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Indaco, Indigo Tracks all’Auditorium Parco della Musica — 23 dicembre 2026

In breve. Gli Indaco presentano Indigo Tracks all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone mercoledì 23 dicembre 2026 alle 20:00, al Teatro Studio Gianni Borgna, in viale Pietro de Coubertin 30 (00196 Roma).

Gli Indaco presentano Indigo Tracks all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone mercoledì 23 dicembre 2026 alle 20:00, al Teatro Studio Gianni Borgna, in viale Pietro de Coubertin 30 (00196 Roma). Indigo Tracks è il nuovo album della band italiana di world music: nove brani inediti fra jazz, musiche del mondo e sonorità mediterranee. Sul palco salgono anche alcuni degli ospiti del disco, fra cui Fry Moneti e Gianluca Spirito, legati ai Modena City Ramblers, Nicola Alesini, Luigi Cinque e Giovanni Imparato. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 (fermate Flaminia/Reni o Apollodoro), oppure con l'autobus 910 da Termini. I biglietti partono da 18 euro, secondo la pagina ufficiale dell'evento, e si comprano dal sito dell'Auditorium, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, o alla biglietteria del complesso.

La cavea e una delle sale dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, sede del concerto degli Indaco
La cavea e una delle sale dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, sede del concerto degli Indaco Foto: Foto: World Travel & Tourism Council, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons

La presentazione ufficiale definisce gli Indaco una delle realtà più prestigiose della world jazz italiana, e descrive il concerto come un viaggio fra tradizione, ricerca e contaminazione, in cui ogni incontro diventa occasione di dialogo e di improvvisazione. Per una band che ha più di trent'anni di storia e che proprio all'Auditorium ha festeggiato i suoi anniversari, è una serata di ritorno a casa.

Indaco a Roma: data, orario e biglietti

Il concerto degli Indaco è in programma mercoledì 23 dicembre 2026 alle 20:00 al Teatro Studio Gianni Borgna dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, nella sezione World della programmazione della Fondazione Musica per Roma.

Il prezzo

La pagina dell'evento indica biglietti a partire da 18 euro. Il Teatro Studio è la sala più piccola del complesso, e i posti sono pochi: le tariffe precise compaiono al momento dell'acquisto.

Dove si comprano

Dal pulsante di acquisto della pagina ufficiale si passa al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. La biglietteria fisica è all'interno del complesso, in viale Pietro de Coubertin 30, aperta da ottobre a marzo dalle 11 alle 20, domenica e festivi compresi, secondo il sito. Il regolamento dell'Auditorium avverte che i biglietti comprati su piattaforme secondarie non autorizzate possono non essere validi.

Una sera piena

Il 23 dicembre l'Auditorium è affollato: alla stessa ora sono in programma anche il duo di Stefano Bollani ed Enrico Rava in Sala Santa Cecilia e Cartoon Heroes in Sala Petrassi. Con circa trecento posti, il Teatro Studio si riempie in fretta: conviene non aspettare gli ultimi giorni.

Indigo Tracks: il nuovo album degli Indaco

Indigo Tracks è un album di nove brani inediti che, secondo la presentazione dell'Auditorium, intrecciano jazz, world music e sonorità mediterranee in un viaggio fra tradizione, ricerca e contaminazione.

Un disco atteso

Il nuovo lavoro arriva dopo Due Mondi, uscito nel 2022 per AlfaMusic, e Mediterraneo Express del 2019, pubblicato con il nome Indaco Project per Filibusta Records. La produzione, secondo la voce enciclopedica dedicata alla band, è affidata a Martino Cappelli e agli stessi Indaco.

Gli ospiti del disco

Il concerto riunisce sul palco alcuni degli artisti che hanno partecipato alla realizzazione dell'album. La pagina ufficiale cita Fry Moneti e Gianluca Spirito, nomi storici dei Modena City Ramblers, Nicola Alesini, Luigi Cinque, il percussionista Giovanni Imparato, e annuncia altri ospiti. Sono musicisti che negli ultimi anni hanno condiviso più volte i concerti della band.

