Gustavo Gimeno e Frank Peter Zimmermann all’Auditorium Parco della Musica — 1, 2 e 3 aprile 2027
Gustavo Gimeno dirige l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia con Frank Peter Zimmermann al violino giovedì 1 aprile 2027 alle 19:30, venerdì 2 aprile alle 20:00 e sabato 3 aprile alle 18:00, nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30. In programma la prima assoluta di Viaggio di Carlo Boccadoro, nuova commissione dell'Accademia, il Concerto per violino di Paul Hindemith e Shéhérazade di Rimskij-Korsakov. All'Auditorium si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino alle fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con l'autobus 910 da Termini. I biglietti costano da 23 a 54 euro, in sei settori, e si comprano al botteghino dell'Auditorium, a quello di via Vittoria 6 o sul circuito di prevendita autorizzato dall'Accademia, a partire dalla pagina ufficiale del concerto; per i concerti da marzo a fine stagione la prevendita apre il 12 gennaio 2027. Le porte della sala si chiudono all'orario d'inizio.

Un direttore spagnolo che ha cominciato come percussionista nell'orchestra del Concertgebouw, un violinista tedesco che suona da oltre quarant'anni con le grandi orchestre del mondo, un compositore italiano che firma una pagina nuova per l'Accademia. Tre storie diverse per un programma che va dalla prima esecuzione assoluta a uno dei titoli più amati del repertorio sinfonico.
Gimeno e Zimmermann a Santa Cecilia: le date
Il concerto di Gustavo Gimeno e Frank Peter Zimmermann ha tre repliche, secondo la consueta formula della stagione sinfonica dell'Accademia: giovedì, venerdì e sabato, ciascuna legata a un turno di abbonamento.
Giovedì 1 aprile, ore 19:30
La prima sera è quella del turno G-G1. L'orario delle 19:30 è pensato per chi esce dal lavoro e vuole tornare a casa a un'ora ragionevole: con un programma di questa ampiezza si esce in serata piena, senza fare le ore piccole.
Venerdì 2 aprile, ore 20:00
La replica del venerdì, turno V-V1, comincia mezz'ora più tardi. È la sera più adatta a chi vuole cenare fuori dopo il concerto, nel quartiere Flaminio o a Ponte Milvio.
Sabato 3 aprile, ore 18:00
Il sabato, turno S-S1, si comincia alle 18:00. È la replica più comoda per chi arriva da fuori città o per chi porta ragazzi: si esce all'ora di cena e resta tutta la sera per il resto.
La sala
Tutte e tre le serate sono nella Sala Santa Cecilia, la più grande dell'Auditorium, sede abituale della stagione sinfonica dell'Accademia.
Il programma: Boccadoro, Hindemith, Rimskij-Korsakov
Il programma di Gimeno e Zimmermann mette in fila tre pagine molto diverse: una prima assoluta, un concerto del Novecento scritto in tempo di guerra e una suite sinfonica dell'Ottocento russo fra le più eseguite al mondo.
Carlo Boccadoro, Viaggio
La serata si apre con Viaggio di Carlo Boccadoro, in prima esecuzione assoluta: è una nuova commissione dell'Accademia di Santa Cecilia. Del brano, prima del debutto, si conosce il titolo; il resto lo racconterà l'ascolto. Per il pubblico è l'occasione rara di sentire una partitura che nessuno ha mai ascoltato in sala.
Paul Hindemith, Concerto per violino
Al centro del programma il Concerto per violino di Hindemith, affidato a Frank Peter Zimmermann. La presentazione dell'Accademia lo colloca nel pieno della Seconda guerra mondiale, all'inizio dell'esilio del compositore, e lo descrive come un lavoro nel solco della tradizione classica, costruito su un dialogo serrato fra solista e orchestra, con grande precisione ritmica e una ricca varietà di colori.
Rimskij-Korsakov, Shéhérazade
Chiude la serata Shéhérazade, la suite sinfonica op. 35 che Nikolaj Rimskij-Korsakov compose nel 1888 ispirandosi alle Mille e una notte. È una partitura famosa per la ricchezza dell'orchestrazione, e per il tema del violino solo, accompagnato dall'arpa, che dà voce alla narratrice: dopo il concerto di Hindemith, crea un curioso gioco di specchi fra due violini protagonisti nella stessa serata.
