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Eugenio Bennato all’Auditorium Parco della Musica — 16 gennaio 2027

In breve. Eugenio Bennato suona all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone sabato 16 gennaio 2027 alle 20:00, in Sala Petrassi, viale Pietro de Coubertin 30 (00196 Roma).

Eugenio Bennato suona all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone sabato 16 gennaio 2027 alle 20:00, in Sala Petrassi, viale Pietro de Coubertin 30 (00196 Roma). È un concerto del cantautore napoletano fondatore di Taranta Power, che la pagina ufficiale presenta come il grande maestro della musica popolare italiana, giunto a quasi cinquant'anni di carriera. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2, oppure con l'autobus 910 da Termini, senza cambi; il complesso ha un parcheggio a pagamento. I biglietti partono da 25 euro secondo la pagina ufficiale dell'Auditorium e si comprano dal sito ufficiale della sede, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure al botteghino.

L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, dove Eugenio Bennato suona in Sala Petrassi
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, dove Eugenio Bennato suona in Sala Petrassi Foto: Foto: World Travel & Tourism Council, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons

Bennato torna a Roma con un repertorio che attraversa sei decenni: dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare alla tarantella rimessa in circolo nel mondo, fino alle canzoni sulle migrazioni e sul Mediterraneo. La Sala Petrassi, la più raccolta delle tre grandi sale, è la misura giusta per un concerto che vive di ritmo e di racconto.

Il concerto di Eugenio Bennato in Sala Petrassi

La presentazione dell'Auditorium descrive un viaggio in musica che continua: ritmi e parole nati dalle sponde sud del Mediterraneo, dal pensiero meridiano e dagli incontri con storie e culture diverse.

I temi

Secondo la pagina ufficiale, Bennato resta un riferimento per la modernità dei suoni e per l'attualità dei testi, incentrati sugli argomenti più caldi del presente: migrazioni, rispetto delle diversità, solidarietà, pericoli della globalizzazione e del capitalismo estremo. È una musica popolare che non guarda indietro, ma usa la tradizione per parlare di oggi.

Taranta Power

Il cuore del concerto è l'eredità di Taranta Power, il movimento fondato nel 1998 che, dice la presentazione, ha dato nuova linfa alle grandi tradizioni musicali dei nostri Sud e ha aperto loro i mercati internazionali. La pizzica e la tarantella, in questa chiave, non sono folklore da cartolina ma un linguaggio vivo.

La scaletta

La scaletta non è pubblicata, e nemmeno la formazione che sarà sul palco. Il repertorio di Bennato comprende i successi degli anni Ottanta, come Le città di mare, i brani di Taranta Power e le canzoni degli album più recenti, da Sponda sud a Da che Sud è Sud.

Data, orario e biglietti

Il concerto è uno solo: sabato 16 gennaio 2027 alle 20:00, in Sala Petrassi, con biglietti a partire da 25 euro.

Dove si comprano

I biglietti si acquistano dal pulsante della pagina dell'evento sul sito ufficiale dell'Auditorium, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure al botteghino del complesso. Nei mesi invernali il botteghino, secondo il sito, è aperto dalle 11 alle 20, domenica e festivi compresi.

Il prezzo

La pagina indica prezzi a partire da 25 euro; la tariffa di ciascun posto compare sulla pianta della sala al momento della scelta.

La stessa sera, nella sala accanto

Alla stessa ora, nel Teatro Studio Borgna, canta Kay McCarthy con La voce dell'Irlanda. Due concerti di musica popolare in contemporanea: il Sud Italia e l'Irlanda a pochi metri di distanza, nella stessa sera.

Eugenio Bennato: la biografia

Eugenio Bennato è nato a Napoli il 16 marzo 1948: cantautore, musicista e polistrumentista, suona voce, chitarre, mandolino, mandola, mandoloncello, fisarmonica e tammorra.

La famiglia e gli studi

Figlio di Carlo Bennato e Adele Zito, è fratello di Edoardo Bennato e di Giorgio Zito, e fa parte della scuola dei cantautori napoletani insieme a Pino Daniele, Tony Esposito, Alan Sorrenti e James Senese. Dopo il liceo classico si è laureato in fisica all'Università Federico II di Napoli: un dettaglio che sorprende sempre chi lo scopre.

