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Gaia Banfi, L’ultima Maccaia all’Auditorium Parco della Musica — 15 novembre 2026

In breve. Gaia Banfi porta L'ultima Maccaia a Roma domenica 15 novembre 2026 alle 20:00, nel Teatro Studio Borgna dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30.

Gaia Banfi porta L'ultima Maccaia a Roma domenica 15 novembre 2026 alle 20:00, nel Teatro Studio Borgna dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30. È un concerto in piano e voce, una delle ultime date prima della pausa che la cantautrice si prende per scrivere e produrre nuova musica. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con gli autobus 910 da Termini, 53, 982 e 168. I biglietti partono da 17 euro e si comprano sul circuito di prevendita autorizzato, dal pulsante di acquisto sulla pagina ufficiale dell'Auditorium, o al botteghino del complesso.

Gaia Banfi è una delle voci più personali uscite negli ultimi anni dalla scena italiana che mescola canzone ed elettronica. A Roma arriva senza elettronica, sola al pianoforte, in una sala da circa trecento posti: la formula più esposta per un'artista, e la più rivelatrice per chi ascolta. Se la scrittura regge, lo si sente subito. Nel suo caso regge.

L'ultima Maccaia a Roma: la serata del 15 novembre

Il concerto di Gaia Banfi all'Auditorium è in programma domenica 15 novembre 2026 alle 20:00, nel Teatro Studio Borgna, la sala più raccolta del complesso. L'Auditorium lo inserisce nella propria programmazione pop e rock.

Un tour in undici città

La data romana fa parte di un tour in piano e voce che tocca undici città fra novembre e dicembre, da Novara a Villach, in Austria, con tappe anche a Nantes e Barcellona. Sono, dichiaratamente, le ultime date prima di una pausa dedicata alla scrittura e alla produzione di nuova musica.

Solo pianoforte e voce

In queste date le canzoni sono spogliate e riportate all'essenziale. Senza gli arrangiamenti elettronici che le hanno definite su disco resta la scrittura, ed è proprio questo che il tour vuole mettere al centro. L'artista lo spiega con una formula netta: vuole spogliare «La Maccaia di ogni forma sovrabbondante per ritrovarne l'essenza originale».

Perché vale la domenica sera

Una domenica sera di novembre, in una sala piccola, con un pianoforte e una voce: è il contrario del grande evento, ed è il motivo per andarci. Chi ha ascoltato La Maccaia su disco scoprirà canzoni diverse; chi non la conosce ha l'occasione di incontrarla senza filtri.

La Maccaia e Al suo riposo/In Luce: i dischi dietro il tour

Il tour L'ultima Maccaia chiude il ciclo del disco La Maccaia, pubblicato da Trovarobato nel 2025, e arriva dopo Al suo riposo/In Luce, uscito a febbraio 2026, che di quel mondo sonoro e poetico è il capitolo conclusivo.

Il disco che l'ha imposta

La Maccaia ha imposto Gaia Banfi come una delle voci più personali dell'art pop italiano, sospesa fra elettronica e cantautorato. Il disco l'ha portata su palchi internazionali come Eurosonic, Ment, Colors of Ostrava, Wro Sound e MMVV, e in un tour francese di oltre venti date partito dalle Transmusicales di Rennes, uno dei festival europei più attenti alle nuove voci.

Una parola genovese

Maccaia è una parola del dialetto genovese che indica il tempo grigio, umido e pesante dei giorni di scirocco, quando il cielo sul mare resta coperto senza decidersi a piovere. Un titolo che è già un clima emotivo: sospensione, attesa, un'aria che pesa. L'ultima Maccaia, allora, suona come un congedo da quel cielo.

Dal disco al pianoforte

Su disco le canzoni vivono di contrasti: voci ariose, timbri distorti, un uso della voce spinto fino ai limiti della cantabilità, trattata come un elemento della produzione. Al pianoforte quel lavoro di stratificazione scompare. È la prova più interessante per un'artista che viene dall'elettronica, perché toglie ogni rete di protezione.

