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Angelo Pintus al Teatro Olimpico — Loro non sanno niente, dal 14 gennaio al 14 febbraio 2027

Angelo Pintus porta «Loro non sanno niente» al Teatro Olimpico di Roma, piazza Gentile da Fabriano 17 (quartiere Flaminio), in due blocchi di quattro repliche: giovedì 14 e venerdì 15 gennaio 2027 alle 20:30, sabato 16 gennaio alle 16:00, domenica 17 gennaio alle 11:00, e poi di nuovo giovedì 11 e venerdì 12 febbraio alle 20:30, sabato 13 febbraio alle 16:00, domenica 14 febbraio alle 11:00. Il teatro si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e da lì con il tram 2, che percorre la via Flaminia tra piazzale Flaminio e piazza Mancini; dalla linea al teatro sono pochi minuti a piedi verso il Tevere, all'altezza del Ponte della Musica. Il listino pubblicato dal teatro va da 30 euro più 4,50 di prevendita (balconata laterale con balaustra, 34,50 euro in tutto) a 60 euro più 9 di prevendita (poltronissima gold, 69 euro in tutto), con una commissione di 2,50 euro a biglietto per l'acquisto online. I biglietti si comprano sul sito ufficiale del Teatro Olimpico, al botteghino di piazza Gentile da Fabriano, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19, e sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione.

Otto repliche, un solo protagonista, cento minuti in un atto: questo è lo spettacolo con cui il comico triestino torna in teatro dopo la stagione dei palasport. L'Olimpico è la sala dove la comicità italiana misura la propria tenuta sulla distanza. Pintus ci arriva con un titolo nuovo e con numeri che, per un monologhista, pesano parecchio.

Angelo Pintus e «Loro non sanno niente»: che spettacolo è

«Loro non sanno niente» è il nuovo spettacolo teatrale di Angelo Pintus, un monologo comico di circa cento minuti in un solo atto, prodotto per la stagione 2026/2027. Il teatro lo presenta con una frase asciutta: dopo il grande successo di «Nabana», in tour nei palasport con oltre 150.000 biglietti venduti, Pintus torna a teatro con uno spettacolo tutto nuovo. Il ritorno alla sala chiusa, dopo le arene, è la notizia vera.

Di che cosa parla

Le presentazioni diffuse con il tour descrivono un racconto ironico fatto di paranoie moderne, incomprensioni generazionali e situazioni in cui chiunque si riconosce. Il materiale è quello che il pubblico di Pintus conosce: la vita quotidiana osservata da vicino, le abitudini che diamo per scontate, la sensazione continua di dover tenere tutto sotto controllo. Il titolo lascia intendere uno sguardo diviso fra due campi, «noi» che sappiamo e «loro» che non sanno; chi siano gli uni e gli altri lo scoprirà la sala.

Il ritmo della serata

Le schede del tour parlano di uno show dal ritmo serrato, con improvvisazione, osservazioni taglienti e cambi di prospettiva continui. L'improvvisazione dichiarata significa che nessuna replica sarà identica all'altra: il testo ha una struttura, ma la serata dipende anche dalla sala. È una ragione concreta per preferire il teatro allo schermo.

Durata e formato

La durata indicata è di cento minuti, in un atto unico. Nessun intervallo quindi: conviene arrivare in sala con tutto ciò che serve già sistemato, dal cappotto al telefono silenziato. Lo spettacolo è classificato nel genere comico; sul sistema di biglietteria del teatro compare sotto la voce prosa, formula amministrativa che non cambia la sostanza.

Chi c'è in scena

Il protagonista è uno solo: Angelo Pintus. Né la pagina del teatro né le schede del tour indicano altri interpreti, regia o musicisti; la forma è quella dell'assolo, che nel caso di Pintus significa un uomo, un microfono e una platea da tenere per un'ora e quaranta.

Le date e gli orari di Angelo Pintus al Teatro Olimpico

Angelo Pintus è in scena al Teatro Olimpico per otto repliche, divise tra il 14 e il 17 gennaio 2027 e tra l'11 e il 14 febbraio 2027, con orari diversi a seconda del giorno. Il secondo blocco di febbraio è stato aggiunto in un secondo momento: il teatro lo annuncia come nuove date in vendita, segno che il primo fine settimana di gennaio è andato avanti in fretta.

Il blocco di gennaio

Giovedì 14 gennaio 2027 alle 20:30, venerdì 15 gennaio alle 20:30, sabato 16 gennaio alle 16:00, domenica 17 gennaio alle 11:00. Quattro appuntamenti in quattro giorni, con due serali e due diurni.

Il blocco di febbraio

Giovedì 11 febbraio 2027 alle 20:30, venerdì 12 febbraio alle 20:30, sabato 13 febbraio alle 16:00, domenica 14 febbraio alle 11:00. L'ultima replica romana cade dunque la mattina di San Valentino, dettaglio che qualcuno trasformerà in regalo.

La replica delle 11 di domenica

L'orario più insolito è quello della domenica mattina. Una replica comica alle 11 è una scelta che Pintus adotta in tutto il tour, da Genova a Torino, e che a Roma ha una logica precisa: la domenica il Flaminio è tranquillo, il tram viaggia leggero e all'uscita c'è tutto il tempo per un pranzo lungo. Per chi arriva da fuori città o viaggia con persone anziane, è la fascia che consiglio senza esitazioni.

Il sabato pomeriggio

La replica del sabato alle 16 chiude intorno alle 17:40, orario che lascia libera la sera. È la soluzione per chi vuole unire lo spettacolo a una cena in centro o a una passeggiata serale lungo il Tevere.

Biglietti e prezzi per Angelo Pintus all'Olimpico

I biglietti per Angelo Pintus al Teatro Olimpico costano da 34,50 a 69 euro, prevendita compresa, secondo il listino pubblicato dal teatro. La sala è divisa in sette settori, con prezzo intero e diritto di prevendita indicati separatamente; la prevendita, precisa il teatro, è sempre richiesta al momento dell'emissione del biglietto.