Shéhérazade: la storia di una partitura
Rimskij-Korsakov scrisse Shéhérazade nell'estate del 1888: le note dell'autografo indicano che la composizione fu completata fra il 4 giugno e il 7 agosto di quell'anno.
Un inverno con il Principe Igor
L'idea nacque nell'inverno del 1887, mentre il compositore lavorava a completare il Principe Igor, l'opera rimasta incompiuta alla morte dell'amico Aleksandr Borodin. Rimskij-Korsakov decise allora di scrivere un pezzo orchestrale basato su immagini delle Mille e una notte e su episodi separati, senza legami narrativi stretti.
La dacia sul lago
Dopo i primi abbozzi, il compositore si trasferì con la famiglia in una dacia lungo il lago Cheremenets, non lontano dall'attuale Luga, nella regione di Leningrado. Quella casa fu distrutta durante la Seconda guerra mondiale. Nella stessa estate Rimskij-Korsakov completò anche l'Ouverture della Grande Pasqua russa.
La prima a San Pietroburgo
La suite fu eseguita per la prima volta a San Pietroburgo il 28 ottobre 1888, diretta dallo stesso Rimskij-Korsakov. Il tema grave degli archi all'unisono che apre il primo movimento rappresenta il sultano Shahriyār; subito dopo, pochi accordi dei legni introducono il tema del violino solo con l'arpa, che è la narratrice.
I titoli tolti
Il compositore aveva pensato di chiamare i quattro movimenti Preludio, Ballata, Adagio e Finale; poi scelse titoli tratti dai racconti, volutamente vaghi, e in un'edizione successiva li eliminò del tutto. Voleva che l'ascoltatore portasse a casa l'impressione di un racconto orientale fatto di molte meraviglie, senza legarsi a una trama precisa. Il nome di Shéhérazade restò, perché evocava in chiunque il mondo delle Mille e una notte.
Chi è Gustavo Gimeno, il direttore
Gustavo Gimeno è nato a Valencia nel 1976 ed è oggi direttore musicale della Toronto Symphony Orchestra e del Teatro Real di Madrid, dopo dieci stagioni alla guida dell'Orchestre Philharmonique du Luxembourg.
Dalle percussioni al podio
Figlio di un clarinettista, Gimeno ha studiato percussioni e pianoforte. Nel 2001 è entrato nella sezione percussioni dell'Orchestra reale del Concertgebouw di Amsterdam, e dall'aprile 2002 ne è stato percussionista principale. Negli stessi anni ha studiato direzione al Conservatorio di Amsterdam e ha seguito corsi di perfezionamento con Ed Spanjaard, Iván Fischer e Hans Vonk.
Gli anni con Jansons e Abbado
Mariss Jansons lo ha incoraggiato e lo ha voluto come assistente al Concertgebouw; fra i suoi mentori ci sono anche Bernard Haitink e Claudio Abbado, che Gimeno ha assistito con l'Orchestra Mozart di Bologna e con la Lucerne Festival Orchestra. Fra il 2009 e il 2013 ha guidato due orchestre di Amsterdam, l'Amsterdams Symphonie Orkest Con Brio e Het Orkest Amsterdam, prima di lasciare il Concertgebouw per dedicarsi solo alla direzione.
La svolta del 2014
La notorietà internazionale arriva nel febbraio 2014, quando sostituisce Jansons alla guida del Concertgebouw in un concerto che comprendeva la prima olandese del Secondo concerto per pianoforte di Magnus Lindberg. Nello stesso anno sostituisce Lorin Maazel sul podio dei Münchner Philharmoniker.
Lussemburgo, Toronto, Madrid
Dal 2015 al 2025 è stato direttore musicale dell'Orchestre Philharmonique du Luxembourg, con cui ha inciso numerosi dischi per l'etichetta Pentatone: Bruckner, Ravel, Šostakovič, Mahler, Debussy, Stravinskij. Nel 2018 dirige per la prima volta la Toronto Symphony Orchestra, che lo sceglie come direttore musicale dal 2020 e gli rinnova il contratto fino al 2030. Dalla stagione 2025-2026 è direttore musicale del Teatro Real di Madrid.
Una curiosità sul Lussemburgo
Fra i solisti che hanno suonato con Gimeno in Lussemburgo, l'enciclopedia ricorda Isabelle Faust, Leonidas Kavakos, Anja Harteros e proprio Frank Peter Zimmermann: la collaborazione romana ha dunque alle spalle una conoscenza reciproca.
