The Pineapple Thief all’Auditorium Parco della Musica — 17 aprile 2027
The Pineapple Thief suonano a Roma sabato 17 aprile 2027 alle 20:00 nella Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30, 00196 Roma, tappa italiana del Far and Wide European Tour 2027 organizzata dalla Fondazione Musica per Roma. All'Auditorium si arriva con il tram 2 dalla stazione Flaminio della metro A (fermate Flaminia/Reni o Apollodoro) oppure con l'autobus 910 da Termini, che ferma davanti al complesso. I prezzi pubblicati sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione sono 49 euro per la platea e 40 euro per la galleria 3 centrale, diritto di prevendita compreso e commissioni di servizio escluse; i biglietti si comprano sul sito ufficiale dell'Auditorium e sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. Il giorno dopo la band è a Milano: a Roma c'è una sola sera.

The Pineapple Thief a Roma il 17 aprile 2027: i dati essenziali
Il concerto romano dei Pineapple Thief è fissato per sabato 17 aprile 2027 alle 20:00 in Sala Sinopoli, con biglietti da 40 a 49 euro più commissioni. È una data unica, dentro una tournée europea lunga e fitta, e cade di sabato: la combinazione che di solito riempie per prima una sala da poco più di mille posti.
Data, ora e sala
Sabato 17 aprile 2027, inizio alle 20:00, Sala Sinopoli. Il calendario ufficiale della band indica per quella sera l'Auditorium Parco della Musica di Roma, fra Zagabria (15 aprile) e l'Alcatraz di Milano (18 aprile). L'orario delle 20:00 è quello riportato dal circuito di vendita; l'apertura delle porte non è pubblicata, e conviene regolarsi come per ogni concerto in Sala Sinopoli, arrivando almeno tre quarti d'ora prima.
I prezzi pubblicati
Sul circuito ufficiale la platea costa 49 euro intero, la galleria 3 centrale 40 euro, e allo stesso prezzo sono in vendita i posti di balaustra della galleria 3 centrale. Le gallerie laterali, compresi i posti a visibilità limitata, risultano al momento non disponibili. Il prezzo comprende il diritto di prevendita fissato dall'organizzatore; le commissioni di servizio si aggiungono al momento dell'acquisto.
Chi organizza
L'organizzatore indicato è la Fondazione Musica per Roma, la stessa che gestisce l'Auditorium e la Casa del Jazz. Per rimborsi, cambi e informazioni sull'accessibilità il riferimento è quindi la fondazione, attraverso i contatti pubblicati sul sito dell'Auditorium.
Il tour
Il titolo ufficiale è Far and Wide European Tour 2027: la tournée prende il nome dal nuovo album della band, Far and Wide, che il sito ufficiale dei Pineapple Thief propone in preordine. Dopo una serie di date in Nord America nel novembre 2026, fra Washington, Philadelphia, New York, Montréal e Toronto, la band attraversa l'Europa fra marzo e aprile 2027.
Chi sono The Pineapple Thief: da Yeovil al rock progressivo europeo
The Pineapple Thief sono una band inglese di rock progressivo fondata nel 1999 da Bruce Soord a Yeovil, nel Somerset. Oggi la formazione è composta da Soord alla voce, alle chitarre e alle tastiere, Jon Sykes al basso, Steve Kitch alle tastiere e Gavin Harrison alla batteria; dal vivo, dal 2021, si aggiunge alla chitarra Beren Matthews. In venticinque anni hanno pubblicato sedici album in studio, sei EP e diversi dischi dal vivo e antologie.
Un progetto solista diventato band
All'inizio Pineapple Thief era il progetto personale di Bruce Soord, uno sbocco per la sua musica. Il nome viene da una battuta del film Eve's Bayou. Il primo disco, Abducting the Unicorn, uscì nel 1999 per la piccola etichetta Cyclops Records; seguirono 137 e, nel 2003, Variations on a Dream, il lavoro che secondo le cronache della band allargò la cerchia degli ascoltatori.