Il listino settore per settore

Poltronissima gold: 60 euro più 9 di prevendita. Poltronissima laterale: 55 euro più 8. Poltrona: 51 euro più 8. Balconata: 45 euro più 6,50. Balconata con balaustra: 41 euro più 6. Balconata laterale: 33 euro più 5. Balconata laterale con balaustra: 30 euro più 4,50. Per gli acquisti online si aggiunge una commissione di 2,50 euro a biglietto.

Dove comprarli

Il canale diretto è il sito del Teatro Olimpico, con il sistema di acquisto online collegato alla pagina dell'evento. Il botteghino di piazza Gentile da Fabriano 17 è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19, orario continuato; risponde anche al numero 349 2378200 e all'indirizzo biglietti@teatroolimpico.it. I biglietti sono in vendita anche sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione: chi compra lì, avverte il teatro, per eventuali problemi deve rivolgersi al circuito stesso.

Gruppi, Cral e convenzioni

Il Teatro Olimpico ha un ufficio promozione dedicato a gruppi e Cral, raggiungibile all'indirizzo ufficiopromozione@teatroolimpico.it. Chi organizza un'uscita aziendale o un gruppo di amici numeroso fa bene a scrivere lì prima di comprare: le condizioni per i gruppi non sono pubblicate nella pagina dello spettacolo e vanno chieste direttamente.

Quale settore scegliere

Per un monologo comico la vicinanza conta più della centralità perfetta: le espressioni del viso fanno metà del lavoro. Se il budget lo consente, la poltrona di platea è il miglior compromesso fra prezzo e visione. La balconata frontale resta una scelta onesta per chi vuole spendere meno e ama vedere la reazione dell'intera platea, che in uno spettacolo di Pintus è parte del divertimento.

Chi è Angelo Pintus: la biografia

Angelo Pintus è un comico e imitatore italiano nato a Trieste il 21 maggio 1975, da padre di origine sarda e madre di origini liguri. Cresce fra Liguria, Francia e Venezia Giulia e mostra una vena comica fin dai banchi di scuola. La sua è una carriera costruita per gradini, senza scorciatoie: il duo, la televisione, i teatri, infine le arene.

Gli esordi in coppia

Nel 2000 forma con il comico Max Vitale il duo Angelo & Max. Dal 2001 la coppia è spesso ospite del Maurizio Costanzo Show e compare in altre trasmissioni televisive. Nel 2007 il duo vince il concorso «Stasera mi butto» su Rai 1; dopo la separazione, Pintus partecipa a diversi programmi Mediaset, fra cui «Guida al campionato», e tra il 2010 e il 2011 è nel cast di «Quelli che il calcio» su Rai 2.

Gli anni di Colorado

Dal 2009 al 2015 è nel cast di «Colorado» su Italia 1. Il primo cavallo di battaglia è «Sfighe», parodia del programma sportivo «Sfide», con cui si fa conoscere grazie alle imitazioni di personaggi del calcio; la rubrica si evolve in «Sfighe nella storia» e «Sfighe nel doposcuola». Dal 2011 arriva «Non sopporto più», che allarga le imitazioni al mondo dello spettacolo. È la fase in cui il pubblico televisivo impara a riconoscerne la voce e i tempi.

Il salto nei teatri

Dal 2013 la presenza a Colorado si dirada perché parte il tour «50 sfumature di Pintus», che supera le 150 date. Nel novembre 2015 inizia il secondo tour, «Ormai sono una Milf», pensato per meno di settanta date e arrivato a oltre duecento. Dal 30 ottobre 2017 al 29 aprile 2018 è al Teatro Manzoni di Milano con «E se fosse stato il cavallo?», una settimana al mese, per 42 date e circa 33.000 presenze. Il 5 ottobre 2018 riparte dal Teatro Sociale di Sondrio con «Destinati all'estinzione». Seguono «Non è come sembra» (2021-2022), «Bau» (2023) e «Una brutta persona» (2024).

Gli speciali televisivi

Il 20 dicembre 2014 porta in scena lo spettacolo speciale «Pintus@Forum» al Forum di Assago, trasmesso da Italia 1 il 14 gennaio 2015. Il 10 settembre 2016 tocca a «Pintus@Arena», registrato all'Arena di Verona e andato in onda il 25 settembre. L'8 settembre 2018 tiene l'unica data estiva al teatro di Ostia Antica, spettacolo ripreso per Italia 1. Negli anni successivi arrivano «Pintus@Club» (Italia 1, maggio 2021, con ospiti fra cui Alvin, Vittorio Brumotti e Katia Follesa), «Pintus@Christmas» (2021) e «Pintus@Taormina» (2022) su Prime Video.

Cinema, streaming e doppiaggio

Debutta al cinema nel 2014 con «Tutto molto bello» di Paolo Ruffini e nello stesso anno recita in «Ma tu di che segno 6?» di Neri Parenti. Seguono «On Air, storia di un successo» di Davide Simon Mazzoli (2016) e «Dove osano le cicogne» di Fausto Brizzi (2025). Presta la voce a un personaggio nella versione italiana de «Il piccolo principe» di Mark Osborne (2015). Nell'aprile 2021 è fra i concorrenti della prima edizione di «LOL, chi ride è fuori» su Prime Video, dove esce anche la sua prima serie, «Before Pintus»; nel 2023 è giurato di «LOL Talent Show».

Altri passaggi televisivi

Nel 2014 è ospite di «Zelig» con un monologo sulla pubblicità e partecipa al Coca-Cola Summer Festival. È ospite della seconda serata del Festival di Sanremo 2015 e dal 30 marzo al 29 maggio 2015 conduce su Italia 1 il programma «Karaoke». Nel 2016 partecipa a una puntata di «Bring the Noise». Nel 2023 è nella serie «La conferenza stampa» su RaiPlay.

Fuori dal palco

È sposato dal 2017 con Michela Sturaro, dalla quale ha avuto un figlio nel 2022. Fa parte della Nazionale italiana comici e collabora spesso con la Fondazione De Marchi a favore dei bambini ricoverati negli ospedali. È tifoso del Milan, e le imitazioni dei calciatori, da «Sfighe» in poi, non sono mai sparite dal suo repertorio.

