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MOMIX Botanica al Teatro Olimpico — dal 23 febbraio al 7 marzo 2027

I MOMIX di Moses Pendleton portano «Botanica Season 2» al Teatro Olimpico di Roma, piazza Gentile da Fabriano 17 (quartiere Flaminio), da martedì 23 febbraio a domenica 7 marzo 2027: dal martedì al venerdì alle 20:30, il sabato alle 16:30 e alle 20:30, la domenica alle 17:30. Lo spettacolo dura circa novanta minuti, intervallo compreso, ed è presentato in collaborazione con l'Accademia Filarmonica Romana. Il teatro si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e da lì con il tram 2, che dal capolinea di piazzale Flaminio percorre via Flaminia e viale Tiziano fino a piazza Mancini; dalla linea si scende verso il Tevere, all'altezza del Ponte della Musica. Il listino pubblicato dal teatro va da 31 euro più 4,60 di prevendita (balconata laterale con balaustra, 35,60 euro in tutto) a 50,50 euro più 7,50 di prevendita (poltronissima gold, 58 euro in tutto), con prezzi ridotti per i ragazzi dai 3 ai 12 anni e una commissione di 2,50 euro a biglietto per l'acquisto online. I biglietti si comprano sul sito ufficiale del Teatro Olimpico, al botteghino di piazza Gentile da Fabriano, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19, e sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione.

Dodici danzatori acrobati, due atti, un giardino che cambia forma sotto la luce: così si presenta il ritorno romano di uno dei titoli più amati della compagnia americana. I MOMIX, a Roma, non sono ospiti occasionali. Sono di casa all'Olimpico da oltre quarant'anni, e questa ripresa arriva in una sala che conosce il loro linguaggio meglio di qualunque altra in Italia.

MOMIX e «Botanica Season 2»: che spettacolo è

«Botanica Season 2» è la nuova versione di «Botanica», lo spettacolo che Moses Pendleton creò nel 2009 dedicandolo alle meraviglie della natura, rinnovato nel 2026 con effetti tecnologici e proiezioni visive aggiornate. La compagnia lo descrive come un viaggio attraverso le immagini mutevoli della natura, scandito dal ritmo delle stagioni e dal trascorrere di una giornata. Il teatro lo presenta con le parole dello stesso Pendleton, che parla di un ritorno al «nostro giardino originario», dove si è lasciato che «nuove idee mettessero radici».

Il giardino di Pendleton

Il punto di partenza è sempre lo stesso: la natura come maestra. Pendleton ha spiegato alla stampa che la sua ispirazione nasce dal mondo delle piante, degli animali e dei minerali, e che il suo giardino conta per lui molto più dell'ambiente urbano. In «Botanica» questa idea diventa struttura: i quadri si susseguono come fasi di un ciclo vitale, dalla gemma alla fioritura, dalla luce del mattino all'ombra della sera. Non c'è un racconto con personaggi e dialoghi; c'è una sequenza di visioni, ciascuna costruita per sorprendere l'occhio.

Vespe, calendule e tronchi

La nota ufficiale elenca alcune delle trasformazioni in scena: i danzatori diventano vespe leggere come colibrì, calendule luminose, tronchi e architetture arboree. La compagnia aggiunge la sensualità delle calendule, l'imponenza dei rami protesi verso il cielo e l'energia vitale del sole. Chi ha già visto i MOMIX riconoscerà il metodo: il corpo umano sparisce dentro un oggetto, un tessuto, una sagoma, e riappare come qualcos'altro. Il pubblico si trova a chiedersi dove finisca il ballerino e dove cominci l'illusione.

Una ripresa che non è una ripresa

Il teatro insiste su un punto: più che una ripresa, questo secondo capitolo fa rifiorire lo spettacolo originale, arricchendolo di nuove sorprese. La compagnia parla di inediti effetti tecnologici e di immagini tridimensionali; la presentazione romana parla di un palcoscenico trasformato in un terrario vivente. La differenza con il 2009 riguarda dunque soprattutto la tecnologia della luce e della proiezione, che negli ultimi quindici anni ha cambiato il modo di costruire l'illusione a teatro.

Due atti, dodici interpreti

Secondo la presentazione diffusa dall'Accademia Filarmonica Romana per il debutto della nuova versione, in scena si alternano dodici danzatori acrobati, in due atti per un totale di un'ora e mezza. Il teatro conferma la durata di novanta minuti con un intervallo. È una misura giusta: abbastanza lunga per costruire un mondo, abbastanza breve per non stancare chi viene con i bambini o chi arriva a teatro dopo una giornata di lavoro.

Il senso dello spettacolo

Pendleton, nelle dichiarazioni pubblicate dal teatro, dice di essere costantemente ispirato dall'energia del sole, da come scolpisce un paesaggio, nutre un fiore, proietta un'ombra che diventa parte della danza. Aggiunge che lo spettacolo serve a ricordare che non siamo separati dalla natura, ma ne siamo parte. La presentazione della compagnia chiude con un tema che oggi pesa: la custodia della bellezza del pianeta come compito che appartiene a ciascuno. Nessuna predica in scena, però: il messaggio passa attraverso lo stupore.

La colonna sonora di Botanica: da Vivaldi a Peter Gabriel

La musica di «Botanica Season 2» è stata scelta dallo stesso Pendleton e va dalle Quattro stagioni di Antonio Vivaldi alla musica elettronica, con echi di musica tradizionale indiana e brani di Peter Gabriel. La compagnia descrive la partitura come eclettica, capace di andare dal canto degli uccelli a Vivaldi. È una colonna sonora registrata, non eseguita dal vivo, pensata come tavolozza al servizio delle immagini.

Le Quattro stagioni

Vivaldi era già il cuore del primo «Botanica», e la scelta ha una logica evidente: uno spettacolo che segue il ciclo delle stagioni trova nel concerto più celebre del Settecento veneziano la sua cornice naturale. Il pubblico italiano riconoscerà i temi alla prima battuta, e questo crea un curioso effetto di familiarità dentro un mondo visivo del tutto inatteso.

Elettronica ed echi indiani

Accanto a Vivaldi, la presentazione della Filarmonica cita la musica elettronica e gli echi della tradizione indiana. Il contrasto serve a spezzare il ritmo: i quadri più meccanici, quelli in cui i danzatori diventano insetti o strutture, chiedono suoni pulsanti; quelli più contemplativi respirano con gli archi.

Peter Gabriel, un vecchio amico

La presenza di Peter Gabriel non è un omaggio casuale. Nel 1991 i MOMIX debuttarono con «Passion», costruito sulla colonna sonora che Gabriel scrisse per «L'ultima tentazione di Cristo». Ritrovarlo in «Botanica Season 2» significa ricucire un filo lungo trentacinque anni nella storia della compagnia.