Perché «The»
Dopo Variations on a Dream Soord decise di trasformare il progetto in una band vera e propria e aggiunse l'articolo al nome: The Pineapple Thief. La ragione era pratica. Le iniziali PT coincidevano con quelle dei Porcupine Tree, l'altra grande band inglese del progressive di quegli anni, e serviva un modo per distinguersi. È un dettaglio che, a distanza di vent'anni, ha qualcosa di ironico: il batterista dei Porcupine Tree, Gavin Harrison, oggi siede dietro i tamburi dei Pineapple Thief.
La prima formazione
La prima line up comprendeva Soord, Jon Sykes al basso, Wayne Higgins alla chitarra, Matt O'Leary alle tastiere e Keith Harrison alla batteria. Con questa formazione la band pubblicò 12 Stories Down nel 2004, poi registrato di nuovo e remixato come 10 Stories Down l'anno dopo. Quando O'Leary lasciò, entrò alle tastiere Steve Kitch, che aveva coprodotto e mixato quel disco. Sykes e Kitch sono ancora oggi nella band.
La carriera dei Pineapple Thief: gli anni della Kscope
La svolta arrivò nel 2008, quando i Pineapple Thief firmarono con la Kscope, una divisione della Snapper Music, e contribuirono a rilanciare l'etichetta con il loro settimo album, Tightly Unwound. Da lì la band è cresciuta disco dopo disco, diventando uno dei nomi di riferimento del progressive britannico del nuovo secolo.
Da Little Man a Tightly Unwound
Dopo Little Man, del 2006, la band chiuse il rapporto con la Cyclops con What We Have Sown, alla fine del 2007. Nello stesso anno una loro canzone, Snowdrops, finì in un episodio della serie di MTV The Hills: un passaggio televisivo curioso per una band nata nei circuiti del rock progressivo. Nel marzo 2008 lasciò il chitarrista Wayne Higgins. Tightly Unwound, a maggio, uscì insieme a un breve documentario pubblicato sul sito della band, con interviste e due brani dal vivo esclusivi.
Someone Here Is Missing e All the Wars
Nel 2009 arrivarono gli EP The Dawn Raids Volume 1 e Volume 2 e il cofanetto 3000 Days, una raccolta rimasterizzata dei primi dieci anni. Nel 2010 uscì Someone Here Is Missing, con la copertina firmata da Storm Thorgerson, uno dei grafici più celebri del rock inglese. Nel 2012 la band entrò in studio per un disco registrato con un'orchestra di ventidue elementi e un coro: All the Wars, il nono album.
Magnolia e Your Wilderness
Nel febbraio 2014 Dan Osborne prese il posto di Keith Harrison alla batteria, e il 15 settembre dello stesso anno uscì Magnolia. Nell'agosto 2016 fu la volta di Your Wilderness, il primo disco con Gavin Harrison alla batteria, chiamato come musicista di studio. Il disco fu accolto molto bene dalla critica e dal pubblico, e segnò l'inizio della fase attuale della band.
Dissolution, Versions of the Truth e It Leads to This
Nell'agosto 2018 uscì Dissolution, il dodicesimo album in studio; il 4 settembre 2020 Versions of the Truth, il tredicesimo. Nel 2022 venne Give It Back e il 9 febbraio 2024 It Leads to This, il disco il cui tour portò la band in Italia nel 2024 e poi di nuovo a Roma nel marzo 2025. Nel mezzo, una serie di pubblicazioni dal vivo: Where We Stood nel 2017, Hold Our Fire nel 2019, Nothing But the Truth nel 2021, registrato dal vivo in studio.
Le antologie e il nuovo album
Negli ultimi anni la band ha anche riordinato il proprio catalogo con due raccolte, How Did We Find Our Way, dedicata agli anni 1999 e 2006, uscita nel 2023, e Retracing Our Steps, dedicata agli anni 2007 e 2014, uscita nel 2025. Nel 2024 è uscito l'EP Last to Run. Il nuovo album si intitola Far and Wide, ed è il disco che dà il nome alla tournée del 2027.