Chi è Gaia Banfi

Gaia Banfi è una cantante, cantautrice, musicista e produttrice italiana nata il 7 gennaio 1998. Il suo lavoro si muove fra sperimentazione, canzone, tradizione ed elettronica.

Una famiglia di musica

È figlia di Baffo Banfi, storico tastierista del gruppo prog italiano Un Biglietto per l'Inferno, e cresce immersa nella musica. A sei anni comincia a studiare canto, poi si dedica alla chitarra classica e al violino.

Il Conservatorio di Bologna

Si diploma in Canto jazz con il massimo dei voti al Conservatorio di Bologna, sotto la guida di Diana Torto. Negli anni accademici sviluppa un interesse crescente per la composizione e la produzione musicale, che diventerà il cuore del suo lavoro.

Lotus e l'elettronica

Nel 2020 pubblica l'album di debutto, Lotus. Dal 2022 collabora con il produttore e artista AKA5HA, con cui approfondisce la musica elettronica e sperimentale. Nello stesso periodo nasce il progetto strumentale elettronico Non si può stare morti per sempre, presentato il 24 febbraio 2023 in occasione dell'omonima mostra dell'artista Ilaria Demo De Lorenzi.

X Factor e i palchi italiani

Nel 2023 partecipa a X Factor. Lo stesso anno suona al Reset Festival di Torino, all'Efesto House di Bologna, in apertura al concerto di Ceneri, e a Colonne 28 a Parma. Fra dicembre 2023 e gennaio 2024 apre con un set in solo alcuni concerti italiani di Daniela Pes.

Trovarobato e l'Europa

Con Trovarobato, l'etichetta indipendente che pubblica La Maccaia, arriva il salto: il disco del 2025, i festival europei, il tour in Francia. Il tour che passa da Roma chiude questa fase e ne annuncia un'altra, ancora da scrivere.

Una curiosità su Gaia Banfi, L'ultima Maccaia all'Auditorium Parco della Musica — 15 novembre 2026

Gaia Banfi è cresciuta in casa con il prog. Il padre, Baffo Banfi, è stato il tastierista di Un Biglietto per l'Inferno, gruppo storico del rock progressivo italiano degli anni Settanta. Una generazione dopo, la figlia porta le tastiere su un altro terreno: non più l'organo e i sintetizzatori di una band, ma un pianoforte solo e una voce. Il filo di famiglia passa dalla tastiera, ma cambia completamente il modo di usarla.

Seconda curiosità: la formazione di Gaia Banfi è jazzistica. Il diploma in Canto jazz al Conservatorio di Bologna, con Diana Torto, spiega la libertà con cui usa la voce, spinta fino al limite della cantabilità: chi ascolta da vicino, al Teatro Studio, riconoscerà nell'improvvisazione e nel controllo del fiato una scuola precisa.

Terza: la sala romana porta il nome di Gianni Borgna, storico assessore alla cultura di Roma e presidente della Fondazione Musica per Roma. Che una cantautrice dal percorso indipendente chiuda il suo ciclo in una sala intitolata a un uomo che ha costruito l'offerta musicale della città ha una sua piccola logica.

Il Teatro Studio Borgna, una sala da trecento posti

Il Teatro Studio Borgna è la sala più piccola dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone: circa trecento posti, senza sipario, con il palco a livello del pubblico. È la sala giusta per un concerto in piano e voce.

Legno e pannelli mobili

Le pareti sono rivestite di legno e i pannelli acustici mobili permettono di adattare la sala al tipo di spettacolo. Per una voce e un pianoforte significa sentire ogni dettaglio, dal respiro al pedale, senza amplificazioni invadenti.

Vicini al palco

Al Teatro Studio anche le ultime file sono vicine all'artista. Non c'è la distanza delle grandi sale: il concerto si ascolta quasi come in un salotto, ed è esattamente la dimensione domestica e protetta che il tour cerca.

