Radiodervish all’Auditorium Parco della Musica — 29 ottobre 2026
I Radiodervish suonano giovedì 29 ottobre 2026 alle 20:00 nella Sala Petrassi dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30 (00196 Roma), con il concerto Attraversa-Menti. Musiche alla ricerca di nuove mappe mediterranee. Il concerto è prodotto dalla Fondazione Musica per Roma. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 verso piazza Mancini, oppure con gli autobus 910, 53, 168 e 982. I biglietti partono da 23 euro, secondo la pagina ufficiale dell'Auditorium, e si acquistano sul sito ufficiale dell'Auditorium Parco della Musica, sul circuito di prevendita autorizzato indicato dall'organizzazione o alla biglietteria del complesso.
Radiodervish all'Auditorium: data, orario, sala e biglietti
Il concerto dei Radiodervish all'Auditorium Parco della Musica è giovedì 29 ottobre 2026 alle 20:00 in Sala Petrassi, con biglietti a partire da 23 euro.
Quando
Giovedì 29 ottobre 2026, alle 20:00. È l'orario indicato dall'Auditorium e dal calendario culturale di Roma Capitale, che segnala il concerto nella programmazione 2026 del complesso.
Dove
Nella Sala Petrassi, la più raccolta delle tre grandi sale dell'Auditorium di Renzo Piano, in viale Pietro de Coubertin 30, fra il Villaggio Olimpico, il Flaminio e la collina di Villa Glori.
Biglietti
Il prezzo di partenza pubblicato dall'Auditorium è di 23 euro; le fasce più alte dipendono dal settore della sala. La vendita passa dal sito ufficiale dell'Auditorium e dal circuito di prevendita autorizzato, oltre che dalla biglietteria del complesso, aperta nella stagione invernale dalle 11 alle 20.
Il genere
L'Auditorium classifica la serata nella sezione World della sua programmazione, accanto a nomi come Eugenio Bennato e Kay McCarthy. È la collocazione giusta: i Radiodervish sono fra i precursori della world music in Italia.
Attraversa-Menti: che cosa si ascolta al concerto dei Radiodervish
Attraversa-Menti è un concerto che i Radiodervish presentano come un viaggio musicale nel Mediterraneo inteso come spazio di incontro, di migrazione delle idee, di resistenza culturale e di immaginazione.
Confini visibili e invisibili
La presentazione ufficiale parla di un concerto che attraversa confini visibili e invisibili, geografie reali e interiori, memorie e possibilità. Il titolo gioca sulla parola: attraversamenti, ma anche menti che attraversano. È il cuore della poetica del gruppo da trent'anni.
Iain Chambers e il mare che sfugge alle mappe
Il testo di presentazione cita lo studioso Iain Chambers, per il quale il Mediterraneo è un mare i cui suoni eccedono le carte preesistenti: un luogo che sfugge alle mappe rigide e alle identità chiuse, e che genera continuamente nuove rotte, nuove appartenenze e nuovi immaginari. I Radiodervish raccolgono questa tensione e la trasformano in canzoni.
Lingue e sponde
Nelle loro canzoni i Radiodervish intrecciano suoni, lingue e paesaggi delle diverse sponde del mare comune, e fanno della musica un gesto di ascolto e di relazione. Il concerto mette insieme melodie arabe, cantautorato mediterraneo e ricerca musicale, per disegnare nuove mappe emotive e culturali.
La scaletta
La scaletta non è pubblicata, e l'organizzazione avverte che il programma può subire variazioni. Chi conosce il gruppo sa che nei concerti convivono i brani storici e il repertorio più recente, da Cuore meridiano, l'album del 2024, ai classici di Centro del mundo e di In search of Simurgh.
Radiodervish: biografia del gruppo
I Radiodervish sono un gruppo di world music nato a Bari nel 1997 dall'incontro fra Michele Lobaccaro e l'italo palestinese Nabil Salameh, con il tastierista Alessandro Pipino al loro fianco fin dall'inizio.