Le date e gli orari dei MOMIX al Teatro Olimpico

«Botanica Season 2» è in scena al Teatro Olimpico da martedì 23 febbraio a domenica 7 marzo 2027, con spettacoli dal martedì al venerdì alle 20:30, il sabato alle 16:30 e alle 20:30, la domenica alle 17:30. Il calendario copre due settimane piene, e il ritmo delle repliche è quello tipico delle grandi produzioni di danza all'Olimpico: serate nei giorni feriali, doppio appuntamento il sabato, pomeriggio la domenica.

La prima settimana

Si comincia martedì 23 febbraio alle 20:30, con repliche serali mercoledì 24, giovedì 25 e venerdì 26 febbraio. Sabato 27 febbraio gli spettacoli sono due, alle 16:30 e alle 20:30; domenica 28 febbraio la replica è alle 17:30.

La seconda settimana

Lo schema si ripete da martedì 2 marzo: serali alle 20:30 fino a venerdì 5 marzo, doppio spettacolo sabato 6 marzo alle 16:30 e alle 20:30, chiusura domenica 7 marzo alle 17:30. L'ultima recita cade dunque in un pomeriggio di domenica, orario comodo anche per chi arriva da fuori città.

Il lunedì di riposo

L'orario pubblicato prevede spettacoli dal martedì alla domenica, quindi lunedì 1 marzo la compagnia riposa. Chi organizza un fine settimana lungo a Roma deve tenerne conto: il lunedì sera l'Olimpico, per i MOMIX, è chiuso.

Le repliche pomeridiane

Le recite del sabato alle 16:30 e della domenica alle 17:30 finiscono intorno alle 18 e alle 19. Sono le più adatte alle famiglie e a chi preferisce rientrare con la luce dei primi giorni di marzo, quando le giornate cominciano ad allungarsi.

Biglietti e prezzi di Botanica al Teatro Olimpico

I biglietti per «Botanica Season 2» al Teatro Olimpico costano da 35,60 a 58 euro, prevendita compresa, con un ridotto per i ragazzi dai 3 ai 12 anni che va da 24,90 a 34 euro. Il teatro indica separatamente prezzo intero e diritto di prevendita, e precisa che la prevendita è sempre richiesta al momento dell'emissione del biglietto. Per l'acquisto online si aggiunge una commissione di 2,50 euro a biglietto.

Il listino intero

Poltronissima gold: 50,50 euro più 7,50 di prevendita, 58 euro in tutto. Poltronissima laterale: 42 euro più 6,30, cioè 48,30. Poltrona: 39 euro più 5,90, cioè 44,90. Balconata: stesso prezzo della poltrona, 39 euro più 5,90. Balconata con balaustra: 35 euro più 5,20, cioè 40,20. Balconata laterale: 33 euro più 5, cioè 38. Balconata laterale con balaustra: 31 euro più 4,60, cioè 35,60.

Il ridotto per i ragazzi dai 3 ai 12 anni

Il prezzo ridotto vale in tutti i settori tranne la poltronissima gold. Poltronissima laterale: 29,40 euro più 4,60. Poltrona e balconata: 27,30 euro più 4,10. Balconata con balaustra: 24,50 euro più 3,70. Balconata laterale: 23,10 euro più 3,50. Balconata laterale con balaustra: 21,70 euro più 3,20. Per una famiglia di quattro persone la differenza rispetto al prezzo pieno è sensibile, e rende i MOMIX uno degli spettacoli di danza più accessibili della stagione.

Dove comprarli

Il canale principale è il sito del Teatro Olimpico, che rimanda alla propria biglietteria online. In alternativa c'è il botteghino di piazza Gentile da Fabriano 17, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19 con orario continuato; per informazioni il teatro indica l'indirizzo biglietti@teatroolimpico.it e il numero 349 2378200. Esiste poi il circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. Il consiglio è comprare dal teatro: si vede la pianta, si sceglie il posto, e in caso di problemi si ha un interlocutore diretto.

Gruppi e Cral

Il Teatro Olimpico ha un ufficio promozione dedicato a gruppi e Cral, raggiungibile all'indirizzo ufficiopromozione@teatroolimpico.it. Per una scuola di danza, un'associazione o un gruppo aziendale conviene scrivere prima di aprire le vendite al proprio interno: le condizioni per i gruppi non sono pubblicate nella pagina dello spettacolo e vanno chieste direttamente.

Quale settore scegliere

Con i MOMIX la scelta del posto conta più che con un monologo. Molte illusioni si leggono meglio dall'alto, dove si coglie il disegno complessivo delle figure sul palco; la platea centrale restituisce invece la fisicità dei corpi e la precisione dei movimenti. Per un primo incontro con la compagnia, meglio la balconata centrale: costa quanto la poltrona e offre la vista d'insieme che questo spettacolo pretende.

Chi è Moses Pendleton: la biografia del fondatore dei MOMIX

Moses Pendleton, nato il 28 marzo 1949 e cresciuto in una fattoria del Vermont, è il coreografo che nel 1971 fondò i Pilobolus e pochi anni dopo creò i MOMIX, compagnia che dirige da oltre quarantacinque anni. La compagnia lo definisce uno dei coreografi e registi americani più innovativi e più rappresentati degli ultimi cinquant'anni. La sua carriera attraversa danza, opera, cinema, televisione, cerimonie olimpiche e fotografia.

La fattoria del Vermont

Pendleton è nato e cresciuto in una fattoria di produzione del latte a Lyndonville, nel nord del Vermont. Da ragazzo portava le sue vacche di razza frisona alla fiera della contea di Caledonia. Frequentò il Lyndon Institute, dove si diplomò nel 1967, coltivando gli studi classici, l'arte e lo sport, soprattutto lo sci. Questa infanzia rurale non è un dettaglio biografico: è la radice di tutto il suo immaginario, fatto di piante, animali e cicli naturali.

Dartmouth e i Pilobolus

Nel 1971 si laureò in letteratura inglese al Dartmouth College e nello stesso anno, ancora studente dell'ultimo anno, fondò con alcuni compagni i Pilobolus. Il gruppo si fece notare per una miscela nuova di acrobatica, scultura dei corpi e umorismo. Nel 1972 i Pilobolus ricevettero lo Scotsman Award al Festival di Edimburgo, nel 1975 il premio della critica di Berlino, e nel 1977 Pierre Cardin li presentò a Broadway. Lo stesso anno Pendleton ottenne la borsa Guggenheim. Rimase membro stabile del gruppo fino al 1980.