Una sala che si esaurisce

Con trecento posti e un'artista che ha un pubblico affezionato e internazionale, la sala può esaurirsi. Chi ha deciso di andare farà bene a non rimandare l'acquisto all'ultima settimana.

Una cosa che non ti dice nessuno su Gaia Banfi, L'ultima Maccaia all'Auditorium Parco della Musica — 15 novembre 2026

Il titolo del tour non è un vezzo. Sono le ultime date prima di una pausa, e dopo la pausa la musica sarà nuova. Chi ha amato La Maccaia ha davanti una finestra breve per sentirla dal vivo: finito il tour, quel repertorio con ogni probabilità lascerà il posto ad altro. La data romana è una delle undici del tour in Europa.

Seconda cosa poco detta: all'Auditorium le sale sono volumi separati, e il Teatro Studio non ha l'ingresso della Sala Santa Cecilia. Chi arriva all'ultimo minuto e sbaglia percorso fra la cavea e i foyer perde facilmente cinque minuti. Guardate la segnaletica appena entrati, o chiedete al personale.

Terza: la stessa sera, nelle altre sale del complesso, possono esserci eventi molto più grandi. Il pubblico di una domenica all'Auditorium è vario e numeroso, e bar e guardaroba si affollano nella mezz'ora prima degli spettacoli. Arrivare con un po' di anticipo rende la serata molto più tranquilla.

L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone

L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone è il complesso progettato da Renzo Piano nel quartiere Flaminio, aperto nel 2002, con la Sala Santa Cecilia, la Sala Sinopoli, la Sala Petrassi e il Teatro Studio Borgna disposti intorno alla cavea all'aperto intitolata a Luciano Berio.

Gli scarabei di Renzo Piano

Le sale principali sono volumi separati, con base in mattone e coperture in lastre di piombo, che viste dall'alto sembrano grandi scarabei. Piano vinse il concorso a inviti del 1993 e lavorò con l'acustico Jürgen Reinhold dello studio Müller-BBM di Monaco. Intorno ci sono gli studi di registrazione, il Museo degli strumenti musicali dell'Accademia di Santa Cecilia e i giardini pensili intitolati a Claudio Abbado.

Chi lo gestisce

Il complesso è gestito dalla Fondazione Musica per Roma, che cura la programmazione pop, rock, jazz e i festival, accanto alle fondazioni residenti come l'Accademia di Santa Cecilia e la Fondazione Cinema per Roma. La scheda generale del complesso è sulla pagina dell'Auditorium Parco della Musica.

Gli orari del complesso

Da ottobre a marzo l'Auditorium è aperto dalle 11 alle 20, anche la domenica e i festivi; nelle sere di spettacolo resta aperto per il pubblico dei concerti.

Il consiglio che ti do per visitare Gaia Banfi, L'ultima Maccaia all'Auditorium Parco della Musica — 15 novembre 2026

Il consiglio è di ascoltare La Maccaia su disco prima del concerto, almeno due o tre brani. Non per arrivare preparati, ma per misurare la distanza: al Teatro Studio sentirete le stesse canzoni senza elettronica, e il confronto è il vero spettacolo della serata. È raro poter ascoltare la versione nuda di un disco così prodotto.

Secondo: sedetevi al centro, non troppo vicino. In una sala da trecento posti anche le file centrali sono a pochi metri dal pianoforte, e da lì il suono della voce e dello strumento arriva fuso, come l'artista lo ha pensato.

Terzo: il telefono in tasca. Un concerto in piano e voce vive di silenzi, e lo schermo acceso di un vicino in una sala piccola distrae tutti, artista compresa.

Infine: dopo il concerto non scappate verso il tram. Dieci minuti nella cavea, a commentare la serata, fanno parte del concerto quanto il bis.

Biglietti per Gaia Banfi a Roma

I biglietti per il concerto di Gaia Banfi al Teatro Studio Borgna partono da 17 euro, secondo quanto indicato sulla pagina ufficiale dell'Auditorium. Si comprano online dal pulsante di acquisto della pagina dell'evento, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, e al botteghino del complesso.