Chi è Frank Peter Zimmermann, il violinista
Frank Peter Zimmermann è nato a Duisburg il 27 febbraio 1965 ed è uno dei violinisti tedeschi più noti della sua generazione, ospite abituale delle grandi orchestre internazionali da oltre quarant'anni.
L'infanzia e il debutto
Ha cominciato a suonare a cinque anni con la madre, insegnante di violino, e a dieci ha tenuto il primo concerto con orchestra. Nel 1976 ha vinto il concorso Jugend musiziert ed è diventato allievo di Valery Gradov alla Folkwangschule di Essen. Il debutto ufficiale arriva nel 1981 con i Berliner Philharmoniker nel Concerto K 216 di Mozart; ha poi completato gli studi con Saschko Gawriloff e Herman Krebbers.
Le orchestre
Fra le collaborazioni che le biografie ricordano: la New York Philharmonic, la Boston Symphony, la Chicago Symphony con Manfred Honeck, i Berliner con Bernard Haitink, la Philharmonia con Wolfgang Sawallisch, l'Orchestra della Radio Bavarese con Mariss Jansons. Nel febbraio 2003, con i Berliner diretti da Peter Eötvös, ha tenuto la prima assoluta di en sourdine, il concerto per violino di Matthias Pintscher.
La musica da camera
Dal 1998 il suo partner abituale nei recital è il pianista italiano Enrico Pace; ha suonato anche con Heinrich Schiff, Piotr Anderszewski e Christian Zacharias. Nel 2007 ha fondato il Trio Zimmermann con Antoine Tamestit alla viola e Christian Poltéra al violoncello. Nel 1990 ha vinto il premio internazionale dell'Accademia Musicale Chigiana di Siena.
I dischi
Ha registrato per EMI Classics i maggiori concerti per violino e molte opere per violino solo e per violino e pianoforte; ha poi inciso per BIS, Decca, Sony ed ECM. Vive a Colonia.
Il violino di Zimmermann: una storia di Stradivari
Dal 2001 al 2015 Frank Peter Zimmermann ha suonato uno Stradivari del 1711 detto Lady Inchiquin, appartenuto in passato a Fritz Kreisler.
Il prestito interrotto
Lo strumento gli era stato prestato dalla banca WestLB di Düsseldorf. Nel febbraio 2015, alla scadenza del contratto, il successore legale della banca fallita lo ha richiesto indietro: una vicenda che fece discutere il mondo musicale tedesco.
Il Général Dupont e il ritorno
Nel gennaio 2016 Zimmermann ha ricevuto in prestito lo Stradivari Général Dupont del 1727, noto anche come Grumiaux perché appartenuto al violinista belga Arthur Grumiaux. Nel luglio dello stesso anno è tornato in possesso del Lady Inchiquin. Quale dei due strumenti porterà a Roma non è annunciato.
Chi è Carlo Boccadoro, l'autore della prima assoluta
Carlo Boccadoro è nato a Macerata il 20 luglio 1963: compositore, direttore d'orchestra e musicologo, è considerato fra i più noti compositori italiani contemporanei.
La formazione
Diplomato in pianoforte e strumenti a percussione, ha studiato l'improvvisazione jazzistica con Giorgio Gaslini. Scrive musica sinfonica e da camera, per il teatro e per la danza, e collabora regolarmente con Moni Ovadia.
Sentieri selvaggi
Con Filippo Del Corno e Angelo Miotto ha fondato Sentieri selvaggi, ensemble di musica contemporanea in residenza al Teatro Elfo Puccini di Milano. Dal 2018 è direttore artistico dei Concerti della Normale di Pisa, dove è succeduto a Jeffrey Swann.
Lo scrittore
Accanto alla composizione c'è il divulgatore: fra i suoi libri Musica Coelestis, conversazioni con undici grandi della musica d'oggi, il Lunario della musica, Analfabeti sonori, Bach e Prince. Vite parallele e un libro su Franco Battiato. Chi li ha letti sa che Boccadoro scrive di jazz, pop e classica senza gerarchie: un indizio utile per avvicinarsi a Viaggio.
