Fabio Concato in concerto all’Auditorium Parco della Musica — 27 dicembre 2026
Fabio Concato porta il concerto «Altro di me» all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone domenica 27 dicembre 2026 alle 18:00, nella Sala Santa Cecilia, in viale Pietro de Coubertin 30. È la data romana del tour prodotto da Ventidieci, che prosegue a gennaio a Torino e a Genova e poi a Bologna e a Latina. All'Auditorium si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con l'autobus 910 da Termini e le linee 53 e 982. I biglietti partono da 39 euro e si comprano sul circuito di prevendita autorizzato indicato dall'organizzatore, a cui rimanda la pagina ufficiale del concerto; i bambini fino a 3 anni tenuti in braccio entrano gratis.

Una domenica pomeriggio fra Natale e Capodanno, la sala più grande dell'Auditorium, un cantautore milanese che ha attraversato cinquant'anni di canzone italiana con una leggerezza che non è mai stata superficialità. Il titolo del concerto dice già il programma: accanto ai successi che tutti conoscono, le canzoni rimaste nell'ombra.
Fabio Concato all'Auditorium: data, ora e sala
Il concerto di Fabio Concato è in programma domenica 27 dicembre 2026 alle 18:00, nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. È una data unica a Roma.
L'orario
Le 18 di una domenica di festa sono un orario pensato per le famiglie e per chi il giorno dopo lavora: il concerto finisce in tempo per una cena, e il rientro a casa non è tardi. Chi viene da fuori Roma può ripartire in serata.
Il tour
Dopo Roma, «Altro di me» tocca il Teatro Colosseo di Torino l'8 gennaio 2027, il Politeama Genovese il 26 gennaio, il Teatro Duse di Bologna l'11 febbraio e il Teatro D'Annunzio di Latina il 16 aprile. Fra le date pubblicate, quella romana è la prima in calendario.
Chi organizza
Il concerto è prodotto da Ventidieci, agenzia che cura i tour teatrali di Concato. Sulla pagina ufficiale ci sono le informazioni su biglietti, accessibilità e condizioni per bambini. Nell'archivio dello stesso sito compare il tour precedente del cantautore, «Il musico ambulante»: «Altro di me» è il progetto che lo segue, e il calendario ufficiale ne annuncia in tutto sedici date in Italia fra il 2026 e il 2027.
«Altro di me»: che cosa si ascolta
Lo spettacolo prende il titolo da una canzone, «L'Altro di Me», il brano più introspettivo dell'album «Tutto qua», uscito nel 2012. Secondo la presentazione ufficiale, esprime il desiderio di ritrovare, in un catalogo di circa 150 canzoni, brani che l'autore non eseguiva da tempo.
Accanto ai successi
La presentazione promette un percorso musicale in cui, oltre ai grandi successi, trovino spazio i «vecchi, cari amici»: le canzoni meno note, i lati B, i brani degli album meno fortunati. Per chi conosce Concato solo dalla radio è l'occasione di scoprire un repertorio più ampio; per chi lo segue da anni, di riascoltare pagine che dal vivo non si sentivano più.
Una lunga storia
Ventidieci presenta «Altro di me» come nuovo capitolo della lunga storia artistica di Concato, nato come spettacolo del tour teatrale 2024 e 2025 e riportato ora in sala. Una scaletta ufficiale non è pubblicata, ed è giusto così: il senso del concerto è proprio la sorpresa di ritrovare «piccoli e grandi capolavori», come li chiama la presentazione.
I classici che è lecito aspettarsi
I titoli che hanno reso Concato popolare sono noti: «Domenica bestiale», «Fiore di maggio», «Ti ricordo ancora», «Guido piano», «Speriamo che piova», «M'innamoro davvero». Quali entreranno in scaletta non è pubblicato; ma un concerto che promette «i suoi classici grandi successi» difficilmente farà a meno di tutti.
Chi è Fabio Concato
Fabio Concato, pseudonimo di Fabio Piccaluga, è un cantautore nato a Milano il 31 maggio 1953, autore di alcune delle canzoni più amate degli anni Ottanta e vincitore nel 2022 del Premio Tenco.