Sulla pagina dell'evento il pulsante di acquisto compare due volte, in alto e accanto al riepilogo di data e orario: entrambi portano allo stesso canale di vendita autorizzato dalla Fondazione Musica per Roma.

Il regolamento di biglietteria

Le condizioni di acquisto, cambio e rimborso sono quelle del regolamento di biglietteria pubblicato dall'Auditorium sul proprio sito. Per informazioni la Fondazione Musica per Roma risponde all'indirizzo info@musicaperroma.it.

Rivenditori non autorizzati

Per una sala piccola il rischio di rivendite a prezzo maggiorato è reale. Il consiglio è acquistare solo dai canali indicati dalla pagina ufficiale dell'evento.

Come arrivare all'Auditorium per il concerto di Gaia Banfi

L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con gli autobus 910, 53, 982 e 168. La metropolitana non arriva fino all'ingresso.

Metro A e tram 2

Da piazzale Flaminio il tram 2 risale via Flaminia verso piazza Mancini. Si scende a Flaminia/Reni o ad Apollodoro e si cammina per qualche minuto verso viale Pietro de Coubertin, attraverso il Villaggio Olimpico.

Il 910 da Termini

Il 910 parte da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, e arriva all'Auditorium senza cambi: la scelta più semplice per chi dorme vicino alla stazione.

La domenica sera

Il 15 novembre è domenica, e il 168 è una linea feriale: non contateci. Anche le altre linee hanno frequenze festive più rade, soprattutto al ritorno. Conviene controllare gli orari sul sito dell'azienda dei trasporti prima di uscire, o prevedere un taxi per il rientro.

In auto

Il tratto di viale Pietro de Coubertin davanti all'Auditorium è chiuso al traffico e i parcheggi interni a pagamento hanno posti limitati. La domenica sera il traffico è più leggero, ma nelle sere con più spettacoli le strade del Villaggio Olimpico si riempiono.

L'autunno del Teatro Studio e della programmazione pop

Il concerto di Gaia Banfi è uno degli appuntamenti con cui la Fondazione Musica per Roma riempie l'autunno 2026 dell'Auditorium nella sezione pop e rock, e il Teatro Studio Borgna ne è la sala dei concerti raccolti.

Il pianoforte protagonista

Due settimane prima, domenica 1 novembre alle 18:00, lo stesso Teatro Studio ospita Pianorama di Davide «Boosta» Di Leo, altro musicista che arriva dall'elettronica e dalla band e si misura con il pianoforte. Giovedì 5 novembre, sempre al Teatro Studio, c'è Radici nel Cemento. Chi segue questo filo può costruirsi un piccolo ciclo d'autunno dedicato alla tastiera, dal ritmo del pop alla scrittura cantautorale.

Le altre sale a novembre

Nelle sale più grandi il mese è altrettanto fitto: giovedì 19 novembre la Sala Sinopoli ospita le musiche di Stranger Things eseguite dal vivo da Kyle Dixon e Michael Stein, sabato 21 novembre la Sala Petrassi accoglie Steve Hackett che racconta i Genesis, in una serata speciale per Emergency. Per chi è cresciuto con il prog, come la famiglia di Gaia Banfi, il passaggio da una sala all'altra ha una sua coerenza.

Un tour europeo

Il tour L'ultima Maccaia attraversa l'Italia e passa il confine: da Novara a Villach, in Carinzia, con tappe a Nantes e a Barcellona. Roma è la data della capitale, una domenica di metà novembre; il tour prosegue poi fino a dicembre, prima della pausa annunciata.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che X Factor sia una vetrina lo sanno tutti. Meno citato è che per molti artisti il talent non sia il punto d'arrivo ma una tappa laterale di un percorso già avviato. Gaia Banfi ci è arrivata nel 2023 con un album già pubblicato, un diploma di conservatorio e un progetto elettronico alle spalle, e ne è uscita, secondo la stampa musicale, con la stima di chi ama la musica più che con i numeri della classifica. Il suo percorso successivo, con un'etichetta indipendente e un tour europeo, lo conferma.