La Nuova Compagnia di Canto Popolare

Nel 1967 è fra i fondatori della Nuova Compagnia di Canto Popolare, con cui incide fra il 1971 e il 1975 cinque album, da Lo Guarracino a Tarantella ca nun va 'bbona. È la stagione della riscoperta della musica popolare campana, che porta sulle scene nazionali canti che fino ad allora vivevano solo nei paesi.

Andrea Sacco e i Musicanova

Dopo la Nuova Compagnia, Bennato fa apprendistato al seguito di Andrea Sacco e della sua chitarra battente, a Carpino, sul Gargano. Nel 1976 fonda con Carlo D'Angiò i Musicanova e pubblica Garofano d'ammore, in cui omaggia i tre stili della musica di Carpino: montanara, rodianella e viestesana.

Le colonne sonore

Con Carlo D'Angiò firma le musiche dello sceneggiato L'eredità della priora (1980), da cui nasce il disco Brigante se more, e quelle di Cavalli si nasce di Sergio Staino, Ciak d'oro 1989. Nel 1999 vince il Nastro d'argento per la colonna sonora di La stanza dello scirocco di Maurizio Sciarra. Ha scritto anche le musiche di Domani si balla! di Maurizio Nichetti e, con il fratello Edoardo, quelle di Totò Sapore e la magica storia della pizza.

Le città di mare e Sanremo

Negli anni Ottanta arrivano i successi commerciali: Sole sole nel 1986, nella colonna sonora di Rimini Rimini, e soprattutto Le città di mare nel 1989, cantata in coppia con Edoardo. Nel 1990 va al Festival di Sanremo con Tony Esposito e Novecento aufwiedersehen; nel 2008 ci torna con Grande Sud, e si classifica decimo.

Taranta Power e il Mediterraneo

Nel 1998 Eugenio Bennato fonda Taranta Power, un movimento per promuovere la taranta attraverso musica, cinema e teatro; l'album omonimo esce nel 1999.

Il tour nell'Europa dell'Est

Il primo tour di Taranta Power, nel 1999, tocca Belgrado, Sarajevo, Ragusa di Dalmazia, Tallinn, Varsavia, Praga, Pristina e Skopje: città appena uscite da guerre e cambi di regime, in cui la tarantella del Sud Italia arriva come musica di festa e di incontro.

La scuola di tarantella

Negli anni successivi pubblica Lezioni di tarantella e Tarantella del Gargano, e fonda a Bologna la Scuola di tarantella e danze popolari del Mediterraneo, la prima in Italia dedicata a recuperare, studiare e divulgare i balli del Sud. Nel 2006 insegna al Laboratorio di etnomusicologia dell'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.

Che il Mediterraneo sia

Nel 2002 esce Che il Mediterraneo sia, seguito da una tournée internazionale conclusa nel 2004 all'Opera del Cairo. Nel 2007 Sponda sud allarga lo sguardo all'Africa; nel 2011 arriva Questione meridionale, nel 2017 Da che Sud è Sud.

Vent'anni di Taranta Power

Il 1° dicembre 2018 Bennato festeggia i vent'anni del movimento in piazza del Plebiscito a Napoli, con i maestri della taranta e le voci di Arisa, Dolcenera e Pietra Montecorvino. Nel 2023 lo spettacolo Vento popolare, con l'Orchestra della Magna Grecia diretta da Roberto Gianola, è presentato a Taranto per il centenario della Provincia.

Colonia e la radio tedesca

Il 28 aprile 2022 l'Istituto Italiano di Cultura di Colonia, con la radio WDR Cosmo, ha organizzato un concerto di Eugenio Bennato e Taranta Power nella Großer Sendesaal della WDR, per i sessant'anni del programma radiofonico in lingua italiana. Per gli emigrati italiani in Germania, una sera di tarantella in una delle sale storiche della radio pubblica tedesca: la musica del Sud arrivata là dove il Sud era emigrato.

