Roberto Saviano, Quel che resta di me all’Auditorium Parco della Musica — 1° febbraio 2027
Roberto Saviano porta in scena «Quel che resta di me. Storia di un'infiltrata» lunedì 1° febbraio 2027 alle 20:00 nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30 (00196 Roma), al Flaminio. Dal centro si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 lungo via Flaminia; da Termini c'è l'autobus 910. Il sito ufficiale dell'Auditorium indica biglietti a partire da 34,50 euro; le tariffe per settore pubblicate dal rivenditore autorizzato vanno da 34,50 euro in seconda galleria a 51,75 euro nel primo settore di platea, più le commissioni di servizio. I biglietti si comprano dal pulsante di acquisto della pagina dell'evento sul sito ufficiale dell'Auditorium, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure al botteghino, aperto da ottobre a marzo dalle 11 alle 20.

Roberto Saviano all'Auditorium: data, orario e biglietti
«Quel che resta di me» ha una sola data romana: lunedì 1° febbraio 2027 alle 20:00, nella Sala Santa Cecilia, la più grande dell'Auditorium Parco della Musica.
Una sera di lunedì
L'Auditorium classifica l'appuntamento nella sezione teatro. È una serata unica, senza repliche: il lunedì sera, di solito giorno di riposo per molti teatri, diventa qui la serata di un evento.
I prezzi
Il sito dell'Auditorium indica un prezzo a partire da 34,50 euro. Nella pianta pubblicata dal circuito di vendita le tariffe sono: platea primo settore 51,75 euro, platea secondo settore 46 euro, prima galleria 40,25 euro, anche con balaustra, seconda galleria 34,50 euro, anche con balaustra. Si aggiungono le commissioni di servizio; le gallerie laterali risultano non disponibili.
Come si compra
La pagina dell'evento sul sito ufficiale dell'Auditorium ha un pulsante di acquisto che rimanda al circuito di prevendita autorizzato. In alternativa c'è il botteghino di viale Pietro de Coubertin 30. Per informazioni la Fondazione Musica per Roma risponde all'indirizzo info@musicaperroma.it.
Scritto e interpretato da Saviano
La dicitura ufficiale è precisa: testo scritto e interpretato da Roberto Saviano, regia di Enrico Zaccheo. Saviano è quindi autore e unico nome in cartellone come interprete: la serata ha la forma del racconto dal palco, il genere che lo scrittore pratica da anni in teatro e in televisione.
«Quel che resta di me»: la storia di Dalia Nigro
Lo spettacolo racconta la storia vera di Dalia Nigro, poliziotta, la prima in Italia a infiltrarsi in una banca trappola costruita per intercettare i flussi di denaro della criminalità organizzata.
Due donne nello stesso corpo
La presentazione dell'Auditorium apre con un paradosso: c'è una donna che non esiste, o meglio ce ne sono due, nello stesso corpo e nella stessa vita. Per entrare nella banca Dalia deve sparire e diventare Maria Monti, un'identità costruita per ingannare chi ricicla denaro.
Quando la maschera smette di essere una maschera
La domanda che attraversa il racconto è che cosa succede quando il nome falso comincia a pensare, a sentire, a rispondere prima del nome vero. È il tema di ogni storia di infiltrazione, portato qui dentro un luogo insolito: non un vicolo o una piazza di spaccio, ma una banca.
Altre storie di infiltrazione
Alla vicenda di Dalia Nigro, secondo la presentazione, si intrecciano altre storie: uomini e donne che hanno scelto di scomparire da sé stessi per entrare dentro il crimine e portarne fuori la verità. Ogni storia è diversa, ma la domanda comune è quella che Maria Monti si pone ogni giorno sotto copertura: che cosa si è disposti a perdere di sé per portare alla luce ciò che altri vogliono nascondere.
Il titolo
Il titolo, «Quel che resta di me», va letto alla luce di questa domanda. Non è il bilancio di una carriera, ma l'interrogativo di chi, dopo anni sotto un'altra identità, deve capire che cosa sia rimasto della persona che era.
