Roma Gospel Festival 2026 all’Auditorium Parco della Musica — dal 13 dicembre 2026 al 1° gennaio 2027
Il Roma Gospel Festival 2026 va in scena dal 13 dicembre 2026 al 1° gennaio 2027 all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, viale Pietro de Coubertin 30, con quattordici concerti quasi tutti in Sala Sinopoli: si apre domenica 13 dicembre alle 18 con Melodees From Heaven e si chiude il 1° gennaio alle 18 con Vincent Tharpe & Kenosis, dopo il concerto di San Silvestro alle 22. Ci si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi il tram 2 fino al capolinea di piazza Mancini, oppure con gli autobus 910 da Termini, 53, 168 e 982, o con la ferrovia Roma-Nord fino a piazza Euclide. I biglietti partono da 25 euro per la maggior parte delle serate, 28 euro per l'Harlem Gospel Choir a Natale, 30 per Vincent Bohanan e 40 per la notte di Capodanno; si comprano alla biglietteria dell'Auditorium, aperta tutti i giorni dalle 11 alle 20 (fino alle 21.30 nelle sere di spettacolo), oppure sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, raggiungibile dal sito ufficiale della sede.
È la ventisettesima edizione di una rassegna che l'Auditorium presenta, con una formula che ripete da anni, come il più grande festival di gospel in Europa. Il festival vive dentro il cartellone di Natale all'Auditorium e porta a Roma, nelle tre settimane delle feste, cori e formazioni che arrivano quasi tutti dagli Stati Uniti: Baltimora, la Florida, il South Carolina, New York, Atlanta, Memphis. Chi lo frequenta da tempo sa che non è un concerto da ascoltare seduti e composti. Il pubblico canta, batte le mani, qualche volta si alza in piedi dalla seconda canzone. Ed è giusto così: il gospel nasce in chiesa come musica di partecipazione, non di ascolto.
Il calendario completo del Roma Gospel Festival 2026
Il programma del Roma Gospel Festival 2026 conta quattordici appuntamenti in venti giorni, dal 13 dicembre al 1° gennaio, con dieci formazioni diverse. Le date, gli orari, le sale e i prezzi di partenza sono quelli pubblicati dall'Auditorium Parco della Musica nel calendario del festival.
Le date di dicembre 2026
- Domenica 13 dicembre, ore 18: Melodees From Heaven, Sala Sinopoli, da 25 euro. È l'anteprima del festival.
- Domenica 20 dicembre, ore 18: Eric Waddell & The Abundant Life Singers, Sala Sinopoli, da 25 euro.
- Lunedì 21 dicembre, ore 20: Florida Inspirational Singers, Sala Sinopoli, da 25 euro.
- Martedì 22 dicembre, ore 20: John Lakin & Friends, Sala Sinopoli, da 25 euro.
- Mercoledì 23 dicembre, ore 20: The New York City Gospel Choir, Sala Sinopoli, da 25 euro.
- Venerdì 25 dicembre, ore 17.30 e ore 21: Harlem Gospel Choir, Remembering Whitney & Tina, da 28 euro. Per queste due repliche la sala non è ancora indicata nel calendario ufficiale.
- Sabato 26 dicembre, ore 20: Arthur Gremillion & Friends Community Choir, Sala Sinopoli, da 25 euro.
- Domenica 27 dicembre, ore 18: Arthur Gremillion & Friends Community Choir, Sala Sinopoli, da 25 euro.
- Lunedì 28 dicembre, ore 20: Arthur Gremillion & Friends Community Choir, Sala Sinopoli, da 25 euro.
- Martedì 29 dicembre, ore 20: Vincent Bohanan & The Victorious Army, Sala Sinopoli, da 30 euro.
- Mercoledì 30 dicembre, ore 20: Emmanuel Pi Djob Feelin's 9 & The Soul Sisters of Gospel, Sala Sinopoli, da 25 euro.
- Giovedì 31 dicembre, ore 22: Vincent Tharpe & Kenosis, Sala Sinopoli, da 40 euro.
La data di gennaio 2027
- Venerdì 1° gennaio, ore 18: Vincent Tharpe & Kenosis, Sala Sinopoli, da 25 euro. È il concerto di chiusura.
Il ritmo del calendario va letto con attenzione. Le domeniche e il 1° gennaio hanno l'inizio alle 18, comodo per chi viene con i bambini o con parenti anziani; i giorni feriali partono alle 20; Natale ha due orari, pomeriggio e sera; San Silvestro comincia alle 22, così il concerto accompagna il pubblico verso la mezzanotte. Arthur Gremillion occupa da solo tre serate consecutive, dal 26 al 28 dicembre, e Vincent Tharpe ne ha due a cavallo dell'anno. Chi vuole la scelta più ampia di posti deve guardare proprio a queste repliche.
Che cos'è il Roma Gospel Festival
Il Roma Gospel Festival è la rassegna natalizia di gospel dell'Auditorium Parco della Musica, giunta nel 2026 alla ventisettesima edizione e inserita nel cartellone di Natale all'Auditorium. Il sito del festival indica l'ideazione di IMF Foundation, la coproduzione con la Fondazione Musica per Roma e la direzione artistica di Mario Ciampà, che la stampa romana ha associato al festival anche nelle ultime edizioni.
Una formula costruita sugli Stati Uniti
L'idea di fondo non è mai cambiata: portare a Roma i gruppi di spiritual e gospel che negli Stati Uniti hanno un nome, e presentarli al pubblico italiano nel periodo in cui la città è più disposta ad ascoltare musica che parla di speranza. La presentazione ufficiale dell'edizione 2026 insiste su due parole, novità ed esclusive, e sul fatto che il gospel, tradizionale o contemporaneo, rhythm and blues o pop, coinvolge credenti e non credenti. È una descrizione onesta. In sala si trovano famiglie, gruppi parrocchiali, turisti stranieri, appassionati di soul che il gospel lo conoscono dai dischi di Aretha Franklin, coppie che hanno scelto una serata diversa dal solito.