Gavin Harrison, il batterista dei Pineapple Thief
Gavin Harrison, nato il 28 maggio 1963, è uno dei batteristi più premiati del rock contemporaneo: è noto per i lunghi periodi con i Porcupine Tree, dal 2002 al 2010 e di nuovo dal 2021, con i King Crimson, nel 2008 e dal 2013, e con The Pineapple Thief, dal 2016. Il calendario ufficiale del tour lo mette in evidenza accanto al nome della band in ogni data.
Dalla sessione alla band
Harrison entrò nei Pineapple Thief come musicista di studio per Your Wilderness, nel 2016, partì con la band per il tour del gennaio 2017 e nell'agosto 2018, poco prima dell'uscita di Dissolution, fu annunciato come membro effettivo. Da allora firma con Bruce Soord la scrittura e la produzione dei dischi.
Una carriera lunga quarant'anni
Harrison lavora come professionista dal 1979. Da batterista di sessione ha suonato su dischi e in tournée con Incognito, Lisa Stansfield, Paul Young, Iggy Pop, Level 42, Mick Karn, Kevin Ayers e molti altri. Nei Porcupine Tree ha suonato su In Absentia, Deadwing, Fear of a Blank Planet, The Incident e Closure/Continuation. Nel 2008 entrò nei King Crimson in una formazione con due batterie, al fianco di Pat Mastelotto; dal 2014 al 2021 ha suonato dal vivo con i King Crimson come uno dei tre batteristi.
I riconoscimenti
I lettori della rivista Modern Drummer lo hanno votato miglior batterista progressive dal 2007 al 2010 e poi nel 2016 e nel 2019; la rivista Prog lo ha indicato come miglior batterista nel 2011, nel 2012 e ogni anno dal 2018 al 2024. Nel 2014 Modern Drummer lo ha inserito fra i cinquanta più grandi batteristi di tutti i tempi. Il 23 agosto 2011 è stato ospite del Late Show di David Letterman nella settimana dedicata agli assoli di batteria. È anche autore di due manuali, Rhythmic Illusions e Rhythmic Perspectives.
Una curiosità su The Pineapple Thief all'Auditorium Parco della Musica — 17 aprile 2027
La curiosità più romana della serata riguarda proprio il batterista. Prima di diventare il motore ritmico dei Pineapple Thief, Gavin Harrison ha lavorato a lungo come musicista di sessione anche per la canzone italiana: fra gli artisti con cui ha suonato ci sono Claudio Baglioni, Franco Battiato ed Eros Ramazzotti. Il pubblico della Sala Sinopoli che il 17 aprile lo vedrà dietro una batteria progressive ha quindi buone probabilità di averlo già ascoltato, senza saperlo, in qualche disco di casa.
La seconda curiosità è nel nome della band. Pineapple Thief, il ladro di ananas, viene da una battuta del film Eve's Bayou, e l'articolo «The» fu aggiunto solo per non confondersi con i Porcupine Tree, che avevano le stesse iniziali. Vent'anni dopo, il batterista dei Porcupine Tree è entrato nei Pineapple Thief: la distinzione che l'articolo doveva garantire si è trasformata in un legame.
La terza è una curiosità di copertina. Someone Here Is Missing, del 2010, porta la firma grafica di Storm Thorgerson, uno dei nomi più celebri della grafica rock inglese. Per una band che il pubblico italiano associa spesso alla tradizione del progressive inglese, è un legame diretto con quella storia.
Infine una curiosità di calendario: il giorno dopo Roma la band suona all'Alcatraz di Milano. Chi arriva dal Nord e non trova posto a Milano può scegliere Roma, ma anche il contrario: a nostro giudizio la sala seduta dell'Auditorium, per un concerto di questo tipo, è la situazione d'ascolto migliore delle due.
La Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica
La Sala Sinopoli è una delle tre grandi sale dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, con 1.133 posti, ed è stata la prima ad aprire, il 21 aprile 2002, giorno del Natale di Roma, insieme alla Sala Petrassi. È la sala che la Fondazione Musica per Roma dedica più spesso al rock d'autore, al jazz e alla canzone.