Il denaro al centro: un atto d'accusa
Saviano presenta lo spettacolo come un atto d'accusa contro il sistema finanziario, e il sito dell'Auditorium riporta la sua spiegazione: dietro la vicenda di Dalia c'è il racconto di come il riciclaggio sia diventato parte del funzionamento stesso della finanza globale.
Dalle pistole ai bonifici
Nella presentazione Saviano sostiene che le banche abbiano devastato il mondo «non con le pistole, ma con i bonifici». È una tesi che l'autore sviluppa da anni: il crimine organizzato non vive più soltanto nei territori, ma nei flussi finanziari.
Spread e fondi offshore
Il crimine organizzato di oggi, secondo lo scrittore, non si nasconde più nei vicoli ma negli spread, nei fondi offshore, nelle triangolazioni che nessuno controlla davvero. La storia di Dalia e della sua doppia vita diventa così lo specchio di un sistema che, nelle sue parole, si nutre di doppie identità.
La continuità con i libri
Chi ha letto ZeroZeroZero, il romanzo del 2013 dedicato al traffico di cocaina, riconoscerà la stessa linea: seguire il denaro per capire il potere. «Quel che resta di me» la porta sul palco attraverso una figura femminile e un'esperienza di infiltrazione, che dà al tema una dimensione personale.
Le storie di infiltrazione: un genere che Saviano conosce
La figura dell'infiltrato attraversa da sempre il racconto del crimine, e «Quel che resta di me» la sceglie come chiave per parlare di finanza e riciclaggio.
Una poliziotta, non un collaboratore
La presentazione insiste su un punto: Dalia Nigro è una poliziotta, cioè una servitrice dello Stato che entra nel sistema criminale per conto delle istituzioni. È una prospettiva diversa da quella del collaboratore di giustizia, che esce dal crimine per raccontarlo: qui il percorso è inverso, e il prezzo si paga in identità.
Una donna al centro
Negli ultimi libri Saviano ha dedicato attenzione crescente alle vite private e ai sentimenti dentro il mondo criminale, fino a Noi due ci apparteniamo, del 2024, sull'amore e la violenza nella vita dei boss. Mettere al centro dello spettacolo una donna, e il suo doppio, prosegue questa linea da un altro lato: quello di chi il crimine lo combatte dall'interno.
Il luogo del crimine
Il dettaglio più forte è il luogo: una banca trappola. Non un covo, non un territorio, ma un'istituzione finanziaria costruita apposta per osservare il denaro sporco. È il cuore della tesi dello spettacolo, e il punto in cui la storia personale di Dalia incontra il racconto del sistema.
Chi è Roberto Saviano: la biografia
Roberto Saviano è uno scrittore, giornalista, sceneggiatore e conduttore televisivo nato a Napoli il 22 settembre 1979, noto in tutto il mondo per Gomorra, il libro d'esordio del 2006.
La formazione
Nato nel quartiere di Chiaia e cresciuto a Caserta, si è diplomato al liceo scientifico Armando Diaz e si è laureato in Filosofia all'Università Federico II di Napoli, allievo dello storico Francesco Barbagallo. Comincia a scrivere di camorra nel 2002, per riviste e quotidiani come Pulp, Diario, il manifesto, il sito Nazione Indiana e l'osservatorio sulla camorra del Corriere del Mezzogiorno.
Gomorra
Nel marzo 2006 esce da Mondadori Gomorra, che lo stesso autore definisce una non fiction novel: un viaggio nel mondo affaristico e criminale della camorra, fra Napoli, Casal di Principe e l'agro aversano. Nello stesso anno il libro vince il Premio Viareggio per l'opera prima. Viene tradotto in oltre cinquanta lingue e supera i dieci milioni di copie nel mondo.
La vita sotto scorta
Dopo il successo del libro e una manifestazione per la legalità a Casal di Principe, nel settembre 2006, in cui denunciò pubblicamente i capi del clan dei Casalesi, Saviano riceve minacce. Dal 13 ottobre 2006 vive sotto scorta. Nel 2008 sei premi Nobel, fra cui Dario Fo, Günter Grass, Rita Levi-Montalcini e Orhan Pamuk, firmano un appello perché lo Stato italiano lo protegga.