L'incontro a Bari
Nabil Salameh e Michele Lobaccaro si conoscono a metà degli anni Ottanta, da studenti. Salameh era arrivato in Italia per studiare ingegneria; Lobaccaro era ancora al liceo, e poi studierà filosofia. Da quell'incontro, in una città di porto affacciata sull'Adriatico e sull'Oriente, nasce un sodalizio che dura da quarant'anni.
Al Darawish
Nel 1988 i due fondano gli Al Darawish, una delle prime esperienze di world music in Italia. Il gruppo ha un buon successo e incide due album, Al Darawish nel 1993 e Radio Dervish nel 1996; in quest'ultimo c'è Rosa di Turi, tratta da una lettera di Antonio Gramsci. Quando nel 1997 gli Al Darawish si sciolgono, una parte del gruppo fonda gli X Darawish, mentre Salameh e Lobaccaro danno vita ai Radiodervish.
Lingua contro lingua e il Premio Ciampi
Nel 1998 esce il primo album, Lingua contro lingua. Ripubblicato nel 2005 da il manifesto con la produzione di Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni, il disco vale al gruppo il Premio Ciampi come miglior esordio discografico dell'anno.
Le collaborazioni
Negli anni successivi i Radiodervish consolidano il loro nome con un'intensa attività dal vivo, con la partecipazione a trasmissioni televisive nazionali e con collaborazioni importanti: Franco Battiato, Noa, Stewart Copeland, l'Orchestra Araba di Nazaret, Zohar Fresco, Rim Banna, Amal Morkus. Nel 2000 Nabil Salameh duetta con Jovanotti in una versione remixata di Stella cometa, e nello stesso disco la canta da solo in arabo.
Ambasciatori di pace
L'impegno del duo per la pace porta il comune di Melpignano, in provincia di Lecce, a conferire a Nabil Salameh la cittadinanza onoraria insieme alla cantante israeliana Noa, nominandoli ambasciatori di pace nel mondo. Nel dicembre 2000, su invito dell'ONU e diretti da Nicola Piovani, i Radiodervish si esibiscono nel Duomo di Monreale davanti a numerosi capi di Stato.
I dischi dei Radiodervish, da Lingua contro lingua a Cuore meridiano
La discografia dei Radiodervish conta oltre dieci titoli, dall'esordio Lingua contro lingua del 1998 a Cuore meridiano del 2024, oltre ai due album pubblicati come Al Darawish.
In acustico e Centro del mundo
Nel marzo 2001 il gruppo tiene un concerto acustico a Bari, nell'auditorium La Vallisa, una chiesa sconsacrata trasformata in sala, a sostegno di un'associazione che lavora con i bambini palestinesi di un campo profughi in Cisgiordania. Il successo porta a sei repliche, e parte delle registrazioni diventa il secondo album, In acustico. Segue Centro del mundo, il disco che definisce la poetica del gruppo, dalla parte dell'umanità nomade e sradicata delle grandi città d'Europa; il brano che dà il titolo all'album è spesso suonato insieme a Noa.
In search of Simurgh
Nel 2004 esce In search of Simurgh, liberamente ispirato al Verbo degli uccelli del poeta mistico persiano Farid al Din Attar, prodotto da Saro Cosentino e distribuito anche in Giappone, Cina, Taiwan e Corea. Dalle sue canzoni nasce lo spettacolo Ali di polvere, scritto dall'attrice e regista Teresa Ludovico.
Amara terra mia e L'immagine di te
Il 2006 porta Amara terra mia, CD e DVD che raccoglie un tributo a Domenico Modugno, lo spettacolo con l'attore Giuseppe Battiston e un videoclip realizzato con Franco Battiato. Nel 2007 esce L'immagine di te, prodotto proprio da Battiato, con due duetti, uno con Caparezza e uno con Alessia Tondo, che finiscono anche nella colonna sonora del film d'animazione La luna nel deserto.
Beyond the Sea e gli anni Dieci
Nell'ottobre 2009, dopo un viaggio a Gerusalemme, esce Beyond the Sea, con solisti dell'Orchestra Araba di Nazaret e il percussionista Zohar Fresco, e testi in arabo, inglese, francese e spagnolo; l'unico brano in italiano è Tancredi e Clorinda, dalla Gerusalemme liberata di Tasso. Seguono Bandervish nel 2010, con la banda di Sannicandro di Bari, la raccolta Dal pesce alla luna nel 2012, Human nel 2013, Café Jerusalem nel 2015, Il sangre e il sal nel 2018, Classica nel 2019 e Cuore meridiano nel 2024.
