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Dire Straits Reload all’Auditorium Parco della Musica — 29 aprile 2027

In breve. I Dire Straits Reload suonano all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone giovedì 29 aprile 2027 alle 20:00, nella Sala Sinopoli, con uno spettacolo dedicato ai grandi successi dei Dire Straits.

I Dire Straits Reload suonano all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone giovedì 29 aprile 2027 alle 20:00, nella Sala Sinopoli, con uno spettacolo dedicato ai grandi successi dei Dire Straits. L'Auditorium si trova in viale Pietro de Coubertin 30, 00196 Roma: dal centro si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino alle fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con l'autobus 910 da Termini. Secondo la pagina ufficiale dell'Auditorium i biglietti partono da 36 euro; si comprano sul circuito di prevendita autorizzato raggiungibile dal sito ufficiale dell'Auditorium, oppure alla biglietteria del complesso. La voce e la chitarra solista sono di Andrea Cervetto, la batteria di Alex Polifrone.

L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, dove suonano i Dire Straits Reload
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, dove suonano i Dire Straits Reload Foto: Foto: LPLT, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Dire Straits Reload è una band italiana che porta in scena l'omaggio a uno dei nomi più amati del rock britannico. La presentazione ufficiale promette i brani simbolo, da «Sultans of Swing» a «Romeo and Juliet», da «Money for Nothing» a «Brothers in Arms» e alla monumentale «Telegraph Road», con una cura particolare per il suono della band originale. In una sala costruita per la musica come la Sinopoli, è un tributo che gioca in casa: il rock dei Dire Straits è sempre stato fatto di dettagli, di chitarre pulite, di volumi misurati.

Dire Straits Reload all'Auditorium: data, orario e biglietti

Dire Straits Reload suona in Sala Sinopoli giovedì 29 aprile 2027 alle 20:00, in data unica romana, con biglietti a partire da 36 euro.

Un giovedì sera

L'inizio alle 20 di un giovedì permette di uscire a un'ora ragionevole anche con i mezzi pubblici. La sera successiva comincia il ponte del Primo maggio: per chi arriva da fuori Roma, il concerto può aprire un lungo fine settimana in città.

I prezzi

La pagina ufficiale dell'evento indica un prezzo di partenza di 36 euro. I prezzi delle altre categorie, dalla platea alla galleria, si leggono al momento dell'acquisto sul circuito autorizzato, dove la pianta della sala mostra i posti disponibili.

Dove comprare

L'Auditorium indica come biglietteria online il circuito di prevendita autorizzato, raggiungibile dal pulsante di acquisto della pagina dell'evento. In alternativa c'è la biglietteria del complesso, in viale Pietro de Coubertin, aperta da ottobre a marzo dalle 11 alle 20 secondo l'orario invernale pubblicato.

Il genere

Nel cartellone dell'Auditorium il concerto è classificato nella sezione pop e rock, la stessa che ospita cantautori italiani e artisti internazionali nel corso della stagione.

Cosa si ascolterà: il repertorio dei Dire Straits

Lo spettacolo dei Dire Straits Reload è, secondo la presentazione dell'Auditorium, un omaggio fedele e appassionato ai Dire Straits, costruito sui grandi successi della band britannica.

I brani annunciati

La presentazione cita «Sultans of Swing», con i suoi riff di chitarra inconfondibili, la romantica «Romeo and Juliet», l'esplosiva «Money for Nothing», e poi «Brothers in Arms» e «Telegraph Road». La scaletta completa non è pubblicata, ma questi titoli coprono quasi tutta la parabola della band, dal primo disco del 1978 a Brothers in Arms del 1985.

Il suono

Ogni componente della band, dice la presentazione, contribuisce a ricreare con precisione il suono dell'originale. Per un tributo ai Dire Straits è la sfida principale: la loro musica vive di arrangiamenti puliti, lunghi passaggi strumentali, assoli costruiti nota per nota, spesso senza un vero ritornello.