Il nome
La sala è intitolata a Giuseppe Sinopoli, direttore d'orchestra e compositore, direttore stabile di Santa Cecilia e fra quelli che più si batterono perché Roma avesse finalmente una sala costruita per la musica. Il progetto acustico dell'intero complesso fu curato da Jürgen Reinhold dello studio Müller-BBM di Monaco di Baviera.
Una sala seduta per il progressive
Poco più di mille posti, platea e gallerie vicine al palco: per un concerto di rock progressivo, fatto di dinamiche, di passaggi strumentali lunghi e di una batteria che lavora molto sulle sfumature, è una misura adatta. Si ascolta seduti, con un impianto che deve fare i conti con un'acustica pensata per la musica, e il suono dei piatti e delle chitarre arriva più definito che in un club.
Platea o galleria
La platea, a 49 euro, dà il suono più diretto e la vista più ravvicinata sul palco. La galleria 3 centrale, a 40 euro, è più alta e più lontana ma frontale, e permette di vedere l'intero palco, luci comprese. I posti di balaustra sono quelli in prima fila della galleria. Le gallerie laterali, al momento, non sono in vendita.
Il complesso
Per la storia completa del complesso di Renzo Piano, delle sue tre sale, del Teatro Studio e della cavea all'aperto, c'è la scheda sull'Auditorium Parco della Musica.
Una cosa che non ti dice nessuno su The Pineapple Thief all'Auditorium Parco della Musica — 17 aprile 2027
Quello che non compare nelle presentazioni è che la tappa romana arriva a pochi giorni da una lunga corsa nell'Europa centrale. Nelle due settimane prima di Roma la band suona a Francoforte, Amburgo, Colonia, Berlino, Danzica, Varsavia, Cracovia, Dresda, Praga, Vienna, Monaco e Zagabria: dodici città in quindici giorni. Roma arriva quindi a tournée ben rodata, con una scaletta ormai assestata e una band al massimo della forma, e la data italiana successiva è già l'indomani a Milano.
La seconda cosa riguarda il pubblico. I Pineapple Thief non passano per le radio italiane e non hanno un tormentone: il loro pubblico è fatto di appassionati che conoscono i dischi a memoria e che arrivano anche da lontano. In una sala seduta questo significa silenzio durante i passaggi strumentali e applausi a scena aperta sugli assoli. Chi porta con sé un amico che non li conosce faccia ascoltare prima almeno un paio di brani di It Leads to This.
La terza è pratica. Sul sito ufficiale della band sono in vendita pacchetti VIP per le date europee, con ingresso anticipato e materiale esclusivo: sono un'aggiunta al biglietto, venduta separatamente, e vanno comprati in anticipo. Chi è interessato controlli le condizioni prima di acquistare il biglietto della sala, perché il pacchetto non sostituisce il titolo d'ingresso.
Infine, il sabato sera all'Auditorium la cavea, i foyer e il parcheggio sono spesso condivisi con il pubblico di altre sale. Un margine di mezz'ora in più all'arrivo evita di cominciare la serata in coda.
Il consiglio che ti do per visitare The Pineapple Thief all'Auditorium Parco della Musica — 17 aprile 2027
Il primo consiglio è di arrivare preparati sul nuovo materiale. Il tour porta il nome di Far and Wide, il nuovo album: chi ascolta il disco nelle settimane prima riconosce i brani al primo accordo e segue meglio come la band li trasforma dal vivo. Per chi conosce la band solo dal passato, un ascolto di Your Wilderness e di Dissolution spiega bene il suono dell'era Harrison.
Il secondo riguarda il posto. A nostro giudizio la platea centrale, a qualche fila di distanza dal palco, è il compromesso migliore per un concerto di questo tipo: si vede bene la batteria, che in questa band è uno spettacolo nello spettacolo, e il suono è più equilibrato che nelle prime file. Chi preferisce spendere meno trova nella galleria 3 centrale una visione frontale dell'intero palco e delle luci.