Le edizioni recenti
Nel 2023, ventiquattresima edizione, il festival andò dal 21 al 31 dicembre con nove concerti e un workshop in dieci giorni, e con alcune incursioni nelle piazze del centro storico sostenute dal Municipio I. In quell'edizione il reverendo Earl Bynum tenne in Auditorium un laboratorio per scegliere alcune voci da inserire nel suo coro per il concerto finale. Nel 2025 la ventiseiesima edizione, dal 20 al 31 dicembre, presentò Marquinn Middleton & The Miracle Chorale, Cedric Shannon Rives, il Florida Fellowship Super Choir, il Charleston Gospel Choir, l'Harlem Gospel Choir a Natale, i Florida Inspirational Singers per tre sere, Eric Waddell il 29 e Marquis Dolford & The Capital Gospel Group a chiudere. L'edizione 2026 si allunga: comincia una settimana prima, il 13 dicembre, e supera la soglia dell'anno nuovo con il concerto del 1° gennaio.
I cori del Roma Gospel Festival 2026, uno per uno
Le dieci formazioni del Roma Gospel Festival 2026 coprono quasi tutta la geografia del gospel americano, dal Maryland alla Florida, da New York al Tennessee, con in più un'incursione francese e africana. Le schede che seguono riprendono le biografie pubblicate dall'Auditorium per ciascun concerto.
Melodees From Heaven, l'anteprima del 13 dicembre
Melodees From Heaven nasce dall'incontro di due progetti, The Gospel Harmonettes e The Sweet Inspiration, che condividono voci afro di forte personalità. Il loro gospel si lascia attraversare da groove, soul, blues, afrobeat, jazz e ritmi caraibici. Il repertorio tiene insieme spiritual, gospel tradizionale e composizioni moderne, con arrangiamenti originali di classici come Oh Happy Day e Amazing Grace e omaggi alle grandi voci della black music. Le voci sono sostenute dal pianoforte, e il gruppo punta a ridurre la distanza fra palco e platea: invita a cantare e a ballare. È un'apertura pensata per scaldare la sala, domenica pomeriggio alle 18.
Eric Waddell & The Abundant Life Singers, da Baltimora
Eric Waddell & The Abundant Life Singers sono una delle realtà gospel più importanti di Baltimora. Il coro è arrivato a riunire circa centocinquanta coristi e una band di alto livello, sotto la guida del fondatore, direttore e frontman Eric Waddell, formatosi al Conservatorio Peabody. Il gruppo ha partecipato al Bobby Jones Gospel, al Gospel Heritage, a eventi al Kennedy Center e a cerimonie di insediamento presidenziale. La discografia conta cinque lavori dal vivo: Put a Praise on It (2012), The Church Sound (2015), The Hour of Power Experience (2018), The Journey (2022) e Live in Rome (2023). Il coro ha condiviso il palco con Timothy Wright, Albertina Walker, John P. Kee, Marvin Sapp, Richard Smallwood e Dorothy Norwood. Con l'Italia il legame è lungo: otto anni di tournée e quasi duecento concerti, dal Teatro degli Arcimboldi al Petruzzelli, dal Bellini a piazza del Duomo a Firenze.
Florida Inspirational Singers, tra Orlando e Tampa
I Florida Inspirational Singers portano in Europa il gospel del Sud degli Stati Uniti, un impasto di spiritual, soul e linguaggi contemporanei. La formazione, di quindici elementi, riunisce musicisti di Orlando e Tampa ed è guidata da due figure diverse. Nathan Mitchell è compositore, produttore, tastierista e polistrumentista, noto nello smooth jazz americano: tre nomination NAACP per il miglior album jazz, una candidatura ai Grammy come produttore e compositore, due brani al primo posto delle classifiche Billboard. John Polk è pastore, musicista e intrattenitore; nel 2006 ha fondato Voices of Life, diventato nel 2012 JP & 1Voice, ed è stato corista nelle tournée di Donnie McClurkin e Yolanda Adams.
John Lakin & Friends, dal South Carolina
John Lakin & Friends vengono dal South Carolina e propongono un gospel radicato nella tradizione e aperto al presente. Lakin ha più di trent'anni di esperienza; ha firmato brani come God Is Great e Created to Worship, entrati nelle classifiche Billboard Gospel, e ha raccolto una nomination ai Dove Awards e quattro candidature agli Stellar Awards. A Roma porta il concerto The Gospel Sound, un percorso tra classici e nuove composizioni affidato a sei voci, pianoforte, basso e batteria. Nato come progetto rivolto ai giovani, il gruppo ha diviso il palco con Vashawn Mitchell, Tye Tribbett, John P. Kee, Erica Campbell, Tasha Cobbs e Mali Music.
The New York City Gospel Choir e il repertorio di Natale
Il New York City Gospel Choir è diretto da Mark Anthony Henry, arrangiatore che è stato direttore musicale di Cissy Houston, la madre di Whitney. L'ensemble riunisce cantanti professionisti attivi a New York, con esperienze fra concerti, tournée, dischi e teatro musicale. Il repertorio alterna i grandi inni, da Total Praise a Oh Happy Day, a riletture corali di brani soul, pop e R&B; la presentazione del festival annuncia per questa serata un programma di brani natalizi. I componenti del coro hanno lavorato con Stevie Wonder, Whitney Houston, Aretha Franklin, Michael Jackson, Roberta Flack e Hezekiah Walker; il gruppo si è esibito al MET Gala, al Madison Square Garden, ai CLIO Awards, in produzioni per CNN, MTV e Vogue, e ha accompagnato l'ingresso sul ring del pugile Anthony Joshua.
Harlem Gospel Choir, Remembering Whitney & Tina
L'Harlem Gospel Choir è il nome più noto del festival e occupa, come da tradizione, il giorno di Natale con due repliche. Il coro fu fondato a New York il 15 gennaio 1986, giorno del compleanno di Martin Luther King, da Allen Bailey, che aveva lavorato con Commodores, Michael Jackson e Prince. Ha collaborato con André Rieu, Diana Ross, Bono, The Chieftains, Simple Minds, Sinéad O'Connor e Gorillaz, si è esibito per Giovanni Paolo II e per i presidenti Carter e Obama. Lo spettacolo del 2026, Remembering Whitney & Tina, rende omaggio a Whitney Houston e Tina Turner e alle radici gospel delle loro voci. In scena otto elementi fra voci e sezione ritmica.