Andrea Cervetto e Alex Polifrone

Alla voce e alla chitarra c'è Andrea Cervetto, che secondo la presentazione evoca con tecnica e sensibilità il tocco di Mark Knopfler. La sezione ritmica ha il suo perno nel batterista Alex Polifrone. La pagina ufficiale non pubblica i nomi degli altri musicisti della formazione.

Per chi è

La presentazione indica un doppio pubblico: gli appassionati della band e chiunque voglia riscoprire una delle pietre miliari della musica rock. A nostro giudizio è anche una buona occasione per chi, per ragioni anagrafiche, non ha mai sentito dal vivo quelle canzoni.

I Dire Straits: la storia della band

I Dire Straits sono stati una band rock britannica fondata nel 1977 da Mark Knopfler, voce, chitarra e autore di quasi tutti i brani, con il fratello David Knopfler alla chitarra, John Illsley al basso e Pick Withers alla batteria; si sciolsero di fatto nei primi anni Novanta.

Deptford, 1977

Tutto comincia nell'aprile 1977, quando Mark Knopfler, ex giornalista e insegnante di inglese, si trasferisce nell'appartamento di Deptford che il fratello David divideva con John Illsley. Il primo concerto si tenne in uno spiazzo dietro la palazzina, con gli strumenti alimentati da un lungo cavo elettrico collegato all'appartamento. Il nome fu suggerito da un amico di Pick Withers: dire straits significa terribili ristrettezze, un'ironia sulle difficoltà economiche del momento.

Sultans of Swing

Il 27 luglio 1977 la band registra un demo di cinque canzoni con «Sultans of Swing». Il disc jockey Charlie Gillett, che conduceva un programma su una radio locale della BBC, rimase così colpito da inserire il brano stabilmente nella sua programmazione, e grazie a lui arrivò il primo contratto discografico. Il primo album, Dire Straits, fu registrato in dodici giorni e uscì l'8 giugno 1978, ignorato in patria all'inizio e poi affermato in tutta Europa, negli Stati Uniti e in Australia.

Da Making Movies a Love over Gold

Making Movies, del 1980, porta testi più narrativi, le tastiere e la separazione dei due fratelli Knopfler; contiene «Romeo and Juliet» e «Tunnel of Love». Love over Gold, del 1982, è un disco sperimentale di cinque brani, fra cui «Telegraph Road», di oltre quattordici minuti, e «Private Investigations».

Brothers in Arms

Brothers in Arms, uscito il 13 maggio 1985, supera i trenta milioni di copie ed entra fra gli album più venduti di tutti i tempi. Il tour Live in 85/6 conta 248 concerti, compreso il Live Aid di Wembley del 13 luglio 1985. Dopo On Every Street, del 1991, e un altro tour mondiale di 216 date, la band interrompe l'attività. Nel complesso ha venduto oltre 120 milioni di dischi; nel 2018 è entrata nella Rock and Roll Hall of Fame.

I dischi dei Dire Straits da ascoltare prima del concerto

I Dire Straits hanno pubblicato sei album in studio e tre dal vivo: conoscerli, anche solo a grandi linee, aiuta a riconoscere da quale stagione della band arriva ogni brano della serata.

Dire Straits, 1978

Il disco d'esordio raccoglie i brani della gavetta, fra cui «Sultans of Swing», il ritratto di un complesso dixieland di dilettanti che dopo il lavoro suona per il piacere di farlo. Il produttore Muff Winwood mantenne arrangiamenti essenziali, costruiti sulla chitarra di Knopfler.

Communiqué, 1979

Prodotto da Barry Beckett e Jerry Wexler e pubblicato il 15 giugno 1979, riprende lo stile del primo disco con brani come «Once Upon a Time in the West» e «Lady Writer». In Germania fu il primo LP della storia a debuttare direttamente in vetta alla classifica.

Making Movies e Love over Gold

Making Movies, uscito il 17 ottobre 1980 e prodotto da Knopfler con Jimmy Iovine, apre con «Tunnel of Love» e contiene «Romeo and Juliet» e «Solid Rock», che diventò una presenza fissa nei concerti. Love over Gold, del 20 settembre 1982, ha solo cinque brani, con lunghi passaggi strumentali e le aperture jazz della marimba e del vibrafono di Mike Mainieri in «Private Investigations».