Il terzo riguarda la serata. Con l'inizio alle 20:00 di sabato, conviene arrivare all'Auditorium verso le 19:00, fare un giro sulla cavea, prendere qualcosa al bar ed entrare con calma. Dopo il concerto, Ponte Milvio è a pochi minuti per una cena o un bicchiere, da prenotare: il sabato di metà aprile è una delle sere più affollate dell'anno in quella zona.
Il quarto è di comprare presto. Con alcuni settori già non disponibili e una sola data romana, aspettare le ultime settimane significa scegliere fra i posti rimasti.
Come arrivare all'Auditorium per The Pineapple Thief
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone si raggiunge con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, e con gli autobus 910, 53, 982 e 168; la stazione della metropolitana più vicina è Flaminio, sulla linea A.
Metro A e tram 2
Dalla stazione Flaminio si esce su piazzale Flaminio e si prende il tram 2 lungo via Flaminia. Si scende a Flaminia/Reni o ad Apollodoro e si cammina per qualche minuto attraverso il Villaggio Olimpico fino all'ingresso di viale Pietro de Coubertin.
In autobus
Il 910 parte da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, e ferma davanti all'Auditorium senza cambi: è la soluzione più semplice per chi arriva in treno. Il 53 collega piazza Mancini con il centro, il 982 arriva dalla stazione Quattro Venti, il 168 dalla stazione Tiburtina. Gli orari serali vanno controllati sul calcolatore di percorso di Atac.
In auto
Il complesso ha un parcheggio interno a pagamento, con posti limitati. Il sabato sera, con più sale in attività, si riempie presto: chi arriva in auto metta in conto un margine di tempo in più, o scelga i mezzi pubblici.
Il ritorno
Dopo il concerto il tram 2 riporta a piazzale Flaminio e alla metro A. In alternativa, un taxi prenotato qualche minuto prima della fine evita la coda all'uscita.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Chi segue il progressive sa che l'arrivo di Gavin Harrison ha cambiato il suono dei Pineapple Thief; meno spesso si ricorda che il rapporto è andato ben oltre la sessione di registrazione. Harrison fu chiamato per Your Wilderness, nel 2016, come batterista di studio, e partì con la band per il tour del 2017. Solo nell'agosto 2018, poco prima dell'uscita di Dissolution, fu annunciato come membro effettivo, e da allora è accreditato con Bruce Soord nella scrittura e nella produzione dei dischi.
In altre parole, i Pineapple Thief che si ascoltano oggi sono una band a due teste creative, non più il progetto di un solo autore. Il fatto è risaputo fra gli appassionati, ma spiega perché i dischi dal 2018 in poi abbiano una struttura ritmica così diversa da quelli dei primi anni: parti di batteria costruite insieme alla scrittura dei brani, e non aggiunte dopo.
Un secondo fatto poco citato riguarda la storia discografica della band. Nel maggio 2008 furono i Pineapple Thief a rilanciare l'etichetta Kscope con Tightly Unwound: l'etichetta che poi è diventata una delle case più importanti del progressive contemporaneo ha, fra i suoi primi titoli della nuova fase, proprio un disco di questa band. Dal vivo, a Roma, si ascolta quindi uno dei nomi che hanno contribuito a costruire la scena, non solo a frequentarla.
Biglietti per The Pineapple Thief a Roma: prezzi e consigli
I biglietti per The Pineapple Thief all'Auditorium costano 49 euro in platea e 40 euro in galleria 3 centrale, diritto di prevendita incluso e commissioni escluse, e si comprano sul sito ufficiale dell'Auditorium e sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione.
Comprare in sicurezza
Il consiglio è di comprare solo sui canali ufficiali indicati dalla Fondazione Musica per Roma. I biglietti rivenduti da terzi su piattaforme non autorizzate possono essere non validi, e in caso di annullamento il rimborso segue soltanto le procedure dell'organizzatore.