Il senso della serata

La presentazione parla di un concerto speciale che celebra un nuovo capitolo del percorso degli Indaco e il valore della musica come linguaggio universale. In pratica è la presentazione romana del disco, in una sala che la band conosce bene.

La formazione di oggi

La formazione attuale degli Indaco comprende Mario Pio Mancini al bouzouki e alla mandola, Martino Cappelli alla chitarra e all'oud, Maurizio Turriziani al basso, Valerio Michetti alla batteria, Ilaria Caruso alla voce e al tamburello, Angelo Olivieri alla tromba e Alessandra Bersiani, in arte Trinity, alle tastiere e alla voce.

Mario Pio Mancini

Mancini è il fondatore e l'anima della band: suona bouzouki, violino e mandola, e dal 1991 insegue l'idea di un suono etnico italiano aperto al Mediterraneo e all'Oriente. Dopo la morte di Rodolfo Maltese, nel 2015, ha ripreso in mano il progetto originario.

Maurizio Turriziani

Il bassista e contrabbassista Maurizio Turriziani, tornato nella band nel 2020, è stato uno stretto collaboratore di Ennio Morricone. Il suo nome crea un legame curioso con il luogo del concerto, l'Auditorium intitolato al compositore.

Voci, fiati e tastiere

La linea attuale si è formata dal 2023: la voce e il tamburello di Ilaria Caruso, la tromba di Angelo Olivieri, le tastiere di Alessandra Bersiani, la chitarra e l'oud di Martino Cappelli. La tromba è una novità rispetto alle formazioni storiche e avvicina il suono al jazz.

La storia degli Indaco

Gli Indaco sono una band italiana di musica etnica attiva dal 1992, fondata da Mario Pio Mancini e da Rodolfo Maltese, chitarrista storico del Banco del Mutuo Soccorso.

Le origini

L'idea nasce nel 1991: Mancini e Maltese vogliono una formazione dedicata alle musiche del mondo, con molti collaboratori intorno a un nucleo di due. Nel 1992 esce un vinile stampato in mille copie, a nome Mario Pio Mancini, Rodolfo Maltese and The New Ensemble, intitolato proprio Indaco: dal titolo nasce il nome della band. Nel 1995 segue Flying with the Chakras, con Arnaldo Vacca alle percussioni e Rino Zurzolo al basso.

Gli anni del Manifesto

Il primo vero album è Vento del deserto, del 1997, per l'etichetta del Manifesto, con Pierluigi Calderoni, appena uscito dal Banco, alla batteria, Carlo Mezzanotte alle tastiere, Luca Barberini al basso, e ospiti come Tony Esposito, Antonello Salis, Enzo Gragnaniello, Francesco Di Giacomo e Mauro Pagani della PFM. Seguono Amorgos nel 1999, con Andrea Parodi, Vittorio Nocenzi e il trombettista americano Lester Bowie, e Spezie, disco dal vivo del 2000.

Terra Maris e le separazioni

Nel 2002 esce Terra Maris per Helikonia, con Gabriella Aiello alla voce e ospiti come Eugenio Bennato, Paolo Fresu e Daniele Sepe. Nel 2005 l'antologia Porte d'oriente raccoglie i brani degli anni precedenti. Dopo il concerto per i dieci anni, nel 2006, la band si divide: Maltese prosegue con una formazione propria, Mancini fonda prima Ypsos e poi Nu Indaco.

La rinascita

Dal 2014 Mancini lavora a una nuova line up con Michele Ascolese, già chitarrista di Fabrizio De André e della PFM. Dal 2017 la band attraversa una fase acustica, con Valeria Villeggia alla voce e all'arpa, e pubblica Mediterraneo Express; nel 2022 arriva Due Mondi, prodotto da Jacopo Barbato, con il ritorno di Enzo Gragnaniello e di Arnaldo Vacca.

La discografia degli Indaco

Prima di Indigo Tracks, la discografia degli Indaco conta otto album in studio e uno dal vivo, più un DVD, pubblicati fra il 1992 e il 2022.