La discografia essenziale di Eugenio Bennato

La discografia di Eugenio Bennato conta cinque album con la Nuova Compagnia di Canto Popolare, quattro con i Musicanova e tredici album in studio da solista, oltre a raccolte e colonne sonore.

Gli anni della ricerca

Con la Nuova Compagnia di Canto Popolare escono fra il 1971 e il 1975 tre album omonimi, Li sarracini adorano lu sole e Tarantella ca nun va 'bbona. Con i Musicanova arrivano Garofano d'ammore (1976), Musicanova (1978), Quanno turnammo a nascere (1979) e Festa festa (1981), oltre alla colonna sonora Brigante se more (1980).

Il cantautore

Da solista Bennato esordisce nel 1983 con un album che porta il suo nome, per la CGD. Seguono Eughenes (1986), Le città di mare (1989), Novecento, auf Wiedersehen (1990) e Mille e una notte fa (1997): gli anni in cui il ricercatore diventa anche autore di canzoni da classifica.

Taranta Power e oltre

Dal 1999 la discografia segue il movimento: Taranta Power, Che il Mediterraneo sia (2002), Da lontano (2004), Sponda sud (2007), Grande Sud (2008), Questione meridionale (2011), Da che Sud è Sud (2017) e Qualcuno sulla terra (2020), con Le Voci del Sud. Le raccolte Lezioni di tarantella, Eugenio Bennato collection e Canzoni di contrabbando riassumono il percorso.

I premi

Oltre al Nastro d'argento del 1999 e al Ciak d'oro del 1989 con Carlo D'Angiò, Bennato ha ricevuto il premio Lunezia nel 2008 per il valore musicale e letterario di Grande Sud, il premio Armando Gill nel 2011 e il premio Gatta Cennerentola nel 2019.

Come organizzare la serata

Un concerto alle 20 di sabato al Flaminio si presta a una serata intera: aperitivo nel quartiere, concerto, cena dopo a Ponte Milvio.

Per chi viene da fuori Roma

Chi arriva in auto può lasciarla nel parcheggio dell'Auditorium e non muoverla fino al rientro. Chi arriva in treno a Termini ha l'autobus 910, che porta al complesso senza cambi.

Per chi alloggia in centro

Il tram 2 da piazzale Flaminio è la soluzione più semplice, all'andata e al ritorno. All'uscita, con due sale che si svuotano insieme, un taxi prenotato in anticipo evita l'attesa.

Quando comprare

Una sala di 673 posti, di sabato sera, con un artista dal pubblico fedele: a nostro giudizio conviene comprare appena si decide, per non finire nei posti laterali.

La Sala Petrassi

La Sala Petrassi è la più raccolta delle tre grandi sale dell'Auditorium Parco della Musica: 673 posti, inaugurata il 21 aprile 2002 insieme alla Sala Sinopoli.

Il nome

La sala porta il nome di Goffredo Petrassi, uno dei maggiori compositori italiani del Novecento. Il giorno dell'inaugurazione, già molto anziano, volle essere presente, e nel complesso fu eseguita in prima assoluta la sua Ouverture da concerto per orchestra, scritta nel 1931.

Il legno di ciliegio

Le pareti della Petrassi sono rivestite di legno di ciliegio, che dà alla sala un colore caldo. Meno di settecento posti rendono il contatto con il palco diretto: per un concerto che vive di ritmo e di battito delle mani è una dimensione quasi da festa di piazza al chiuso.

Dove sedersi

In Sala Petrassi le file centrali della platea danno l'equilibrio migliore fra voce e strumenti. I posti molto laterali perdono parte del suono, e con una tammorra in scena l'equilibrio conta.

L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone

L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone è il complesso di Renzo Piano al Flaminio, aperto nel 2002: la Sala Santa Cecilia, la Sala Sinopoli da 1.133 posti, la Sala Petrassi da 673, il Teatro Studio Borgna da circa 300, la cavea all'aperto.

Una città della musica

Intorno alle sale ci sono la cavea intitolata a Luciano Berio, i giardini pensili dedicati a Claudio Abbado, il Museo degli strumenti musicali dell'Accademia di Santa Cecilia e un piccolo museo archeologico con i reperti di una villa romana scoperta durante i lavori.