Commissioni e rimborsi
Il circuito precisa che le commissioni di servizio non sono rimborsabili, e che in caso di annullamento l'organizzatore può decidere di non rimborsare la quota del diritto di prevendita. Sono condizioni standard, ma è bene conoscerle prima di pagare.
I pacchetti VIP
I pacchetti VIP proposti sul sito ufficiale della band sono un'aggiunta al biglietto e non lo sostituiscono: per entrare in sala serve sempre il titolo d'ingresso venduto dall'organizzatore.
La foto giusta da fare a The Pineapple Thief all'Auditorium Parco della Musica — 17 aprile 2027
La foto giusta si fa prima del concerto, fuori dalla sala. Il soggetto è l'Auditorium di Renzo Piano, con i grandi gusci delle sale rivestiti di piombo intorno alla cavea. A metà aprile, arrivando un'ora prima dell'inizio, si coglie l'ultima luce del giorno sulle coperture, e poco dopo le sale illuminate contro il cielo della sera. Il punto migliore è la cavea stessa, la piazza a gradoni al centro del complesso.
La seconda foto è quella del palco prima dell'inizio, dal proprio posto: la batteria di Gavin Harrison montata al centro, le tastiere di Steve Kitch, le chitarre in fila. Per chi suona, la batteria da sola vale lo scatto: la sua disposizione è una delle cose che gli appassionati fotografano sempre.
Durante il concerto le regole dell'Auditorium e dell'organizzatore vanno rispettate: in una sala seduta uno schermo acceso disturba chi è dietro, e nei brani più lunghi e silenziosi la luce di un telefono si nota da lontano. La terza foto, se si vuole, è quella dell'uscita: la cavea di notte, con il pubblico che si disperde verso via Flaminia.
Il quartiere intorno all'Auditorium
L'Auditorium occupa un'area di circa 55.000 metri quadrati fra la collina di Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski.
Il MAXXI e il Teatro Olimpico
Vicino alla fermata Flaminia/Reni si trova il MAXXI, il museo nazionale delle arti del XXI secolo; poco lontano c'è il Teatro Olimpico. Dentro l'Auditorium, per chi arriva presto, c'è il Museo degli strumenti musicali dell'Accademia di Santa Cecilia, da verificare negli orari del giorno.
Verso il Tevere e Ponte Milvio
Dall'Auditorium si scende al fiume e al Ponte della Musica, la passerella che porta al Foro Italico. Più a nord, oltre piazza Mancini, c'è Ponte Milvio, uno dei punti d'incontro serali di Roma nord.
Il centro a poche fermate
Con il tram 2 si torna in pochi minuti a piazzale Flaminio e a piazza del Popolo: chi passa il pomeriggio in centro può raggiungere l'Auditorium senza cambiare mezzo più di una volta.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia di quest'area è più antica del complesso. Durante gli scavi per le fondazioni emersero i resti di una villa romana del III secolo avanti Cristo, costruita sul luogo di una fattoria arcaica del VI secolo avanti Cristo. Renzo Piano modificò il progetto per conservarli, e i reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.
La storia moderna comincia con una demolizione. Nel 1936 fu abbattuto l'Augusteo, la grande sala da concerto di Roma, e per oltre sessant'anni la città restò senza un auditorium costruito per la musica. Nel 1992 il consiglio comunale scelse l'area del Villaggio Olimpico; nel 1993 Renzo Piano vinse il concorso a inviti.
Il 21 aprile 2002 aprirono la Sala Sinopoli, la sala del concerto dei Pineapple Thief, e la Sala Petrassi; il 21 dicembre dello stesso anno la Sala Santa Cecilia. Dal 2003 l'Auditorium è la sede della stagione dell'Accademia di Santa Cecilia, dal 2006 ospita la Festa del Cinema, e nel 2020 è stato intitolato a Ennio Morricone.
Il 17 aprile 2027 cade quattro giorni prima del venticinquesimo anniversario di quella prima apertura: la Sala Sinopoli compie venticinque anni pochi giorni dopo aver ospitato la band di Bruce Soord. Nel frattempo il complesso è diventato una delle case della musica rock d'autore in città, con una programmazione che mette insieme sinfonica, jazz, canzone e progressive.