Una curiosità su Gustavo Gimeno e Frank Peter Zimmermann all'Auditorium Parco della Musica — 1, 2 e 3 aprile 2027
La curiosità riguarda il percorso del direttore. Gustavo Gimeno non è arrivato al podio passando dal pianoforte o dal violino, come accade spesso, ma dalle percussioni: per oltre dieci anni ha suonato timpani, piatti e tamburi in una delle orchestre più celebri del mondo, il Concertgebouw di Amsterdam, di cui è stato percussionista principale dal 2002.
È un dettaglio che, per questo programma, ha un peso preciso. Shéhérazade è celebre proprio per i colori dell'orchestra e per una vitalità ritmica che, nella musica sinfonica di fine Ottocento, non era affatto scontata. Un direttore che ha passato anni in fondo all'orchestra, dietro i timpani, conosce dall'interno il peso di ogni colpo e di ogni accento.
E c'è un secondo dettaglio, sul lato del compositore. Anche Carlo Boccadoro è diplomato in strumenti a percussione, oltre che in pianoforte. Il direttore e l'autore della prima assoluta vengono quindi dalla stessa famiglia di strumenti: una coincidenza che rende ancora più interessante ascoltare come Viaggio tratterà il ritmo e il timbro.
Infine, il ritmo è la parola chiave anche del Concerto di Hindemith, che l'Accademia descrive proprio per la sua rigorosa precisione ritmica. A nostro giudizio è la chiave d'ascolto dell'intera serata.
La Sala Santa Cecilia e l'Auditorium
Dal 2003 la stagione sinfonica dell'Accademia si svolge nella Sala Santa Cecilia, la più grande delle tre sale progettate da Renzo Piano per l'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, con 2.756 posti.
I gusci di ciliegio
Sopra l'orchestra si aprono 26 gusci di ciliegio americano, ciascuno di circa 180 metri quadrati; il tempo di riverberazione della sala è di 2,2 secondi. È un'acustica generosa, che accoglie bene una grande orchestra romantica come quella di Shéhérazade.
Dove sedersi
Chi frequenta la sala sa che l'intensità sonora cala fino alla decima fila e poi resta stabile. Per un concerto con violino solista, la platea centrale oltre la decima fila e la galleria frontale danno il miglior equilibrio fra solista e orchestra; la galleria dietro il palco permette di osservare il gesto del direttore da vicino, ma sacrifica il suono diretto del violino.
L'architettura
Fuori, i tre volumi rivestiti di piombo poggiano su una base di mattoni e si aprono a ventaglio intorno alla cavea intitolata a Luciano Berio. Piano vinse il concorso nel 1993; con lui lavorarono l'acustico Jürgen Reinhold dello studio Müller-BBM e il paesaggista Franco Zagari. La scheda generale del complesso è quella dell'Auditorium Parco della Musica.
Una cosa che non ti dice nessuno su Gustavo Gimeno e Frank Peter Zimmermann all'Auditorium Parco della Musica — 1, 2 e 3 aprile 2027
Quello che pochi sanno è che, in Shéhérazade, il violino protagonista non è quello di Zimmermann. La voce della narratrice, il tema che ritorna fra un racconto e l'altro, è affidata a un violino solo dell'orchestra, accompagnato dall'arpa: una melodia tenera e sinuosa, fra le più riconoscibili del repertorio sinfonico, che nella partitura appartiene all'orchestra e non a un solista ospite.
Nella stessa serata, dunque, si ascoltano due violini solisti in due ruoli opposti. Nella prima parte il solista ospite, davanti all'orchestra, in un concerto costruito sul confronto; nella seconda il violino di casa, seduto al suo leggio, che racconta le storie di Shahrazād sopra gli accordi dell'arpa. Chi presta attenzione a questo passaggio di testimone vive il concerto in modo diverso.
La seconda cosa riguarda la puntualità. L'Accademia chiude le porte all'orario d'inizio, e chi arriva tardi segue il concerto nelle salette d'ascolto, fino a esaurimento dei posti. Con una prima assoluta in apertura, arrivare in ritardo significa perdere proprio il pezzo che nessuno ha mai ascoltato: un rischio da non correre.
Terzo: i titoli dei movimenti. Rimskij-Korsakov li tolse in un'edizione successiva, ma i programmi di sala li riportano spesso. Non vanno presi alla lettera: il compositore voleva un racconto, non una trama.
