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ANOHNI, Wilderness all’Auditorium Parco della Musica — 29 novembre 2026

In breve. ANOHNI canta a Roma domenica 29 novembre 2026 alle ore 20:00, nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30, con il programma Wilderness: è l'unico concerto italiano dell'artista.

ANOHNI canta a Roma domenica 29 novembre 2026 alle ore 20:00, nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30, con il programma Wilderness: è l'unico concerto italiano dell'artista. Sul palco con lei il pianista Gaël Rakotondrabe, il percussionista Chris Vatalaro e il chitarrista Leo Abrahams; voce e filmati sono di ANOHNI, che firma anche le videoproiezioni. Si arriva con il tram 2 da piazzale Flaminio (metro A, fermata Flaminio), scendendo alle fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con gli autobus 910 da Termini, 53 e 982. I biglietti partono da 50 euro e si comprano al botteghino dell'Auditorium o sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, raggiungibile dal pulsante di acquisto della pagina ufficiale del concerto sul sito dell'Auditorium.

Ci sono voci che si riconoscono alla prima sillaba, e quella di ANOHNI è una di queste: un timbro scuro, un vibrato largo, una fragilità che non chiede scusa. In trent'anni ha vinto il Mercury Prize, è stata candidata all'Oscar, ha cantato con Lou Reed, Björk e Franco Battiato, ha esposto disegni e sculture in musei di mezzo mondo. A Roma arriva con una formazione ridotta e un titolo che è già un programma, Wilderness, natura selvaggia. Chi l'ha sentita dal vivo sa che non sarà una serata leggera. Sarà, con buone probabilità, una delle più intense dell'autunno romano.

ANOHNI a Roma: il concerto Wilderness del 29 novembre

Wilderness è un concerto per voce, pianoforte, percussioni e chitarra elettrica, accompagnato da videoproiezioni realizzate dalla stessa ANOHNI, nella sala più grande dell'Auditorium, la sera di domenica 29 novembre 2026.

Cosa annuncia l'Auditorium

La presentazione ufficiale descrive ANOHNI come un'artista che rifiuta di distogliere lo sguardo dai lati più complicati dell'esistenza e li trasforma in materia sonora, e il concerto come un dialogo con il pubblico ai confini fra pop d'autore, sperimentazione e impegno civile. Parole impegnative, che però corrispondono a quello che l'artista ha fatto negli ultimi anni: i suoi concerti sono spesso anche prese di posizione, sull'ambiente, sui diritti delle persone trans, sulla responsabilità di ciascuno.

Dopo Sydney e Glastonbury

L'Auditorium ricorda che ANOHNI arriva a Roma dopo un tour europeo e dopo le esibizioni alla Sydney Opera House e al Glastonbury Festival, accolte con entusiasmo dalla critica. Il mensile inglese MOJO ha scritto che quella di Glastonbury è stata «una delle performance più straordinarie che Worthy Farm abbia mai visto». Worthy Farm è la fattoria del Somerset che ospita il festival: detto da chi lo frequenta da decenni, non è un complimento di maniera.

Un'esibizione intima

La formazione è ridotta all'essenziale. Niente orchestra, niente band al completo: un pianoforte, le percussioni, una chitarra elettrica e la voce. In una sala da oltre duemila posti è una scelta coraggiosa, che affida tutto al peso della voce e alla forza delle immagini proiettate.

Wilderness: musica e immagini

Il concerto di Roma unisce musica e immagini: le videoproiezioni sono realizzate da ANOHNI, che da anni lavora anche come artista visiva e regista delle proprie scene.

Il precedente della Grande Barriera Corallina

Nel 2025 ANOHNI ha presentato alla Sydney Opera House un lavoro intitolato Mourning the Great Barrier Reef, un lutto per la Grande Barriera Corallina. Per prepararlo ha passato settimane sulla stazione di ricerca di Lizard Island, filmando lo stato della barriera e intervistando biologi marini sul suo futuro. Quei filmati hanno poi accompagnato i concerti europei dei mesi successivi, compresi Primavera Sound e Glastonbury, con proiezioni di grande formato della barriera fra sbiancamento e rigoglio.

Cosa aspettarsi in sala

Il programma dettagliato della serata romana non è pubblicato, e non ha senso fingere di conoscerlo. Il titolo Wilderness e il percorso recente dell'artista indicano però una direzione chiara: la natura, la sua perdita, il modo in cui la voce umana può farsi carico di un dolore collettivo. Chi cerca una scaletta di successi rischia di restare spiazzato; chi accetta di entrare in un rito, molto meno.