Arthur Gremillion & Friends Community Choir, tre serate
Arthur Gremillion & Friends Community Choir nasce il 31 luglio 2008 per volontà di Arthur J. Gremillion e riunisce artisti di diverse città degli Stati Uniti. Il coro ha condiviso il palco con Donald Lawrence, JJ Hairston, Tamela Mann, Hezekiah Walker, Ricky Dillard e Jonathan McReynolds. Nel 2023 è stato nominato Community Choir of the Year ai Sound Awards, con quattro candidature ai Rhythm of Gospel Music Awards e due agli Avidity Awards; nel giugno 2024 ha vinto il primo premio nella categoria Large Choir del festival americano How Sweet the Sound. A Roma arriva con venti elementi, diciassette cantanti e tre musicisti, per tre serate consecutive dal 26 al 28 dicembre.
Vincent Bohanan & The Victorious Army, da Atlanta
Vincent Bohanan è direttore di coro e ha vinto agli Stellar Awards 2025. Le sue composizioni We Win, I Love to Call Him e Any Day Now sono entrate nelle classifiche Billboard Gospel. Ha collaborato con Hezekiah Walker, CeCe Winans, Mariah Carey, Donald Lawrence e Ricky Dillard. Nel 2019 ha fondato ad Atlanta The Victorious Army; nel 2022 il gruppo ha pubblicato il singolo Higher e poi l'album d'esordio Live in Detroit. È la formazione più numerosa del festival: ventisei elementi, ventitré voci con pianoforte, basso e batteria. Per il 29 dicembre il prezzo di partenza sale a 30 euro, e si capisce il perché.
Emmanuel Pi Djob Feelin's 9 & The Soul Sisters of Gospel
Emmanuel Pi Djob è un artista di origine camerunense naturalizzato francese, vincitore dell'edizione francese di The Voice. La sua musica fonde soul, gospel e ritmi africani, con testi ispirati a episodi autobiografici. Al festival divide la serata con The Soul Sisters of Gospel, cioè Suzanne Wognin, Renee Agaya e Maggy Lemoine, accompagnate al pianoforte e alla voce da Elvis Megnè. È la serata del cartellone con la matrice più dichiaratamente europea e africana, e per questo la più interessante per chi il festival lo conosce già.
Vincent Tharpe & Kenosis, Capodanno e 1° gennaio
Vincent Tharpe & Kenosis nascono a Memphis nel 2010. Tharpe, tre volte nominato ai Gospel Awards americani, guida un ensemble che mescola gospel soul, rhythm and blues, blues e armonie jazz, con coreografie e virtuosismi vocali. In tournée europea la formazione conta dodici elementi fra voci e sezione ritmica. Suona due volte: la notte di San Silvestro alle 22, con prezzi da 40 euro, e il pomeriggio del 1° gennaio alle 18, da 25 euro. Chi cerca il concerto senza la pressione della mezzanotte sceglie il secondo.
Da dove viene il gospel che si ascolta al Roma Gospel Festival
Il gospel è la musica religiosa nata nelle chiese afroamericane degli Stati Uniti, e il nome significa Vangelo, buona novella. Conoscerne la storia cambia il modo di ascoltare le serate del Roma Gospel Festival, perché molte cose che in sala sembrano spettacolo sono in realtà liturgia.
Dagli spiritual alle chiese di Chicago
Il gospel affonda le radici negli inni corali delle chiese afroamericane e, prima ancora, nei canti dei lavoratori schiavi nei campi del Sud. Da lì viene la struttura a chiamata e risposta: una frase del solista, la risposta del coro. Lo spiritual è rimasto più semplice; il gospel si è arricchito nel tempo con le basi ritmiche del blues e del rhythm and blues. Il padre riconosciuto del genere moderno è Thomas A. Dorsey, pianista che da giovane accompagnava Ma Rainey e Bessie Smith con lo pseudonimo di Georgia Tom e che dal 1932 fu direttore musicale della Pilgrim Baptist Church di Chicago. Il suo brano più celebre, Take My Hand, Precious Lord, fu inciso da Mahalia Jackson nel 1956.
Oh Happy Day, che non è una canzone di Natale
Il brano che quasi tutti i cori del festival finiscono per cantare ha una storia curiosa. Il testo risale al 1755 ed è del reverendo Philip Doddridge; la versione moderna è quella degli Edwin Hawkins Singers del 1969, che divenne un successo internazionale e vinse un Grammy nel 1970. In Italia viene spesso scambiato per un canto natalizio o da brindisi di Capodanno, soprattutto per una pubblicità di spumante trasmessa dall'autunno del 1980. In realtà è un inno di conversione, cantato nelle chiese protestanti per il battesimo.
Tradizione e contemporaneo
Il cartellone 2026 mostra bene le due anime del genere. Da una parte i cori di comunità, come quello di Arthur Gremillion o la Victorious Army di Bohanan, costruiti sulla massa delle voci e sul direttore che guida con il corpo prima che con le mani. Dall'altra i gruppi più piccoli, come Kenosis o Melodees From Heaven, che guardano al soul, al jazz, alle coreografie. A nostro giudizio sono da preferire i primi: venti o trenta voci che attaccano insieme in una sala da mille posti sono un'esperienza fisica, e non si ripetono in cuffia.
Biglietti e prezzi del Roma Gospel Festival 2026
I biglietti del Roma Gospel Festival 2026 partono da 25 euro per dieci dei quattordici concerti; il prezzo minimo sale a 28 euro per l'Harlem Gospel Choir del 25 dicembre, a 30 euro per Vincent Bohanan il 29 dicembre e a 40 euro per il concerto di San Silvestro. Sono prezzi di partenza: le file migliori costano di più.
Dove si comprano
La Fondazione Musica per Roma vende i biglietti in tre modi: alla biglietteria dell'Auditorium, aperta tutti i giorni con orario continuato dalle 11 alle 20 e nelle sere di spettacolo fino alle 21.30; online, sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, raggiungibile dai pulsanti di acquisto del sito ufficiale della sede; per telefono, attraverso il call center a pagamento 892.101. Il consiglio è comprare dal sito ufficiale o in biglietteria e diffidare di qualsiasi altro canale: il regolamento dell'Auditorium vieta la rivendita a titolo oneroso dei biglietti.