Musica di ogni genere

La Fondazione Musica per Roma affianca alla stagione sinfonica di Santa Cecilia jazz, canzone d'autore e world music. Il concerto di Bennato rientra in questa sezione della programmazione, insieme a quello di Kay McCarthy della stessa sera.

Come arrivare all'Auditorium

L'Auditorium è in viale Pietro de Coubertin 30: dal centro si prende la metro A fino a Flaminio e poi il tram 2 fino alle fermate Flaminia/Reni o Apollodoro.

In autobus

Da Termini l'autobus 910 arriva senza cambi; passano vicino anche il 53, il 168 e il 982. Per gli orari del sabato sera è utile il calcolatore di ATAC.

In treno

La ferrovia Roma-Nord ferma a piazza Euclide, da cui l'Auditorium si raggiunge a piedi o con un breve tratto di autobus.

In auto

Il complesso ha parcheggi a pagamento, a raso e multipiano, con posti riservati alle persone con disabilità. Con due concerti alla stessa ora conviene arrivare presto.

Cosa c'è intorno all'Auditorium

L'Auditorium è fra Villa Glori, il Villaggio Olimpico e il viadotto di corso di Francia; a pochi minuti ci sono il MAXXI e il Teatro Olimpico.

Verso il fiume

Scendendo verso il Tevere si attraversa il Ponte della Musica e si arriva al Foro Italico. Più a nord, Ponte Milvio è il ritrovo del sabato sera.

Verso il centro

Il tram 2 porta in pochi minuti a piazzale Flaminio, da dove cominciano piazza del Popolo e Villa Borghese.

Dove mangiare prima o dopo il concerto

Nell'Auditorium ci sono un bar e una caffetteria nel foyer e un bar ristorante con accesso anche dalla strada; fra via Flaminia, il Villaggio Olimpico e piazza Mancini si trovano trattorie, pizzerie e bar.

Prima delle 20

Per cenare prima bisogna sedersi verso le 18:30 e prenotare: il sabato i locali della zona si riempiono.

Dopo il concerto

A fine concerto l'offerta più ampia è a Ponte Milvio, dove il sabato sera si resta aperti fino a tardi. Dopo una serata di tarantella, una pizza napoletana è la chiusura più coerente.

Accessibilità, età e informazioni pratiche

Per l'accessibilità della Sala Petrassi conviene scrivere in anticipo alla Fondazione Musica per Roma, info@musicaperroma.it, per sapere quale ingresso usare e quali posti scegliere.

Con i ragazzi

Il concerto di Bennato è adatto anche a ragazzi e famiglie: il ritmo della tarantella coinvolge tutti, e i testi sulle migrazioni e sul Mediterraneo parlano ai più giovani. Le regole d'accesso per i minori sono quelle indicate dall'Auditorium al momento dell'acquisto.

Arrivare in tempo

Conviene essere nel complesso almeno venti minuti prima: le sale si raggiungono attraversando la cavea, e il sabato con due concerti il foyer è affollato.

Metà gennaio a Roma

Il 16 gennaio la città ha smaltito le feste, i musei respirano e i prezzi degli alberghi scendono: è un buon fine settimana per un viaggio breve.

Il clima

A gennaio le sere sono fredde e umide; il tratto fra il tram e l'ingresso si fa all'aperto. Cappotto e ombrello pieghevole sono la dotazione minima.

Un sabato al Flaminio

Mattina al MAXXI, pomeriggio fra piazza del Popolo e Villa Borghese, sera in Sala Petrassi: un sabato tutto a nord del centro, senza mai prendere l'auto.

Una curiosità su Eugenio Bennato all'Auditorium Parco della Musica — 16 gennaio 2027

La curiosità che sorprende sempre è la laurea. Eugenio Bennato, il maestro della tarantella, si è laureato in fisica all'Università Federico II di Napoli. Il ricercatore di melodie di paese, che ha passato anni al seguito di un cantore del Gargano per imparare la chitarra battente, viene da una formazione scientifica: forse è anche per questo che il suo lavoro sulla musica popolare ha sempre avuto un metodo, fatto di ricerca sul campo, catalogazione degli stili, insegnamento.