I musicisti sul palco con ANOHNI

Con ANOHNI suonano tre musicisti: Gaël Rakotondrabe al pianoforte, Chris Vatalaro alle percussioni, Leo Abrahams alla chitarra elettrica.

Pianoforte, percussioni, chitarra

È un trio pensato per lasciare spazio alla voce. Il pianoforte tiene l'armonia e il respiro dei brani, le percussioni lavorano sul colore più che sulla potenza, la chitarra elettrica aggiunge lunghe risonanze e distorsioni leggere. È un organico che si adatta sia alle canzoni degli Antony and the Johnsons, nate per un ensemble da camera, sia ai brani elettronici del periodo solista, che in questa veste perdono le macchine e guadagnano in nudità.

Un gruppo rodato

La formazione è quella che l'Auditorium indica per la data romana. Dopo mesi di concerti in giro per l'Europa, un gruppo così piccolo arriva a Roma con un affiatamento che si sente: in un concerto tanto esposto, è la condizione per rischiare.

Chi è ANOHNI: la biografia

ANOHNI, all'anagrafe Anohni Hegarty, è nata a Chichester, in Inghilterra, il 24 ottobre 1971; cantante, autrice e artista visiva, vive fra New York e l'Irlanda ed è stata per anni la voce degli Antony and the Johnsons, oggi Anohni and the Johnsons.

Un'infanzia fra Inghilterra, Olanda e California

Nel 1977 la famiglia si trasferisce per un anno ad Amsterdam; nel 1981 si stabilisce nella Bay Area di San Francisco, a San Jose, dove ANOHNI frequenta la Lincoln High School, studia musica e colleziona dischi. La madre è fotografa, il padre ingegnere. Da adolescente ascolta Kate Bush, i Culture Club, Alison Moyet, gli OMD e soprattutto Marc and the Mambas, il progetto più cupo di Marc Almond; in Boy George, ha raccontato, vedeva il proprio riflesso.

New York e i Blacklips

Nel 1990 si trasferisce a Manhattan per studiare all'Experimental Theater Wing della New York University. Nel 1992 fonda con Johanna Constantine il collettivo Blacklips, poi Blacklips Performance Cult: per anni canta nei locali notturni su basi registrate su cassetta, scrive e dirige spettacoli di mezzanotte nella scena teatrale d'avanguardia della città.

Nascono i Johnsons

Nel 1996, con una borsa della New York Foundation for the Arts, mette in scena a Performance Space 122 The Birth of Anne Frank/The Ascension of Marsha P. Johnson e chiama alcuni musicisti a registrare le canzoni scritte nei primi anni Novanta. Il gruppo prende il nome da Marsha P. Johnson, l'attivista transgender trovata morta nel fiume Hudson nel 1992. Il primo concerto come Antony and the Johnsons è del 1997, al Kitchen di New York, dentro l'installazione Life on Mars di William Basinski. David Tibet dei Current 93 ascolta le registrazioni e le pubblica con la sua etichetta Durtro: l'album d'esordio esce nel 2000, seguito nel 2001 dall'EP I Fell in Love with a Dead Boy.

I Am a Bird Now e il Mercury Prize

La svolta è del 2005. I Am a Bird Now, con ospiti come Lou Reed, Boy George, Rufus Wainwright e Devendra Banhart, vince il Mercury Prize e viene scelto come album dell'anno dalla rivista Mojo. Segue un anno e mezzo di tournée fra Nord America, Europa, Australia e Sud America; il brano Bird Gerhl entra nella colonna sonora di V per Vendetta.

The Crying Light, Swanlights, Cut the World

Nel gennaio 2009 esce The Crying Light, con arrangiamenti di Nico Muhly, che arriva al primo posto della classifica europea di Billboard; ANOHNI lo descrive come un disco sul paesaggio e sul futuro. Nell'estate dello stesso anno il gruppo suona con orchestre di mezza Europa, fra cui l'Orchestra dell'Opera di Lione, la Metropole Orchestra e la Roma Sinfonietta. Nel 2010 arriva Swanlights, pubblicato anche come libro con disegni e collage dell'artista; nel 2012 Cut the World, registrato dal vivo con la Danish Radio Orchestra, che contiene il monologo Future Feminism sul legame fra femminismo ed ecologia.