Parigi, Lake Placid e la nascita dei MOMIX

Nel 1979 Pendleton coreografò e interpretò all'Opéra di Parigi l'«Integrale Erik Satie», che comprendeva la ripresa del balletto dadaista «Relâche» del 1924. Nel 1980 firmò la coreografia della cerimonia di chiusura dei Giochi olimpici invernali di Lake Placid, dove danzò anche un assolo intitolato «Momix». Da quell'assolo prese nome la compagnia che fondò insieme ad Alison Chase. Il sito della compagnia indica il 1980 come anno di fondazione e il 1981 come anno delle prime esibizioni internazionali.

L'opera lirica e l'Italia

Il rapporto di Pendleton con l'Italia è antico e profondo. Nel 1982 creò il ruolo del Folle nella «Chovanščina» di Musorgskij messa in scena da Jurij Ljubimov alla Scala di Milano. Nel 1993 firmò le coreografie della «Carmen» diretta da Lina Wertmüller all'Opera di Stato di Monaco. Nel 1994 ricevette la medaglia d'oro dell'Arena di Verona come direttore dei MOMIX, nel 1999 il Premio Positano per la coreografia. Nel 2004 curò per dodici settimane le coreografie di «Fiorello», il varietà di Rai che in quella stagione guidava gli ascolti. Nel giugno 2024 ha ricevuto il Premio Taobuk, dedicato a intellettuali e artisti che hanno lasciato un segno culturale sulla scena internazionale.

Altre opere e altri palcoscenici

Nel 1982 mise in scena e interpretò «Tutuguri», dagli scritti di Antonin Artaud, alla Deutsche Oper di Berlino. Nel 1985 coreografò «Pulcinella» di Stravinskij per il Ballet de Nancy, nel 1987 «Platée» di Rameau per lo Spoleto Festival USA, nel 1988 una ripresa di «Les Mariés de la Tour Eiffel» di Cocteau a New York. Nel 2008 creò «Picarte» e «F.L.O.W.» per Diana Vishneva, étoile del Kirov. Per la cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Sochi del 2014 firmò «The Doves of Peace», con Vishneva e cinquanta ballerine russe.

Video, cinema e televisione

Pochi coreografi hanno attraversato la cultura pop come lui. Nel 1984 lavorò al video di «Too Late for Goodbyes» di Julian Lennon, diretto da Sam Peckinpah; nel 1989 coreografò «Batdance» di Prince per il film «Batman». Nel 1991 fu coprotagonista, accanto a Charles Dutoit e all'Orchestra sinfonica di Montréal, del film di Rhombus Media sui «Quadri di un'esposizione» di Musorgskij, premiato con un Emmy internazionale. Il suo programma «Moses Pendleton Presents Moses Pendleton» per ABC Arts vinse nel 1982 un CINE Golden Eagle.

Premi e lauree

Oltre alla Guggenheim e ai premi italiani, Pendleton ha ricevuto nel 1998 il Governor's Award della Commissione per le arti del Connecticut e nel 2002 l'American Choreography Award, insieme a Daniel Ezralow e David Parsons, per «Aeros», creato con la squadra olimpica rumena di ginnastica. Nel 2010 la University of the Arts di Filadelfia gli ha conferito un dottorato onorario, nel 2021 lo ha fatto il Dartmouth College, nel 2025 l'Università del Texas a Dallas gli ha assegnato il Richard Brettell Award per le arti.

Il fotografo

Meno noto al grande pubblico è il Pendleton fotografo. La compagnia lo descrive come un fotografo appassionato, con mostre a Roma, Milano, Firenze e Aspen. Chi guarda «Botanica» con questo dettaglio in mente capisce meglio certe composizioni: molti quadri sono costruiti come immagini fisse che prendono vita, pensate prima con l'occhio del fotografo e poi con quello del coreografo.

La storia dei MOMIX in quarantacinque anni

I MOMIX sono una compagnia di danza e di illusione visiva con sede a Washington, nel Connecticut, fondata da Moses Pendleton e diretta da lui da più di quarantacinque anni. La compagnia unisce acrobatica, danza, ginnastica, mimo, oggetti di scena e proiezioni. Nel 2026, secondo la cronologia ufficiale, ha raggiunto le diecimila rappresentazioni.

Un nome da stalla

Il nome ha un'origine sorprendente: deriva da quello di un mangime per bovini. Per un uomo cresciuto portando le vacche alle fiere di contea, la scelta suona come una dichiarazione d'intenti. Nessun nome altisonante, nessuna parola d'arte: un prodotto della fattoria, trasformato in una delle sigle più riconoscibili della danza mondiale.

I grandi titoli

La cronologia ufficiale della compagnia segna le tappe principali. Nel 1991 «Passion», sulla musica di Peter Gabriel. Nel 1994 «Baseball», omaggio allo sport nazionale americano creato con i San Francisco Giants. Nel 2002 «Opus Cactus», sul deserto del Sud Ovest, con il Ballet Arizona. Nel 2005 «Lunar Sea», costruito interamente in luce nera con l'Aspen Santa Fe Ballet. Nel 2009 «Botanica». Nel 2013 «Alchemy», sui quattro elementi. Nel 2015 «Viva Momix», per il trentacinquesimo anniversario. Nel 2019 «Alice», rilettura di Lewis Carroll. Nel 2026 la nuova versione di «Botanica».

Cynthia Quinn

Accanto a Pendleton c'è da decenni Cynthia Quinn, oggi direttrice associata. Cresciuta nella California meridionale, laureata all'Università della California a Riverside con il riconoscimento Phi Beta Kappa, negli anni Ottanta danzò con i Pilobolus a Broadway e in tournée tra Stati Uniti, Europa, Canada, Israele e Giappone. Entrò nei MOMIX nel 1983. Ha assistito Pendleton in molte delle sue creazioni per l'opera e per il balletto, ha firmato con lui «White Widow», il numero che compare nel film «The Company» di Robert Altman, e ha lavorato alle coreografie di Sochi. La presentazione della Filarmonica la indica come moglie e codirettrice della compagnia.

La luce come strumento

Le illusioni dei MOMIX nascono soprattutto dalla luce. Intervenendo su di essa i danzatori riescono a ingigantirsi o a sparire, a fondersi o a raddoppiarsi. Il resto lo fanno i costumi e le macchine sceniche, spesso indossate dagli stessi interpreti. La compagnia stessa riassume il proprio metodo in quattro parole: luce, ombra, tessuto, corpo umano.