Una famiglia di musicisti
È figlio di Luigi Piccaluga, chitarrista e autore jazz noto come Gigi Concato; i nonni paterni erano i cantanti lirici Nino Piccaluga e Augusta Concato. Il nome d'arte viene proprio dal cognome della nonna, come aveva già fatto il padre.
Il Derby e gli esordi
Nel 1974 forma con Bruno Graceffa e Giorgio Porcaro il gruppo cabarettistico «I Mormoranti», per cui scrive testi e musiche, e si esibisce al Derby di Milano. Scoperto da Walter Guertler, incide nel 1977 per la Harmony l'album «Storie di sempre», con il singolo «A Dean Martin». Nel 1978 canta nei cori della sigla di Atlas Ufo Robot, ed è solista in due brani dell'album della serie.
Gli anni Ottanta
Il primo vero successo arriva nel 1982 con l'album «Fabio Concato» e il singolo «Domenica bestiale», presentato al Festivalbar e inserito nella colonna sonora di «Vado a vivere da solo» di Marco Risi. Nel 1984 un secondo album omonimo porta «Ti ricordo ancora», «Tienimi dentro te», «Sexy Tango», «Rosalina», «Guido piano» e «Fiore di maggio», dedicata alla figlia Carlotta. «Senza avvisare», nel 1986, arriva al secondo posto della classifica. Nel 1988 il singolo dedicato al Telefono Azzurro, con tutti i proventi devoluti all'associazione, arriva al primo posto.
Dagli anni Novanta a oggi
Nel 1990 esce «Giannutri», trainato da «Speriamo che piova»; seguono «In viaggio» nel 1992, «Blu» nel 1996, un album omonimo nel 1999 con «M'innamoro davvero», con José Feliciano. Nel 2001 va a Sanremo con «Ciao ninìn», che apre «Ballando con Chet Baker», svolta verso il jazz; nel 2007 torna al Festival con «Oltre il giardino», sulle difficoltà di chi perde il lavoro a cinquant'anni. Nel 2012 pubblica «Tutto qua», il primo album di inediti dopo undici anni; nel 2016 «Non smetto di ascoltarti» con il pianista Julian Oliver Mazzariello e il trombettista Fabrizio Bosso; nel 2017 «Gigi», con gli arrangiamenti di Paolo di Sabatino.
Le due volte a Sanremo
Il rapporto di Concato con il Festival di Sanremo è stato episodico e sempre fuori dagli schemi. Nel 2001 ci arrivò a sorpresa con «Ciao ninìn», una canzone che faceva da apripista a un album dichiaratamente jazz. Nel 2007 tornò con «Oltre il giardino», un testo sul lavoro perduto a cinquant'anni, lontano dai temi abituali del Festival; nella serata del 1° marzo la cantò in duetto con Michele Zarrillo, ottenne un ottimo riscontro della critica e pubblicò subito dopo un'antologia di successi riarrangiati. In entrambi i casi Sanremo fu per lui un punto di partenza per un disco, più che un traguardo.
I riconoscimenti
Nel 2018 riceve il Premio Note da Oscar per le canzoni nel cinema e compare in un cameo in «Loro 1» di Paolo Sorrentino, cantando «Domenica bestiale». Nel 2020 riceve l'Ambrogino d'oro per aver devoluto in beneficenza i proventi di «L'umarell», omaggio in dialetto milanese alla sua città colpita dalla pandemia. Nel 2022 vince il Premio Tenco, riconoscimento del Club Tenco agli artisti che hanno dato un contributo significativo alla canzone d'autore. Nella carriera ha pubblicato 125 brani scritti e cantati da lui e più di 40 fra cover, duetti e collaborazioni.
La discografia di Fabio Concato, da «Storie di sempre» a oggi
Fabio Concato ha pubblicato quattordici album in studio fra il 1977 e il 2016, più raccolte, dischi dal vivo e album di reinterpretazioni: un catalogo che il concerto «Altro di me» si propone di esplorare oltre i titoli più noti.