Da «Nabana» ai teatri: il percorso recente di Angelo Pintus

«Nabana» è lo spettacolo con cui Angelo Pintus ha girato i palasport italiani nella stagione 2025/2026, superando secondo il teatro i 150.000 biglietti venduti. Il calendario diffuso alla vigilia comprendeva, fra le altre, le date di Genova, Bolzano, Trento, Padova, Perugia, Ancona, Bari, Napoli, Firenze, Casalecchio di Reno, Torino e Assago, e una serata romana al Palazzo dello Sport dell'Eur annunciata per il 24 aprile 2026.

Perché tornare in teatro

Dopo le arene, la sala da 1.400 posti è una scelta di misura. Il palasport premia l'evento, il teatro premia il mestiere: si sente il respiro della platea, le pause pesano, l'improvvisazione ha un ritorno immediato. Per un comico che lavora sull'interazione con il pubblico, è il terreno più naturale, e l'Olimpico ha l'ampiezza giusta per non sacrificare i numeri.

Il tour di «Loro non sanno niente»

Il calendario pubblicato sul sito ufficiale dell'artista, angelopintus.com, apre con il Politeama Genovese dal 22 al 25 ottobre 2026, prosegue al Teatro Arcimboldi di Milano dal 5 all'8 e dal 19 al 21 novembre, arriva all'Olimpico dal 14 al 17 gennaio 2027, poi al Teatro Colosseo di Torino dal 21 al 24 gennaio. Seguono Cremona (Teatro Infinity 1, 26 febbraio), Brescia (Teatro Clerici, 9 aprile) e Padova (Gran Teatro Geox, 10 aprile). Le repliche romane di febbraio sono state aggiunte dal Teatro Olimpico in un secondo momento.

La formula delle quattro repliche

In tutte le città con più giorni il tour ripete lo stesso schema: giovedì e venerdì sera, sabato pomeriggio, domenica mattina. È un'organizzazione pensata per il pubblico delle famiglie e per chi viaggia, e a Roma, dove le distanze scoraggiano le uscite infrasettimanali, funziona particolarmente bene.

Il Teatro Olimpico: la sede dello spettacolo di Pintus

Il Teatro Olimpico di Roma, in piazza Gentile da Fabriano 17, è attivo come cine-teatro dal 1936 e come teatro dal 1981, e conta una sala di circa 1.400 posti. Si trova sul lungotevere Flaminio, all'altezza del Ponte della Musica, ed è la sede della maggior parte dei concerti dell'Accademia Filarmonica Romana. Per la scheda completa del luogo, rimando alla pagina dedicata al Teatro Olimpico.

Un edificio degli anni Trenta

L'intero isolato fu costruito negli anni 1935-1936 dalla ditta Garbarino, Sciaccaluga e Mezzacane per conto della Società Generale Immobiliare, che aveva acquistato l'area dalla Banca Commerciale Italiana nel 1935. Erano gli anni in cui prendevano forma il quartiere Flaminio e il Foro Italico. La costruzione è in cemento armato, con facciate nel gusto dell'epoca e largo impiego di travertino nello zoccolo basamentale e nelle cornici di porte e finestre.

Tra varietà e cinema

Il teatro stesso descrive la propria architettura come concepita fra l'idea del teatro di varietà e quella della sala cinematografica. Dalla fine degli anni Trenta agli anni Cinquanta, con l'interruzione della guerra, funzionò soprattutto come cinema, con numeri di avanspettacolo negli intervalli: per questo fin dall'origine aveva sia camerini e attrezzature di scena sia le macchine per le proiezioni.

La sala

La platea ha 966 posti disposti ad anfiteatro su una cavea in pendenza; la galleria, ampia e a ferro di cavallo, ne conta 444. Il palcoscenico misura circa dieci metri di profondità per dodici di larghezza, con pavimento in legno smontabile e fossa per l'orchestra. La sala è molto larga: il che significa che anche dai settori laterali la distanza dal palco resta contenuta.

Il foyer e le scenografie d'autore

Il foyer è una rotonda circolare, con ampi corridoi a pianterreno e in galleria. Nei suoi spazi sono conservati elementi scenici di spettacoli storici: le scene dorate di Corrado Cagli per la Messa di Stravinskij (1975), il fondale di Giacomo Manzù per l'«Histoire du soldat» (1966), la scenografia di Alfred Silbermann per la Messa di Stravinskij (2001), la scultura di Mirko per «Chordination» dai Tre misteri di Niccolò Castiglioni (1968). Arrivate con un quarto d'ora di anticipo e guardatele: pochi spettatori se ne accorgono.

Il restauro

Il teatro è stato ristrutturato con un adeguamento tecnico alle esigenze dello spettacolo contemporaneo e con un restauro che ha riportato alla luce l'aspetto originario in stile tardo razionalista. È una delle poche sale romane della sua epoca che conservano leggibile il progetto di partenza.

Una curiosità su Angelo Pintus al Teatro Olimpico — Loro non sanno niente, dal 14 gennaio al 14 febbraio 2027

Il Teatro Olimpico non nacque per la musica colta né per la comicità, ma come cinema con avanspettacolo, e la sua salvezza negli anni Settanta si deve a una sottoscrizione di cittadini. È la storia che il teatro stesso racconta nella pagina di presentazione, e spiega molto di quello che si vede oggi in sala.

Fino alla fine degli anni Settanta la sala alternava musica e cinema. Quando la società proprietaria dell'immobile e l'ente cinematografico che la gestiva fallirono, l'Olimpico fu messo in vendita, e il pubblico romano rischiava di perderlo. Adriana Panni, presidente dell'Accademia Filarmonica Romana, promosse allora una grande sottoscrizione che riunì molti cittadini in una società per azioni: nel 1980 la Teatro Olimpico spa acquistò l'immobile dalla Società Generale Immobiliare, e lo detiene ancora oggi. Panni ne fu la prima presidente, dal 1980 al 1994.