Brothers in Arms e On Every Street

Brothers in Arms, del 1985, porta cinque singoli: «So Far Away», «Money for Nothing», «Walk of Life», «Your Latest Trick» e la title track, un inno pacifista scritto dal punto di vista di un soldato ferito a morte. On Every Street, del 10 settembre 1991, arriva sei anni e mezzo dopo e spazia dal country rock di «Calling Elvis» all'hard rock di «Heavy Fuel».

I dischi dal vivo

Alchemy, del 1984, documenta il concerto dell'Hammersmith Odeon del 23 luglio 1983. On the Night, del 1993, viene dai concerti dell'Arena di Nîmes e di Rotterdam del maggio 1992. Live at the BBC, del 1995, è l'ultima pubblicazione inedita: un concerto trasmesso dalla radio della BBC il 22 luglio 1978.

Mark Knopfler, il modello da evocare

Mark Knopfler è il centro della musica dei Dire Straits: voce, chitarra, autore di quasi tutti i brani e, dal terzo disco in poi, produttore. È lui il riferimento di ogni tributo.

Le canzoni come racconti

I testi di Knopfler raccontano spesso vicende di persone comuni, con una poetica che mette in risalto le emozioni dei protagonisti senza sentimentalismo, e non di rado contengono una critica sociale, come «Industrial Disease» e «Telegraph Road». Molti brani hanno lunghi passaggi strumentali e non hanno un vero ritornello.

Il concerto come un unico racconto

Dal vivo Knopfler rinnovava spesso gli arrangiamenti, si concedeva spazio per fraseggi e assoli e amava legare le canzoni fra loro, per dare unità a concerti di oltre due ore. Il tema di Local Hero, dalla colonna sonora che aveva composto per il film, divenne il brano di chiusura dei concerti della band.

Oltre la band

Negli anni Ottanta Knopfler compose colonne sonore, fra cui Local Hero, Cal e La storia fantastica, e collaborò con Bob Dylan, Van Morrison, Tina Turner, Bryan Ferry e Chet Atkins; nel 1989 fondò i Notting Hillbillies. All'inizio degli anni Novanta scelse la carriera solista, lontano dalle dinamiche del grande spettacolo.

I riconoscimenti

I Dire Straits hanno vinto i BRIT Awards nella categoria British Group nel 1983 e nel 1986 e come miglior album britannico nel 1987 con Brothers in Arms; nel 1986 il Grammy per «Money for Nothing» e gli MTV Video Music Awards per il videoclip dell'anno. Fra il 1979 e il 2019 sono state pubblicate oltre 480 cover dei loro brani.

Una curiosità su Dire Straits Reload all'Auditorium Parco della Musica — 29 aprile 2027

La curiosità più bella riguarda il volume. Nei primi concerti dei Dire Straits, Mark Knopfler chiedeva ai tecnici del suono di non alzare troppo i diffusori, perché il pubblico potesse parlare liberamente durante lo spettacolo. È un'idea agli antipodi del rock da stadio, e racconta lo spirito sobrio di una band che rifuggiva i riflettori. Suonare quelle canzoni in una sala da concerto come la Sinopoli, progettata per l'acustica, ha qualcosa di coerente con quell'origine.

La seconda curiosità riguarda «Money for Nothing». Nel brano Sting canta come seconda voce, e per i cori fu usata la linea melodica di «Don't Stand So Close to Me» dei Police: per questo Sting è accreditato anche come coautore. La terza riguarda una canzone che non c'è: «Private Dancer» fu scartata da Love over Gold perché ritenuta più adatta a una voce femminile, e divenne il brano che dà il titolo all'album di maggior successo di Tina Turner.

La quarta è un incrocio con un'altra serata romana dello stesso 29 aprile: le tastiere di Making Movies le suonò Roy Bittan della E Street Band, la band di Bruce Springsteen.