I Radiodervish sui palchi del Mediterraneo
I Radiodervish suonano in tutta Italia, con un'attenzione particolare alla Puglia, e all'estero: Francia, Spagna, Belgio, Grecia, Israele, Palestina, Libano, Egitto, fino all'Ecuador.
Il Cairo 2011
Nel maggio 2011 aprono il Festival letterario del Cairo con un concerto alla Cairo Opera House, nei mesi in cui il mondo arabo attraversava la sua primavera politica.
Con l'Orchestra Araba di Nazaret
Nel 2007 dirigono l'Orchestra Araba di Nazaret per Salento Negroamaro; nel maggio 2009 la tournée comune debutta al Tzavta Theater di Tel Aviv e prosegue in Italia a giugno.
Il teatro
Fra il 2008 e il 2009 il gruppo lavora con attori e scrittori: Valter Malosti in Con le radici al cielo, Carlo Lucarelli in Note sull'ottava vibrazione. Nel castello normanno svevo di Sannicandro di Bari realizza Le Porte dell'Occidente, una residenza artistica che trasforma il castello in un luogo di incontro fra linguaggi e culture.
La radio
Il nome del gruppo non è casuale. Sul loro sito ufficiale i Radiodervish raccontano di aver sempre desiderato fare radio, e di aver immaginato fin dall'inizio mondi lontani arrivati attraverso le onde medie delle vecchie radio a transistor. Oggi dirigono una web radio, Radio Centro del Mundo.
Una curiosità su Radiodervish all'Auditorium Parco della Musica — 29 ottobre 2026
La curiosità è nel nome. Radio Dervish era il titolo del secondo album degli Al Darawish, il gruppo da cui tutto è nato, pubblicato nel 1996. Quando l'anno dopo Nabil Salameh e Michele Lobaccaro ripartono in due, prendono quel titolo e lo trasformano in un nome: Radiodervish, tutto attaccato. Dentro ci sono le due anime del progetto: il dervish, il mistico sufi che gira su sé stesso, e la radio, il mezzo con cui da ragazzi, secondo il loro racconto, immaginavano i mondi lontani che arrivavano sulle onde medie.
La seconda curiosità riguarda Gramsci. Nel disco Radio Dervish c'è Rosa di Turi, una canzone tratta da una lettera di Antonio Gramsci; il titolo richiama Turi, il paese pugliese del carcere in cui Gramsci fu detenuto. Un gruppo che canta in arabo e in italiano, nato a Bari, che mette in musica il più celebre prigioniero politico italiano del Novecento: è un indizio preciso della visione del mondo che il gruppo porterà avanti per trent'anni.
La terza curiosità è una coincidenza di calendario. Nello stesso giorno, a dieci minuti a piedi, il MAXXI ospita alle 18 un incontro sul museo di Rovereto intitolato Musei in transizione. E il concerto dei Radiodervish si chiama Attraversa-Menti. Transizioni e attraversamenti nello stesso pomeriggio, nello stesso quartiere: chi ha tempo può fare entrambe le cose.
La Sala Petrassi, dove suonano i Radiodervish
La Sala Petrassi è la più raccolta delle tre grandi sale dell'Auditorium Parco della Musica, sotto i settecento posti, ed è stata inaugurata il 21 aprile 2002 insieme alla Sala Sinopoli.
Il nome
La sala porta il nome di Goffredo Petrassi, uno dei grandi compositori italiani del Novecento. Come le altre due sale, intitolate a Giuseppe Sinopoli e all'Accademia di Santa Cecilia, rende omaggio alla storia musicale di Roma.
Perché è giusta per questo concerto
Un concerto come Attraversa-Menti chiede vicinanza: voci, testi in più lingue, strumenti acustici e tastiere, un racconto che passa anche dalle parole. La Sala Santa Cecilia, con i suoi oltre 2.700 posti, è costruita per la grande orchestra sinfonica; la Petrassi, più piccola, permette al pubblico di sentire le sfumature e di vedere da vicino i musicisti. È la scelta giusta.