Hopelessness e il nome ANOHNI

Nel 2015 l'artista annuncia pubblicamente il nome ANOHNI, che usava da anni nella vita privata, e il 6 maggio 2016 pubblica Hopelessness, primo disco a questo nome, prodotto con Oneohtrix Point Never e Hudson Mohawke. È un album elettronico e apertamente politico, anticipato da 4 Degrees e da Drone Bomb Me, il cui video diretto da Nabil Elderkin ha per protagonista Naomi Campbell. Hopelessness ottiene la candidatura al Mercury Prize e ai Brit Awards; il tour del 2016 porta ANOHNI sul palco con il volto coperto da un velo, davanti a proiezioni di donne che cantano in playback. Nel 2017 esce l'EP Paradise.

L'Oscar mancato

Nel 2016 ANOHNI è candidata all'Oscar per la miglior canzone originale con Manta Ray, scritta con J. Ralph per il documentario ambientalista Racing Extinction. Non partecipa alla cerimonia e spiega pubblicamente le ragioni del suo disagio verso il modo in cui l'Academy aveva trattato la sua presenza.

Il ritorno dei Johnsons

Il 16 maggio 2023 annuncia il ritorno della band con il nuovo nome Anohni and the Johnsons e il singolo It Must Change, prodotto da Jimmy Hogarth. Il 7 luglio esce My Back Was a Bridge for You to Cross, con in copertina una foto di Marsha P. Johnson scattata da Alvin Baltrop: il New Yorker lo sceglie come miglior album del 2023. Nello stesso anno Rolling Stone inserisce ANOHNI nella sua classifica dei duecento più grandi cantanti di sempre. Nel 2024 il gruppo è in tour fra Europa e Nord America; a novembre, al London Jazz Festival, ANOHNI dedica due concerti alle canzoni di Lou Reed, amico e maestro.

L'artista visiva

Parallelamente alla musica, ANOHNI espone disegni, collage e sculture: una mostra a Bruxelles nel 2008, poi personali a Londra e all'Accademia Albertina di Torino, all'Hammer Museum di Los Angeles nel 2012, alla galleria Sikkema Jenkins di New York nel 2013. Nel 2016 presenta My Truth alla Kunsthalle di Bielefeld, nel 2018 una grande installazione al Nikolaj Kunsthal di Copenaghen, nel 2019 la mostra LOVE al Kitchen di New York. Nel 2023 è consulente artistica dell'Holland Festival di Amsterdam.

Le collaborazioni di ANOHNI: da Lou Reed a Björk

La carriera di ANOHNI è costellata di collaborazioni con alcuni dei nomi più importanti della musica degli ultimi decenni, a cominciare da Lou Reed, che l'ha accompagnata dall'inizio.

Lou Reed

Nel 2003 ANOHNI è corista nel tour Animal Serenade di Lou Reed e canta in The Raven. Nel dicembre 2006 è fra le voci della prima esecuzione integrale dal vivo di Berlin, a New York. Il 6 marzo 2013, alla Salle Pleyel di Parigi, canta Candy Says con lui nell'ultima esibizione di Reed prima della morte. Dopo la sua scomparsa ha scritto che senza di lui la sua carriera non sarebbe mai decollata.

Björk, Hercules and Love Affair, CocoRosie

Con Björk registra fra Giamaica e Islanda i duetti The Dull Flame of Desire e My Juvenile, pubblicati in Volta nel 2007, e canta poi in Atom Dance nel 2015. Nel 2008 presta la voce a cinque brani del primo disco degli Hercules and Love Affair, fra cui Blind, scelto da Pitchfork come miglior brano dell'anno; con la stessa band torna nel 2022 per In Amber, con sei canzoni scritte insieme. Lavora a più riprese con le CocoRosie, con Rufus Wainwright, con Laurie Anderson.

Franco Battiato e l'Italia

Con l'Italia il legame è lungo. Nel 2008 canta Del suo veloce volo nel disco Fleurs 2 di Franco Battiato. Il 14 febbraio 2013 è ospite della terza serata del Festival di Sanremo, dove canta You Are My Sister. Il 2 settembre 2013 divide il palco dell'Arena di Verona con Battiato: da quella sera nasce l'album dal vivo Del suo veloce volo. Nel 2016 il tour di Hopelessness fa tappa al Flowers Festival di Torino, anche allora come unica data italiana.

Biglietti per ANOHNI all'Auditorium

I biglietti per ANOHNI il 29 novembre 2026 partono da 50 euro e si acquistano dalla pagina ufficiale del concerto sul sito dell'Auditorium Parco della Musica, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure alla biglietteria dell'Auditorium.

Le fasce di prezzo

La pagina ufficiale indica soltanto il prezzo di partenza. In una sala grande come la Santa Cecilia i settori sono molti, dalla platea alle gallerie laterali e posteriori: la mappa con le tariffe compare al momento dell'acquisto.