Chi è passato da The Pineapple Thief all'Auditorium Parco della Musica — 17 aprile 2027
Il primo nome da citare, per questa sala, è quello degli stessi Pineapple Thief. Venerdì 28 marzo 2025 la band ha suonato in Sala Sinopoli, alle 21:00, tornando in Italia dopo il tour del 2024 dedicato a It Leads to This. La presentazione dell'Auditorium li descriveva come una delle band progressive rock più influenti del secolo, con Bruce Soord, Jon Sykes, Steve Kitch e Gavin Harrison in formazione. Il 17 aprile 2027 è quindi un ritorno, a due anni di distanza, sullo stesso palco.
La Sala Sinopoli porta il nome di Giuseppe Sinopoli, che dal podio di Santa Cecilia fu fra i protagonisti della battaglia per dare a Roma una sala da concerto. Dal complesso di Renzo Piano, nel corso di venticinque anni, sono passati i grandi nomi della musica sinfonica, del jazz e della canzone: nell'autunno 2026, per il Roma Jazz Festival, in Sala Sinopoli ha suonato Paolo Fresu.
Dalla carriera dei Pineapple Thief, attraverso il loro batterista, passano altri nomi importanti. Gavin Harrison ha suonato con i Porcupine Tree, con i King Crimson, e da musicista di sessione con Iggy Pop, Level 42, Paul Young, Mick Karn, Kevin Ayers, e in Italia con Claudio Baglioni, Franco Battiato ed Eros Ramazzotti. Dalla grafica dei loro dischi passa Storm Thorgerson, che firmò la copertina di Someone Here Is Missing. Il 17 aprile, in Sala Sinopoli, passano Bruce Soord, Jon Sykes, Steve Kitch e Gavin Harrison: la formazione che ha costruito il suono dei Pineapple Thief degli ultimi dieci anni.
Come organizzare la serata del 17 aprile
Il 17 aprile 2027 è un sabato di primavera piena: a Roma le giornate sono lunghe, le temperature serali miti, e la zona di Ponte Milvio e del Flaminio è molto frequentata.
Prima del concerto
Chi arriva nel pomeriggio può visitare il MAXXI, a pochi minuti dall'Auditorium, controllando gli orari del giorno, o fare una passeggiata lungo il Tevere fino al Ponte della Musica. Verso le 19:00 conviene essere in cavea: bar del foyer, guardaroba e servizi sono più liberi nella prima mezz'ora.
Dopo il concerto
All'uscita il sabato sera Ponte Milvio è la meta più vicina per una cena o un bicchiere. Chi torna in centro trova il tram 2 per piazzale Flaminio; chi ha l'auto nel parcheggio interno può aspettare qualche minuto sulla cavea prima di uscire, per evitare la coda.
Chi arriva da fuori Roma
Per chi viene da fuori città il 910 da Termini è la soluzione più diretta. Chi vuole vedere anche la data di Milano, il giorno dopo, ha tutta la domenica per spostarsi: il concerto all'Alcatraz è la sera del 18 aprile.
Dove mangiare prima o dopo il concerto
All'interno dell'Auditorium Parco della Musica ci sono un bar e una caffetteria nei foyer e un bar ristorante con accesso anche dalla strada. Fra il Villaggio Olimpico, via Flaminia e piazza Mancini si trovano pizzerie, trattorie e bar di quartiere.
Prima delle 20:00
Per un concerto alle 20:00 una cena prima è possibile prenotando presto, verso le 18:30. In alternativa, qualcosa di veloce al bar del foyer e la cena rimandata a dopo.
Dopo il concerto
Chi preferisce cenare dopo trova l'offerta più ampia a Ponte Milvio. Il sabato sera di aprile la prenotazione è indispensabile: con un concerto di due ore, conviene prenotare per le 22:30.