Riduzioni per persone con disabilità
La Fondazione prevede un biglietto ridotto del 20 per cento per le persone con disabilità e con legge 104 in situazione di gravità, e l'ingresso gratuito per l'accompagnatore quando necessario; in caso di invalidità al 100 per cento la riduzione del 20 per cento vale per entrambi. Le persone non vedenti hanno diritto al 50 per cento di sconto. Riduzioni e omaggi si emettono solo alla biglietteria centrale dell'Auditorium, e per informazioni c'è il numero 06 8024 1281.
Rimborsi e regole di accesso
Il rimborso spetta solo se l'evento viene annullato o sospeso prima dell'intervallo, o entro 45 minuti dall'inizio se l'intervallo non c'è; le commissioni del rivenditore non vengono restituite dall'organizzatore. L'ingresso in sala è consentito di norma da mezz'ora prima dell'inizio e fino a cinque minuti prima. A spettacolo iniziato non si entra, salvo diversa decisione del personale, che in quel caso indica posti anche diversi da quelli acquistati.
Una curiosità su Roma Gospel Festival 2026 all'Auditorium Parco della Musica — dal 13 dicembre 2026 al 1° gennaio 2027
Il concerto più atteso del Roma Gospel Festival, quello dell'Harlem Gospel Choir a Natale, porta in scena un coro che in realtà non viaggia mai al completo. L'Harlem Gospel Choir conta circa quaranta membri tra cantanti e musicisti di Harlem e dell'area di New York, ma non è un coro di massa: per le tournée si divide in formazioni ridotte, di norma nove cantanti e due musicisti, tastiere e batteria. Ogni inverno la richiesta dall'Europa è tale che il coro forma due compagnie internazionali in viaggio, mentre una terza resta a New York tutto l'anno. Per lo spettacolo romano del 2026 l'Auditorium indica otto elementi fra voci e sezione ritmica.
La seconda curiosità riguarda la data di nascita del coro. Allen Bailey lo fondò il 15 gennaio 1986, giorno del compleanno di Martin Luther King, e il legame con quella data non è mai stato solo simbolico: ogni anno il coro torna al Children's Museum of Manhattan e al Temple Shaaray Tefila per le celebrazioni del Martin Luther King Day. A New York si esibisce ogni domenica per un gospel brunch alla Sony Hall, dopo diciassette anni di residenza al B.B. King Blues Club. È stato il primo coro gospel americano a esibirsi in Australia, Nuova Zelanda, Cina, Russia e in una lunga serie di paesi dell'Est europeo.
E l'Auditorium di Roma compare, accanto al Lincoln Center, alla Carnegie Hall e alla Sydney Opera House, nell'elenco dei grandi palcoscenici del mondo su cui il coro si è esibito. Per un romano è un piccolo motivo di orgoglio. Per chi deve comprare il biglietto è un'informazione pratica: la stampa cittadina racconta il doppio concerto del 25 dicembre come un appuntamento che ogni anno registra il tutto esaurito, e conviene regolarsi di conseguenza.
La Sala Sinopoli, dove suona il Roma Gospel Festival
La Sala Sinopoli è la sala media dell'Auditorium Parco della Musica, con 1.133 posti, ed è la casa di tredici dei quattordici concerti del Roma Gospel Festival 2026 per cui la sala è già indicata. Porta il nome di Giuseppe Sinopoli, direttore d'orchestra e compositore, che fu tra i più tenaci sostenitori della necessità di dare a Roma un auditorium.
Com'è fatta
La Sala Sinopoli ha una configurazione modulabile, pensata per adattare lo spazio al numero degli esecutori e al tipo di suono richiesto. Le pareti sono rivestite di pannelli in legno di ciliegio americano, le gallerie sono in mattoncino sabbiato, e una galleria corre su tre dei quattro lati. Rispetto alla grande Sala Santa Cecilia l'interno è più sobrio, con pareti e soffitto a piani perpendicolari. Il palco è largo 20 metri e profondo 8, e può essere montato in versione acustica, tutta in ciliegio, o teatrale, con quinte nere.
Perché è giusta per il gospel
Un coro gospel ha bisogno di due cose: una sala che non disperda le voci e una distanza ridotta fra palco e pubblico, perché il concerto funziona solo se la platea risponde. La Sinopoli offre entrambe. Mille posti sono abbastanza per l'energia di una folla e abbastanza pochi perché il direttore del coro veda le facce delle ultime file. La Santa Cecilia, con i suoi oltre 2.700 posti e un palco quasi centrale, è costruita per la grande orchestra sinfonica; la Petrassi, sotto i 700 posti, sarebbe stretta per un coro di ventisei elementi. La scelta della sala media è la più sensata.
Dove sedersi
In platea centrale si sente il coro in modo più equilibrato; in galleria laterale si vede meglio il lavoro del direttore e della band, che nel gospel è metà dello spettacolo. Se il concerto è di un coro numeroso, come quello di Bohanan o di Gremillion, la galleria restituisce meglio l'insieme delle voci. Per le formazioni piccole, come Melodees From Heaven o Kenosis, conviene stare vicini.
Una cosa che non ti dice nessuno su Roma Gospel Festival 2026 all'Auditorium Parco della Musica — dal 13 dicembre 2026 al 1° gennaio 2027
Nessuno lo scrive sulle locandine, ma al Roma Gospel Festival il repertorio si ripete più di quanto si immagini, e non è un difetto. Oh Happy Day e Amazing Grace compaiono nelle presentazioni ufficiali di Melodees From Heaven, del New York City Gospel Choir e dell'Harlem Gospel Choir; Total Praise, l'inno di Richard Smallwood, è nel repertorio del coro newyorkese. Chi prende biglietti per tre serate diverse ascolterà quasi certamente lo stesso brano tre volte, in tre versioni diverse. È proprio lì che si misura un coro: nel modo in cui tratta un classico che tutti in sala conoscono.
La seconda cosa che non si dice riguarda l'orario. Il regolamento dell'Auditorium consente l'ingresso fino a cinque minuti prima dell'inizio, e a spettacolo iniziato non si entra: il personale può far accomodare i ritardatari in posti diversi da quelli comprati, anche di fascia inferiore. Nelle sere di dicembre il traffico su via Flaminia e su corso di Francia è pesante, e il tram 2 si riempie. Chi arriva in ritardo al concerto delle 20 si perde l'attacco, cioè il momento in cui il coro entra cantando e la sala capisce che tipo di serata sarà.