Dove sedersi
In una sala di queste dimensioni quasi tutti i posti vedono bene. La platea centrale restituisce il suono più equilibrato; le file più vicine al palco permettono di seguire il lavoro degli strumenti, che nella musica dei Radiodervish è parte del racconto.
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone è il complesso per la musica progettato da Renzo Piano e inaugurato nel 2002, gestito dalla Fondazione Musica per Roma, che produce anche il concerto dei Radiodervish.
Perché Roma aspettò sessant'anni
Nel 1936, per liberare i resti del Mausoleo di Augusto, fu abbattuto l'Augusteo, la sala da concerti in cui dal 1908 suonavano l'Orchestra e il Coro di Santa Cecilia. Per decenni la città restò senza una vera sala sinfonica. Nel 1993 il Comune bandì un concorso internazionale; il 27 luglio 1994 vinse il progetto di Renzo Piano.
La villa romana sotto le sale
Nel novembre 1995 i lavori si fermarono: durante gli scavi erano emersi i resti di un'antica villa romana. Il progetto fu modificato per integrarla, e due dei tre volumi furono spostati verso ovest. I resti sono visibili dalla terrazza fra la Sala Santa Cecilia e la Sala Sinopoli, e i reperti sono esposti nel Museo Archeologico sotto la cavea.
Tre scarabei di piombo
Le tre sale da concerto sono edifici distinti, dalla forma che ricorda uno scarabeo, coperti da lastre di piombo e disposti a raggiera attorno alla cavea all'aperto intitolata a Luciano Berio. Piano le ha pensate come casse armoniche, grandi strumenti di legno protetti da un guscio. Ci sono poi il Teatro Studio Borgna, gli studi di registrazione, il Museo degli strumenti musicali dell'Accademia di Santa Cecilia e i giardini pensili intitolati a Claudio Abbado.
Un luogo che vive tutto l'anno
Da qui passano la stagione sinfonica di Santa Cecilia, la Festa del Cinema di Roma e festival come il Roma Jazz Festival. Per sale e servizi c'è la nostra scheda sull'Auditorium Parco della Musica.
Una cosa che non ti dice nessuno su Radiodervish all'Auditorium Parco della Musica — 29 ottobre 2026
Quello che nessuno dice è che i Radiodervish, a Roma, sono un gruppo per intenditori con un pubblico molto più largo di quanto si immagini. Non passano per le classifiche, ma trent'anni di concerti, di collaborazioni con Battiato e con Noa, di teatro e di impegno civile hanno costruito un seguito fedele, trasversale per età. In Sala Petrassi, con meno di settecento posti, i biglietti migliori si esauriscono prima di quanto ci si aspetti. Chi vuole la platea centrale compri presto.
La seconda cosa riguarda l'orario. Il regolamento dell'Auditorium consente l'ingresso fino a cinque minuti prima dell'inizio, e a spettacolo iniziato non si entra: il personale può far accomodare i ritardatari in posti diversi da quelli acquistati. Alle 19:30 di un giovedì il traffico su via Flaminia e su corso di Francia è ancora quello dell'uscita dagli uffici, e il tram 2 è pieno. Partite con largo anticipo.
Terza cosa, di sostanza: un concerto dei Radiodervish si ascolta anche con le orecchie della mente. I testi in arabo, in italiano, in inglese, in francese e in spagnolo non si capiscono tutti, e non serve. Le canzoni sono costruite perché il suono di una lingua sconosciuta diventi musica. Il consiglio è di lasciare da parte lo sforzo di tradurre e di ascoltare come si ascolta una voce alla radio da un paese lontano, che è esattamente l'esperienza da cui il gruppo dice di essere nato.
Come arrivare all'Auditorium per il concerto dei Radiodervish
L'Auditorium Parco della Musica si raggiunge con il tram 2 da piazzale Flaminio, dove c'è la fermata della metro A, oppure con gli autobus 910, 53, 168 e 982, o con la ferrovia Roma Nord fino a piazza Euclide.