La biglietteria

La biglietteria dell'Auditorium, fra ottobre e marzo, è aperta tutti i giorni dalle 11 alle 20, domeniche e festivi compresi. Per informazioni la Fondazione Musica per Roma risponde all'indirizzo info@musicaperroma.it. Diffidate dei biglietti rivenduti fuori dai canali ufficiali: per una data unica in Italia i prezzi gonfiati sono il primo rischio.

La Sala Santa Cecilia, dove canta ANOHNI

La Sala Santa Cecilia è la più grande delle tre sale dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, con 2.756 posti, disegnata da Renzo Piano per la musica sinfonica e inaugurata il 21 dicembre 2002.

Una cassa armonica di ciliegio

Il soffitto è composto da 26 grandi gusci di legno di ciliegio americano, ciascuno di circa 180 metri quadrati di superficie, che rendono l'intera sala una specie di cassa armonica. Il palco è ampio e una galleria di posti corre tutto intorno, anche alle spalle degli esecutori. Il tempo di riverberazione, 2,2 secondi, è altissimo per gli standard italiani.

Una voce in una sala sinfonica

Per una voce come quella di ANOHNI, che vive di sfumature e di vibrato, una sala nata per l'orchestra è un'occasione e una sfida. Il vantaggio è la resa dei pianissimi: in questa sala il suono non cala dopo le prime file e resta stabile a lungo. Per vedere bene le proiezioni, invece, conviene una posizione frontale: le gallerie laterali sono vicine al palco ma guardano lo schermo di sbieco.

Gli scarabei di Renzo Piano

Da fuori le tre sale sembrano tre enormi scarabei rivestiti di piombo su basamenti di mattoni, disposti a ventaglio intorno alla cavea intitolata a Luciano Berio. Piano vinse il concorso a inviti del 1993 e lavorò con l'acustico Jürgen Reinhold dello studio Müller-BBM di Monaco e con il paesaggista Franco Zagari.

Una curiosità su ANOHNI, Wilderness all'Auditorium Parco della Musica — 29 novembre 2026

La curiosità più bella è che ANOHNI, a Roma, ha già presentato uno dei suoi lavori più importanti. Nel novembre 2006 gli Antony and the Johnsons portarono in tournée Turning, lo spettacolo nato dalla collaborazione con il regista sperimentale Charles Atlas: cinque città, e fra queste proprio Roma, insieme a Londra, Parigi, Madrid e Braga, in Portogallo. Il concerto era accompagnato da ritratti video in diretta di un gruppo di donne della scena underground di New York. Il Guardian gli diede cinque stelle; Le Monde lo definì un concerto manifesto.

Vent'anni esatti dopo, ANOHNI torna a Roma con un'altra forma di concerto per musica e immagini. Allora il centro erano i volti di donne che la società preferiva non vedere; oggi, con ogni probabilità, sarà la natura ferita, che la società preferisce non guardare. Cambia il soggetto, resta il metodo: la musica come atto di attenzione.

C'è una seconda curiosità romana. Nel 2009 ANOHNI incise Nessun dorma con l'orchestra Roma Sinfonietta, per una campagna pubblicitaria; nello stesso anno la stessa orchestra fu fra quelle che accompagnarono i concerti sinfonici del gruppo in Europa. Pochi, fra quelli che il 29 novembre entreranno nella Sala Santa Cecilia, sapranno che l'artista ha già un piccolo capitolo di storia legato alla musica di questa città.

Una cosa che non ti dice nessuno su ANOHNI, Wilderness all'Auditorium Parco della Musica — 29 novembre 2026

Quello che non vi dice nessuno è che il 29 novembre è una domenica, e la domenica sera l'Auditorium cambia faccia. Le linee di autobus feriali non passano: il 168, che nei giorni lavorativi collega la stazione Tiburtina all'Auditorium, non va considerato. Restano il tram 2, il 910 da Termini, il 53 e il 982, con le frequenze festive, più rade. Chi arriva all'ultimo momento rischia di trovare la porta chiusa: all'Auditorium, per i concerti nelle sale grandi, si entra a inizio concerto, e i ritardatari aspettano la prima pausa utile.

Seconda cosa. Una sala da 2.756 posti per un concerto intimo significa che molti posti saranno lontani dal palco. Nella Santa Cecilia la voce arriva ovunque, grazie all'acustica, ma lo sguardo no. Con un concerto costruito anche sulle proiezioni, conviene scegliere un posto centrale, magari più in alto, invece di un posto laterale più vicino: la visione d'insieme vale più della distanza.