Gli album in studio
La sequenza è questa: «Storie di sempre» nel 1977, «Svendita totale» nel 1978, «Zio Tom» nel 1979, due album intitolati semplicemente «Fabio Concato» nel 1982 e nel 1984, «Senza avvisare» nel 1986, «Giannutri» nel 1990, «In viaggio» nel 1992, «Blu» nel 1996, un terzo «Fabio Concato» nel 1999, «Ballando con Chet Baker» nel 2001, «Oltre il giardino» nel 2007, «Tutto qua» nel 2012 e «Non smetto di ascoltarti» nel 2016.
Dischi dal vivo e rivisitazioni
Accanto agli album in studio ci sono la prima raccolta ufficiale, «Punto e virgola», dopo «Giannutri»; «Vita quotidiana», con duetti come «Chiama piano» insieme a Pierangelo Bertoli; «Scomporre e ricomporre» del 1994, con canzoni reincise e l'inedito «Troppo vento»; il primo album dal vivo, «Voilà», del 2003; e «Gigi», nel 2017, che rilegge i successi con gli arrangiamenti di Paolo di Sabatino. Nel 1994 Concato ha firmato anche le musiche per una versione audiolibro del Piccolo principe.
I «vecchi, cari amici» possibili
Quali canzoni meno note entreranno in scaletta non è pubblicato. Il catalogo offre però molte candidate: «A Dean Martin», il primo singolo del 1977; «Zio Tom», poi ripresa da Mina; «Rosalina», «Sexy Tango» e «Tienimi dentro te», del 1984; «Troppo vento», del 1994; «Binario 3», nata dalla collaborazione con Samuele Bersani; «Un trenino nel petto», uno dei singoli che anticiparono «Tutto qua»; «Ventiventi», l'omaggio a Enzo Jannacci del 2022; «Automobilisti», la canzone del 2025 con Federico Stragà. Chi ne conosce qualcuna avrà il piacere di riconoscerla; chi no, di scoprirla.
Una curiosità su Fabio Concato in concerto all'Auditorium Parco della Musica — 27 dicembre 2026
La curiosità più sorprendente riguarda una voce che moltissimi italiani hanno ascoltato senza saperlo. Nel 1978, prima del successo, Concato partecipò all'incisione dei cori del 45 giri «Ufo Robot» e «Shooting Star», le sigle di Atlas Ufo Robot, la prima serie televisiva di robot giapponesi arrivata in Italia; nell'album della serie è anche interprete solista in due canzoni, «Procton» e «Rigel». Pochi giorni prima di questo concerto, il 23 dicembre, l'Auditorium ospita Cartoon Heroes, dedicato proprio alle sigle dei cartoni di quegli anni.
La seconda curiosità riguarda Mina. «Zio Tom», brano principale dell'album del 1979 inciso per la Philips, fu ripreso nel 1990 dalla cantante per il disco «Ti conosco mascherina». Un riconoscimento non da poco, per un cantautore che allora non aveva ancora trovato il grande pubblico.
La terza è un filo che porta all'Auditorium di gennaio. Il trombettista Fabrizio Bosso, compagno di Concato nel disco jazz «Non smetto di ascoltarti» del 2016, suona nella stessa sede il 2 gennaio 2027 con il suo quartetto, nel concerto Routes. Due appuntamenti a una settimana di distanza che raccontano, da lati diversi, la stessa stagione del jazz e della canzone italiana.
La Sala Santa Cecilia
La Sala Santa Cecilia è la più grande delle tre sale dell'Auditorium progettate da Renzo Piano: 2.756 posti, inaugurata il 21 dicembre 2002, casa della stagione sinfonica dell'Accademia di Santa Cecilia dal 2003. Per un cantautore è un palcoscenico importante, raramente concesso alla canzone.
Una sala da orchestra
Il soffitto è formato da 26 gusci di ciliegio americano di circa 180 metri quadrati ciascuno, e il riverbero misura 2,2 secondi: una sala costruita per il suono acustico dell'orchestra. Per un concerto di canzone con amplificazione, il lavoro dei tecnici del suono è quello di domare quel riverbero; per l'ascoltatore conta soprattutto la posizione.