Biglietti per Gimeno e Zimmermann: prezzi e riduzioni
I biglietti per il concerto di Gustavo Gimeno e Frank Peter Zimmermann costano da 23 a 54 euro, in sei settori: 54, 47, 37, 35, 30 e 23 euro. La prevendita per i concerti dal 3 marzo 2027 a fine stagione apre il 12 gennaio 2027.
I rivenditori autorizzati
L'Accademia indica come unici rivenditori autorizzati il circuito di prevendita collegato alla pagina ufficiale del concerto, con i suoi punti vendita, il botteghino dell'Auditorium Parco della Musica e quello di via Vittoria 6, vicino a piazza del Popolo. Dalla pagina ufficiale, sotto ogni data, il pulsante di acquisto porta alla pagina di vendita corrispondente. L'Accademia non risponde di maggiorazioni applicate da rivenditori non autorizzati.
Informazioni
L'infoline dell'Accademia è lo 06 8082058; per la biglietteria si scrive a biglietteria@santacecilia.it, per informazioni generali a info@santacecilia.it. Le avvertenze complete sono pubblicate sul sito dell'Accademia.
I giovani
L'Accademia ha una pagina dedicata alle agevolazioni per i giovani. Secondo le condizioni pubblicate per la stagione, gli under 26 hanno uno sconto sui concerti e i ragazzi sotto i 14 anni accompagnati da un adulto pagano una tariffa simbolica: condizioni e disponibilità vanno controllate al momento dell'acquisto.
Come arrivare all'Auditorium Parco della Musica
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone è in viale Pietro de Coubertin 30. La metro non arriva all'ingresso: si combinano metro A e tram 2, oppure si prende un autobus diretto.
Metro e tram
Con la metro A si scende a Flaminio; da piazzale Flaminio il tram 2 risale via Flaminia fino alle fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, da dove si attraversa a piedi il Villaggio Olimpico in pochi minuti.
Autobus
Il 910 collega piazza dei Cinquecento, davanti a Termini, all'Auditorium senza cambi. Il 53 collega piazza Mancini e il centro, il 982 la zona di viale XVII Olimpiade, il 168 la stazione Tiburtina nei giorni feriali. Per la replica del sabato conviene controllare gli orari sul calcolatore del trasporto pubblico romano.
In auto
Il tratto di viale Pietro de Coubertin davanti all'ingresso è chiuso al traffico, e i parcheggi a pagamento del complesso hanno posti limitati: nelle sere di concerto le strade del Villaggio Olimpico si riempiono presto. Conviene partire con largo anticipo, soprattutto il giovedì e il venerdì, quando il traffico serale verso il Flaminio è intenso.
Il consiglio che ti do per visitare Gustavo Gimeno e Frank Peter Zimmermann all'Auditorium Parco della Musica — 1, 2 e 3 aprile 2027
Il consiglio è di arrivare presto e di non perdere l'inizio. Il pezzo d'apertura è Viaggio di Boccadoro, in prima assoluta: una partitura che non si può ascoltare prima, né ritrovare in un disco. Con le porte che si chiudono all'orario d'inizio, è l'unica parte del programma che, persa, non si recupera.
Secondo consiglio: ascoltare prima Shéhérazade in una buona incisione, con attenzione al tema del violino solo che torna all'inizio di ogni movimento. Riconoscerlo in sala, e seguire come cambia da un racconto all'altro, rende la seconda parte della serata molto più ricca. Per Hindemith, invece, conviene arrivare senza aspettative: il Concerto per violino è meno eseguito, e la scoperta fa parte del piacere.
Terzo: il posto. Con un solista al violino, la platea centrale oltre la decima fila o la galleria frontale sono le scelte più equilibrate. Chi cerca l'emozione del gesto del direttore può provare la galleria dietro il palco, sapendo che il suono del solista arriverà da dietro.
Quarto: la replica. Il sabato alle 18:00 è la sera più rilassata, e lascia il tempo per una cena con calma; il giovedì alle 19:30 ha il fascino della prima esecuzione assoluta, perché la prima sera è davvero la prima volta.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Shéhérazade è una delle opere più popolari di Rimskij-Korsakov. Si cita meno che il compositore fece di tutto per non legarla a una storia precisa. I titoli dei movimenti, scelti dopo aver ascoltato il parere di Anatolij Ljadov e di altri amici, erano volutamente vaghi, per non associare la musica a racconti o viaggi di Sindbad specifici; solo nel finale l'epigrafe fa riferimento all'avventura del principe Ajib.