Terza cosa, forse la più importante. ANOHNI non è un'artista da sottofondo. Chi va per sentire la canzone famosa e chiacchierare nelle altre rischia di infastidire mezza sala. Il pubblico dei suoi concerti è notoriamente silenzioso, raccolto, spesso commosso. Andateci preparati: ascoltate prima My Back Was a Bridge for You to Cross, e leggete qualcosa sul progetto della Grande Barriera Corallina. Arriverete in sala con le chiavi giuste.

Il consiglio che ti do per visitare ANOHNI, Wilderness all'Auditorium Parco della Musica — 29 novembre 2026

Il consiglio è semplice: arrivate all'Auditorium con la luce, non con il buio. Il 29 novembre a Roma il sole tramonta poco prima delle cinque del pomeriggio. Se arrivate verso le quattro e mezza, avete il tempo di salire in cavea e guardare i tre scarabei di Renzo Piano cambiare colore mentre il cielo si spegne, di scendere agli scavi della villa romana sotto la cavea, di prendere un caffè nel foyer senza fretta. A quel punto il concerto delle 20 non è più un appuntamento da raggiungere di corsa, ma la conclusione di un pomeriggio.

Secondo consiglio, per chi viene in gruppo: prenotate una cena presto, verso le 18, nel quartiere o all'interno dell'Auditorium, e non contate sul dopo. Una domenica sera di fine novembre, dopo le 22, fra il Villaggio Olimpico e il Flaminio non è scontato trovare cucine aperte. Ponte Milvio, a pochi minuti, è la soluzione di riserva più sicura.

Terzo consiglio: portate un maglione in più. Il foyer e la cavea, a fine novembre, sono spazi aperti o semiaperti, e le attese all'ingresso di una sala così grande possono essere lunghe. E se avete un compagno di viaggio che non conosce ANOHNI, fategli ascoltare Hope There's Someone prima di uscire. Capirà da solo perché è il caso di andare.

Come arrivare all'Auditorium per il concerto di ANOHNI

L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone si raggiunge con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, e con gli autobus 910, 53 e 982; la metropolitana più vicina è Flaminio, sulla linea A.

Metro A e tram 2

Dalla stazione Flaminio si esce su piazzale Flaminio e si sale sul tram 2, che corre lungo via Flaminia verso piazza Mancini. Si scende a Flaminia/Reni o ad Apollodoro e si cammina qualche minuto verso viale Pietro de Coubertin attraversando il Villaggio Olimpico. Per chi arriva dal centro storico è la soluzione più semplice.

Il 910 da Termini

L'autobus 910 parte da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, e arriva all'Auditorium senza cambi. Per chi dorme nella zona della stazione o arriva in treno nel pomeriggio è l'opzione più lineare.

Il 53 e il 982

Il 53 collega piazza Mancini e il centro; il 982 arriva dalla zona di viale XVII Olimpiade e dalla stazione Quattro Venti. Di domenica le frequenze sono festive: controllate gli orari sul sito dell'azienda dei trasporti prima di uscire.

In auto

Viale Pietro de Coubertin, nel tratto dell'Auditorium, è chiuso alle auto. Il complesso ha un parcheggio interno a pagamento, con posti limitati; nelle sere di grande affluenza le strade del Villaggio Olimpico si riempiono. Per un concerto da oltre duemila persone la macchina è l'ultima scelta.

Il ritorno

La durata del concerto non è pubblicata. Una domenica sera il ritorno va pianificato: il tram 2 verso piazzale Flaminio, poi la metro A, oppure un taxi prenotato in anticipo. Da piazzale Flaminio a piazza del Popolo sono pochi passi.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Si sa che ANOHNI ha vinto il Mercury Prize nel 2005 con I Am a Bird Now. Si ricorda molto meno che il Mercury Prize, il premio britannico per il miglior album dell'anno, l'ha sfiorato una seconda volta undici anni dopo, con Hopelessness, in un'edizione in cui erano candidati anche Skepta e David Bowie. Due candidature a distanza di un decennio, con due dischi lontanissimi fra loro, uno cameristico e uno elettronico: pochi artisti possono dire di aver convinto la stessa giuria con due linguaggi così diversi.