La Sala Sinopoli

La Sala Sinopoli è la sala media dell'Auditorium Parco della Musica: 1.133 posti, inaugurata il 21 aprile 2002 insieme alla Sala Petrassi.

Il nome

La sala porta il nome di Giuseppe Sinopoli, già direttore stabile dell'Orchestra di Santa Cecilia e fra i sostenitori della battaglia perché Roma avesse una sala per la musica. Nella stagione ospita concerti sinfonici, pop, rock e jazz, con un pubblico ampio ma non da arena.

Una sala per il rock pulito

Per una band che ricrea un suono fatto di chitarre limpide e passaggi strumentali, la dimensione della Sinopoli è un buon compromesso: abbastanza grande per l'energia di «Money for Nothing», abbastanza raccolta perché gli assoli arrivino definiti.

Platea o galleria

Per un concerto di chitarra, in cui il gioco delle mani è parte dello spettacolo, la platea centrale permette di vedere da vicino la tecnica del chitarrista; la galleria offre una visione d'insieme del palco e delle luci. La scelta si fa in pianta, al momento dell'acquisto.

L'Auditorium di Renzo Piano

Le tre grandi sale sono volumi rivestiti di piombo su una base di mattoni, disposti a ventaglio intorno alla cavea intitolata a Luciano Berio. La storia completa è nella scheda sull'Auditorium Parco della Musica.

Una cosa che non ti dice nessuno su Dire Straits Reload all'Auditorium Parco della Musica — 29 aprile 2027

Quello che pochi dicono è che il suono di Mark Knopfler è difficilissimo da imitare, e non per la velocità. Knopfler suona senza plettro, con la tecnica fingerpicking, in una rielaborazione personale dello stile clawhammer dei suonatori di banjo; ed è mancino, ma suona da destrimano, e la mano forte sul manico gli permette bending su tre corde e un vibrato potente. Un chitarrista che vuole evocarlo deve reimparare la mano destra, non solo le note. È il metro con cui giudicare, il 29 aprile, il lavoro di Andrea Cervetto.

La seconda cosa riguarda le chitarre. Nei primi anni Knopfler suonava una Fender Stratocaster, dal 1980 una Schecter Custom Stratocaster dal suono più potente; a metà anni Ottanta arrivarono una Gibson Les Paul e i modelli Pensa-Suhr, e una chitarra resofonica National compare in almeno una canzone di ciascuno dei sei album in studio. Chi ha l'orecchio allenato può divertirsi a riconoscere, brano per brano, lo strumento scelto dal tributo.

La terza è pratica: nei concerti dei Dire Straits i brani erano spesso legati fra loro, senza pause. Se la band segue il modello, gli applausi arrivano meno spesso del solito.

Il consiglio che ti do per visitare Dire Straits Reload all'Auditorium Parco della Musica — 29 aprile 2027

Il primo consiglio è di scegliere la platea, lato sinistro o centrale, per vedere le mani del chitarrista: in un tributo ai Dire Straits lo spettacolo è quello. Dalla galleria si ha una visione migliore delle luci e della band intera, ma si perde il dettaglio.

Il secondo è di riascoltare, nei giorni prima, Alchemy, il doppio album dal vivo registrato all'Hammersmith Odeon di Londra il 23 luglio 1983 e pubblicato senza sovraincisioni né ritocchi in studio. È il miglior termine di paragone per un concerto dal vivo della band, e contiene versioni lunghe di «Sultans of Swing», «Romeo and Juliet» e «Telegraph Road».

Il terzo è di arrivare con venti minuti di anticipo: le sale si raggiungono attraversando gli spazi comuni, e il giovedì 29 aprile l'Auditorium ha più di un concerto in programma. Il quarto: chi ama il rock americano e britannico della stessa epoca può fare della settimana una piccola rassegna, con un altro tributo al Teatro Ghione la stessa sera e, il 29 aprile, Elodie al Palazzo dello Sport per chi preferisce il pop italiano.