In un'edizione successiva Rimskij-Korsakov eliminò del tutto i titoli. Il suo desiderio, scrisse, era che l'ascoltatore, se il pezzo gli piaceva come musica sinfonica, portasse a casa l'impressione di un racconto orientale fatto di molte meraviglie, e non di quattro pezzi suonati uno dopo l'altro. Il nome della narratrice restò per un motivo semplice: evocava in chiunque le Mille e una notte.
È un fatto che cambia il modo di ascoltare. Invece di cercare in sala la nave di Sindbad o il giovane principe e la giovane principessa, conviene lasciarsi portare dai colori dell'orchestra, come chiedeva l'autore. Il secondo fatto poco citato riguarda la genesi: Shéhérazade nacque mentre Rimskij-Korsakov completava il Principe Igor dell'amico Borodin, morto senza finirlo. Due capolavori russi di fine Ottocento sono cresciuti sullo stesso tavolo di lavoro.
Come organizzare la serata
Per il concerto di Gimeno e Zimmermann conviene arrivare all'Auditorium almeno quaranta minuti prima: ritiro dei biglietti, controlli, guardaroba e salita in sala richiedono tempo.
Prima di entrare
Il foyer comune alle sale ospita bar, caffetteria e una libreria musicale ben fornita. Dal terrazzo che gira intorno agli edifici si vedono i resti della villa romana emersa durante i lavori: un buon modo di impiegare dieci minuti di attesa.
Quanto dura
La pagina del concerto non indica la durata complessiva. Con una prima assoluta, un concerto solistico e una suite sinfonica in quattro movimenti, è una serata sinfonica completa, con intervallo.
All'uscita
La cavea è lo spazio in cui il pubblico defluisce; chi ha l'auto nelle strade laterali del Villaggio Olimpico si prepari a qualche minuto di attesa. Chi torna con il tram 2 lo trova a pochi minuti a piedi.
La foto giusta da fare a Gustavo Gimeno e Frank Peter Zimmermann all'Auditorium Parco della Musica — 1, 2 e 3 aprile 2027
Durante il concerto il telefono resta spento: in Shéhérazade gli assoli del violino e dei legni sono spesso in pianissimo, e uno schermo acceso disturba tutta la sala. La foto si fa prima e dopo.
La più bella, a inizio aprile, è quella esterna. Alle 18:00 del sabato c'è ancora luce, e dall'alto della cavea i tre volumi di piombo dell'Auditorium, con il verde di Villa Glori alle spalle, si fotografano nella luce calda del tardo pomeriggio. Il giovedì e il venerdì, all'ingresso delle 19:30 e delle 20:00, la luce del tramonto sui gusci metallici offre un'immagine diversa, più morbida.
In sala, prima dell'inizio e se il personale lo consente, il palco pronto con le sedie, i leggii e il podio sotto i gusci di ciliegio del soffitto racconta la dimensione della Sala Santa Cecilia meglio di qualsiasi ritratto. Durante gli applausi finali, senza flash, si può fotografare il saluto di Gimeno e Zimmermann. E per chi ama i dettagli, il foglio di sala con il titolo Viaggio e la dicitura prima assoluta è il ricordo più raro della serata.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Sotto l'Auditorium riposa una storia antichissima: durante il cantiere emersero i resti di una villa romana del III secolo a.C., sorta al posto di una piccola fattoria arcaica del VI secolo a.C. Per conservarli Renzo Piano spostò due dei tre volumi verso ovest, quasi fino al viadotto di corso di Francia, e i reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.
La storia musicale del luogo nasce da una perdita: nel 1936 fu abbattuto l'Augusteo, la grande sala da concerto romana, e per più di sessant'anni la città non ebbe un auditorium costruito per la musica sinfonica. Nel 1992 il Comune scelse l'area del Villaggio Olimpico, nel 1993 Piano vinse il concorso.
La Sala Sinopoli aprì il 21 aprile 2002, la Sala Santa Cecilia il 21 dicembre 2002 con l'Orchestra dell'Accademia diretta da Myung-Whun Chung. Dal 2003 l'Auditorium è la sede stabile della stagione dell'Accademia, dal 2006 della Festa del Cinema di Roma, e dal 2020 porta il nome di Ennio Morricone. Le prime assolute commissionate dall'Accademia, come Viaggio di Boccadoro, aggiungono ogni stagione una pagina a questa storia.