Un altro fatto noto agli appassionati, e quasi mai citato altrove, riguarda la musica classica. ANOHNI ha lavorato a lungo con le orchestre: con la Danish Radio Orchestra per Cut the World, con la Manchester Camerata per la messa in scena di The Crying Light al Manchester International Festival del 2009, con l'Orchestra dell'Opera di Lione, la Metropole Orchestra, la Roma Sinfonietta. Nel 2011 è stata direttrice musicale di The Life and Death of Marina Abramović, lo spettacolo di Robert Wilson con Willem Dafoe e la stessa Abramović. Nel 2012 ha curato il Meltdown Festival del Southbank Centre di Londra, invitando fra gli altri Diamanda Galás, i Cocteau Twins, Buffy Sainte-Marie e William Basinski.

Per questo una sala sinfonica come la Santa Cecilia non è un luogo estraneo alla sua musica. È, piuttosto, il luogo in cui la sua musica è abituata a respirare.

Come organizzare la serata di ANOHNI

Il concerto di ANOHNI comincia alle 20:00 di domenica 29 novembre 2026: la serata si organizza bene arrivando all'Auditorium nel tardo pomeriggio e cenando prima.

Il pomeriggio

Chi ha tempo può dedicare il pomeriggio al quartiere: il MAXXI è a pochi minuti a piedi, e la sua architettura fa da contrappunto perfetto a quella di Renzo Piano. In alternativa, una passeggiata sul Ponte della Musica, verso il Tevere, prima che faccia buio.

La cena

All'interno dell'Auditorium ci sono un bar, una caffetteria nel foyer e un bar-ristorante con ingresso anche dalla strada. Nel quartiere, fra via Flaminia e piazza Mancini, trattorie e pizzerie di zona. Prenotate verso le 18: di domenica i locali di quartiere si riempiono presto.

Dopo il concerto

Ponte Milvio, a pochi minuti, è la zona che resta viva più a lungo. Chi alloggia in centro può tornare con il tram 2 e passeggiare da piazzale Flaminio verso piazza del Popolo, deserta e bellissima la domenica notte.

La foto giusta da fare a ANOHNI, Wilderness all'Auditorium Parco della Musica — 29 novembre 2026

Durante il concerto il telefono resta spento. Vale per ogni concerto, ma per ANOHNI vale doppio: le sue esibizioni vivono di buio, di proiezioni, di silenzi, e lo schermo acceso di un telefono in una sala di duemila persone si vede da ogni punto. Inoltre, per un concerto costruito sulle immagini, filmare le immagini proiettate è il modo più sicuro di perderle.

La foto giusta si fa prima. Dall'alto della cavea, al tramonto, si inquadrano i tre scarabei di piombo con le luci che si accendono: alle cinque del pomeriggio di fine novembre la luce è bassa e dorata, poi in pochi minuti diventa blu. Se riuscite a includere l'ingresso della Sala Santa Cecilia con il pubblico che comincia ad arrivare, avete il ritratto della serata.

Dentro la sala, prima dell'inizio e se il personale lo consente, lo scatto da fare è verso l'alto: i 26 gusci di ciliegio del soffitto hanno una geometria che in fotografia rende moltissimo, soprattutto con le luci basse di un concerto pop. Dopo, all'uscita, viale Pietro de Coubertin con le sale illuminate dal basso regala un'immagine quasi astratta. È la foto meno ovvia, ed è quella che userei per ricordare una serata così.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

L'area dell'Auditorium ha una storia molto più antica del complesso. Durante gli scavi per le fondazioni emersero i resti di una villa romana costruita nel III secolo avanti Cristo sul luogo di una piccola fattoria arcaica del VI secolo avanti Cristo. Renzo Piano dovette cambiare il progetto: due delle tre sale furono spostate verso ovest, fin quasi al viadotto di corso di Francia. I reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.

La storia moderna parte da una demolizione. Nel 1936 fu abbattuta la sala dell'Augusteo, la grande sala da concerto romana, e per oltre sessant'anni Roma restò senza un auditorium costruito per la musica. Dopo decenni di progetti arenati, nel 1992 il consiglio comunale scelse l'area del Villaggio Olimpico e nel 1993 Renzo Piano vinse il concorso a inviti.

Il cantiere fu lungo e travagliato. Il 21 aprile 2002 aprì la prima sala, oggi Sala Sinopoli; il 21 dicembre 2002 fu inaugurata la Sala Santa Cecilia con l'Orchestra dell'Accademia diretta da Myung-whun Chung. Dal 2003 l'Auditorium è la sede della stagione dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dal 2006 ospita la Festa del Cinema di Roma. Nel 2020 il consiglio comunale ha deciso di intitolarlo a Ennio Morricone. Nel 2014 i frequentatori del Parco della Musica erano stimati in oltre due milioni l'anno, un primato fra le strutture culturali europee.

