Fabrizio Bosso Quartet, Routes all’Auditorium Parco della Musica — 2 gennaio 2027
Il Fabrizio Bosso Quartet presenta Routes all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone sabato 2 gennaio 2027 alle 20:00, in Sala Sinopoli, in viale Pietro de Coubertin 30 (00196 Roma). Sul palco Fabrizio Bosso alla tromba, Julian Oliver Mazzariello al pianoforte, Jacopo Ferrazza al contrabbasso e Nicola Angelucci alla batteria, con il repertorio del nuovo album, pubblicato da Warner il 12 giugno 2026. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 (fermate Flaminia/Reni o Apollodoro), oppure con l'autobus 910 da Termini. I biglietti partono da 23 euro, secondo la pagina ufficiale dell'evento, e si comprano dal sito dell'Auditorium, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, o alla biglietteria del complesso.

Routes è il sesto album di questo quartetto, che suona insieme da oltre dieci anni. La presentazione ufficiale lo descrive come un progetto che mette al centro il dialogo e il jazz come cultura in continuo movimento: nuove strade, nuove rotte musicali, un repertorio quasi interamente originale. Il primo sabato del 2027, è uno dei primi concerti jazz dell'anno all'Auditorium.
Fabrizio Bosso a Roma: data, orario e biglietti
Il concerto Routes del Fabrizio Bosso Quartet è in programma sabato 2 gennaio 2027 alle 20:00 in Sala Sinopoli, all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, nella programmazione Jazz della Fondazione Musica per Roma.
Il prezzo
La pagina dell'evento indica biglietti a partire da 23 euro. La mappa dei settori della Sala Sinopoli, fra platea e gallerie, e le tariffe corrispondenti compaiono al momento dell'acquisto.
Dove si comprano
Dal pulsante di acquisto della pagina ufficiale si passa al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. La biglietteria fisica è all'interno del complesso, in viale Pietro de Coubertin 30: da ottobre a marzo il sito indica un orario dalle 11 alle 20, domenica e festivi compresi. Il regolamento dell'Auditorium avverte che i titoli comprati su piattaforme secondarie non autorizzate possono non essere validi.
Un sabato di vacanza
Il 2 gennaio è un sabato, ancora dentro le vacanze di Natale. Per chi è a Roma per le feste, è l'occasione di una serata di jazz fra il Capodanno e l'Epifania; per i romani, il primo concerto dell'anno nuovo.
Routes: il nuovo album del quartetto
Routes è il sesto album del Fabrizio Bosso Quartet, pubblicato da Warner Italy il 12 giugno 2026, con un repertorio interamente originale firmato da ciascuno dei quattro musicisti e da tutti insieme, con un'unica eccezione: Love Dance di Ivan Lins.
Dal bop alle aperture modali
Secondo la presentazione, i brani spaziano dai richiami al bop fino alle aperture modali, passando per atmosfere più rarefatte e sospese. La tromba di Bosso si muove con grande libertà espressiva, fra echi dei grandi maestri e una ricerca timbrica personale e contemporanea.
Un lavoro collettivo
La parola chiave è dialogo. Ogni nota e ogni assolo, dice la presentazione, non sono mai un'azione solitaria ma un gioco collettivo: il quartetto modella la materia sonora con un tessuto ritmico mobile che rilancia e sostiene le idee di ciascuno. È il frutto di anni di concerti insieme e di un suono identitario costruito disco dopo disco.
La copertina
La copertina dell'album riproduce l'opera Icona 21, Per strade diverse, del pittore Enrico Lombardi. Il titolo del quadro e quello del disco si rispondono: strade, rotte, direzioni da scegliere.
I sei dischi del Fabrizio Bosso Quartet
Prima di Routes il quartetto ha pubblicato cinque album: Duke nel 2015, State of the Art nel 2017, Merry Christmas Baby nel 2017, We4 nel 2020 e We Wonder nel 2022.
Duke
Duke, del 2015, è l'omaggio a Duke Ellington, il compositore più influente del Novecento secondo la presentazione del concerto: registrato con un sestetto di fiati e gli arrangiamenti di Paolo Silvestri.