Una curiosità su MOMIX Botanica al Teatro Olimpico — dal 23 febbraio al 7 marzo 2027

La prima versione di «Botanica» e la sua nuova edizione hanno debuttato nella stessa città: Bologna. Secondo la presentazione diffusa dall'Accademia Filarmonica Romana, la prima assoluta di «Botanica Season 2» si è tenuta al Teatro Celebrazioni di Bologna martedì 7 aprile 2026 alle 21, nella stessa città che aveva accolto la prima mondiale di «Botanica» nel 2009. Un coreografo americano del Vermont che sceglie per due volte una città emiliana per battezzare lo stesso spettacolo dice molto del legame tra i MOMIX e il pubblico italiano.

Da lì è partita la prima tournée internazionale della nuova versione, tutta italiana nella primavera del 2026: Bologna dal 7 all'11 aprile, Mestre al Teatro Toniolo, Genova al Politeama Genovese, poi Roma all'Olimpico dal 28 aprile al 10 maggio, quindi Vicenza, Firenze al Teatro Verdi e Trieste al Rossetti. Roma ebbe la tappa più lunga del giro, quasi due settimane.

La seconda curiosità riguarda gli oggetti di scena. La cronologia ufficiale della compagnia ricorda che il «Botanica» del 2009 nacque con oggetti di scena disegnati dal marionettista Michael Curry. Non si tratta di un dettaglio: nei MOMIX l'oggetto è metà del ballerino. Una sagoma, un'armatura leggera, un tessuto teso su una struttura sono ciò che permette al corpo di diventare fiore, insetto, albero. Che a progettarli fosse un marionettista spiega perché molte figure di «Botanica» abbiano la grazia sospesa di un grande pupazzo animato da dentro.

L'ultima curiosità è romana. Il ritorno del febbraio 2027 arriva a meno di un anno dalla prima corsa romana della nuova versione, nella primavera 2026. È raro che un teatro riprogrammi a così breve distanza lo stesso titolo di danza: all'Olimpico succede perché il pubblico dei MOMIX è fedele, e perché la tappa di primavera, secondo le cronache locali, ha registrato una grande affluenza e un lungo applauso finale.

Da Botanica 2009 a Botanica Season 2

«Botanica» debuttò nel 2009 e tornò in scena nel 2026 in una nuova versione, che la compagnia definisce una ripresa con tecnologie aggiornate e nuove sorprese. In mezzo ci sono quasi vent'anni di tournée, di repliche e di evoluzione tecnica, che hanno cambiato soprattutto il modo di trattare la luce e l'immagine proiettata.

Il primo Botanica all'Olimpico

Il primo «Botanica» è passato dal Teatro Olimpico già nella stagione 2009/2010 ed era di nuovo in programma nel marzo 2011. Chi lo vide allora ritroverà l'impianto generale, i temi vegetali, il ciclo delle stagioni. Troverà però un palcoscenico diverso, perché le proiezioni aggiornate trasformano la scena in quello che il teatro chiama un terrario vivente.

Che cosa cambia

Pendleton parla di un secondo capitolo che fa rifiorire lo spettacolo, con nuove idee cresciute sullo stesso terreno. La compagnia indica effetti tecnologici inediti e immagini tridimensionali. La struttura in due atti, la musica di Vivaldi come asse portante e l'ispirazione botanica restano; cambiano i quadri, gli effetti, alcune soluzioni visive.

Il Teatro Olimpico, casa romana dei MOMIX

Il Teatro Olimpico di piazza Gentile da Fabriano 17 è una sala da 1.410 posti costruita nel 1935 e 1936, attiva come cine teatro dal 1936 e come teatro dal 1981. Si trova sul lungotevere Flaminio, all'altezza del Ponte della Musica, ed è la sede della maggior parte degli spettacoli organizzati dall'Accademia Filarmonica Romana.

Un edificio degli anni Trenta

L'intero isolato che comprende il teatro fu costruito dalla ditta Garbarino, Sciaccaluga e Mezzacane per conto della Società generale immobiliare, che aveva acquistato la proprietà dalla Banca Commerciale Italiana nel 1935. Erano gli anni in cui nascevano il quartiere Flaminio e il Foro Italico. L'edificio è in cemento armato, con facciate in travertino nel tipico stile dell'epoca, sia nell'altissimo zoccolo di base sia nelle cornici di porte e finestre.

Dal cinema alla Filarmonica

Dalla fine degli anni Trenta agli anni Cinquanta, con l'interruzione della guerra, l'Olimpico funzionò soprattutto come cinema, con esibizioni di avanspettacolo negli intervalli. Per questo fin dall'inizio aveva sia camerini e attrezzature teatrali sia macchinari per la proiezione. Nel dopoguerra l'Accademia Filarmonica Romana prese in affitto la sala per la propria stagione. Nel 1980 nacque la Teatro Olimpico spa, partecipata anche dalla Filarmonica, che acquistò l'immobile dalla Società generale immobiliare; dal 1981 la programmazione si aprì con decisione a teatro, danza e comicità.

La sala

I posti sono 1.410: 966 in platea, disposti ad anfiteatro su una cavea in pendenza, e 444 in galleria, che ha un'ampia forma a ferro di cavallo con gradinate curve. La sala è molto larga. Il palcoscenico misura circa 10 metri di profondità per 12 di larghezza, con pavimento in legno smontabile e fossa per l'orchestra. Per uno spettacolo come «Botanica», dove conta la visione d'insieme, la larghezza della sala e la galleria avvolgente sono un vantaggio concreto.

Il foyer e le opere d'arte

Il teatro ha un foyer circolare a rotonda e ampi corridoi al piano terra e in galleria. Qui sono esposte alcune scenografie storiche: le scene forme dorate di Corrado Cagli per la «Messa» di Stravinskij (1975), il fondale di Giacomo Manzù per l'«Histoire du soldat» (1966), la scenografia di Alfred Silbermann per la stessa «Messa» nel 2001, la scultura di Mirko per «Chordination» dai «Tre misteri» di Niccolò Castiglioni (1968). Arrivate con anticipo, e guardatele: sono un piccolo museo del Novecento musicale romano.

Una cosa che non ti dice nessuno su MOMIX Botanica al Teatro Olimpico — dal 23 febbraio al 7 marzo 2027

Moses Pendleton è accademico dell'Accademia Filarmonica Romana dal 2012, primo coreografo a ricevere questa nomina in un'istituzione fondata nel 1821. È un dettaglio che la promozione dello spettacolo cita appena, ma che spiega molto. I MOMIX a Roma non arrivano come una compagnia in tournée qualsiasi, noleggiata per un paio di settimane: arrivano dentro un rapporto istituzionale che la Filarmonica stessa descrive come una collaborazione di oltre quarant'anni tra la compagnia, il teatro e l'accademia.