La conseguenza pratica è una programmazione che non somiglia a nessun'altra a Roma. La Filarmonica è ospite fissa dal 1980 con i suoi concerti, e accanto a lei il teatro costruisce stagioni che vanno dalla danza al cabaret, dalla musica pop ai monologhi d'autore. Pintus si inserisce in un cartellone che nella stessa stagione mette in fila balletto, tributi musicali, divulgazione e comicità. Chi entra per ridere passa davanti alle scene di Manzù e Cagli: una contaminazione che al Flaminio è la regola da quasi mezzo secolo, ed è la ragione migliore per preferire questa sala a un palazzetto.

C'è poi un dettaglio che riguarda Pintus da vicino. La sua gavetta passa per la televisione di varietà, e la sala in cui torna a Roma era stata pensata, novant'anni fa, esattamente per il varietà fra una proiezione e l'altra. Il cerchio, in un certo senso, si chiude.

Il quartiere Flaminio intorno allo spettacolo di Pintus

Il Flaminio è il primo quartiere di Roma, istituito ufficialmente nel 1921, stretto fra la via Flaminia e la sponda sinistra del Tevere. Nato come area industriale all'inizio del Novecento, è diventato nel tempo un polo della cultura, dello sport e dello spettacolo.

Dalle fabbriche alle arti

Nel 1905 la Società Automobili Roma scelse l'ansa del Tevere per i suoi stabilimenti; con la Prima guerra mondiale quegli edifici diventarono la Reale Fabbrica d'Armi, poi caserme. L'Esposizione del 1911 aveva già fissato il carattere dell'area, fra lo Stadio Nazionale, l'ippodromo dei Parioli e le sedi espositive di Valle Giulia. Le Olimpiadi del 1960 portarono il Villaggio Olimpico, il Palazzetto dello Sport e lo Stadio Flaminio. Dagli anni Novanta arrivano l'Auditorium di Renzo Piano, il MAXXI di Zaha Hadid, il Ponte della Musica.

Il MAXXI

Il MAXXI, il museo nazionale delle arti del XXI secolo, è in via Guido Reni, a pochi minuti a piedi dal teatro. Inaugurato nel 2010 su progetto di Zaha Hadid, è il complemento ideale di una giornata al Flaminio: la mostra di mattina, lo spettacolo del sabato pomeriggio.

L'Auditorium Parco della Musica

Dall'altra parte della via Flaminia si trova l'Auditorium Parco della Musica, progettato da Renzo Piano. Il teatro stesso cita l'Auditorium, il MAXXI e il Ponte della Musica come i nuovi luoghi che hanno fatto del Flaminio un riferimento per l'arte e lo spettacolo.

Il Museo Andersen

In via Pasquale Stanislao Mancini c'è il Museo Hendrik Christian Andersen, meno frequentato dei grandi musei della zona e per questo più piacevole da visitare con calma.

Ponte Milvio

Risalendo la Flaminia verso nord si arriva a Ponte Milvio, il ponte romano costruito da Marco Emilio Scauro fra il 110 e il 109 avanti Cristo, oggi al centro di una delle zone più animate della sera a Roma nord. È la direzione naturale per chi cerca un locale dopo lo spettacolo.

Una cosa che non ti dice nessuno su Angelo Pintus al Teatro Olimpico — Loro non sanno niente, dal 14 gennaio al 14 febbraio 2027

Il Teatro Olimpico è largo più che profondo, e questo cambia la scelta del posto per uno spettacolo come quello di Angelo Pintus. La sala è descritta come molto larga, con le poltrone disposte ad anfiteatro su linee a quota costante e una galleria a ferro di cavallo. In pratica, la distanza fra il palcoscenico e le ultime file è minore di quanto la capienza faccia pensare.

Chi compra d'istinto punta alla poltronissima centrale, ed è comprensibile. Ma in una sala costruita così, la poltronissima laterale e la poltrona perdono poco in visione e costano meno; e la balconata frontale, grazie alla forma a ferro di cavallo, guarda il palco con un'angolazione pulita. La differenza fra il settore più caro e quello di mezzo è di dieci euro a testa, prevendita compresa: per una coppia o per una famiglia fa una cena.

La seconda cosa che nessuno dice riguarda il ritmo della giornata. Le repliche di Pintus seguono lo schema del tour: due serali, una pomeridiana, una mattutina. Molti romani scelgono d'abitudine la sera del venerdì, che finisce intorno alle 22:10 e costringe a rientrare quando il trasporto pubblico diventa più rado. La domenica alle 11, invece, si esce all'ora di pranzo con tutta la giornata davanti, il Tevere a due passi e il MAXXI aperto. Per chi non vive a Roma o viaggia con bambini e nonni, non c'è partita.

Terzo punto, spesso trascurato: il secondo blocco di febbraio è stato aggiunto dopo l'apertura delle vendite. Sul sistema di vendita del teatro diversi settori delle repliche di gennaio risultano già non disponibili. Chi non trova posto a gennaio deve guardare subito a febbraio, senza aspettare.

Come arrivare al Teatro Olimpico per lo spettacolo di Angelo Pintus

Il Teatro Olimpico si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 lungo la via Flaminia, oppure a piedi, con una lunga passeggiata da piazzale Flaminio. Il teatro è in piazza Gentile da Fabriano 17, affacciato sul lungotevere Flaminio, nella parte nord dell'isolato chiuso da viale del Vignola e via Giorgio Vasari.

Metro e tram

La linea A della metropolitana ferma a Flaminio, in piazzale Flaminio, accanto a Porta del Popolo. Da lì parte il tram 2, che percorre la via Flaminia fino a piazza Mancini, per un tragitto complessivo di circa 2,7 chilometri. Dalla via Flaminia al teatro si cammina pochi minuti verso il fiume. Nelle ore serali conviene controllare le frequenze sul sito dell'azienda di trasporto prima di uscire.

A piedi dal centro

Da piazza del Popolo si può anche camminare risalendo la via Flaminia o il lungotevere: è una passeggiata lunga ma piana, piacevole nelle giornate limpide di gennaio, meno nelle sere di pioggia.