State of the Art
State of the Art, disco dal vivo del 2017, è indicato dalla presentazione come uno dei momenti più luminosi della carriera del trombettista.
Merry Christmas Baby, We4, We Wonder
Nel 2017 il quartetto ha pubblicato anche un disco natalizio, Merry Christmas Baby; nel 2020 We4, nel 2022 We Wonder, dedicato al genio musicale di Stevie Wonder, inciso con la partecipazione di Nico Gori. Routes, nel 2026, chiude per ora la serie con il primo album quasi interamente originale.
I musicisti del quartetto
Il Fabrizio Bosso Quartet è formato da Fabrizio Bosso alla tromba, Julian Oliver Mazzariello al pianoforte, Jacopo Ferrazza al contrabbasso e Nicola Angelucci alla batteria, che condividono da oltre dieci anni un percorso artistico comune.
Julian Oliver Mazzariello
Il pianista Julian Oliver Mazzariello è il partner più stabile di Bosso: con lui il trombettista ha inciso in duo Tandem nel 2014, Non smetto di ascoltarti con Fabio Concato nel 2016, Tandem Live at Umbria Jazz Winter nel 2019 e Il cielo è pieno di stelle, tributo a Pino Daniele, nel 2024. Mazzariello è anche fra i musicisti che Enrico Rava ha contribuito a far emergere, e ha suonato nella formazione Enrico Rava Standards.
Jacopo Ferrazza e Nicola Angelucci
Il contrabbassista Jacopo Ferrazza e il batterista Nicola Angelucci formano la sezione ritmica del quartetto, con cui Bosso condivide da oltre dieci anni un intenso percorso artistico, secondo la presentazione. Il loro ruolo, nella presentazione di Routes, è quello di un tessuto ritmico mobile che rilancia continuamente le idee dei solisti.
Un quartetto, quattro autori
In Routes i brani sono firmati da ciascuno dei quattro e da tutti insieme: è la differenza principale rispetto ai dischi precedenti, costruiti su omaggi ad autori come Ellington e Stevie Wonder.
Chi è Fabrizio Bosso: la biografia
Fabrizio Bosso è nato a Torino il 5 novembre 1973 ed è uno dei trombettisti più riconosciuti della scena jazz europea, con oltre trenta album a suo nome, secondo la presentazione ufficiale.
Gli inizi
Prende in mano la prima tromba a cinque anni, per imitare il padre, anche lui trombettista. In una famiglia di appassionati di musica comincia a improvvisare sulle canzoni dei cantautori italiani, da Lauzi a Tenco, dalla Vanoni a Paoli, e scopre Clifford Brown, Miles Davis e Dizzy Gillespie. A quindici anni si diploma in tromba al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino; si perfeziona a Saluzzo con Pierre Thibaut, prima tromba dell'Opéra di Parigi.
Il jazz e i premi
Si definisce un jazzista hard bop e suona in festival italiani ed europei, presenza costante a Umbria Jazz. Nel 1999 il referendum della rivista Musica Jazz lo elegge miglior nuovo talento italiano; nel 2008 vince l'Italian Jazz Awards come Best Jazz Act; nel 2019 riceve il premio Ettore Montanaro come miglior musicista. Il 19 agosto 2026 il sindaco di Montecorice gli ha consegnato le chiavi della città, al Montecorice DiWine Jazz Festival.
Le collaborazioni
Ha suonato con Stefano Di Battista, Paolo Fresu, Aldo Romano, Flavio Boltro, Randy Brecker, Bob Mintzer, Gianni Basso, Javier Girotto, con cui ha inciso Sol, Latin Mood nel 2008 e Desde cuando nel 2025, e con la London Symphony Orchestra in Enchantment, omaggio a Nino Rota del 2011.
La canzone italiana
È uno dei jazzisti più presenti nella musica leggera: al Festival di Sanremo con Sergio Cammariere nel 2003 e nel 2008, con Raphael Gualazzi nel 2011, quando Follia d'amore vinse fra i Giovani, con Nina Zilli nel 2012, con Dargen D'Amico e Pupo nel 2026. Ha suonato nei dischi di Claudio Baglioni, Renato Zero, Mario Biondi, Tiziano Ferro e Bruno Lauzi.