La storia della sala conferma questo legame. I MOMIX erano all'Olimpico già nell'aprile 1982 con «Dance Theatre», appena un anno dopo che la sala aveva cominciato la sua vita di teatro vero e proprio. Sono tornati con «Baseball» nel novembre 1996, con «Botanica» nella stagione 2009/2010 e di nuovo nel 2011, e con molti altri titoli. Le ricostruzioni della storia del teatro li definiscono ospite fisso della sala.

La conseguenza pratica è una sola, e pochi la dicono: all'Olimpico i MOMIX hanno un pubblico che torna. Molti spettatori li hanno visti da ragazzi e oggi portano i figli. Questo significa due cose. Primo, è prudente considerare le repliche del fine settimana come le più richieste e muoversi per tempo, soprattutto per il sabato pomeriggio. Secondo, in sala si respira un'aria particolare, quella di un appuntamento atteso, non di una novità da scoprire. Chi viene per la prima volta si trova circondato da persone che sanno già quando trattenere il fiato.

C'è poi un aspetto quasi nascosto: il legame con la Filarmonica passa anche dal nome. L'accademia romana ha una storia di musica colta, da Alfredo Casella a Luciano Berio e Hans Werner Henze tra i suoi direttori artistici. Che proprio questa istituzione abbia fatto di un coreografo americano del Vermont un suo accademico dice quanto i MOMIX, a Roma, siano considerati parte della vita musicale della città.

L'Accademia Filarmonica Romana e i MOMIX

L'Accademia Filarmonica Romana è un ente privato senza scopo di lucro fondato a Roma nel 1821, che organizza concerti di musica da camera e sinfonica, balletti e spettacoli di teatro musicale. «Botanica Season 2» è presentato in collaborazione con l'accademia, che nel secondo dopoguerra ha fatto del balletto e del teatro da camera uno dei tratti distintivi della propria programmazione.

Due secoli di musica

L'accademia nacque da un gruppo di musicisti dilettanti guidati dal compositore Raffaele Muti Papazzurri, per eseguire musica da camera e sinfonica e opere liriche in forma di concerto quando la censura ne impediva la rappresentazione. Visse interruzioni e rifondazioni, fino a quella del 1946 con la direzione artistica di Alfredo Casella. La sede amministrativa è la Casina Vagnuzzi in via Flaminia 118, vicino a piazza del Popolo; i concerti si tennero prima al Teatro Eliseo e poi all'Olimpico.

I direttori artistici

Tra i direttori artistici dell'accademia figurano Goffredo Petrassi, Roman Vlad, Massimo Bogianckino, Gioacchino Lanza Tomasi, Luciano Berio, Hans Werner Henze. Dal 2024 la direzione artistica è di Domenico Turi. Una storia di questo peso spiega perché la collaborazione con i MOMIX sia considerata dall'accademia parte della propria identità.

Un accademico coreografo

Nel 2012 l'accademia ha nominato Moses Pendleton accademico, primo coreografo nella sua storia a ricevere questo titolo. È il riconoscimento formale di un rapporto nato negli anni Ottanta e cresciuto spettacolo dopo spettacolo sullo stesso palcoscenico di piazza Gentile da Fabriano.

Come arrivare al Teatro Olimpico per i MOMIX

Il Teatro Olimpico si raggiunge con la metro A fino alla stazione Flaminio e poi con il tram 2, la linea che collega piazzale Flaminio a piazza Mancini lungo via Flaminia e viale Tiziano. La linea 2 è la più breve della rete tranviaria romana, circa 2,7 chilometri, e corre interamente dentro il quartiere Flaminio. Dal 2010 il suo capolinea di piazzale Flaminio è un capolinea tronco sulla via Flaminia.

Metro A e tram 2

Dalla stazione Flaminio della metro A si esce su piazzale Flaminio, dove parte il tram 2. Si viaggia verso piazza Mancini lungo via Flaminia e si scende nel tratto più vicino al lungotevere Flaminio, poi si cammina verso il fiume fino a piazza Gentile da Fabriano. Chi conosce poco la zona faccia riferimento al Ponte della Musica: il teatro è all'altezza del ponte, sul lato del Flaminio.

A piedi dal Ponte della Musica

Il Ponte della Musica, intitolato ad Armando Trovajoli, è riservato a pedoni, biciclette e trasporto pubblico e collega il lungotevere Flaminio con il lungotevere Cadorna, cioè il Flaminio con il Foro Italico. Chi arriva da Prati o dalla zona dello stadio può attraversarlo a piedi e trovarsi davanti al teatro. Il ponte, secondo le fonti sul progetto, è raggiungibile anche dalle stazioni Flaminio e Lepanto della metro A e dalla stazione Piazza Euclide.

In auto

Il teatro è sul lungotevere, collegato con tutta la città, e la zona è circondata da ampie strade alberate. Nelle sere di spettacolo, però, trovare posto vicino alla sala è un'incognita, soprattutto il sabato quando le repliche sono due e i pubblici si incrociano. Il consiglio è netto: chi può, lasci l'auto a casa.

In taxi

Il taxi resta la soluzione più semplice per le serate infrasettimanali, soprattutto all'uscita delle 22 circa. Basta indicare Teatro Olimpico, piazza Gentile da Fabriano.

Il consiglio che ti do per visitare MOMIX Botanica al Teatro Olimpico — dal 23 febbraio al 7 marzo 2027

Conviene scegliere una replica infrasettimanale della seconda settimana, tra martedì 2 e venerdì 5 marzo 2027, e prendere un posto in balconata centrale. Le ragioni sono pratiche. Le prime sere di una tenitura servono alla compagnia per prendere le misure della sala; le ultime del fine settimana sono le più affollate. Il cuore della seconda settimana, invece, offre uno spettacolo già rodato e, con ogni probabilità, una sala più tranquilla.

Sul posto il giudizio è preciso. Con i MOMIX la vista dall'alto non è un ripiego. Molti quadri di «Botanica» sono costruiti come immagini: corpi che formano fiori, sagome che si aprono come petali, figure che appaiono e spariscono nel buio. Dalla balconata centrale si coglie il disegno intero, e il prezzo è identico a quello della poltrona di platea: 39 euro più 5,90 di prevendita. Chi vuole vedere il lavoro muscolare dei danzatori, la fatica e la precisione, scelga invece le prime file della poltronissima laterale.

Arrivate almeno mezz'ora prima. Serve per ritirare i biglietti se non li avete stampati, per trovare il posto con calma in una sala da 1.410 persone, e soprattutto per guardare le scenografie esposte nel foyer: Cagli, Manzù, Mirko. È una piccola lezione di storia del teatro romano che quasi nessuno si ferma a vedere.

Ultimo consiglio: niente telefono durante lo spettacolo. Le illusioni dei MOMIX vivono di buio totale; uno schermo acceso in platea rompe l'incanto a dieci file di distanza. Tenetelo spento fino all'intervallo, e godetevi il secondo atto senza distrazioni.