Dal Foro Italico e da Prati

Il Ponte della Musica, riservato a pedoni, biciclette e mezzi pubblici, collega piazza Gentile da Fabriano con il lungotevere Cadorna e il Foro Italico sull'altra riva. Chi arriva dal quartiere Della Vittoria o da Prati può attraversare il Tevere a piedi e trovarsi davanti al teatro.

In auto

Il teatro è facilmente raggiungibile dal lungotevere, che lo collega a tutta la città. La sosta nelle strade del Flaminio è però contesa nelle sere di spettacolo, e con 1.400 persone in uscita alla stessa ora i minuti persi si moltiplicano. Il consiglio è netto: mezzi pubblici o taxi.

In taxi

Per le repliche serali il taxi resta la soluzione più comoda, soprattutto al ritorno. All'uscita conviene allontanarsi di qualche decina di metri dalla piazza, dove il traffico si scioglie prima.

Il consiglio che ti do per visitare Angelo Pintus al Teatro Olimpico — Loro non sanno niente, dal 14 gennaio al 14 febbraio 2027

Per Angelo Pintus al Teatro Olimpico conviene scegliere la replica del sabato alle 16 o della domenica alle 11 e costruirci intorno una mezza giornata al Flaminio. Uno spettacolo di cento minuti senza intervallo si presta benissimo a diventare il centro di un pomeriggio, invece di essere l'appendice di una giornata di lavoro.

La sequenza consigliata è semplice. Il sabato: pranzo leggero, un'ora al MAXXI, dieci minuti a piedi fino a piazza Gentile da Fabriano, spettacolo alle 16, uscita intorno alle 17:40 e passeggiata sul Ponte della Musica mentre si accendono le luci sul Tevere. La domenica: arrivo in sala alle 10:30, spettacolo alle 11, e all'uscita un pranzo con calma verso Ponte Milvio o nel quartiere.

Secondo punto: arrivate presto. Il foyer circolare conserva le scenografie di Manzù, Cagli, Silbermann e Mirko, e mezzo pubblico ci passa davanti senza vederle. Un quarto d'ora di anticipo basta per guardarle e per sistemarsi senza fretta, il che per uno spettacolo senza pausa conta.

Terzo: comprate dal teatro. Il listino ufficiale è chiaro, la prevendita è dichiarata settore per settore, e il botteghino risponde tutti i giorni fino alle 19. Diffidate dei rivenditori secondari che propongono prezzi gonfiati: per questo spettacolo le date di febbraio sono state aggiunte proprio per assorbire la domanda.

Infine, telefono spento prima che si abbassino le luci: in uno spettacolo che vive di improvvisazione e di tempi comici, uno schermo acceso in platea rovina la serata a chi è seduto accanto, e a volte anche a chi è sul palco.

Come organizzare la giornata con Angelo Pintus all'Olimpico

Con repliche alle 20:30, alle 16 e alle 11, lo spettacolo di Angelo Pintus permette tre modi diversi di vivere il Flaminio. La scelta dipende da chi siete e da quanto tempo avete.

La serata del giovedì o del venerdì

Inizio alle 20:30, fine intorno alle 22:10. Conviene cenare prima, presto e leggero, oppure rimandare a dopo con un locale già scelto verso Ponte Milvio o nel quartiere. Arrivate in sala per le 20: con una sala da 1.400 posti, l'ingresso richiede qualche minuto.

Il sabato pomeriggio

È la fascia più versatile. Mattinata in centro o al museo, spettacolo alle 16, e la sera libera per una cena. Per chi viaggia, è l'orario che permette di vedere Pintus senza sacrificare nulla del soggiorno.

La domenica mattina

Una replica alle 11 ha qualcosa di inglese, da matinée londinese. Il quartiere è quieto, il tram scorrevole, e all'uscita si è pronti per il pranzo domenicale. È la soluzione preferibile, senza la corsa all'ultimo tram che chiude tanti spettacoli serali.

Abbinare un museo

Il MAXXI è a pochi minuti a piedi; più a sud, verso Valle Giulia, ci sono il Museo Etrusco di Villa Giulia e la Galleria Nazionale. Con una replica pomeridiana, una visita di un'ora e mezza prima dello spettacolo è realistica. Gli orari dei musei vanno controllati sui rispettivi siti ufficiali.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Il Teatro Olimpico è da anni fra i teatri più frequentati d'Italia: nella stagione 2009/2010 risultava secondo a Roma e settimo in Italia per afflusso di spettatori secondo le classifiche dell'Agis. Il dato è noto agli addetti ai lavori, ma raramente viene ricordato quando si parla della sala del Flaminio, che molti romani considerano ancora un teatro di quartiere.

Lo stesso teatro, nella sua presentazione, si definisce il palcoscenico di Roma che da molti anni si conferma fra i primi teatri d'Italia per affluenza di pubblico. Dietro quei numeri c'è una scelta precisa, maturata dal 1981 in avanti: intensificare la programmazione di spettacoli teatrali, di danza e comici di larga fruizione, con stagioni costruite sull'eclettismo e sulla varietà. È la linea che ha portato qui i grandi mattatori della comicità, da Gigi Proietti a Enrico Brignano, da Vincenzo Salemme ad Aldo, Giovanni e Giacomo.

C'è un secondo fatto risaputo e poco citato, questa volta su Pintus. I suoi tour teatrali sono cresciuti sempre oltre le previsioni: «Ormai sono una Milf» era stato pensato per meno di settanta date ed è arrivato a oltre duecento; «50 sfumature di Pintus» ha superato le 150. Al Teatro Manzoni di Milano, con «E se fosse stato il cavallo?», ha tenuto 42 date in sei mesi, una settimana al mese, con circa 33.000 presenze. È la formula della residenza, che a Roma si ripete con le otto repliche distribuite fra gennaio e febbraio.

Messi insieme, i due fatti spiegano perché questo incontro funziona: una sala costruita per il grande pubblico e un comico che, sala dopo sala, ha dimostrato di riempire più date di quelle previste. Le date di febbraio aggiunte in corsa ne sono la conferma più recente.