Terza cosa: l'Auditorium d'inverno chiude presto. L'orario invernale, da ottobre a marzo, va dalle 11 alle 20, domeniche e festivi compresi, e la biglietteria prolunga solo fino alle 21.30 nelle sere di spettacolo. Il complesso resta però vivo prima del concerto, con il foyer, i bar e la libreria, e con le iniziative di Natale all'Auditorium che accompagnano il festival. Arrivare un'ora prima non è tempo perso.
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone è il complesso per la musica progettato da Renzo Piano tra il Villaggio Olimpico, la collina dei Parioli e il Tevere, inaugurato nel 2002 e gestito dalla Fondazione Musica per Roma. È la sede stabile dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia e ospita ogni anno centinaia di concerti di ogni genere. La scheda dedicata all'Auditorium Parco della Musica ne racconta in dettaglio sale e servizi.
Perché Roma aspettò sessant'anni
La storia comincia con una demolizione. Nel 1936, per liberare i resti del Mausoleo di Augusto, fu abbattuto l'Augusteo, la sala da concerti in cui dal 1908 suonavano l'Orchestra e il Coro di Santa Cecilia. Per decenni la città restò senza una vera sala sinfonica; Giuseppe Sinopoli e Vittorio Emiliani furono tra quelli che più si batterono per rimediare. Nel 1993 il Comune bandì un concorso internazionale per un'area tra il Villaggio Olimpico e lo stadio Flaminio; il 27 luglio 1994 vinse il progetto di Renzo Piano e del Renzo Piano Building Workshop.
La villa romana sotto le sale
Nel novembre 1995 i lavori si fermarono: durante gli scavi erano emersi i resti di un'antica villa romana. Il progetto fu modificato per integrarla, e due dei tre grandi volumi furono spostati verso ovest, fino quasi al viadotto di corso di Francia. I resti sono visibili dalla terrazza tra la Sala Santa Cecilia e la Sala Sinopoli, e i reperti sono esposti nel Museo Archeologico sotto la cavea. Il 21 aprile 2002 furono inaugurate la Sala Petrassi e la Sala Sinopoli, il 21 dicembre dello stesso anno la Sala Santa Cecilia; dal 2020 l'Auditorium porta il nome di Ennio Morricone.
Tre scarabei di piombo
Le tre sale da concerto sono edifici distinti, con una forma che ricorda quella di uno scarabeo, coperti da lastre di piombo e disposti a raggiera attorno alla cavea all'aperto, intitolata a Luciano Berio. Piano le ha pensate come casse armoniche, grandi strumenti di legno protetti da un guscio. Oltre alle sale ci sono il Teatro Studio Borgna, gli studi di registrazione, il Museo degli strumenti musicali dell'Accademia di Santa Cecilia, gli spazi espositivi, i giardini pensili intitolati a Claudio Abbado con un orto urbano e un'area giochi. Il Ministero della cultura ha incluso l'Auditorium nel censimento delle architetture italiane dal 1945 a oggi, riconoscendogli tutti i criteri previsti.
Un luogo che vive tutto l'anno
L'Auditorium non è solo una sala per il Natale. Da qui passano la stagione sinfonica di Santa Cecilia, la Festa del Cinema di Roma, che vi si tiene dal 2006, e festival come il Roma Jazz Festival 2026, che a novembre precede di poche settimane il gospel. Nelle stesse sere di fine dicembre l'Auditorium ospita anche Max Gazzè in concerto dal 26 al 30 dicembre, segno di quanto il complesso sia pieno nel periodo delle feste.
Il consiglio che ti do per visitare Roma Gospel Festival 2026 all'Auditorium Parco della Musica — dal 13 dicembre 2026 al 1° gennaio 2027
Il consiglio per il Roma Gospel Festival è semplice: scegliete una serata di un coro numeroso in un giorno feriale, e prenotatela subito. Le date che la città conosce, cioè Natale con l'Harlem Gospel Choir e San Silvestro, sono le più richieste e le più care. Ma il cuore musicale del festival 2026, per come è costruito il cartellone, si trova altrove: nelle tre sere di Arthur Gremillion dal 26 al 28 dicembre, con diciassette cantanti vincitori nel 2024 della categoria Large Choir di How Sweet the Sound, e nella serata di Vincent Bohanan il 29 dicembre, con ventitré voci. Sono i concerti in cui si sente che cos'è davvero un coro gospel americano, con il suono che riempie la sala e arriva allo stomaco.
Secondo consiglio: non trattatelo come un concerto classico. Il gospel chiede partecipazione, e i direttori di questi cori sanno come ottenerla. Chi resta rigido sulla poltrona per timidezza si perde metà della serata. Non serve conoscere i testi e non serve essere credenti; basta seguire il battito di mani che parte dal palco e lasciare che il coro guidi.
Terzo: se viaggiate con bambini o con persone anziane, puntate sui pomeriggi. Il 13 dicembre, il 20 dicembre, il 27 dicembre e il 1° gennaio i concerti cominciano alle 18, e si torna a casa a un orario ragionevole anche con i mezzi pubblici. Il concerto delle 17.30 di Natale è il più comodo per le famiglie che poi vanno a cena. E per il 1° gennaio, Vincent Tharpe & Kenosis costano 25 euro invece dei 40 della sera prima: stesso gruppo, stessa sala, un anno nuovo già cominciato.
Ultimo consiglio: arrivate con i mezzi. Il tram 2 da piazzale Flaminio vi lascia a pochi passi dalla sala, e vi evita la caccia al parcheggio nelle strade del Villaggio Olimpico, che nelle sere di concerto si riempiono in fretta.
Come arrivare al Roma Gospel Festival
L'Auditorium Parco della Musica, sede del Roma Gospel Festival, si raggiunge con il tram 2 da piazzale Flaminio, dove c'è la fermata della metro A, oppure con gli autobus 910, 53, 168 e 982, o con la ferrovia Roma-Nord fino a piazza Euclide. Sono le indicazioni pubblicate dall'Auditorium.
Metro A e tram 2
È la soluzione che consiglio a chi viene dal centro o da una zona servita dalla metro A. Si scende a Flaminio, si esce su piazzale Flaminio e si prende il tram 2, che corre lungo via Flaminia fino al capolinea di piazza Mancini. Dalla zona di piazza Mancini l'Auditorium si raggiunge a piedi. È anche il percorso più facile da ripetere al ritorno.