Come organizzare la serata con i MOMIX all'Olimpico

Una serata con «Botanica Season 2» dura circa novanta minuti con intervallo: chi entra alle 20:30 esce intorno alle 22. È un orario che lascia spazio a una cena prima o dopo, e che non obbliga a correre.

Prima dello spettacolo

Per le repliche serali conviene arrivare nel quartiere verso le 19:30. C'è il tempo per un aperitivo o una cena veloce lungo via Flaminia, e per raggiungere il teatro a piedi con calma. Chi arriva dal centro può fare una tappa a piazza del Popolo, a pochi passi dal capolinea del tram 2, e partire da lì.

L'intervallo

L'intervallo divide i due atti. È il momento per sgranchirsi e per osservare dal vivo il pubblico di una sala che ha visto passare Baryšnikov e il Bol'šoj. Non allontanatevi troppo: il secondo atto riparte puntuale.

Dopo lo spettacolo

All'uscita, dopo le 22, il Flaminio è tranquillo. Chi ha fame trova pizzerie e trattorie di quartiere tra via Flaminia e piazza Mancini. Chi preferisce il centro prenda il tram fino a piazzale Flaminio e attraversi Porta del Popolo: in pochi minuti si è nel tridente.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Il primo tram di Roma partì proprio da piazzale Flaminio: la prima tramvia cittadina fu inaugurata il 2 agosto 1877 e collegava piazzale Flaminio con Ponte Milvio. È un fatto noto agli appassionati di trasporti, ma raramente citato a chi prende oggi il tram 2 per andare all'Olimpico. Eppure la linea che porta al teatro percorre, in parte, la stessa via Flaminia su cui corse la prima rotaia urbana della capitale.

La storia non finisce lì. Domenica 6 luglio 1890, lungo la linea di Ponte Milvio sulla via Flaminia, la Società Romana Tramways Omnibus fece la dimostrazione pubblica del primo tram elettrico romano, alla presenza del re Umberto I. Il sistema si rivelò poco affidabile e l'impianto fu smantellato poco dopo; la trazione elettrica regolare arrivò solo nel 1895, su un'altra linea. La tratta di Ponte Milvio fu l'ultima della rete a passare dai cavalli all'elettricità, nel 1904.

Nel Novecento il tram sulla Flaminia sparì e tornò più volte. La linea 1 tra piazzale Flaminio e Ponte Milvio fu soppressa nel 1960, in piena stagione olimpica, quando la città privilegiava l'automobile. Tra il 1982 e il 1983 fu ricostruito il binario lungo via Flaminia tra viale delle Belle Arti e piazza Mancini. Il 7 giugno 1990, in occasione dei Mondiali di calcio, i binari tornarono a piazzale Flaminio con la nuova linea 225, che dal 1 novembre 2000 si chiama linea 2.

Quando salite sul tram per andare a vedere i MOMIX, dunque, state percorrendo una delle strade più antiche del trasporto pubblico romano. C'è una certa coerenza: una compagnia che trasforma i corpi in piante e insetti, raggiunta con un mezzo che a Roma è nato, morto e rinato sullo stesso tracciato.

La foto giusta da fare a MOMIX Botanica al Teatro Olimpico — dal 23 febbraio al 7 marzo 2027

La foto giusta non si fa in sala, dove durante lo spettacolo il telefono resta spento, ma fuori: la facciata in travertino dell'Olimpico con il Ponte della Musica sullo sfondo. Il ponte, inaugurato il 31 maggio 2011, è lungo 190 metri e ha due grandi archi ribassati in acciaio, leggermente inclinati verso l'esterno, senza collegamento orizzontale in alto. Visto da piazza Gentile da Fabriano, al tramonto o con l'illuminazione serale, disegna una curva pulita che si abbina bene alla geometria razionalista del teatro.

Il punto migliore è l'imbocco del ponte sul lato del Flaminio. Da lì si inquadra il teatro con la sua facciata, e girandosi si ha la prospettiva degli archi verso il Foro Italico. Le passerelle laterali, destinate ai pedoni, hanno un pavimento in doghe di legno che d'inverno, dopo la pioggia, riflette le luci: una buona occasione per chi ama le foto notturne.

Una curiosità da raccontare a chi scatta con voi: l'inaugurazione del ponte era prevista per il 21 aprile 2011, Natale di Roma, ma fu rinviata al 31 maggio per una partita difettosa di duemila doghe di legno di bangkirai, che andarono tolte e sostituite. Nel 2013, dopo la morte del compositore Armando Trovajoli, il suo nome fu aggiunto a quello del ponte.

Dentro il teatro, prima dello spettacolo e nell'intervallo, la foto da fare è un'altra: le scenografie storiche nel foyer circolare, in particolare le forme dorate di Corrado Cagli. Sono un fondale perfetto, e raccontano la storia della sala meglio di qualunque didascalia. Per le immagini dello spettacolo, affidatevi alle foto ufficiali della compagnia.

Botanica e i MOMIX con i bambini

«Botanica Season 2» ha un prezzo ridotto per i ragazzi dai 3 ai 12 anni, da 24,90 a 34 euro prevendita compresa, in tutti i settori tranne la poltronissima gold. Il fatto che il teatro preveda una tariffa dai tre anni dice già molto: è uno spettacolo pensato per essere visto in famiglia.

Perché funziona con i più piccoli

Non ci sono parole da seguire né una trama da capire. Ci sono immagini che cambiano, animali e fiori che nascono dai corpi, colori e musica. Un bambino di sei anni legge «Botanica» con la stessa immediatezza di un adulto, forse di più. La durata, novanta minuti con un intervallo, è gestibile anche per i più giovani.

Quale replica scegliere

Per le famiglie le repliche giuste sono il sabato alle 16:30 e la domenica alle 17:30. Si esce prima di cena, e il giorno dopo nessuno deve alzarsi stanco per la scuola. Il sabato pomeriggio è però la fascia più richiesta: conviene prenotare con anticipo.

Il buio in sala

Le illusioni dei MOMIX nascono dalla luce e quindi dal buio. Per un bambino molto piccolo il passaggio al buio totale può essere sorprendente. Spiegarlo prima, come un gioco di magia, aiuta. Chi ha figli sensibili scelga un posto vicino al corridoio, per potersi alzare senza disturbare.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il 4 marzo 1965 Pierre Boulez diresse al Teatro Olimpico un concerto con la prima esecuzione italiana di «Abramo e Isacco» di Igor Stravinskij e la prima europea dell'«Elegia per J.F.K.» dello stesso compositore. È uno dei concerti più importanti nella storia della sala, e cade quasi esattamente sessantadue anni prima della chiusura di «Botanica Season 2», il 7 marzo 2027.