La foto giusta da fare a Angelo Pintus al Teatro Olimpico — Loro non sanno niente, dal 14 gennaio al 14 febbraio 2027

La foto giusta, per lo spettacolo di Angelo Pintus al Teatro Olimpico, si fa fuori: dal Ponte della Musica, con la facciata del teatro e il Tevere nella stessa inquadratura. Durante lo spettacolo, come in quasi tutti i teatri, fotografare e filmare non è gradito, e con un monologo che vive di tempi e di silenzi il telefono acceso è un disturbo per tutti.

Il Ponte della Musica, intitolato dal 2013 ad Armando Trovajoli, è un ponte ad arco lungo 190 metri, con due grandi archi ribassati in acciaio lievemente inclinati verso l'esterno e le passerelle laterali pavimentate in legno. Dalla metà del ponte, guardando verso piazza Gentile da Fabriano, si ha la facciata del teatro inquadrata dagli archi; girandosi dall'altra parte, il Foro Italico e la collina di Monte Mario.

Con la replica del sabato alle 16 si esce intorno alle 17:40: a gennaio e a febbraio è l'ora in cui il cielo sul Tevere passa dal chiaro al buio, e le luci del ponte si accendono. È il momento migliore per una foto che racconti la serata senza bisogno di didascalie. Con la replica della domenica alle 11, invece, la luce del primo pomeriggio illumina la facciata in travertino, e i dettagli razionalisti dell'edificio si leggono bene.

Un'ultima inquadratura, per chi arriva presto: il foyer circolare con le scenografie storiche. Una foto discreta prima dell'ingresso in sala, senza flash e senza intralciare il passaggio, restituisce l'anima del teatro meglio di qualsiasi scatto del palco. Se volete una foto con la locandina dello spettacolo, cercatela all'ingresso: è lì che la maggior parte del pubblico si ferma.

Botteghino, orari e servizi del Teatro Olimpico

Il botteghino del Teatro Olimpico, in piazza Gentile da Fabriano 17, è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19 con orario continuato. Si può scrivere a biglietti@teatroolimpico.it o chiamare il numero pubblicato dal teatro.

Informazioni e contatti

Per domande sui posti, sui settori o sul cambio di data il riferimento è il botteghino. Per i biglietti acquistati sul circuito di prevendita esterno, il teatro indica di rivolgersi al circuito stesso, seguendo le sue istruzioni.

Abbonamenti e stagione

Lo spettacolo di Pintus fa parte della stagione 2026/2027 del Teatro Olimpico, che pubblica sul proprio sito il cartellone completo e le formule di abbonamento. Chi pensa di tornare più volte nella stessa stagione fa bene a valutarle.

Accessibilità

La sala ha una platea a pendenza costante e una galleria al piano rialzato. Per le esigenze di persone con disabilità o mobilità ridotta, posti dedicati, accompagnatori e accesso, il consiglio è contattare il botteghino prima dell'acquisto, in modo da ricevere indicazioni aggiornate e prenotare il posto adatto.

Angelo Pintus con i bambini e con i ragazzi

«Loro non sanno niente» è uno spettacolo comico pensato per un pubblico adulto e familiare, e le presentazioni del tour parlano di spettatori di tutte le età. Né il teatro né le schede ufficiali indicano un limite di età; la valutazione resta ai genitori.

Che cosa aspettarsi

Il linguaggio di Pintus è diretto e i temi sono quelli della vita adulta: coppia, lavoro, abitudini, generazioni a confronto. Gli adolescenti, che spesso lo conoscono da LOL e dagli speciali in streaming, sono il pubblico più ricettivo. Per i bambini piccoli cento minuti di monologo senza intervallo possono essere lunghi.

L'orario giusto per le famiglie

Le repliche del sabato alle 16 e della domenica alle 11 sono le più adatte a chi porta ragazzi: niente rientri a tarda sera, pranzo o merenda fuori subito dopo. Il biglietto è unico per età: non sono pubblicate riduzioni per ragazzi nella pagina dello spettacolo.

Il tema delle generazioni

Uno dei fili dichiarati dello spettacolo sono le incomprensioni generazionali. È il genere di argomento che, visto in sala da genitori e figli insieme, produce due risate diverse sulla stessa battuta. È la ragione migliore per portarci un figlio adolescente.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il 4 marzo 1965 Pierre Boulez diresse al Teatro Olimpico un concerto con la prima esecuzione italiana di «Abramo e Isacco» di Igor Stravinskij e la prima europea della sua «Elegia per Kennedy». È forse la serata più importante della lunga stagione in cui l'Accademia Filarmonica Romana, in affitto nel teatro dal dopoguerra, portò al Flaminio la musica del Novecento.

Sotto la presidenza di Adriana Panni l'Accademia visse un periodo di grande impulso, stringendo rapporti con i maggiori musicisti del tempo. Le tracce di quella stagione sono ancora visibili nel foyer: il fondale di Giacomo Manzù per l'«Histoire du soldat» di Stravinskij, in scena dall'11 al 14 ottobre 1966; la scultura di Mirko per «Chordination» dai Tre misteri di Niccolò Castiglioni, dal 2 al 4 ottobre 1968; le scene dorate di Corrado Cagli per la Messa di Stravinskij, dal 29 al 31 ottobre 1975.

Il 1980 è l'anno della svolta: la costituzione della Teatro Olimpico spa, sottoscritta da cittadini, professionisti e amanti della musica attorno alla Filarmonica, e l'acquisto dell'immobile. Dal 1981 parte la programmazione a tempo pieno, e la sala cambia nome e natura: da cine-teatro a teatro.

Sul fronte della danza, alcune date sono rimaste nella memoria della città: la Lindsay Kemp Company con «Sogno di una notte di mezza estate» nel febbraio 1989, il White Oak Dance Project di Michail Baryšnikov dal 10 al 15 ottobre 1995, il Bol'šoj Ballet dal 23 al 26 settembre 1996, il Béjart Ballet Lausanne nell'ottobre 2004. I Momix di Moses Pendleton sono ospiti ricorrenti dall'aprile 1982. Per la musica, i Marillion nel febbraio 1988, Lucio Dalla con «Henna» dal 5 al 7 aprile 1994, i Pooh con il tour «Musica dentro» dal 25 al 30 ottobre 1994, Giorgio Gaber con «Un'idiozia conquistata a fatica» il 28 gennaio 1998. Gigi Proietti vi portò «A me gli occhi» nel maggio 1996.