Dove sedersi
Chi frequenta la sala osserva che l'intensità sonora cala fino alla decima fila e poi resta costante: le file più vicine al palco danno la vista migliore sul cantante, quelle centrali più arretrate l'ascolto più equilibrato. Le gallerie laterali e frontali offrono una visione d'insieme del palco.
Il complesso di Renzo Piano
Le tre sale sono volumi rivestiti di piombo su una base di mattoni, disposti a raggiera intorno alla cavea intitolata a Luciano Berio. Piano vinse il concorso nel 1993, affiancato dall'acustico Jürgen Reinhold dello studio Müller-BBM e dal paesaggista Franco Zagari. La storia completa è nella scheda sull'Auditorium Parco della Musica.
Una cosa che non ti dice nessuno su Fabio Concato in concerto all'Auditorium Parco della Musica — 27 dicembre 2026
La cosa che pochi ricordano è quanto la canzone di Concato sia legata all'impegno civile, dietro l'immagine leggera di «Domenica bestiale». Nel 1988 incise una canzone il cui titolo era il numero del Telefono Azzurro, la linea di aiuto per i minori, e che parlava di violenza domestica sui bambini; tutti i proventi del singolo andarono all'associazione, e il brano arrivò al primo posto dei singoli più venduti. Nel 2007 «Oltre il giardino» raccontò le difficoltà di chi perde il lavoro a cinquant'anni. Nel 2010 incise «Amico mio» per raccogliere fondi per un centro di solidarietà di Milano, e nel 2020 devolse i proventi di «L'umarell».
La seconda cosa è che Concato è un musicista cresciuto nel jazz. Il padre era chitarrista jazz, e dal 2001, con «Ballando con Chet Baker», la sua musica ha preso sempre più quella direzione, fino al disco con Mazzariello e Bosso. Chi va al concerto aspettandosi soltanto le canzoni della radio farà bene a tenerlo presente: a nostro giudizio il Concato dal vivo è anche un musicista di jazz.
La terza è pratica. Il 27 dicembre è una domenica fra due feste: il traffico verso il Flaminio può essere leggero o imprevedibile, e i mezzi pubblici viaggiano con orari festivi. Conviene controllare le corse prima di partire e arrivare con mezz'ora di anticipo.
Il consiglio che ti do per visitare Fabio Concato in concerto all'Auditorium Parco della Musica — 27 dicembre 2026
Il consiglio è di prepararsi con un ascolto meno ovvio: l'album «Tutto qua» del 2012, da cui viene «L'Altro di Me», la canzone che dà il titolo al concerto. È il primo disco di inediti dopo undici anni di silenzio, e a nostro giudizio aiuta a capire lo spirito dello spettacolo meglio di qualsiasi raccolta di successi.
Secondo: portare con sé qualcuno che quelle canzoni le ha vissute. «Fiore di maggio», «Ti ricordo ancora», «Guido piano» sono canzoni legate a stagioni della vita di molti; un concerto nei giorni delle feste è il momento giusto per ascoltarle insieme, magari a tre generazioni.
Terzo: arrivare presto e fermarsi nel foyer. La libreria musicale dell'Auditorium ha dischi e libri; la cavea, al tramonto di dicembre, è uno dei luoghi più belli della Roma contemporanea. Infine, dopo il concerto delle 18 c'è tutto il tempo per una cena: prenotare in anticipo, perché nella settimana fra Natale e Capodanno i locali sono pieni.
Biglietti per Fabio Concato all'Auditorium
I biglietti per il concerto di Fabio Concato all'Auditorium partono da 39 euro, secondo la pagina ufficiale di Ventidieci. I prezzi dei diversi settori sono pubblicati sul circuito di prevendita autorizzato.
Dove si comprano
I biglietti si comprano sul circuito di prevendita autorizzato indicato dall'organizzatore, raggiungibile dal pulsante di acquisto sulla pagina ufficiale del concerto. L'Auditorium indica lo stesso circuito come biglietteria per i propri eventi.