Chi è passato da ANOHNI, Wilderness all'Auditorium Parco della Musica — 29 novembre 2026

La Sala Santa Cecilia ha avuto ospiti importanti dal primo giorno. Il concerto inaugurale del 21 dicembre 2002 fu diretto da Myung-whun Chung. Pochi mesi prima, all'apertura della sala più piccola, il compositore Goffredo Petrassi volle essere presente per ascoltare la sua Ouverture da concerto del 1931; quella sala porta oggi il suo nome. Luciano Berio, che guidava allora l'Accademia, ha dato il nome alla cavea.

Negli anni la sala è diventata la casa dell'Orchestra di Santa Cecilia e dei suoi direttori, da Antonio Pappano a Daniel Harding, e dei grandi solisti, da Evgeny Kissin in giù. Nei primi mesi non mancarono le critiche: il direttore Wolfgang Sawallisch si disse perplesso sull'acustica, e durante un concerto di Ivano Fossati emersero problemi che richiesero correzioni. Anche questa è una storia utile da conoscere: la sala è nata per l'orchestra, ma da subito ha dovuto imparare ad accogliere la canzone.

Nelle settimane del concerto di ANOHNI passano dall'Auditorium, nella stessa sala, il Kronos Quartet con un programma per i novant'anni di Steve Reich, lunedì 23 novembre; nella Sala Sinopoli, il 19 novembre, Kyle Dixon e Michael Stein con le musiche di Stranger Things. È un autunno in cui la frontiera fra classica, sperimentazione e pop, all'Auditorium, è particolarmente sottile. ANOHNI, che su quella frontiera ha costruito la propria carriera, ci arriva come un'ospite naturale.

Accessibilità e bambini al concerto di ANOHNI

La Sala Santa Cecilia è rialzata rispetto al piano di campagna e le gallerie si raggiungono con due ascensori; per esigenze di accessibilità conviene contattare in anticipo la Fondazione Musica per Roma all'indirizzo info@musicaperroma.it.

Persone con mobilità ridotta

In una sala di questa capienza gli ascensori, nei minuti che precedono l'inizio, diventano un collo di bottiglia. Il consiglio è di arrivare con almeno un'ora di anticipo e di chiedere subito al personale il percorso con ascensore, prima che si formi la coda.

Con i ragazzi

Un concerto serale di ANOHNI non è pensato per i bambini piccoli. Per un adolescente che ama la musica, e magari si interroga sulla crisi climatica o sulla propria identità, può invece essere un'esperienza che resta. Le regole di accesso per i minori sono quelle del regolamento di biglietteria dell'Auditorium.

Il quartiere intorno all'Auditorium

L'Auditorium occupa circa 55.000 metri quadrati fra Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski, in una parte di Roma costruita nel Novecento.

Il Villaggio Olimpico e il MAXXI

Il Villaggio Olimpico, attraversato dal viadotto di corso di Francia, è il quartiere che si percorre a piedi scendendo dal tram. Vicino alla fermata Flaminia/Reni si trova il MAXXI, il museo nazionale delle arti del XXI secolo: con l'Auditorium forma la coppia di architetture contemporanee più importanti della città. Poco lontano c'è il Teatro Olimpico.

Verso il Tevere e Ponte Milvio

Dall'Auditorium si scende verso il fiume e il Ponte della Musica, la passerella pedonale e ciclabile che porta al Foro Italico. Più a nord, oltre piazza Mancini, c'è Ponte Milvio, uno dei punti d'incontro serali di Roma nord.

Verso il centro

Con il tram 2 si torna a piazzale Flaminio e a piazza del Popolo, porta d'accesso a Villa Borghese e al Tridente. Per la storia completa del complesso di Renzo Piano rimando alla nostra scheda sull'Auditorium Parco della Musica.

Dove mangiare prima o dopo ANOHNI

All'interno dell'Auditorium ci sono un bar e una caffetteria nel foyer e un bar-ristorante con accesso anche dalla strada, la soluzione più comoda per chi arriva direttamente e non vuole rischiare di entrare in ritardo.

Nel quartiere

Fra il Villaggio Olimpico, via Flaminia e piazza Mancini ci sono pizzerie, trattorie e bar frequentati soprattutto dai residenti. Una domenica sera, con il concerto alle 20, il momento giusto per cenare è prima, prenotando per le 18.

Ponte Milvio e Flaminio

Chi preferisce cenare dopo trova l'offerta più ampia nella zona di Ponte Milvio, dove i locali restano aperti fino a tardi anche nel fine settimana. Verso piazzale Flaminio e piazza del Popolo la scelta è quella del centro storico, con prezzi da centro storico.