Metro A e tram 2
È la soluzione che consiglio a chi viene dal centro. Si scende a Flaminio, si esce su piazzale Flaminio e si prende il tram 2, che corre lungo via Flaminia fino al capolinea di piazza Mancini. Da lì l'Auditorium si raggiunge a piedi. È anche il percorso più facile da ripetere al ritorno.
Gli autobus
Il 910 collega la stazione Termini a piazza Mancini ed è comodo per chi alloggia vicino alla stazione. Il 53 va da piazza Mancini a largo Chigi, nel centro storico. Il 168 collega largo Maresciallo Diaz alla stazione Tiburtina, e il 982 va da viale XVII Olimpiade alla stazione Quattro Venti.
La ferrovia Roma Nord
Chi arriva dai quartieri a nord lungo via Flaminia può usare la ferrovia Roma Nord e scendere a piazza Euclide, ai Parioli, per poi proseguire a piedi o con i mezzi di superficie.
In auto e parcheggi
L'Auditorium ha due parcheggi a pagamento, entrambi con posti riservati alle persone con disabilità: uno a raso davanti al complesso, con accesso da viale Pietro de Coubertin, e uno coperto multipiano, con accesso da viale Pietro de Coubertin e da viale Maresciallo Pilsudski. Le strade del Villaggio Olimpico, la sera dei concerti, si riempiono in fretta.
A piedi
Dal Foro Italico si attraversa il Tevere sul Ponte della Musica, pedonale e ciclabile. Da piazzale Flaminio la passeggiata lungo via Flaminia, accanto al MAXXI, dura una ventina di minuti.
Il consiglio che ti do per visitare Radiodervish all'Auditorium Parco della Musica — 29 ottobre 2026
Conviene arrivare preparati, ma non troppo. Ascoltate nel pomeriggio due dischi dei Radiodervish, uno dei primi e uno recente: Centro del mundo o In search of Simurgh per capire da dove vengono, Cuore meridiano per capire dove sono arrivati. Basta un'ora di ascolto per riconoscere in sala le canzoni e apprezzare come cambiano dal vivo.
Secondo consiglio: scegliete il posto con criterio. In Sala Petrassi le file centrali della platea danno il suono migliore; se potete, evitate i posti troppo laterali, dove si perde parte dell'equilibrio fra voce e strumenti. Con il prezzo di partenza di 23 euro vale la pena spendere qualcosa in più per un posto centrale.
Terzo consiglio: fate del 29 ottobre una giornata al Flaminio. Alle 18 al MAXXI c'è l'incontro gratuito sul MART, alle 20 il concerto. Fra le due cose c'è il tempo per una passeggiata di dieci minuti e un aperitivo nei bar dell'Auditorium. Due modi diversi di parlare di transizioni e di confini, nello stesso pomeriggio.
Ultimo consiglio: se accompagnate ospiti stranieri, soprattutto dal mondo arabo o dal Mediterraneo orientale, portateli. Un concerto in cui una voce palestinese canta in arabo e in italiano davanti a un pubblico romano è un ritratto dell'Italia che raramente si vede nei circuiti turistici.
Come organizzare la serata all'Auditorium
Una serata con i Radiodervish all'Auditorium si organizza bene arrivando almeno mezz'ora prima delle 20, quando la sala apre al pubblico.
Prima del concerto
L'Auditorium ha un foyer comune alle sale, bar, una caffetteria, un bar ristorante con accesso anche dalla strada e una grande libreria. Si può arrivare un'ora prima, prendere qualcosa e girare per il complesso. La biglietteria e gli spazi comuni, da ottobre a marzo, seguono l'orario invernale dalle 11 alle 20.
Dove mangiare vicino
Per cenare fuori le zone più comode sono tre. Il Villaggio Olimpico e i dintorni di viale XVII Olimpiade hanno pizzerie e trattorie di quartiere. Via Flaminia, verso piazza Mancini e verso il Flaminio, offre ristoranti e bar lungo il percorso del tram. Ponte Milvio, a nord, è la zona più animata, con molti locali aperti fino a tardi.