Bambini
Secondo le condizioni pubblicate da Ventidieci, i bambini fino a 3 anni entrano gratis se tenuti in braccio. Per eventuali sconti per chi compra più biglietti insieme l'organizzatore invita a contattare il proprio centralino.
Le istruzioni per lo spettatore
Ventidieci mette a disposizione gratuitamente sul proprio sito un documento con le indicazioni per vivere al meglio l'evento, da scaricare prima del concerto.
Come arrivare all'Auditorium per il concerto di Concato
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30, si raggiunge con la metro A e il tram 2 oppure con gli autobus 910, 53 e 982. La metropolitana non arriva all'ingresso.
Metro A e tram 2
Dalla stazione Flaminio della metro A il tram 2 percorre via Flaminia fino alle fermate Flaminia/Reni e Apollodoro; di lì si cammina per pochi minuti verso viale Pietro de Coubertin, attraverso il Villaggio Olimpico.
Autobus
Il 910 collega piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, con l'Auditorium senza cambi. Il 53 arriva da piazza Mancini e dal centro, il 982 dalla zona di viale XVII Olimpiade. Il 168, che arriva dalla Tiburtina, è una linea feriale e la domenica non conviene contarci. Nei giorni di festa gli orari cambiano: meglio verificarli sul sito dell'azienda dei trasporti.
In auto
Il tratto di viale Pietro de Coubertin davanti all'ingresso è chiuso al traffico, e i parcheggi a pagamento del complesso hanno posti limitati; nelle sere di concerto le auto si riversano nelle strade del Villaggio Olimpico. Una domenica pomeriggio di festa può essere più tranquilla, ma è meglio non contarci.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che «Domenica bestiale» è la canzone simbolo di Concato. Meno spesso si ricorda la strada che fece: presentata al Festivalbar dell'estate 1982, entrò nella colonna sonora di «Vado a vivere da solo» di Marco Risi, con Jerry Calà, e trentasei anni dopo Paolo Sorrentino la fece cantare allo stesso Concato in un cameo di «Loro 1». Una canzone che ha attraversato il cinema italiano dalla commedia degli anni Ottanta al ritratto di un'epoca politica.
Il secondo fatto riguarda «Fiore di maggio», dedicata alla figlia Carlotta. Anni dopo, nel 2021, Concato ha dedicato «L'aggeggino» alla nipote Nina, prima figlia di Carlotta: una piccola saga familiare in canzone, lunga quasi quarant'anni.
Il terzo riguarda il suo pubblico e i colleghi. Nel 2004 Concato fece un tour in coppia con Anna Oxa, il Viceversa Tour, in cui i due si scambiavano e reinterpretavano i rispettivi successi; nel 2014 la cantante siciliana Cristina Russo gli dedicò un album intero di sue canzoni reinterpretate. Segno di un repertorio che altri musicisti hanno voluto fare proprio.
Come organizzare il pomeriggio
Per un concerto alle 18 conviene arrivare all'Auditorium verso le 17:15: ritiro dei biglietti, controlli e guardaroba richiedono tempo in una sala da oltre 2.700 posti.
Prima del concerto
Il foyer ospita bar, caffetteria e una grande libreria musicale; dal terrazzo intorno alle sale si vedono i resti della villa romana scoperta durante i lavori. Un pomeriggio di fine dicembre è il momento buono per una passeggiata nella cavea prima dell'inizio.
La durata
La durata del concerto non è pubblicata. Per un cantautore con un catalogo di 150 canzoni, è lecito aspettarsi un concerto pieno.
Dopo il concerto
All'uscita la cavea permette di lasciar defluire il pubblico; chi ha l'auto nelle strade laterali del Villaggio Olimpico metta in conto qualche minuto di coda.
La foto giusta da fare a Fabio Concato in concerto all'Auditorium Parco della Musica — 27 dicembre 2026
La foto giusta, per un concerto alle 18 di fine dicembre, si fa all'arrivo: a quell'ora è già buio, e dall'alto della cavea i tre volumi di piombo di Renzo Piano riflettono le luci della sera, con il pubblico che entra nella Sala Santa Cecilia. È l'immagine che racconta la serata meglio di un primo piano sfocato del palco.