Gli altri libri
Dopo Gomorra vengono ZeroZeroZero, del 2013, La paranza dei bambini, del 2016, e Bacio feroce, del 2017. Nel 2022 pubblica Solo è il coraggio, romanzo dedicato a Giovanni Falcone, e Cuore puro; nel 2024 Noi due ci apparteniamo, sull'amore e la violenza nella vita dei boss; nel 2025 L'amore mio non muore, per Einaudi. Fra i saggi, La bellezza e l'inferno, Vieni via con me, Gridalo.
Saviano fra cinema, televisione e teatro
Roberto Saviano ha portato le sue storie su ogni tipo di schermo e palcoscenico: cinema, serie televisive, programmi di approfondimento e teatro.
Il cinema
Dal suo romanzo è nato il film Gomorra di Matteo Garrone, Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes; Saviano ne è stato sceneggiatore e ha vinto nel 2009 il David di Donatello per la migliore sceneggiatura. Nel 2019 La paranza dei bambini di Claudio Giovannesi ha vinto l'Orso d'argento per la sceneggiatura al Festival di Berlino.
Le serie
Gomorra, la serie, ideata con la sua supervisione e diretta fra gli altri da Stefano Sollima, Francesca Comencini, Claudio Cupellini, Claudio Giovannesi e Marco D'Amore, è andata in onda dal 2014 per cinque stagioni. Dal suo romanzo ZeroZeroZero è nata la serie omonima del 2020, e nel 2026 è arrivata Gomorra, le origini.
La televisione
Nel novembre 2010 ha condotto con Fabio Fazio Vieni via con me su Rai 3, arrivando a quasi dieci milioni di spettatori; nel 2012 Quello che (non) ho su LA7. Ha condotto Kings of Crime sul Nove e, su Rai 3, Insider, faccia a faccia con il crimine.
Il teatro
Dal suo libro è nato lo spettacolo Gomorra, scritto con Mario Gelardi, che gli è valso nel 2008 il premio Olimpici del Teatro come autore di novità italiana. Nel 2015 ha collaborato con il drammaturgo Mimmo Borrelli a Sanghenapule, vita straordinaria di San Gennaro, al Piccolo Teatro di Milano.
I premi e i riconoscimenti
Roberto Saviano ha ricevuto premi letterari, cinematografici e civili in Italia e all'estero.
I premi letterari
Per Gomorra il Premio Viareggio opera prima, il Premio Siani e il Premio Lo Straniero nel 2006, il Premio Tropea nel 2007. Nel 2009 il Premio fratelli Scholl per Il contrario della morte; nel 2016 il Premio Raymond Chandler al Noir in Festival.
I premi civili
Nel 2011 ha ricevuto il Premio Olof Palme per l'impegno nella difesa dei diritti umani e della libertà di espressione; nel 2016 il premio M100 Sanssouci Colloquium, consegnato dalla cancelliera Angela Merkel a giornalisti e scrittori che si distinguono per il loro coraggio.
L'asteroide
Il riconoscimento più insolito è astronomico: l'Unione Astronomica Internazionale ha dato il suo nome all'asteroide 278447 Saviano.
Una curiosità su Roberto Saviano, Quel che resta di me all'Auditorium Parco della Musica — 1° febbraio 2027
La curiosità riguarda il luogo e un precedente. Nell'ottobre 2008, quando sei premi Nobel lanciarono l'appello per la protezione di Saviano, a Roma la Casa della Memoria e della Storia ospitò per otto ore una lettura corale di Gomorra, e Radio 3 organizzò una maratona di letture a cui presero parte figure della cultura, dell'informazione e dello spettacolo. Il libro diventò, per qualche settimana, un testo detto ad alta voce, passato di bocca in bocca.
Diciotto anni dopo Saviano sale da solo sul palco della sala più grande dell'Auditorium, per raccontare con la propria voce una storia nuova. Il passaggio dalla lettura collettiva al racconto personale riassume bene il percorso dello scrittore: dalla pagina che altri leggevano per lui, al teatro in cui è lui stesso a dare corpo alle storie.