La seconda curiosità riguarda una cittadinanza. Il 1° settembre 2018 Bisignano, in provincia di Cosenza, lo ha nominato cittadino onorario come uno dei cantautori che più hanno contribuito a diffondere nel mondo l'arte liutaia della chitarra battente, tradizione antichissima della cittadina portata avanti dalla famiglia De Bonis. Lo strumento che Bennato imparò da Andrea Sacco a Carpino gli ha restituito, quarant'anni dopo, un riconoscimento da una bottega di liutai calabresi.

La terza è una presa di posizione: nel 2009, in una trasmissione radiofonica, si è detto favorevole all'esperanto, come lingua neutra capace di proteggere lingue e dialetti dal peso dell'inglese. Per un musicista che canta in napoletano, è una scelta coerente.

Una cosa che non ti dice nessuno su Eugenio Bennato all'Auditorium Parco della Musica — 16 gennaio 2027

Quello che non si dice spesso è quanto la carriera di Eugenio Bennato sia passata per il cinema e la televisione. Il pubblico lo conosce per Le città di mare e per la tarantella, ma sue sono anche le musiche dello sceneggiato L'eredità della priora di Anton Giulio Majano, il film di Maurizio Nichetti Domani si balla!, Cavalli si nasce di Sergio Staino, premiato con il Ciak d'oro, Teste rasate di Claudio Fragasso, La stanza dello scirocco di Maurizio Sciarra, che gli valse il Nastro d'argento nel 1999, e il cartone animato Totò Sapore, firmato con il fratello Edoardo.

Il secondo dettaglio riguarda l'Africa. Dopo il 2017 Bennato ha portato il suo corale sulla natività, Qualcuno sulla terra, in sei capitali del Nord Africa: Rabat, il Cairo, Tunisi, Algeri, Orano, Tangeri. E nel 2018 il Parlamento europeo lo ha invitato a suonare a Bruxelles nella giornata dei diritti umani. Il Mediterraneo di cui canta, insomma, non è una metafora: è una rete di concerti veri, su tutte e due le sponde.

Il terzo dettaglio è pratico: la stessa sera suona Kay McCarthy nel Teatro Studio. All'uscita la cavea si riempie di due pubblici diversi: conviene non avere fretta.

Il consiglio che ti do per visitare Eugenio Bennato all'Auditorium Parco della Musica — 16 gennaio 2027

Il consiglio è di scegliere la platea centrale della Sala Petrassi, a media distanza dal palco. Un concerto di Bennato mescola voce, chitarre, fisarmonica e percussioni tradizionali come la tammorra: dalle file centrali l'equilibrio fra gli strumenti è il migliore, e si vede bene chi suona che cosa. I posti laterali, in questa sala, perdono parte del suono.

Secondo consiglio: ascoltate prima Taranta Power e Le città di mare. Il primo disco vi darà il ritmo del movimento che Bennato ha fondato nel 1998; la canzone con il fratello Edoardo vi ricorderà il suo lato di cantautore pop, che molti hanno dimenticato. Arriverete sapendo che cosa aspettarvi dalle due anime del concerto.

Terzo: lasciate spazio al movimento. La tarantella è una musica da ballare, e anche in una sala da concerto il pubblico finisce spesso per battere le mani e alzarsi. Scarpe comode e cappotto al guardaroba aiutano.

Infine, a nostro giudizio, conviene prenotare la cena dopo il concerto, non prima: si esce con la voglia di stare insieme, e Ponte Milvio il sabato sera è a pochi minuti. Chi ha amici appassionati di folk irlandese può proporre la serata doppia: ognuno al suo concerto, poi tutti insieme a tavola.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che Eugenio Bennato è il fratello di Edoardo, e che i due hanno cantato insieme Le città di mare nel 1989. Si ricorda meno spesso che Eugenio è stato fra i fondatori della Nuova Compagnia di Canto Popolare, nel 1967, cioè di uno dei laboratori da cui è nata la riscoperta della musica popolare italiana nel secondo Novecento. I primi dischi della Nuova Compagnia, fra il 1971 e il 1975, riportarono in circolazione canti campani che sopravvivevano solo nella memoria dei paesi; molte delle tarantelle che oggi si ballano nelle feste passano da quei dischi.