Dopo il concerto
Un concerto delle 20 finisce di solito intorno alle 22. Il tram 2 riporta a piazzale Flaminio, e da lì la metro A torna verso il centro. Chi ha voglia di camminare può scendere verso piazza del Popolo lungo via Flaminia, passando vicino all'obelisco Flaminio.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che i Radiodervish hanno lavorato con Franco Battiato. Si cita molto meno quanto quella collaborazione sia stata profonda: Battiato ha prodotto L'immagine di te, il disco del 2007, e ha firmato il videoclip di Amara terra mia, contenuto nel CD e DVD del 2006. Il cantautore siciliano, che ha costruito una parte della sua opera sul misticismo orientale e sulla cultura araba, trovò nel gruppo barese un interlocutore naturale.
Un secondo fatto, noto agli appassionati e poco ricordato altrove, riguarda il primo disco. La ristampa del 2005 di Lingua contro lingua, pubblicata da il manifesto, porta la produzione di Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni, due nomi che nella musica indipendente italiana non hanno bisogno di presentazioni. Da una parte il rock dell'Emilia, dall'altra la canzone mediterranea di Bari: un incontro che dice molto sulla musica italiana fuori dai circuiti commerciali fra gli anni Novanta e Duemila.
E un terzo fatto, del tutto romano. L'Auditorium, sede del concerto, è stato costruito anche perché Roma aveva perso nel 1936 la sua sala da concerti, l'Augusteo, demolita per liberare il Mausoleo di Augusto. Per sessant'anni la città ha fatto musica senza una casa adeguata. Chi siede in Sala Petrassi il 29 ottobre siede in un luogo che la città ha aspettato per due generazioni.
Il quartiere intorno all'Auditorium: Villaggio Olimpico, Flaminio, Villa Glori
L'Auditorium si trova all'estremità occidentale dei Parioli, fra Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski, in un'area segnata dalle Olimpiadi del 1960 e dall'architettura contemporanea.
Il Villaggio Olimpico e lo stadio Flaminio
Poco lontano c'è lo stadio Flaminio, progettato da Antonio Nervi con il padre Pier Luigi, inaugurato il 19 marzo 1959 per il torneo olimpico di calcio; per anni fu la casa della nazionale italiana di rugby.
Il MAXXI e il Teatro Olimpico
A breve distanza si trovano il MAXXI e il Teatro Olimpico. Il 29 ottobre alle 18 il MAXXI ospita l'incontro sul MART di Trento e Rovereto, a ingresso libero.
Villa Glori
Alle spalle dell'Auditorium sale la collina di Villa Glori, aperta al pubblico nel 1924 come Parco della Rimembranza su progetto di Raffaele De Vico. Dal 1997 il parco ospita installazioni di artisti contemporanei.
La Casa del Jazz
Chi ama la musica dal vivo trova nella stessa rete della Fondazione Musica per Roma anche la Casa del Jazz, in viale di Porta Ardeatina, con una programmazione autunnale fitta.
La foto giusta da fare a Radiodervish all'Auditorium Parco della Musica — 29 ottobre 2026
Durante il concerto dei Radiodervish fotografare in sala non è la cosa migliore da fare, né per chi scatta né per chi siede accanto. In una sala raccolta come la Petrassi uno schermo acceso si vede da ogni fila. La foto giusta si fa fuori, prima o dopo.
Il soggetto è preciso: le tre sale dell'Auditorium illuminate nella sera d'autunno, con i gusci di piombo che riflettono le luci e la cavea al centro. Il punto migliore è la cavea stessa, l'anfiteatro all'aperto intitolato a Luciano Berio, su cui si affacciano le sale disposte a raggiera. Da lì le tre coperture si vedono insieme.
Un'altra inquadratura efficace è quella dalla terrazza fra la Sala Santa Cecilia e la Sala Sinopoli, dove i resti della villa romana emersi durante gli scavi finiscono in primo piano, con le sale moderne alle spalle. Per un concerto che parla di memorie e di attraversamenti, duemila anni di Roma in un'immagine sono il ricordo giusto.