Gli autobus
Il 910 collega la stazione Termini a piazza Mancini ed è comodo per chi alloggia vicino alla stazione. Il 53 va da piazza Mancini a largo Chigi, nel centro storico. Il 168 collega largo Maresciallo Diaz alla stazione Tiburtina, e il 982 va da viale XVII Olimpiade alla stazione Quattro Venti, a Monteverde. Nei giorni festivi, il 25 dicembre e il 1° gennaio in particolare, conviene controllare gli orari aggiornati sul sito dell'azienda dei trasporti di Roma.
La ferrovia Roma-Nord
Chi arriva dai quartieri a nord di Roma lungo via Flaminia può usare la ferrovia Roma-Nord e scendere alla fermata di piazza Euclide, ai Parioli; da lì si prosegue verso l'Auditorium a piedi o con i mezzi di superficie.
In auto e parcheggi
L'Auditorium ha due parcheggi a pagamento, entrambi con posti riservati alle persone con disabilità: uno a raso davanti al complesso, con accesso da viale Pietro de Coubertin, e uno coperto multipiano, con accesso da viale Pietro de Coubertin e da viale Maresciallo Pilsudski. Li gestisce la società Park it. Molti spettatori li considerano cari e preferiscono cercare posto nelle strade del Villaggio Olimpico, che la sera dei concerti diventano difficili. Per un concerto a Natale o a Capodanno il parcheggio interno è la scelta più tranquilla.
A piedi dal Flaminio
Per chi ha tempo e buone gambe, la passeggiata da piazzale Flaminio lungo via Flaminia, passando accanto al MAXXI, è il modo più piacevole di arrivare. In alternativa, dal Foro Italico si attraversa il Tevere sul Ponte della Musica, pedonale e ciclabile, e si sale verso il Villaggio Olimpico.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Lo sanno quasi tutti che l'Auditorium di Roma è opera di Renzo Piano. Lo si cita molto meno per un fatto che riguarda da vicino il gospel: nell'Auditorium non c'è un organo a canne. Il gospel nasce in chiesa, e in chiesa l'organo accompagna il coro; a Roma invece i cori del festival suonano con pianoforte, tastiere, basso e batteria. Non è una scelta dei gruppi: è un limite della sede.
La polemica è vecchia quanto l'Auditorium. Nel 2002, con i lavori ancora in corso, l'associazione Italia Nostra lanciò un appello per dotare le sale di un organo; il critico Paolo Isotta definì la Sala Santa Cecilia «un salotto senza divano». Per lo strumento furono stanziati più di un milione di euro e fu nominata una commissione di organisti, poi sciolta. Il direttore d'orchestra e organista Giorgio Carnini ha continuato a sollecitare il progetto con il festival Un Organo per Roma. Il risultato, ancora oggi, è che Roma è l'unica capitale europea senza un organo a canne in una sala da concerto, e che quando serve si usano organi elettronici.
Per il pubblico del gospel la conseguenza è concreta: il suono dei cori all'Auditorium è quello delle formazioni in tournée, con pianoforte e sezione ritmica, più vicino al concerto che alla funzione religiosa. È un gospel da teatro, e va ascoltato per quello che è.
Il quartiere intorno al Roma Gospel Festival: Villaggio Olimpico, Flaminio, Villa Glori
L'Auditorium si trova ai Parioli, all'estremità occidentale del quartiere, in un'area fra Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski. È una zona che porta i segni delle Olimpiadi del 1960 e dell'architettura contemporanea.
Il Villaggio Olimpico e lo stadio Flaminio
Poco lontano dall'Auditorium c'è lo stadio Flaminio, progettato da Antonio Nervi con il padre Pier Luigi, realizzato tra il 1957 e il 1958 e inaugurato il 19 marzo 1959 per il torneo olimpico di calcio; per anni fu la casa della nazionale italiana di rugby. Renzo Piano immaginava il parco della musica come un'unica area verde che dalla collina di Villa Glori abbraccia le sale, lo stadio e il Palazzetto dello Sport fino a viale Tiziano.
Il MAXXI e il Teatro Olimpico
A breve distanza si trovano il MAXXI e il Teatro Olimpico. Chi arriva nel pomeriggio può combinare una mostra al MAXXI con il concerto serale; d'inverno però conviene controllare gli orari del museo.
Il Ponte della Musica e Ponte Milvio
Il Ponte della Musica, intitolato ad Armando Trovajoli e inaugurato nel 2011, collega a piedi e in bicicletta la zona dell'Auditorium e del MAXXI con il Foro Italico sull'altra riva del Tevere. Più a nord, lungo via Flaminia, c'è Ponte Milvio, con la sua piazza piena di locali: è la meta naturale per chi vuole cenare o bere qualcosa dopo il concerto.
La foto giusta da fare a Roma Gospel Festival 2026 all'Auditorium Parco della Musica — dal 13 dicembre 2026 al 1° gennaio 2027
Durante i concerti del Roma Gospel Festival fotografare in sala non è la cosa migliore da fare, né per chi scatta né per chi siede accanto. La foto giusta si fa fuori, prima o dopo il concerto, e ha un soggetto preciso: le tre sale dell'Auditorium illuminate nella sera d'inverno, con i gusci di piombo che riflettono le luci e la cavea al centro.
Il punto migliore è la cavea stessa, l'anfiteatro all'aperto intitolato a Luciano Berio, su cui si affacciano le sale disposte a raggiera. Da lì le tre coperture si vedono insieme, e nelle sere del Natale all'Auditorium la piazza è animata e illuminata. Un'altra inquadratura efficace è quella dalla terrazza tra la Sala Santa Cecilia e la Sala Sinopoli, dove i resti della villa romana emersi durante gli scavi finiscono in primo piano, con le sale moderne alle spalle: duemila anni di Roma in un'immagine.
Per una foto con le persone, il momento giusto è l'uscita dalla Sala Sinopoli dopo il concerto, quando il pubblico esce ancora cantando e il foyer si riempie. Se il coro, come succede a volte, si ferma a salutare, è l'occasione per una foto ricordo. Dentro la sala, al massimo, uno scatto al palco vuoto prima dell'inizio: la Sinopoli, con il legno di ciliegio e le gallerie in mattoncino, è bella anche senza nessuno sopra. Durante l'esecuzione il telefono resta in tasca. Il gospel si vive, non si registra.