I dischi di Fabrizio Bosso fuori dal quartetto
Oltre ai sei dischi del quartetto, la discografia di Fabrizio Bosso comprende decine di titoli come leader, coleader e ospite, dal primo Fast Flight del 2000 ai progetti del 2025.
Gli anni Duemila
Il debutto è Fast Flight, del 2000, per l'etichetta Red, a nome Fabrizio Bosso Quintet. Seguono Rome After Midnight nel 2004, Trumpet Legacy con Flavio Boltro nel 2006, i due capitoli di Five Brothers con Gianni Basso nel 2007, You've Changed per Blue Note nello stesso anno, Sol, Latin Mood con Javier Girotto nel 2008, Four for Jazz con Irio De Paula nel 2010.
Gli anni Dieci
Nel 2011 arriva Enchantment, con la London Symphony Orchestra e Stefano Fonzi, dedicato a Nino Rota; nel 2012 Memorie di Adriano con Peppe Servillo, Rita Marcotulli e Javier Girotto; nel 2013 Face to Face con il fisarmonicista Luciano Biondini e Purple per Verve; nel 2014 Tandem, in duo con Mazzariello.
Gli ultimi anni
Nel 2021 Bosso ha pubblicato Connection con il quartetto di Rosario Giuliani; nel 2024 Il cielo è pieno di stelle, omaggio a Pino Daniele con Mazzariello; nel 2025 Welcome back, con lo Spiritual Trio di Alberto Marsico e Alessandro Minetto, e Desde cuando, nuovo capitolo di Latin Mood con Javier Girotto.
Una curiosità su Fabrizio Bosso Quartet, Routes all'Auditorium Parco della Musica — 2 gennaio 2027
La curiosità più legata al luogo riguarda un disco. Nel 2008 Fabrizio Bosso ha inciso Stunt con Antonello Salis per l'etichetta Parco della Musica, il cui nome dice già il legame con il complesso. Il trombettista che il 2 gennaio sale sul palco della Sala Sinopoli fa quindi parte, da quasi vent'anni, del catalogo del complesso che lo ospita.
La seconda curiosità viene dalla sua storia romana. Nel 2016 Bosso ha pubblicato Spiritual live, un disco dal vivo registrato il 14 marzo di quell'anno alla Casa del Jazz di Roma, l'altra sede jazz gestita dalla Fondazione Musica per Roma. Fra Casa del Jazz e Auditorium, il trombettista torinese ha costruito a Roma un rapporto lungo.
La terza è una curiosità da cartone animato. Nel 2010 Bosso compare nella raccolta Club Jazz Digs Lupin The Third con il brano Toward the Patrol Line, dedicata alle musiche di Lupin III. Un dettaglio da ricordare, per chi pensa al jazz come a una musica lontana dalla cultura popolare.
La Sala Sinopoli dell'Auditorium
La Sala Sinopoli è una delle tre grandi sale dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, con 1.133 posti, ed è stata la prima ad aprire, il 21 aprile 2002, giorno del Natale di Roma, insieme alla Sala Petrassi.
Giuseppe Sinopoli
La sala porta il nome di Giuseppe Sinopoli, direttore d'orchestra e compositore, direttore stabile di Santa Cecilia, fra quelli che più si batterono perché Roma avesse una sala costruita per la musica. Il progetto acustico del complesso fu curato da Jürgen Reinhold dello studio Müller-BBM di Monaco di Baviera.
La misura giusta per un quartetto
Poco più di mille posti sono una misura adatta a un quartetto acustico: abbastanza grande per l'energia di una sezione ritmica, abbastanza raccolta perché si sentano le sfumature della tromba e del contrabbasso. Platea e gallerie restano vicine al palco.