Un secondo fatto noto agli appassionati ma poco citato è l'apprendistato. Dopo la Nuova Compagnia, Bennato si mise al seguito di Andrea Sacco, cantore e suonatore di chitarra battente di Carpino, sul Gargano. Il primo disco dei Musicanova, Garofano d'ammore del 1976, rende omaggio proprio alla musica di Carpino, con i suoi tre stili: la montanara, la rodianella e la viestesana. È un modo di lavorare da etnomusicologo più che da cantautore.

Il terzo riguarda la didattica: la Scuola di tarantella e danze popolari del Mediterraneo, fondata a Bologna, è stata la prima in Italia dedicata a questi balli. Il maestro, insomma, lo è stato anche in senso letterale, fino all'insegnamento al Laboratorio di etnomusicologia del Suor Orsola Benincasa nel 2006.

La foto giusta da fare a Eugenio Bennato all'Auditorium Parco della Musica — 16 gennaio 2027

Durante il concerto non si fotografa e non si filma: un telefono alzato disturba chi è seduto dietro e toglie attenzione a una musica che chiede di essere vissuta. Le foto vanno fatte prima e dopo.

La più bella è quella della cavea al buio, prima di entrare. Alle 19:30 di metà gennaio le tre sale di Renzo Piano sono illuminate, le vetrate del foyer si accendono e la gradinata di pietra della cavea diventa una piazza vuota. Mettetevi in alto sulla gradinata e inquadrate la Petrassi e la Sinopoli insieme, con il cielo scuro sopra: è l'immagine invernale dell'Auditorium.

Dentro la Sala Petrassi, prima che si spengano le luci, vale la pena fotografare le pareti di legno di ciliegio, che danno alla sala il suo colore caldo: è un dettaglio che in foto rende bene l'atmosfera raccolta. Con la sala ancora illuminata e il palco pronto, con gli strumenti della tradizione in attesa sotto le luci, si ottiene l'immagine più sincera della serata: quella di una musica di paese arrivata in una sala da concerto progettata da un architetto di fama mondiale.

All'uscita, con il pubblico dei due concerti che si incontra nella cavea, una foto larga dal bordo della gradinata cattura il momento in cui l'Auditorium diventa davvero piazza. Se la serata è limpida, la vista notturna verso il Villaggio Olimpico chiude il racconto.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Per oltre sessant'anni Roma è rimasta senza una sala costruita per la musica: nel 1936 era stato demolito l'Augusteo, e le orchestre si erano adattate a spazi di fortuna. Nel 1992 il consiglio comunale scelse l'area accanto al Villaggio Olimpico, e nel 1993 Renzo Piano vinse il concorso a inviti. Gli scavi portarono alla luce una villa romana del III secolo avanti Cristo, sorta su una fattoria arcaica del VI secolo: il progetto fu modificato e i reperti sono oggi esposti sotto la cavea.

Il 21 aprile 2002, giorno del Natale di Roma, furono inaugurate la Sala Petrassi e la Sala Sinopoli, con Goffredo Petrassi presente all'apertura della sala che porta il suo nome; il 21 dicembre dello stesso anno aprì la Sala Santa Cecilia, con l'orchestra diretta da Chung Myung-whun. Dal 2003 l'Auditorium ospita la stagione dell'Accademia di Santa Cecilia, dal 2006 la Festa del Cinema di Roma; nel 2020 è stato intitolato a Ennio Morricone.

La musica popolare vi è entrata presto, accanto al jazz e alla canzone d'autore. Bennato stesso vi ha suonato il 28 marzo 2025 con un concerto intitolato Musica dal mondo: il ritorno del 16 gennaio 2027 conferma un rapporto che dura.