Quel concerto appartiene alla stagione in cui l'Accademia Filarmonica Romana, sotto la presidenza di Adriana Panni, portava all'Olimpico i più grandi musicisti italiani e stranieri. Stravinskij è una presenza ricorrente: nel foyer si vedono ancora il fondale di Giacomo Manzù per l'«Histoire du soldat», rappresentata dall'11 al 14 ottobre 1966, e le scene forme dorate di Corrado Cagli per la «Messa», rappresentata il 29, 30 e 31 ottobre 1975. Nel 1968, dal 2 al 4 ottobre, andò in scena «Chordination», dai «Tre misteri» di Niccolò Castiglioni, con una scultura di Mirko.

Nel 1980 nacque la Teatro Olimpico spa, con Adriana Panni prima presidente, che acquistò l'immobile. Dal 1981 la sala divenne un teatro a tempo pieno, e nell'aprile 1982 vi arrivarono i MOMIX con «Dance Theatre». Seguirono le grandi serate di danza: il White Oak Dance Project di Michail Baryšnikov dal 10 al 15 ottobre 1995, il Balletto del Bol'šoj dal 23 al 26 settembre 1996, il Béjart Ballet Lausanne nell'ottobre 2004, la Lindsay Kemp Company nel febbraio 1989 con il «Sogno di una notte di mezza estate».

Nella stagione 2009/2010, secondo le classifiche dell'AGIS, l'Olimpico risultò il secondo teatro di Roma e il settimo d'Italia per affluenza di spettatori. Era la stagione in cui la sala ospitava il primo «Botanica». La nuova versione, nella primavera 2026, ha registrato secondo le cronache locali una grande affluenza e un lungo applauso finale, confermando che il rapporto tra quel palcoscenico e quella compagnia regge da quarantacinque anni.

Il Flaminio intorno ai MOMIX: cosa vedere prima e dopo

Il Teatro Olimpico si trova nel quartiere Flaminio, nato tra gli anni Venti e Trenta insieme al Foro Italico, e collegato dal Ponte della Musica con l'altra riva del Tevere. Il ponte unisce idealmente l'Auditorium Parco della Musica, il parco di Villa Glori, il MAXXI e l'Olimpico da un lato con il Foro Italico, Monte Mario e l'auditorium della Rai dall'altro.

MAXXI e Auditorium

Il MAXXI e l'Auditorium Parco della Musica sono i due grandi poli culturali del quartiere. Chi sceglie una replica pomeridiana può dedicare la mattina a uno dei due e raggiungere il teatro nel primo pomeriggio. Con i MOMIX l'abbinamento con l'arte contemporanea funziona: stessa curiosità per le forme, stesso gusto per la sorpresa.

Il Foro Italico e lo Stadio Olimpico

Attraversando il Ponte della Musica si arriva al Foro Italico e, più in là, allo Stadio Olimpico. Il complesso sportivo è coetaneo del quartiere che ospita il teatro, e una passeggiata tra le sue architetture è il modo migliore per capire l'epoca in cui l'Olimpico fu costruito.

Ponte Milvio

Risalendo il Tevere si arriva a Ponte Milvio, il capolinea della prima tramvia romana del 1877. Oggi è una zona vivace la sera, con locali e ristoranti, utile per chi vuole prolungare la serata dopo lo spettacolo.

Piazza del Popolo e Villa Borghese

Dall'altra parte della linea 2, piazzale Flaminio porta a piazza del Popolo, con l'obelisco Flaminio al centro, e a Villa Borghese. Lungo la via Flaminia, vicino a piazza del Popolo, c'è anche la Casina Vagnuzzi, sede amministrativa dell'Accademia Filarmonica Romana. Chi ha tempo trova a breve distanza il Museo Etrusco di Villa Giulia e la Galleria Nazionale di Valle Giulia.

Chi è passato da MOMIX Botanica al Teatro Olimpico — dal 23 febbraio al 7 marzo 2027

Sul palcoscenico dell'Olimpico sono passati Arturo Benedetti Michelangeli, Jessye Norman, Zubin Mehta, Giuseppe Sinopoli, Luigi Dallapiccola e Pierre Boulez, e poi Michail Baryšnikov, il Bol'šoj, Maurice Béjart, Lindsay Kemp, Antonio Gades e Joaquín Cortés. È difficile trovare a Roma una sala con una storia altrettanto ricca nella danza internazionale, e i MOMIX ne sono la presenza più costante.

Nella danza, la lista è impressionante. Oltre a Baryšnikov con il White Oak Dance Project nel 1995 e al Bol'šoj nel 1996, la sala ha ospitato il Béjart Ballet Lausanne nel 2004, la Lindsay Kemp Company più volte a partire dal 1989, l'American Ballet Theatre II in programma nel 2011. Moses Pendleton stesso, con la sua compagnia, è passato di qui molte volte dal 1982 in avanti.

Nella musica pop e d'autore, l'Olimpico ha accolto i Marillion nel febbraio 1988, i Nomadi, i Pooh con «Musica dentro» dal 25 al 30 ottobre 1994, Lucio Dalla con «Henna» dal 5 al 7 aprile 1994, Giorgio Gaber con «Un'idiozia conquistata a fatica» il 28 gennaio 1998. Tra i grandi della comicità sono passati Gigi Proietti con «A me gli occhi» nel maggio 1996, Enrico Brignano, Vincenzo Salemme, Maurizio Battista, Aldo Giovanni e Giacomo, Neri Marcorè, Ale e Franz, Gioele Dix, oltre ai progetti d'autore di Dario Fo.

Tra i direttori artistici dell'Accademia Filarmonica, che dell'Olimpico ha fatto la propria casa, ci sono stati Goffredo Petrassi, Luciano Berio e Hans Werner Henze. Nella stagione 2026/2027, intorno ai MOMIX, il cartellone del teatro mette in fila Alessandro Bergonzoni con «Arrivano i Dunque» e Federico Buffa con «Number 23», dedicato a Michael Jordan: segno che l'eclettismo della sala resta la sua cifra.

Fine febbraio e inizio marzo a Roma: il periodo dello spettacolo

Le repliche di «Botanica Season 2» cadono tra il 23 febbraio e il 7 marzo 2027, a cavallo tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera romana. È un periodo di passaggio, con giornate che si allungano e una città meno affollata rispetto ai mesi di punta del turismo.

Il clima

A fine febbraio le sere possono essere ancora fredde e umide, soprattutto sul lungotevere. Portate un cappotto vero e un ombrello: tra tram, attesa all'ingresso e uscita notturna, si passa più tempo all'aperto di quanto si pensi.