Ultimo suggerimento tecnico: la luce della sera di dicembre a Roma finisce presto. Chi vuole l'Auditorium con il cielo ancora blu deve arrivare verso le 17, cioè in tempo utile per i concerti delle 18 del 13, del 20 e del 27 dicembre e del 1° gennaio.
Come organizzare la serata al Roma Gospel Festival
Una serata al Roma Gospel Festival dura in media un paio d'ore tra arrivo, concerto e uscita, e si organizza bene se si arriva con almeno mezz'ora di anticipo, che è il momento in cui la sala apre al pubblico.
Prima del concerto
L'Auditorium ha un foyer comune alle sale, bar, una caffetteria, un bar ristorante con accesso anche dalla strada e una grande libreria. Si può arrivare un'ora prima, prendere qualcosa al bar, girare per il complesso e guardare le iniziative di Natale all'Auditorium. Il Museo degli strumenti musicali e gli spazi espositivi hanno orari propri, da verificare sul sito della sede.
Dove mangiare vicino
Per cenare fuori le zone più comode sono tre. Il Villaggio Olimpico e i dintorni di viale XVII Olimpiade hanno pizzerie e trattorie di quartiere, frequentate più dai residenti che dai turisti. Via Flaminia, verso piazza Mancini e verso il Flaminio, offre ristoranti e bar lungo il percorso del tram. Ponte Milvio, a nord, è la zona più animata, con molti locali aperti fino a tardi. Nelle sere di Natale e di San Silvestro molti ristoranti lavorano solo su prenotazione, e conviene fissare il tavolo quando si comprano i biglietti.
Dopo il concerto
I concerti delle 20 finiscono intorno alle 22. Il tram 2 riporta a piazzale Flaminio, e da lì la metro A torna verso il centro. Per chi ha voglia di camminare, la discesa verso piazza del Popolo lungo via Flaminia passa vicino all'obelisco Flaminio e chiude la serata in centro.
Il concerto di San Silvestro
Il 31 dicembre il concerto di Vincent Tharpe & Kenosis comincia alle 22. È una scelta che risolve il problema della mezzanotte: si cena prima, si arriva all'Auditorium e si accoglie l'anno nuovo con la musica. Il ritorno, a notte fonda, è la parte difficile; conviene organizzarlo prima e verificare gli orari del trasporto pubblico per quella notte.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del luogo in cui si tiene il Roma Gospel Festival comincia molto prima dell'Auditorium. Durante gli scavi per il cantiere, nel novembre 1995, emersero i resti di un'antica villa romana. I lavori si fermarono e il progetto di Renzo Piano fu modificato per inglobarla: due dei tre volumi delle sale furono spostati verso ovest. Oggi la villa è visibile dalla terrazza, e il Museo Archeologico sotto la cavea ne espone i reperti.
Il 27 luglio 1994 fu proclamato vincitore del concorso il progetto di Piano. Nel luglio 1999 il Comune fondò la società Musica per Roma, trasformata nel 2004 nella fondazione che ancora oggi gestisce il complesso: fu la prima trasformazione di una società per azioni in fondazione consentita dalla riforma del diritto societario. Il 21 aprile 2002, giorno del Natale di Roma, furono inaugurate la Sala Petrassi e la Sala Sinopoli, la sala del gospel. Il 21 dicembre 2002 fu la volta della Sala Santa Cecilia, con l'Orchestra dell'Accademia diretta da Chung Myung-whun, e nei primi mesi del 2003 il complesso entrò a pieno regime.
Da allora l'Auditorium è diventato uno dei centri culturali più frequentati d'Europa: nel 2014 i visitatori furono calcolati in più di due milioni, secondi al mondo solo al Lincoln Center di New York. Nel 2006 vi si tenne la prima Festa del Cinema di Roma. Nel 2020, dopo la morte di Ennio Morricone, il consiglio comunale approvò l'intitolazione del complesso al compositore. E dentro questa storia ci sono ventisette Natali di gospel: nel 2023 il festival uscì dalle sale e portò i cori nelle piazze del centro storico, con il sostegno del Municipio I.
Accessibilità e bambini al Roma Gospel Festival
L'Auditorium Parco della Musica è progettato per la piena accessibilità alle persone con disabilità, con ascensori, percorsi per non vedenti e personale di accoglienza sempre presente per indirizzare il pubblico.
Posti per chi è in carrozzina
Le persone in carrozzina, da sole o tramite associazioni, possono prenotare il posto in sala per telefono al numero 06 8024 1281, attivo tutti i giorni dalle 11 alle 18. I posti riservati sono limitati per legge, e per le date più richieste del festival, Natale e Capodanno, conviene prenotare con largo anticipo. Per le riduzioni previste dalla legge 104 è utile inviare prima la documentazione, così da avere il prezzo corretto.
Con i bambini
Il gospel è una delle poche musiche dal vivo che i bambini seguono senza fatica: c'è ritmo, ci sono le mani da battere, ci sono voci che si sentono nel petto. Il regolamento dell'Auditorium prevede che i minori di 16 anni entrino accompagnati da un adulto con biglietto, in rapporto di un adulto ogni due minori. Per le famiglie le date giuste sono quelle delle 18 e il concerto delle 17.30 di Natale. Prima o dopo, i giardini pensili Claudio Abbado hanno un'area giochi.
Chi è passato da Roma Gospel Festival 2026 all'Auditorium Parco della Musica — dal 13 dicembre 2026 al 1° gennaio 2027
La Sala Sinopoli, dove suona il Roma Gospel Festival, ha una storia di passaggi illustri che comincia il giorno stesso dell'inaugurazione. Il 21 aprile 2002 Goffredo Petrassi, già molto anziano, volle essere presente all'apertura: nella Sala Sinopoli fu eseguita in prima assoluta la sua Ouverture da concerto per orchestra, composta nel 1931. Pochi mesi dopo, il 21 dicembre, Chung Myung-whun diresse l'Orchestra di Santa Cecilia nel concerto che aprì la sala grande.