C'è un secondo dettaglio. La Sala Santa Cecilia è una sala costruita per la musica sinfonica, e ospita per gran parte dell'anno l'orchestra dell'Accademia. La sera prima, domenica 31 gennaio, sullo stesso palco va in scena un gala di flamenco: nel giro di ventiquattr'ore la stessa sala passa dal canto andaluso al racconto civile. A nostro giudizio è uno dei segni più chiari della vocazione ampia che il complesso di Renzo Piano ha assunto negli anni.
La Sala Santa Cecilia, la sala dello spettacolo
La Sala Santa Cecilia è la più grande dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, con 2.756 posti, ed è stata inaugurata il 21 dicembre 2002 con l'Orchestra dell'Accademia diretta da Myung-whun Chung.
Una sala per la parola
Nata per la musica sinfonica, la sala ospita sempre più spesso il teatro di parola. Nella stessa stagione, il 21 dicembre 2026, vi è in programma Antonio Scurati con «Democrazia: storie di donne e uomini», e il 31 dicembre Edoardo Leo con «Ti racconto una storia». Il racconto civile di Saviano si inserisce in questa linea.
Scegliere il posto
Per uno spettacolo di parola, più che di immagine, la differenza fra platea e galleria riguarda soprattutto la vicinanza al narratore. Dalla platea si coglie l'espressione, dalle gallerie si ascolta: l'acustica della sala, progettata per l'orchestra, porta bene la voce amplificata anche in alto.
Arrivare in tempo
In una sala da oltre 2.700 posti, ritiro dei biglietti, controlli, guardaroba e salita alle gallerie richiedono tempo. Conviene essere all'ingresso almeno mezz'ora prima delle 20.
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone è il complesso progettato da Renzo Piano al Flaminio, aperto nel 2002: tre grandi sale, il Teatro Studio Borgna e la cavea all'aperto.
Le sale
Le tre sale principali, Santa Cecilia, Sinopoli e Petrassi, sono disposte intorno alla cavea come tre grandi casse armoniche. Completano il complesso il Teatro Studio Gianni Borgna, il Museo degli strumenti musicali dell'Accademia di Santa Cecilia e i giardini pensili.
La villa romana
Durante gli scavi per le fondazioni emersero i resti di una villa romana del III secolo avanti Cristo. Renzo Piano modificò il progetto; i resti si vedono dalla terrazza fra la Sala Santa Cecilia e la Sala Sinopoli, e i reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.
Il nome
Nel 2020 l'Auditorium è stato intitolato a Ennio Morricone. Dal 2006 ospita la Festa del Cinema di Roma: un legame con il cinema che, per l'autore di Gomorra, ha un senso preciso.
Una cosa che non ti dice nessuno su Roberto Saviano, Quel che resta di me all'Auditorium Parco della Musica — 1° febbraio 2027
Una cosa che raramente si dice, quando si parla di Saviano, riguarda la logistica di una sua serata. Lo scrittore vive sotto scorta dal 13 ottobre 2006, e dal 2008 il dispositivo di protezione è stato rafforzato. Per chi va a teatro questo non comporta nulla di straordinario, ma è ragionevole aspettarsi controlli all'ingresso accurati. Il consiglio pratico è arrivare con largo anticipo, portare borse piccole e non contare di entrare all'ultimo minuto.
La seconda cosa riguarda il genere dello spettacolo. L'Auditorium lo classifica come teatro, e la dicitura ufficiale parla di un testo scritto e interpretato da Saviano con la regia di Enrico Zaccheo. Chi si aspetta una presentazione di libro o una conferenza troverà altro: una forma di racconto teatrale, costruita e diretta, in cui il narratore è anche il personaggio che interroga le storie.
La terza riguarda le altre storie. La presentazione annuncia che alla vicenda di Dalia Nigro si intrecciano altre storie di infiltrazione, senza indicare quali. Chi conosce il lavoro di Saviano sa che spesso le sue serate alternano un filo principale a digressioni su figure note e meno note: vale la pena arrivare senza cercare anticipazioni e lasciarsi sorprendere dai nomi.