Gli anni Novanta

Il primo titolo è Indaco, del 1992, autoprodotto e uscito a nome Mario Pio Mancini, Rodolfo Maltese and The New Ensemble. Nel 1995 viene Flying with the Chakras, per Babaji, a nome del solo Mancini. Con l'etichetta del Manifesto escono Vento del deserto nel 1997, Amorgos nel 1999 e il disco dal vivo Spezie nel 2000, che contiene anche alcuni brani in studio.

Dal 2002 a oggi

Nel 2002 Helikonia pubblica Terra Maris, preceduto dal singolo Anteprima Terra Maris, distribuito al concerto per il trentennale del Banco del Mutuo Soccorso, dove gli Indaco erano ospiti. Nel 2005 l'antologia Porte d'oriente, per Squilibri e il Manifesto; nel 2006 il DVD Tracce mediterranee; nel 2019 Mediterraneo Express, per Filibusta Records, a nome Indaco Project; nel 2022 Due Mondi, per AlfaMusic.

Le formazioni intermedie

Dopo il 2006, accanto ai progetti di Mancini con Ypsos e Nu Indaco, Rodolfo Maltese portò avanti una formazione con Pierluigi Calderoni, Luca Barberini, Antonio Magli, Massimo Carrano e Massimo Alviti a chitarre, oud e sitar, che suonò dal vivo senza lasciare dischi. Nella fase acustica del 2017, invece, la band suonava con Valeria Villeggia alla voce e all'arpa, Bruno Zoia al contrabbasso e Domenico Amicozzi, poi Maurizio Catania, alla batteria.

Una curiosità su Indaco, Indigo Tracks all'Auditorium Parco della Musica — 23 dicembre 2026

La curiosità più gustosa della storia degli Indaco riguarda il Festival di Sanremo. Alla fine degli anni Novanta la band compose con Andrea Parodi, il cantante dei Tazenda, un brano intitolato Salentu, pensato per le selezioni del festival a nome Andrea Parodi e Indaco. Secondo quanto raccontato da Mancini in un'intervista, il pezzo piacque molto ma fu scartato perché gli Indaco erano una band del Manifesto, l'etichetta del quotidiano. Salentu restò inedito per anni e comparve solo nel 2005, come unico inedito dell'antologia Porte d'oriente.

La seconda curiosità è un personaggio. In Flying with the Chakras, il disco del 1995, cantava e suonava l'arpa celtica Fiona Davidson, una musicista scozzese che Mancini aveva scoperto in un pub romano. Una storia che dice molto del modo di lavorare della band: ascoltare, incontrare, invitare.

La terza curiosità riguarda la tiratura degli esordi. Il primo vinile del 1992 e il CD del 1995 furono stampati in mille copie ciascuno, e il vinile non è mai stato ristampato su CD. Chi possiede quei dischi ha in mano un pezzo raro della storia della world music italiana.

Il Teatro Studio Gianni Borgna

Il Teatro Studio Gianni Borgna è la sala più piccola dell'Auditorium Parco della Musica, con circa trecento posti: forma regolare, pareti rivestite di legno di ciliegio, palco allo stesso livello della platea, nessun sipario.

Il nome

La sala è dedicata a Gianni Borgna, storico assessore alle politiche culturali del Comune di Roma e presidente della Fondazione Musica per Roma, l'ente che gestisce l'Auditorium e organizza il concerto.

Com'è fatta

È uno spazio senza elementi architettonici verticali, con pannelli e tende acustiche mobili che permettono di adattare il suono al genere di spettacolo. Per una band di sette elementi con ospiti, fra percussioni, fiati e corde pizzicate, è una misura ideale: ogni strumento si distingue.

Come in un club

Il palco al livello della platea e la vicinanza fra musicisti e pubblico danno al Teatro Studio l'atmosfera di un club. Per un concerto costruito sull'improvvisazione e sull'incontro con gli ospiti, è la sala giusta. Per la storia dell'intero complesso c'è la scheda sull'Auditorium Parco della Musica.