Come arrivare all'Auditorium Parco della Musica

L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30, si raggiunge con la metro A e il tram 2 oppure con gli autobus 910, 53 e 982. La metropolitana non arriva all'ingresso.

Metro A e tram 2

Dalla stazione Flaminio della metro A il tram 2 percorre via Flaminia fino alle fermate Flaminia/Reni e Apollodoro; di lì si cammina per pochi minuti verso viale Pietro de Coubertin, attraverso il Villaggio Olimpico.

Autobus

Il 910 collega piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, con l'Auditorium senza cambi. Il 53 arriva da piazza Mancini, il 982 dalla zona di viale XVII Olimpiade; il 168, dalla Tiburtina, è una linea feriale, utile di giovedì. Le ultime corse vanno verificate sul calcolatore dell'azienda dei trasporti.

In auto

Il tratto di viale Pietro de Coubertin davanti all'ingresso è chiuso al traffico, e i parcheggi a pagamento del complesso hanno posti limitati; nelle sere con più concerti le auto si riversano nelle strade del Villaggio Olimpico.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che Brothers in Arms è uno degli album più venduti della storia. È meno citato che è stato anche un disco tecnologico: uno dei primi album realizzati interamente con tecnologie digitali e stampati su compact disc, e per questo contribuì a diffondere il nuovo formato fra il pubblico di tutto il mondo. Molti ascoltatori comprarono il primo lettore CD per ascoltare proprio quel disco.

Un secondo fatto noto e poco citato riguarda il tour che ne seguì. Live in 85/6 fu inaugurato a Spalato il 25 aprile 1985 e si chiuse a Sydney il 26 aprile 1986: fra la prima e l'ultima data passò esattamente un anno. Il concerto di Roma dei Dire Straits Reload cade, quarantadue anni dopo, negli stessi giorni di fine aprile.

Il terzo riguarda l'impegno civile della band, sostenitrice di Amnesty International e del movimento anti apartheid: l'11 giugno 1988 i Dire Straits furono protagonisti a Wembley del concerto per il settantesimo compleanno di Nelson Mandela, allora in carcere, con Eric Clapton alla chitarra.

La foto giusta da fare a Dire Straits Reload all'Auditorium Parco della Musica — 29 aprile 2027

La foto giusta si fa durante gli applausi finali, senza flash: il chitarrista al centro del palco, la band nelle luci, la sala piena. Durante i brani lunghi, come «Telegraph Road», il consiglio è di tenere il telefono in tasca: quattordici minuti di crescendo non si godono attraverso uno schermo, e la luce disturba chi è intorno.

Prima del concerto, a fine aprile, alle 19:30 c'è ancora luce: dalla cavea i tre volumi di piombo dell'Auditorium prendono i colori del tramonto, ed è l'immagine più riconoscibile del complesso.

All'uscita, verso le 22, i volumi illuminati dal basso su viale Pietro de Coubertin sono a nostro giudizio l'inquadratura più originale della serata.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Per oltre sessant'anni Roma è rimasta senza una sala costruita per la musica: nel 1936 era stato demolito l'Augusteo, e le orchestre si erano adattate a spazi di fortuna. Nel 1992 il Comune scelse l'area accanto al Villaggio Olimpico, e nel 1993 Renzo Piano vinse il concorso. Durante gli scavi emersero i resti di una villa romana del III secolo avanti Cristo, sorta su una fattoria arcaica del VI secolo: il progetto fu modificato e i reperti sono oggi esposti sotto la cavea.

Il 21 aprile 2002, giorno del Natale di Roma, furono inaugurate la Sala Petrassi e la Sala Sinopoli; il 21 dicembre dello stesso anno aprì la Sala Santa Cecilia. Dal 2003 l'Auditorium ospita la stagione dell'Accademia di Santa Cecilia, dal 2006 la Festa del Cinema di Roma; nel 2020 è stato intitolato a Ennio Morricone.

Il 29 aprile 2027 la Sala Sinopoli ha appena compiuto venticinque anni: i Dire Straits Reload suonano in una sala che, in un quarto di secolo, ha ospitato musica di ogni genere, dalla sinfonica al rock.