Il consiglio che ti do per visitare Roberto Saviano, Quel che resta di me all'Auditorium Parco della Musica — 1° febbraio 2027
Il consiglio è prepararsi con una lettura, non con un riassunto. Chi non ha mai letto Saviano può cominciare da Gomorra, che resta il libro chiave; chi lo conosce già troverà in ZeroZeroZero il precedente più vicino al tema della serata, cioè il denaro come linguaggio del crimine. Non serve arrivare esperti di finanza: la forza del racconto di Saviano è sempre stata quella di rendere comprensibili meccanismi complessi attraverso le persone.
Il secondo consiglio riguarda il posto. Per un racconto dal palco la platea, anche nel secondo settore, garantisce un contatto più diretto con il narratore; la seconda galleria è la soluzione più economica e, con una buona amplificazione, permette di seguire tutto. A nostro giudizio la prima galleria centrale è il compromesso migliore fra prezzo, visione e ascolto.
Infine, l'orario. Uno spettacolo che comincia alle 20 di lunedì, al Flaminio, finisce in un orario in cui i mezzi pubblici si diradano. Conviene controllare prima le ultime corse del tram 2 e della metro A, o organizzare il rientro in taxi.
Come arrivare all'Auditorium per Roberto Saviano
L'Auditorium è in viale Pietro de Coubertin 30, al Flaminio: dal centro il collegamento più semplice è la metro A fino a Flaminio e poi il tram 2 lungo via Flaminia.
Tram e metro
Da piazzale Flaminio il tram 2 ferma a Flaminia/Reni e Apollodoro, a pochi minuti a piedi dall'ingresso del complesso.
In autobus
Da Termini l'autobus 910 arriva senza cambi. Passano vicino anche le linee 53, 168 e 982. Per il percorso aggiornato conviene usare il calcolatore di ATAC.
In auto
Il complesso ha parcheggi a pagamento a raso e multipiano, con posti riservati alle persone con disabilità. Con la sala grande piena, le strade del quartiere si riempiono presto: i mezzi pubblici restano la scelta più tranquilla.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Gomorra ha avuto un successo enorme. Si cita meno come è nato. Secondo la sua biografia, Saviano esordì inviando un racconto, scritto imitando Tommaso Landolfi, al critico Goffredo Fofi, che gli rispose con franchezza che scriveva bene per la sua età ma non di cose sue, e gli consigliò di scrivere delle sue parti. È un consiglio che ha cambiato la letteratura italiana degli ultimi vent'anni: Gomorra nasce da lì, dalla decisione di raccontare il proprio territorio invece di imitare un maestro.
Un secondo fatto poco citato riguarda i riconoscimenti accademici. Nel 2009 l'Accademia di Brera gli ha conferito il titolo di socio onorario e un diploma honoris causa in Comunicazione e didattica dell'arte, alla presenza di Dario Fo; nel 2011 l'Università di Genova gli ha conferito la laurea honoris causa in Giurisprudenza per il contributo alla lotta contro la criminalità e alla difesa della legalità. Nel 2011 ha insegnato alla New York University e nel 2014 ha tenuto un corso a Princeton sui rapporti fra mafia, politica e impresa.
Il terzo riguarda il cinema. Oltre ai premi per Gomorra, nel 2009 il film ha vinto il Premio Tonino Guerra per il miglior soggetto al Bif&st di Bari: un riconoscimento dedicato a uno dei grandi sceneggiatori del cinema italiano, assegnato allo scrittore che aveva fornito la materia del film.
La foto giusta da fare a Roberto Saviano, Quel che resta di me all'Auditorium Parco della Musica — 1° febbraio 2027
Durante lo spettacolo non si fotografa e non si registra: lo impongono le regole della sala e, per uno spettacolo di parola, il rispetto per il ritmo del racconto. Un telefono acceso in platea disturba chi ascolta e chi racconta.