Sul fronte del gospel, i nomi passati dal festival negli ultimi anni raccontano bene la sua identità. L'Harlem Gospel Choir, fondato da Allen Bailey e diventato ambasciatore della cultura afroamericana nel mondo, è la presenza fissa del giorno di Natale, e l'Auditorium di Roma compare nell'elenco dei grandi palcoscenici su cui si è esibito. Eric Waddell e il suo coro di Baltimora, annunciati per la prima volta nel cartellone del festival nel dicembre 2023 con un coro di centocinquanta elementi, hanno inciso nel 2023 un disco intitolato Live in Rome. I Florida Inspirational Singers di Nathan Mitchell e John Polk hanno suonato nel 2023 e nel 2025 e tornano nel 2026.
Nel 2023 passarono dal festival anche il reverendo Earl Bynum con il Mount Unity Choir di Norfolk, in Virginia, che tenne un workshop per scegliere voci romane da inserire nel concerto finale; Ty Morris, esponente dell'urban gospel tra Chicago e Denver; Kaylah Harvey con i Bronx Black Kayes, voce nuova del Bronx. Nel 2025 il cartellone portò Marquinn Middleton & The Miracle Chorale, Cedric Shannon Rives, il Florida Fellowship Super Choir, il Charleston Gospel Choir e Marquis Dolford & The Capital Gospel Group da Washington. Nel 2026 si aggiungono nomi come Vincent Bohanan, che ha lavorato con CeCe Winans e Mariah Carey, e Mark Anthony Henry, direttore musicale di Cissy Houston, alla guida del New York City Gospel Choir.
Il Roma Gospel Festival e il Natale a Roma
Il Roma Gospel Festival cade nelle settimane in cui Roma cambia ritmo: dal 13 dicembre al 1° gennaio la città passa dall'Immacolata appena trascorsa ai presepi, dalle luminarie del centro alle messe di Natale, fino alla notte di San Silvestro.
Un concerto dentro un programma più ampio
Chi viene a Roma per le feste può costruire una giornata intorno al concerto: la mattina in centro, tra le chiese e i presepi, il pomeriggio al Flaminio e al MAXXI, la sera all'Auditorium. Per le idee sulle settimane delle feste c'è la nostra guida al Natale a Roma, e per l'ultima notte dell'anno quella al Capodanno a Roma. A novembre, per chi ama la musica afroamericana, all'Auditorium e alla Casa del Jazz c'è il Roma Jazz Festival.
Il clima di dicembre
Le sere di dicembre a Roma sono fresche e spesso umide, e l'Auditorium, fra la collina e il Tevere, risente dell'umidità. Serve un cappotto vero per il tratto a piedi dal tram e per l'eventuale attesa all'aperto nella cavea.
Domande frequenti sul Roma Gospel Festival 2026
Quando si svolge il Roma Gospel Festival 2026?
Il Roma Gospel Festival 2026 si svolge dal 13 dicembre 2026 al 1° gennaio 2027 all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Sono quattordici concerti: l'anteprima di Melodees From Heaven il 13 dicembre alle 18, poi una serie quasi quotidiana dal 20 dicembre fino al concerto di Vincent Tharpe & Kenosis del 1° gennaio alle 18.
Quanto costano i biglietti del Roma Gospel Festival?
I biglietti del Roma Gospel Festival 2026 partono da 25 euro per la maggior parte dei concerti. Il prezzo minimo è di 28 euro per l'Harlem Gospel Choir del 25 dicembre, di 30 euro per Vincent Bohanan il 29 dicembre e di 40 euro per il concerto di San Silvestro alle 22. Le file migliori hanno prezzi più alti.
Dove si comprano i biglietti per il gospel all'Auditorium?
I biglietti del Roma Gospel Festival si comprano alla biglietteria dell'Auditorium Parco della Musica, aperta tutti i giorni dalle 11 alle 20 e fino alle 21.30 nelle sere di spettacolo, oppure online sul circuito di prevendita autorizzato, raggiungibile dal sito ufficiale dell'Auditorium. C'è anche il call center a pagamento 892.101.
In quale sala suona l'Harlem Gospel Choir a Natale?
L'Harlem Gospel Choir suona al Roma Gospel Festival il 25 dicembre 2026 con due repliche, alle 17.30 e alle 21, con lo spettacolo Remembering Whitney & Tina. Il calendario ufficiale dell'Auditorium, per ora, non indica la sala di queste due date, mentre tutti gli altri concerti sono in Sala Sinopoli.
Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica con i mezzi?
L'Auditorium Parco della Musica si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino a piazza Mancini. In alternativa ci sono gli autobus 910 da Termini, 53, 168 e 982, oppure la ferrovia Roma-Nord fino alla fermata di piazza Euclide. L'Auditorium ha anche due parcheggi a pagamento.
Si può andare al Roma Gospel Festival con i bambini?
Il Roma Gospel Festival è adatto ai bambini, e i concerti delle 18 e quello delle 17.30 di Natale sono i più comodi per le famiglie. Il regolamento dell'Auditorium prevede che i minori di 16 anni siano accompagnati da un adulto con biglietto, con un adulto ogni due minori.
Cosa succede se arrivo in ritardo a un concerto del Roma Gospel Festival?
All'Auditorium Parco della Musica non si entra in sala a spettacolo iniziato: l'ingresso è consentito da mezz'ora prima fino a cinque minuti prima dell'inizio. Se l'organizzatore lo permette, i ritardatari vengono fatti accomodare dal personale in posti diversi, anche di fascia inferiore, senza rimborso della differenza.
Ci sono riduzioni per persone con disabilità al Roma Gospel Festival?
La Fondazione Musica per Roma prevede per il Roma Gospel Festival, come per tutti i suoi eventi, un biglietto ridotto del 20 per cento per le persone con disabilità e l'ingresso gratuito per l'accompagnatore quando necessario; i non vedenti hanno il 50 per cento di sconto. Le riduzioni si emettono solo alla biglietteria centrale; informazioni allo 06 8024 1281.
Chiudiamo con un consiglio per dicembre. Il Roma Gospel Festival non va scelto per il nome più famoso, ma per la serata in cui il coro è più grande e la sala più vicina. Prendete un biglietto per Gremillion o per Bohanan, sedetevi in galleria, arrivate con il tram e con qualche minuto di anticipo: al secondo brano starete battendo le mani anche voi.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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