Chi è passato da Gustavo Gimeno e Frank Peter Zimmermann all'Auditorium Parco della Musica — 1, 2 e 3 aprile 2027
La Sala Santa Cecilia ha visto sul podio i direttori musicali dell'Accademia, da Myung-Whun Chung, che la inaugurò, ad Antonio Pappano e a Daniel Harding; Goffredo Petrassi assistette all'apertura della Sala Sinopoli, Luciano Berio ha dato il nome alla cavea. Fra i solisti ospiti dell'Accademia negli anni ci sono stati Viktoria Mullova, Andrei Gavrilov, Evgeny Kissin, Gidon Kremer e lo stesso Frank Peter Zimmermann.
La stagione 2026-2027, presentata dall'Accademia, schiera sul podio fra gli altri Daniel Harding, Kirill Petrenko, Alexander Soddy, Antonio Pappano, Fabio Luisi, Manfred Honeck, Semyon Bychkov e Gustavo Gimeno; fra i solisti, accanto a Zimmermann, Daniil Trifonov, Lisa Batiashvili, Beatrice Rana e Rudolf Buchbinder. La stagione si apre a ottobre con il Siegfried di Wagner diretto da Harding.
Nelle biografie dei tre protagonisti di aprile passano i nomi di Mariss Jansons, Claudio Abbado e Bernard Haitink per Gimeno, dei Berliner e di Enrico Pace per Zimmermann, di Giorgio Gaslini e Moni Ovadia per Boccadoro. A nostro giudizio è proprio questa rete di incontri a rendere la serata interessante: tre percorsi diversi che si ritrovano, per tre sere, sullo stesso palco.
Accessibilità e ragazzi
L'Accademia prevede riduzioni per le persone con disabilità e tariffe dedicate per chi è in carrozzina, con ingresso gratuito per l'accompagnatore, fino a esaurimento dei posti. Le condizioni aggiornate sono nella sezione Convenzioni e riduzioni del sito ufficiale.
La prenotazione
Le persone non deambulanti devono prenotare in anticipo, contattando la biglietteria allo 06 8082058 o a biglietteria@santacecilia.it. Per il concerto del 1 aprile conviene muoversi a metà marzo, senza ridursi all'ultimo.
Il percorso
La sala è costruita su un piano rialzato, sopra la villa romana, e le gallerie sono servite da pochi ascensori: arrivare in anticipo evita le code.
Con i ragazzi
Shéhérazade è uno dei titoli più adatti per avvicinare un ragazzo alla musica sinfonica: le Mille e una notte, il mare, la nave, la festa di Baghdad. Chi studia uno strumento ad arco troverà nei due violini solisti della serata un doppio modello. La replica del sabato alle 18:00 è la più adatta alle famiglie.
Il quartiere dell'Auditorium
L'Auditorium si estende per circa 55.000 metri quadrati fra Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski, in un quadrante della Roma del Novecento dove l'architettura contemporanea convive con il verde.
Il MAXXI
Verso via Guido Reni, a pochi minuti a piedi, il MAXXI di Zaha Hadid forma con l'Auditorium la coppia di architetture contemporanee più importanti della città. Chi arriva per la replica del sabato può dedicare il primo pomeriggio al museo.
Ponte Milvio
Poco più a nord, Ponte Milvio è il punto d'incontro serale di Roma nord, con l'offerta più ampia di locali per il dopo concerto.
Villa Ada
Dall'altra parte di via Salaria, Villa Ada è uno dei grandi parchi della città: in una giornata di aprile, una passeggiata nel verde prima del concerto è un modo piacevole di arrivare in sala.
Dove mangiare prima o dopo il concerto
All'interno dell'Auditorium ci sono bar e caffetteria nel foyer e un bar ristorante con ingresso anche dalla strada, comodo per il concerto del giovedì alle 19:30.
Prima
Fra il Villaggio Olimpico, via Flaminia e piazza Mancini si trovano pizzerie, trattorie e bar di quartiere. Con l'inizio alle 18:00 del sabato, una merenda sostanziosa prima e una cena dopo sono la formula più comoda.