La foto giusta si fa prima dell'inizio, nella cavea al buio con le tre sale illuminate: a inizio febbraio, alle 19:30, è già notte, e le coperture di Renzo Piano accese contro il cielo sono l'immagine più riconoscibile del complesso. Chi arriva presto può inquadrare i resti della villa romana dalla terrazza fra la Sala Santa Cecilia e la Sala Sinopoli: un'immagine di stratificazione, adatta a una serata che parla di identità sovrapposte.
Il ricordo più semplice resta il manifesto dello spettacolo all'ingresso, con il volto di Saviano nella foto ufficiale di Sara Sabatino e il titolo della serata.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia dell'Auditorium comincia con un'assenza. Nel 1936 fu demolito l'Augusteo, la grande sala da concerto romana, e per oltre sessant'anni la città restò senza un luogo costruito per la musica sinfonica. Nel 1992 il consiglio comunale scelse l'area del Villaggio Olimpico; nel 1993 Renzo Piano vinse il concorso a inviti. I lavori portarono alla luce la villa romana del III secolo avanti Cristo che costrinse a rivedere il progetto.
Il 21 aprile 2002, giorno del Natale di Roma, furono inaugurate la Sala Sinopoli e la Sala Petrassi; il 21 dicembre dello stesso anno aprì la Sala Santa Cecilia, con l'orchestra diretta da Myung-whun Chung. Dal 2003 il complesso è la sede della stagione dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dal 2006 ospita la Festa del Cinema di Roma, e nel 2020 è stato intitolato a Ennio Morricone.
Negli ultimi anni la sala grande è diventata anche il luogo del teatro di parola e del racconto civile: scrittori, giornalisti e attori che portano sul palco storie e riflessioni davanti a migliaia di persone. Il 1° febbraio 2027 si aggiunge a questa storia la prima romana di «Quel che resta di me», con una storia di infiltrazione e di denaro raccontata nella sala costruita per l'orchestra.
Chi è passato da Roberto Saviano, Quel che resta di me all'Auditorium Parco della Musica — 1° febbraio 2027
Dalla Sala Santa Cecilia sono passati, in oltre vent'anni, i grandi direttori delle stagioni dell'Accademia, a partire da Myung-whun Chung, che la inaugurò nel 2002; i solisti delle stagioni sinfoniche; i cantautori e le star internazionali delle date fuori stagione. Nella stagione 2026-27 passano da qui anche le voci del teatro di parola: Antonio Scurati a dicembre, Edoardo Leo a Capodanno, e, il 12 dicembre in Sala Petrassi, Ghemon con il suo spettacolo.
Dalla vita di Saviano, attraverso lo spettacolo, passano figure che hanno segnato la sua strada: Goffredo Fofi, che gli consigliò di scrivere delle sue parti; Francesco Barbagallo, il suo professore all'università; Matteo Garrone, che ha portato Gomorra al cinema; Mario Gelardi, con cui lo ha portato in teatro; Fabio Fazio, con cui ha condotto Vieni via con me.
Il 1° febbraio 2027 passano dalla Sala Santa Cecilia Roberto Saviano ed Enrico Zaccheo, che firma la regia. E passano, attraverso il racconto, Dalia Nigro e Maria Monti, la poliziotta e la sua identità di copertura, con gli altri uomini e le altre donne che hanno scelto di scomparire da sé stessi per entrare dentro il crimine e portarne fuori la verità.
Cosa c'è intorno all'Auditorium
L'Auditorium è fra il Villaggio Olimpico, Villa Glori e il viadotto di corso di Francia, in un quartiere che unisce architettura del Novecento e arte contemporanea.
Il MAXXI
Lungo via Guido Reni c'è il MAXXI, il museo nazionale delle arti del XXI secolo. Conviene verificare gli orari di apertura prima di programmare una visita nello stesso giorno.
Ponte della Musica e Foro Italico
Scendendo verso il Tevere si incontra il Ponte della Musica, la passerella che porta al Foro Italico. Più a nord c'è Ponte Milvio.
Il Teatro Olimpico
Poco lontano c'è il Teatro Olimpico, altra sala storica del quartiere.