Una sala per il jazz
La Sala Sinopoli è una delle sale che la Fondazione Musica per Roma dedica al jazz: nell'autunno 2026 vi si è tenuto, per il Roma Jazz Festival, il concerto Kind of Lives di Paolo Fresu, tornato poi in dicembre con Christmas Songs. Per un quartetto che ha costruito il suo suono dal vivo, è un palco adatto a far sentire l'interplay.
Il complesso
Per la storia completa del complesso di Renzo Piano, delle sue sale e della cavea, c'è la scheda sull'Auditorium Parco della Musica.
Una cosa che non ti dice nessuno su Fabrizio Bosso Quartet, Routes all'Auditorium Parco della Musica — 2 gennaio 2027
Quello che pochi dicono è che Routes segna una svolta nel percorso del quartetto. I dischi precedenti erano quasi tutti omaggi: a Duke Ellington, a Stevie Wonder, al repertorio natalizio. Routes è invece un disco di brani originali, con una sola cover, Love Dance di Ivan Lins. Chi conosce il quartetto dagli omaggi troverà in Sala Sinopoli musica nuova, scritta da loro.
La seconda cosa poco detta riguarda la stessa sera. Il 2 gennaio, all'Auditorium, Luca Barbarossa comincia al Teatro Studio la serie di concerti del Pepita Live Club, alle 20 come Bosso. Due pubblici diversi negli stessi foyer: il parcheggio e il guardaroba si affollano prima del solito.
Terza cosa: Bosso ha una lunga familiarità con la canzone italiana, da Sanremo ai dischi di Baglioni e Renato Zero, ma il concerto del 2 gennaio non è un concerto di canzoni. È jazz di quartetto, con lunghi assoli e interplay: chi lo conosce solo dalla televisione lo sappia prima.
Il consiglio che ti do per visitare Fabrizio Bosso Quartet, Routes all'Auditorium Parco della Musica — 2 gennaio 2027
Il consiglio è ascoltare Routes prima del concerto, almeno un paio di brani: è un disco nuovo, di musica originale, e riconoscere i temi rende molto più interessante seguire come il quartetto li trasforma dal vivo. Per confronto, un ascolto di We Wonder mostra il quartetto alle prese con un omaggio.
Il secondo consiglio riguarda il posto. In Sala Sinopoli la platea centrale dà il suono più equilibrato fra la tromba e la sezione ritmica; le gallerie frontali offrono una visione d'insieme del quartetto e costano di norma meno.
Il terzo riguarda la serata. Il concerto è di sabato alle 20, nel mezzo delle vacanze: conviene arrivare all'Auditorium verso le 19:15, fare un giro sulla cavea, prendere qualcosa al bar ed entrare con calma. Dopo, Ponte Milvio è a pochi minuti per una cena del sabato sera, da prenotare.
Come arrivare all'Auditorium per Fabrizio Bosso
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone si raggiunge con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, e con gli autobus 910, 53, 982 e 168; la stazione della metropolitana più vicina è Flaminio, sulla linea A.
Metro A e tram 2
Dalla stazione Flaminio si esce su piazzale Flaminio e si prende il tram 2 lungo via Flaminia. Si scende a Flaminia/Reni o ad Apollodoro e si cammina per qualche minuto attraverso il Villaggio Olimpico fino all'ingresso.
Il 910 da Termini
L'autobus 910 parte da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, e ferma davanti all'Auditorium senza cambi. Il 53 collega piazza Mancini con il centro, il 982 arriva dalla stazione Quattro Venti, il 168 dalla stazione Tiburtina. Nei giorni delle feste gli orari vanno controllati sul calcolatore di percorso di Atac.
In auto e il ritorno
Il complesso ha un parcheggio interno a pagamento, con posti limitati; il 2 gennaio, con due concerti in contemporanea, conviene arrivare presto. Dopo il concerto il tram 2 riporta a piazzale Flaminio; in alternativa, un taxi prenotato qualche minuto prima della fine.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Fabrizio Bosso è una delle trombe più richieste della musica italiana. Meno spesso si ricorda quanto sia stato precoce: la prima tromba a cinque anni, il diploma di conservatorio a quindici, il titolo di miglior nuovo talento del jazz italiano nel 1999, a venticinque anni. Una carriera cominciata da bambino e costruita su una formazione classica rigorosa, con la prima tromba dell'Opéra di Parigi.