Dopo
Dopo la replica del venerdì, Ponte Milvio offre locali aperti fino a tardi; verso piazzale Flaminio e il Tridente la scelta è quella, più cara, del centro storico.
Aprile a Roma
Inizio aprile è uno dei periodi più piacevoli dell'anno a Roma: giornate più lunghe, temperature miti, parchi in fiore. È anche un periodo di grande afflusso turistico, e chi arriva da fuori per il concerto fa bene a prenotare l'alloggio per tempo.
Le sere possono essere ancora fresche, soprattutto all'uscita dall'Auditorium, che sorge in una zona aperta e ventilata ai piedi dei Parioli: una giacca è d'obbligo. Chi costruisce intorno al concerto un soggiorno di qualche giorno può rivolgersi a Tour Leader Pro, che organizza tour ed esperienze private su misura.
Domande frequenti su Gimeno e Zimmermann a Santa Cecilia
Quando suonano Gimeno e Zimmermann a Santa Cecilia?
Il concerto di Gustavo Gimeno e Frank Peter Zimmermann con l'Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia è in programma giovedì 1 aprile 2027 alle 19:30, venerdì 2 aprile alle 20:00 e sabato 3 aprile alle 18:00, nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Le porte si chiudono all'orario d'inizio.
Che cosa suona Frank Peter Zimmermann a Roma?
A Santa Cecilia Frank Peter Zimmermann è il solista del Concerto per violino di Paul Hindemith, composto all'inizio dell'esilio del compositore, in piena Seconda guerra mondiale. Nella stessa serata l'orchestra esegue la prima assoluta di Viaggio di Carlo Boccadoro e Shéhérazade di Rimskij-Korsakov.
Quanto costano i biglietti per Gimeno e Zimmermann?
I biglietti per il concerto di Gimeno e Zimmermann a Santa Cecilia costano da 23 a 54 euro, in sei settori: 54, 47, 37, 35, 30 e 23 euro. La prevendita per i concerti da marzo a fine stagione apre il 12 gennaio 2027. Sono previste agevolazioni per i giovani.
Dove si comprano i biglietti per Santa Cecilia?
I biglietti per il concerto di Gimeno e Zimmermann si comprano al botteghino dell'Auditorium Parco della Musica, a quello di via Vittoria 6 o sul circuito di prevendita autorizzato, raggiungibile dal pulsante di acquisto sotto ogni data della pagina ufficiale dell'Accademia. Altri rivenditori non sono autorizzati.
Che cos'è Viaggio di Carlo Boccadoro?
Viaggio è una nuova composizione di Carlo Boccadoro commissionata dall'Accademia di Santa Cecilia, eseguita in prima assoluta da Gustavo Gimeno nel concerto del 1, 2 e 3 aprile 2027. Apre il programma: chi arriva in ritardo la perde, perché le porte si chiudono all'inizio.
Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica?
All'Auditorium Parco della Musica, in viale Pietro de Coubertin 30, si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino a Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con l'autobus 910 da Termini. I parcheggi sono limitati nelle sere di concerto.
Il concerto di Santa Cecilia è adatto ai ragazzi?
Il concerto di Gimeno e Zimmermann è adatto ai ragazzi che hanno già familiarità con la musica classica: Shéhérazade, ispirata alle Mille e una notte, è uno dei titoli più amati dai giovani ascoltatori. La replica del sabato alle 18:00 è la più comoda per le famiglie.
Il consiglio finale su Gimeno e Zimmermann a Santa Cecilia
Un ex percussionista del Concertgebouw sul podio, uno dei grandi violinisti tedeschi in un concerto poco eseguito, una prima assoluta di un compositore italiano che viene anch'egli dalle percussioni, e in chiusura una delle partiture più colorate dell'Ottocento. A nostro giudizio è uno dei programmi più equilibrati della primavera dell'Accademia, capace di accontentare chi cerca il repertorio e chi cerca la scoperta. Conviene arrivare presto per non perdere Viaggio, ascoltare prima il tema del violino di Shéhérazade e scegliere la platea oltre la decima fila.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.
Prepara la visita
Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.
Biglietti per concerti e spettacoli
Concerti, teatro e sport a Roma, con posto scelto in anticipo.
Dormire a Roma
Hotel e appartamenti vicino a dove vuoi passare le giornate.
Transfer da e per l’aeroporto
Fiumicino e Ciampino con auto prenotata e prezzo fisso.