Una cosa che non ti dice nessuno su Indaco, Indigo Tracks all'Auditorium Parco della Musica — 23 dicembre 2026

Quello che pochi dicono è che gli Indaco sono nati da una costola del rock progressivo romano. Rodolfo Maltese, cofondatore, era il chitarrista del Banco del Mutuo Soccorso; Pierluigi Calderoni, batterista delle prime formazioni, veniva dallo stesso Banco; fra gli ospiti dei primi dischi c'erano Francesco Di Giacomo e Vittorio Nocenzi, voce e tastiere del Banco, e Mauro Pagani della PFM. La world music degli Indaco ha quindi radici nel prog italiano degli anni Settanta, più di quanto il nome lasci pensare.

La seconda cosa poco detta è che il concerto del 23 dicembre non è un concerto di Natale. Nella settimana delle feste, fra cori gospel e canti natalizi, gli Indaco portano un programma di brani nuovi, strumenti a corda del Mediterraneo, percussioni e fiati. Per chi cerca un'alternativa alle serate a tema, è la proposta più lontana dal clima delle feste.

La terza cosa è pratica. Al Teatro Studio non ci sono gallerie: tutti i posti sono in platea, a pochi metri dal palco. Chi arriva presto sceglie; chi arriva all'ultimo prende quello che resta, spesso ai lati.

Il consiglio che ti do per visitare Indaco, Indigo Tracks all'Auditorium Parco della Musica — 23 dicembre 2026

Il consiglio è ascoltare prima Due Mondi, l'album del 2022: è il disco più recente prima di Indigo Tracks e dà l'idea del suono attuale della band, più di quanto possano fare i dischi degli anni Novanta. Chi vuole conoscere la storia ascolti anche Vento del deserto, del 1997.

Il secondo consiglio riguarda il posto. Al Teatro Studio le file centrali, a media distanza dal palco, danno l'equilibrio migliore fra le voci e gli strumenti. Troppo vicino si perde parte dell'insieme; troppo laterale si sente meglio chi suona dal proprio lato.

Il terzo riguarda la serata. Con tre concerti in contemporanea, l'Auditorium la sera del 23 dicembre è pieno di persone: arrivare verso le 19:15 permette di prendere qualcosa al bar, di fare un giro sulla cavea e di entrare in sala senza fretta. Dopo il concerto, chi ha ancora voglia di musica può scoprire che cosa offrono i locali di Ponte Milvio, a pochi minuti.

Come arrivare all'Auditorium per gli Indaco

L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone si raggiunge con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, e con gli autobus 910, 53, 982 e 168; la stazione della metropolitana più vicina è Flaminio, sulla linea A.

Metro A e tram 2

Dalla stazione Flaminio si esce su piazzale Flaminio e si prende il tram 2 lungo via Flaminia. Si scende a Flaminia/Reni o ad Apollodoro e si cammina per qualche minuto attraverso il Villaggio Olimpico.

Il 910 da Termini

L'autobus 910 parte da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, e ferma davanti all'Auditorium. Il 53 collega piazza Mancini con il centro, il 982 arriva dalla stazione Quattro Venti, il 168 dalla stazione Tiburtina. Nella settimana di Natale conviene controllare gli orari sul calcolatore di percorso di Atac.

In auto e il ritorno

Il complesso ha un parcheggio interno a pagamento, con posti limitati: la sera del 23 dicembre, con tre concerti, si riempirà presto. Dopo il concerto il tram 2 riporta a piazzale Flaminio; in alternativa, un taxi prenotato poco prima della fine.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo, fra gli appassionati, che gli Indaco sono stati fra i protagonisti del nuovo suono etnico italiano degli anni Novanta. Meno spesso si ricorda quanto sia stato lungo l'elenco dei loro ospiti: Tony Esposito, Antonello Salis, Enzo Gragnaniello, Mauro Pagani, Andrea Parodi, Mario Rivera degli Agricantus, Eugenio Bennato, Paolo Fresu, Daniele Sepe, e soprattutto Lester Bowie, trombettista americano fra i grandi nomi del jazz internazionale, ospite di Amorgos nel 1999.

Altro fatto poco citato: la band ha attraversato quasi tutte le etichette indipendenti italiane della world music, dal Manifesto a Helikonia, da Squilibri a Filibusta Records e AlfaMusic. È il ritratto di un genere che in Italia ha vissuto soprattutto fuori dalle grandi case discografiche, nei festival, nei teatri e nelle rassegne come quella che la Fondazione Musica per Roma dedica alla world music.