Il secondo fatto risaputo e poco citato riguarda l'Europa. Per gli artisti italiani che fanno musica di ricerca, i palchi più importanti sono spesso fuori dall'Italia: festival come Eurosonic, nei Paesi Bassi, o le Transmusicales di Rennes, in Francia, sono le vetrine in cui si costruiscono le carriere internazionali. Che una cantautrice italiana abbia fatto oltre venti date in Francia prima di chiudere il ciclo a Roma dice molto di come si muove oggi la musica indipendente.

Come organizzare la serata all'Auditorium

Per un concerto al Teatro Studio basta arrivare venti o trenta minuti prima delle 20:00: il tempo di ritirare il biglietto, lasciare il cappotto al guardaroba e trovare la sala.

Prima del concerto

Il foyer dell'Auditorium ospita bar, caffetteria e una grande libreria con dischi e libri di musica. Dal terrazzo che corre intorno alle sale si vedono i resti della villa romana scoperta durante i lavori.

Altri appuntamenti a novembre

Nello stesso mese l'Auditorium è pieno di musica: dal 12 al 14 novembre Kirill Petrenko dirige l'Orchestra di Santa Cecilia, il 9 novembre suonano Evgeny Kissin e András Schiff, e in quelle settimane il complesso ospita il Roma Jazz Festival. Chi resta a Roma qualche giorno può comporre una settimana di ascolti molto diversi.

Dopo il concerto

All'uscita, la cavea illuminata è il posto giusto per aspettare che il pubblico delle altre sale defluisca. Una domenica sera di novembre nel Flaminio è tranquilla: il ritorno in centro con il tram è rilassato.

La foto giusta da fare a Gaia Banfi, L'ultima Maccaia all'Auditorium Parco della Musica — 15 novembre 2026

Durante un concerto in piano e voce la fotografia disturba più che altrove: in una sala piccola lo scatto si sente, e lo schermo si vede. La foto giusta si fa prima e dopo.

Prima, in sala, con le luci ancora accese: il pianoforte solo sul palco, al centro, con le pareti di legno del Teatro Studio intorno. È l'immagine che riassume il tour meglio di qualunque ritratto: uno strumento, una sedia, nient'altro.

Fuori, a novembre, alle 19:30 è già buio. Dall'alto della cavea si inquadrano gli scarabei di Renzo Piano con il piombo che riflette le luci: una foto che racconta la serata e il luogo.

Dopo il concerto, durante gli applausi, uno scatto senza flash del palco con il pianoforte illuminato è l'unica eccezione accettabile. In una serata così intima, la discrezione fa la differenza.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il terreno su cui sorge l'Auditorium ha una storia molto più lunga del complesso. Durante i lavori emersero i resti di una villa romana del III secolo a.C., costruita sul luogo di una piccola fattoria arcaica del VI secolo a.C. La scoperta costrinse Renzo Piano a modificare il progetto; i reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.

La storia moderna comincia con una demolizione. Nel 1936 fu abbattuto l'Augusteo, la grande sala da concerto romana, e per oltre sessant'anni la città restò senza un auditorium costruito per la musica. Solo nel 1992 il consiglio comunale scelse l'area del Villaggio Olimpico, e nel 1993 Piano vinse il concorso.

Il 21 aprile 2002 aprirono le prime sale, il 21 dicembre 2002 la Sala Santa Cecilia. Dal 2003 l'Auditorium è sede della stagione dell'Accademia di Santa Cecilia, dal 2006 ospita la Festa del Cinema di Roma, e nel 2020 è stato intitolato a Ennio Morricone. Il Teatro Studio porta invece il nome di Gianni Borgna, storico assessore alle politiche culturali di Roma e presidente della Fondazione Musica per Roma, che gestisce il complesso.