Musei più tranquilli

Fine febbraio e inizio marzo sono settimane buone per visitare i musei del Flaminio e del centro senza le code primaverili. Chi arriva da fuori città può costruire un fine settimana intero intorno allo spettacolo, con tempi più distesi rispetto ad aprile o maggio.

Dove mangiare vicino al Teatro Olimpico

Intorno al Teatro Olimpico, tra via Flaminia, viale Tiziano e piazza Mancini, si trovano bar, pizzerie, trattorie di quartiere e locali per l'aperitivo. Il Flaminio è un quartiere residenziale, e la sua offerta è quella di una zona abitata, non turistica: meno scelta rispetto al centro, prezzi più ragionevoli.

Prima della replica serale

Con uno spettacolo alle 20:30 la soluzione più comoda è una cena leggera o un aperitivo lungo nel quartiere, tra le 19 e le 20. Una pizza al taglio o un piatto veloce bastano: l'intervallo è breve e lo spettacolo finisce presto, lasciando spazio per un dolce dopo.

Dopo lo spettacolo

Chi esce alle 22 e ha voglia di una cena vera può spostarsi verso Ponte Milvio, zona animata la sera, oppure tornare verso piazza del Popolo e il centro. In entrambi i casi conviene prenotare, soprattutto il venerdì e il sabato.

Con le repliche pomeridiane

Il sabato e la domenica, con spettacoli alle 16:30 e alle 17:30, la soluzione migliore è un pranzo tranquillo e poi il teatro. All'uscita, verso le 18 o le 19, si è ancora in tempo per una cena in centro.

Botteghino, contatti e accessibilità del Teatro Olimpico

Il botteghino del Teatro Olimpico, in piazza Gentile da Fabriano 17, è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19 con orario continuato. Per informazioni il teatro indica l'indirizzo biglietti@teatroolimpico.it e il numero 349 2378200.

Informazioni e contatti

Oltre al botteghino, il teatro ha un ufficio promozione per gruppi e Cral (ufficiopromozione@teatroolimpico.it). Per le informazioni sulla stagione, il sito ufficiale pubblica il cartellone completo 2026/2027 e le formule di abbonamento. Chi ha acquistato biglietti sul circuito di prevendita esterno deve rivolgersi al circuito stesso per eventuali problemi, come precisa il teatro.

Accessibilità

Le condizioni di accesso per persone con disabilità e i posti riservati non sono indicati nella pagina dello spettacolo. Il consiglio è scrivere o telefonare al botteghino prima dell'acquisto, indicando le proprie esigenze: in una sala con platea ad anfiteatro in pendenza e galleria a gradinate, la scelta del settore fa la differenza.

Domande frequenti su MOMIX Botanica al Teatro Olimpico

Quando vanno in scena i MOMIX al Teatro Olimpico di Roma?

I MOMIX portano «Botanica Season 2» al Teatro Olimpico da martedì 23 febbraio a domenica 7 marzo 2027. Gli spettacoli sono dal martedì al venerdì alle 20:30, il sabato alle 16:30 e alle 20:30, la domenica alle 17:30. Il lunedì la compagnia riposa, secondo l'orario pubblicato dal teatro.

Quanto costano i biglietti per Botanica al Teatro Olimpico?

I biglietti per «Botanica Season 2» al Teatro Olimpico costano da 35,60 a 58 euro, prevendita compresa. Il prezzo intero va da 31 a 50,50 euro, più il diritto di prevendita. Per i ragazzi dai 3 ai 12 anni c'è un ridotto da 24,90 a 34 euro. Online si aggiungono 2,50 euro di commissione a biglietto.

Quanto dura lo spettacolo Botanica Season 2?

«Botanica Season 2» dei MOMIX dura circa novanta minuti, intervallo compreso, secondo il Teatro Olimpico. Lo spettacolo è diviso in due atti. Chi entra alle 20:30 esce intorno alle 22; le repliche pomeridiane del sabato e della domenica finiscono prima di cena.

Botanica dei MOMIX è adatto ai bambini?

«Botanica Season 2» è adatto ai bambini, e il Teatro Olimpico prevede un prezzo ridotto per la fascia dai 3 ai 12 anni in tutti i settori tranne la poltronissima gold. Non ci sono dialoghi da seguire, ma immagini, musica e illusioni visive. Le repliche migliori per le famiglie sono quelle del sabato e della domenica pomeriggio.

Come si arriva al Teatro Olimpico con i mezzi pubblici?

Il Teatro Olimpico, in piazza Gentile da Fabriano 17, si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2, che va da piazzale Flaminio a piazza Mancini lungo via Flaminia. Dalla linea si cammina verso il Tevere fino all'altezza del Ponte della Musica, dove si trova il teatro.

Dove si comprano i biglietti per i MOMIX a Roma?

I biglietti per i MOMIX al Teatro Olimpico si comprano sul sito ufficiale del teatro, al botteghino di piazza Gentile da Fabriano 17, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19, e sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. Per gruppi e Cral c'è un ufficio promozione dedicato.

Che differenza c'è tra Botanica e Botanica Season 2?

«Botanica Season 2» è la nuova versione dello spettacolo che i MOMIX crearono nel 2009, rinnovata nel 2026 con effetti tecnologici inediti, immagini tridimensionali e proiezioni aggiornate. Restano i temi della natura e delle stagioni e la musica di Vivaldi; cambiano diversi quadri e le soluzioni visive.

Chi è Moses Pendleton?

Moses Pendleton è il coreografo americano che ha fondato i MOMIX e ne è direttore artistico. Nato nel 1949 in una fattoria del Vermont, nel 1971 fondò i Pilobolus. Ha lavorato per l'Opéra di Parigi, la Scala, le Olimpiadi di Lake Placid e di Sochi, e dal 2012 è accademico dell'Accademia Filarmonica Romana.

Il giudizio sui MOMIX all'Olimpico

I MOMIX all'Olimpico sono una delle poche certezze della stagione teatrale romana: una compagnia che conosce la sala, una sala che conosce la compagnia, un'accademia che li lega da oltre quarant'anni. «Botanica» è il titolo giusto per chi non li ha mai visti e il titolo giusto per chi vuole portarci qualcuno. Il consiglio finale è semplice: scegliete una replica infrasettimanale della seconda settimana, prendete la balconata centrale, arrivate presto per guardare il foyer e lasciate il telefono in tasca. Il resto lo fa Pendleton.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento23 Febbraio 2027 20:30 — 7 Marzo 2027
IndirizzoTeatro Olimpico, Piazza Gentile da Fabriano 17, 00196 Roma Flaminio, Roma, Roma Città

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