ha portato qui interpreti come Arturo Benedetti Michelangeli, Jessye Norman, Zubin Mehta, Giuseppe Sinopoli, e autori come Luigi Dallapiccola. Pierre Boulez vi diresse nel 1965 le prime di Stravinskij ricordate sopra. Accanto a loro, la musica pop e d'autore: i Marillion nel febbraio 1988, i Nomadi, i Pooh con «Musica dentro» nell'ottobre 1994, Lucio Dalla con «Henna» nell'aprile 1994, Nicola Piovani, Massimo Ranieri.

La danza internazionale ha visto Michail Baryšnikov, Joaquín Cortés, Lindsay Kemp, Maurice Béjart, Antonio Gades, il Bol'šoj Ballet e i Momix di Moses Pendleton, ospiti fissi della sala. Il teatro d'autore ha avuto Dario Fo e Giorgio Gaber, che vi portò «Un'idiozia conquistata a fatica» il 28 gennaio 1998, quasi esattamente ventinove anni prima della prima romana di Polunin nel 2027.

La comicità è la famiglia più numerosa: Gigi Proietti con «A me gli occhi» nel maggio 1996, Enrico Brignano, Vincenzo Salemme, Maurizio Battista, Aldo, Giovanni e Giacomo, Lillo e Greg, Ale e Franz, Neri Marcorè, Gioele Dix, Cinzia Leone, Max Giusti.

In questa compagnia Polunin occupa un posto particolare. È l'unico, fra i nomi ricordati, ad appartenere a tutte le famiglie insieme: la pantomima lo avvicina alla danza di Kemp e dei Momix, la colonna sonora alla musica della Filarmonica, il clown ai mattatori della comicità.

Perché vedere Slava's SnowShow a Roma nel 2027

Slava's SnowShow è uno dei pochi spettacoli teatrali che, dopo più di trent'anni di repliche in oltre 80 paesi, conserva intatta la capacità di sorprendere chi lo vede per la prima volta e di commuovere chi lo rivede. Le ragioni per andarci a Roma nel 2027 sono concrete.

La sala giusta

Una sala da 1.400 posti larga più che profonda, con una galleria a ferro di cavallo che abbraccia la platea, è la misura ideale per uno spettacolo che si allarga fino al pubblico. Nei palasport la tempesta si disperde, nei teatri piccoli manca lo spettacolo della sala intera. L'Olimpico ha l'equilibrio giusto.

Il prezzo

Con un listino che parte da 35,70 euro prevendita compresa per un adulto e da 21,40 euro per un bambino sotto i 12 anni, un pomeriggio a teatro per una famiglia costa meno di quanto si immagini, meno di molte attrazioni per famiglie della città.

Un teatro per tutte le generazioni

Senza parole, senza riferimenti a un'attualità che invecchia, senza barriere di lingua: è uno spettacolo che un nonno e un nipote di dieci anni vivono insieme, con la stessa intensità. Il testo di Polunin che il teatro pubblica parla del privilegio di guardare ogni sera negli occhi felici di migliaia di spettatori; lo spettacolo restituisce lo stesso privilegio al pubblico.

Domande frequenti su Slava's SnowShow a Roma

Quando va in scena Slava's SnowShow al Teatro Olimpico?

Slava's SnowShow è in scena al Teatro Olimpico di Roma dal 27 gennaio al 7 febbraio 2027, per quindici rappresentazioni. Il 27, 28 e 29 gennaio e dal 2 al 5 febbraio si comincia alle 20:30; il 30 gennaio e il 6 febbraio alle 16:30 e alle 20:30; il 31 gennaio e il 7 febbraio alle 15:00 e alle 18:30. Lunedì 1 febbraio non ci sono repliche.

Quanto costano i biglietti per Slava's SnowShow a Roma?

I biglietti per Slava's SnowShow al Teatro Olimpico costano da 31 euro più 4,70 di prevendita (balconata laterale con balaustra) a 51,50 euro più 7,50 di prevendita (poltronissima gold). La poltrona di platea costa 37 euro più 5,60. Per gli under 12 ci sono tariffe ridotte da 18,60 a 25,80 euro più prevendita; online si aggiungono 2 euro di commissione.