Accessibilità e informazioni pratiche
L'Auditorium è un complesso moderno su più livelli fra terrazze, foyer e sale. Per le esigenze di accessibilità conviene contattare in anticipo la Fondazione Musica per Roma all'indirizzo info@musicaperroma.it, per sapere quale ingresso usare e quali posti scegliere.
Parcheggi
I parcheggi a pagamento dell'Auditorium, a raso e multipiano, hanno posti riservati alle persone con disabilità.
Con i ragazzi
Per un ragazzo che studia batteria o chitarra il concerto è una lezione dal vivo: vedere Gavin Harrison suonare da vicino è un'esperienza che molti batteristi cercano per anni. Le regole per i minori sono quelle indicate dall'organizzatore al momento dell'acquisto.
Durata
La durata del concerto non è pubblicata. Le date del tour sono concerti completi della band, senza artisti d'apertura indicati nel calendario ufficiale: conviene mettere in conto una serata piena.
Domande frequenti su The Pineapple Thief a Roma
Quando suonano The Pineapple Thief a Roma nel 2027?
The Pineapple Thief suonano a Roma sabato 17 aprile 2027 alle 20:00, nella Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. È l'unica data romana del Far and Wide European Tour 2027; il giorno dopo la band è all'Alcatraz di Milano, poi prosegue verso Zurigo e Strasburgo.
Quanto costano i biglietti per The Pineapple Thief all'Auditorium?
I biglietti per The Pineapple Thief all'Auditorium costano 49 euro in platea e 40 euro in galleria 3 centrale, compresi i posti di balaustra, con il diritto di prevendita incluso e le commissioni di servizio escluse. Le gallerie laterali risultano al momento non disponibili sul circuito ufficiale.
Dove si comprano i biglietti?
I biglietti per il concerto dei Pineapple Thief a Roma si comprano sul sito ufficiale dell'Auditorium Parco della Musica e sul circuito di prevendita autorizzato dalla Fondazione Musica per Roma, che organizza la serata. Conviene evitare i siti di rivendita non autorizzati.
Chi suona nei Pineapple Thief?
The Pineapple Thief sono Bruce Soord alla voce, alle chitarre e alle tastiere, Jon Sykes al basso, Steve Kitch alle tastiere e Gavin Harrison alla batteria. Dal vivo, dal 2021, alla chitarra c'è anche Beren Matthews. Harrison è noto anche per il lavoro con Porcupine Tree e King Crimson.
Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica?
L'Auditorium Parco della Musica si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi il tram 2 fino a Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con l'autobus 910 da Termini, che ferma davanti all'ingresso. Il complesso ha anche un parcheggio interno a pagamento, con posti limitati.
Che album presentano i Pineapple Thief nel tour 2027?
Il tour 2027 dei Pineapple Thief si chiama Far and Wide, come il nuovo album che il sito ufficiale della band propone in preordine. La scaletta non è pubblicata: è ragionevole attendersi il nuovo disco accanto ai brani più noti del catalogo, ma il repertorio lo decide la band.
I Pineapple Thief hanno già suonato all'Auditorium?
Sì, The Pineapple Thief hanno già suonato in Sala Sinopoli venerdì 28 marzo 2025, nel tour seguito all'album It Leads to This. Il concerto del 17 aprile 2027 è quindi un ritorno sullo stesso palco, a due anni di distanza.
Il consiglio finale su The Pineapple Thief all'Auditorium Parco della Musica
Il consiglio è di non trattare la data del 17 aprile come un concerto qualsiasi del sabato sera. The Pineapple Thief sono una band che si ascolta meglio seduti, in una sala costruita per la musica, e la Sala Sinopoli offre esattamente questa condizione: a Milano, il giorno dopo, lo stesso concerto si ascolta in un club. A nostro giudizio conviene prendere un posto centrale in platea, arrivare presto per godersi la cavea nella luce di aprile, ascoltare Far and Wide nelle settimane prima e lasciare che Gavin Harrison faccia il resto. Per chi ama il progressive, è una delle serate romane della primavera da segnare subito in agenda.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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