Altro fatto poco citato: Bosso ha dedicato dischi interi ai cantautori e alla canzone. Italian Songs con Paolo di Sabatino nel 2002, Non smetto di ascoltarti con Fabio Concato nel 2016, Il cielo è pieno di stelle, omaggio a Pino Daniele, nel 2024. Il ragazzo che improvvisava su Lauzi e Tenco non ha mai smesso di farlo.
E un fatto sulla televisione. Nel 2012 Bosso ha partecipato come musicista alla trasmissione Panariello non esiste su Canale 5, e nel 2017 è stato ospite di Gazebo su Rai 3. Il jazzista che il 2 gennaio suona in Sala Sinopoli è passato anche dal grande pubblico televisivo, senza cambiare strumento.
La foto giusta da fare a Fabrizio Bosso Quartet, Routes all'Auditorium Parco della Musica — 2 gennaio 2027
Durante il concerto non si fotografa: in una sala silenziosa, con un quartetto acustico, uno schermo acceso disturba chi è seduto dietro. La foto giusta si fa prima o dopo, fuori dalla sala.
Il soggetto è l'Auditorium di Renzo Piano, con i grandi gusci delle sale rivestiti di piombo intorno alla cavea. A gennaio, alle 19, è buio da tempo, e le sale illuminate contro il cielo scuro danno l'immagine più riconoscibile di una sera di concerti. Il punto migliore è la cavea stessa, la piazza a gradoni al centro del complesso.
La seconda foto è quella del palco prima dell'inizio, dal proprio posto: il pianoforte a coda, il contrabbasso appoggiato, la batteria, il leggio della tromba. In un concerto di quartetto il palco vuoto è già il ritratto della serata. Poi il telefono va spento.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia di quest'area è più antica del complesso. Durante gli scavi per le fondazioni emersero i resti di una villa romana del III secolo avanti Cristo, costruita sul luogo di una fattoria arcaica del VI secolo avanti Cristo. Renzo Piano modificò il progetto per conservarli; i reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.
La storia moderna comincia con una demolizione. Nel 1936 fu abbattuto l'Augusteo, la grande sala da concerto di Roma, e per oltre sessant'anni la città restò senza un auditorium costruito per la musica. Nel 1992 il consiglio comunale scelse l'area del Villaggio Olimpico, nel 1993 Renzo Piano vinse il concorso a inviti.
Il 21 aprile 2002 aprirono la Sala Sinopoli, sala del concerto di Bosso, e la Sala Petrassi; il 21 dicembre dello stesso anno la Sala Santa Cecilia. Dal 2003 l'Auditorium è la sede della stagione dell'Accademia di Santa Cecilia, dal 2006 ospita la Festa del Cinema, nel 2020 è stato intitolato a Ennio Morricone. Nel frattempo è diventato una delle case del jazz in città, con il Roma Jazz Festival d'autunno e con un'etichetta, Parco della Musica, che nel 2008 ha pubblicato Stunt di Bosso e Salis.
Chi è passato da Fabrizio Bosso Quartet, Routes all'Auditorium Parco della Musica — 2 gennaio 2027
Dalla Sala Sinopoli passano ogni stagione i grandi nomi del jazz: nell'autunno 2026, per il Roma Jazz Festival, vi ha suonato Paolo Fresu con Kind of Lives, il 1º novembre, e vi è tornato il 12 dicembre con Christmas Songs. Nelle sale vicine sono passati Kurt Elling con gli Yellowjackets, Steve Coleman con i Five Elements, Hamilton de Holanda con Gonzalo Rubalcaba.
Dalla carriera di Fabrizio Bosso sono passati musicisti di ogni genere: Stefano Di Battista, Paolo Fresu, Aldo Romano, Flavio Boltro, Gianni Basso, Franco D'Andrea, Antonello Salis, Javier Girotto, Rosario Giuliani, Randy Brecker, Bob Mintzer, la London Symphony Orchestra; e nella canzone Sergio Cammariere, Raphael Gualazzi, Tiziano Ferro, Claudio Baglioni, Renato Zero, Mario Biondi, Nina Zilli, Fabio Concato.