E un terzo fatto, recente. Negli ultimi anni gli Indaco hanno suonato in tutta Italia con ospiti come Ricky Portera, già chitarrista degli Stadio, Enzo Favata, Canio Loguercio, oltre a quelli che salgono sul palco il 23 dicembre. Indigo Tracks raccoglie in studio il frutto di quegli incontri.

La foto giusta da fare a Indaco, Indigo Tracks all'Auditorium Parco della Musica — 23 dicembre 2026

Durante il concerto non si fotografa: al Teatro Studio il pubblico è a pochi metri dai musicisti, e uno schermo acceso si nota da tutta la sala. La foto giusta si fa prima dell'inizio o all'esterno.

Prima dell'inizio, il soggetto è il palco con gli strumenti in attesa: bouzouki, mandola, oud, chitarre, percussioni, tromba e tastiere, in una sala tutta di legno di ciliegio. È un'immagine che racconta la varietà del suono degli Indaco meglio di un ritratto.

Fuori, a fine dicembre, alle 19 è già buio. Dalla cavea, la piazza a gradoni al centro del complesso, si inquadrano i tre grandi gusci delle sale illuminati: è l'immagine classica dell'Auditorium di Renzo Piano, e nelle sere di festa i foyer accesi la rendono ancora più calda.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia di quest'area comincia molto prima del complesso. Durante gli scavi per le fondazioni emersero i resti di una villa romana del III secolo avanti Cristo, sorta sul luogo di una fattoria arcaica del VI secolo avanti Cristo. Renzo Piano modificò il progetto per conservarli; i reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.

Roma aveva perso la sua grande sala da concerto nel 1936, con la demolizione dell'Augusteo. Nel 1992 il consiglio comunale scelse l'area fra il Villaggio Olimpico e il Flaminio; nel 1993 Renzo Piano vinse il concorso a inviti. Il 21 aprile 2002 aprirono le prime due sale, il 21 dicembre la Sala Santa Cecilia; dal 2006 il complesso ospita la Festa del Cinema, dal 2020 porta il nome di Ennio Morricone.

Per gli Indaco l'Auditorium è una sala di anniversari. Il 28 gennaio 2006 la band vi celebrò i suoi dieci anni di attività con un concerto documentato l'anno dopo nel DVD Tracce mediterranee, con ospiti Raiz degli Almamegretta, Rosie Wiederkehr degli Agricantus e Francesco Di Giacomo del Banco. Quella sera Massimo Carrano sostituì Arnaldo Vacca, ed entrò stabilmente nella formazione. E l'immagine che apre la voce enciclopedica sugli Indaco li ritrae proprio sul palco dell'Auditorium, il 6 marzo 2025.

Chi è passato da Indaco, Indigo Tracks all'Auditorium Parco della Musica — 23 dicembre 2026

Dalla storia degli Indaco è passata una parte importante della musica italiana degli ultimi cinquant'anni. Rodolfo Maltese, Pierluigi Calderoni, Francesco Di Giacomo e Vittorio Nocenzi del Banco del Mutuo Soccorso; Mauro Pagani della PFM; il bassista Rino Zurzolo; Arnaldo Vacca, a lungo percussionista di Massimo Ranieri; Andrea Parodi dei Tazenda; Michele Ascolese, chitarrista di Fabrizio De André.

Fra gli ospiti, oltre a quelli già citati, la cantante Gabriella Aiello, il violinista Stefano Tavernese, poi con la PFM nella tournée di Ulisse, Raiz degli Almamegretta e Rosie Wiederkehr degli Agricantus. E fra i musicisti internazionali, Lester Bowie. La sera del 23 dicembre passano Fry Moneti, Gianluca Spirito, Nicola Alesini, Luigi Cinque e Giovanni Imparato.

Dall'Auditorium, nella sua programmazione World, passano negli stessi mesi i Radiodervish, Eugenio Bennato, Kay McCarthy e i musicisti brasiliani di Dominguinho: una rassegna in cui gli Indaco sono di casa.

Il quartiere intorno all'Auditorium

L'Auditorium occupa un'area di circa 55.000 metri quadrati fra la collina di Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski.