Accessibilità, età e informazioni pratiche
L'Auditorium si sviluppa su più livelli fra terrazze, foyer e sale: per le esigenze di accessibilità conviene scrivere in anticipo alla Fondazione Musica per Roma, info@musicaperroma.it, per sapere quale ingresso usare e quali posti scegliere.
Con i ragazzi
Il racconto di Saviano è adatto a ragazzi delle scuole superiori interessati all'attualità, all'educazione civica e alla legalità: i temi sono il crimine organizzato, il riciclaggio, l'identità. Per i più piccoli la durata di un racconto serale può essere impegnativa.
Controlli e tempi
Conviene arrivare con anticipo, con borse di piccole dimensioni, e mettere in conto i tempi del guardaroba all'uscita.
Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo
Dentro l'Auditorium ci sono un bar e una caffetteria nel foyer e un bar ristorante con accesso anche dalla strada; fuori, fra il Villaggio Olimpico, via Flaminia e piazza Mancini, pizzerie, trattorie e bar di quartiere.
Prima delle 20
Un aperitivo lungo o una cena leggera verso le 18:30 è la soluzione più comoda. Chi arriva presto può fare un giro sulle terrazze e fra i resti della villa romana.
Dopo lo spettacolo
Il lunedì sera molte cucine chiudono presto. L'offerta più ampia è a Ponte Milvio, a pochi minuti; prenotare è prudente.
Domande frequenti su Roberto Saviano all'Auditorium
Quando va in scena lo spettacolo di Roberto Saviano a Roma?
Lo spettacolo di Roberto Saviano, «Quel che resta di me. Storia di un'infiltrata», va in scena all'Auditorium Parco della Musica lunedì 1° febbraio 2027 alle 20:00, nella Sala Santa Cecilia. È l'unica data romana.
Quanto costano i biglietti per Saviano all'Auditorium?
I biglietti per Roberto Saviano all'Auditorium partono da 34,50 euro in seconda galleria; la prima galleria costa 40,25 euro, la platea 46 o 51,75 euro a seconda del settore. Si aggiungono le commissioni di servizio del circuito di vendita.
Di che cosa parla «Quel che resta di me»?
Lo spettacolo di Roberto Saviano racconta la storia vera di Dalia Nigro, la prima poliziotta italiana infiltrata in una banca trappola costruita per intercettare il denaro della criminalità organizzata, sotto il nome di Maria Monti. Si intrecciano altre storie di infiltrazione.
Chi firma la regia dello spettacolo?
La regia di «Quel che resta di me», lo spettacolo scritto e interpretato da Roberto Saviano, è di Enrico Zaccheo, secondo la pagina ufficiale dell'Auditorium Parco della Musica.
Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica?
L'Auditorium Parco della Musica, in viale Pietro de Coubertin 30, si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e il tram 2 lungo via Flaminia, oppure con l'autobus 910 da Termini. Ci sono parcheggi a pagamento.
Lo spettacolo è adatto agli studenti?
Il racconto di Roberto Saviano all'Auditorium è adatto agli studenti delle superiori interessati a legalità ed educazione civica. I temi sono il crimine organizzato, il riciclaggio e l'identità, raccontati attraverso una storia vera.
Dove si comprano i biglietti?
I biglietti per Roberto Saviano si comprano dal pulsante di acquisto della pagina dell'evento sul sito ufficiale dell'Auditorium Parco della Musica, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure al botteghino di viale Pietro de Coubertin 30.
Il consiglio finale su Roberto Saviano all'Auditorium
Una storia vera, una poliziotta che per anni è stata un'altra persona, una banca costruita per catturare il denaro sporco, e uno scrittore che da vent'anni segue il denaro per raccontare il potere. Il consiglio è andarci con una domanda, la stessa che Saviano mette al centro: che cosa si è disposti a perdere di sé per portare alla luce ciò che altri vogliono nascondere. A nostro giudizio è una di quelle serate in cui il teatro serve a capire il presente, e la sala più grande dell'Auditorium è il posto giusto per ascoltarla.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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