La sera del 2 gennaio, in Sala Sinopoli, passano Julian Oliver Mazzariello, Jacopo Ferrazza e Nicola Angelucci; al Teatro Studio, Luca Barbarossa con il suo Pepita Live Club.
Il quartiere intorno all'Auditorium
L'Auditorium occupa un'area di circa 55.000 metri quadrati fra la collina di Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski.
Il MAXXI e il Teatro Olimpico
Vicino alla fermata Flaminia/Reni si trova il MAXXI, il museo nazionale delle arti del XXI secolo; poco lontano c'è il Teatro Olimpico. Dentro l'Auditorium, per chi arriva presto, c'è il Museo degli strumenti musicali dell'Accademia di Santa Cecilia.
Verso il Tevere e Ponte Milvio
Dall'Auditorium si scende al fiume e al Ponte della Musica, la passerella che porta al Foro Italico. Più a nord, oltre piazza Mancini, c'è Ponte Milvio, uno dei punti d'incontro serali di Roma nord.
Le feste in città
Chi è a Roma nei primi giorni dell'anno trova idee nelle schede su Natale a Roma e Capodanno a Roma; con il tram 2 si torna in pochi minuti a piazza del Popolo.
Accessibilità, età e informazioni pratiche
L'Auditorium è un complesso moderno su più livelli fra terrazze, foyer e sale. Per le esigenze di accessibilità al concerto conviene contattare in anticipo la Fondazione Musica per Roma all'indirizzo info@musicaperroma.it, per sapere quale ingresso usare e quali posti scegliere.
Parcheggi
I parcheggi a pagamento dell'Auditorium, a raso e multipiano, hanno posti riservati alle persone con disabilità.
Con i ragazzi
Il concerto è adatto a ragazzi che studiano uno strumento o che si avvicinano al jazz: vedere dal vivo un quartetto classico, tromba, pianoforte, contrabbasso e batteria, è la lezione più chiara su come funziona questa musica. Le regole per i minori sono quelle indicate dall'Auditorium al momento dell'acquisto.
Come organizzare la serata del 2 gennaio
Il 2 gennaio cade in pieno periodo di vacanze: molti romani sono ancora fuori città, molti visitatori sono in giro per Roma, e la serata all'Auditorium si organizza con qualche accorgimento in più.
Prima del concerto
Chi arriva presto può visitare il piccolo museo archeologico sotto la cavea o il Museo degli strumenti musicali, se aperti in quell'orario, e poi fermarsi al bar del foyer. Con due concerti in contemporanea, il guardaroba si affolla nella mezz'ora prima delle 20: conviene passarci subito.
Dopo il concerto
All'uscita, il sabato sera, Ponte Milvio è la meta più vicina per una cena o un bicchiere. Chi torna in centro trova il tram 2 per piazzale Flaminio; chi ha l'auto nel parcheggio interno eviti di uscire nello stesso momento del pubblico del Teatro Studio, aspettando qualche minuto sulla cavea.
Dove mangiare prima o dopo il concerto
All'interno dell'Auditorium Parco della Musica ci sono un bar e una caffetteria nei foyer e un bar ristorante con accesso anche dalla strada. Fra il Villaggio Olimpico, via Flaminia e piazza Mancini si trovano pizzerie, trattorie e bar di quartiere; per un concerto alle 20 una cena prima è possibile prenotando presto, verso le 18:30. Chi preferisce cenare dopo trova l'offerta più ampia a Ponte Milvio: il sabato sera, nelle vacanze di Natale, la prenotazione è indispensabile.
L'inizio del 2027 all'Auditorium
Il concerto di Bosso è fra i primi appuntamenti del nuovo anno all'Auditorium, insieme al Pepita Live Club di Luca Barbarossa, al Teatro Studio dal 2 al 9 gennaio. Chi è a Roma nei giorni fra Capodanno e l'Epifania può costruire una settimana di concerti fra jazz e canzone d'autore. Nei mesi successivi la programmazione jazz del complesso prosegue, e la Casa del Jazz offre un'alternativa più raccolta.