Chi è passato da Dire Straits Reload all'Auditorium Parco della Musica — 29 aprile 2027

Dalle sale dell'Auditorium sono passati in venticinque anni i direttori della stagione di Santa Cecilia, i jazzisti del Roma Jazz Festival, i protagonisti della canzone italiana e internazionale.

Dalla storia dei Dire Straits passano nomi che raccontano un'epoca: Charlie Gillett, che fece ascoltare per primo «Sultans of Swing»; i Talking Heads, di cui la band aprì alcuni concerti; Bob Dylan, che dopo averli visti a Los Angeles chiamò Knopfler e Withers a suonare nel suo Slow Train Coming; Sting in «Money for Nothing»; Roy Bittan della E Street Band in Making Movies; Eric Clapton, che nel 1988 suonò con loro a Wembley; e turnisti come Tony Levin, Michael e Randy Brecker, Omar Hakim, Jeff Porcaro e Vince Gill.

La stessa sera, nella Sala Santa Cecilia, Rudolf Buchbinder suona e dirige Mozart con l'Orchestra dell'Accademia: due pubblici diversissimi si incrociano nella cavea, fra il rock britannico e il classicismo viennese. Nella settimana l'Auditorium ospita anche la Nona di Beethoven diretta da Daniel Harding.

Accessibilità e informazioni pratiche

Per l'accessibilità della Sala Sinopoli conviene scrivere in anticipo alla Fondazione Musica per Roma, all'indirizzo info@musicaperroma.it indicato sul sito dell'Auditorium, per sapere quale ingresso usare e quali posti scegliere.

Con i ragazzi

Un concerto di brani dei Dire Straits è una buona occasione per i ragazzi che studiano chitarra: la tecnica senza plettro di Knopfler e gli assoli di «Sultans of Swing» sono una lezione dal vivo. L'inizio alle 20 di un giovedì, alla vigilia del ponte, non crea problemi con la scuola.

Arrivare in tempo

Conviene essere nel complesso almeno venti minuti prima: le sale si raggiungono attraversando gli spazi comuni, e con più concerti nella stessa sera il foyer si riempie in fretta.

Il 29 aprile a Roma: una sera, molte scelte

Giovedì 29 aprile 2027 è una delle sere più affollate della primavera romana per chi ama la musica dal vivo, e i Dire Straits Reload sono solo una delle possibilità.

Nello stesso complesso

Alle 19:30, nella Sala Santa Cecilia, Rudolf Buchbinder suona e dirige tre concerti per pianoforte di Mozart con l'Orchestra dell'Accademia. I due pubblici arrivano quasi alla stessa ora e si incrociano nella cavea: conviene tenerne conto per il guardaroba e per l'uscita.

Un altro tributo

Alle 20:30, al Teatro Ghione, vicino a San Pietro, va in scena Blood Brothers, lo show tributo a Bruce Springsteen. Rock britannico da una parte, rock americano dall'altra: le due band evocano due musicisti che, negli anni Ottanta, riempivano gli stessi stadi.

Pop e comicità

Alle 21, al Palazzo dello Sport, canta Elodie; all'Esquilino, al Teatro Ambra Jovinelli, c'è una serata di stand up. Chi è a Roma per il ponte può costruire la propria settimana di spettacoli scegliendo fra generi diversissimi.

Intorno all'Auditorium

L'Auditorium si estende fra Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski, in un quadrante della Roma del Novecento dove l'architettura contemporanea convive con il verde.

Il MAXXI

Verso via Guido Reni, a pochi minuti a piedi, il MAXXI di Zaha Hadid forma con l'Auditorium la coppia di architetture contemporanee più importanti della città.

Ponte Milvio

Poco più a nord, Ponte Milvio è il punto d'incontro serale di Roma nord, con l'offerta più ampia di locali per il dopo concerto.

Dove mangiare prima o dopo il concerto

Dentro l'Auditorium ci sono bar e caffetteria nel foyer e un bar ristorante con ingresso anche dalla strada, comodo per mangiare qualcosa prima delle 20.