In sala, prima dell'inizio e se il personale lo consente, lo scatto da fare è verso l'alto: i gusci di ciliegio del soffitto, con il palco illuminato sotto. Durante il concerto il telefono va tenuto basso, senza flash, per rispetto di chi ascolta; il momento per la foto del cantante è quello dei saluti finali.
Uscendo, i volumi delle sale visti dal basso, sul lato di viale Pietro de Coubertin, danno l'inquadratura meno ovvia. Per un ricordo di famiglia, la cavea illuminata alle spalle è lo sfondo migliore.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il terreno dell'Auditorium custodisce i resti di una villa romana del III secolo a.C., costruita sul luogo di una fattoria arcaica del VI secolo a.C. Emersero durante i lavori e costrinsero Renzo Piano a spostare due dei tre volumi verso ovest, fin quasi al viadotto di corso di Francia; i reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.
La nascita dell'Auditorium colma un vuoto aperto nel 1936, quando fu demolito l'Augusteo, la grande sala da concerto romana: per oltre sessant'anni la città non ebbe una sala pensata per la musica. Nel 1992 il Comune scelse l'area del Villaggio Olimpico, nel 1993 Piano vinse il concorso.
La Sala Sinopoli aprì il 21 aprile 2002, la Sala Santa Cecilia il 21 dicembre 2002 con l'Orchestra dell'Accademia diretta da Myung-Whun Chung. Dal 2003 vi ha sede la stagione dell'Accademia, dal 2006 la Festa del Cinema di Roma; nel 2020 il complesso è stato intitolato a Ennio Morricone. In questo stesso dicembre l'Auditorium ospita l'Oratorio di Natale di Bach dell'Accademia, il duo Bollani e Rava, Concato: la varietà che il progetto voleva.
Chi è passato da Fabio Concato in concerto all'Auditorium Parco della Musica — 27 dicembre 2026
Dalla Sala Santa Cecilia sono passati i grandi direttori della musica sinfonica, da Myung-Whun Chung, che la inaugurò, ad Antonio Pappano e a Daniel Harding, e solisti come Evgeny Kissin. Goffredo Petrassi e Luciano Berio appartengono alla storia fondativa del complesso; Wolfgang Sawallisch ne criticò l'acustica nei primi mesi, e la sala fu corretta.
Ma l'Auditorium è anche la casa romana della canzone d'autore e del jazz. Nello stesso dicembre 2026 suonano nella Sala Santa Cecilia Stefano Bollani ed Enrico Rava, il 23 dicembre, e nei giorni di Concato l'Auditorium ospita Max Gazzè dal 26 al 30 dicembre.
Nella storia di Concato passano nomi che hanno fatto la musica italiana: Mina, che ha inciso la sua «Zio Tom»; Pierangelo Bertoli, con cui ha cantato «Chiama piano»; José Feliciano, ospite di «M'innamoro davvero»; Michele Zarrillo, suo compagno di duetto a Sanremo 2007; Anna Oxa, Samuele Bersani, Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello. Il 27 dicembre, sul palco della sala più grande di Roma, c'è tutto questo.
Accessibilità e famiglie
Per le persone con disabilità Ventidieci invita a contattare il proprio centralino, o a compilare il modulo nell'area contatti del sito, per conoscere la sistemazione prevista nella sala. Conviene farlo con anticipo.
La sala
La Sala Santa Cecilia è costruita su un piano rialzato, perché nel sottosuolo ci sono i resti della villa romana, e le gallerie hanno due soli ascensori. Chi ha difficoltà motorie e un posto in galleria deve arrivare con largo anticipo.
Con i bambini
Un concerto alle 18 di una domenica di festa è adatto anche alle famiglie. I bambini fino a 3 anni entrano gratis in braccio; per i più grandi, canzoni come «Fiore di maggio» o «L'ocona sgangherona», scritta da Concato per lo Zecchino d'Oro del 1990, sono una porta d'ingresso naturale.