Chi è passato da Eugenio Bennato all'Auditorium Parco della Musica — 16 gennaio 2027

Dalle sale dell'Auditorium sono passati in oltre vent'anni i direttori della stagione di Santa Cecilia, i jazzisti del Roma Jazz Festival, i protagonisti della canzone italiana e internazionale. In questa stagione, fra gli altri, Daniel Harding e Jakub Hrůša per la sinfonica, Paolo Fresu e Giovanni Tommaso per il jazz, i Nomadi per la canzone, a fine gennaio in Sala Sinopoli.

Nella carriera di Eugenio Bennato ci sono compagni di strada che spiegano il suo posto qui: Carlo D'Angiò, con cui ha fondato i Musicanova e firmato colonne sonore; Andrea Sacco, il maestro della chitarra battente di Carpino; Tony Esposito, compagno a Sanremo nel 1990; il fratello Edoardo; Pietra Montecorvino, voce di Qualcuno sulla terra; Arisa e Dolcenera, ospiti della festa per i vent'anni di Taranta Power in piazza del Plebiscito.

Il 16 gennaio 2027 passa dalla Sala Petrassi Eugenio Bennato, con i musicisti che lo affiancano nel tour. Nella sala accanto, alla stessa ora, Kay McCarthy con il suo ensemble. Due tradizioni popolari, quella del Sud Italia e quella irlandese, nello stesso complesso e nella stessa sera: una coincidenza di calendario che racconta bene che cosa sia diventato l'Auditorium.

Domande frequenti su Eugenio Bennato all'Auditorium

Quando suona Eugenio Bennato a Roma nel 2027?

Eugenio Bennato suona all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone sabato 16 gennaio 2027 alle 20:00, in Sala Petrassi. È una data unica a Roma nel calendario dell'Auditorium.

Quanto costano i biglietti per Eugenio Bennato?

I biglietti per il concerto di Eugenio Bennato all'Auditorium partono da 25 euro secondo la pagina ufficiale. Si comprano online dal sito dell'Auditorium, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure al botteghino del complesso.

Chi è Eugenio Bennato?

Eugenio Bennato è un cantautore e polistrumentista nato a Napoli nel 1948, fra i fondatori della Nuova Compagnia di Canto Popolare e dei Musicanova, creatore nel 1998 del movimento Taranta Power. Ha vinto il Nastro d'argento 1999 per La stanza dello scirocco.

Che cos'è Taranta Power?

Taranta Power è il movimento fondato da Eugenio Bennato nel 1998 per promuovere la taranta attraverso musica, cinema e teatro. L'album omonimo è del 1999, e il primo tour ha toccato città dell'Europa dell'Est come Belgrado, Sarajevo, Praga e Varsavia.

Quanti posti ha la Sala Petrassi?

La Sala Petrassi dell'Auditorium Parco della Musica ha 673 posti ed è la più raccolta delle tre grandi sale. Inaugurata nel 2002, ha pareti rivestite di legno di ciliegio.

Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica?

L'Auditorium Parco della Musica è in viale Pietro de Coubertin 30. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2, oppure con l'autobus 910 da Termini; passano vicino anche 53, 168 e 982. C'è un parcheggio a pagamento.

Quali altri concerti ci sono la stessa sera?

Sabato 16 gennaio 2027 alle 20:00, mentre Eugenio Bennato suona in Sala Petrassi, nel Teatro Studio Borgna dell'Auditorium canta Kay McCarthy con La voce dell'Irlanda, concerto di musica tradizionale irlandese.

Il consiglio finale su Eugenio Bennato all'Auditorium

Il concerto di Eugenio Bennato è la serata giusta per chi vuole scaldare un sabato di gennaio con il ritmo del Sud: tarantella, canzoni sul Mediterraneo, quasi cinquant'anni di carriera in una sala di meno di settecento posti. A nostro giudizio conviene comprare presto un posto centrale in platea, riascoltare Taranta Power e Le città di mare nei giorni prima, arrivare con la cavea già illuminata e prenotare una pizza a Ponte Milvio per il dopo. Chi ha amici appassionati di musica irlandese li porti: nella sala accanto c'è Kay McCarthy.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento16 Gennaio 2027 20:00
IndirizzoAuditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Viale Pietro de Coubertin 30, 00196 Roma Flaminio, Roma, Roma Città