Nel quartiere

Fra il Villaggio Olimpico, via Flaminia e piazza Mancini si trovano pizzerie, trattorie e bar di quartiere. Dopo il concerto Ponte Milvio offre la scelta più ampia; verso piazzale Flaminio e il Tridente la scelta è quella, più cara, del centro storico.

La vigilia del ponte

Il 29 aprile è la vigilia del ponte del Primo maggio: i locali di Roma nord si riempiono, e una prenotazione fatta nel pomeriggio evita sorprese.

Fine aprile a Roma

Il concerto cade alla vigilia del ponte del Primo maggio, uno dei periodi più vivaci dell'anno: le giornate sono lunghe, le sere miti, e la città si riempie di visitatori. Per chi arriva da fuori, una serata all'Auditorium permette di vedere un quartiere diverso dal centro storico, con le architetture di Renzo Piano e di Zaha Hadid a pochi passi. Un soprabito leggero è utile all'uscita: la cavea è all'aperto.

Chi si ferma per tutto il ponte può usare l'Auditorium come punto di partenza per la Roma del Novecento: il Villaggio Olimpico, il MAXXI di Zaha Hadid, Ponte Milvio con i suoi locali. Dentro il complesso, il piccolo museo sotto la cavea espone i reperti della villa romana emersa durante i lavori: dieci minuti prima del concerto bastano per vederlo. È un modo diverso di vivere la città, lontano dalle code del centro storico nei giorni più affollati della primavera.

Domande frequenti su Dire Straits Reload a Roma

Quando suonano i Dire Straits Reload a Roma?

I Dire Straits Reload suonano all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone giovedì 29 aprile 2027 alle 20:00, nella Sala Sinopoli, in data unica romana. L'Auditorium è in viale Pietro de Coubertin 30.

Quanto costano i biglietti per Dire Straits Reload?

I biglietti per Dire Straits Reload all'Auditorium partono da 36 euro, secondo la pagina ufficiale dell'evento. Le altre categorie si vedono sulla pianta della sala al momento dell'acquisto, sul circuito di prevendita autorizzato o alla biglietteria dell'Auditorium.

Quali canzoni suonano i Dire Straits Reload?

La presentazione ufficiale dei Dire Straits Reload cita «Sultans of Swing», «Romeo and Juliet», «Money for Nothing», «Brothers in Arms» e «Telegraph Road». La scaletta completa non è pubblicata.

Chi suona nei Dire Straits Reload?

Nei Dire Straits Reload la voce e la chitarra sono di Andrea Cervetto, che evoca il tocco di Mark Knopfler; alla batteria c'è Alex Polifrone. La pagina dell'Auditorium non pubblica i nomi degli altri musicisti.

Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica?

All'Auditorium Parco della Musica si arriva con la metro A fino a Flaminio e il tram 2 fino alle fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con l'autobus 910 da Termini e con le linee 53 e 982.

Quanto dura il concerto?

La durata del concerto dei Dire Straits Reload non è pubblicata dall'Auditorium. Con l'inizio alle 20, un concerto di tributo in teatro si chiude di solito in tempo per i mezzi pubblici; conviene comunque verificare l'ultima corsa del tram 2.

Il consiglio finale su Dire Straits Reload

Il consiglio è di comprare un posto in platea, riascoltare Alchemy nei giorni prima e arrivare all'Auditorium con venti minuti di anticipo. Dire Straits Reload porta in una delle sale più curate di Roma il repertorio di una band che ha sempre messo il suono prima dello spettacolo. A nostro giudizio è la serata giusta per chi è cresciuto con Brothers in Arms e per chi vuole scoprire perché quelle chitarre, quasi cinquant'anni dopo «Sultans of Swing», fanno ancora alzare la testa a chi le sente.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento29 Aprile 2027 20:00
IndirizzoAuditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Viale Pietro de Coubertin 30, 00196 Roma Flaminio, Roma, Roma Città