Dentro la sala, al massimo, uno scatto al palco vuoto prima dell'inizio, con gli strumenti già pronti. E a fine concerto, se i musicisti si fermano a salutare il pubblico nel foyer, è il momento per una foto ricordo. Durante l'esecuzione, il telefono resta in tasca.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del luogo in cui suonano i Radiodervish comincia molto prima dell'Auditorium. Durante gli scavi per il cantiere, nel novembre 1995, emersero i resti di un'antica villa romana. I lavori si fermarono e il progetto di Renzo Piano fu modificato per inglobarla.
Il 27 luglio 1994 fu proclamato vincitore del concorso il progetto di Piano. Nel luglio 1999 il Comune fondò la società Musica per Roma, trasformata nel 2004 nella fondazione che ancora oggi gestisce il complesso e che produce il concerto del 29 ottobre. Il 21 aprile 2002, giorno del Natale di Roma, furono inaugurate la Sala Petrassi, dove suonano i Radiodervish, e la Sala Sinopoli. Il 21 dicembre 2002 fu la volta della Sala Santa Cecilia, con l'Orchestra dell'Accademia diretta da Chung Myung-whun.
Da allora l'Auditorium è diventato uno dei centri culturali più frequentati d'Europa: nel 2014 i visitatori furono calcolati in più di due milioni. Nel 2006 vi si tenne la prima Festa del Cinema di Roma. Nel 2020, dopo la morte di Ennio Morricone, il complesso fu intitolato al compositore.
Poco lontano, sulla collina di Villa Glori, il 23 ottobre 1867 una settantina di volontari garibaldini guidati da Enrico e Giovanni Cairoli fu sconfitta dall'esercito pontificio: Enrico morì, Giovanni fu gravemente ferito. Nel 1960, a pochi passi, il Villaggio Olimpico ospitò gli atleti dei Giochi di Roma.
Chi è passato da Radiodervish all'Auditorium Parco della Musica — 29 ottobre 2026
Dall'Auditorium è passato, prima di tutti, Renzo Piano, che lo ha progettato. Le sue sale portano i nomi di Goffredo Petrassi e Giuseppe Sinopoli, la cavea quello di Luciano Berio, i giardini pensili quello di Claudio Abbado, il complesso intero quello di Ennio Morricone. Il 21 dicembre 2002 Chung Myung-whun diresse l'Orchestra di Santa Cecilia nel concerto inaugurale della sala più grande.
Il 29 ottobre passano dalla Sala Petrassi Nabil Salameh e Michele Lobaccaro, i fondatori dei Radiodervish, con i musicisti che li accompagnano. Nella storia del gruppo, alle tastiere e a molti strumenti acustici ed elettronici, c'è Alessandro Pipino, presente fin dall'inizio; nella formazione indicata come attuale compare anche il percussionista Riccardo Laganà. La formazione della serata romana non è pubblicata.
Attraverso la musica dei Radiodervish passano idealmente anche i loro compagni di strada: Franco Battiato, Noa, Stewart Copeland, Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni, Jovanotti, Caparezza, Nicola Piovani, Giuseppe Battiston, Teresa Ludovico, Carlo Lucarelli, Valter Malosti, l'Orchestra Araba di Nazaret. E, dalla letteratura, Farid al Din Attar, Torquato Tasso, Antonio Gramsci.
Nelle settimane successive passano dalla stessa sezione World della programmazione dell'Auditorium, fra gli altri, Indaco, Eugenio Bennato e Kay McCarthy.
Accessibilità e bambini al concerto dei Radiodervish
L'Auditorium Parco della Musica è progettato per la piena accessibilità alle persone con disabilità, con ascensori, percorsi per non vedenti e personale di accoglienza presente per indirizzare il pubblico.
Posti per chi è in carrozzina
Le persone in carrozzina possono prenotare il posto in sala per telefono al numero dedicato dell'Auditorium, 06 8024 1281, attivo tutti i giorni dalle 11 alle 18. I posti riservati sono limitati, e in una sala come la Petrassi conviene prenotare presto.
Con i ragazzi
Il regolamento dell'Auditorium prevede che i minori di 16 anni entrino accompagnati da un adulto con biglietto, in rapporto di un adulto ogni due minori. Un concerto dei Radiodervish è un'ottima introduzione alla musica del Mediterraneo per ragazzi curiosi, a patto che reggano due ore seduti in una sera infrasettimanale.