Chi è passato da Gaia Banfi, L'ultima Maccaia all'Auditorium Parco della Musica — 15 novembre 2026

All'Auditorium sono passati fin dal primo giorno i grandi nomi della musica classica: il concerto inaugurale della Sala Santa Cecilia, il 21 dicembre 2002, fu diretto da Myung-Whun Chung; Goffredo Petrassi volle essere presente all'apertura della sala che oggi porta il suo nome; Luciano Berio, allora alla guida dell'Accademia, ha dato il nome alla cavea.

Accanto alla classica, la Fondazione Musica per Roma ha portato qui negli anni il pop, il rock, il jazz e la canzone d'autore, italiana e internazionale. Il Teatro Studio, con i suoi trecento posti, è la sala in cui passano gli artisti in formazione ridotta, i progetti di ricerca, i concerti che chiedono vicinanza.

Nel percorso di Gaia Banfi ci sono altri nomi da segnalare: il padre Baffo Banfi e Un Biglietto per l'Inferno, la maestra Diana Torto al Conservatorio di Bologna, il produttore AKA5HA, Ceneri, a cui ha aperto un concerto a Bologna, Daniela Pes, di cui ha aperto alcune date italiane fra la fine del 2023 e l'inizio del 2024, e l'artista Ilaria Demo De Lorenzi, per la cui mostra è nato il progetto Non si può stare morti per sempre. Il 15 novembre il suo nome si aggiunge a quelli passati dal Teatro Studio.

Accessibilità e bambini

L'Auditorium è un complesso moderno con percorsi fra le sale anche all'esterno, sul terrazzo e intorno alla cavea. Per le esigenze di accessibilità al Teatro Studio conviene contattare in anticipo la Fondazione Musica per Roma all'indirizzo info@musicaperroma.it, per sapere quale ingresso usare e quali posti scegliere.

Parcheggi

I parcheggi a pagamento dell'Auditorium, a raso e multipiano, hanno posti riservati alle persone con disabilità.

Con i bambini

Un concerto in piano e voce di un'artista di art pop, alle 20 di una domenica, è pensato per un pubblico adulto. Per un ragazzo che studia canto o pianoforte, invece, può essere una lezione preziosa su come si porta una canzone con due soli elementi.

Il quartiere intorno all'Auditorium

L'Auditorium si trova nel Flaminio, fra Villa Glori, il Villaggio Olimpico e il viadotto di corso di Francia: un pezzo di Roma del Novecento, dove l'architettura contemporanea convive con il verde.

Il MAXXI

A pochi minuti a piedi c'è il MAXXI di Zaha Hadid: con l'Auditorium forma la coppia di architetture contemporanee più importanti della città. Una domenica pomeriggio al museo e un concerto la sera, senza spostarsi dal quartiere, sono un programma perfetto.

Villa Glori

Alle spalle dell'Auditorium sale la collina di Villa Glori, aperta al pubblico nel 1924 come Parco della Rimembranza su progetto di Raffaele De Vico, con alberi piantati dagli studenti romani in memoria dei caduti della Prima guerra mondiale. Dal 1997 il parco ospita installazioni di artisti contemporanei, fra cui Kounellis e Staccioli. Una passeggiata nel pomeriggio della domenica, prima del concerto, è il modo migliore per arrivare in sala con la testa sgombra.

Verso il Tevere

Dall'Auditorium si scende al Ponte della Musica, pedonale e ciclabile. Più a nord c'è Ponte Milvio, la sera uno dei punti d'incontro di Roma nord.

Verso il centro

Con il tram 2 si torna a piazzale Flaminio, alle porte di Villa Borghese e di piazza del Popolo.

Dove mangiare prima o dopo il concerto

All'interno dell'Auditorium ci sono bar e caffetteria nel foyer e un bar ristorante con accesso anche dalla strada: la soluzione più comoda per un aperitivo prima del concerto.