Clima e abbigliamento
A inizio gennaio le serate romane sono fredde e spesso umide, e il tragitto dal tram all'Auditorium si fa all'aperto. Conviene un cappotto da lasciare al guardaroba e un ombrello pieghevole. Nelle giornate limpide di gennaio, invece, il tramonto presto regala una bella luce sulla cavea già prima delle 17.
Domande frequenti su Fabrizio Bosso a Roma
Quando suona Fabrizio Bosso all'Auditorium Parco della Musica?
Il Fabrizio Bosso Quartet suona all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone sabato 2 gennaio 2027 alle 20:00, in Sala Sinopoli, con il concerto Routes. È una data unica nella programmazione Jazz della Fondazione Musica per Roma.
Quanto costano i biglietti per Fabrizio Bosso Routes?
I biglietti per Routes del Fabrizio Bosso Quartet all'Auditorium partono da 23 euro, secondo la pagina ufficiale dell'evento. Si comprano dal sito dell'Auditorium, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, o alla biglietteria del complesso in viale Pietro de Coubertin 30.
Chi suona nel Fabrizio Bosso Quartet?
Il Fabrizio Bosso Quartet è formato da Fabrizio Bosso alla tromba, Julian Oliver Mazzariello al pianoforte, Jacopo Ferrazza al contrabbasso e Nicola Angelucci alla batteria, che suonano insieme da oltre dieci anni.
Che cos'è Routes di Fabrizio Bosso?
Routes è il sesto album del Fabrizio Bosso Quartet, pubblicato da Warner Italy il 12 giugno 2026: un repertorio originale scritto dai quattro musicisti, con la sola eccezione di Love Dance di Ivan Lins, fra richiami al bop e aperture modali.
Quali altri dischi ha fatto il Fabrizio Bosso Quartet?
Prima di Routes il Fabrizio Bosso Quartet ha pubblicato Duke nel 2015, omaggio a Duke Ellington, State of the Art e Merry Christmas Baby nel 2017, We4 nel 2020 e We Wonder, dedicato a Stevie Wonder, nel 2022.
Quanti posti ha la Sala Sinopoli?
La Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica ha 1.133 posti fra platea e gallerie. È stata la prima sala del complesso ad aprire, il 21 aprile 2002, insieme alla Sala Petrassi, e porta il nome del direttore d'orchestra Giuseppe Sinopoli.
Fabrizio Bosso ha già inciso dischi a Roma?
Sì, Fabrizio Bosso ha registrato a Roma il disco dal vivo Spiritual live, il 14 marzo 2016 alla Casa del Jazz, e nel 2008 ha pubblicato Stunt con Antonello Salis per l'etichetta Parco della Musica. Il 2 gennaio 2027 torna all'Auditorium con Routes.
Da dove viene Fabrizio Bosso?
Fabrizio Bosso è nato a Torino il 5 novembre 1973. Ha cominciato a suonare la tromba a cinque anni, si è diplomato a quindici al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino e nel 1999 è stato eletto miglior nuovo talento del jazz italiano dalla rivista Musica Jazz.
Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica con i mezzi?
L'Auditorium Parco della Musica si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro. Da Termini c'è l'autobus 910, senza cambi; passano vicino anche le linee 53, 982 e 168.
Il consiglio finale su Fabrizio Bosso e Routes
Una delle trombe più riconoscibili del jazz europeo, un quartetto che suona insieme da oltre dieci anni, un disco finalmente di musica propria, in una sala da mille posti il primo sabato dell'anno: a nostro giudizio è il modo migliore per cominciare il 2027 con il jazz a Roma. Il consiglio è ascoltare Routes nei giorni precedenti, comprare i biglietti per tempo, scegliere la platea centrale e arrivare all'Auditorium con mezz'ora di anticipo, perché la stessa sera il complesso ospita anche Luca Barbarossa.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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