Il quartiere intorno all'Auditorium
L'Auditorium occupa circa 55.000 metri quadrati fra Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski, un quartiere del Novecento in cui l'architettura contemporanea convive con il verde.
Il MAXXI
A pochi minuti a piedi verso via Guido Reni c'è il MAXXI di Zaha Hadid, che con l'Auditorium forma la coppia di architetture contemporanee più importanti della città: nei giorni di festa si può abbinare una mostra al concerto.
Ponte Milvio
Più a nord Ponte Milvio è il punto di ritrovo serale di Roma nord, con molti locali aperti fino a tardi.
Dove mangiare dopo il concerto
Dentro l'Auditorium ci sono bar e caffetteria nel foyer e un bar ristorante con accesso anche dalla strada. Fra il Villaggio Olimpico, via Flaminia e piazza Mancini si trovano pizzerie, trattorie e bar di quartiere; dopo il concerto, Ponte Milvio offre la scelta più ampia, mentre verso piazzale Flaminio e il Tridente la scelta è quella del centro storico. Nella settimana fra Natale e Capodanno è indispensabile prenotare.
Fine dicembre a Roma
I giorni fra Natale e Capodanno sono fra i più vivi dell'anno a Roma, e l'Auditorium ne è uno dei centri: dopo Concato arrivano Max Gazzè e, il 31 dicembre, Edoardo Leo con «Ti racconto una storia». Le altre proposte della città in questo periodo sono raccolte nella scheda su Natale a Roma. Le sere sono fredde e l'Auditorium è un complesso aperto: cappotto e ombrello pieghevole sono utili.
Domande frequenti su Fabio Concato all'Auditorium
Quando canta Fabio Concato all'Auditorium di Roma?
Fabio Concato canta all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone domenica 27 dicembre 2026 alle 18:00, nella Sala Santa Cecilia, in viale Pietro de Coubertin 30. È l'unica data romana del concerto «Altro di me».
Che cos'è il concerto «Altro di me»?
Il concerto di Fabio Concato prende il titolo da «L'Altro di Me», brano dell'album «Tutto qua». Secondo la presentazione ufficiale unisce ai grandi successi canzoni del suo catalogo di circa 150 brani che l'autore non eseguiva da tempo.
Quanto costano i biglietti per Fabio Concato a Roma?
I biglietti per Fabio Concato all'Auditorium Parco della Musica partono da 39 euro, secondo la pagina ufficiale dell'organizzatore Ventidieci. Si comprano sul circuito di prevendita autorizzato; i bambini fino a 3 anni tenuti in braccio entrano gratis.
In quale sala dell'Auditorium canta Concato?
Fabio Concato canta nella Sala Santa Cecilia, la più grande delle tre sale dell'Auditorium Parco della Musica progettate da Renzo Piano, con 2.756 posti, inaugurata nel dicembre 2002 e sede della stagione sinfonica dell'Accademia di Santa Cecilia.
Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica la domenica?
All'Auditorium Parco della Musica si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con gli autobus 910 da Termini, 53 e 982. Nei giorni festivi gli orari cambiano: conviene verificarli prima di partire.
Quali sono le canzoni più famose di Fabio Concato?
Le canzoni più famose di Fabio Concato sono «Domenica bestiale», del 1982, «Fiore di maggio», «Ti ricordo ancora» e «Guido piano», del 1984, «Speriamo che piova», del 1990, e «M'innamoro davvero», del 1999. Nel 2022 il cantautore ha vinto il Premio Tenco.
Il consiglio finale su Fabio Concato all'Auditorium
Un cantautore premiato con il Tenco, cresciuto fra il cabaret del Derby e il jazz del padre, nella sala sinfonica più grande di Roma, in una domenica pomeriggio fra le feste, con un concerto che promette di riaprire il cassetto delle canzoni dimenticate. A nostro giudizio è uno dei modi più affettuosi di passare il dopo Natale in città. Conviene ascoltare prima «Tutto qua», portare chi quelle canzoni le ha vissute, arrivare alle cinque per vedere la cavea illuminata e prenotare la cena per dopo.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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