Nel quartiere

Fra il Villaggio Olimpico, via Flaminia e piazza Mancini ci sono pizzerie, trattorie e bar di quartiere. La domenica sera alcuni locali chiudono presto o non aprono: meglio prenotare e cenare prima delle 20.

Ponte Milvio

Per cenare dopo il concerto l'offerta più ampia è a Ponte Milvio, raggiungibile in pochi minuti, dove i locali restano aperti fino a tardi anche la domenica.

Novembre a Roma: il momento dell'anno

Novembre è il mese in cui Roma torna ai romani: le stagioni concertistiche entrano nel vivo, le sere si fanno fresche, i musei sono meno affollati. Per un concerto intimo come questo è la stagione giusta.

Il clima

Le sere di novembre possono essere umide e piovose: una maccaia romana, verrebbe da dire. L'Auditorium è un complesso aperto, e fra l'ingresso e la sala si cammina all'esterno. Ombrello e giacca da lasciare al guardaroba evitano sorprese.

Una domenica diversa

Il concerto cade di domenica, la sera in cui Roma si ferma. È il momento ideale per chi vive in città e vuole chiudere la settimana con un ascolto raccolto, e per chi viaggia e vuole una serata lontana dai luoghi turistici.

Domande frequenti su Gaia Banfi a Roma

Quando suona Gaia Banfi a Roma?

Gaia Banfi suona a Roma domenica 15 novembre 2026 alle 20:00, nel Teatro Studio Borgna dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30. È una data del tour in piano e voce L'ultima Maccaia.

Quanto costano i biglietti per Gaia Banfi all'Auditorium?

I biglietti per Gaia Banfi all'Auditorium partono da 17 euro, secondo la pagina ufficiale dell'evento. Si comprano online dal pulsante di acquisto della pagina dell'Auditorium, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, e al botteghino del complesso.

Che tipo di concerto è L'ultima Maccaia?

L'ultima Maccaia è un concerto in piano e voce: Gaia Banfi presenta le canzoni del disco La Maccaia senza gli arrangiamenti elettronici, solo con pianoforte e voce. Sono le ultime date prima di una pausa dedicata alla scrittura e alla produzione di nuova musica.

Chi è Gaia Banfi?

Gaia Banfi è una cantautrice, musicista e produttrice italiana nata nel 1998, diplomata in Canto jazz al Conservatorio di Bologna. Ha esordito nel 2020 con Lotus, ha partecipato a X Factor nel 2023 e con La Maccaia, pubblicato da Trovarobato nel 2025, ha suonato in festival europei e in un lungo tour francese.

Quanti posti ha il Teatro Studio Borgna?

Il Teatro Studio Borgna dell'Auditorium ha circa trecento posti ed è la sala più piccola del complesso, senza sipario e con il palco a livello del pubblico. Per un concerto in piano e voce come quello di Gaia Banfi è la dimensione ideale, ma i posti possono esaurirsi.

Come si arriva all'Auditorium la domenica sera?

All'Auditorium Parco della Musica si arriva con la metro A fino a Flaminio e il tram 2, oppure con gli autobus 910 da Termini, 53 e 982. La domenica il 168 non è in servizio e le frequenze sono più rade: per il ritorno conviene controllare gli orari o prevedere un taxi.

Il consiglio finale su Gaia Banfi

Le serate che si ricordano non sono sempre quelle nelle sale grandi. Un pianoforte, una voce e trecento persone in silenzio possono valere più di un palasport. Gaia Banfi chiude a Roma un ciclo che l'ha portata in mezza Europa, e lo fa nel modo più esposto possibile. Comprate il biglietto per tempo, ascoltate prima il disco e poi misurate la differenza dal vivo. Finito il tour, queste canzoni in questa forma lasceranno il posto a musica nuova.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento15 Novembre 2026 20:00
IndirizzoAuditorium Parco della Musica, Viale Pietro de Coubertin 30, 00196 Roma Flaminio, Roma, Roma Città