Da che età è adatto Slava's SnowShow?

Slava's SnowShow non è indicato per bambini con meno di 8 anni, secondo quanto scrive il Teatro Olimpico nella pagina dello spettacolo. Lo spettacolo ha momenti di buio, rumori forti, vento e una tempesta di neve di carta che investe la sala. Dagli 8 anni in su è invece un primo spettacolo teatrale ideale, e fino agli 11 anni vale la tariffa under 12.

Quanto dura Slava's SnowShow?

Per la tournée romana del 2025 il Teatro Olimpico indicava per Slava's SnowShow una durata di 80 minuti più intervallo; per il 2027 la durata non è ancora pubblicata e il formato è lo stesso. Conviene aggiungere il tempo del finale, quando il pubblico resta in sala a giocare con i palloni e la neve.

Dove si trova il Teatro Olimpico e come ci si arriva?

Il Teatro Olimpico si trova in piazza Gentile da Fabriano 17, nel quartiere Flaminio, sul lungotevere all'altezza del Ponte della Musica. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 lungo la via Flaminia in direzione piazza Mancini; dalla linea al teatro sono pochi minuti a piedi. Dal Foro Italico si attraversa a piedi il Ponte della Musica.

Dove si comprano i biglietti per Slava's SnowShow?

I biglietti per Slava's SnowShow si comprano sul sito ufficiale del Teatro Olimpico, al botteghino di piazza Gentile da Fabriano 17, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19, e sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. Per gruppi, scuole e Cral il teatro ha un ufficio promozione dedicato, da contattare prima dell'acquisto.

Chi è Slava Polunin?

Slava Polunin è un clown e artista russo nato a Novosil il 12 giugno 1950, creatore di Slava's SnowShow e del personaggio del clown giallo Asissai, nato nel 1980. Ha fondato il teatro dei Licedei e l'Accademia dei folli, ha diretto dal 2013 al 2016 il Grande circo di Stato di San Pietroburgo e ha vinto, fra gli altri, un Laurence Olivier Award e un Drama Desk Award.

Slava Polunin sarà in scena a Roma?

La pagina del Teatro Olimpico per Slava's SnowShow indica Slava Polunin come creatore, regista con Viktor Kramer, scenografo e autore di costumi ed effetti, ma non pubblica gli interpreti delle repliche romane. Chi desidera vedere Polunin in persona sul palco fa bene a chiedere al botteghino del teatro prima dell'acquisto.

Dove sedersi per vedere meglio Slava's SnowShow?

Per Slava's SnowShow la platea offre l'esperienza più coinvolgente, perché nel finale la neve e i palloni giganti investono il pubblico; la balconata frontale del Teatro Olimpico permette invece di vedere l'intera sala trasformarsi. Per i bambini consiglio la platea, anche nei settori meno cari; per chi vuole guardare lo spettacolo nel suo insieme, la balconata.

Il giudizio su Slava's SnowShow al Teatro Olimpico

Il criterio è semplice: gli spettacoli che durano trent'anni non durano per caso. Il SnowShow è uno di quelli, e l'Olimpico è la sala giusta per vederlo. Il consiglio netto è questo: domenica 31 gennaio o domenica 7 febbraio alle 15:00, platea, bambini dagli 8 anni in su o nessun bambino affatto, un quarto d'ora di anticipo per il foyer e mezz'ora di margine dopo il sipario per restare a giocare. Comprate adesso, dal teatro: le doppie repliche dei fine settimana sono le prime a sparire.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.

Prepara la visita

Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.

Contact Information

Data Evento27 Gennaio 2027 20:30 — 7 Febbraio 2027
IndirizzoTeatro Olimpico, Piazza Gentile da Fabriano 17, 00196 Roma Flaminio, Roma, Roma Città

Le proposte giuste, una volta a settimana

Scegli cosa ti interessa: ti scriviamo solo di quello, con date, orari e prezzi verificati. Niente spam, ti cancelli con un clic.

I tuoi temi