Il Teatro Olimpico e la comicità: il contesto di Pintus

Il Teatro Olimpico è da quarant'anni una delle sale romane di riferimento per la grande comicità italiana, e Angelo Pintus entra in una tradizione ben definita. Dal 1981 la direzione ha puntato su spettacoli comici di larga fruizione accanto alla musica e alla danza.

I mattatori

Fra i nomi che il teatro stesso ricorda ci sono Gigi Proietti, Enrico Brignano, Vincenzo Salemme, Maurizio Battista, Aldo, Giovanni e Giacomo, Lillo e Greg, Ale e Franz, Neri Marcorè, Gioele Dix, Cinzia Leone, Max Giusti. Una galleria che copre generazioni e scuole diverse, dal teatro romano classico al cabaret milanese.

La stagione 2026/2027

Il cartellone della stessa stagione affianca a Pintus altri monologhisti e comici, da Paolo Cevoli a Fabio De Luigi, da Maurizio Lastrico ad Alessandro Cattelan, da Maccio Capatonda a Lillo e Greg, oltre a Riccardo Rossi, in programma subito dopo Pintus nel calendario del teatro. Per chi segue la comicità dal vivo, l'Olimpico resta la sala da tenere d'occhio.

Una sala per il monologo

La larghezza della sala e la galleria a ferro di cavallo creano un effetto di abbraccio intorno al palco: la risata della platea torna al comico senza disperdersi. Per un assolo è una condizione preziosa, che le arene non possono offrire.

Chi è passato da Angelo Pintus al Teatro Olimpico — Loro non sanno niente, dal 14 gennaio al 14 febbraio 2027

Dal palcoscenico del Teatro Olimpico sono passati Pierre Boulez, Arturo Benedetti Michelangeli, Zubin Mehta, Jessye Norman, Dario Fo, Giorgio Gaber, Lucio Dalla, Michail Baryšnikov e Gigi Proietti, per citare solo alcuni nomi documentati. È un elenco che poche sale italiane della stessa capienza possono vantare.

Per la musica colta, l'epoca dell'Accademia Filarmonica ha portato qui interpreti come Arturo Benedetti Michelangeli, Jessye Norman, Zubin Mehta, Giuseppe Sinopoli, e autori come Luigi Dallapiccola. Pierre Boulez vi diresse nel 1965 le prime di Stravinskij ricordate sopra. Accanto a loro, la stagione della musica pop e d'autore: i Marillion, i Nomadi, i Pooh, Lucio Dalla, Giorgio Gaber, Nicola Piovani, Massimo Ranieri.

La danza internazionale ha visto Michail Baryšnikov, Joaquín Cortés, Lindsay Kemp, Maurice Béjart, Antonio Gades, il Bol'šoj Ballet, i Momix di Moses Pendleton. Il teatro d'autore ha avuto Dario Fo e Giorgio Gaber, e fra i protagonisti ricordati dal teatro compare anche Marco Travaglio.

La comicità è la famiglia più numerosa: Gigi Proietti, Enrico Brignano, Vincenzo Salemme, Maurizio Battista, Aldo, Giovanni e Giacomo, Lillo e Greg, Ale e Franz, Neri Marcorè, Gioele Dix, Cinzia Leone, Max Giusti. Il teatro riporta anche un giudizio attribuito a Orson Welles, secondo cui l'Olimpico sarebbe l'unico luogo di Roma capace di ricordare l'atmosfera dei teatri di Broadway: un complimento che, al di là della verifica storica, dice molto di come la sala si percepisce.

Angelo Pintus arriva in questa compagnia con otto repliche, che per un comico al primo passaggio con un titolo nuovo sono un segno di fiducia del teatro e del pubblico romano.

Gennaio e febbraio a Roma: il periodo dello spettacolo

Le repliche di Angelo Pintus cadono a metà gennaio e a metà febbraio 2027, settimane di bassa stagione turistica a Roma, con giornate corte e sere fresche. È un periodo che, per chi visita la città, ha vantaggi precisi.

Il clima

Gennaio e febbraio sono i mesi più freddi dell'anno romano, con serate che invitano a vestirsi a strati e mattine spesso limpide. Il lungotevere del Flaminio, esposto al vento del fiume, si sente: un cappotto vero è d'obbligo per la passeggiata sul Ponte della Musica.

Musei più tranquilli

Dopo le feste e prima della primavera, i grandi musei della zona e del centro sono meno affollati. Chi abbina lo spettacolo a una visita, al MAXXI o a Villa Borghese, trova sale più vuote e tempi più distesi.

San Valentino

L'ultima replica romana è domenica 14 febbraio alle 11. Per una coppia, un biglietto per Pintus e un pranzo verso Ponte Milvio è un modo di festeggiare meno scontato della cena a lume di candela, e con molta meno fatica nel trovare un tavolo.

Dove mangiare vicino al Teatro Olimpico

Intorno al Teatro Olimpico le zone da considerare per mangiare sono tre: il Flaminio stesso, l'area di Ponte Milvio a nord e quella di piazza del Popolo a sud. Non indico locali precisi: conviene sceglierli in base all'orario della replica.

Prima dello spettacolo serale

Con inizio alle 20:30, una cena presto nel quartiere o lungo la via Flaminia evita la corsa. Il Flaminio è un quartiere residenziale, con trattorie e pizzerie di quartiere più che locali da passeggio: prenotate, specie il venerdì.

Dopo la replica di domenica mattina

Uscendo verso le 12:40, il pranzo domenicale romano è a portata di mano. Ponte Milvio, raggiungibile risalendo la Flaminia, offre la maggiore scelta; il quartiere Della Vittoria, al di là del Ponte della Musica, è un'alternativa più tranquilla.