MAXXI, Teatro Olimpico e il museo degli strumenti

Vicino alla fermata Flaminia/Reni si trova il MAXXI, il museo nazionale delle arti del XXI secolo; poco lontano c'è il Teatro Olimpico. Dentro l'Auditorium, per chi arriva presto e ama gli strumenti antichi, c'è il Museo degli strumenti musicali dell'Accademia di Santa Cecilia.

Verso il Tevere

Dall'Auditorium si scende al fiume e al Ponte della Musica, la passerella che porta al Foro Italico. Più a nord c'è Ponte Milvio, con i suoi locali serali.

Il Natale in città

Chi è a Roma per le feste trova idee nella scheda su Natale a Roma; con il tram 2 si torna in pochi minuti a piazza del Popolo.

Accessibilità, età e informazioni pratiche

L'Auditorium è un complesso moderno su più livelli fra terrazze, foyer e sale. Per le esigenze di accessibilità al Teatro Studio conviene scrivere in anticipo alla Fondazione Musica per Roma, all'indirizzo info@musicaperroma.it, per sapere quale ingresso usare.

Parcheggi

I parcheggi a pagamento dell'Auditorium, a raso e multipiano, hanno posti riservati alle persone con disabilità.

Con i ragazzi

Il concerto degli Indaco è adatto a ragazzi curiosi: strumenti poco comuni come il bouzouki e l'oud, percussioni, ritmi del Mediterraneo. Per un ragazzo che studia chitarra o batteria, vedere da vicino come si incastrano strumenti di tradizioni diverse è un buon esercizio d'ascolto. Le regole per i minori sono quelle indicate dall'Auditorium al momento dell'acquisto.

Come organizzare la serata degli Indaco

Per un concerto alle 20 al Teatro Studio, la serata ideale comincia all'Auditorium verso le 18:45, con il tempo per un giro nel complesso prima di entrare in sala.

Prima del concerto

Chi arriva presto può fermarsi sulla terrazza fra la Sala Santa Cecilia e la Sala Sinopoli, da cui si vedono i resti della villa romana scoperta durante i lavori, e poi prendere qualcosa al bar del foyer. Il guardaroba, in una sera con tre concerti, è il punto in cui si perde più tempo: conviene passarci per primi.

Dopo il concerto

La durata del concerto non è pubblicata; dopo l'ultimo bis la serata può continuare a Ponte Milvio o, con il tram 2, verso piazzale Flaminio e il centro. Chi ha comprato il disco al banco dopo il concerto, quando è disponibile, ha anche l'occasione di scambiare due parole con i musicisti: al Teatro Studio l'atmosfera lo permette più che nelle grandi sale.

Dove mangiare prima o dopo il concerto

All'interno dell'Auditorium Parco della Musica ci sono un bar e una caffetteria nei foyer e un bar ristorante con accesso anche dalla strada. Fra il Villaggio Olimpico, via Flaminia e piazza Mancini si trovano pizzerie, trattorie e bar di quartiere; per un concerto alle 20 conviene sedersi a tavola presto, verso le 18:30, prenotando. Chi preferisce cenare dopo trova l'offerta più ampia a Ponte Milvio, a pochi minuti: nella settimana di Natale, fra cene di lavoro e auguri, la prenotazione è indispensabile.

La world music all'Auditorium nella stagione

Il concerto degli Indaco fa parte della sezione World della programmazione dell'Auditorium, che nella stagione 2026 e 2027 porta in città musiche di tradizioni diverse.

Prima degli Indaco

In autunno la sezione ha proposto i Radiodervish, giovedì 29 ottobre in Sala Petrassi, e l'Ottobrata Romana, sabato 31 ottobre in Sala Sinopoli.

Dopo gli Indaco

Nel 2027 sono annunciati Eugenio Bennato, ospite di Terra Maris nel 2002, sabato 16 gennaio in Sala Petrassi; la cantante Kay McCarthy con La voce dell'Irlanda, la stessa sera al Teatro Studio; Dominguinho, con i musicisti brasiliani João Gomes, Jota.pê e Mestrinho, sabato 20 febbraio in Sala Sinopoli; il Nubras Ensemble, sabato 27 febbraio al Teatro Studio. Chi ama il genere può costruire un piccolo abbonamento personale fra dicembre e febbraio.