Fine novembre a Roma: il momento dell'anno

Il 29 novembre Roma è nel pieno dell'autunno: giornate corte, tramonto prima delle cinque, temperature miti di giorno e fresche la sera, e la prima luce natalizia che comincia ad accendersi nelle strade del centro. È il periodo in cui la città torna ai romani, con meno turisti e più vita culturale: l'Auditorium, fra novembre e dicembre, ha una delle programmazioni più fitte dell'anno. Per chi viene da fuori, un fine settimana costruito intorno a questo concerto è anche l'occasione per vedere Roma in una stagione più quieta. Per restare nel tema dei grandi pianoforti, a inizio mese all'Auditorium suonano Evgeny Kissin e András Schiff; per il jazz, c'è il Roma Jazz Festival.

Domande frequenti su ANOHNI a Roma

Quando canta ANOHNI a Roma?

ANOHNI canta a Roma domenica 29 novembre 2026 alle ore 20:00, nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. È l'unica data italiana del programma Wilderness, un concerto per voce, pianoforte, percussioni e chitarra elettrica accompagnato da videoproiezioni realizzate dalla stessa artista.

Quanto costano i biglietti per ANOHNI all'Auditorium?

I biglietti per ANOHNI all'Auditorium Parco della Musica partono da 50 euro. Si acquistano dalla pagina ufficiale del concerto sul sito dell'Auditorium, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure alla biglietteria dell'Auditorium, aperta fra ottobre e marzo tutti i giorni dalle 11 alle 20.

Chi suona con ANOHNI nel concerto Wilderness?

Nel concerto Wilderness ANOHNI è accompagnata da Gaël Rakotondrabe al pianoforte, Chris Vatalaro alle percussioni e Leo Abrahams alla chitarra elettrica. Voce e filmati sono di ANOHNI. È una formazione ridotta, pensata per un'esibizione raccolta nonostante le dimensioni della Sala Santa Cecilia.

Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica la domenica sera?

L'Auditorium Parco della Musica si raggiunge con il tram 2 da piazzale Flaminio, metro A, scendendo a Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con gli autobus 910 da Termini, 53 e 982. La domenica valgono gli orari festivi, con corse più rade: meglio partire con largo anticipo e pianificare il ritorno.

ANOHNI è la cantante degli Antony and the Johnsons?

Sì, ANOHNI è la voce e l'autrice degli Antony and the Johnsons, il gruppo che ha vinto il Mercury Prize nel 2005 con I Am a Bird Now. Dal 2015 usa pubblicamente il nome ANOHNI e dal 2023 la band si chiama Anohni and the Johnsons.

Quanto dura il concerto di ANOHNI a Roma?

La durata del concerto di ANOHNI a Roma non è indicata dall'Auditorium Parco della Musica. Conviene quindi organizzare il ritorno senza vincoli d'orario stretti, soprattutto chi usa i mezzi pubblici, che la domenica sera hanno frequenze festive.

Si può portare un ragazzo al concerto di ANOHNI?

Il concerto di ANOHNI è un concerto serale per adulti nei temi e nel tono, ma un adolescente appassionato di musica può viverlo come un'esperienza importante. Le regole di accesso per i minori sono quelle del regolamento di biglietteria dell'Auditorium Parco della Musica, consultabile sul sito ufficiale.

ANOHNI ha già suonato a Roma?

Sì, ANOHNI ha già portato a Roma i suoi spettacoli: nel novembre 2006 gli Antony and the Johnsons presentarono in città Turning, il concerto con i ritratti video di Charles Atlas. Nel 2009 l'artista ha lavorato anche con l'orchestra Roma Sinfonietta.

Il consiglio finale su ANOHNI a Roma

Se dovessi scegliere un solo concerto non classico dell'autunno romano, sceglierei questo. Non perché sia il più facile, anzi: è una serata che chiede attenzione, silenzio, disponibilità a farsi toccare da temi scomodi. Ma di voci come quella di ANOHNI ne nascono poche per generazione, e sentirla in una sala acustica come la Santa Cecilia, con tre musicisti e nessun effetto superfluo, è il modo migliore di capirla. Comprate il biglietto per tempo, sceglietevi un posto centrale e arrivate all'Auditorium con la luce del tramonto.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento29 Novembre 2026 20:00
IndirizzoAuditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Viale Pietro de Coubertin 30, 00196 Roma Flaminio, Roma, Roma Città