Per il sabato

Con la replica delle 16, l'aperitivo e la cena dopo lo spettacolo sono la soluzione naturale. Da Ponte Milvio al centro storico, la sera del sabato offre tutto il ventaglio: basta decidere prima dove andare, per non perdere tempo all'uscita.

Cosa vedere intorno al Teatro Olimpico prima o dopo Pintus

Nel raggio di una passeggiata dal Teatro Olimpico ci sono il MAXXI, l'Auditorium Parco della Musica, il Ponte della Musica, il Foro Italico e Ponte Milvio. Il Flaminio è un quartiere da scoprire a piedi, con l'architettura del Novecento come filo conduttore.

Il Foro Italico e lo Stadio Olimpico

Attraversando il Ponte della Musica si arriva al Foro Italico e, poco oltre, allo Stadio Olimpico. Il complesso sportivo degli anni Trenta dialoga con il teatro, che è della stessa epoca e della stessa stagione urbanistica.

Piazza del Popolo e Villa Borghese

Scendendo verso sud lungo la Flaminia si arriva a piazza del Popolo e da lì al Pincio e a Villa Borghese: una camminata che, con una replica pomeridiana, può diventare il prologo della giornata.

L'architettura del Novecento

Il Flaminio conserva opere di Libera, Moretti, Luccichenti, Vitellozzi e Nervi, oltre alle case popolari degli anni Venti in piazza Perin del Vaga. Chi ama l'architettura trova qui una lezione all'aperto sul Novecento romano, dal razionalismo alle Olimpiadi del 1960 fino a Piano e Hadid.

Il nome della piazza

Piazza Gentile da Fabriano porta il nome del pittore marchigiano, fra i massimi esponenti del Gotico internazionale, morto a Roma nel 1427. Le strade di questa parte del quartiere sono dedicate ad architetti e pittori: via Giorgio Vasari, viale del Vignola, piazza Perin del Vaga.

Domande frequenti su Angelo Pintus al Teatro Olimpico

Quando va in scena Angelo Pintus al Teatro Olimpico di Roma?

Angelo Pintus porta «Loro non sanno niente» al Teatro Olimpico dal 14 al 17 gennaio 2027 e dall'11 al 14 febbraio 2027, per otto repliche in tutto. Il giovedì e il venerdì si comincia alle 20:30, il sabato alle 16:00, la domenica alle 11:00. Le date di febbraio sono state aggiunte dal teatro dopo l'apertura delle vendite del primo blocco.

Quanto costano i biglietti per Pintus al Teatro Olimpico?

I biglietti per Angelo Pintus al Teatro Olimpico vanno da 34,50 euro (balconata laterale con balaustra, 30 euro più 4,50 di prevendita) a 69 euro (poltronissima gold, 60 euro più 9 di prevendita). La poltrona di platea costa 59 euro in tutto, la balconata frontale 51,50. Online si aggiunge una commissione di 2,50 euro a biglietto.

Quanto dura lo spettacolo «Loro non sanno niente»?

«Loro non sanno niente» di Angelo Pintus dura circa cento minuti, in un atto unico e senza intervallo, secondo le schede del tour. Una replica serale delle 20:30 si chiude quindi intorno alle 22:10, quella del sabato intorno alle 17:40 e quella della domenica mattina intorno alle 12:40.

Dove si trova il Teatro Olimpico e come ci si arriva?

Il Teatro Olimpico si trova in piazza Gentile da Fabriano 17, nel quartiere Flaminio, sul lungotevere all'altezza del Ponte della Musica. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 lungo la via Flaminia, che collega piazzale Flaminio a piazza Mancini; dalla linea al teatro sono pochi minuti a piedi.

Dove si comprano i biglietti per Angelo Pintus a Roma?

I biglietti per Angelo Pintus al Teatro Olimpico si comprano sul sito ufficiale del teatro, al botteghino di piazza Gentile da Fabriano 17, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19, e sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. Per gruppi e Cral esiste un ufficio promozione dedicato.

Lo spettacolo di Pintus è adatto ai bambini?

Lo spettacolo di Angelo Pintus è presentato come adatto a spettatori di tutte le età, e il teatro non indica limiti di età. I temi sono però quelli della vita adulta e la durata è di cento minuti senza pausa: per i bambini piccoli può essere lungo, per gli adolescenti è l'occasione ideale. Le repliche di sabato e domenica sono le più comode.

Che cosa ha fatto Angelo Pintus prima di questo spettacolo?

Angelo Pintus arriva al Teatro Olimpico dopo «Nabana», il tour nei palasport con oltre 150.000 biglietti venduti. In precedenza ha portato in teatro «50 sfumature di Pintus», «Ormai sono una Milf», «E se fosse stato il cavallo?», «Destinati all'estinzione», «Non è come sembra», «Bau» e «Una brutta persona», dopo gli anni televisivi di Colorado.

Quale replica conviene scegliere?

Per Angelo Pintus al Teatro Olimpico la replica più comoda per chi viaggia o porta la famiglia è la domenica alle 11, che lascia libero il resto della giornata; il sabato alle 16 permette di unire un museo e una cena. Le serali del giovedì e venerdì sono ideali per chi vive a Roma e può rientrare senza problemi.

Il giudizio su Angelo Pintus al Teatro Olimpico

Il criterio è semplice: quando un comico torna dalle arene alla sala, vale la pena andarlo a vedere, perché è lì che si capisce se il mestiere regge. L'Olimpico, con la sua platea larga e la galleria che abbraccia il palco, è la sala giusta per questa prova. Il consiglio netto è prendere un posto in poltrona o in balconata frontale per la domenica alle 11, arrivare con un quarto d'ora di anticipo per guardare le scenografie nel foyer, e uscire sul Ponte della Musica con la giornata ancora davanti. Se gennaio è esaurito, non rinunciate: febbraio è stato aperto apposta.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento14 Gennaio 2027 20:30 — 14 Febbraio 2027
IndirizzoTeatro Olimpico, Piazza Gentile da Fabriano 17, 00196 Roma Flaminio, Roma, Roma Città

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