Il volume
La musica dei Radiodervish non è un concerto rock: il volume in sala resta moderato, adatto anche a chi è sensibile al rumore.
Il concerto a fine ottobre: il periodo dell'anno a Roma
Fine ottobre è uno dei momenti più ricchi per la musica a Roma: le stagioni sono appena ripartite, e l'Auditorium ha un calendario fitto.
L'autunno dell'Auditorium
Nelle settimane del concerto l'Auditorium ospita la Festa del Cinema, la stagione sinfonica di Santa Cecilia e, due giorni dopo i Radiodervish, sabato 31 ottobre, l'Ottobrata Romana in Sala Sinopoli, sempre nella sezione World.
Il tempo
A fine ottobre le giornate sono ancora miti, ma la sera rinfresca e le piogge sono frequenti. Il ritorno all'ora solare, pochi giorni prima, fa sì che alle 18 sia già buio.
Un giovedì sera
Un concerto di giovedì ha i suoi vantaggi: meno traffico del fine settimana, ristoranti meno pieni, un pubblico che viene per la musica. Chi lavora il giorno dopo torna a casa a un orario ragionevole.
Domande frequenti sui Radiodervish all'Auditorium
Quando suonano i Radiodervish a Roma?
I Radiodervish suonano a Roma giovedì 29 ottobre 2026 alle 20:00 nella Sala Petrassi dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30, con il concerto Attraversa-Menti. Musiche alla ricerca di nuove mappe mediterranee.
Quanto costano i biglietti dei Radiodervish all'Auditorium?
I biglietti per i Radiodervish all'Auditorium partono da 23 euro, secondo la pagina ufficiale del concerto. Si acquistano sul sito ufficiale dell'Auditorium Parco della Musica, sul circuito di prevendita autorizzato indicato dall'organizzazione o alla biglietteria del complesso.
Che cos'è il concerto Attraversa-Menti dei Radiodervish?
Attraversa-Menti è il concerto con cui i Radiodervish raccontano il Mediterraneo come spazio di incontro, di migrazione delle idee e di resistenza culturale, intrecciando melodie arabe, cantautorato mediterraneo e ricerca musicale. La scaletta non è pubblicata e il programma può subire variazioni.
Chi sono i Radiodervish?
I Radiodervish sono un gruppo di world music nato a Bari nel 1997 da Michele Lobaccaro e dall'italo palestinese Nabil Salameh, già fondatori degli Al Darawish nel 1988. Hanno vinto il Premio Ciampi per l'esordio Lingua contro lingua e hanno lavorato con Franco Battiato e Noa.
Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica con i mezzi?
L'Auditorium Parco della Musica si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 verso piazza Mancini, oppure con gli autobus 910, 53, 168 e 982, o con la ferrovia Roma Nord fino a piazza Euclide. In auto ci sono due parcheggi a pagamento.
Si può entrare in sala a concerto iniziato?
No, il regolamento dell'Auditorium Parco della Musica consente l'ingresso fino a cinque minuti prima dell'inizio, e a spettacolo iniziato il personale può far accomodare i ritardatari in posti diversi da quelli acquistati. Per il concerto delle 20 conviene arrivare entro le 19:30.
Il concerto dei Radiodervish è adatto ai ragazzi?
Sì, il concerto dei Radiodervish all'Auditorium è adatto a ragazzi curiosi di musica del Mediterraneo. I minori di 16 anni entrano accompagnati da un adulto con biglietto, in rapporto di un adulto ogni due minori, secondo il regolamento della sede.
Il consiglio finale sui Radiodervish all'Auditorium
Pochi gruppi italiani raccontano il Mediterraneo con la coerenza dei Radiodervish, e la Sala Petrassi è la misura giusta per ascoltarli. Comprate presto un posto centrale, ascoltate Centro del mundo nel pomeriggio, passate dal MAXXI alle 18 se potete, e alle 19:30 siate in foyer.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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Dormire a Roma
Hotel e appartamenti vicino a dove vuoi passare le giornate.
Transfer da e per l’aeroporto
Fiumicino e Ciampino con auto prenotata e prezzo fisso.