Dicembre all'Auditorium

Il concerto degli Indaco cade nella settimana più piena dell'Auditorium. Dal 13 dicembre al 1º gennaio è in corso il Roma Gospel Festival; dal 26 al 30 dicembre Max Gazzè è in scena per cinque sere; il 23 dicembre, alla stessa ora degli Indaco, suonano in Sala Santa Cecilia Stefano Bollani ed Enrico Rava.

Clima e abbigliamento

A fine dicembre le serate romane sono fresche e spesso umide, e il percorso dal tram all'ingresso è all'aperto. Conviene un cappotto da lasciare al guardaroba e un ombrello pieghevole.

Domande frequenti sugli Indaco a Roma

Quando suonano gli Indaco all'Auditorium Parco della Musica?

Gli Indaco suonano all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone mercoledì 23 dicembre 2026 alle 20:00, al Teatro Studio Gianni Borgna, per presentare il nuovo album Indigo Tracks. È una data unica nella programmazione World della Fondazione Musica per Roma.

Quanto costano i biglietti per gli Indaco all'Auditorium?

I biglietti per il concerto degli Indaco all'Auditorium partono da 18 euro, secondo la pagina ufficiale dell'evento. Si comprano dal sito dell'Auditorium, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, o alla biglietteria del complesso in viale Pietro de Coubertin 30.

Che cos'è Indigo Tracks?

Indigo Tracks è il nuovo album degli Indaco: nove brani inediti che intrecciano jazz, world music e sonorità mediterranee. Il disco arriva dopo Due Mondi, del 2022, ed è presentato a Roma con alcuni degli ospiti che hanno partecipato alla registrazione.

Chi sono gli ospiti del concerto degli Indaco?

Al concerto degli Indaco del 23 dicembre la pagina ufficiale annuncia Fry Moneti e Gianluca Spirito, legati ai Modena City Ramblers, Nicola Alesini, Luigi Cinque e Giovanni Imparato, insieme ad altri ospiti non ancora indicati.

Chi ha fondato gli Indaco?

Gli Indaco sono stati fondati nel 1992 da Mario Pio Mancini, suonatore di bouzouki, violino e mandola, e da Rodolfo Maltese, chitarrista storico del Banco del Mutuo Soccorso, scomparso nel 2015. Oggi la band fa capo a Mancini.

Quanti posti ha il Teatro Studio dell'Auditorium?

Il Teatro Studio Gianni Borgna è la sala più piccola dell'Auditorium Parco della Musica, con circa trecento posti tutti in platea. Ha pareti di legno di ciliegio, palco al livello del pubblico e nessun sipario.

Il concerto degli Indaco del 23 dicembre è un concerto di Natale?

No, il concerto degli Indaco del 23 dicembre all'Auditorium non è un programma natalizio: è la presentazione del nuovo album Indigo Tracks, con brani inediti fra jazz, world music e sonorità mediterranee. Per chi cerca canti di Natale, nello stesso periodo l'Auditorium ospita il Roma Gospel Festival.

Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica con i mezzi?

L'Auditorium Parco della Musica si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro. Da Termini c'è l'autobus 910, senza cambi; passano vicino anche le linee 53, 982 e 168.

Il consiglio finale sugli Indaco e Indigo Tracks

Una band nata dal prog romano e diventata un riferimento della world music italiana, un disco nuovo, gli amici di trent'anni di concerti sul palco, in una sala di trecento posti che sembra un club: a nostro giudizio è la proposta più originale della settimana di Natale all'Auditorium, lontana dai programmi a tema. Il consiglio è ascoltare Due Mondi nei giorni precedenti, comprare i biglietti presto, scegliere le file centrali e arrivare con mezz'ora di anticipo, perché la stessa sera il complesso ospita altri due concerti.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento23 Dicembre 2026 20:00
IndirizzoAuditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Viale Pietro de Coubertin 30, 00196 Roma Flaminio, Roma, Roma Città